18.3100 · Mozione · 2018-03-07
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare l'utilizzazione dei fondi riscossi tramite il canone radiotelevisivo orientandola ai seguenti obiettivi:
1. L'importo odierno per la SSR pari a 1,2 miliardi di franchi deve essere ridotto a un miliardo di franchi, applicando diminuzioni graduali per una media di 50 milioni alla volta. Altri fondi, in particolare quelli per le emittenti radiotelevisive private, non devono però subire tagli.
2. L'obbligo di pagamento del canone per le imprese non inizia a partire da una cifra d'affari di 500 000 franchi, bensì da 5 milioni.
3. Le tariffe per le economie private vengono diminuite gradualmente fino a un massimo di 320 franchi.
4. La tariffa speciale per le collettività è soppressa.
Begründung
Con il rigetto dell'iniziativa "No Billag" il popolo svizzero ha respinto, in votazione popolare, l'attacco contro la pluralità mediatica svizzera e il giornalismo indipendente. Nonostante questo risultato, non si può fare come se nulla fosse accaduto. In particolare ci si aspetta dalla SSR una gestione più efficiente dei fondi pubblici. Attualmente la SSR riceve ogni anno 1,2 miliardi di proventi del canone. Questo importo dovrà essere ridotto gradualmente nell'arco di quattro anni a un miliardo. È una condizione viabile sul piano aziendale e che non dovrà toccare gli altri beneficiari dei proventi del canone, ossia le emittenti radiotelevisive private. Con tale modifica queste ultime infatti riceveranno in proporzione più proventi del canone.
Grazie ai risparmi così realizzati, la maggior parte delle imprese (quelle con una cifra d'affari inferiore a 5 milioni franchi, ossia più dell'80 per cento delle imprese) può essere esentata dal pagamento del canone. Inoltre ciò comporta anche un potenziale di risparmio presso l'Amministrazione federale delle contribuzioni, responsabile in futuro della riscossione del canone per le imprese. Con questi risparmi si potrebbe per esempio aumentare la quota dei proventi del canone destinata all'ATS.
Con lo sgravio di numerose imprese, gli ulteriori risparmi dovranno andare a beneficio delle economie domestiche private. In tale contesto le tariffe possono essere gradualmente ridotte in modo da passare dagli attuali 365 franchi a un massimo di 320 franchi.
Le odierne tariffe speciali per le collettività interessano circa 6000 economie domestiche. Ciò significa soprattutto tanta burocrazia, ragion per cui si può rinunciare a queste tariffe speciali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale deve determinare l'ammontare del canone per le economie domestiche di tipo privato e per le imprese in modo che la SSR e le emittenti radiotelevisive locali e regionali così sostenute possano adempiere al proprio mandato di prestazioni e il fabbisogno per le altre prestazioni previste per legge possa essere finanziato (art. 68a della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione LRTV; RS 784.40). Nel rapporto sul servizio pubblico del 17 giugno 2016 il Consiglio federale è giunto alla conclusione che il sostegno alla SSR con il canone per un totale di 1,2 miliardi di franchi sia necessario e giustificato. Pertanto, per la quota di partecipazione al canone della SSR per il periodo 2019-2022 il Consiglio federale ha fissato un tetto di 1,2 miliardi di franchi. Se quest'ultimo possa essere abbassato ulteriormente dipende dal mandato di prestazioni della SSR. Inoltre, il Consiglio federale si aspetta dalla SSR un aumento dell'efficienza. L'impresa ha già annunciato misure di risparmio.
Il 18 ottobre 2017 il Consiglio federale ha fissato le tariffe del canone per il 1° gennaio 2019. Le economie domestiche e anche le imprese con una cifra d'affari annua compresa tra 0,5 e un milione di franchi dovranno versare un canone di 365 franchi. Alle imprese più grandi viene applicata una tariffa progressiva. Più del 75 per cento delle imprese non pagano pertanto alcun canone. In occasione della fissazione dell'ammontare del canone, il Consiglio federale ha espressamente sottolineato che già nel 2020, e in seguito ogni due anni, verificherà nuovamente l'ammontare del canone con l'intento di diminuirlo ulteriormente. Un aumento della cifra d'affari minima a 5 milioni di franchi per le imprese avrebbe come conseguenza che solo il 4 per cento invece del 25 per cento delle imprese assoggettate all'imposta sul valore aggiunto dovrebbe ancora pagare il canone, il che generebbe un ammanco in termini di entrate di 78 milioni di franchi.
Anche la soppressione della tariffa speciale per le collettività non sarebbe opportuna. A partire dal 2019 esse pagheranno un canone di 730 franchi. Per contro, i membri delle collettività, diversamente da oggi, non sono più soggetti all'obbligo di pagare il canone.
L'intero sistema del canone potrà essere analizzato e verificato come previsto una volta avvenuto il cambiamento di sistema. In tale ambito occorrerà tenere conto anche della futura legge sui media elettronici.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.