Per un migliore sostegno agli Svizzeri e alle Svizzere all'estero e alle persone vittime di catastrofi nel nostro Paese
26.3472 · Postulato · 2026-03-20
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di fare il punto sulle misure adottate o da adottare per fornire un migliore sostegno alle Svizzere e agli Svizzeri all’estero bloccati loro malgrado in Paesi interessati da conflitti come anche alle persone vittime di catastrofi.
A sostegno del presente postulato, faccio riferimento a due casi specifici:
la mozione 22.3904 presentata dall’ex consigliere nazionale Michel Matter (PVL/GE), che chiedeva l’adesione della Svizzera al meccanismo di protezione civile dell’Unione europea (EUCPM), è stata adottata dal nostro Parlamento nel settembre del 2023. La solidarietà europea consentirebbe in effetti al nostro Paese di chiedere o offrire un aiuto rapido (squadre di soccorso, materiale sanitario ecc.) in caso di gravi catastrofi che superano le capacità nazionali.
In occasione della recente tragedia di Crans-Montana, la Svizzera ha fatto ricorso a questo meccanismo di protezione civile e ha potuto beneficiare dell’aiuto di vari Paesi europei per trasportare le vittime in diversi ospedali specializzati per i grandi ustionati.
Eppure, il Consiglio federale ha deciso di congelare l’attuazione della mozione in attesa di una modifica del diritto europeo che consenta a un Paese terzo di aderire a pieno titolo al meccanismo. Perché il Consiglio federale non vuole presentare questa domanda agendo in modo proattivo?
A causa del conflitto armato in Medio Oriente, quasi 5000 persone di origine svizzera sono rimaste bloccate in diversi Paesi del Golfo Persico o mentre erano in transito verso o da Paesi asiatici.
La Svizzera ha potuto fornire loro solo informazioni e consigli, in quanto ai sensi della legge sugli Svizzeri all’estero i cittadini e le cittadine svizzere che intraprendono un viaggio ne sono responsabili in prima persona.
Non sarebbe forse il caso di cercare il modo di unire gli sforzi con i Paesi vicini, in particolare partecipando più attivamente al gruppo internazionale che si occupa del rimpatrio delle Svizzere e degli Svizzeri all’estero, e di concludere accordi con altri Paesi europei per le operazioni di rimpatrio?
Non vi sono legami diretti tra questi due sistemi dal punto di vista istituzionale, ma una complementarità operativa in caso di crisi. Il meccanismo europeo rafforza concretamente la capacità della Svizzera di proteggere i propri cittadini e cittadine all’estero.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Le questioni sollevate nel postulato riguardano due pilastri della prevenzione delle crisi: la solidarietà e la cooperazione con i Paesi europei in occasione di grandi eventi in Svizzera, da un lato, e il sostegno alle cittadine e ai cittadini in situazioni di emergenza all’estero, dall’altro. 1: Nella sua seduta del 20 marzo 2026 il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) ha informato il Consiglio federale che sta proseguendo i preparativi necessari per poter presentare la domanda ufficiale di adesione della Svizzera al Meccanismo di protezione civile dell’UE (EUCPM) non appena le condizioni saranno soddisfatte. Non è questo il caso al momento, e una presentazione proattiva della domanda non avrebbe probabilmente l’effetto desiderato per il seguente motivo: il 16 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE una proposta di adeguamento delle basi giuridiche dell’UE che creerebbe le condizioni necessarie all’adesione della Svizzera al Patto di solidarietà dell’EUCPM. Ma dal momento che l’entrata in vigore di queste basi modificate non potrà avvenire prima del 2028, l’UE non dispone attualmente dei presupposti giuridici per consentire a un Paese terzo come la Svizzera di aderire all’EUCPM. Gli ostacoli sussistono quindi dalla parte dell’UE, non della Svizzera. Tuttavia, entro la fine del 2026 il DDPS sottoporrà al Consiglio federale, per decisione, i primi dettagli di un progetto di massima per l’adesione all’EUCPM destinato a essere posto in consultazione, come pure alcune proposte di finanziamento. 2: Conformemente alla legge sugli Svizzeri all’estero (RS 195.1; LSEst), la Confederazione può sostenere le cittadine e i cittadini svizzeri che si trovano in una situazione di emergenza all’estero, ma solo se questi non sono in grado o non possono essere ragionevolmente tenuti ad assumere la tutela dei propri interessi da soli o con l’aiuto di terzi (art. 42 LSEst). In attuazione di questo principio di sussidiarietà, la Confederazione collabora già regolarmente con Stati e privati di vedute affini (p. es. organizzazioni di soccorso, compagnie aeree o assicurative) per fornire un sostegno mirato ed efficace alle persone in difficoltà nell’ambito della cosiddetta protezione consolare. Nell’attuale crisi mediorientale, per esempio, ha organizzato voli speciali dall’Oman alla Svizzera in collaborazione con la compagnia aerea Swiss e, insieme ad altri Paesi, ha facilitato la partenza di persone vulnerabili. Inoltre, la Confederazione è alla continua ricerca di ulteriori modalità di cooperazione internazionale nell’ambito della protezione consolare. A titolo di esempio, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è in contatto con il Centro di risposta alle crisi del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) del servizio diplomatico dell’UE. Inoltre, sta esaminando opportunità di cooperazione bilaterale approfondita con i Paesi europei. A questo proposito può fungere da base negoziale l’attuale Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica d’Austria sulla collaborazione in affari consolari (RS 0.191.111.631). Di conseguenza, le richieste del postulato sono nella prassi già soddisfatte.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.