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12.3436 · Mozione · 2012-06-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento una modifica della legge sul trasferimento del traffico merci volta ad introdurre, entro l'apertura della galleria di base del San Gottardo, una borsa dei transiti alpini per quanto possibile coordinata con i Paesi vicini o una misura analoga allo scopo di ridurre progressivamente a 650 000 il numero di viaggi attraverso le Alpi, come previsto dalla legge.

La borsa dei transiti alpini andrà mantenuta in vita almeno fintanto che le tratte d'accesso e i terminali di carico all'estero non saranno costruiti e messi in servizio secondo gli accordi conclusi con l'UE e i Paesi vicini.

Begründung

Pur rilevando alcuni effetti positivi dell'attuale politica di trasferimento, il rapporto sul trasferimento del traffico del 2011 traccia una situazione incostituzionale, con la quale siamo costretti a convivere già da alcuni anni.

Questa situazione sussiste sebbene nel messaggio concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE (accordo sui trasporti terrestri) il Consiglio federale dichiari: "L'accordo sui trasporti terrestri consente alla Svizzera di procedere all'auspicato trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia ... Anche nel traffico attraverso le Alpi sarà possibile realizzare, a medio termine, il trasferimento auspicato dal popolo svizzero. L'entrata in funzione della NFTA dovrebbe consentire di raggiungere questo obiettivo, conformemente all'articolo per la protezione delle Alpi, fra il 2006 e il 2012, ciò che rispetto a oggi equivarrà approssimativamente a un dimezzamento del traffico merci stradale attraverso le Alpi" (messaggio 99.028 concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE; FF, 1999, pag. 4590 segg).

Il Consiglio federale ha negoziato quest'accordo dopo la votazione popolare sull'iniziativa delle Alpi, ossia in piena conoscenza del mandato conferitogli dalla popolazione nel 1994.

A prescindere dai risultati positivi, il grado di raggiungimento degli obiettivi di trasferimento resta insoddisfacente. Di fronte a questa situazione, la politica di trasferimento va portata avanti e le misure adeguate di conseguenza.

A tal fine occorrono almeno:

a. disposizioni giuridiche che garantiscano l'obiettivo di trasferimento, ossia non permettano di ridurre l'obiettivo;

b. interventi di tipo tecnico-edilizio sulla ferrovia (ad es. corridoio di 4 metri e potenziamento delle tratte per consentire la circolazione di treni più lunghi);

c. misure finanziarie in grado di influenzare i prezzi ai fini del raggiungimento degli obiettivi (ad es. indennità per il trasporto combinato);

d. rinuncia a misure edilizie e di altro tipo che potenziano la capacità delle strade sulle tratte di transito o che possono potenziarla in futuro (ad es. rinuncia al raddoppio della galleria stradale del San Gottardo o divieto di circolazione per gli autotreni).

La borsa dei transiti alpini o uno strumento analogo sarebbe una delle misure più efficaci per raggiungere l'obiettivo di trasferimento. Nell'ultimo rapporto sul trasferimento del traffico, a proposito di uno studio sugli effetti di una serie di strumenti di gestione del traffico pesante, il Consiglio federale afferma: "I risultati hanno in primo luogo mostrato che la borsa dei transiti alpini, strumento limitativo di gestione del traffico pesante, ha effetti sensibili sulla scelta del percorso nella regione alpina ed è potenzialmente efficace per il trasferimento del traffico dalla strada alla rotaia" (rapporto sul trasferimento del traffico, dicembre 2011, pag. 96).

Nella dichiarazione comune sottoscritta a Innsbruck nel 2008 le regioni iMonitraf dei Paesi alpini (di cui fanno parte anche il Ticino e i cantoni della Svizzera centrale) mostrano grande interesse per la borsa dei transiti alpini. Nel settembre 2011 a Lucerna le regioni hanno dichiarato di essere ampiamente concordi sulle misure necessarie, sia su quelle da adottare a breve termine sia sulla necessità di introdurre uno strumento congiunto di gestione, quale una borsa dei transiti alpini. A fine maggio 2012, in chiusura del forum iMonitraf organizzato a Lione, le regioni alpine hanno pertanto chiesto l'introduzione di un nuovo sistema di gestione del traffico, ad esempio una borsa dei transiti alpini (http://www.imonitraf.org/i4Def.aspx?Tabld=364).

Nel maggio 2012 la CTT-S si è allineata essenzialmente a una mozione della commissione omologa del Consiglio nazionale. Tre delle richieste avanzate riguardano i negoziati con l'UE sulle disposizioni e le misure di politica dei trasporti volte ad evitare un aumento massiccio del traffico merci su strada attraverso le Alpi, di cui una prevedeva espressamente l'introduzione di una borsa dei transiti alpini. Va detto peraltro che la legge sul trasferimento del traffico merci stabilisce espressamente all'articolo 6 che il Consiglio federale può concludere trattati internazionali relativi a una borsa dei transiti alpini coordinata a livello internazionale. Sebbene le mozioni delle due commissioni sottolineino la volontà di introdurre una borsa dei transiti, la loro trasmissione rischia di avere un effetto piuttosto modesto, come dimostra d'altronde l'ultimo rapporto sul trasferimento del traffico, questo perché esige un coordinamento a livello internazionale.

L'UE e alcuni suoi Paesi membri hanno assunto impegni (costruzione delle tratte d'accesso e di terminali di trasbordo) nell'ambito non solo dell'accordo sui trasporti terrestri (l'accordo sui trasporti terrestri è uno dei sette accordi bilaterali conclusi tra la Svizzera e l'UE e entrati in vigore il 1° giugno 2002) ma anche di altri accordi conclusi con la Svizzera. Secondo i dati attualmente disponibili, tali impegni non verranno adempiuti entro l'apertura al traffico della galleria di base del San Gottardo. Questo è un ulteriore elemento che giustifica l'adozione di strumenti davvero incisivi per promuovere la politica di trasferimento.

La presente mozione, già sottoposta alla CTT-S nell'aprile 2012 e respinta a stretta maggioranza, mira a fare in modo che il Consiglio federale possa avviare i negoziati sull'introduzione di una borsa dei transiti alpini con le spalle coperte.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Sulla base della "Dichiarazione congiunta concernente il miglioramento della sicurezza stradale in particolare nelle gallerie nella regione alpina" da più di dieci anni sono in corso, nell'ambito del cosiddetto "seguito della dichiarazione di Zurigo", studi concernenti la sicurezza della circolazione e il trasferimento del traffico nella regione alpina.

Secondo l'articolo 6 della legge federale concernente il trasferimento dalla strada alla ferrovia del traffico merci pesante attraverso le Alpi (LTrasf; RS 740.1) il Consiglio federale può concludere trattati internazionali concernenti una borsa dei transiti alpini (BTT) coordinata con l'estero; a questo scopo deve sottoporre all'Assemblea federale un disegno di legge con il relativo messaggio.

Secondo gli studi approfonditi finora svolti, la BTT è uno strumento che consente di limitare il traffico e di indurre un trasferimento alla rotaia, ma la sua introduzione nel contesto europeo non è ancora legittimata da sufficienti basi giuridiche. Anche a causa dell'attuale situazione economica e finanziaria, i Paesi alpini dell'UE sono poco propensi a introdurre strumenti a carattere limitativo che rincarano i trasporti.

Pertanto il Consiglio federale ritiene per ora preclusa, come già esposto nel rapporto sul trasferimento del traffico 2011, la possibilità di accordi internazionali relativi alla BTT o ad altri strumenti di gestione del traffico pesante a carattere limitativo.

Il Consiglio federale continua tuttavia a perseguire una strategia a lungo termine che mira all'introduzione di uno strumento di questo tipo. Nell'ambito del "seguito della dichiarazione di Zurigo", i ministri dei trasporti dei Paesi alpini hanno ribadito tale strategia nel documento conclusivo del periodo di presidenza svizzera (2009-2012), le "Conclusioni di Lipsia" del 2 maggio 2012. Nei prossimi anni si prevede di definire i passi necessari per l'introduzione di uno strumento a carattere limitativo. Questo procedimento congiunto e coordinato con i Paesi alpini richiede tempo e, in un contesto politico così sensibile, può essere attuato solo a piccoli passi.

La definizione nella LTrasf di un termine per l'introduzione di una BTT o di un altro strumento simile ridurrebbe il margine di manovra temporale per condurre trattative con gli altri Paesi e con l'UE e lo vincolerebbe al rispetto di ulteriori condizioni di politica interna. Tali trattative sono tra l'altro necessarie in base al principio, sancito nell'accordo sui trasporti terrestri, di non introdurre unilateralmente restrizioni quantitative. Inoltre, l'introduzione unilaterale di una BTT in Svizzera, pur consentendo di limitare i flussi di traffico attraverso il nostro Paese, avrebbe ripercussioni negative sul traffico dell'intera regione alpina poiché genererebbe traffico supplementare e di aggiramento su altri corridoi alpini. Tale situazione, oltre a provocare un eventuale indebolimento della posizione della Svizzera nei confronti degli Stati partner, sarebbe in contrasto con l'obiettivo di fondo della protezione dell'ambiente e delle Alpi nel suo complesso.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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