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02.3238 · Interpellanza · 2002-06-06

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Durante la discussione sulla mia mozione (99.3621) riguardante una regolamentazione della coltivazione e del commercio della canapa, avevo attirato l'attenzione sul fatto che il canton Ticino sta diventando il "grande magazzino" dell'Italia del Nord; sempre più spesso si può leggere sulla stampa ticinese o italiana che le guardie di frontiera svizzere o le autorità di polizia italiana fermano giovani che vengono appositamente "in gita" in Ticino per rifornirsi di canapa e di suoi derivati che poi trafugano illegalmente nel loro paese.

Non solo il numero delle persone non cessa di aumentare, anche i quantitativi. La collocazione geografica del Ticino - sei milioni di abitanti nel raggio di 50 chilometri - lo pone al centro di un potenziale sviluppo incontrollato del cosiddetto "turismo della canapa". Spesso, insieme alla canapa, vengono sequestrate anche altre sostanze stupefacenti.

Per poter fermare questo traffico - in pieno sviluppo - bisognerebbe aumentare notevolmente i controlli alle frontiere, controlli che sono di competenza federale.

A questo proposito mi permetto di chiedere al Consiglio federale:

1. se è a conoscenza di questo fenomeno;

2. se può indicare il numero dei fermi operati dalle guardie di confine, e la loro evoluzione, durante gli ultimi due anni in relazione all'esportazione di canapa;

3. se condivide la necessità di rinforzare in modo urgente presso le frontiere, in particolare quella ticinese, i controlli in uscita dal nostro paese;

4. se può indicare attraverso quali forme di collaborazione tra autorità doganali svizzere e dei paesi a noi confinanti, è possibile giungere ad una diminuzione del fenomeno dell'esportazione illegale di canapa svizzera;

5. se può indicare altrimenti quali misure urgenti intende adottare per impedire una crescita continua dell'esportazione illegale di canapa svizzera;

6. se si rende conto che si sta creando un vero e proprio "export" illegale, con tutte le conseguenze di diritto internazionale che ciò comporta.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che dall'inizio della discussione - alla fine degli anni novanta - circa una possibile liberalizzazione, rispettivamente depenalizzazione del consumo della canapa gli organi di sorveglianza del confine sono confrontati con un turismo transfrontaliero della canapa in costante aumento.

Occorre tener conto di tale evoluzione all'atto dell'elaborazione dell'ordinanza sulla riveduta legge sugli stupefacenti.

Il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) informa regolarmente in merito agli accertamenti e ai problemi riscontrati al confine nell'ambito del suo mandato di prestazioni.

2. Le autorità doganali devono consegnare alla polizia cantonale competente sia le sostanze vietate all'importazione, all'esportazione e al transito sia i delinquenti. Competenti per il perseguimento penale sono le autorità cantonali o, se esistono le premesse necessarie, le autorità federali.

I quantitativi di prodotti a base di canapa confiscati negli ultimi due anni dal Cgcf in occasione dei controlli effettuati in uscita nei traffici stradale e ferroviario nonché nel terreno interstiziale sono costantemente aumentati. Nel 2000, nella zona operativa del Cgcf IV (canton Ticino e Moesano) sono stati accertati oltre 300 casi e nel 2001 oltre 900. Nei primi sei mesi dell'anno in corso sono già stati accertati più di 600 casi. Trattavasi prevalentemente di piccoli quantitativi ma, in alcuni casi, anche di accertamenti di parecchi chilogrammi.

In base alle cifre più aggiornate si constata un aumento del contrabbando di canapa dalla Svizzera sia dal punto di vista quantitativo (casi e quantità) sia da quello qualitativo (ricettacoli, modalità). Tale evoluzione non si manifesta solo in Ticino, bensì in tutta la Svizzera, segnatamente nelle regioni di Basilea e di Ginevra.

3. Le risorse odierne non consentono di rafforzare i controlli in uscita. Nel traffico viaggiatori il Cgcf applica oltre 50 leggi e 120 ordinanze. I controlli e le risorse di personale impiegate a tal fine sono quindi concentrati all'entrata. I controlli in uscita sono incentrati sui seguenti campi: falsificazioni dei documenti di legittimazione, armi, refurtiva, traffico di veicoli e contrabbando di droga. Anche con personale supplementare non sarebbe possibile impedire il turismo della canapa negli Stati limitrofi.

4. Per migliorare la collaborazione transfrontaliera nei campi della giustizia, della polizia e della dogana, negli ultimi anni sono stati conclusi degli accordi bilaterali con i paesi limitrofi. Nell'ambito di tali accordi è stato concluso con la Francia un accordo addizionale relativo all'istituzione di un centro di cooperazione comune a Ginevra. Sta pure per essere concluso un accordo aggiuntivo analogo con l'Italia per un centro di cooperazione comune a Chiasso. Grazie alla presenza di tutte le autorità interessate si potranno concordare meglio anche dei provvedimenti per lottare congiuntamente contro il contrabbando transfrontaliero di stupefacenti.

5. L'effetto dissuasivo perseguito mediante il divieto d'esportazione viene tuttavia raggiunto in modo ottimale soltanto se le autorità penali svizzere puniscono effettivamente e uniformemente le infrazioni accertate dal Cgcf. Spesso ciò non è però il caso.

Gli accordi tra il Cgcf e la polizia dei cantoni di confine prevedono che i casi di poco conto vengano sbrigati direttamente senza ricorrere alla polizia. Tale soluzione consente di sgravare gli organi di polizia.

L'esportazione della canapa non può essere impedita soltanto al confine. Si impongono dei controlli efficaci già all'interno del paese per quanto concerne la coltivazione, la lavorazione e la vendita.

Attualmente non si dispone di risorse per l'adozione di provvedimenti supplementari. Il problema del turismo della canapa sussisterà anche in avvenire. Con la prevista revisione della legge sugli stupefacenti e l'elaborazione delle ordinanze necessarie si cerca di migliorare il controllo della coltivazione e dello smercio all'interno del paese al fine di reprimere efficacemente il turismo della canapa.

6. Il Consiglio federale è cosciente delle ripercussioni dell'esportazione illegale di canapa. Grazie alla scoperta di 2445 casi d'infrazione alla legge sugli stupefacenti nel corso del primo semestre 2002, il Cgcf è riuscito ad aumentare di circa il 30 percento il numero di tali accertamenti. Sono stati confiscati tra l'altro 169 chilogrammi di prodotti a base di canapa (marihuana, haschisch).

In correlazione con la revisione in corso della legge sugli stupefacenti e della prevista restrizione del perseguimento penale concernente la coltivazione e il commercio della canapa, hanno già avuto luogo dei contatti con i paesi limitrofi (Germania, Austria e Liechtenstein), rispettivamente sono in fase di preparazione (Italia e Francia).

Risposta del Consiglio federale.