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24.4361 · Interpellanza · 2024-12-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

In Svizzera la situazione nell’ambito della prostituzione è preoccupante. La maggior parte delle prostitute offre i suoi servizi in condizioni precarie, e molte si trovano in una situazione di bisogno. Le donne in questione, molte provenienti dall’Europa dell’est, dall’America latina o dall’Africa, sono spesso costrette a prostituirsi con la coercizione e la violenza. Particolarmente terrificanti sono i metodi della mafia nigeriana, che esercita il suo controllo sulle giovani donne (spesso vittime della tratta di esseri umani) con riti vudù e minacce nei confronti delle loro famiglie. La situazione delle prostitute è ulteriormente peggiorata dalla pandemia di coronavirus; la crescente pressione legata alla concorrenza di Internet e il calo dei prezzi hanno comportato un aumento dello sfruttamento e della violenza. Nonostante una migliore sensibilizzazione del pubblico, la situazione di molte donne resta difficile. In questo contesto, si evoca spesso il modello nordico, che consiste in varie misure fondate su quattro pilastri (depenalizzazione delle prostitute, penalizzazione dei clienti, aiuto per uscire dalla prostituzione, informazione e prevenzione).Il modello nordico mira a ridurre la domanda e a far assumere la responsabilità ai clienti. Il comportamento di questi ultimi è infatti decisivo, in quanto sono loro, con la loro domanda, ad alimentare la prostituzione e la tratta di donne, minorenni, uomini e persone trans ai fini dello sfruttamento sessuale. Molti clienti riconoscono i problemi esistenti, ma contribuiscono comunque a mantenere il sistema. Sia il Consiglio federale sia il Parlamento si sono finora opposti all’introduzione di questo modello. In tutta Europa la legislazione viene ora tuttavia riveduta, e il modello nordico viene introdotto o perlomeno preso in considerazione. Urge che la Svizzera riesamini la sua legislazione in materia di lotta alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento delle prostitute e adotti misure efficaci per perseguire gli autori e tutelare le vittime. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:Quale bilancio intermedio trae dal piano nazionale d’azione contro la tratta di esseri umani (PNA) adottato per il periodo 2023-2027?Quali misure del programma sono finora risultate particolarmente efficaci? In che misura il piano d’azione influisce sul numero di vittime della tratta di esseri umani in Svizzera?Il piano d’azione si concluderà nel 2027. Quale forma assumerà la futura strategia di lotta alla tratta di esseri umani? Si prevede di proseguire o rielaborare il piano d’azione?Il Consiglio federale si è finora opposto al modello nordico sostenendo che vietare l’acquisto di servizi sessuali non permetterebbe di rafforzare la protezione delle donne attive nel settore erotico. Il Consiglio federale conosce i risultati della valutazione del modello nordico in Svezia e in Norvegia? Ne ha tenuto conto nella sua valutazione? Quali sono gli effetti del modello nordico sul numero di prostitute, sulle loro condizioni di lavoro e sulla criminalità?Dal rifiuto della mozione che chiedeva di introdurre il modello nordico, la posizione del Consiglio federale è mutata a fronte della sempre più precaria situazione in Svizzera?Due dei quattro pilastri del modello nordico consistono nel proporre offerte per uscire dalla prostituzione nonché misure informative e preventive. Come giudica il Consiglio federale l’introduzione di un modello nordico light, che non includa il divieto di acquistare sesso e la depenalizzazione delle prostitute? Sarebbe favorevole a introdurre soltanto le misure summenzionate?Sul piano giuridico la prostituzione è equiparata a un lavoro, il che complica la sensibilizzazione del pubblico. Quali condizioni dovrebbero essere adempiute per definire giuridicamente la prostituzione come una forma di violenza di genere?In che modo è possibile sensibilizzare maggiormente il pubblico (in particolare i clienti) sulla tematica della prostituzione e sulla necessità di adottare misure efficaci per tutelare le donne? Sono già profusi sforzi a tal fine (p. es. campagne informative e preventive)?

Antrag des Bundesrates

Accogliere

Stellungnahme des Bundesrates

L’attuazione del terzo piano nazionale d'azione contro la tratta di esseri umani (PNA) per il periodo 2023-2027 procede come previsto. Nel corso di un primo monitoraggio condotto presso i servizi competenti della Confederazione e dei Cantoni viene attualmente rilevato lo stato di attuazione delle singole azioni per il 2023 e il 2024. Questo primo rapporto di monitoraggio sarà pubblicato nel maggio 2025. Il contrasto della tratta di esseri umani è un tema importante e sarà una componente fondamentale della nuova strategia nazionale per la lotta alla criminalità organizzata. Tutte le 44 azioni contenute nel PNA contro la tratta di esseri umani 2023–2027 sono importanti e contribuiscono a migliorare la lotta a tale fenomeno. Alcune di queste azioni sono state attuate con successo, come l’allestimento di un quadro della situazione sulla tratta di esseri umani che fornisca informazioni sulla situazione in Svizzera. Quale ulteriore misura, è stato elaborato un piano volto a sensibilizzare determinate categorie professionali in Svizzera in merito alla presenza di potenziali vittime della tratta. Tuttavia, allo stato attuale non è ancora possibile stabilire in che misura il PNA contro la tratta di esseri umani 2023-2027 influisca concretamente sul numero di vittime della tratta.La valutazione esterna del PNA, che dovrebbe concludersi entro gennaio 2027, costituisce una base essenziale per l’elaborazione del quarto PNA contro la tratta di esseri umani, che dovrebbe prendere il via nel 2028.I risultati della valutazione in questione riguardo all’efficacia di un divieto di acquistare servizi sessuali sono messi in discussione dagli specialisti del settore a causa della mancanza di dati. Vi sono dubbi in particolare circa gli effettivi benefici di un simile divieto sulla sicurezza e sulle condizioni di vita delle persone prostitute e sul fatto che tale misura sia effettivamente in grado di ridurre il fenomeno della tratta di esseri umani.Il Consiglio federale resta del parere che la protezione delle donne che esercitano la prostituzione possa essere migliorata in Svizzera con strumenti alternativi al modello nordico. Questa posizione è stata finora sostenuta anche dal Parlamento. In virtù dell’ordinanza del 18 novembre 2015 sulle misure di prevenzione dei reati in materia di prostituzione (RS 311.039.4), fedpol può sostenere finanziariamente misure preventive per proteggere dai reati le persone che esercitano la prostituzione. fedpol dispone a tal fine di un budget annuale di 200 000 franchi.Il Consiglio federale ritiene che le persone che desiderano abbandonare l’attività di prostituzione vadano sostenute. In Svizzera vi sono diversi servizi di contatto e di consulenza, a livello cantonale e comunale, che sostengono queste persone, offrendo loro corsi di lingua e formazioni per migliorarne le competenze nella ricerca di un lavoro. Alcuni di questi servizi di consulenza collaborano con datori di lavoro selezionati e forniscono alle persone che esercitano la prostituzione possibilità di lavoro alternative. Come già menzionato, fedpol può sostenere finanziariamente misure di informazione e di prevenzione attuate da terzi. Ad esempio, da qualche anno offre sostegno all’organizzazione mantello nazionale ProCoRe, che si occupa di difendere i diritti e gli interessi delle persone prostitute in Svizzera.In Svizzera la prostituzione può essere esercitata legalmente. Nel nostro Paese è considerata come una forma di violenza di genere soltanto se praticata con il ricorso a coercizione, violenza o sfruttamento. Si presume che queste forme di violenza di genere siano ampiamente diffuse nell’ambiente della prostituzione e che le donne prostitute siano pertanto spesso vittime di reati. Secondo l’interpretazione del diritto svizzero, le donne che si prostituiscono non sono necessariamente vittime della tratta di esseri umani. Affinché ogni forma di prostituzione possa essere considerata come violenza di genere, il modello nordico dovrebbe prima imporsi in Svizzera a livello sociale e politico.Negli ultimi anni sono state condotte diverse campagne informative e preventive rivolte direttamente ai clienti. Ad esempio, nel 2022, Prevenzione Svizzera della Criminalità aveva lanciato un’iniziativa, tuttora in corso, contro la prostituzione forzata e la tratta di esseri umani. L’iniziativa sensibilizza i clienti in modo da permettere loro di riconoscere se hanno a che fare con un caso di prostituzione forzata. Inoltre, nel 2024 fedpol ha sostenuto finanziariamente, ad esempio, il progetto «Formazione dei clienti» di Aids Hilfe Bern che prevedeva la promozione del lavoro sessuale responsabile, la sensibilizzazione per un trattamento equo e la sensibilizzazione contro lo sfruttamento.