98.3401 · Mozione · 1998-09-28
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La Class Action, l'azione di gruppo o collettiva, è un'ambiziosa istituzione del diritto procedurale statunitense. Essa consente a una o più persone interessate appartenenti a un gruppo solitamente assai numeroso, di intentare una causa civile dall'esito vincolante per tutti i membri di tale gruppo. In tale contesto non ha alcuna importanza se i restanti membri del gruppo (di solito l'anonima maggioranza) sono d'accordo con il processo, se - avutane notizia - sono comparsi personalmente dinanzi al giudice o se il giudice ha appreso anche soltanto i loro nomi. La prassi giudiziaria americana ha formato una casistica tipica di tali azioni. La Class Action trova ad esempio applicazione in caso di violazione del divieto di discriminazione razziale (questioni concernenti i diritti civili), nell'ambito del diritto in materia di concorrenza (legislazione anti-trust) e in materia di protezione degli investitori e dei consumatori.
Il diritto procedurale svizzero - federale o cantonale - non conosce la Class Action; essa è perlopiù ignota al diritto dell'Europa continentale. Eppure vi sono particolari forme del diritto procedurale europeo e svizzero che perseguono lo stesso scopo della Class Action: la concentrazione di una quantità (elevata) di procedimenti in un unico processo (economia procedurale).
Nel nostro Paese, a proposito del diritto di procedura civile, figura in primo piano l'azione delle associazioni, frutto dell'attività di legislatore dell'apparato giudiziario, che il diritto federale scritto ha nel frattempo sancito espressamente in ambiti giuridici delicati (ad es. parità dei sessi, concorrenza e partecipazione democratica). A differenza della Class Action, l'azione delle associazioni è tuttavia ristretta a domande di accertamento o di cessazione dell'atto: l'associazione non può far valere il risarcimento del danno in luogo e vece delle persone interessate. Diversamente da quanto accade negli Stati Uniti, nel nostro Paese la riparazione pecuniaria è riservata all'azione giudiziaria individuale, la quale è considerevolmente agevolata da una sentenza di accertamento positiva nell'ambito del "processo dell'associazione". Occorre poi far notare il ricorso delle associazioni contemplato dal diritto amministrativo, con il quale ad esempio le associazioni del personale possono perseguire interessi comuni dei loro membri.
Nel diritto procedurale svizzero, anche l'istituzione del litisconsorzio persegue la tutela di interessi collettivi. Più attori - uniti dalle stesse circostanze fattuali o giuridiche - fanno causa comune per far valere le loro pretese nei confronti del convenuto nell'ambito di un unico processo. A differenza della Class Action, tutte le persone nei confronti delle quali il processo deve dispiegare effetto sono formalmente parti al processo. Proprio nei settori del diritto menzionati dalla mozione, il litisconsorzio ha dato ottimi risultati all'atto pratico: si pensi ai locatari di una casa d'appartamenti che contestano in modod solidale l'aumento della pigione; ai dipendenti di una ditta che fanno valere collettivamente le pretese derivanti da un licenziamento collettivo ingiustificato; oppure alle persone vittime di un incidente che intendono procedere in comune contro l'assicurazione di responsabilità civile dell'autore della lesione.
Tuttavia, vi sono senza dubbio casi in cui l'azione o il ricorso delle associazioni e il litisconsorzio incidono in misura troppo limitata perché sia possibile evitare o cumulare un numero massiccio di procedimenti, segnatamente nel caso in cui vanno giudicate le pretese di un numero estremamente elevato di persone (ad es. le pretese dei fumatori contro l'industria del tabacco per danni alla salute). In un simile caso sarebbe pienamente auspicabile una Class Action, benché tale tipologia di azione non comporti affatto soltanto vantaggi. Si pensi ad esempio a importi litigiosi esorbitanti, il cui scopo è intimorire il convenuto, mediante i quali la Class Action può divenire uno strumento di estorsione o addirittura degenerare in uno show giudiziario con effetto mediatico; si pensi tuttavia anche ai problemi qualitativi e quantitativi dell'istruzione processuale che si presentano al giudice che si deve occupare di una Class Action. È inoltre necessario rammentare il diritto all'opting out di ciascun membro del gruppo, il quale può annullare l'obiettivo perseguito dalla Class Action, vale a dire ottenere d'un sol colpo una sentenza vincolante per tutti i membri del gruppo. La Class Action non è tuttavia in grado di escludere qualsiasi processo susseguente, in particolare quando il processo collettivo è rimasto limitato a questioni di principio. Il denaro ottenuto a favore del gruppo può infine essere all'origine di nuove contestazioni giudiziarie concernenti la ripartizione interna - paragonabili alle contestazioni sulla graduatoria nell'ambito del fallimento.
Nonostante tutti i fattori d'imponderabilità, l'introduzione della Class Action nel diritto svizzero, sembra tuttavia degna di esame, ragione per cui il Consiglio federale comprende le esigenze della mozione. Un siffatto esame non può tuttavia aver luogo soltanto per determinati settori del diritto, quand'anche tipici, bensì - poiché l'azione collettiva tange il nucleo della procedura civile e pone quesiti generali sul diritto procedurale (ad es. dottrina concernente le parti, forza di cosa giudicata) - andrebbe effettuato unicamente in relazione con un'ampia armonizzazione del diritto di procedura civile, come noto disciplinato oggi dai Cantoni. Soltanto la riforma della giustizia, presentata nell'ambito della revisione della Costituzione, costituirà una base sufficiente per una simile impresa. I primi sforzi di armonizzazione, connessi con la Costituzione riveduta, sono però già in corso (legge sui fori). L'introduzione della Class Action nella giurisdizione civile o anche amministrativa andrà quindi esaminata in concreto nell'ambito del dibattito sull'unificazione sostanziale della procedura civile.
Il Consiglio federale propone di trasformare la mozione in postulato.