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20.3184 · Mozione · 2020-05-04

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le ordinanze relative ai crediti transitori COVID-19 e di prevedere che la Confederazione, alla fine della crisi, ne riprenda una parte. Questa parte può coprire i costi del capitale delle imprese, come i costi di locazione, ammortamento, manutenzione, deposito o i costi a titolo di interessi. La Confederazione può limitare la parte di crediti che riprenderà ed emanare prescrizioni per la restituzione della parte restante.

Begründung

La pandemia di COVID-19 ha conseguenze drammatiche sulle piccole e medie imprese della Svizzera. Nell'ambito delle sue competenze, il Consiglio federale è riuscito, con la concessione di crediti transitori e il ricorso al lavoro ridotto, a proporre una soluzione efficace, innovativa ed estremamente rapida. Tali misure consentono di coprire parzialmente i costi delle imprese a breve termine, in particolare i costi del personale. Tuttavia non è prevista alcuna misura volta a coprire i costi del capitale: su ordine del Consiglio federale, molte imprese hanno sospeso la loro attività, ma devono comunque sostenere i costi di locazione, ammortamento, manutenzione, deposito o i costi a titolo di interessi. Tali costi devono essere compensati dal settore pubblico perché penalizzano inutilmente le piccole e medie imprese.

Il Consiglio federale può definire un limite massimo per la parte di crediti transitori che la Confederazione riprenderà. Inoltre può stabilire determinate condizioni per la restituzione della parte restante a carico delle imprese.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Gli effetti della pandemia di COVID-19 e dei provvedimenti adottati dalle autorità per tutelare la salute hanno portato molte imprese finanziariamente sane a una carenza di liquidità. Ne sono stati particolarmente colpiti le piccole e medie imprese e i lavoratori indipendenti. Per consentire a queste due categorie di accedere in modo rapido e senza formalità burocratiche a crediti bancari che permettessero loro di coprire nei primi mesi, nonostante le perdite di entrate, i costi fissi e non controllabili a breve termine, la Confederazione ha garantito crediti bancari per finanziamenti transitori tramite le quattro organizzazioni riconosciute che concedono fideiussioni.

Il 1° luglio 2020 il Consiglio federale ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, che dovrebbe sostituire l'ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19. Il disegno di legge prevede diversi strumenti volti a evitare casi di rigore:

1. proroga del termine di ammortamento: i crediti COVID-19 devono generalmente essere rimborsati entro 5 anni. In casi di rigore questo termine può essere prorogato al massimo di 5 anni (finora 2 anni);

2. prevenzione di un'eccedenza dei debiti secondo l'articolo 725 del Codice delle obbligazioni: i crediti COVID-19 fino a 500 000 franchi non devono essere considerati come capitale di terzi durante l'intera durata del credito (precedentemente solo fino al 31 marzo 2022);

3. gestione dei crediti: le organizzazioni che concedono fideiussioni devono avere a disposizione diverse opzioni che consentano loro di tenere conto dei casi di rigore individuali.

Secondo il Consiglio federale, i valori di riferimento summenzionati assicurano che i casi di rigore siano valutati e attenuati caso per caso. Tuttavia, un condono parziale generale come quello avanzato dalla mozione al momento non viene preso in considerazione per le seguenti ragioni:

- le imprese che non hanno richiesto un credito COVID-19 perché hanno ottenuto finanziamenti transitori da altre fonti oppure perché temevano di non poterlo rimborsare non potrebbero beneficiare del condono parziale, subendo uno svantaggio economico;

- un condono parziale generebbe falsi incentivi di notevole portata: la prospettiva di una simile regolamentazione contestualmente alla possibilità di richiedere crediti COVID-19 farebbe aumentare in modo esponenziale la domanda degli stessi crediti COVID-19. L'attuazione di una simile regolamentazione dei casi di rigore porterebbe inoltre con sé il rischio di effetti negativi sull'ammortizzazione dei crediti già concessi;

- infine, il Consiglio federale non reputa necessario un condono generale dei crediti: la possibilità di ammortizzare il credito in 10 anni al massimo significa per l'impresa uno stanziamento annuo di soli 1 o 2 punti percentuali della cifra d'affari, il che dovrebbe essere realizzabile per un'impresa finanziariamente sana.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.