16.065 · Oggetto del Consiglio federale · 2016-09-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 16 settembre 2016 concernente la modifica della legge federale sulle prestazioni complementari all‘assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e I‘invalidità (Riforma delle PC)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.09.2016
Migliorare il sistema delle prestazioni complementari e mantenere il livello delle prestazioni
La riforma delle prestazioni complementari (PC) si prefigge di ottimizzare il sistema delle PC ed eliminare gli incentivi indesiderati, mantenendo per principio invariato il livello delle prestazioni e preservando meglio il capitale di risparmio della previdenza professionale obbligatoria. Il Consiglio federale ha adottato il messaggio sulla riforma delle PC. Nel quadro della consultazione, i partecipanti si sono detti favorevoli agli obiettivi e all'indirizzo generale della revisione.
Di regola, le persone che dopo il pensionamento ricevono una rendita non ridotta dell'AVS e della previdenza professionale (LPP) non hanno bisogno delle PC, perlomeno fintanto che non vivono in un istituto. Le prestazioni del secondo pilastro dovrebbero pertanto essere riscosse il più possibile sotto forma di rendita. Per questa ragione, chi andrà in pensione non dovrà più poter prelevare il capitale della parte obbligatoria della previdenza professionale. Potrà invece continuare a prelevare gli averi della previdenza sovraobbligatoria. Attualmente, alla nascita del diritto a una rendita, le casse pensioni devono offrire agli assicurati che lo richiedono la possibilità di riscuotere almeno un quarto del loro avere LPP obbligatorio sotto forma di capitale.
Il Consiglio federale intende inoltre vietare anche il prelievo anticipato della parte obbligatoria in caso di avvio di un'attività lucrativa indipendente. Questo tipo di prelievi comporta infatti un elevato rischio di perdita del capitale di previdenza, per esempio in caso di fallimento dell'impresa costituita grazie a esso. Questa misura riduce il rischio che gli assicurati si ritrovino con una rendita esigua a causa del prelievo di capitale effettuato e debbano quindi fare ricorso alle PC.
Come già previsto nell'avamprogetto posto in consultazione dal Consiglio federale, il prelievo anticipato del capitale della previdenza professionale obbligatoria resterà possibile per l'acquisto di un'abitazione propria, dato che una casa o un appartamento continuano ad avere un valore ai fini della previdenza per la vecchiaia.
Maggior computo della sostanza nel calcolo delle PC
Le PC devono andare a beneficio mirato delle persone che senza questo sostegno non raggiungerebbero il minimo vitale. Per questo motivo il Consiglio federale vuole che la sostanza venga presa maggiormente in considerazione nel calcolo delle PC. A tal fine prevede di abbassare le franchigie applicate alla sostanza complessiva, portandole da 37 500 a 30 000 franchi per le persone sole e da 60 000 a 50 000 franchi per i coniugi. Resteranno invece immutate le franchigie sugli immobili ad uso proprio, che ammontano a 112 500 e a 300 000 franchi, se uno dei coniugi vive in un istituto o in un ospedale.
Riduzione degli effetti indesiderati nel calcolo delle PC
Con la riforma si vogliono ridurre determinati effetti soglia e incentivi indesiderati. Nella maggior parte dei Cantoni, le PC di importo esiguo vengono automaticamente aumentate a un valore minimo (importo minimo garantito), il che produce un effetto soglia indesiderato. Inoltre, a causa di questo meccanismo i beneficiari di rendita aventi diritto all'importo minimo garantito hanno un reddito disponibile più elevato rispetto agli altri beneficiari di PC. Con la riforma si vogliono attenuare entrambi questi effetti. Infine, anche il reddito dell'attività lucrativa del coniuge senza diritto alle PC, che è attualmente considerato solo per due terzi, verrà in futuro computato integralmente.
Computo del premio effettivo dell'assicurazione malattie
Attualmente ai beneficiari di PC è riconosciuto quale spesa un premio dell'assicurazione malattie corrispondente al premio medio cantonale o regionale. Il Consiglio federale vuole che in futuro i Cantoni abbiano la possibilità di tenere conto del premio effettivo, per evitare che una parte degli assicurati si veda riconoscere un importo troppo elevato per il premio dell'assicurazione malattie.
Miglioramento dell'attività esecutiva
Per garantire un'esecuzione uniforme delle PC a livello nazionale, verranno precisate diverse disposizioni di legge, tra cui quelle che riguardano i termini di attesa previsti per l'acquisizione del diritto alle PC da parte dei cittadini stranieri e le ripercussioni di lunghi soggiorni all'estero sul diritto alle PC.
Ripercussioni finanziarie della riforma delle PC
Le misure proposte comporteranno minori uscite per le PC per 303 milioni di franchi nel 2030 (Confederazione: 97 mio., Cantoni: 206 mio.). Inoltre i Cantoni risparmieranno 161 milioni di franchi sulle riduzioni dei premi dell'assicurazione malattie.
Il Consiglio federale prende atto dei risultati della consultazione
I partecipanti alla procedura di consultazione hanno approvato gli obiettivi e l'indirizzo generale della riforma. Una minoranza ritiene tuttavia che le proposte non siano sufficienti per garantire il finanziamento a lungo termine delle PC. La maggior parte delle misure dell'avamprogetto è stata ripresa invariata; l'unico adeguamento riguarda il computo del reddito dell'attività lucrativa nel calcolo delle PC.
Il problema del forte aumento delle spese per le persone che vivono in istituto non può essere affrontato con la riforma delle PC. Un progetto di riforma separato, che prevede l'aumento mirato degli importi massimi riconosciuti per le spese di pigione nel calcolo delle PC, è attualmente dibattuto in Parlamento. La commissione del Consiglio nazionale incaricata dell'esame preliminare aveva sospeso quest'ultima revisione di legge in attesa del messaggio sulla riforma delle PC.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 31.05.2017
Prestazioni complementari, non solo misure di risparmio
Mantenere il livello delle prestazioni complementari (PC) eliminando gli incentivi indesiderati. È questo l'obiettivo della riforma approvata oggi dal Consiglio degli Stati, con 31 voti favorevoli e 12 astensioni. Il dossier comporta misure di risparmio, ma anche un aumento dei contributi per pagare gli affitti destinati redditi più bassi.
Il progetto - che mira a risparmiare 300 milioni - prevede che i pensionati non possano più prelevare il capitale della porzione obbligatoria della previdenza professionale, ma solo gli averi di quella sovra obbligatoria. Il plenum ha accolto questa limitazione con 27 voti a 14.
Un terzo dei beneficiari di PC ha già prelevato il suo secondo pilastro, ha fatto notare Pirmin Bischof (PPD/SO), sostenendo che sia normale limitarne l'accesso. Secondo una minoranza di PLR e alcuni UDC e PPD, questa misura è invece esagerata.
Nel suo progetto, il governo intendeva impedire il prelievo anticipato della parte obbligatoria in caso di avvio di un'attività lucrativa indipendente. Queste operazioni comportano un elevato rischio di perdita del capitale di previdenza, per esempio in caso di fallimento dell'impresa, ha sostenuto invano il consigliere federale Alain Berset.
La Camera non lo ha seguito ritenendo, con 32 voti a 10, di non voler penalizzare gli indipendenti. Questi ultimi devono poter prelevare l'equivalente della somma risparmiata a 50 anni. Chi volesse acquistare una casa potrà continuare a far capo al secondo pilastro.
Sostegno per affitti
Gli Stati hanno voluto fare un gesto nei confronti di pensionati e invalidi con reddito basso inserendo nella riforma, con 27 voti a 14, un aumento degli aiuti per pagare l'affitto. L'ammontare delle PC verrebbe adeguato all'aumento delle pigioni: 21% fra il 2001 e il 2014.
La misura risponde a una richiesta delle associazioni di anziani e disabili, che hanno sottolineato come le prestazioni siano rimaste invariate dal 2001. All'epoca il denaro ricevuto permetteva di coprire l'86% degli affitti, contro il 70% oggi. Per le famiglie, i tassi di copertura sono ancora inferiori e non rispettano il mandato costituzionale.
Nelle città la situazione è difficile e questi aumenti saranno accolti con favore, ha rilevato il consigliere federale Alain Berset, sostenendo che nulla cambierà nei cantoni dove gli affitti sono più bassi.
In dettaglio, una persona sola riceverà fra 14'520 e 16'440 franchi, a seconda della regione in cui vive. Se il nucleo famigliare è composto da più persone, è previsto un supplemento di 3000 franchi per il secondo individuo, fra i 1800 e i 2160 franchi per il terzo e tra 1560 e 1920 franchi per il quarto.
Alcuni deputati socialisti hanno criticato la misura, considerando che non tenga conto sufficientemente delle differenze regionali. Il PLR e il PPD avrebbero preferito un aumento minore. Per finire il plenum ha scelto la soluzione del governo.
Casse malattia meno care
I "senatori" hanno anche deciso, con 24 voti a 20 che i beneficiari di PC dovranno assicurasi presso le tre casse malattia meno care. La sinistra, alcuni deputati PPD e Werner Hösli (UDC/GL) hanno criticato questi risparmi, attuati sulle spalle dei più deboli.
"Questo rimedio è peggio del male", ha sostenuto Liliane Maury Pasquier (PS/GE), temendo un aumento dei premi di cassa malattia se tutti i beneficiari di PC dovranno scegliere gli assicuratori meno cari.
Con 28 voti a 13 la maggioranza ha pure deciso di abbassare le franchigie applicate alla sostanza complessiva, portandole da 37'500 a 30'000 franchi per le persone sole e da 60'000 a 50'000 franchi per i coniugi.
Il disegno degli Stati riduce le economie di 40 milioni di franchi rispetto al progetto del governo, ma i cantoni dovrebbero dal canto loro risparmiare 123 milioni supplementari.
La Camera ha infine accolto tacitamente un postulato che incarica il governo di esaminare, in una prossima riforma, la possibilità di tener conto interamente dei premi di cassa malattia nel calcolo delle PC.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.03.2018
Riforma PC; famiglie dovranno stringere la cinghia
Non tutti i beneficiari di prestazioni complementari (PC) dovrebbero ricevere più soldi per le loro spese d'affitto. Il Consiglio nazionale ha corretto oggi al ribasso l'aumento previsto nella riforma delle PC e ha tagliato pure negli aiuti per i figli. L'esame particolareggiato di questo voluminoso dossier proseguirà domani.
Dalle decisioni odierne risulta che le famiglie dovranno stringere la cinghia. Secondo la maggioranza di destra, l'importo destinato al fabbisogno vitale generale dei primi due figli, stabilito nel calcolo delle PC a 840 franchi al mese per figlio, è infatti troppo elevato per i bambini piccoli e le famiglie con più figli.
Contro il parere della sinistra, la Camera del popolo ha di conseguenza deciso di appoggiare il seguente modello: per il primo figlio fino agli 11 anni di età sono calcolati 590 franchi al mese, in seguito 840 franchi. Per ogni figlio successivo questi importi si riducono di un sesto, fino a un minimo di 280 franchi.
Sempre secondo la maggioranza borghese, le famiglie beneficiarie delle PC non devono essere avvantaggiate finanziariamente rispetto alle altre con un reddito modesto. Non è colpa dei figli se i genitori hanno una rendita AVS o AI che non basta loro per vivere. Così facendo si ridurranno ancor più le loro chance, ha criticato invano la sinistra.
Il Consiglio federale non si è opposto alla distinzione dell'importo a seconda dell'età dei figli voluto dalla maggioranza borghese. Essa si giustifica secondo uno studio, ma occorre tener conto delle spese per la custodia extra-famigliare dei figli con meno di 11 anni, ha spiegato il ministro della socialità Alain Berset.
Ma alla fine PLR e UDC - seppur di misura - sono riusciti ad eliminare anche questa presa a carico. Se accolte, le misure concernenti i figli consentiranno di risparmiare 24 milioni di franchi.
Spese per l'alloggio
La riforma delle PC comprende anche altri aspetti. Ad esempio gli aiuti per le spese generate dall'affitto, immutati dal 2001, dovranno essere rivisti. A differenza del Consiglio degli Stati, il Nazionale ha tuttavia deciso che solo le persone che abitano in città dovrebbero vedersi aumentato tale aiuto da 13'200 a 14'400.
Gli altri dovrebbero accontentarsi dell'importo attuale e non beneficerebbero quindi di un adeguamento dell'ammontare delle PC alla crescita delle pigioni. Se l'economia domestica è composta da più persone, è previsto un supplemento di al massimo 2'500 franchi per persona.
I "senatori" avevano optato per una differenziazione regionale e per importi più elevati: una persona sola riceverebbe fra 14'520 e 16'440 franchi, a seconda della regione in cui vive. Se il nucleo famigliare è composto da più persone, sarebbe previsto un supplemento di 3000 franchi per il secondo individuo.
La sinistra ha tentato invano di convincere il plenum ad essere più generoso, criticando il fatto che non si tenga sufficientemente conto delle differenze regionali. Ma nulla ha potuto contro il voto compatto di UDC e PLR. Con 102 voti contro 90, la maggioranza di destra ha inoltre deciso che i cantoni potranno ridurre del 10% gli importi su tutta o una parte del loro territorio o per taluni tipi di alloggio.
Prelievi di capitale del secondo pilastro
Un'altra questione controversa è stata quella dei prelievi di capitale della previdenza professionale da parte dei pensionati. Questa misura ha infatti diviso i vari schieramenti già in sede commissionale.
Alla fine il Nazionale ha nettamente respinto l'idea di vietare ai pensionati di prelevare il loro secondo pilastro come capitale per evitare che taluni dilapidino i loro soldi prima di sollecitare le PC. Occorre puntare sulla responsabilità individuale e non creare un'inutile burocrazia, ha giustificato Regine Sauter (PLR/ZH).
L'utilizzazione del secondo pilastro per l'acquisto di un bene immobiliare rimarrà inoltre possibile. I salariati che auspicano di impiegare il loro avere di previdenza per lanciare una propria attività commerciale potranno pure continuare a farlo senza restrizioni. Il Nazionale non ha voluto limitare il prelievo all'importo risparmiato all'età di cinquant'anni.
Durante questa prima parte di dibattito - durato quasi sette ore - la Camera del popolo ha pure ha stabilito che chi beneficia di una rendita AI o per superstiti e, senza un valido motivo, utilizza all'anno oltre il 10% del proprio patrimonio, riceverà prestazioni complementari ridotte. Quanto ai beneficiari di una rendita AVS, è computato un consumo del patrimonio negli ultimi dieci anni prima del pensionamento secondo le stesse regole. In caso di patrimoni inferiori a 100'000 franchi, il limite è posto a 10'000 franchi all'anno.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 15.03.2018
Riforma PC, risparmi per centinaia di milioni
I beneficiari delle prestazioni complementari (PC) rischiano di veder nettamente diminuite le loro prestazioni. Il Nazionale ha adottato oggi - con 125 voti contro 53 - la riforma del sistema, riducendo drasticamente i costi delle PC. La Camera del popolo non vuole invece limitare i prelievi di capitale del secondo pilastro. Il dossier ritorna ora al Consiglio degli Stati.
Il progetto del Consiglio federale puntava a risparmiare circa 300 milioni nelle PC, la versione uscita dalla Camera dei cantoni aveva ridotto tali tagli a 260 milioni. Secondo una prima stima, il Nazionale auspica per contro risparmi tra i 540 e i 570 milioni di franchi, ha annunciato il ministro della socialità Alain Berset al termine dei dibattiti.
Già ieri la Camera del popolo, pur non riuscendo a terminare l'esame dettagliato di questo voluminoso dossier, aveva optato per una cura di austerità. In futuro, l'accesso alle PC dovrebbe diventare così sempre più difficile e le famiglie che godono di questi contributi non dovrebbero essere avvantaggiate rispetto alle altre con reddito modesto.
Premi assicurazione malattie
Oggi i nodi da sciogliere riguardavano soprattutto la presa in considerazione dei premi dell'assicurazione malattie. L'importo delle PC non potrà essere inferiore al 60% dei premi malattia medi cantonali o ragionali.
Anche il sostegno ai premi malattia obbligatori cambierà. Il Consiglio federale auspicava di limitarlo all'importo medio dei premi. I "senatori" avevano proposto che i beneficiari delle PC dovranno assicurarsi presso le tre casse malattia meno care del cantone o della regione.
Molto diviso sulla questione, il Nazionale ha preferito rinviare la palla ai Cantoni. Spetterà a loro fissare l'importo determinante per il premio. Con ciò si corre il rischio di spingere i Cantoni a prevedere somme troppo alte o basse, ha sottolineato invano Rebecca Ruiz (PS/VD).
Inoltre, il reddito dell'attività lucrativa del coniuge sarà in futuro preso in considerazione nel computo delle PC. Nonostante qualche sostegno a destra, lo schieramento rosso-verde non è riuscito a convincere il plenum che solo l'80% di questo reddito sia determinante. Occorre evitare di demotivare il coniuge a lavorare, ha rilevato inutilmente Angelo Barrile (PS/ZH).
Prelievi di capitale del secondo pilastro
A differenza dei "senatori", la maggioranza del Nazionale si è tuttavia rifiutata di vietare ai pensionati di prelevare il loro secondo pilastro sotto forma di capitale per evitare che taluni dilapidino i loro soldi prima di sollecitare le PC.
Occorre fare affidamento sulla responsabilità individuale e non creare un'inutile burocrazia, hanno sottolineato con successo PLR e UDC.
L'utilizzazione del secondo pilastro per l'acquisto di un bene immobiliare rimarrà inoltre possibile. I salariati che auspicano di impiegare i loro averi di previdenza per lanciare una propria attività commerciale potranno pure continuare a farlo senza restrizioni. Il Nazionale non ha voluto limitare il prelievo all'importo risparmiato all'età di cinquant'anni.
Non spendere troppo
Durante il lungo dibattito, il Nazionale ha pure stabilito che chi beneficia di una rendita AI o superstiti e, senza un valido motivo, utilizza oltre il 10% del proprio patrimonio, riceverà prestazioni complementari ridotte. Quanto ai beneficiari di una rendita AVS, è computato un consumo del patrimonio negli ultimi dieci anni prima del pensionamento secondo le stesse regole.
La Camera del popolo ha inoltre sancito il principio che prevede una riduzione del 10% dell'ammontare delle rendite complementari versate alle persone che hanno prelevato il capitale e lo hanno esaurito tutto o in parte prima di ricevere appunto tali prestazioni complementari. La sinistra ha denunciato invano una sanzione che rischia di spingere un numero maggiore di persone all'aiuto sociale.
Inoltre le persone che dispongono di patrimoni di almeno 100'000 franchi non dovrebbero più ricevere PC. Il Nazionale ha introdotto questo limite contro il parere della sinistra.
Disoccupati e immigrazione indesiderata
La Camera del popolo si è invece espressa in favore del fatto che i disoccupati più anziani (di almeno 58 anni) possano lasciare il proprio avere del secondo pilastro nell'istituto di previdenza del vecchio datore di lavoro e percepire successivamente una rendita. In questo caso, solo una minoranza UDC vi si è opposta.
Per prevenire "un'immigrazione indesiderata nel sistema sociale svizzero", la Camera del popolo si è inoltre pronunciata in favore dell'introduzione di una durata di domicilio minima di dieci anni. Un domicilio nell'UE è computato in questo periodo in virtù dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.
Ciò provocherà un rinvio degli oneri sui cantoni e l'aiuto sociale, ha avvertito il consigliere federale Alain Berset. Anche gli Svizzeri all'estero ne risulteranno penalizzati.
Spese per alloggio e prestazioni ridotte per famiglie
La riforma delle PC comprende anche altri aspetti. La maggioranza di destra ha nettamente corretto al ribasso l'aumento previsto degli aiuti per le spese generate dall'affitto, che sono immutati dal 2001. A differenza del Consiglio degli Stati, il Nazionale ha deciso che solo le persone che abitano in città dovrebbero vedersi aumentato tale aiuto da 13'200 a 14'400.
Inoltre, le famiglie dovranno pure stringere la cintura. Secondo la maggioranza borghese, l'importo destinato al fabbisogno vitale generale dei primi due figli, stabilito nel calcolo delle PC a 840 franchi al mese per figlio, è infatti troppo elevato per i bambini piccoli e le famiglie con più figli.
Contro il parere della sinistra, la Camera del popolo ha di conseguenza deciso di appoggiare il seguente modello: per il primo figlio fino agli 11 anni di età sono calcolati 590 franchi al mese, in seguito 840 franchi. Per ogni figlio successivo questi importi si riducono di un sesto, fino a un minimo di 280 franchi.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 30.05.2018
CSt: riforma PC; ancora grosse divergenze tra le due Camere
Sussistono ancora grosse differenze tra i due rami del Parlamento sulla riforma delle prestazioni complementari (PC). Tra le poche divergenze appianate oggi figura quella dei prelievi del secondo pilastro sotto forma di capitale da parte dei pensionati. Con 25 voti contro 15 e 3 astenuti, il Consiglio degli Stati si è allineato al Nazionale, bocciando la proposta di vietare tali prelievi.
Il Consiglio federale voleva approfittare della riforma delle PC per imporre ai pensionati un divieto di prelevare il loro secondo pilastro per evitare che taluni dilapidino i soldi prima di sollecitare le prestazioni complementari.
I "senatori" avevano accettato l'anno scorso l'interdizione per i pensionati di prelevare il capitale della previdenza professionale e limitato le possibilità per gli indipendenti. Ma durante la sessione primaverile la Camera del popolo aveva nettamente respinto tali proposte, facendo affidamento sulla responsabilità individuale e per non creare un'inutile burocrazia. La commissione preparatoria degli Stati aveva quindi suggerito al plenum di allinearsi alla decisione del Nazionale.
È un punto centrale della riforma delle PC, ha deplorato Werner Hösli (UDC/GL) dicendosi sorpreso per questo dietrofront dei suoi colleghi. I Cantoni, i Comuni e le Città sono contrari al prelievo del secondo pilastro sotto forma di capitale, ha aggiunto criticando il fatto che la maggioranza della Camera dei cantoni si sia piegata di fronte alla lobby finanziaria. A suo avviso, occorre proteggere il diritto della collettività e non confondere responsabilità individuale e interesse personale.
Realismo politico
Si tratta di una questione di realismo politico, gli ha replicato il portavoce della commissione Konrad Graber (PDC/LU) ricordando come la decisione de lNnazionale sia stata molto chiara. A suo parere, ogni assicurato deve poter utilizzare liberamente i soldi del suo secondo pilastro. Non v'è inoltre alcuno studio che mostri definitivamente un legame di causa-effetto tra il prelievo sotto forma di capitale e una richiesta ulteriore delle PC.
Dal canto suo, il consigliere federale Alain Berset ha affermato che sussiste potenzialmente un legame, invitando invano la Camera dei cantoni a non gettare il bambino con l'acqua sporca e a sostenere la proposta di Werner Hösli.
Disoccupati di almeno 58 anni
Le due Camere si sono inoltre allineate su un altro punto minore della riforma delle PC: i disoccupati più anziani (di almeno 58 anni) possono lasciare il proprio avere del secondo pilastro nell'istituto di previdenza del vecchio datore di lavoro e percepire successivamente una rendita. Tale proposta del Nazionale è stata accettata tacitamente dagli Stati.
Il fatto di includere questo aspetto nel progetto è perlomeno curioso, ha ammesso Alain Berset. Ma ciò consente di risolvere un vero problema e la misura, ripresa dalla grande riforma del sistema pensionistico bocciata l'anno scorso dal popolo, non era stata praticamente contestata, ha aggiunto il consigliere federale.
Rimborso
Le due Camere hanno pure trovato un accordo sull'introduzione di un sistema di rimborso voluto dal Nazionale: dopo il decesso di una persona a beneficio delle PC, le prestazioni riscosse dovrebbero essere restituite allo Stato per la parte dell'eredità che supera i 50'000 franchi. Per le coppie sposate, questo obbligo di restituzione diventa effettiva soltanto dopo la morte del coniuge.
Stando a Konrad Graber, il modello proposto è chiaro e facile da applicare. L'obbligo di rimborso concernerebbe solo le prestazioni versate dopo l'entrata in vigore della riforma.
Riforma divide
Per il resto, la riforma delle PC divide profondamente le due Camere. I "senatori" hanno infatti mantenuto tacitamente quasi tutte le altre divergenze con il Nazionale. In marzo, la Camera del popolo aveva sancito il principio che prevede una riduzione del 10% dell'ammontare delle rendite complementari versate alle persone che hanno prelevato il capitale e lo hanno esaurito tutto o in parte prima di ricevere appunto tali prestazioni complementari. Oggi i "senatori" hanno respinto tale sanzione.
Inoltre, la Camera dei cantoni non ha voluto seguire il Nazionale in un altro punto importante della riforma: secondo la Camera del popolo, le persone che dispongono di patrimoni di almeno 100'000 franchi non dovrebbero più ricevere le PC. I "senatori" hanno bocciato l'introduzione di questo limite. "Sarebbe troppo arduo da attuare", ha sottolineato Graber.
Spese per l'affitto
Tra gli altri punti controversi figurano gli aiuti per le spese generate dall'affitto. Secondo il Nazionale solo le persone che abitano in città dovrebbero vedersi aumentato tale aiuto da 13'200 a 14'400. Se il nucleo famigliare è composto da più persone, sarebbe previsto un supplemento di al massimo 2'500 franchi per persona.
Oggi gli Stati hanno mantenuto la loro versione, optando per una differenziazione regionale e per importi più elevati: una persona sola riceverebbe fra 14'520 e 16'440 franchi, a seconda della regione in cui vive. Se il nucleo famigliare è composto da più persone, sarebbe previsto un supplemento di 3000 franchi per il secondo individuo.
Anche sulle prestazioni per le famiglie con più figli non v'è intesa tra le due Camere. Quella del popolo ha deciso di appoggiare il seguente modello: per il primo figlio fino agli 11 anni di età sono calcolati 590 franchi al mese, in seguito 840 franchi. Per ogni figlio successivo questi importi si riducono di un sesto, fino a un minimo di 280 franchi. Gli Stati si sono invece pronunciati per un importo destinato al fabbisogno vitale generale dei primi due figli di 840 franchi al mese per figlio.
Risparmi di 378 milioni
Secondo una prima stima, la versione uscita dalla Camera dei cantoni prevede tagli nelle PC dell'ordine di 378 milioni di franchi. Il progetto del Consiglio federale puntava a risparmiare circa 300 milioni nelle PC. Il Nazionale auspica per contro risparmi dell'ordine di 661 milioni.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 10.09.2018
Sussistono ancora grosse differenze tra i due rami del Parlamento sulla riforma delle prestazioni complementari (PC). Il Consiglio nazionale ha ribadito quasi tutte le sue posizioni, in particolare quella di stringere la cintura sulle prestazioni per le famiglie con bambini.
Secondo la maggioranza borghese, l'importo destinato al fabbisogno vitale generale dei primi due figli, stabilito nel calcolo delle PC a 840 franchi al mese per figlio, è infatti troppo elevato per i bambini piccoli e le famiglie con più figli.
Contro il parere della sinistra, con 130 voti contro 58 e 4 astenuti, la Camera del popolo ha di conseguenza deciso di riaffermare il seguente modello: per il primo figlio fino agli 11 anni di età sono calcolati 590 franchi al mese, in seguito 840 franchi. Per ogni figlio successivo questi importi si riducono di un sesto, fino a un minimo di 280 franchi.
Anche il consigliere federale Alain Berset ha sostenuto questo modello, basandosi su uno studio che mostra come i costi per il sostentamento dei figli vari a seconda dell'età e siano meno elevati per i bambini con meno di 11 anni.
Dal canto suo, Yvonne Feri (PS/AG) ha tentato invano di convincere la maggioranza che i bambini non devono subire i tagli della riforma delle prestazioni complementari. A suo avviso, gli importi attuali dovrebbero essere mantenuti per prevenire la precarizzazione dei giovani.
Riforma divide
La riforma delle PC divide profondamente le due Camere anche su altri aspetti. Il Nazionale, con 117 voti contro 74, ha ribadito il principio che prevede una riduzione del 10% dell'ammontare delle rendite complementari versate alle persone che hanno prelevato il capitale e lo hanno esaurito tutto o in parte prima di ricevere appunto tali prestazioni complementari.
Inoltre, la Camera del popolo non ha voluto seguire quella dei cantoni in un altro punto importante della revisione: con 119 voti contro 72, ha ribadito che le persone che dispongono di patrimoni di almeno 100'000 franchi non dovrebbero più ricevere le PC. I "senatori" avevano invece bocciato l'introduzione di questo limite, che passerebbe a 200'000 per le coppie.
Per prevenire "un'immigrazione indesiderata nel sistema sociale svizzero", la Camera del popolo si è inoltre pronunciata, per 113 a 79 e 3 astenuti, in favore dell'introduzione di una durata di domicilio minima di dieci anni. Un domicilio nell'UE è computato in questo periodo in virtù dell'accordo sulla libera circolazione delle persone.
Ciò provocherà un rinvio degli oneri sui cantoni e l'aiuto sociale, ha avvertito invano il consigliere federale Alain Berset. Anche gli Svizzeri all'estero ne risulteranno penalizzati.
Spese per l'affitto
Tra le poche divergenze appianate oggi figura quella degli aiuti per le spese generate dall'affitto. Con 99 voti contro 91 e 3 astenuti, il Nazionale ha seguito la versione degli Stati, optando per una differenziazione regionale e per importi più elevati: una persona sola riceverebbe fra 14'520 e 16'440 franchi, a seconda della regione in cui vive, anziché i 13'200 attuali. Se il nucleo famigliare è composto da più persone, sarebbe previsto un supplemento di 3000 franchi per il secondo individuo.
Tale importo è rimasto immutato dal 2001, ha spiegato con successo Christian Lohr (PPD/TG). Da allora non si è mai tenuto conto dell'aumento degli affitti, ha aggiunto il popolare democratico turgoviese.
Il Nazionale si è pure allineato agli Stati su un altro punto, ovvero che i cantoni possono chiedere alla Confederazione una riduzione o un aumento del 10% degli importi massimi. La diminuzione sarà tuttavia possibile solo se il 90% almeno dei beneficiari delle PC sarà coperto.
Infine, il reddito dell'attività lucrativa del coniuge non sarà in futuro preso in considerazione nel computo delle prestazioni complementari. Nonostante qualche sostegno a destra, l'alleanza tra PPD e sinistra non è riuscita a convincere il plenum che solo l'80% di questo reddito sia determinante. Occorre evitare di demotivare il coniuge a lavorare, ha rilevato inutilmente Christian Lohr.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.11.2018
CSt: prestazioni complementari, compromesso vicino
Le due Camere si stanno avvicinando, anche se a fatica, ad un compromesso per quanto attiene alla riforma delle prestazioni complementari (PC). Il Consiglio degli Stati ha oggi appianato alcune divergenze col Nazionale, in particolare in merito alle necessità vitali per i bambini.
Il Consiglio nazionale vuole ridurre la spesa riconosciuta per i bambini. Il Consiglio degli Stati concorda con i tagli per i giovani di età inferiore agli 11 anni. In cambio, i costi per l'assistenza extra famigliare devono essere riconosciuti.
Per i bambini di età superiore agli 11 anni, il Consiglio degli Stati vuole attenersi all'attuale regolamentazione. "Questo compromesso si basa sui costi effettivi di una famiglia", ha dichiarato oggi a nome della commissione Konrad Graber (PPD/LU).
Divergenze di vedute tra i due rami del Parlamento permangono circa la soglia di patrimonio - 100 mila franchi - al di sopra della quale non si hanno diritto alle PC. Il Consiglio degli Stati ha respinto all'unanimità tale proposta.
Tuttavia, il Consiglio degli Stati è d'accordo col Consiglio Nazionale nel voler abbassare la soglia a 40 mila franchi prelevata dalla massa successoria al di sopra della quale ogni PC ricevuta deve essere rimborsata dopo il decesso di una persona. Il Consiglio nazionale si era espresso in un primo tempo per un limite di 50 mila franchi.
Il Consiglio degli Stati non ha invece ceduto sulle franchigie e circa la riduzione del diritto alle PC in caso di ritiro di capitale del secondo pilastro. La Camera del popolo avrebbe voluto che fossero ridotte del 10% in caso di uso anche solo parziale del denaro ritirato.
Il "senatore" lucernese ha affermato che ci sono buone ragioni per ottenere le prestazioni sotto forma di capitale. Alcuni regolamenti di cassa pensioni prevedono addirittura che una parte del capitale debba essere prelevata.
Il Consiglio degli Stati ha mantenuto le sue precedenti decisioni sulle franchigie applicate per il calcolo delle PC.
Comunicato stampa della commissione sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 25.01.2019
Riforma delle PC: nessuna diminuzione dei contributi per i bambini maggiori di 11 anni
Nell'ultima tornata della procedura di appianamento delle divergenze concernente la Riforma delle PC (16.065 s), la Commissione è venuta incontro al Consiglio degli Stati per quanto riguarda il fabbisogno generale vitale dei figli (art. 10 cpv. 1 lett. a n. 3; con 15 voti contro 8 e 2 astensioni). Le spese riconosciute per figli che hanno compiuto 11 anni non devono essere ridotte rispetto ai figli di età inferiore a 11 anni. La Commissione vuole tuttavia attenersi al suo concetto di soglia della sostanza con prestito garantito (art. 9 e 11a0; con 17 voti contro 8), alla diminuzione del 10 per cento delle prestazioni complementari (PC) se il capitale prelevato dalla cassa pensioni è stato utilizzato completamente o parzialmente (art. 9 cpv. 1ter e 1quater; con 12 voti contro 11 e 2 astensioni) e alle franchigie sulla sostanza allo stato prima del nuovo ordinamento del finanziamento delle cure senza compensazione del rincaro (art. 11 cpv. 1 lett. c; con 15 voti contro 9 e 1 astensione). È previsto di portare a termine il progetto nella sessione primaverile.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 06.03.2019
Riforma PC, si va in conciliazione
Permangono ancora divergenze nel progetto di riforma delle prestazioni complementari (PC). Dopo essersi occupato per la terza volta del tema, stamane il Consiglio nazionale si è allineato agli Stati su un punto in particolare: ha stralciato - con 94 voti a 91 - l'idea di ridurre del 10% le PC a coloro che hanno prelevato il capitale e lo hanno esaurito tutto o in parte. Per il resto, il plenum ha mantenuto le sue posizioni. Il dossier va pertanto in conferenza di conciliazione.
Il taglio del 10% era sostenuto a destra, mentre a sinistra è stato sottolineato da più parti come questa misura avrebbe arrecato danno soprattutto alla classe media ed era da considerare sproporzionata. Per il ministro dell'interno, Alain Berset, sarebbe stato ingiusto sanzionare chi ha prelevato il capitale, perché chi lo fa, di solito agisce in modo responsabile.
Ruth Humbel (PPD/AG), a nome della commissione, ha replicato che chi ritira capitale è responsabile dei suoi atti. Questa misura, ha aggiunto invano, va inoltre considerata come una contropartita alla decisione netta di non limitare il ritiro di capitale. Il plenum ha però deciso, seppur di misura, di seguire il punto di vista dei "senatori".
Nessuna apertura invece sugli altri punti controversi della riforma. La maggioranza borghese della Camera ha ribadito - con 128 voti a 55 e 2 astensioni - che le persone che dispongono di un patrimonio di almeno 100'000 franchi non dovrebbero più ricevere le PC. Gli Stati avevano invece bocciato l'introduzione di questo limite, che passerebbe a 200'000 per le coppie.
È stata mantenuta anche un'ultima divergenza, che riguarda le franchigie sulla sostanza: ne è prevista una di 25'000 franchi per le persone sole e 40'000 per le coppie. Come il governo, gli Stati vogliono invece ridurle a 30'000 e 50'000 franchi.
Senza discussione la Camera del popolo ha poi eliminato una divergenza sulla questione delle prestazioni per le famiglie con bambini. Ha accettato di non esigere una riduzione delle spese per quelli che hanno compiuto 11 anni.
Il Nazionale ha infine accettato una mozione sella sua commissione della sanità che preconizza che le persone anziane possano ottenere prestazioni complementari all'AVS per finanziare il loro soggiorno in una struttura con assistenza. Questa soluzione permetterebbe di ritardare il loro ingresso in una casa di cura.
Notizia ATS, 19.03.2019
Riforma prestazioni complementari, sì al compromesso
Le persone più fortunate non potranno più beneficiare di prestazioni complementari (PC) all'AVS e all'AI. Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Nazionale ha accolto oggi con 114 voti a favore e 44 astenuti (dai ranghi rosso-verdi) tutte le proposte della Conferenza di conciliazione. Il progetto è così pronto per le votazioni finali.
Ieri i "senatori" avevano ceduto su uno dei punti più controversi della riforma delle PC, ovvero l'introduzione di un limite per aver diritto alle prestazioni complementari. Le persone che dispongono di un patrimonio di almeno 100'000 franchi non dovrebbero infatti più riceverle. L'importo passerà a 200'000 franchi per le coppie.
Franchigie
Tra gli altri punti più dibattuti figuravano le franchigie sulla sostanza: la Conferenza di conciliazione ha accolto il parere degli Stati e ha deciso di ridurre la franchigia a 30'000 per le persone sole e a 50'000 per le coppie. In un primo tempo, il Nazionale avrebbe voluto una soglia ancor più bassa, rispettivamente 25'000 e 40'000 franchi.
La soluzione dei "senatori" si è imposta in un altro punto: dopo il decesso del beneficiario di PC, le prestazioni ottenute dovrebbero essere restituite allo Stato per la parte della successione che supera un importo di 40'000 franchi. Come voleva il Nazionale, le prestazioni complementari potrebbero invece essere versate direttamente alle case di cura e agli ospedali per le tasse giornaliere.
453 milioni di economie
Stando al modello proposto dalla Conferenza di conciliazione, la riforma consentirà di risparmiare 453 milioni di franchi. La prima versione difesa dagli Stati prevedeva economie per 427 milioni, mentre da quella uscita dal Nazionale ne risultavano 463 milioni.
Si tratta di un compromesso equilibrato e questa versione conviene al Consiglio federale, ha rilevato il ministro dell'interno Alain Berset, secondo cui il livello delle prestazioni è globalmente mantenuto e i risparmi realizzati sono accettabili.
Un anno fa, associazioni di anziani, disabili, lavoratori, donne e inquilini hanno costituito un'alleanza per opporsi alla riforma. Ma visto che la revisione risponde a talune delle loro attese, in particolare l'idea di rivalorizzare l'aiuto per gli alloggi (le persone interessate riceveranno tra i 14'520 franchi e i 16'440 a seconda della regione, invece degli attuali 13'200 franchi), esse dovrebbero rinunciare al referendum.