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23.4213 · Postulato · 2023-09-28

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Occorre illustrare in un rapporto l’entità del potenziale inutilizzato di lavoratori nel settore dell’asilo, includendo in particolare i rifugiati riconosciuti (permesso B), i rifugiati ammessi provvisoriamente, le persone ammesse provvisoriamente (permesso F), le persone con statuto S ma anche le persone in procedura d’asilo (permesso N) che vivono da lungo tempo in Svizzera. Vanno illustrate le misure educative, formative e inerenti al mercato del lavoro che permettono, unitamente a un miglior riconoscimento delle competenze disponibili, di sfruttare maggiormente il potenziale esistente, nonché le eventuali modifiche legali necessarie. A tal fine, andranno considerate le esperienze maturate dai Cantoni quali buone prassi, attribuendo particolare importanza alla situazione formativa dei giovani.

Begründung

Uno studio realizzato nel Canton Ginevra ha esaminato i costi economici del divieto di lavoro per i giovani richiedenti l’asilo respinti. Lo studio è stato redatto da Julien Massard, presso l’Institut de recherche appliquée en économie et gestion (IREG): «Évaluation du coût économique pour le canton de Genève lié à l’interdiction de travailler des jeunes personnes déboutées de l’asile».

Lo studio, condotto su 32 giovani richiedenti l’asilo respinti che vivono da vari anni a Ginevra, giunge alla conclusione che sull’arco di 10 anni il divieto di lavoro ha comportato per il Canton Ginevra una perdita di valore aggiunto di circa 13 milioni di franchi. Sarebbe pertanto stato utile se questi giovani avessero potuto lavorare per l’economia ginevrina. Non sono stati considerati gli effetti collaterali di tale divieto quali problemi psichici o i costi per misure di polizia.

Si constata pertanto con soddisfazione che alcuni Cantoni hanno di recente introdotto una nuova politica che considera la realtà in cui vivono questi giovani. Va menzionato il Canton Friburgo e il suo programma FriRAD, avviato nell’ottobre 2022 per far uscire dallo statu quo le persone che presentano un sufficiente potenziale d’integrazione. Il programma prevede varie fasi con requisiti progressivi che mirano in ultima analisi al riconoscimento dell’integrazione perseguita. Fino alla fine del 2022, 24 persone hanno iniziato il programma (rapporto di attività 2022 del Consiglio di Stato friburghese, pag. 45).

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Da maggio 2019 la Confederazione e i Cantoni attuano l’Agenda Integrazione Svizzera (AIS), che mira a promuovere il potenziale lavorativo e specialistico inutilizzati delle persone del settore dell’asilo. Nel contempo, la Confederazione ha triplicato la somma forfettaria a favore dell’integrazione. Dal canto loro, i Cantoni definiscono piani d’integrazione vincolanti che includono misure in linea di massima adeguate alle esigenze dell’insieme delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati. Queste misure comprendono principalmente un accertamento del potenziale e una gestione continuativa dei casi. Si raccomanda ai Cantoni di avviare misure di apprendimento della lingua non appena i richiedenti sono posti sotto la loro responsabilità. In tal modo s’intende accelerare il processo d’integrazione dei richiedenti l’asilo autorizzati a restare. Nel quadro dell’AIS, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) monitora la promozione dell’integrazione, pubblicando continuamente i risultati (www.sem.admin.ch > Integrazione & naturalizzazione > Promozione dell’integrazione > Monitoraggio della promozione dell’integrazione). A tal fine raccoglie dati sulla partecipazione a formazioni e alla vita professionale riprendendo gli indicatori forniti dai Cantoni, che comprendono anche una valutazione del potenziale di impiegabilità e attitudine alla formazione (indicatori PIC/AIS). Per quanto riguarda i beneficiari dello statuto S, per i quali la legge non prevede alcuna somma forfettaria a favore dell’integrazione, la Confederazione sostiene i Cantoni con un programma speciale. Si stanno inoltre preparando misure per migliorare ulteriormente l’integrazione professionale delle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina. La Confederazione ha realizzato diversi studi e inchieste sui beneficiari dello statuto S e pubblica regolarmente dati sulla loro attività lucrativa e formazione (www.sem.admin.ch > Asilo / Protezione dalla persecuzione > Informazioni per i profughi provenienti dall’Ucraina > Statistiche). A settembre 2023 la SEM ha pubblicato un rapporto riassuntivo (non disponibile in italiano) sull’attuazione del programma «Misure di sostegno per le persone con statuto di protezione S» (www.sem.admin.ch > Integrazione & naturalizzazione > Promozione dell’integrazione > Programma S). Il Consiglio federale sta inoltre elaborando un rapporto in adempimento del postulato 22.3393 della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 29 aprile 2022 «Rilevare e impiegare le competenze dei profughi». Questo rapporto, che rientra nella competenza del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), fornirà informazioni supplementari e basi decisionali.I programmi cantonali d’integrazione (PIC) mirano a migliorare costantemente la promozione dell’integrazione, rendendola un sistema autoadattativo. I Cantoni utilizzano i dati menzionati e altre esperienze e conoscenze accumulate per continuare a ottimizzare le misure d’integrazione e sfruttare al massimo il potenziale di manodopera dei profughi. Inoltre, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di esaminare globalmente entro il 31 marzo 2024, in collaborazione con il DEFR e coinvolgendo i Cantoni e le parti sociali, in che misura i diversi provvedimenti volti a promuovere il potenziale nazionale di lavoratori raggiungono gli obiettivi prefissati e se occorrono misure supplementari. Considerando le misure attualmente in vigore, gli sviluppi in corso, i dati disponibili e i rapporti in fase di elaborazione, appare superfluo e poco opportuno redigere un rapporto supplementare. Per quanto riguarda i richiedenti l’asilo respinti, il Consiglio federale rammenta che non è previsto che esercitino un’attività lucrativa in quanto sono tenuti a ritornare in patria.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.