La Svizzera deve partecipare alla Coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini deportati illegalmente dalla Russia
24.3435 · Interpellanza · 2024-04-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La questione dei bambini ucraini deportati esiste da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel 2014, ed è tornata alla ribalta con la guerra di aggressione su larga scala scatenata dalla Russia nel 2022.Si stima che diverse migliaia di bambini siano stati deportati illegalmente o trasferiti con la forza in Russia, e a oggi meno di 400 di essi sono stati rimpatriati in Ucraina. Data la gravità di questi atti, nel marzo del 2023 la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il presidente Putin e per la commissaria russa per i diritti dei bambini, Maria Lvova-Belova, in quanto ragionevoli motivi hanno indotto a ritenere che entrambi siano responsabili del crimine di guerra di «deportazione illegale di popolazione (bambini) e trasferimento illegale di popolazione (bambini) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione russa». In risposta a questi gravi crimini, 33 Paesi – tra cui Canada, Germania e Austria – hanno deciso di aderire alla Coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini, lanciata a Kiev il 2 febbraio 2024.Copresieduta dall’Ucraina e dal Canada, la coalizione mira a riportare i bambini ucraini alle loro famiglie e comunità, ponendo al centro delle sue azioni l’interesse superiore dei minori. Concretamente, sta coordinando gli sforzi degli Stati partner per risolvere i problemi legati alla deportazione illegale dei bambini ucraini. A tal fine condivide informazioni e crea statistiche comprovate per sincronizzare e condividere le diverse capacità, competenze e risorse finanziarie dei firmatari. Infine, cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica partecipando a forum internazionali. Il fatto che la Svizzera non abbia ancora aderito a questa coalizione solleva una serie di interrogativi: Consapevole che la deportazione di persone, soprattutto di bambini, è un grave crimine secondo il diritto internazionale umanitario, il Consiglio federale intende aderire a questa coalizione? Se sì, quando intende farlo? In caso contrario, perché non intende aderirvi? Non ritiene che questo crimine (la deportazione dei bambini) sia sufficientemente deprecabile da giustificare un chiaro impegno del nostro Paese a riunire le famiglie ucraine?La Svizzera sta contribuendo in un altro modo agli sforzi internazionali per rimpatriare i bambini ucraini deportati?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale sta seguendo con attenzione la problematica dei minori ucraini. La Svizzera non è attualmente membro della Coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini, ma partecipa regolarmente alle sedute in qualità di osservatrice (ha assistito anche a quella dell’11 aprile 2024) e si concentra sul lavoro operativo. Il ruolo di osservatrice è sufficiente per garantire il coordinamento in questo campo. La Svizzera è concretamente impegnata nella ricerca, nell’identificazione e nel rimpatrio delle persone scomparse – compresi i bambini – a causa di conflitti armati. A tal fine collabora con il Comitato internazionale della Croce Rossa, aiutando le autorità ucraine. Inoltre, fa parte del Group of Friends of Children and Armed Conflict in Ucraina, un gruppo che si adopera per permettere il ritorno dei bambini deportati e per migliorare la qualità della loro assistenza una volta rientrati. Sul piano multilaterale, la Svizzera sostiene da molti anni l’ufficio del rappresentante speciale dell’ONU per i bambini nei conflitti armati. Il meccanismo di monitoraggio e di segnalazione al Consiglio di sicurezza dell’ONU per le violazioni gravi dei diritti dell’infanzia nei conflitti armati, tra cui il rapimento di bambini, ha documentato e studiato la situazione dei minori nella Federazione Russa e in Ucraina.