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22.3985 · Mozione · 2022-09-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Per rendere più interessanti le misure di ottimizzazione e risanamento energetico si chiede al Consiglio federale di mettere in campo un meccanismo che faccia ricadere una parte della tassa sul CO2 sui proprietari di immobili in locazione provvisti di impianti di riscaldamento centralizzati, senza che ciò abbia ripercussioni sui canoni di affitto. Una parte della tassa sarà a carico dei proprietari che non attuano un certo numero di misure energetiche. Queste ultime possono includere l'installazione di valvole termostatiche, la regolazione individuale del riscaldamento per ogni appartamento, l'installazione di contatori individuali per le spese di riscaldamento e/o acqua calda sanitaria e per la spesa energetica complessiva dell'immobile (in base ad es. all'indice di consumo termico) e l'introduzione di un contratto di ottimizzazione energetica.

Begründung

La tassa sul CO2 viene pagata dal proprietario di un immobile dato in locazione nei casi in cui gli inquilini non siano in grado di gestire autonomamente il proprio consumo energetico e non possano quindi essere ricompensati finanziariamente per un loro comportamento parsimonioso. Se il proprietario non adotta alcun provvedimento, l'intera tassa rimarrà a suo carico. Qualora, invece, quest'ultimo prenda alcune delle misure elencate in un'apposita lista, la tassa sul CO2 verrà ridistribuita progressivamente tra proprietari e inquilini. La lista potrà includere, tra le altre cose, l'installazione di valvole termostatiche, la regolazione individuale del riscaldamento per ogni appartamento, l'installazione di contatori individuali per le spese di riscaldamento e/o acqua calda sanitaria e per la spesa energetica complessiva dell'immobile (in base ad es. all'indice di consumo termico) o l'introduzione di un contratto di ottimizzazione energetica.

Per gran parte della popolazione svizzera che vive in affitto in immobili non dotati di contatori individuali e che non può intervenire a favore del risanamento energetico di tali edifici la tassa sul CO2 non costituisce alcun incentivo. Si tratta di un'ampia fetta di popolazione che difficilmente, se non per nulla, può essere premiata per il suo comportamento virtuoso in termini di consumo di calore. Con un sistema di fatturazione parzialmente individuale per i costi di riscaldamento e acqua calda negli immobili in affitto (circa il 50 % dei costi continua a essere ripartito in base alla superficie dell'abitazione), gli inquilini saranno maggiormente incoraggiati a diventare attori della transizione energetica. Negli edifici dotati di contatori individuali si osserva un risparmio sui costi di riscaldamento di circa il 15 %. Questo tipo di conteggio è in uso da molti anni in Germania e in altri Paesi europei. Il governo tedesco ha appena introdotto un principio molto vicino a quanto richiesto dalla presente mozione: la chiave di ripartizione della tassa dipenderà dal grado di impegno del proprietario.

Per incoraggiare i proprietari di immobili a ottimizzare i sistemi di riscaldamento, a risanare energeticamente i loro edifici e a installare contatori individuali, la presente mozione propone un meccanismo in base al quale la quota della tassa sul CO2 a loro carico cambi a seconda dei risultati ottenuti in questo senso.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Oggi i locatori, in quanto proprietari, vengono motivati attraverso contributi di incentivazione a effettuare risanamenti energetici nei loro immobili. Tuttavia, nel sistema attuale, non devono aspettarsi alcuna conseguenza finanziaria negativa diretta dal non aver ancora effettuato simili risanamenti. Il motivo è che i costi energetici (spese accessorie) sono solitamente a carico dei locatari. La presente mozione intende affrontare questo problema. Il Consiglio federale condivide l'intento di aumentare l'attrattiva dei risanamenti energetici e dell'ottimizzazione dell'esercizio. Tuttavia, secondo l'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione, le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai Cantoni. La Confederazione non può emanare norme dirette in tale ambito. Il modello di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC), nell'edizione del 2014, contiene il modulo 8 "Ottimizzazione dell'esercizio", in cui rientra anche l'ottimizzazione degli impianti di riscaldamento. Secondo la pubblicazione sullo stato della politica energetica e climatica nei Cantoni 2022, sono cinque finora i Cantoni che hanno integrato questo modulo nei loro atti legislativi cantonali. Si tratta dei Cantoni di Basilea Città e Berna (in piena conformità al testo del MoPEC 2014) e dei Cantoni di Sciaffusa, Turgovia e Zurigo (con alcune variazioni di contenuto rispetto al MoPEC 2014). Inoltre l'articolo 45 capoverso 3 lettera c della legge sull'energia (LEne; RS 730.0) impone già oggi ai Cantoni di emanare disposizioni sul conteggio individuale delle spese di riscaldamento nelle nuove costruzioni e in caso di rinnovamenti considerevoli di edifici esistenti. La maggior parte dei Cantoni ha implementato questa prescrizione nelle proprie leggi o ordinanze sull'energia.

La soluzione proposta comporterebbe un cambiamento significativo della prassi seguita nel settore della locazione. L'applicazione e il controllo sistematico richiederebbero l'unificazione della gestione dei dati energetici cantonali e degli organi di controllo. In Svizzera, i controlli a livello cantonale potrebbero essere effettuati solo con un elevato dispendio di risorse. I punti critici citati sono noti anche nell'analogo modello tedesco a più livelli, che sarà introdotto nel 2023.

Esistono diverse misure di promozione federali e cantonali che aumentano direttamente gli incentivi finanziari per i locatori che effettuano un risanamento energetico dei loro immobili o che sostituiscono il sistema di riscaldamento a energie fossili. Grazie soprattutto al Programma Edifici, ma anche all'aumento del valore degli edifici e ai vantaggi fiscali, negli ultimi tre anni si è registrato un forte incremento nel settore della sostituzione degli impianti di riscaldamento. Nel quadro della revisione della legge sul CO2 e della nuova legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l'innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (LOCli; FF 2022 2403), quale controprogetto indiretto all'Iniziativa per i ghiacciai, sono previsti ulteriori aiuti finanziari per la sostituzione degli impianti di riscaldamento a energie fossili ed elettrici. Inoltre, nell'aprile 2022, nell'ambito del programma "Calore rinnovabile" di SvizzeraEnergia, la Confederazione ha introdotto prime consulenze gratuite per la sostituzione degli impianti di riscaldamento, rivolte in particolare ai proprietari di case plurifamiliari.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.