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96.3271 · Interpellanza · 1996-06-13

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Mentre all'inizio del secolo un quarto della popolazione attiva esercitava ancora un'attività lucrativa indipendente, nel 1980 tale quota era scesa al 10%. Tra il 1980 e il 1990 si è constatata una certa inversione di tendenza, che recentemente si è ancora rafforzata. Secondo la rilevazione sulla forza lavoro in Svizzera (RIFOS), che conferisce un significato molto ampio alla nozione di attività indipendente (a partire da un'ora di lavoro settimanale), il numero delle persone che esercitano un'attività indipendente è aumentato, salendo da 460'000 nel 1991 a 510'000 nel 1995. L'effettivo delle donne con un'occupazione indipendente è passato da 133'000 a 155'000 (+15%), mentre quello degli uomini è progredito di circa 30'000, raggiungendo le 354'000 unità (+9%). Questi dati relativizzano l'affermazione secondo cui le donne incontrerebbero difficoltà particolari al momento di intraprendere un'attività indipendente.

L'evoluzione nel senso di una crescente importanza delle attività economiche indipendenti può essere dovuta in parte alle difficoltà di trovare, nella situazione attuale, condizioni d'impiego soddisfacenti. Tuttavia queste cifre esprimono anche un'accresciuta tendenza delle imprese a servirsi di prestazioni presso terzi ("outsourcing"). Il settore dei servizi, che da sempre ha offerto alle donne buone opportunità per esercitare un'attività lucrativa, continua ad acquisire maggiore importanza. In ogni caso e conformemente ai principi del nostro sistema economico, la dinamica osservata sul mercato del lavoro è imputabile più all'evoluzione del mercato che ad un sostegno diretto da parte dello Stato. Occorre pertanto rinunciare a uno speciale bonus agli investimenti in favore delle donne che esercitano un'attività lucrativa indipendente.

3. La Confederazione promuove già attualmente, in un ambito limitato, l'avvio di attività indipendenti, ricorrendo a tale proposito a diversi strumenti. Nei casi a cui allude l'autrice dell'interpellanza, l'importanza maggiore viene comunque attribuita alla possibilità di destinare 60 indennità giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione all'avvio di un'attività indipendente. Questa possibilità è offerta, in linea di massima, a tutti i disoccupati, anche se i mezzi finanziari vengono concessi soltanto dopo un approfondito esame dei progetti. Lo stesso vale per le cooperative di fideiussione delle arti e mestieri, il secondo di questi strumenti, che si rivolge soprattutto al settore dell'artigianato. Tali cooperative forniscono anche una consulenza e garantiscono lavori fiduciari; la loro azione è completata dalla possibilità di accordare fideiussioni e contributi al servizio dell'interesse nelle regioni montane in virtù della pertinente legge federale.

Il sistema di fideiussioni per l'artigianato è attualmente oggetto di una valutazione [cfr. la risposta del Consiglio federale alla mozione Bonny (95.3614: Fideiussioni per l'artigianato. Revisione)]. In una fase ulteriore si tratterà di elaborare modelli attuabili per il futuro. In tale contesto si procede pure ad un esame dei compiti, della posizione e degli strumenti della Cooperativa di fideiussione delle donne svizzere (CFDS), che attualmente riceve dalla Confederazione un modesto sostegno finanziario quale strumento specifico di aiuto alle donne in base al decreto federale menzionato. A tale proposito sembra che le richiedenti tengano ancora a trattare con le donne, sia nelle banche che in organizzazioni come le cooperative di fideiussione. E' stato inoltre dimostrato che l'avvio di un'attività indipendente è particolarmente difficile se non si dispone del reddito di un congiunto per garantirsi la copertura delle spese della vita quotidiana durante la delicata fase iniziale. Un altro problema risiede nel fatto che gli istituti finanziari privati esitano sempre più ad assumersi oneri amministrativi quando il credito iniziale richiesto è modesto rispetto al reddito conseguibile. I modesti o inesistenti fondi di previdenza delle donne divorziate o delle madri celibi costituiscono per tale motivo un problema particolare. Nell'ambito dei lavori di revisione del sistema di fideiussioni per l'artigianato, attualmente in corso, occorre pertanto esaminare il modo in cui devono essere stanziati i mezzi finanziari necessari per i crediti garantiti da fideiussione. Tuttavia occorre pure sottolineare che lo Stato non crea ostacoli ad un'iniziativa privata che intende mettere a disposizione delle donne crediti per avviare attività lucrative indipendenti.

Quanto alle strutture per la custodia dei bambini, menzionate in modo particolare dall'autrice dell'interpellanza, è innegabile che la loro esistenza facilita alle donne l'avvio di attività indipendenti. Conformemente al principio di sussidiarietà, queste strutture devono tuttavia essere organizzate a livello locale o eventualmente regionale.

Risposta del Consiglio federale.