Lexipedia

22.4437 · Mozione · 2022-12-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di avviare un riassetto del settore dell'asilo che preveda sistematicamente di accordare l'asilo soltanto alle persone la cui vita e integrità fisica sono minacciate. Le risorse finanziarie vanno concentrate al fine di porre entro i primi tre mesi le basi in materia di soggiorno e integrazione, nonché di fornire aiuto in loco. Le basi legali vanno adeguate di conseguenza.

Begründung

Il nostro settore dell'asilo è allo stremo. Il numero di rifugiati aumenta in misura drammatica. Da gennaio a novembre 2022 sono giunti in Svizzera circa 100 000 rifugiati, non soltanto dall'Ucraina, il che corrisponde circa alla popolazione del Canton Zugo o Sciaffusa. Dato che la Svizzera ha una prassi d'asilo troppo generosa che accorda l'asilo a molte persone la cui vita e integrità fisica non sono minacciate, abbiamo ora problemi di capacità e risorse per i veri rifugiati. Molti richiedenti l'asilo gravano sul sistema anche con domande infondate. I costi complessivi per il settore dell'asilo aumentano in maniera incontrollata, ma i Comuni e i Cantoni ne avvertono il peso soltanto in un secondo tempo, poiché durante i primi anni è la Confederazione a pagare. Tuttavia anche qui le risorse vengono a mancare. Il sistema è allo stremo. Occorre pertanto ridefinire le priorità in modo da poter proteggere le persone la cui vita e integrità fisica sono davvero minacciate.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole che l'attuale situazione nel settore dell'asilo, unitamente all'elevato numero di persone in cerca di protezione provenienti dall'Ucraina, mette a dura prova la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Finora, la collaudata collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni nonché i diversi meccanismi di emergenza messi in atto hanno permesso alla Svizzera di gestire egregiamente la situazione.

In Svizzera, le persone provenienti dall'Ucraina non devono sottoporsi a una procedura d'asilo. Ottengono lo statuto di protezione S (cfr. art. 4 della legge sull'asilo [LAsi]; RS 142.31), che consente di accordare protezione in modo semplice e rapido a un determinato gruppo di persone esposte a un pericolo generale grave, in particolare durante una guerra. Questo strumento permette quindi di sgravare il settore dell'asilo.

Con la sua politica d'asilo, il Consiglio federale persegue in particolare i grandi obiettivi seguenti: le persone che hanno bisogno della protezione della Svizzera, devono ottenerla quanto prima; quelle che probabilmente resteranno a lungo nel nostro Paese devono potersi integrare il più rapidamente possibile, mentre quelle che non necessitano della protezione della Svizzera devono lasciare rapidamente il nostro Paese.

La limitazione della nozione di rifugiato chiesta dall'autore della mozione non è compatibile con la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30): la messa in pericolo della vita o dell'integrità fisica non rappresenta l'unica forma di persecuzione rilevante ai sensi del diritto in materia di asilo. Anche una limitazione della libertà fondata sulla razza, la religione, la nazionalità, l'appartenenza a un determinato gruppo sociale o le opinioni politiche può costituire una misura di persecuzione rilevante ai sensi del diritto in materia di asilo. La legge svizzera sull'asilo precisa quindi la Convenzione sullo statuto dei rifugiati citando esempi di "seri pregiudizi" che risultano o si devono temere da una situazione di persecuzione. All'esposizione a pericolo della vita e dell'integrità fisica, si aggiungono così la minaccia alla libertà e le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).

Negli ultimi anni, il legislatore e le autorità d'asilo svizzere hanno adottato varie misure tese a velocizzare le procedure nonché promuovere i ritorni, e il numero di domande d'asilo manifestamente infondate è nettamente diminuito. Attualmente soltanto il due per cento circa delle domande d'asilo in Europa è presentato in Svizzera. La velocizzazione delle procedure d'asilo come pure la possibilità di accordare protezione provvisoria in una situazione di crisi acuta si sono rivelate efficaci. Per questo motivo, il Consiglio federale è convinto che questo resti il giusto approccio per far fronte alle sfide attuali nel settore dell'asilo e che quindi non vi sia ragione di rivedere il sistema d'asilo.

Inoltre, la Svizzera si adopera a livello europeo a favore di una protezione sistematica delle frontiere esterne di Schengen e di una riforma sostenibile del sistema europeo d'asilo. Parimenti, si impegna da molti anni, tramite i suoi programmi di cooperazione, per contribuire ad assicurare protezione e assistenza ai migranti nei Paesi di prima accoglienza quali, ad esempio, la Turchia e l'Etiopia. Infine, nel quadro dei suoi dialoghi e partenariati migratori, sostiene i Paesi di provenienza e di transito nell'opera di potenziamento del buon governo nel settore migratorio e nella prevenzione della migrazione illegale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.