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Revisione dell'Inventario svizzero dei beni culturali d'importanza nazionale e regionale («Inventario PBC»)

Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport DDPS

Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP Concezione e coordinamento

Sezione Protezione dei beni culturali Bozza del 21.11.2008

Revisione dell’Inventario svizzero dei beni culturali d’importanza nazionale e regionale (Inventario PBC)

Rapporto orientativo

Ident-Nr./Vers. MS ID/Vers. 10004/01 Aktenzeichen: 271-1.08

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1 Contesto, introduzione e scopo dell'inventario 4

2 Basi legali 4

3 Definizione di bene culturale 5

4 Procedura per la revisione dell'Inventario PBC 5

4.1 Costruzioni singole 5

4.2 Collezioni, siti archeologici e casi particolari 6

5 Criteri di scelta per la classificazione di oggetti A nell'Inventario PBC 7

5.1 Costruzioni singole 7

5.2 Collezioni di musei, archivi e biblioteche 8

5.2.1 Collezioni di musei 8

5.2.2 Fondi di archivi 9

5.2.3 Collezioni di biblioteche 9

5.3 Siti archeologici 9

5.4 Casi particolari 10

6 Piano cronologico per la revisione dell'Inventario PBC 10

7 Forma dell’inventario PBC 11

8 Relazione dell'Inventario PBC con altri inventari nazionali 12

8.1 Inventari federali secondo l'art. 5 della Legge sulla protezione

della natura e del paesaggio (LPN) 12

8.1.1 Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS) 12

8.1.2 Inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS)13

8.1.3 Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali

d'importanza nazionale (IFP) 13

8.2 Inventari del DDPS ad uso interno 13

8.2.1 ADAB e IKFÖB 14

8.2.2 HOBIM 14

8.3 Considerazione di altre liste e pubblicazioni nazionali o interregionali 15

8.4 Considerazione di oggetti svizzeri della Convenzione mondiale

dell'UNESCO nell'Inventario 2008 15

9 Contrassegnazione degli oggetti A con lo scudo della protezione dei

beni culturali 16

10 Effetti giuridici e conseguenze finanziarie e sul personale 16

10.1 Concessione di contributi dopo la nuova impostazione della

perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC) 17

11 Revisione 17

12 Approvazione da parte del Consiglio federale 17

13 Appendice 18

13.1 Indice delle abbreviazioni 18

13.2 Curatori dell'Inventario PBC, gruppi di lavoro 19

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1. Contesto, introduzione e scopo dell'inventario

La moderna protezione dei beni culturali ha origini militari. Soprattutto le distruzioni di edifici monumentali, musei e altre costruzioni perpetrate durante la Seconda Guerra Mondiale hanno indotto le nazioni ad intensificare gli sforzi per proteggere i beni culturali. La Convenzione dell’Aia del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (in seguito abbreviata CBC; RS 0.520.3), messa in vigore dall'UNESCO, costituisce la principale base legale in materia. Essa prescrive di pianificare e adottare già in tempo di pace le misure per proteggere i beni culturali. Una delle misure principali è l'allestimento di un inventario dei beni culturali nazionali più importanti. Vi vengono elencati beni culturali d'importanza nazionale (oggetti A) e regionale (oggetti B).

L'Inventario dei beni culturali d’importanza nazionale e regionale (in seguito abbreviato con l'Inventario PBC) sottoposto al Consiglio federale per approvazione, è stato aggiornato tra il 2000 e il 2008 dai cantoni in collaborazione con il Comitato svizzero per la protezione dei beni culturali (in seguito abbreviato con Comitato). La versione aggiornata è, dopo quelle del 1987 e del 1995, la terza edizione di questo Inventario federale. Esso impegna la Confederazione e i cantoni a adottare misure preventive per proteggere i beni culturali censiti nell'Inventario dagli effetti dei conflitti armati nonché da sinistri naturali (inondazioni, terremoti, ecc.) e altri pericoli (incendi, ecc.).

Per permettere un eventuale restauro o una ricostruzione, è necessario allestire una documentazione di sicurezza per ogni oggetto e completarla sistematicamente. È inoltre indispensabile costruire o mettere a disposizione rifugi per i beni culturali mobili più preziosi.

2. Basi legali

La protezione dei beni culturali è un dovere nazionale, che la Svizzera si è assunta nel 1962 con la ratifica della CBC. Gli obiettivi principali sono la protezione e il rispetto degli oggetti insostituibili del patrimonio culturale della Svizzera. Come prima misura concreta, la Svizzera ha varato nel 1966 la Legge federale per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (LPBC; RS 520.3), che è entrata in vigore il 1° ottobre 1968.

Alla luce dei mutati scenari di pericolo, di cui tiene conto anche la Legge del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC; RS 520.1) entrata in vigore il 1° gennaio 2004, gli organi responsabili della protezione dei beni culturali devono proteggere gli oggetti anche contro le catastrofi naturali e altri pericoli quali incendi ed allagamenti.

L'articolo 5 del Secondo protocollo del 26 marzo 1999 (SP, RS 0.520.33) relativo alla CBC, ratificato dalla Svizzera nel 2004, prescrive «l'allestimento di inventari» dei beni culturali. Secondo l'articolo 3 dell'Ordinanza federale del 1984 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (OPBC; RS 520.31), gli oggetti da proteggere devono essere iscritti in un inventario. Tale inventario viene allestito e periodicamente aggiornato dai cantoni in stretta collaborazione con il Comitato.

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3. Definizione di bene culturale

L'articolo 1 della CBC del 1954 e l'articolo 1 della LPBC del 1966 forniscono una definizione esauriente di «bene culturale».

«Art. 1 della CBC: Definizione di bene culturale

Ai fini della presente Convenzione, sono considerati beni culturali, qualunque ne sia l’origine o il proprietario:

a. i beni, mobili o immobili, che siano di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, come i monumenti architettonici, artistici o storici, religiosi o laici, i siti archeologici, gli insiemi di costruzioni che, come tali, offrono un interesse storico o artistico, le opere d’arte, i manoscritti, libri e altri oggetti d’interesse artistico, storico o archeologico, le collezioni scientifiche e le collezioni importanti di libri, di archivi o di riproduzioni di tali beni; b. gli edifici destinati principalmente e realmente a conservare o esporre i beni culturali mobili definiti nella lettera a, come i musei, le grandi biblioteche, i depositi di archivi e i rifugi destinati a ricoverare, in caso di conflitto armato, i beni culturali definiti nella lettera a; c. i luoghi in cui s’accentri una quantità considerevole dei beni culturali definiti nelle lettere a e b, detti «centri monumentali».

4. Procedura per la revisione dell'Inventario PBC

La revisione di un inventario comporta spesso il pericolo che il numero degli oggetti elencati aumenti in modo esagerato in seguito alla scoperta di nuovi elementi o all'aggiunta di categorie supplementari. Per mantenere entro limiti ragionevoli il numero totale di beni culturali d'importanza nazionale, i diversi gruppi di lavoro hanno discusso e fissato le seguenti soglie per la classificazione degli oggetti A: 2'500 costruzioni singole, 250 siti archeologici, 150 fondi di archivi, 120 collezioni di musei e 60 collezioni di biblioteche.

4.1 Costruzioni singole

Al contrario delle edizioni precedenti dell'Inventario PBC, nell'ambito di questa revisione sono state rilevate e valutate solo costruzioni o oggetti singoli, poiché insediamenti come cittadine, villaggi e frazioni o loro parti come nuclei storici, vie o piazze sono già elencati nell'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS). (Per i criteri di distinzione tra l'Inventario PBC e gli altri inventari federali si rimanda al capitolo 8 del presente rapporto). Dal punto di vista del diritto internazionale bellico è una scelta ragionevole, poiché in caso di conflitto armato vengono contrassegnati con lo scudo bianco-blu della PBC solo oggetti singoli o piccoli insiemi di edifici, ma per motivi militari non interi insediamenti.

Dato che il concetto «bene culturale» è molto vasto (vedi cap. 3), ai cantoni è stato lasciato un ampio margine di discrezione per le loro proposte di classificazione di oggetti d'importanza nazionale (oggetti A). Già nella prima fase della revisione (2002) sono state riscontrate grandi differenze cantonali in relazione al rilevamento ed alla classificazione degli oggetti singoli. Ciò è attribuibile soprattutto al fatto che non era disponibile una base nazionale, attendibile e vincolante per classificare le costruzioni singole secondo criteri unitari. La valutazione del questionario, che nel 2002 è stato inviato a tutti gli organi cantonali Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

responsabili per l'archeologia e la conservazione dei monumenti storici, ha evidenziato chiaramente tale lacuna. Alcuni cantoni hanno inoltre segnalato che la revisione del vecchio inventario non era possibile per mancanza di definizioni.

Servivano quindi basi solide per l'Inventario PBC e la revisione offriva la possibilità di colmare questa lacuna. La Sezione protezione del patrimonio culturale e dei monumenti storici dell'Ufficio federale della cultura ha collaborato strettamente con la Sezione protezione dei beni culturali dell'Ufficio federale della protezione della popolazione sfruttando le sinergie esistenti. Un gruppo di lavoro, formato da membri del Comitato e altri specialisti (provenienti dai settori di conservazione dei monumenti storici, protezione degli insediamenti e archeologia), ha perciò sviluppato, su incarico dei due uffici federali, una matrice1 che permette una visione d'insieme degli oggetti singoli all'interno di categorie definite e un confronto trasversale tra cantoni. Questa matrice è stata testata in due fasi pilota e perfezionata sulla base dei risultati ottenuti. Sono state poi elaborate matrici per ogni oggetto da valutare nell'ambito della revisione totale dell'Inventario PBC.

Per la prima volta in assoluto, gli oggetti singoli d'importanza nazionale sono stati perciò valutati secondo criteri unitari e quindi classificati come oggetti A nelle singole categorie architettoniche, sulla base di un confronto nazionale. Si è rinunciato alla valutazione degli oggetti B poiché non era possibile assolvere questo compito in tempo utile e poiché compete per finire ai cantoni. La Sezione PBC intende però aggiornare anche gli elenchi degli oggetti B. A questo scopo prevede di collaborare strettamente con i singoli cantoni e con il Comitato svizzero per la protezione dei beni culturali. Fino ad allora sono considerati oggetti B:

 gli oggetti B dell'Inventario del 1995, ad eccezione dei beni che nell'ambito della revisione sono stati classificati come oggetti A e senza gli insediamenti, i nuclei storici, i villaggi, le frazioni ecc. (secondo la decisione formulata a pag. 5 del rapporto orientativo);

 le modifiche e proposte di nuove iscrizioni nell'Inventario B inoltrate dai cantoni tra il

2000 e il 2007 nell'ambito della revisione;

 gli oggetti proposti come oggetti A nell'ambito della revisione, ma declassati a oggetti B dal comitato responsabile della valutazione.

4.2 Collezioni, siti archeologici e casi particolari

Nel nuovo Inventario PBC vengono sistematicamente valutati e classificati, per la prima volta secondo criteri scientifici, anche le collezioni d'importanza nazionale custodite in musei, biblioteche e archivi. Pure in questo caso sono stati creati gruppi di lavoro con membri del Comitato, esperti e specialisti per designare insieme le collezioni d'importanza nazionale.

Nell'Inventario PBC sono inoltre elencati separatamente i siti archeologici ed i casi particolari (piroscafi dei laghi svizzeri, ferrovie di montagna, funicolari, ecc.).

La matrice utilizzata per la classificazione delle costruzioni singole si è dimostrata un valido strumento di lavoro per classificare tutti i beni culturali. I curatori dell'Inventario PBC l'hanno quindi perfezionata e adattata alle condizioni specifiche degli oggetti da classificare.

La matrice si basa sostanzialmente sui criteri di valutazione utilizzati dal Canton Berna per allestire i suoi inventari delle costruzioni. Per essere validi in tutta la Svizzera, alcuni di questi criteri sono stati adattati o sostituiti. La matrice è stata inoltre adattata anche per la valutazione delle collezioni e degli oggetti archeologici. Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

5 Criteri di scelta per la classificazione

di oggetti A nell'Inventario PBC

5.1 Costruzioni singole

Lo scopo dell'esame delle costruzioni singole era mettere a punto un sistema di valutazione unitario del patrimonio architettonico della Svizzera. La scelta degli oggetti d'importanza nazionale è stata compiuta secondo criteri scientifici ed è documentata dalle relative matrici di valutazione. Questa matrice fornisce le seguenti informazioni:

 qualità architettonica e artistica;  criteri inerenti alla scienza dell'arte;  ideali e materiali tradizionali;  criteri storici;  criteri tecnici;  criteri contestuali;  valore situazionale.

Per la valutazione degli oggetti si è inoltre tenuto conto anche del loro carattere regionale e della loro eventuale rarità. Questi due criteri da soli non giustificavano però una classificazione come oggetti d'importanza nazionale.

In occasione della valutazione finale sono stati scelti oggetti A che nel confronto svizzero fossero tipici delle diverse epoche e monumentali dal punto di vista architettonico. In certi casi ciò ha costretto a declassare costruzioni che i cantoni avevano proposto come oggetti A. In altri casi motivati si è invece verificato il contrario: costruzioni proposte dai cantoni come oggetti B sono state promosse nella categoria A. Rispetto all'edizione del 1995 si è badato ad inventariare anche costruzioni più moderne.

Per la classificazione delle costruzioni si è tenuto conto dei «Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera»2, pubblicati nel 2007 dalla Commissione federale dei monumenti storici (CFMS), dove il monumento architettonico è definito come un «oggetto del passato con particolare carattere di testimonianza» che acquista valore «attraverso il riconoscimento da parte della società». Questo valore implica diverse caratteristiche: «[…] Vi rientrano ad esempio il significato culturale, la funzione storica, l'espressione di uno strato sociale, di singoli personaggi o corporazioni, la qualità artigianale o artistica, la posizione all'interno di un insediamento o nel paesaggio. Testimonianze storiche d'epoca recente possono avere lo stesso valore monumentale di oggetti più antichi. Gli elementi più antichi di un monumento non sono a priori più pregiati degli elementi più recenti. Anche i restauri effettuati in precedenza possono essere testimonianze storiche importanti e degne di considerazione […]»3.

Pure costruzioni più piccole, apparentemente meno importanti, possono avere un «particolare carattere di testimonianza» e quindi figurare come oggetti d'importanza nazionale nel nuovo Inventario. Ciò è conforme non solo ai Principi della CFMS, ma anche alla definizione nell'art. 1 della «Carta di Venezia» del 1964, il documento base per la conservazione e il restauro dei monumenti storici.

Il 1980 è stato fissato come anno di costruzione limite per l'iscrizione di oggetti A nell'Inventario PBC poiché è indispensabile una certa distanza temporale per la valutazione. Editi dalla Commissione federale dei monumenti storici (CFMS): Principi per la tutela dei monumenti storici in Svizzera. vdf Hochschulverlag AG, PF Zurigo. Zurigo, 2007. Fonte: Principi, 1.4, Valore di testimonianza del monumento storico Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

La valutazione delle costruzioni singole nell'ambito della revisione dell'Inventario PBC è un prezioso lavoro pionieristico che permette di confrontare per la prima volta a livello nazionale determinate categorie architettoniche. Questo confronto trasversale delle costruzioni singole a livello nazionale è una novità visto che finora mancava. Considerati i tempi stretti del progetto è naturale che nell'Inventario ci siano ancora alcune imperfezioni e lacune, che potranno essere colmate in occasione delle prossime revisioni sulla base di nuovi dati. I curatori e il Comitato se ne sono resi perfettamente conto, come attestato dai seguenti punti:

 L'Inventario si basa in gran parte sulle documentazioni degli enti cantonali per la tutela dei monumenti storici e rispecchia quindi anche la situazione del rilevamento dei monumenti nei singoli cantoni. Visto che gli organi cantonali per la tutela dei monumenti non hanno attribuito ovunque lo stesso peso alle diverse categorie d'oggetti (per es. piccole costruzioni rurali, costruzioni industriali e artigianali, costruzioni moderne, scuole, edifici della seconda metà del XX secolo, ecc.), la loro citazione nell'Inventario PBC può variare molto a seconda del cantone.  Per determinate categorie d'oggetti è inoltre disponibile da tempo un quadro d'insieme del patrimonio nazionale (per es. castelli e rocche), che manca invece ancora per altre categorie (per es. edifici abitativi e artigianali delle aree rurali). Per queste ultime la scelta degli oggetti d'importanza nazionale è quindi meno oggettiva che per le categorie rimanenti e dovrà essere completata in occasione della prossima revisione dell'Inventario PBC.

 Nell'Inventario PBC vengono elencate come oggetti d'importanza nazionale costruzioni singole apprezzate per la loro qualità e singolarità e non perché rappresentano una serie di oggetti. Per questo motivo sono stati esclusi dall'Inventario gruppi con oggetti simili, come stazioni ferroviarie seriali o fattorie di un determinato tipo. In occasione della prossima revisione si dovrà decidere come procedere con questi oggetti.

Un inventario non è che un'istantanea e di conseguenza non è mai definitivo. Si deve quindi avere il coraggio di sbagliare. Eventuali lacune potranno essere colmate in occasione delle prossime revisioni.

5.2 Collezioni di musei, archivi e biblioteche

La menzione nominale delle collezioni, ossia del patrimonio culturale mobile, nel nuovo Inventario PBC, è un'altra novità positiva. Mentre nell'edizione del 1995 erano elencate solo le collezioni museali più importanti e si raccomandava con un'unica frase di proteggere i fondi di archivi e biblioteche, per l'edizione revisionata i diversi gruppi di lavoro hanno valutato anche le collezioni secondo criteri unitari.

5.2.1 Collezioni di musei

Nessun museo possiede solo oggetti d'importanza nazionale. Si è quindi deciso che per essere classificate come collezioni d'importanza nazionale, almeno un quarto dei loro oggetti devono essere importanti. Per la valutazione ci si è avvalsi della Guida dei musei svizzeri, che è stata rielaborata nello stesso periodo dell'Inventario PBC, nonché dei contatti con l'Associazione dei musei svizzeri (ASM) e con la rappresentanza svizzera dell'ICOM (Consiglio internazionale dei musei). Non sono state prese in esame le collezioni private, al contrario delle fondazioni con una solida struttura giuridica e finanziaria. Per la valutazione, le collezioni dei musei sono state suddivise nelle seguenti categorie: archeologia, storia, arte, scienze naturali, musei speciali, tecnica e etnografia. Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

5.2.2 Fondi di archivi

Nell'ambito della revisione dell'Inventario PBC sono stati rilevati e valutati, per la prima volta a livello nazionale, anche i fondi di archivi sulla base di criteri trasversali e chiaramente documentati. È stata data la priorità alle istituzioni d'importanza nazionale o d'importanza equivalente. I fondi d'importanza nazionale sono stati scelti sulla base di documentazioni pubbliche e dei dati forniti dagli archivisti delle singole istituzioni.

Per consentire una valutazione comparativa, gli archivi sono stati suddivisi in diverse categorie: Archivio federale, archivi a livello federale e cantonale, archivi aziendali, archivi cittadini e comunali, archivi religiosi e archivi speciali.

5.2.3 Collezioni di biblioteche

È stata una fortuna che nello stesso periodo della revisione dell'Inventario PBC fossero in corso anche i lavori di stesura della «Guida ai fondi librari storici». Ci si è avvalsi di molte informazioni di questo progetto per valutare le collezioni bibliotecarie d'importanza nazionale. Non sono state prese in esame solo le grandi biblioteche universitarie, ma anche istituzioni cantonali e comunali più piccole. Spesso le biblioteche sono state fondate e sviluppate da privati volonterosi. Simili fondi, che in molti casi comprendono anche solo qualche centinaio di libri, sono numerosi in Svizzera.

Tra tutte queste biblioteche si contano circa una sessantina di collezioni d'importanza nazionale. Visto che in Svizzera non esiste una catalogazione ufficiale delle biblioteche, si è deciso di classificarle in quattro categorie nell'Inventario PBC: biblioteche pubbliche (Confederazione, cantoni, comuni, università, ecc.), biblioteche private, biblioteche religiose e biblioteche speciali.

5.3 Siti archeologici

Il rapporto finale dei curatori di questo settore afferma che «i siti archeologici - con i relativi reperti e documenti conservati in archivi, musei e depositi - sono testimonianze storiche dell'evoluzione di un'area geografica e culturale e sono quindi molto importanti per l'identità nazionale di una comunità […]». Per questo motivo nell'Inventario PBC vengono elencati anche siti archeologici.

I siti archeologici figuravano già nell'edizione del 1995 dell'Inventario PBC, ma non erano catalogati in modo sistematico per tutti i cantoni. Questa lacuna è stata colmata nell'ambito della revisione. Non è stato facile distinguere in modo chiaro tra costruzioni singole e siti archeologici, ma la soluzione adottata dagli specialisti dopo approfondita discussione si è rilevata adeguata.

Con l'aiuto degli archeologi cantonali sono stati individuati i siti da classificare come siti d'importanza nazionale. Per catalogare più in dettaglio gli oggetti si è rinunciato a stilare una lista di categorie architettoniche. Si è deciso di classificarli cronologicamente in base all'epoca cui risalgono: paleolitico, mesolitico, neolitico, età del bronzo, età del ferro, età romana, alto medioevo, medioevo ed era moderna.

Per questa categoria non è stata la priorità data ai monumenti singoli, ma di regola sono stati scelti oggetti areali. Secondo Markus Höneisen, capo del gruppo di lavoro Archeologia, i siti archeologici elencati nell'Inventario PBC meritano particolare attenzione poiché «sono da considerare non tanto siti archeologici ‹importanti›, ma piuttosto una combinazione di luoghi esemplari per la comprensione storica del passato della Svizzera di oggi. Sono stati scelti tenendo conto delle priorità attuali della ricerca scientifica e degli interessi storico-culturali. Il numero dei siti archeologici è praticamente impossibile da stimare. Sicuramente molti siti non Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

sono ancora noti. Ne vengono scoperti continuamente di nuovi e altri vengono spesso inavvertitamente distrutti. È molto difficile valutare l'importanza dei siti non ancora presi in esame o portati alla luce. Solo dopo gli scavi si può stabilire se sono d'importanza nazionale o se sono stati sopravvalutati. L'elenco di siti archeologici è quindi sempre incompleto e non è che un'istantanea. Il numero esiguo di siti archeologici nel nuovo Inventario PBC dipende inoltre dalla decisione di elencarvi solo 250 siti d'importanza nazionale».4

Gli archeologici riconoscono che diversi altri siti meriterebbero la menzione di oggetto «d'importanza nazionale», ma per quanto concerne l'archeologia il nuovo Inventario è sicuramente un passo avanti rispetto all'edizione del 1995. Per la prima volta vengono elencati per ogni regione ed epoca i siti archeologici esemplari dal punto di vista storico.

5.4 Casi particolari

Nei casi particolari dell'Inventario PBC sono stati elencati monumenti tecnologici e industriali che non presentano direttamente una sostanza architettonica o che non si possono chiaramente definire beni mobili o immobili. Si tratta soprattutto di piroscafi dei laghi svizzeri, ferrovie di montagna, funivie, funicolari, ferrovie a cremagliera o altri mezzi di trasporto. Nella medesima categoria sono stati elencati anche cave, miniere e altri impianti dell'industria mineraria.

I cantoni hanno proposto anche oggetti lineari a lunga distanza (linee ferroviarie, tratti autostradali con portali di gallerie, ecc.) come pure aerei particolari. Tali oggetti non sono però stati iscritti nel nuovo Inventario PBC, poiché acquisirebbero un'importanza strategico- militare in caso di conflitto armato5. Nell'ambito dell'audizione si pone però la domanda se questi beni culturali (che innegabilmente lo sono) dovranno essere iscritti nell'Inventario in occasione di una prossima revisione, con l'aggiunta di una relativa nota o di una clausola sulle restrizioni di protezione. L'elenco degli oggetti ambigui si trova in Internet (www.kulturgueterschutz.ch/ -> Inventario PBC).

6. Piano cronologico per la revisione dell'Inventario PBC

La valutazione delle collezioni e dei siti archeologici si è conclusa nei tempi previsti. Il proposito iniziale di terminare il rilevamento delle costruzioni singole entro novembre del

2007 si è rilevato però troppo ambizioso.

Il ritardo è attribuibile a diversi fattori. Visto il carattere pionieristico dell'impresa, non erano disponibili dati empirici affidabili. Il tempo necessario per elaborare le matrici dedotte dal test pilota è stato calcolato troppo stretto, anche perché non si è tenuto conto delle richieste di chiarimenti emerse durante le discussioni di valutazione. Inoltre, alcuni cantoni hanno proposto i loro oggetti solo nel corso della fase di qualificazione oppure hanno sottoposto in un secondo tempo una quantità considerevole di costruzioni supplementari da valutare. Per finire gli oggetti da valutare erano molti di più dei 2'500 previsti all'inizio. Tutto ciò ha richiesto più lavoro del previsto, ritardando la consegna finale.

Per questi motivi il Consiglio federale potrà mettere in vigore la terza edizione dell'Inventario PBC solo nel 2009.

Höneisen Markus, 2008: Siti archeologici nel nuovo Inventario PBC. Fonte: Forum PBC 13/2008 (esce in novembre 2008; www.kulturgueterschutz.ch/ -> Pubblicazioni -> Forum PBC). Sia la Convenzione dell'Aia del 1954 che il Secondo protocollo del 1999 precisano che in caso di conflitto armato non è possibile garantire la protezione di oggetti utilizzati per scopi militari. L'art. 10, lett. c del Secondo protocollo richiede agli Stati che intendono porre un bene culturale sotto protezione rafforzata una dichiarazione che l'oggetto e gli immediati dintorni non vengano utilizzati per scopi militari. Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a quest'impresa pionieristica e che si sono impegnati al massimo per compierla in tempi stretti.

7. Forma dell’inventario PBC

L'edizione 1995 dell'Inventario PBC è stata pubblicata sotto forma di libro (oggetti A e B) e di carta in scala 1:300 000 dell'Ufficio federale di topografia (solo oggetti A).

Anche la nuova edizione uscirà sotto forma di catalogo stampato. I cantoni ed i rispettivi comuni sono elencati in ordine alfabetico.

D'intesa con gli organi militari e swisstopo si è però rinunciato a ristampare la carta topografica. In collaborazione con l'organo di coordinamento delle applicazioni SIG6 (COSIG), istituito dal Consiglio federale, è stata sviluppata un'applicazione per rappresentare l'Inventario PBC in Internet come sito web con diverse opzioni di ricerca e selezione. La soluzione SIG offre nettamente più vantaggi che una carta convenzionale (estratti scalabili della carta, diverse scale, combinazione con altri layer di dati, ecc.). L'esercito è intenzionato ad integrare il layer «oggetti PBC» nei sistemi militari (sistema di condotta e informazione delle Forze terrestri). Gli oggetti PBC confluiranno anche nella Presentazione elettronica della situazione (PES) della Centrale d'allarme dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP). Dalla combinazione di diversi layer di dati risulteranno importanti informazioni supplementari (per es. grazie alla combinazione dell'Inventario PBC con la carta dei rischi sismici si vedrà al primo colpo d'occhio quali beni culturali sono più minacciati da eventuali sismi). I layer supplementari che verranno aggiunti nella piattaforma PBC-SIG a partire dal 2009 sono già indicati nel menù di navigazione, ma non sono attivi durante l'audizione sulla revisione dell'Inventario PBC (affinché in questa fase ci si concentri sugli oggetti dell'Inventario).

Gli oggetti puntuali dell'Inventario PBC vengono contrassegnati con lo scudo bianco-blu della PBC nel punto d'incontro delle coordinate, mentre gli oggetti areali, per es. fortificazioni cittadine o zone archeologiche (visualizzabili solo tramite password) con lo scudo PBC circondato da un cerchio blu.

Le funzioni principali e le istruzioni per l'uso figurano in una guida pubblicata nel sito web della piattaforma SIG (http://kgs-gis.admin.ch).

Rispetto alle edizioni precedenti dell'Inventario PBC (1988, 1995), nel SIG e nel catalogo sono ora censiti solo beni culturali d'importanza nazionale (oggetti A). Si è deciso di procedere in questo modo poiché, al contrario degli oggetti A, la classificazione degli oggetti B non si è basata su criteri di valutazione standard (a seconda del cantone, certe categorie architettoniche, quali costruzioni sacre, piccole costruzioni rurali o costruzioni recenti, sono sotto- o sovrarappresentate su scala nazionale).

La legge prescrive solo l'allestimento di un elenco che permetta di localizzare i beni culturali. Oltre ai dati standard accessibili a tutti (designazione dell'oggetto, comune, indirizzo, coordinate, categoria architettonica), la sezione Protezione dei beni culturali ha però voluto inserire nel SIG anche informazioni supplementari (categoria architettonica, fotografie, brevi testi, link con gli oggetti in questione). È già possibile vedere alcuni esempi nell'ambito dell'audizione. Tuttavia tali informazioni non sono ancora disponibili per tutti gli oggetti. Questa offerta verrà completata e ampliata nei prossimi anni.

SIG = Sistema Informativo Geografico Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

Gli organi specialistici che partecipano all'audizione possono accedere alle matrici di valutazione con una password. Non si tratta di documenti ufficiali per l'audizione, ma di informazioni supplementari. Questi sussidi di lavoro non sono quindi tradotti in tre lingue, ma espongono nella lingua dei curatori responsabili i motivi della classificazione di un oggetto d'importanza nazionale. Si deve valutare se nei prossimi anni sarà opportuno tradurre queste informazioni e renderle accessibili anche ad altre cerchie di utenti.

I siti archeologici possono implicare anche dati sensibili da non rendere necessariamente noti all'opinione pubblica. Dal momento che non tutti gli uffici cantonali responsabili per l'archeologia erano disposti a segnalare le coordinate dei loro siti, per ora è possibile accedere alle informazioni archeologiche (rappresentazione degli oggetti nel SIG e visualizzazione della matrice) solo con una password. Per ora le coordinate non vengono indicate neppure nella lista stampata dei cantoni . Esse verranno indicate nel SIG e nel catalogo stampato solo dopo l'audizione e dietro esplicita autorizzazione degli enti archeologici cantonali competenti.

8. Relazione dell'Inventario PBC con altri inventari

nazionali

L'Inventario PBC è stato creato per adempiere l'obbligo di proteggere i beni culturali, imposto dalla CBC. Benché i contenuti che trovano una corrispondenza in altri inventari nazionali siano pochi, il secondo obiettivo della revisione era armonizzare l'Inventario PBC, dove possibile, con altri inventari federali per evitare doppioni inutili o classificazioni discordanti del medesimo oggetto. Questo obiettivo è stato in buona parte raggiunto, ma è opportuno definire alcune eccezioni e alcuni criteri di distinzione:

8.1 Inventari federali secondo l'art. 5 della Legge sulla protezione

della natura e del paesaggio (LPN)

8.1.1 Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS)7

L'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS), messo in vigore a livello regionale dal Consiglio federale, viene stilato dal 1973 per incarico della Confederazione. Esso comprende oltre 1'300 insediamenti d'importanza nazionale e descrive l'architettura di villaggi, paesi e città nonché il loro rapporto con il territorio.

Nell'edizione del 1995 dell'Inventario PBC sono stati censiti diversi di questi insediamenti. Come già detto sopra, nella nuova edizione si è cercato da una parte di eliminare i doppioni con altri inventari e dall'altra di concentrarsi su singoli oggetti della categoria delle costruzioni. Ciò ha portato alla decisione di non iscrivere più nel nuovo Inventario PBC insediamenti, nuclei storici, villaggi, frazioni, ecc., poiché non rientrano nella categoria delle costruzioni singole e sono già oggetto dell'ISOS. Casi particolari, che concernono in parte piccoli complessi di edifici, possono però essere fatti rientrare sia nell'inventario ISOS che nella categoria costruzioni singole dell'Inventario PBC (fabbriche, centrali elettriche, conventi, cliniche, ecc.).

Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS). Responsabile: Ufficio federale della cultura (UFC), inizio 1973. Organi di contatto: Ufficio federale della cultura (UFC), Sezione Patrimonio culturale e monumenti storici, Hallwylstrasse 15,

3303 Berna. Ufficio per l'ISOS, Limmatquai 24, 8001 Zurigo

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Come informazione supplementare è possibile integrare un layer ISOS (con indicazione degli insediamenti) nella piattaforma SIG (vedi cap. 7). Inoltre, gli insediamenti d'importanza nazionale sono elencati nella lista in forma stampata dell'Inventario PBC, alla fine dei rispettivi comuni. Per i comuni che non possiedono oggetti PBC sul loro territorio (e che quindi non figurano nella lista PBC dei comuni), si rinuncia a menzionare gli oggetti ISOS nazionali.

8.1.2 Inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS)8

L'Inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS) è un elenco cartografico e descrittivo delle strade e dei sentieri giudicati d'importanza nazionale sia per la loro importanza storica come vie di collegamento, sia per il materiale con cui sono costruiti. L'inventario, commissionato dall'Ufficio federale delle strade (USTRA), è stato terminato nel 2003.

Per l'IVS valgono essenzialmente gli stessi criteri di distinzione che per l'ISOS. Al contrario dell'edizione del 1995, le strade e i sentieri storici non sono più elencati nel nuovo Inventario PBC, poiché già censiti nell'IVS.

Costituiscono tuttavia un'eccezione i ponti, che nell'IVS non figurano come oggetti singoli, ma come parte integrante di una via di comunicazione. Per questo motivo molti ponti sono stati censiti anche come costruzioni singole nel nuovo Inventario PBC.

Anche in questo caso è prevista l'integrazione di un layer con informazioni IVS nella piattaforma SIG.

8.1.3 Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza

nazionale (IFP)9 L'IFP è stato introdotto dal Consiglio federale in quattro tappe tra il 1977 e il 1998. Esso comprende paesaggi e aree paesaggistiche che per la loro bellezza e singolarità meritano di essere protette come paesaggi tipici, aree di svago di ampio respiro o monumenti naturali. Questo inventario federale secondo l'articolo 5 della LPN tocca solo marginalmente l'Inventario PBC. Anche se è possibile che singoli oggetti dell'Inventario PBC rientrino in una categoria IFP, essi non sono però determinanti per la classificazione di una regione, ma costituiscono solo punti d'attrazione supplementari.

Si è rinunciato ad iscrivere nell'Inventario PBC oggetti chiaramente paesaggistici (per es. prati irrigui dell'Alta Argovia) o oggetti con valore di testimonianza storico-sociale (canali d'irrigazione del Vallese, ecc.).

Come informazione supplementare è però possibile aggiungere un layer IFP nella piattaforma PBC-SIG.

8.2 Inventari del DDPS ad uso interno

Nel 2006, il DDPS ha emanato istruzioni per tre inventari ad uso interno, che ha commissionato di propria iniziativa sulla base dell'articolo 3 della LPN. Questo articolo Inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera (IVS). Responsabile: Ufficio federale delle strade (USTRA), Sezione Traffico lento, 3003 Berna. Organi di contatto: Per incarico dell'USTRA: Ufficio di pianificazione Steiner & Buschor,

3400 Burgdorf. Per ulteriori domande: ViaStoria, Finkenhubelweg 11, 3012 Berna.

Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP). Responsabile: Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), iniziato nel 1977, revisioni 1983/1996/1998. Organi di contatto: UFAM, Sezione Paesaggi d'importanza nazionale, 3003 Berna. Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

obbliga infatti la Confederazione a tutelare, nell’adempimento dei suoi compiti, i paesaggi e gli insediamenti caratteristici, i siti storici, le rarità naturali ed i monumenti culturali nonché a conservarli intatti in caso d'interesse generale predominante.

I tre inventari del DDPS ad uso interno sono i seguenti:

 Inventario degli edifici militari con valore monumentale (HOBIM)  Inventario delle opere di combattimento e di condotta degne di essere conservate (ADAB)

 Inventario delle opere di combattimento e di condotta con valore ecologico (IKFÖB) Si tratta di inventari indicativi ad uso interno, che servono al DDPS per pianificare e adempiere i suoi compiti. Grazie ad essi, i responsabili degli immobili del DDPS possono individuare in anticipo gli oggetti da tutelare per la loro importanza monumentale.

Entro certi limiti, si è ovviamente tenuto conto di questi inventari anche per la classificazione di oggetti d'importanza nazionale nell'ambito della revisione dell'Inventario PBC.

Secondo le disposizioni della CBC e del relativo Secondo protocollo, è vietato impiegare i beni culturali per fini militari. In caso di conflitto armato, non è più possibile garantire l'immunità e il rispetto di questi oggetti quando vengono svolte operazioni militari nelle loro immediate vicinanze (CBC, art. 4-9; Secondo protocollo, art. 12-15). Il regolamento 51.007/IV-i dell'esercito svizzero statuisce quindi il divieto di realizzare installazioni e costruzioni militari nel raggio di 500 metri attorno a beni culturali (capitolo 14.2, Beni culturali).

8.2.1 ADAB10 e IKFÖB

Il Comitato ha deciso di non iscrivere gli oggetti ADAB (vecchie fortificazioni dell'esercito) nel nuovo Inventario PBC o di iscriverli solo in casi eccezionali. Si tratta più che altro di oggetti di vasta estensione e spesso la loro area è tuttora utilizzata per scopi militari. In caso di conflitto armato, non sarebbe quindi possibile garantire la protezione di questi beni culturali.

L'Inventario delle opere di combattimento e di condotta con valore ecologico (IKFÖB) è importante soprattutto per la protezione della natura e per l'ecologia e, come gli inventari basati sull'articolo 18 della LPN (protezione delle paludi, protezione delle golene, ecc.), non rientra negli intenti dell'Inventario PBC.

8.2.2 HOBIM Gli oggetti dell'Inventario degli edifici militari (HOBIM) con valore architettonico (arsenali, caserme, ecc.) possono invece essere iscritti nell'Inventario PBC. Si dovrebbe valutare caso per caso in che misura l'uso militare impedirebbe la protezione degli oggetti in caso di conflitto armato. In tempo di pace si possono però annoverare tra le costruzioni singole degne di protezione, per cui valgono le consuete misure di PBC (contro gli incendi, gli allagamenti, i sinistri naturali, ecc.)

Si deve però tenere conto del fatto che la classificazione di questi oggetti nell'HOBIM è basata su criteri militari, mentre per l'Inventario PBC si è cercato di applicare un metro di valutazione unitario a livello nazionale per tutte le categorie architettoniche (quindi anche e soprattutto per costruzioni ad uso esclusivamente civile). Questo metro ha comportato una valutazione più severa, così che non tutti gli oggetti censiti nell'HOBIM con la valutazione più alta sono stati iscritti come oggetti A nell'Inventario PBC.

Contatto: armasuisse immobili, Blumenbergstrasse 39, 3003 Berna. Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

Nella sua presa di posizione del 22.12.06 in merito alle istruzioni concernenti le possibili differenze di classificazione negli inventari indicativi del DDPS, la Sezione della protezione dei beni culturali ha già segnalato le discrepanze tra HOBIM, ADAB e Inventario PBC.

8.3 Considerazione di altre liste e pubblicazioni nazionali o

interregionali Gli inventari degli organi cantonali per la tutela dei monumenti sono serviti agli organi competenti da base per elaborare le loro proposte d'iscrizione di costruzioni nell'Inventario PBC. Gli incaricati dell'esame di questi oggetti e il Comitato avevano però anche il compito di proporre ulteriori costruzioni come beni d'importanza nazionale, soprattutto in quei cantoni che non avevano ancora preso in sufficiente considerazione certe categorie architettoniche (architettura degli anni '50, complessi industriali, parchi, centrali elettriche, ecc.). Per la classificazione di determinate categorie sono stati inoltre coinvolti specialisti accreditati. L'Associazione svizzera dei castelli ha collaborato alla classificazione di castelli, rovine di castelli, ecc. L'associazione di studio delle case rurali ha aiutato a classificare fattorie e piccole costruzioni rurali. Varie cerchie di esperti hanno collaborato alla classificazione di monumenti industriali, costruzioni dei trasporti pubblici e opere dell'area pubblica quali parchi, giardini e lungolaghi.

Per la valutazione sono stati presi in considerazione anche tutti gli inventari nazionali o intercantonali disponibili, come ad esempio le liste federali ad uso interno, l'elenco dei monumenti architettonici protetti dalla Confederazione, gli elenchi delle stazioni delle FFS e gli elenchi degli edifici delle dogane e della posta. Sono state consultate anche varie pubblicazioni ufficiali (Monumenti d'arte e di storia della Svizzera, Guida d'arte della Svizzera, Inventario svizzero di architettura 1850-1920 (INSA), Dizionario architettonico della Svizzera, Guida dell'architettura svizzera 1920-1990, Carta dei castelli della Svizzera, Lista ICOMOS dei giardini e dei parchi storici della Svizzera, Dizionario storico della Svizzera (DSS) nonché diversa letteratura secondaria sulle singole categorie architettoniche.

8.4 Considerazione di oggetti svizzeri della Convenzione mondiale

dell'UNESCO11 nell'Inventario PBC L'Inventario PBC è basato sulla Convenzione internazionale dell'Aia del 1954, una convenzione dell'UNESCO. Nel 1972, la Conferenza generale dell'UNESCO ha messo in vigore un'altra convenzione internazionale: la «Convenzione per la protezione del patrimonio mondiale». Questa «Convenzione internazionale relativa alla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale» riveste da allora un ruolo importante per lo sviluppo della nozione di monumento storico. Lo scopo è selezionare e iscrivere in una lista il patrimonio naturale e culturale di straordinario interesse e valore per l'umanità. Attualmente nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO sono iscritti 878 oggetti (stato: luglio 2008), tra cui nove oggetti svizzeri. Tre di questi concernono il patrimonio naturale (regione Jungfrau- Aletsch-Bietschhorn, 2001; Monte San Giorgio, 2003; arena tettonica di Sardona, 2008) e quattro concernono il patrimonio architettonico (abbazia e biblioteca abbaziale di San Gallo, 1983; monastero di Müstair, 1983; nucleo storico di Berna, 1983 ed i tre castelli di Bellinzona, 2000. Nella lista sono inoltre elencati due oggetti di superficie estesa (Lavaux, 2007, e Ferrovia retica nel paesaggio Albula/Bernina, 2008).

La lista attuale è pubblicata nel sito: http://whc.unesco.org/en/list Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

In conformità con le summenzionate delimitazioni con gli altri inventari, il Comitato ha deciso di non citare gli oggetti del patrimonio naturale nell'Inventario PBC, ma di iscrivere invece sotto la rubrica costruzioni singole il patrimonio culturale che soddisfa i relativi criteri. L'abbazia di San Gallo e il monastero di Müstair sono stati elencati come complessi architettonici (analogamente ai casi particolari ISOS), mentre i tre castelli di Bellinzona (e la murata) sono stati iscritti come oggetti singoli perché tra loro distanti. La Ferrovia retica non è più stata catalogata come oggetto lineare (vedi la nota sulle linee ferroviarie nel cap. 5.4 Casi particolari); il viadotto Landwasser e alcune opere architettoniche situate nel perimetro del paesaggio rurale dell'Albula sono però state iscritte nell'Inventario PBC come oggetti singoli. Visto che interi insediamenti non vengono più iscritti nell'Inventario PBC 2008, il nucleo storico di Berna non è stato censito nel suo insieme, laddove diversi edifici importanti del nucleo storico sono stati ovviamente classificati come costruzioni singole d'importanza nazionale. Lo stesso vale per il Lavaux, che è stato iscritto nell'elenco del patrimonio mondiale dell'UNESCO come paesaggio rurale.

Come informazione supplementare è però possibile integrare un layer Patrimonio mondiale e naturale nella piattaforma SIG. Inoltre, nel catalogo stampato dell'Inventario PBC gli oggetti svizzeri del patrimonio culturale UNESCO (quindi anche il nucleo storico di Berna) figurano, esattamente come gli insediamenti nazionali ISOS, alla fine delle liste dei rispettivi comuni.

9. Contrassegnazione degli oggetti A con lo scudo

della protezione dei beni culturali

Su disposizione del Consiglio federale, tutti i beni culturali d’importanza nazionale e i rifugi per beni culturali vengono contrassegnati con lo scudo della protezione dei beni culturali. Solo gli oggetti singoli possono essere contrassegnati con questo emblema. Per motivi militari è infatti impensabile contrassegnare interi insediamenti come città, paesi o grossi gruppi di costruzioni.

La contrassegnazione permanente dei beni culturali d'importanza nazionale, come praticata in altri Stati (per es. in Germania), è per ora fuori discussione, ma potrebbe essere presa in considerazione in occasione di una prossima revisione.

10. Effetti giuridici e conseguenze finanziarie

e sul personale

Secondo l'articolo 25 dell'Ordinanza del 17 ottobre 1984 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, la Confederazione può sussidiare misure non edilizie per la protezione dei beni culturali d'importanza internazionale, nazionale e regionale (microfilmaggio, inventariazioni, documentazioni di sicurezza).

Con l'entrata in vigore della terza edizione dell'Inventario svizzero della PBC, non si aggiungono nuove responsabilità finanziarie, tranne per la gestione dell'infrastruttura web da parte del COSIG. Questi costi sono coperti come settore parziale nel Service Level Agreement (SLA) annuale nell'ambito degli stanziamenti totali di swisstopo a favore dell'Ufficio federale della protezione della popolazione.

Non sono necessarie risorse supplementari di personale.

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10.1 Concessione di contributi dopo la nuova impostazione della

perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC)

Secondo la NPC, dal 2008 il Consiglio federale sussidia solo il 20% dei costi derivanti dal microfilmaggio e dall'allestimento di documentazioni di sicurezza per beni culturali.

L'iscrizione di un oggetto nell'Inventario PBC non dà però automaticamente diritto ai contributi federali. Sulla base dei crediti autorizzati, la Confederazione decide in merito al momento ed alle priorità di versamento dei contributi. Essa può consigliare i cantoni in merito alle misure di protezione da adottare, nei limiti dei mezzi finanziari concessi dalle Camere federali. L'Inventario permette però ai cantoni di pianificare in modo opportuno quelle misure di protezione che possono essere adottate con l'aiuto finanziario della Confederazione.

11. Revisione

Un inventario non è che un'istantanea del patrimonio culturale, che presenta inevitabilmente delle lacune e nel quale alcuni cantoni hanno forse sottovalutato certe categorie architettoniche. Queste lacune potranno essere colmate in occasione di una prossima revisione.

Sarà anche possibile cancellare o spostare certi oggetti in un'altra categoria oppure iscriverne di nuovi. Si continuerà quindi ad aggiornare periodicamente l'Inventario svizzero dei beni culturali d'importanza nazionale e regionale. Sulla base delle esperienze fatte durante questa revisione, si prevede che anche la prossima edizione uscirà tra circa dieci anni.

In occasione della prossima revisione si dovrà inoltre valutare se applicare anche per gli oggetti B un metro di valutazione unitario a livello nazionale.

12. Approvazione da parte del Consiglio federale

Il … 2009, il Consiglio federale ha approvato la terza edizione dell'Inventario svizzero dei beni culturali d'importanza nazionale e regionale (1a edizione: 23 marzo 1988; 2a edizione: 15 febbraio 1995).

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13. Appendice

13.1. Abbreviazioni

ADAB Inventario delle opere di combattimento e di condotta degne di essere conservate AFS Archivio federale svizzero AMS Associazione dei musei svizzeri CFMS Commissione federale dei monumenti storici CBC Convenzione dell’Aia del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato CENAL Centrale nazionale d'allarme Comitato Comitato svizzero per la protezione dei beni culturali COSIG Coordinamento, servizi e informazioni geografiche DSS Dizionario storico della Svizzera FISHE Sistema di condotta e d'informazione delle Forze terrestri HOBIM Inventario degli edifici militari con valore monumentale ICOM International Council of Museums ICOMOS International Council on Monuments and Sites IFP Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale IKFÖB Inventario delle opere di combattimento e di condotta con valore ecologico INSA Inventario svizzero d'architettura 1850-1920 ISOS Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere IVS Inventario delle vie di comunicazione storiche della Svizzera LPBC Legge federale del 6 ottobre 1966 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato LPN Legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio LPPC Legge federale del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile NPF Nuova perequazione finanziaria OPBC Ordinanza federale del 17 ottobre 1984 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato PBC Protezione dei beni culturali PES Presentazione elettronica della situazione SIG Sistema di informazione geografica SLA Service Level Agreement SP Secondo protocollo del 26 marzo 1999 relativo alla Convenzione dell’Aia del 14 maggio 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato UFC Ufficio federale della cultura UFPP Ufficio federale della protezione della popolazione UNESCO United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation USTRA Ufficio federale delle strade

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13.2 Curatori dell'inventario PBC

(incl. sigla per la descrizione della matrice) Gruppi di lavoro

Costruzioni singole Mandatario Möri Siegfried (SM) Capo dell'Ufficio ADB, Berna

Curatori dell'Inventario PBC Dr. Bärtschi Hans-Peter (HPB) Ufficio Arias-Cultura industriale, Winterthur Bitterli Thomas (TBitterli) Associazione svizzera di castelli, Basilea Boa Arpad (AB) Ufficio ADB Cereghetti Albina (AC) Studio di architettura, consulente edile Servizio monumenti GR Doswald Cornel (CD) ViaStoria, Ufficio Svizzera orientale, Zurigo Fischer Markus (MF) Ufficio BID (ricerca edile, inventariazione e tutela dei monumenti), Zurigo Dr. Furrer Benno (BF) Studio della casa rurale in Svizzera, Zugo Gäumann Daniel (DG) Studio d'architettura Bauformat, Bienne Dr. Gasser Stefan (SG) Istituto medievistico, Università di Friburgo Hug Denise (DH) Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Koelliker René (RK) Ufficio ADB, Crémines Martinoli Simona (SIM) Storica dell'arte, Bellinzona Nay Marc Antoni (NAY) Storico dell'arte e della cultura, Rothenbrunnen Osoegawa Steffen (OSS) Ufficio per la protezione dei giardini storici, Zurigo Ritter Natalie (NRI) Ufficio ADB Ryser Hans-Peter (HPR) Ufficio Arkade, Oberburg Wuichet Géraldine (GW) Ufficio ADB Wullschleger Peter (PW) Planum, La Chaux-de-Fonds Zemp Ivo (iz) Capo Servizio perizie e consulenze, UFC (crematori) Zimmermann Sabine (SZ) Ufficio ADB

Gruppo di lavoro Direzione Büchel Rino Capo Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Mürner Johann Capo Sezione Patrimonio culturale e monumenti storici, UFC

Membri Bujard Jacques Conservatore monumenti storici Canton NE, membro CFMS, responsabile PBC Canton NE Heusser Sibylle Capo dell'ufficio ISOS, membro del comitato 2000-2007 Dr. Hochuli Stefan Capo ufficio Protezione dei monumenti storici e archeologia del Canton ZG, membro della CFMS Huber Dorothee Storica dell'arte, membro CFMS Müller Eduard Conservatore monumenti storici del Canton UR, membro CFMS Dr. Schweizer Jürg Conservatore monumenti storici del Canton BE, membro del comitato 2004-2011

Schüpbach Hans Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Ident-Nr./Vers. Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar. MS ID/Vers. 10004/02 Aktenzeichen Fehler! Keine Dokumentvariable verfügbar.

Dr. des. Zellmeyer Stephan Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP

Archeologia

Mandatari e curatori dell'Inventario PBC Prof. Dr. Guggisberg Martin ProSpect GmbH

Per altri oggetti dell'Associazione svizzera dei castelli Bitterli Thomas Associazione svizzera di castelli, Basilea

Gruppo di lavoro Direzione Höneisen Markus Archeologo del Canton SH, membro del comitato

Membri Büchel Rino Capo Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Dr. Dunning Cynthia Archeologa del Canton BE Lassau Guido Archeologo del Canton BS Schüle Bernard A. Capo del Centro degli oggetti dei Musei nazionali svizzeri, membro del comitato Dr. Windler Renata Capo del servizio archeologico del Canton ZH Zemp Ivo UFC, membro del Comitato svizzero per la PBC

Collezioni di musei

Mandatari, curatori dell'Inventario PBC Ferrini Giordano Alessandra Collaboratrice scientifica, Ct. TI Gainon-Court Marie-Agnès Bureau pour le cours de muséologie Reinhart Heinz Consulente e curatore di collezioni museali

Gruppo di lavoro Direzione Schüle Bernard A. Capo del Centro degli oggetti dei Musei nazionali svizzeri

Membri Dr. Brülisauer Josef Direttore Büchel Rino Capo Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP

Fondi di archivi

Mandatari Dr. Wildi Tobias Socio dirigente della Docuteam GmbH

Nef Andreas Collaboratore scientifico della Docuteam Wüest Ania Collaboratrice scientifica della Docuteam -

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Gruppo di lavoro Direzione Dr. Roth Barbara Conservatrice di manoscritti, membro di comitato 2000-

Membri Büchel Rino Capo Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Dr. Germann Urs Collaboratore scientifico AFS Schüle Bernard A. Capo del Centro degli oggetti dei Musei nazionali svizzeri, membro del comitato 2000-2011

Collezioni di biblioteche

Mandatari, curatori dell'Inventario PBC Curatori regionali della Guida ai fondi librari storici della Svizzera Carmine Veronica (Svizzera italiana) Dr. Marti Hanspeter (Deutschschweiz) Rouiller Jean-Luc (Suisse romande)

Gruppo di lavoro Direzione Dr. Engler Claudia Direttrice della Biblioteca della borghesia di Berna, presidente del comitato 2007-2011

Membri Bieri Susanne Capo della collezione grafica della Biblioteca nazionale Büchel Rino Capo Sezione Protezione dei beni culturali, UFPP Schüle Bernard A. Capo del Centro degli oggetti dei Musei nazionali svizzeri, membro del comitato 2000-2011 Dr. Wille Peter Direttore della fondazione Bibliomedia

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