Uscita della Svizzera dal Fondo monetario internazionale
09.3438 · Mozione · 2009-04-30
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a fare in modo che la Svizzera lasci il Fondo monetario internazionale (FMI) per il prossimo termine possibile.
Begründung
Dopo che negli ultimi anni il FMI ha perso importanza in modo significativo, alla luce della crisi finanziaria che si sta estendendo a una crisi economica mondiale, gli si vuole attribuire il ruolo di salvatore degli Stati minacciati dal collasso finanziario. A tale scopo, gli Stati industrializzati - tra cui anche la Svizzera - devono garantire colossali somme miliardarie. Su questa base fittizia, il FMI fornisce quindi a governi insolventi crediti effettivi dell'ordine di miliardi. Il pericolo di inflazione derivante da questa creazione di denaro è enorme. Questo significa contribuire a sostenere una politica inflazionistica, quindi una politica della consapevole svalutazione monetaria, il cui obiettivo è trasferire i debiti degli Stati a risparmiatori onesti. La Confederazione non ha la minima legittimità in merito. L'uscita dal FMI è pertanto indispensabile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che il FMI sia di straordinaria importanza per gli interessi della Svizzera in quanto economia nazionale aperta, con una piazza finanziaria di rilievo e una valuta propria. Il FMI è fondamentale nella stabilizzazione dei mercati e favorisce pertanto la globalizzazione del sistema finanziario e monetario internazionale nel lungo periodo.
Con il suo seggio nel Consiglio esecutivo del FMI, la Svizzera può influenzarne le decisioni e partecipare attivamente alle discussioni sul rafforzamento del sistema finanziario internazionale. L'attuale crisi ha confermato quanto sia importante essere membri dell'istituto. Al contrario del G-7 o del G-20, che sono gruppi informali, il FMI dispone di una chiara normativa, di principi riconosciuti ed è composto da Stati membri di tutto il mondo.
Il FMI esercita due ruoli fondamentali all'interno del sistema finanziario.
Innanzitutto, è l'unica istituzione a vantare competenze globali in questioni di carattere macroeconomico e concernenti il sistema monetario e finanziario. Per formulare le loro politiche relative ai settori economico e finanziario, gli Stati membri possono fare affidamento sull'esame esterno del FMI, in particolare nei periodi di grande incertezza. Sorvegliando periodicamente la politica economica dei propri Stati membri, il FMI previene le crisi, poiché dimostra la sostenibilità delle misure adottate nei settori dell'economia e della finanza. Pertanto, di recente il FMI è stato incaricato di elaborare strategie coordinate di ritiro dai programmi di aiuto statali.
In secondo luogo, il FMI sostiene i Paesi membri che denotano una pressione straordinaria sulla bilancia dei pagamenti. Con la crescente globalizzazione anche queste crisi della bilancia dei pagamenti diventano sempre più globali. Ne consegue, in periodi difficili, un'impennata del numero delle concessioni di crediti da parte del FMI. In reazione alle nuove sfide della crisi finanziaria in corso, il FMI ha creato un nuovo strumento di prevenzione. Tale strumento permette ai Paesi che, sotto il profilo della politica economica, registrano un buon risultato di chiedere al FMI una linea di credito per rinsaldare la fiducia dei mercati. Questa garanzia ha un effetto preventivo: la linea di credito va richiesta soltanto in casi estremi. In tali casi il FMI deve però stanziare tutte le risorse e quindi procedere a un aumento significativo delle stesse. L'8 aprile il Consiglio federale ha in linea di principio approvato la partecipazione della Svizzera all'aumento dei mezzi del FMI e il 6 maggio ha licenziato il messaggio sull'aiuto speciale al FMI all'attenzione delle Camere federali.
Nell'ambito delle discussioni sulle modalità dell'aumento delle risorse del FMI, la Svizzera s'impegna soprattutto a impedire che, a causa della crisi, si rimpinguino a lungo termine le casse di quest'ultimo. Il FMI deve innanzitutto essere un'istituzione che concede un numero esiguo di crediti, ma le cui competenze in questioni macroeconomiche e finanziarie sono in genere apprezzate e si traducono nella consulenza mirata e nella sorveglianza della politica degli Stati membri nei settori dell'economia e della finanza.
Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui il FMI, attraverso i suoi contributi al superamento dell'attuale crisi finanziaria e economica, attuerebbe una politica inflazionistica:
1. Nel corto termine sussiste ancora il pericolo, da non sottovalutare, che si registrino tendenze deflazionistiche. Questo riguarda anche la Svizzera, per la quale sia la BNS sia il FMI prevedono che nel 2009 si verificherà un calo del livello dei prezzi.
2. Rispetto al volume delle transazioni delle grandi banche centrali o dei programmi congiunturali di importanti Stati industriali, le risorse del FMI, pari a circa 250 miliardi di dollari, come pure quelle supplementari previste, dell'ordine di 750 miliardi di dollari al massimo, possono influenzare soltanto minimamente l'evoluzione globale dei prezzi. Secondo stime del FMI, l'importo massimo delle risorse supplementari che l'istituto prevede di stanziare corrisponde solo all'1 per cento del prodotto interno lordo mondiale.
3. Nel suo compito di sorveglianza della politica finanziaria, il FMI deve identificare tendenze inflazionistiche nell'economia mondiale nonché politiche inflazionistiche di Stati membri e aprire un dibattito al riguardo. Partecipare attivamente a queste discussioni è molto vantaggioso, soprattutto per la Svizzera che, da quando è membro del FMI, siede nel Consiglio esecutivo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.