25.3738 · Mozione · 2025-06-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di abrogare lo statuto di protezione S, attivato il 12 marzo 2022 e prorogato nuovamente il 4 settembre 2024:non concedendolo più ai nuovi arrivati o alle persone che presentano una nuova domanda;revocandolo alle persone già presenti in Svizzera; a tal fine può procedere in maniera scaglionata e prevedere termini transitori in modo da tenere conto dei contratti di lavoro in essere ed evitare di sovraccaricare il sistema ordinario d’asilo.
Begründung
Il 12 marzo 2022 il Consiglio federale ha attivato lo statuto S per le persone provenienti dall’Ucraina. Il 4 settembre 2024 lo ha prorogato fino al 4 marzo 2026. Lo statuto S si propone di reagire a un grave pericolo generale e di evitare un sovraccarico del sistema d’asilo a fronte di un afflusso massiccio di persone e alla relativa impennata delle domande d’asilo. La situazione è nel frattempo mutata: da tre anni ampie parti del territorio ucraino sono risparmiate dai combattimenti e possono essere considerate stabilizzate. Poiché l’effetto sorpresa dell’invasione fa ormai parte del passato, è giunto il momento di tornare alle regolari procedure d’asilo.Mantenere lo statuto S implica due conseguenze fondamentali. In primo luogo, ritardarne la revoca comporta il rischio di un’improvvisa ondata di domande d’asilo al momento della sua scadenza, in concomitanza con il resto dell’Europa. È quindi opportuno definire lo scadenzario in maniera autonoma e ordinata. In secondo luogo, ogni mese in più che le persone con statuto S trascorrono in Svizzera rende più difficile il loro ritorno in Ucraina, dove sono tuttavia urgentemente indispensabili per la ricostruzione del Paese. Come sottolineato a più riprese dal Consiglio federale, lo statuto S è temporaneo e orientato al ritorno.L’attuale gestione dello statuto S offre notevoli incentivi ad abusarne. Consente ad esempio una libera circolazione di fatto delle persone provenienti dall’Ucraina, senza che sia necessario dimostrare l’esistenza di un reale pericolo. Lo Stato sociale è fortemente sollecitato: mentre in Danimarca l’82 per cento degli Ucraini in età lavorativa ha un lavoro, questa percentuale ammonta ad appena il 31 per cento in Svizzera, nel Cantone di Ginevra addirittura soltanto al 14 per cento. Tra le persone giunte negli ultimi 12 mesi, appena il 2,8 per cento esercita un’attività lucrativa, tra quelle giunte negli ultimi 24 mesi soltanto il 10,2 per cento. È inoltre del tutto incomprensibile che anche cittadini non ucraini possano beneficiare dello statuto S soltanto perché provengono dall’Ucraina.Solo un’applicazione coerente delle procedure d’asilo regolari permetterà di esaminare i singoli casi e accordare una protezione mirata alle persone che ne hanno davvero bisogno.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Un’abrogazione generalizzata della protezione provvisoria presuppone un miglioramento fondamentale e duraturo della situazione nel Paese di origine o di provenienza. A causa dell’offensiva russa, la situazione resta precaria e instabile in gran parte del territorio ucraino; le condizioni per abrogare questa misura non sono dunque al momento adempiute. Inoltre, in caso di abrogazione prematura gli Ucraini già titolari dello statuto S e i nuovi arrivati in cerca di protezione potrebbero presentare una domanda d’asilo. Dato che nel quadro della procedura d’asilo – contrariamente a quanto vale per la procedura di protezione – le allegazioni di persecuzione e gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento devono essere esaminati caso per caso con un ingente onere temporale, il passaggio alla procedura d’asilo rischierebbe di sovraccaricare il sistema e di generare un accumulo dei casi pendenti. Occorre pure tenere conto del fatto che, dopo la revoca o la mancata concessione dello statuto S, l’esecuzione dell’allontanamento potrebbe non essere ragionevolmente esigibile per gran parte degli interessati. Queste persone resterebbero dunque in Svizzera, ma al posto dello statuto S otterebbero un’ammissione provvisoria. Per una revoca successiva dell’ammissione provvisoria sarebbe di nuovo necessario un esame caso per caso, il che richiederebbe molto più tempo che un’abrogazione generalizzata dello statuto S da parte del Consiglio federale in caso di miglioramento fondamentale e duraturo della situazione in Ucraina. Il 25 giugno 2025 il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di consultare i Cantoni, le organizzazioni di soccorso e l’ACNUR in merito alla sua proposta di attuazione della mozione Friedli (24.3378 «Limitare lo statuto S alle persone davvero bisognose di protezione»). Questa proposta prevede di accordare lo statuto S soltanto alle persone che avevano il loro ultimo domicilio in regioni ucraine in cui, a causa della situazione di violenza generalizzata, la vita e l’integrità fisica sono concretamente minacciate ai sensi dell’articolo 83 capoverso 4 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20). Con questa limitazione geografica, sulla quale il Consiglio federale deciderà definitivamente al termine della consultazione (probabilmente nell’autunno 2025), si tiene già conto della richiesta della mozione di considerare, al momento di accordare lo statuto S, le modifiche della situazione in Ucraina. Inoltre, è nell’interesse della Svizzera coordinare con l’Unione europea (UE) l’abrogazione generalizzata dello statuto S. L’UE ha di recente deciso di prorogare fino a marzo 2027, senza limitazioni geografiche, la protezione temporanea per le persone fuggite dall’Ucraina. Se la Svizzera non prorogasse lo statuto S, invece mantenuto nel resto dell’Europa, il rischio di un aumento della migrazione secondaria dalla Svizzera nello spazio Schengen sarebbe grande. In futuro lo statuto S potrebbe essere abrogato in maniera coordinata in base al piano di attuazione di cui il Consiglio federale ha preso atto il 29 settembre 2023 (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 29 settembre 2023: https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=97984). Non appena si delineerà l’abrogazione della protezione provvisoria, le raccomandazioni formulate nel piano saranno riesaminate e se necessario adeguate alle nuove circostanze. La SEM esamina le possibilità di potenziare la sua rete e la sua presenza in Ucraina, tra le altre cose al fine di garantire, quando sarà il momento, un ritorno sicuro ed efficiente dei cittadini ucraini. Nonostante lo statuto S sia orientato al ritorno, il Consiglio federale reputa fondamentale integrare nel mercato del lavoro le persone titolari di questo statuto. Persegue il cosiddetto appproccio «dual intent»: con l’integrazione nel mercato del lavoro si riduce la dipendenza dall’aiuto sociale e nel contempo si preserva la collocabilità professionale nella prospettiva di un successivo ritorno in patria. Il Consiglio federale ha fissato come obiettivo per fine 2025 un tasso di attività del 50 per cento per le persone che vivono da almeno tre anni in Svizzera, tasso che a metà 2025 si situa ad appena il 40 per cento. A partire dal 2026, i Cantoni con un tasso di occupazione notevolmente al di sotto della media dovranno attuare un piano di misure volto ad aumentarlo tenendo conto della situazione sul loro mercato del lavoro. Considerando la situazione attuale, gli svantaggi di un’abrogazione prematura e le modifiche previste in materia di concessione della protezione, il Consiglio federale non ritiene opportuna un’abrogazione generalizzata dello statuto S.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.