02.1056 · Interrogazione ordinaria · 2002-04-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Il messaggio del 19 agosto 1998 sul proseguimento della cooperazione rafforzata con l'Europa orientale e gli Stati della CSI, che stanzia il terzo credito quadro, ha definito il corrispondente orientamento geografico. Nell'ambito dell'Asia centrale, il sostegno svizzero si è pertanto concentrato innanzitutto sul Paese prioritario del Kirghizistan estendendosi progressivamente al Tagikistan e all'Uzbekistan. La Svizzera, per via delle complesse sfide poste dalla transizione e dalle nuove frontiere, sostiene questi tre Paesi, tutti e tre appartenenti al gruppo di voto svizzero in seno alle istituzioni di Bretton Woods (BWI), nei settori: sfruttamento sostenibile delle risorse naturali e infrastruttura, macro-economia, promozione del settore privato, salute, e gestione governativa e prevenzione dei conflitti. Sulla base di questa impostazione, la Svizzera non sostiene in Kazakistan (che non appartiene al gruppo di voto) alcun progetto bilaterale di sviluppo, fatta salva un'eccezione di carattere prevalentemente umanitario.
Allo scopo di favorire il dialogo regionale, di promuovere lo scambio di risorse (acqua ed energia) e di contribuire alla tutela delle basi di vita naturali, il Kazakistan è comunque coinvolto in tre programmi della DSC con un'impostazione regionale: il programma a favore delle zone montagnose dell'Asia centrale, un programma nel settore dell'utilizzazione appropriata e sostenibile dell'acqua e infine un programma regionale di formazione per idrometereologi. Per promuovere il commercio e gli investimenti, il Seco lancerà prossimamente, in collaborazione con organizzazioni associate, un programma regionale di promozione del commercio per l'Asia centrale e un fondo regionale per gli investimenti, ai quali potrà partecipare anche il Kazakistan.
Diversamente dal Kirghizistan e dal Tagikistan, Paesi montagnosi piccoli e poveri in risorse rispetto al Kazakistan, quest'ultimo è molto ricco di materie prime (gas naturale e metalli). Il suo PNL è tre volte più alto di quello del Kirghizistan e del Tagikistan e circa il doppio di quello del Uzbekistan e del Turkmenistan. La macroeconomia in Kazakistan è caratterizzata da uno sviluppo relativamente positivo (debito estero ridotto, investimenti relativamente importanti, forte potenziale per lo sviluppo economico e sociale). Inoltre il Kazakistan si è fondamentalmente aperto alle riforme economiche e politiche (anche se in maniera ancora limitata). Il Kazakistan non ha pertanto eccessivi problemi a finanziare i propri progetti di sviluppo.
Dal momento che la Svizzera in Kazakistan non sostiene alcun programma bilaterale di cooperazione tecnica, il Consiglio federale ritiene che la questione di una minaccia da parte della politica del Forum Economico Mondiale non si ponga affatto. Per contro si può affermare che le manifestazioni regionali del Forum come quella in Kazakistan, sono adeguate a promuovere, nei Paesi in transizione, l'instaurazione di un'economia di marcato aperta, e sono pertanto in sintonia con la politica generale del Consiglio federale nei confronti di questi Stati.
Per quanto riguarda i rapporti economici bilaterali è importante sottolineare che un obiettivo strategico del Governo è la diversificazione dell'economia kazaka nei settori che non dipendono dal petrolio. L'economia privata svizzera è fondamentalmente interessata a partecipare a questo processo. Saranno le condizioni quadro politico-economiche, giuridiche e sociali in Kazakistan a determinare la disponibilità più o meno grande degli investitori stranieri a voler investire in quel Paese a breve, medio o lungo termine.
Va inoltre rilevato che, nel quadro della sua cooperazione nei Paesi in transizione, la Svizzera si premura ovviamente di armonizzare i suoi interventi con quelli di altri importanti attori come le istituzioni finanziarie multilaterali, le ONG, le istituzioni dell'ONU o dei donatori più importanti, al fine di aumentare l'efficienza e l'efficacia della propria attività rispettando i progetti decisi dal Legislatore. In sintesi si può escludere un influsso del Forum sulla cooperazione internazionale della Svizzera.
Per quanto riguarda le quattro domande desideriamo puntualizzare quanto segue:
1. Occorre tenere fondamentalmente distinti fra loro il vertice principale del Forum a Davos, sostenuto dalla Confederazione, dall'incontro regionale organizzato dal Forum in Asia Centrale ma non sostenuto dalla Confederazione. Non è stato certamente un caso che il Forum abbia organizzato il vertice regionale in Kazakistan, il Paese con il più grande potenziale economico. A seconda del punto di vista si può discutere se il Kazakistan fosse il luogo più promettente per fornire un contributo al dialogo fra poveri e ricchi. Lo spazio economico dell'Asia centrale, che prima era comune, si trova oggi in difficoltà, fra l'altro, a causa delle nuove frontiere e degli ostacoli tariffari e non tariffari al commercio, che a giusto titolo sono stati messi all'ordine del giorno dell'incontro del Forum.
2. La politica del "Good Governance" esercitata dalla Confederazione in Asia centrale (Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan) è indipendente dal Forum e è adattata alle differenze specifiche del Paese. Essa contempla fra l'altro: sviluppo dell'organizzazione e dell'ente responsabile, nei progetti connesso alla trasparenza e all'obbligo di presentare un rendiconto, alla consulenza giuridica, alla promozione dell'indipendenza della giustizia ecc. L'obiettivo consiste in questo caso nel favorire meccanismi di distribuzione e controllo del potere (Checks and Balances). Lo sviluppo di tali meccanismi e dei corrispondenti modi di comportarsi è oggetto di un processo lento poiché la società centrasiatica è impregnata di una tradizione paternalista vecchia di secoli, di autoritarismo sovietico e delle convinzione che l'ordinamento sociale si fondi piuttosto sul lealismo e il patronato che non sull'uguaglianza e il consenso.
3. La DSC si sforza fondamentalmente di promuovere il pluralismo. Molte organizzazioni (anche i movimenti di democratizzazione) sono fortemente caratterizzati da persone carismatiche. In una prima fase questo fenomeno, da un lato, è spesso necessario, ma non deve indurre a puntare unilateralmente soltanto su alcune organizzazioni. La promozione della partecipazione, della trasparenza e dell'obbligo di presentare un rendiconto mediante lo sviluppo dell'organizzazione e dell'istituzione e il consolidamento delle relazioni istituzionali sono pertanto parte integrante di ogni progetto.
4. Per quanto concerne le questioni legate alla corruzione, la Svizzera ha svolto negli ultimi anni un lavoro legislativo notevole, riconosciuto anche all'estero. La normativa elaborata dalla Svizzera per lottare contro il riciclaggio di denaro sporco denota un livello di esigenze molto alto ed è diretta sia contro le attività di corruzione locali sia contro quelle internazionali. La questione del riciclaggio di denaro è un fenomeno internazionale che richiede una politica coerente del "Good Governance". Per questa ragione il Consiglio federale ritiene fondamentale che sia condotta più intensamente a livello internazionale.
Risposta del Consiglio federale.