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Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale

2010 > Pratica ambientale > Biotopi

> Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi

> Pratica ambientale > Biotopi

> Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi

A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM Berna, 2010

Valenza giuridica della presente pubblicazione Nota editoriale La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAM in veste di autorità di vigilanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato in primo luogo alle autorità esecutive. Editore Nel testo viene data concretezza a concetti giuridici indeterminati, inclusi in leggi Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e ordinanze, nell’intento di promuoverne un’esecuzione uniforme. Le autorità L’UFAM è un ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, esecutive che si attengono ai testi d’aiuto all’esecuzione possono avere la dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). certezza di rispettare il diritto federale. Sono tuttavia ammesse anche soluzioni alternative, purché siano conformi al diritto in vigore. I testi d’aiuto all’esecuzione Autori (che finora erano spesso definiti come direttive, istruzioni, raccomandazioni, Christine Gubser, UFAM, 3003 Berna manuali, aiuti pratici ecc.) sono pubblicati dall’UFAM nella serie «Pratica Gaby Volkart, atena, Rue de la Fonderie 8c, 1700 Friburgo ambientale». Michael Dipner-Gerber, oekoskop, Dornacherstrasse 192, 4053 Basilea Stefan Eggenberg, UNA, Schwarzenburgstrasse 11, 3007 Berna Christian Hedinger, UNA, Schwarzenburgstrasse 11, 3007 Berna Monika Martin, oekoskop, Dornacherstrasse 192, 4053 Basilea Thomas Walter, Agroscope Reckenholz Willy Schmid, Schinznach Dorf

Traduzione Silvia Lafranchi Pittet, Studi Associati SA, 6904 Lugano

Indicazione bibliografica Dipner, M., Volkart, G. et al. 2010: Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi. Pratica ambientale n. 1017, Ufficio federale dell’ambiente, Berna. 83 pag.

Accompagnamento UFAM Christine Gubser, divisione Gestione delle specie; Christoph Fisch, Servizio giuridico 1; Nicola Indermühle, divisione Gestione delle specie; Benoît Magnin, divisione Natura e paesaggio

Accompagnamento UFAG Andreas Schild, settore Migliorie fondiarie; Patricia Steinmann, settore Programmi ecologici e etologici; Conrad Widmer, settore Programmi ecologici e etologici

Gruppo tecnico di accompagnamento Pascale Aubert, Pro Natura; Christina Blank, UFAG; Hansjörg Christ, Alpwirtschaftlicher Verband, Unterseen, Ct. BE; Francesca Cheda, ufficio N+P, Ct. FR; Hans-Ulrich Gujer, UFAM; Bernard Jeangros, ACW; Bertil Krüsi, WSL; Sarah Pearson, UFAM; Corina Schiess, AGRIDEA Lindau; Thomas Schmid, USC; Willy Schmid, Schinznach Dorf, Ct. AG; Erika Schwab, Lignières, Ct. NE; Peter Tresoldi, Landwirtschaftliche Schule Seedorf, Ct. UR; Thomas Walter, ART Reckenholz; Jean-Bruno Wettstein, Ste-Croix, Ct. VD Esperti di economia aziendale: Sylvie Aubert, AGRIDEA Lausanne; Hansjörg Meyer, AGRIDEA Lindau; Josef Schmidlin, AGROFUTURA

Veste grafica e redazione Monika Martin, oekoskop

Foto di copertina Guido Masé, oekoskop

Per ordinare la versione stampata e scaricare il PDF UFCL, Distribuzione pubblicazioni federali, CH-3003 Berna Tel. +41 (0)31 325 50 50, fax +41 (0)31 325 50 58 verkauf.zivil@bbl.admin.ch Numeo di ordinazione: 810.100.087i, gratuita www.ambiente-svizzera.ch/uv-1017-i La presente pubblicazione è disponibile anche in francese e tedesco.

© UFAM 2010

> Indice Abstracts 5 Premessa 7 Prestazioni della Confederazione 71 Riassunto 8 1 Consulenza da parte della Confederazione 71

2 Contributi finanziari federali 71

L’inventario 11 Repertori 72 Repertorio I: Compendio delle basi legali rilevanti 73 Obiettivi di protezione dei PPS 13 Repertorio II: Opere citate e lavori di ricerca in corso 74

> Abstracts Dry meadows and pastures are habitats which are very rich in species. As they are Dry grassland, dry pasture, DGS, biotope conservation,

also highly endangered, the Federal Council has recorded them in an inventory, as DGS target species, structural element, extensive land

required under article 18a of the Federal Act on the Protection of Nature and Cul­ use, management, maintenance, priority area

tural Heritage (NCHA; SR 451). The implementation of this law is laid out in the Ordinance on the Protection of Dry Meadows and Pastures of National Importance. The pres­ent execution aid specifies the provisions of this ordinance, in particular concerning the appropriate ways of farming and maintaining these habitats. It also sets out the essential facts concerning the inventory of dry meadows and pastures and the protection aims applying to them, as well as the frame conditions for a successful implementation by the cantons.

Trockenwiesen und -weiden (Tww) sind sehr artenreiche Lebensräume. Da sie stark Trockenwiese, Trockenweide, Tww, Biotopschutz,

gefährdet sind, hat sie der Bundesrat in ein Inventar nach Artikel 18a des Bundesge­ Tww-Zielart, Strukturelement, extensive Nutzung,

setzes über den Natur- und Heimatschutz (NHG; SR 451) aufgenommen. In der Bewirtschaftung, Pflege, Vorranggebiet

Verordnung über den Schutz der Trockenwiesen und -weiden von nationaler Bedeutung werden die Umsetzung und der Vollzug festgelegt. Die vorliegende Vollzugshilfe präzisiert diese Verordnung vor allem im Bereich der angepassten Bewirtschaftung und Nutzung dieses Lebensraums. Ergänzend werden die wichtigsten Angaben zum Inventar und zu den Zielen des Tww-Schutzes dargelegt sowie die Rahmenbedingungen für die Umsetzung durch die Kantone detailliert erläutert.

Les prairies et pâturages secs (PPS) sont des milieux très riches en espèces. Comme Prairie sèche, pâturage sec, PPS, protection des biotopes,

ils sont fortement menacés, le Conseil fédéral les a admis dans un inventaire selon espèce cible PPS, élément structurel, utilisation extensive,

l’article 18a de la loi sur la protection de la nature et du paysage (LPN; RS 451). exploitation, entretien, site prioritaire

L’ordonnance sur la protection des prairies et pâturages secs d’importance natio­nale en fixe la mise en œuvre et l’exécution. La présente aide à l’exécution précise l’ordonnance, en particulier en ce qui concerne l’exploitation et l’utilisation adaptées de ce type de milieu. Y figurent en outre les principales informations sur l’inven­taire et sur les objectifs de protection des PPS ainsi que les conditions-cadre pour la mise en œuvre par les cantons.

I prati e pascoli secchi (PPS) sono habitat naturali ricchi di specie. Poiché sono Prato secco, pascolo secco, PPS, protezione dei biotopi,

particolarmente minacciati, il Consiglio federale li ha recensiti in un inventario se­ specie bersaglio dei PPS, elementi strutturali, sfruttamento

condo l’articolo 18a della legge federale sulla protezione della natura e del paesag­ estensivo, gestione agricola, manutenzione dei PPS,

gio (LPN; RS 451). Le modalità d’applicazione della legge sono stabilite dall’ordi­ comprensori di valorizzazione

nanza sulla protezione dei prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Il presente aiuto all’esecuzione precisa il contenuto dell’ordinanza, soprattutto per quanto concerne l’adeguata gestione di questi habitat. Si riportano inoltre le principali informazioni riguardanti l’inventario e gli obiettivi di protezione dei PPS, nonché le condizioni quadro necessarie per una protezione efficace dei PPS da parte dei Cantoni.

> Premessa L’inventario dei prati e pascoli secchi d’importanza nazionale costituisce un notevole passo avanti nell’impegno della Confederazione per tutelare gli habitat d’importanza nazionale particolarmente meritevoli di protezione. Negli ultimi anni questi prati e pascoli pregiati, situati in zone aride, sono stati sistematicamente recensiti e valutati. Il paragone con gli inventari cantonali preesistenti mostra una situazione preoccupante ed evidenzia quanto sia urgente intervenire se si vuole impedire che altre superfici siano sacrificate nel nome dello sfruttamento intensivo oppure a causa dell’abbandono della pratica agricola in zone a basso rendimento.

I prati e i pascoli secchi sono quasi sempre superfici usate a scopo agricolo. È perciò indispensabile far coincidere entrambi gli interessi: la protezione della natura e lo sfruttamento agricolo. In questo aiuto all’esecuzione sono dunque presentate svariate esperienze sia nel campo della tutela della natura sia in quello dello sfruttamento agricolo, in modo da considerare i molteplici interessi in gioco e illustrare possibili soluzioni ai conflitti.

La Confederazione mette questo aiuto all’esecuzione a disposizione dei Cantoni per sostenerli nell’impegnativo compito di attuare il nuovo inventario dei prati e pascoli secchi. Il presente documento funge quindi da guida per la tutela di detti biotopi e della loro peculiare flora e fauna, affinché possiamo continuare ad apprezzare la sgargiante diversità di questi prati e pascoli eccezionali.

Willy Geiger Vicedirettore Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)

8 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

> Riassunto Per proteggere e favorire a lungo termine la biodiversità tipica dei prati e pascoli secchi, il Consiglio federale ha elencato in un inventario i biotopi secchi di importanza nazionale. L’inventario dei prati e pascoli secchi (PPS) secondo l’ordinanza sui prati secchi (OPPS; RS 451.37) concerne in totale 23 648 ettari, pari all’1,48 per cento del territorio agricolo svizzero, incluse le zone di alpeggio. L’articolo 16 dell’OPPS prevede che l’UFAM pubblichi, in accordo con l’Ufficio federale dell’agricoltura, un aiuto all’esecuzione dell’ordinanza, in particolare per quanto concerne le misure di protezione e manutenzione dei biotopi. Con questo manuale il Consiglio federale adempie al proprio compito.

I prati e pascoli secchi sono il risultato di una tradizione agricola plurisecolare. Una gestione agricola e forestale adeguate alla realtà locale e sostenibili sono il presupposto ideale per conservare la quantità e la qualità dei PPS. Uno sfruttamento dei PPS ispirato alle pratiche agricole tradizionali permette di mantenere e consolidare le particolarità regionali, gli elementi strutturali caratteristici e la peculiare dinamica del biotopo.

I Cantoni sono i principali responsabili dell’attuazione dell’inventario; sono loro a dover assicurare la protezione e la manutenzione dei biotopi. La Confederazione designa dapprima gli oggetti dell’inventario sulla base di una cartografia scientifica dettagliata. In seguito i Cantoni hanno il compito di definire i confini precisi degli oggetti, con un certo margine di manovra per quanto riguarda l’eventuale inclusione di elementi confinanti di rilievo o di superfici potenziali, come pure per quanto concerne i termini concreti della gestione agricola. La base legale è data dalla legge sulla pianificazione del territorio, come pure dai contratti di gestione stipulati tra i Cantoni e gli agricoltori. Nei contratti di gestione sono fissati il tipo di gestione e gli interventi di manutenzione e di rivalorizzazione da eseguire sui biotopi.

Oltre alla protezione dei singoli oggetti dell’inventario, l’ordinanza sui prati secchi offre una seconda possibilità di tutela dei PPS: i cosiddetti «comprensori di valorizzazione». Nei comprensori di valorizzazione l’accento è messo in particolare sul potenziamento, sulla valorizzazione e sull’interconnessione dei PPS. In particolare devono essere favorite le specie bersaglio rare che necessitano di habitat eterogenei. In caso di conflitti d’interesse, nei comprensori di valorizzazione è possibile staccarsi dall’obiettivo di protezione integrale dei singoli oggetti, a condizione di rispettare le condizioni della legge sulla pianificazione del territorio e di ripristinare o migliorare il valore complessivo della superficie di PPS.

Di regola per una buona manutenzione di un prato o pascolo secco è sufficiente attenersi al tipo di sfruttamento agricolo tradizionale, adatto alle condizioni e alla produttività locali, che in passato ha condotto all’esistenza di specie tipiche e rare in un determinato PPS. È invece da evitare un sottosfruttamento o un sovrasfrutta­

9 > Riassunto

mento della superficie. Mosaici gestionali locali e regionali come pure mosaici strutturali sono particolarmente apprezzati perché offrono alle specie mobili un habitat idoneo in ogni stadio del loro ciclo vitale.

Concimazione e innaffiamento modificano le condizioni del biotopo al punto da minacciare la sopravvivenza delle specie tipiche dei PPS e per questo motivo non sono generalmente ammessi. Nel caso dei prati da sfalcio occorre prestare attenzione alla data di sfalcio, alla frequenza degli sfalci e alla necessità di lasciare delle superfici di rifugio per la microfauna; nel caso dei pascoli sono invece cruciali il tipo di animale al pascolo, il tipo di pascolazione, la percentuale di strutture come pure la manutenzione meccanica (disboscamento degli arbusti). Superfici estremamente poco produttive come le steppe delle Alpi centrali dovrebbero restare inutilizzate oppure essere gestite in modo molto estensivo.

I prati e pascoli secchi sono tipicamente ricchi di elementi strutturali. Sono particolarmente pregiati elementi quali i margini boschivi, i boschetti e le siepi, le pietre, i comparti di terra nuda, come pure i ruscelli e i settori umidi. È importante assicurare un’adeguata manutenzione e valorizzazione di questi elementi.

Per facilitare la messa in applicazione dell’inventario, oltre alla consulenza sui biotopi l’UFAM mette a disposizione una documentazione complementare e altri utili strumenti pratici.

10 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 1 > Vegetazione dei PPS Fig. 2 > Vegetazione non considerata PPS Vegetazione spontanea, golena Allondon, Canton Ginevra. Falesia di Haldenstein, Canton Grigioni.

Fonte: Guido Masé, oekoskop; Christian Hedinger, UNA

Fig. 3 > Vegetazione dei PPS Fig. 4 > Vegetazione non considerata PPS Prato semisecco falciato, Canton Ticino. Prato pingue ricco di specie, Luzein, Canton Grigioni.

Fonte: Saskia Godat, atena; Franziska Andres, Trifolium

Fig. 5 > Grado di minaccia dei prati e pascoli secchi L’immagine mostra la percentuale delle superfici incluse nei precedenti inventari cantonali che è stata riconfermata nell’inventario federale dei PPS. Il 100 per cento corrisponde ai 9800 ettari rilevati su un totale di nove Cantoni.

Superfici riconfermate come PPS Le superfici non riconfermate sono composte da: PPS andati persi PPS probabilmente persi PPS non più rilevati a causa di differenze metodologiche PPS non più rilevati per altri motivi 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100%

Fonte: Rieder et al. 2007: Erfolgskontrolle des Schutzes von Trockenwiesen und -weiden, Bericht zur Nullmessung

11 > L’inventario

> L’inventario I prati e pascoli secchi sono habitat naturali straordinariamente ricchi di specie. La legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio li elenca fra gli habitat particolarmente meritevoli di protezione, secondo l’articolo 18 paragrafo 1bis della LPN, con il termine di «prati secchi». L’iscrizione degli oggetti più pregiati in un inventario federale consente di tenere conto dell’importanza di questi habitat per la biodiversità della Svizzera.

L’inventario dei prati e pascoli secchi (PPS) d’importanza na­ zione sono considerati solo gli oggetti ricchi di specie che zionale è uno degli inventari federali dei biotopi secondo l’ar­ presentano sufficienti indicatori di aridità. Sono escluse ticolo 18a della LPN. Esso elenca le superfici di PPS più pre­ soprattutto le tipiche praterie da sfalcio di bassa altitudine. giate ancora esistenti in Svizzera allo scopo di conservarle e di renderle meno vulnerabili. Poiché il grado di minaccia costituisce un criterio decisivo L’inventario stabilisce le condizioni atte a mantenere, a nell’ordinanza sui prati secchi, i diversi tipi di gestione sono lungo termine e in quantità, qualità e dimensioni sufficienti, stati considerati con diversi gradi di precisione:2 gli habitat delle specie animali e vegetali caratteristiche dei > prati: superfici falciate, indipendentemente dall’altitudine prati e pascoli secchi. Molte di queste specie sono rare o for­ a cui si trovano; temente minacciate. > pascoli: superfici pascolate fino al limite altitudinale del bosco; Definizione della vegetazione dei PPS > superfici incolte: tutte le superfici inutilizzate a bassa Il termine di prati e pascoli secchi, o PPS, utilizzato nell’ordi­ altitudine e le superfici recentemente inutilizzate (al nanza sui prati secchi e in questo aiuto all’esecuzione massimo da dieci anni) nelle zone d’estivazione. corrisponde a quello di «prati secchi» secondo l’articolo 18 capoverso 1bis della LPN. Sono state escluse le superfici: La gestione di prati e pascoli secchi particolarmente mi­ > inaccessibili; nacciati è l’obiettivo primario dell’ordinanza sui prati secchi. > la cui copertura con vegetazione dei PPS rappresenta Non figurano nell’inventario le associazioni vegetali spesso meno del 25 per cento; definite anche zone aride primarie, come i promontori roccio­ > la cui copertura con vegetazione estranea ai PPS o arborea si, le falesie e i prati d’alta quota. Esse sono tuttavia tutelate supera il 50 per cento. mediante l’articolo 18 capoverso 1bis e 1ter della LPN. Tre formazioni vegetali e numerosi gruppi di vegetazio­ Altre informazioni ne (o associazioni vegetali) sono considerate di primaria im­ > Eggenberg, S. et al. 2001: Cartografia e valutazione dei portanza nell’inventario: prati e pascoli secchi d’importanza nazionale.

> i prati magri delle zone aride, in particolare: prati secchi Rapporto tecnico. 251 pag. subatlantici (Xerobromion), prati secchi centroalpini di tipo steppico (Stipo-Poion), prati semisecchi medioeuropei a forasacco (Mesobromion) e prati semisecchi subcontinentali (Cirsio-Brachypodion); > i prati di montagna, in particolare: prati secchi a Sesleria varia (Seslerion variae), prati secchi a Carex ferruginea (Caricion ferrugineae), prati secchi a Festuca varia ricchi di specie (Festucion variae) e prati secchi a Nardus stricta ricchi di specie (Nardion strictae); > i prati da sfalcio, in particolare: prati pingui secchi ricchi di specie (Arrhenatheretalia) e prati umidi a gramigna 1 Wilmanns, O. 1998; Ellenberg, H. 1996; Delarze, R. et al. 2008 altissima (Molinietalia). Di questi due gruppi di vegeta­ 2 Eggenberg, S. et al. 2001, pag. 87 e segg.

12 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 6 > Conservare e favorire le specie caratteristiche dei PPS Fig. 7 > Mantenere e potenziare gli elementi strutturali dei PPS Esempio: fieno della zona d’estivazione sullo Schildberg, Canton Esempio: mucchi di pietre e arbusti spinosi, Allmend Brinzauls, Obwaldo. Il fieno, imballato in reti, è pronto per essere traspor- Canton Grigioni. tato a valle con un cavo.

Fonte: Mary Leibundgut, UNA; Monika Martin, oekoskop

Fig. 8 > Orientare le pratiche agricole alla gestione tradizionale Fig. 9 > Mantenere e favorire la dinamica dei PPS Esempio: pascolo bovino con alberi da frutta a Alberi di diversa età mantengono una buona dinamica su un Herbetswil, Canton Soletta. pascolo alberato nel Marchairuz, Canton Vaud.

Fonte: Monika Martin, Michael Dipner, oekoskop

13 > Obiettivi di protezione dei PPS

> Obiettivi di protezione dei PPS L’articolo 6 dell’ordinanza sui prati secchi richiede la conservazione integrale degli oggetti dell’inventario dei PPS. Devono essere mantenute e favorite le condizioni ecologiche che garantiscono il perpetuarsi delle specie animali, vegetali e micotiche che prosperano in questi habitat. Pratiche agricole e silvicolturali sostenibili costituiscono un importante presupposto per raggiungere tali obiettivi di protezione.

1 Obiettivi di efficacia Le strutture devono essere mantenute se la loro tipologia

Mediante la sua strategia di protezione dei PPS, la Confedera­ corrisponde alle esigenze delle specie che vi vivono e vi si zione auspica di ottenere gli effetti elencati qui di seguito. sono adattate. Qualora essa non corrisponda a dette esigenze, le strutture devono essere migliorate. Mantenere e aumentare la quantità dei PPS L’interconnessione dei PPS ha come obiettivo l’allesti­ Le specie animali, vegetali e micotiche indigene, caratteristi­ mento di corridoi di transito per le specie xerotermofile. che dei prati e dei pascoli secchi (specie PPS) devono disporre degli habitat necessari alla loro esistenza in ogni regione della Mantenere e favorire la dinamica dei PPS Svizzera. Sui PPS d’importanza nazionale bisogna mantenere o miglio­ Come minimo bisogna mantenere la superficie comples­ rare la particolare dinamica regionale o locale. Tipici elemensiva dei PPS e degli oggetti d’importanza nazionale in ognuna ti dinamici dei PPS sono: delle sei regioni biogeografiche della Svizzera. È inoltre ne­ > mosaici strutturali con presenza di specie legnose; cessario creare i presupposti per il raddoppio delle superfici di > mosaici gestionali (p. es. alternanza spaziale di superfici PPS nella regione biogeografica dell’Altopiano. da sfalcio e pascoli, o scaglionamento nel tempo delle pratiche agricole); Mantenere e migliorare la qualità dei PPS > mosaici dovuti alle successioni vegetali (p. es. superfici La qualità dei PPS d’importanza nazionale deve essere man­ intenzionalmente inutilizzate allo scopo di ripristinare la tenuta o migliorata. Essa viene valutata secondo sei criteri che biodiversità). ne definiscono il valore complessivo: vegetazione, aggregazione, elementi strutturali, potenziale floristico, diversità bo­ Orientare le pratiche agricole alla gestione tradizionale tanica e interconnessione.1 I PPS sono il risultato di una gestione agricola tradizionale plurisecolare, dalle molteplici peculiarità regionali. Essi eser­ Mantenere e favorire le particolarità regionali dei PPS citano la loro funzione nell’equilibrio naturale a seconda delle I PPS d’importanza nazionale devono permettere di mantene­ particolarità regionali, degli elementi strutturali presenti, del re o consolidare le proprie particolarità regionali e locali. grado di interconnessione e della loro dinamica. Solo cono­

Per particolarità regionali si intendono gli aspetti che scendo la storia ecologica, agricola e sociale si possono mandifferiscono da una regione all’altra a causa di fattori biogeo­ tenere o ricreare le condizioni favorevoli per le caratteristiche grafici e culturali. I fattori biogeografici sono quelli legati popolazioni animali, vegetali o micotiche. all’ubicazione (substrato geologico, suolo, clima e microclima, rilievo ecc). Per fattori culturali si intendono invece quel­ Orientare le pratiche agricole verso la sostenibilità li legati a una particolare forma di gestione agricola, sia attua­ La tutela dei prati e pascoli secchi può avvenire grazie a prale che storica, ad aspetti socioeconomici particolari ecc. tiche agricole e silvicolturali sostenibili (art. 1 OPPS). Questo approccio consente lo sviluppo di infrastrutture e forme di ge­ Mantenere e aumentare gli elementi strutturali sui PPS e stione localmente appropriate. migliorarne l’interconnessione Scegliendo pratiche sostenibili si promuove la ricerca di Sui PPS d’importanza nazionale occorre conservare i caratte­ forme di gestione e di manutenzione che abbiano un futuro sia ristici elementi strutturali definiti nel rapporto tecnico e mi­ sul piano ecologico che su quello economico. gliorare l’interconnessione dei diversi oggetti.2 e 2 Eggenberg, S. et al. 2001

14 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 10 > Vegetazione e elementi delimitanti Fig. 11 > Singolarità Prato semisecco pingue (MBAE) con margine boschivo al Mue- La singolarità «Wildenstein», Canton Basilea Campagna. terschwanderberg, Canton Nidwaldo.

La protezione tradizionale degli oggetti dell’inventario impli- Qui occorre conservare la gestione caratteristica tradizionale ca la conservazione integrale del PPS, come pure del margine del querceto e la relativa struttura del paesaggio. boschivo quale elemento delimitante i confini. Fonte: Gaby Volkart, atena; Archivio di Stato del Canton Basilea Campagna

Fig. 12 > Comprensori di valorizzazione Fig. 13 > Specie prioritarie dei PPS Comprensorio di valorizzazione Scheidhalde, Canton Grigioni. Melissa austriaca (Dracocephalum austriacum)

L’obiettivo di questa gestione del comprensorio è il diradamento Questa specie tipica delle Alpi orientali è presente in Svizzera del bosco circostante e il conseguente sfruttamento a pascolo, solo ancora in popolamenti residui nella Bassa Engadina e nel allo scopo di favorire diverse specie bersaglio come per esempio Basso Vallese. l’anemone montana (Pulsatilla montana). Fonte: Christian Hedinger, UNA

15 > Obiettivi di protezione dei PPS

2 Obiettivi della tutela dei singoli oggetti > favorire in modo particolare le specie esigenti (tipicamen­

Gli obiettivi della tutela degli oggetti tengono conto degli ha­ te le specie faunistiche con esigenze specifiche a livello di bitat concretamente minacciati e delle peculiarità regionali. dimensione e varietà del territorio); > incoraggiare le soluzioni olistiche e ad ampio raggio; Gli oggetti devono essere conservati integralmente > incoraggiare uno sviluppo territoriale sostenibile, come Ciò significa che sui PPS inventariati la qualità dell’habitat pure una convivenza armoniosa con altri settori politici per le specie animali e vegetali caratteristiche dei prati e pa­ attinenti alla gestione del territorio. scoli secchi non può diminuire, e nemmeno può essere ridotta la superficie degli oggetti. Tutto ciò include la conservazione In un comprensorio di valorizzazione non ci si aspetta di ragdelle peculiarità regionali, delle strutture tipiche (interne giungere questi obiettivi all’interno di un singolo oggetto, all’oggetto o delimitanti i confini) e della tradizionale dinami­ bensì si auspica di raggiungerli mediante un piano globale che ca. Nei rari casi in cui si osservano influssi esterni negativi coinvolge diversi oggetti, raggruppati in modo da formare un provenienti da superfici contigue, questi devono essere impe­ comprensorio coerente. diti mediante l’allestimento di zone cuscinetto.

Le singolarità devono essere conservate intatte 4 Obiettivi della tutela delle specie Per singolarità si intendono gli oggetti che presentano caratte­ Qualora su un oggetto inventariato siano presenti specie berristiche straordinarie, evidenziate da una speciale perizia.1 saglio, tali specie devono essere conservate e favorite in modo Queste caratteristiche, assieme ai relativi obiettivi specifici di prioritario. Ciò può avvenire ad esempio mediante uno speciprotezione, sono definite in particolari schede (art. 19 cpv. 2 fico programma di protezione delle specie. I provvedimenti OPPS). Sono previste le seguenti categorie di obiettivi: concreti di tutela e di promozione devono in ogni caso essere > conservare le specie minacciate o protette; stabiliti in funzione delle specie più minacciate. A seconda > conservare la molteplicità e la varietà delle specie delle esigenze della singola specie in materia di habitat, devominacciate o protette; no essere presi provvedimenti che vadano oltre la protezione > mantenere forme di gestione particolari oppure una dei biotopi. grande diversità gestionale; > conservare la molteplicità e la varietà degli habitat. I Cantoni hanno a disposizione i seguenti documenti per l’attuazione dell’ordinanza e dell’inventario: La descrizione dettagliata delle caratteristiche di ogni singo­ > la lista delle specie bersaglio; larità è accompagnata da una serie di consigli pratici per la > la lista (in formato digitale) delle specie bersaglio presenti tutela in un incarto individuale che è a disposizione delle au­ in ogni oggetto parziale, con informazioni sulle specie. torità esecutive. Le fonti d’informazione che hanno dato luogo a queste liste sono la cartografia dei PPS e le banche dati nazionali2. I dati sulle specie bersaglio presenti sui singoli oggetti possono giu­

3 Obiettivi nei comprensori di valorizzazione stificare l’introduzione di provvedimenti specifici di tutela

Nei comprensori di valorizzazione la superficie e la qualità delle specie. dei PPS devono essere complessivamente conservate e incrementate Altre informazioni La creazione di comprensori di valorizzazione garantisce la > Huber, C. 2006: Tww-Faktenblatt Singularitäten. tutela e lo sviluppo di aree di grande importanza per quanto > Eggenberg, S. 2006: Tww-Faktenblatt Artenschutz. riguarda gli habitat xerotermofili, nonché di zone dall’elevato > BAFU 2008: Tww-Faktenblatt Vorranggebiete. potenziale di rivalorizzazione. Nei comprensori di valorizzazione devono essere perseguiti i seguenti obiettivi: > mantenere e consolidare la presenza di biotopi a mosaico (oggetti dell’inventario dei PPS alternati ad altri biotopi); > promuovere un tipo e un’intensità di sfruttamento agricolo adeguati; > favorire l’interconnessione di strutture e altri habitat naturali o seminaturali; Eggenberg, S. et al. 2001 CRSF, CSCF (v. repertorio V: Indirizzi)

16 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Trockenwiesen und -weiden der Schweiz Bewertungseinheit Prairies et pâturages secs de Suisse Unité d’évaluation Prati e pascoli secchi della Svizzera Teilobjekt Prads e pastgiras sitgas da la Svizra Objet partiel 102.6 Gemeinde Küttigen Commune Lokalität Acheberg Localité Fig. 14 > Esempio di oggetti parziali e del relativo perimetro globale a Merishausen, Canton Sciaffusa I perimetri degli oggetti parziali e del PPS nel suo insieme sono stati definiti con grande precisione e in genere possono essere utilizzati direttamente nell’applicazione pratica.

4503 102.12 253000 102.10 102.9 102.8 102.13 102.6 102.5 302.20 102.4

102.3 102.14 102.11 102.7 102.15 302.21 252500 102.2 102.16 302.22

4503 Numero del PPS

102.6 Numero dell’oggetto parziale

213.107 102.1

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

645000 645500 646000 646500 1:10’000 Fig. 15 > Esempio di perimetro d’applicazione a Soyhières, Canton Giura

Kartenblatt Uebersichtskarte Carte Vue d’ensemble Oggetto dell’inventario dei PPS

4503 Bewertungseinheit / Unité d’évaluation

— Perimetro dell’oggetto secondo

102.6 Teilobjekt / Objet partiel l’inventario cantonale

— Possibile perimetro d’applicazione

123.456 Weitere Teilobjekte / Autres objets

partiels 1 Coincidenza con il limite della zona 2 edificabile

2 Inserimento del margine boschivo

Kartengrundlage Uebersichtsplan 1:5’000 des Kantons Aargau 3 Diradamento / disboscamento per Fond topographique Kantonales

5 Vermessungsamt Aarau 4 aumentare l’habitat arido e secco

dei PPS 2 3 4 Inserimento del boschetto Luftbild(er) 5 Inserimento della vegetazione potenziale TWW-Archiv,

1 Nr 1089.12.8

6 dei PPS (superficie dell’oggetto Photo(s) aérienne(s) cantonale, che non presenta vegetazione tipica dei PPS) Herkunft, Produktion 6 Inserimento della vegetazione potenziale Bundesamt für Landestopographie, Flugdienst/KSL Source dei PPS (superficie dell’oggetto cantonale inselvatichita)

Fonte: Office des eaux et de la protection de la nature, Canton Giura

c  BAFU / OFEV (Prov. Version / Version prov.) Datenbankstand / Etat base de données 06.12.05 TWW/PPS GmbH, Maillefer & Hunziker, 27.02.06

17 > Protezione dei singoli oggetti

> Protezione dei singoli oggetti I Cantoni organizzano la protezione e la manutenzione dei biotopi d’importanza nazionale conformemente all’articolo 18a capoverso 2 della LPN. La tutela degli oggetti conformemente all’ordinanza sui prati secchi avviene in modo analogo alla protezione degli altri biotopi attraverso le rispettive ordinanze. In linea di principio si raccomanda di applicare l’ordinanza in modo lungimirante tenendo conto delle particolari condizioni ecologiche dei PPS.

Secondo l’articolo 18a capoverso 1 della LPN il Consiglio noscenze e dei dati disponibili, che sulla base di criteri di vafederale designa gli oggetti d’importanza nazionale, ne defini­ lutazione. sce l’ubicazione e stabilisce gli obiettivi della loro protezione. La precisione dei dati dell’inventario dei PPS è relativa­ In altre parole le basi della tutela dei biotopi sono per la mag­ mente elevata (scala 1:5000 o 1:10 000), se paragonata con gior parte di competenza del Consiglio federale. Le compe­ altri inventari federali meno recenti (p. es. l’inventario delle tenze in materia d’applicazione e d’esecuzione sono invece zone golenali o quello delle paludi). In questo modo i Cantoni delegate ai Cantoni, conformemente all’articolo 18a capover­ possono delimitare gli oggetti con precisione particellare e so 2 della LPN. I Cantoni definiscono i confini esatti degli con un onere relativamente modesto (art. 4 cpv. 1 oggetti, in accordo con i proprietari fondiari o con gli agricol­ dell’OPPS). tori che gestiscono i fondi e danno disposizioni sulle misure da applicare per la tutela e la manutenzione dei PPS (art. 4 Perimetro d’applicazione cpv. 2 OPPS). Il perimetro d’applicazione dell’ordinanza corrisponde ai La scelta e l’applicazione di strumenti adeguati è di confini esatti degli oggetti definiti dai Cantoni, secondo l’articompetenza dei Cantoni. La Confederazione ha la possibilità colo 4 capoverso 1 dell’OPPS, e in alcuni casi può differire d’intervenire e prendere i dovuti provvedimenti qualora un leggermente dal perimetro inizialmente proposto dalla Confe­ Cantone, nonostante i richiami, non adempia ai compiti ese­ derazione. Se il bosco o il margine boschivo è incluso nel pecutivi che gli sono stati delegati. In tal caso il Cantone dovrà rimetro, è la LFo ad essere determinante. farsi carico di una parte consistente dei costi (art. 18a cpv. 3 della LPN). 2 Delimitazione del perimetro d’applicazione

La novità rispetto ai precedenti inventari dei biotopi con­ Nella delimitazione dei perimetri d’applicazione i Cantoni desiste nel fatto che ai Cantoni viene data la possibilità di sce­ vono attenersi agli oggetti inizialmente proposti dalla Confegliere tra due diverse varianti per la protezione dei PPS: da un derazione, secondo l’articolo 4 capoverso 1 dell’OPPS. I selato essi possono optare per la classica soluzione della conser­ guenti aspetti dovranno tuttavia essere presi in vazione integrale di singoli oggetti, dall’altro possono adotta­ considerazione: re la procedura, un po’ più flessibile, per la creazione e la > l’ubicazione, il perimetro e la descrizione degli oggetti protezione di comprensori di valorizzazione. sono definiti dalla Confederazione mediante cartografia dettagliata. Non dovrebbe essere necessario un nuovo

1 Definizioni rilievo cartografico salvo nei comprensori di valorizza­

Le superfici da tutelare coincidono con il perimetro degli og­ zione; getti inventariati e sono registrate e descritte nell’ordinanza > le inclusioni (superfici con vegetazione diversa da quella sui prati secchi secondo l’articolo 19 capoverso 2 e l’allegato dei PPS) e gli elementi delimitanti i confini (come siepi, 1 dell’OPPS. margini boschivi ecc.) contribuiscono ampiamente al valore dell’oggetto e, se possibile, dovrebbero essere Perimetro degli oggetti inclusi nei perimetri d’applicazione; L’ubicazione e il perimetro degli oggetti vengono stabiliti gra­ > in natura vi sono diversi stadi di transizione in cui i PPS zie a un rilievo scientifico sul terreno, su mandato della Con­ non possono essere delimitati in modo netto e preciso federazione. Il perimetro descrive la superficie dei PPS cui partendo da caratteristiche naturali (difficoltà di precisioviene attribuita l’importanza nazionale sia sulla base delle co­ ne nella raccolta dati);

18 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 16 > Definizione dei confini esatti degli oggetti dell’inventario Linea verde: perimetro dell’oggetto; tratteggiato verde: oggetto; linea blu: superficie da inserire nel perimetro d’applicazione

30 m 3-6 m

Perimetro d’applicazione nel caso di siepi: includere un margine di almeno Perimetro d’applicazione nel caso di un bosco denso confinante: includere una 3 a 6 metri. striscia di bosco di almeno 7 metri, idealmente fino a 30 metri. 1

Perimetro d’applicazione nel caso di un bosco rado confinante: possono essere Perimetro d’applicazione nel caso di falesie confinanti: possono essere inclusi inserite superfici che presentano un habitat potenziale per la vegetazione dei PPS. habitat rocciosi con vegetazione xerotermofila.

Fonte: 1 Garnier, M. 1994

Fig. 17 > Sfruttamento agricolo nelle immediate vicinanze di un PPS (zone cuscinetto) Prato secco a Im Fang (La Villette), Canton Friburgo.

Il prato, ripido e falciato al massimo una volta all’anno, si trova proprio sotto una superficie sfruttata in modo intensivo. Nella parte superiore del PPS si nota una striscia di transizione più pingue. La superficie così contaminata ha una larghezza che va da 2 a 6 metri. L’apporto di sostanze nutritive (derivante dallo spandimento di liquame come pure dall’infiltrazione attraverso il terreno), favorisce una banalizzazione della vegetazione. Fonte: Gaby Volkart, atena

19 > Protezione dei singoli oggetti

> la raccolta dei dati sul terreno comporta un ampio margine > ha ospitato in passato una vegetazione tipica dei PPS2 di interpretazione e di valutazione nell’applicazione delle oppure prescrizioni cartografiche.1 L’esattezza dei rilevamenti > le condizioni pedologiche (basso spessore del suolo, dipende dunque sempre anche da fattori umani, nonostan­ scarso contenuto di sostanze nutritive, terreno pietroso o te l’adozione di sistemi per garantire scientificità e poroso) indicano un elevato potenziale di rivalorizzazione precisione. e la sua esposizione è favorevole alla biodiversità caratteristica dei PPS (S, SO, O, SE, E). Diventa particolarmente complesso delimitare i confini dei PPS laddove vi è una transizione dal prato secco al bosco PPS confinanti con siepi e boschetti giovani rado, alle rocce o – caso particolarmente problematico dal È importante includere l’intera siepe o il boschetto e i rispetpunto di vista dell’applicazione pratica – ai prati pingui ricchi tivi margini (almeno 3 a 6 metri) nel perimetro d’applicaziodi sostanze nutritive. ne.

Considerazione della situazione agricola esistente PPS confinanti con un bosco denso Siccome la qualità degli oggetti è in genere profondamente Quando un PPS confina con un bosco denso è importante inlegata al tipo di gestione agricola che vi è praticata, si racco­ cludere nell’oggetto una fascia di margine boschivo di almeno manda ai Cantoni di definire i confini esatti dei PPS tenendo 7 metri di larghezza. Idealmente essa dovrebbe raggiungere i in dovuta considerazione il tipo di sfruttamento agricolo esi­ 15-30 metri.3 Per l’applicazione pratica è determinante la legistente e ragionando in funzione degli obiettivi prefissati. Gli slazione forestale. oggetti all’interno e all’esterno della superficie agricola utile (SAU, v. definizione nell’art. 14 dell’OTerm) devono essere PPS confinanti con un bosco rado affrontati in modo distinto. Nel caso di un PPS confinante con un bosco rado o un pascolo Ad esempio, se l’oggetto si trova nella SAU può essergli alberato si applicano le stesse disposizioni come per il prato attribuita l’intera particella, mentre si possono tralasciare pic­ pingue. In questo modo è possibile includere nel perimetro cole porzioni di PPS di pochi metri quadrati che si trovano su d’applicazione anche superfici dall’elevata qualità ecologica particelle contigue. o potenzialmente pregiate. Per l’applicazione pratica è deter­ Per i PPS situati nella zona d’estivazione, dove si trova­ minante la legislazione forestale. no spesso particelle di grandi dimensioni, occorre trovare soluzioni appropriate in funzione della situazione specifica. In PPS confinanti con altri PPS, paludi e torbiere, zone golelinea di massima, per gli oggetti nella zona d’estivazione si nali o siti di riproduzione degli anfibi raccomanda un piano di gestione secondo l’OCEst. Qualora altri biotopi d’importanza nazionale si trovino nelle immediate vicinanze di un oggetto, è ovvio che il perimetro PPS confinanti con prati pingui del PPS dovrà essere adattato di conseguenza. Se lo spazio Se, per motivi pratici legati alla gestione agricola, il perimetro che separa i due biotopi è costituito da una superficie estensid’applicazione differisce da quello dell’oggetto segnalato inizial­ va di meno di 50 metri di larghezza, esso può essere attribuito

mente includendo così una superficie di prato pingue, è impor­ al perimetro d’applicazione del PPS. La superficie così agtante che siano rispettate le seguenti condizioni: giunta verrà gestita in modo da rispettare le esigenze di en­ > la superficie che appartiene al perimetro d’applicazione, trambi i biotopi. senza tuttavia essere parte di un oggetto dell’inventario, deve presentare un elevato potenziale di passaggio a uno PPS confinanti con megaforbie, superfici rocciose e rudesfruttamento estensivo, oppure rali > deve soddisfare le esigenze minime dell’OQE (art. 3) In questo caso il perimetro d’applicazione deve essere stabilisulla qualità ecologica. to volta per volta in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati. Le misure adottate per la tutela e la manutenzione si applicano per l’intera superficie compresa nel perimetro d’applicazione e vanno stabilite conformemente all’articolo 18c capoverso 1 della LPN e all’articolo 8 capoverso 2 dell’OPPS. Si considera che una superficie presenta un potenziale di passaggio a uno sfruttamento estensivo se: 1 e 2 Eggenberg, S. et al. 2001 Garnier, M. 1994

20 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 18 > Fieno della zona d’estivazione allo Stanserhorn Fig. 19 > Irrigazione mediante Suonen (canaletti) ad Ausserberg Grazie ai contratti di gestione gli agricoltori ricevono un indennizzo finanziario per il lavoro supplementare generato da una gestione ecologica.

Fonte: Christian Hedinger, UNA; Regula Waldner, oekoskop

Fig. 20 > Trasporto del fieno ad Ausserberg Fig. 21 > Sfalcio con una falciatrice speciale a Schiers Oltre alle aziende agricole, anche agricoltori non professionisti Metodi di sfalcio adeguati permettono una gestione razionale o associazioni possono stipulare contratti di gestione. dei pendii ripidi.

Fonte: Emanuel Jenny, Monika Martin, oekoskop

21 > Protezione dei singoli oggetti

Sfruttamento agricolo nelle immediate vicinanze di un Nella stipulazione di contratti di gestione volti a proteg­ PPS (zone cuscinetto) gere i biotopi, è auspicato un coordinamento con i contratti Lo scopo delle zone cuscinetto è quello di proteggere gli ha­ derivati dal diritto agrario. Un accordo tra l’agricoltore e il bitat meritevoli di tutela da contaminazioni che possono pro­ Cantone è fondamentale per accedere ai contributi per la comvenire da superfici circostanti gestite in modo intensivo.1 Le pensazione ecologica secondo l’articolo 3 capoverso 3 zone cuscinetto fanno parte del perimetro d’applicazione se­ dell’OQE, mentre contratti stipulati secondo il diritto agrario condo l’articolo 14 capoverso 2 lettera d dell’OPN. Esse sono costituiscono uno strumento ideale per incoraggiare una gequindi necessarie solo se un oggetto rischia di essere contami­ stione estensiva negli oggetti dell’inventario. Lo stesso vale nato da uno sfruttamento intensivo nelle immediate vicinanze. per le zone cuscinetto. Possibili contaminazioni sono in particolare: Si raccomanda una durata di 6 o 12 anni per i contratti. > l’apporto di fertilizzanti; > l’applicazione di trattamenti fitosanitari; Qualora non sia possibile stipulare un contratto e l’oggetto in > l’irrigazione; questione sia minacciato, i Cantoni sono tenuti a garantirne la > l’introduzione di piante indesiderate. protezione con l’ausilio di altri mezzi (art. 18a cpv. 2, e art. 18c cpv. 3 e 4 della LPN). Paragonati ai terreni acquitrinosi, i PPS sono meno sottoposti al pericolo dell’apporto di fertilizzanti.2 Il rischio sussiste so­ Garanzie nell’ambito del diritto pianificatorio prattutto quando una superficie gestita in maniera intensiva e Secondo l’articolo 8 capoverso 2 lett. a dell’OPPS i Cantoni concimata (prato pingue, campo) si trova a monte dell’ogget­ devono fare in modo che i piani e le regole che disciplinano to. Sono inoltre particolarmente nefasti i sistemi d’irrigazione l’uso del territorio conformemente alla legge sulla pianificache potenzialmente collegano aree concimate con prati e pa­ zione del territorio (LPT) siano compatibili con le direttive scoli secchi, come pure i voli per trattamenti fitosanitari che dell’ordinanza sui prati secchi. La LPT stabilisce gli intervenpossono essere effettuati nelle vicinanze dei PPS. ti e i requisiti minimi, mentre ai Cantoni è delegato il compito

La necessità di stabilire delle zone cuscinetto è stata de­ di organizzarli nella pratica. finita sommariamente al momento della raccolta dei dati sul Piani direttori: è necessario considerare precocemente i terreno. Si raccomanda di verificarne la reale necessità in qua­ PPS nel piano direttore cantonale. In questo modo si assicura si 500 oggetti parziali. Per ognuno di essi i Cantoni dispongo­ un buon coordinamento tra interessi pubblici e privati. La no di raccomandazioni pratiche contenute in apposite liste. Di Concezione «Paesaggio Svizzero» (CPS3) definisce i settori e regola una zona cuscinetto di 10 metri di larghezza è suffi­ i programmi federali rilevanti ai fini dei PPS. ciente. Piani regolatori: i PR disciplinano l’uso del suolo e definiscono le zone edificabili, le zone agricole e quelle di protezione. Esse sono vincolanti per tutti i proprietari fondiari 3 Garanzie legali (art. 14 e art. 21 della LPT), senza eccezioni. Accordi A) Zona agricola: la zona agricola comprende, tra l’al­ In accordo con l’articolo 18c capoverso 1 della LPN si racco­ tro, i terreni destinati all’uso agricolo nell’interesse generale manda ai Cantoni di sancire le condizioni di gestione, di ma­ (art. 16 cpv. 1 lett. b della LPT). Essa è dunque adatta a ospinutenzione e di valorizzazione dei PPS mediante specifici tare dei PPS. Una corrispondenza tra la zona agricola e le esicontratti con i proprietari fondiari o con gli agricoltori che li genze dei PPS è auspicabile e raccomandata. gestiscono. Eventuali prestazioni complementari o la rinuncia B) Zona di protezione: definire dei PPS all’interno di ad alcune forme di sfruttamento danno diritto a un indennizzo una zona di protezione in base all’articolo 17 capoverso 1 (art. 18c cpv. 2 della LPN). lettera b e d della LPT è un’altra soluzione ideale. Le decisioni e le misure gestionali provenienti dal diritto C) Zone di pianificazione: per agire rapidamente con agrario (OPD o OQE) si fondano, a differenza di quelle deri­ una protezione preventiva secondo l’articolo 29 dell’OPN, i vanti dalla legislazione per la protezione della natura e del Cantoni possono definire zone di pianificazione conformepaesaggio (LPN), sul principio della partecipazione volontaria mente all’articolo 27 della LPT o adottare altri regolamenti

degli agricoltori coinvolti. Mentre la legislazione agricola pre­ provvisori. Nelle zone di pianificazione non è permesso intravede che siano gli agricoltori a dover prendere l’iniziativa, i prendere nulla che ostacoli l’attuazione del PR per un periodo contratti che implicano per gli agricoltori limitazioni gestio­ che può durare fino a cinque anni. nali o la fornitura di servizi senza contropartita danno auto­ 1 Marti, K. et al. 2002 maticamente diritto a indennizzi finanziari (art. 18c cpv.2 del­ 2 Hegg, O. 1984 la LPN). 3 UFAFP/UFPT (a cura di) 1998

22 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 22 > PPS in zona bosco Fig. 23 > Zone di protezione Se un PPS si trova in una zona bosco, occorre armonizzare gli Le zone di protezione permettono di mantenere sul lungo perioobiettivi di protezione dei PPS con quelli della gestione do uno statuto di protezione chiaramente definito. forestale.

Fonte: Michael Dipner, oekoskop; Pro Natura

Fig. 24 > Abbandono dell’attività agricola Fig. 25 > Alternative all’azienda agricola L’abbandono dell’attività agricola, generalmente genera un Se lo sfruttamento agricolo o forestale tradizionale non può imboschimento e la perdita di qualità ecologica. essere mantenuto, vi sono diverse alternative possibili. Ad esempio i ragazzi del servizio civile possono svolgere un’attività di conservazione della qualità ecologica di un PPS.

Fonte: Regina Joehl, Michel Dipner, oekoskop

23 > Protezione dei singoli oggetti

Zona bosco: la zona bosco è definita dalla legislazione > discussione con l’ultimo gestore o con il proprietario; forestale (LFo). L’articolo 20 della LFo e l’articolo 18 > possibilità di affidare la particella a un altro agricoltore dell’OFo descrivono i doveri pianificatori dei Cantoni nei che la gestisca in modo ideale, secondo l’articolo 18c confronti del bosco. Stando a questa legislazione, la pianifica­ capoverso 3 della LPN e l’articolo 71 della LAgr.;3 zione dello sfruttamento forestale deve considerare anche la > possibilità di praticare una gestione leggermente ridotta protezione della natura. I documenti pianificatori forestali da parte dell’ultimo gestore; (piano di sviluppo forestale, piano direttore forestale) devono > possibilità di praticare una gestione leggermente ridotta far sì che il bosco possa svolgere le sue funzioni in modo so­ da parte di un altro agricoltore. stenibile e organizzare il coordinamento con altri settori della pianificazione (p. es. la pianificazione del territorio).1 Gli Se nessuna di queste possibilità è realizzabile, il Cantone deve obiettivi della tutela dei PPS devono dunque essere armoniz­ garantire una manutenzione minima del PPS, conformemente zati nell’ambito di detti piani e applicati nel quadro di piani di alle condizioni locali. gestione, progetti ecc. Se un PPS si sovrappone a una zona bosco, è la legislazione forestale ad essere determinante. Il I contributi provenienti dalla legislazione agricola e da quella limite della zona bosco è stabilito dal servizio forestale canto­ per la protezione della natura vanno coordinati anche nel caso nale. della manutenzione minima di un PPS. In linea di principio, i contributi devono essere versati solo negli anni in cui un og­ Non sono compatibili con la tutela dei PPS le zone edificabili, getto è gestito. Tuttavia, in situazioni ecologiche particolari in le zone d’estrazione di materiali, le discariche e le nuove zone cui è prescritta una gestione non annuale (p. es. prati da sfaldi turismo invernale. cio nella zona d’estivazione, protezione mirata di specie bersaglio) occorre esaminare l’opportunità di versare i contributi Decreti di protezione anche durante gli anni di non utilizzo (in linea con le direttive Sono equivalenti a una zona di protezione del PR: dell’OPD, art. 4 cpv. 5). > le zone cantonali di protezione della natura vincolanti per

i proprietari fondiari; Stralcio di oggetti > le zone regolate da decreti di protezione. Solo se, a seguito della rinuncia allo sfruttamento di un PPS secondo l’articolo 17 dell’OPPS, nessuna delle misure sopra elencate si rivelasse efficace, bisognerà stralciare l’oggetto

4 Abbandono dell’attività agricola e stralcio dall’inventario. Lo stralcio deve essere valutato caso per

Se un PPS è minacciato per sottosfruttamento o abbandono, è caso. possibile, a determinate condizioni, derogare dagli obiettivi di Se invece un oggetto non può essere protetto adeguataprotezione. Invece di una gestione esemplare con risultati ide­ mente per altri motivi, vi è l’obbligo di sostituirlo. Ciò può ali occorre a volte accontentarsi del miglior risultato possibile avvenire all’interno di un comprensorio di valorizzazione. che una situazione può offrire. Altre informazioni Manutenzione minima > BAFU 2006: Mustervertrag und Erläuterungen. Nei casi in cui si osserva un aumento dell’inselvatichimento > Huber, C. et al. 2007: Fallstudie «Nutzungsalternativen dei PPS bisogna puntare a una manutenzione minima. Essa zur herkömmlichen Bewirtschaftung von Biotopen». consente di mantenere una superficie nell’inventario con un costo di gestione o di manutenzione ridotto. Naturalmente si osserverà una diminuzione della qualità ecologica dell’oggetto, bisognerà quindi fare in modo che essa non scenda sotto una determinata soglia minima2. La manutenzione minima è necessaria se l’agricoltore decide di rinunciare allo sfruttamento del PPS o se vi ha già rinunciato. Prima di optare per un regime di manutenzione minima, il Cantone deve tuttavia svolgere le seguenti analisi, 1 BUWAL (a cura di) 1996 elencate in ordine di priorità: 2 Si veda Eggenberg S. et al. 2001 > analisi ecologica: esame delle condizioni ecologiche e del 3 LPN, art. 18c n. 3: Se omette l’utilizzazione necessaria alla protezione perseguita, il tipo di vegetazione, descrizione delle specie bersaglio e proprietario fondiario deve tollerare l’utilizzazione da parte di terzi, ordinata dall’autorità. Si veda anche: legge sull’agricoltura (L Agr), art. 71 Obbligo di della manutenzione minima adatta al PPS in questione; tollerare.

24 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 26 > Esempi di coordinamento politico nei comprensori di valorizzazione

Superficie tratteggiata = perimetro del comprensorio di valorizzazione: garantire un coordinamento con la pianificazione territoriale (concordanza con il piano direttore, i piani settoriali e i piani regolatori)

1 Prato secco sulla superficie agricola

utile coordinamento con l’applicazione dell’OPD (prova che le esigenze ecologiche sono rispettate, prati sfruttati in modo estensivo) e con l’ordinanza sulla qualità ecologica (qualità e interconnessione)

2 Pascolo secco sulla superficie agricola

utile: coordinamento con l’applicazione dell’OPD (prova che le esigenze ecolo- 2 giche sono rispettate) e con l’ordinanza sulla qualità ecologica (qualità e 3 interconnessione)

3 Area della superficie agricola utile da

gestire in modo più estensivo: coordinamento con l’applicazione dell’OPD e 1 dell’OQE

4 Frutteto ad alto fusto: coordinamento

con l’applicazione dell’OPD e dell’OQE 7 5 Superficie erbosa su una zona di protezione delle acque di falda: coordinamen- 4 to con la protezione delle acque 5 6 Golena: coordinamento con la protezione delle zone golenali 6 7 Bosco: coordinamento con l’applicazione della legge forestale

Fonte: Stefan Eggenberg, UNA; Michael Dipner, oekoskop

Fig. 27 > Esempio di cartina concettuale – comprensorio di valorizzazione di Glattfelden La cartina concettuale mostra come, all’interno di un comprensorio di valorizzazione, i singoli PPS devono essere collegati tra loro. Laddove vi sono poche aree che presentano una qualità ecologica elevata (p. es. sull’Altipiano), un comprensorio di valorizzazione può essere composto da diverse superfici parziali.

Scarpata autostradale Diradare gli arbusti legnosi, ampliare i prati magri, introdurre misure gestionali mirate per favorire lo sviluppo dei prati magri Zona boschiva Creare boschi radi, gestire in modo appropriato i margini boschivi, falciare superfici parziali all’interno del bosco Zona agricola Mantenere e valorizzare i PPS esistenti Creare nuovi PPS e valorizzarli Migliorare i corridoi di interconnessione, valorizzarli, crearne di nuovi Specie attrattive Barbone (Himantoglossum hircinum): habitat prati magri e secchi Melitea delle scabiose (Melithaea parthenoides): habitat prati a doppio sfalcio Edipoda celeste (Oedipoda caerulescens): habitat prati secchi ruderali Ascalafo (Libelloides coccajus): habitat prati soleggiati, alberi e arbusti soleggiati

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

25 > Comprensori di valorizzazione

> Comprensori di valorizzazione Per organizzare la protezione e la gestione dei biotopi di importanza nazionale secondo quanto stabilito dall’articolo 18a capoverso 2 della LPN, l’ordinanza sui prati secchi propone, oltre alla classica protezione dei singoli oggetti, una seconda possibilità definita «comprensorio di valorizzazione». I Cantoni dispongono così di una maggiore flessibilità e possono rispondere alle situazioni concrete con soluzioni diverse a seconda dei casi.

L’articolo 5 capoverso 1 dell’OPPS conferisce ai Cantoni la > il comprensorio di valorizzazione è un comparto coerente facoltà di definire comprensori di valorizzazione dei PPS, al anche dal punto di vista paesaggistico; fine di migliorare la protezione e la gestione dei biotopi. Nei > i comprensori di valorizzazione possiedono un’importante comprensori di valorizzazione, secondo l’articolo 6 percentuale di habitat xerotermofili pregiati oppure hanno capoverso 2 dell’OPPS, sono di prioritaria importanza il po­ un elevato potenziale di rivalorizzazione; tenziamento e la valorizzazione dei PPS come pure la loro > gli altri biotopi d’importanza nazionale secondo l’articolo interconnessione. In tali comprensori è possibile scostarsi 18a della LPN devono essere inglobati nel comprensorio e dall’obiettivo della conservazione integrale dell’oggetto se il i rispettivi requisiti armonizzati; progetto non è in contraddizione con la pianificazione del ter­ > le superfici forestali possono far parte di un comprensorio ritorio e se, sul lungo periodo, all’interno del comprensorio di valorizzazione se la loro presenza consente di raggiunvengono globalmente ripristinate o aumentate la superficie e gere più facilmente gli obiettivi generali di protezione dei la qualità dei PPS (art. 7 cpv. 2 dell’OPPS). biotopi e se le misure previste sono compatibili con la Se un oggetto dell’inventario appartiene a un compren­ legge forestale; sorio di valorizzazione, esso rappresenta comunque una su­ > falesie e pietraie possono far parte di un comprensorio di perficie di elevato valore naturalistico d’importanza nazionale valorizzazione se la loro presenza consente di raggiungere e quindi deve essere gestito di conseguenza. Prima di allestire più facilmente gli obiettivi generali di protezione dei comprensori di valorizzazione, i Cantoni consultano l’UFAM biotopi; (art. 5 cpv. 1 dell’OPPS). I Cantoni annunciano i comprensori > di regola i comprensori di valorizzazione non possono di valorizzazione all’UFAM, che ne allestisce una lista nazio­ contenere zone edificabili, zone d’estrazione di materiali, nale (art. 5 cpv. 4 dell’OPPS). discariche o simili. In casi eccezionali è possibile eludere questa regola, per esempio se un PPS si trova in un luogo particolare, come una superficie ferroviaria, una scarpata,

1 Delimitazione dei comprensori di valorizzazione una piazza d’armi ecc. e se la sua inclusione in un

I Cantoni hanno il compito di delimitare i comprensori di va­ comprensorio permette di valorizzarlo. Gli eventuali lorizzazione, osservando le condizioni elencate di seguito, conflitti devono essere affrontati e risolti già nella fase con l’obiettivo di conservare il valore ecologico dell’habitat progettuale. per le specie animali, vegetali e micotiche che lo abitano (art. 5 cpv.1 dell’OPPS) e di raggiungere gli obiettivi di protezione Nel calcolo della quota minima di PPS all’interno di un comsecondo l’articolo 6 capoverso 2 dell’OPPS: prensorio di valorizzazione possono essere considerate, oltre > il comprensorio di valorizzazione comprende uno o più agli oggetti d’importanza nazionale, anche superfici ridotte oggetti dell’inventario dei PPS con eventualmente le con una vegetazione tipica dei PPS. Ciò può comportare rilierelative zone cuscinetto, secondo quanto illustrato nel vi cartografici supplementari. capitolo «Protezione dei singoli oggetti» (pag 17).; > il comprensorio di valorizzazione può comprendere anche prati e pascoli secchi d’importanza regionale o locale; > di regola nei comprensori di valorizzazione la superficie coperta da vegetazione dei PPS1 corrisponde almeno al 30 per cento della SAU; 1 Eggenberg, S. et al. 2001

26 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 28 > Comprensorio di valorizzazione in cui si applicano misure sostitutive Il comprensorio di valorizzazione di Tschlin, Canton Grigioni.

Nell’ambito di una bonifica è stata realizzata una nuova strada che danneggia dei PPS. Quale misura sostitutiva si prevede di disboscare la superficie adiacente alla strada, che presenta un elevato potenziale per una vegetazione xerotermofila ma che è inselvatichita, e di tornare a sfruttarla in modo estensivo. Fonte: Michael Dipner, oekoskop

Fig. 29 > Comprensorio di valorizzazione in cui si applicano misure di valorizzazione Il comprensorio di valorizzazione di Rophaien, Flüelen, Canton Uri.

Per poter continuare a falciare la zona d’estivazione di Rophaien a lungo termine, oltre ai contratti di gestione con gli agricoltori e alla manutenzione delle infrastrutture (cavo per il trasporto del fieno a valle), sono previsti anche interventi nel bosco rado di pini, come pure nel settore turistico e in quello della sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Tutte queste misure vengono coordinate con l’obiettivo comune di proteggere e valorizzare il comprensorio. Fonte: Michael Dipner, oekoskop

27 > Comprensori di valorizzazione

2 Garanzie legali Un tempestivo coinvolgimento delle autorità cantonali com­

Come per la protezione dei singoli oggetti dell’inventario, il petenti in materia forestale e agricola come pure dell’ufficio raggiungimento degli obiettivi nei comprensori di valorizza­ della consulenza agricola, permette di assicurare un buon esizione richiede il più delle volte la partecipazione attiva dei to nella realizzazione di un comprensorio di valorizzazione. È privati. Per questo motivo è importante stipulare dei contratti. auspicato pure il coinvolgimento tempestivo delle autorità I comprensori di valorizzazione, come pure i singoli og­ competenti in materia di pianificazione territoriale e di protegetti dell’inventario, devono essere debitamente considerati zione delle acque, come pure la partecipazione dei proprietari nei piani e nelle direttive della pianificazione territoriale (art. 5 fondiari e delle autorità comunali (approccio cosiddetto «botcpv. 3 dell’OPPS). È di fondamentale importanza riuscire a tom-up»). La partecipazione attiva dei diretti interessati confar coincidere le esigenze dei comprensori di valorizzazione sente di trovare soluzioni valide e concretamente realizzabili. con il piano direttore cantonale, poiché in questo modo gli interessi in gioco possono essere ponderati e coordinati già a Altre informazioni un livello superiore. > Hochschule für Technik, HSR Rapperswil (Hrsg.) 2002: A seconda degli obiettivi locali, un comprensorio di va­ Werkzeugkasten LEK. lorizzazione può comprendere una superficie forestale più o > Jenny, M. et al. 2002: Vernetzungsprojekte – leicht meno estesa; in questo caso è indispensabile un coordinamen­ gemacht. to con la pianificazione forestale. > BAFU, in preparazione: Tww-Faktenblatt Vorranggebiete.

3 Suggerimenti per la pianificazione e il coordinamento

Per garantire che le esigenze del comprensorio di valorizzazione vengano rispettate secondo gli articoli 5 e 6 capoverso 2 dell’OPPS, si consiglia di elaborare un documento di base che contenga la situazione iniziale, gli oggetti dell’inventario presenti nel comprensorio, gli obiettivi, i provvedimenti previsti e i costi stimati. In particolare tale documento dovrebbe riportare: > gli elementi di pregio naturalistico presenti inizialmente e le particolarità locali; > i punti deboli e il relativo potenziale di rivalorizzazione; > gli obiettivi concreti; > il tipo di gestione necessaria e il programma d’intervento con le misure per la tutela, la manutenzione e/o la rivalorizzazione; > le responsabilità delle persone e degli enti coinvolti; > il programma di monitoraggio; > le scadenze e i costi; > le misure da applicare, illustrate in una cartografia d’insieme degli oggetti e del comprensorio.

Se un comprensorio di valorizzazione si trova nella zona d’estivazione, è auspicabile la definizione di un piano di gestione concordato con il settore agricolo (art. 4 OCEst). Questo piano dev’essere formulato nell’interesse delle specie e degli ambienti presenti nei biotopi. Se un comprensorio di valorizzazione si trova invece sulla superficie agricola utile (SAU), è auspicata l’armonizzazione reciproca con un (esistente o futuro) progetto di interconnessione delle superfici di compensazione ecologica secondo l’OQE.

28 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 30 > Biodiversità grazie all’agricoltura Prato secco nella Valle del Reno presso Sargans, Canton San Gallo, e pascolo secco con piccoli campi a Visperterminen, Canton Vallese.

I prati e pascoli secchi si sono formati con la pratica agricola tradizionale: solo grazie al lavoro degli agricoltori possono continuare ad esistere. Fonte: Christian Hedinger, UNA; Emanuel Jenny, oekoskop

Fig. 31 > Mosaico gestionale ideale Complesso di PPS a Küttigen, Canton Argovia.

5 1

3 2

1 Striscia di bosco inclusa nel PPS

9 7 2 Margine forestale

3 Cespugli a bacche

4 Legno morto

5 Singoli alberi

6 Rifugi per la microfauna

7 Sfalcio scaglionato nel tempo

8 Pascolo

9 Cespugli e siepi

Consigli: i diversi tasselli contribuiscono alla formazione di un grande mosaico gestionale: sfruttamento e gestione scaglionati nel tempo e nello spazio (rifugi per la microfauna); superfici pascolate accanto a prati da sfalcio e maggesi temporanei; elementi particolari come superfici a nuda terra, superfici ruderali, cespugli di ogni dimensione. Più una zona è diversificata, più animali diversi vi trovano uno spazio vitale. Attenzione però a mantenere una percentuale sufficiente di vegetazione dei PPS. Molte farfalle si spostano solo a corto raggio, per questo motivo, oltre a un mosaico regionale, è importante anche un mosaico a piccola scala. Fonte: Willy Schmid, Schinznach Dorf

29 > Raccomandazioni per la gestione agricola

> Raccomandazioni per la gestione agricola Un’agricoltura e una gestione forestale sostenibili costituiscono, secondo l’articolo 6 capoverso 1 lettera c dell’OPPS, le premesse per la conservazione e il potenziamento dei prati e pascoli secchi.

I prati e i pascoli secchi sono habitat seminaturali, general­ Mosaico gestionale mente creati e mantenuti da una gestione agricola estensiva. I mosaici gestionali a livello regionale e locale rappresentano La loro tipica varietà di specie è dovuta alla scarsa disponibi­ un modello ideale di gestione del territorio agricolo, sopratlità di azoto e fosforo nel terreno, alla carenza, per lo meno tutto nel caso di PPS di dimensioni considerevoli o di zone temporanea, di acqua e alla rimozione regolare della massa ricche di PPS (in modo particolare nei comprensori di valovegetale presente in superficie. La gestione dei PPS è indi­ rizzazione secondo l’ordinanza sui prati secchi). spensabile per la loro conservazione e va senz’altro praticata se si desidera mantenerne o aumentarne la qualità e la super­ La miglior strategia per conservare un’elevata diversità bioloficie.1 gica consiste nel realizzare un mosaico di tipi di gestione su Di regola va mantenuta la pratica agricola tradizionale. I una superficie agricola relativamente piccola.3 È soprattutto la siti naturalmente aridi che non tendono all’inselvatichimento fauna a beneficiare della diversità di habitat offerta dalla ge­ (p. es. rocce e zone steppiche) spesso non richiedono invece stione differenziata di particelle contigue. alcuna manutenzione. Occorre tuttavia sempre verificare che gli obiettivi di Il segreto di una gestione ideale e sostenibile consiste protezione dei PPS siano compatibili con le misure previste nel provocare un «disturbo moderato» allo sviluppo naturale (p. es. nel caso di specie rare). dell’ecosistema, condizione indispensabile per mantenere la diversità biologica e per conservare le specie tipiche dei PPS. Altre informazioni In particolare, si tratta di trovare un equilibrio tra lo sfrutta­ > Niemeyer, L. et al. 2001: Veränderung der botanischen mento intensivo e il sottosfruttamento di una superficie agri­ Zusammensetzung von Wiesen im Alpenraum als Indicola. L’intensità del «disturbo moderato» deve essere adattata kator für die Nachhaltigkeit der Bewirtschaftung. alla produttività del sito e agli specifici obiettivi di protezio­ > Pearson, S. et al. 2006: Tww-Faktenblatt «Bewirtschafne.2 Ad esempio, un prato pingue ricco di specie, a causa del­ tung». la sua elevata produttività, richiede uno sfalcio più frequente di un prato magro semiarido. Tuttavia, se la tutela di alcune

specie faunistiche dovesse prevalere, può rendersi necessario uno sfruttamento più estensivo anche di un prato pingue ricco di specie. La gestione ideale consiste nella combinazione di pratiche agricole localmente adatte e obiettivi di protezione. In ogni modo occorre monitorare lo sviluppo delle specie, poiché ogni sito reagisce in modo diverso alla gestione. In questo senso, ogni oggetto dell’inventario costituisce un caso a sé e la gestione deve essere adattata caso per caso. Procedere rispettando le condizioni locali e regionali significa agire in linea con l’obiettivo generale della sostenibilità. La scheda informativa Tww-Faktenblatt «Bewirtschaftung» descrive la strategia migliore per una gestione sostenibile dei prati e pascoli secchi. Si veda ad esempio: Hegg, O. et al. 1992; Maag, S. et al. 2001; Nösberger, J. et al. Roxburgh, S. H. et al. 2004 Si veda ad esempio: Köhler, B. 2001; Antognoli, C. et al. 1995; Völkl, W. et al. 1993

30 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 32 > Dalla pianura alla zona collinare: criteri per scegliere la data dello sfalcio

Quante sostanze nutritive Occorre favorire Vi sono piante infestanti? contiene il terreno? alcune specie?

Sì: p. es. aree erbose monotone, Sfalcio precoce Cresta di gallo (Rhinanthus (maggio-giugno) alectorolophus), Felce aquilina Favorire le erbe basse con poca (Pteridium aquilinum). capacità di ritenzione d’acqua (p. es. pilosella [Hieracium pilosella], sferracavallo [Hippocrepis comosa], vulneraria [Anthyllis Sfalcio estivo (luglio) vulneraria] ).

Sfalcio autunnale o Favorire le piante a fioritura biennale tardiva; le specie marginali (p. es. (settembre-ottobre) garofani [Dianthus sp.], amello [Aster amellus] ); gli uccelli che nidificano al suolo (p. es. tottavilla [Lullula arborea], prispolone [Anthus trivialis] ); i ragni e le farfalle.

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

Fig. 33 > Grazie alle zone a erba alta (rifugi per la microfauna), è possibile combinare i vantaggi dello sfalcio con quelli del maggese

Sopravvivono in un prato falciato: > cimici che vivono nello strato superficiale del suolo; > cavallette termofile che depongono le uova nel terreno o su di esso (p. es. il Conocefalo grosso [Ruspolia nitidula]); > farfalle che volano precocemente; > specie che producono diverse generazioni all’anno (p. es. la farfalla Argo bronzato [Lysandra coridon]).

Sono favorite dall’esistenza di maggesi temporanei: > cavallette/cimici che depongono le uova nella vegetazione alta (p. es. la Fanerottera comune [Phaneroptera falcata] o la Meriottera bicolore [Metrioptera bicolor]) e simili, che preferiscono un microclima più umido; > svariati ragni e la Vespa cartonaia (Polistes gallicus); > cimici che succhiano la linfa delle piante; > farfalle che volano tardivamente (p. es. Melitaea didyma, Maniola jurtina, la galatea [Melanargia galatea]); > insetti demolitori (p. es. millepiedi) e rettili (p. es. il Colubro liscio [Coronella austriaca]).

Suggerimenti per la scelta dell’area da lasciare a erba alta: > collocare le zone a maggese temporaneo laddove non vi sono piante rare che non tollerano il maggese; > favorire settori che presentano piante dalla fioritura tardiva (riserva di cibo per la fauna); > non creare rifugi per la microfauna in settori infestati da malerbe; > rotazione: lo stesso settore può essere lasciato a maggese temporaneo (rifugi per la microfauna) non più di una volta ogni 5 anni; > la larghezza minima della zona a erba alta deve essere di 3-5 m; > attenzione alla tecnica di sfalcio: collocare le zone a erba alta in modo che lo sfalcio e il trasporto del fieno non siano ostacolati.

Fonte: Guido Masé, oekoskop; contenuto: Antognoli, C. et al. (1995), Pozzi, S. et al. (1998)

31 > Raccomandazioni per la gestione agricola

1 Sfalcio > l’aspetto estetico dei terreni a maggese può creare

Lo scaglionamento dello sfalcio su piccole superfici è una difficoltà a chi li considera un elemento di «disordine». pratica ideale per la protezione dei PPS (art. 8 cpv. 2 lett. c Può però anche essere percepito come un arricchimento dell’OPPS). paesaggistico se è accompagnato da una campagna di sensibilizzazione; Circa il 25 per cento degli oggetti rilevati nell’inventario dei > attenzione: lo sfalcio biennale può favorire la presenza di PPS sono prati o pascoli falciati. Idealmente bisognerebbe roditori. Inoltre, un terreno non compatto e leggermente pianificare lo sfalcio in modo da avere sempre almeno una infeltrito può rendere difficoltoso lo sfalcio; superficie non falciata per fornire riparo e nutrimento alla fau­ > lo sviluppo della vegetazione di superfici non falciate na. Le date dello sfalcio e gli intervalli tra due sfalci vanno annualmente va tenuto sotto controllo, in modo da poter inoltre stabiliti considerando le condizioni locali. adattare la frequenza dello sfalcio in caso di riduzione della biodiversità. Data dello sfalcio La data dello sfalcio deve essere stabilita in funzione della Superfici a maggese/rifugi per la microfauna produttività del terreno, della flora, della fauna e del mosaico Superfici a maggese derivanti dallo sfalcio biennale sono pargestionale della regione: ticolarmente appropriate sui PPS di una certa dimensione con > idealmente la data dello sfalcio dovrebbe essere fissata nei pochi elementi strutturali (Völkl, W. et al. 1993). Esse valorizcontratti di gestione, pianificando uno sfalcio scaglionato zano i PPS fornendo aree di rifugio e nutrimento alla fauna. In (p. es. di una superficie comunale o di un’unità paesaggi­ particolare fungono da habitat per i rettili. stica come un versante di una valle); Procedimento: il primo anno si evita di falciare un setto­ > volendo realizzare un mosaico gestionale può essere opportuno re del PPS. L’anno seguente lo stesso settore viene falciato, scostarsi dalle date di sfalcio proposte (art. 45 cpv. 3bis OPD)1; mentre si lascia a maggese un altro settore. A differenza dello > il controllo delle date dello sfalcio di ogni singola unità è sfalcio scaglionato, questo metodo non implica un onere di oneroso e va adattato alle capacità dei servizi cantonali lavoro supplementare. competenti. Come alternativa, discutibile ma che conviene

tentare, vi è la possibilità di lasciar scegliere liberamente Fieno della zona d’estivazione la data dello sfalcio all’agricoltore, controllando poi lo A medio termine, la composizione e la biodiversità del fieno sviluppo della vegetazione. proveniente dalla zona d’estivazione possono essere mantenute solo mediante lo sfalcio. Frequenza dello sfalcio I prati secchi sono falciati di norma una volta l’anno, due in Il fieno della zona d’estivazione proviene da prati secchi di alta caso di forte produttività. Un secondo sfalcio in autunno è quota (generalmente al di sopra dei 1500 m). Anche di questa giustificato laddove altrimenti all’inizio dell’inverno la vege­ fascia altitudinale sono stati inventariati unicamente i prati rictazione sarebbe troppo alta, generando un infeltrimento del chi di specie che rispondono ai criteri di selezione dell’invenprato. Il secondo sfalcio deve essere stabilito contrattual­ tario. I prati da sfalcio della zona d’estivazione ricchi di somente. stanze nutritive non sono stati inclusi nell’inventario. Per la manutenzione di prati situati a tale altitudine, Sfalcio biennale: l’esperienza insegna che lo sfalcio biennale spesso è sufficiente uno sfalcio pluriennale. La scheda infordi prati semiaridi non causa un calo della biodiversità (Keel, mativa Tww-Faktenblatt «Wildheu» ne descrive l’importanza, A. 1995), purché non vengano penalizzate specie rare e parti­ la diffusione in Svizzera e le modalità di gestione. colarmente sensibili. Tale gestione «temporaneamente a maggese» è auspicabile su superfici non molto produttive che of­ Altre informazioni frono possibilità di rifugio e di nutrimento alla microfauna.2 > Merkblatt SVS / BirdLife Schweiz 2006: Krautsäume, In questi casi occorre tenere presente quanto segue: Borde und Altgras. > se è giustificato dal punto di vista ecologico, i contributi > Hedinger, Ch. 2006: Tww-Faktenblatt «Wildheu». per la gestione secondo l’OPD/OQE e la LPN possono > Volkart G., Martin M. 2007: Fallstudie «Artenarme essere concessi anche per una superficie a sfalcio biennale Trockenwiesen und -weiden». (art. 4 cpv. 5 dell’OPD; art. 19 cpv. 5 e 6 dell’OTerm). 1 Alle superfici che sono oggetto di una convenzione scritta di utilizzazione o di Negli anni in cui la superficie non è falciata vengono protezione stipulata con il servizio cantonale per la protezione della natura, si

applicano le date di utilizzazione ivi stabilite. versati la totalità dei contributi ecologici e i due terzi di 2 Bischof, N. 1981 suggerisce di falciare i prati magri esposti a sud solo ogni 2 anni e quelli di superficie. i prati su suolo poco profondo perfino ogni tre - cinque anni.

32 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 34 > Percentuale di cavallette uccise durante lo sfalcio Fig. 35 > Falciatrice a lama orizzontale (barra falciante) Percentuale di cavallette uccise a seconda del tipo di falciatrice. Ideale: falce manuale o falciatrice a lama orizzontale.

Percentuale di cavallette uccise

falciacondizio- falciatrice falciatrice a lama orizzontale natrice a dischi rotativa (barra falciante)

Ricerche condotte in Germania1 documentano perdite di anfibi e cavallette dell’ordine del 30-40 per cento a causa dello sfalcio eseguito con falciatrici a rotazione (falciatrice rotativa e falciatrice a dischi). Lo sfalcio con falciatrice a lama orizzontale (barra falciante) invece riduce in genere le perdite della metà. L’azione schiacciante della falciacondizionatrice uccide un altro 15 per cento degli insetti che vivono nell’erba. Se una popolazione di cavallette si trova numericamente nei pressi della soglia minima, la scelta della falciatrice può essere determinante per la sopravvivenza della specie. Fonte dei dati: 1 Oppermann, R. 1998; Fotografia: Christian Purro, atena

Fig. 36 > Falciatrice rotativa Fig. 37 > Falciaschiacciatrice a lame oscillanti Lo sfalcio con la falciatrice rotativa è dannoso per la fauna, ma L’impiego di falciacondizionatrici e falciaschiacciatrici a lame autorizzato. oscillanti non è compatibile con gli obiettivi di protezione poiché distrugge gran parte della fauna.

Fonte: Monika Martin, oekoskop

33 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Pascolo autunnale sui prati da sfalcio La tecnica utilizzata per lo sfalcio ha una grande influenza Un breve periodo di pascolo autunnale sui prati secchi è am- sulla fauna. L’ideale è avanzare lentamente in modo da conmesso, purché non comprometta la realizzazione degli obietti- sentire agli insetti e agli animali di piccola taglia di scostarsi vi di protezione (art. 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS). per tempo dall’area di sfalcio. Ciò è possibile usando la falce manuale o la motofalciatrice a lama orizzontale. Le falciatrici Il pascolo autunnale dei prati, quando il bestiame scende che vengono fissate sul trattore sono più dannose per la microdall’alpe, è una buona soluzione per l’azienda agricola ed è fauna, anche a causa del movimento rotativo. A generare la pure frequentemente praticata. L’erba brucata dagli animali maggior mortalità della fauna è tuttavia la falciacondizionatrinon è così troppo alta all’inizio dell’inverno, evitando l’infel­ ce, la quale, secondo i risultati di esperimenti pratici, è retrimento della superficie. Un breve periodo di pascolo autun­ sponsabile del doppio delle perdite rispetto a una falciatrice nale è positivo anche dal punto di vista della tutela delle spe­ manuale o a lama orizzontale.2 cie (art. 45 cpv. 3 OPD1), poiché la struttura irregolare della Anche il decespugliatore (il cosiddetto «zacky boy») divegetazione generata dal calpestio del bestiame costituisce un strugge diversi insetti e occorre dunque evitare di usarlo su prezioso arricchimento dell’habitat per gli insetti. In questo grandi superfici. Si raccomanda di impiegarlo solo per lo sfalcaso occorre tenere presente quanto segue: cio di superfici residue dopo lo sfalcio principale. > si può proporre il pascolo autunnale solo se le condizioni Altezza dello sfalcio: si consiglia un’altezza da 10 a 15 del suolo sono favorevoli, onde evitare danni da calpesta­ centimetri. Un taglio più basso priva la fauna delle fondamenmento, ta del proprio habitat e, localmente, può causare uno strappo > dopo il periodo di pascolo la vegetazione non deve essere della copertura vegetale. totalmente brucata ma devono poter rimanere alcuni settori intatti, Gestione del fieno

> qualora siano presenti specie rare, la sostenibilità del Il fieno deve essere asportato secco. La triturazione, la racpascolo deve dapprima essere valutata (ad es. alcune colta del fieno fresco e l’insilamento non sono compatibili con orchidee ofridi molto vulnerabili vengono danneggiate dal gli obiettivi di protezione dei PPS (art. 8 cpv. 3 lett. c ed e pascolo). dell’OPPS). Eccezione: su superfici che faticano ad asciugare, il fieno può Pascolo primaverile sui prati da sfalcio essere evacuato umido. Mucchietti sparsi di rami o fieno pos- Il pascolo primaverile non è auspicato sui prati secchi (art. 8 sono essere lasciati sul terreno come luoghi di nidificazione o cpv. 3 lett. c dell’OPPS). di rifugio per la fauna. Eccezione: se non viene compromesso l’equilibrio ecologico dei PPS, è possibile praticare un breve pascolo primaverile. I L’essiccazione del fieno al suolo consente anche a piccoli anisettori vulnerabili con una vegetazione particolare devono es- mali poco mobili, come i bruchi, di allontanarsi. Se l’erba risere recintati se necessario (p. es. i siti umidi e le sorgenti mane da uno a due giorni al suolo per essiccare, vengono divanno protetti dal pascolo ovino). strutti molto meno insetti che non evacuandola immediatamente o imballandola per produrre insilati. Un pascolo molto precoce può danneggiare la vegetazione e La triturazione non è ammessa, poiché la tecnica di tale specie tipiche dei prati da sfalcio. Tuttavia, i prati secchi glio rotativo distrugge la microfauna e la biomassa che rimane sono talvolta pascolati prima dello sfalcio estivo, in particola­ sul terreno incrementa il tenore di sostanze nutritive nel re nei Grigioni e nelle Prealpi. Per l’azienda agricola è spesso suolo. impossibile rinunciare a questa tappa per il bestiame prima dell’alpeggio. È dunque accettabile continuare con questo Altre informazioni tipo di pascolo estensivo tradizionale, tenendo conto delle > AGRIDEA 2003: Merkblatt «Mähtechnik und Artenvielcondizioni pedologiche per non danneggiare il terreno. È però falt». importante che il periodo di pascolo sia breve e che alcuni > Köhler, B. 2001; Gerster, A. et al. 2001: Zur Wirkung settori rimangano intatti. verschiedener Schnittregimes auf die Flora. > Oppermann, R. et al. 1997, 1998, 2001: Mähtechnik. Tecnica di sfalcio L’impiego di falciacondizionatrici e falciaschiacciatrici a

lame oscillanti, come pure l’aspirazione del fieno, non sono 1 Periodo del pascolo autunnale: 1.9-30.11, solo se le condizioni del suolo sono compatibili con gli obiettivi di protezione dei PPS (art. 8 cpv. favorevoli 3 lett. e dell’OPPS). 2 Humbert, J.-Y. et al. 2009

34 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 38 > Adattamento di piante e animali all’effetto del pascolo

Molte specie caratteristiche dei pascoli estensivi rendono questo habitat particolar- La fauna caratteristica, che con la sua presenza contribuisce al valore ecologico dei mente pregiato. L’adattamento della vegetazione all’effetto del pascolo può assumere pascoli, è la seguente: diverse forme: > specie xero-termofile (p. es. la cavalletta ali corte [Calliptamus italicus]); > specie con spine e pungiglioni come l’Ononide spinosa o «arrestabue» (Ononis > specie che si nutrono di erbe dei pascoli, come le farfalle Licenidi (Maculinea arion e spinosa), le rose selvatiche e i cardi; Pseudophilotes baton) che si trovano spesso dove c’è del timo (Thymus serpyllum); > specie legnose; > specie che si sono adattate a vivere in habitat con una vegetazione permanente, > piante ruvide e pelose che gli animali non brucano volentieri, come l’erba viperina mai falciata (molti ragni); (Echium vulgare) e il verbasco (Verbascum sp.); > specie che necessitano di superfici a nuda terra (molte specie di api selvatiche); > piante velenose o fortemente aromatiche come l’euforbia (Euphorbia sp.), il timo > specie specializzate che si nutrono di feci (p. es. Scarabeo stercorario e simili). (Thymus sp.) e il clinopodio (Clinopodium sp.); > specie che si propagano mediante stoloni come molte specie di festuca (Festuca sp.), la covetta dei prati (Cynosurus cristatus) e alcune specie di trifoglio (Trifolium sp.); specie eliofile come alcuni gerani (Geranium sp.); > piante raso-suolo con foglie a rosetta come Hypochaeris sp., alcune specie di sparviere (Hieracium sp.); > piante xerofile come la siderite o erba della paura (Stachis recta) e il garofano dei certosini (Dianthus carthusianorum); > specie nitrofile dei luoghi di riposo degli animali, come l’ortica; > piante annuali dei luoghi aperti come il crescione (Lepidium sp.) e il lino purgativo (Linum catharticum).

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

Fig. 39 > Pascolo diversificato Fig. 40 > Pascolo monotono Arbusti, alberi e muri a secco arricchiscono questo pascolo La superficie in cui emerge il suolo terroso, visibile da lontano, bovino ad Ausserberg, Canton Vallese. indica che si tratta di un pascolo intensivo o sovrasfruttato, Altstätten, Canton San Gallo.

Hanno grande valore ecologico i pascoli che presentano una vegetazione diversificata e tipica dei pascoli, come pure parecchi elementi strutturali. Fonte: Willy Schmid, Schinznach Dorf; Mary Leibundgut, UNA

Glossario

> Pascolo permanente: gli animali rimangono sulla stessa superficie durante l’intero periodo vegetativo. > Pascolo a rotazione: la superficie viene suddivisa in diversi settori, che vengono pascolati l’uno dopo l’altro a rotazione per un periodo determinato. > Durata del pascolo: numero di giorni durante i quali un settore è pascolato. > Densità di animali al pascolo: quantità media di UBG (unità di bestiame grosso) per ettaro, su una determinata superficie. > Intensità del pascolo: quantità di UBG (unità di bestiame grosso) per ettaro e per numero di giorni di pascolazione annuali.

35 > Raccomandazioni per la gestione agricola

2 Pascolo pascolo inutilizzata, l’inselvatichimento e la percentuale so­

Una corretta pascolazione deve favorire le particolarità e le vrapascolata. È utile inoltre disporre di valori di riferimento tipiche funzioni dei pascoli oggetto dell’inventario. per la flora e la fauna, che caratterizzano un pascolo estensivo ricco di specie (p. es. lista delle specie PPS2). I pascoli possono rivestire un grande valore ecologico e ac­ Pascolo permanente o a rotazione: i tipici pascoli ricchi quistano sempre più importanza sia dal punto di vista della di specie sono il risultato di una pascolazione permanente gestione aziendale che da quello della protezione degli anima­ estensiva oppure con poche rotazioni (da 1 a 3) e lunghi perioli. La loro flora e fauna è nettamente diversa da quella dei di di pascolazione3, una bassa densità di animali al pascolo, prati da sfalcio. La pascolazione non è dunque solo una solu­ un’ampia superficie pascolabile e una certa varietà topografizione alternativa, bensì un importante complemento ai prati ca e strutturale (settori in pendenza e pianeggianti, zone soda sfalcio. Le raccomandazioni gestionali formulate in questa leggiate e ombrose ecc.). Lunghi periodi di riposo tra due pasede, che accordano un’importanza centrale al valore ecologi­ scolazioni hanno un effetto benefico. Sui pascoli estensivi è co di un pascolo, si riferiscono anche ai pascoli d’estiva­ generalmente necessario tagliare o estirpare cespugli e giovazione. ni alberi, onde evitare l’imboschimento.

Particolarità e funzioni Durata del pascolo L’habitat pascolo è caratterizzato dalla brucatura, dal calpe­ Il pascolo invernale sui PPS non è appropriato (art. 8 cpv. 3 stio e dal comportamento del bestiame. Esso infatti si alimen­ lett. c dell’ordinanza sui prati secchi). ta in modo selettivo generando localmente uno sfruttamento eccessivo o insufficiente o un imboschimento puntuale. Gli Il pascolo sui PPS dovrebbe avvenire tra inizio aprile e fine animali ruminano in aree di riposo: il calpestio e la sosta pro­ ottobre (in altitudine questo intervallo va accorciato di conselungata producono zone prive di vegetazione, strutture a gra­ guenza, a seconda del periodo vegetativo). Zone del pascolo dini e piccole erosioni. Anche le molteplici piccole strutture che non sono state brucate entro fine ottobre costituiscono (cumuli di pietre, arbusti e alberi) costituiscono elementi mol­ un’importante fonte di nutrimento e rifugio per la fauna dei to importanti. Il pascolo contribuisce quindi in maniera im­ PPS. portante alla conservazione e al miglioramento degli elementi In linea di principio si può (o si dovrebbe) iniziare a pastrutturali presenti sull’oggetto, secondo quanto richiesto scolare piuttosto presto. Se tuttavia si desidera proteggere una dall’articolo 8 capoverso 3 lettera d dell’OPPS. particolare specie (p. es. le orchidee o altre piante dalla fioritura precoce), è opportuno rinunciare al pascolo precoce. Il Gestione del pascolo pascolo prolungato su un terreno bagnato causa compattazio­ Il carico massimo del pascolo deve essere stabilito caso per ne ed erosione. Inoltre, un eccessivo calpestio all’inizio del caso nei contratti di gestione, a seconda della crescita/rigene- periodo vegetativo può danneggiare le piante e ridurre la fiorazione della cotica erbosa, del tipo di sfruttamento tradizio- ritura, tuttavia esso può essere auspicato in casi isolati, ad nale e tenendo conto degli obiettivi di protezione e delle diret- esempio nella lotta contro il Paleo comune (Brachypodium tive vigenti per i PPS. Per organizzare la gestione del pascolo pinnatum). è utile definire dimensioni e limiti in modo preciso (p. es. Iniziare a pascolare a stagione avanzata comporta il rigrandezza ideale degli elementi strutturali e dimensione mas- schio di premere al suolo la vegetazione già alta, che quindi

sima delle superfici erose). non potrà più essere brucata. Dal punto di vista zoologico tuttavia, in alcuni casi può essere opportuno un pascolo tardivo, Lo sfruttamento estensivo dei pascoli può difficilmente essere ad esempio quando sono presenti uccelli che nidificano al definito unicamente mediante semplici parametri quali il nu­ suolo (stiaccino, prispolone). mero di animali per unità di superficie. Le fluttuazioni annuali della produttività dei pascoli sono troppo grandi per permettere una tale semplificazione. Il pascolo può essere caricato con un numero di animali variabile a seconda della produttività annuale, per evitare il sovrasfruttamento o l’inselvatichimento. I dati relativi alla disponibilità media di foraggio forniscono indicazioni sommarie (valori empirici1) e possono ser­ 1 Beinlich, B. et al. 1995 vire per preparare un piano di pascolazione, ma devono essere 2 Eggenberg, S. 2001 corretti tenendo conto di altri criteri quali la percentuale di 3 Wermeille, E. 1996

36 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 41 > Diversità biologica sui pascoli bovini e ovini Quantità media di specie e quantità di specie caratteristiche dei PPS presenti sui pascoli bovini e ovini, in presenza di diversi gruppi di vegetazione (PS=prato secco, PSS=prato semisecco, PPM=prato pingue magro, PMM=prato magro di montagna, PSR=prato secco semiruderale, VMX=vegetazione marginale xerofila. Confronto dei due tipi di pascolo (bovino e ovino) mediante un t-Test: n.s.=

Quantità di specie in generale Quantità di specie caratteristiche dei PPS 45 *** 45 *** *** n.s. 40 *** 40 35 ** 35 30 30 ** 25 25 n.s. n.s. 20 20 *** n.s. 15 15 * 10 10 5 5 0 0 PS PSS PPM PMM PSR VMX PS PSS PPM PMM PSR VMX Pascolo ovino Pascolo bovino Pascolo ovino Pascolo bovino

I prati semisecchi (PSS) e i prati secchi (PS) che vengono pascolati con bovini mostrano la presenza di un numero significativamente maggiore di specie rispetto alla pascolazione con ovini (sia per quanto riguarda il numero di specie in generale, sia per le specie caratteristiche dei PPS). Fonte: Martin, M. et al. 2007

Tab. 1 > Caratteristiche della pascolazione per diverse specie di animali

Bovini Cavalli Pecore Capre

Selettività nel brucare Poco selettivi, poiché con la Relativamente selettivi Molto selettive le razze Selettive, con una preferenza per lingua strappano l’erba a comuni, meno selettive le gli arbusti ciuffi razze robuste Idoneità per i PPS Molto idonei Piuttosto poco idonei Idonee solo su pascoli a erbe Idonee soprattutto su superfici molto basse, su pascoli pingui inselvatichite da cespugli oppure in causano una diminuzione pascolazione mista della biodiversità Svantaggi per i PPS Su suoli ripidi la pressione Il loro elevato peso corporeo Se la pascolazione è troppo Pascolo molto impegnativo poiché del calpestio rende e il fatto di brucare la intensiva la biodiversità sono necessari recinti molto impossibile uno sfruttamento vegetazione alla base diminuisce rapidamente resistenti successivo come prato da aumentano il rischio di sfalcio; pericolo d’erosione erosione e causano una riduzione della diversità, il calpestio danneggia la cotica erbosa Altezza dello strappo nel Strappo alto Strappo molto basso Strappo da basso a molto Strappo basso brucare (raso terra) basso Comportamento sul pascolo Si riposano su superfici Sterco a volte molto Selezionano le zone più Non brucano l’erba in modo pianeggianti e in prossimità concentrato su determinate elevate ed esposte a nord sistematico della stalla zone Suggerimenti per lo In generale sono adatti, Adatti solo su superfici Preferibilmente razze robuste; Adatte a superfici scoscese; su sfruttamento di pascoli preferibilmente razze pianeggianti o in lieve adatte anche su superfici superfici abbandonate possono ricchi di specie leggere, meglio se vitelli o pendenza, preferibilmente scoscese; tenere sotto fungere da pioniere per pascoli razze robuste, meglio bovini razze leggere, non animali ad controllo lo sviluppo della inselvatichiti e infestati da da carne piuttosto che alto rendimento; se possibile vegetazione a causa del malerbe, pianificare tuttavia uno mucche lattifere intercalare con pascolo comportamento selettivo sfruttamento a lungo termine con bovino altri animali

Fonte: commissione di esperti PPS

37 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Animali al pascolo Tuttavia, su pascoli di grandi dimensioni e con bassa Sui pascoli secchi i bovini sono generalmente da preferire densità di animali, un pascolo misto può addirittura diventare alle altre specie animali. Il pascolo di suini, cervidi o pollame interessante. La combinazione di ovini con caprini o di bovini non è compatibile con gli obiettivi di protezione dei pascoli con caprini su pascoli molto inselvatichiti può avere un effetto secchi (art. 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS). positivo sui PPS: gli ovini e i bovini brucano le erbe, mentre Il pascolo di ovini, caprini, equini e camelidi (lama e alpaca) le capre contribuiscono a ridurre il numero di arbusti legnosi. invece può essere compatibile con gli obiettivi di protezione dei pascoli secchi, se effettuato con criterio. Pascoli ovini Circa il 10 per cento delle superfici dell’inventario rilevate fi­ Ogni specie animale esercita un’azione sulla composizione nora sono pascolate da ovini. Il pascolo ovino estensivo può floristica del pascolo, in funzione delle sue abitudini alimen­ essere ideale dal punto di vista floristico su pascoli poco protari e comportamentali (v. tabella a pag. 40). Oltre al tipo di duttivi, poiché mostra spesso segni di sottosfruttamento, spespecie, anche la razza e l’adattamento dell’animale a uno spe­ cialmente ai margini del pascolo, rendendo la superficie dicifico foraggio influenzano la vegetazione. Le razze rustiche versificata.3 La scheda informativa Tww-Faktenblatt «Schafe sono, di norma, più idonee delle razze altamente produttive. I auf Trockenweiden» fornisce indicazioni e suggerimenti per il bovini sono generalmente la specie animale più adatta alla pa­ pascolo ovino. scolazione di superfici erbose ricche di specie, poiché si nutrono in modo non selettivo. Sui PPS bisogna quindi scegliere Capre contro l’imboschimento il tipo di pascolo da effettuare in funzione degli effetti deside­ Negli ultimi anni sono stati promossi diversi progetti volti a rati sulla vegetazione. Tuttavia le abitudini alimentari e com­ utilizzare le capre per frenare l’imboschimento. Le prime

portamentali dei seguenti animali fanno sì che non è pratica­ esperienze sembrano dare buoni risultati. La scheda informamente mai possibile mantenere e proteggere i PPS mediante la tiva Tww-Faktenblatt «Weidepflege mit Ziegen» fornisce inloro pascolazione; per questo motivo non è consentito intro­ dicazioni e suggerimenti per il pascolo caprino. durli su pascoli secchi:1 Altre informazioni i cervidi in genere necessitano di foraggio supplementare, > Perrenoud, A. et al. 2006: Tww-Faktenblatt «Weidepflege causando un aumento del contenuto di sostanze nutritive nel mit Ziegen». suolo. Le alte recinzioni necessarie per i cervi costituiscono > Schiess-Bühler, C. et al. 2008: Tww-Faktenblatt «Schafe inoltre una barriera impenetrabile per la fauna selvatica; auf Trockenweiden». > Martin, M. et al. 2008: Fallstudie «Schafe auf Trockeni suini danneggiano eccessivamente la cotica erbosa. Tuttavia, weiden». pochi suini in estivazione su una vasta superficie causano po­ > Troxler, J. et al. 1990: Utilisation et entretien des zones chi problemi; marginales sèches par la pâture des ovins et des vaches allaitantes. II. Influence sur la végétation. il pollame ha un comportamento da predatore e stermina gli insetti e altri piccoli animali.

Mancano ancora dati e studi sistematici per valutare l’impatto di lama e alpaca sulla nostra vegetazione, ma è probabile che siano eventualmente idonei al pascolo su superfici ricche di specie.

Pascoli misti Anticamente i pascoli misti, ad esempio di bovini con equini o di ovini con caprini, erano frequenti. In caso di sfruttamento relativamente intensivo le diverse abitudini alimentari (selezione dell’erba) e i diversi modi di strappare l’erba, producono una brucatura più omogenea e generalizzata2 sull’intera superficie del pascolo e, dunque, una diminuzione della varie­ 1 Commissione di esperti PPS tà strutturale, effetto non auspicato sui PPS. 2 Troxler, J. et al. 1998 Martin, M. 2002: rapporto interno PPS

38 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 42 > Il ragno-vespa approfitta delle zone di pascolo Fig. 43 > Pascolo secco ricco di elementi strutturali rimaste intatte Il ragno-vespa (Argiope brüennichi) fabbrica la ragnatela nei Steppa rocciosa pascolata con pecore, Canton Vallese. settori del pascolo non utilizzati.

Fonte: Patrick Wiedemeier, Sternenberg; Christian Hedinger, UNA

Fig. 44 > Percentuale di arbusti superiore al 20 per cento Fig. 45 > Percentuale di arbusti fino al 10 per cento

Fonte: Stefan Eggenberg, UNA; Monika Martin, oekoskop

Fig. 46 > Disboscamento mediante capre Fig. 47 > Disboscamento meccanico Le capre forniscono un contributo prezioso contro l’avanzare del Se gli arbusti si propagano troppo diviene indispensabile frenarbosco, Val Malvaglia, Canton Ticino. li mediante disboscamento meccanico.

Fonte: Michael Dipner, oekoskop; Christian Hedinger, UNA

39 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Foraggiamento supplementare busti. Tali interventi vanno regolamentati contrattualmente. Di norma l’apporto di foraggio supplementare sul pascolo L’impiego di trinciatutto forestali non è generalmente companon è compatibile con gli obiettivi di protezione dei PPS (art. tibile con gli obiettivi di protezione (art. 8 cpv. 3 lett. c ed e 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS). dell’OPPS). Eccezione: sali minerali e foraggio nella stalla, purché il concime prodotto dagli animali sia sparso su altre superfici. In Il mosaico generato dall’alternanza di arbusti e pascolo aperto questo caso gli animali dovrebbero defecare prevalentemente è ideale per diverse specie di uccelli. L’Averla piccola, ad nella stalla (rispettare il tempo di riposo). esempio, nidifica negli arbusteti e si nutre di insetti di grandi dimensioni presenti sui pascoli. Ma anche altre specie anima­ Non è auspicato portare nutrimento supplementare sul pasco­ li beneficiano degli arbusteti, come la farfalla podalirio, fortelo stesso, poiché ciò ha un influsso negativo sulla quantità e mente minacciata, che depone le uova di preferenza sui prusulla qualità delle specie. gnoli selvatici o sui ciliegi canini. La percentuale di arbusti, se oltrepassa un certo limite, è Sfalcio di manutenzione difficile da tenere sotto controllo mediante la semplice pasco­ Non è appropriato combinare sfalcio e pascolo (art. 8 cpv. 3 lazione. Nel caso di specie problematiche (p. es. rovo, Prulett. c dell’OPPS), ad eccezione di uno sfalcio di manutenzio- gnolo selvatico, Rosa canina e Olivello spinoso) e a basse alne volto a combattere piante infestanti. Se possibile esso va titudini si dovrebbe mantenere la percentuale di arbusti entro praticato unicamente su una parte della superficie. i limiti del 3-10 per cento, mentre con specie meno problematiche e ad altitudini superiori la percentuale di arbusti può rag­ Occorre inoltre tenere presente che non tutte le piante consi­ giungere il 10-20 per cento. derate infestanti (erbacce) sono ugualmente negative: i cardi, Nel calcolo dei contributi agli agricoltori occorre consiad esempio, arricchiscono i pascoli. La maggior parte delle derare che la parte di superficie occupata dagli arbusti è parte specie di cardo (salvo il cardo campestre) non sono problema­ integrante della superficie agricola, poiché contribuisce in

tiche dal punto di vista del foraggio, poiché non si propagano modo importante al valore dell’habitat. a tappeto e possono essere facilmente eliminate se necessario. Come accennato in precedenza, le zone rimaste intatte dopo il pascolo costituiscono importanti luoghi d’alimentazione e di rifugio per la fauna.

Quantità di elementi strutturali Qualità e quantità degli elementi strutturali di un pascolo devono essere mantenute in proporzioni equilibrate (art. 8 cpv. 3 lett. d dell’OPPS).

Dal punto di vista della varietà della fauna, gli elementi strutturali sono opportuni fintanto che rappresentano circa il 50 per cento della superficie. Durante il rilievo cartografico sono stati suddivisi in due categorie: le strutture incluse negli oggetti inventariati e gli elementi delimitanti i confini. Più elementi strutturali vi sono, più specie animali possono beneficiarne. Gli elementi strutturali non devono comunque essere corpi estranei, bensì elementi naturali caratteristici dei rispettivi habitat e paesaggi.

Percentuale di arbusti La percentuale di arbusti ideale è situata tra il 3 e il 20 per cento. Nei pascoli gestiti in modo estensivo, un equilibrio tra l’effetto del pascolo sulla vegetazione e la percentuale di arbusti presenti si stabilisce molto raramente. Il più delle volte sono necessari interventi meccanici per il controllo degli ar-

40 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 48 > Ubicazione dei pascoli secchi secondo le categorie di Fig. 49 > Sovrapposizione di diversi settori politici nei pascoli Patubois secchi alberati (rappresentazione schematica di un esempio fittizio) I pascoli alberati contano come boschi Al di fuori della zona d’estivazione i pascoli alberati apparten- (art. 2 della LFo; RS 921.0). gono alla superficie agricola utile (SAU) e sottostanno sia alla legge forestale che all’ordinanza sui prati secchi.

Prati e pascoli secchi

Biodiversità dei PPS Pascolo con pochi alberi Pascolo con molti alberi Bosco pascolato Pascolo aperto

1% 20 % 50 % 75 % 100 % PPS Legislazione forestale (LFo, OFo) Ordinanza sui prati secchi Ordinanza sui pagamenti diretti Grado di imboschimento secondo le categorie di Patubois, Gallandat et al. 1995

Il progetto PPS comprende unicamente i pascoli alberati che All’interno della superficie agricola utile solo la parte di SAU presentano un’elevata diversità e una percentuale massima di senza alberi dà diritto ai pagamenti diretti (OPD, RS 910.13). alberi del 50 per cento.

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

Fig. 50 > Progetto di diradamento del bosco, Vercorin, Chalais, Fig. 51 > Progetto di diradamento del bosco, Sparberg, Canton Vallese Remigen, Canton Argovia

Diversi Cantoni stanno ripristinando o creando pascoli alberati (o boschi pascolati) mediante interventi di diradamento dei boschi esistenti: un successo dal punto di vista della biodiversità.1 A Chalais, nei nuovi spazi alberati pascolano asini, sullo Sparberg invece bovini Galloway. Fotografie: Regina Joehl, oekoskop; creaNatira GmbH, Ennetbaden; fonte dei dati: 1 Gerster, A. et al. 2001, Leutert, F. 2001.

41 > Raccomandazioni per la gestione agricola

3 Pascoli alberati Altre informazioni

La biodiversità e le specie caratteristiche dei pascoli alberati > Perrenoud, A. et al. 2003: Nachhaltige Bewirtschaftung vanno mantenute e favorite mediante una pascolazione esten- von Wytweiden. siva. In particolare occorre mantenere in equilibrio la dina- > Barbezat, V. 2002: Aspects forestiers du zonage et de la mica forestale. dynamique du taux de boisement en pâturage boisé jurassien. I pascoli alberati sono complessi mosaici di vegetazione deri­ > Gotsch, N. et al. 2002: Waldweiden im Schweizer vanti dalla duplice gestione, pastorizia e forestale. La totalità Alpenraum. della superficie è considerata zona bosco e sottostà alla legi­ > Stuber, M. et al. 2001: Agrarische Waldnutzungen in der slazione forestale. Secondo i criteri di selezione della vegeta­ Schweiz 1800–1950. zione dei PPS, i pascoli alberati magri su suoli aridi partico­ > Dipner, M. 2006: Tww-Faktenblatt «Tww und Wald» larmente diversificati possono essere inclusi nell’inventario.1 Questo vale per pascoli con una percentuale massima di alberi del 50 per cento. Se il pascolo è più densamente alberato, Glossario l’ombra degli alberi impedisce generalmente lo sviluppo della vegetazione ricca di specie tipica dei pascoli secchi. > Pascolo permanente (art. 19 cpv. 3 dell’OTerm): Per pascolo Le indicazioni relative alla gestione dei pascoli secchi permanente s’intende la superficie destinata unicamente al pascolo. formulate nelle pagine precedenti sono fondamentalmente va­ Le parti di pascolo ricoperte di cespugli o improduttive non sono lide anche per i pascoli (secchi) alberati. Nel caso dei pascoli computabili. alberati tuttavia vi è un aspetto da considerare prioritariamen­ > Pascoli alberati (art. 2 dell’OFo): I pascoli alberati sono superfici che te: la percentuale di alberi va mantenuta costante e devono servono all’allevamento di bestiame nonché alla selvicoltura sulle essere presenti alberi di ogni età. quali si alternano, in guisa di mosaico, estensioni boschive e pascoli aperti. La scheda informativa Tww-Faktenblatt «Tww und Wald» fornisce indicazioni e suggerimenti per la creazione e la gestione di pascoli alberati e boschi radi.

Per i pascoli alberati si applicano le seguenti basi legali: > l’ordinanza sui prati secchi (OPPS), > l’ordinanza sui pagamenti diretti (OPD), > l’ordinanza sulla qualità ecologica (OQE), > la legislazione forestale (LFo e OFo).

Nella zona d’estivazione, i pascoli secchi alberati sottostanno: > all’ordinanza sui prati secchi (OPPS), > all’ordinanza sui contributi d’estivazione (OCEst), > alla legislazione forestale (LFo e OFo).

Eggenberg, S. et al. 2001

42 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 52 > Sviluppo del maggese Effetti dell’inselvatichimento: opportunità e rischi

Prati e pascoli secchi

È facile recuperare un PPS ricco di specie se: > vi sono poche erbe e cespugli estranei; > vi è poco strame; > si tratta di un maggese recente; > vi è una grande riserva di semenze di PPS nei dintorni.

Bosco

L’imboschimento è accelerato se: > il terreno è produttivo; > si tratta di un prato o pascolo con presenza di specie legnose, sulla stessa superficie o nei dintorni; > vi sono specie legnose che si propagano attraverso stoloni o semi leggeri che sopportano l’esposizione alla luce (p. es. la betulla [Betulla sp.] e il pioppo [Populus sp.]).

Sviluppo della flora su PPS abbandonati: lenta diminuzione dei popolamenti delle specie tipiche dei PPS, prevalenza di erbe (non fiori), specie a grande crescita (alte), specie con maggior capacità di ritenzione d’acqua o con stoloni sotterranei (p. es. il Paleo comune, l’ononide o arrestabue, l’origano). Scompaiono le specie a crescita limitata (basse). Sviluppo della fauna su PPS abbandonati: rapido aumento iniziale di ragni e cavallette nei maggesi recenti grazie all’assenza di disturbo e alla presenza costante di cibo, e successiva diminuzione quando sopraggiungono arbusti e alberi. Fotografie: Cora Schibli, oekoskop; Christian Hedinger, UNA; fonte dei dati: Antognoli, C. et al. 1995, Köhler, B. 2001

Fig. 53 > Quando occorre intervenire nei maggesi?

Superficie erbosa primaria molto bassa soprattutto prati di tipo steppico (SP) e prati secchi subatlantici (XB). Produttività del sito? suolo poco > nessuno sfruttamento agricolo, monitorare l’eventuale propagarsi di arbusti o l’aumento profondo di piante indicatrici di suolo pingue. da bassa ad alta alto Tasso di imboschimento? disboscare

basso Maggese povero di specie sì soprattutto con prevalenza di erbe MBLL (p. es. > 50 % di Paleo comune, ma anche preva- Prevalenza di una specie? lenza di ombrellifere o felci). > rendere possibile l’insediamento di nuove specie mediante una gestione regolare. no

Maggese in equilibrio Cotica erbosa equilibrata, soprattutto vegetazione marginale xerofila (OR), ma anche prati secchi semiruderali (AI) e altri gruppi di vegetazione > Mantenere l’equilibrio nella distribuzione delle specie mediante uno sfruttamento estensivo idoneo alla produttività del suolo con sfalcio tardivo.

Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera

43 > Raccomandazioni per la gestione agricola

4 Maggese, PPS non gestiti > eventualmente strigliare (e rullare) per diradare lo strato

L’impoverimento dei PPS a causa del sottosfruttamento o di vegetazione infeltrita; dell’abbandono può essere impedito mediante una gestione > pascolare in modo medio-intensivo con bovini o razze regolare. Tuttavia, è auspicata la presenza di piccole superfici rustiche di pecore, poiché le specie ovine abituali non temporaneamente a maggese, soprattutto se inserite in un mo- brucano il Paleo comune; saico gestionale. > applicare le misure sovraelencate a rotazione su settori Nel caso di un ritorno allo sfruttamento di un PPS preceden- parziali della superficie (lasciando zone non pascolate e temente abbandonato, lo sfalcio è da preferire al pascolo, per strisce a maggese come rifugio per la fauna). quanto possibile. Maggesi equilibrati Le superfici erbose non utilizzate sono considerate maggese. I settori a maggese dei margini prativi sono spesso ricchi di Talvolta anche le superfici sottosfruttate mostrano caratteristi­ specie e nei primi stadi del loro sviluppo costituiscono un hache del maggese e devono essere gestite di conseguenza. L’in­ bitat per molte specie rare. Si trovano spesso ai margini di ventario dei PPS rileva tutti i maggesi al di sotto della zona prati e pascoli secchi e sono particolarmente minacciati d’estivazione (purché abbiano una tipica vegetazione dei dall’imboschimento. Una gestione estensiva dovrebbe con­ PPS). Nella zona d’estivazione sono rilevati solo quelli che sentire di mantenere l’equilibrio tra le specie presenti: storicamente erano prati da sfalcio e che non sono stati abban­ > praticare uno sfruttamento estensivo, se necessario donati da oltre dieci anni. falciare solo ogni due anni; > prato: falciare una volta nella tarda estate o in autunno Importanza (vi sono diverse specie dalla fioritura tardiva); A seconda dello stadio di sviluppo, le superfici a maggese re­ > pascolo: pascolare da una a due volte volte l’anno per centi possono essere straordinariamente pregiate dal punto di brevi periodi e con una ridotta densità di animali al vista floristico e faunistico. Offrono rifugio e nutrimento a ret­ pascolo; tili, aracnidi e numerosi insetti. L’alternanza di piccole super­ > utilizzare mezzi meccanici per evitare l’imboschimento. fici temporaneamente a maggese e di settori da sfalcio è ideale dal punto di vista della protezione dei PPS.1 Contributi

L’elevata biodiversità dei terreni permanentemente a Se ciò è giustificato dal punto di vista ecologico, i contributi maggese è tuttavia minacciata a lungo termine dall’evoluzio­ per la gestione secondo l’OPD/OQE e la LPN possono essere ne naturale dell’ecosistema (climax), salvo in zone natural­ versati ogni anno anche per una superficie gestita solo a camente erbose (praterie steppose, canali valangari ecc.).2 Sulle denza biennale o triennale (art. 4 cpv. 5 dell’OPD; art. 19 cpv. superfici a maggese vi è inoltre un maggior pericolo di valan­ 5 e 6 dell’ OTerm). Negli anni in cui la superficie non è gestighe e di smottamenti. Sui PPS a maggese occorre perciò atte­ ta vengono versati la totalità dei contributi ecologici e i due nersi a quanto segue: terzi di quelli di superficie, secondo l’articolo 4 capoverso 5 1. in presenza di specie rare, applicare misure specifiche dell’OPD. (coinvolgendo specialisti, a seconda della specie); 2. definire un piano d’azione a seconda della produttività Altre informazioni (v. grafico pag. 46). > Antognoli, C. et al. 1995: Tessiner Magerwiesen im Wandel. Superfici povere di specie > Bischof, N. 1984: Pflanzensoziologische Untersuchungen Sulle superfici sottosfruttate le erbe dominanti, come il Fora­ von Sukzessionen aus gemähten Magerrasen in der sacco eretto (Bromus erectus) e il Paleo comune (Brachypo- subalpinen Stufe der Zentralalpen. dium pinnatum3), formano uno strato infeltrito che impedisce un’elevata diversità di specie vegetali. Lo stesso vale pure per le felci, le ombrellifere e altre specie vegetali dominanti. Uno sfruttamento estensivo dovrebbe permettere a nuove specie di svilupparsi:4 1 Pozzi, S. et al. 1998; Stampfli, A. et al. 1999; Balmer, O. et al. 2000 Köhler B. 2001 > effettuare il primo sfalcio in maggio o giugno (prima 3 Antognoli, C. et al. 1995: tra le altre specie si annoverano soprattutto Bromus dell’immagazzinamento delle sostanze nutritive nelle erectus, Agropyron intermedii, Molinia coerulea, Festuca ovina. radici5); 4 Maubert, P. et al. 1995, suggerisce di intervenire a partire da una presenza di Paleo comune del 50 per cento, poiché le erbe che divengono dominanti sono poi difficili > falciare 2-3 volte l’anno durante i primi 2-5 anni; da controllare (v. anche Antognoli, C. et al. 1995). Bobbink, R. 1989

44 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 54 > Pascolo di bestiame minuto Fig. 55 > Sfalcio biennale Steppe pascolate con capre dal collo nero e pecore dal muso Una rarità: steppa falciata ogni due anni su un antico terrazzo nero sopra Lalden, Canton Vallese. coltivato a campi a Zeneggen, Canton Vallese.

Fonte:Gaby Volkart, atena

Fig. 56 > Assenzio del Vallese (Artemisia valesiaca) Fig. 57 > Fiordaliso dei pascoli (Centaurea stoebe)

Le steppe sono eccezionalmente ricche di specie minacciate, che in Svizzera spesso si trovano solo in questo habitat. Le steppe ospitano numerose specie bersaglio dei PPS come l’Anemone di Haller (Pulsatilla halleri), l’Assenzio del Vallese (Artemisia vallesiaca) o il Fiordaliso dei pascoli (Centaurea stoebe). La Melissa austriaca (Dracocephalum austriacum) è minacciata a livello europeo. Il pregio faunistico delle steppe è rappresentato dall’ascalafo (Libelloides sp.), che vola nei giorni di bel tempo, come pure dal Ramarro occidentale (Lacerta bilineata) e dalla Mantide religiosa (Mantis religiosa). Fonte: Stefan Eggenberg, UNA; Christian Purro, atena

45 > Raccomandazioni per la gestione agricola

5 Steppe L’analisi di due pascoli ovini vallesani ricchi di specie

Solo le steppe su suolo veramente poco profondo non richie- mostra in modo esemplare che una pascolazione adeguata dono alcuna gestione, anche se lo sviluppo degli arbusti deve delle steppe è possibile a lungo termine. A Les Haudères essere sorvegliato ed eventualmente frenato. Gli altri tipi di (Evolène, Val d’Hérens; 1560 m s.l.m.) un agricoltore fa pasteppe necessitano assolutamente di un pascolo molto esten- scolare circa 40 pecore allattanti con i rispettivi agnelli (densivo. sità di carico: 92 UBG*giorno/ha l’anno) su circa 8 ettari di prateria steppica semiarida durante un mese e mezzo in pri­ Le praterie steppiche naturali (primarie, ossia senza interventi mavera (dal 15 maggio al 30 giugno) e un mese e mezzo in antropici d’alcun tipo) costituiscono un’infima parte dell’in­ autunno (dal 1° ottobre al 15 novembre). A Eisten (Ried-Brig; ventario dei PPS (<1 % del totale). La transizione da steppe 1580 m s.l.m.) in primavera pascolano circa 32 pecore con i primarie a steppe secondarie (derivanti dal pascolo) è in con­ rispettivi agnelli su 3,4 ettari di praterie steppiche ricche di tinua evoluzione. La maggior parte delle steppe nell’inventa­ erbe per circa un mese (dal 21 maggio per 14 giorni, e dopo rio dei PPS si è formata in seguito ad antiche (talvolta molto una pausa di due settimane ancora per altri 12 giorni) e pascoantiche) forme di sfruttamento agricolo da parte dell’essere lano di nuovo durante tre settimane in autunno (dal 25 settemumano, alcune anche in seguito a incendi. È spesso difficile bre in poi, densità di carico pari a 72 UBG*giorno/ha l’anno). risalire al tipo di sfruttamento agricolo originario. La lunga pausa estiva consente ovviamente di non ridurre la biodiversità. Praterie steppiche e steppe dell’inventario La maggior parte delle steppe rilevate nell’inventario si trova Anche le steppe possono rimboschirsi in Vallese, dove rappresentano quasi un terzo dei PPS inventa­ L’analisi dell’evoluzione delle specie legnose in diverse stepriati (ca. 1300 ettari su un totale di 4300). Nel Canton Grigio­ pe vallesane inventariate mostra che la maggior parte di esse ni si trovano invece solo 88 ettari di praterie steppiche. si ricopre progressivamente di arbusti se non è gestita. Negli Delle steppe fanno parte, oltre alle classiche praterie ultimi 50 anni la copertura arbustiva delle superfici esaminate

steppiche a Lino delle fate piumoso (Stipa pennata) o a Lino è aumentato dell’8 per cento sulle superfici inventariate e del delle fate capillare (Stipa capillata), anche praterie semiaride 24 per cento sulle steppe circostanti. Sono soprattutto le stepdal carattere steppico e alcune superfici dominate da Festuca pe che si erano già inselvatichite attorno alla metà del secolo del Vallese (Festuca valesiaca). Vi sono inoltre altre praterie XX ad essere ormai quasi completamente ricoperte da bosco. steppiche che non figurano nell’inventario a causa della loro forte pendenza, dell’elevato imboschimento o dell’elevata Altre informazioni percentuale di superficie rocciosa. > Dipner M. et al. 2008: Fallstudie «Entwicklung von Walliser Steppen seit Mitte des 20. Jahrhunderts». Pascolo molto estensivo > Martin M. et al. 2007: Fallstudie «Schafe auf Trockenwei­ La conservazione della biodiversità delle steppe vallesane ri­ den – Vergleich von Rinder- und Schafweiden». chiede un pascolo molto estensivo con bassa densità di animali al pascolo e lunghi periodi di pausa tra una pascolazione e la successiva. Un pascolo troppo intensivo (periodo di pascolo troppo lungo con troppi animali) genera, nel giro di pochi anni, la formazione di uno strato erboso monotono. Sui terreni in forte pendenza una pascolazione eccessiva accresce inoltre il rischio di erosione. Le steppe sono tradizionalmente pascolate con bestiame minuto. Anticamente vi pascolavano dapprima le capre, poi le pecore, per assicurare che il pascolo venisse sfruttato nel migliore dei modi. Con la diminuzione del numero di capre e una gestione delle greggi di pecore sempre più orientata alla produttività, molti agricoltori hanno rinunciato al pascolo sulle steppe. Oggi molte steppe non sono più utilizzate, mentre altre sono sottoposte a una pascolazione troppo intensiva, in particolare quando si tratta di pascoli permanenti.

46 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

6 Suggerimenti per la gestione di diversi gruppi di vegetazione

Tab. 2 > Suggerimenti per la gestione secondo i gruppi di vegetazione La tabella riporta le indicazioni per una gestione minima e per una gestione ideale dei diversi gruppi di vegetazione presenti nei PPS inventariati1. Il tipo di gestione ideale è indicato solo per i prati da sfalcio. L’obiettivo di tale gestione è quello di mantenere o migliorare la vegetazione dei PPS. Le specie indicatrici sono definite a partire dalla chiave d’identificazione della vegetazione dei PPS. Il periodo di sfalcio o pascolo ideale dipende dall’altitudine e nella rispettiva colonna viene indicata una possibile data, valida come riferimento, da verificare e correggere a seconda dei casi.

Associazione Obiettivo Specie Rischio di Rischio di Gestione Sfalcio Data dello sfalcio in Note vegetale o indicatrici inselvati- arricchi- minima ideale funzione dell’altitudine gruppo di (specie faro) chimento mento del vegetazione suolo AE: La quantità di Salvia Elevato Molto Sfalcio ogni 2 2 sfalci Habitat particolarmente prato e pascolo piante dei prati pratensis, elevato anni o pascolo minacciato da nuovi pingue secco, pingui resta Sanguisorba annuale accessi stradali. ricco di specie costante o minor, estensivo (il (prato da diminuisce. Ranunculus più presto sfalcio di bassa bulbosus possibile). altitudine) MBAE: La quantità di Onobrychis Elevato Elevato Sfalcio ogni 2 1-2 Pascolo autunnale prato piante dei prati viciifolia, anni o pascolo sfalcio possibile. semisecco pingui resta Primula veris, annuale con specie costante o Scabiosa estensivo (il indicatrici di diminuisce. columbaria più presto suolo pingue possibile).

MB: prato Il numero di Campanula Medio, Medio, Sfalcio ogni 2 ½-1 La migliore vegetazione semisecco specie dei gruppi glomerata, elevato in elevato in anni o pascolo sfalcio secca dell’Altipiano. MB1 e MB2 resta Dianthus Vallese Vallese annuale (VS e GR: Pascolo autunnale constante o carthusiano- estensivo (il 1-2 possibile. aumenta. rum, più presto sfalci) Helianthemum possibile). nummularium MBXB, MBSP: Il numero di Asperula Medio, Medio, Sfalcio ogni 2 ½-1 Pascolo autunnale da prato specie dei gruppi cynanchica, elevato in elevato in anni o pascolo sfalcio evitare. semisecco, XB e SP resta Teucrium Vallese Vallese annuale (VS e GR: con specie costante o chamaedrys estensivo (il 1 sfalcio) indicatrici di aumenta. più presto suolo secco possibile).

XB, SP: La copertura Dianthus Basso Basso Nessuna Sfalcio Gestione generalmente inutile I caratteristici prati mesofili prato secco e vegetale resta sylvestris, gestione inutile sono sensibili al calpestio e prato di tipo costante o Erysimum (monitorare si impoveriscono se steppico aumenta. rhaeticum, l’imboschi- sovrasfruttati. Nelle Alpi Astragalus mento). centrali uno sfruttamento onobrychis molto estensivo può essere utile in alcuni casi (forte pressione dell’imboschimento). CB: Il numero di Hypochaeris Medio Elevato, Sfalcio ogni 3 ½-1 Pascolo autunnale vietato. prato secco specie e la maculata, soprattut- anni o pascolo sfalcio Monitorare in modo subcontinen­ quantità di piante Oxytropis to in caso annuale particolare la diversità delle tale del gruppo CB halleri, Inula di estensivo (il specie rare. Particolarmente resta costante o hirta irrigazione più presto minacciato dall’irrigazione. aumenta. possibile).

Eggenberg, S. et al. 2001, pag. 177 segg.

47 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Associazione Obiettivo Specie Rischio di Rischio di Gestione Sfal- Data dello sfalcio in Note vegetale o indicatrici inselvati- arricchi- minima cio funzione dell’altitudine gruppo di (specie faro) chimento mento del ideale vegetazione suolo LL: Il numero di Anthyllis Elevato Elevato Uno sfalcio o 1-2 Il basso numero di specie è prato secco specie e la vulneraria, pascolo sfalci dovuto al sovrasfruttamento o povero di quantità di piante Hippocrepis annuale. al sottosfruttamento. Adattare specie del gruppo MB1 e comosa, la gestione di conseguenza. MB2 aumenta. Ononis repens Eccezionalmente è possibile immaginare una semina.

OR: La superficie Anthericum Molto Medio Monitorare ½ Questo tipo di vegetazione è prato con ricoperta di ramosum, elevato l’imboschi- sfalcio particolarmente pregiato in specie dei arbusti resta Geranium mento e alternanza con altri tipi di prati margini inferiore al 50 %. sanguineum, falciare ogni secchi. forestali secchi La quantità di Lilium 3-5 anni, o piante xerofile bulbiferum pascolare di resta costante o tanto in tanto. aumenta. AI: Il numero di Anchusa Elevato Basso Rimozione Sfalcio --- Soprattutto nelle Alpi centrali, prato secco specie e la officinalis, degli arbusti e inutile con molti fiori rari. Strappo e semi-ruderale quantità di piante Chondrilla pascolo calpestio da pascolo sono (spesso su del gruppo AI juncea, estensivo. auspicati. antichi campi rimane costante o Tragopogon terrazzati) aumenta. dubius CF: Il numero di Anemone Elevato Medio Sfalcio ogni ¼-½- Il fieno della zona d’estivazioprato a Carex specie e la narcissiflora, 3 anni (prati sfalcio ne proviene spesso da questo ferruginea quantità di piante Centaurea da sfalcio in tipo di vegetazione. Se queste del gruppo CF montana, passato). superfici divengono accessibili rimane costante o Traunsteinera per i veicoli, vi è un grande aumenta. globosa pericolo di arricchimento del suolo.

SV, CA: Il numero di Coronilla Basso Basso Pascolo Sfalcio --- CA è un popolamento prato a specie e la vaginata, estensivo e inutile residuo raro del sud delle Sesleria varia quantità di piante Daphne striata, rimozione Alpi. del gruppo SV o Phyteuma occasionale CA rimane orbiculare degli arbusti. costante o aumenta. FV: Il numero di Laserpitium Medio Medio Sfalcio ogni ½ Particolarmente pregiato come prato a Festuca specie e la halleri, (elevato 3 anni sfalcio prato da sfalcio (con Poa varia (incluso quantità di piante Potentilla se vi sono (soprattutto (prati variegata). prato a Poa del gruppo FV2 grandiflora, indicatori sulle superfici a Poa violacea) rimane costante o Aster alpinus di suolo già prati violaaumenta. pingue) da sfalcio cea) in passato) o pascolo estensivo. NS: nardeto La quantità di Arnica Elevato Basso Sfalcio ogni 3 ¼-½- Solo i nardeti ricchi di specie piante indicatrici montana, anni o pascolo sfalcio sono stati cartografati dei nardeti ricchi Nigritella estensivo (il nell’inventario. I nardeti di specie (gruppo rhellicani, più presto falciati sono particolarmente NS2) resta Pseudorchis possibile). pregiati. Pericolo di costante o albida imboschimento da arbusti aumenta. nani.

LH: prato secco Il numero di Elevato Medio Sfalcio ogni 3 ½-1 La perdita di biodiversità è povero di specie aumenta, anni o pascolo sfalcio dovuta a una gestione eccessispecie di soprattutto per estensivo (il va o insufficiente che occorre altitudine l’arrivo di specie più presto dunque adattare di consesuperiore dei gruppi SV, CF, possibile). guenza. Pericolo di imboschi- FV e NS2. mento soprattutto da arbusti nani.

48 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 58 > 170 specie di farfalle diurne nei prati svizzeri Fig. 59 > Farfalle diurne minacciate dallo sfalcio Il diagramma mostra che la maggior parte delle specie di Numero di specie di farfalle diurne minacciate dei prati secchi e farfalle si trova sui prati secchi (prati semisecchi, prati secchi e semisecchi disturbate dallo sfalcio. arbusteti aridi). 84 specie vivono addirittura esclusivamente sui prati secchi mentre 23 specie possono vivere sia su prati umidi, Numero di specie disturbate sia su prati freschi che su prati secchi 55 umido 7 25 fresco 10 23 10 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Sett Ott Nov Dic secco fieno asportato fieno seccato sul prato

Se il fieno viene lasciato a seccare sul prato, i bruchi possono allontanarsi e sopravvivere. Da ottobre ad aprile però i bruchi, a causa del riposo invernale, non sono abbastanza mobili per abbandonare il fieno. Le rispettive colonnine da ottobre ad aprile dimostrano l’importanza dei rifugi per la microfauna (maggesi temporanei) che durante l’inverno sono fondamentali per farfalle come la Lysandra coridon, il cui bruco passa l’inverno sulla Scabiosa columbaria o sulla Gentiana lutea. Fonte: Thomas Walter, ART Reckenholz Fonte: Thomas Walter, ART Reckenholz

Fig. 60 > Clossiana dia Fig. 61 > Cavalletta dalle ali rigate (Stenobothrus lineatus) Queste farfalle sono tipiche dei prati semisecchi (mesobrometi). Questa cavalletta vive soprattutto in prati e pascoli a erba bassa A Rafz, nel Canton Zurigo, sembrano apprezzare anche i magge- ben soleggiati. Il suo canto da sirena è inconfondibile. si fioriti.

Fonte: David Jutzeler, Effretikon; Ulrich Pfändler, oekoinfo

49 > Raccomandazioni per la gestione agricola

7 Dal punto di vista della fauna Quando falciare?

Le specie animali presenti esclusivamente o prevalentemente L’applicazione flessibile dei periodi di sfalcio è la miglior sonei PPS devono essere conservate e favorite, secondo l’arti­ luzione dal punto di vista faunistico. Tra maggio e settembre, colo 6 capoverso 1 lett. a dell’OPPS, mediante una gestione a seconda della data di sfalcio, vengono colpite specie diverdei biotopi diversificata ma in ogni caso estensiva, coordinata se.2 Per preservare le nidiate delle specie di uccelli nidificanti a livello nazionale o regionale. Le specie animali meritevoli al suolo lo sfruttamento agricolo della superficie non dovrebdi protezione già presenti negli oggetti inventariati devono es- be avvenire prima di metà giugno in pianura e prima di metà sere favorite, secondo l’articolo 8 capoverso 3 lettera e luglio a quote superiori. dell’OPPS, prioritariamente e in modo mirato. Strutture? Ogni gestione favorisce alcune specie e ne danneggia altre. È La situazione ideale consiste in superfici e paesaggi per quanperciò importante sapere quali specie devono essere favorite. to possibile ricchi di elementi strutturali diversificati. L’imbo­ Occorre prestare particolare attenzione allorché si decide di schimento eccessivo o un’erosione troppo forte possono però cambiare tipo di gestione su una superficie gestita da anni allo essere controproducenti. La «giusta misura» va trovata a sestesso modo, ad esempio la trasformazione di un prato da sfal­ conda delle specie bersaglio presenti. Le allodole, e in minor cio in pascolo o il passaggio dalla falciatrice a lama orizzon­ misura gli stiaccini, ad esempio, evitano i paesaggi con troppi tale alla rotativa. Per far sì che il tipo di attività agricola sia boschetti,3 mentre il prispolone è maggiormente presente in compatibile con le specie presenti sui singoli PPS è fonda­ regioni con presenza di specie legnose del 10 per cento. mentale consultare la lista delle specie bersaglio osservate sui L’averla piccola raggiunge densità particolarmente elevate in PPS. Vi sono descritte le specie presenti nei singoli oggetti e zone con una percentuale di boschetti di oltre il 15 per cento. le relative esigenze in materia di habitat. Opere di disboscamento non dovrebbero essere intraprese prima della fine di giugno a causa delle specie che nidifica­ Importanza no nelle siepi. I maggesi temporanei sono incubatrici per i

I PPS sono habitat di straordinaria importanza per la fauna rettili. Anche lo stiaccino nidifica nelle zone ad erba alta. Gli svizzera. Un terzo delle specie di farfalle diurne e di cavallet­ sfecidi (vespe solitarie) costruiscono i loro nidi su pareti rocte si trova prevalentemente o esclusivamente nei PPS; un altro ciose e pietre. Le larve di coleotteri quali il cerambicide e il terzo vi si trova comunemente. La metà delle quasi 600 specie bupreste vivono nel legno morto, e i loro piccoli si nutrono di di api selvatiche, estremamente importanti per l’agricoltura a nettare e polline dei fiori dei prati secchi. causa del loro ruolo nell’impollinazione, vive nei PPS. I PPS sono inoltre rifugi invernali di diversi insetti utili quali cocci­ Altre informazioni nelle, crisopidi, sirfidi, aracnidi, carabidi e vespe parassite > Antognoli, C. et al. 1995: Tessiner Magerwiesen im come ad esempio le Icneumonidi del meligete. Wandel. > Schneider, K. et al. 2001: Fauna artenreicher Wiesen. Raccomandazioni > Birrer, S. et al. 2001: Welche Wiesen nutzen Vögel? In generale sono da mantenere le pratiche agricole tradiziona­ > Graf, R. et al. 1997: Trockenwiesen und Avifauna im li, a lungo tramandate, che hanno portato alla formazione del­ Engadin. la fauna pregiata dei PPS.

Sfalcio o pascolo? I pascoli sfruttati in modo estensivo tendono ad avere più specie faunistiche dei prati da sfalcio. Alcuni esempi pratici dimostrano che un prato e un pascolo contigui hanno insieme da circa una volta e mezzo fino al doppio di specie di un singolo prato o di un singolo pascolo.1

Bovini, pecore, capre o cavalli? Vi sono ancora molte incognite a proposito dell’azione delle diverse specie di animali al pascolo sulla fauna dei PPS. Ogni Schmid, W. et al. 2001 tipologia di pascolo genera una sua tipica biocenosi diversa 2 Per esempio le cavallette in giugno/luglio subiscono danni sia come larve che come dalle altre. Il pascolo deve essere per quanto possibile estensivo, insetti adulti. Uno sfalcio tardivo favorisce i ragni (Pozzi, S. 1998). ma abbastanza intensivo da impedire un inselvatichimento. 3 Schifferli, L. 1997

50 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 62 > Manutenzione delle siepi Taglio delle siepi a seconda della specie.

taglio taglio taglio taglio taglio taglio

Taglio a ceppaia: Taglio moderato per Taglio per arbusti che Taglio per arbusti spinosi Taglio per formare alberi Tagli per salici nocciolo, carpino, specie a crescita lenta: rigettano, e a crescita densi (ideali per ad alto fusto (ideale per il capitozzati: salice, corniolo ligustro, biancospino, rapida: nidificare): biancospino, riposo degli uccelli): tagliare completamente le sanguinello, Corniolo maschio, Ciliegio nocciolo, Prugnolo selvatico, acero, Salice caprino, verghe al capo frangola (Alno nero), a grappoli, Corniolo sanguinello, spinocervino, carpino, quercia, tiglio, dell’albero, ogni 1-5 anni. Sambuco rosso, Sorbo degli uccellatori. Sambuco nero, viburno, Olivello spinoso, Rosa olmo, frassino, Ciliegio a frassino. fusaggine. canina. grappoli.

Fonte: Jenny, M. et al. 2001 «Heckenpflege – richtig gemacht»

Fig. 63 > Funzione ecologica di siepi e boschetti

1 Luogo di riposo/osservazione, luogo di canto

e luogo d’incontro

2 Copertura e protezione

dagli interventi agricoli, dalle intemperie e dai predatori

3 Luogo di sosta e corridoi di spostamento

4 Quartieri invernali per

animali di campo

5 Frazionamento del

paesaggio, diversificazione degli elementi strutturali

6 Habitat, habitat temporanei, riserve di cibo

ecc.

Fonte: Blab, J. 1988

51 > Raccomandazioni per la gestione agricola

8 Manutenzione degli elementi strutturali > Lasciare del legno per terra (mucchi di rami, recinzioni in

Gli elementi strutturali all’interno e ai bordi dei prati e pa- legno). scoli secchi contribuiscono in modo determinante alla diver- > Fare in modo che le piante legnose (alberi e arbusti) sità floristica e faunistica dell’oggetto. Per questo motivo coprano dal 3 al 20 per cento della superficie di un vanno mantenuti e, se necessario, migliorati o ricreati. Elimi- oggetto. Sono particolarmente pregiati il ginepro, il narli senza sostituirli o banalizzarli è contrario agli obiettivi crespino, la Rosa canina, il prugnolo e il ranno. di protezione (art. 8 cpv. 3 lett. d dell’ordinanza sui prati sec- > Si raccomanda prudenza con il brugo, il mirtillo, il rovo, chi). L’impiego di trinciatutto forestali non è generalmente il prugnolo e l’Olivello spinoso poiché possono propagarcompatibile con l’obiettivo di protezione. Sia la tritatura sia si rapidamente mediante stoloni. la fresatura del suolo, realizzabile con questo tipo di apparec- > Effettuare la manutenzione delle siepi a partire dal mese chio, sono altamente dannose per la flora e la fauna. di giugno, al massimo su un terzo della lunghezza, Eccezione: è possibile l’impiego mirato di tali apparecchi per affinché rimangano rifugi per la fauna. lottare contro piante problematiche o per un primo intervento > Potare regolarmente gli alberi e al momento opportuno. di recupero su superfici inselvatichite. In questo caso è però > Favorire gli alberi isolati particolarmente pregiati come la indispensabile lavorare a un’altezza non inferiore ai 10 cen- quercia, il salice, gli alberi da frutta selvatici e i frutteti ad timetri, senza fresare il terreno, e senza intervenire su tutta la alto fusto con 30 a 50 alberi l’ettaro. superficie contemporaneamente, ma procedendo a settori. > Gestire i margini forestali in modo stratificato e creare un’ampia zona di transizione tra il PPS e il bosco (fino a Le schede dell’inventario forniscono indicazioni sulla presen­ 30 m), affinché le erbe possano alternarsi in modo za di elementi strutturali nei PPS. dinamico agli arbusti. Per capire l’importanza dei singoli elementi si veda an­ > Permettere alle lande subalpine povere di specie ad arbusti che la tipologia degli habitat di Delarze, R. et al. (1999). nani di ricoprire solo piccole zone (al massimo fino al 25 % del PPS). Se avanzano oltre il limite, praticare tagli Boschetti come elementi strutturali di manutenzione.

> Fare in modo che vi siano più specie diverse possibili, ma > Sull’Altopiano, dove sono rimaste solo sotto forma di nessuna specie esotica. piccole superfici residue, mantenere le lande mediante un > Mantenere i vecchi alberi e il legno morto per favorire gli pascolo estensivo. insetti che vi abitano.

52 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 64 > Podalirio (Iphiclides podalirius) Fig. 65 > Apollo (Parnassius apollo)

Fig. 66 > Ape selvatica che costruisce il nido nel guscio di una Fig. 67 > Ape selvatica che costruisce il nido nel legno morto lumaca

Fig. 68 > Colubro liscio (Coronella austriaca) Fig. 69 > Larva di formicaleone (Myrmeleo sp.)

Gli elementi strutturali accrescono la biodiversità. Alcuni esempi: il Prugnolo selvatico (Prunus spinosa) rappresenta una fonte di nutrimento per i bruchi del podalirio (foto in alto a sinistra); i muri di pietre con Borracina bianca (Sedum album) sono importanti per la farfalla apollo (foto in alto a destra). Le api selvatiche trovano rifugio nei buchi del legno, tra le pietre e perfino in gusci di lumaca abbandonati (foto al centro). Mucchi di pietra soleggiati e caldi sono un habitat per i serpenti come il Colubro liscio (foto in basso a sinistra), mentre i gradini nel terreno dei pascoli e lungo i sentieri, aridi e caldi, sono ideali per il formicaleone (foto in basso a destra). Fonte: Albin Krebs, agasul; Christian Purro, atena

53 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Prati come elementi strutturali Muri a secco, luoghi poveri o privi di vegetazione come I prati permanenti situati all’interno o accanto all’oggetto ma elementi strutturali con una vegetazione diversa da quella dei PPS sono conside­ > Realizzare nuovi muri a secco, preferibilmente in direziorati elementi strutturali. ne est-ovest (superficie a sud in pieno sole). Non utilizza­ > Su questi prati effettuare uno sfruttamento per quanto re malta né cemento. possibile estensivo ai margini del PPS. > Lungo i muri e attorno ai mucchi di pietre allestire un > Mantenere settori a maggese temporaneo quale rifugio per margine erboso di 3 metri. la microfauna. > Tagliare gli arbusti, quando fanno ombra ai mucchi di > Asportare sempre il fieno, eventualmente lasciare alcuni pietre o ai muri a secco. mucchi di fieno per i rettili. > Non rimuovere i mucchi di pietre e crearne di nuovi. > Creare maggesi fioriti o margini a megaforbie nella zona > Non asfaltare le strade agricole. di transizione verso le superfici intensive. > Non intervenire in caso di piccoli cedimenti del terreno > Lasciare le megaforbie durante l’inverno. (lievi erosioni), soprattutto se esposti a sud. > Compensare i cedimenti del terreno secondo il modello Corsi o specchi d’acqua come elementi strutturali cantonale in vigore. > Non drenare le zone umide. > Non ridurre la pendenza delle superfici erose: più sono > Ripristinare i drenaggi già esistenti solo in casi eccezio­ ripide, più sono pregiate. nali. > Lasciare rocce e massi esposti al sole, non ricoprirli di > Incrementare il valore ecologico scavando delle pozze e terra. sistemando altri elementi nelle vicinanze (mucchi di rami e pietre, settori a maggese temporaneo quale rifugio per la Altre informazioni microfauna). > Delarze, R. et al. 2008: Lebensräume der Schweiz. > Non togliere la vegetazione dalle rive dei corsi d’acqua Ökologie – Gefährdung – Kennarten. (1-3 m). Falciare in modo alterno ogni due anni, asportan­ > DLG-Merkblatt für Heckenschneidwerke Nr. 327, do il fieno. info@DGL-Frankfurt.de > Non dissodare la vegetazione riparia (canneti e giuncheti, > Zaric, N. et al. 2002: Guide des buissons et arbres des vegetazione golenale e altre associazioni vegetali tipiche haies et lisières. delle rive dei corsi d’acqua: art. 21 e 22 LPN). Effettuare > Jenny, M. et al. 2001: Heckenpflege – richtig gemacht. la manutenzione come per le siepi.

54 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Tab. 3 > Misure specifiche per combattere le principali piante infestanti

Pianta infestante Caratteristiche biologiche, causa Misure/provvedimenti Tolleranza

Erbe Felce aquilina Favorita da un pascolo precoce seguito da un’estate > Falciare 2-3 volte l’anno per 3 anni, prima che le foglie si Molto bassa Pteridium aquilinum senza gestione; possiede rizomi, velenosa! srotolino; 1 pascolare regolarmente. Cardo campestre Pianta perenne, si propaga mediante semi e rizomi > Falciare quando i germogli raggiungono 5-10 cm di altezza, Molto bassa Cirsium arvense (2-3 cm). impedire la dispersione dei semi. Attenzione alla somiglianza con C. vulgare (specie biennale non infestante). Ortica Cresce su suoli pingui, verde non è brucata > Falciare e lasciare sul terreno, 2 lotta chimica non efficace. Urtica dioica volentieri, rappresenta una fonte di nutrimento per svariati bruchi di lepidotteri. Veratro Pianta perenne, si propaga mediante semi, cresce > Falciare una volta precocemente (dal 15 al 30 maggio, prima Veratrum album su suoli profondi, concimati e sottosfruttati; dell’assimilazione delle sostanze nutritive, 3 altezza dei germogli velenoso! 20-30 cm); pascolazione controllata. Senecione di Cresce su pascoli magri leggermente concimati e > Falciare prima della fioritura, allontanarlo dal terreno (il Molto bassa S. Giacomo pascolati tardivamente, in particolare nel Giura; bestiame lo mangia, anche se appassito e malgrado sia Senecio jacobaea molto velenoso! velenoso) e utilizzarlo per il compostaggio. Senecione alpino Cresce su suoli pingui, nelle aree di riposo degli > Falciare prima della fioritura, allontanarlo dal terreno (il Senecio alpinus animali al pascolo, si propaga mediante semi bestiame lo mangia, anche se appassito e malgrado sia dispersi dal vento; velenoso! velenoso) e utilizzarlo per il compostaggio. Verga d’oro del Canada Cresce solo fino a 900 m s.l.m.; pianta introdotta, si > Falciare a raso terra a fine maggio e a metà agosto in modo Molto bassa Solidago canadensis propaga mediante semi e rizomi, appare spesso regolare per diversi anni, allontanare il fieno dal terreno. dopo rimozione dei cespugli. Cresta di gallo Pianta annuale, si propaga mediante semi, pianta > Falciare prima della maturazione dei semi. 4 Rhinanthus sp. semiparassita. Paleo comune Cresce su suoli sottosfruttati, favorito dallo strappo > Falciare in giugno (o quando la spiga si sta formando, prima Brachypodium pinnatum selettivo del bestiame, fioritura tardiva. della maturazione dei semi). Piante legnose

Prugnolo selvatico Cresce su suoli calcarei, specie ecologicamente > Se possibile pascolare con capre, che se ne nutrono volentieri. 5 Prunus spinosa pregiata (per uccelli e farfalle); crescita: 20-30 cm / > Tagliare una volta all’anno durante il periodo vegetativo. anno da cacciata sotterranea. Crespino Cresce su suoli poco profondi. > Tagliare i cespugli una volta all’anno durante il periodo Berberis vulgaris vegeta­t ivo. Pioppo Frequente nelle Alpi centrali e al sud delle Alpi, si > Eseguire un taglio di manutenzione per diversi anni consecutivi. Populus tremula propaga mediante semi o cacciata sotterranea. > Eliminare i semi dai dintorni. Ginestra dei carbonai Frequente al sud delle Alpi, cresce su suoli silicei e > Eseguire un taglio di manutenzione; pecore e capre la mangiano Cytisus scoparius molto rapidamente, si propaga mediante semi. volentieri. Mora Cresce su suoli pingui, forma radici all’estremità dei > Tagliare ripetutamente durante il periodo vegetativo (il rovo Rubus sp. nuovi germogli. soprattutto quando i germogli sono ancora giovani). Pascolare in modo intensivo; estirpare eliminando la parte della pianta Rosa canina Cresce su suoli poco profondi esposti a sud, si situata appena sotto la superficie del terreno. Rosa sp. propaga mediante cacciata dalle radici.

Fonte: 1 Esperienza del Naturschutzinspektorat Kt. BE; 2 AGFF (Arbeitsgemeinschaft zur Förderung des Futterbaus) [a cura di], 1990/1997; 3 Treier, U., Müller, H. 2001; 4 Caputa, J. 1984; 5 AGFF 1994

55 > Raccomandazioni per la gestione agricola

9 Trattamento delle piante problematiche > praticare un’attività agricola (pascolo o sfalcio) nella

Una gestione appropriata dei PPS deve permettere di evitare stagione agricola immediatamente successiva all’eliminal’invasione di piante infestanti (erbacce) e l’eccessivo insel- zione degli arbusti; vatichimento degli oggetti. Gli interventi di lotta chimica sono > eliminare gli arbusti durante il periodo di riposo della determinati dall’articolo 3 e dall’allegato 2.5 numero 1 (in vegetazione, salvo nel caso di arbusti che si propagano in particolare 1.1) dell’ORRPChim. Gli arbusti devono essere modo particolarmente veloce. sfoltiti regolarmente o, se del caso, eliminati gradualmente lasciando che ricoprano al massimo il 20 per cento della su- Incendi mirati perficie totale. Non è permesso appiccare il fuoco a superfici agricole (art. 8 cpv. 3 lett. c ed e dell’OPPS; art. 18 cpv. 1 lett. g della LCP). Le piante che si propagano eccessivamente nei PPS, a scapito di associazioni vegetali pregiate, sono considerate piante pro­ L’esperienza dimostra che il Paleo comune (Brachypodium blematiche. Può trattarsi di erbe, arbusti o giovani alberi. pinnatum) aumenta notevolmente a seguito di un incendio, al I motivi dell’espansione eccessiva di una pianta sono punto da causare una netta diminuzione della biodiversità.1 spesso da ricondurre a una riduzione o alla cessazione dell’at­ Inoltre, a seconda del metodo impiegato per gli incendi ventività agricola, alla formazione di «buchi» nella vegetazione gono danneggiate diverse specie animali. dopo il taglio degli arbusti, a modifiche nell’ecosistema (compattazione del suolo, aumento di sostanze nutritive) oppure a Neofite invasive una gestione portata avanti per molti anni, che finisce per fa­ Le neofite invasive sono specie vegetali estranee che penetravorire una determinata specie. no in habitat pregiati e hanno un elevato potere di propagazio­ Le cosiddette «piante problematiche» non si propagano ne. Se diventano dominanti modificano l’aspetto del paesagsempre oltre la soglia d’allarme. Siccome alcune di esse gio (definizione dell’UICN2). Per il controllo degli organismi adempiono nel contempo a una funzione importante (p. es. i estranei agli habitat si rinvia all’ordinanza sull’emissione decardi sono fonte di nutrimento per diversi insetti o uccelli liberata nell’ambiente (art. 15 cpv. 2 dell’OEDA) e alla lista

come il cardellino), devono essere tollerate in piccole quan­ degli organismi estranei invasivi (art. 15 cpv. 2, allegato 2 tità. dell’OEDA). Una lista delle specie invasive, compilata dalla Commissione svizzera per la conservazione delle piante colti­ Raccomandazioni per la lotta alle piante problematiche: vate (lista nera3) contiene, fra le altre, anche la robinia. > effettuare la prevenzione mediante una gestione appropriata, evitare ampie superfici di terra nuda, combattere Altre informazioni tempestivamente le piante per cui la soglia di tolleranza è > Fachstelle Naturschutz Kt. ZH, 2006: Merkblatt zu bassa, come indicato nella tabella; «Problempflanzen» (www.naturschutz.zh.ch). > in caso di problemi seri rivolgersi al servizio di consulen­ > AGFF-Merkblatt 1990/1997: Unkrautregulierung in za agricola e a quello di protezione della natura. Naturwiesen > Siegrist-Maag, S. et al. 2002: Jakobskreuzkraut – eine Raccomandazioni per il controllo degli arbusti: Giftpflanze auf Vormarsch! > mantenere un grado di copertura arbustiva tra il 3 e il 20 per cento; > eliminare gli arbusti in modo selettivo; > considerare che le greggi di capre sono un ottimo ausilio per ridurre la vegetazione arbustiva; > prediligere l’impiego della roncola (falcetto) o della cesoia all’uso della motofalciatrice frontale (meno selettiva). Evacuare il materiale vegetale in eccesso per evitare l’apporto di sostanze nutritive; > estirpare piuttosto che tagliare; > in casi eccezionali, dopo l’eliminazione degli arbusti seminare le superfici di terra nuda con una miscela appropriata per impedire la comparsa di altre piante 1 Beinlich, B. et al. 1995 problematiche; 2 Unione internazionale per la conservazione della natura (UICN), http://cms.iucn.org/ www.cps-skew.ch

56 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 70 > Zone a nuda terra Fig. 71 > Gradino nel terreno Prato secco con molinia (Molinia caerulea) e ampie zone a nuda Gradino nel terreno lungo un sentiero, qui inteso come elemento terra nel Canton Argovia. delimitante il confine di un prato secco ad Antagnes, Canton Vaud.

Zone pianeggianti a nuda terra o piccole superfici erose ben delimitate accrescono la biodiversità e sono utili per esempio alle api selvatiche. Fonte: Monika Martin, oekoskop; Saskia Godat, atena

Fig. 72 > Superfici erose di media dimensione Fig. 73 > Superfici erose di grande dimensione Gradini d’erosione in un maggese della zona d’estivazione, Slittamento di terreno in un prato secco, a seguito di precipitagenerati da slittamenti della massa nevosa, valle di Erstfeld, zioni violente, regione del Napf, Canton Lucerna. Canton Uri.

Grandi superfici erose sono da evitare assolutamente: in tali casi sussiste il pericolo di uno slittamento di terreno di vaste proporzioni (v. illustrazione a destra), e la situazione può rapidamente diventare incontrollabile. In un caso simile occorre mantenere densa la cotica erbosa mediante una gestione agricola oculata. Eventualmente occorre creare delle barriere all’erosione (p. es. riparando un muro a secco o piantando degli arbusti). Superfici erose di dimensioni estese sono generalmente causate da avvenimenti climatici eccezionali e sono difficilmente reversibili. Fonte: Michael Dipner, Monika Martin, oekoskop

57 > Raccomandazioni per la gestione agricola

10 Erosione mai essere concimati), come pure i luoghi umidi e ombrosi e

I piccoli smottamenti (erosione) vanno generalmente evitati i terreni su flysch. (art. 6 cpv. 1 dell’OPPS; art. 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS). Raccomandazioni per limitare l’erosione: I prati e pascoli secchi si trovano spesso in luoghi ripidi e > evitare ogni apporto di sostanze nutritive sulle superfici a possono essere danneggiati da smottamenti, nel caso di una rischio (nessuna concimazione, pascolo estensivo); gestione impropria. L’erosione incontrollata deve essere com­ > su pendii molto ripidi (> 60 % di pendenza) preferire lo battuta, da un lato poiché danneggia la vegetazione e, dall’al­ sfalcio. In caso di pascolo, effettuarlo a rotazione e solo tro, perché rende la gestione agricola più difficile. Anche le con bestiame minuto (capre, pecore). Falciare oppure prestazioni ecologiche richieste secondo l’articolo 9 capover­ pascolare con bestiame minuto o bovini leggeri le si 1 e 2 dell’OPD prevedono che si eviti l’erosione del suolo. superfici con una pendenza del 40-60 per cento; > in caso di pascolo, arginare il pericolo d’erosione median­ Strutture auspicate te una suddivisione in settori e un’adeguata densità e Come già accennato, cedimenti del terreno (erosioni) di pic­ durata del pascolo (attenzione ai pascoli permanenti!); cola entità e ben circoscritti fungono al contrario da elementi > evitare l’irrigazione, poiché, se eseguita in modo improstrutturali e incrementano soprattutto la diversità faunistica di prio, accresce il pericolo d’erosione. Di norma sui PPS una determinata zona. non è comunque compatibile con gli obiettivi di protezione (art. 6 cpv. 1 e art. 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS); Pendio e sottosuolo: parametri problematici > pascolare le superfici a rischio solo con il bel tempo Sulle superfici ripide (a partire da una pendenza del 50-60 %1) (suolo asciutto); devono essere evitati i punti d’erosione (i cosiddetti focolai > scegliere il luogo per gli abbeveratoi tenendo conto dei d’erosione), poiché sfuggono rapidamente al controllo. Quan­ rischi d’erosione; do la cotica erbosa viene a mancare l’acqua si infiltra e può > su superfici a rischio di slittamento conservare o ricreare causare lo slittamento di un intero pendio. elementi strutturali come arbusti, siepi e alberi.

Le superfici a maggese sono spesso maggiormente minacciate dall’erosione,2 poiché i lunghi fili d’erba gelano durante l’inverno e così aderiscono alla massa nevosa che, scivolando, può strappare la cotica erbosa con sé. Se però le superfici a maggese sono coperte da arbusti nani, il rischio di erosione diminuisce grazie all’effetto stabilizzante delle radici degli arbusti, resistenti allo sradicamento. In caso di pascolo ovino improprio il rischio d’erosione aumenta, poiché una forte pressione sul pascolo modifica la combinazione di specie e indebolisce il sistema radicale.

Prati magri contro l’erosione I prati magri sono meno soggetti all’erosione delle superfici concimate.3 Esperimenti condotti nella Svizzera centrale4 dimostrano che le superfici magre subiscono meno smottamenti per i seguenti motivi: > radici più resistenti e più legnose; > migliore adattamento a condizioni aride, per cui le radici sopravvivono ai periodi di siccità; > invariata copertura vegetale del suolo anche dopo i periodi di siccità; > suolo con meno fessure.

I pendii ripidi concimati sono i più esposti al pericolo di ero­ 1 Von Wyl, B. 1987; Maag, S. et al. 2001 sione (pendii con una pendenza del 60-70 % non dovrebbero 2 Maag, S. et al. 2001 Dietl, W. et al. 1981; Von Wyl, B. 1987

4 Von Wyl, B. 1987

58 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 74 > Lavoro manuale Fig. 75 > Impiego di macchine Rastrellamento manuale del fieno, Wiggen, Canton Lucerna. Rastrellamento del fieno con una macchina agricola (andanatore) a Wiggen, Canton Lucerna.

Il lavoro manuale, rispetto all’impiego di macchine, è sette volte maggiore per lo spandimento del fieno e dieci volte maggiore per il rastrellamento. Fotografie: Stefan Eggenberg, UNA; Fonte dei dati: FAT, Arbeitsvoranschlag, 1996

Fig. 76 > Costo della fienagione (lavoro, macchine) Il diagramma illustra il costo della fienagione in funzione degli ostacoli e della pendenza del terreno: il costo aumenta proporzionalmente agli ostacoli e alla pendenza. Da notare che nella categoria «molti ostacoli» il costo superiore per una pendenza del 50-80 per cento è generato dalle macchine impiegate (incroci e retro-marce). A partire da pendenze dell’80 per cento si lavora invece a mano.

Fr./ha * sfalcio

Ostacoli: nessuno pochi quantità media molti

Pendenza: <18% 18-25% 25-35% 35-50% 50-80% >80%

Fonte: LBL /SRVA, Leitfaden naturnahe Lebensräume/Milieux naturels et agriculture – guide des indemnités, 2002; sulla base del calcolo del costo delle macchine FAT 1996, e del costo del lavoro a 35 fr./h.

59 > Raccomandazioni per la gestione agricola

11 Gestione aziendale Più biotopi da gestire in modo estensivo

Nella definizione delle strategie di protezione è importante Se la percentuale di superfici estensive (PPS e altri biotopi) considerare l’azienda agricola nel suo insieme. Gli agricolto- supera il 20 per cento della superficie agricola utile, occorre ri devono essere coinvolti in qualità di partner nel processo di assicurarsi che le altre superfici non vengano sovraconcimate. protezione dei PPS. A seconda dei casi può essere necessario modificare l’organizzazione aziendale. Nella stesura dei contratti secondo l’articolo 8 capoverso 2 In questi casi si consiglia di richiedere la consulenza di dell’OPPS, bisogna tenere conto del contesto in cui lavora e un professionista. vive l’agricoltore, riflettendo sui fattori riportati qui di seguito, che potrebbero avere un effetto inibitore. Come utilizzare il fieno dei prati magri2 > mucche lattifere: verso la fine della lattazione e nel Bilancio delle sostanze nutritive periodo di asciutta (completare con fosforo e sodio); Per le aziende con molto bestiame, la rinuncia alla concima­ mucche lattifere molto produttive: 1-2 kg al giorno come zione di prati in precedenza leggermente concimati può cau­ complemento (migliora la struttura fisica del foraggio); sare problemi sul piano del bilancio delle sostanze nutritive. > bovini d’allevamento: come foraggio se si completa la Per evitare l’eccessiva concimazione delle superfici restanti, il razione con miscele di sali minerali ricche di fosforo e numero di animali deve essere ridotto, oppure parte del leta­ con sale per animali; me deve essere evacuato. > mucche allattanti: nel periodo di asciutta e nella fase iniziale dell’allattamento con aggiunta di proteine, Gestione più impegnativa fosforo, magnesio e sale per animali; I PPS sono spesso situati lontano dal centro aziendale, su ter­ > pecore e capre da latte: animali non produttivi e dal reni ripidi e impervi, a volte non falciabili con mezzi mecca­ primo al terzo mese di gestazione; nici. La fienagione in simili condizioni rappresenta spesso un > equini, allevamenti estensivi di pecore o capre: pressoché impegno notevole, certamente molto superiore al guadagno illimitato. che ne deriva.1 Inoltre, in molte aziende la forza lavoro diminuisce progressivamente a causa dei mutamenti sociali. In tale Altre informazioni

contesto gli agricoltori si trovano a dover scegliere tra falciare > LBL/SRVA 2002: Naturnahe Lebensräume: Leitfaden zur un prato, pascolarlo (meno oneroso) o abbandonarlo. Berechnung von Naturschutzleistungen der Land- Spesso in un’azienda i PPS sono gli unici prati da sfalcio wirtschaft. in pendenza e gli agricoltori non dispongono dei macchinari > LBL/SRVA 2001: Lehrmittel Betriebsplanung. adeguati per la fienagione su pendio. Senza un sostegno esterno la tentazione di convertire il prato in pascolo è forte. Nondimeno, il prato secco resta un oggetto protetto e va quindi gestito di conseguenza.

Accumulo di lavoro Se la data di sfalcio dei PPS coincide con un periodo di intensa attività dell’azienda, è possibile rinviare lo sfalcio a un momento migliore: l’erba dei PPS può attendere.

Troppo foraggio magro La quantità di foraggio magro che si può fornire agli animali varia da specie a specie e dipende dal tipo di produzione che si desidera (quantità di latte o di carne). Nelle aziende con mucche allattanti e bovini d’allevamento il fieno dei PPS può essere utilizzato senza problemi come foraggio fino a rappresentare il 20 per cento del totale, purché sia possibile immagazzinarlo e distribuirlo separatamente. Nel caso di mucche lattifere la proporzione scende al 10-15 per cento. Pecore, capre e cavalli sopportano percentuali di fieno magro più ele­ 1 Pezzatti, M. et al. 2001 vate. 2 Stoll, W. et al. 2001

60 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 77 > Margine boschivo migliorato Margine boschivo prima e dopo l’intervento di valorizzazione, Küttigen, Canton Argovia.

Dopo l’intervento, il suolo riceve molta più luce, permettendo un rapido insediamento di una vegetazione da superficie soleggiata. Il margine boschivo così strutturato può svolgere la sua funzione di collegamento di PPS isolati. Il diradamento va discusso con il servizio forestale cantonale. Eventualmente può risultare necessario marcare il limite del bosco in modo visibile. Fonte: André Seippel, Zulauf Seippel Schweingruber, Baden

Fig. 78 > Traffico Fig. 79 > Pafia PPS oggetto dell’inventario lungo la scarpata ferroviaria della La pafia (Argynnis paphia) è una farfalla che vive nei margini Elsässerbahn, Canton Basilea Città: oltre al valore del biotopo boschivi e nei prati secchi, se questi sono ricchi di elementi le scarpate svolgono spesso anche una funzione di collegamento strutturali. tra i biotopi.

Fonte: Guido Masé, oekoskop

61 > Raccomandazioni per la gestione agricola

12 Altre forme di sfruttamento Turismo/tempo libero

Secondo l’articolo 8 capoverso 3 lettera c dell’OPPS, le atti- In genere lo sfruttamento di un PPS a scopo ricreativo è posvità esistenti e quelle nuove devono essere compatibili con gli sibile solo se non danneggia l’oggetto. In caso di conflitti obiettivi di protezione dei PPS. Conformemente all’articolo (danni alla vegetazione, disturbo della fauna) devono essere 11 dell’OPPS, i Cantoni devono fare in modo di rimuovere ricercate e applicate soluzioni specifiche secondo l’articolo 8 eventuali elementi che possono pregiudicare la qualità dei capoverso 3 lettera c dell’OPPS. Se sono in causa gli interessi PPS, con ogni mezzo disponibile. della difesa nazionale bisogna ponderare gli interessi secondo Lo sfruttamento agricolo dei PPS non è l’unico: vi sono altre l’articolo 7 dell’OPPS. forme di utilizzazione che sottostanno a diverse disposizioni Un esempio concreto di sfruttamento problematico dei legali e toccano diversi settori della politica. La tabella 4 pre­ PPS a scopi turistici è quello degli impianti sciistici. Si è posenta le attività diverse dall’agricoltura che vengono esercita­ tuto dimostrare2 che la vegetazione sotto la neve delle piste da te sui PPS, la loro compatibilità con gli obiettivi di protezione sci (sia sotto la neve naturale che sotto quella artificiale) è più e il potenziale di rivalorizzazione dei biotopi. povera di specie e presenta indicatori di un aumento di sostanze nutritive. La composizione floristica cambia a scapito delle Bosco/protezione dai pericoli naturali specie a fioritura precoce, favorendo invece le specie a fioritu­ Dopo l’agricoltura, è la silvicoltura ad avere il maggior effetto ra tardiva. Per questi motivi l’innevamento e la realizzazione diretto sui PPS. Nella maggior parte dei casi una gestione fo­ di nuove piste da sci su oggetti dell’inventario non sono generestale conforme agli obiettivi di protezione dei PPS è da con­ ralmente compatibili con gli obiettivi di protezione dei PPS siderarsi prioritaria. Questo concerne in modo particolare i (art. 8 cpv. 3 lett. b e c dell’OPPS). pascoli alberati e i boschetti che fungono da elementi struttu­ Interventi importanti come lo spianamento delle piste e rali o da confine dei PPS. L’elevata importanza ecologica del la costruzione di impianti di innevamento artificiale non sono

bosco in relazione agli oggetti dell’inventario e le raccoman­ accettabili dal punto di vista della protezione dei PPS (art. 8 dazioni pratiche sono presentate nella scheda informativa cpv. 3 lett. b e c dell’OPPS). Lo stesso vale per gli additivi Tww-Faktenblatt «Tww und Wald». impiegati nella neve artificiale, a causa della loro azione con­ Il rimboschimento di oggetti dell’inventario nell’ambito cimante (allegato 2.6 n. 3.3 ORRPChim). della prevenzione dei pericoli naturali è generalmente in conflitto con gli obiettivi di protezione dei PPS. Se un PPS si Altri settori trova entro il perimetro di un progetto di prevenzione dei pe­ Altri settori che hanno un effetto sui PPS, anche se non sotto ricoli, bisogna ponderare gli interessi in gioco. È possibile forma di utilizzazione diretta, devono essere considerati a sederogare all’obiettivo di protezione dei PPS secondo l’artico­ conda dei casi, in particolare quando possono influenzare dei lo 7 dell’OPPS solo in caso di progetti indispensabili alla pro­ comprensori di valorizzazione. Si tratta: tezione degli esseri umani. > della protezione delle acque, in relazione al bilancio della concimazione delle aziende agricole; Trasporti/viabilità > della gestione dei corsi d’acqua in relazione a progetti di Alcuni PPS si trovano lungo le vie di comunicazione (ferrovia rinaturalizzazione o di protezione dalle inondazioni; e strada). Le scarpate sono, di norma, utilizzate per l’agricol­ > della politica regionale. tura oppure trattate come le zone verdi circostanti. Fondamentalmente queste zone dovrebbero essere gestite in modo ana­ Altre informazioni logo a quanto raccomandato per le superfici agricole. È > Jenny, H.-P. 1993: Vor lauter Bäumen den Wald doch noch opportuno precisare le misure gestionali in direttive1 e piani di sehen. manutenzione vincolanti. > Buser, H. et al. 1988: Pflegerichtlinien für Grünflächen an Le nuove vie di comunicazione devono essere ponderate Strassen. attentamente, affinché sia mantenuta la gestione corrente dei > Dipner, M. 2006: Tww-Faktenblatt «Tww und Wald». PPS. Di norma si dovrebbe rinunciare a nuovi raccordi nei > Huber, C. et al. 2007: Fallstudie «Erschliessung und pressi dei PPS, a causa dei danni diretti e indiretti (qualità Bewirtschaftung von Biotopen».

paesaggistica, diverso uso del territorio ecc.). Le decisioni do­ > AGPN, 1996: Protection de la nature et entretien des talus vrebbero essere fondate su un piano di sviluppo territoriale de bord de route et des cours d’eau. (p. es. CEP), che tenga conto dell’infrastruttura esistente, delle alternative sia nello sfruttamento del suolo che nel settore dei trasporti, come pure dell’importanza e della qualità del 1 Per esempio: Weisung SBB 1998 PPS in questione. 2 Wipf, S. et al. 2005

62 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 80 > Prato o pascolo? Fig. 81 > Pascolo o maggese? Una recinzione separa il prato dal pascolo, Bürglen, Canton Uri Un pascolo di pecore sul Col de Jaman, Canton Vaud: le superfici troppo ripide sono recintate e non vengono più utilizzate.

Prati e pascoli hanno una propria specifica varietà floristica e idealmente dovrebbero coesistere intercalando, all’interno di un comparto paesaggistico, piccole superfici a gestione diversificata. Va da sé che è più difficile definire e controllare l’intensità dello sfruttamento di un pascolo, rispetto a quella di un prato da sfalcio. D’altro canto i prati, nel contesto della politica agricola odierna, subiscono una pressione maggiore, in termini di rendimento, di quella dei pascoli. Se si confronta il numero di specie dei prati secchi con quelle dei pascoli secchi, a livello globale svizzero non si osservano differenze significative. Tuttavia è stato dimostrato che i prati grigionesi e ticinesi presentano un numero di specie nettamente superiore ai pascoli, mentre nel Giura e nelle Alpi settentrionali si verifica l’esatto contrario. Si consiglia quindi di adeguare le forme di gestione alle condizioni locali. Fonte: Michael Dipner, Monika Martin, oekoskop

Fig. 82 > Forme di sfruttamento da preferire in caso di cambiamento di gestione

Scelta prioritaria Priorità decrescente

Prato

Prato a gestione minima Pascolo di bovini Pascolo di pecore, Pascolo a gestione capre minima o cavalli Maggese/ abbandono

A causa della perdita progressiva di redditività dell’economia agricola, si osserva un aumento della pressione sui settori più produttivi. I prati da sfalcio richiedono molto lavoro e per questo motivo sono diminuiti notevolmente negli ultimi anni, mentre sono aumentate le superfici destinate al pascolo, soprattutto quello di ovini: negli ultimi 30 anni questo tipo di gestione è aumentato del 25 per cento1. Fonte: progetto Prati e pascoli secchi della Svizzera; 1 Gotsch, N. et al. 2002

63 > Raccomandazioni per la gestione agricola

13 Restrizioni allo sfruttamento agricolo milazione di azoto atmosferico nel suolo genera un aumento

Cambiamenti gestionali supplementare del livello di sostanze nutritive.3 I cambiamenti nella gestione dei PPS (da prato a pascolo, Una leggera concimazione può portare a un aumento cambiamento della specie di animali al pascolo) devono esse- temporaneo della diversità (numero di specie per unità di sure evitati per quanto possibile, ad eccezione della sostituzione perficie) a causa della penetrazione di specie comuni e non di ovini, caprini o equini con bovini. specializzate (ubiquiste). L’obiettivo di protezione dei PPS Quest’ultimo cambiamento è addirittura auspicato, poiché i non consiste tuttavia nell’aumento della quantità complessiva bovini, nutrendosi in modo meno selettivo, non modificano la di specie, o del numero di fiori o di colori su una determinata composizione floristica dei PPS. superficie, bensì nella conservazione e nel potenziamento delle specie minacciate d’estinzione e tipiche dei prati e pascoli La specificità dei prati e pascoli secchi può essere mantenuta secchi (art. 6 cpv. 1 lett. a dell’OPPS). solo mediante un’opportuna gestione sostenibile e regolare, L’esperienza realizzata in diversi Cantoni insegna che un come richiesto dall’articolo 6 capoverso 1 lettera a dell’OPPS. apporto di fertilizzanti, seppur minimo, provoca la scomparsa Se invece cambia il tipo di gestione di un prato, anche il fragi­ delle tipiche specie indicatrici di terreni magri.4 Anche lo le equilibrio dettato dalla concorrenza biologica subisce una spargimento di calce non è auspicato, poiché libera, rendenmodifica. L’introduzione del pascolo su un prato precedente­ dole disponibili, le sostanze nutritive altrimenti fissate chimimente falciato comporta elementi nuovi per le specie: gli ani­ camente nel suolo. mali calpestano e brucano l’erba in modo selettivo. Generalmente questo comporta una diminuzione delle specie. Le Raccomandazioni relative alle eccezioni summenzio­nate: specie che non sopportano il pascolo scompaiono, mentre > applicare preferibilmente letame stagionato, rallentando l’insediamento di nuove specie può durare anni.1 Tale cambia­ così l’effetto dell’azoto; mento nella gestione è per lo più irreversibile, poiché il pasco­ > spargere il letame a mucchietti, creando in tal modo una lo sui pendii causa la formazione di strutture a gradini che struttura a mosaico. rendono impossibile la ripresa dello sfalcio. Strigliatura e rullatura

Raccomandazioni: La strigliatura e la rullatura non sono adatte ai PPS (art. 8 > la gestione dei prati esistenti deve essere mantenuta; cpv. 3 lett. c ed e dell’OPPS; art. 6 cpv. 1 lett. b dell’OPPS). > se un cambiamento è inevitabile, è generalmente preferi­ Eccezione: nel caso di prati infeltriti coperti di rovi o con alta bile cambiare tipo di gestione piuttosto di lasciar inselva­ presenza di muschi, come pure nel caso di un terreno particotichire un PPS abbandonando la pratica agricola (v. larmente irregolare o danneggiato dai roditori, può essere fig. 82); utile applicare la strigliatura combinata con la rullatura, > qualora, per motivi propri, un’azienda decida di cambiare all’inizio della primavera. il tipo di gestione di un PPS, è preferibile valutare dapprima la possibilità di passare a una manutenzione La strigliatura di superfici PPS mediante erpice strigliatore minima senza cambiare il tipo di gestione; può strappare piante protette e distruggere microstrutture in­ > la decisione di cambiare il tipo di gestione deve tener teressanti dal punto di vista faunistico (p. es. formicai). La conto delle diverse pratiche agricole applicate nella rullatura danneggia inoltre alcuni gruppi di animali (p. es. i regione. gasteropodi). Per questi motivi, la strigliatura e la rullatura sono ammissibili solo in casi eccezionali e solo su una super­ Concimazione ficie parziale. La concimazione è generalmente incompatibile con gli obiettivi di protezione ed è vietata (allegato 2.6 n. 3.3.1 ORRPChim). Eccezione: uno spargimento di letame è accettato in via eccezionale se si tratta di una pratica tradizionale esercitata sullo stesso PPS da almeno 10 anni. Schmid, W. et al. 2001; Briemle, G. et al. 1998 Willems, J. H. et al. 1993; Bobbink, R. et al. 1987; Braakhekke, W. G. et al. 1999; La concimazione di un prato secco causa, nel giro di pochi Nösberger, J. et al. 1998 anni, la scomparsa delle specie tipiche dei PPS a favore di 3 Rhim, B. et al. 2000

specie più banali tipiche di terreni pingui.2 La maggior assi­ Canton Berna: Studie Erfolgskontrolle und Befunde durch die Kontrolleure; Canton Giura: Beobachtungen der Kontrolleure; Canton Soletta: Mehrjahresprogramm Natur und Landschaft 2001.

64 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 83 > Impianti d’irrigazione moderni Fig. 84 > Mosaico generato dall’irrigazione tradizionale Impianto d’irrigazione fisso (a spruzzo) in una steppa rocciosa Con l’irrigazione tradizionale a goccia (mediante tubi perforati) ad Ausserberg, VS. si formano le tipiche lingue di terra irrigata, Ausserberg, VS.

Fonte: Guido Masé, oekoskop; Martin Urech, puls

Fig. 85 > Suone (canaletto d’irrigazione) Fig. 86 > Canaletto di drenaggio riempito di sassi

Fonte: Monika Martin, oekoskop

Fig. 87 > Il veratro: pianta infestante Fig. 88 > Risemina Il veratro (Veratrum album) può essere eliminato meccanicamen- Risemina di una superficie erosa: in genere è preferibile utilizzate mediante sradicamento (in maggio) e adeguata pascolazione. re semenze provenienti da fieno locale.

Fonte: Stefan Eggenberg, UNA; Monika Martin, oekoskop

65 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Irrigazione Prodotti fitosanitari I Cantoni sono incaricati di vigilare che lo sfruttamento agri- L’impiego di prodotti fitosanitari è determinato dall’articolo 3 e colo esistente e quello previsto in futuro non siano incompati- dall’allegato 2.5 numero 1.1 dell’ORRPChim. bili con gli obiettivi di protezione (art. 8 cpv. 3 lett. c dell’ordinanza sui prati secchi). L’irrigazione di oggetti PPS è L’irrorazione di prodotti fitosanitari è particolarmente dannogeneralmente incompatibile con tali obiettivi. sa per la microfauna dei PPS e può danneggiarne seriamente Eccezione: nel caso di PPS tradizionalmente irrigati, in via la vegetazione. Eventuali problemi dovuti alla presenza di eccezionale sono ammessi l’apporto idrico, come pure la ma- specie indesiderate o all’imboschimento vanno risolti per nutenzione e il rinnovo di impianti tradizionali di irrigazione. quanto possibile mediante una gestione adeguata o con meto­ L’apporto idrico su superfici che non sono più state irrigate di meccanici quali il taglio e l’estirpazione, in accordo con per molto tempo, o sulle quali si intende passare da un’irriga- l’ORRPChim e allo scopo di conservare e favorire le peculiazione per gravità a un moderno impianto di innaffiamento, è rità vegetali e animali dei PPS (art. 6 cpv. 1 lett. a possibile unicamente previa un’accurata analisi della situa- dell’OPPS). zione. Non è permesso un apporto idrico sulle steppe dal suolo profondo, poiché, se irrigato, questo biotopo viene rapida- Semina e risemina mente distrutto. La semina e la risemina nei PPS non sono appropriate (art. 8 cpv. 3 lett. c dell’OPPS; art. 6 cpv. 1 lett. a e b dell’OPPS). I prati permanenti vengono irrigati soprattutto nel Canton Val­ Eccezione: in casi rari e nell’ottica di un piano di risanamenlese – e in casi isolati nel Canton Grigioni – per aumentare la to a lungo termine può essere praticata una semina con sequalità del foraggio e la produttività. Un tempo ciò avveniva menze locali su aree prive di vegetazione relativamente estese mediante semplici canali di irrigazione. Attualmente si trova­ (p. es. a seguito di un disboscamento) allo scopo di evitare no impianti di innaffiamento fissi o mobili un po’ ovunque. l’invasione di piante infestanti. Essi permettono un innaffiamento più intenso e omogeneo

che, se applicato in modo errato, può distruggere associazioni L’impollinazione e la riproduzione naturale delle piante di un vegetali diversificate,1 motivo per cui questa pratica non è prato secco sono sufficienti a colmare eventuali «buchi» nella adatta ai PPS (art. 6 cpv. 1 lett. b dell’OPPS).2 vegetazione, per questo motivo in genere semina e risemina La scheda informativa Tww-Faktenblatt «Bewässerung» non sono necessarie. Mediante l’apporto di semenze dall’esterdescrive l’effetto dell’innaffiamento sui prati e pascoli sec­ no si corre sempre il rischio di modificare la flora con ecotipi chi. non adatti al luogo. Qualora sia necessaria una semina nei pressi di un PPS su un’ampia superficie, o su una superficie da Drenaggio recuperare, essa va eseguita con semenze di fieno3 provenien­ Il drenaggio di superfici umide all’interno dei PPS non è com- te dalla regione.4 patibile con gli obiettivi di protezione (art. 8 cpv. 3 lett. c; art. 6 cpv. 1 lett. b dell’OPPS). Altre informazioni > Volkart, G. 2008: Tww-Faktenblatt «Bewässerung». Zone umide di grandi o piccole dimensioni all’interno dei PPS, o addirittura l’intercalarsi di paludi con prati e pascoli secchi, generano ecosistemi pregiati, particolarmente ricchi di specie. Da un lato, grazie alla prossimità di ambienti umidi e secchi vi è una straordinaria quantità di specie vegetali, dall’altro ciò favorisce la diversità faunistica: numerose farfalle licenidi (Lycaenidae) vivono ad esempio nei prati secchi e si servono delle superfici umide per dissetarsi. Per questi motivi non è permesso realizzare nuovi impianti di drenaggio nei PPS. La manutenzione di drenaggi esistenti è invece ammessa, purché non comprometta l’equilibrio ecologico dei PPS. La manutenzione può essere necessaria ad esempio su terreni instabili, dove un buon drenaggio permette 1 Commissione di esperti dei PPS Cfr. anche la Verordnung betreffend Bewirtschaftungsbeiträge del Canton Vallese, di evitare smottamenti. del 20.9.2000 (451.102), art. 13 cpv. 4. Lehmann, J. et al. 1995 Raccomandazioni della CPS (www.cps-skew.ch)

66 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

evitare. Inoltre l’ultima colonna della tabella illustra le forme di gestione Tab. 4 > Lista delle utilizzazioni non consentite auspicate o, in alcuni casi, indispensabili, che valorizzano il PPS. Queste indicazioni vanno intese come direttive generali da adattare ai singoli Le forme di sfruttamento attuali o future dei PPS devono essere in casi. Se per esempio si raggiungono più facilmente gli obiettivi di sintonia con gli obiettivi di protezione degli stessi (art. 8 cpv. 3 lett. c protezione dei PPS mediante misure diverse da quelle elencate, dell’OPPS). La seguente tabella illustra, suddivisi in diversi settori significa che esse saranno più adeguate al caso specifico e quindi da politici di rilievo, le forme di sfruttamento e gli interventi che possono preferire. La lista delle forme di sfruttamento non è esaustiva e va influenzare i PPS e i loro elementi strutturali: quelli che sono ammessi, completata attingendo all’esperienza pratica. Queste direttive sono pure quelli non compatibili con gli obiettivi di protezione o quelli che non lo applicabili nell’ambito delle disposizioni transitorie dell’articolo 29 sono per lo meno in linea di principio, quelli non appropriati e quelli da dell’OPN.

Agricoltura

Sono ammessi Non sono Non sono compatibili con gli In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS autorizzati obiettivi di protezione dei PPS sono compatibili con gli appropriati obiettivi di protezione Per prati secchi o maggesi > L’irrorazione con > La campicoltura o la > La concimazione > Il pascolo > Le aree lasciate (codice di sfruttamento I e B): l’elicottero viticoltura > L’irrigazione primaverile alternativamente a la gestione a prato estensivo > L’irrigazione di > Il drenaggio > L’impiego di prodotti > Le modifiche erba alta secondo l’OPD art. 45 steppe su suolo > L’impiego di falcia-condizio- fitosanitari gestionali > Lo scaglionamento profondo natrici e falcia-schiacciatrici > L’insilamento, la > La strigliatura dello sfalcio > Gli incendi a lame oscillanti come pure raccolta di fieno fresco e la rullatura l’aspirazione del fieno > L’abbandono dello > La risemina e > La triturazione sfalcio la sovrasemina > Il deposito di rotoballe di fieno-silo, letame, compost e legname sui PPS Per pascoli secchi o maggesi > L’irrorazione con > La campicoltura o la > L’apporto di foraggio > Le modifiche > Un grado di (codice di sfruttamento E e B): l’elicottero viticoltura supplementare gestionali imboschimento del > La gestione a pascolo > Gli incendi > Il drenaggio > La concimazione > La strigliatura 10-20 % estensivo e pascolo alberato > Il pascolo di cervi, maiali e > L’irrigazione e la rullatura > Una porzione estensivo secondo l’allegato volatili > L’impiego di prodotti > La risemina e equivalente al 10-20 % dell’OPD: «Prova che le > Il deposito di rotoballe di fitosanitari la sovrasemina di superfici non esigenze ecologiche sono fieno-silo, letame, compost e > L’abbandono del > Il pascolo al di pascolate rispettate: regole tecniche» legname sui PPS pascolo fuori del > Una pascolazione in > Il pascolo nelle zone periodo di accordo con gli d’estivazione secondo l’OCEst vegetazione obiettivi di protezione > Il taglio di dei PPS alberi e arbusti (art. 9 OCEst) La manutenzione e la riattazione > La costruzione di nuovi La costruzione di nuovi La demolizione, lo degli edifici agricoli e delle impianti di drenaggio edifici agricoli e nuovi smantellamento di infrastrutture (sentieri, sistemi di > Le modifiche della morfologia impianti (eccezione: lo installazioni che

irrigazione, drenaggi), purché non del paesaggio (l’innalzamento sviluppo di infrastrutture disturbano il biotopo causino danni al biotopo (OPPS di terrapieni e lo scavo di localmente adeguate e art. 8 cpv. 3 lett. c). fosse) necessarie allo sfruttamento agricolo) L’attraversamento occasionale > La realizzazione di con veicoli carreggiate La manutenzione naturale degli Lo spandimento di > L’eliminazione di elementi > L’impiego di trituratici > La valorizzazione degli elementi strutturali concimi strutturali ed elementi forestali elementi strutturali, delimitanti i confini, senza > Prodotti fitosanitari > La realizzazione di sostituirli nuovi elementi > La banalizzazione degli strutturali e di elementi strutturali collegamento tra i (rettificazione, cementifica- biotopi zione, introduzione di specie estranee al biotopo)

67 > Raccomandazioni per la gestione agricola

Economia forestale

Sono ammessi Non sono autorizzati Non sono compatibili con In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS gli obiettivi di protezione sono compatibili con gli appropriati dei PPS obiettivi di protezione Un’economia forestale > Lo spandimento di > Il rimboschimento > Le piantagioni > La cura della struttura rispettosa della natura concimi e prodotti > L’introduzione e la > L’impiego di trituratici della vegetazione fitosanitari promozione di specie forestali arborea e della sua estranee al biotopo composizione floristica > Il diradamento in favore di specie adattate alle superfici soleggiate e calde La manutenzione periodica > La rettificazione del La creazione di margini del manto forestale, a margine forestale forestali stratificati e settori > L’introduzione e la irregolari promozione di specie estranee al biotopo La manutenzione degli > La costruzione di nuovi Lo smantellamento delle edifici e degli impianti edifici e impianti (incluse piste forestali che esistenti, legati allo le piste forestali) danneggiano il biotopo sfruttamento forestale > Le modifiche della (incluse le piste forestali), morfologia del paesaggio purché queste strutture e la (l’innalzamento di loro manutenzione non terrapieni e lo scavo di danneggino il biotopo fosse) Il trasporto del legname nei > Il trasporto di legname sui periodi di suolo gelato (se PPS nei periodi in cui il non vi sono alternative) suolo non è gelato > Il deposito di legname sui PPS nei periodi in cui il suolo non è gelato

Turismo / attività ricreative / tempo libero

Sono ammessi Non sono autorizzati Non sono compatibili con In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS gli obiettivi di protezione sono compatibili con gli appropriati dei PPS obiettivi di protezione > Lo sfruttamento e la La realizzazione di nuovi > Gli impianti di > Lo smantellamento di manutenzione degli edifici e impianti turistici innevamento artificiale impianti che danneggiaedifici e degli impianti come ad esempio: > La realizzazione di no il biotopo esistenti, purché queste > Gli impianti di innevamen- nuove piste da sci > Il miglioramento delle strutture e la loro to artificiale (senza livellamento del infrastrutture esistenti e manutenzione non > Le piste da sci con terreno) l’indirizzare i visitatori danneggino il biotopo livellamento del terreno su appositi cammina- > Le installazioni destinate > Sentieri, luoghi attrezzati menti alla sensibilizzazione per i pic-nic o luoghi di dell’opinione pubblica sosta > Le zone per la pratica del parapendio, del deltaplano e del volo di aeromodelli > Le piste per il rampichino e per l’equitazione > L’aggiunta di additivi PTX alla neve artificiale I cani al guinzaglio, sui I cani in libertà sentieri esistenti

68 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Prevenzione dei pericoli naturali

Sono ammessi Non sono autorizzati Non sono compatibili con In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS gli obiettivi di protezione sono compatibili con gli appropriati dei PPS obiettivi di protezione Le strutture di protezione L’introduzione di aree indispensabili e il pascolate o a maggese su rimboschimento allo scopo superfici falciate di proteggere gli esseri regolarmente umani

Edifici e impianti

Sono ammessi Non sono autorizzati Non sono compatibili con In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS gli obiettivi di protezione sono compatibili con gli appropriati dei PPS obiettivi di protezione Lo sfruttamento e la La realizzazione di nuovi > Lo smantellamento / la manutenzione degli impianti edifici e impianti demolizione di edifici e esistenti, purché queste impianti che danneggiastrutture e la loro no il biotopo manutenzione non > Il miglioramento danneggino il biotopo dell’integrazione ecologica degli edifici e degli impianti esistenti Una manutenzione delle Una manutenzione delle Una manutenzione ideale strade, delle scarpate strade, delle scarpate delle strutture allo scopo di ferroviarie, degli argini di ferroviarie e degli argini di raggiungere gli obiettivi di protezione ecc. conforme protezione che danneggia la protezione, in particolare agli obiettivi di protezione flora e la fauna (v. sopra: creando piccoli elementi del biotopo settori agricoltura ed strutturali economia forestale)

Uso militare

Sono ammessi Non sono autorizzati Non sono compatibili con In linea di principio non Non sono Valorizzano i PPS gli obiettivi di protezione sono compatibili con gli appropriati dei PPS obiettivi di protezione Lo sfruttamento e la La realizzazione di nuovi > Lo smantellamento / la manutenzione degli impianti edifici e impianti demolizione di edifici e esistenti, purché queste impianti che danneggiastrutture e la loro no il biotopo manutenzione non > Il miglioramento danneggino il biotopo dell’integrazione ecologica degli edifici e degli impianti esistenti Una gestione della Una manutenzione delle Una manutenzione ideale superficie del PPS conforme superfici utilizzate a scopo delle strutture allo scopo di agli obiettivi di protezione, militare che danneggia la raggiungere gli obiettivi di anche sulle aree utilizzate flora e la fauna (v. sopra: protezione, in particolare dai militari settori agricoltura ed creando piccoli elementi economia forestale) strutturali

70 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Fig. 89 > Prato senza la qualità Fig. 90 > Prato con la qualità ecologica Fig. 91 > Prato con la qualità ecologica ecologica dell’OQE dell’OQE della protezione della natura (LPN) Prato sfruttato in modo intensivo, Val Prato sfruttato in modo estensivo, Mar- Prato sfruttato in modo estensivo, Luzein, Monastero, Canton Grigioni. bach, Canton Lucerna. Canton Grigioni.

Una gestione differenziata dei prati è ideale sia dal punto di vista ecologico, sia da quello dell’azienda agricola. Fonte: Monika Martin, oekoskop, Franziska Andres, trifolium

Fig. 92 > PPS e superficie agricola utile (SAU) A seconda del tipo di gestione praticata i PPS sono classificati in diverse categorie di superficie, dando luogo a diversi tipi di contributi. Nota: nella tabella seguente sono illustrate solo le categorie importanti per i PPS.

Superficie agricola utile (SAU) (art. 14 OTerm) Superfici che non appartengono alla SAU Superfici permanentemente inerbite (art. 19 OTerm): Boschi (ad eccezione dei pascoli alberati) > prati a sfruttamento estensivo (art. 45 OPD) > prati a sfruttamento poco intensivo (art. 46 OPD) Superfici d’estivazione (art. 24 OTerm) > pascoli a sfruttamento estensivo (OPD, allegato, cpv. 3.1.2.1) Superfici a sfruttamento pluriennale, negli anni in cui non sono gestite (art. 19 cpv. 5-6 > pascoli boschivi 1 (OPD, allegato, cpv. 3.1.2.2) OTerm e art. 4 cpv. 5 OPD) Casi particolari: > superfici a sfruttamento pluriennale, negli anni in cui sono gestite Superfici non produttive (art. 13 cpv. c-e OTerm), ad esempio: > prati da sfalcio nelle zone d’estivazione > superfici ruderali, cumuli di pietre e affioramenti rocciosi (OPD, allegato, cpv. Superfici con presenza di siepi, boschetti rivieraschi e campestri2 (art. 23 OTerm e art. 3.1.2.6) 3

48 OPD) > Muri a secco (OPD, allegato, cpv. 3.1.2.7) 4

Fonte: UFAG e UFAM; 1 Superficie pascolata, v. art. 13 cpv. b OTerm, 2 che non appartengono al bosco, secondo la legge del 4.10.91 sulle foreste, 3 e 4 computabili alla compensazione ecologica

Fig. 93 > Contributi concessi per diversi tipi di superficie A seconda del tipo di superficie, sono concessi determinati contributi. Nel caso di superfici appartenenti alla SAU che sono gestite da agricoltori aventi diritto ai contributi secondo l’OPD, i contributi agricoli e quelli derivanti dalla LPN si completano reciprocamente (i contributi che sono messi in questione a seconda dei casi sono scritti in grigio).

Superficie agricola utile (SAU) Superfici che non appartengono alla SAU

Gestori non aventi diritto ai Zone d‘estivazione (al di fuori Sfruttamento pluriennale Superfici permanentemente Altre superfici che non apparcontributi secondo l‘OPD dei prati da sfalcio nelle zone (contributi negli anni in cui le inerbite tengono alla SAU (art. 2 OPD) d‘estivazione) superfici non sono gestite)5

Ev. LPN Ev. LPN Ev. contributi di declività Ev. interconnessione secondo (art. 35 e 36 OPD) l‘OQE Ev. interconnessione secondo Qualità secondo l‘OQE l‘OQE LPN Contributi ecologici Qualità secondo l‘OQE /3 dei contributi di superficie Contributi ecologici (art. 4 cpv. 5 OPD e art. 19 cpv. Contributi di superficie 5-6 OTerm)

Fonte: UFAG e UFAM; 5 Convenzione secondo l’OPD art. 45 3 bis

71 > Prestazioni della Confederazione

> Prestazioni della Confederazione Secondo l’articolo 14 capoverso 1 dell’OPPS l’UFAM fornisce consulenza e sostegno ai Cantoni nell’adempimento del loro compito, mettendo a disposizione servizi di consulenza e documentazione specifica. Gli indennizzi della Confederazione per la protezione e la manutenzione dei PPS (art. 18 lett. d della LPN) sono concessi in accordo con gli articoli 18 e 19 dell’OPN (art. 14 cpv. 2 dell’OPPS). Per i prati e pascoli secchi che si trovano sulla superficie agricola utile (SAU) sono concessi contributi agricoli secondo l’ordinanza sulla qualità ecologica (art. 14 cpv. 3 dell’OPPS).

1 Consulenza da parte della Confederazione In campo agricolo

Secondo l’ordinanza sui prati secchi (art. 14 cpv. 1 dell’OPPS) Per le superfici situate su PPS che danno diritto ai contributi la Confederazione è tenuta a fornire consulenza e sostegno agricoli secondo l’OPD (art. 4 dell’OPD), sono concessi dei mediante l’elaborazione di dispense tecniche e la trasmissione contributi di gestione secondo l’articolo 3 capoverso 3 di dati come pure proponendo servizi e attività che facilitino il dell’OQE, al posto dei contributi di manutenzione previsti daraggiungimento degli obiettivi. Tale sostegno è destinato prin­ gli articoli 18 e 19 dell’OPN. I prati secchi che si trovano sulcipalmente ai servizi cantonali, considerati i primi responsabi­ la superficie agricola utile (SAU) sono considerati alla stessa li dell’applicazione dell’ordinanza, ma anche agli uffici fede­ stregua delle superfici di compensazione ecologica per quanto rali e alle altre persone coinvolte nella protezione dei biotopi. riguarda i contributi di manutenzione. I PPS che si trovano La Confederazione fornisce indicazioni pratiche, scienti­ sulla SAU ma che sono gestiti da agricoltori non aventi diritto ficamente fondate e direttamente applicabili, contribuendo ai pagamenti diretti, come pure i PPS che non si trovano sulla così al raggiungimento di un risultato di qualità da parte dei SAU e che necessitano di provvedimenti particolari a favore di Cantoni. Tenendo conto delle situazioni regionali, la Confede­ alcune specie o in generale provvedimenti di valorizzazione, razione ottimizza le condizioni quadro della protezione dei sono indennizzati secondo la LPN. biotopi, grazie a una rete di collaborazioni tra la Confedera­ Laddove vi è una sovrapposizione di indennizzi, derivanzione, i Cantoni e gli altri partner. ti dal diritto agrario (OPD, OQE, OCEst) e dalla protezione della natura (LPN, OPN), i Cantoni verificano che non sia

2 Contributi finanziari federali concesso un doppio contributo per la stessa prestazione sulla

La Nuova perequazione finanziaria e la ripartizione dei com­ stessa SAU (art. 12 della LSu). piti tra Confederazione e Cantoni (NPC)1, oltre al decentramento dei compiti e dei finanziamenti, intende utilizzare me­ In campo forestale glio le risorse finanziarie. Queste, come pure le modalità di Per la valorizzazione di margini boschivi la Confederazione collaborazione nei diversi settori, sono definite in accordi pro­ può fornire aiuti finanziari mediante accordi programmatici grammatici della durata di 4 anni. per la biodiversità nel bosco, secondo l’articolo 38 della LFo. La NPC si applica anche nel settore della natura e del paesaggio dove la protezione della natura e del paesaggio è un compito vincolante. Le sovvenzioni per provvedimenti a favore di specie e biotopi, o per la compensazione ecologica secondo l’articolo 18 e segg. della LPN, sono in gran parte indennizzi, ossia prestazioni finanziarie della Confederazione a terzi, per compensare le perdite derivanti dall’adempimento di compiti prescritti dal diritto federale o dal diritto pubblico (art. 3 della LSu). È possibile scaricare il «Manuale NPC nel settore ambientale» dal sito www.ambiente-svizzera.ch/uv-0808-i, UFAM 2008

72 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

> Repertori

73 > Repertori

Repertorio I: Compendio delle basi legali rilevanti

Numero Sigla Base legale

RS 451 LPN Legge federale del 01.07.66 sulla protezione della natura e del paesaggio RS 451.1 OPN Ordinanza del 16.01.91 sulla protezione della natura e del paesaggio RS 451.11 OIFP Ordinanza del 10.08.77 riguardante l’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali RS 451.31 Ordinanza del 28.10.92 concernente la protezione delle zone golenali d’importanza nazionale (ordinanza sulle zone golenali) RS 451.32 Ordinanza del 21.01.91 concernente la protezione delle torbiere alte e delle torbiere di transizione di importanza nazionale (ordinanza sulle torbiere alte) RS 451.33 Ordinanza del 07.09.94 sulla protezione delle paludi d’importanza nazionale (ordinanza sulle paludi) RS 451.35 Ordinanza del 01.05.96 sulla protezione delle zone palustri di particolare bellezza e di importanza nazionale (ordinanza sulle zone palustri) RS 451.37 OPPS Ordinanza sulla protezione dei prati e pascoli secchi d’importanza nazionale (ordinanza sui prati secchi) RS 611.0 LFC Legge federale del 07.10.05 sulle finanze della Confederazione RS 611.01 OFC Ordinanza del 05.04.06 sulle finanze della Confederazione RS 616.1 LSu Legge federale del 05.10.90 sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi) RS 700 LPT Legge federale del 22.06.79 sulla pianificazione del territorio (legge sulla pianificazione del territorio) RS 700.1 OPT Ordinanza del 28.06.00 sulla pianificazione del territorio RS 814.01 LPAmb Legge federale del 07.10.83 sulla protezione dell’ambiente (legge sulla protezione dell’ambiente) RS 814.20 LPAc Legge federale del 24.01.91 sulla protezione delle acque RS 814.201 OPAc Ordinanza del 28.10.98 sulla protezione delle acque RS 814.81 ORRPChim Ordinanza del 18.05.05 concernente la riduzione dei rischi nell’utilizzazione di determinate sostanze, preparati e oggetti particolarmente pericolosi (ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici) RS 814.911 OEDA Ordinanza del 10.09.08 sull’utilizzazione di organismi nell’ambiente (ordinanza sull’emissione deliberata nell’ambiente) RS 910.1 LAgr Legge federale del 29.04.98 sull’agricoltura (legge sull’agricoltura) RS 910.13 OPD Ordinanza del 07.12.98 concernente i pagamenti diretti all’agricoltura (ordinanza sui pagamenti diretti) RS 910.133 OCEst Ordinanza del 29.03.00 concernente i contributi d’estivazione (ordinanza sui contributi d’estivazione)

RS 910.133.2 Ordinanza del 29.03.00 concernente i contributi d’estivazione (ordinanza sui contributi d’estivazione) RS 910.14 OQE Ordinanza del 04.04.01 sul promovimento regionale della qualità e dell’interconnessione delle superfici di compensazione ecologica nell’agricoltura (ordinanza sulla qualità ecologica) RS 910.91 OTerm Ordinanza del 07.12.98 sulla terminologia agricola e sul riconoscimento delle forme di azienda (ordinanza sulla terminologia agricola) (stato 01.05.07) RS 912.1 Ordinanza del 07.12.98 concernente il catasto della produzione agricola e la delimitazione di zone (ordinanza sulle zone agricole) RS 913.1 OMSt Ordinanza del 07.12.98 sui miglioramenti strutturali nell’agricoltura (ordinanza sui miglioramenti strutturali) RS 916.171 OCon Ordinanza del 10.01.01 sulla messa in commercio di concimi (ordinanza sui concimi) RS 919.118 Ordinanza del 07.12.98 concernente l’analisi della sostenibilità in agricoltura RS 921.0 LFo Legge federale del 04.10.91 sulle foreste (legge forestale) RS 921.01 OFo Ordinanza del 30.11.92 sulle foreste RS 922.0 LCP Legge federale del 20.6.86 sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (legge sulla caccia) RS 721.100 Legge federale del 21.06.91 sulla sistemazione dei corsi d’acqua RS 721.100.1 OSCA Ordinanza del 02.11.94 sulla sistemazione dei corsi d’acqua. Circolare n. 7 del 14.04.93 della Direzione federale delle foreste. Kt. VS «Verordnung betreffend Bewirtschaftungsbeiträge» del Canton VS del 20.09.00 (451.102), art. 13 cpv. 4

74 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

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79 > Repertori

Repertorio III: Materiale per l’esecuzione

Materiale Utilità

Schede degli oggetti dell’inventario Disponibilità e importanza legale Accessibili in forma elettronica (www.ambiente-svizzera.ch/pps-i) e, secondo l’articolo 3 dell’OPPS, parte integrante dell’ordinanza.

Contenuto Le schede contengono le informazioni giuridicamente rilevanti degli oggetti parziali (v. sotto), in particolare: > una cartografia dettagliata in scala 1:10 000 con il perimetro dell’oggetto e degli oggetti parziali; > i diversi gruppi di vegetazione presenti e la loro proporzione; > indicazioni relative ad aspetti particolari degni di protezione (particolarità regionali, specie floristiche pregiate).

Utilità Documento di base, giuridicamente vincolante, per l’applicazione dell’ordinanza da parte dei Cantoni. Schede degli oggetti parziali Disponibilità Le schede degli oggetti parziali sono fornite all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio nell’anno successivo alla cartografia sul terreno. Sono disponibili in formato PDF.

Contenuto Il contenuto presenta un alto grado di dettaglio. Rispetto alle schede degli oggetti si differenzia per le seguenti informazioni: > localizzazione e descrizione della vegetazione. Distinzione tra la vegetazione principale e quella secondaria a seconda delle specie principali dal punto di vista ecologico; > dati sulle specie della Lista Rossa rilevate; > descrizione del tipo di sfruttamento; > dati sul grado di inselvatichimento; > lista, quantità e se possibile qualità degli elementi delimitanti i confini e degli elementi strutturali; > in alcuni Cantoni la base cartografica è rappresentata dalla cartografia cantonale; in tali casi la scheda contiene anche riferimenti alle particelle del registro fondiario.

Utilità Utile per la realizzazione di misure di protezione e di manutenzione specifiche, ad esempio valorizzazione e manutenzione di elementi strutturali, descrizione della fauna presente in base al grado di inselvatichimento, definizione del perimetro d’applicazione considerando le unità gestionali, stesura dei rapporti tecnici, esecuzione del monitoraggio cantonale. Le schede degli oggetti parziali non sono giuridicamente vincolanti; contengono piuttosto consigli pratici. Cartografia 1:25 000 Disponibilità Alla conclusione del lavoro di cartografia è stato fornito all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio un set di carte d’insieme. Esse sono pure disponibili in formato PDF.

Contenuto La cartografia utilizza come base le carte topografiche ufficiali (scala 1:25 000) e illustra i perimetri degli oggetti e i dati sulla vegetazione di tutti i PPS cartografati in un Cantone. Inoltre evidenzia i settori di prospezione dei PPS e gli oggetti dell’inventario cantonale selezionati.

Utilità Le carte danno una buona visione d’insieme di una regione. Possono essere utilizzate per l’attuazione dell’ordinanza, ad esempio nell’ambito di sedute informative. Banca dati Disponibilità Su richiesta, le banche dati possono essere distribuite secondo le direttive dell’UFAM sotto forma di dati Access o GIS, vincolati da un contratto d’utilizzo.

Contenuto Tutti i dati della cartografia dei PPS, raccolti e interpretati.

Utilità Le banche dati permettono di eseguire valutazioni specifiche a livello cantonale. I dati in formato GIS possono essere utilizzati per visualizzare sovrapposizioni (p. es. con i contratti esistenti o con le aree protette) o per definire i punti di intervento in sede di applicazione dell’inventario dei PPS.

80 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Materiale Utilità

Lista delle specie bersaglio Disponibilità Versione cartacea e digitale.

Contenuto Definizione: specie da proteggere e favorire in modo prioritario mediante tecniche gestionali appropriate. La scelta delle specie bersaglio si fonda sulla lista delle specie prioritarie della Confederazione; sono specie per quali la Svizzera è responsabile a livello internazionale. La lista comprende tutti i gruppi di organismi rilevanti (piante vascolari, briofite, licheni, api, mantoidei, grilli, coleotteri, farfalle, ortotteri, ascalafidi, rettili, lumache, uccelli). Esiste sia una lista nazionale di specie bersaglio che un estratto per ogni Cantone. Quest’ultimo viene definito in base alla suddivisione biogeografica della Svizzera.

Utilità È uno strumento per la tutela delle specie. È possibile definire delle priorità. Lista delle specie bersaglio osservate Disponibilità nei PPS Queste liste sono state fornite agli uffici cantonali della natura e del paesaggio in forma digitale.

Contenuto Tutte le specie presenti sui PPS: > osservate durante i rilievi cartografici dei PPS; > registrate nelle banche dati nazionali (solo specie contenute nella lista di specie bersaglio dei PPS e osservate dopo il 1980). La banca dati contiene inoltre indicazioni sulle singole specie e suggerimenti sulle specifiche misure di protezione. Si tratta di misure volte a favorire una determinata specie bersaglio che vanno oltre la normale protezione generale del biotopo. Per ogni specie bersaglio si indica se sono necessarie misure di protezione e, se sì, quali.

Utilità La lista delle specie bersaglio osservate è un documento importante per definire concretamente le misure di protezione e di gestione di una superficie e soprattutto per definire gli obiettivi di un comprensorio di valorizzazione secondo l’ordinanza sui prati secchi. Le liste permettono di definire le priorità durante il processo di applicazione dell’ordinanza. Lista delle specie floristiche Disponibilità osservate nei PPS La lista delle specie floristiche osservate durante la cartografia dei PPS è stata fornita all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio in formato digitale.

Contenuto La lista della cartografia dei PPS comprende tutte le piante vascolari rilevate durante l’inventario. Per ogni oggetto parziale esiste una tale lista.

Utilità Documentazione completa per il monitoraggio e la valutazione degli interventi. Indicazioni sui possibili interventi Disponibilità Questa informazione è stata fornita all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio in forma tabellare, nell’anno successivo alla cartografia sul terreno.

Contenuto Le indicazioni sono state fornite dallo specialista che ha effettuato il rilievo cartografico. Non sono sistematiche e non pretendono di essere esaustive. Le informazioni possono tra l’altro essere di questo tipo: > indicazioni riguardanti la fauna osservata; > indicazioni relative al sottosfruttamento o al sovrasfuttamento; > indicazioni relative alle piante infestanti.

Utilità Si consiglia di tener conto di queste indicazioni durante il processo di applicazione dell’ordinanza.

81 > Repertori

Materiale Utilità

Indicazioni sulle zone cuscinetto Disponibilità Le indicazioni relative alle zone cuscinetto di ogni oggetto parziale sono state fornite all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio in forma tabellare, al momento dell’entrata in vigore dell’inventario federale.

Contenuto Le indicazioni sono state fornite dallo specialista che ha effettuato il rilievo cartografico, e suggeriscono la creazione di zone cuscinetto al momento della definizione del perimetro d’applicazione, tuttavia non sono localizzate o quantificate in modo preciso.

Utilità Documentazione di base per definire il confine esatto dei PPS. La tabella contenente le indicazioni relative alle zone cuscinetto non esonera tuttavia i Cantoni dall’obbligo di verificare sistematicamente la necessità di zone cuscinetto in tutti gli oggetti. Incarti sulle singolarità Disponibilità Per ogni singolarità è stato compilato un incarto, fornito all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio non appena è disponibile.

Contenuto Il contenuto varia a seconda delle singolarità e a seconda dei dati disponibili. Generalmente un incarto contiene: > dati rilevati e osservazioni effettuate dallo specialista che ha realizzato la cartografia; > indicazioni supplementari e osservazioni effettuate dall’ufficio cantonale della natura e del paesaggio; > estratti dalle banche dati del CSCF e della CRSF; > documentazione e riferimenti bibliografici; > foto aeree; > obiettivi di protezione; > suggerimenti per l’applicazione pratica dell’ordinanza; > suggerimenti per il monitoraggio.

Utilità La Confederazione prescrive obiettivi di protezione concreti e fornisce le relative indicazioni pratiche. Gli incarti servono a concretizzare e completare queste indicazioni e sono di grande utilità per il monitoraggio. Riproduzioni delle foto aeree Disponibilità In genere per la cartografia dei PPS sono state utilizzate foto aeree di grande qualità. Queste foto, con le annotazioni originali, si trovano negli archivi centrali. È possibile ordinarne una riproduzione dietro pagamento di una tassa (per la realizzazione delle fotocopie e per coprire il costo del materiale).

Contenuto Le foto aeree sono un documento originale della raccolta dati sul terreno. Esse permettono una visione d’insieme ideale dei diversi tipi di gestione e dell’interconnessione dei singoli oggetti. Oltre alla delimitazione del perimetro (relativo agli oggetti parziali) sono segnalati anche i motivi dello stralcio di oggetti non cartografati.

Utilità Le riproduzioni delle foto aeree danno indicazioni preziose per la definizione del perimetro d’applicazione, sia per i singoli oggetti che per i comprensori di valorizzazione. Inoltre sono utili ai fini della valutazione del potenziale di interconnessione e di riduzione dello sfruttamento. Tabella di classificazione Disponibilità I risultati della valutazione e della classificazione dei dati sono stati forniti all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio nell’ambito della consultazione.

Contenuto La tabella di classificazione dà una visione d’insieme del valore degli oggetti inventariati di un Cantone e del valore dei singoli oggetti parziali.

Utilità La tabella è uno strumento prezioso per la definizione delle priorità durante il processo di pianificazione. Inoltre permette di indirizzare le misure di protezione a seconda del valore degli oggetti parziali. Ad esempio è possibile rafforzare i pregi di un oggetto e migliorare i punti deboli di un altro oggetto. Il valore degli oggetti serve anche da riferimento per monitoraggi futuri.

82 > Prati e pascoli secchi d’importanza nazionale. Aiuto all’esecuzione relativo all’ordinanza sui prati secchi.

Materiale Utilità

Rapporto cantonale Disponibilità A conclusione del lavoro di cartografia e di classificazione, metodi e risultati sono stati riassunti in un rapporto cantonale. Il rapporto è stato fornito all’ufficio cantonale della natura e del paesaggio nell’anno successivo alla raccolta dati sul terreno.

Contenuto Il rapporto illustra gli aspetti principali relativi alla natura e al paesaggio e fornisce pure indicazioni sulla procedura cantonale. Lo scopo principale è una valutazione statistica dei dati rilevati.

Utilità Il rapporto cantonale serve soprattutto per informare i politici, i servizi cantonali e l’opinione pubblica. Sito Internet PPS Disponibilità: www.ambiente-svizzera.ch/pps

Contenuto > Presentazione dell’habitat PPS > Minaccia e protezione dei PPS > Risultati e statistiche della cartografia dei PPS > Esempi pratici per la protezione dei PPS > Rapporti e articoli da scaricare.

Utilità Il sito web dà una buona visione d’insieme della protezione dei PPS, è utile come strumento di informazione al pubblico e rappresenta un buon supporto didattico. Inoltre permette di accedere ai rapporti più importanti. Altre pubblicazioni PPS Metodo di cartografia dei PPS Pubblicato in: Eggenberg S., Dalang T., Dipner M., Mayer C. (2001): Cartografia e valutazione dei prati e pascoli secchi di importanza nazionale. Rapporto tecnico. Scritti sull’ambiente n. 325-I. A cura dell’allora Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), Berna. 251 pag. (d/f/i/e). Descrizione del metodo utilizzato per la cartografia, del concetto di singolarità come pure dei 18 gruppi di vegetazione.

Metodo di valutazione dei PPS Pubblicato in: Eggenberg S., Dalang T., Dipner M., Mayer C. (2001): Cartografia e valutazione dei prati e pascoli secchi di importanza nazionale. Rapporto tecnico. Scritti sull’ambiente n. 325-I. A cura dell’allora Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), Berna. 251 pag. (d/f/i/e). Descrizione del metodo di valutazione.

Schede informative (Faktenblätter, disponibili in tedesco e parzialmente in francese) relative ai temi seguenti: > Protezione delle specie > Licheni e funghi > Gestione dei prati e pascoli secchi > Pecore al pascolo > Capre per la manutenzione dei pascoli > PPS e il bosco > Fieno della zona d’estivazione > Singolarità > Irrigazione Pubblicazioni previste > Scheda informativa per i comprensori di valorizzazione

83 > Repertori

Repertorio IV: Indirizzi Altenbergrain 21, 3013 Berna Tel. +41 (0)31 631 49 28 Enti federali www.zdsf.ch

Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) Settore Programmi ecologici e etologici Organizzazioni agricole Mattenhofstr. 5, 3003 Berna Tel. +41 (0)31 322 25 88 Arbeitsgemeinschaft für den Futterbau (AGFF/ADCF) www.blw.admin.ch Reckenholzstrasse 191, 8046 Zurigo Tel. +41 (0)44 377 72 53, www.agff.ch

Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) AGRIDEA (ex LBL) Eschikon 28, 8315 Lindau Servizio giuridico 1 Tel. +41 (0)52 354 97 00, www.agridea.ch (foreste, natura, paesaggio, caccia) Responsabile Divisione giuridica: Christian Kilchhofer AGRIDEA (ex SRVA) Worblentalstrasse 68 Jordils 1, Casella postale 128, 1000 Losanna 6 Casella postale, 3003 Berna Tel. +41 (0)21 619 44 00, www.agridea.ch Tel. +41 (0)31 324 93 06 www.ambiente-svizzera.ch

Sezione Specie e biotopi Istituti di ricerca Nicola Indermühle Casella postale, 3003 Berna Istituto di ricerca Agroscope Changins Tel. +41 (0)31 325 06 12 ACW Changins (ex RAC) E-mail: nicola.indermuehle@bafu.admin.ch Casella postale 1012, 1260 Nyon 1 Tel. +41 (0)22 363 44 44 Sezione Acque superficiali – Morfologia e portate www.acw.admin.ch Hans Ulrich Gujer Casella postale, 3003 Berna Istituto di ricerca Agroscope Liebefeld-Posieux ALP (ex RAP) Tel. +41 (0)31 322 80 04 Rte de la Tioleyre 4, 1725 Posieux E-mail: hans.gujer@bafu.admin.ch Tel. +41 (0)26 407 71 11 www.alp.admin.ch

Banche dati / centri di coordinamento Istituto di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon ART (ex FAL) Reckenholzstrasse 191, 8046 Zurigo Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF) Tel. +41 (0)44 377 71 11 CSCF/SZKF www.art.admin.ch Passage Maximilien-de-Meuron 6, CH-2000 Neuchâtel Tel. +41 (0)32 725 72 57 Istituto di ricerca Agroscope Reckenholz-Tänikon ART (ex FAT) www.cscf.ch Tänikon, 8356 Ettenhausen Tel. +41 (0)52 368 31 31 Commissione svizzera per la conservazione delle piante selvatiche www.art.admin.ch CPS / SKEW Domaine de Changins, Casella postale 1012, 1260 Nyon 1 Istituto di ricerca Agroscope Wädenswil Tel. +41 (0)22 363 47 28 ACW Wädenswil (ex RAC) www.cps-skew.ch Schloss, Casella postale 185, 8820 Wädenswil Tel. +41 (0)44 783 61 11 Centro della rete svizzera di floristica (CRSF) www.acw.admin.ch Casella postale 60, 1 chemin de l’Impératrice, 1292 Chambésy Istituto nazionale di ricerca sulla foresta, la neve e il paesaggio (WSL) Tel. +41 (0)22 418 51 98 Zürcherstrasse 111, 8903 Birmensdorf www.zdsf.ch Tel. +41 (0)44 739 21 11 www.wsl.ch Schweizerisches Zentrum für die Kartierung der Fauna (SZKF/CSCF) v. Centro svizzero di cartografia della fauna (CSCF)