21.3768 · Mozione · 2021-06-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di destinare almeno lo 0,1 per cento del PIL alla lotta contro la violenza di genere e sessuale.
Begründung
Tutti sono contro la violenza di genere. Tutti sono contro la violenza sessuale. Tutti sono contro la violenza.
Ma la violenza non sparisce soltanto perché si è contro. Per combatterla seriamente ci vuole impegno, ci vogliono mezzi e ci vogliono risorse. Ed è qui che la volontà inizia a vacillare. Ecco perché è stata depositata la presente mozione.
La richiesta dell'iniziativa coordinata sul piano internazionale #StopTalkingStartFunding del forum Generazione uguaglianza di Parigi è semplice: ogni Paese deve destinare lo 0,1 per cento del proprio PIL alla lotta contro la violenza di genere e sessuale.
Da uno studio realizzato nel 2013 dall'Ufficio federale di statistica su incarico dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo emerge che, in Svizzera, soltanto i costi (o parte dei costi) della violenza nei rapporti di coppia raggiungono una cifra compresa tra 164 e 287 milioni di franchi all'anno, ossia più o meno il budget della Città di Thun.
Per la Svizzera varrebbe quindi la pena di investire maggiormente nella prevenzione e nella lotta alla violenza non "soltanto" per proteggere le donne, ma anche in un'ottica macroeconomica.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il primo rapporto periodico della Svizzera sull'attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul; RS 0.311.35) (https://www.ebg.admin.ch/ebg/de/home/dokumentation/
publikationen-allgemein/publikationen-internationales.html) è stato adottato dal Consiglio federale il 18 giugno 2021. Dal rapporto emerge che in Svizzera, negli ultimi anni, tutti i livelli istituzionali hanno rafforzato il loro impegno nella lotta contro la violenza di genere. La ratifica della Convenzione di Istanbul ha innescato una nuova dinamica nel nostro Paese che ha interessato anche lo stanziamento di risorse finanziarie e umane appropriate, come prescritto dall'articolo 8 della Convenzione. Per quanto riguarda i Cantoni e i Comuni, la Conferenza svizzera contro la violenza domestica ne presenta i numerosi piani d'azione e di misure in un'apposita panoramica (https://csvd.ch/de/ubersicht-aktions-und-massnahmenplane/). Inoltre, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali ha per esempio recentemente raccomandato ai Cantoni di garantire una migliore copertura finanziaria alle case rifugio per donne.
Per quanto riguarda la Confederazione, con l'ordinanza contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, il Consiglio federale ha introdotto la base per concedere, a partire dal 2021, aiuti finanziari per la prevenzione della violenza. Allo scopo sono ora disponibili tre milioni di franchi l'anno. Inoltre, nel quadro del programma di legislatura 2019-2023 (articolo 9, obiettivo 8, misura 42), il Parlamento ha previsto l'adozione di un piano d'intervento per l'attuazione della Convenzione di Istanbul (FF 2020 7365, 7369). Questo piano sarà elaborato nel quadro della Strategia per la parità tra donne e uomini 2030.
Anche le diverse misure adottate durante la crisi pandemica, come l'istituzione da parte di Confederazione e Cantoni di una task force contro la violenza domestica durante la pandemia di coronavirus, e le numerose campagne d'informazione hanno contribuito ad accrescere la sensibilità per questo problema.
Non sono disponibili calcoli precisi delle risorse finanziarie e umane investite da Comuni, Cantoni e Confederazione per prevenire e combattere la violenza di genere. Lo studio, realizzato nel 2013 dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo, citato nel testo della mozione fornisce una stima dei costi annuali minimi causati in Svizzera dalla violenza nelle relazioni di coppia e dalle sue conseguenze. Una parte importante di questi costi è rappresentata dalle spese sostenute per la lotta a questa specifica forma di violenza. Se si prendessero in considerazione anche le misure degli ultimi anni e le uscite per la prevenzione e la lotta contro tutte le forme di violenza di genere e la violenza in generale, le risorse destinate annualmente a questi temi risulterebbero molto più elevate.
Per questi motivi, il Consiglio federale è del parere che per combattere e prevenire la violenza di genere non sia necessario definire una quota precisa del PIL da impiegare a tal fine. Ritiene più opportuno, invece, continuare ad adottare misure non sulla base di un importo fisso, ma sulla base del bisogno effettivo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.