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Moria di pesci nei corsi d’acqua

2020 | Pratica ambientale Biodiversità

Moria di pesci nei corsi d’acqua Calcolo dei danni

2020 | Pratica ambientale Biodiversità

Moria di pesci nei corsi d’acqua Calcolo dei danni

A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM Berna, 2020

Nota editoriale Valenza giuridica La presente pubblicazione è un aiuto all’esecuzione elaborata Indicazione bibliografica dall’UFAM in veste di autorità di vigilanza. Destinata in primo UFAM (ed.) 2020: Moria di pesci nei corsi d’acqua. Calcolo dei luogo alle autorità esecutive, essa concretizza le prescrizioni danni. Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Pratica ambientale del diritto federale in materia ambientale (in merito a concetti n. 1912: 29 pagg. giuridici indeterminati e alla portata e all’esercizio della discrezionalità) nell’intento di promuovere un’applicazione Grafica e impaginazione uniforme della legislazione. Le autorità esecutive che vi si Cavelti AG, Marken. Digital und gedruckt, Gossau attengono possono legittimamente ritenere che le loro decisioni siano conformi al diritto federale. Sono ammesse Foto di copertina soluzioni alternative, purché conformi al diritto vigente. M. Roggo

Editore Link per scaricare il PDF Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) www.bafu.admin.ch/uv-1912-i L’UFAM è un Ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, La versione cartacea non può essere ordinata. dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). La presente pubblicazione è disponibile anche in tedesco Autori e francese. La lingua originale è il tedesco. Pascale Steiner (pèsch viv), Christof Elmiger (FORNAT), Diego Dagani (UFAM) © UFAM 2019

Gruppo di accompagnamento Hans-Peter Jermann (Amt für Umwelt und Energie, Cantone di Basilea-Città), Daniel Zopfi (Veterinär, Jagd- und Fischereiwesen, Cantone di Basilea-Campagna), David Bittner (Sektion Jagd und Fischerei, Cantone di Argovia), Andreas Hertig (Fischerei- und Jagdverwaltung, Cantone di Zurigo), Christophe Noël (Service de la faune, des forêts et de la nature, Cantone di Neuchâtel), Stefan Gerster (Amt für Wald, Jagd und Fischerei, Cantone di Soletta), Frédéric Hofmann (Section chasse, pêche et surveillance, Cantone di Vaud), Philipp Amrein (Abteilung Natur, Jagd und Fischerei, Cantone di Lucerna), Tiziano Putelli (Ufficio della caccia e della pesca, Cantone Ticino)

Accompagnamento legale Salome Sidler (UFAM), Marion Zumoberhaus (UFAM)

5.2.4 Dati disponibili sulle popolazioni ittiche

Se si dispone già di dati relativi a rilevamenti precedenti, non ha senso effettuare pesche di rilevamento in un tratto di riferimento. In tal caso la popolazione originaria sarà già nota. I dati devono comunque essere abbastanza recenti per restituire fedelmente la situazione attuale. Caso per caso si dovrà stabilire per quanto tempo i dati esistenti relativi alle pesche di rilevamento possono essere considerati «attuali», tenendo conto per esempio di interventi tecnici nel corso d’acqua, della costruzione di una centrale elettrica (tratto di deflusso residuale e deflussi discontinui) e di eventi naturali quali piene o periodi di siccità e di canicola.

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5.2.5 Raccolta di pesci morti

A seconda della situazione può essere necessario raccogliere i pesci morti. Se, per esempio, si verifica una moria in un tratto situato in un’area residenziale, per motivi igienici è consigliabile rimuovere rapidamente i pesci morti. Si evitano in tal modo inconvenienti dovuti a reclami da parte della popolazione.

La raccolta e l’analisi di un numero elevato di pesci può fornire indicazioni importanti sia sull’entità dei danni che sulla popolazione presente prima dell’evento e sulla struttura dell’età (classi di lunghezza). Per la valutazione di questi dati è tuttavia richiesta la massima prudenza. I pesci morti vengono rapidamente trasportati dalla corrente oppure rimossi da uccelli, gatti, volpi ecc. I pesci piccoli e i pesci bentonici sono più difficili da trovare. Per esempio, 16 ore dopo una moria di pesci, Labay e Buzan (1999) sono riusciti a trovare solo il 31 per cento dei cadaveri di pesci originariamente presenti. In caso di stima basata sui pesci morti raccolti sussiste il rischio di sottostimare notevolmente l’entità della moria. In particolare, si tende a sottostimare il numero di pesci di piccole dimensioni (<15 cm di lunghezza totale) e quello delle specie più rare (Labay e Buzan, 1999). Anche Roth (1985) applica una percentuale graduata secondo le classi di lunghezza, che indica la percentuale di pesci morti non trovati per ogni dimensione.

Per tutti questi motivi, è consigliabile calcolare la diminuzione di rendimento piscicolo in base alla quantità di pesci morti solo in presenza di determinate condizioni. In molti casi i risultati sono meno affidabili rispetto alle stime sulla popolazione ottenute in base ai risultati delle pesche elettrica di riferimento. Se nonostante ciò la popolazione deve essere stimata in base al numero di pesci morti, è necessario stimare la popolazione totale in base alla biomassa applicando un fattore correttivo che tenga conto dei pesci non individuati (Roth, 1985).

5.2.6 Valutazione della produttività

Il modello di calcolo della produttività (Huet, 1964) è stato inizialmente adattato da Roth (1985) alle condizioni svizzere e, successivamente, perfezionato da Vuille (1997). Applicando un modello di calcolo e facendo riferimento alle più svariate caratteristiche dello spazio vitale (offerta di nutrimento, morfologia, temperatura ecc.) è possibile calcolare il rendimento annuale massimo (in kg/ha). Dal momento che, con questo metodo, il rendimento piscicolo corrisponde all’incirca a un terzo della biomassa totale, è possibile stimare la popolazione totale moltiplicandolo per tre.

Questa forma di valutazione risente tuttavia molto della soggettività del responsabile che valuta le caratteristiche ambientali sul campo. Di conseguenza, i risultati sono meno affidabili rispetto ai dati ottenuti con le pesche elettriche (Friedl, 1996). Per valutare lo stato anteriore o la capacità di rendimento, si raccomanda pertanto di fare riferimento ai dati esistenti o di recente acquisizione provenienti da altre indagini.

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5.3 Misure di ripristino

5.3.1 Misure di ripopolamento

Finora il ripristino della fauna ittica dopo una moria di pesci era limitato per lo più alle specie di interesse piscicolo e veniva realizzato mediante misure di ripopolamento. La stessa procedura era prevista dal metodo Roth (1985).

Oggigiorno il ripopolamento non è sempre considerato la prima scelta per il ripristino della popolazione ittica. Le recenti conoscenze, in particolare nel campo della genetica delle popolazioni, hanno determinato un cambio di rotta (Vonlanthen e Hefti, 2016) che prende le distanze dalle pratiche tradizionali di ripopolamento. Attualmente ci si orienta al principio «Il meno possibile, ma quanto necessario», stabilito nella pubblicazione «Ripopolamento sostenibile dei corsi d’acqua» (UFAM, 2018) e finalizzato a un ripopolamento sostenibile dei corsi d’acqua. Questo principio deve essere attuato anche nell’ambito delle misure di ripristino in caso di moria di pesci. Oltre a non portare spesso al risultato desiderato, le misure di ripopolamento nei corsi d’acqua sono associate a rischi. In particolare, l’incrocio tra pesci provenienti da ripopolamento e pesci selvatici può ripercuotersi negativamente sia sulla biodiversità locale che sui processi di adattamento alle condizioni locali.

Si possono tuttavia verificare situazioni in cui il ripopolamento rappresenta l’unica misura utile per ricostituire una popolazione, per esempio se non sopravvive alcun pesce o se sopravvive solo una popolazione estremamente ridotta e al tempo stesso non avviene alcuna migrazione rilevante dai corsi d’acqua vicini (p. es. corsi d’acqua di montagna isolati). In questi casi, prima di procedere al ripopolamento con pesci da allevamento si dovrebbe esaminare l’opportunità di trasferire pesci di popolazioni limitrofe (cfr. cap. 5.3.3). Se, in ultima analisi, l’unica misura di ripristino possibile fosse il ripopolamento, i genitori e i pesci da ripopolamento dovrebbero provenire dalla stessa unità di gestione (Vonlanthen e Hefti, 2016; UFAM, 2018).

5.3.2 Autorigenerazione

L’autogenerazione è una delle misure di ripristino più importanti. Non si tratta di una misura attiva, in quanto il sistema si rigenera da sé. Tuttavia, questo aspetto viene esaminato nel presente capitolo, in quanto persegue lo stesso obiettivo delle misure attive: il ripristino dello stato anteriore dello spazio vitale e dalla popolazione di pesci e gamberi. Il presupposto è ovviamente la presenza e l’interconnessione con rifugi indisturbati, con popolazioni integre della o delle specie minacciate, a monte o a valle del tratto danneggiato.

Le analisi di casi di studio sulle velocità di ripristino dopo perturbazioni antropiche mostrano che gli spazi vitali dei corsi d’acqua e i loro abitanti riescono a rigenerarsi nell’arco di pochi anni. L’elevata resilienza dei corsi d’acqua sembra presentare caratteristiche sistemiche, poiché questo ecosistema è soggetto anche a forti perturbazioni o catastrofi naturali e molti organismi acquatici si sono comunque adattati (Yount e Niemi, 1990). In condizioni di vita favorevoli e in presenza di un numero di individui fertili sufficiente per la rigenerazione della popolazione, dopo una moria la popolazione ittica si può rigenerare da sé nell’arco di uno o due anni sia nella composizione delle specie che nelle dimensioni della popolazione (Detenbeck et al., 1992). Un tempo di ripristino così breve necessita tuttavia di una buona interconnessione con spazi vitali o popolazioni ittiche non danneggiate. La rigenerazione della biomassa della popolazione ittica e la ricostituzione di una struttura dell’età naturale richiedono più tempo. La percentuale di trote di fiume di due anni (2+) si rigenera in media solo dopo tre anni. In generale la rigenerazione della struttura dell’età delle specie ittiche di età maggiore richiede più tempo rispetto al ripristino della densità di pesci. La rigenerazione completa della struttura dell’età in un sistema chiuso ha pertanto una durata pari almeno al tempo necessario affinché i pesci più vecchi invecchino (a condizione che il ripopolamento sia continuo o che nei primi anni vi sia la migrazione di giovani pesci provenienti da ambienti circostanti, Niemi et al., 1990; Kennedy et al., 2012).

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I fattori principali che influiscono sul tempo di ripristino sono la durata e l’intensità del fattore di stress3, gli effetti che permangono nello spazio vitale e l’interconnessione con i rifugi per il ripopolamento (Cairns e Dickson, 1977). In questo contesto si è osservato che le popolazioni piscicole si riprendono molto più rapidamente in seguito ad eventi naturali come piene o siccità estrema che non a seguito di eventi antropici, come per esempio un inquinamento delle acque dovuto a sostanze chimiche (Niemi et al., 1990). In caso di inquinamento grave, la rigenerazione dello spazio vitale può richiedere molti più anni o decenni, rallentando di conseguenza anche la rigenerazione degli organismi per la nutrizione di pesci e delle popolazioni ittiche (Jungwirth et al., 2003). Pertanto, dopo una moria, per l’autorigenerazione sono fondamentali sia il ripristino che la pulizia dello spazio vitale.

Il tempo di rigenerazione osservato per il macrozoobenthos è di circa due anni, a condizione che l’habitat non subisca modifiche fisiche (p. es. colmatazione) e non venga contaminato a lungo termine. La ricolonizzazione primaria avviene mediante deriva verso valle; il tempo di ripristino dipende in particolare dalla distanza tra le popolazioni intatte e il tratto danneggiato, il momento della perturbazione nel corso dell’anno e i cicli di vita delle specie presenti (Niemi et al., 1990). Gli insetti acquatici adulti sono gli unici animali in grado di realizzare la ricolonizzazione anche per via aerea.

5.3.3 Trasferimento

Se l’autorigenerazione è una via impraticabile, per esempio a causa di un’interconnessione insufficiente o interrotta, il trasferimento di popolazioni parziali da sistemi vicini intatti rappresenta un valido metodo per ripristinare la popolazione ittica. Quando possibile, il trasferimento è sempre da preferire al ripopolamento con pesci provenienti da allevamenti (cap. 5.3. ). In natura i pesci da ripopolamento hanno minori possibilità di sopravvivenza o un tasso di successo significativamente basso nella fregola naturale. Le popolazioni locali geneticamente ben adattate sono il risultato dell’evoluzione su lunghi periodi e non possono essere rimpiazzate semplicemente con pesci da ripopolamento.

5.3.4 Ulteriori misure

Le misure di ripristino hanno lo scopo di ristabilire lo stato prima dell’evento dannoso. In caso di moria di pesci, la priorità va data al ripristino della popolazione ittica distrutta, seguita dal ripristino dello spazio vitale. L’immissione di sedimenti fini, per esempio, può causare la colmatazione del letto fluviale, il che richiede lo scavo o la movimentazione del fondo. Dal momento che per la realizzazione delle misure di ripristino occorre tenere presente in linea di massima tutta la fauna acquatica, si dovrà in teoria ricostituire anche il macrozoobenthos, la cui rigenerazione può avvenire solo per autorigenerazione. Per creare le condizioni ottimali è possibile adottare adeguate misure di rivitalizzazione in favore del benthos nel tratto interessato. Anche questi costi rientrano nella richiesta di risarcimento dei danni (cap. 4 ).

Fattore di stress = fattore nocivo, come per esempio l’inquinamento delle acque.

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6 Calcolo dei danni in caso di

moria di pesci

6.1 Costo dell’indagine e calcolo dei danni

Oltre ai rilevamenti sul posto, tra cui la pesca elettrica, il recupero dei pesci morti e l’analisi delle acque, l’accertamento dei danni comprende anche una parte non indifferente di lavoro amministrativo. Occorre calcolare o stimare i costi dei danni e delle misure di ripristino. Le ore necessarie per i lavori sul posto e per quelli amministrativi possono essere segnate e fatturate.

6.2 Perdita di rendimento piscicolo

6.2.1 Procedura generale

La perdita di rendimento piscicolo è data dalla differenza tra rendimento piscicolo massimo e diminuzione di rendimento piscicolo (dal momento della moria fino al ripristino completo del rendimento piscicolo).

Il calcolo di questa entità teorica del danno si articola pertanto in cinque passaggi fondamentali:

1 Stima del rendimento piscicolo massimo (stato prima della moria)

2 Stima della diminuzione di rendimento piscicolo al momento del danno (stato immediatamente dopo la moria)

3 Stime relative alla modalità e alla velocità di ripristino del rendimento piscicolo

4 Somma della perdita di rendimento annuale decrescente durante il periodo di rigenerazione

5 Valutazione finanziaria del rendimento piscicolo o della relativa diminuzione

Il metodo di seguito descritto, applicato nello strumento Office per stimare le perdite di rendimento oggetto di risarcimento, ha lo scopo di consentire agli specialisti incaricati di elaborare una stima realistica e comprensibile della perdita di rendimento piscicolo con un onere proporzionato. Partendo dal «metodo Roth» finora applicato è stata ricavata una procedura semplificata.

6.2.2 Rendimento piscicolo massimo

Il rendimento piscicolo massimo non corrisponde direttamente alla resa effettiva del pescato realizzato, ma al rendimento massimo teoricamente possibile (cap. 4.4. ). Questa capacità di rendimento può essere stimata secondo il metodo di valutazione della produttività in base alle caratteristiche dello spazio vitale (cap. 5.2.6 ) oppure può essere ricavata dai dati relativi alla popolazione ittica (p. es. provenienti da pesche elettriche precedenti, nuove pesche elettriche in tratti di riferimento idonei o in base al conteggio dei pesci morti; cfr. cap. 5.2.3 , 5.2.4 e 5.2.5 ).

Nel modello di calcolo del rendimento piscicolo, la cattura da parte dei pescatori sostituisce in parte le morti naturali di una popolazione ittica locale (mortalità compensatoria). Ne consegue che il rendimento massimo non dipende solo da diversi fattori ambientali, ma anche dalla pressione di pesca. Partendo dai modelli di calcolo relativi alle trote (Staub, 1985), per le acque con pesci nobili e un’intensità di pesca massima Roth (1985) ricava un rapporto tra biomassa di pesci e rendimento annuale pari a circa 3:1. Per semplificare, tale rapporto viene di seguito applicato anche alle specie ittiche non sfruttate dalla pesca. In una popolazione ittica sana, il ren-

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dimento annuale massimo corrisponde pertanto generalmente a circa un terzo dell’intera popolazione (biomassa). Se si dispone di dati più precisi sul rendimento massimo di un determinato corso d’acqua, è possibile ricavare rapporti numerici più precisi riferiti alla situazione locale.

6.2.3 Diminuzione di rendimento piscicolo

La diminuzione di rendimento piscicolo dopo un caso di moria è calcolata a partire dalle stime sulla popolazione effettuate nell’ambito dell’indagine sui danni (cap. 5.2). A tal fine, nei tratti d’acqua interessati vengono effettuate pesche di censimento puntuali. Per stimare la diminuzione di rendimento piscicolo si suppone lo stesso rapporto tra popolazione totale e rendimento annuale, come considerato per il calcolo del rendimento massimo (v. sopra).

6.2.4 Ripristino del rendimento piscicolo

Dopo un caso di moria, il rendimento piscicolo massimo originario è ripristinato solo quando sia la biomassa sia la struttura per età delle specie presenti sfruttabili per la pesca corrispondono allo stato anteriore. La durata di rigenerazione dello spazio vitale e della popolazione ittica non dipende solo dalla causa della moria, ma anche da numerosi altri fattori locali, tra cui l’adattamento delle specie ittiche, l’interconnessione con tratti di corsi d’acqua non danneggiati e anche da eventuali misure di ripristino o di ripopolamento adottate. Non è pertanto possibile fornire in questa sede valori indicativi generalmente validi per definire il tempo di ripristino. La durata della rigenerazione è stimata al meglio in base alle esperienze maturate su casi analoghi. Questa stima, che determina in misura notevole l’ulteriore stima della perdita di rendimento, deve essere calcolata con la massima attenzione.

Per calcolare la capacità di rendimento piscicolo sono determinanti i tempi di ripristino delle popolazioni di pesci o di gamberi la cui cattura è effettivamente consentita. La lampreda comune, una specie ittica fortemente minacciata con un tempo di maturazione medio di sette anni fino alla riproduzione, ha un tempo di rigenerazione di gran lunga maggiore rispetto alla trota fario. In questo caso, per il calcolo della capacità di rendimento piscicolo sarebbe tuttavia determinante il tempo di ripristino della popolazione di trote (a causa dello status di protezione secondo l’articolo 2a OLFP, le lamprede comuni non possono essere sfruttate per la pesca).

6.2.5 Somma della perdita di rendimento durante il tempo di rigenerazione

Nella maggior parte dei casi si devono attendere diversi anni prima che la popolazione di pesci e gamberi si ristabilisca, raggiungendo il rendimento piscicolo anteriore all’evento. Durante questo periodo di ripristino il rendimento migliora di anno in anno, mentre il danno da risarcire diminuisce di pari passo. La perdita di rendimento totale oggetto di risarcimento corrisponde alla somma delle perdite annuali, che diminuiscono progressivamente.

Esistono vari approcci che permettono di modellizzare la crescita delle popolazioni ittiche e la relativa capacità di rendimento. L’impiego di tali modelli implica tuttavia la capacità di effettuare una buona stima della crescita annua, della mortalità e del successo delle misure di riproduzione o di ripopolamento come pure l’assenza di migrazioni oppure la capacità di simulare in modo soddisfacente tali migrazioni.

Per semplificare, si rinuncia a presentare un tale modello di popolazione. A nostro avviso, non è possibile stimare con sufficiente precisione i diversi fattori che influenzano le varie specie pescabili, al fine di ottenere un guadagno significativo in termini di informazioni e precisione. Raccomandiamo pertanto di ipotizzare un andamento lineare per la rigenerazione della struttura dell’età e della biomassa: per una rigenerazione decennale, la biomassa della popolazione aumenterebbe di un decimo all’anno, per un tempo di rigenerazione triennale aumenterebbe di un terzo ecc.

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Questo approccio lineare semplifica il calcolo del rendimento, migliorandone la trasparenza. Rispetto ai modelli di rigenerazione ad andamento sigmoidale (a forma di S) descritti in altre pubblicazioni, l’approccio lineare comporta popolazioni di dimensioni maggiori all’inizio della rigenerazione e di dimensioni minori al termine della rigenerazione (Fig. 4). Osservando l’andamento su più anni, la perdita di rendimento piscicolo (differenza tra rendimento massimo e rendimento ridotto o rigenerato) è maggiore di circa il 5-10 per cento rispetto ai due modelli sigmoidali utilizzati in questo confronto (Tab. 1Fehler! Verweisquelle konnte nicht gefunden werden.). Si noti che i diversi modelli di rigenerazione sigmoidali non rappresentano necessariamente meglio la realtà. Essi trascurano importanti fattori d’influenza, come per esempio le migrazioni o danni a lungo termine agli spazi vitali, che potrebbero accelerare o rallentare di diversi anni la rigenerazione.

L’affidabilità della stima della perdita di rendimento dipende quindi in primo luogo dalla correttezza della stima del periodo di rigenerazione (cap. 6.2.4 ) e non dalla forma della curva di rigenerazione.

Figura 4 Rappresentazione dell’andamento sigmoidale del ripristino di una popolazione isolata di trote in sei-sette anni in base a diversi modelli per il calcolo dell’evoluzione della popolazione, secondo Roth (1985) e Staub (1985) o Courtoisier e Gaubert (2014). La figura mostra anche un modello di rigenerazione lineare.

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Tabella 1 Confronto tra la perdita di rendimento (PR; in % dello stato anteriore la moria, ossia del rendimento massimo) tra i modelli di rigenerazione sigmoidali con un tempo di rigenerazione di sei o sette anni e un modello di rigenerazione lineare. Le sigle da R0 a R7 designano gli anni di rigenerazione.

Modello R0 R1 R2 R3 R4 R5 R6 R7 Totale PR Scostamento in % Secondo Courtoisier 2014 100% 95% 70% 40% 20% 5% 0% 330% Lineare 6 anni 100% 83% 67% 50% 33% 17% 0% 350% +6% Secondo Roth 1985 p. 26 100% 100% 92% 47% 16% 5% 1% 0% 361% Lineare 7 anni 100% 86% 71% 57% 43% 29% 14% 0% 400% +11%

6.2.6 Valutazione finanziaria della perdita di rendimento

Il valore finanziario della perdita di rendimento piscicolo si ottiene moltiplicando la perdita di rendimento per il prezzo al chilogrammo di ogni specie ittica. Finora ogni Cantone utilizzava i propri listini dei prezzi, limitandosi spesso a considerare le specie maggiormente utilizzate per la pesca, come salmonidi, pesce persico, luccio ecc. Altre specie, per quanto commestibili, come per esempio il barbo, la carpa o il cavedano, non venivano considerate. Dal momento che anche la perdita di rendimento di queste specie può essere risarcita in caso di moria, in futuro anch’esse dovranno essere considerate nel calcolo dei danni. Nell’Allegato 1 figura una tabella di prezzi con quattro categorie di specie pescabili che i Cantoni possono utilizzare come riferimento. La tabella non è vincolante, ma può essere utile per un calcolo dei danni uniforme in tutta la Svizzera.

6.3 Misure di ripristino

Le misure di ripristino presuppongono sia dei lavori amministrativi che dei lavori sul campo. Le ore necessarie per le attività sul campo (p. es. trasferimento di pesci, scavo del letto fluviale ecc.) e per quelle in ufficio possono essere segnate e fatturate. In caso di misure di ripopolamento si possono computare i costi dei pesci utilizzati per il ripopolamento. Tuttavia, contrariamente al calcolo della perdita di rendimento non sono formulate raccomandazioni di prezzo per le diverse specie ittiche, poiché i Cantoni gestiscono allevamenti ittici propri oppure hanno dei fornitori locali e conoscono di conseguenza i prezzi applicati.

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7 Strumento Office

7.1 Finalità

Nell’ambito della presente pubblicazione è stato creato un modulo che semplifica e automatizza il calcolo dei danni in caso di moria di pesci e consente di compilare rapidamente i dati per la statistica federale annuale.

Come software si è scelto Excel 2010, considerata la sua attuale diffusione e la dimestichezza con la quale è utilizzato dal gruppo di utenti cui lo strumento si rivolge. I Cantoni possono inoltre facilmente adattare i vari moduli alle proprie esigenze o perfezionarli ulteriormente4.

Dalle discussioni all’interno del gruppo di accompagnamento è emerso che i vari Cantoni seguono procedure diverse per la registrazione dei danni dovuti a morie di pesci, motivo per cui lo strumento Office deve soddisfare esigenze diverse. La soluzione proposta rappresenta lo standard minimo che consente agli utenti la massima libertà possibile nella scelta degli strumenti (p. es. numero di rilevamenti e metodo utilizzato) e può pertanto essere utilizzato da tutti i Cantoni. Questo strumento Office non offre pertanto la massima automazione possibile, ma rappresenta il miglior compromesso tra flessibilità e praticità.

7.2 Struttura di base dello strumento Office

Lo strumento Office comprende quattro file Excel con diverse funzioni. Il contenuto e lo scopo dei vari file sono illustrati nella tabella 2Fehler! Verweisquelle konnte nicht gefunden werden. sottostante.

7.3 Procedura di lavoro prevista / workflow

Chi utilizza lo strumento per la prima volta deve innanzitutto familiarizzarsi con i vari moduli. Si consiglia di leggere la breve guida e di provare a utilizzare le varie funzioni.

L’elenco seguente mostra i passaggi principali che devono essere rispettati ogni volta che si registra un danno.

1 Creare una copia di backup del file A_Schadensformular.xlsx (per conservare i dati già inseriti o per poter

ripristinare in qualsiasi momento il modello originale o le formule sovrascritte per errore).

2 Effettuare la registrazione generale nel file A_Schadensformular.xlsx:

a. Copiare il modulo di danno (la versione vuota o il foglio già compilato in un caso simile). b. Compilare il modulo di danno dall’alto verso il basso: i. Seguite le indicazioni fornite nella colonna A (all’occorrenza può essere allargata o ristretta). ii. Sfruttate la possibilità di inserire osservazioni personali nella colonna Q (p. es. se si inseriscono valori provvisori o si desidera precisare le fonti dei dati).

A questo proposito, un consiglio importante: annotare meticolosamente tutte le modifiche rilevanti apportate ai moduli. In caso di aggiornamento del presente strumento Office, infatti, è probabile che debbano essere nuovamente registrate.

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3 Controllare: non inoltrare o pubblicare i dati non controllati. Al termine, controllate o verificate la plausibilità

dei principali risultati intermedi o finali utilizzando una calcolatrice.

Tabella 2 Struttura e contenuto dei file dello strumento Office

File Foglio Excel Scopo A_Schadensformular.xlsx Kurzanleitung (guida) Breve guida sull’utilizzo del file.

Schadensformular Modulo principale per rilevamento dei danni. Compilare un modulo per ogni caso (modulo sui danni) (copiare e rinominare il foglio di lavoro). Il modulo è suddiviso in diversi sotto-

  • Modulo A moduli. Laddove necessario, i file da inserire vengono definiti caso per caso.

  • Modulo B

  • Resoconto

BAFU-Statistik Modulo per il resoconto: consente di riunire a fine anno tutti i dati principali sui (statistica UFAM) diversi casi di moria di pesci e inoltrarli all’UFAM.

Impressum Dati sugli autori (nota editoriale)

B_Bestandesaufnahme.xlsx Kurzanleitung (guida) Breve guida sull’utilizzo del file.

Bestandesaufnahme Modulo ausiliario per il calcolo dei prezzi medi dei pesci e delle densità di pesci (modulo di rilevamento) (ind./100 m o biomassa/100 m) di un tratto. Nei casi più semplici (solo una specie ittica, tratto breve) la compilazione di questo modulo può essere omessa. Nei casi complessi è opportuno rilevare separatamente i dati relativi a tratti diversi. Trasferire poi i risultati dei singoli settori nel modulo principale. Laddove necessario, i file da inserire vengono definiti caso per caso.

Impressum Dati sugli autori (nota editoriale)

C_Besatzberechnung.xlsx Kurzanleitung (guida) Breve guida sull’utilizzo del file.

Besatzberechnung Modulo ausiliario per la stima del numero di pesci necessario per il ripopolamento (modulo per il calcolo come pure dei costi corrispondenti secondo il metodo di Roth (1985). del ripopolamento)

Impressum Dati sugli autori (nota editoriale)

D_Hilfsschätzer.xlsx Kurzanleitung (guida) Breve guida sull’utilizzo del file Hilfsschätzer Aiuti per la conversione dei dati stimati o del rendimento in densità di popolazione (aiuti per la conversione) (se p. es. non è possibile effettuare rilevamenti). Laddove necessario, i file da inserire vengono definiti caso per caso

Impressum Dati sugli autori (nota editoriale)

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8 Bibliografia

Arlinghaus R. 2004: Angelfischerei in Deutschland – Jungwirth M., Haidvogl G., Moog O., Muhar S., eine soziale und ökonomische Analyse. Leibniz- Schmutz S. 2003: Angewandte Fischökologie an Institut für Gewässerökologie und Binnenfischerei. Fliessgewässern. Vienna: Facultas. Bericht des IGB Heft 18/2004. Kennedy R.J., Rosell R., Hayes J. 2012: Recovery Cairns J., Dickson K.L. 1977: Recovery of streams and patterns of salmonid populations following a fish kill spills of hazardous materials. In: Recovery and event on the River Blackwater, Northern Ireland. Restoration of Damaged Ecosystems. University of Fisheries Management and Ecology 19 (3): 214–23. Virginia Press, Charlottesville: 24–42. doi:10.1111/j.1365-2400.2011.00819.x.

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Moria di pesci nei corsi d’acqua © UFAM 2020 28

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Moria di pesci nei corsi d’acqua © UFAM 2020 29

9 Allegato

Allegato 1: Prezzi consigliati per il calcolo della diminuzione di rendimento piscicolo Nella tabella seguente figurano i prezzi consigliati per tre gruppi di pesci e per i gamberi, da utilizzare per il calcolo della diminuzione di rendimento piscicolo. Possono essere prese in considerazione tutte le specie pescabili. Per le specie protette ai sensi dell’articolo 2a OLFP non è possibile chiedere il risarcimento per la perdita di rendimento. I prezzi corrispondono a valori approssimativi di mercato per chilogrammo di pesce crudo (non lavorato). Si tratta di valori indicativi, non vincolanti.

Pesci, gamberi CHF al kg di pesce o di gamberi Salmonidi 30.– Ciprinidi 20.– Astacidi 30.– Altre specie ittiche 25.–