Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina
2010 > Pratica ambientale > Fauna selvatica
> Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina La gestione integrata del capriolo, del camoscio, del cervo e del loro habitat
> Pratica ambientale > Fauna selvatica
> Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina La gestione integrata del capriolo, del camoscio, del cervo e del loro habitat
A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM Berna, 2010
Valenza giuridica della presente pubblicazione Indicazione bibliografica La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAM in veste di autorità di Ufficio federale dell’ambiente UFAM (ed.) 2010: Aiuto all’esecuzione vigilanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato primariamente Bosco e selvaggina. La gestione integrata del capriolo, del camoscio, alle autorità esecutive. Nel testo viene data concretezza a concetti del cervo e del loro habitat. Pratica ambientale n. 1012. 24 pag. giuridici indeterminati, inclusi in leggi e ordinanze, nell’intento di promuoverne un’esecuzione uniforme. Le autorità esecutive che si Grafica e impaginazione attengono ai testi d’aiuto all’esecuzione possono avere la certezza di Ursula Nöthiger-Koch, 4813 Uerkheim rispettare il diritto federale. Sono tuttavia ammesse anche soluzioni alternative, purché siano conformi al diritto in vigore. I testi d’aiuto Foto di copertina all’esecuzione (designati finora spesso anche con il nome di direttive, Josef Griffel istruzioni, raccomandazioni, manuali, aiuti pratici ecc.) sono pubblicati Per ordinare la versione stampata e scaricare il PDF dall’UFAM nella serie «Pratica ambientale». UFCL, Distribuzione pubblicazioni federali, CH-3003 Berna tel. +41 (0)31 325 50 50, fax +41 (0)31 325 50 58 Numero di ordinazione: 810.100.086i www.ambiente-svizzera.ch/uv-1012-i Nota editoriale La presente pubblicazione è disponibile anche in tedesco e francese. Editore Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) Le nozioni pratiche relative alla presente pubblicazione sono L’UFAM è un Ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, dei pubblicate nella collana dell’UFAM Scritti sull’ambiente: Wald und trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Wild – Grundlagen für die Praxis. Wissenschaftliche und methodische Grundlagen zum integralen Management von Reh, Gämse, Rothirsch Responsabili del progetto UFAM und ihrem Lebensraum. Umwelt-Wissen n. 1013 (disponibile in Nicole Imesch, divisione Gestione delle specie tedesco e francese). André Wehrli, divisione Prevenzione dei pericoli Il file in formato PDF può essere scaricato al seguente indirizzo: Giorgio Walther, divisione Foreste www.umwelt-schweiz.ch/uw-1013-d
Direzione del progetto UFAM © UFAM 2010 Reinhard Schnidrig-Petrig, divisione Gestione delle specie Arthur Sandri, divisione Prevenzione dei pericoli Bruno Röösli, divisione Foreste
Accompagnamento del progetto Harald Bugmann, Politecnico federale di Zurigo Yvon Crettenand, Ufficio della caccia e della pesca del Canton Vallese Jürg Fritschi, Ufficio forestale del Canton San Gallo Andreas Kayser, Ufficio forestale del Canton Nidvaldo Josef Muggli, Ufficio della caccia e della pesca del Canton Lucerna Oswald Odermatt, WSL Birmensdorf Josef Senn, WSL Birmensdorf Conny Thiel-Egenter, CCP
> Indice 3
> Indice Abstracts 5 Prefazione 7
1 Obiettivi e principi generali 9
1.1 Obiettivi dell’aiuto all’esecuzione Bosco
e selvaggina 9
1.2 Principi di gestione sostenibile del bosco
e della selvaggina 10
2 Approccio ai problemi legati alla gestione
del bosco e della selvaggina 13
2.1 Fase 1: individuazione e localizzazione
dei problemi su un’ampia area 13
2.2 Fase 2: analisi dei problemi e determinazione
della necessità di intervento nel caso di una mancata rinnovazione a livello regionale 15
2.3 Fase 3: elaborazione di un piano di gestione
del bosco e della selvaggina 16
2.4 Fase 4: attuazione delle misure 18
2.5 Fase 5: controllo dei risultati 19
3 Basi legali e sussidi 21
3.1 Basi legali 21
3.2 Sussidi federali nel quadro dei programmi NPC 22
3.2.1 La tematica relativa al bosco e alla selvaggina
nel programma NPC Bosco di protezione 22
3.2.2 La tematica relativa al bosco e alla selvaggina
nel programma NPC Gestione della foresta 22
3.2.3 Aiuti finanziari per l’elaborazione di piani
di gestione del bosco e della selvaggina e per le relative misure 22
3.2.4 Controllo dei risultati nel quadro degli accordi
programmatici NPC 24
3.2.5 Sanzioni 24
> Abstracts 5
> Abstracts This enforcement aid defines principles for sustainable management in the area of Keywords: forest and ungulates and a five-step approach to be taken to forest-ungulates problems. forest-ungulates concepts, A damage and concept threshold is defined for the impact of ungulates on forest rege- impact of ungulates on forest neration. If this threshold is exceeded, corresponding measures must be taken. The regeneration, regulation of ungulate populations is a basic precondition for further measures such as ungulate population habitat improvement and the reduction of noise-related habitat impacts. Forest- management, habitat ungulates concepts and their implementation constitute the central element of forest- improvement and the reduction ungulates conflict resolution. The enforcement aid is primarily aimed at the cantonal of noise-related habitat impacts, forestry and hunting authorities, however its target group also includes practitioners integrated ungulates working on the ground, such as forest wardens, gamekeepers and hunters. management
Die vorliegende Vollzugshilfe definiert Grundsätze für die nachhaltige Bewirtschaf- Stichwörter: tung von Wald und Wild sowie die Vorgehensweise in 5 Schritten bei Wald-Wild-Pro- Wald-Wild-Konzepte, blemen. Für den Wildeinfluss auf die Waldverjüngung werden eine Schadens- und eine Wildeinfluss auf Waldverjüngung, Konzeptschwelle definiert. Wird diese Schwelle überschritten, müssen entsprechende Wildbestandesregulierung, Massnahmen getroffen werden. Die Basisregulierung des Wildes ist dabei Grund- Lebensraumverbesserung voraussetzung für weitere Massnahmen wie die Lebensraumverbesserung und -beru- und -beruhigung, higung. Wald-Wild-Konzepte und deren Umsetzung sind das zentrale Element bei der integrales Wildmanagement Lösung von Wald-Wild-Konflikten. Die Vollzugshilfe richtet sich primär an die kantonalen Wald- und Jagdverwaltungen, aber auch die Praktiker im Feld – Förster, Wildhüter und Jäger – gehören zur Zielgruppe.
La présente aide à l’exécution fixe les principes d’une gestion durable des forêts et du Mots-clés: gibier et propose une procédure en cinq étapes en cas de conflits forêt-gibier. Elle dé- stratégies forêt-gibier, finit un seuil de tolérance et un seuil stratégique pour l’influence du gibier sur le rajeu- influence du gibier sur le nissement de la forêt. Des mesures doivent être prises dès que ces seuils sont dépassés. rajeunissement de la forêt, La régulation du gibier est une condition essentielle à toute autre mesure telle que régulation du gibier, l’amélioration de la qualité et de la tranquillité des habitats. Les stratégies forêt-gibier amélioration de la qualité et de la et leur mise en œuvre sont au cœur de la résolution des conflits dans le domaine. Cette tranquillité des habitats, aide à l’exécution est destinée en priorité aux administrations cantonales des forêts et gestion intégrée du gibier de la chasse, mais s’adresse également aux professionnels de terrain – forestiers, gardes-faune et chasseurs.
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L’aiuto all’esecuzione fissa i principi per una gestione sostenibile del bosco e della Parole chiave: selvaggina, prevede una procedura di cinque fasi contro i conflitti e definisce una piano di gestione del bosco e soglia di tolleranza e una soglia strategica per misurare l’impatto della selvaggina sulla della selvaggina, rinnovazione del bosco. Il superamento delle soglie esige l’adozione di misure. La impatto della selvaggina sulla regolazione della selvaggina è una condizione essenziale per l’adozione di altre misure, rinnovazione del bosco, come il miglioramento della qualità e della tranquillità degli habitat. Le strategie di regolazione della selvaggina, gestione del rapporto fra il bosco e la selvaggina e la loro attuazione sono il perno miglioramento della qualità e attorno a cui ruota la soluzione dei conflitti. Il testo si rivolge soprattutto ai servizi della tranquillità degli habitat, cantonali, ai forestali, ai guardacaccia e ai cacciatori. gestione integrata della selvaggina
> Prefazione 7
> Prefazione Non vi sono dubbi: il rapporto fra il bosco e la selvaggina preoccupa sia i forestali che i cacciatori. Questa tematica ha assunto sempre più importanza in particolare in seguito alla forte crescita delle popolazioni di ungulati registrata nella seconda metà del secolo scorso e al progressivo ritorno alla selvicoltura naturalistica volta a garantire una rinnovazione naturale del bosco. Venti, trent’anni fa, vi erano molte aree con forti concentrazioni di caprioli, cervi e, in parte, anche di camosci e con condizioni di vita per la selvaggina nel bosco talmente sfavorevoli da aver reso impossibile o fortemente limitato ogni rinnovazione naturale del bosco. Vi sono tuttora numerose regioni in cui la situazione è rimasta immutata. La Confederazione si è pertanto vista costretta a definire una serie di principi giuridici riguardanti la gestione del bosco e della selvaggina. Per illustrare e applicare tali principi, la Confederazione ha pubblicato nel 1995 la circolare n. 21, le cui disposizioni, in linea di massima, si sono rivelate efficaci nel corso degli anni. Le regolazioni degli effettivi di capriolo, camoscio e cervo avvengono attualmente in gran parte sulla base di tali disposizioni, in molti Cantoni sono stati elaborati piani di gestione del bosco e della selvaggina e si sono ottenuti i primi successi nella valorizzazione degli habitat della selvaggina. La cooperazione tra le autorità forestali e le autorità venatorie è migliorata nel complesso. Nonostante questi successi, esistono ancora deficit e possibilità di ottimizzazione.
Nel quadro della nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC) e delle conseguenti novità introdotte nell’ambito della politica di sovvenzionamento nel settore ambientale, la tematica relativa al bosco e alla selvaggina è stata integrata nei nuovi Programmi NPC «Bosco di protezione» e «Gestione della foresta». Ciò ha offerto alla Confederazione l’opportunità ideale per esaminare i deficit esistenti nell’ambito della gestione del bosco e della selvaggina e per adottare miglioramenti. Il presente aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina subentra alla circolare n. 21.
Il documento è finalizzato a promuovere la rinnovazione naturale del bosco, affinché l’impatto esercitato dagli ungulati selvatici non la fermi o non modifichi in modo determinante la sua composizione arborea. Lo strumento dei piani di gestione del bosco e della selvaggina andrà rafforzato ottimizzando e concretizzando ulteriormente tali piani mediante una procedura definita in maniera chiara al fine di favorirne l’attuazione. Questo obiettivo dovrà essere raggiunto anche attraverso un processo che partendo dall’analisi del problema porta alla pianificazione e all’applicazione delle misure e si conclude con il controlling. È inoltre importante riconoscere che il necessario equilibrio tra il bosco e la selvaggina non può essere ottenuto solo mediante una pianificazione della caccia corretta dal punto di vista della biologia faunistica, bensì anche valorizzando attivamente e assicurando maggiore tranquillità agli habitat e alle zone di riposo della selvaggina. Un simile approccio integrato viene rafforzato dall’aiuto all’esecuzione ed è inteso a promuovere la collaborazione tra le autorità forestali e
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venatorie cantonali, già molto buona in numerosi casi e comunque decisiva per risolvere con successo la questione della gestione del bosco e della selvaggina.
Ci auguriamo dunque che il presente aiuto all’esecuzione possa essere attuato nei Cantoni nel migliore dei modi.
Willy Geiger Andreas Götz Vicedirettore Vicedirettore Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
1 > Obiettivi e principi generali 9
1 > Obiettivi e principi generali
1.1 Obiettivi dell’aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina
Obiettivo generale Obiettivi
Anche in assenza di misure volte a prevenire danni da selvaggina, gli ungulati non impediscono la rinnovazione naturale del bosco con specie adatte alla stazione. La rinnovazione naturale del bosco è un obiettivo fissato secondo la legge federale sulle foreste (LFo, art. 27 cpv. 2) e secondo la legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP, art. 3 cpv. 1). Il presente aiuto all’esecuzione fornisce istruzioni su come raggiungere tale obiettivo e su come allestire e attuare un piano di gestione del bosco e della selvaggina secondo l’articolo 31 dell’ordinanza sulle foreste. Gli interventi indispensabili per raggiungere tale obiettivo sono basati su una pianificazione congiunta tra autorità forestali e venatorie.
Obiettivi specifici dell’aiuto all’esecuzione
> La procedura ottimale da seguire per risolvere i problemi che condizionano il rapporto fra il bosco e la selvaggina è definita (cfr. cap. 2 «Vorgehensweise bei Wald- Wild-Problemen» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»). > Per migliorare i confronti nel tempo, nello spazio e oltre i confini amministrativi (p. es. i confini cantonali), i piani di gestione del bosco e della selvaggina poggiano su basi uniformate. > La regolazione sostenibile degli effettivi di caprioli, camosci e cervi è garantita. > L’economia forestale tiene conto delle esigenze della selvaggina. > La soluzione dei problemi prende in considerazione anche altri fattori che influiscono fortemente sulla tematica relativa al bosco e alla selvaggina (agricoltura, disturbo provocato dalle attività del tempo libero ecc.). > Viene rafforzata la collaborazione tra le autorità forestali e le autorità venatorie. > La collaborazione intercantonale viene promossa quando è opportuno. > Il processo si conclude con un controllo dei risultati definito.
Obiettivo specifico delle nozioni pratiche di base 1
> Per garantire la qualità della procedura nel caso in cui il rapporto fra il bosco e la selvaggina fosse condizionato da problemi, vengono elencate le nozioni pratiche di
1 Pubblicazione della collana dell’UFAM Studi sull’ambiente: Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis. Wissenschaftliche und
methodische Grundlagen zum integralen Management von Reh, Gämse, Rothirsch und ihrem Lebensraum. Umwelt-Wissen n. 1013. Il testo può essere scaricato in formato PDF al seguente indirizzo: www.umwelt-schweiz.ch/uw-1013-d (disponibile in tedesco e francese).
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base e descritte dal punto di vista metodologico le misure necessarie (cfr. capitoli da 1 a 9 «Vorgehensweise bei Wald-Wild-Problemen» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»).
Il presente aiuto all’esecuzione e le relative nozioni pratiche sono rivolte alle autorità Destinatari forestali e alle autorità venatorie cantonali. Per una migliore attuazione, i due documenti saranno messi a disposizione degli esperti che operano sul territorio, in particolare dei forestali, dei guardacaccia e dei cacciatori.
1.2 Principi di gestione sostenibile del bosco e della selvaggina
> Il bosco come ecosistema multifunzionale: i boschi devono spesso rispondere a varie esigenze. Forniscono materie prime ed energia, costituiscono l’habitat di numerosi animali selvatici, sono uno spazio di relax e di svago per l’uomo e ci proteggono dai pericoli naturali. Quest’ultimo aspetto assume una grande importanza in un Paese dalla morfologia montuosa come la Svizzera dove i boschi proteggono in maniera affidabile ed economica la popolazione e le infrastrutture da valanghe, caduta di massi, piene o frane. Affinché i nostri boschi possano assolvere a lungo queste funzioni, devono potersi rinnovare in modo continuo.
> Fattori che esercitano un impatto sulla rinnovazione del bosco: la rinnovazione forestale può essere favorita oppure ostacolata da molti fattori. Sono, per esempio, necessari i semi giusti, che per germogliare richiedono luce, calore e umidità sufficienti; devono poi essere presenti determinati funghi e non deve essere eccessiva né la concorrenza con altre piante né l’impatto degli erbivori. Raramente si può determinare con certezza quale di questi fattori è stato decisivo ai fini del successo o dell’insuccesso della rinnovazione. In questo contesto l’impatto della selvaggina è un fattore tra tanti, tuttavia talvolta può essere quello determinante. A seconda della specie e della situazione, la selvaggina può incidere in modo diverso sul bosco, per esempio attraverso il brucamento, lo scortecciamento e lo sfregamento.
> Brucamento: il fenomeno più frequente è il brucamento degli alberi giovani da parte degli ungulati. In certi casi possono provocare danni ingenti anche lo scortecciamento e lo sfregamento. Si tratta tuttavia di problemi locali e pertanto poco significativi a livello nazionale. A ciò si aggiunge che, a differenza del brucamento, lo scortecciamento non dipende dalla densità di selvaggina ed è quindi più difficile influire su di esso. Il presente aiuto all’esecuzione e le relative nozioni pratiche si limitano pertanto alla tematica del brucamento.
> Coesistenza di bosco e selvaggina: la gestione della selvaggina e del bosco deve consentire la coesistenza di questi due ambiti. Si tratta, in altre parole, di garantire sia l’esistenza di popolazioni di selvaggina adatte al tipo di bosco che tipi di bosco in grado di ospitare dette popolazioni. L’equilibrio fra il bosco e la selvaggina non è mai dato per scontato, la loro interazione è sempre dinamica. A seconda dell’habitat e delle funzioni del bosco, si vengono quindi a creare condizioni e sfide diverse.
1 > Obiettivi e principi generali 11
> Cura del bosco e regolazione di base della selvaggina: i Cantoni stabiliscono le condizioni quadro per la cura e la gestione del bosco in modo da garantire che vi siano buone condizioni per la rinnovazione naturale (p. es. luce a sufficienza) e che gli ungulati selvatici possano trovare habitat adeguati e sufficiente tranquillità. Inoltre, pianificano la caccia in modo che le popolazioni siano proporzionate alle capacità dell’habitat e che la struttura d’età e la ripartizione tra i sessi siano naturali. I valori consigliati per la rinnovazione naturale devono poter essere raggiunti anche senza misure di protezione contro i danni da selvaggina su almeno il 75 per cento dell’intera superficie boschiva. Nel bosco di protezione questo tasso è rilevato secondo l’aiuto all’esecuzione «Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia» (NaiS), negli altri boschi in base agli obiettivi selvicolturali.
> Definizione di danni da selvaggina: dalla prospettiva ecologica il brucamento non è classificabile a priori come danno da selvaggina, pertanto si parla di danno da selvaggina solo quando è superata la sostenibilità socioeconomica. La definizione di sostenibilità e, in questo contesto, della soglia che rende necessario l’allestimento di un piano di gestione del bosco e della selvaggina (cfr. pag. 14), dipende dalla funzione primaria del bosco (p. es. bosco di protezione), ossia varia a seconda del territorio.
> Regolazione di base della selvaggina: è possibile influire positivamente sulla capacità portante di un habitat riducendo da un lato la domanda (regolazione degli effettivi di selvaggina) e aumentando dall’altro l’offerta di cibo (cura dei biotopi). Un aumento dell’offerta riduce però l’impatto della selvaggina sulla rinnovazione del bosco solo se, al contempo, non vi è alcun aumento degli effettivi. La regolazione delle popolazioni di fauna selvatica costituisce il principio e il presupposto necessari per la pianificazione di altri provvedimenti a favore del bosco di protezione quali la cura dei biotopi.
> Cause del forte impatto della selvaggina sulla rinnovazione del bosco: la selvaggina può esercitare un forte impatto sulla rinnovazione del bosco quando sono presenti sul territorio popolazioni di ungulati troppo numerose. Nella maggior parte delle situazioni, la concentrazione della selvaggina nel territorio ha un ruolo altrettanto importante, per esempio nelle zone di riposo negli habitat invernali. Nell’attuale paesaggio rurale la concentrazione della selvaggina è rafforzata da diversi aspetti: – dispersione insediativa; – nuove attività del tempo libero, per esempio escursioni con le racchette da neve; – agricoltura intensiva. Questi sviluppi sottraggono aree di pastura e di riparo alla selvaggina, in particolare nello spazio aperto. Poiché gli animali selvatici si rifugiano perlopiù in aree coperte da boschi, questa concentrazione acuisce sensibilmente i problemi di gestione relativi al bosco e alla selvaggina.
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> Approccio integrato: in generale, per ridurre l’incidenza del brucamento non è sufficiente intensificare l’attività venatoria e adottare misure forestali, ma è necessario rafforzare l’approccio integrato dei piani di gestione del bosco e della selvaggina. Occorre considerare in particolare: – l’agricoltura, vista la grande importanza che assume nell’habitat della selvaggina; – il turismo, le attività del tempo libero e la pianificazione del territorio per ridurre il disturbo arrecato agli animali selvatici dalle attività umane.
> Importanza della comunicazione: una buona comunicazione che favorisce la fiducia tra le parti in causa, rappresenta un fattore importante, se non addirittura il fattore chiave, per un’efficace gestione del bosco e della selvaggina. Per giungere a soluzioni accettabili per tutti, è necessario cooperare e stringere rapporti di partenariato. Nei progetti relativi al bosco e alla selvaggina, le difficoltà maggiori nascono sempre quando posizioni diverse si trasformano in uno scontro emotivo e in un rifiuto reciproco. Una simile situazione deve essere evitata, in caso contrario si raccomanda di ricorrere a un mediatore esterno.
> Ruolo dei predatori: i grandi predatori quali la lince e il lupo, che hanno ripopolato alcune zone del territorio svizzero, possono avere un impatto notevole sulle popolazioni di selvaggina e quindi, indirettamente, anche sulla rinnovazione del bosco. Accanto all’uomo, sono l’anello posto più in alto della catena alimentare nell’ecosistema bosco e contribuiscono a mantenere naturale il rapporto fra il bosco e la selvaggina. I problemi esistenti fra gli interessi del bosco e quelli della selvaggina devono comunque poter essere risolti a prescindere dalla presenza dei grandi predatori. Questi ultimi devono essere considerati nella pianificazione della caccia ma non sostituiscono l’attività venatoria.
2 > Approccio ai problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina 13
2 > Approccio ai problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina
I problemi che nascono dal conflitto d’interessi fra il bosco e la selvaggina sono in genere complessi, così come è complessa la loro soluzione. Tale complessità è dovuta da un lato al numero degli attori coinvolti e dall’altro al contesto bio-ecologico spesso difficile da comprendere. I capitoli 1 «Zusammenspiel zwischen Wild und Wald», 2 «Walddynamik» e 3 «Waldbiologie» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis» presentano un’analisi di questo contesto.
Data questa complessità, spesso non esistono soluzioni semplici, sempre e ovunque Cinque fasi applicabili per risolvere i vari problemi che rendono difficile il rapporto fra il bosco e la selvaggina. Attenendosi tuttavia alla procedura di cinque fasi concrete, illustrate qui di seguito (cfr. anche fig. 1), è comunque possibile elaborare un progetto ben strutturato e con ogni probabilità efficace.
2.1 Fase 1: individuazione e localizzazione dei problemi su un’ampia area
Innanzitutto vengono valutate la rinnovazione naturale e la regolazione di base della 1. Individuazione dei problemi selvaggina a livello regionale. Questa valutazione può essere di tipo qualitativo ed è quindi sufficiente una perizia. Un esame complessivo delle perizie regionali consente di valutare il rapporto fra il bosco e la selvaggina sull’intera superficie cantonale. A seconda del risultato si può procedere nei modi seguenti:
a) Su oltre il 25 per cento della superficie boschiva del Cantone 2 i valori auspicati Soglia di danno per la rinnovazione 3 (= soglia di danno) non possono essere raggiunti senza l’adozione di misure contro i danni da selvaggina. → La regolazione di base deve essere verificata ed eventualmente adeguata, e deve essere elaborato un piano cantonale di gestione del bosco e della selvaggina (cfr. fig. 1).
b) Su meno del 25 per cento della superficie boschiva del Cantone i valori auspicati per la rinnovazione3 non possono essere raggiunti senza l’adozione di misure contro i danni da selvaggina. → La soglia di danno cantonale non è superata. La perizia consente tuttavia di localizzare una o più regioni problematiche che in seguito andranno analizzate in dettaglio (cfr. fig. 1).
2 La valutazione dei valori auspicati per la rinnovazione viene effettuata su aree di una certa dimensione (e non in base al numero degli
effettivi o alla superficie da rinnovare). In base al rapporto che riporta i risultati dell’IFN 3 (cap. 3.2.) la percentuale delle piante brucate è indipendente dalla superficie di riferimento.
3 Valori auspicati per la rinnovazione nel bosco di protezione secondo NaiS; altrimenti secondo le condizioni di base per la selvicoltura
naturalistica (indicatore delle essenze chiave, rapporto tecnico 2010).
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 14
Se l’ufficio forestale di un Cantone ritiene che il rapporto fra il bosco e la selvaggina non presenti problemi di rilievo, non è necessaria alcuna perizia per dimostrarlo.
La valutazione della regolazione di base si fonda sul seguente principio:
La caccia agli animali giovani e alle femmine, nella zona faunistica e per tutte le spe- Regolazione di base cie di ungulati presenti, è conforme alle conoscenze in materia di biologia della fauna selvatica per quanto concerne gli interventi mirati sulle popolazioni.
Ciò significa che l’abbattimento è conforme ai seguenti criteri:
Capriolo Camoscio Cervo
Obiettivo: stabilizzazione della popolazione RS 1 : 1 maschio: femmina 1:1 1:1 % di animali giovani 25 % piccoli oppure 40 % piccoli 25 % piccoli 25 % cerbiatti + capi di un anno + capi di un anno + femmine sottili/fusoni Numero di capi uccisi Incremento Incremento Incremento per unità di superficie
Obiettivo: diminuzione della popolazione % minima di animali 25 % piccoli oppure 50 % piccoli 30 % piccoli 35 % cerbiatti giovani + capi di un anno + capi di un anno + femmine sottili/fusoni Numero di capi uccisi > Incremento > Incremento > Incremento per unità di superficie
Obiettivo: aumento della popolazione % di animali giovani 25 % piccoli oppure 40 % piccoli 25 % piccoli 25 % cerbiatti + capi di un anno + capi di un anno + femmine sottili/fusoni
Se nella quota di individui giovani di capriolo si includono anche i capi di un anno, il servizio cantonale della caccia illustra in modo trasparente come e secondo quali criteri avviene il rilevamento. → Il capitolo 4 «Methoden zur Erhebung von Schalenwildbeständen» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis» presenta un metodo per individuare e localizzare i problemi.
→ Il capitolo 7 «Jagdplanung bei Reh, Gämse und Rothirsch» contiene invece le spiegazioni sulla pianificazione della caccia.
2 > Approccio ai problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina 15
2.2 Fase 2: analisi dei problemi e determinazione della necessità di intervento
nel caso di una mancata rinnovazione a livello regionale
Una volta riscontrato e localizzato a grandi linee un problema di rinnovazione, è neces- 2. Analisi dei problemi sario analizzarlo e quantificarlo dettagliatamente a vari livelli. L’analisi deve essere effettuata congiuntamente dalle autorità forestali e dalle autorità venatorie e la valutazione deve essere infine trascritta in un verbale approvato da tutti gli attori.
Un’analisi congiunta dei problemi comprende i seguenti livelli:
> indicazioni quantitative sull’impatto della selvaggina e di eventuali altri fattori sulla rinnovazione naturale del bosco nelle aree problematiche; > analisi dei valori effettivi/auspicati per la rinnovazione naturale del bosco ; > stima degli effettivi di ungulati e valutazione della loro distribuzione nell’areale; > valutazione della qualità dell’habitat (cibo disponibile, disturbo ecc.) nel bosco e nello spazio aperto; > valutazione della regolazione di base della selvaggina nell’areale.
In base a questa valutazione congiunta si stabilisce se nella regione interessata è neces- Quando è necessario elaborare sario elaborare un piano di gestione del bosco e della selvaggina: un piano bosco-selvaggina?
Areali di distribuzione della selvaggina con almeno il 20 per cento di bosco di prote- Soglia per l’elaborazione zione (per la definizione di areale cfr. capitolo 6 delle nozioni pratiche «Wald und Wild di un piano bosco-selvaggina – Grundlagen für die Praxis»).
a) Se, nonostante la regolazione di base della selvaggina e in assenza di misure di prevenzione passiva dei danni da selvaggina, i tassi di rinnovazione auspicati secondo NaiS non vengono raggiunti, a causa della presenza di selvaggina, su più del 10 per cento della superficie del bosco di protezione dell’areale, è necessario elaborare un piano di gestione del bosco e della selvaggina. Questa soglia del 10 per cento permette di individuare eventuali problemi nelle aree forestali con funzione protettiva particolarmente sensibili e di intervenire tempestivamente.
b) Areali di distribuzione della selvaggina con meno del 20 per cento di bosco di protezione: se, nonostante la regolazione di base della selvaggina e in assenza di misure di prevenzione passiva dei danni da selvaggina, la rinnovazione naturale del bosco con essenze adatte alla stazione non viene raggiunta, a causa della presenza di selvaggina, su più del 25 per cento della superficie boschiva dell’areale, è necessario elaborare un piano di gestione del bosco e della selvaggina. Questa soglia del 25 per cento permette di individuare eventuali problemi all’interno dell’areale e di intervenire.
→ Nel capitolo 4 «Methoden zur Erhebung und Beurteilung des Wildeinflusses auf die Waldverjüngung» e 5 «Methoden zur Erhebung von Schalenwildbeständen» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis» sono descritti i metodi indicati per l’analisi dei problemi.
4 Valori auspicati per la rinnovazione nel bosco di protezione secondo NaiS; altrimenti secondo le condizioni di base per la selvicoltura
naturalistica (indicatore delle essenze chiave, rapporto tecnico 2010).
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 16
2.3 Fase 3: elaborazione di un piano di gestione del bosco e della selvaggina
Nell’elaborazione di un piano di gestione del bosco e della selvaggina secondo 3. Elaborazione del piano l’articolo 31 dell’ordinanza sulle foreste va tenuto conto dei seguenti aspetti: bosco-selvaggina
> Spetta in primo luogo agli uffici forestali e della caccia cantonali elaborare un piano di gestione del bosco e della selvaggina. Se necessario, nella pianificazione dei provvedimenti vanno coinvolti anche altri gruppi di interesse, quali gli uffici cantonali competenti in materia di pianificazione del territorio, agricoltura, natura e paesaggio, i cacciatori, i proprietari di bosco, gli agricoltori e le organizzazioni turistiche. Questo processo partecipativo deve far sì che gli obiettivi e le misure siano definiti considerando tutte le informazioni disponibili e siano possibilmente accettati da tutte le parti in causa. Il Cantone deve inoltre indicare in quale modo gli obiettivi e le misure relativi ai vari ambiti vengono armonizzati e disciplinati efficacemente, per esempio nell’ambito della pianificazione forestale regionale.
> I piani di gestione del bosco e della selvaggina possono essere elaborati su scala spaziale diversa. In generale i piani cantonali/interregionali vanno distinti dai piani regionali (per le definizioni cfr. capitolo 6 «Bestandteile eines Wald-Wild-Konzepts» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»)
> L’elaborazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina intercantonali può assumere una grande importanza, poiché la selvaggina ignora i confini cantonali, i quali hanno spesso un carattere puramente amministrativo. Dove risulta quindi opportuno, gli areali devono pertanto essere pianificati a livello intercantonale.
> Un piano di gestione del bosco e della selvaggina contiene i seguenti elementi: Elementi di un piano bosco-selvaggina A Condizioni quadro – Obiettivo principale – Basi legali – Indicazione dei servizi competenti e delle loro competenze – Coordinamento con altri gruppi di interesse (agricoltura, pianificazione del territorio ecc.) – Perimetro del bosco di protezione – Delimitazione degli spazi per la selvaggina (per la definizione cfr. capitolo 6 delle nozione pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»1) – Delimitazione dei territori che sotto il profilo dell’ecologia faunistica hanno un’importanza particolare (per la definizione cfr. capitolo 6 delle nozione pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»1). – Delimitazione degli areali (per la definizione cfr. capitolo 6 delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis». – Delimitazione delle zone di particolare rilevanza ecologica per la selvaggina (per la definizione cfr. capitolo 6 delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»).
2 > Approccio ai problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina 17
B Rappresentazione del problema – Analisi dello stato effettivo e dello stato auspicato: lo stato effettivo deve essere rilevato in base a criteri e metodi oggettivi, accettati da tutte le parti coinvolte. Lo stato auspicato deve essere definito in maniera dettagliata ed eventualmente specificato in base all’area (bosco di protezione, zona di particolare rilevanza ecologica per la selvaggina ecc.). Gli obiettivi devono essere misurabili (dal punto di vista quantitativo e qualitativo) e realistici e ne va indicata la tempistica. – Determinazione della necessità di intervento: un confronto tra stato effettivo e stato auspicato consente di individuare i deficit da eliminare nei vari ambiti e di definire le superfici nelle quali i tassi di rinnovazione auspicati non vengono raggiunti a causa della presenza della selvaggina e nelle quali si trovano quindi le zone chiave per l’attuazione dei diversi provvedimenti.
C Misure e attuazione Le misure necessarie vengono definite confrontando i valori effettivi e i valori auspicati e sono da indicare concretamente. Ambiti da integrare: – misure nell’ambito della caccia (per la regolazione della selvaggina e per garantirle maggiore tranquillità all’interno dell’habitat); – misure forestali (misure di prevenzione attiva dei danni da selvaggina per migliorare l’habitat e garantire maggiore tranquillità alla selvaggina, misure di prevenzione passiva); – misure agricole (per migliorare l’habitat e garantire maggiore tranquillità alla selvaggina); – misure in ambito turistico, in quello delle attività del tempo libero e della pianificazione del territorio (per migliorare l’habitat e garantire maggiore tranquillità alla selvaggina).
D Controllo dei risultati Il controllo dei risultati comprende i quattro livelli descritti dettagliatamente nella «Fase 5: controllo dei risultati» a pag. 19.
I capitoli A–D qui riportati rappresentano la struttura di base necessaria di ogni piano di gestione del bosco e della selvaggina. I requisiti variano, a seconda che si tratti di un piano cantonale, interregionale o regionale.
Nuovi piani di gestione del bosco e della selvaggina, come pure le revisioni di piani esistenti, sono da sottoporre all’UFAM se la loro elaborazione e/o attuazione sono cofinanziate dalla Confederazione. L’approvazione dei piani spetta ai Cantoni.
→ Il capitolo 6 «Bestandteile eines Wald-Wild-Konzepts» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis», pubblicate dall’UFAM, contiene una descrizione dettagliata degli elementi che costituiscono un piano di gestione del bosco e della selvaggina.
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 18
2.4 Fase 4: attuazione delle misure
Le misure da attuare interessano in genere vari attori. L’attuazione e la tempistica 4. Attuazione vengono definite in un piano apposito.
Osservazione sul ruolo svolto dalla selvicoltura: il presente aiuto all’esecuzione non illustra in dettaglio le misure selvicolturali che non sono finalizzate direttamente a migliorare l’habitat e a garantire la tranquillità alla selvaggina. Dette misure hanno comunque spesso un effetto positivo sull’habitat della selvaggina e rappresentano pertanto un’importante condizione per l’adozione di ulteriori misure. Tali misure sono contenute nell’aiuto all’esecuzione «Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia» e nel rapporto tecnico «Esigenze di base per la selvicoltura naturalistica» (pubblicazione nel 2010) e sono da considerare nella pianificazione delle misure per quanto riguarda il loro effetto concreto sulla rinnovazione naturale e sull’habitat della selvaggina.
→ Il capitolo 6 «Bestandteile eines Wald-Wild-Konzepts» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»1, pubblicate dall’UFAM, propone un catalogo di misure e un esempio concreto di piano delle misure.
→ I capitoli 7 «Jagdplanung bei Reh, Gämse und Rothirsch» e 8 «Massnahmen zur Lebensraumverbesserung und -beruhigung» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis», pubblicate dall’UFAM, forniscono informazioni e idee concrete per l’attuazione di possibili misure.
2 > Approccio ai problemi legati alla gestione del bosco e della selvaggina 19
2.5 Fase 5: controllo dei risultati
Un controllo dei risultati ampio e completo tiene contro di vari livelli di controllo, 5. Controllo dei risultati analogamente ai livelli gerarchici degli obiettivi e delle misure definiti nel piano di gestione del bosco e della selvaggina (cfr. cap. 6 delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis»). Tutti i livelli di controllo richiedono in ogni caso criteri il più possibile oggettivi.
1 Controllo dell’esecuzione I quattro livelli di controllo
dei risultati – Verifica dell’attuazione corretta a livello locale delle misure definite nel piano di gestione del bosco e della selvaggina. – Frequenza del rilevamento: una volta all’anno.
2 Analisi dell’efficacia
– Sviluppo quantitativo dell’impatto della selvaggina sulla rinnovazione naturale del bosco (per i metodi adeguati cfr. cap. 4 «Methoden zur Erhebung und Beurteilung des Wildeinflusses auf die Waldverjüngung» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis») – Sviluppo della popolazione di selvaggina e diffusione degli animali (per i metodi adeguati cfr. cap. 5 «Methoden zur Erhebung von Schalenwildbeständen» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis») – Frequenza del rilevamento: a titolo indicativo ogni 2–4 anni
3 Controllo del raggiungimento degli obiettivi
– Analisi dei valori effettivi e auspicati per la rinnovazione naturale del bosco nelle aree problematiche (per i metodi adeguati cfr. cap. 4 «Methoden zur Erhebung und Beurteilung des Wildeinflusses auf die Waldverjüngung» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis») – Perizia della rinnovazione naturale del bosco e dell’impatto della selvaggina a livello cantonale (per i metodi adeguati cfr. cap. 4 «Methoden zur Erhebung und Beurteilung des Wildeinflusses auf die Waldverjüngung» delle nozioni pratiche «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis») – Frequenza del rilevamento: a titolo indicativo ogni 5–10 anni
4 Analisi degli obiettivi
– Controllo congiunto della pertinenza degli obiettivi definiti nel piano di gestione del bosco e della selvaggina da parte delle autorità forestali e venatorie. – Frequenza del rilevamento: a titolo indicativo ogni 5–10 anni
Il metodo del controllo dei risultati – in particolare il controllo dell’efficacia e del Metodo unitario per una migliore raggiungimento degli obiettivi – deve essere descritto in un piano cantonale o interre- confrontabilità gionale e andrebbe applicato a tutti i piani regionali di un Cantone al fine di permettere confronti tra i controlli. Il piano deve essere periodicamente adeguato per consentire la pianificazione continua. Pianificazione continua La tempistica di questi aggiornamenti va definita nel piano.
5 Valori auspicati per la rinnovazione nel bosco di protezione secondo NaiS; altrimenti secondo le condizioni di base per la selvicoltura
naturalistica (indicatore delle essenze chiave).
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 20
Fig. 1 > Procedura in caso di problemi tra bosco e selvaggina con indicazione dei capitoli rilevanti della pubblicazione «Wald und Wild – Grundlagen für die Praxis» per le singole fasi
AGRICOLTURA, PIANIFICAZIONE Capitoli BOSCO CACCIA DEL TERRITORIO, TURISMO rilevanti
Rinnovazione naturale del bosco non garantita
Problemi di rinnovazione dovuti alla 4e7 No selvaggina
Misure selvicolturali Sì
Determinazione e localizzazione del problema
Superata la soglia di danno Regolazione di base: Sì fissata dal Cantone esame e adattamento
No
Territorio regionale
Fase 1 problematico
Analisi comune del problema
Piano bosco- 4e5 Piano bosco-selvaggina: selvaggina non No superata la soglia di Fase 2 necessario elaborazione?
Sì
Coinvolgimento di diversi Partecipazione a elaborazione Sì piano bosco-selvaggina attori: necessario?
No
Elaborazione di un piano Fase 3 bosco-selvaggina
Attuazione
Spazio vitale: Misure per rivalutare e calmare Misure venatorie
Fase 4 misure di rivalutazione lo spazio vitale
Controllo dei risultati
No Misure realizzate con No successo?
Fase 5 Sì
Realizzazione degli obiettivi
3 > Basi legali e sussidi 21
3 > Basi legali e sussidi
3.1 Basi legali
La legge federale del 20 giugno 1986 sulla caccia e la protezione dei mammiferi e Leggi federali e ordinanze degli uccelli selvatici (LCP, RS 922.0) prevede disposizioni che possono fungere da base per piani volti a risolvere i problemi legati ai danni causati dalla selvaggina. La legge federale del 4 ottobre 1991 sulle foreste (LFo, RS 921.0) e la relativa ordinanza del 30 novembre 1992 sulle foreste (Ofo, RS 921.01) sviluppano ulteriormente i principi già formulati nella LCP e li concretizzano soprattutto nell’ambito della prevenzione dei danni da selvaggina.
Tab. 1 > Articoli rilevanti della legislazione federale nell’ambito bosco-selvaggina
Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP) Art. 1 cpv. 1 lett. c LCP La presente legge si prefigge di ridurre a un limite sopportabile i danni a foreste e colture causati dalla fauna selvatica. Art. 3 cpv. 1 LCP I Cantoni disciplinano e pianificano la caccia. Essi tengono conto delle condizioni locali, delle esigenze dell’agricoltura e della protezione della natura. La gestione continuativa delle foreste e la rigenerazione naturale con essenze stanziali devono essere assicurate. Art. 12 cpv. 1 LCP I Cantoni prendono misure preventive contro i danni causati dalla selvaggina. Art. 12 cpv. 2 LCP Essi possono ognora ordinare o permettere misure contro singoli animali protetti o cacciabili che causano danni rilevanti. Possono affidare l’esecuzione di queste misure unicamente a persone titolari di un’autorizzazione di caccia o a organi di sorveglianza.
Legge federale sulle foreste (LFo) Art. 27 cpv. 2 LFo [I Cantoni] emanano prescrizioni sulla regolamentazione dell’effettivo della selvaggina per assicurare la conservazione della foresta, in particolare la sua rigenerazione naturale mediante essenze stanziali, senza ricorrere a provvedimenti protettivi. Se queste prescrizioni non sono sufficienti, adottano altre misure per prevenire danni da parte della selvaggina.
Ordinanza sulle foreste (OFo) Art. 31 cpv. 1 OFo Se si producono danni causati dalla selvaggina nonostante la regolazione degli effettivi, si stabilisce un relativo piano di prevenzione. Art. 31 cpv. 2 OFo Il piano di prevenzione comprende provvedimenti per il miglioramento degli spazi vitali (cura dei biotopi), la protezione della selvaggina da molestie, l’abbattimento di capi di selvaggina dannosi, nonché il controllo dell’efficacia dei provvedimenti assunti. Art. 31 cpv. 3 OFo Il piano di prevenzione costituisce parte integrante della pianificazione forestale.
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 22
3.2 Sussidi federali nel quadro dei programmi NPC
3.2.1 La tematica relativa al bosco e alla selvaggina nel programma NPC Bosco di protezione
Nell’obiettivo di programma 1 «Gestione del bosco di protezione conformemente al Programma NPC Bosco sistema NaiS» del programma NPC «Bosco di protezione» la tematica relativa al bosco di protezione e alla selvaggina è un indicatore qualitativo. Simili indicatori definiscono gli standard di qualità che devono essere soddisfatti affinché la prestazione raggiunga l’effetto implicato.
Con il presente aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina viene specificato l’indicatore qualitativo concernente il bosco e la selvaggina. L’aiuto all’esecuzione è vincolante per i Cantoni nella misura in cui questi ottengono contributi federali per la gestione del bosco di protezione conformemente al sistema NaiS.
3.2.2 La tematica relativa al bosco e alla selvaggina nel programma NPC Gestione della foresta
Nell’obiettivo di programma 4 «Cura del bosco giovane» del programma NPC «Ge- Programma NPC Gestione stione della foresta» la tematica relativa al bosco e alla selvaggina è un indicatore della foresta qualitativo.
Con il presente aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina viene specificato l’indicatore qualitativo del rapporto fra il bosco e la selvaggina. L’aiuto all’esecuzione è vincolante per i Cantoni nella misura in cui questi ottengono contributi federali per la cura del bosco giovane.
3.2.3 Aiuti finanziari per l’elaborazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina
e per le relative misure
In generale l’elaborazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina e la loro Impiego di fondi federali attuazione può essere sovvenzionata attraverso i due programmi NPC «Bosco di protezione» e «Gestione della foresta».
Aiuti finanziari per l’elaborazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina L’elaborazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina deve in genere essere cofinanziata attraverso il programma NPC Gestione della foresta, obiettivo di programma 3 «Basi di pianificazione forestale», e solo in casi particolari attraverso il programma NPC Bosco di protezione.
Aiuti finanziari per misure di prevenzione dei danni da selvaggina > Le misure di prevenzione attiva dei danni da selvaggina: la cura dei biotopi e la protezione dell’habitat da fonti di disturbo (in particolare la creazione e la cura di superfici non edificabili) sono sussidiate su tutta la zona faunistica attraverso il pro-
3 > Basi legali e sussidi 23
gramma NPC «Bosco di protezione» 6 (obiettivo di programma 1: Gestione del bosco di protezione) oppure «Gestione della foresta» (obiettivo di programma 4: Cura del bosco giovane). > Le misure di prevenzione passiva dei danni da selvaggina (recinzioni, protezioni individuali chimiche e meccaniche): non sono sussidiate al di fuori del bosco di protezione e, in esso, solo nelle zone di particolare rilevanza ecologica per la selvaggina. In casi eccezionali motivati, per esempio se la quota di un’essenza scarsamente presente può essere aumentata solo tramite la protezione delle piantagioni, gli interventi di prevenzione passiva nel bosco di protezione possono essere attuati anche all’esterno di zone di particolare importanza per la salvaguardia della selvaggina.
Se nell’ambito del programma NPC «Bosco di protezione» vengono impiegati fondi Regola 2/3–1/3 federali per la prevenzione dei danni da selvaggina, per le misure di prevenzione passiva può essere impiegato al massimo un terzo delle risorse finanziarie stanziate per la prevenzione dei danni da selvaggina. Almeno due terzi devono essere destinati alle misure di prevenzione attiva.
In casi eccezionali motivati è possibile fare una deroga a questa regola dei ⅔–⅓. Questi casi eccezionali devono essere definiti e autorizzati nelle trattative relative ai programmi NPC e fissati negli accordi programmatici.
Gli aiuti finanziari per misure attuate attraverso il programma NPC Bosco di protezione possono essere stanziati solo nell’ambito di un piano di gestione del bosco e della selvaggina.
Se nell’ambito del Programma NPC «Gestione della foresta» vengono impiegate risorse finanziarie federali per la prevenzione dei danni da selvaggina al di fuori del bosco di protezione, tali risorse non devono essere utilizzate per misure di prevenzione passiva.
Ulteriori possibilità di finanziamento di misure di prevenzione attiva In determinate circostanze possono essere indennizzate ulteriori misure per la cura dei biotopi tramite contributi d’altro tipo:
> I costi per le misure in ambito agricolo possono in linea generale essere finanziati tramite i contributi all’agricoltura, per esempio attraverso l’ordinanza sulla qualità ecologica (ordinanza sul promovimento regionale della qualità e dell’interconnessione delle superfici di compensazione ecologica nell’agricoltura, ordinanza sulla qualità ecologica OQE, RS 910.14). Se nelle regioni interessate esistono progetti di interconnessione o se simili progetti sono previsti, le misure definite nel progetto di interconnessione devono essere verificate dal punto di vista della loro utilità per gli ungulati selvatici ed eventualmente adeguate. > I costi per la valorizzazione dei margini boschivi possono essere finanziati attraverso l’accordo programmatico NPC «Diversità biologica nel bosco», obiettivo di programma 2, Valorizzazione dei margini boschivi.
6 Per la «superficie di boschi di protezione gestita e interessata» sono computabili le misure per la cura dei biotopi. Le zone di tranquillità
per la selvaggina non sono invece considerate come superficie.
Aiuto all’esecuzione Bosco e selvaggina UFAM 2010 24
Se simili possibilità di finanziamento supplementari vengono impiegate per la cura dei biotopi, questi importi non possono essere calcolati con i necessari due terzi dei mezzi minimi da impiegare secondo l’accordo programmatico NPC «Bosco di protezione» per misure di prevenzione attiva dei danni da selvaggina.
3.2.4 Controllo dei risultati nel quadro degli accordi programmatici NPC
Se per l’elaborazione e l’attuazione dei piani di gestione del bosco e della selvaggina Controlling dei programmi NPC vengono impiegate risorse finanziarie federali, la Confederazione prevede il seguente controllo dei risultati:
> Controlli a campione (almeno uno per Cantone e periodo del programma) > Verifica dei piani di gestione del bosco e della selvaggina e del controllo dei risultati effettuato dal Cantone nel quadro dei piani di gestione del bosco e della selvaggina (controllo dell’esecuzione, analisi dell’efficacia, controllo del raggiungimento degli obiettivi e analisi degli obiettivi).
I controlli a campione presso i Cantoni vengono normalmente effettuati dalle divisioni Foreste e Prevenzione dei pericoli dell’UFAM. Se fin dall’inizio vengono riscontrati deficit o problemi nell’ambito bosco-selvaggina, su richiesta della Confederazione o del Cantone una superficie campione potrà essere visionata in merito alla tematica concernente il bosco e la selvaggina in presenza della divisione Gestione delle specie e i problemi potranno essere discussi in loco.
Se, sulla base dei controlli a campione, si profila la necessità di avviare colloqui di Colloqui bosco-selvaggina approfondimento per l’elaborazione e l’attuazione di piani di gestione del bosco e della selvaggina, tali colloqui verranno condotti regolarmente (normalmente una volta all’anno) nel rispettivo Cantone in presenza delle divisioni Gestione delle specie, Prevenzione dei pericoli e Foreste. La presenza della divisione Prevenzione dei pericoli o Foreste oltre che della divisione Gestione delle specie dipende dalla percentuale di bosco di protezione di un Cantone. Simili colloqui potranno essere effettuati anche su richiesta del Cantone.
Per ulteriori informazioni sul controlling dei programmi NPC della Confederazione si rimanda al Manuale NPC nel settore ambientale dell’UFAM.
3.2.5 Sanzioni
Se, malgrado ne sia stata comprovata la necessità, i piani di gestione del bosco e della selvaggina non vengono approntati o attuati, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 50 dell’ordinanza sulle foreste (OFo) e le istruzioni di cui al Manuale NPC.