96.3320 · Interpellanza · 1996-06-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Rispondiamo come segue alle domande poste:
Nel suo messaggio de 6 giugno 1995 concernente l'iniziativa popolare "per la protezione della vita e dell'ambiente dalla manipolazione genetica (Iniziativa protezione genetica)", il Consiglio federale si è pronunciato chiaramente contro l'iniziativa, proponendo alle Camere federali di raccomandare al popolo e ai Cantoni di respingerla. Esso è cosciente del fatto che una nuova tecnologia, che ha ripercussioni in numerosi campi della vita quotidiana, suscita innanzitutto differenza. Per questo motivo si adopera per placare, mediante un'informazione oggettiva, i timori della popolazione.
1. La ricerca di base e la formazione nel campo della biologia sono fortemente minacciate dall'iniziativa. L'Unione delle società svizzere per la biologia sperimentale (USSBS) è un'associazione di diverse organizzazioni nei campi dell'anatomia, della biochimica, della farmacologia, della tossicologia e della fisiologia. L'USSBS ha istituto un ufficio d'informazione "Tecnologia genetica e società" al servizio dei membri dell'Unione e de l pubblico, per permettere loro di partecipare attivamente al dibattito sugli argomenti avanzati, conoscendo segnatamente la problematica dell'iniziativa. Questo compito è stato inserito nel campo di attività dell'USSBS in seguito ad una decisione presa dall'Assemblea dei delegati delle società scientifiche e dal Comitato esecutivo. A tale riguardo è stato istituito anche un patronato, che sostiene dal profilo finanziario e strutturale l'ufficio d'informazione: esso è stato sostituito da un gruppo di ricercatori specializzati ne settore della tecnologia genetica. I fondi a disposizione dell'Unione provengono essenzialmente dalle quote dei membri ricercatori nelle università e nell'industria. Le società scientifiche affiliate all'USSBS contribuiscono parimenti al finanziamento dell'ufficio d'informazione. Nessun fondo pubblico viene utilizzato a questo scopo.
2. L'ufficio d'informazione "Tecnologia genetica e società" ha ottenuto il diritto di utilizzare alcuni locali al PFZ. Esso è annesso al servizio di consulenza in materia di etica e di valutazione delle conseguenze tecnologiche, diretto dal dottor Hans-Peter Schreiber, professore straordinario all'Università die Basilea.
Nessuna risorsa budgetaria del PFZ contribuisce al finanziamento di questo ufficio d'informazione. Il PFZ non mette nemmeno a disposizione dell'USSBS servizi quali l'ufficio stampa, la centrale di spedizione, ecc. L'utilizzazione dell'infrastruttura (locali, telefono, fax, E-mail) è regolarmente fatturata all'ufficio d'informazione "Tecnologia genetica e società". Il professor Hans-Peter Schreiber ha offerto la sua collaborazione a titolo privato e non percepisce alcuna indennità per questo lavoro.
3. Gli obiettivi principali dell'ufficio d'informazione "Tecnologia genetica e società" sono i seguenti:
- Elaborazione di un elenco dei progetti in corso in tutte le università svizzere nel campo dalla tecnologia genetica e presentazione delle conseguenze di un'accettazione dell'iniziativa per ogni progetto.
- Messa in discussione delle questioni principali che continuano a suscitare inquietudine nel campo della tecnologia genetica.
- Presentazione delle conseguenze di una rinuncia alla tecnologia genetica sulla ricerca di base e sulla formazione, come pure informazione dell'opinione pubblica in merito a tali conseguenze, compresa l'applicazione pratica della tecnologia genetica in campi importanti (come p. es. la sanità e l'alimentazione).
- Divulgazione di questi risultati presso l'opinione pubblica.
- Realizzazione di un centro d'informazione patrocinato da organizzazioni accademiche, che deve servire ad una veloce divulgazione delle informazioni e ad una rapida coordinazione.
Il dottor Mani occupa un posto al 50 % presso l'ufficio d'informazione sulla tecnologica genetica. L'USSBS lo ha chiamato a questo incarico e ne assicura anche il finanziamento. Inoltre il dottor Mani lavora al 50 %, quale funzionario dell'Ufficio federale di veterinaria, presso l'istituto di virologia a di immunoprofilassi (IVI), dove è responsabile in primo luogo delle questioni concernenti la bio-sicurezza e la tecnica. La attività che egli svolge per l'ufficio d'informazione sono quindi chiaramente separate dal suo campo di attività in seno all'amministrazione federale.
4. Come menzionato, l'ufficio d'informazione "Tecnologia genetica e società" è in primo luogo gestito e finanziato dai ricercatori interessati. Le informazioni da esso pubblicate citano chiaramente questo fatto. La trasparenza è quindi assicurata. Inoltre, ai docenti universitari e ai funzionari federali non è vietato esprimersi a titolo personale in merito a questioni politiche. A tale proposito deve comunque essere chiaramente ravvisabile che si tratta di opinioni espresse a titolo privato.
La Confederazione non partecipa al finanziamento di inserzioni.
5. Il PFZ, quale istituto autonomo di diritto pubblico della Confederazione, deve informare l'opinione pubblica prima di una votazione popolare, se ha l'impressione che il suo mandato di ricerca sia messo in serio pericolo da un progetto in votazione e che di conseguenza anche la libertà di ricerca venga pregiudicata (Legge sui PF, articoli 2 e 5). Nella misura in cui tali informazioni vengono diffuse su una base oggettiva, esse non costituiscono un pregiudizio per le regole del gioco democratico nel nostro Paese.
6. Il servizio di consulenza in materia di etica, menzionato al punto 2 e istituito dal PFZ da qualche tempo, è a disposizione di tutti gli interessati, anche per le domande ch riguardano l'iniziativa per la protezione genetica. In diverse occasioni esso si è già espresso in merito informando l'opinione pubblica.
Nel comportamento tenuto finora dal PFZ, il Consiglio federale non può ravvisare alcuna tendenza secondo cui sarebbe stata favorita; utilizzando fondi pubblici, una polarizzazione della popolazione nei confronti della tecnologia genetica. Il PFZ si sforza, anzi, di migliorare la volontà di dialogo mettendo a disposizione dati di fatto assodati.
Risposta del Consiglio federale.