Continuità nel bosco di protezione 2005
Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia Istruzioni per le cure nei boschi con funzione protettiva .
Autori Monika Frehner, studio d‘ingegneria, Sargans Brächt Wasser, studio d‘ingegneria IMPULS, Thun
Raphael Schwitter, Centro per la selvicoltura di montagna, Maienfeld
Editore Ufficio federale dell‘ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP), CH-3003 Berna www.ambiente-svizzera.ch L’UFAFP è un Ufficio del Dipartimento federale dell‘ambiente, dei trasporti, dell‘energia e delle comunicazioni (DATEC)
Sigla editoriale
Valenza giuridica della presente pubblicazione Riferimento bibliografico La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAFP in veste di autorità di vigi- FREHNER, M.; WASSER, B.; SCHWITTER, R., 2005: Continuità nel bosco di prolanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato primariamente alle autorità tezione e controllo dell’efficacia (NaiS). Istruzioni per le cure nei boschi con esecutive. Nel testo viene data concretezza a concetti giuridici indeterminati, funzione protettiva, Ambiente-Esecuzione. Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio, Berna, 564 p. inclusi in leggi e ordinanze, nell’intento di promuoverne un’esecuzione uniforme. Le autorità esecutive che si attengono ai testi d’aiuto all’esecuzione pos- Avvertenza sono avere la certezza di rispettare il diritto federale. Sono tuttavia ammesse Alla pubblicazione è allegato un CD-ROM con il testo delle istruzioni in formato anche soluzioni alternative, purché siano conformi al diritto in vigore. I testi PDF e il set di formulari in formato xls. d’aiuto all’esecuzione (designati spesso anche con il nome di direttive, istru- Redazione e consulenza UFAFP zioni, raccomandazioni, manuali, aiuti pratici ecc.) sono pubblicati dall’UFAFP Jean-Jacques Thormann, UFAFP (dal 1° gennaio 2005 Alta scuola svizzera di nella serie «Ambiente-Esecuzione». agronomia SHL, Dipartimento di Economia forestale, Zollikofen) Editore André Wehrli, UFAFP (dal 1° gennaio 2005)
Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio (UFAFP) Accompagnamento del progetto CH-3003 Berna Harald Bugmann, Cattedra di ecologia del bosco di montagna presso il www.ambiente-svizzera.ch Politecnico federale di Zurigo L’UFAFP è un Ufficio del Dipartimento federale dell‘ambiente, dei trasporti, del- Werner Frey, Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe SNV, Davos l’energia e delle comunicazioni (DATEC) (fino al 2001) Walter Schönenberger, Istituto federale di ricerca per la foresta, Autori la neve e il paesaggio WSL, Birmensdorf (dal 2002) Monika Frehner, studio d’ingegneria, Sargans Jean-Jacques Thormann, UFAFP Brächt Wasser, studio d’ingegneria IMPULS, Thun Jürg Walcher, Ufficio forestale cantonale, Glarona Raphael Schwitter, Centro per la selvicoltura di montagna, Maienfeld Traduzione Contributi speciali di: Studio d’ingegneria Lucchini-David-Mariotta SA, Faido, Jacques Burnand (Allegato 2, dati stazionali) con la collaborazione di Prisca Mariotta Gabriele Carraro (Allegato 2, dati stazionali) Progetto grafico Rolf Ehrbar (Allegato 8, esempio applicativo di Weesen – Amden SG) Hanspeter Hauser, AVD, Berna Hans-Ulrich Frey (Allegato 2, dati stazionali, inclusi i disegni relativi ai profili dei popolamenti ideali) Foto di copertina Werner Frey (Allegato 1, valanghe) Raphael Schwitter, Maienfeld
Werner Gerber (Allegato 1, caduta di sassi) Distribuzione Peter Lüscher (Allegato 2, contributi e dati pedologici) UFCL, Distribuzione pubblicazioni, CH-3000 Berna, fax +41 (0)31 325 50 58, Fredy Zuberbühler (Allegato 8, esempio applicativo di Ritzingen VS) Internet: www.bundespublikationen.ch, numero di ordinazione: 310.051.i Kaspar Zürcher (Allegato 1, frane e torrenti / piene) La presente pubblicazione è disponibile anche in lingua francese e tedesca.
© UFAFP, 2005
Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
Prefazione
La presente pubblicazione è una versione interamente reno e basato su tre pilastri: controllo dell’eseguito, analisi rielaborata e aggiornata delle istruzioni «Cure minime per dell’effetto sulle superfici tipo per verificare sul lungo periodo boschi con funzione protettiva», che nel 1996 hanno dato l’effetto degli interventi selvicolturali e analisi degli obietper la prima volta espressione concreta al concetto di garan- tivi. Per la prima volta sarà così possibile illustrare l’effetto a zia delle cure minime nel bosco di protezione, sancito dalla lungo termine delle cure nel bosco di protezione e giustificare legge federale sulla protezione delle foreste. meglio la necessità di stanziare fondi pubblici e l’impiego effi- Questa nuova versione è nata da una stretta collabo- ciente degli stessi. razione tra la ricerca e gli operatori sul terreno. Come auspi- L’impianto concettuale di NaiS funziona però soltanto cato dai Cantoni, le stazioni descritte nei profili richiesti sono se viene messo in pratica da persone competenti che opestate estese a tutte le potenziali aree forestali con funzione rano sul posto e non può certo sostituire le conoscenze speciprotettiva della Svizzera. Tali aree comprendono ora in parti- fiche, il lavoro di osservazione, la capacità di valutazione e la colare anche il Giura, come pure le condizioni specifiche che forza decisionale. Le presenti istruzioni sono quindi destinate caratterizzano il Basso Vallese e il Ticino. La pubblicazione a diventare un’opera di riferimento, non solo per gli operatori illustra in una forma adeguata a chi opera sul terreno lo stato forestali ma anche per i formatori attivi presso i due Centri di attuale delle conoscenze per quanto riguarda gli effetti del formazione forestale e il Politecnico federale. Il CD-Rom allebosco e la protezione dai pericoli naturali. gato consente di trasformare in qualsiasi momento la pub- L’estrema lentezza dei processi di crescita nei boschi blicazione in uno strumento utile per il lavoro sul terreno e di montani e il verificarsi sporadico degli eventi naturali ren- adeguarla alle preferenze dei singoli. dono difficile il controllo dell’efficacia nel bosco di protezione. Quest’opera lungimirante è stata realizzata grazie all’ap- La presente pubblicazione, che porta il titolo «Continuità porto di autori di varia estrazione (attività di terreno, ricerca,
nel bosco di protezione» (NaiS), propone un piano di con- insegnamento e amministrazione). A loro e agli altri esperti trollo, scaturito dalla collaborazione con gli operatori di ter- che vi hanno collaborato vanno i più sentiti ringraziamenti.
Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio
Werner Schärer Direttore forestale
NaiS Prefazione
Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
Ringraziamenti
Il progetto «Continuità nel bosco di protezione (NaiS)» e dall’amministrazione, dall’insegnamento e dalla ricerca, ha è stato realizzato su mandato dell’UFAFP, con il sostegno partecipato a seminari, incontri di lavoro e sopralluoghi, con dei Cantoni e del Centro per la selvicoltura di montagna. La l’obiettivo di fondere l’esperienza pratica e le conoscenze presente pubblicazione è il prodotto di quattro anni di col- scientifiche in un’opera unica a beneficio dell’utente. L’edilaborazione intensa tra numerosi specialisti e istituzioni. Un tore ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita gran numero di colleghe e colleghi, provenienti dalla pratica di questo progetto, in particolare:
Il gruppo del progetto: dott. Monika Frehner, Brächt Wasser e Raphael Schwitter
Il gruppo d’accompagnamento: prof. dott. Harald Bugmann, Werner Frey, dott. Walter Schönenberger, Jean-Jacques Thormann e Jürg Walcher
Numerosi specialisti e colleghi provenienti dall’amministrazione e dalla pratica: dott. Frederic Berger, dott. Uehli Bühler, dott. Jacques Burnand, Gabriele Carraro, dott. Hansueli Frey, Heinz Nigg, dott. Dani Rüegg, dott. Reinhard Schnidrig, Kaspar Zürcher
Molti collaboratori degli istituti WSL e SNV, in particolare: dott. Peter Bebi, Albert Böll, dott. Peter Brang, Marco Conedera, dott. Philippe Duc, Werner Gerber, dott. Peter Lüscher, Christian Rickli, dott. Josef Senn
I responsabili degli esempi applicativi di Amden-Weesen e Ritzingen: dott. Rolf Ehrbar e Fredy Zuberbühler
I membri del Gruppo svizzero per la selvicoltura di montagna GSSM
I membri del Groupe Jurassien de Sylviculture GJS
I membri del Gruppo di lavoro forestale per i pericoli naturali FAN
I membri della Comunità di lavoro svizzera per l‘assestamento forestale (csaf)
I forestali e gli ingegneri forestali attivi sul territorio, che hanno collaborato ai seminari di lavoro sul terreno
NaiS Ringraziamenti
Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
Bosco di protezione Controllo dell’efficacia
Stazioni forestali Profili delle esigenze Analisi degli obiettivi Pericoli naturali
Comparti con uguale obiettivo
Unità di trattamento
Superfici tipo Analisi dell’effetto
Determinazione della necessità d’intervento su superfici tipo
Attuazione degli interventi Controllo dell’eseguito
Bosco di protezione Controllo del con efficacia durevole raggiungimento degli obiettivi
10 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
1 Introduzione
1.1 Visione d’insieme
Le presenti istruzioni costituiscono uno strumento di utilità pratica. Il loro obiettivo è Capitolo 2 quello di garantire un bosco di protezione con efficacia durevole con il minor investimento possibile.
Le cure nel bosco di protezione si basano sull’assunto di una relazione diretta tra la Capitolo 3.2 riduzione dei rischi e lo stato del bosco. In base ai pericoli naturali e alle condizioni Pericoli naturali, Allegato 1 della stazione sono perciò definiti i profili delle esigenze dai quali ci si può atten- Stazioni, Allegato 2 dere un’azione protettiva la più elevata possibile.
Tutte le superfici per le quali valgono gli stessi profili delle esigenze, appartengono Capitolo 3.3 allo stesso comparto con uguale obiettivo. I comparti con uguale obiettivo sono suddivisi in unità di trattamento, secondo lo stato attuale del bosco. La superficie tipo è l’area forestale rappresentativa di un comparto con uguale obiettivo.
La determinazione della necessità d’intervento sulle superfici tipo avviene Capitolo 3.4 con il confronto tra lo stato iniziale e il profilo richiesto, tenendo conto dell’evoluzione Formulari, Allegato 4 naturale del bosco.
L’attuazione degli interventi si basa sui risultati della valutazione sulle superfici Capitolo 4 tipo. Una rete di superfici tipo e le basi pianificatorie adatte costituiscono la premessa Impiego del legname, per cure mirate nel bosco di protezione. Allegato 7
L’obiettivo del controllo dell’efficacia è la realizzazione di un bosco di protezione Capitolo 5 con efficacia durevole nel modo più efficiente possibile.
Nel controllo dell’eseguito si verifica se i provvedimenti pianificati sono stati ese- Capitolo 5.2 guiti nel luogo appropriato e a regola d’arte. Controllo dell’eseguito, Allegato 3
Con l’analisi dell’effetto sulle superfici tipo si verifica l’effetto sullo stato del bosco Capitolo 5.3 sia degli interventi eseguiti che della loro omissione intenzionale. Questo strumento è Analisi dell’effetto, Allegato 3 utilizzato ai fini della regolazione del processo.
Con il controllo del raggiungimento dell’obiettivo si verifica fino a che punto Capitolo 5.4 lo stato del bosco corrisponde ai profili richiesti.
L’analisi degli obiettivi deve fornire indicazioni utili sull’adeguatezza dei profili Capitolo 5.5 stabiliti.
NaiS Introduzione 11
1.2 Il progetto
«Continuità nel bosco di protezione L’importanza del legno come materia prima deve e controllo dell’efficacia (NaiS)» essere considerata anche nel bosco di protezione. Da un lato, il margine di manovra proposto deve essere La presente pubblicazione è uno strumento usato per trovare soluzioni economicamente vantagrivolto agli operatori sul terreno, finalizzato a garangiose. Dall’altro, vi sono situazioni nelle quali il legname tire in modo durevole l’efficacia del bosco di protedeve essere lasciato nel popolamento, per ragioni ecozione con un investimento minimo. Essa può servire logiche o tecniche inerenti la protezione. I supporti decianche alle autorità come strumento per l’impiego sionali per tali situazioni sono stati migliorati. efficiente delle finanze pubbliche. La legge forestale svizzera del 1991 sancisce che i Can- Nell’ambito della delimitazione di riserve forestali, nel toni devono assicurare delle cure minime nei boschi con fun- bosco di protezione possono sorgere dei conflitti d’intezione protettiva (art. 20 cpv. 5 LFo). Secondo l’articolo 19 resse. Nelle istruzioni sono indicate le condizioni staziocapoverso 4 dell’OFo le cure mimime per mantenere la fun- nali che permettono di associare gli obiettivi ecologici zione protettiva consistono in misure che si limitano a conser- alle esigenze richieste per il bosco di protezione. vare durevolmente la continuità del popolamento. Per con- Il controllo dell’efficacia è un elemento determinante tribuire all’applicazione di tali disposizioni, nel 1996 l’UFAFP ai fini dell’efficienza ed efficacia delle cure nel bosco di ha pubblicato le istruzioni «Cure minime per boschi con fun- protezione. Questa parte è stata approfondita e migliozione protettiva». Questo manuale, esaurito nel frattempo, rata. Dal momento che la procedura è stata sperimenha riscosso un rapido consenso nella pratica ed è stato impie- tata da molti forestali di montagna, si dispone ora di gato per la pianificazione e l’esecuzione di progetti forestali. una soluzione adatta all’attuazione pratica.
La presente edizione, ampliata e migliorata rispetto a quella Le istruzioni, oltre a fornire una descrizione dei requiprecedente, ne riprende i principi fondamentali sviluppan- siti per una strategia pianificatoria, presentano numedoli ulteriormente. Nell’ambito del progetto «Continuità nel rosi punti di contatto con la pianificazione e sono tra bosco di protezione (NaiS)» sono stati rielaborati in modo l’altro compatibili con il piano forestale regionale, il particolare i seguenti aspetti: piano di gestione o con le procedure d’inventario. La prima edizione è stata concepita solo per la regione L’obiettivo della rielaborazione consisteva nel raggrupalpina. In linea di principio, il metodo vale ovunque e pare le conoscenze disponibili riguardo agli aspetti più imporpuò essere ripreso direttamente. Per la presente editanti e creare un legame con le esperienze fatte finora. Ciò è zione sono state trattate molte altre stazioni, in modo stato possibile grazie alla stretta collaborazione degli autori da permettere l’impiego delle istruzioni in tutta la Svizcon specialisti provenienti dalla ricerca e operatori sul terreno. zera. Ne è scaturita una pubblicazione che corrisponde allo stato Gli aspetti che riguardano la rinnovazione occupano attuale delle conoscenze e riscuote ampio consenso. quasi sempre una posizione di primo piano nella cura Le istruzioni, strutturate in modo tale da facilitarne la dei boschi di montagna. La formulazione di valori auspi- consultazione, sono molto esaustive e contengono una notecati per la continuità della rinnovazione costituisce un vole quantità d’informazioni. La parte introduttiva è succinta elemento importante dell’obiettivo selvicolturale. I pro- e fornisce informazioni sugli obiettivi e sui principi generali, fili richiesti sono stati completati con criteri valutabili illustrando i passi più importanti da compiere per garantire concernenti la rinnovazione. cure efficaci nel bosco di protezione, in base al principio della Negli ultimi anni sono state rielaborate e perfezionate continuità. La parte applicativa è suddivisa in 10 Allegati. numerose basi nell’ambito dei pericoli naturali. Queste L’operatore ha la possibilità di attingervi le informazioni di cui
sono state integrate e completate da un testo esplica- ha bisogno per risolvere i suoi problemi specifici e che corritivo nelle nuove istruzioni. spondono alla sua regione.
12 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
2 Quale significato hanno le cure secondo il principio della
continuità nel bosco di protezione?
2.1 Cure selvicolturali e azione protettiva
di garantire uno stato del bosco tale da consentire l’azione Il bosco protegge le persone e i beni materiali dai peri- più efficace possibile sul processo dei pericoli, riducendo al coli naturali: ostacola l’insorgere dei processi o ne riduce minimo il rischio di danni. le conseguenze. La delimitazione del bosco di protezione Lo stato auspicato del bosco è definito in funzione dei avviene in base alla valutazione del potenziale dei pericoli e pericoli naturali e delle condizioni stazionali locali. Sono fissati dei danni, nonché dell’azione potenziale del bosco. Questa i cosiddetti profili delle esigenze. Questi descrivono gli stati delimitazione è disposta dalle autorità e non è trattata nelle del bosco che lasciano prevedere un’azione protettiva elevata presenti istruzioni. (Fig. 1). I profili richiesti si basano sulle seguenti caratteristi- Le cure nel bosco di protezione si basano sull’assunto di che: la composizione e mescolanza delle specie, la tessitura, una relazione diretta tra la riduzione dei rischi e lo stato del la presenza di alberi stabili e la rinnovazione. bosco. L’obiettivo delle cure nel bosco di protezione è quello
I profili delle esigenze descrivono stati del bosco che Cure nel bosco di protezione lasciano prevedere un’azione protettiva elevata.
Stato del bosco
Azione del bosco
Fig. 1: L’obiettivo delle cure nel bosco di protezione è quello di garantire uno stato del bosco tale da lasciare prevedere un’azione profettiva elevata.
La continuità nel bosco di protezione presuppone che È difficile provare in modo diretto l’influsso delle cure lo stato auspicato del bosco possa essere garantito a lungo nel bosco di protezione sulla prevenzione dei pericoli naturali, termine nel luogo appropriato. Un bosco che protegge dalla poiché tra l’intervento selvicolturale e gli effetti dello stesso caduta di sassi, per esempio, è efficace solo se sovrasta diret- sullo stato del bosco trascorre parecchio tempo e gli eventi tamente l’oggetto da proteggere e presenta il numero d’al- naturali si verificano in modo sporadico e irregolare. L’effiberi necessario a lungo termine e in modo continuo. cacia degli interventi di cura si misura perciò innanzitutto in
NaiS Quale significato hanno le cure secondo il principio della continuità nel bosco di protezione? 13
base agli effetti sullo stato del bosco piuttosto che diretta- 2.2 Sette principi fondamentali mente sui pericoli, tenendo conto anche dell’evoluzione natu- Le cure nei boschi di protezione possono essere disporale del bosco stesso . ste dai Cantoni nell’interesse pubblico (cap. 6, Basi legali). I Il controllo dell’efficacia deve garantire che le cure nel provvedimenti decretati sono indennizzati nell’ambito della bosco di protezione siano efficienti ed efficaci. Questo strulegge. Il denaro pubblico deve tuttavia essere impiegato nel mento va inteso innanzitutto come un sistema per il conmodo più efficiente ed efficace possibile. Gli interventi decretrollo della gestione, che serve all’operatore sul terreno per tati e indennizzati con denaro pubblico devono perciò soddiperfezionare costantemente la sua competenza professiosfare i sette principi seguenti: nale e, pertanto, per indirizzare nella direzione giusta l’evoluzione del bosco con uno sforzo il più possibile contenuto.
1 Adeguati all’obiettivo di protezione
Un altro compito del controllo dell’efficacia è quello di veri- Le cure nei boschi di protezione servono esclusivaficare l’azione del bosco. Il controllo d’efficacia diventa così mente alla riduzione dei pericoli naturali. uno strumento per garantire la continuità nel bosco di protezione. 2. Nel luogo appropriato Le cure sono effettuate dove il bosco può impedire o ridurre l‘azione dei pericoli naturali su persone o beni materiali.
3 Al momento giusto
Le cure sono da eseguire quando è possibile ottenere un effetto ottimale con un investimento minimo.
4 In sintonia con l’ambiente naturale
Le cure vanno messe in relazione con le condizioni stazionali. In questo modo è possibile sfruttare le forze dell’evoluzione naturale del bosco.
5 Concreti, trasparenti, coerenti e controllabili
Le cure sono stabilite sul posto da specialisti. In questo modo si possono considerare le variabilità stazionali su piccola scala. Il processo decisionale si svolge sempre nello stesso modo, è documentato e, pertanto, reso trasparente e controllabile.
6 Efficaci
Le cure portano con elevata probabilità al raggiungimento dell’obiettivo.
7 Obiettivo realizzabile con uno sforzo
proporzionato Le cure presentano un rapporto equilibrato tra costi e benefici.
Le esigenze poste alle cure nei boschi di protezione e gli strumenti proposti nelle presenti istruzioni servono a mettere in pratica detti principi.
14 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
3 Determinazione della necessità d’intervento
3.1 Principio
Sussiste necessità d’intervento nel caso in cui lo stato La determinazione della necessità d’intervento avviene previsto del bosco sia peggiore rispetto al profilo minimo stamediante il paragone tra lo stato attuale del bosco e il profilo bilito e se per il miglioramento è possibile indicare provverichiesto, tenendo conto della dinamica naturale del bosco. dimenti efficaci e proporzionati. Dato che la definizione dei Il profilo minimo, vale a dire le esigenze minime in base provvedimenti richiede un’analisi approfondita della situaal pericolo naturale determinante della stazione (cap. 3.2), zione, tale analisi si concentra su una selezione di superfici serve da unità di riferimento per questo paragone. Valutando rappresentative, dette anche superfici tipo (o parcelle testila probabile evoluzione del popolamento in assenza d’inter- mone). venti per i prossimi 50 anni, si tiene conto anche della dinamica naturale del bosco. Il paragone si esegue per tutte le caratteristiche salienti del popolamento.
Esigenze minime Esigenze minime in base ai pericoli in base alla stazione Stato attuale del bosco naturali Allegato 1 Allegato 2
Previsione evolutiva in assenza d’interventi durante i prossimi 10 e 50 anni
Stato presumibile Profilo minimo tra 50 anni
La necessità d’intervento deriva dal paragone dello stato previsto tra 50 anni con il profilo minimo
Fig. 2: Schema per la determinazione della necessità d’intervento
NaiS Determinazione della necessità di intervento 15
3.2 Profili delle esigenze
alberi stabili), la rinnovazione (attecchimento e crescita > I profili richiesti descrivono stati del bosco che lasciano strato erbaceo) e il substrato germinativo. Sono indicati due prevedere un’azione protettiva elevata nei confronti dei peri- profili: da un lato l’obiettivo selvicolturale a lungo termine coli naturali e che possono essere conservati durevolmente (profilo ideale) e dall’altro l’unità di misura per la necessità con un investimento minimo di tempo e risorse. Il profilo, d’intervento (profilo minimo). Il contenuto delle esigenze si composto dalle esigenze stabilite in base alla stazione e in fonda soprattutto sulla ricerca, su osservazioni in natura e base ai pericoli naturali, fornisce informazioni sulle esigenze sulle esperienze pratiche. per il popolamento (composizione e mescolanza, tessitura
Pericolo naturale: Stazione: Caduta sassi nella zona di transito Abieti-faggeta tipica dei suoli carbonatici (18M) diametro determinante dei sassi ca. 50 cm esigenze: vedi Allegato 2B esigenze: vedi Allegato 1
Caratteristiche di popolamento Profilo minimo Profilo ideale e albero singolo Composizione e mescolanza Fa 30 - 80 % Fa 40 - 60 % specie e grado AbB 10 - 60 % AbB 30 - 50 % Pe 0 - 30 % Pe 0 - 20 % AcM alberi da seme AcM, Fra 10 - 30 % Tessitura distribuzione DPU Sufficienti alberi con capacità di sviluppo Sufficienti alberi con capacità di sviluppo in almeno 2 diverse classi di diametro/ha in almeno 3 diverse classi di diametro/ha
Alberi singoli, Alberi singoli, eventualmente orizzontale eventualmente microcollettivi microcollettivi, grado di chiusura leggero
Almeno 300 alberi/ha con DPU > 24 cm Almeno 400 alberi/ha con DPU > 24 cm
Nel caso d’aperture in linea di caduta, distanza degli alberi < 20 m Legname giacente e ceppaie alte: come complemento agli alberi in piedi, se non c’è pericolo di caduta a valle
Alberi stabili chiome Lunghezza delle chiome: AbB almeno 2/3, Lunghezza delle chiome almeno 2/3 Pe almeno 1/2
postura/ancoraggio Alberi a piombo con buon ancoraggio, Alberi a piombo con buon ancoraggio, solo sporadici alberi molto inclinati assenza d’alberi molto inclinati Rinnovazione substrato germinativo Area con forte concorrenza della Area con forte concorrenza della
attecchimento (altezza da 10 a 40 cm) Con grado di copertura < 0,6 presenza Con grado di copertura < 0,6 presenza d’almeno 10 Fa-AbB/a (in media ogni 3 m) d’almeno 50 Fa-AbB/a (in media ogni 1.5 m). Presenza d’AcM nelle aperture Presenza d’AcM nelle aperture
Crescita (stadio di spessina compreso, Almeno 1 ciuffo/ha (da 2 - 5 a, in media Almeno 3 ciuffi/ha (da 2 - 5 a, in media h 40 cm fino a DPU 12 cm) ogni 100 m) o grado di copertura di ogni 60 m) o grado di copertura di almeno il 4% almeno il 7% Composizione e mescolanza conformi Composizione e mescolanza conformi all’obiettivo all’obiettivo Fig. 3: Esempio di profilo richiesto in un’abieti-faggeta tipica dei suoli carbonatici, con caduta di sassi
16 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
Esigenze in base alla stazione: si parte dal presup- Impiegando la stessa unità di riferimento in tutti i boschi di posto che gli stati di maggior stabilità di un bosco si trovino protezione, è possibile innanzitutto distinguere in quali casi nell’ambito della sua evoluzione naturale. Nel caso in cui ci si sono necessarie le cure minime e, in secondo luogo, fissare allontani dalla fase naturale del bosco (p. es. popolamento di delle priorità d’investimento. La determinazione della necespeccio in una faggeta a miglio selvatico, 8), aumenta la sen- sità d’intervento è così coerente. sibilità ai fattori di disturbo (vento, coleotteri, ecc.). Questo Il profilo ideale: il profilo ideale è composto dalle non significa però che tutti gli stati che si possono incontrare esigenze «ideali» in base al pericolo naturale determinante in un bosco naturale siano vantaggiosi in un bosco di prote- (vedi Allegato 1) e dalle esigenze «ideali» in base alla stazione. In particolare le fasi pioniere estese presentano perlozione appropriata (vedi Allegato 2B). Riproduce lo stato del più poca efficacia protettiva. bosco che lascia prevedere la massima efficacia protettiva a Per le «Esigenze in base alla stazione» si seleziona un lungo termine. settore in cui sono ben rappresentate tutte le specie arboree del bosco definitivo e in cui sono presenti anche strutture, L’obiettivo selvicolturale a lungo termine: alberi singoli o collettivi stabili, come pure una rinnovazione l’obiettivo selvicolturale a lungo termine corrisponde normalcontinua. Il processo d’autoregolazione del bosco naturale mente al profilo ideale (azione protettiva più elevata a lungo deve essere utilizzato in modo ottimale, da un lato per evi- termine). In presenza d’altri interessi di rilievo (p. es. spazio tare o minimizzare gli squilibri dell’ecosistema e, dall’altro, vitale del gallo cedrone), può situarsi tra il profilo ideale e per permettere, a lungo termine, il minor investimento possi- quello minimo (azione protettiva sufficiente a lungo termine). bile per le cure. Le esigenze per le singole stazioni sono elen- Il margine di manovra tra il profilo ideale e quello minimo cate nell’Allegato 2. può essere sfruttato anche per minimizzare i costi delle cure a lungo termine. Esigenze in base ai pericoli naturali: per popolamento e alberi singoli sono indicate le esigenze che permet-
I profili delle esigenze sono stati elaborati in collaboratono di prevenire o limitare gli effetti di eventi naturali pericozione con ricercatori e operatori sul terreno e rispecchiano lo losi. Queste esigenze riguardano soprattutto il numero d’alstato attuale delle conoscenze. Considerando la loro elevata beri, le dimensioni delle aperture nel popolamento e il grado importanza per la pratica, essi vanno periodicamente veridi copertura. Nell’Allegato 1 sono elencate le esigenze per ficati nell’ambito di un’analisi degli obiettivi (cap. 5.5). Le i boschi di protezione da fenomeni naturali quali valanghe, caratteristiche e le classificazioni sono state scelte in modo cadute di sassi, alluvioni, frane e colate di fango. da concordare il più possibile con l’Inventario forestale nazio- Il profilo minimo: il profilo minimo è composto dalle nale (IFN). esigenze «minime» in base al pericolo naturale determinante Gli adeguamenti nell’applicazione pratica devono perciò (vedi Allegato 1) e dalle esigenze «minime» in base alla sta- essere effettuati unicamente dove le particolarità stazionali zione appropriata (vedi Allegato 2B). Lascia prevedere un’ef- locali richiedono un simile intervento. In questo caso, le esificacia sufficiente a lungo termine e serve da «unità di riferi- genze in base alla stazione devono essere adeguate a dette mento» per decidere se sussiste una necessità d’intervento. particolarità.
NaiS Determinazione della necessità di intervento 17
3.3 Comparti con uguale obiettivo
Con la delimitazione di comparti con uguale obiettivo si e unità di trattamento ottiene un quadro degli obiettivi a lungo termine delle cure I profili stabiliti in base ai pericoli naturali e alla stazione nel bosco di protezione. Questi comparti costituiscono una non valgono solo per un popolamento singolo, essi possono base per la pianificazione e l’attuazione degli interventi. essere trasferiti su superfici più grandi, con condizioni para- Per singoli comparti con uguale obiettivo e per singole gonabili. Tutte le aree per le quali valgono gli stessi profili unità d’intervento si seleziona un’area il più possibile rapfanno parte del medesimo comparto con uguale obiettivo. presentativa, detta superficie tipo (o parcella testimone). Su In un comparto con uguale obiettivo possono esserci dei quest’area si procederà in seguito alla determinazione della popolamenti con stati del bosco molto differenti, che impli- necessità d’intervento. cano provvedimenti diversi. Le superfici che richiedono gli stessi provvedimenti all’interno di un comparto con uguale Superficie tipo obiettivo sono definite unità di trattamento. Area rappresentativa di un comparto con uguale obiettivo. Le sue dimensioni dipendono dall’omogeneità del popolamento (da 1/2 a 1 ha). Comparto con uguale obiettivo Raggruppamento di popolamenti con uguale profilo. Il lavoro con le superfici tipo permette un’analisi appro- I popolamenti raggruppati non devono necessariamente fondita degli aspetti selvicolturali da valutare e getta le basi formare un’area continua. per il successivo controllo dell’efficacia. L’idea della superficie tipo è quella di permettere di estendere, con le debite proporzioni, le conoscenze acquisite su una superficie limitata a Unità di trattamento Popolamenti che si trovano in uno stato simile e richiedono tutte le superfici dell’unità di trattamento. lo stesso trattamento e sono raggruppati in un comparto con uguale obiettivo. I popolamenti raggruppati non devono necessariamente formare un’area continua.
Comparto con uguale obiettivo A Comparto con Superficie tipo 1 uguale obiettivo B Unità di trattamento 1
Superficie tipo 2 Superficie tipo 3 Unità di trattamento 2 Unità di trattamento 3
Superficie tipo 4 Unità di trattamento 5 Superficie tipo 5 Unità di trattamento Comparto con uguale obiettivo C
Fig.. 4: Un perimetro di pianificazione è suddiviso in comparti con uguale obiettivo e unità di trattamento. La superficie tipo rappresenta una determinata unità di trattamento.
18 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
In regioni con una grande varietà di condizioni stazio- 3.4 Processo decisionale nali è possibile giungere a un numero elevato di comparti sulle superfici tipo con uguale obiettivo e unità di trattamento. Per conservare La determinazione della necessità d’intervento è il passo la visione d’insieme, può essere necessario raggruppare le più importante nella pianificazione delle cure effettuate nel stazioni, prima di formare i comparti con uguale obiettivo. bosco di protezione in base al principio della continuità. In Bisogna però badare a raggruppare solo stazioni simili, con tale ambito si determina un piano di trattamento per i più profili delle esigenze analoghi. Le tabelle «Sintesi delle esi- importanti comparti con uguale obiettivo. Affinché gli intergenze in base alle stazioni», nell’Allegato 2C, servono da sup- venti previsti, o anche l’omissione intenzionale di interventi, porto in tal senso. risultino trasparenti, coerenti e controllabili, devono essere Se è disponibile una carta dei popolamenti con una soddisfatte le seguenti condizioni: descrizione dettagliata degli stessi, i profili richiesti possono essere attribuiti senza delimitare comparti con uguale obiet- Le superfici tipo devono essere rintracciabili senza protivo e unità di trattamento. Ciò è tuttavia possibile solo se si blemi. Gli obiettivi, gli elementi da valutare e il comprenconoscono anche la stazione e il potenziale dei pericoli. sorio delle superfici tipo devono essere stabiliti (Allegato 4, Guida al Formulario 1). La determinazione della necessità d’intervento e le informazioni corrispondenti devono essere registrate in modo da essere comprensibili anche per un altro specialista (Allegato 4, Guida ai Formulari 2 e 3). Le basi per la stima dei costi e la decisione concernente l’impiego del legname devono essere trasparenti (Allegato 4, Guida al Formulario 4). La documentazione deve essere disponibile per il successivo controllo dell’efficacia (cap. 5.3 e Allegato 3, Analisi dell’effetto).
Per la selezione delle superfici tipo in un perimetro di pianificazione, devono essere considerati diversi fattori che sono descritti nel successivo capitolo 4.1. È opportuno allestire le singole superfici tipo sul terreno e raccogliere le informazioni necessarie prima della valutazione selvicolturale. Il Formulario 1 nell’Allegato 4 è previsto a questo scopo. L’analisi delle superfici tipo è svolta sul posto da specialisti. La partecipazione dell’operatore locale a questo processo è importante. Egli apporta le conoscenze del luogo ed è responsabile dell’attuazione appropriata. Il Formulario 2 (Fig. 5) aiuta a illustrare in modo trasparente il processo decisionale.
NaiS Determinazione della necessità di intervento 19
Fig. 5: Il Formulario 2 (cfr. Allegato 4) serve per la determinazione della necessità d’intervento. I giudizi e le decisioni vi sono documentati per il successivo controllo dell’efficacia.
Spiegazione del processo decisionale con il dinamica naturale del bosco per decidere se sono necessari Formulario 2 o meno degli interventi. Dal pericolo naturale determinante (Allegato 1) e dalla Per la decisione, si paragona lo stato previsto tra 50 stazione (Allegato 2B) risulta il profilo minimo. L’Allegato anni per tutte le caratteristiche con il profilo minimo. Nel 2A comprende anche un supporto per la determinazione caso in cui questo stato sia peggiore del profilo minimo, della stazione. si cercano dei provvedimenti efficaci per raggiungere In seguito, sulla superficie tipo, si rileva lo stato attuale un’evoluzione favorevole. Se i provvedimenti proposti posdelle caratteristiche ricorrenti (composizione e mescolanza, sono essere ritenuti proporzionati, sussiste necessità d’intessitura, alberi stabili, substrato germinativo, attecchimento tervento. Nel caso in cui sussista necessità d’intervento, e crescita > strato erbaceo). In molti casi è utile e necessario i provvedimenti corrispondenti sono pianificati tenendo in rilevare ulteriori informazioni (Allegato 4, Formulario 3). considerazione lo stato ideale quale obiettivo selvicolturale Dato che anche senza interventi il bosco cambia costan- a lungo termine. Per il successivo controllo dell’efficacia è temente, per tutte le caratteristiche viene formulata una pre- importante documentare anche la rinuncia volontaria all’esevisione relativa all’evoluzione naturale del bosco nei cuzione di interventi. prossimi 10 e 50 anni. L’evoluzione presunta è visualizzata Oltre allo stato attuale, per la valutazione dell’urgenza mediante frecce. Con questa procedura si tiene conto della si deve soprattutto considerare con che rapidità e in quale
20 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
direzione il popolamento può evolvere senza interventi.
3.5 Determinazione dei provvedimenti
Secondo il principio fondamentale 3 (cap. 2.2), vale la regola per un perimetro di pianificazione in base alla quale le cure sono da eseguire quando è possibile Le informazioni ottenute sulla superficie tipo forniscono ottenere un effetto ottimale con un investimento minimo. una buona visione d’insieme degli interventi e dei costi per Con gli obiettivi parziali si fissa un obiettivo inter- un perimetro di pianificazione. La precisione dipende tuttamedio per un periodo di 5 - 10 anni, in considerazione del- via dalla molteplicità delle unità di trattamento, dalla qualità l’obiettivo selvicolturale a lungo termine. Gli obiettivi parziali della carta dei popolamenti, come pure dall’ubicazione scelta diventano una misura di controllo importante per la succes- per le superfici tipo (cap. 4.1). siva analisi dell’effetto (Allegato 3). L’attuazione degli interventi all’interno di un perimetro Per fissare gli obiettivi parziali c’è un certo margine di di pianificazione presuppone obiettivi e provvedimenti per manovra. L’obiettivo parziale costituisce normalmente un tutte le unità d’intervento, determinati con un’analisi attuale passo intermedio in direzione dello stato ideale e, in linea di e trasparente. principio, non deve essere inferiore al profilo minimo. Questa Di regola, le decisioni prese sulle superfici tipo servono esigenza non può sempre essere rispettata se lo stato di par- come riferimento per tutte le unità d’intervento all’interno tenza è scadente. Se lo stato di partenza lo permette, è pos- dell’unità di trattamento in questione. Le informazioni corsibile tenere in considerazione altri interessi legati al bosco, rispondenti, in particolare il genere e l’ampiezza degli interoltre a quello della protezione dai pericoli (p. es. la prote- venti (Formulario 2), possono essere riprese direttamente. zione della natura o la produzione di legname, cfr. Allegato Va da sé che l’operatore dovrà in ogni caso ancora adeguare 4, Formulario 2). l’intervento alla situazione specifica del posto e allo stato Il risultato di questo processo decisionale può essere attuale. considerato anche per la stima dei costi (Allegato 4, For- Nel caso in cui un’unità d’intervento non sia rappresenmulario 4). In questo contesto è importante anche la deci- tata da una superficie tipo (assenza di superfici tipo con lo
sione concernente l’impiego del legname. Bisogna stesso profilo richiesto e in analogo stato), i provvedimenti innanzi tutto verificare se, per motivi ecologici o relativi alla possono essere determinati immediatamente prima dell’interprotezione, si deve lasciare legname nel popolamento (cfr. vento, in modo analogo alla procedura adottata sulle super- Allegato 7). fici tipo (Formulario 2). Dal momento che, contrariamente a La procedura descritta in precedenza serve normal- quanto accade per le superfici tipo, su queste superfici non mente sia per la pianificazione, sia per il controllo di gestione. si faranno osservazioni a lungo termine, le esigenze riguardo L’esperienza insegna che per la stima dei costi sono sovente al grado di dettaglio e alla precisione dei rilevamenti sono necessarie delle informazioni concernenti altre unità di trat- ridotte. Questa procedura offre il notevole vantaggio di una tamento. In questi casi è perciò raccomandabile l’analisi di pianificazione selvicolturale sempre attuale, poiché la pianiulteriori superfici con l’aiuto dei Formulari 2 e 4. Questa non ficazione e l’esecuzione sono vicine nel tempo. deve tuttavia essere approfondita come nel caso delle super- In questo modo si raccolgono le informazioni più imporfici dove si prevede un’osservazione a lungo termine. tanti richieste per il programma annuale e per il preventivo. Nel caso in cui sia disponibile una descrizione aggior- Tali informazioni permettono inoltre di semplificare il connata dei popolamenti, questa può essere impiegata per la trollo dell’eseguito sul terreno (cap. 5.2 e Allegato 3, Conquantificazione più precisa degli interventi e dei costi. trollo dell’eseguito).
NaiS Determinazione della necessità di intervento 21
4 Esigenze per un orientamento pianificatorio
4.1 Rete di superfici tipo
obiettivo dalla superficie più estesa e le unità di trattamento L’allestimento e la gestione di superfici tipo richie- con elementi selvicolturali difficili da valutare. Nel caso che dono un impegno relativamente importante. È perciò oppor- i popolamenti all’interno di un comparto con uguale obiettuno procedere a una selezione accurata, in modo da poter tivo abbiano la stessa struttura, è possibile che sia sufficiente garantire a lungo termine la raccolta di informazioni ed espe- un’unica superficie tipo. Se i popolamenti differiscono chiararienze. mente, può essere necessario delimitare diverse unità di trat- Dal momento che la superficie tipo è rappresentativa tamento con relativa superficie tipo all’interno dello stesso per molti altri popolamenti, su di essa è possibile definire comparto con uguale obiettivo. La selezione mirata delle il profilo richiesto, determinare la necessità d’intervento ed superfici di rilievo è facilitata dalla presenza di una cartoesaminare l’effetto di certi interventi. Le conoscenze otte- grafia contenente descrizioni dettagliate dei popolamenti. nute e le esperienze fatte sulla superficie tipo possono essere Nell’ambito della selezione si tratta anche di indiriportate su tutti i popolamenti all’interno dell’unità d’inter- care gli obiettivi selvicolturali concreti per una regione (p. vento. es. una regione che dispone di una pianificazione forestale) e di giustificarli, di fronte alla popolazione, in con- Importanza delle superfici tipo formità a quanto deve essere fatto nel bosco di protezione. La determinazione della necessità d’intervento (cap. 3) si limita a poche superfici. È invece opportuno appro- Numero: in linea di massima, la molteplicità delle fondire nel dettaglio gli aspetti selvicolturali. condizioni naturali determina il numero dei comparti con Si mettono a disposizione delle basi e informazioni uguale obiettivo e delle unità di trattamento e, pertanto, importanti per la pianificazione (obiettivo, aspetti delle superfici tipo. La determinazione del numero di superessenziali degli interventi, stima dei costi, analisi del- fici tipo costituisce tuttavia un processo d’ottimizzazione. l’effetto). Da un lato, deve essere rappresentata da superfici tipo una proporzione possibilmente elevata del bosco di pro- La precisione nel valutare, osservare e documentare
tezione e, dall’altro, l’investimento per la gestione deve l’evoluzione del bosco sulle superfici tipo costituisce la essere appropriato. Le considerazioni elencate in seguito premessa per l’analisi dell’effetto selvicolturale come possono aiutare a compiere una selezione adeguata: parte del controllo dell’efficacia (cap. 5). Raggruppando le stazioni con profili delle esigenze La gestione delle superfici tipo migliora la compesimili, si riduce il numero dei comparti con uguale obiettenza dell’operatore locale (perfezionamento sul posto tivo. di lavoro) e garantisce una rapida messa in pratica delle conoscenze ottenute. La superficie tipo costitui- Le unità di trattamento con una superficie estesa sono sce perciò la base per la regolazione del processo nel- le più importanti. l’ambito delle cure nel bosco di protezione (controllo di Le unità di trattamento per le quali l’effetto dei provgestione). vedimenti selvicolturali è incerto sono importanti per Le superfici tipo forniscono delle basi per la forma- l’analisi dell’effetto. zione e il perfezionamento professionale e permettono Le superfici tipo devono essere delimitate soprattutto un’informazione convincente anche a livello di relazioni dove si presume di poter raggiungere l’obiettivo anche pubbliche. con interventi alternativi o addirittura senza interventi.
Selezione: la selezione delle superfici tipo ha luogo Per la pianificazione, la necessità d’intervento può in base alla suddivisione di un perimetro di pianificazione in essere valutata anche su superfici supplementari (Forcomparti con uguale obiettivo e unità d’intervento. In pra- mulario 2), che non saranno impiegate in seguito come tica, è sovente difficile selezionare una superficie tipo per superfici tipo. ogni unità d’intervento. Per la selezione delle superfici, con- L’impiego di un piano relativo alle superfici tipo è posviene preparare una tabella contenente i comparti con uguale sibile anche a livello «sovraziendale», consentendo agli
22 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
operatori di una regione di collaborare su superfici tipo osservazioni sulle superfici tipo. L’abbinamento con la pianiche sconfinano dai limiti del loro settore. ficazione forestale costituisce un provvedimento per garan- Le esperienze fatte finora indicano che un forestale con tire la continuità. un settore tradizionale può gestire in media da 3 a 7 superfici Gestione: i servizi forestali cantonali devono accertarsi tipo e che è necessaria una superficie tipo all’incirca ogni 50 - che l’allestimento, la gestione e la valutazione delle superfici 100 ha d’area boscata da trattare. Ciò dovrebbe permettere tipo siano svolti in modo accurato e competente dalle perdi rappresentare i problemi più importanti del bosco di pro- sone giuste. La partecipazione dell’operatore locale a questo tezione con delle superfici tipo evitando oneri eccessivi per processo è determinante. I responsabili delle superfici tipo gli operatori, che hanno comunque sufficienti possibilità per devono essere formati adeguatamente. osservare l’effetto dei loro interventi. L’esempio di Weesen- Amden riportato nell’Allegato 8 illustra come possono essere selezionate le superfici tipo. 4.2 Basi e premesse per la pianificazione La competenza della pianificazione forestale spetta ai Dimensioni: l’estensione di una superficie tipo è Cantoni. In questa sede sono perciò illustrate solo le condideterminata innanzitutto dalla struttura del popolamento. In zioni minime che devono essere soddisfatte per rendere posgenerale, vale la regola secondo cui in popolamenti omogesibili le cure nei boschi di protezione secondo il principio della nei devono essere selezionate superfici più piccole e in popocontinuità ai sensi delle presenti istruzioni. La definizione e lamenti eterogenei superfici più grandi. L’esperienza mostra la delimitazione del bosco di protezione avvengono a livello che la grandezza «giusta» si situa di solito tra 0,5 e 1 ha. Le superiore e non sono oggetto di questa pubblicazione. superfici di circa 1 ha si prestano per esempio per valutare le fustaie disetanee di montagna, mentre le superfici di 0,5 ha Perimetro di pianificazione: la pianificazione delle sono adatte per le aree in rinnovazione, compreso lo stadio cure nei boschi di protezione deve aver luogo su unità di
di perticaia. Dato che la superficie tipo deve essere monito- grandi dimensioni. Il perimetro di pianificazione deve essere rata a lungo termine e che in comparti omogenei con uguale selezionato in modo da permettere agli esecutori (proprietari obiettivo si persegue il miglioramento delle strutture, si deve di bosco, servizio forestale) e ai beneficiari (p. es. Comune) di evitare la selezione di superfici tipo troppo piccole anche in un comprensorio di identificarsi con la pianificazione e anche caso d’omogeneità. di sentirsene responsabili. È raccomandabile combinare la pianificazione delle cure nel bosco di protezione con la pia- Qualità e impegno: considerando l‘elevata impornificazione aziendale. Le esperienze hanno mostrato che nei tanza delle superfici tipo per le cure nel bosco di protezione, i perimetri di piccole dimensioni c’è la tendenza a eseguire in rilevamenti e le osservazioni devono essere affidabili e la loro un breve lasso di tempo interventi relativamente frequenti ricostruzione temporale e locale deve essere possibile. Ciò e intensi. Nel caso dei perimetri di pianificazione più grandi richiede accuratezza nei rilevamenti e nella documentazione e completi, sussiste una garanzia migliore che gli interventi ed è possibile solo se c’è sufficiente tempo a disposizione. saranno eseguiti nel momento e al posto giusto. Inoltre, la L’esperienza mostra che per l’allestimento di una superficie delimitazione di comparti con uguale obiettivo e d’unità di tipo (con documentazione) si deve calcolare uno o due giorni trattamento si presta bene per perimetri di pianificazione più di lavoro per un gruppo di due persone. L’investimento per grandi e la corrispondente distribuzione di superfici tipo può le osservazioni successive varia con le caratteristiche che si essere allestita e gestita a lungo termine. vogliono rilevare e con la frequenza delle osservazioni. In media si può calcolare mezza giornata per superficie e anno Basi pianificatorie: la delimitazione di comparti con (con documentazione). uguale obiettivo e di unità di trattamento richiede la disponibilità di informazioni concernenti il bosco di protezione, la Continuità: la valenza dell’analisi dell’effetto aumenta stazione e lo stato del bosco. con la durata del periodo d’osservazione; la risposta a molte
domande può dunque essere fornita solo dopo anni o Perimetro del bosco di protezione: per la pianifidecenni. È perciò importante garantire la continuità delle cazione delle cure nel bosco di protezione deve essere dispo-
NaiS Esigenze per un orientamento pianificatorio 23
nibile una cartografia dei boschi di protezione, con informa- Per fissare delle priorità all’interno di un perimetro di zioni concernenti il potenziale dei pericoli. La valutazione dei pianificazione, si può far capo alle possibilità esposte qui di processi di pericolo, la delimitazione dei bacini imbriferi e la seguito: valutazione del potenziale dei danni pertengono ad altri livelli Comparti con uguale obiettivo e differente impordi pianificazione. Le istruzioni forniscono un supporto pre- tanza: le informazioni concernenti il contributo potenzioso per valutare l’azione potenziale del bosco. Nell’Allegato ziale del bosco contro i pericoli naturali (grande, medio, 1 sono raggruppate le conoscenze concernenti le relazioni tra piccolo, nell’Allegato 1) e le indicazioni concernenti la i processi di pericolo e gli effetti del bosco. selvicoltura per le diverse stazioni (Allegato 2) permet- Stazione: per la delimitazione di comparti con uguale tono una valutazione differente dei comparti con uguale obiettivo e per l’attuazione mirata degli interventi pianificati, obiettivo per quanto riguarda l’importanza degli interè richiesta una visione d’insieme su tutte le associazioni fore- venti di cura. stali. Nel caso ideale si tratta di una carta delle stazioni per Unità di trattamento con differente grado d’urgenza: tutto il perimetro; ad ogni modo si devono conoscere perlo- la delimitazione delle unità di trattamento, in combimeno le stazioni per ogni popolamento. La carta delle sta- nazione con la determinazione dei gradi d’urgenza zioni ha il vantaggio di contenere tutte le informazioni neces- sulle superfici tipo, fornisce una panoramica sullo stato sarie per la pianificazione e l’esecuzione. In assenza di una attuale del bosco e permette di riconoscere gli elementi carta, l’operatore deve saper valutare le condizioni stazionali essenziali per agire. Con questa visione d’insieme e in modo da poter scegliere i profili adatti nell’ambito d’ogni conoscendo gli influssi economici attuali quali la situaintervento. zione sul mercato del legno, la disponibilità di mezzi Stato del bosco: per delimitare le unità di trattamento e le condizioni aziendali, diventa possibile scaglionare all’interno di un comparto con uguale obiettivo è necessaria opportunamente gli interventi.
una visione d’assieme sullo stato dell’intero bosco. Le carte Continuità: la continuità deve essere garantita a lungo dei popolamenti sono adatte a questo scopo. Forniscono un termine. Le cure nel bosco di protezione non possono essere buon quadro dello stato del bosco anche le carte dei popo- considerate alla stregua di un unico risanamento di popolalamenti secondo le strutture, che rilevano i seguenti criteri: menti trascurati. L’operatore deve avere la possibilità di ricremescolanza delle specie, area basimetrica, altezza domi- dersi sulle decisioni prese e di riordinare le priorità di volta nante, strati del popolamento, ecc. Il rilevamento dello stato in volta. I fondi stanziati per l’esecuzione degli interventi nei del bosco deve essere in ogni caso armonizzato con il piano progetti tradizionali erano previsti per un periodo tra i 5 e i di gestione forestale. Tanto più precisi sono i dati a disposi- 10 anni. Molti operatori tendevano piuttosto a massimizzione, quanto più diventa semplice e precisa la pianificazione zare i provvedimenti, poiché non sapevano se le cure nel selvicolturale. Nell’ambito dell’applicazione pratica, l’ope- bosco di protezione sarebbero state sovvenzionate anche ratore deve adeguare i provvedimenti pianificati allo stato dopo la conclusione del progetto. Nel caso in cui la continuità d’ogni popolamento da trattare. fosse garantita, è più facile aspettare l’evoluzione naturale e Obiettivi: con la delimitazione di comparti con uguale rinviare gli interventi. L’impostazione di queste istruzioni è obiettivo si fissano gli obiettivi a lungo termine per il bosco di basata su cure nel bosco di protezione a lungo termine e in protezione. I profili richiesti servono da base. È raccomanda- base al principio della continuità. bile l’integrazione dei comparti con uguale obiettivo nella pia- Periodi di pianificazione: le esperienze fatte finora nificazione superiore, per esempio nel piano forestale regio- nell’ambito delle cure nel bosco di protezione e nel bosco nale, vista la sua elevata importanza per la popolazione. di montagna indicano che l’influsso dell’operatore è infe- Priorità: le priorità possono essere fissate a diversi riore al previsto. Dagli esami svolti nelle aree d’osservazione livelli. Si tratta perciò di decidere quali superfici hanno priorità del Gruppo svizzero di selvicoltura di montagna risulta che
rispetto ad altre. Una valutazione ha luogo già a livello supe- una proporzione importante dei cambiamenti è prodotta da riore, al momento della delimitazione dei boschi di protezione. influssi naturali (tempeste, valanghe, scolitidi, selvaggina, Questa non è tuttavia oggetto della presente pubblicazione. ecc.). Per essere efficaci, le cure nel bosco di protezione de-
24 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
vono perciò essere messe in relazione con l’evoluzione natu- zate a breve termine, nel quadro del programma annuale e rale. La situazione deve essere rivalutata immediatamente del preventivo. prima dell’esecuzione di ogni intervento. Controllo dell’efficacia: con il controllo dell’effica- Queste esperienze mostrano che, nello spazio di pochi cia devono essere sorvegliate le conseguenze delle cure nel anni, le pianificazioni dettagliate sono sovente superate dalbosco di protezione (cap. 5). Nell’orientamento pianificatorio l’evoluzione. È opportuno fissare gli obiettivi a lungo termine, deve essere integrato un metodo adatto allo scopo. come proposto nell’ambito della delimitazione dei comparti con uguale obiettivo. Con l’aiuto delle superfici tipo è possi- Gestione integrale dei pericoli naturali: il bosco bile fissare la necessità d’intervento a medio termine (5 - 10 costituisce una protezione importante, ma non l’unica, nei anni) e stimare l’entità dei costi. Queste stime dei costi sono confronti dei pericoli naturali. Le cure nel bosco di proteda considerare come tappe nell’ambito dei crediti concessi zione devono perciò essere considerate come elemento di una per le cure nel bosco di protezione a lungo termine. L’appli- gestione integrale dei pericoli naturali, assieme ai provvedicazione e la pianificazione dell’esecuzione vengono realiz- menti della pianificazione del territorio e agli interventi tecnici.
NaiS Esigenze per un orientamento pianificatorio 25
5 Controllo dell’efficacia
5.1 Obiettivo e visione d’insieme 5.2 Controllo dell’eseguito
L’obiettivo del controllo dell’efficacia nel bosco di prote- Nel controllo dell’eseguito si verifica se gli interventi piazione è la realizzazione di un’efficacia protettiva elevata nel nificati sono stati eseguiti nel luogo appropriato e a regola modo più efficiente possibile. d’arte. Ai sensi dei sette principi fondamentali formulati in pre- Domanda: Come si garantisce la realizzazione di cedenza, l’esecuzione degli interventi nell’ambito delle cure una selvicoltura efficace nel luogo appropriato e in nel bosco di protezione deve essere controllabile e la loro effi- conformità all’obiettivo? cacia deve poter essere provata. Con un controllo di gestione Soluzione: L’applicazione delle cure nel bosco di adeguato, si deve provvedere nel modo più rapido possibile protezione deve essere verificabile sul terreno, per alla messa in pratica delle nuove conoscenze ed esperienze. mezzo di semplici esami per campione. Il controllo dell’efficacia comprende i quattro livelli Dato che l’obiettivo del controllo dell’efficacia è una seguenti: selvicoltura dalla massima efficacia, le conoscenze acquisite 1. Controllo dell’eseguito: gli interventi pianificati sono stati nella valutazione delle superfici tipo e dalla successiva anaeseguiti nel luogo appropriato e lisi dell’effetto devono essere messe in pratica nel modo più a regola d’arte? rapido ed esteso possibile.
2 Analisi dell’effetto: quale effetto producono sullo Il controllo dell’eseguito è necessario, onde permettere
stato del bosco gli interventi ese- alle autorità forestali dei Cantoni e della Confederazione d’inguiti o gli interventi volutamente formare il pubblico in modo affidabile riguardo all’esecuzione omessi? delle cure selvicolturali nel luogo appropriato, in conformità 3. Controllo del raggiun- alla pianificazione e a regola d’arte. Devono essere possigimento degli obiettivi: fino a che punto lo stato del bosco bili dei controlli sul posto, con un impiego minimo di docucorrisponde ai profili richiesti? mentazione. A questo scopo sono necessari un piano d’esecuzione e una spiegazione sommaria dei provvedimenti per
4 Analisi degli obiettivi: i profili fissati sono adeguati e
ogni unità d’intervento. opportuni? Nell’Allegato 3 sono illustrate le premesse e la proce- Il controllo di gestione corrisponde a un processo costi- dura per il controllo dell’eseguito. tuito da pianificazione, applicazione, controllo e gestione finalizzata e si fonda soprattutto sui due livelli di controllo rappresentati dal controllo dell’eseguito e dall’analisi dell’effetto. Il controllo del raggiungimento degli obiettivi fornisce 5.3 Analisi dell’effetto informazioni per la pianificazione forestale superiore. L’analisi Con l’analisi dell’effetto si verifica se gli interventi esedegli obiettivi verifica in linea di massima il grado d’opportu- guiti o la loro omissione mirata producono l’effetto previsto nità degli obiettivi e, in particolare, dei profili richiesti. sullo stato del bosco. L’obiettivo del controllo dell’efficacia richiede particolare Domanda: Come fa l’operatore a decidere quali attenzione e presuppone il contributo di diversi specialisti per interventi possono essere attuati e a quali condizioni? la soluzione dei problemi nei diversi livelli. Per permettere di capire meglio la necessità dei quattro diversi livelli di con- Soluzione: L’operatore osserva e documenta l’eftrollo, cosa deve essere «controllato» e a chi spetta la respon- fetto dei provvedimenti o della loro omissione consasabilità, detti livelli sono presentati singolarmente. È impor- pevole sulla superficie tipo. Le esperienze che ne deritante sapere che i quattro livelli non costituiscono il prodotto vano gli permettono di curare il bosco di protezione di una teoria, bensì il risultato del confronto con domande in modo vieppiù efficace. concrete. Per dimostrarlo, ma soprattutto per evidenziare Mentre le esigenze in base ai pericoli naturali e alle stal’importanza dei quattro livelli di controllo, ogni descrizione zioni possono essere stabilite dalla Confederazione come è preceduta da una di queste domande. standard momentaneamente vigenti, i provvedimenti devono
26 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
essere adeguati allo stato e alle possibilità evolutive del sin- 5.4 Controllo del raggiungimento golo popolamento e alle condizioni locali (p. es. potenziale degli obiettivi dei pericoli, topografia, condizioni della gestione). Ciò signi- Con il controllo del raggiungimento degli obiettivi si fica che non devono essere prescritti, bensì determinati sul verifica fino a che punto lo stato del bosco corrisponde ai posto da specialisti competenti. Dato che sovente non si sa profili richiesti. Il controllo del raggiungimento degli obiettivi quali sono gli interventi giusti, dove è opportuna la loro omisè un importante anello di congiunzione con i livelli superiori sione, o quale intensità d’intervento è più efficace, gli opedella pianificazione e del controllo. ratori necessitano di uno strumento per analizzare l’efficacia dei loro interventi di cura. Domanda: Come si ottiene una panoramica sullo L’analisi dell’effetto è innanzitutto compito degli opera- stato e l’evoluzione della funzione protettiva dei tori responsabili sul posto. I servizi forestali cantonali promuo- boschi di un territorio (Cantone, Confederazione)? vono questo compito con la creazione di condizioni quadro Soluzione: Il grado d’adempimento della funfavorevoli. Essi provvedono in particolare alla continuità nel zione protettiva può essere rilevato comparando lo tempo delle attività d’osservazione e di documentazione e stato del bosco con i profili richiesti. Questi sono stati sostengono gli operatori nell’analisi dell’effetto vera e pro- definiti considerando tutte le informazioni disponibili pria (valutazione e interpretazione). e corrispondono allo stato attuale delle conoscenze. L’applicazione delle conoscenze specifiche a tutta la Sono perciò adatti come misura di valutazione per il superficie del bosco di protezione evidenzia che l’operatore controllo del raggiungimento degli obiettivi.
deve essere la figura centrale dell’analisi dell’effetto. Dato che Dato che la garanzia e la promozione della funzione proha la possibilità di osservare direttamente quali interventi o tettiva sono sanciti dalla legge forestale e poiché la Confeomissioni sono più efficaci, non ci sono ritardi tra l’otteni- derazione e i Cantoni finanziano le cure nel bosco di protemento dell’informazione e la messa in pratica e nemmeno zione con denaro pubblico, la presenza di dati affidabili conperdite di tempo a causa della scarsa accettazione. cernenti l’adempimento della funzione protettiva sarà prima L’analisi dell’effetto sulle superfici tipo rappre- o poi necessaria a livello di Confederazione e Cantoni. L’efsenta il fulcro del controllo di gestione selvicolturale fettuazione di un controllo del raggiungimento degli obiettivi nel bosco di protezione. Essa incrementa la compe- non è oggetto di questa pubblicazione. tenza professionale degli operatori, permettendo Si esegue un controllo puntuale del raggiungimento delle cure nel bosco di protezione molto efficaci, degli obiettivi anche nell’ambito dell’analisi dell’effetto. Gli poiché fondate sulle condizioni locali e sulle cono- operatori responsabili del bosco di protezione acquistano così scenze più recenti. Data l’importanza dell’analisi del- dimestichezza con questo strumento di controllo. Ciò costil’effetto, gli operatori devono avere una buona for- tuisce una premessa importante, nel caso in cui non fosse mazione specifica e beneficiare di un appoggio pro- più indennizzata la prestazione fornita (superficie trattata, porzionato da parte della Confederazione e dei Can- m³, ecc.), ma piuttosto il raggiungimento di un determinato toni. stato del bosco. Nell’Allegato 3 è descritta ampiamente l’analisi dell’ef- I profili richiesti forniscono i criteri e l’unità di misura fetto selvicolturale nel bosco di protezione. La procedura con- per il controllo del raggiungimento degli obiettivi a livello creta per l’analisi dell’effetto è presentata nella Guida al For- superiore. mulario 5 (Allegato 4).
NaiS Controllo dell’efficacia 27
5.5 Analisi degli obiettivi Domanda: Quale percorso intraprendere, affinché l’investimento per gli interventi nel bosco di pro-
L’analisi degli obiettivi verifica se i profili stabiliti sono tezione sia minimo? adeguati e opportuni. Soluzione: Gli interventi nel bosco di protezione Domanda: Che influsso ha lo stato del bosco sui sono minimi e producono la massima efficacia a lungo pericoli naturali e dunque sul rischio per le persone e termine, quando si può utilizzare in modo ottimale la i beni materiali? dinamica naturale del bosco. Soluzione: Le cure nel bosco di protezione si In questo caso «minimo» non vuol dire a breve termine basano sull’assunto di una relazione diretta tra la e il più economico possibile, bensì a lungo termine e con il riduzione dei rischi e lo stato del bosco. Questa supminor costo possibile. posizione è in parte provata dai risultati delle ricer- Si suppone dunque che l’investimento per le cure nel che e deve essere accertata. bosco di protezione diminuisce nella misura in cui aumenta Dato che normalmente non si sa dove e quando l’azione la prossimità allo stato naturale. Sono perciò favoriti, e staprotettiva di un bosco trattato sarà messa alla prova da eventi biliti nelle presenti istruzioni, degli stati del bosco che s’avvinaturali pericolosi ed è molto raro che lo stesso evento natu- cinano il più possibile allo stato naturale. Anche il principio rale colpisca contemporaneamente una superficie di riferi- alla base di quest’ipotesi è incontrastato, ci sono tuttavia tre mento non trattata, in pratica è quasi impossibile provare problematiche importanti che rendono necessaria una veril’azione diretta del bosco e degli interventi selvicolturali sulla fica periodica: sicurezza delle persone e dei beni materiali. 1. La dinamica naturale del nostro bosco è parzialmente Il compito di esaminare l’azione del bosco nei confronti sconosciuta. dei processi di pericolo, per mezzo di osservazioni mirate e
2 Sovente non si conosce il margine di manovra all’interno
impianti sperimentali adatti, spetta alla ricerca. della dinamica naturale (esempio: quale diametro Più ci si avvicina allo stato del bosco ideale, più aumenta minimo per l’utilizzazione si deve perseguire per ragl’azione protettiva e diminuisce il rischio per le persone e i giungere regolarmente il numero richiesto d’alberi con beni materiali. In via di principio, questo assunto è incontediametro minimo utile?). stato. Se però si chiede a quanto deve ammontare il numero d’alberi in un bosco di protezione dalla caduta di sassi, o il 3. Con quale intensità i cambiamenti climatici influiscono grado di copertura in un bosco di protezione dalle valan- sulla dinamica del bosco? ghe, spesso non è possibile rispondere. Per questa ragione è A causa di queste incertezze, anche le esigenze in base necessario verificare se le esigenze in base ai pericoli natu- alla stazione (Allegato 2C) devono essere verificate periodirali (minime e ideali), auspicate e stabilite in queste istru- camente per mezzo dell’analisi degli obiettivi. Le basi neceszioni (Allegato 1), possono effettivamente produrre una sarie provengono dalla ricerca forestale e soprattutto anche netta riduzione del rischio. Per questo ci vuole lo strumento dalle esperienze pratiche. In futuro, l’analisi dell’effetto sulle dell’analisi degli obiettivi. Tale parte del controllo dell’effica- superfici tipo diventerà la fonte d’informazioni più imporcia è anzitutto un compito della ricerca. tante per la pratica.
28 Continuità nel bosco di protezione e controllo dell’efficacia
6 Basi legali
Legislazione forestale (LFo1 e OFo2 ) Selvicoltura B Articolo 20 capoverso 5 LFo Nella legislazione si fa una distinzione tra: 5 Se il mantenimento della funzione protettiva lo esige, i Cantoni devono garantire un minimo di cure.
interventi minimi in boschi con funzione protettiva (selvicoltura B) e Articolo 19 capoverso 4 OFo Le cure minime per mantenere la funzione protettiva
provvedimenti selvicolturali in boschi con particolare consistono in misure che si limitano ad assicurare funzione protettiva (selvicoltura C). durevolmente la continuità del popolamento; il legname viene lasciato o usato sul posto se ciò non arreca pericolo. Affinché tali interventi di cura nel bosco di protezione, attuati in base al principio della continuità, possano essere Articolo 38 capoverso 1 lettera a LFo finanziati dalla Confederazione e dal Cantone, devono essere La Confederazione versa indennità fino al 70 per cento dei costi per: soddisfatte tre condizioni. Ovvero detti interventi: a. cure minime, temporanee, necessarie per conservare la
conservano e promuovono la funzione protettiva del funzione protettiva della foresta, e ordinate dall’autorità; bosco; Articolo 47 capoverso 3 lettera a OFo
sono disposti dalle autorità; È accordata un’indennità, secondo la tabella 1 dell’allegato: a. per provvedimenti di cure minime ai sensi dell’articolo
si limitano a garantire durevolmente la stabilità dei 19 capoverso 4, necessari per conservare e promuovere la popolamenti forestali. stabilità della foresta con funzione protettrice;
Selvicoltura C Articolo 38 capoverso 1 lettera b LFo Legge sui sussidi (LSu3 ) 3 La Confederazione versa indennità fino al 70 per cento dei costi per: La legislazione in materia di sussidi dispone che gli aiuti b. misure selvicolturali in foreste diradate, instabili o distrutte, finanziari e le indennità siano sufficientemente motivati e che hanno particolare funzione protettiva, il cui costo complessivo non è coperto e sono ordinati dalle autorità. conseguano lo scopo in modo economico ed efficace (LSu art. 1 cpv. 1 lett. a e b). Articolo 19 capoversi 1-3 OFo Sono provvedimenti selvicolturali tutti gli interventi di cura Sussiste inoltre l’obbligo di informazione (art. 11), e le che contribuiscono a conservare o a ripristinare la autorità competenti devono poter controllare l’adempimento continuità e la qualità del popolamento. dei compiti (art. 25). 2 I provvedimenti di cura dei popolamenti giovani Affinché ciò sia possibile, le decisioni devono essere tra- comprendono: a. la cura del novelleto e delle spessine, come pure il dirado sparenti e comprensibili, e l’effetto degli interventi deve poter delle perticaie al fine di ottenere popolamenti stabili; essere controllato. b. i provvedimenti specifici alla cura del novellame nella foresta giardinata e nelle altre foreste a più strati, nella foresta cedua composta o semplice come pure nel margine stratificato della foresta; Circolare4 c. i provvedimenti di protezione contro i danni causati dalla Nella Circolare 8 della Direzione delle foreste, le esigenze selvaggina; d. la costruzione di sentieri nelle zone di difficile accesso. specifiche poste agli interventi di cura, attuati nei boschi di 3 Sono provvedimenti di dirado e di ringiovanimento: protezione in base al principio della continuità, sono regolate a. la ripulitura della tagliata e la creazione di un nuovo nel quadro dei seguenti obiettivi: soprassuolo nonché i provvedimenti collaterali necessari; nel loro ambito d’influenza, i boschi che assolvono una b. l’utilizzazione del legname e l’esbosco. funzione protettiva dai pericoli naturali (selvicoltura B e C) Articolo 47 capoverso 3 lettera b OFo È accordata un’indennità, secondo la tabella 1 dell’allegato: b. per provvedimenti selvicolturali ai sensi degli articoli 17
Legge federale del 4 ottobre 1991 sulle foreste (Legge forestale, LFo), RS 921.0 capoverso 1 lettera a e 19 capoversi 2 e 3, necessari per Ordinanza del 30 novembre 1992 sulle foreste (OFo), RS 921.01 conservare la foresta con particolare funzione protettrice Legge federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità (Legge sui sussidi, LSu), RS 616.1 (art. 42 cpv. 2). Circolare 8 dell’UFAFP (Direzione delle foreste), del 30 ottobre 2003
NaiS Basi legali 29
riducono in misura accettabile il rischio per le persone e i beni Revisione della legislazione forestale materiali considerevoli; La legislazione descritta in precedenza è in corso di revinella selvicoltura B e C, gli interventi selvicolturali necessione al momento della stampa delle presenti istruzioni. sari per il raggiungimento degli obiettivi si distinguono nei Nel progetto di revisione parziale della legge forestale punti seguenti: sono previste, tra l’altro, le norme esposte qui di seguito. 1. urgenza e proporzionalità dell’intervento; In futuro, la Confederazione dovrà accordare ai Cantoni 2. intensità dell’intervento; delle indennità globali, sulla base di accordi di programma, 3. esbosco; per i provvedimenti necessari all’adempimento della funzione 4. prevenzione dei danni da selvaggina. protettiva. In particolare si tratta delle cure nel bosco di pro- I boschi con funzione protettiva (BFP) e quelli con par- tezione, comprese la prevenzione e la rimozione dei danni ticolare funzione protettiva (BPFP) costituiscono una condi- che minacciano il bosco di protezione, come pure la garanzione per l’erogazione di sussidi a progetti di selvicoltura B zia delle infrastrutture necessarie per le cure. Le indennità o selvicoltura C. saranno commisurate alla superficie del bosco di protezione La delimitazione di boschi con FP e PFP deve essere soggetta a interventi di cura, al pericolo da evitare e all’effiattuata in modo restrittivo e corrispondere alla pianificazione cacia dei provvedimenti. forestale. Essa, da sola, non conferisce il diritto all’avvio di I profili richiesti, stabiliti nell’ambito di NaiS (Allegati 1 progetti. e 2B), costituiscono la base del futuro standard di qualità nel La selvicoltura B e C è sostenuta mediante l’erogazione bosco di protezione e sono vincolanti per stabilire le indendi indennità stabilite sulla base di tariffe forfettarie appro- nità erogate dalla Confederazione per interventi nel bosco vate. di protezione. Le presenti istruzioni contengono le basi per l’allestimento dei progetti. A partire dal 1° gennaio 2006, i profili richiesti (Allegati 1 e 2B) assumono carattere vincolante.