15.029 · Oggetto del Consiglio federale · 2015-03-06
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 6 marzo 2015 concernente la modifica della legge sulle dogane
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 06.03.2015
Il Consiglio federale licenzia la revisione parziale della legge sulle dogane
In data odierna il Consiglio federale ha licenziato all'attenzione del Parlamento il messaggio concernente la modifica della legge sulle dogane. Scopo delle modifiche è apportare precisazioni in diversi ambiti. Il Consiglio federale ha colto l'opportunità per definire nel messaggio la sua strategia in materia di depositi doganali.
L'applicazione della legge sulle dogane, entrata in vigore il 1° maggio 2007, ha mostrato la presenza di difetti e lacune. A ciò si aggiungono le richieste formulate dagli interessati e le conoscenze derivanti dall'applicazione della legge, che rendono necessaria un nuova regolamentazione legale. Gli ambiti più importanti toccati dalla revisione parziale sono i seguenti:
- legittimazione del Consiglio federale a concludere autonomamente trattati internazionali sul reciproco riconoscimento della qualifica di operatore economico autorizzato ("Authorised Economic Operator", AEO), al fine di semplificare la procedura di approvazione e sgravare il Parlamento;
- limitazione della responsabilità solidale per l'obbligazione doganale a favore delle imprese di trasporto (attuazione della mozione 14.3044, Schmid); ampliamento delle condizioni per il condono dell'obbligazione doganale se, tenendo conto delle circostanze particolari, le riscossioni posticipate dovessero gravare in modo sproporzionato il debitore doganale o risultare chiaramente inaccettabili;
- semplificazione nell'ambito della realizzazione del pegno doganale e del sequestro provvisorio o della confisca indipendente da parte dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) di merci in relazione a un reato;
- precisazione materiale dell'assunzione dei compiti di polizia cantonale da parte dell'AFD (attuazione del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Malama 10.3045 "Sicurezza interna: chiarire le competenze");
- adeguamento e precisazione delle disposizioni relative alla protezione dei dati dell'AFD;
- semplificazione e accelerazione dell'assistenza amministrativa internazionale in ambito doganale;
- creazione di una base legale esplicita per l'esecuzione di osservazioni nel quadro della competenza dell'AFD in materia di perseguimento penale, al fine di poter utilizzare le informazioni raccolte come mezzi di prova in un procedimento penale amministrativo;
- soppressione dell'effettivo minimo del Corpo delle guardie di confine nel decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero gli accordi bilaterali con l'UE per l'associazione della Svizzera alla normativa di Schengen e Dublino (postulato 10.3888, Commissione della gestione del Consiglio degli Stati);
- modifica della legge sulla circolazione stradale in modo da prevedere l'impunità, durante i viaggi ufficiali necessari dal punto di vista tattico, per i conducenti di veicoli del servizio antincendio, del servizio sanitario, della polizia e delle dogane se i compiti possono essere adempiuti solo mediante una violazione delle prescrizioni di polizia stradale (attuazione delle mozioni 14.3792, Zanetti, e 14.3800, Chopard-Acklin).
Strategia in materia di depositi doganali
Il progetto di revisione non riguarda l'ambito dei depositi doganali, oggetto di controversie nella procedura di consultazione. In adempimento della raccomandazione 1 del rapporto di valutazione del 28 gennaio 2014 stilato dal Controllo federale delle finanze (CDF), il Consiglio federale ha tuttavia adottato una strategia relativa ai depositi doganali, nella quale afferma che questi ultimi contribuiscono alla competitività dell'economia svizzera. La loro utilità consiste soprattutto nell'efficacia e nella buona organizzazione. I depositi doganali non sono però spazi non regolamentati. Il Consiglio federale si impegna, anche nell'interesse dell'economia svizzera, a creare condizioni quadro giuridiche chiare per la gestione di depositi franchi doganali e di depositi doganali aperti. I depositi doganali soggiacciono al controllo da parte dell'AFD. Quest'ultima deve essere in grado di garantire pienamente tale funzione. Alla luce della strategia e delle raccomandazioni del CDF, il Dipartimento federale delle finanze (DFF) è pertanto incaricato di adottare le necessarie misure e sottoporre al Consiglio federale gli opportuni adeguamenti a livello di ordinanza entro la fine del 2015.
Verhandlungen
Dibattito al Consiglio nazionale, 15.12.2015
Guardie confine, effettivo minimo va mantenuto nella legge
(ats) La disposizione che prevede, per le guardie di confine, un effettivo almeno pari a quello del 31 dicembre 2003 non va abrogata come auspicato da governo e Consiglio degli Stati. Discutendo la revisione della legge sulle dogane - approvata all'unanimità - il Nazionale non ha voluto sopprimere questa esigenza minima. Il dossier torna pertanto alla Camera dei cantoni.
Secondo la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, la soppressione di questa norma - contenuta nel decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero gli accordi di Schengen e Dublino - non vuol dire rinunciare a una protezione efficace delle frontiere o a un livello di sicurezza elevato. D'altronde, dal 2004 gli effettivi sono aumentati di circa un centinaio di persone e un ulteriore incremento è già previsto, ha ricordato la ministra delle finanze.
Per la maggioranza si tratta invece di dare un segnale visto che già oggi l'effettivo delle guardie di confine è considerato insufficiente. "Questa disposizione è stata approvata dal popolo e pertanto non va stralciata", ha sostenuto Marco romano (PPD/TI) a nome della commissione. "Oggi - ha ricordato - tale esigenza è rispettata, ma non è sicuro che lo sarà anche in futuro". Il mantenimento di questa postilla è stato approvato con 127 voti contro 56.
Per il resto, il Nazionale ha sostanzialmente adottato la revisione legislativa proposta dal governo e adottata con pochi cambiamenti dagli Stati. Le disposizioni contenute nella revisione della legge permetteranno di regolare in modo più chiaro le competenze dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) per i compiti che le sono delegati dai cantoni. Si tratta di meglio spiegare la pratica attuale.
Contrariamente a quanto auspicato dal governo, l'Amministrazione federale delle dogane non sarà però autorizzata a trasmettere dati e informazioni all'estero, senza una procedura formale particolare. Per il Parlamento è infatti necessario evitare che i dati sensibili resi noti dalle imprese nell'ambito della dichiarazione cadano nelle mani della concorrenza, senza che le imprese ne siano informate e senza che venga concessa loro possibilità di ricorrere.
Più in generale, la revisione affronta altre questioni: trattati sul reciproco riconoscimento della qualifica di operatore economico autorizzato, realizzazione del pegno doganale, giuramento del personale dell'AFD, nonché provvedimenti di inchiesta nell'ambito del perseguimento penale dogale.
La legge adottata oggi permetterà anche di risolvere il problema dei rappresentanti delle autorità che con l'introduzione di Via Sicura possono essere puniti anche durante le missioni di soccorso o di sicurezza. Tale possibilità era stata fortemente criticata dalle forze di primo intervento ed era stata riportata anche in diversi atti parlamentari.
Concretamente, all'articolo 100 della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), ossia quello che concerne la punibilità, verrà aggiunto un quinto comma. Questo emendamento afferma esplicitamente che "nei viaggi ufficiali necessari per l'adempimento dei compiti, il conducente di un veicolo del servizio antincendio, del servizio sanitario, della polizia o delle dogane che ha usato la prudenza imposta dalle particolari circostanze non è punibile per avere violato le norme e le misure speciali concernenti la circolazione".
Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.03.2016
Corpo guardie confine, effettivo minimo regolato per legge
(ats) La disposizione che prevede, per le guardie di confine, un effettivo almeno pari a quello del 31 dicembre 2003 non va abrogata. Discutendo, a livello di divergenze, la revisione della legge sulle dogane e dell'applicazione degli accordo di Schengen/Dublino, il Consiglio degli Stati è ritornato sulle sue posizione, adeguandosi a questa richiesta del Nazionale. Il dossier è pronto per le votazioni finali.
A nome della commissione, Jean-René Fournier (PPD/VS) ha giustificato l'atteggiamento conciliante della commissione preparatoria con l'ampio sostegno al Nazionale affinché la disposizione sul numero di Guardie di Confine non venisse stralciata come richiesto invece dal Consiglio federale.
La Camera del popolo teme infatti che le annunciate misure di risparmio possano incidere sull'organico del corpo, i cui effettivi sono appena stati rafforzati per far fronte alla crescente criminalità transfrontaliera e al terrorismo. Attualmente, ha rammentato il "senatore" vallesano, il Corpo delle guardie di Confine conta 2073 unità, un numero superiore al 2003 (1939 unità).
Bisogna fare in modo, insomma, che non vi siano diminuzioni, ha spiegato Fournier, accennando anche al carattere simbolico di questa richiesta.
Durante il dibattito al Nazionale, l'allora ministra della finanze Eveline Widmer-Schlumpf aveva difeso la soppressione di questa norma inclusa nel decreto federale che approva e traspone nel diritto svizzero gli accordi di Schengen e Dublino. A detta dell'ex Consigliera federale, tale soppressione non poteva essere interpretata come una rinuncia a una protezione efficace delle frontiere o a un livello di sicurezza elevato visto che dal 2004 l'effettivo del corpo è aumentato di un centinaio di persone e altri incrementi sono previsti.
"Questa disposizione è stata approvata dal popolo e pertanto non va stralciata", aveva invece replicato Marco romano (PPD/TI) a nome della commissione. "Oggi tale esigenza è rispettata, ma non è sicuro che lo sarà anche in futuro", aveva sottolineato il deputato ticinese.
Per il resto, al pari del Nazionale, gli Stati hanno sostanzialmente adottato la revisione legislativa sulle dogane proposta dall'esecutivo.
Le disposizioni contenute nella revisione della legge permetteranno di regolare in modo più chiaro le competenze dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) per i compiti che le sono delegati dai cantoni. Si tratta di meglio spiegare la pratica attuale.
Contrariamente a quanto auspicato dal governo, l'Amministrazione federale delle dogane non sarà però autorizzata a trasmettere dati e informazioni all'estero, senza una procedura formale particolare. Per il Parlamento è infatti necessario evitare che i dati sensibili resi noti dalle imprese nell'ambito della dichiarazione cadano nelle mani della concorrenza, senza che le imprese ne siano informate e senza che venga concessa loro possibilità di ricorrere.
Più in generale, la revisione affronta altre questioni: trattati sul reciproco riconoscimento della qualifica di operatore economico autorizzato, realizzazione del pegno doganale, giuramento del personale dell'AFD, nonché provvedimenti di inchiesta nell'ambito del perseguimento penale dogale.
La legge adottata permetterà anche di risolvere il problema dei rappresentanti delle autorità che con l'introduzione di Via Sicura possono essere puniti anche durante le missioni di soccorso o di sicurezza. Tale possibilità era stata fortemente criticata dalle forze di primo intervento ed era stata riportata anche in diversi atti parlamentari.
Concretamente, all'articolo 100 della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), ossia quello che concerne la punibilità, verrà aggiunto un quinto comma. Questo emendamento afferma esplicitamente che "nei viaggi ufficiali necessari per l'adempimento dei compiti, il conducente di un veicolo del servizio antincendio, del servizio sanitario, della polizia o delle dogane che ha usato la prudenza imposta dalle particolari circostanze non è punibile per avere violato le norme e le misure speciali concernenti la circolazione".