05.3323 · Mozione · 2005-06-15
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di ritirare il più presto possibile la Svizzera dal programma "Distruzione delle armi chimiche in Russia".
Begründung
Quando la Svizzera aveva deciso di concedere un aiuto finanziario importante al disarmo chimico della Russia, questa non sembrava in grado di eliminare in modo rapido e sicuro l'arsenale chimico altamente pericoloso ereditato dall'Unione Sovietica.
La situazione è notevolmente cambiata da allora:
- innanzitutto lo sviluppo economico della Russia è notevole. Il Paese è oggi molto più in gra-do rispetto a cinque anni fa di adempiere e attuare con i propri mezzi gli impegni presi in ma-teria di disarmo;
- inoltre - fatto ancora più importante - la Russia, fedele alla tradizione sovietica, ha ripreso il suo posto tra i maggiori esportatori di armi e di materiale bellico. Di anno in anno aumenta in modo mirato le sue esportazioni in questo campo.
In questo contesto non si capisce perché la Russia dovrebbe essere sgravata dai suoi obblighi finanziari per quanto concerne il disarmo chimico. La promozione indiretta delle sue esporta-zioni di armi che ne consegue sfugge ad ogni logica ed è chiaramente in contrasto con la poli-tica estera della Svizzera.
Il principio secondo il quale ogni Stato che arma le sue truppe è il solo responsabile dell'eliminazione delle armi in eccesso dev'essere applicato senza restrizioni alla Russia.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il sostegno della Svizzera alla distruzione delle armi chimiche in Russia risale alla mozione Paupe 00.3519, accolta dalle due Camere del Parlamento a grande maggioranza. In adempimento a questo mandato il Consiglio federale aveva sottoposto al Parlamento un disegno di legge federale sul sostegno al disarmo e alla non proliferazione di armi chimiche e un disegno di decreto federale sul sostegno al disarmo chimico mondiale; entrambi sono stati accolti nella sessione primaverile 2003. Con la legge ovvero con il decreto si teneva conto del fatto che la distruzione delle armi chimiche esistenti era nell'interesse della Svizzera e che corrispondeva a uno dei principali obiettivi della politica svizzera in materia di controllo degli armamenti e di disarmo, ossia la lotta contro la proliferazione di armi di distruzione di massa.
Sulla scorta della citata legge, il 28 gennaio 2004 il Consiglio federale ha concluso con la Russia un accordo che prevede di mettere a disposizione della Russia un massimo di 15 milioni di franchi entro la fine di novembre del 2008 per progetti di distruzione di armi chimiche. Non voler più rispettare questo impegno con il pretesto che la situazione economica della Russia è migliorata significherebbe venir meno alla parola data.
A causa della sua migliorata situazione economica, la Russia è ora disposta ad assumersi una parte notevolmente più importante dei costi della distruzione. Le prestazioni russe iscritte al bilancio 2005 sono infatti più che raddoppiate rispetto all'anno precedente, passando da 162 milioni di dollari a 382 milioni di dollari.
Non c'è nulla che provi che l'annullamento del contributo svizzero alla distruzione delle armi chimiche della Federazione Russa avrebbe un effetto diretto sull'esportazione di armi convenzionali russe.
La distruzione totale delle armi chimiche rimane un compito importante e urgente per il quale la Russia continua a dipendere dall'aiuto internazionale se si vuole che sia condotta a termine entro le scadenze fissate dalla Convenzione sulle armi chimiche, ossia al più tardi entro il 2012. Delle circa 40 000 tonnellate previste originariamente, fino alla fine del 2004 ne sono state distrutte soltanto 500, e secondo le stime russe più recenti, sono necessari ancora circa 8,4 miliardi di dollari per finanziare la costruzione delle diverse installazioni per la distruzione. Una partecipazione internazionale alla distruzione delle armi chimiche in Russia garantisce l'adozione di soluzioni ecologicamente pulite.
La continuazione del sostegno svizzero alla Russia nelle dimensioni convenute si impone inoltre in nome della solidarietà internazionale. In particolare nell'ambito del "Partenariato globale contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa" un numero significativo di Paesi industrializzati occidentali forniscono un aiuto sostanziale alla Russia ai fini dell'eliminazione delle armi chimiche. Il sostegno all'eliminazione delle armi chimiche in Russia, che è l'unico contributo importante della Svizzera a questo partenariato globale, ha inoltre un'influenza positiva sullo sviluppo delle relazioni bilaterali con Mosca.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.