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Stop all’ideologia gender. Proteggere (almeno) i minorenni da interventi di cambiamento di sesso avventati

23.4408 · Mozione · 2023-12-20

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di prendere le misure necessarie per contrastare l’ideologia gender imposta anche ai più giovani, e per proteggere in prima linea i minorenni, ma non solo, da operazioni avventate ed irreversibili di cambiamento di sesso.

Begründung

Negli ultimi tre anni, le operazioni di cambiamento di sesso sono più che duplicate.

Solo per l’anno 2022 se ne contano quasi 500. Un record che fa stato di un business in continua crescita, e che deve porre degli interrogativi. Specie in considerazione del fatto che il 54% dei pazienti aveva tra i 15 e ed i 24 anni. Molti (troppi) sono quindi i minorenni.

Questi interventi comportano operazioni chirurgiche altamente invasive.

Parallelamente aumenta anche il numero di quanti si sono pentiti del passo compiuto, ed intraprendono pertanto un percorso di “detransizione” che però ben difficilmente può essere completa, poiché molte delle modifiche effettuate sono irreversibili.

L’impennata degli interventi - ed anche dei pentiti – preoccupa. E’ allarmante l’elevato numero di operazioni di cambiamento di sesso praticate (con leggerezza?) su minorenni.

Questa situazione non può che essere la conseguenza dell’ideologia gender, propinata ormai anche ai bambini, oltre che, presumibilmente, di un’impostazione medica che sottovaluta l’aspetto psicoterapeutico, mettendo al centro la “voglia di cambiamento” del paziente senza indagare a sufficienza i motivi che lo spingono a compiere un passo irreversibile, di cui in seguito molti si pentono.

Occorre pertanto mettere in campo gli strumenti atti a proteggere in prima linea i minorenni (ma non solo) da operazioni avventate da cui non c’è poi ritorno, ed in generale tornare ad attribuire il dovuto peso al trattamento psicoterapeutico di persone affette da presunta “disforia di genere”.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Come già illustrato nella risposta all’interpellanza Roduit 21.4506 «Medicalizzazione esponenziale dei giovani trans. La Svizzera regolamenterà pratiche controverse?», anche il Consiglio federale ha preso atto del fatto che un numero crescente di persone affette da disforia di genere cerca un trattamento. A suo avviso, questo aumento non va tuttavia ricondotto a un’«ideologia gender», ma alla crescente accettazione da parte della società della diversità delle identità di genere.

Il tipo di trattamento indicato (psicologico, farmacologico e/o chirurgico) dipende dal paziente. Per la scelta del trattamento adeguato vige l’obbligo di diligenza: i medici sono tenuti a rispettare le regole della scienza medica, a soppesare accuratamente rischi e benefici di una forma terapeutica e ad agire sempre nell’interesse del paziente, ponendo al centro il suo benessere. Nei minorenni deve inoltre essere accertata attentamente la capacità di discernimento. Nella maggior parte dei casi, il trattamento è svolto da un team interdisciplinare, che valuta la situazione dal punto di vista medico, psicologico e medico-etico. Il team può riferirsi a direttive e raccomandazioni internazionali, di norma elaborate congiuntamente da tutte le associazioni mediche specialistiche interessate e basate sulle attuali conoscenze scientifiche (p. es. le direttive della World Professional Association for Transgender Health WPATH, cfr. www.wpath.org, o le direttive corrispondenti dell’Arbeitsgemeinschaft der Wissenschaftlichen Medizinischen Fachgesellschaften, cfr. www.awmf.org). Non compete pertanto alla Confederazione elaborare direttive terapeutiche per il trattamento di persone che soffrono di disforia di genere o adottare altre misure che influiscano sul processo decisionale medico.



Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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