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Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto dei Ministri dell’Ucraina sulla cooperazione nel processo di ricostruzione dell’Ucraina. Approvazione

26.028 · Oggetto del Consiglio federale · 2026-03-06

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Zusammenfassung

Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Gabinetto dei ministri dell’Ucraina sulla cooperazione nel processo di ricostruzione dell’Ucraina

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 06.03.2026

Ucraina: il Consiglio federale adotta il messaggio relativo a un accordo bilaterale sulla ricostruzione

Il 6 marzo 2026 il Consiglio federale ha adottato il messaggio relativo a un accordo bilaterale sulla ricostruzione dell’Ucraina, che crea la base giuridica per un maggiore coinvolgimento del settore privato svizzero.

Il processo di ricostruzione dell’Ucraina richiede un maggiore coinvolgimento delle aziende private, in particolare nei settori dell’energia e delle infrastrutture. Il 10 luglio 2025 è stato firmato un accordo bilaterale che crea la necessaria base giuridica a tal fine. Il 6 marzo 2026 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della consultazione e ha adottato il messaggio all’attenzione del Parlamento.

L’Accordo prevede aiuti finanziari a fondo perso. L’Ucraina potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri. L’Accordo consentirà di sfruttare maggiormente le competenze e le innovazioni della Svizzera e di mobilitare investimenti privati. Il nostro Paese contribuisce così alla ricostruzione dell’infrastruttura e dell’economia in Ucraina. Il coinvolgimento del settore privato svizzero è una delle priorità del Programma nazionale per l’Ucraina 2025−2028 della Svizzera.

Dalla consultazione è emerso che la maggior parte dei partecipanti, in particolare i Cantoni e le associazioni di categoria, sono favorevoli all’Accordo: sono stati messi in risalto soprattutto gli effetti economici positivi per entrambe le parti e l’approccio di partenariato. Le organizzazioni per lo sviluppo temono invece un ritorno al cosiddetto aiuto vincolato nella cooperazione internazionale.

Il messaggio sottopone l’Accordo, che sottostà a referendum facoltativo, alle Camere federali.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 01.06.2026

Ucraina, accordo bilaterale sulla ricostruzione

La ricostruzione dell'Ucraina deve coinvolgere maggiormente il settore privato svizzero, in particolare in ambito energetico e delle infrastrutture. Il Consiglio nazionale ha approvato oggi un accordo con Kiev in tal senso, con 148 voti a 9 e 38 astensioni.

Esso prevede aiuti finanziari a fondo perso. L'Ucraina potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri, ha spiegato a nome della commissione preparatoria Simon Michel (PLR/SO).

L'intesa consentirà di sfruttare maggiormente le competenze e le innovazioni della Svizzera e di mobilitare investimenti privati, ha aggiunto.

La partecipazione del settore privato alla ricostruzione del Paese costituisce uno degli assi portanti del programma nazionale per l'Ucraina 2025-2028. Per il periodo in questione è previsto un importo di 1,5 miliardi di franchi. Complessivamente, tra il 2025 e il 2036 saranno stanziati cinque miliardi di franchi.

Le organizzazioni di aiuto allo sviluppo avevano espresso scetticismo nei confronti dell'"aiuto vincolato", ossia l'obbligo di acquistare beni nel Paese donatore. Avevano in particolare criticato il fatto che la ricostruzione fosse legata agli interessi delle imprese private.

La maggioranza della commissione preparatoria avrebbe voluto tener conto di queste preoccupazioni, precisando esplicitamente che, nell'attuazione dell'accordo, il Consiglio federale dovrebbe seguire le raccomandazioni della commissione specializzata competente dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Una minoranza, composta da UDC, PLR e UDF, con l'appoggio del Centro, si è però opposta con successo a questa aggiunta, ritenendola una restrizione eccessiva per le imprese svizzere in Ucraina. "È in totale contraddizione con il contenuto effettivo dell'accordo", ha per esempio affermato Monika Rüegger (UDC/OW).

Gli aiuti vincolati potrebbero essere problematici qualora indebolissero l'economia locale, ha replicato Corina Gredig (PVL/ZH). Le ha fatto eco Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), secondo la quale per sostenere davvero l'Ucraina occorre fornirle beni che il Paese non produce autonomamente, e a prezzi accessibili. Per PS, Verdi e Verdi liberali, che sostenevano l'aggiunta, non c'è stato però niente da fare: è stata bocciata con 118 voti a 76.

In conclusione, il "ministro" dell'economia, Guy Parmelin, ha sottolineato come il modello svizzero venga ritenuto esemplare dall'Ucraina. "Ci siamo accordati con l'Ucraina su un modello di scelta", ha affermato, mettendo in guardia che "senza uno sforzo concertato con riusciremo mai a ricostruire il Paese".

A seguire, la Camera del popolo ha approvato all'unanimità un aggiornamento dell'accordo di libero scambio tra gli Stati dell'AELS (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e l'Ucraina, che sostituisce quello in vigore dal 2012 e colma una serie di lacune in diversi settori (25.084 ).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2026

Via libera ad accordo su ricostruzione Ucraina

La ricostruzione dell'Ucraina deve coinvolgere maggiormente il settore privato svizzero, in particolare in ambito energetico e delle infrastrutture. Dopo il Consiglio nazionale ieri, oggi anche gli Stati hanno approvato un accordo con Kiev in tal senso, con 24 voti a 1 e 17 astensioni. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Esso prevede aiuti finanziari a fondo perso. L'Ucraina potrà definire un elenco di beni e servizi che la Svizzera acquisterà poi da aziende elvetiche in conformità con la legislazione sugli appalti, ma escludendo i fornitori stranieri. Il primo pacchetto di aiuti ammonta a 500 milioni di franchi.

C'è una certa urgenza ad approvare questo accordo per fare chiarezza riguardo alla base legale per gli aiuti all'Ucraina, ha affermato a nome della commissione preparatoria Carlo Sommaruga (PS/GE).

Le organizzazioni di aiuto allo sviluppo avevano espresso scetticismo nei confronti dell'"aiuto vincolato", ossia l'obbligo di acquistare beni nel Paese donatore. Anche in commissione è emerso un certo scetticismo, ha rilevato Sommaruga.

Beat Rieder (Centro/VS) ha esortato il Consiglio federale a prestare la massima attenzione nell'impiego dei fondi, ricordando gli scandali di corruzione che hanno coinvolto esponenti di spicco della politica ucraina e il fatto che, in un primo momento, la Camera dei Cantoni avrebbe voluto una legge specifica come base giuridica per gli aiuti all'Ucraina.

Il "ministro" dell'economia Guy Parmelin ha affermato a questo proposito che l'Ucraina, in quanto paese industrializzato, rappresenta un caso speciale. Il Consiglio federale non mira a un cambiamento di paradigma nell'aiuto allo sviluppo. Nel suo intervento ha anche fatto riferimento al sostegno già fornito dalla da Berna a Kiev nel settore energetico.

Informazioni

Segreteria della Commissione della politica estera (CPE)

apk.cpe@parl.admin.ch

Commissione della politica estera (CPE)

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