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Manuale EIA Modulo 5: Contenuti delle relazioni sull’ambiente

BAFU gvNr9xeDkYgV · Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)

Del 11 dic 2009

https://lexipedia.io/it/docs/ch/bafu-ofev-ufam/gvnr9xedkygv/it/manuale-eia-modulo-5-contenuti-delle-relazioni-sull-ambiente

Consultato il 1 set 2026

  1. Documenti
  2. Confederazione
  3. Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
Fonte

Manuale EIA Modulo 5: Contenuti delle relazioni sull’ambiente

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 1

Autore: Ueli Roth, Sigmaplan, Berna

> Manuale EIA – modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale Questo modulo precisa i requisiti a livello di contenuto dell’indagine preliminare corredata con capitolato d’oneri e del rapporto di impatto sull’ambiente.

1 Introduzione

2 Procedure

2.1 Procedura decisiva

2.2 Autorizzazioni speciali necessarie

3 Ubicazione e dintorni

4 Progetto

4.1 Descrizione del progetto

4.2 Conformità alla pianificazione del territorio

4.3 Allacciamento: trasporti e traffico

4.4 Utilizzo razionale dell’energia (unicamente nei Cantoni che prevedono prescrizioni in tal

senso)

4.5 Descrizione della fase di cantiere

5 Impatto del progetto sull’ambiente nella fase di cantiere e di esercizio 2

5.1 Aria

5.1.1 Protezione dell’aria

5.1.2 Protezione del clima (solo se esistono prescrizioni specifiche per l’impianto)

5.2 Rumore

5.3 Vibrazioni / rumore trasmesso per via solida

5.4 Radiazioni non ionizzanti

5.5 Acque

5.5.1 Acque sotterranee

5.5.2 Acque superficiali ed ecosistemi acquatici

5.5.3 Acque di scarico

5.6 Suolo

5.7 Siti contaminati

5.8 Rifiuti, sostanze pericolose per l’ambiente

5.9 Organismi pericolosi per l’ambiente (in particolare organismi alloctoni, patogeni e geneticamente modificati)

5.10 Prevenzione degli incidenti rilevanti / protezione dalle catastrofi

5.11 Foresta

5.12 Flora, fauna, biotopi

5.13 Paesaggio e abitati (incl. immissioni luminose)

5.14 Monumenti culturali, siti archeologi

6 Misure

6.1 Tabella riassuntiva delle misure

6.2 Accompagnamento ambientale della fase di cantiere

7 Conclusioni

8 Capitolato d’oneri per il RIA della fase successiva (solo per EIA plurifase)

9 Allegati

Deve esserci una spiegazione per ogni voce dell’indice. Se una voce non è rilevante per Motivare perché un determinato il progetto in questione, bisogna spiegare il motivo per cui non viene trattata, sempre aspetto non è stato trattato che ciò non risulti chiaramente dalle spiegazioni fornite.

Qui di seguito sono spiegati i contenuti dei singoli capitoli del modello di indice raccomandato:

2 Per i progetti in cui è prevista una fase di cantiere importante si può inserire un capitolo specifico intitolato «Impatto della fase di

cantiere» che riassume tutti gli impatti menzionati ai punti da 5.1 a 5.14.

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 14

RIA cap. Sintesi

La sintesi deve servire da introduzione al lettore frettoloso o a chi ha poca familiarità con i RIA. È importante che indichi come, con le misure previste, il progetto adempie alle disposizioni della legislazione ambientale. Il testo deve spiegarsi da solo senza rinviare a singole parti del rapporto.

La sintesi deve contenere:

> una breve descrizione del progetto; > un elenco dei principali effetti sull’ambiente e delle misure previste per ridurli (può essere presentato analogamente alla matrice di rilevanza degli impatti contenuta nell’indagine preliminare); > indicazioni relative alle autorizzazioni speciali necessarie e ad altre procedure correlate al progetto (ad es. i dissodamenti, l’adeguamento degli strumenti pianificatori ecc.).

RIA cap. 1 Introduzione

Il capitolo introduttivo deve contenere le seguenti indicazioni:

> nome del richiedente; > periodo di indagine (inizio, durata); > inizio dei lavori e data della messa in servizio prevista; > motivo per il quale il progetto è sottoposto ad un EIA (il tipo di impianto secondo l’allegato OEIA); > modo in cui è stato considerato il parere espresso dal servizio della protezione dell’ambiente in merito al capitolato d’oneri; > rinvio ad allegati specifici al RIA considerati parte integrante del dossier (ad es. le perizie tecniche).

RIA cap. 2 Procedure

RIA cap. 2.1 Procedura decisiva

In questo sottocapitolo sono menzionate la procedura decisiva nella quale si inserisce l’EIA, l’autorità decisionale per l’approvazione del progetto in questione e tutte le altre procedure connesse. Occorre inoltre indicare se viene chiesto un sussidio (cfr. art. 22 OEIA). Infine, si devono menzionare le procedure avviate precedentemente nel luogo interessato dal progetto e/o i tipi di attività (ad es. le autorizzazioni di dissodamento già rilasciate), gli oneri imposti, nonché lo stato della loro realizzazione. Per chiarezza vanno indicate anche eventuali procedure avviate e poi abbandonate relative al progetto o alla sua ubicazione.

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 15

RIA cap. 2.2 Autorizzazioni speciali necessarie

La procedura contempla anche l’enumerazione delle autorizzazioni speciali necessarie che, come precisato all’articolo 21 OEIA, possono variare a seconda del tipo di progetto:

a) l’autorizzazione per il dissodamento secondo la legge forestale del 4 ottobre 1991; b) l’autorizzazione per la rimozione della vegetazione ripuale secondo la legge federale del 1° luglio 1966 sulla protezione della natura e del paesaggio; c) autorizzazione per interventi tecnici sui corsi d’acqua secondo la legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca; d) autorizzazioni secondo la legge del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque; e) autorizzazione per una discarica secondo la legge del 24 gennaio 1991 sulla protezione dell’ambiente.

Vanno menzionate anche altre autorizzazioni che si rendono necessarie (ad es. servitù limitante l’altezza degli alberi secondo la LFo).

In linea di massima, le indagini devono essere sufficientemente dettagliate per permettere il rilascio di tutte le autorizzazioni speciali necessarie (ad es. autorizzazione di dissodamento, autorizzazione per interventi tecnici nei corsi d’acqua) sulla base dei dati che figurano nel rapporto.

RIA cap. 3 Ubicazione e dintorni

Il capitolo comprende:

> una breve descrizione del luogo e della sua attuale utilizzazione corredata di un piano dei dintorni in scala adatta al progetto e al perimetro di indagine; > l’indicazione dei perimetri di indagine (a seconda dei settori ambientali considerati); > la descrizione delle zone d’utilizzazione interessate (in termini di pianificazione del territorio); > l’indicazione di altre costruzioni e altri impianti (esistenti o previsti) direttamente o indirettamente legati al progetto in questione (ad es. la vicinanza di impianti sottoposti all’OPIR).

RIA cap. 4 Progetto

RIA cap. 4.1 Descrizione del progetto

Il sottocapitolo deve constare di una descrizione del progetto incentrata sugli aspetti ambientali con indicazioni sullo scopo, il funzionamento, l’ubicazione, la superficie interessata, le costruzioni e le attività previste, gli accessi, il numero di posti di lavoro, il tipo di struttura (orari di lavoro), i flussi di materiali, la manutenzione ecc., compresi i relativi piani. La descrizione dev’essere dettagliata quanto necessario per agevolare la

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 16

comprensione e l’analisi o la valutazione dell’impatto ambientale di cui nel capitolo 5 del RIA. In una breve panoramica vengono riassunte le eventuali varianti/alternative prese in Varianti considerazione ma poi scartate senza però menzionare tutte le possibili sottovarianti. L’articolo 10b LPAmb non esige una motivazione del progetto. Tuttavia, per il rilascio Motivazione del progetto di alcune autorizzazioni speciali secondo l’articolo 21 OEIA (ad es. autorizzazione per il dissodamento secondo l’art. 5 LFo, autorizzazione per una discarica secondo l’art. 30e cpv. 2 LPAmb) occorre provare l’ubicazione vincolata per il progetto previsto o, nel caso di una discarica, la necessità di quest’ultima. Per fornire una prova chiara e comprensibile, è pertanto necessario giustificare l’impianto o presentare delle varianti.

RIA cap. 4.2 Conformità alla pianificazione del territorio

La condizione sine qua non per la realizzazione di un progetto è la sua conformità alle disposizioni della pianificazione territoriale (prescrizioni relative alle zone di utilizzazione dei Comuni interessati, pianificazione direttrice cantonale, piani settoriali e inventari della Confederazione e dei Cantoni). Si raccomanda di fornire indicazioni sul contesto pianificatorio e sulle condizioni quadro nella misura in cui sono rilevanti per il progetto. Si tratta in particolare di indicazioni concernenti: > zone di utilizzazione e struttura insediativa: descrizione dell’utilizzazione del suolo in relazione ai piani, ai regolamenti e agli inventari (Comune, Cantone, Confederazione); disposizioni sul tipo e sul grado di utilizzazione; > in prossimità degli impianti retti dal campo d’applicazione dell’articolo 10b LPAmb/ OPIR: indicazioni sul coordinamento tra pianificazione del territorio e prevenzione degli incidenti rilevanti (cfr. Aiuto alla pianificazione: coordinamento tra pianificazione del territorio e prevenzione degli incidenti rilevanti lungo le linee ferroviarie a rischio, ARE/UFAM/UFT, 2009); > urbanizzazione: infrastrutture e grado di allacciamento (reti di trasporto, vie pedonali e sentieri, piste ciclabili, approvvigionamento idrico ed energetico, smaltimento delle acque di scarico); > pericoli naturali: territori a rischio di valanghe, frane, caduta massi, inondazioni, terremoti (estratti delle carte dei pericoli); > rinvio alle zone di protezione (zone di protezione delle acque sotterranee, zone protette secondo l’art. 17 LPT); > rinvio ai piani settoriali della Confederazione (ad es. esercito, elettrodotti, trasporti, infrastruttura aeronautica, avvicendamento delle colture); > rinvio al piano direttore cantonale, se del caso ai piani direttori regionali e alle relative basi; > casi particolari: costruzioni o impianti al di fuori di zone edificabili; piani di utilizzazione speciale.

Il rapporto deve inoltre indicare come si è tenuto conto delle indagini ambientali già ef- Indagini ambientali nel quadro fettuate nel quadro della pianificazione del territorio (art. 9 cpv. 4 OEIA). A tal fine, si della pianificazione del territorio deve fare riferimento in particolare al rapporto di cui all’articolo 47 OPT sui piani di utilizzazione. Gli eventuali conflitti esistenti o potenziali tra il progetto e i contenuti e

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gli obiettivi pianificatori devono essere menzionati. Il RIA può anche rinviare all’eventuale valutazione ambientale contenuta nel piano di utilizzazione e nel piano delle zone.

In questa sede può essere interessante citare le revisioni in corso o prevedibili dei pertinenti piani territoriali.

Di regola, si può accertare già a partire dall’indagine preliminare se un progetto impo- Sequenza temporale ne un adeguamento dei piani territoriali (cfr. cap. 2.2). In linea di massima, le decisioni pianificatorie rese necessarie da un progetto, che ne condizionano la realizzazione, devono essere prese prima della decisione relativa al progetto. Nella pratica può succedere che la decisione pianificatoria e la decisione relativa al progetto (ad es. permesso di costruzione) siano prese contemporaneamente, e questo anche quando la procedura decisiva in materia di RIA non è un piano regolatore di dettaglio secondo l’articolo 5 OEIA. In tal caso, l’elaborazione del RIA precede la decisione pianificatoria.

Se emerge che sono necessari o opportuni ulteriori adeguamenti dei piani territoriali occorre specificarlo nel RIA.

Da un lato, il RIA deve quindi indicare che si è tenuto conto delle premesse di pianificazione territoriale, dall’altro proporre, in casi eccezionali, le modifiche necessarie.

RIA cap. 4.3 Allacciamento: trasporti e traffico

Nel caso delle infrastrutture stradali vanno menzionate le informazioni di base necessarie per quantificare e valutare gli effetti ambientali del progetto (con particolare riferimento ai settori aria, rumore e prevenzione degli incidenti rilevanti/protezione dalle catastrofi).

A seconda del progetto e della sua importanza, il capitolo deve trattare gli aspetti indicati qui di seguito. L’enumerazione si applica alle infrastrutture stradali. Nel caso di impianti ferroviari o di progetti relativi al traffico aereo, i dati di base devono essere presentati per analogia.

> Situazione attuale del traffico: Situazione del traffico senza il – cartina con le strade d’accesso e i nodi di traffico principali; progetto – dati relativi al traffico stradale suddivisi nelle categorie autovetture/furgoncini e mezzi pesanti e, se rilevante, secondo altre categorie (sotto forma di traffico giornaliero medio (TGM) e distinto tra traffico diurno/traffico notturno); – piani di situazione e offerta di trasporti pubblici, qualità dei collegamenti, ubicazione delle fermate; – rete delle vie ciclabili e dei percorsi pedonali (inclusi i sentieri), traffico lento.

> Previsioni (stato futuro senza progetto): – previsioni generali del traffico sulla base di dati osservati e/o della pianificazione, tenendo conto di altri progetti nei dintorni già noti (valutazione globale del traffico).

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 18

> Dati concernenti il traffico indotto: Caratteristiche del progetto – dati di base del progetto rilevanti per il traffico: superficie di vendita, cifra d’affari, numero di clienti/visitatori (ad es. nel caso di centri commerciali o parchi di divertimento); capacità di trasporto (ad es. per installazioni di trasporto turistico); materiale estratto giornalmente (ad es. impianti per l’estrazione di materiali) ecc.

> Allacciamento: – allacciamento del progetto al traffico individuale motorizzato e ai trasporti pubblici. Accessi alle fermate dei trasporti pubblici e ai posteggi per veicoli a due ruote; – accessi e collegamenti interni per il traffico pedonale.

> Posteggi: – fabbisogno di posteggi secondo le disposizioni legali, giustificazioni per eventuali deroghe, modalità di gestione, tassi di occupazione e rotazione, stime del traffico indotto, uso promiscuo dei posteggi esistenti. Nel caso di modifiche di impianti esistenti occorre precisare il tasso di occupazione attuale dei posteggi.

> Fornitori: – percorsi e orari dei fornitori.

> Traffico indotto: Previsione del traffico indotto – traffico di persone e di merci indotto dal progetto per i diversi mezzi di trasporto sulla base delle utilizzazioni specifiche (supermercati, altre superfici di vendita, amministrazioni, industrie ecc.) e del relativo bacino di utenza. Previsioni dettagliate per l’affluenza dei diversi gruppi di utenti (clienti/impiegati, clienti di alberghi/ristoranti ecc.); ipotesi plausibili concernenti il traffico primario (arrivo/ partenza) e secondario (interno), la ripartizione modale e il grado di occupazione dei veicoli (ad es. sulla base di esperienze fatte con impianti simili già realizzati); – calcolo del volume di traffico previsto riconducibile al progetto sulla base dei dati relativi al traffico, dei dati empirici per impianti simili e dell’attuale situazione del traffico nel caso di ampliamento di impianti esistenti o di direttive generali (ad es. norme VSS); – se l’intensità di utilizzazione o l’occupazione dei posteggi variano fortemente (secondo la stagione, il giorno o l’ora) si devono indicare le curve di variazione del traffico indotto; – elaborazione di diagrammi del volume di traffico per i vari orizzonti temporali di riferimento e di realizzazione.

> Ripartizione del traffico: – ripartizione del traffico previsto sulla rete infrastrutturale esistente e progettata in relazione ai bacini di utenza (dei vari utilizzi), della situazione di concorrenza nonché dei centri residenziali e produttivi. Nel caso di ampliamenti di impianti esistenti la ripartizione del traffico deve essere dedotta dalla situazione attuale.

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> Sensitività: – le previsioni del traffico sono fondamentali per il RIA, anche se comportano dei margini di insicurezza. Per questo motivo i parametri più importanti devono poter variare entro limiti ragionevoli e gli effetti devono essere discussi (cfr. anche il paragrafo «Attendibilità delle informazioni» alle pagine seguenti).

> Verifica dell’efficacia: – verifica dell’efficacia per la fase di esercizio per i progetti a forte affluenza di traffico; definizione dei dettagli dei rilevamenti del traffico (prima/dopo) e, se del caso, proseguimento dei controlli (conteggi, organi di verifica, capitolato d’oneri, resoconti, costi ecc.); – indicazione dei possibili correttivi e del modo di procedere in caso di differenze significative rispetto alle previsioni.

RIA cap. 4.4 Utilizzo razionale dell’energia

Per i progetti a forte consumo di energia certi Cantoni esigono che nel RIA vengano Trattamento specifico riportate indicazioni generali sul tema «energia». Queste informazioni sono fondamen- da Cantone a Cantone tali per valutare l’inquinamento atmosferico e gli effetti climatici (in caso di dubbio consultare il servizio cantonale della protezione dell’ambiente). Si tratta in particolare di:

> piano energetico previsto e possibili varianti, tipi di impianti e vettori energetici (solare passivo o attivo, elettricità, legno, gas, nafta, altro); > consumi annui del progetto per vettore energetico e produzioni indotte di CO2 e di altri gas serra; > energia prodotta dal progetto; > calcoli di valori specifici, per esempio per il riscaldamento delle superfici utili; > confronto con i valori SIA o con i dati contemplati nelle direttive.

Si raccomanda inoltre di indicare nel capitolo:

> le misure che consentono di aumentare il rendimento energetico del progetto: risparmi energetici, isolamento, recupero del calore; > l’impiego di fonti energetiche non fossili (legno, pompe termiche ecc.); > le sinergie del progetto con gli altri impianti esistenti; > il bilancio globale delle trasformazioni energetiche, compresa la valutazione delle relative ripercussioni ambientali.

RIA cap. 4.5 Descrizione della fase di cantiere

In questo capitolo sono descritti il contesto generale, lo svolgimento dei lavori di Condizioni quadro e svolgimento costruzione e altre attività connesse. Gli effetti del cantiere sui vari settori ambientali dei lavori sono trattati nei relativi capitoli.

Il capitolo deve quindi fornire le indicazioni seguenti, nella misura in cui sono già note al momento dell’elaborazione del RIA:

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> contesto – elementi sensibili nell’area del cantiere e nei suoi dintorni, quali foreste, vecchi alberi, biotopi pregiati, suoli sensibili, corsi d’acqua, zone di protezione delle acque sotterranee, come pure siti inquinati o contaminati, locali sensibili al rumore e alle vibrazioni, monumenti o zone archeologiche; – impianti di cantiere previsti (impianti e depositi provvisori, centri di betonaggio, officine ecc.);

> svolgimento dei lavori – scelta dei procedimenti e dei metodi di lavoro, misure organizzative, informazione del vicinato; – programma di lavoro (comprese le tappe di realizzazione delle misure di protezione della natura e dell’ambiente), orari di lavoro, lavoro notturno; – gestione del traffico e dei trasporti (vie d’accesso, logistica); – dati relativi alla garanzia della qualità (procedure e controlli); – ripristino (compresi i principi relativi alle responsabilità e ai controlli dell’efficacia).

Qualora non sia possibile raggiungere il grado di precisione richiesto nel presente capitolo, il RIA deve indicare quali sono le informazioni mancanti, i termini entro i quali è possibile fornirle e le modalità per trasmetterle all’autorità decisionale.

L’aggiudicazione dei lavori di costruzione dev’essere oggetto di un accompagnamento ambientale in fase di cantiere (cfr. modulo 6). Se l’aggiudicazione avviene prima dell’istituzione dell’accompagnamento ambientale, vanno considerati i punti che figurano nelle spiegazioni relative al RIA capitolo 6.2 o al modulo 6.

RIA cap. 5 Impatto del progetto sull’ambiente nella fase di cantiere e di esercizio

Secondo l’articolo 10b LPAmb per ciascuno dei settori ambientali (menzionati nel Trattazione secondo settori modello proposto ai capitoli da 5.1 a 5.14) il rapporto dovrà trattare in successione i ambientali seguenti punti:

> 5.x.1 basi giuridiche e altri riferimenti; > 5.x.2 situazione attuale e evoluzione senza il progetto (stato attuale e stato iniziale); > 5.x.3 effetti del progetto nella fase di cantiere e di esercizio, comprese le misure previste; > 5.x.4 conclusioni.

Per ogni settore ambientale occorre evidenziare in che modo il progetto soddisfa i requisiti del diritto ambientale. Il rapporto deve determinare e valutare gli effetti sull’ambiente singolarmente, globalmente e secondo la loro azione congiunta (art. 9 cpv. 3 OEIA).

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 21

Stato iniziale

Per «stato iniziale» si intende la situazione ambientale non ancora influenzata dal progetto, con le sue caratteristiche naturali e il carico ambientale già esistente. Il RIA descrive lo stato iniziale solo se si prevede che il progetto generi modificazioni dell’ambiente. Nel caso dello sfruttamento della forza idrica, dove non sussiste il diritto al rinnovo automatico di una concessione, lo stato iniziale equivale alla situazione che si prefigurerebbe qualora la concessione precedente non fosse mai stata rilasciata e l’impianto non fosse mai esistito.

Nei rari casi in cui risulta chiaramente che lo stato iniziale cambierà ancora prima dell’inizio della costruzione dell’impianto, occorre inoltre distinguere tra stato attuale (oggi) e stato iniziale (immeditamente prima dell’inizio dei lavori). Ciò può essere opportuno se si prevedono lunghe procedure e se entro l’inizio dei lavori vengono costruiti nuovi edifici e impianti potenzialmente rilevanti per il progetto.

Impatto ambientale

Impatto ambientale con il progetto

Impatto ambientale senza il progetto

Preparazione del cantiere Progettazione

Indagini ambientali (gara d’appalto ecc.) Fase di cantiere Fase di esercizio

Tempo

Stato effettivo Stato iniziale Inoltro della

Messa in servizio domanda

(inizio dei lavori) (con RIA)

Per questo motivo, per definire lo stato iniziale occorre riflettere se la situazione ambientale è destinata ad evolvere prima della realizzazione del progetto e indipendentemente dallo stesso e se tali sviluppi potrebbero modificare in modo significativo i carichi ambientali. Il RIA deve menzionare tali eventualità anche se queste non intervengono direttamente nelle indagini.

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A titolo di esempio si possono citare i seguenti casi:

> crescita generale del traffico o aumento del traffico sulle strade a seguito di progetti previsti nelle vicinanze (con lo stesso orizzonte temporale); > nuove disposizioni che potrebbero avere importanti effetti favorevoli o sfavorevoli sull’ambiente o che potrebbero influenzare la valutazione.

Tutte le informazioni fornite devono essere attendibili e verificabili. I metodi scelti Effetti nella fase d’esercizio devono fornire risultati riproducibili e, in linea di principio, sono definiti negli aiuti all’esecuzione pubblicati dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM; cfr. modulo 1). Nel RIA è sufficiente riportare il riferimento bibliografico. Se si usano metodi non riconosciuti o non raccomandati dai servizi specializzati è imperativo illustrarli in un allegato al RIA ed eventualmente occorre spiegare i motivi per i quali non sono stati utilizzati i metodi consigliati.

I principali elementi da considerare in funzione delle specificità del progetto sono esposti per settore ambientale nel capitolo 3.3 del presente modulo. Gli autori dei rapporti devono basarsi su tali elementi e riprendere quelli che sono rilevanti per il progetto o che sono considerati tali. La terminologia utilizzata si rifà a quella della normativa pertinente. Per trattare i vari settori e tipi di impianto gli autori possono basarsi anche su altre direttive specifiche della Confederazione o dei Cantoni, come pure su comunicazioni, istruzioni, schede informative ecc.

Nel caso di progetti che hanno una fase di cantiere prolungata o di progetti a forte Impatto della fase di cantiere impatto ambientale si raccomanda di raggruppare le indicazioni relative alla fase di cantiere in un capitolo separato oppure di trattare l’impatto di questa fase nei singoli settori ambientali (RIA, da cap. 5.1 a 5.14). La descrizione del cantiere (condizioni quadro, svolgimento dei lavori) va sotto il capitolo 4.5 RIA.

Occorre indicare come vengono impostate e attuate le misure previste a protezione Misure previste dell’ambiente (cfr. anche RIA, cap. 6) in modo che il progetto soddisfi globalmente le disposizioni legali. Oltre alla presentazione sono fondamentali i seguenti punti:

> completezza: la descrizione delle misure deve contenere tutte le indicazioni necessarie alla loro attuazione efficace; > motivazione: lo scopo delle misure previste dev’essere comprensibile; > proporzionalità: la descrizione deve contemplare anche informazioni che permettono alle autorità di verificare la proporzionalità delle misure; > fattibilità: l’attuazione delle misure dev’essere garantita sul piano tecnico, giuridico e finanziario; > rispetto delle fasi: in caso di procedura plurifase, il grado di dettaglio delle misure dev’essere adeguato allo stato del progetto.

Per la progettazione di misure complesse, si raccomanda al richiedente di consultare il servizio cantonale della protezione dell’ambiente e l’autorità decisionale.

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Per poter valutare gli effetti del progetto è necessario indicare chiaramente il carico Carico inquinante presumibile inquinante presumibile dopo la realizzazione del progetto. dopo il progetto

Il RIA deve valutare il carico ambientale previsto prima che l’impianto venga realizza- Attendibilità delle indicazioni to e sia operativo. Le indicazioni corrispondenti sono solo previsioni e dipendono sempre da ipotesi più o meno affidabili. Il rapporto deve quindi affrontare anche le seguenti domande: quali sono le imprecisioni legate alle grandezze di misura ipotizzate, in che misura possono variare e quali sarebbero le conseguenze sui risultati, la loro interpretazione e le conclusioni (analisi della sensibilità). Queste riflessioni devono figurare nel RIA.

3.3 Lista di temi per l’analisi della situazione iniziale e della fase di cantiere

e di esercizio

La lista qui di seguito riporta i temi da trattare e considerare nel corso delle indagini ambientali (indagine preliminare e RIA). I temi da trattare dipendono dal progetto concreto.

RIA cap. 5.1 Aria

RIA cap. 5.1.1 Protezione dell’aria

> Meteorologia (microclima, inversioni, regime dei venti) Condizioni locali > Livello del carico inquinante sul piano locale/regionale (catasto delle emissioni, reti di osservazione delle immissioni): indicare i perimetri sottoposti a un piano dei provvedimenti

> Tipi di impianti nuovi o esistenti (impianti stazionari, infrastrutture del traffico, Emissioni veicoli), compresi i macchinari e i tipi di esercizio > Emissioni atmosferiche del progetto misurate/calcolate (per le sostanze inorganiche, organiche, cancerogene e la polvere); condizioni di diffusione; altezza dei camini; traffico indotto > Limitazioni preventive e più severe o completive applicabili (esigenze sotto forma di valori limite, regole di costruzione e di esercizio, distanze minime, esigenze del piano dei provvedimenti ecc.) > Verifica del rispetto dei valori limite e misure necessarie secondo i tipi di impianti > Obbligo di risanamento per impianti stazionari esistenti

> Immissioni atmosferiche misurate/calcolate/stimate (per le sostanze inorganiche, le Immissioni polveri e i metalli); popolazione e aree interessate: indicare i conflitti > Disposizioni normative applicabili alle immissioni e determinanti per il progetto (art. 2 cpv. 5 OIAt; valori limite di immissione, esigenze relative a eventuali esalazioni maleodoranti) > Verifica del rispetto dei valori limite e delle misure necessarie per ottemperare alle esigenze normative

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 24

> Programmi di risanamento: scadenze, aspetti tecnici, finanziamento, controlli Casi speciali > Richieste di agevolazioni in caso di risanamento > Misure edilizie/di esercizio applicabili al traffico > Quantificazione delle emissioni/immissioni di odori (tipi, frequenza, calcoli delle distanze minime)

RIA cap. 5.1.2 Clima

Esistono prescrizioni specifiche agli impianti solo per le centrali a gas a ciclo combina- Centrali a gas a ciclo combinato to (cfr. modulo 1, cap. 4.1)

RIA cap. 5.2 Rumore

> Classificazione del progetto secondo la normativa sul rumore. Tipo di impianto: Riferimenti normativi mobili o fissi, nuovi o esistenti, modificati (in modo sostanziale). Fonte di rumore: strade, ferrovie, aeroporti e aerodromi, impianti industriali o artigianali, poligoni di tiro o altri impianti. Maggiore sollecitazione di impianti per il traffico esistenti (art. 9 OIF).

> Utilizzazione e vulnerabilità delle zone nel perimetro d’influenza, con i rispettivi Condizioni locali gradi di sensibilità al rumore > Elenco e utilizzazione dei locali sensibili al rumore; numero di persone interessato nel potenziale perimetro d’influenza > Topografia, elementi determinanti per la propagazione del rumore; catasto dei rumori, livelli delle immissioni foniche (calcolate o misurate in situ)

> Impianti fissi: durata d’esercizio, fasi di rumore, emissioni foniche, limitazioni alla Emissioni foniche fonte > Impianti per il traffico: tipi e carichi di traffico, caratteristiche (rivestimento, pendenze ecc.), dintorni > Misure preventive di riduzione del rumore secondo i criteri menzionati all’articolo

11 LPAmb (realizzabili dal punto di vista tecnico e delle condizioni d’esercizio e

economicamente sostenibili), inclusa la motivazione

> Immissioni foniche misurate/calcolate: modelli utilizzati e affidabilità dei risultati Immissioni foniche > Verifica del rispetto dei valori limite d’esposizione al rumore secondo i tipi di impianti > Maggiore sollecitazione degli impianti per il traffico: aumento del traffico indotto e ripercussioni sull’inquinamento fonico (art. 9 OIF) > Valutazione della necessità di risanamento e delle misure da adottare (alla fonte/sulla via di propagazione/nel luogo di immissione)

> Richieste (motivate) di facilitazioni Casi speciali > Permesso di costruire in zone esposte al rumore; urbanizzazione di zone edificabili > Considerazione delle particelle non edificate nelle zone edificabili già urbanizzate

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 25

RIA cap. 5.3 Vibrazioni / rumore trasmesso per via solida

> Descrizione delle fonti di vibrazione (ad es. nuovi scambi ferroviari, esplosioni) > Utilizzazione e vulnerabilità delle zone nel perimetro d’influenza > Tipi di impianti: nuovi o modificati (ferrovia, impianti industriali o artigianali, strada), cantiere > Impianti di trasporto: composizione del traffico, dati relativi al traffico (giorno/ notte), caratteristiche (per le ferrovie: aree degli scambi, tratte a cielo aperto) > Altri impianti fissi, cantieri: fase di disturbo, durata d’esercizio, fonte di disturbo > Misure preventive di riduzione del rumore secondo i criteri di cui all’articolo 11 LPAmb (fattibili dal punto di vista tecnico e delle condizioni d’esercizio e economicamente sostenibili), inclusa la motivazione > Immissioni misurate/calcolate: modelli utilizzati e attendibilità dei risultati > Considerazione della situazione attuale e previsione dopo la costruzione/modifica dell’impianto > Verifica del rispetto dei valori indicativi/di riferimento. Per gli impianti ferroviari: se i valori ottenuti per mezzo di stima (ad es. con il modello VIBRA 1) si situano in un margine d’incertezza (caso di dubbio), affinare la stima (ad es. applicando il modello VIBRA 2 o equivalente, misurazioni) Caso di dubbio: Per le vibrazioni, quando i valori calcolati sono superiori alla metà dei valori indicativi specificati nella norma DIN 4150–2 Per il rumore trasmesso per via solida, se i valori calcolati si trovano nella fascia del valore indicativo secondo la Direttiva per la valutazione di vibrazioni e di rumori trasmessi per via solida ± 6 dB(A) > Valutazione delle misure necessarie (in particolare alla fonte, ma anche sulla via di propagazione o nel punto di immissione)

RIA cap. 5.4 Radiazioni ionizzanti

> Categoria di impianti secondo l’allegato 1 ORNI (linee ad alta tensione, stazioni di Categoria e stato dell’impianto trasformazione, sottostazioni e impianti di distribuzione, installazioni elettriche domestiche, ferrovie e tram, impianti di trasmissione per la telefonia mobile, impianti di trasmissione per la radiodiffusione, impianti radar) > Definizione delle parti dell’impianto determinanti per la valutazione delle RNI > Stato dell’impianto: nuovo o vecchio ai sensi dell’ORNI? Se vecchio impianto: modifica o no ai sensi dell’ORNI? > Tratte parziali con stato o configurazione diversi (per le linee ad alta tensione e per le ferrovie) > Stato d’esercizio determinante > Estensione del perimetro di indagine delle RNI (nel caso delle linee ad alta tensione e delle ferrovie ogni tratta parziale)

> Menzione, su un piano o su una lista, di tutti i luoghi a utilizzazione sensibile che si Condizioni locali trovano nel perimetro di indagine RNI

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 26

> Limitazione precauzionale delle emissioni in vigore Limitazione preventiva delle (rispetto del valore limite dell’impianto nei luoghi a utilizzazione sensibile/con- emissioni fronto con lo stato iniziale / attuazione di prescrizioni tecniche)

> Prova del rispetto dei valori limite di immissione in tutti i luoghi in cui possono Valori limite di immissione soffermarsi persone

> La scheda dei dati del sito secondo l’articolo 11 ORNI e l’aiuto all’esecuzione Scheda dei dati del sito devono essere allegati al RIA

> Prova dell’adempimento dei requisiti per l’accordo di una deroga in caso di non Casi speciali rispetto delle limitazioni precauzionali delle emissioni (non possono essere accordate deroghe nel caso di stazioni di base per la telefonia mobile)

RIA cap. 5.5 Acque

RIA cap. 5.5.1 Acque sotterranee

> Descrizione degli acquiferi: localizzazione, spessore, deflusso, livello di falda e sue Condizioni locali oscillazioni (livello minimo, medio e massimo della falda rispetto alle condizioni naturali), rinnovo e riserve > Alimentazione degli acquiferi, possibilità di infiltrazione (caratteristiche degli strati di copertura), interazione con le acque superficiali > Settore AU di protezione delle acque e settore d’alimentazione ZU > Zone di protezione delle acque sotterranee S1, S2, S3 (captazioni); qualità fisicochimica e batteriologica delle acque; regolamenti di protezione > Aree di protezione delle acque sotterranee (se si prevede un intervento nell’area: delimitazione delle future zone di protezione)

> Pericoli potenziali per gli acquiferi (siti inquinati, impianti con liquidi nocivi alle Interventi nelle acque sotterranee acque, influsso sul regime delle acque sotterranee ecc.) > Utilizzazioni attuali e pianificate; aspetti quantitativi: prelievi/approvvigionamenti di acqua potabile/industriale > Aspetti qualitativi: rispetto degli obiettivi ecologici e delle esigenze generali o supplementari relative alla qualità delle acque sotterranee

> Autorizzazioni per impianti e attività in settori particolarmente minacciati e nella Casi speciali zona di protezione S3; in particolare per – impianti con liquidi nocivi alle acque (esercizio e manutenzione; provvedimenti per prevenire, individuare e trattenere le fuoriuscite di liquidi) – impianti che si trovano al di sotto del livello della falda freatica (vietati nella zona di protezione S3; al di sotto del livello medio di falda nel settore di protezione AU autorizzati solo con deroga e prova che la capacità di deflusso delle acque sotterranee non viene ridotta di oltre il 10 %) – condizioni per il prelievo di materiale nel settore di protezione AU

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 27

> Deroga per gli impianti nella zona di protezione S2 o nell’area di protezione delle acque sotterranee (prova dei motivi importanti, tra l’altro con studio delle varianti al di fuori della zona di protezione, prova dell’assenza di pericoli per l’acqua potabile)

RIA cap. 5.5.2 Acque superficiali, ecosistemi acquatici

> Superficie, perimetro, topografia, pluviometria e geologia del bacino imbrifero Condizioni idrologiche e locali > Corsi d’acqua: descrizione del tracciato e della tipologia naturale/attuale (meandri, bracci fluviali dismessi, dinamica fluviale ecc.), morfologia e struttura dell’alveo, superficie e variazione del livello d’acqua, pendenza, continuità e interconnessione > Idrologia: deflussi naturali, modificati, permanenti ed estremi (tipo di regime, portata Q347, deflussi mensili medi, valori minimi e massimi), metodi di determinazione (misurazione, stima, precisione e plausibilità) > Utilizzazione: regime idrologico, punti di captazione e di restituzione dell’acqua, portata massima derivabile/quantità d’acqua prelevata, portate di dotazione, deflussi residuali (bisogno di risanamento), tipo di esercizio (deflusso discontinuo) > Materiale solido di fondo: bilancio, erosione delle sponde, sedimentazione > Rapporti tra corsi d’acqua/fiumi e acquiferi (infiltrazione)

> Qualità fisico-chimica/batteriologica: rispetto degli obiettivi ecologici e dei requisiti Condizioni idrobiologiche e qualitativi, indicazione degli effetti ittiche > Valore ittico: specie di pesci e di gamberi (in particolare quelli minacciati), popolazioni d’importanza nazionale (temolo, naso), habitat (zone di riproduzione, di allevamento ecc.), profondità e temperatura dell’acqua, offerta alimentare disponibile, ostacoli alla migrazione dei pesci, interesse per la pesca sportiva, statistiche del pescato e ripopolamento

> Funzione delle acque per il raggiungimento degli obiettivi di protezione di habitat Condizioni degli ambienti naturali degni di protezione acquatici e rivieraschi > Qualità ecomorfologiche (alveo, sponde) e funzionali, potenziale di rivitalizzazione, spazio riservato al corso d’acqua, indicazione dei deficit esistenti > Flora e fauna acquatiche (vedi sotto 5.12)

> Arginatura e correzione di corsi d’acqua Casi speciali > Autorizzazioni di interventi tecnici nei corsi d’acqua > Eccezioni per la copertura e la messa in galleria di corsi d’acqua > Autorizzazioni per l’introduzione di sostanze solide nei laghi > Autorizzazioni per l’estrazione di materiali dai corsi d’acqua > Autorizzazioni per lo spurgo e lo svuotamento dei bacini di accumulazione > Autorizzazioni per prelievi da corsi d’acqua con deflusso permanente o da laghi e acque sotterranee che influenzano tali corsi d’acqua

RIA cap. 5.5.3 Acque di scarico

> Conformità al Piano generale di smaltimento delle acque (PGS) e alle regolamenta- Condizioni locali zioni comunali

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 28

> Impianti di trattamento delle acque di scarico: funzionalità, sicurezza, capacità attuale/futura, osservanza delle esigenze > Motivazione delle modalità di smaltimento: perché le acque da evacuare sono lasciate infiltrare oppure immesse in un corso d’acqua o nella rete fognaria? > Verifica del rispetto delle esigenze normative e della conformità dei sistemi previsti

> Qualità fisico-chimica, tipi e quantità di acque di scarico da smaltire (acque di Immissione di acque di scarico scarico urbane, acque di scarico industriali e artigianali, altre acque di scarico) inquinate > Impianti di pretrattamento, di ritenzione e altre misure (gestione dei concimi aziendali, controlli di qualità) > Verifica dell’osservanza dei requisiti per l’immissione nelle acque superficiali o nelle rete fognaria > Descrizione delle proprietà dei ricettori naturali nei quali vengono immesse le acque di scarico: deflusso, tratto con deflusso residuale, valutazione ecologica, riflessioni sul trasporto solido ecc.

> Qualità fisico-chimica, quantità, tipo e origine delle acque di scarico da infiltrare Infiltrazione di acque di scarico > Descrizione della natura del suolo: settori e zone di protezione delle acque sotterra- non inquinate nee, vulnerabilità delle acque sotterranee, inquinamento del suolo esistente > Sistema d’infiltrazione (dimensionamento, capacità, rendimento idraulico ecc.)

RIA cap. 5.6 Suolo

> Caratteristiche pedologiche (secondo la Norma Svizzera SN 640581a); profilo Condizioni locali pedologico secondo le direttive della Società svizzera di pedologia > Indicazione degli effetti nocivi per la fertilità dei terreni strutturalmente fragili; descrizione dei suoli rari e particolarmente degni di protezione, dei terreni arabili, delle bonifiche fondiarie > Dati di base: cartografia dei tipi di suolo, strati, spessori, strutture, tenori d’acqua e di materie organiche, pietrosità, utilizzazione e modi di sfruttamento, esame della sensibilità al degrado fisico (compattazione), rischio di erosione > Gestione del suolo > Scavo/stoccaggio/riutilizzo del suolo fertile (quantità, estensione dell’area/ricoltivazione) secondo le Norme Svizzere SN 640582 e SN 640583 > Bilancio del materiale di scavo; selezione del materiale terroso asportato; proposte per l’utilizzo delle eccedenze > Analisi del suolo (se sono previste movimentazioni di terreno e si suppone un inquinamento del suolo): metalli pesanti, inquinanti organici; indicazione di limitazioni d’utilizzazione > Verifica del rispetto di valori indicativi/di guardia/di risanamento

> Pianificazione del ripristino delle superfici temporaneamente occupate dal cantiere Ricoltivazione (drenaggio, ricoltivazione, limitazioni d’utilizzazione, vincoli per lo sfruttamento); proposte di garanzia finanziaria

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 29

RIA cap. 5.7 Siti contaminati

> Dati del catasto dei siti inquinati: tipo di sito, ubicazione, tipo e quantità di rifiuti Condizioni locali depositati, durata degli effetti, indagini già condotte, settori ambientali minacciati ecc. > Risultati delle indagini preliminari (storiche/tecniche): necessità di sorveglianza o di risanamento? > Se è necessario il risanamento: risultati dell’indagine dettagliata e del progetto di Siti da risanare risanamento secondo OSiti: obiettivi e urgenza del risanamento, misure.

RIA cap. 5.8 Rifiuti, sostanze pericolose per l’ambiente

> Superficie necessaria per il progetto dal punto di vista dei materiali di scavo e dei Condizioni locali rifiuti di cantiere (indicazioni in base agli studi del suolo e del sottosuolo, relative allo smantellamento/demolizione, al catasto dei siti inquinati ecc.)

In linea di principio, occorre evitare il più possibile la produzione di rifiuti, riciclarli o Gestione dei rifiuti e smaltirli nel rispetto dell’ambiente. del materiale

Fase di cantiere:

> Quantità per tipo di rifiuti e ripartizione temporale (materiale di scavo/di sgombero e di demolizione, rifiuti edili minerali, altri rifiuti di cantiere, rifiuti speciali) > Verifica delle possibilità e delle capacità di riciclaggio > Valutazione e designazione delle tecniche e degli impianti di smaltimento previsti per tipo di rifiuti, indicazioni sulle capacità di smaltimento disponibili > Se necessario, prova della conformità con il piano cantonale di gestione dei rifiuti > Stima dei costi di smaltimento, se decisiva per la scelta della filiera di smaltimento > Misure di controllo previste per uno smaltimento ecologico

Il trattamento degli aspetti summenzionati corrisponde al piano di gestione dei rifiuti e dei materiali vero e proprio, che, se del caso, deve essere aggiornato sulla base di dati di progetto più dettagliati e trasmesso all’autorità decisionale per l’approvazione prima dell’inizio della fase di cantiere.

Fase d’esercizio:

> Quantità per tipo di rifiuti e ripartizione temporale [urbani/compostabili/speciali/di cantiere, materiale di scavo/di sgombero e di demolizione (ad es. materiale solido di fondo in relazione alle opere di protezione contro le piene, fango nei laghi artificiali) ecc.] > Tipo di raccolta, separazione, deposito, trasporto e trattamento; valutazione e designazione delle filiere e degli impianti di smaltimento per tipo di rifiuti; indicazioni sulle capacità di smaltimento disponibili.

> Basi per l’autorizzazione di eventuali impianti di trattamento dei rifiuti funzionali al Casi speciali progetto (ad es. deposito intermedio, discarica)

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 30

RIA cap. 5.9 Organismi pericolosi per l’ambiente (in particolare organismi alloctoni, patogeni e geneticamente modificati)

> Autorizzazione federale per la produzione/l’impiego in sistemi chiusi e per Autorizzazione federale l’emissione sperimentale nell’ambiente di organismi geneticamente modificati o patogeni: classi di attività, numero di notifica dei progetti, valutazione dei rischi, danni potenziali al suolo e alle biocenosi

RIA cap. 5.10 Prevenzione degli incidenti rilevanti / protezione dalle catastrofi

Nel presente capitolo occorre spiegare perché l’impianto non è sottoposto all’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR) oppure presentare i pertinenti rapporti (breve rapporto, eventualmente complemento al rapporto breve o valutazione del rischio) o una sintesi dei documenti corrispondenti.

RIA cap. 5.11 Foresta

> Delimitazioni delle superfici forestali secondo il catasto, accertamento del carattere Condizioni locali forestale (art. 2 e 10 LFo) > Rilevamento dello stato (descrizione della foresta: biocenosi, funzioni del bosco, importanza come habitat per la flora e la fauna) > Gestione (pianificazione della cura e dell’utilizzazione, misure silvicole, allacciamenti forestali, traffico sulle strade forestali) > Funzioni forestali particolari (riserve forestali, biotopi degni di protezione secondo l’art. 14 cpv. 3 OPN)

> Registrazione delle servitù in ambito forestale, ad esempio limitazioni di superficie e Casi speciali in altezza, diritto di passaggio (utilizzazioni nocive secondo l’art. 16 LFo) > Autorizzazioni per l’impiego in foresta di sostanze pericolose per l’ambiente/prodotti fitosanitari/concimi

In caso di dissodamento, il presente capitolo deve comprendere un riassunto del dossier Domanda di dissodamento relativo alla domanda di dissodamento (in particolare condizioni per la deroga al divieto di dissodamento secondo l’art. 5 LFo e rimboschimento compensativo secondo l’art. 7 LFo).

RIA cap. 5.12 Flora, fauna, biotopi (senza ambienti acquatici)

> Biotopi protetti (biotopi d’importanza nazionale/regionale/locale) Condizioni locali bis > Biotopi degni di protezione: tipi secondo l’articolo 18 capoverso 1 LPN e l’articolo 14 capoverso 3 OPN, con la loro dinamica naturale e le principali funzioni ecologiche > Rilevamenti floristici: specie rare, minacciate o protette secondo le Liste rosse a livello federale o cantonale nonché specie indicatrici e specie prioritarie; evoluzione delle stazioni; presentazione succinta di tutte le unità di vegetazione esistenti interessate; popolazioni delle specie inserite nella Lista nera (specie alloctone invasive)

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 31

> Rilevamenti faunistici: specie rare, minacciate o protette secondo le Liste rosse a livello federale o cantonale nonché specie indicatrici e specie prioritarie; popolazioni (territori, riproduzione, evoluzione) > Reti di interconnessione biologica: elementi di interconnessione esistenti/potenziali e qualità (REN), passaggi faunistici esistenti/potenziali, compresi quelli per gli anfibi

> Protezione/ripristino/sostituzione/interconnessione di biotopi naturali secondo l’arti- Misure colo 18 capoverso 1bis LPN e l’articolo 14 capoverso 3 OPN (piani di situazione o piani di accompagnamento paesaggistici); coordinamento con i biotopi, zone e oggetti protetti contigui e progetti di interconnessione regionali, coordinamento con la gestione delle superfici di compensazione ecologica (tipi, obiettivi); integrazione dei dati REN e piani comparabili dei Cantoni > Piani di gestione, modalità di manutenzione e cura; monitoraggio della diversità biologica, verifica dell’attuazione delle misure e dei loro effetti

> Specie faunistiche selvatiche: grado di protezione, popolazioni (caratteristiche, Fauna selvatica evoluzione, danni causati dalla selvaggina), statistiche della caccia, statistiche degli animali investiti o feriti da autoveicoli > Bandite di caccia, siti di riposo della fauna selvatica, riserve per gli uccelli acquatici

> Effetti delle immissioni luminose, in particolare per la fauna (ad es. insetti, uccelli Immissioni luminose migratori)

> Accertare se è necessario consultare una commissione federale o un servizio canto- Casi speciali / autorizzazioni nale specializzato speciali > Studi relativi a autorizzazioni per la posa di trappole/la caccia di specie protette > Allestimento dei documenti relativi a autorizzazioni speciali – per interventi nelle zone golenali, nelle torbiere alte e nelle paludi d’importanza nazionale; – per eliminare la vegetazione ripuale nonché per interventi nei siti di riproduzione di anfibi; – per l’eliminazione di siepi e boschetti (ripuali o campestri); – per interventi negli habitat di specie animali e vegetali protette; – per interventi nelle zone e negli oggetti protetti cantonali e comunali.

RIA cap. 5.13 Paesaggi e abitati

> Inventari delle zone palustri, dei paesaggi, dei siti storici e dei monumenti naturali Condizioni locali (Confederazione, Cantoni, Comuni) > Aspetti caratteristici del paesaggio, dei siti storici, dei monumenti naturali (oggetti d’importanza nazionale/regionale/locale, minacce) e valutazione in un contesto paesaggistico più ampio > Abitati caratteristici degni di protezione (valori, minacce) > Paesaggi rurali tradizionali (valori, minacce) > Specchi d’acqua superficiali come elementi paesaggistici

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 32

> Uso a scopi ricreativi, importanza come spazio di svago, piano degli spazi non edificati, danni a sentieri, effetti delle misure di valorizzazione

> Piani di sistemazione paesaggistica, concezioni paesaggistiche, progetti di intercon- Integrazione nel paesaggio nessione, regolamenti edilizi (superfici verdi, allineamenti) > Effetti delle immissioni luminose sul paesaggio > Misure di tutela > Valutazione qualitativa dell’integrazione nel paesaggio (estetica, proporzioni, materiali ecc.)

> Accertare se è necessario consultare una commissione federale o un servizio canto- Casi speciali nale specializzato

RIA cap. 5.14 Monumenti culturali, siti archeologici

> Monumenti protetti e degni di protezione (edifici, vie di comunicazione, siti archeo- Condizioni locali logici) secondo gli inventari della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni > Geotopi (caratteristiche, valori) > Zone archeologiche o siti d’interesse archeologico

> Misure di tutela e cura dei siti archeologici Casi speciali > Accertare se è necessario consultare una commissione federale o un servizio cantonale

RIA cap. 5.15 Effetti nella fase di cantiere (solo in casi speciali)

Nel caso di progetti che prevedono una fase di cantiere estesa può essere opportuno raggruppare le indicazioni relative alla fase di cantiere in un capitolo distinto del RIA. Negli altri casi, gli effetti di questa fase vanno trattati nei capitoli dedicati ai rispettivi settori ambientali.

La tabella riportata di seguito serve quale ausilio per la scelta degli elementi pertinenti da trattare a seconda del tipo di cantiere.

Effetti e misure

> Piano di gestione dei materiali di scavo: bilancio materiale di sterro/riporto (volu- Movimentazione di materiale mi); filiere di valorizzazione (riciclo, trattamento e stoccaggio); depositi intermedi; terroso/materiale di scavo gestione del materiale di scavo e dei terreni inquinati > Piste e installazioni di cantiere

> Piano di gestione dei rifiuti di cantiere (cfr. raccomandazione SIA 430) con descri- Rifiuti zione degli impianti specifici

> Acque sotterranee/superficiali interessate Protezione delle acque > Misure di protezione necessarie per i lavori nelle aree particolarmente minacciate, nelle zone e nelle aree di protezione delle acque sotterranee

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 33

> Stoccaggio e travaso di liquidi nocivi per le acque e piano d’intervento in caso di sinistri > Trattamento e immissione delle acque di cantiere (cfr. raccomandazione SIA 431) con descrizione degli impianti previsti

> Gruppo di provvedimenti secondo la Direttiva aria cantieri a seconda del cantiere Protezione contro l’inquinamento (A o B), catalogo dei provvedimenti secondo la Direttiva aria cantieri e misure con- atmosferico cernenti i trasporti di cantiere

> Zone in prossimità del cantiere e delle piste di cantiere Rumore e vibrazioni > Lavori di costruzione potenzialmente rumorosi (intensità, localizzazione, caratteristiche, durata) > Definizione dei gruppi di provvedimenti secondo la Direttiva sul rumore dei cantieri per i lavori di costruzione e i trasporti edili; elaborazione di un piano di misure di protezione fonica sulla base del catalogo dei provvedimenti che figura nella direttiva (per la fase di pianificazione e di esecuzione) > Effetti delle vibrazioni, fasi di costruzione critiche, provvedimenti durante la fase di pianificazione e di esecuzione

> Materiale di scavo, deposito provvisorio, riutilizzo del suolo, misure di protezione Suolo > Considerazione dei giorni di pioggia con divieto di attività edilizia nei contratti d’appalto e nel programma dei lavori > Scelta delle macchine di cantiere secondo gli obiettivi di protezione fisica; limiti di impiego secondo l’umidità e il tipo di suolo; informazione del personale del cantiere > Indicazione delle vie di trasporto e dell’area degli impianti di cantiere

> Ambienti naturali secondo 5.5.2 e 5.12: interventi temporanei, misure di tutela e di Altri settori ambientali sostituzione > Fabbisogno e approvvigionamento energetici > Pericoli potenziali per la popolazione e per l’ambiente (misure di sicurezza e limitazioni preventive del carico inquinante)

RIA cap. 6 Panoramica delle misure

«Misura», un concetto con vari significati

Nell’ambito del RIA, il concetto di «misura» viene usato in vari contesti.

> L’articolo 10a capoverso 2 LPAmb parla di «misure specifiche al progetto o all’ubicazione» per indicare misure che non sono standardizzate ma che vengono definite caso per caso. Per misure standard si intendono quelle la cui applicazione corrisponde a norme tecniche (ad es. raccordo adeguato al sistema fognario). La distinzione tra misure specifiche al progetto o all’ubicazione è irrilevante per determinare nel caso concreto l’obbligo di EIA per nuovi impianti, in quanto serve unicamente al Consiglio federale come criterio per definire la lista in allegato all’OEIA (cfr. modulo 2, cap. 1.1).

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 34

> L’articolo 10b capoverso 2 lettera b e capoverso 3 LPAmb evoca le misure previste per la protezione dell’ambiente e per i casi di catastrofe. Si tratta di misure di protezione ambientale volte a evitare, ridurre o compensare i danni ambientali, che devono essere proposte nel RIA dal richiedente e realizzate nella fase di cantiere e di esercizio. > Spesso si parla anche di «misure integrate al progetto» per indicare tutte le misure di protezione dell’ambiente previste nel progetto. > Nell’articolo 10c capoverso 1 LPAmb si menzionano le misure da prendere. Si tratta delle misure di protezione ambientale già previste nel progetto (secondo l’art. 10b cpv. 2 lett. b e cpv. 3) e di altre misure richieste dal servizio cantonale specializzato nel suo parere. > In virtù dell’articolo 11 LPAmb, gli inquinamenti atmosferici, il rumore, le vibrazioni e le radiazioni devono essere limitati da misure applicate alla fonte (limitazione delle emissioni). Nell’ambito della prevenzione, le emissioni devono essere limitate nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche indipendentemente dal carico inquinante esistente. > L’articolo 6 della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN) parla di misure (provvedimenti) di ripristino o di adeguate misure di sostituzione in relazione a oggetti d’importanza nazionale, ossia di oggetti che meritano specialmente di essere conservati intatti ma, in ogni caso, di essere salvaguardati per quanto possibile anche per mezzo di eventuali provvedimenti di ripristino o di adeguati provvedimenti di sostituzione. > In relazione agli interventi in grado di pregiudicare biotopi degni di protezione, l’articolo 18 capoverso 1ter LPN fa una distinzione tra misure di protezione, misure di ripristino e (se la protezione o il ripristino non sono possibili) misure sostitutive. Anche queste tre categorie rappresentano misure di protezione ambientale ai sensi dell’articolo 10b capoverso 2 lettera b e capoverso 3 LPAmb. > L’articolo 18b LPN menziona misure di compensazione ecologica. Non si tratta di misure sostitutive ai sensi dell’articolo 18 capoverso 1ter, bensì di misure che vengono predisposte nelle aree sfruttate all’interno e all’esterno degli insediamenti a titolo di compensazione ecologica e che, generalmente, non sono collegate a progetti di costruzione.

Oltre ai termini e ai contesti menzionati, vengono utilizzate molte altre designazioni, ad esempio misure di manutenzione e di risanamento. Se sono utilizzate in relazione all’EIA, rinviano in linea di massima alle misure di cui all’articolo 10b capoverso 2 lettera b e capoverso 3 LPAmb.

RIA cap. 6.1 Tabella riassuntiva delle misure

Le misure previste nel quadro del progetto sono descritte nei singoli settori ambientali (RIA cap. da 5.1 a 5.14). Si raccomanda di raggruppare le misure in una tabella riassuntiva e in schede nonché, nel limite del possibile, di situarle su una cartina. Inoltre, si suggerisce di indicare come valutare la loro efficacia a lungo termine (controllo dell’ef-

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 35

ficacia, cfr. «Guide pour la présentation et la description de mesures de protection de l’environnement», grEIE, UFAM, e Manuale EIA modulo 7, in preparazione).

Fig. 3 > Presentazione delle misure di protezione dell’ambiente nel RIA

Misure di protezione dell’ambiente Motivazione e descrizione nei vari capitoli relativi al settore ambientale corrispondente

Tabella riassuntiva Piano sinottico delle misure Schede delle misure delle misure (event. in allegato al RIA) (event. in allegato al RIA) (cap. 6.1)

Le misure contenute nel RIA garantiscono la conformità dell’impianto al diritto am- Grado di dettaglio bientale e sono parte integrante del progetto. Pertanto, i loro effetti sull’ambiente devono essere studiati con lo stesso grado di dettaglio del progetto e del suo impatto. Le misure devono essere coordinate tra di loro e valutate insieme al progetto. Poiché sono considerate parte integrante del progetto che l’autorità decisionale deve approvare, vanno inserite anche nei piani e nel dossier. Occorre inoltre indicare gli strumenti e i mezzi che permettono la loro realizzazione (ad es. acquisizione di terreno per le misure sostitutive e di compensazione). L’attuazione delle misure viene quindi garantita in modo vincolante con l’approvazione del progetto e va stabilita e pianificata nel tempo.

Tab. 3 > Beispiel einer Massnahmentabelle

N. Misura Competenza Orizzonte temporale di realizza- Osservazioni zione Rumore-01 Parete fonoassorbente km 4.8–5.1 Divisione delle costruzioni Prima della messa in servizio Controllo dei risultati (misurazioni del rumore) un anno dopo la messa in servizio Aria-01 Inerbimento/irrigazione di depositi di Richiedente A inizio lavori Disposizione inserita nel bando materiale, copertura di nastri d’appalto trasportatori Suolo-01 Deposito di humus Richiedente Installazione prima dell’inizio dei Accordo contrattuale con i proprietari lavori, inerbimento a deposito ul- fondiari, controllo dell’efficacia un anno timato (prima della settimana 35) dopo l’inerbimento Natura-01 Sostituzione di una siepe a «Vogel- Sostituzione: richiedente A inizio lavori Nuovo impianto, se possibile prima di sang» Cura: proprietario del fondo rimuovere la vecchia siepe Paesaggio-01 Piantagioni sostitutive lungo un viale Piantumazione: richiedente 6 mesi prima della messa in Combinare con la valorizzazione della Cura: proprietario del fondo servizio riserva naturale «Sunnetäli»

Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente UFAM 2009 36

Fig. 4 > Esempio di piano sinottico delle misure Esempio fittizio di un piano sinottico delle misure.

Fonte: Guide pour la présentation et la description de mesures de protection de l’environnement (GrEIE, gennaio 2008)

RIA cap. 6.2 Accompagnamento ambientale

Il modulo 6 del Manuale EIA illustra in modo esauriente le condizioni quadro e le Manuale EIA modulo 6 esigenze relative all’accompagnamento ambientale e spiega come il tema viene trattato nel RIA. L’indagine preliminare con capitolato d’oneri permette di determinare se è necessario un accompagnamento ambientale e, in caso affermativo, in quali settori ambientali va realizzato. Il RIA deve trattare i seguenti temi:

> i settori ambientali identificati e le fasi progettuali con accompagnamento ambienta- Capitolato «provvisorio» le; per l’accompagnamento > lo schema a grandi linee delle attività di accompagnamento ambientale; ambientale > l’integrazione dell’accompagnamento ambientale nell’organizzazione di progetto; > il ruolo dell’accompagnamento ambientale nella progettazione e nella gara d’appalto; > la competenza dell’accompagnamento ambientale di impartire istruzioni; > la competenza di comunicazione dell’accompagnamento ambientale; > il piano per la gestione dei conflitti;

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 37

> la bozza di piano per il reporting dell’accompagnamento ambientale e il controllo Reporting dell’accompagnamento dei risultati (forma e frequenza); ambientale e controllo dei risultati > la bozza di piano di controllo; > per le misure la cui efficacia è incerta, occorre abbozzare le procedure da adottare in caso di non raggiungimento degli obiettivi.

RIA cap. 7 Conclusioni

Le conclusioni devono dimostrare, dal punto di vista dell’autore del rapporto, la compatibilità del progetto con le esigenze della protezione ambientale. L’impatto del progetto dev’essere valutato tenendo conto degli effetti delle misure previste. Inoltre, le conclusioni devono menzionare il carico inquinante presumibile (tenuto conto di eventuali margini di interpretazione).

RIA cap. 8 Capitolato d’oneri per il RIA della tappa successiva

Questo capitolo è necessario solamente per le procedure plurifase (cfr. cap. 4, più sotto).

RIA cap. 9 Allegati

Tra gli allegati del RIA figurano i seguenti elementi (nella misura in cui non figurano già in un’altra parte del rapporto):

> l’elenco delle abbreviazioni utilizzate; > l’elenco delle fonti e dei documenti di riferimento; > gli inventari (ad es. di flora e fauna); > i rapporti speciali secondo la legislazione ambientale (ad es. rapporto sui deflussi residuali) e altre perizie o rapporti tecnici; > le tabelle e i risultati dettagliati dei calcoli; > i risultati cartografici (suolo, vegetazione); > i rapporti delle analisi di laboratorio (acque, suolo ecc.); > i piani che illustrano il progetto; > i documenti fotografici; > il piano sinottico delle misure (mappa); > le schede delle misure; > la proposta di un capitolato d’oneri per l’accompagnamento ambientale. > la lista degli autori del RIA e dei subappaltatori.

Negli allegati vanno inoltre descritti unicamente i metodi utilizzati che non sono rico- Schede delle misure nosciuti o raccomandati dai servizi specializzati nel parere relativo al capitolato d’oneri.

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Le schede con indicazioni dettagliate delle singole misure sono necessarie quando le misure sono relativamente onerose, devono essere realizzate in tempi diversi o implicano il coinvolgimento di diverse parti (cfr. esempio in allegato). Se è previsto un accompagnamento ambientale (cfr. RIA cap. 6.2) nel quadro della realizzazione del progetto, si consiglia di raccogliere le misure più importanti in schede (in allegato al RIA) al fine di garantire la coerenza e la continuità tra il RIA e l’accompagnamento ambientale.

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 39

4 > Documentazione ambientale nella procedura plurifase

Il RIA per l’esame plurifase (cfr. modulo 4) deve basarsi sugli elementi essenziali che permettono di valutare il progetto tappa per tappa. Ad ogni tappa e in ogni fase della procedura, le informazioni devono essere strutturate e formulate in modo che la loro precisione corrisponda al grado di concretizzazione specifico.

A titolo di esempio, nel quadro di un progetto per la costruzione di una centrale idroelettrica la necessità di un passaggio per i pesci dev’essere accertata a livello della procedura di rilascio della concessione per «l’autorizzazione di interventi tecnici nei corsi d’acqua» nel RIA di prima fase. In questa stessa fase occorre inoltre affrontare la questione dei deflussi residuali (in relazione alla decisione sui deflussi). Nel RIA di seconda fase, ossia a livello di permesso di costruzione, vanno definiti in modo dettagliato la dimensione dei bacini, la posizione del punto di immissione e la portata di attrazione per i pesci.

La prima fase del RIA non deve trattare problemi che possono essere esaminati meglio in una seconda tappa (ad es. progetto di costruzione), una volta che le condizioni quadro sono note. Può però essere utile indicare i contenuti che saranno trattati in una fase ulteriore.

Questo vale anche quando, nel quadro di un EIA plurifase, i principali impatti sull’ambiente sono stati sufficientemente esaminati durante l’indagine preliminare.

Per le procedure plurifase si raccomanda di integrare nel RIA il capitolato d’oneri per Capitolato d’oneri per la tappa le indagini ambientali della tappa successiva (capitolo 8 supplementare secondo il successiva del RIA modello di indice, cfr. anche modulo 3, cap. 4).

Per gli impianti che rientrano nel campo d’applicazione dell’OPIR occorre tener conto Impianti che rientrano nel campo della procedura in due tappe dell’OPIR. Il rapporto breve previsto dall’OPIR d’applicazione dell’OPIR dev’essere integrato nel RIA al più tardi nella penultima fase, in modo da poter valutare per tempo la necessità di un’analisi del rischio conformemente all’OPIR. L’eventuale analisi dev’essere integrata nel RIA al più tardi nell’ultima fase.

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> Allegati A1 Aiuti all’esecuzione e documenti di lavoro

Qui di seguito sono elencati gli aiuti all’esecuzione e gli ausili rilevanti che hanno un campo d’applicazione sovracantonale. Nell’elenco non figurano eventuali aiuti all’esecuzione cantonali.

> EIE et infrastructures routières. Guide pour l’établissement de rapports d’impact. Impianti Informations concernant l’EIE, OFEFP, 1992 (in francese e tedesco) > EIE des aménagements hydroélectriques. Mesures pour la protection de l’environnement Informations concernant l’EIE, OFEFP, 1997 (in francese e tedesco)

> Protezione dell’aria sui cantieri edili – Direttiva aria cantieri, Pratica ambientale, Protezione dell’aria UFAM, 2009 > Lutte contre la pollution de l’air dans le trafic routier de chantier – Directive concernant les mesures d’exploitation et les mesures techniques visant à limiter les émissions de polluants atmosphériques des chantiers, L’environnement pratique, OFEV, 2009 (in francese e tedesco) > Sili di ghiaia, cave e impianti simili – Comunicazione concernente l’OIAt, UFAM, > Protezione dell’ambiente e lavori anticorrosione – Basi per la pianificazione, Pratica ambientale, UFAM, 2004 > Protezione contro la corrosione all’aperto – Comunicazione concernente l’OIAt n. 12, UFAM, 2002

> Direttiva sul rumore dei cantieri – Direttiva sui provvedimenti di costruzione e Rumore d’esercizio per limitare il rumore dei cantieri, Pratica ambientale, UFAM, versione aggiornata del 24 marzo 2006 > Aiuto all’esecuzione della Direttiva sul rumore nei cantieri, cercle bruit, 2005 > Directive sur le bruit des établissements publics – Détermination et évaluation des nuisances sonores liées à l’exploitation des établissements publics, cercle bruit, 2007 (in francese e tedesco) > Programme PC SonGun V 1.0 pour le calcul du bruit de tir – Mode d’emploi, L’environnement pratique, OFEV, 2006 (in francese e tedesco) > Sostenibilità economica e proporzionalità di provvedimenti antirumore – Ottimizzazione della ponderazione di interessi, Pratica ambientale, UFAM, 2006

> Direttiva per la valutazione di vibrazioni e di rumori trasmessi per via solida da Vibrazioni impianti per il trasporto su binari, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 1999 > Norma DIN 4150–2 Erschütterungen im Bauwesen, Einwirkungen auf Menschen in Gebäuden – Beurteilung und Massnahmen und Auswirkungen, imb dynamik, giugno 1999

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 41

> Aiuti all’esecuzione relativi all’ORNI per diverse categorie di impianti RNI (cfr. www.environnement-suisse.ch/electrosmog > Prescriptions > Aides à l’exécution), UFAM (in francese e tedesco)

> Le domaine protection des eaux et pêche dans le cadre d’une EIE – Informations Acque concernant l’EIE, OFEFP, 1990 (in francese e tedesco) > EIE des aménagements hydroélectriques – Mesures pour la protection de l’environnement, Informations concernant l’EIE, OFEFP, 1997 (in francese e tedesco) > Instructions: Débits résiduels convenables – Comment peuvent-ils être déterminés? – Annexe: Eléments pour la détermination du débit Q347, carte 1:500 000, L’environnement pratique, OFEFP, 2000 (in francese e tedesco) > Istruzioni pratiche per la protezione delle acque sotterranee – Istruzioni pratiche, UFAFP, 2004 > Protezione delle acque nello smaltimento delle acque di scarico delle vie di comunicazione – Istruzioni, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 2002 > Evacuation des eaux des lignes ferroviaires – Modification importante des installations ferroviaires existantes, au sens de l’ordonnance sur la protection des eaux, OFEV, 2006 (in francese e tedesco) > Instructions pour l’application de la protection des eaux souterraines aux ouvrages souterrains – Tunnel, ouvrage souterrain, analyse de scénario, impact sur l’environnement, scénario d’impact, protection des eaux souterraines, L’environnement pratique, OFEFP , 1998 (in francese e tedesco) > Directives sur le prétraitement et l’évacuation des eaux résiduaires provenant des établissements de la branche automobile, L’environnement pratique, OFEFP, 1987 (in francese e tedesco) > Méthodes d’analyse et appréciation des cours d’eau en Suisse: Ecomorphologie niveau R – Informations concernant la protection des eaux, OFEFP, 1998 (in francese e tedesco) > Méthodes d’analyse et d’appréciation des cours d’eau en Suisse – Poissons niveau R (région) – Informations concernant la protection des eaux, OFEFP, 2004 > Popolazioni di temoli d’importanza nazionale, Informazioni concernenti la pesca, UFAFP, 2002

> Pratica ambientale: Suolo – Aiuti all’esecuzione dell’UFAM (in ordine cronologi- Suolo co), Internet: UFAM > Documentazione > Pratica ambientale > Suolo

> Cahier des charges pour l’investigation technique des sites pollués – Sites contami- Siti inquinati nés – Estimation de la mise en danger, L’environnement pratique, OFEFP, 2000 (in francese e tedesco) > Elaboration de projets d’assainissement de sites contaminés – aide à l’exécution, L’environnement pratique, OFEFP, 2001 (in francese e tedesco)

> Gestione dei rifiuti e dei materiali generati da progetti soggetti e non soggetti Rifiuti, sostanze pericolose per all’EIA – Istruzioni, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 2003 l’ambiente

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> Direttiva per il riciclaggio dei rifiuti edili minerali – Conglomerato bituminoso, materiale non bituminoso da demolizione stradale, calcestruzzo di demolizione, materiale di demolizione non separato, Pratica ambientale, UFAM, 2006 > Direttiva per il riciclaggio, il trattamento e il deposito di materiale di scavo – Direttiva sul materiale di scavo, UFAFP, 1999 > Direttiva sul materiale di scavo dei binari – Pianificazione delle opere, valutazione e smaltimento del materiale di scavo proveniente da attività nei binari, Ufficio federale dei trasporti (UFT) in collaborazione con l’UFAFP, 2002 > Recommandation SIA 430: Gestion des déchets de chantier lors de travaux de construction, de transformation et de démolition – Recommandation, Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), 1993 (in francese e tedesco)

> Lista nera e Watch List – Neofite, specie invasive, dati attuali ottenibili presso Organismi pericolosi per l’UFAM o la CPS, 2008 l’ambiente

> Manuale I concernente l’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti Prevenzione degli incidenti (OPIR) – Aiuto all’esecuzione destinato ad aziende con sostanze, preparati o rifiuti, rilevanti / protezione dalle UFAM, 2008 catastrofe > Manuale II concernente l’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR) – Aiuto all’esecuzione destinato ad aziende con microrganismi, UFAM (in preparazione). > Manuel III de l’ordonnance sur les accidents majeurs. Directives pour voies de communication. L’environnement pratique, OFEFP, 1992 (in francese e tedesco) > Critères d’appréciation I pour l’ordonnance sur les accidents majeurs (OPAM). Directives pour les entreprises qui utilisent des substances, des produits ou des déchets spéciaux, L’environnement pratique, OFEFP, 1996 (in francese e tedesco). > Critères d’appréciation II pour l’ordonnance sur les accidents majeurs (OPAM). Directives pour voies de communication, L’environnement pratique, OFEFP, 2001 (in francese e tedesco). > I quantitativi soglia secondo l’ordinanza sulla protezione contro gli incidenti rilevanti (OPIR) – Elenco di sostanze e preparati, Pratica ambientale, UFAM, 2006 > Coordinamento tra pianificazione del territorio e prevenzione degli incidenti rilevanti lungo le linee ferroviarie a rischio – Aiuto alla pianificazione, ARE, UFAM, UFT,

> Dissodamenti, contenuto della domanda di dissodamento – Circolare n. 1, UFAM, Foreste

> Esthétique du paysage – Guide pratique, OFEFP, 2005 (in francese e tedesco) Flora, fauna, habitat, paesaggio e > Trasporto dell’energia elettrica e protezione del paesaggio – Direttive, Ambiente- abitati Esecuzione, UFAFP, 1980 > Prevenzione delle emissioni luminose – Entità, cause ed effetti sull’ambiente, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 2005 > Vernetzung von Lebensräumen bei der Gestaltung von Verkehrsträgern, rapporto di ricerca VSS, 1999/240, 2007 > Golf – Pianificazione del territorio – Paesaggio – Ambiente. Raccomandazioni, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 1995

> Modulo 5 Contenuti della documentazione ambientale stato 12.01.2012 43

> Les corridors faunistiques en Suisse – Bases pour la mise en réseau suprarégionale des habitats, Cahiers de l’environnement, OFEFP, 2001 (in francese e tedesco) > Esthétique du paysage – Guide pour la planification et la conception de projets, Guide de l’environnement, OFEFP, 2001 (in francese e tedesco) > Interventi sul paesaggio a favore della pratica dello sci – Direttive per il rispetto della tutela della natura e del paesaggio, Ambiente-Esecuzione, UFAFP, 1991 > Lebensräume der Schweiz, Delarze R., Gonseth Y., Galland P., Ott Verlag Thun, > Les améliorations foncières en harmonie avec la nature et le paysage, SIA e OFEFP, 1998 (in tedesco e francese) > Protection de la nature et du paysage et protection du patrimoine lors de l’élaboration de rapports d’impact – Recommandations pour l’auteur du domaine N/P+P, Informations concernant l’EIE n° 4, OFEFP, 1991 > Pianificazione e costruzione di paesaggi faunistici lungo le vie di comunicazione – Direttiva del DATEC, 2001 > Liste rosse delle specie animali minacciate, delle felci e delle piante a fiori, dei muschi, licheni e funghi – Panoramica delle specie, UFAM > Panoramica di tutti gli inventari federali (www.EcoGIS.ch) > Rives et végétation des rives selon la LPN – Définitions scientifiques et commentaires sur la base des articles 18 alinéa 1bis et 21 de la loi fédérale sur la protection de l’environnement (LPN), OFEFP, 1997 (in francese e tedesco) > Protezione degli uccelli sulle linee elettriche aeree a corrente forte con tensioni nominali superiori a 1 kV, Pubblicazioni varie sull’ambiente, 2009 > Normes VSS SN 640 690a à 640 694, Faune et trafic (in francese e tedesco) > Norme VSS SN 671 560, Entretien des espaces verts (in francese e tedesco) > Protezione contro le piene dei corsi d’acqua – Direttive, UFAEG, 2001 > Reconstitution et remplacement en protection de la nature et du paysage – La réglementation des atteintes en droit suisse, Guida all’ambiente, UFAFP, 2002 (in francese e tedesco) > Liste Rosse e aiuti all’esecuzione per la conservazione e la gestione delle specie: Internet UFAM > Documentazione > Pratica ambientale > Gestione delle specie > Pratica ambientale: Natura e paesaggio: Internet UFAM > Documentazione > Pratica ambientale > Natura e paesaggio > Influences de l’aviation sur l’avifaune – Rapport final et recommandations, Cahiers

de l’environnement, OFEFP/OFAC, 2005 (in francese e tedesco) > Compensazione ecologica negli aerodromi – Raccomandazioni, UFAC/UFAFP,

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A2 Scheda delle misure

Esempio fittizio di una scheda delle misure di protezione del suolo per una cava

Dati di riferimento

Nome Impianto per il deposito dello strato superiore (orizzonte A) e dello strato inferiore (orizzonte B) del suolo Numero Suolo-01 Ubicazione Cfr. piano sinottico Scopo Garantire che il terreno asportato possa essere riutilizzato nell’ambito della ricoltivazione (orizzonte temporale previsto: cinque anni) Rapporti di proprietà Il richiedente è il proprietario del fondo Il proprietario del fondo/gestore è un’altra persona Il proprietario del fondo/il gestore ha dato ha dato in via provvisoria non ha (ancora) dato il proprio consenso perché la perdita di terreno pone a W. Joner (agricoltore) una serie di problemi per la notifica delle UBG (trattative in corso).

Obiettivo(i)/controllo dei risultati Obiettivo(i) di attuazione Realizzazione di depositi per lo strato superiore e inferiore del suolo secondo le prescrizioni dell’ASIC durante la seconda tappa e inerbimento immediato con piante a radici profonde adeguate Controllo dell’attuazione Controllo del rispetto delle prescrizioni dell’ASIC sei settimane dopo la realizzazione (il rinverdimento dovrebbe essere iniziato) Obiettivo(i) di efficacia Garantire che il terreno asportato possa essere riutilizzato nell’ambito della ricoltivazione nella seconda tappa (orizzonte temporale previsto: cinque anni) Controllo dell’efficacia A un anno dalla ricoltivazione, valutazione visiva della vitalità della coltura successiva da parte del servizio specializzato competente. Lo stato del suolo viene verificato mediante prelievo di campioni.

Motivazione Evitare/ridurre gli effetti negativi del progetto Ristabilire lo stato iniziale per ovviare a effetti negativi temporanei del progetto Compensare effetti negativi inevitabili/permanenti del progetto L’ampliamento della cava implica la scarifica temporanea dello strato superiore e dello strato inferiore del suolo, che verranno riutilizzati nell’ambito della ricoltivazione. Vanno rispettate le disposizioni normative che disciplinano l’utilizzazione del suolo asportato (art. 7 O suolo).

Attuazione Spiegazione I depositi per lo strato superiore e inferiore del suolo devono essere realizzati conformemente alle disposizioni della direttive per una corretta gestione del suolo dell’Associazione svizzera dell’industria degli Inerti e del Calcestruzzo (ASIC). I depositi per lo strato superiore e per lo strato inferiore del suolo devono essere a forma di vallo (terrapieno); essi sono da depositare direttamente su una superficie contigua che contiene ancora lo strato di humus (tenore di argilla inferiore al 30 %). Il deposito per lo strato superiore del suolo non dev’essere alto più di 2,5 metri, quello per lo strato inferiore non deve superare i 6 metri. Il coronamento non dev’essere largo più di 2 metri. Le scarpate devono avere un rapporto di 2:3. L’inerbimento deve iniziare quanto prima con piante a radici profonde quali l’erba-medica, il meliloto, il trifoglio pratense e la lupinella comune. Per arricchire la vegetazione si possono aggiungere altre specie leguminose come il ginestrino comune, l’erba-medica lupulina o il trifoglio incarnato. Effetti collaterali Nessuno Competenze Deposito: richiedente, manutenzione durante i primi 5 anni: richiedente, manutenzione dopo 5 anni: proprietario del fondo Scadenze I depositi per lo strato superiore e inferiore del suolo vengono realizzati durante i lavori di asportazione del terreno (non sono previsti depositi intermedi). Procedere all’inerbimento subito dopo la formazione del terrapieno (ultimo termine per la semina di erba-medica: settimana 35). Costi Costi complessivi dell’impianto e della semina del deposito: CHF 2500–3000 (IVA escl.).

Diversi