21.4480 · Interpellanza · 2021-12-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Diversi media hanno mostrato che per molte persone con un danno alla salute l'AI non offre una protezione sufficiente e rifiuta loro anche una riformazione professionale (salari delle tabelle statistiche troppo elevati). A risentirne sono in particolare le persone del ceto medio e quelle con redditi bassi. Questo va anche a scapito dell'aiuto sociale e dei Comuni, se l'integrazione nel mercato del lavoro è quasi impossibile per motivi di salute. Qui di seguito un esempio concreto: un agricoltore indipendente di 53 anni ha pagato i contributi alle assicurazioni sociali per oltre 35 anni. A causa di una malattia cardiaca, non può più svolgere alcun lavoro fisico. Chiede quindi all'AI di accordargli una riformazione professionale che gli permetta di svolgere un'attività adeguata al suo stato di salute. La decisione dell'AI è negativa poiché, nonostante il danno alla salute, sulla base della rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) l'agricoltore potrebbe continuare a realizzare un reddito di 61 502 franchi all'anno (reddito con invalidità). In precedenza, senza limitazioni dovute allo stato di salute, aveva potuto guadagnare 36 762 franchi (reddito senza invalidità). Ne risulta un grado d'invalidità dello 0 per cento, motivo per cui la richiesta di prestazioni è respinta.
1. Il Consiglio federale riconosce i problemi evidenziati da questo esempio? È disposto a intervenire con miglioramenti?
2. O il DFI sta abbandonando a loro stessi gli agricoltori, i piccoli artigiani, i lavoratori indipendenti, il ceto medio e i lavoratori con redditi bassi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Nel suo parere in risposta alla mozione Lohr 21.4575 "Ridurre gli ostacoli alle riformazioni professionali e promuovere l'integrazione professionale", il Consiglio federale precisa le condizioni per il diritto a una riformazione professionale secondo l'articolo 17 della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (LAI; RS 831.20) e spiega il margine di manovra di cui dispongono gli uffici AI per valutare la perdita di guadagno.
L'AI applica il principio "priorità dell'integrazione sulla rendita". A tal fine dispone di diversi provvedimenti (v. art. 8 cpv. 3 LAI), per i quali gli assicurati devono adempiere le condizioni di diritto previste. Con la riforma Ulteriore sviluppo dell'AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2022, il catalogo dei provvedimenti è stato ampliato e ottimizzato. Ad esempio, i provvedimenti di intervento tempestivo e dei provvedimenti di reinserimento sono stati resi più flessibili per promuovere l'integrazione degli assicurati in modo semplice e senza requisiti elevati. Se con questi provvedimenti l'integrazione nel mercato del lavoro (primario) non è (ancora) possibile, restano naturalmente disponibili tutti gli altri provvedimenti dell'AI (p. es. riformazione professionale, lavoro a titolo di prova o aiuto in capitale).
L'agricoltore indipendente menzionato nell'esempio ha un reddito relativamente basso rispetto ai valori della statistica dei redditi in agricoltura. Si è quindi accontentato di un reddito modesto. Già quando era ancora in salute, infatti, di regola avrebbe potuto realizzare un reddito più alto con un'attività dipendente. Non è dunque compito dell'AI compensare questa parte di reddito e supporre artificialmente una perdita di guadagno maggiore di quella reale. Pertanto, se il reddito senza invalidità ammonta a 36 762 franchi e, sotto il profilo medico, l'assicurato può continuare a svolgere in linea di massima tutte le attività tranne i lavori fisici pesanti, non vi è alcuna perdita di guadagno nel caso in cui l'assicurato possa guadagnare almeno 36 762 franchi con una tale attività alternativa.
Secondo il Consiglio federale, l'AI dispone già di sufficienti provvedimenti, che sono anche orientati alle esigenze individuali dei lavoratori indipendenti o degli agricoltori. Disposizioni speciali specifiche per singoli gruppi professionali o della popolazione sono in contraddizione con il principio dell'assicurazione universale e comporterebbero nuove disparità.
Risposta del Consiglio federale.