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25.3285 · Postulato · 2025-03-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Pianificato nel Consiglio nazionale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di verificare se sia necessario adottare misure, e in caso affermativo quali, affinché il divario tra i costi abitativi delle economie domestiche dei locatari e quelli delle economie domestiche dei proprietari non continui a crescere.

Begründung

In Svizzera divergono sempre più i costi abitativi sostenuti dalle economie domestiche dei locatari e quelli sostenuti dalle economie domestiche dei proprietari. Mentre le prime, con il passare degli anni, hanno dovuto pagare un importo via via maggiore per l’alloggio (che, rapportato al reddito, è rimasto sempre uguale), per le seconde i costi abitativi e dell’energia sono continuamente diminuiti. Nel periodo 2020 / 2021 i locatari hanno speso quasi 200 franchi in più al mese rispetto agli anni 2006 / 2008. Per i proprietari, invece, queste spese sono diminuite di quasi 400 franchi; la percentuale dei costi ipotecari ed energetici dei proprietari sulle spese dell’economia domestica è diminuita passando dall’11 al 6,8 per cento.È evidente che il calo dei tassi ipotecari ha sgravato direttamente i proprietari a partire dal 2009, ed è altrettanto evidente che questo calo non ha praticamente toccato i locatari. La pigione commisurata ai costi descritta nella legge e precisata a livello di ordinanza non trova riscontro in queste cifre. In conclusione: una volta superato l’ostacolo dell’acquisto, il proprietario spende poco. Chi invece non può o non vuole superarlo, come locatario per l’alloggio spende – in termini assoluti – il doppio rispetto a un proprietario. Il Consiglio federale è invitato a illustrare, valutare e commentare in un rapporto i dati dell’indagine sul budget delle economie domestiche e, in una seconda fase, a proporre misure affinché i costi abitativi dei locatari non si allontanino sempre più dalla base dei costi prevista dalle disposizioni in materia di diritto di locazione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

I costi abitativi delle economie domestiche locatarie ammontano da anni in media al 20 per cento del reddito. La ripartizione in base al reddito mostra che le economie domestiche con le entrate più basse devono sostenere un onere nettamente più elevato. I dati dell’indagine sul budget delle economie domestiche arrivano soltanto fino al 2022; pertanto, il duplice aumento del tasso d’interesse di riferimento nel 2023 non è ancora rappresentato. Tuttavia, è da prevedere un leggero aumento dell’onere medio.Dai confronti regolari dei costi abitativi mensili relativi alla locazione e alla proprietà di abitazioni comparabili effettuati dalle banche (UBS, Raiffeisen) risulta che i proprietari (nuovi acquirenti) dal 2003 hanno sostenuto costi abitativi in genere da leggermente a nettamente più bassi rispetto ai nuovi locatari. Nel 2022 la situazione vantaggiosa in termini di costi della casa di proprietà si è ribaltata e, da alcuni mesi, a seguito del nuovo calo dei tassi d’interesse, è cambiata ancora una volta.Gli oneri legati ai costi abitativi si differenziano anche in base alla permanenza nell’abitazione. Questo vale sia per le abitazioni di proprietà sia per quelle in locazione. Le economie domestiche con un contratto di locazione in corso pagano pigioni più basse rispetto a quelle che cercano un nuovo alloggio; a causa del forte aumento dei prezzi delle abitazioni di proprietà, i nuovi proprietari si trovano in una situazione peggiore rispetto ai proprietari di lunga data. Queste differenze vengono evidenziate dal monitoraggio del mercato dell’alloggio (https://www.bwo.admin.ch/it/monitoraggio-del-mercato-dellalloggio) dell’UFAB, che viene regolarmente aggiornato e rappresenta in maniera dettagliata i costi abitativi sia per la locazione che per la proprietà.Nel confronto dei costi sostenuti dai locatari e di quelli sostenuti dai proprietari vanno considerati anche i costi di opportunità del capitale proprio investito nell’immobile. In molti casi i proprietari beneficiano di un aumento di valore, ma devono anche sostenere il rischio di una situazione diametralmente opposta o di un forte aumento dei tassi d’interesse. Spesso, inoltre, non sono considerati, o lo sono soltanto in maniera incompleta, i costi di gestione e di manutenzione sostenuti dal proprietario.Sempre dal monitoraggio emerge anche che le variazioni dei tassi d’interesse incidono maggiormente sui costi nel caso della proprietà rispetto alla locazione. Questo effetto è da ricondurre al livellamento prodotto dal modello delle pigioni legato ai tassi d’interesse attualmente bassi e spiega in parte i costi abitativi per molti anni più contenuti dei proprietari rispetto a quelli sostenuti dai locatari. La riduzione o l’innalzamento dei tassi sono uno strumento di politica monetaria, di cui è responsabile la Banca nazionale svizzera. Da tempo il Consiglio federale tiene conto della difficile situazione delle economie domestiche con redditi più bassi sul mercato dell’alloggio. Già oggi la Confederazione sostiene i committenti di utilità pubblica che offrono alloggi con pigioni commisurate ai costi. A tal fine, si avvale di due strumenti: da un lato alimenta da anni un fondo di rotazione dal quale vengono concessi prestiti a tassi d’interesse favorevoli. Nel messaggio del 21 marzo 2025 concernente l’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)», che raccomanda di respingere, il Consiglio federale propone come misura di accompagnamento di continuare i versamenti al fondo dopo il 2029 per altri cinque anni allo scopo di aumentare le risorse del fondo complessivamente di 150 milioni di franchi. Il messaggio sul relativo credito d’impegno è in fase di elaborazione. Dall’altro, garantisce i prestiti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA). Nell’inverno 2025/2026 è prevista la presentazione al Parlamento di un messaggio per un nuovo credito d’impegno. Al momento sono garantiti prestiti per circa 4 miliardi di franchi. I vantaggi che ne risultano per quanto riguarda i costi di finanziamento vanno interamente a beneficio dei locatari. Vanno altresì menzionate le misure del Piano d’intervento contro la penuria di abitazioni (https://www.bwo.admin.ch/it/piano-d-intervento-contro-la-penuria-di-abitazioni) attuate a vari livelli statali. La situazione economica dei vari segmenti della popolazione è illustrata da numerosi studi. Il rapporto in adempimento del postulato 10.4023, per esempio, espone la situazione del ceto medio in base alla locazione e alla proprietà. Il rapporto in adempimento del postulato 11.3810 fa invece riferimento alle misure di ridistribuzione e al sostegno alla costruzione di abitazioni di utilità pubblica. Le constatazioni di questi studi sono ancora attuali e pertanto un ulteriore rapporto non offrirebbe alcun valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.