17.5057 · Ora delle domande. Domanda · 2017-03-01
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il jihadista di origine serbo-bosniaca Ajdin B, partito nel 2015 per l'Iraq per combattere per il califfato, vorrebbe ora rientrare in Svizzera, apparentemente per motivi di salute.
Come intende il Consiglio federale attivarsi affinché a questo "foreign fighter" - riconosciuto come pericoloso dall'intelligence - venga impedito il ritorno nel nostro Paese, dove potrebbe addirittura beneficiare di cure mediche e prestazioni sociali pagate dal contribuente o in ogni caso generare importanti costi di carcerazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale non fornisce informazioni su procedimenti contro singole persone. Alla domanda concernente le misure da adottare nei confronti di jihadisti che fanno ritorno in Svizzera, è possibile rispondere come segue: le informazioni concernenti i viaggiatori con finalità jihadiste sono trattate dal Servizio delle attività informative della Confederazione. In caso di minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera, le competenti autorità di polizia e di perseguimento penale ne vengono debitamente informate. Esse adottano le misure necessarie nei rispettivi ambiti di competenza. L'Ufficio federale di polizia può vietare l'entrata in Svizzera a uno straniero o disporne l'espulsione al fine di salvaguardare la sicurezza interna o esterna della Svizzera. In tale conteste, occorre esaminare il singolo caso e verificare, in particolare, se sono adempiute le condizioni legali e se l'emanazione di un divieto d'entrata o di un'espulsione è da considerarsi proporzionata. Infine, il Ministero pubblico della Confederazione di norma apre un procedimento penale nei confronti di tali persone, poiché sussiste il sospetto che abbiano partecipato a reati di matrice jihadista.