25.4621 · Interpellanza · 2025-12-18
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 19 novembre la Commissione UE ha adottato il «Digital Omnibus», che comprende varie proposte di modifica tese ad armonizzare e semplificare il quadro legale digitale nell’UE. In tal modo la Commissione UE vuole ridurre la pressione normativa e l’onere burocratico per l’economia digitale anche nel settore della regolamentazione dell’IA (AI Act europeo). Mentre l’UE semplifica in maniera mirata la sua regolamentazione, l’Amministrazione svizzera lavora parallelamente al messaggio concernente l’attuazione della Convenzione sull’IA del Consiglio d’Europa. Per la competitività internazionale della Svizzera è fondamentale non solo osservare, ma anche tenere attivamente conto degli sviluppi normativi all’estero. L’IA può sviluppare il suo potenziale solo se riesce ad affermarsi rapidamente, su vasta scala e senza inutili ostacoli nell’economia. La Svizzera deve dunque riflettere sulle ripercussioni politiche ed economiche risultanti da questo passo normativo.
In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Impatto normativo: quali conseguenze trae il Consiglio federale dalle proposte del «Digital Omnibus» per la regolamentazione svizzera dell’IA, in particolare per quanto riguarda gli sgravi per le imprese, soprattutto le PMI?Competitività dell’economia digitale della Svizzera: quali effetti si attende il Consiglio federale sulla competitività internazionale delle imprese TIC svizzere, in particolare per quanto riguarda l’accesso al mercato, i costi di compliance e la capacità innovativa?Frammentazione normativa e competitività: come valuta il rischio di una crescente frammentazione normativa tra la Svizzera, l’UE, gli Stati Uniti e la Cina? Cosa intende intraprendere per rafforzare la competitività della piazza digitale svizzera ed evitare svantaggi? Ridurre l’onere burocratico in materia digitale: il «Digital Omnibus» prevede, tra le altre cose, semplificazioni per le segnalazioni multiple nel settore della cibersicurezza. Il Consiglio federale prevede semplificazioni analoghe per la Svizzera o per le imprese con sede in Svizzera, in particolare le PMI?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale segue i lavori dell’Unione europea (UE) in relazione all’omnibus digitale e all’intelligenza artificiale (IA). Questa proposta legislativa mira in particolare a modificare e semplificare il regolamento europeo sull’IA. Le misure comprendono in particolare termini di attuazione più lunghi e flessibili per i sistemi d’IA ad alto rischio, meno obblighi a carico dei fornitori e dei distributori, più sandbox regolamentari (regulatory sandboxes) e test in condizioni reali nonché il potenziamento dell’Ufficio IA per supervisionare alcuni sistemi d’IA integrati in grandi piattaforme. L’obiettivo è, in particolare, ridurre l’onere amministrativo delle imprese. Un’analisi più approfondita delle misure previste potrà essere effettuata quando la procedura legislativa in corso nell’UE su questo progetto legislativo sarà terminata. Il 12 febbraio 2025 il Consiglio federale ha tuttavia deciso di non allinearsi al regolamento europeo sull’IA (https://www.news.admin.ch/it/nsb?id=98791). Le modifiche previste dall’omnibus digitale per questo regolamento non influiscono dunque sul progetto legislativo attualmente elaborato in seno al Dipartimento federale di giustizia e polizia. 2. Il Consiglio federale è consapevole che l'evoluzione dei quadri normativi nel settore digitale può comportare oneri supplementari per le imprese. Di conseguenza la futura regolamentazione svizzera in materia di IA si focalizzerà su temi trasversali quali la trasparenza, la non discriminazione o l’analisi dei rischi e dell’impatto. Dovrà inoltre favorire l’innovazione. Le conseguenze del progetto sul settore privato saranno analizzate più in dettaglio nel quadro di un’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR). A prescindere da ciò, la legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi della regolamentazione obbliga già la Confederazione ad adoperarsi, nei suoi atti normativi, per un’attuazione efficiente per le imprese (art. 1 LSgrI; RS 930.31). 3. Il Consiglio federale segue con grande attenzione le attività di regolamentazione dell’UE, degli Stati Uniti e della Cina nel settore digitale. La crescente frammentazione normativa è una realtà geopolitica ed è correlata a nuove sfide. Il Consiglio federale intende sostenere un quadro normativo mondiale anche nel settore digitale, in particolare nell’ambito dei processi dell’ONU (Patto digitale globale [Globale Digital Compact]; valutazione dei 20 anni del World Summit on the Information Society, WSIS) o dell’iniziativa plurilaterale per un accordo sul commercio elettronico nel quadro dell’OMC (Joint Statement Initiative on e-Commerce). Il dialogo e il coordinamento normativo nel settore digitale possono essere promossi anche negli accordi di libero scambio. La Svizzera si è inoltre impegnata nell’elaborazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sull’IA, firmata non solo da Stati membri del Consiglio d’Europa ma anche da tutti i Paesi del G7. Anche un numero crescente di Paesi dell’America latina, dell’Asia e dell’Africa vi è associato. Per mantenere la competitività della Svizzera nel settore digitale, il Consiglio federale ha adottato un approccio normativo equilibrato in materia d’IA, che combina misure legislative e giuridiche non vincolanti e punta a una collaborazione tra Stato ed economia. L’obiettivo è garantire certezza giuridica tenendo conto dei rapidi sviluppi tecnologici e del potenziale dell’IA. Il Consiglio federale si adopera inoltre, tramite accordi, a favore dell’elaborazione di regole internazionali sul commercio digitale. L’accento è posto sulle disposizioni riguardanti la neutralità della rete, il flusso transfrontaliero di dati, la conclusione di contratti elettronici, le firme elettroniche, le modalità di pagamento elettroniche e i codici sorgente. La Svizzera ha già concluso (a livello bilaterale o nel quadro dell’AELS) con diversi partner commerciali (p. es. Giappone, Cile, Ucraina, Singapore) accordi che contengono disposizioni sul commercio digitale. 4. Già oggi, sulla sua piattaforma l’Ufficio federale della cibersicurezza mette a disposizione delle imprese soggette all’obbligo di segnalare i ciberattacchi contro le infrastrutture critiche un modulo ad hoc. Questo modulo di segnalazione permette di registrare le informazioni necessarie per adempiere l’obbligo di segnalare i ciberattacchi contro le infrastrutture critiche e di trasmetterle ad altre autorità, quali l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza o l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, nel quadro di una prima dichiarazione. Le proposte dell’omnibus digitale vanno nello stesso senso.