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09.3193 · Postulato · 2009-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto che illustri le conseguenze finanziarie e sociopolitiche derivanti da un aumento del 33 per cento delle rendite AVS - accompagnato da una riduzione corrispondente delle rendite versate dalle casse pensioni - e le modifiche legali necessarie a tale scopo. In particolare dovrà analizzare le ripercussioni di un tale cambiamento sul grado di copertura delle casse pensioni.

Begründung

Moltissimi cittadini svizzeri stanno subendo le conseguenze della crisi finanziaria sulla loro cassa pensioni. Tutti i consigli di fondazione delle casse pensioni devono valutare la situazione del loro istituto. Tra le diverse misure possibili vi sono l'aumento dell'aliquota contributiva, la riduzione delle prestazioni (per esempio abbassando il tasso d'interesse tecnico) e la diminuzione delle rendite nel regime sovraobbligatorio. In ogni modo, questo concerne tutte le parti: datori di lavoro, beneficiari di rendite e assicurati attivi.

I beneficiari di rendite avranno nuovamente diritto a un adeguamento al rincaro delle prestazioni versate loro dalle casse pensioni soltanto quando il grado di copertura supererà il 100 per cento e la riserva di fluttuazione sarà costituita. Dal canto loro, i lavoratori dovranno accettare per anni deduzioni salariali più elevate, con il rischio di vedere il loro diritto alla rendita posticipato e le loro prestazioni ridotte (ovvero rendite inferiori a quanto previsto). I datori di lavoro dovranno pagare contributi notevolmente più elevati e costituire, a questo scopo, accantonamenti considerevoli. Bloccando mezzi nel settore del personale, rischiano di essere meno interessanti sul mercato del lavoro e meno competitivi a livello internazionale.

È assolutamente necessario trovare una soluzione affinché in futuro la Svizzera non si ritrovi in balia del secondo pilastro. A breve termine, la soluzione più semplice sarebbe quella di trasferire una parte delle prestazioni dal secondo al primo pilastro. L'aumento delle rendite AVS permetterebbe di sgravare in modo considerevole le casse pensioni e di contenere così il bisogno di risanamento.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha confermato più volte la propria fiducia nel sistema dei tre pilastri, segnatamente in risposta a una mozione del gruppo socialista (02.3424) e a un postulato Rossini (02.3606), che chiedevano il rafforzamento del primo pilastro a scapito del secondo. In entrambi i casi, l'esecutivo si è espresso per il mantenimento della struttura della previdenza, opponendosi così alla modifica della ponderazione tra previdenza finanziata secondo il principio di ripartizione e previdenza finanziata mediante il sistema di capitalizzazione. In seguito, la mozione è stata respinta dal Consiglio nazionale e il postulato è stato tolto di ruolo dopo un periodo di attesa di oltre due anni. Il Consiglio federale non intende ora cambiare opinione e riafferma la propria fiducia in un sistema basato sulla coesistenza di due tipi di finanziamento. Esso ritiene che, grazie alla diversificazione dei rischi, questa struttura possa garantire l'efficacia del sistema. Infatti, se il primo pilastro è confrontato solo in misura ridotta ai rischi di perdite in borsa, lo è molto di più al rischio (strutturale) dell'evoluzione demografica. Sul piano economico deve anche far fronte alle conseguenze del prevedibile calo della crescita. Infine, sul piano politico, il suo finanziamento è garantito finché godrà del consenso popolare.

Proponendo di ridurre del 33 per cento le rendite del secondo pilastro e di aumentare in misura equivalente quelle dell'AVS, il presente postulato intende modificare la struttura della previdenza nel suo insieme. Nonostante oggi la situazione sui mercati finanziari sia molto sfavorevole, per il Consiglio federale sarebbe un errore modificare la ponderazione vigente tra i tre pilastri. Un tale cambiamento creerebbe inoltre molte più difficoltà di quanto si possa immaginare. Una diminuzione lineare delle prestazioni nell'ambito di una previdenza decentralizzata come quella del secondo pilastro, che comprende per di più una parte obbligatoria e una parte sovraobbligatoria, richiederebbe adeguamenti onerosi e complessi e non terrebbe conto dell'importanza, per la politica aziendale, della gestione paritetica della previdenza. Inoltre, considerate le prospettive negative per quanto concerne l'evoluzione demografica, il Consiglio federale dubita che le prestazioni del primo pilastro possano essere aumentate del 33 per cento senza un aumento massiccio dei contributi e/o dei prelievi fiscali, che penalizzerebbe considerevolmente gli assicurati attivi.

Sulla base di quanto precede, l'esecutivo è del parere che il postulato debba essere respinto. Dubita, infatti, che l'elaborazione di un rapporto permetta di raggiungere gli obiettivi perseguiti, in quanto esso non fornirebbe nuovi elementi sul tema.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.