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08.3935 · Postulato · 2008-12-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le cause e gli effetti dell'elevata quota di parti cesarei in Svizzera e di identificare le possibilità di contrastarne le conseguenze negative, sia per la madre e il bambino che per il settore sanitario.

Begründung

La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) obbliga il Consiglio federale a verificare l'economicità, l'appropriatezza e l'efficacia (EAE) degli interventi medici. Numerosi fattori indicano che nel settore ostetrico vengono effettuati (e finanziati dall'AOMS) interventi medici che non soddisfano questi criteri:

- Nel 2007, nonostante un aumento del 10 per cento della quota dei parti cesarei rispetto al 1998, non sono stati constatati miglioramenti dello stato di salute della madre e del bambino (nota: mortalità dei lattanti 1998: 4,9 per cento, 2005: 4,4 per cento, http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/de/index/themen/14/02/03/key/01.Document.21577.xls).

- In Svizzera la quota di parti cesarei supera del 20 per cento quella di altri Paesi europei (p. es. Francia, Paesi Bassi, Svezia, Norvegia) ma lo stato di salute della madre e del bambino non è migliore.

- Da anni la quota di cesarei effettuati nelle cliniche private supera del 10 per cento circa quella negli ospedali pubblici, e ciò nonostante che in questi ultimi si eseguano parti difficili e molto rischiosi.

- La prassi dei parti cesarei differisce alquanto da cantone a cantone: tuttavia, il numero maggiore di tali interventi osservabile in certi cantoni non può essere ricondotto a una più elevata età delle partorienti, anche se sovente questo fattore è indicato quale causa dell'aumento dei cesarei. Nel cantone di Ginevra, per esempio, l'età media delle partorienti è di 34 anni, ma la quota di parti cesarei è la seconda più bassa della Svizzera.

L'elevata quota di cesarei non è problematica soltanto perché una parte importante non soddisfa i criteri EAE, ma in misura ancor maggiore perché da diversi studi emerge che l'intervento presenta dei rischi per la madre e il bambino:

- i problemi conseguenti al parto e i ricoveri successivi in ospedale sono due volte più frequenti nelle donne che hanno subito un cesareo. Le madri soffrono di dolori e infezioni, non riescono a sbrigare i compiti quotidiani e a sollevare il bambino, che all'inizio possono allattare solo con difficoltà;

- i trasferimenti al reparto di cure intense per neonati a causa di problemi respiratori sono due volte più frequenti per i bambini nati con cesareo rispetto ai nati naturalmente. Inoltre il loro sistema immunitario rimane a lungo più debole;

- il rischio di complicazioni durante le gravidanze e i parti successivi è maggiore.

Chi non ritiene problematico questo aumento della quota di tagli cesarei sottolinea sovente il fatto che le donne sono spinte a scegliere questo intervento dall'età avanzata o dalla loro volontà e afferma inoltre che il parto cesareo è più sicuro per il bambino. Il Consiglio federale è incaricato, nel quadro della sua responsabilità per il rispetto dei criteri EAE sanciti nella LAMal, di esaminare in collaborazione con specialisti le cause e le conseguenze dei parti cesarei.

Il Consiglio federale è invitato a esporre, sulla base del rapporto relativo a tale esame, le possibilità per garantire il rispetto dei criteri EAE e per non esporre a pericoli la salute della madre e del bambino a causa di interventi medici ingiustificati.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella sua risposta alla domanda della consigliera nazionale Jacqueline Fehr 08.5392, il Consiglio federale aveva già preso posizione in merito all'evoluzione del tasso di parti cesarei, facendo notare che questo fenomeno è osservabile in tutti i Paesi industrializzati e imputabile a fattori sociali e giuridici. È possibile che entrino in gioco anche aspetti economici. Nel singolo caso l'indicazione al parto cesareo è decisa dal medico previa consultazione con la partoriente. Questa decisione è il frutto di una ponderazione dei rischi che prende in considerazione l'eventuale pregiudizio al benessere del nascituro e della madre. La qualità dell'indicazione assume di conseguenza un ruolo decisivo.

Di fronte alle possibili conseguenze sanitarie ed economiche di un'indicazione inadeguata dal profilo qualitativo, sarebbe sicuramente opportuno svolgere un'indagine scientifica sui motivi e sulle conseguenze dei diversi tassi di parti cesarei. Spetta però in primo luogo alle associazioni mediche svolgere indagini che analizzino le differenze tra le indicazioni e che ne appurino i motivi e le conseguenze. Il Consiglio federale ritiene che l'emanazione di istruzioni mediche basate sui risultati di tali indagini sarebbe una soluzione praticabile per migliorare la qualità delle indicazioni e quindi anche per garantire l'adeguatezza delle prestazioni nel singolo caso. Già due anni fa, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva proposto alla competente associazione medica di elaborare istruzioni per diverse prestazioni ostetriche e, di fronte alla presente richiesta, insisterà affinché la proposta sia attuata. Il Dipartimento federale dell'interno, segnatamente l'UFSP, affronterà inoltre la questione dell'adeguatezza delle prestazioni mediche in generale e dei parti cesarei in particolare con i partner e, se del caso, con la competente commissione peritale. Il Consiglio federale non reputa necessario intervenire ulteriormente e respinge pertanto il postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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