18.3352 · Interpellanza · 2018-03-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Si presume che la riforma dell'imposizione delle imprese negli Stati Uniti spingerà sempre più aziende americane con società di sede in Svizzera a rimpatriare i loro utili negli Stati Uniti. Il Dipartimento del Tesoro statunitense presume che gli utili generati all'estero che potrebbero essere rimpatriati negli USA ammontino a 2,5 migliaia di miliardi di dollari. Per concludere affari internazionali, molte imprese statunitensi dispongono di società di sede in Svizzera.
Se queste imprese del gruppo trasferiscono i loro utili direttamente negli Stati Uniti, alla Confederazione spetta un'imposta preventiva del 5 per cento ai sensi della convenzione per evitare la doppia imposizione.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale è già a conoscenza di imprese statunitensi che a seguito del rimpatrio degli utili verseranno un'imposta preventiva?
2. Esistono stime relative all'entità delle entrate supplementari uniche dell'imposta preventiva?
3. Il Consiglio federale ha delle indicazioni sull'entità degli utili che le imprese statunitensi hanno trattenuto in Svizzera o ha la possibilità di ottenere dai Cantoni informazioni in proposito?
4. Come si procura le indicazioni e le stime pertinenti per effettuare più precisamente la preventivazione e la pianificazione finanziaria?
5. Queste informazioni saranno prese in considerazione nel preventivo 2019 e nel piano finanziario 2020-2022?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è a conoscenza di alcuni casi di filiali svizzere che nell'ultimo anno hanno effettuato importanti distribuzioni di utili assoggettate all'imposta preventiva alle case madri statunitensi. Non è possibile valutare quanto queste distribuzioni siano state motivate dalla riforma fiscale statunitense.
2. Non esistono stime relative all'entità delle entrate supplementari uniche dell'imposta preventiva originate dalla riforma fiscale statunitense.
3. Il Consiglio federale non ha alcuna indicazione sull'entità degli utili che le filiali svizzere di imprese statunitensi hanno trattenuto, né ha la possibilità di ottenere informazioni dai Cantoni in proposito poiché né l'Amministrazione federale delle contribuzioni, né i Cantoni dispongono di informazioni aggregate di questo tipo. Gli aggi apportati dagli azionisti dopo il 31 dicembre 1996 possono essere distribuiti esenti dall'imposta preventiva alle società madri statunitensi.
4./5. All'ora attuale le ripercussioni della riforma fiscale statunitense sul comportamento delle filiali svizzere in materia di distribuzione degli utili sono difficilmente valutabili e poco chiare. Inoltre, non si è a conoscenza del potenziale delle riserve per future distribuzioni di utile assoggettate all'imposta preventiva di queste imprese. Una stima delle possibili ripercussioni sul prodotto dell'imposta preventiva sarebbe pertanto molto incerta e non è quindi possibile metterla in preventivo.
Al contempo, il modello delle serie storiche (livellamento esponenziale con metodo robusto) impiegato per la preventivazione dell'imposta preventiva garantisce che le maggiori entrate effettivamente conseguite in seguito alla riforma fiscale statunitense confluiscano rapidamente nelle previsioni budgetarie. Nell'allestimento della previsione, questo modello tiene conto soltanto dei valori del passato; ai valori più recenti è attribuita una maggiore ponderazione rispetto a quelli meno recenti. L'influsso di grandi scostamenti (valori estremi) viene ridotto, con il risultato di una stabilizzazione dei valori di preventivo. Inoltre vien tenuto conto della tendenza al rialzo osservabile in ambito di entrate dell'imposta preventiva. Dall'introduzione del metodo di stima attuale, il valore preventivato dell'imposta preventiva è aumentato da 3,7 miliardi di franchi nel preventivo 2011 a 6,2 miliardi nel preventivo 2018. A causa delle entrate volatili possono continuare a comparire scostamenti annui importanti tra preventivo e consuntivo, che dovrebbero però essere compensati nel corso del tempo.
Risposta del Consiglio federale.