Allegato K: Metodo standard per i progetti di compensazione del tipo Impianti agricoli di produzione di biogas (versione 3)Progetti per la riduzione delle emissioni di CO2 in Svizz
Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC Divisione Clima Ufficio federale dell’energia UFE Divisione Economia energetica
Segreteria Compensazione, marzo 2019 (versione 3)
Metodo standard per i progetti di compensazione del tipo «Impianti agricoli di produzione di biogas» Allegato K della comunicazione «Progetti e programmi di riduzione delle emissioni in Svizzera»
1 Introduzione
A complemento della comunicazione «Progetti e programmi di riduzione delle emissioni in Svizzera»1, l’UFAM fornisce ai richiedenti raccomandazioni su come comprovare le riduzioni delle emissioni ottenute mediante allegati specifici per le varie tecnologie. In primo piano vi sono la dimostrabilità e la quantificabilità delle riduzioni supplementari delle emissioni rispetto a un’evoluzione di riferimento. Il presente allegato tecnico è dedicato alla prova delle riduzioni delle emissioni in progetti del tipo «Impianti agricoli di produzione di biogas».
Se un progetto di compensazione soddisfa le condizioni di cui al capitolo 2.5 del presente documento, le riduzioni delle emissioni computabili possono essere calcolate con il metodo standard descritto qui di seguito. Il richiedente ha in tal modo la garanzia che il metodo sarà riconosciuto dalla Segreteria Compensazione UFAM/UFE.
Il capitolo 2 contiene indicazioni generali, come definizioni e basi utilizzate, nonché commenti sul campo di applicazione del metodo standard. Il capitolo 3 descrive il metodo standard raccomandato per calcolare le riduzioni delle emissioni e il capitolo 4 i requisiti del monitoraggio.
Progetti e programmi di riduzione delle emissioni in Svizzera, Un modulo della comunicazione dell’UFAM in veste di autorità esecutiva dell’ordinanza sul CO2, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), Berna: https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/clima/pubblicazioni-studi/pubblicazioni/progetti-programmi-riduzione-emissioni.html
Metodo standard per i progetti di compensazione del tipo «Impianti agricoli di produzione di biogas»
2 Basi metodologiche
2.1 Breve descrizione del metodo
Il metodo di prova delle riduzioni delle emissioni ottenute (il cosiddetto «metodo standard»), descritto qui di seguito, costituisce una raccomandazione dell’UFAM, la quale illustra in dettaglio aspetti metodologici, rilevanti dal punto di vista dell’UFAM, relativi ai progetti di compensazione del tipo «Impianti agricoli di produzione di biogas». Al centro vi è il seguente interrogativo: come determinare le riduzioni delle emissioni di gas serra prodotte dalla fermentazione anaerobica di rifiuti biogeni in impianti agricoli di produzione di biogas? Questi impianti producono biogas attraverso la fermentazione di rifiuti biogeni (concimi aziendali e altri rifiuti agricoli nonché cosubstrati di origine non agricola2). Il biogas prodotto può essere utilizzato per scopi energetici o sottoposto a ulteriore trattamento e immesso in una rete di gas naturale3.
La riduzione annua delle emissioni è calcolata in base alla differenza tra le emissioni nell’evoluzione di riferimento (stoccaggio dei concimi aziendali, valorizzazione della biomassa restante impiegata nell’impianto, concimazione con concimi aziendali non fermentati) e le emissioni del progetto (impianto di produzione di biogas, preparazione, stoccaggio e valorizzazione dei prodotti di fermentazione come concimi). Le emissioni sono calcolate in base alla quantità di concimi aziendali e cosubstrato impiegati e ai corrispondenti fattori di emissione secondo il NIR, l’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018). Sono inoltre usati fattori nazionali specifici relativi alle caratteristiche dei concimi aziendali secondo GRUD 2017 (Richner et al. 2017).
Il metodo standard si basa su requisiti di calcolo internazionali applicati nell’ambito dell’inventario dei gas serra della Svizzera. Previa informazione dell’UFAM, future modifiche di tali requisiti potrebbero quindi confluire nella metodologia standard.
2.2 Fonti e basi utilizzate
Il presente metodo standard si basa sui seguenti documenti e informazioni: – la descrizione del metodo CDM AM0073 (v.1.0) per il trattamento dei rifiuti agricoli (UNFCCC 2012) e del metodo CDM Small Scale AMS-III.D v19.0 (UNFCCC 2013); – il rapporto GRUD 2017 (Richner et al. 2017); – il NIR, l’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018); – le linee guida IPCC Good Practice Guidelines (IPCC 2000); – le linee guida IPCC Guidelines (IPCC 1996, IPCC 2006); – le esperienze maturate con la convalida e la verifica di progetti di impianti agricoli di produzione di biogas.
Il capitolo 5 enumera i valori standard per parametri fissi utilizzati nel presente metodo e la loro fonte. L’UFAM verifica e, se del caso, aggiorna periodicamente tali valori.
Si presume che la percentuale di cosubstrato di origine non agricola non superi il 20 %: questa è infatti la condizione affinché gli impianti di produzione di biogas possano beneficiare del bonus agricolo della RIC. La preparazione del biogas ai fini dell’immissione nella rete del gas naturale non è parte integrante del presente metodo standard.
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2.3 Definizioni
Azienda fornitrice Azienda dalla quale i concimi aziendali sono forniti all’impianto di produzione di biogas. È il luogo dove i concimi aziendali sono prodotti e sono dapprima sottoposti a stoccaggio intermedio. I concimi aziendali possono essere prodotti anche direttamente nell’azienda di ubicazione dell’impianto di produzione di biogas. In tal caso, l’espressione «azienda fornitrice» designa anche l’azienda di ubicazione. Bo Potenziale massimo di produzione di metano dei concimi aziendali o del sub- Biogas Gas biogenico contenente metano ricavato da substrato di fermentazione in condizioni anaerobiche. Il biogas è composto tipicamente dal 50-70 per cento di CH4 e dal 30-50 per cento di CO2. Concimi aziendali Liquame, letame, percolato del letame, prodotti della separazione del liquame e succo d’insilato provenienti dall’allevamento (agricolo e non agricolo) di animali da reddito a scopo professionale e deiezioni comparabili provenienti dall’allevamento o dalla produzione vegetale di aziende agricole. Cosubstrato Rifiuti organici (p. es. rifiuti vegetali, alimentari o di produzione, colture intercalari) che non sono concimi aziendali. GWP CH4 Potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential) del metano secondo l’inventario svizzero dei gas serra per l’anno corrispondente (a partire dal 2013 si applica un valore di 25). Sono fatte salve modifiche del valore in seguito a decisioni internazionali. Lettiera profonda Sistema di stabulazione in cui più del 90 per cento della stalla a stabulazione libera ha una lettiera permanente (Richner et al. 2017). Cfr. anche «deep bedding» in IPCC 2006, tabella 10.18. Liquame di fermenta- Cfr. prodotto di fermentazione. zione MCF Il valore MCF indica a quale percentuale è sfruttato il potenziale massimo di Bo a condizioni di stoccaggio ottimali. Prodotto di Prodotto liquido o solido ricavato dal substrato di fermentazione dopo la ferfermentazione4 mentazione. Siccome il metodo standard si applica agli impianti di produzione di biogas con al massimo il 20 per cento di cosubstrati, il prodotto di fermentazione è detto anche «liquame di fermentazione». Substrato di Substrato impiegato nell’impianto di produzione di biogas per il processo di fermentazione fermentazione (concimi aziendali arricchiti di cosubstrati). Surnatante Strato simile a una crosta (con uno spessore di almeno 20 cm5), che si forma
sulla superficie dei concimi aziendali liquidi stoccati nel giro di una settimana. La formazione e lo spessore di questo strato dipendono principalmente dalla percentuale di sostanza secca nel liquame (e di conseguenza dal genere di animale, dal foraggio nonché dal sistema di stabulazione e dalla lettiera). Altri fattori sono la copertura del deposito di liquame, la frequenza e il genere di miscelazione meccanica, il consumo di acqua per la pulizia della stalla, le superfici situate al di fuori della stalla e collegate al deposito di liquame (p. es. acqua sul tetto, recinto), le eventuali acque di scarico domestiche convogliate e le condizioni meteorologiche.
Definizione secondo l’aiuto all’esecuzione per la protezione dell’ambiente nell’agricoltura, modulo «Biogasanlagen in der Landwirtschaft» (UFAM/UFAG 2016) Cfr. Petersen e Ambus (2006)
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SV (solidi volatili) Tenore medio di sostanza secca organica nel substrato di fermentazione (t SV/m3). La sostanza secca organica corrisponde alla sostanza secca meno il contenuto di ceneri.
2.4 Ipotesi
La metodologia di calcolo si fonda sulle seguenti ipotesi: – anche se non viene utilizzato nel progetto, dopo varie fasi di trattamento il cosubstrato è comunque sparso sui campi come concime come in caso di progetto. In entrambi i casi le emissioni prodotte sono di entità simile e sono pertanto trascurate; – sia nello scenario di riferimento sia nello scenario di progetto sono prodotte emissioni di N 2O, che rispetto alle emissioni di CH4 sono tuttavia esigue. Per semplificare la metodologia e contenere il più possibile i costi di transazione nell’elaborazione del progetto e in particolare nel monitoraggio, le emissioni di N2O sono quindi trascurate; – si parte inoltre dal presupposto che le emissioni prodotte dallo spargimento dei concimi aziendali (evoluzione di riferimento) siano di entità simile a quelle prodotte dallo spargimento dei prodotti di fermentazione (scenario di progetto). Di conseguenza, non sono analizzate le emissioni dovute a perdite (emissioni al di fuori del limite di sistema, «leakage»); – le emissioni di CH4 prodotte dallo stoccaggio dei prodotti di fermentazione al di fuori del limite di sistema sono trascurate.
2.5 Campi di applicazione
Il metodo standard è applicabile solo se sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni: – si tratta di progetti in cui i concimi aziendali e il cosubstrato sono raccolti in un impianto centrale per produrre biogas mediante fermentazione anaerobica. Il biogas può poi essere usato per produrre elettricità, calore o entrambi. Tuttavia questa forma di valorizzazione del biogas non è contemplata dal metodo standard. Potenziali riduzioni delle emissioni ottenute grazie a questa forma di valorizzazione possono tutt’al più essere aggiunte dal richiedente; – si tratta di concime aziendale proveniente da aziende che praticano l’allevamento di animali a scopo agricolo e/o professionale, in cui sono allevati ad esempio bovini, bufali, suini, ovini, caprini o pollame e in cui il concime aziendale è stoccato e trattato in condizioni anaerobiche; – la temperatura annua media nel luogo di ubicazione dell’azienda fornitrice supera i 5 °C; – il substrato di fermentazione nell’impianto è composto esclusivamente da concime aziendale e cosubstrato. La percentuale di cosubstrato di origine non agricola non supera il 20 per cento del substrato totale di fermentazione fornito all’impianto di produzione di biogas; – i flussi di sostanze sono rintracciabili. A tal fine occorrono: o la prova delle consegne dei cosubstrati e del concime aziendale (genere, quantità, fonte e data di consegna); o la prova dei ritiri di substrato di fermentazione (bollettini di consegna); – nel caso di riferimento, prima di essere sparsi sui campi il concime aziendale è stoccato in media per almeno 30 giorni nelle aziende fornitrici; – il progetto soddisfa il requisito dell’addizionalità secondo la comunicazione dell’UFAM (UFAM 2019); – i parametri necessari per il metodo di monitoraggio sono disponibili per tutti gli anni del periodo di credito; – l’impianto di produzione di biogas è ubicato in Svizzera e i concimi aziendali impiegati sono di provenienza svizzera; – sono utilizzate unicamente tecnologie collaudate; – l’impianto di produzione di biogas deve essere munito di una torcia stazionaria per prevenire emissioni di metano in caso di arresto dell’impianto o gas in eccesso. A titolo complementare si può far ricorso a un secondo dispositivo di valorizzazione (p. es. secondo motore o torcia mobile per abbattere il gas in eccesso);
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– il serbatoio del biogas dell’impianto deve essere munito di una doppia membrana o di un dispositivo analogo per ridurre eventuali emissioni; – il gestore dell’impianto deve garantire che il liquame di fermentazione venga stoccato in modo da escludere emissioni significative di CH4. Ciò vale sia per lo stoccaggio nella propria azienda sia per un eventuale stoccaggio esterno. Solo così è possibile trascurare le emissioni di CH4 prodotte dallo stoccaggio del liquame di fermentazione; – l’impianto impiega unicamente materiali che figurano nella «Lista dei rifiuti idonei alla compostaggio o fermentazione» del UFAM6; – il prodotto di fermentazione liquido deve essere sparso mediante apparecchiature corrispondenti allo stato della tecnica secondo l’aiuto all’esecuzione per la protezione dell’ambiente nell’agricoltura, modulo «Nährstoffe und Verwendung von Düngern in der Landwirtschaft», UFAM/UFAG 2012; – l’impianto e gli acquirenti di prodotti di fermentazione rispettano le disposizioni ambientali concernenti i concimi contenenti azoto e i concimi liquidi (ossia la valorizzazione dei prodotti di fermentazione come concimi, la registrazione delle consegne e dei ritiri di materiale d’apporto e prodotti di fermentazione in HODUFLU, il rispetto del raggio d’esercizio secondo l’uso locale REL, il bilancio dei nutrienti equilibrato, le capacità di stoccaggio dei prodotti di fermentazione sufficienti, il deposito impermeabile per i prodotti di fermentazione, l’adeguamento alle condizioni meteorologiche e alle condizioni del suolo, alla topografia, al fabbisogno di nutrienti delle culture e alle raccomandazioni di concimazione in caso di impiego dei prodotti di fermentazione secondo l’allegato 2.6 dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici [ORRPChim] ecc.).
La Confederazione può definire altre condizioni specifiche per il progetto.
2.6 Ripartizione degli effetti in caso di ottenimento di contributi RIC
Conformemente al capitolo 2.6.3.2 della comunicazione (UFAM 2019), il computo degli effetti risultanti dal progetto deve tener conto dei contributi RIC ricevuti, dal momento che questi ultimi rimunerano il valore dell’elettricità rinnovabile per il clima. Di conseguenza, è escluso il rilascio di attestati per l’immissione dell’elettricità della rete.
«Lista dei rifiuti idonei alla compostaggio o fermentazione» https://www.bafu.admin.ch/bafu/it/home/temi/rifiuti/pubblicazionistudi/pubblicazioni/modul-kompostier-und-vergaerungsanlagen.html
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3 Calcolo delle emissioni attese
3.1 Limite di sistema
Il limite di sistema comprende l’impianto di produzione di biogas (fermentazione anaerobica e produzione di elettricità), le aziende fornitrici, le attrezzature di stoccaggio nonché le vie di trasporto tra le aziende fornitrici e l’impianto di produzione di biogas. La figura 1 fornisce una panoramica delle fonti di emissioni rilevanti nel caso di progetto e la tabella 1 una panoramica dei gas serra considerati nello scenario di riferimento e nello scenario di progetto.
Figura 1: Diagramma dei flussi di sostanze con le fonti di emissioni rilevanti (frecce rosse).
Fonti di emissioni
– P1: stoccaggio del concime aziendale presso l’azienda fornitrice (compreso il letamaio) – P2: trasporto del concime aziendale e dei cosubstrati verso l’impianto di produzione di biogas – P3: emissioni di gas durante l’intero processo di fermentazione – P4: maturazione e stoccaggio del prodotto di fermentazione liquido e solido – P5: valorizzazione del biogas nella centrale termoelettrica a blocco (CTEB) – P6: emissioni prodotte dalla combustione in torcia del biogas
Le emissioni prodotte dallo spargimento e dalla distribuzione di residui di fermentazione sui campi non sono prese in considerazione. Si presume che, sia nello scenario di riferimento sia nello scenario di progetto, il prodotto di fermentazione venga sparso sui campi nella stessa quantità e nello stesso modo.
Le emissioni di CH4 prodotte dallo stoccaggio dei prodotti di fermentazione al di fuori del limite di sistema sono trascurate, poiché sono previsti requisiti relativi allo stoccaggio volti a ridurre al minimo tali emissioni. Tutte le emissioni di CH4 prodotte dallo stoccaggio all’interno del limite di sistema sono invece incluse in P4.
In merito alle perdite («leakage») si rimanda al capitolo 3.5 del presente documento.
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Fonte Gas Incluso/ Motivazione, spiegazione escluso Scenario di Emissioni pro- CO2 Escluso Non considerato, trattandosi di CO2 biogenico. dotte dallo stocriferimento CH4 Incluso Fonte di emissioni principale nello scenario di rifericaggio di conmento. cime aziendale (P1) N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). Emissioni dirette CO2 Escluso Non considerato, essendo CO2 biogenico. prodotte dallo stoccaggio di CH4 Incluso Emissioni di metano, comprese le perdite. concime azien- N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). Trasporto di CO2 Incluso Fonte di emissioni rilevante. concime azien- CH4 Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). dale e cosubstrati (P2) N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). Fughe di gas CO2 Escluso Non considerato, trattandosi di CO2 biogenico.
Attività del progetto durante il pro- CH4 Incluso Le perdite di gas durante il processo di fermentacesso di fermenzione possono essere notevoli. tazione (P3) N2O Escluso Non considerato, poiché le emissioni sono basse. Emissioni del CO2 Escluso Non considerato, trattandosi di CO2 biogenico. trattamento dei CH4 Incluso Può essere una fonte di emissioni importante. prodotti di fermentazione (P4) N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). Produzione di CO2 Escluso Non considerato, trattandosi di CO2 biogenico. elettricità par- CH4 Incluso Può essere una fonte di emissioni importante. tendo dal biogas (P5)7 N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse). Combustione in CO2 Escluso Non considerato, trattandosi di CO2 biogenico. torcia del biogas CH4 Incluso Può essere una fonte di emissioni importante. in eccesso (P6) N2O Escluso Non considerato per semplificare (emissioni basse).
Tabella 1: Fonti di emissioni considerate e non.
3.2 Determinazione dello scenario di riferimento
Occorre innanzitutto determinare scenari alternativi plausibili nei luoghi in cui sono ubicate le aziende fornitrici dal punto di vista dei gestori dell’impianto di produzione di biogas secondo la comunicazione dell’UFAM (UFAM 2019).
Devono essere descritti almeno i seguenti scenari: – lo scenario «mantenimento dello status quo»; – lo scenario alternativo per la quantità di cosubstrato impiegato nel progetto; – lo scenario alternativo per la quantità di concime aziendale impiegata nel progetto, per esempio la gestione convenzionale dei concimi all’interno dell’azienda.
Per principio è possibile computare anche la sostituzione di energia elettrica prodotta con il mix svizzero con l’energia elettrica prodotta qui senza emissioni di CO2, se non sono percepite prestazioni pecuniarie non rimborsabili (p. es. RIC). Per semplicità, tuttavia, questo aspetto non è considerato nel presente metodo. Per computare le emissioni in virtù di questa sostituzione, occorre utilizzare il relativo fattore di emissione secondo l’allegato 3 della comunicazione.
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3.3 Calcolo delle emissioni secondo lo scenario di riferimento
Le emissioni totali nell’evoluzione di riferimento sono composte come segue:
𝑗 Dove:
RETot,y emissioni di metano prodotte dal concime aziendale stoccato nell’anno y (t CO2eq): GWPCH4 potenziale di riscaldamento globale in base all’ordinanza sul CO 2; j azienda fornitrice (e sistema di stabulazione8) j, che fornisce concime aziendale all’impianto di produzione di biogas nello scenario di progetto; MEj,y emissioni di metano prodotte dallo stoccaggio di concime aziendale all’interno dell’azienda fornitrice j per anno y (t CH4/a).
Le emissioni di metano prodotte dallo stoccaggio di concime aziendale MEj,y possono essere determinate utilizzando due metodi. Il metodo 1 va applicato nei casi in cui la quantità di concime aziendale per categoria di animali e la loro percentuale di sostanza secca organica fermentabile possono essere misurate con sufficiente precisione. In caso contrario si può optare per il metodo 2, che si basa sul numero di animali.
Alla fine è determinata la somma di tutte le emissioni di metano MEj,y in base alla formula (1), indipendentemente al fatto che le singole MEj,y siano state calcolate in base al metodo 1 o al metodo 2.
Approccio 1 per il calcolo di MEj,y La quantità totale di metano prodotta dall’azienda fornitrice j è determinata in modo differenziato secondo la categoria di animali in base alle quantità di liquame e alla relativa sostanza secca in un determinato anno y.
𝑀𝐸𝑗,𝑦 = 𝜌𝐶𝐻 ,𝑛 × ∑ (0,94 × 𝑀𝐶𝐹𝑗 × 𝐵𝑜,𝐿𝑇 × 𝑄𝑦,𝐿𝑇,𝑗 × 𝑆𝑉𝑆𝐿𝑇,𝑗 × 𝑀𝑆%𝑦,𝐿𝑇,𝑗) (2) 𝐿𝑇,𝑗 Dove:
ρCH4,n densità del CH4 a temperatura ambiente (20 °C) e 1 atm di pressione atmosferica 0,94 fattore prudenziale per tener conto delle incertezze dell’approccio MCF (metodo j azienda fornitrice e sistema di stabulazione j. Per le aziende fornitrici che utilizzano più sistemi di stabulazione, j designa la combinazione di azienda fornitrice e sistema di stabulazione; LT categoria (o categorie) di animali; la somma è costituita considerando tutte le categorie di animali presenti in un determinato anno nell’azienda fornitrice con un determinato sistema di stabulazione; MCFj fattore annuo di conversione del metano (%) secondo la metodologia dell’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018) per l’azienda fornitrice e il sistema di stabulazione j. Occorre riprendere i valori dell’inventario svizzero dei gas serra (paragrafo 5.3.2.2.3, fattore di conversione del metano MCF). Eventuali deroghe sono possibili solo in presenza di misurazioni e/o motivazioni dettagliate. In caso di stoccaggio di liquame in forma liquida occorre utilizzare il valore MCF del NIR attuale, pari al momento al 13.5 per cento. Se si utilizza il valore MCF standard
Per le aziende fornitrici che utilizzano più sistemi di stabulazione, j designa una combinazione di azienda fornitrice e sistema di stabulazione.
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del 13.5 per cento per liquame in forma liquida, non bisogna fornire prove supplementari relative al sistema di stabulazione delle aziende fornitrici. A seconda del sistema di stabulazione si può scegliere secondo 2006 IPCC Guidelines un altro MCF secondo la tabella 10.17. In tal caso bisogna tuttavia indicare per ogni azienda fornitrice il genere di liquame, il sistema di stabulazione e la temperatura annua media nel luogo di ubicazione. Bo,LT potenziale massimo di produzione di metano del concime aziendale secondo la metodologia dell’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018) per la relativa categoria di animali LT (m 3 CH4/kg VS). Attualmente tale metodologia si riferisce ai valori delle tabelle da 10A-4 a 10A-9 in IPCC 2006, volume 4, capitolo 10. Qy,LT,j quantità di concime aziendale (kg) per la categoria di animali LT nonché l’azienda fornitrice e il sistema di stabulazione j prodotta nell’anno y. SVS LT,j tenore specifico (% in peso) di sostanza secca organica fermentabile9 del concime aziendale per la categoria di animali LT e l’azienda fornitrice e sistema di stabulazione j (solidi volatili, metodo di determinazione cfr. cap. 4, “requisiti del metodo di monitoraggio”). MS%y,LT,j percentuale della quantità complessiva di concime aziendale (Qy,LT,j) prodotta nell’anno y dall’azienda fornitrice e dal sistema di stabulazione j per la categoria di animali LT, effettivamente fornita all’impianto di produzione di biogas.
Approccio 2 per il calcolo di MEj,y
𝑀𝐸𝑗,𝑦 = 𝜌𝐶𝐻 ,𝑛 × ∑ (0,94 × 𝑀𝐶𝐹𝑗 × 𝐵0,𝐿𝑇 × 𝑁𝐿𝑇,𝑦 × 𝑆𝑉𝐿𝑇,𝑦 × 𝑀𝑆%𝑦,𝐿𝑇,𝑗) (3) 𝐿𝑇𝑗 Dove:
ρCH4,n densità del CH4 a temperatura ambiente (20 °C) e 1 atm di pressione atmosferica azienda fornitrice e sistema di stabulazione j. se per azienda fornitrice si utilizzano j più sistemi di stabulazione, j designa ogni volta una combinazione di aziende fornitrici e di sistema di stabulazione; LT categoria (o categorie) di animali; la somma è costituita considerando tutte le categorie di animali presenti in un determinato anno nell’azienda fornitrice con un determinato sistema di stabulazione; MCFj fattore annuo di conversione del metano (%) per l’azienda fornitrice e il sistema di stabulazione j secondo la metodologia dell’inventario svizzero dei gas serra (National Inventory Report, NIR; FOEN 2018). Occorre riprendere i valori dell’inventario svizzero dei gas serra (paragrafo 5.3.2.2.3, fattore di conversione del metano MCF). Eventuali deroghe sono possibili solo in presenza di misurazioni e/o motivazioni dettagliate). In caso di stoccaggio di liquame in forma liquida occorre utilizzare il valore MCF del NIR attuale, pari al momento al 13.5 per cento. Se si utilizza il valore MCF standard del 13.5 per cento per liquame in forma liquida, non bisogna fornire prove supplementari relative al sistema di stabulazione delle aziende fornitrici. A seconda del sistema di stabulazione si può scegliere secondo 2006 IPCC Guidelines un altro MCF secondo la tabella 10.17. In tal caso bisogna tuttavia indicare per ogni azienda fornitrice il genere di liquame, il sistema di stabulazione e la temperatura
Dedotto il tenore di ceneri (solidi volatili).
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annua media nel luogo di ubicazione. 0,94 fattore prudenziale per tener conto delle incertezze dell’approccio MCF (metodo Bo, LT potenziale massimo di produzione di metano dei concimi aziendali secondo la metodologia dell’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018) per la categoria di animali corrispondente LT (m3 CH4/kg SV). Attualmente la metodologia si riferisce ai valori delle tabelle da 10A-4 a 10A-9 in IPCC 2006, volume 4, capitolo 10. NLT,y Numero medio di animali nella categoria di animali LT nell’anno y. SVLT,y quantità annua di sostanza fermentabile nei concimi aziendali secondo la categoria di animali nell’anno y (kg SV per animale e anno). Il fattore SVLT,y è ricavato dal NIR (FOEN 2018) per ogni categoria di animali LT. Per la categoria «vacche da latte», SVLT,y è inoltre scalato in base alla resa di latte RL (in kg per animale e anno). Per le vacche da latte, SVLT,y vacche da latte è quindi calcolato come segue: SVLT,y vacche da latte = 0.124892003 × RL+ 894.9103394. La regressione si basa sulle cifre predefinite relative alla resa di latte e all’escrezione di SV (NIR, FOEN 2018). Per ogni kg di latte, una vacca da latte ha bisogno di 3,14 MJ di energia netta (NEL) in più, pari a circa 9,3 MJ di energia lorda. La resa di latte determina il fabbisogno di energia lorda della vacca da latte (GE) e, di conseguenza, l’escrezione di SV secondo IPCC 2006, volume 4, capitolo 10, equazione 10.16. MS%,y,LT,j percentuale della quantità complessiva dei concimi aziendali della categoria di animali LT prodotti dall’azienda fornitrice e dal sistema di stabulazione j effettivamente fornita all’impianto di produzione di biogas nell‘anno y.
3.4 Calcolo delle emissioni secondo lo scenario di progetto
Le emissioni attese dal progetto di impianto agricolo di produzione di biogas sono composte dalle emissioni dei seguenti processi (P1-P6). Per ogni processo occorre determinare i dati sull’attività e i fattori di emissione. La formula di base per il calcolo delle emissioni totali del progetto è la seguente:
𝑃𝐸𝑇𝑜𝑡,𝑦 = 𝑃𝐸𝑠𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜,𝑦 + 𝑃𝐸𝑇,𝑦 + 𝑃𝐸𝐿,𝑦 + 𝑃𝐸𝐴𝑒𝑟,𝑦 + 𝑃𝐸𝐸𝑙,𝑦 + 𝑃𝐸𝐹,𝑦 (4) Dove:
PETot,y emissioni del progetto attese per l’anno y (t CO2eq/a); PEstoccaggio,y emissioni prodotte dallo stoccaggio dei concimi aziendali di tutte aziende fornitrici attese per l’anno y (t CO2eq/a); PET,y emissioni prodotte dal trasporto di concimi aziendali e cosubstrati tra l’impianto di produzione di biogas e l’azienda fornitrice/punto di partenza attese per l’anno y (t CO2eq/a): PEL,y emissioni prodotte dalla perdita nell’impianto di produzione di biogas attese per l’anno y (t CO2eq/a); PEAer,y emissioni prodotte dalla maturazione (=post-trattamento del prodotto di fermentazione) attese per l’anno y (t CO2eq/a): PEEl,y emissioni prodotte dalla produzione di elettricità partendo dal biogas attese per l’anno y (t CO2eq/a); PEF,y emissioni prodotte dalla combustione in torcia nell’impianto di produzione di biogas attese per l’anno y (t CO2eq/a).
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Per i processi 3-5 è prevista una misurazione annua da parte di un servizio di misurazione certificato indipendente (opzione 1) o si possono impiegare valori di default (opzioni 2 e 3). Le misurazioni e le estrapolazioni delle emissioni, preferibilmente di carattere prudenziale, devono essere documentate in un rapporto separato. In tutti i processi descritti qui di seguito, durante il periodo di monitoraggio possono anche verificarsi incidenti rilevanti. Nel determinare le emissioni occorre tener conto anche di eventuali guasti e incidenti (p. es. una fuga temporanea attraverso la copertura o il rilascio di biogas senza una torcia di emergenza). Il gestore dell’impianto è tenuto a notificare tali incidenti rilevanti.
3.4.1 Processo 1: stoccaggio di concimi aziendali per l’impianto di produzione di biogas
Emissioni di metano prodotte dallo stoccaggio di concimi aziendali all’interno delle aziende fornitrici (PEstoccaggio, y) in t CO2eq/a: il calcolo delle emissioni è effettuato come nell’evoluzione di riferimento per il trattamento anaerobico dei concimi aziendali (formule 1-3), ma in funzione della durata media di stoccaggio dei concimi aziendali.
Per il calcolo delle emissioni PEstoccaggio, y si applica la seguente formula10:
14,49 × (𝑒−0,069×𝐴𝐼𝑗 − 1) (5) 𝑃𝐸𝑠𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜,𝑦 = 𝐺𝑊𝑃𝐶𝐻4 × ∑ 𝑀𝐸𝑗,𝑦 × +1 𝑗 𝐴𝐼𝑗 [ ] Dove:
PEstoccaggio, y emissioni di metano prodotte dai concimi aziendali stoccati attese per l’anno y (tCO2eq.); GWPCH4 potenziale di riscaldamento globale secondo l’ordinanza sul CO2; MEj,y emissioni di metano prodotte dallo stoccaggio dei concimi aziendali all’interno dell’azienda fornitrice con il sistema di stabulazione j11 attese per l’anno y (t/a) (cfr. formule 2 e 3); j azienda fornitrice e sistema di stabulazione j, che fornisce digestato all’impianto di produzione di biogas nello scenario di progetto; 0,069 tasso di degradazione costante (UNFCCC 2012, formula 15); AIj durata media di stoccaggio dei concimi aziendali all’interno dell’azienda fornitrice per un determinato sistema di stabulazione j all’anno (in giorni d). Essa risulta dal quoziente tra il volume medio della quantità di concimi aziendali stoccati (Volstoccaggio) e il volume della quantità totale di concimi aziendali prelevati durante l’anno (per l’impianto di produzione di biogas o per lo spargimento diretto sui campi) (VolCA tot) moltiplicato per 365 (formula 6). Il volume VolCA tot è il quoziente tra la massa della quantità totale di concimi aziendali all’anno per anno (del sistema di stabulazione considerato) e la densità media dei concimi aziendali considerati.
𝑉𝑜𝑙𝑠𝑡𝑜𝑐𝑐𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 (6) 𝐴𝐼𝑗 = × 365 𝑉𝑜𝑙𝐶𝐴 𝑡𝑜𝑡 Dove:
Volstoccaggio volume medio della quantità di concimi aziendali stoccati = «volume in caso di livello medio del liquame nel deposito di liquame» (m3).
La formula è stata semplificata con la seguente integrazione (approssimazione sull’arco del tempo):
Per le aziende fornitrici che utilizzano più sistemi di stabulazione, j designa una combinazione di azienda fornitrice e sistema di stabulazione.
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VolCA tot volume della quantità di concimi aziendali prelevata durante l’anno (per l’impianto di produzione di biogas o per lo spargimento diretto sui campi) (m 3).
3.4.2 Processo 2: emissioni durante il trasporto
Emissioni (𝑃𝐸𝑇,𝑦) prodotte dai viaggi per trasportare i concimi aziendali e il cosubstrato all’impianto di produzione di biogas (compresi i viaggi di ritorno). Se i concimi aziendali sono pompati fino all’impianto di produzione di biogas con una pompa elettrica attraverso un sistema di tubi, le emissioni di questo processo non sono prese in considerazione. Il trasporto può inoltre essere effettuato combinando viaggi e un sistema di tubi: in questo caso occorre determinare unicamente le emissioni prodotte dai viaggi.
Per determinare 𝑃𝐸𝑇,𝑦 sono disponibili tre opzioni:
Opzione 1 PET,y: le emissioni sono calcolate in base alla durata del viaggio e a un fattore di emissione ricavato dalla banca dati offroad (UFAM 2015b) secondo la formula:
𝑃𝐸𝑇,𝑦 = ∑ 𝑉𝑗,𝑦 × 𝐷𝑗 × 𝐸𝐹𝑡 (7) 𝑗 Dove:
PET,y emissioni prodotte dalla totalità dei viaggi (compresi i viaggi di ritorno) per trasportare i concimi aziendali e i cosubstrati dall’azienda fornitrice j nell’anno y (t CO2eq); Vj,y numero di viaggi per la consegna di concimi aziendali o cosubstrati dall’azienda fornitrice j all’impianto di produzione di biogas nell’anno y; Di durata del viaggio di andata dall’azienda fornitrice j all’impianto e ritorno all’azienda fornitrice (min.). Se la durata non è stata rilevata, può essere stimata in base alle distanze percorse e alle velocità medie; EFt fattore di emissione per minuto di esercizio. Trattore: 0,28 kg CO2/min (banca dati offroad, UFAM 2015b12).
Opzione 2 PET,y: le emissioni sono calcolate in base alla distanza percorsa e a un fattore di emissione ricavato dalla banca dati offroad (UFAM 2015b) secondo la formula:
𝑃𝐸𝑇,𝑦 = ∑ 𝑉𝑗,𝑦 × 𝐷𝑖𝑠𝑡𝑗 × 𝐸𝐹𝑠 (8) 𝑗 Dove:
PET,y emissioni prodotte dalla totalità dei viaggi (compresi i viaggi di ritorno) per trasportare i concimi aziendali e i cosubstrati dall’azienda fornitrice j nell’anno y (t CO2eq); Vj,y numero di viaggi per la consegna di concimi aziendali o cosubstrati dall’azienda fornitrice j all’impianto di produzione di biogas nell’anno y; Disti distanza del viaggio di andata dall’azienda fornitrice j all’impianto e ritorno all’azienda fornitrice (km); EFs fattore di emissione per km percorso: 0,43 kg CO2/km (banca dati offroad, UFAM
Consultazione per i trattori agricoli nel 2015. Consultazione per i trattori agricoli nel 2015: 17 kg CO2/h ipotizzando una velocità media di 40 km/h.
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Opzione 3 Le emissioni sono determinate in base a un forfait fisso prudenziale in tCO2eq per consegna di concimi aziendali. Il calcolo forfettario e il suo carattere prudenziale devono essere documentati in misura sufficiente e in modo trasparente dal responsabile del progetto e verificati dal convalidatore.
3.4.3 Processo 3: emissioni di gas durante i processi di fermentazione
In questo processo rientra la totalità delle emissioni di gas che possono verificarsi nella vasca di raccolta dell’impianto, nel digestore, nel postdigestore, nel serbatoio del gas e in altre fasi di lavorazione che si svolgono all’interno dell’impianto di produzione di biogas. Queste emissioni si registrano prevalentemente in punti non impermeabili (p. es. in tubi di collegamento, guarnizioni, membrana di gomma e simili).
Per determinare PEL,y sono disponibili tre opzioni:
PEL,y Opzione 1: le emissioni annue di CH4 sono determinate mediante misurazione (una volta all’anno) da parte di un servizio di misurazione certificato indipendente, estrapolate sull’arco dell’anno ed espresse in t CO2eq/a.
Opzione 2: è ipotizzato un fattore di perdita forfettario pari al 10 per cento della produzione annua di biogas.
Opzione 3: se si può dimostrare che l’impianto è gestito secondo le regole del manuale di gestione della qualità del biogas (Biomasse Schweiz 2012) (presentazione dei documenti e delle liste di controllo rilevanti e verifica), è ipotizzato un fattore di perdita forfettario pari al 2 per cento della produzione annua di biogas. Per questa opzione devono essere soddisfatti in particolare i requisiti menzionati al capitolo 6 e nella lista di controllo 6.7.01 del manuale menzionato sopra.
3.4.4 Processo 4: emissioni prodotte dalla maturazione e dallo stoccaggio del prodotto di fermentazione
Dopo la fermentazione e la separazione, i prodotti di fermentazione solidi e liquidi sono conservati in depositi separati per la maturazione. La maturazione serve alla stabilizzazione biologica del digestato, che successivamente è sparso sui campi – eventualmente dopo un ulteriore stoccaggio che può durare mesi a seconda della stagione, delle condizioni meteorologiche e del fabbisogno di nutrienti delle culture.
Per determinare PEAer,y sono disponibili tre opzioni:
PEAer,y Opzione 1: le emissioni annue di CH4 sono determinate mediante misurazione (una volta all’anno) da parte di un servizio di misurazione certificato indipendente, estrapolate sull’arco dell’anno ed espresse in t CO2eq/a. La misurazione deve comprendere anche le emissioni di metano prodotte dallo stoccaggio di cosubstrati prima dell’immissione nel digestore (a partire dalla consegna all’impianto di produzione di biogas) e dall’eventuale stoccaggio finale del prodotto della fermentazione.
Opzione 2: se sono note le quantità di prodotto maturo sparse, le emissioni possono essere calcolate applicando un fattore di emissione pari a 2,2 kg CH4 per tonnellata di prodotto maturo (UFAM 2015a)14.
Valore prudenziale basato sulle incertezze del fattore del 100% descritte nel commento sull’EMIS.
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Opzione 3: se si può dimostrare che l’impianto è gestito secondo le regole del manuale di gestione della qualità del biogas (Biomasse Schweiz 2012) (presentazione dei documenti rilevanti e verifica), per questo processo è ipotizzato un fattore di perdita forfettario pari al 3 per cento della produzione annua di biogas.
3.4.5 Processo 5: produzione di elettricità partendo dal biogas nella centrale termoelettrica a
blocco (CTEB) Produzione di elettricità partendo dal biogas prodotto mediante un motore a combustione, che aziona un generatore per la produzione di energia elettrica.
PEEl,y le emissioni di CH4 generate dall’aria di scarico del motore a gas devono essere misurate una volta all’anno da un servizio di misurazione certificato indipendente, estrapolate per l’intero anno ed espresse in t CO2eq/a. Se dalle misurazioni emergono sempre valori simili per tre anni di seguito, la frequenza delle misurazioni può essere ridotta a una volta ogni tre anni.
3.4.6 Processo 6: emissioni prodotte dalla combustione in torcia del biogas
Il biogas è bruciato mediante una torcia ad esempio in caso di malfunzionamento o sovrapressione. Per determinare queste emissioni occorre misurare la quantità di biogas sottoposta a combustione in torcia.
Le emissioni di CH4 prodotte dalla combustione in torcia del biogas sono calcolate come segue:
Dove:
PEF, y emissioni del progetto annue prodotte dalla combustione del biogas in eccesso GWPCH4 potenziale di riscaldamento globale secondo l’ordinanza sul CO2; AF quantità di biogas in eccesso bruciato (TJ); EFCH4 fattore di emissione per le emissioni di CH4 per TJ di biogas bruciato in torcia. Per il CH4 è ipotizzato un EF di 6 kg CH4/TJ di biogas bruciato (UFAM 2015a).
Il fattore di emissione di 6 kg CH4/TJ segue un approccio prudenziale, dal momento che, a seconda del caso, la combustione in torcia di emergenza può essere necessaria anche in condizioni non ottimali (p. es. può attivarsi solo a partire da una determinata quantità di gas).
3.5 Perdita
Cosubstrato quale fattore limitante dell’addizionalità In una situazione di penuria di cosubstrati con un elevato potenziale di produzione di metano, la realizzazione di un nuovo impianto riduce la disponibilità di cosubstrati per altri progetti in corso, previsti o potenziali, ciò che potrebbe ostacolarne la realizzazione («perdita»). Se il mercato dei cosubstrati non costituisce un fattore limitante, il rilascio di attestati a progetti di valorizzazione della biomassa incoraggia quindi unicamente progetti di compensazione supplementari. In linea di massima, gli esperti sono d’accordo sul fatto che possono esservi perdite quando il mercato dei cosubstrati rappresenta un fattore limitante. Tuttavia, tali perdite sono difficili da quantificare, data la forte variabilità a livello regionale e temporale del mercato dei cosubstrati con un alto potenziale di
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produzione di metano. L’allegato J della comunicazione (Manuale per gli organismi di convalida e di controllo) stabilisce che in caso d’incertezza si può far ricorso a un approccio prudenziale applicando determinati valori di default15.
Siccome le incertezze legate alla perdita rendono praticamente impossibile ogni quantificazione scientificamente fondata di un fattore di sconto mentre il potenziale di perdita è considerato un dato di fatto dagli esperti la Segreteria Compensazione raccomanda di utilizzare una sottrazione generale del 10 per cento. 𝑓𝐶𝑆 = 90%
fCS fattore di sconto per la penuria di cosubstrati
Quota RIC limitata quale fattore limitante dell’addizionalità Anche il numero limitato di impianti di produzione di biogas promossi nell’ambito della RIC è un fattore limitante. Viste la prassi attuale di gestione della lista d’attesa della RIC e la base di dati limitata disponibile si rinuncia a quantificare l’effetto causato dalla perdita.
3.6 Calcolo della riduzione delle emissioni ottenuta
La riduzione annua delle emissioni è calcolata in base alla differenza tra le emissioni dello scenario di riferimento e le emissioni del progetto meno la perdita. Conformemente al capitolo 3.5, la perdita è determinata applicando un fattore di sconto forfettario.
La riduzione delle emissioni computabile annualmente è quindi calcolata come segue:
𝐸𝑅𝑦 = (𝑅𝐸𝑦 − 𝑃𝐸𝑦 ) × 𝑓𝐶𝑆 (10) Dove:
ERy riduzione annua delle emissioni (t CO2eq/a). REy emissioni dello scenario di riferimento nell’anno y (t CO 2eq/a). PEy emissioni dello scenario di progetto nell’anno y (t CO2eq/a). fCS fattore di sconto per la penuria di cosubstrati: 90 %
3.7 Analisi degli ostacoli
Gli ostacoli sono legati alla reddittività dell’impianto agricolo di produzione di biogas e sono analizzati mediante l’esame dell’economicità.
3.8 Prova dell’addizionalità
La prova dell’addizionalità del progetto è stabilita nella comunicazione (UFAM 2019). Per il tipo di progetto «impianti agricoli di produzione di biogas», per determinare lo scenario di riferimento occorre tener conto anche delle considerazioni relative all’addizionalità di cui al capitolo 3.2 del presente documento.
Cfr. Manuale per gli organismi di convalida e di controllo, Tabella 1, Approccio prudenziale: https://www.bafu.admin.ch/dam/bafu/it/dokumente/klima/uv-umwelt-vollzug/anhang_j_handbuchfuerdievalidierungs-undverifi-
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4 Requisiti del metodo di monitoraggio
Indicazioni sui dati e sui parametri misurati Dati/parametri MCFj Unità % Descrizione Fattore annuo di conversione del metano (%) per la combinazione di azienda fornitrice e sistema di stabulazione j. Fonte dei dati Ipotesi specifiche per la Svizzera secondo il NIR attuale (FOEN 2018). Metodo di misurazione Archiviazione elettronica durante il progetto e i cinque anni successivi. Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti Il valore MCF esprime la percentuale di sfruttamento del potenziale massimo di Bo nelle condizioni di stoccaggio specifiche.
Dati/parametri Bo,LT Unità m3 CH4/kg di materia organica secondo la categoria di animali. Descrizione potenziale massimo di produzione di metano del concime aziendale secondo la metodologia dell’inventario svizzero dei gas serra (FOEN 2018) per la relativa categoria di animali LT (m 3 CH4/kg VS). Attualmente tale metodologia si riferisce ai valori delle tabelle da 10A-4 a 10A-9 in IPCC 2006, volume 4, capitolo 10. Fonte dei dati Misurazione diretta o secondo IPCC 2006, volume 4, capitolo 10, ta- Metodo di misurazione Archiviazione elettronica durante il progetto e nei cinque anni successivi. Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri Qy, LT,j Unità kg Descrizione Quantità di concimi aziendali per la categoria di animali LT e l’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j prodotta nell’anno y. Fonte dei dati Le quantità di concimi aziendali per ogni categoria di animali devono essere rilevate dal gestore dell’azienda. Metodo di misurazione Archiviazione elettronica delle quantità misurate. Frequenza di misurazione Continua per ogni anno y. Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri SVSLT Unità % in peso Descrizione Tenore specifico di sostanza secca organica fermentabile dei concimi aziendali per la categoria di animali LT e l’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j. (Sostanza secca organica meno il tenore di ceneri; ossia unicamente i «solidi volatili»). Fonte dei dati La sostanza secca totale è determinata attraverso un’analisi di laboratorio dei campioni dei concimi aziendali secondo la categoria di animali. Metodo di misurazione Archiviazione elettronica dei risultati durante il progetto e nei cinque anni successivi.
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Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti Il valore SVSLT della quantità totale dei concimi aziendali forniti durante l’anno y per l’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j è determinato mediante un campionamento differenziato secondo la categoria di animali e la registrazione separata delle quantità prodotte (Qj,y,LT) sempre secondo la categoria di animali: per ogni categoria di animali presente all’interno dell’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j è regolarmente prelevato e congelato un campione rappresentativo del concime aziendale prodotto. Per ogni campione devono poter essere stabiliti in modo inequivocabile la categoria di animali (LT), la data e l’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j. Il richiedente deve elaborare un piano di campionamento adeguato, che garantisca la rappresentatività dei campioni. Può ad esempio prelevare un campione misto rappresentativo ogni settimana oppure campionare ogni lotto fornito all’impianto di produzione di biogas 16. Il piano di campionamento deve essere documentato nel piano di monitoraggio e verificato dal convalidatore. Alla fine dell’anno y, tutti i campioni provenienti dalla stessa categoria di animali e dallo stesso fornitore sono scongelati, miscelati e analizzati in laboratorio secondo il metodo CDM AM0073 (UNFCCC 2012, pag. 50) in modo da stabilirne il tenore di sostanza secca e di solidi volatili. Il valore SVSLT corrisponde al tenore di sostanza secca meno il tenore di ceneri.
Dati/parametri SVLT,y Unità kg di sostanza secca organica per animale e anno Descrizione Quantità di sostanza fermentabile nei concimi aziendali secondo la specie animale nell’anno y (kg SV per animale e anno). Fonte dei dati Il fattore SVLT,y è estratto dal NIR attuale per ogni categoria di animali LT. Metodo di misurazione Archiviazione elettronica durante il progetto e nei cinque anni successivi. Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti Per la categoria di animali «vacche da latte», SVLT,y è inoltre scalato in base alla resa di latte (RL) (SVLT,y,vacche da latte = 0.124892003 × RL+ 894.9103394). Le due costanti risultano dalla regressione in base alle cifre predefinite relative alla resa di latte e all’escrezione di SV. La resa di latte determina il fabbisogno di energia lorda della vacca da latte (GE) e di conseguenza l’escrezione di SV secondo IPCC 2006, volume 4, equazioni 10.16 e 10.24. Per ogni kg di latte, una vacca da latte ha bisogno di 3,14 MJ di energia netta (NEL) in più, il che corrisponde a circa 9,3 MJ di energia lorda.
Un possibile esempio di piano di campionamento è il metodo riportato nell’allegato 2 del metodo CDM AM0073 (UNFCCC 2012) con il relativo «Standard for sampling and surveys for CDM project activities and programme of activities».
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Dati/parametri NLT,y Unità Numero Descrizione Numero medio di capi per la categoria di animali LT all’interno dell’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j nell’anno y. Fonte dei dati Gestore dell’impianto. Metodo di misurazione Archiviazione elettronica durante il progetto e nei cinque anni successivi. Frequenza di misurazione Annuale Garanzia della qualità - Commenti La descrizione del progetto deve documentare come è rilevato NLT,y.
Dati/parametri MS%Bl,j,y Unità % Descrizione Percentuale della quantità totale di concimi aziendali prodotta dall’azienda fornitrice e del sistema di stabulazione j nell’anno y effettivamente forniti all’impianto di produzione di biogas. Fonte dei dati Gestore dell’impianto. Metodo di misurazione Le percentuali di concimi aziendali prodotto fornite annualmente sono misurate per categoria di animali un’unica volta il primo anno. Successivamente la percentuale di concime aziendale fornita all’impianto di produzione di biogas secondo la categoria di animali è stimata (in base ai risultati della prima misurazione e al numero attuale di capi per ogni categoria di animali). Archiviazione elettronica durante il progetto e nei cinque anni successivi. Frequenza di misurazione Annuale, determinata dalla stima del numero di animali effettivamente tenuto per categoria e dalla prima misurazione Garanzia della qualità - Commenti Se la quantità totale di concimi aziendali prodotta è fornita all’impianto di produzione di biogas, la percentuale è del 100 per cento.
Dati/parametri AIj Unità Giorni Descrizione Durata media di stoccaggio dei concimi aziendali all’interno dell’azienda fornitrice/sistema di stabulazione j per anno (in giorni). Cfr. formula (6). Fonte dei dati Registrazioni del gestore dell’azienda. Metodo di misurazione Determinazione continua della quantità di concimi aziendali che transita nel serbatoio di deposito. Frequenza di misurazione A ogni prelievo di concimi aziendali dal serbatoio di deposito. Garanzia della qualità - Commenti AIj risulta dal quoziente tra il volume medio della quantità di concimi aziendali stoccata (Volstoccaggio) e il volume della quantità totale di concimi aziendali prelevata ogni anno (per l’impianto di produzione di biogas o per lo spargimento diretto sui campi) (VolCA tot) moltiplicato per 365 (formula 6). Il volume VolCA tot è il quoziente tra la massa della quantità totale di concimi aziendali per anno (del sistema di stabulazione considerato) e la densità media dei concimi aziendali.
Dati/parametri Vj,y Unità Numero Descrizione Numero di viaggi di consegna dall’azienda fornitrice j all’impianto di produzione di biogas nell’anno y.
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Fonte dei dati Gestore dell’impianto. Metodo di misurazione Registrazione elettronica dei viaggi in un elenco. Frequenza di misurazione A ogni viaggio. Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri Dj Unità Minuti (min.) Descrizione Durata di un viaggio di consegna dall’azienda fornitrice j all’impianto e ritorno Fonte dei dati Gestore dell’impianto (o persona che effettua i trasporti). Metodo di misurazione Lettura dell’ora alla partenza e all’arrivo. Se del caso dedurre dalla durata del viaggio eventuali pause prolungate. Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri EFt Unità kg CO2/min Descrizione Fattore di emissione per minuto di esercizio Trattori: 0,28 kg CO2/min Fonte dei dati Banca dati offroad online, UFAM 2015b. Metodo di misurazione - Frequenza di misurazione - Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri Distj Unità km Descrizione Distanza di un viaggio di consegna dall’azienda fornitrice j all’impianto e ritorno. Fonte dei dati Gestore dell’impianto (o persona che effettua i trasporti). Metodo di misurazione Lettura del contachilometri o calcolo del percorso mediante un software online (p. es. Google Maps). Frequenza di misurazione Per ogni periodo di verifica. Garanzia della qualità - Commenti -
Dati/parametri EFs Unità kgCO2/km Descrizione Fattore di emissione per chilometro percorso: 0,430 kg CO2/km17. Fonte dei dati Consultazione della banca dati online UFAM 2015b per i trattori 2015. Metodo di misurazione - Frequenza di misurazione - Garanzia della qualità - Commenti -
Consultazione per i trattori agricoli nel 2015: 17 kg CO2/h ipotizzando una velocità media di 40 km/h.
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Dati/parametri AF Unità TJ Descrizione Quantità misura di biogas bruciato in torcia Fonte dei dati Strumento di misura sulla torcia o stima della quantità in base alla durata di funzionamento della torcia (ore di esercizio). Metodo di misurazione Rapporto elettronico dei processi di combustione in torcia. Frequenza di misurazione A ogni combustione in torcia. Garanzia della qualità - Commenti -
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5 Sintesi dei valori standard per parametri fissi
Capitolo Parametro fisso Valore standard Fonte Aggiornato il
3.3 Densità del CH4 a temperatura 6,7*10-4 t/m3 UNFCCC, 27.05.2015
ambiente (20 °C) e 1 atm di 2012 pressione atmosferica
3.3 MCF in caso di stoccaggio di 13.5 % FOEN, 2018 21.2.2019
liquame in forma liquida
3.3 Fattore prudenziale per le in- 0,94 UNFCCC, 27.05.2015
certezze legate al MCF 2012
3.3 SVLT,y,vacche da latte 0.124892003; FOEN, 2018 26.2.2019
894.9103394
3.4 Tasso di degradazione dei 0,069; 14,49 UNFCCC, 27.05.2015
concimi aziendali stoccati 2012 (formula 15)
3.4 Fattori di emissione durante i Trattore: Banca dati of- 27.05.2015
viaggi di consegna secondo la 0,28 kgCO2/min froad UFAM durata 2015b
3.4 Fattori di emissione durante i 0,43 kg CO2/km Banca dati of- 12.05.2015
viaggi di consegna secondo la froad UFAM distanza 2015b
3.4 Perdite di gas forfettarie du- 10 % Stima 27.05.2015
rante i processi di fermenta- UFAM18 zione 2 % secondo Bio- Biomasse masse Schweiz Schweiz
3.4 Emissioni prodotte dalla matu- 2,2 kg CH4/t di pro- UFAM 2015a 27.05.2015
razione e dallo stoccaggio del dotto maturo prodotto di fermentazione 3% Biomasse Schweiz
3.4 Fattore di emissione di CH4per 6 kgCH4/TJ UFAM 2015a 27.05.2015
TJ durante la combustione in torcia del biogas
3.5 Fattore di sconto per la perdita 10 % Segreteria 27.4.2015
in relazione al mercato dei co- Compensasubstrati limitato zione
In base al metodo CDM AM0073, pag. 9: se la perdita non viene misurata, occorre utilizzare un valore del 15 % (UNFCCC 2012)
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6 Bibliografia
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Modifiche
Data Versione Modifica Ottobre 2015 2 1a versione pubblicata del metodo standard, pubblicata il 30.10.15 Marzo 2019 3 Correzione della formula (3), Parametro VSLT,y Aggiornamento dei riferimenti Per il fattore di conversione del metano MFC, utilizzare sistematicamente i valori dell’inventario svizzero dei gas serra (National Inventory Report), eventuali deroghe sono possibili solo in presenza di misurazioni e/o motivazioni dettagliate.