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25.3431 · Postulato · 2025-04-28

Dipartimento dell'interno

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare un rapporto su come rafforzare la ricerca e la valutazione dei rischi per la salute e l’ambiente derivanti dalle sostanze chimiche, il monitoraggio, l’adozione di misure volte alla loro riduzione e lo sviluppo di metodi innovativi per l’applicazione dei principi della chimica sostenibile nello sviluppo di nuovi prodotti chimici. Deve inoltre illustrare le modalità per migliorare l’interconnessione e il coordinamento tra gli istituti di ricerca, i servizi federali e cantonali nonché le principali imprese operanti in questo settore.

Begründung

I prodotti chimici pervadono la nostra vita quotidiana, essendo presenti in quasi tutti i prodotti e i materiali di uso comune come detersivi, medicamenti o imballaggi. Rivestono inoltre un ruolo imprescindibile nella fornitura di servizi essenziali come la produzione di energia, le tecnologie dell’informazione, la mobilità ecc. I prodotti chimici e le tecnologie permettono innovazioni in tutti i settori della vita. Oggi vengono prodotte in tutto il mondo oltre 100 000 sostanze chimiche e la quantità di prodotti chimici fabbricati aumenta a livello globale a un ritmo di molto superiore rispetto all’incremento del prodotto nazionale lordo, fatto che ne sottolinea l’enorme importanza economica.

Siamo, tuttavia, sempre più confrontati anche con i residui e con i composti chimici presenti nell’ambiente che possono rappresentare un rischio a medio e lungo termine per la salute umana, per l’approvvigionamento di acqua potabile e per la produzione di derrate alimentari. L’esempio più recente sono le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS). Questo gruppo di sostanze comprende da alcune migliaia a diversi milioni di singole sostanze. Le PFAS sono praticamente non biodegradabili, motivo per il quale vengono dette anche «inquinanti eterni». Rappresentano un rischio per la salute e l’ambiente. Si accumulano nel corpo umano, negli organismi, negli animali, nei sedimenti e nelle piante. Nel caso di alcune PFAS (ad es. l’acido perfluorottano sulfonato [PFOS]) e l’acido perfluoroottanoico [PFOA]) sono inoltre noti effetti nocivi per la salute. Alcune PFAS sono state nel frattempo vietate in Svizzera e all’estero o sono state identificate come sostanze estremamente preoccupanti e sottostanno a valori limite, mentre per altre non si conoscono bene gli effetti sulle persone e sull’ambiente.

La necessità di una ricerca interdisciplinare sui prodotti chimici come le PFAS e altri prodotti chimici rischiosi nonché di un monitoraggio e di una gestione sostenibile è pertanto grande. Occorre a tal fine un programma di ricerca nazionale come quello proposto alcuni anni fa sotto il titolo «Safe and sustainable (use of) chemicals».

È altresì urgente ottenere risultati concreti dalle ricerche anche in vista del sostegno dei Cantoni e dell’agricoltura per le necessarie misure di riduzione e di risanamento.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Pur essendo utile, l’ampio uso tecnico di prodotti chimici comporta rischi per l’ambiente e la salute. Per questo motivo, la Confederazione sostiene diverse istituzioni scientifiche (tra cui, nel settore dei PF, l’Eawag e il Centro Ecotox, nonché il Centro svizzero di tossicologia umana applicata [SCAHT]), che si occupano degli effetti nocivi dei prodotti chimici sull’ambiente o sulle persone. Lo SCAHT assiste le autorità cantonali e federali, valutando per loro conto determinati rischi sanitari, mentre il Centro Ecotox si concentra sulla valutazione dei rischi ambientali. Di norma, queste istituzioni svolgono le loro attività scientifiche in modo autonomo, intrattenendo tuttavia, per quanto riguarda la pertinenza dei progetti di ricerca, uno stretto dialogo con i servizi specializzati competenti per l’attuazione del diritto in materia di prodotti chimici. Questi ultimi promuovono inoltre diversi progetti di ricerca scientifica sulla sicurezza delle sostanze chimiche e si confrontano regolarmente a livello federale su temi specifici come i PFAS o gli interferenti endocrini. A livello europeo, la Confederazione finanzia in modo diretto la partecipazione di istituzioni di ricerca svizzere a diversi progetti europei (tra cui il progetto «Partnership for the Assessement of Risks from Chemicals»), sostenendo così la ricerca nell’ambito della sicurezza dei prodotti chimici a livello internazionale. Una panoramica dettagliata delle relative attività della Confederazione è riportata anche nella risposta del Consiglio federale all’interpellanza Masshardt 24.4417 «In che modo la Svizzera promuove la ricerca sulla sicurezza dei prodotti chimici?».
Il Consiglio federale riconosce la necessità di ulteriori ricerche interdisciplinari sulle sostanze chimiche rischiose, del loro monitoraggio e della gestione sostenibile di prodotti chimici, nonché di una maggiore interconnessione degli attori, come richiesto dal postulato. Grazie a un approccio interdisciplinare e transdisciplinare, un programma nazionale di ricerca (PNR) potrebbe affrontare queste questioni di rilevanza sociale. Tale approccio implica anche una migliore interconnessione tra la ricerca e i partner fruitori (p. es. l’industria o le autorità).
Nell’ambito del processo di selezione di nuovi PNR di quest’anno, il tema di una gestione più sicura e sostenibile dei prodotti chimici non ha potuto essere preso in considerazione per la tappa seguente del processo (studio di fattibilità eseguito dal Fondo nazionale svizzero) a causa di altre priorità. Il tema dovrebbe però essere discusso nuovamente nel prossimo ciclo di selezione (a partire dal 2026). Le basi decisionali necessarie sono quindi già disponibili, un rapporto supplementare non apporterebbe alcun valore aggiunto.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.