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25.3719 · Mozione · 2025-06-19

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Con la seguente mozione si chiede al Consiglio federale di introdurre misure restrittive, che possano arrivare al divieto, per i Fratelli Musulmani.

Begründung

Nelle scorse settimane ha fatto scalpore in Francia il rapporto commissionato dal ministro dell'Interno Darmanin e presentato al Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale sui Fratelli Musulmani. Il rapporto testimonia delle allarmanti infiltrazioni dei Fratelli Musulmani nei settori più disparati della società. Non solo moschee ma anche scuole, società sportive, aziende, attività sociali,…

Il rapporto precisa che l’islam è concepito dai Fratelli Musulmani come un sistema integralista, che regge tutti gli ambiti della vita del musulmano, al di là del solo aspetto religioso.

Secondo l'antropologa Florence Bergeaud-Blackler, i Fratelli Musulmani conducono una "guerra a bassa intensità" utilizzando strategie di infiltrazione, sfruttando mezzi legali e la tolleranza democratica e religiosa, per promuovere una visione ideologica incompatibile con i valori occidentali; in particolare con principi come l’uguaglianza di genere, la libertà religiosa e la laicità dello Stato.

Va pure rilevato che i Fratelli Musulmani, sebbene si dichiarino non violenti, in situazioni di crisi (come in Egitto dopo la deposizione di Morsi) hanno giustificato la lotta armata, mostrando una doppia strategia tra apparenza moderata e sostegno al radicalismo. Essi ricevono inoltre fondi e supporto da paesi come Qatar e Turchia, che promuovono l’espansione dell’Islam politico.

I Fratelli Musulmani sono vietati in vari Paesi: Egitto (dove sono stati fondati nel 1928), Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Russia, Siria, Israele, Tunisia. In Europa, l’Austria ha vietato simboli e attività a loro collegati, la Francia ha avviato un monitoraggio attivo e sta valutando misure restrittive, mentre la Germania li tiene sotto l’osservazione dell’intelligence interna. La Svizzera deve dunque prendere in mano la situazione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Sostanzialmente esistono due possibilità per vietare un’organizzazione, ossia il divieto di organizzazioni ai sensi dell’articolo 74 della legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn; RS 121) oppure un divieto basato su una legge speciale. Introducendo l’articolo 74 nella LAIn in occasione delle deliberazioni parlamentari, le Camere federali hanno volutamente rinunciato a introdurre un’ampia prassi in materia di divieto. Non hanno pertanto conferito al Consiglio federale una competenza globale per il divieto di organizzazioni. Per vietare un’organizzazione conformemente all’articolo 74 capoversi 1 e 2 LAIn serve una minaccia concreta per la sicurezza interna o una decisione delle Nazioni Unite (ONU) che stabilisce sanzioni nei confronti di tale organizzazione. Nel caso dei Fratelli Musulmani questi presupposti non sono adempiuti. La Svizzera non dispone di un proprio elenco di organizzazioni terroristiche; si attiene invece a quello stilato Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Inoltre, secondo la giurisprudenza relativa all’articolo 260ter capoverso 1 del Codice penale (CP; RS 311.0), determinate organizzazioni sono considerate terroristiche o sono soggette a una legge speciale, come nel caso di Hamas (legge federale del 20 dicembre 2024 che vieta Hamas e le organizzazioni associate; RS 122.1). Con tale divieto, il Consiglio federale ha tuttavia reagito in modo mirato agli attacchi terroristici senza precedenti perpetrati da Hamas nell’ottobre 2023. Non sussiste alcun legame terroristico con i Fratelli Musulmani in Svizzera, visto che non commettono atti violenti nel nostro Paese, nemmeno secondo la valutazione del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Tuttavia, determinati gruppi islamisti sono già oggi sotto osservazione del SIC. Il Consiglio federale ha sempre sottolineato che un divieto specifico non costituisce un cambio di paradigma nella sua prassi moderata in materia di divieti di organizzazioni. I divieti di organizzazioni devono continuare a seguire questa linea politica e non sfociare in un lungo elenco di organizzazioni vietate. Il Consiglio federale al momento non ritiene dunque opportuno vietare i Fratelli Musulmani adottando un’ulteriore legge speciale. Infine, il Consiglio federale attualmente può già adottare misure restrittive contro gruppi o persone se la sicurezza interna della Svizzera dovesse essere minacciata. Secondo l’articolo 67 capoverso 4 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20) l’Ufficio federale di polizia (fedpol) può, previa consultazione del SIC, pronunciare un divieto d’entrata nei confronti di persone se la sicurezza interna o esterna della Svizzera è direttamente esposta a pericolo. Sulla base del cosiddetto divieto di determinate attività sancito dall’articolo 73 capoverso 1 LAIn, il Consiglio federale può vietare, previa consultazione del SIC, a una persona fisica, a un’organizzazione o a un gruppo di esercitare un’attività che minaccia concretamente la sicurezza interna o esterna della Svizzera e che direttamente o indirettamente serve a propagare, sostenere o favorire in altro modo attività terroristiche o di estremismo violento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.