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Abrogazione del divieto di pubblicità alla radio e alla televisione per i partiti politici e le confessioni religiose

13.3016 · Mozione · 2013-03-04

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di chiedere al Parlamento l'abrogazione dell'articolo 10 capoverso 1 lettera d ed e della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV).

Begründung

Il divieto di pubblicità alla radio e alla televisione per i partiti politici e le confessioni religiose contrasta con l'articolo 16 della Costituzione federale "Libertà d'opinione e d'informazione", capoverso 2 "Ognuno ha il diritto di formarsi liberamente la propria opinione, di esprimerla e diffonderla senza impedimenti" nonché l'articolo 15 della Costituzione "Libertà di credo e di coscienza".

Nel messaggio concernente la revisione totale della LRTV (RS 02.093), il Consiglio federale ha scritto: "Il divieto della pubblicità politica (cpv. 1 lett. c) deve impedire innanzitutto che la formazione dell'opinione pubblica democratica sia influenzata unilateralmente da attori economici in posizione dominante e salvaguardare l'indipendenza dell'emittente da influenze politiche."

L'autore della mozione ritiene che le argomentazioni di cui sopra siano oramai obsolete. A fronte dell'aumento della pubblicità politica in Internet e attraverso le reti sociali nonché della la crescente convergenza dei vari canali mediatici (televisione, radio e Internet), l'attuale divieto di pubblicità alla radio e alla televisione non ha più alcuno senso. Inoltre gli "attori del mercato economicamente forti" hanno già ora la possibilità di diffondere la propria opinione tramite altri canali (invii diretti, grandi inserzioni nei giornali, manifesti sulle pareti d'affissione, ecc.). Bisogna inoltre tenere presente che tra i partiti politici vi è un certo equilibrio, così come avviene già per quanto riguarda i giornali. Per questo motivo il divieto di pubblicità alla radio e alla televisione per i partiti politici e le confessioni religiose è inconseguente e incoerente. L'articolo 10 capoverso 1 lettera d ed e LRTV vanno quindi abrogati senza essere sostituiti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La radio e la televisione si annoverano tra le fonti informative più importanti della popolazione svizzera e contribuiscono notevolmente alla formazione dell'opinione. In un'epoca segnata da una moltitudine di offerte online personalizzate, la radio e la televisione continuano ad essere dei media con un forte impatto sulle masse, come dimostrano i dati sull'utenza e le statistiche sulla pubblicità: ancora oggi la radio e la televisione riescono di affermarsi contro i "nuovi" media in Internet. Nonostante l'avanzare della convergenza e la crescita del mercato pubblicitario online, vi sono pertanto ancora buoni motivi per giustificare una regolamentazione specifica della radio e della televisione anche in ambito pubblicitario.

La pubblicità alla radio e alla televisione costa: ciò vale sia per la produzione di spot pubblicitari (soprattutto alla televisione), sia per i prezzi da pagare per il tempo d'antenna dedicato alla pubblicità. Se fossero abrogati gli attuali divieti, si correrebbe il rischio che gli attori economicamente forti possano influenzare unilateralmente l'opinione pubblica prima delle elezioni e delle votazioni, oppure che vengano pubblicizzate determinate confessioni religiose. Gli attori economicamente più deboli avrebbero invece pochissime opportunità di propagare i loro argomenti sulle onde radiotelevisive. In un futuro prossimo, la possibilità di diffondere via Internet e tramite i canali pubblicitari alternativi, come ad esempio le reti sociali, non permetterà di sopperire a una tale mancanza.

I divieti attualmente in vigore per la pubblicità politica e religiosa considerano i diritti fondamentali quali la libertà d'opinione e la libertà di credo e si limitano a determinati campi: si tratta della tutela della formazione democratica dell'opinione (divieto di pubblicità prima di votazioni ed elezioni popolari) e del mantenimento della pace religiosa (divieto di pubblicità per le confessioni religiose e le istituzioni e le persone che le rappresentano).

Per motivi statali e legati alla politica democratica il Consiglio federale non ritiene opportuno abrogare i divieti di pubblicità politica e religiosa alla radio e alla televisione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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