25.3741 · Interpellanza · 2025-06-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
FFS Cargo riduce in modo massiccio l’offerta del traffico combinato (TC) e chiude 8 terminali. Questo è esattamente l’opposto di quanto previsto dalla strategia «Suisse Cargo Logistics» annunciata dalle FFS nel 2022. Nell’aprile 2023 le FFS hanno appositamente fondato l’impresa «SBB Intermodal AG». Secondo il loro direttore finanziario, intendevano investire un miliardo di franchi in «Suisse Cargo Logistics», finanziandola tramite mezzi di sostegno della Confederazione e con fondi delle FFS. Si prevedevano cinque terminali per il TC tra Ginevra e San Gallo e la trasformazione di impianti esistenti in cosiddetti city hub.
Con la strategia dei terminali, le FFS hanno indebolito i concorrenti privati. Diversi importanti fornitori di terminali per container hanno dovuto rinunciare alle loro strutture perché le FFS hanno costruito i propri impianti nelle vicinanze. Poco dopo, le FFS hanno nuovamente arrestato le proprie attività.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
Quanto di questo «miliardo di franchi» annunciato dalle FFS è stato investito in «Suisse Cargo Logistics» dall’autunno 2022? Quanto dei fondi della Confederazione?
Quanti di questi investimenti sono confluiti in progetti ora interessati dalla cessazione?
Chi è responsabile di queste decisioni errate? L’UFT era a conoscenza dei piani di «Suisse Cargo Logistics»?
Come giudica il Consiglio federale la situazione che si è venuta a creare?
Come garantisce il Consiglio federale che il settore pubblico non subisca alcun danno finanziario? Esistono richieste di rimborso nei confronti delle FFS? A quanto ammontano?
Quali insegnamenti trae il Consiglio federale dal fallimento delle FFS nel TC?
Come intende garantire il Consiglio federale che in futuro la concorrenza in questi mercati si svolga in modo equo?
Il Consiglio federale dispone di dati sufficienti per formulare una previsione significativa sul futuro del traffico merci combinato all’interno del Paese? Sono necessari relative indagini?
Come valuta il Consiglio federale l’idea di effettuare ora una valutazione del TC in una tavola rotonda che coinvolga tutti gli attori rilevanti, considerando anche il trasbordo di container?
Il Consiglio federale può valutare l’impatto di un’eventuale adozione dei trattati UE sul futuro sostegno statale a servizi del TC e a terminal intermodali? Quali ambiti giuridici concreti o strumenti di promozione sarebbero interessati?
Stellungnahme des Bundesrates
Stando a quanto dichiarato, con il loro piano «Suisse Cargo Logistics» (SCL) presentato nel 2022 le FFS intendono puntare su un trasporto merci ferroviario forte e innovativo. Hanno quindi annunciato una riorganizzazione e un ulteriore sviluppo delle offerte da loro fornite. Per il traffico combinato (TC), il piano prevede, secondo le FFS, la disponibilità di efficienti impianti di trasbordo TC (cinque impianti di grandi dimensioni e diversi impianti regionali).
La Confederazione non ha versato contributi d’investimento di cui all’articolo 8 della legge sul trasporto di merci (LTM) per nessuno dei cinque progetti di grandi impianti di trasbordo TC previsti dal piano SCL. Non è stata inoltre presentata all’UFT alcuna domanda di finanziamento valida per questi progetti di terminali. Stando alle informazioni fornite, finora le FFS hanno sostenuto solo spese di pianificazione per la realizzazione del piano SCL.
Gli investimenti per gli impianti interessati dalla cessazione sono stati effettuati in gran parte prima dell’elaborazione della strategia SCL. Non esiste quindi alcun nesso diretto con il rispettivo piano. Come indicato nella risposta alla domanda 25.7577, negli ultimi 10 anni FFS Cargo ha ottenuto contributi d’investimento per un totale di 2,9 milioni di franchi per nuovi acquisti e investimenti di rinnovo. Tali contributi hanno permesso di finanziare l’acquisto di attrezzature mobili di trasbordo, i cosiddetti «reach stacker», a Cadenazzo, Renens, Dietikon, Berna e Rothenburg, nonché di acquistare un nuovo reach stacker ed effettuare lavori di pavimentazione presso l’impianto di trasbordo TC a Gossau (SG).
Le decisioni relative alla creazione, allo sviluppo e alla cessazione di offerte di trasporto nel TC sono prese dalle imprese responsabili della relativa offerta. La Confederazione non versa indennità per le offerte del TC non transalpino.
L’UFT conosce i punti principali del piano SCL.
Nell’ambito degli obiettivi strategici per le FFS, il Consiglio federale si attende che queste forniscano prestazioni redditizie nel servizio di linea del settore di attività «Cargo Svizzera». Il Consiglio federale può quindi comprendere la decisione delle FFS, poiché a medio termine non c’era da aspettarsi un’offerta finanziariamente autonoma nel TC interno. Allo stesso tempo è deplorevole che in tal modo a breve termine aumenterà il rischio di ritrasferimenti dalla rotaia alla strada.
Nel caso dei contributi d’investimento il mancato o insufficiente adempimento dei compiti è un rischio di fondo in merito al quale il legislatore ha adottato dei provvedimenti a livello di diritto sui sussidi. Per le singole fattispecie di promovimento nel traffico merci esistono piani di controllo conformemente all’articolo 25 della legge sui sussidi.
In applicazione dell’articolo 14 dell’ordinanza sul trasporto di merci, l’UFT sta attualmente esaminando la possibilità di richiedere la restituzione proporzionale dei contributi d’investimento per i vari impianti. L’importo delle restituzioni potrà tuttavia essere determinato solo dopo aver eseguito le rispettive procedure, poiché gli impianti sono attualmente ancora in funzione.
Il mercato del traffico merci è aperto alla concorrenza, sia nel trasporto su strada che in quello su rotaia. È nella natura stessa della concorrenza che un’offerta sia introdotta, ampliata, ridotta o cessi.
Gli obiettivi e le misure della Confederazione per il traffico merci su rotaia sono stati riesaminati e aggiornati con la revisione totale della LTM. Con l’entrata in vigore della nuova LTM il 1° gennaio 2026, il Consiglio federale ritiene che siano state create le condizioni quadro per uno sviluppo sostenibile del traffico merci su rotaia e anche per offerte di trasporto multimodali. Si applicano le condizioni quadro della LTM, a partire dal 1° gennaio 2026 con le misure nuove o adeguate sancite nella sua revisione totale. Di tali misure possono beneficiare, come finora, tutti gli attori del mercato del traffico merci allo stesso modo. Inoltre, la legge sui cartelli garantisce che la concorrenza non sia falsata da accordi o abusi di posizione dominante sul mercato.
L’Ufficio federale di statistica raccoglie costantemente dati sul TC. Inoltre, le Prospettive di traffico 2050 del DATEC contengono indicazioni concrete sulle prestazioni di trasporto nel traffico merci su strada e su rotaia previste nei prossimi 30 anni, in parte anche specificamente per il TC. Il Consiglio federale ritiene che queste basi siano sufficienti.
Il DATEC e l’UFT stanno attualmente valutando se il tema degli sviluppi nel settore del TC interno debba essere approfondito nell’ambito dei vari scambi regolari con le diverse associazioni di categoria del traffico merci.
Il Consiglio federale ritiene che i contributi d’investimento per gli impianti di trasbordo e di carico non costituiscano un problema alla luce degli attuali requisiti in materia di aiuti di Stato previsti dall’Accordo sui trasporti terrestri e nel quadro del pacchetto di stabilizzazione e ulteriore sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e l’UE. Incentivi analoghi sono praticati anche in diversi Stati membri dell’UE e sono conformi alla prassi dell’UE in materia di promozione. Secondo il Consiglio federale, la promozione del traffico merci su rotaia può essere proseguita anche se il pacchetto Svizzera-UE viene adottato. Conformemente al pacchetto spetterebbe alle autorità svizzere, ovvero alla Camera preposta agli aiuti di Stato della Commissione della concorrenza o ai tribunali, valutare in ogni singolo caso se un determinato aiuto di Stato può essere concesso o meno. Una valutazione definitiva delle misure di promozione spetterebbe all’autorità svizzera di vigilanza sugli aiuti di Stato e ai tribunali svizzeri.