Lista rossa delle specie minacciate in Svizzera: pesci e ciclostomi
2022 | Pratica ambientale Biodiversità / Liste Rosse
Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi Specie minacciate in Svizzera. Stato 2022
2022 | Pratica ambientale Biodiversità / Liste Rosse
Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi Specie minacciate in Svizzera. Stato 2022
A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e del Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF) Berna, 2022
Nota editoriale Valenza giuridica La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAM in veste di Indicazione bibliografica autorità di vigilanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato UFAM/CSCF (ed.) 2022: Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi. Specie minacciate in Svizzera. Edizione in primo luogo alle autorità esecutive. Nel testo viene data aggiornata 2022. Ufficio federale dell’ambiente, (UFAM); concretezza a concetti giuridici indeterminati, inclusi in leggi e Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF). Pratica ordinanze, nell’intento di promuoverne un’esecuzione ambientale n. 2217: 38 pagg. uniforme. Essa costituisce un aiuto per le autorità esecutive, in particolare nella designazione dei biotopi degni di protezione Traduzione (art. 14 cpv. 3 lett. d OPN). Servizio linguistico italiano, UFAM
Lista Rossa dell’UFAM ai sensi dell’articolo 14 capoverso 3 Grafica e impaginazione dell’ordinanza del 16 gennaio 1991 sulla protezione della Funke Lettershop AG natura e del paesaggio (OPN; RS 451.1), www.admin.ch/ch/i/sr/45.html Foto di copertina Apron (Zingel asper) a rischio di estinzione, la cui distribuzione Editori in Svizzera si limita al Doubs. © Aquarius, Neuchâtel Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) L’UFAM è un ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, Link per scaricare il PDF dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC); www.bafu.admin.ch/uv-2217-i Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF), Neuchâtel La versione cartacea non può essere ordinata.
Autore La presente pubblicazione è disponibile anche in tedesco e Blaise Zaugg (Aquarius, Neuchâtel) francese. La lingua originale è il francese.
Edizione aggiornata 2022. Accompagnamento © UFAM / CSCF 2022 Daniel Hefti (UFAM, divisione Acque), Francis Cordillot (UFAM, divisione Specie, ecosistemi, paesaggi, dal 2019 ecolingua), Danielle Hofmann e Reinhard Schnidrig (UFAM, divisione Biodiversità e paesaggio), Ole Seehausen, Oliver Selz (Eawag, Fischökologie und Evolution), Yves Gonseth (Centro svizzero di cartografia della fauna – CSCF), Danilo Foresti, Bruno Polli (Ufficio caccia e pesca, Ticino), Andreas Hertig (Fischereiinspektorat del Cantone di Berna), Frédéric Hofmann (Section chasse, pêche et surveillance del Cantone di Vaud), Michael Kugler (Amt für Natur, Jagd und Fischerei del Cantone di San Gallo), Marcel Michel (Ufficio per la caccia e la pesca del Cantone dei Grigioni)
1 Introduzione
1.1 Basi e uso previsto
Le Liste Rosse valutano la probabilità di estinzione degli organismi viventi e degli habitat e rappresentano quindi un segnale d’allarme per la conservazione della biodiversità. Dal 2000, le specie in Svizzera sono valutate secondo i criteri dell’Unione internazionale per la conservazione della natura [IUCN 2012 e 2017]. Pubblicate o riconosciute dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), le Liste Rosse sono un efficace strumento giuridico in materia di protezione della natura e del paesaggio. In particolare, sono utilizzate per: 1) designare habitat degni di protezione a causa della presenza di specie minacciate, un argomento importante nella ponderazione degli interessi dei progetti di sviluppo e costruzione secondo l’articolo 18 capoverso 1ter della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio [LPN; RS 451] e l’articolo 14 dell’ordinanza corrispondente [OPN; RS 451.1]; 2) fissare le priorità per misure mirate di conservazione delle specie in base al loro grado di minaccia e alla responsabilità internazionale della Svizzera [specie prioritarie a livello nazionale, UFAM 2019); 3] informare la popolazione sullo stato della biodiversità.
Secondo la legislazione federale sulla pesca, il Consiglio federale designa le specie minacciate di pesci, ciclostomi e gamberi (art. 5 cpv. 1 della legge federale sulla pesca LFSP; RS 923.0). Ai sensi della LFSP, il termine «pesce» comprende anche i ciclostomi (lamprede), vertebrati primitivi privi di mascelle. I Cantoni vengono sollecitati a prendere provvedimenti per proteggere e conservare le specie minacciate e i loro biotopi (art. 5 cpv. 2 LFSP). Le misure necessarie per proteggere le specie minacciate sono prese tenendo conto del grado di minaccia a livello nazionale e del genere di minaccia in loco (art. 5 cpv. 2 dell’ordinanza concernente la legge federale sulla pesca OLFP; RS 923.01). La Lista Rossa dei pesci e ciclostomi della Svizzera è anche un importante supporto per l’elaborazione e le revisioni dell’allegato 1 OLFP, che riporta i gradi di protezione delle specie indigene di pesci e ciclostomi.
1.2 Evoluzione delle Liste Rosse dei pesci e ciclostomi
La prima Lista Rossa dei pesci e ciclostomi della Svizzera è stata pubblicata nel 1990 (Kirchhofer et al. 1990) e si basava sui dati raccolti per l’Atlante di distribuzione dei pesci e dei ciclostomi della Svizzera (Pedroli et al. 1991). La Lista Rossa del 1994 è stata rielaborata sulla base di un certo numero di nuove osservazioni, soprattutto per quanto riguarda le specie rare. Detta rielaborazione, fondata su un’analisi statistica dei dati di distribuzione, è stata poi completata con conoscenze specifiche di esperti che hanno consentito di attribuire a ogni specie la categoria corrispondente al suo grado di minaccia (Kirchhofer et al. 1994, Kirchhofer 1997, Kirchhofer e Breitenstein 2000). Col passare del tempo, sono stati eseguiti molti rilievi aggiuntivi sulla distribuzione della fauna ittica svizzera. Il raggruppamento di questi dati riguardanti tutto il territorio svizzero e i nuovi risultati della ricerca sulla biologia delle singole specie hanno reso possibile approntare una versione rielaborata dell’Atlante di distribuzione dei pesci e dei ciclostomi (Zaugg et al. 2003). Sulla scorta di questi dati, è stata rielaborata anche la Lista Rossa dei pesci e dei ciclostomi pubblicata nel 2007. Per la prima volta i criteri dell’UICN (IUCN 2001, 2003), riconosciuti internazionalmente, sono stati applicati ai dati relativi alla distribuzione 1996–2001 della fauna ittica svizzera ed è stata consultata una commissione di esperti.
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La presente Lista Rossa 2022 è stata redatta sulla base degli stessi principi e seguendo una procedura identica: nuova raccolta di dati relativi alla distribuzione della fauna ittica su tutto il territorio svizzero, acquisizione di nuove conoscenze sulla sistematica e sulla biologia delle specie e redazione del nuovo Atlante di distribuzione dei pesci e dei ciclostomi (Zaugg 2018). Su queste nuove basi sono stati utilizzati i criteri dell’UICN per determinare i gradi di minaccia delle specie, successivamente discussi da una commissione di esperti che ha apportato le modifiche necessarie.
1.3 Gruppo considerato
Secondo le nostre attuali conoscenze, le acque svizzere sono o sono state colonizzate finora da 90 pesci e ciclostomi, 19 dei quali sono considerati non indigeni (e per i quali non si applica alcun grado di minaccia: NA – non applicabile).
Fra le specie indigene, il genere Coregonus è attualmente oggetto di ricerche per chiarire lo status tassonomico delle diverse specie (gruppo di ricerca del professor Ole Seehausen, divisione «Fischökologie und Evolution» dell’Eawag / Kastanienbaum). Alla luce delle attuali incertezze, questo gruppo, che attualmente conta circa 40 specie in Svizzera (comprese quelle estinte), viene esaminato a livello generico. Lo stato attuale delle conoscenze sulle specie del genere Coregonus in Svizzera è riportato nell’allegato A3.
Nella presente Lista Rossa, la trota atlantica (Salmo trutta) è suddivisa in quattro forme analizzate in modo distinto, ciascuna con un grado di minaccia diverso; per questo motivo il termine taxon ha sostituito quello di specie. Nella sistematica biologica, il taxon raggruppa organismi viventi simili, a prescindere dal loro rango sistematico. Sono inoltre opportuni chiarimenti sistematici anche per i generi Barbatula, Cobitis, Cottus, Gasterosteus e Phoxinus per i quali si riportano delle precisazioni nella tabella 3.
Dei 71 taxa riconosciuti come indigeni, nove sono estinti. È stato possibile valutare le dimensioni dell’areale di distribuzione (AOO) descritto nell’allegato 2 per 52 dei restanti 62 taxa per i quali erano disponibili dati sufficienti.
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2 Stato dei pesci e dei ciclostomi
in Svizzera
2.1 Stato della fauna ittica per categoria di minaccia: visione d’insieme
Tra i 71 taxa considerati indigeni, è stato possibile definire una categoria di minaccia per 66 taxa. Negli ultimi 100 anni, in Svizzera si sono estinti (RE) 9 taxa (13,6%). Tra le specie minacciate, 15 taxa (22,7%) sono in pericolo d’estinzione (CR), 8 (12,1%) fortemente minacciati (EN) e 11 (16,6%) vulnerabili (VU). Inoltre, 9 taxa (13,6%) sono potenzialmente minacciati (NT) e solo 14 (21,2%) sono considerati non minacciati (LC).
Per 5 taxa i dati disponibili non sono attualmente sufficienti per attribuire loro un grado di minaccia (DD).
Il numero di taxa e le percentuali di quelli presenti nelle diverse categorie della Lista Rossa sono riportati nella tabella 1.
Tabella 1 Numero di taxa di pesci e ciclostomi per categoria
Categoria UICN Numero di specie Ripartizione (%) Ripartizione (%) Ripartizione (%) rispetto al totale di rispetto al totale di rispetto al totale di specie della Lista specie valutate specie Rossa considerate
RE Estinto in Svizzera 9 20,9 % 13,6 % 12,7 %
CR In pericolo d’estinzione 15 34,9 % 22,7 % 21,1 %
EN Fortemente minacciato 8 18,6 % 12,1 % 11,3 %
VU Vulnerabile 11 25,6 % 16,6 % 15,5 %
Totale taxa Lista Rossa 43 100 % 65,1 % 60,6 %
NT Potenzialmente minacciato 9 13,6 % 12,7 %
LC Non minacciato 14 21,2 % 19,7 %
Totale taxa valutati 66 100 %
DD Dati insufficienti 5 7,0 %
Totale taxa considerati 71 100 %
NA Non applicabile (neozoi) 19
Totale dei taxa censiti in Svizzera 90
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Escludendo i 5 taxa per i quali i dati sono insufficienti (DD) e considerando i 66 taxa indigeni valutati, il 65,1% dei pesci e ciclostomi è inserito nella Lista Rossa: il 13,6% è estinto in Svizzera (RE) e il 51,5% fa parte dei taxa minacciati (CR, EN, VU). Dei restanti taxa, il 13,6% è potenzialmente minacciato (NT) e solo il 21,2% non minacciato (LC) (fig. 1).
Figura 1 Suddivisione dei taxa di pesci e ciclostomi valutati per categoria di minaccia
Le categorie di minaccia utilizzate nella presente Lista Rossa per i pesci e i ciclostomi della Svizzera derivano dalla nomenclatura dell’UICN. L’allegato 1 dell’OLFP riprende gli stessi gradi di minaccia per ciascun taxon indigeno, ma utilizza una nomenclatura diversa la cui corrispondenza con quella dell’UICN è indicata nella tabella 2.
Tabella 2 Categorie di minaccia secondo l’UICN e l’OLFP
Status UICN Status OLFP
RE – estinto 0 – estinto
CR – in pericolo d’estinzione 1 – minacciato di estinzione
EN – fortemente minacciato 2 – fortemente minacciato
VU – vulnerabile 3 – minacciato
NT – potenzialmente minacciato 4 – potenzialmente minacciato
LC – non minacciato (least concern) NM – non minacciato
DD – dati insufficienti DI – dati insufficienti
NA – non indigeno, non applicabile
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2.2 Grado di minaccia in funzione dei modi di vita
I modi di vita dei pesci si possono definire in base a diversi criteri come ad esempio le caratteristiche riproduttive, le migrazioni e l’habitat preferito. Queste caratteristiche consentono di creare gruppi da analizzare per ottenere un quadro più dettagliato e quindi per comprendere meglio la situazione. Le indicazioni fornite qui di seguito sui modi di vita e sugli habitat di pesci e ciclostomi sono tratte da varie fonti bibliografiche e aggiornate sulla base di osservazioni di esperti. L’atlante svizzero di distribuzione di pesci e ciclostomi (Zaugg 2018) e le schede «Espèces» disponibili sul sistema d’informazione di info fauna – CSCF 1 0F
forniscono informazioni dettagliate.
Substrato necessario per la riproduzione La fauna ittica può essere suddivisa in tre gruppi principali in funzione del substrato necessario per la riproduzione (fig. 2). Alcune specie presentano inoltre comportamenti altamente specializzati.
Figura 2 Numero di specie secondo il substrato necessario per la riproduzione e secondo il grado di minaccia
La maggioranza dei pesci e ciclostomi indigeni appartiene al gruppo delle litofile (40 specie). Per riprodursi, queste specie necessitano di un substrato solido e depongono le loro uova dentro o sopra la ghiaia o i detriti. La quota di specie estinte (ER) appartenenti alle litofile è relativamente elevata; tre quarti sono inserite nella Lista Rossa.
Sedici specie depongono le uova dentro o sopra la vegetazione di piante vascolari sommerse (gruppo delle fitofile). In questo gruppo sei specie sono inserite nella Lista Rossa, una è estinta (Cobite fossile). La percentuale più alta di specie non minacciate (LC) si trova proprio in questo gruppo.
Il terzo gruppo comprende dieci specie, caratterizzate da diverse strategie riproduttive: il rodeo amaro depone le sue uova all’interno di grandi molluschi bivalvi (ostracofilo), il gobione le depone sulla sabbia (psammofilo), lo scazzone e la cagnetta in grotte (speleofilo), mentre il coregone, la bottatrice e tutte e tre le specie di alosa le espellono direttamente in acque libere (pelagofili). Anche l’anguilla fa parte di quest’ultimo gruppo, ma depone le uova nel lontano Mar dei Sargassi (Atlantico settentrionale).
1 Acceuil - Système d’information espèces - Poissons (infofauna.ch)
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Distanze migratorie Ogni specie di pesce o ciclostoma si sposta all’interno del suo ambiente per raggiungere habitat diversi, in particolare a seconda del suo stadio di sviluppo. Mentre alcune specie sono altamente dinamiche e migrano su lunghe distanze, altre compiono spostamenti regolari o sporadici più circoscritti all’interno dello stesso habitat. Come criterio di classificazione sono state prese in considerazione le distanze medie coperte durante le migrazioni (fig. 3). Non è stata fatta alcuna distinzione fra i vari tipi di spostamento (migrazioni per deporre le uova, spostamenti stagionali dall’ambiente invernale a quello estivo e viceversa, spostamenti quotidiani fra ambienti di caccia e di riposo, oppure spostamenti funzionali ai diversi stadi di sviluppo).
Figura 3 Specie classificate secondo la distanza migratoria media e il livello di minaccia
Il gruppo maggiore è quello dei migratori a corto raggio, comprendente 40 specie. Sono state censite 2 specie estinte (ER) e 20 sono classificate con il grado di minaccia da CR a VU della Lista Rossa.
Per i migratori a medio raggio, una specie è estinta (RE) e 12 sono classificate con il grado di minaccia da CR a VU della Lista Rossa.
Il gruppo più piccolo è costituito dai migratori a lungo raggio con 8 specie, delle quali 6 sono estinte (RE). Tutte le specie di questo gruppo rientrano nei gradi di minaccia da RE a EN della Lista Rossa.
2.3 Categoria di minaccia in funzione dell’habitat
Le capacità natatorie e il fabbisogno di ossigeno di una specie ittica sono fattori che definiscono i limiti del suo areale. Il tipo di preferenza di corrente determina quindi indirettamente l’ambiente privilegiato da una specie. Distinguiamo fra le specie che hanno bisogno di una corrente più forte e di corsi d’acqua più rapidi (specie reofile) e quelle che preferiscono correnti deboli e acque ferme (specie limnofile o stagnofile). Le specie che sono meno esigenti per quanto riguarda la velocità della corrente e che si possono sviluppare bene sia nelle acque ferme, sia nei corsi d’acqua vengono indicate come specie indifferenti. La distribuzione delle specie secondo la preferenza di corrente e il corrispondente numero di specie delle diverse categorie di minaccia sono illustrati nella figura 4.
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Figura 4 Specie secondo la preferenza di corrente e secondo il grado di minaccia
La maggior parte delle specie di pesci e ciclostomi predilige i corsi d’acqua (38 reofile). Questo gruppo contiene il maggior numero di specie estinte (RE) e di specie appartenenti ai gradi di minaccia da CR a VU della Lista Rossa.
Delle 12 specie piuttosto limnofile, 2 sono classificate come estinte (RE) e 7 sono classificate con un grado di minaccia da CR a VU della Lista Rossa.
Delle 16 specie indifferenti, 5 sono inserite nella Lista Rossa, ma nessuna è estinta (RE). La percentuale più alta di specie non minacciate (LC) si trova proprio in questo gruppo.
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3 Lista dei taxa e categorie di
minaccia Legenda della lista delle specie
Nomi Nome scientifico e nome italiano
Cat. Categoria di minaccia (secondo IUCN 2012, cfr. allegato A2-2) RE estinto in Svizzera CR in pericolo d’estinzione EN fortemente minacciato VU vulnerabile NT potenzialmente minacciato LC non minacciato DD dati insufficienti NE non valutato PA non applicabile
Criteri di valutazione UICN (scelta determinata dal metodo applicato, cfr. allegato A2) A Diminuzione delle popolazioni (passata, presente o futura) B Distribuzione geografica associata a frammentazione, riduzioni o variazioni C Popolazione di piccola dimensione associata a una riduzione della stessa D Popolazione o areale di dimensioni molto piccole E Analisi quantitative della probabilità di estinzione
La lista elettronica (file .xls) è disponibile al seguente indirizzo: www.bafu.admin.ch/listerosse
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3.1 Lista Rossa dei pesci e ciclostomi
Tabella 3 Lista dei taxa di pesci e ciclostomi con le rispettive categorie di minaccia secondo l’UICN
Nome scientifico Nome italiano Criteri UICN Status LR Annotazioni
Abramis brama Abramide comune LC –
Acipenser sturio Storione comune RE Gli individui catturati sporadicamente nei bacini svizzeri dei laghi Maggiore e Ceresio provengono probabilmente da allevamenti o laghetti privati in Italia. La specie non è stata identificata in modo affidabile.
Alburnoides Alburno di fiume A2c, B1biii VU Le popolazioni sembrano in diminuzione. Occorre continuare bipunctatus a monitorare questa specie.
Alburnus alburnus Alburno LC – Alburnus arborella Alborella A2b, B1biv, CR Rari individui nei laghi Maggiore e Ceresio. Popolazioni in B1bv netto calo.
Alosa agone Agone B1a, B2a, D2 VU Il numero di esemplari nel Lago Maggiore, precedentemente in declino, è ora di nuovo molto elevato, mentre nel lago Ceresio la specie è fortemente regredita. Specie minacciata a livello svizzero.
Alosa alosa Alosa RE –
Alosa fallax Cheppia DD Diversi individui catturati di recente nel Lago Maggiore potrebbero essere degli A. fallax. Le indagini genetiche in corso verificheranno se si tratta della specie migratrice. La migrazione potrebbe migliorare in futuro con il ripristino della libera circolazione nel Po all’Isola Serafini (Italia).
Anguilla anguilla Anguilla A4abe CR Diminuzione significativa delle catture. Ostacoli alla migrazione verso valle e controcorrente. Numerosi popolamenti europei sono colpiti dal parassita Anguillicola crassus. In pericolo d’estinzione/CR a livello europeo.
Barbatula barbatula Cobite barbatello NT Localmente numeri in forte calo da poco più di un decennio. Tuttavia, lo status di questa specie rimane incerto sulla base di analisi genetiche. Secondo queste ultime, B. barbatula non sarebbe presente in Svizzera (Alexander e Seehausen 2021). Il genere sarebbe composto da diverse specie non ancora descritte e da B. quignardi nel Doubs e probabilmente nel bacino lemanico. Barbus barbus Barbo comune NT Non minacciato/LC secondo i criteri dell’UICN e la valutazione AOO; è necessario classificarlo almeno come potenzialmente minacciato/NT a causa del significativo calo numerico a livello locale.
Barbus caninus Barbo canino B1bii, B1biii, VU Le popolazioni sembrano essere in aumento nelle acque a B2bii, B2biii bassa quota. A causa della sua distribuzione limitata in Svizzera al sud delle Alpi, la specie rimane minacciata a livello svizzero.
Cmv,Barbus plebejus Barbo B1bii, B1biii, VU Le popolazioni sembrano essere in aumento nelle acque a B2bii, B2biii bassa quota. A causa della sua distribuzione limitata in Svizzera al sud delle Alpi, la specie rimane minacciata a livello svizzero.
Blicca bjoerkna Blicca NT –
Chondrostoma nasus Naso A2b, B1bi, CR Le popolazioni sono in forte declino a livello globale. B1ciii, B2bi, I numeri sono in aumento nel Doubs (dove la specie è B2ciii estranea alla regione) ed è in competizione con il Naso autoctono, ovvero il Naso occidentale (Parachondrostoma toxostoma).
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Nome scientifico Nome italiano Criteri UICN Status LR Annotazioni
Chondrostoma soetta Savetta A2c, B1a, CR Popolazione in forte declino. Situazione aggravata dalla B1bii, B1biii distribuzione limitata in Svizzera al sud delle Alpi.
Cobitis bilineata Cobite italiano B1a, B1biii, EN Nativa del sud delle Alpi, la specie è stata introdotta negli B2a, B2biii anni Quaranta del Novecento a nord delle Alpi dove si è ampiamente diffusa. È classificata come fortemente minacciata/EN a livello svizzero a causa della sua distribuzione molto frammentata e delle minacce che gravano sul suo areale naturale a sud delle Alpi.
Cobitis taenia Cobite comune DD La presenza di questa specie in Svizzera è incerta, eventualmente si trova al limite del suo areale nella parte settentrionale della Svizzera.
Coregonus spp. Coregone NT Lo status di potenzialmente minacciato/NT si applica al genere in senso lato. A livello di singole specie il grado di minaccia varia da RE a LC.
Cottus gobio Scazzone NT Il grado di minaccia varia da una regione all’altra. A livello nazionale, si applica lo status di potenzialmente minacciato/NT. Le indagini tendono a indicare differenze genetiche e morfologiche importanti fra le popolazioni, mettendo in dubbio la presenza di un’unica specie del genere Cottus in Svizzera.
Cyprinus carpio Carpa NT Non sono disponibili dati relativi alle popolazioni naturali indigene (ceppo selvatico). Il tasso di ibridazione con i ceppi domestici non è noto.
Esox cisalpinus Luccio cisalpino DD Questa specie richiede ulteriori studi di approfondimento. Probabile ibridazione con E. lucius, ampiamente introdotto a fini alieutici nel sud delle Alpi.
Esox lucius Luccio LC –
Gasterosteus Spinarello NT L’unica specie di spinarello indigena in Svizzera, gymnurus G. gymnurus, è potenzialmente minacciata/NT, in particolare a causa dell’ibridazione con G. aculeatus, non indigeno. Nel Lago Maggiore è presente l’unica popolazione nota appartenente a un ceppo d’origine mediterranea.
Gobio gobio Gobione LC Introdotta a sud delle Alpi.
Gobio obtusirostris Gobione del Danubio DD Questa specie è stata individuata recentemente nel lago Bodanico, al margine occidentale del suo areale.
Gymnocephalus Acerina LC Localmente invasiva al di fuori del suo areale naturale. cernua
Hucho hucho Salmone del Danubio RE –
Lampetra fluviatilis Lampreda di fiume RE –
Lampetra planeri Lampreda comune B1biii, B2biii EN Lo stile di vita molto discreto e particolare di questa specie ne rende difficile il censimento. Rimane comunque molto sensibile alla qualità dell’habitat.
Lampetra zanandreai Piccola lampreda B1a, B1biii, CR Specie del sud delle Alpi con una popolazione molto B1ciii frammentata.
Leucaspius delineatus Alburno di Heckel B1a, B2a VU Specie poco conosciuta, spesso confusa con altri ciprinidi. Localmente in diminuzione.
Leuciscus leuciscus Leucisco LC Numeri stabili a livello del territorio, localmente in espansione. Alcune popolazioni lacustri hanno difficoltà a raggiungere le loro zone di riproduzione negli affluenti a causa di ostacoli artificiali alla migrazione.
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Nome scientifico Nome italiano Criteri UICN Status LR Annotazioni
Lota lota Bottatrice LC Localmente in calo, forti fluttuazioni, ma numeri complessivamente stabili a livello nazionale. Tuttavia, le popolazioni di alcuni grandi fiumi sembrano essere localmente in diminuzione. Se questa tendenza negativa dovesse essere confermata, il grado di minaccia dovrà essere adattato di conseguenza.
Misgurnus fossilis Cobite di stagno A2b, A2c, RE Specie estinta nel XX secolo, recentemente reintrodotta a B1a, B2a, livello sperimentale ma senza successo nella regione di C2aii, D Basilea.
Padogobius bonelli Ghiozzo B1a, B2a EN –
Parachondrostoma Naso occidentale A2c, B1a, CR Popolazione residuale in declino. Presente in Svizzera in toxostoma B1bii, B1cii, una sola località del Doubs. Problema di competizione con B2a, B2bii, Chondrostoma nasus, specie non nativa in espansione nel B2cii Doubs.
Perca fluviatilis Pesce persico LC –
Petromyzon marinus Lampreda di mare RE –
Phoxinus lumaireul Sanguinerola italiana B1bi, B1bii, VU Specie presente in Svizzera esclusivamente a sud delle Alpi. B2bi, B2bii Pericolo di ibridazione con P. phoxinus, introdotta per le attività di pesca sportiva. Un’altra specie confinata a sud delle Alpi è stata individuata da Palandačić et al. (2017), ma non è ancora stata descritta.
Phoxinus phoxinus Sanguinerola LC Sulla base delle recenti analisi genetiche (Palandačić et al. 2017, Roth 2020), la presenza di questa specie in Svizzera non è provata. Dette analisi individuano due specie a nord delle Alpi (P. csikii, P. septimaniae).
Romanogobio Gobione italiano DD Questa specie richiede ulteriori studi di approfondimento. Si benacensis teme un reale pericolo di ibridazione introgressiva con Gobio gobio introdotto a sud delle Alpi.
Rhodeus amarus Rodeo amaro B1biii, B2biii EN Minaccia strettamente legata alla riduzione del numero di bivalvi necessari per la sua riproduzione. Specie introdotta a sud delle Alpi.
Rutilus aula Triotto A2b, A2e CR Riduzione estrema degli effettivi. Ibridazione con R. rutilus, introdotto a sud delle Alpi.
Rutilus pigus Pigo A2b, A2e CR Riduzione estrema degli effettivi. Ibridazione con R. rutilus, introdotto a sud delle Alpi.
Rutilus rutilus Gardon LC –
Sabanejewia larvata Cobite mascherato B1a, B2a CR Popolazione endemica del sud delle Alpi, molto frammentata.
Salaria fluviatilis Cagnetta B1a, B2a VU Occorre distinguere tra la popolazione nativa a sud delle Alpi e quella che ha recentemente colonizzato il Lemano. Taxon poco conosciuto, la cui presenza è difficile da valutare.
Salmo cenerinus Trota adriatica B1a, B1bi, CR Piccole popolazioni residuali di questa specie sono state B1bii, B2a, documentate in due corsi d’acqua del bacino del lago di Rischio di ibridazione con S. trutta.
Salmo labrax Trota del Danubio B1a, B1bi, CR Una piccola popolazione residuale di questa specie è stata B2bi, B2bii Rischio di ibridazione con S. trutta.
Salmo marmoratus Trota marmorata B1a, B1bi, CR Nei corsi d’acqua ticinesi si effettuano ripopolamenti su B1bii, B2a, piccola scala. Il tasso di ibridazione con S. trutta è B2bi, B2bii indeterminato. La specie nella sua forma lacustre è stata identificata nei laghi Maggiore e di Poschiavo.
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Nome scientifico Nome italiano Criteri UICN Status LR Annotazioni
Salmo rhodanensis Trota del Doubs B1a, B2a EN Numero di siti molto ridotto. Rischio di ibridazione con S. trutta.
Salmo salar Salmone A2b, A2c, RE Specie estinta nel XX secolo. Nonostante la recente cattura B1b, D di alcuni individui adulti e il regolare e consistente ripopolamento di novellame, non è ancora possibile confermare il ritorno del salmone in Svizzera.
Salmo trutta Trota atlantica NT Diminuzione del numero di esemplari a causa della perdita f. fario) di habitat, di ostacoli alla migrazione e del riscaldamento climatico.
Salmo trutta Trota di fiume EN Diminuzione del numero di esemplari a causa della perdita (f. fluviatilis) di habitat, di ostacoli alla migrazione e del riscaldamento climatico.
Salmo trutta Trota di lago B1biii, B2biii EN Mancanza e perdita di habitat, ostacoli alla migrazione e (f. lacustris) riscaldamento climatico.
Salmo trutta Trota di mare RE – (f. marinus)
Salvelinus Salmerino jaunet RE – neocomensis
Salvelinus profundus Tiefseesaibling A2b CR Recentemente, una popolazione residuale di questa specie è stata scoperta nel lago Bodanico.
Salvelinus umbla Salmerino alpino B1a, B2a VU Forte diminuzione/degrado delle aree di riproduzione di alcune popolazioni naturali locali.
Scardinius Scardola LC – erythrophthalmus
Scardinius Scardola italiana A2a, B1bv, VU Numeri in forte oscillazione, in marcato declino. hesperidicus B2bv
Silurus glanis Siluro LC Numeri in espansione; proliferazione artificiale mediante introduzione al di fuori dell’areale naturale.
Squalius cephalus Cavedano LC Complessivamente stabile a livello nazionale, ma in calo a livello locale.
Squalius squalus Cavedano italiano A2a, B1bv, VU Numeri in forte oscillazione, in marcato declino.
Telestes muticellus Strigione NT Numeri in espansione a livello locale. Classificato tuttavia come potenzialmente minacciato/NT a livello nazionale poiché la sua distribuzione in Svizzera si limita al sud delle Alpi.
Telestes souffia Vairone B1a, B1biii, VU Nel Doubs vive una specie di vairone geneticamente diverso B1biv, B2a dalle altre popolazioni a nord delle Alpi.
Thymallus aeliani Temolo adriatico CR Specie la cui distribuzione in Svizzera è limitata al sud delle Alpi.
Thymallus thymallus Temolo A2b, A2c, EN Status di minaccia variabile (da CR e VU) a seconda delle A2e, B1bii, popolazioni. La specie è minacciata dal riscaldamento
Tinca tinca Tinca LC –
Zingel asper Apron B1a, B1bi, CR Specie la cui distribuzione in Svizzera è limitata al Doubs. B1bii, B1biv, Forte regressione delle popolazioni negli ultimi anni.
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4 Interpretazione e discussione
della Lista Rossa
4.1 Confronto con la Lista Rossa del 2007
La Lista Rossa del 2007 (Kirchhofer et al. 2007) era già stata compilata sulla base del metodo standard raccomandato dall’UICN (IUCN 1994). Poiché i risultati delle due liste sono stati ottenuti in modo simile, in teoria è possibile confrontarli (tab. 4). Tuttavia, considerando l’evoluzione delle conoscenze e il notevole ampliamento della banca dati, è difficile fare un confronto puramente aritmetico tra la Lista Rossa del 2007 e quella del 2022. Infatti, se attualmente sono censiti 71 taxa indigeni, nel 2007 erano 55 (il coregone è considerato a livello di genere in entrambi questi periodi). L’aumento del numero di specie deve inoltre essere relativizzato: Acipenser naccarii non è più presente nel 2022, mentre Salvelinus profundus riappare nuovamente nella Lista Rossa nel 2022.
Sebbene le conoscenze siano notevolmente migliorate, i dati sono ancora insufficienti (DD) per cinque specie. Si nota che nel 2007 il 44% delle specie valutate rientrava nelle diverse categorie di minaccia CR, EN e VU della Lista Rossa, mentre attualmente la lista comprende il 51% dei taxa (tab. 4).
Tabella 4 Confronto delle Liste Rosse 2007 e 2022 RLI: Indice della Lista Rossa (Red List Index) dell’UICN, che indica la tendenza generale di minaccia fra taxa
Categorie LR 2007 LR 2022
Numero % Numero %
RE – taxa estinti in Svizzera 8 14,5 % 9 13,6 %
CR, EN, VU – taxa più o meno minacciati 24 43,6 % 34 51,5 % NT – taxa potenzialmente minacciati 9 16,4 % 9 13,6 %
LC – taxa non minacciati 14 25,5 % 14 21,2 %
Totale taxa valutati 55 100 % 66 100%
RLI – indice LR (non comparabile) 0,59 0,52
DD – taxa con dati insufficienti 0 5
Totale taxa indigeni 55 71
In collaborazione con BirdLife International, l’UICN ha sviluppato l’Indice della Lista Rossa (Red List Index, RLI) (Butchart et al. 2007; Bubb et al. 2009) per misurare la velocità con la quale le specie si estinguono e l’andamento del tasso di estinzione nel corso del tempo. L’indice varia da 0 (tutte le specie di un gruppo sono estinte) a 1 (nessuna è minacciata). Si tratta di un valore numerico chiaro e semplice che riflette lo status delle specie censite in una Lista Rossa.
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Gli RLI calcolati sulla base di tutti i taxa considerati nel 2007 (55) e nel 2022 (66) mostrano un aumento della percentuale di taxa minacciati fra i due periodi, ovvero una diminuzione dell’indice RLI dello 0,07 (fig. 5). La scoperta e l’individuazione di nuovi taxa minacciati contribuisce a questo aumento; ne sono un esempio la piccola lampreda (Lampetra zanandreai), il cobite mascherato (Sabanejewia larvata) e le diverse specie di trota recentemente descritte (Salmo cenerinus, S. labrax e S. rhodanensis).
Per stabilire la tendenza tra i due status rappresentatei dagli RLI della Lista Rossa del 2007 e del 2022, il confronto è possibile soltanto tenendo conto dei 52 taxa comuni e paragonabili a entrambi i periodi (cfr. allegato A1). Tra il 2007 e il 2022 viene registrato anche in questo caso un aumento della percentuale di taxa minacciati, con una diminuzione dell’indice RLI pari allo 0,04.
Figura 5 Red List Index dell’UICN – confronto delle Liste Rosse 2007 e 2022 La diminuzione del valore dell’indice RLI mostra una tendenza negativa
Il confronto delle Liste Rosse 2007 e 2022 evidenzia tre gruppi principali di taxa (fig. 6): · taxa comparabili il cui status è più grave nel 2022 che nel 2007: 9 su 52, ovvero il 17,3% (Alburnus arborella, Anguilla anguilla, Barbatula barbatula, Leucaspius delineatus, Misgurnus fossilis, Rutilus aula, R. pigus, Salaria fluviatilis, Thymallus thymallus); · taxa comparabili il cui status rimane invariato tra il 2007 e il 2022: 40 su 52, ovvero il 76,9%; · taxa comparabili il cui status è meno grave nel 2022 che nel 2007: 3 su 52, ovvero il 5,8% (Cyprinus carpio, Silurus glanis, Telestes muticellus).
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Figura 6 Variazione delle categorie di minaccia rispetto alla Lista Rossa del 2007 In grigio le specie il cui status rimane invariato
4.2 Confronto con le Liste Rosse dei Paesi e delle regioni confinanti e l’Europa
Con la metà dei taxa minacciati classificati nelle categorie da CR a VU, la situazione dei pesci e dei ciclostomi in Svizzera si colloca nella parte alta delle classifiche compilate nei Paesi e nelle regioni confinanti (tab. 5). La percentuale di pesci minacciati è del 47,3% nel Land tedesco del Baden-Württemberg (Baer et al. 2014), del 54,2% in Austria (Wolfram e Mikschi 2007), del 54,3% in Italia (Rondinini et al. 2013), leggermente inferiore in Francia con il 31,9% per l’intero territorio nazionale (UICN France, MNHN, SFI e ONEMA 2010), e del 31,3% nel dipartimento Franche-Comté al confine con la Svizzera (CSRPN 2014). La percentuale di queste specie classificate da CR a VU per l’Europa geografica è del 44,4% (Freyhof e Brooks 2011).
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La figura 7 mostra i diversi RLI ottenuti in Svizzera e nei Paesi confinanti.
Tabella 5 Confronto con le Liste Rosse dei Paesi confinanti
Status Svizzera Francia Austria Franche- Baden- Italia Europa Categorie Comté (F) Württemberg geografica UICN/OLFP 2022 2010 2007 2014 (D) 2014 2013 2011
Nb % Nb % Nb % Nb % Nb % Nb % Nb %
RE/0 9 13,6 4 8,5 7 9,7 4 12,5 6 10,9 2 4,3 14 3,5
CR/1, EN/2, VU/3 34 51,5 15 31,9 39 54,2 10 31,3 26 47,3 25 54,3 177 44,4
NT/4 9 13,6 6 12,8 9 12,5 3 9,4 5 9,1 3 6,5 20 5,0
LC/NM 14 21,4 22 46,8 17 23,6 15 46,9 18 32,7 16 34,8 188 47,1
Totale taxa valutati 66 100 47 100 72 100 32 100 55 100 46 100 399 100
DD 5 22 3 2 1 6 26
Totale taxa indigeni 71 69 75 34 56 52 425
RLI 0,515 0,719 0,578 0,675 0,585 0,604 0,700
Figura 7 Confronto degli RLI con le Liste Rosse dei Paesi confinanti
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4.3 Possibili influenze e tendenze
Sono numerose le pressioni antropiche che minacciano la fauna ittica, tra cui l'inquinamento delle acque, il degrado e la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento idroelettrico, la concorrenza di specie alloctone (in questo caso i neozoi introdotti), i problemi di ibridazione legati alle traslocazioni e gli effetti del riscaldamento climatico. Fino agli anni Ottanta del Novecento, le acque ferme e i laghi erano fortemente inquinati dall’apporto di nutrienti (eutrofizzazione). I notevoli sforzi compiuti da allora nel settore della protezione delle acque (trattamento delle acque di scarico) hanno contribuito, almeno nei laghi principali, a migliorare le condizioni di vita della fauna ittica. Il trattamento delle acque di scarico ha avuto un impatto positivo anche sui piccoli corsi d’acqua. In questi habitat, tuttavia, gli effetti dell’eutrofizzazione erano meno gravi rispetto ai laghi. Invece, i corsi d’acqua di piccole e medie dimensioni che scorrono attraverso zone utilizzate per l’agricoltura intensiva sono fortemente inquinati da microinquinanti. I corsi d’acqua risentono anche dell’impoverimento delle loro componenti ecomorfologiche (mancanza di habitat) a causa di correzioni e canalizzazioni. Lo stesso vale per il trasporto di sedimenti solidi che è gravemente compromesso nella maggior parte dei corsi d’acqua. Anche il prosciugamento sistematico delle zone umide, l’interramento di numerosi piccoli ruscelli nelle aree agricole e la costruzione di numerose dighe sui fiumi principali hanno contribuito a ridurre gli habitat della fauna ittica reofila, con un inevitabile impatto sulla categoria di minaccia di queste specie.
Inoltre, molte specie ittiche in Svizzera hanno un areale molto limitato a causa della diversità delle regioni biogeografiche e della diversità della rete idrografica; questo le rende più vulnerabili e rappresenta un fattore che «accentua» il grado di minaccia. Il confronto tra i gradi di minaccia dei pesci e ciclostomi in Svizzera e quelli dei Paesi e delle regioni confinanti e dell’Europa illustra perfettamente questa situazione.
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Allegati A1 Selezione dei taxa, nomenclatura e tassonomia
Tabella 6 Selezione dei taxa, nomenclatura e tassonomia
Taxa il cui status è direttamente paragonabile tra il 2007 e il 2021
NOME ORIGINALE 2007 Status NOME ORIGINALE 2021 Status Modifica status
Lampetra fluviatilis RE Lampetra fluviatilis RE
Lampetra planeri EN Lampetra planeri EN
Acipenser sturio RE Acipenser sturio RE
Anguilla anguilla VU Anguilla anguilla CR Più elevato
Alosa alosa RE Alosa alosa RE
Alosa agone VU Alosa agone VU
Salmo salar RE Salmo salar RE
Salmo trutta fario NT Salmo trutta (f. fario) NT
Salmo trutta lacustris EN Salmo trutta (f. lacustris) EN
Hucho hucho RE Hucho hucho RE
Salvelinus alpinus VU Salvelinus umbla VU
Salmo trutta marmoratus CR Salmo marmoratus CR
Coregonus sp. NT Coregonus sp. NT
Thymallus thymallus VU Thymallus thymallus EN Più elevato
Esox lucius LC Esox lucius LC
Salmo trutta trutta RE Salmo trutta (f. marinus) RE
Cyprinus carpio VU Cyprinus carpio NT Meno elevato
Abramis brama LC Abramis brama LC
Alburnoides bipunctatus VU Alburnoides bipunctatus VU
Alburnus alburnus LC Alburnus alburnus LC
Alburnus alburnus arborella EN Alburnus arborella CR Più elevato
Barbus barbus NT Barbus barbus NT
Barbus caninus VU Barbus caninus VU
Barbus plebejus VU Barbus plebejus VU
Abramis bjoerkna NT Blicca bjoerkna NT
Chondrostoma nasus CR Chondrostoma nasus CR
Chondrostoma soetta CR Chondrostoma soetta CR
Chondrostoma toxostoma CR Parachondrostoma toxostoma CR
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Gobio gobio LC Gobio gobio LC
Leucaspius delineatus NT Leucaspius delineatus VU Più elevato
Leuciscus leuciscus LC Leuciscus leuciscus LC
Leuciscus cephalus LC Squalius cephalus LC
Leuciscus souffia agassii VU Telestes souffia VU
Leuciscus souffia muticellus VU Telestes muticellus NT Meno elevato
Phoxinus phoxinus LC Phoxinus phoxinus LC
Rhodeus amarus EN Rhodeus amarus EN
Rutilus rutilus LC Rutilus rutilus LC
Rutilus pigus VU Rutilus pigus CR Più elevato
Scardinius erythrophthalmus LC Scardinius erythrophthalmus LC
Tinca tinca LC Tinca tinca LC
Barbatula barbatula LC Barbatula barbatula NT Più elevato
Silurus glanis NT Silurus glanis LC Meno elevato
Lota lota LC Lota lota LC
Gasterosteus aculeatus NT Gasterosteus gymnurus NT
Perca fluviatilis LC Perca fluviatilis LC
Gymnocephalus cernuus LC Gymnocephalus cernua LC
Zingel asper CR Zingel asper CR
Salaria fluviatilis NT Salaria fluviatilis VU Più elevato
Padogobius bonelli EN Padogobius bonelli EN
Cottus gobio NT Cottus gobio NT
Rutilus rubilio VU Rutilus aula CR Più elevato
Misgurnus fossilis CR Misgurnus fossilis RE Più elevato
Cambiamenti tassonomici 2007–2021
Modifica dei nomi NOME ORIGINALE 2007 NOME ORIGINALE 2021
Abramis bjoerkna Blicca bjoerkna
Alburnus alburnus arborella Alburnus arborella
Chondrostoma toxostoma Parachondrostoma toxostoma
Gasterosteus aculeatus Gasterosteus gymnurus
Gymnocephalus cernuus Gymnocephalus cernua
Leuciscus cephalus Squalius cephalus
Leuciscus souffia agassii Telestes souffia
Leuciscus souffia muticellus Telestes muticellus
Rutilus rubilio Rutilus aula
Salmo trutta fario Salmo trutta (f. fario)
Salmo trutta lacustris Salmo trutta (f. lacustris)
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Salmo trutta marmoratus Salmo marmoratus
Salmo trutta trutta Salmo trutta (f. marinus)
Salvelinus alpinus Salvelinus umbla
Taxa non più trattati nel 2021 NOME ORIGINALE 2007
Acipenser nacarii
Nuovi taxa 2021 NOME ORIGINALE 2021
Cobitis bilineata
Esox cisalpinus
Gasterosteus gymnurus
Gobio obtusirostris
Lampetra zanandreai
Petromyzon marinus
Phoxinus lumaireul
Romanogobio benacensis
Sabanejewia larvata
Salmo cenerinus
Salmo labrax
Salmo rhodanensis
Salmo trutta (f. fluviatilis)
Salvelinus neocomensis
Salvelinus profundus
Scardinius hesperidicus
Squalius squalus
Thymallus aeliani
Taxa non paragonabili (DD) Alosa fallax
Cobitis taenia
Synthèse 52 taxa paragonabili
14 taxa il cui nome è cambiato
18 nuovi taxa
1 taxon soppresso
2 taxa non paragonabili per dati insufficienti
71 taxa indigeni considerati nel 2021
Remarques Acipenser nacarii (RE nel 2007) non è più trattato nel 2021 perché la sua presenza in Svizzera come taxon indigeno non è stata confermata. Gasterosteus aculeatus un tempo considerato l’unico Spinarello in Svizzera non è indigeno, Lo Spinarello indigeno sarebbe Gasterosteus gymnurus. Entrambe le specie sono presenti in Svizzera.
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A2 Processo di compilazione della Lista Rossa attuale
La banca dati dei pesci e dei ciclostomi del Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF Neuchâtel) include attualmente quasi 70 000 voci di pesci, l’87% dei quali è distribuito nei fiumi e il 13% negli specchi d’acqua.
Classificate in base al periodo, queste voci hanno contribuito a definire lo status/grado di minaccia dei 71 taxa di pesci autoctoni descritti che sono esistiti o esistono attualmente in Svizzera, così suddivisi:
< 1991 1991–2002 2003–2018 Total
7 252 24 647 37 918 69 817
Questa banca dati fornisce una buona visione d’insieme della fauna ittica svizzera e, per alcuni taxa, può essere considerata sufficiente per valutare il grado di minaccia.
In altri casi, con i progressi della genetica molecolare intervenuti dalla compilazione dell’ultima Lista Rossa, sono stati differenziati molti taxa precedentemente considerati un’unica specie, rendendo necessario un adattamento della banca dati.
Non sempre è stato possibile adeguare la banca dati in funzione dei cambiamenti della sistematica perché alcuni taxa precedentemente considerati come forme o ecotipi sono ora chiaramente classificati in specie distinte. A titolo di esempio citiamo la scardola, il cavedano e la sanguinerola, le cui specie precedentemente descritte (Scardinius erythrophthalmus, Squalius cephalus, Phoxinus phoxinus) sono ora chiaramente distinte (Scardinius erythrophthalmus e S. hesperedicus, Squalius cephalus e S. squalus, Phoxinus phoxinus e P. lumaireul). Il fatto, ad esempio, che per il genere Phoxinus siano stati introdotti dal nord al sud delle Alpi numerosi individui e che permangano ancora dubbi su quali specie siano presenti in Svizzera rende impossibile l’attribuzione di una specie solo sulla base del suo areale. Citiamo anche il cobite comune (Cobitis sp.) il cui status nelle precedenti Liste Rosse non era ben definito. Così oggi sappiamo che il cobite comune più diffuso in Svizzera non è Cobitis taenia, ma C. bilineata, il cobite italiano, che si ritiene sia stato introdotto a nord delle Alpi negli anni Quaranta del Novecento e che si sia diffuso ampiamente in quella zona. C. taenia, invece, avrebbe una distribuzione molto limitata, circoscritta alla regione di Basilea. La confusione che ha regnato per decenni fa sì che la maggior parte dei dati su queste due specie presenti nella banca dati non siano certificati.
Altre specie sono state spesso confuse, in particolare il luccio cisalpino (Esox cisalpinus) con il luccio (E. lucius), diverse specie di trota (Salmo trutta, S. marmoratus, S. rhodanensis, S. cenerinus, S. labrax), nonché alcune specie, spesso ciprinidi, per le quali il novellame è difficilmente individuabile sul campo o passa quasi sempre inosservato.
Bisogna riconoscere che per alcune specie i criteri e le competenze necessari per l’identificazione sono stati e sono il più delle volte carenti. Inoltre, alcune identificazioni possono essere confermate con certezza solo attraverso analisi genetiche.
Infine, sono state censite nuove specie, per esempio Sabanejewia larvata, e altre, considerate estinte, come Salvelinus profundus, sono state ritrovate. Altre specie estinte sono o sono state oggetto di programmi di
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reintroduzione, come il salmone Salmo salar e Misgurnus fossilis. Per S. salar, le reintroduzioni continuano, ma è troppo presto per confermarne il successo; per M. fossilis, i recenti tentativi di reintroduzione sono falliti.
Attualmente sono in corso importanti sforzi per verificare, adattare e rendere attendibili tutte le informazioni presenti nella banca dati e i nuovi dati in arrivo.
Tutti i nuovi dati, che provengano da ricerche, inventari ittici sistematici (p. es. NAWA) o puntuali, perizie di esperti (studi e valutazioni d’impatto, rilevamenti ittici post inquinamento o di monitoraggio post realizzazione), conteggi in dispositivi di attraversamento ecc. dovrebbero essere trasmessi automaticamente al Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF Neuchâtel) per essere integrati nella banca dati svizzera dei pesci e dei ciclostomi dopo essere stati convalidati.
A2-2 Metodo di attribuzione del grado di minaccia Per la compilazione della Lista Rossa è stata utilizzata la metodologia di analisi dell’UICN, riconosciuta a livello internazionale per i diversi gruppi di animali.
L’UICN propone cinque famiglie di criteri (A–E) per classificare le specie nelle diverse categorie di minaccia considerate. Tre di esse (A, C e D) fanno riferimento a una stima quantitativa, constatata o prevista, del numero (C e D) o della riduzione del numero (A) di individui adulti di ciascuna specie nella regione considerata. Una quarta famiglia (E) si basa su modelli di dinamica delle popolazioni, che richiedono un alto livello di conoscenze già acquisite (p. es. curva di mortalità, tasso di immigrazione e di emigrazione). La quinta famiglia di criteri analizza l’evoluzione recente della distribuzione geografica delle specie (B).
Per evidenti motivi pratici (limiti di mezzi umani e finanziari, limiti metodologici e logistici), le quattro famiglie di criteri (A, C, D e E) sono raramente applicabili ai pesci (eventualmente lo sono per le specie rare, con popolazioni ben circoscritte e isolate). Per questa ragione sono state generalmente escluse in questa sede, a vantaggio dell’analisi dell’evoluzione recente della ripartizione geografica delle specie (B) e, più in particolare, dell’area effettivamente occupata (AOO) (criterio B2 a–c).
Al fine di fornire agli esperti uno status provvisorio per ogni specie considerata, basato sul criterio B2 dell’UICN (area occupata), è stato sviluppato un metodo automatizzato e standardizzato (Fivaz e Gonseth 2014). Per le specie d’acqua corrente, quest’ultimo tiene conto della natura lineare dei corsi d’acqua che difficilmente si adatta ai rigidi criteri di superficie definiti dall’UICN.
Successivamente si è proceduto in due tappe. In un primo tempo, è stato utilizzato un modello statistico per prevedere la distribuzione potenziale di ogni specie (come definito da Guisan e Zimmermann 2000). Esso definisce l’involucro «ecologico» in cui la specie può potenzialmente svilupparsi. In una seconda fase, quest’area basata sulle linee dei corsi d’acqua è stata adattata spazialmente secondo l’attuale ripartizione osservata.
Il modello statistico è stato definito utilizzando tutti i dati precisi disponibili nella banca dati CSCF. È stato applicato a tutte le sezioni fluviali del modello VECTOR25 di SwissTopo, prendendo in considerazione 12 variabili per ogni sezione (in particolare minimo, massimo, media e scarto tipo per altitudine, pendenza e portata specifica). Il metodo statistico utilizzato è descritto da Leathwick et al. (2005). Poiché i risultati dei modelli statistici sono valori probabilistici (compresi tra 0 e 1), è stata definita una soglia alla quale le sezioni
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sono considerate «potenzialmente favorevoli». Tale soglia corrisponde al valore minimo che comprende con una probabilità del 95% tutte le sezioni in cui è stata effettivamente effettuata un’osservazione.
La potenziale distribuzione è stata limitata geograficamente mantenendo soltanto le sezioni nei bacini imbriferi in un raggio di 5 chilometri (generalmente quelli adiacenti) intorno ai punti di osservazione rilevati dopo il 1999 (escluso).
Per convertire le lunghezze dei fiumi in superfici e rispettare i criteri UICN, la somma delle lunghezze dei tratti potenzialmente favorevoli secondo il modello statistico è stata divisa per la somma delle lunghezze di tutti i tratti nei bacini imbriferi selezionati. Questo rapporto è stato moltiplicato per la somma delle superfici di detti bacini per ottenere l’area effettivamente occupata da ciascuna specie e per dedurne lo status di minaccia provvisorio secondo il criterio B2 (< 2000 km2: VU; < 500 km2: EN; < 50 km2: CR).
Per le specie i cui individui vivono sia nei fiumi che nei laghi è stata aggiunta la superficie dei laghi in cui ciascuna specie è stata individuata (dati > 1999).
Lo status provvisorio attribuito alle specie nell’analisi iniziale è stato quindi analizzato dal gruppo di esperti al fine di: · confermare lo status di una specie minacciata (CR, EN, VU); · motivare il passaggio di una specie a una categoria di minaccia superiore o inferiore; · giustificare l’attribuzione di una specie alla categoria potenzialmente minacciata (NT).
Per la valutazione di ciascuna specie si sono utilizzati essenzialmente i criteri B2 dell’UICN (IUCN 2001). Questi considerano l’analisi dell’evoluzione recente della ripartizione geografica delle specie e, più in particolare, delle aree effettivamente occupate (criteri B2ab). Un declino costante può essere osservato, dedotto o previsto nei casi seguenti: · riduzione dell’areale rispetto alla distribuzione storica massima (B2bi); · riduzione dell’area effettivamente occupata (B2b ii); questo criterio utilizza il rapporto tra l’area occupata recentemente e quella totale secondo l’analisi del CSCF; · livello di precarietà dei principali habitat, che può includere la riduzione della superficie, l’estensione e/o la qualità dell’habitat (B2b iii); questo criterio si basa sulle conoscenze di terreno degli specialisti; · grado di frammentazione delle popolazioni nazionali (B2biv); questo criterio viene valutato soprattutto mediante l’analisi visiva delle carte di distribuzione; · area effettivamente occupata molto frammentata o specie presente in un solo sito (EN 5, VU 10) (B2a).
Il livello di fragilità degli habitat (criterio UICN B2biii) può essere valutato tenendo conto delle minacce dirette (D) concrete e prevedibili, legate all’attività umana, che possono portare a una riduzione delle dimensioni degli habitat favorevoli (p. es. correzione del corso d’acqua, variazioni della portata), e delle minacce indirette (I) concrete e prevedibili, legate all’attività umana, che possono portare a una diminuzione della loro qualità (p. es. aumento della temperatura, inquinamento delle acque).
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I criteri che possono consentire di «declassare» una specie (collocandola in una categoria di minaccia inferiore) includono: · l’espansione dell’area occupata; · l’espansione ad altri habitat principali.
Sulla base della classificazione ottenuta con questo primo approccio «calcolato» dell’area occupata, sono stati esaminati i criteri UICN per ogni specie autoctona non estinta, assegnando uno status di minaccia accompagnato da un testo di supporto. Questa classificazione è stata quindi sottoposta a un’analisi di plausibilità, eseguita da un gruppo di esperti, che ha comportato la modifica di alcuni status considerati non pertinenti. Ogni modifica dello status è stata debitamente giustificata dagli esperti.
Tabella 7 Modifica dei gradi di minaccia da parte degli esperti
Elenco delle specie con un grado di minaccia più elevato
Alburnoides bipunctatus Cottus gobio Rutilus aula
Alburnus arborella Cyprinus carpio Rutilus pigus
Anguilla anguilla Gasterosteus gymnurus Salmo salar
Barbatula barbatula Lampetra planeri Salmo trutta
Barbus barbus Lampetra zanandreai Salvelinus profundus
Chondrostoma nasus Parachondrostoma toxostoma Thymallus thymallus
Chondrostoma soetta Zingel asper
Elenco delle specie con un grado di minaccia meno elevato
Alosa agone Gymnocephalus cernua Silurus glanis
Barbus caninus Leucaspius delineatus Squalius squalus
Barbus plebejus Phoxinus lumaireul Telestes muticellus
Blicca bjoerkna
Elenco delle specie per le quali il calcolo AOO non è applicabile
Acipenser sturio Gobio obtusirostris Salmo cenerinus
Alosa alosa Hucho hucho Salmo labrax
Alosa fallax Lampetra fluviatilis Salmo marmoratus
Cobitis taenia Misgurnus fossilis Salmo rhodanensis
Coregonus spp. Petromyzon marinus Salmo trutta (f. marinus)
Esox cisalpinus Sabanejewia larvata Salvelinus neocomensis
Romanogobio benacensis
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A3 Tassonomia del coregone
Presso l’Eawag è in corso una revisione completa del genere. Questo istituto di ricerca è già stato in grado di specificare e descrivere alcune nuove specie (Selz et al. 2020). Per altre specie, manca ancora una descrizione. I lavori sono in corso e la seguente lista fornisce un quadro della situazione attuale per quanto riguarda l’areale naturale delle specie di coregone individuate.
Altre specie locali sono presenti in alcuni dei laghi indicati e in altri laghi (p. es. del sud delle Alpi). Si tratta per lo più di specie provenienti da ripopolamenti e traslocazioni. I laghi in cui sono presenti non fanno probabilmente parte del loro areale naturale.
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Code
1 Specie già descritta
2 Descrizione della specie in programma
3 Nessuna revisione della specie a causa di dati insufficienti o mancanti
4 Popolazione per la quale non è raccomandato alcuno status di specie
Areale di distribuzione Codice Nome scientifico Nome commune Status di naturale minaccia UICN Lago Lemano 1 Coregonus fera Féra RE
1 Coregonus hiemalis Gravenche RE
Lago di Neuchâtel, lago di 1 Coregonus palaea Palée, Palchen, Balaie DD Bienne Lago di Neuchâtel 1 Coregonus candidus Bondelle DD
3 Coregonus cf. restrictus Grande Bondelle, Gibbion, petite Palée, RE
petite Féra Lago di Morat 1 Coregonus palaea Palée RE
1 Coregonus confusus Bondelle RE
1 Coregonus restrictus Pfärrig, Pfärrit, Férit, petite Féra RE
Lago di Bienne 1 Coregonus confusus Bondelle DD
3 Coregonus cf. restrictus Bräter, Balch-Pfärrit RE
Lago di Thun, lago di Brienz 1 Coregonus alpinus Balchen VU Lago di Thun 1 Coregonus steinmanni Steinmanns Balchen (Empfehlung) VU Lago di Brienz 1 Coregonus brienzii Brienzer Kleinbalchen (Empfehlung) VU Lago di Thun, lago di Brienz 1 Coregonus fatioi Tiefenalbock, Felchen DU
1 Coregonus albellus Brienzlig NG
Lago di Thun 1 Coregonus profundus Kropfer VU
1 Coregonus acrinasus Albock DD
Lago di Sempach 1 Coregonus suidteri Balchen DD Lago di Zugo 2 Coregonus sp. «Zugerbalchen» Balchen, Felchen DD
2 Coregonus sp. «Zugeralbock» Albock RE
2 Coregonus zugensis Albeli RE
Lago di Baldegg 3 Coregonus cf. suidteri Balchen RE Lago di Hallwil 3 Coregonus cf. suidteri Balchen RE Lago dei Quattro Cantoni 1 Coregonus nobilis Edelfisch EN
1 Coregonus zugensis Albeli DD
2 Coregonus sp. «pelagischer Pelagischer Schwebbalchen DD
Schwebbalchen»
2 Coregonus sp. «benthischer Benthischer Schwebbalchen DD
Schwebbalchen»
2 Coregonus sp. «Bodenbalchen» Balchen NT
4 Coregonus sp. «Alpnacherfelchen» Alpnacherfelchen DD
Lago di Sarnen, lago di 2 Coregonus sp. «Sarnerfelchen» Sarnerfelchen (Empfehlung DD Alpnach Lago di Zurigo, lago 1 Coregonus heglingus Albeli, Häggling NG Walenstadt
1 Coregonus duplex Grunder DD
Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi © UFAM/CSCF 2022 34
Areale di distribuzione Codice Nome scientifico Nome commune Status di naturale minaccia UICN Lago di Zurigo 1 Coregonus zuerichensis Schweber, Blaalig DD lago Walenstadt 1 Coregonus zuerichensis Schweber, Schwebbläuling RE Lago di Pfäffikon 3 Coregonus cf. zuerichensis Albeli, Pfäffikerseeblaufelchen RE Lago di Greifen 3 Coregonus cf. zuerichensis Albeli, Greiffenseeblaufelchen RE Lago Bodanico 1 Coregonus gutturosus Kilch RE
1 Coregonus arenicolus Sandfelchen NT
1 Coregonus wartmanni Blaufelchen DD
1 Coregonus macrophthalmus Gangfisch DD
4 Coregonus sp. Alpenrheinfelchen DD
«Alpenrheinfelchen»
4 Coregonus sp. «Weissfelchen» Weissfelchen DD
Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi © UFAM/CSCF 2022 35
A4 Ringraziamenti
Le analisi dei dati necessari per la compilazione della Lista Rossa dei pesci e ciclostomi della Svizzera si basano sulle numerose informazioni contenute nella banca dati faunistica gestita dal Centro svizzero di cartografia della fauna di Neuchâtel. Raccogliere una tale quantità di dati sulla fauna richiede la partecipazione e collaborazione di molte persone. Il personale e i responsabili delle amministrazioni cantonali della pesca hanno raccolto, completato e sintetizzato tutte le informazioni necessarie e relative alla fauna ittica del proprio Cantone. Vorremmo quindi ringraziarli tutti di cuore.
Siamo inoltre grati alle persone, agli studiosi e agli altri informatori che ci hanno gentilmente concesso l’accesso ai loro dati e fornito i loro consigli, in particolare al professor Ole Seehausen, capo della divisione «Fischökologie und Evolution» dell’Eawag (CH-Kastanienbaum) e a tutto il suo team. I nostri ringraziamenti vanno anche ai componenti del gruppo di esperti per il tempo e le energie dedicati all’analisi dello status dei diversi taxa e a Martina Breitenstein e Arthur Kirchhofer (WFN) per le analisi e la redazione dei capitoli sull’ecologia e sullo status di minaccia dei taxa (cap. 2.4 e 2.5). Infine, questo lavoro non sarebbe stato possibile senza l’aiuto del personale del Centro svizzero di cartografia della fauna, che ha collaborato attivamente alle analisi e alle riflessioni relative alla compilazione della presente Lista Rossa, in particolare Yves Gonseth, Simon Capt e Fabien Fivaz. Ringraziamo anche Francis Cordillot (ecolingua) e Daniel Hefti (UFAM) per i loro preziosi consigli che ci hanno permesso di realizzare questa Lista Rossa.
Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi © UFAM/CSCF 2022 36
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Lista Rossa dei Pesci e Ciclostomi © UFAM/CSCF 2022 38
Figure Figura 1 Suddivisione dei taxa di pesci e ciclostomi valutati per categoria di minaccia 11
Figura 2 Numero di specie secondo il substrato necessario per la riproduzione e secondo il grado di minaccia 12
Figura 3 Specie classificate secondo la distanza migratoria media e il livello di minaccia 13
Figura 4 Specie secondo la preferenza di corrente e secondo il grado di minaccia 14
Figura 5 Red List Index dell’UICN – confronto delle Liste Rosse 2007 e 2022 21
Figura 6 Variazione delle categorie di minaccia rispetto alla Lista Rossa del 2007 22
Figura 7 Confronto degli RLI con le Liste Rosse dei Paesi confinanti 23
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Tabelle Tabella 1 Numero di taxa di pesci e ciclostomi per categoria 10
Tabella 2 Categorie di minaccia secondo l’UICN e l’OLFP 11
Tabella 3 Lista dei taxa di pesci e ciclostomi con le rispettive categorie di minaccia secondo l’UICN 16
Tabella 4 Confronto delle Liste Rosse 2007 e 2022 20
Tabella 5 Confronto con le Liste Rosse dei Paesi confinanti 23
Tabella 6 Selezione dei taxa, nomenclatura e tassonomia 25
Tabella 7 Modifica dei gradi di minaccia da parte degli esperti 31