Lista Rossa Piante vascolari
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> Lista Rossa Piante vascolari Specie minacciate in Svizzera
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> Lista Rossa Piante vascolari Specie minacciate in Svizzera
Editori: Info Flora – Centro nazionale dei dati e delle informazioni sulla flora svizzera Berna, 2016
Valenza giuridica della presente pubblicazione Nota editoriale
Lista Rossa dell’UFAM secondo l’articolo 14 capoverso 3 dell’ordinanza Editore del 16 gennaio 1991 sulla protezione della natura e del paesaggio Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), facente capo al Dipartimento (OPN; RS 451.1) www.admin.ch/ch/i/sr/45.html . federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), Berna. La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAM in veste di autorità di Info Flora – Centro nazionale dei dati e delle informazioni sulla flora vigilanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato in primo luogo svizzera alle autorità esecutive. Nel testo viene data concretezza a concetti giuridici indeterminati, inclusi in leggi e ordinanze, nell’intento di Autori promuoverne un’esecuzione uniforme. Essa costituisce un aiuto per le Christophe Bornand, Stefan Eggenberg, Andreas Gygax, Philippe autorità esecutive, in particolare nella designazione dei biotopi degni Juillerat, Michael Jutzi, Adrian Möhl, Sibyl Rometsch, Lionel Sager e di protezione (art. 14 cpv. 3 lett. d OPN). Helder Santiago
Accompagnamento UFAM Francis Cordillot, divisione Specie, ecosistemi, paesaggi
Indicazione bibliografica Bornand C., Gygax A., Juillerat P., Jutzi M., Möhl A., Rometsch S., Sager L., Santiago H., Eggenberg S. 2016: Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera. Ufficio federale dell’ambiente, Berna e Info Flora, Ginevra. Pratica ambientale n. 1621: 178 pagg.
Traduzione Brigitte Marazzi, Cavigliano
Revisione Guido Maspoli, Arbedo; Nicola Schoenenberger, Lugano
Grafica e impaginazione Karin Nöthiger, Niederrohrdorf
Foto di copertina Tulipano montano (Tulipa sylvestris subsp . australis) in un prato magro del Vallese. A causa della sua diminuzione in Svizzera, la sottospecie è stata classificata come «vulnerabile (VU)». Foto: Adrian Möhl
Versione stampata UFCL, Distribuzione pubblicazioni federali, CH‒3003 Berna www.bundespublikationen.admin.ch
Stampato su carta riciclata, a impatto zero sul clima e basse emissioni di COV
Link per scaricare il PDF www.bafu.admin.ch/uv-1621-i
La presente pubblicazione è disponibile anche in tedesco e francese.
© UFAM 2016
> Indice 3
> Indice Abstracts 5 4 Raccomandazioni per le misure da adottare 55 Prefazione 7 4.1 Acque superficiali e sorgenti 56 Riassunto 8 4.2 Rive di acque ferme e correnti 58
2.2.6 Prati e pascoli pingui di bassa quota 32
2.2.7 Praterie di montagna 33
2.2.8 Orli erbacei e megaforbie 34 Bibliografia 175
2.2.9 Ambienti cespugliati, siepi e margini boschivi 35 Elenchi 177
2.2.10 Boschi 36
2.2.11 Ambienti ruderali 38
2.2.12 Campi e vigneti 39
3 Interpretazione e discussione della Lista Rossa 41
3.1 Confronto con la Lista Rossa 2002 41
3.1.1 Confronto delle categorie di minaccia 41
3.1.2 Interpretazione dei cambiamenti di categoria 45
3.2 Considerazioni sull’uso della Lista Rossa delle piante
vascolari 51
> Abstracts 5
> Abstracts The Red List of the Swiss vascular plants was revised according to the guidelines of Keywords: the International Union for Conservation of Nature (IUCN), and replaces the 2002 Red List, edition. Out of 2613 evaluated species and subspecies (taxa), 725 (28 %) are threatened threatened species, or extinct, and an additional 415 (16 %) are near threatened. Compared to the evalua- species conservation, tion published 14 years ago, the percentage of threatened taxa in the new evaluation is vascular plants lower, but the Red List Index is lower as well. The decrease in the index is due to a higher number of extinct species and to many more near-threatened species. About 20 % of all taxa underwent a change in category. Among the habitats with the highest rates of threatened taxa are water ecosystems, banks and shores, dry grasslands, fields, and vineyards.
Die Rote Liste der Gefässpflanzen der Schweiz wurde von Info Flora gemäss den Stichwörter: Richtlinien der IUCN nach 14 Jahren revidiert und ersetzt damit die Ausgabe 2002. Rote Liste, Von den 2613 bewerteten Arten und Unterarten (Taxa) gelten 725 (28 %) als gefährdet gefährdete Arten, oder ausgestorben und zusätzlich 415 (16 %) als potenziell gefährdet. Im Vergleich zur Artenförderung, Evaluation vor 14 Jahren ist der Rote Liste-Anteil zwar leicht gesunken, aber der Rote Gefässpflanzen Liste-Index hat sich verschlechtert. Die Gründe dafür liegen in der Zunahme an verschwundenen Arten und in der starken Zunahme der potenziell gefährdeten Arten. Bei etwa 20 % der Taxa hat sich die Einstufung verändert. Die Lebensräume mit den höchsten Anteilen gefährdeter Arten sind die Gewässer, Ufer, Moore, Trockenwiesen, Äcker und Weinberge.
La Liste rouge des plantes vasculaires de Suisse a été révisée par Info Flora selon les Mots-clés: directives de l’UICN, 14 ans après la précédente édition. Elle remplace ainsi la Liste liste rouge, rouge de 2002. Sur les 2613 espèces et sous-espèces (taxons) évaluées, 725 (28 %) espèces menacées, sont menacées ou ont disparu et 415 (16 %) sont potentiellement menacées. En compa- conservation des espèces, raison avec l’évaluation d’il y a 14 ans, la proportion d’espèces menacées a légèrement plantes vasculaires diminué, mais l’indice Liste rouge montre une tendance négative. Ceci s’explique par l’augmentation du nombre d’espèces disparues et celle plus importante encore du nombre d’espèces potentiellement menacées. Pour près de 20 % des taxons, le statut de menace a changé. Les milieux naturels abritant la plus grande proportion d’espèces menacées sont les eaux libres, les rivages, les marais, les prairies sèches, les champs et les vignes.
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La Lista Rossa delle piante vascolari svizzere è stata rielaborata da Info Flora secondo Parole chiave: le linee guida dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) e Lista Rossa, sostituisce l’edizione del 2002. Delle 2613 specie e subspecie (taxa) valutate, 725 specie minacciate, (28 %) sono minacciate o estinte e altre 415 (16 %) sono potenzialmente minacciate. conservazione delle specie, Rispetto alla valutazione pubblicata 14 anni fa, la percentuale di specie minacciate è piante vascolari minore, tuttavia è peggiorato il Red List Index (Indice Lista Rossa). Il calo dell’indice è dovuto al numero maggiore di specie estinte e al forte aumento delle specie potenzialmente minacciate. Infatti, circa il 20 % di tutti i taxa hanno subito un cambio di categoria. Gli ambienti naturali con le maggiori proporzioni di specie minacciate sono le comunità acquatiche, golenali e palustri, le torbiere, i prati secchi, i campi e i vigneti.
> Prefazione 7
> Prefazione L’esito della revisione della Lista Rossa delle piante vascolari della Svizzera è preoccupante: la situazione di minaccia delle piante vascolari, che comprendono le piante a fiori, le felci, i licopodi e gli equiseti, non è migliorata. Il 44 % delle circa 2700 specie vegetali indigene sono minacciate o potenzialmente minacciate e il numero delle specie scomparse è aumentato ulteriormente.
L’entità delle specie vegetali minacciate rimane notevole negli ambienti acquatici, nelle golene e torbiere, nei prati secchi di bassa quota, come pure nei campi e nei vigneti. La percentuale più bassa di specie minacciate si trova nei boschi, negli ambienti alpini e nei prati grassi, un chiaro indizio che il declino delle specie di piante vascolari va ricondotto in primo luogo alla perdita di habitat o alla diminuzione della loro qualità. Le ragioni principali del deterioramento degli habitat sono l’intensificazione o l’abbandono dell’agricoltura, la progressiva urbanizzazione e la perdita delle dinamiche naturali. Attualmente la sopravvivenza di molte specie e popolazioni dipende da particolari misure di promozione. «Gli ultimi della loro specie» sono addirittura studiati in coltura nei giardini botanici e moltiplicati in vista di un loro reinsediamento in natura.
Le piante sono il sostentamento di molte specie, inclusa la nostra. Per ottenere un’inversione di tendenza è necessario agire con urgenza. Misure efficaci – come quelle raccomandate dalla Strategia Biodiversità Svizzera per migliorare la quantità e la qualità degli ambienti in Svizzera – devono essere adottate rapidamente. Le Liste Rosse e la Lista delle specie prioritarie che ne risulta sono strumenti indispensabili per la preservazione e la promozione delle specie minacciate. Sono alla base delle nostre azioni, ovunque in Svizzera. Perché si può preservare solamente ciò che si conosce. Per questo dobbiamo ringraziare il Centro nazionale dei dati e delle informazioni Info Flora e la sua crescente rete di volontari, i quali hanno contribuito in modo significativo alla mappatura e al monitoraggio della flora svizzera e che continueranno a farlo! Senza di loro, ciò che scompare a poco a poco rimarrebbe inosservato, ma anche ciò che viene riscoperto rimarrebbe sconosciuto.
Franziska Schwarz Vicedirettrice Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
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> Riassunto La Lista Rossa 2016 delle piante vascolari della Svizzera è stata elaborata in base alle linee guida dell’UICN (con criteri secondo IUCN 2001, tenendo conto delle linee guida per l’applicazione a livello nazionale, secondo IUCN 2012a). Dei 2712 taxa considerati, 2613 hanno potuto essere classificati e 725 di essi sono risultati minacciati o estinti. Ciò corrisponde a una quota del 28 %. 55 taxa sono estinti o scomparsi. Dei 670 taxa classificati come minacciati, 111 sono da considerarsi in pericolo d’estinzione (CR), 197 fortemente minacciati (EN) e 362 vulnerabili (VU). Ad essi si aggiungono 415 taxa (16 %) classificati come potenzialmente minacciati (NT).
Le specie minacciate si trovano in tutti gli ambienti. La loro proporzione (in relazione alla totalità delle specie tipiche di un ambiente particolare) è particolarmente alta negli ambienti acquatici, nelle golene e nelle torbiere, nei prati secchi di bassa quota come pure nei campi e nei vigneti. La percentuale più bassa si trova nei boschi, negli ambienti alpini e nei prati grassi. Questo indica chiaramente che il declino delle specie di piante vascolari va ricondotto in primo luogo alla perdita di habitat o alla diminuzione della loro qualità. Le ragioni principali sono l’intensificazione o l’abbandono dei terreni nell’agricoltura, la progressiva urbanizzazione e la perdita delle dinamiche naturali. La sopravvivenza di molte specie e popolazioni dipende oggigiorno da misure di protezione della natura, in particolar modo dalla protezione dei biotopi (zone protette e interconnessione), o addirittura da programmi specifici di promozione delle specie.
La presente Lista Rossa sostituisce quella pubblicata nel 2002, elaborata anch’essa secondo le linee guida dell’UICN, senza tuttavia basarsi su numerosi dati quantitativi, tra cui i risultati di ricerche mirate sul campo. Inoltre, la classificazione si riferisce solo al livello nazionale e non a quello delle regioni biogeografiche.
Rispetto al 2002, il rapporto complessivo fra le singole categorie di minaccia è cambiato moderatamente. La proporzione di taxa minacciati è leggermente diminuito, ma allo stesso tempo è peggiorato anche l’Indice Lista Rossa (IUCN Red List Index), che riassume globalmente la situazione di minaccia. Le ragioni del deterioramento generale sono l’aumento di taxa estinti e il forte aumento di taxa potenzialmente minacciati. Cambi di categoria sono avvenuti circa per il 20 % delle specie. Molte di esse sono passate da CR a EN o da EN a VU; ciò non significa una riduzione del loro grado di minaccia, ma piuttosto un rallentamento del peggioramento di tale situazione. Non si può quindi dedurre che ci sia stata una diminuzione del livello di minaccia delle piante vascolari. Per la maggior parte dei taxa già minacciati nel 2002 come pure per ulteriori 50 taxa non è stato possibile invertire il trend negativo. Essi rimangono minacciati. Resta dunque urgente attuare misure di conservazione e promozione delle specie.
1 > Introduzione 9
1 > Introduzione ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
1.1 Concetti di base e utilizzo
Le Liste Rosse pubblicate o riconosciute dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) rappresentano uno strumento importante per la protezione delle specie e dei biotopi in Svizzera. Sono altresì uno strumento legale per designare i biotopi meritevoli di protezione (art. 14 cpv. 3 dell’ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio [OPN; RS 451.1]). La strategia globale per la protezione delle piante (Global Strategy for Plant Conservation, GSPC) ratificata dalla Conferenza delle Parti (COP in inglese) della Convenzione sulla diversità biologica (CBD; RS 0.451.43), specifica il seguente obiettivo per il 2011–2020: Una valutazione dello stato di conservazione di tutte le piante conosciute, nel limite del possibile, al fine di guidare l’azione di conservazione (Target 2 GSPC, BGCI 2012).
La Lista Rossa è uno strumento essenziale:
> quale base per la definizione delle Specie prioritarie a livello nazionale (UFAM 2011) in collegamento con la responsabilità internazionale della Svizzera; > quale criterio per la valutazione qualitativa dei biotopi; > per la selezione di specie bersaglio per la pianificazione settoriale nella protezione della natura (p. es. specie bersaglio ambientali per l’agricoltura e le foreste); > per determinare misure di salvaguardia e promozione della biodiversità in Svizzera (v. Konzept Artenförderung – UFAM 2012, Perequazione finanziaria nazionale PFN, Obiettivi ambientali per l’agricoltura – UFAM e UFAG 2008); > quale base per lo sviluppo di strategie per la conservazione della biodiversità in Svizzera (v. Strategia Biodiversità Svizzera – UFAM 2012, Konzept Artenförderung – UFAM 2012); > per valutare l’efficacia di misure adottate nell’ambito della protezione della natura e in altre politiche settoriali; > per valutare gli effetti delle misure pianificatorie sull’ambiente (impatto ambientale): piani di insediamento, sviluppo di infrastrutture stradali, agricole o turistiche, migliorie fondiarie; > per sensibilizzare l’opinione pubblica alla protezione di specie animali e vegetali; > per valutare lo stato di conservazione internazionale delle specie (v. Bilz et al. 2011); > per la collaborazione nella conservazione transnazionale della natura, come fonte di dati sia per le Liste rosse europee o mondiali sia per il coordinamento di programmi di conservazione e piani d’azione internazionali.
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1.2 Evoluzione delle Liste Rosse delle piante vascolari dal 1982 fino a oggi
La prima Lista Rossa ufficiale delle piante vascolari (in precedenza: felci e piante a fiori) è stata pubblicata dall’allora UFAFP, oggi UFAM (Landolt 1991). Da un lato era basata su una pubblicazione di Landolt et al. (1981) e dall’altro sui dati di distribuzione estratti dall’Atlante della distribuzione delle felci e piante a fiore della Svizzera (Welten e Sutter 1982). A questi dati si sono aggiunte le valutazioni specialistiche di ulteriori 17 persone. Elias Landolt vi contribuì con le sue notevoli competenze sulle singole specie e sui loro ambienti. Le categorie e i criteri di minaccia utilizzati erano basati sulle Liste Rosse europee dell’epoca. Un confronto con il presente risulta quindi difficile.
Nello stesso decennio, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN, ingl. International Union for Conservation of Nature, IUCN) ha sviluppato un metodo standardizzato attraverso un sistema di criteri applicabile a tutti i gruppi di organismi. A partire dal 2000, questi criteri e categorie riconosciuti internazionalmente, assieme alle raccomandazioni per le valutazioni della minaccia a livello nazionale (Gärdenfors et al. 1999), sono applicati anche per le Liste Rosse svizzere e da allora l’UFAM ne prescrive l’utilizzo. La prima revisione della Lista Rossa delle piante vascolari del 2002 (Moser et al. 2002) è stata elaborata secondo questi requisiti dall’allora centro dei dati CRSF (Centro della Rete Svizzera di Floristica, oggi Info Flora).
Oggi come allora, il metodo dell’UICN utilizzato per dedurre la probabilità d’estinzione di una specie, è basato sugli stessi fattori quantitativi. A causa della mancanza di dati e di conoscenze insufficienti sulla dinamica delle popolazioni per la maggior parte delle specie, i criteri sono stati in gran parte valutati indirettamente attraverso le conoscenze di esperti. Infatti, oltre 100 esperti provenienti da tutte le regioni della Svizzera hanno contribuito alla realizzazione della Lista Rossa del 2002 (v. allegato A5).
Nel frattempo, la disponibilità dei dati è migliorata notevolmente. La mole di dati del centro nazionale Info Flora è passata da 90 000 (2001) a oltre 4,9 millioni di osservazioni (2015). Per la realizzazione della nuova Lista Rossa, sono inoltre stati eseguiti controlli mirati sul campo durante un programma pluriennale (v. allegato A2), in modo da poter disporre, oltre che di informazioni sulla presenza delle popolazioni, anche di indicazioni sulla loro assenza (o scomparsa).
Per la Lista Rossa 2016, questo ha permesso non solo di calcolare in maniera più affidabile i valori di distribuzione (EOO e AOO, v. allegato A1-4) ma anche, e per la prima volta, di calcolare dei trend a partire da scoperte, ritrovamenti e scomparse. L’analisi di questi trend ha infine consentito la classificazione quantitativa sulla base dei criteri e delle soglie dell’UICN. Nonostante la buona disponibilità di dati, molte specie sono tuttora campionate troppo poco o in maniera non uniforme, per cui si sono rese anche necessarie valutazioni prudenziali da parte di esperti. Anche per la Lista Rossa 2016, le analisi sono quindi state valutate e riviste da molti esperti che dispongono di conoscenze regionali.
1 > Introduzione 11
1.3 Selezione dei taxa
Nel linguaggio specialistico si usa il termine «taxon» (plurale: «taxa») per indicare un’unità di organismi uniformi indipendentemente dal loro rango tassonomico. Visto che per ragioni pratiche la presente Lista Rossa contiene unità di rango tassonomico diverso (specie, sottospecie e aggregati), si potrebbe usare esclusivamente il termine «taxa». Ma dal momento che questo termine è poco comprensibile ai più, nel testo viene quasi sempre sostituito con «specie» oppure, qualora fosse necessaria una precisazione, con «specie, sottospecie e aggregati».
Le Liste Rosse possono essere applicate a ogni livello tassonomico. Tuttavia non tutti i taxa trattati nelle flore svizzere sono annoverati anche nella Lista Rossa. Le piante vascolari selvatiche della Svizzera hanno origini differenti, sono spesso classificate tassonomicamente in maniera differente e sono talvolta difficili da interpretare correttamente. La seguente panoramica illustra la scelta di specie, sottospecie e aggregati, operata per la presente Lista Rossa. Le classificazioni tassonomiche e la nomenclatura utilizzate si basano sulla Checklist 2016 (Info Flora 2016), un’elaborazione dell’Indice sinonimico della Flora Svizzera (Aeschimann e Heitz 2005), pubblicata contemporaneamente alla Lista Rossa.
Tab. 1 > Panoramica delle specie per le quali il grado di minaccia è stato valutato o non è stato valutato Questa suddivisione è approfondita nei seguenti sottocapitoli (aspetti corologici e tassonomici). Si veda anche la figura 1.
Valutato Non valutato (NA, NE) Specie indigena Neofita Archeofita Archeofita coltivata Specie neo-indigena Sottospecie non indigena Specie distinguibili di un aggregato Varietà e forme Specie (stirpe) apomittica Taxa che ora sono inglobati in un altro taxon Ibridi stabili Taxa che ora sono elencati sotto un nuovo nome valido (sinonomia)
Selezione secondo aspetti corologici
In linea di principio, sono state valutate tutte le piante vascolari indigene (autoctone), Specie indigene ossia le piante a fiori (Angiospermae), le gimnosperme (Gymnospermae) e le pteridofite (Filicopsida, Equisetopsida, Lycopsida). In primo luogo è stato considerato il rango tassonomico della specie, in seconda istanza anche i gruppi di specie (o aggregati, «aggr.») e le sottospecie (subspecie, «subsp.» o «ssp.»). Le specie indigene riconosciute scientificamente sono state inserite nella Lista Rossa nel modo più completo possibile. Tra le eccezioni vi sono i complessi di specie difficilmente distinguibili, che sono stati valutati solo al livello di aggregati (cfr. le sezioni Aggregati e Specie apomittiche). Per determinare l’indigenato ci si è riferiti, come consuetudine, all’anno 1500 d.C.: le specie che molto probabilmente erano presenti allo stato selvatico già prima del 1500 sono considerate indigene (native in inglese). In caso di dubbio, si controlla se la specie (1) è menzionata in trattati floristici antichi e se (2) si trova in ambienti naturali e seminaturali.
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Tra le specie indigene immigrate in maniera naturale vi sono le archeofite. Queste sono Archeofite specie selvatiche naturalizzate in Svizzera, originarie di altre parti d’Europa o dell’Asia Occidentale e arrivate probabilmente in Svizzera prima del 1500, ovvero prima della scoperta delle Americhe, direttamente o indirettamente grazie a influssi umani. Anche queste specie anticamente naturalizzate sono state classificate, contrassegnate appositamente ed elencate nella presente Lista Rossa. Nella valutazione sono state considerate solamente le popolazioni di archeofite situate in ambienti e regioni climatiche idonei, dove è probabile che sopravvivano in maniera indipendente e duratura. Sono state invece escluse le popolazioni derivanti da semine recenti e di breve durata (p. es. nel caso di maggesi fioriti).
– Esempi di archeofite: Agrostemma githago, Castanea sativa, Convolvulus arvensis, Euphorbia falcata, Juglans regia, Orlaya grandiflora, Sisymbrium officinale.
Diverse specie coltivate sono regolarmente presenti in maniera avventizia (inselvati- Archeofite coltivate camento da giardini e colture). Possono esservi anche delle antiche colture e varietà, che oggi sono di nuovo coltivate in maniera isolata (p. es. il farro, Triticum dicoccum) o sono ormai utilizzate come piante ornamentali (p. es. il lino comune, Linum usitatissimum). A rigor di termini, si dovrebbe far riferimento a queste come archeofite, ma sono state escluse dalla presente Lista Rossa, dal momento che non formano popolazioni che si mantengono da sole nel tempo.
– Esempi di archeofite coltivate: Apium graveolens, Eruca sativa, Linum usitatissimum, Papaver somniferum, Physalis alkekengi, Thymus vulgaris, Triticum dicoccum.
A questo gruppo appartengono specie non indigene che si sono stabilite in Svizzera Neofite solamente in tempi moderni (a partire dal 1500 d.C. ca.), direttamente o indirettamente grazie a influssi umani. Se le specie neofite appaiono massicciamente e con dannosità potenziale, vengono trattate e combattute come neofite invasive. Le neofite possono essere d’origine europea o extra-europea. Nel primo caso, a volte è difficile distinguerle da neofite che sono arrivate in maniera naturale («neo-indigene», v. sotto) o dalle archeofite. Spesso questa distinzione può essere fatta solo grazie agli esperti. A differenza delle versioni precedenti, in questa Lista Rossa le neofite introdotte dall’uomo non sono in genere state valutate. In casi dubbi, le specie sono state valutate e l’incertezza della loro assegnazione è appositamente contrassegnata. La classificazione indigena-archeofita-neofita è stata rivista per la Checklist (Info Flora 2016) che è alla base della presente Lista Rossa e sono sorte alcune differenze rispetto alla valutazione dell’indigenato nella Lista Rossa 2002.
– Esempi di neofite antropogeniche (non valutate), considerate come neofite in entrambe le Liste Rosse (2002 e 2016): Acer negundo, Alcea rosea, Amaranthus albus, Artemisia verlotiorum, Bidens frondosa, Buddleja davidii, Conyza canadensis, Coronopus didymus, Cuscuta campestris, Datura stramonium, Elodea canadensis, Epilobium ciliatum, Geranium sibiricum, Hordeum jubatum, Juncus tenuis, Mahonia aquifolium, Rosa rugosa, Sorghum halepense, Veronica peregrina, Xanthium spinosum. – Esempi di neofite antropogeniche (non valutate), considerate come neofite solamente nella Lista Rossa 2016: Acorus calamus, Ammi majus, Bromus inermis, Cardaminopsis arenosa subsp. arenosa, Centaurea solstitialis, Centranthus ru-
1 > Introduzione 13
ber, Dracunculus vulgaris, Euphorbia segetalis, Euphorbia virgata, Geranium phaeum subsp. phaeum, Hymenolobus procumbens, Lolium multiflorum, Onobrychis viciifolia, Picris echioides, Pulsatilla rubra, Rapistrum rugosum, Salvia verticillata, Thlaspi alliaceum.
Occasionalmente, arrivano in Svizzera anche nuove specie per vie naturali, senza Neo-Indigene: neofite immigrate l’intervento umano diretto o indiretto. Di conseguenza, queste specie sono da conside- in maniera naturale rare nuove specie indigene o «neo-indigene» e quindi da valutare e inserire nella Lista Rossa. Tuttavia, è difficile dimostrare che una specie sia arrivata in maniera naturale. È quindi necessario porre le seguenti domande: (1) La specie occupa un areale che tocca i confini della Svizzera? (2) La specie si stabilisce anche al di fuori delle vie di trasporto, come ferrovie, strade e aree portuali? (3) La specie possiede diaspore che potrebbero permettere una disseminazione anche senza l’intervento dell’uomo (p. es. anemocora, zoocora)?
– Esempi di specie «neo-indigene» secondo la Checklist 2016 (Info Flora 2016): Carduus tenuiflorus, Eragrostis minor, Euphorbia esula, Herniaria hirsuta, Himantoglossum robertianum, Linaria repens, Plantago arenaria, Rumex thyrsiflorus.
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Fig. 1 > Quali specie sono da classificare per la Lista Rossa? Il diagramma di flusso mostra le domande necessarie per determinare le specie da valutare.
Verifica della plausibilità tramite (1) revisione tassonomica di una stirpe indigena, (2) menzione in vecchi testi floristici, (3) presenza in ambienti seminaturali, (4) presenza come specie compagna in campi o vigneti (ma non ruderale!)?
È plausibile che la specie sia sì no presente in Svizzera già da prima del 1500 d.C.?
La specie no La specie è è indigena in no stata introdotta diretta- Europa? mente o indirettamente in Svizzera dalle atti- Neofita vità umane? sì
sì Indigena È una pianta sì ornamentale o utile inselvatichita? Neofita no La specie può sì persistere come pianta selvatica senza L’uomo sì essere coltivata? ne è il vettore principale? Neofita Archeofita no no
Si trova sì soprattutto lungo le vie di trasporto? Neofita no
Archeofita Neocoltivata indigena
Specie inclusa nella Lista Rossa
Specie esclusa dalla Lista Rossa
1 > Introduzione 15
Selezione secondo aspetti tassonomici
Molte specie indigene comprendono sia sottospecie indigene che non indigene. Mentre Sottospecie le sottospecie non indigene non sono state valutate e dunque sono escluse dall’attuale Lista Rossa, esistono invece molte sottospecie indigene per le quali la disponibilità di dati e conoscenze ne permette la valutazione. Sono state considerate solamente le sottospecie riconosciute ufficialmente dalla Checklist 2016. Nei casi di specie con una sola sottospecie in Svizzera o una sola sottospecie indigena, nella Lista Rossa è elencata solamente la specie.
– Esempi di sottospecie elencate come tali nella Lista Rossa: Lamium galeobdolon subsp. flavidum e Lamium galeobdolon subsp. montanum, Saxifraga oppositifolia subsp. amphibia e Saxifraga oppositifolia subsp. oppositifolia. – Esempi di sottospecie elencate nella Lista Rosse sotto la rispettiva specie: Carlina acaulis subsp. caulescens elencata sotto Carlina acaulis, Minuartia cherlerioides subsp. rionii elencata sotto Minuartia cherlerioides.
Le varietà e forme di specie o sottospecie non sono state valutate e non figurano nella Varietà e forme Lista Rossa. Il loro valore tassonomico è controverso e sono insignificanti nella pratica per la conservazione della natura.
– Le due eccezioni a questa regola riguardano le varietà che hanno un significato pratico per la conservazione: Anacamptis pyramidalis var. tanayensis e Armeria maritima var. purpurea.
Le specie difficili da distinguere le une dalle altre e che possono essere determinate Aggregati (complessi di specie, solamente da specialisti, per praticità vengono quasi sempre riunite in aggregati. Questi insieme di specie) aggregati sono importanti nella pratica della conservazione, e molti sono dunque elencati nella Lista Rossa. Per alcuni gruppi di specie, la disponibilità di dati era tale da permettere solamente la valutazione della minaccia dell’aggregato. Per altri gruppi invece è stato possibile classificare le singole specie.
– Esempi di aggregati: Achillea millefolium aggr., Festuca ovina aggr., Ophrys sphegodes aggr., Stipa pennata aggr.
Le stirpi con una riproduzione apomittica (asessuata) formano numerose linee che sono Specie apomittiche morfologicamente stabili e che potrebbero essere interpretate come specie (ma in realtà sono dei cloni, i cui discendenti sono geneticamente identici alla pianta madre). Queste stirpi apomittiche non sono state valutate a livello specifico ma a quello di aggregato (v. sopra) e sono dunque elencate come tali nella Lista.
– Esempi di aggregati di specie apomittiche: Alchemilla conjuncta aggr., Hieracium laevigatum aggr., Taraxacum palustre aggr.
In generale, gli ibridi tra specie non sono stati considerati. Tuttavia, alcuni taxa utili Ibridi nella botanica sul campo sono stati riconosciuti come ibridi stabili e sono stati inclusi nella Lista Rossa in via eccezionale per garantire la continuità delle liste e per soddisfare le esigenze pratiche. La decisione è stata presa in base alle seguenti considerazioni: (1) Esistono dubbi in merito alla natura ibrida del taxon? (2) Sono ibridi che possono
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formare grandi popolazioni? (3) Sono ibridi che compaiono anche senza la presenza delle specie parentali? (4) Si tratta di ibridi che sono almeno parzialmente fertili?
– Esempi di ibridi valutati: Circaea x intermedia, Diphasiastrum x issleri, Drosera x obovata, Equisetum x trachyodon, Narcissus x verbanensis, Potamogeton x nitens, Salix x hegetschweileri.
1.4 Copertura geografica
A differenza delle Liste Rosse delle piante vascolari precedenti (Landolt 1991, Moser et al. 2002), che presentavano un’indicizzazione sia nazionale che relativa alle singole regioni biogeografiche della Svizzera, la presente Lista Rossa si limita a elencare il grado di minaccia a livello nazionale, quindi riferito all’intero territorio elvetico.
La ragione per la quale ci si è limitati al livello nazionale, va ricercata nella rigorosa attuazione del metodo UICN prescritto dall’UFAM, che può essere applicato solamente ad aree di una certa dimensione. La Svizzera, con la sua superficie ridotta, è un caso limite. Più è piccola la superficie considerata, più velocemente sono raggiunti i valori soglia quantitativi indicati dal metodo. Per le regioni biogeografiche ancora più piccole o per le superfici cantonali i valori soglia dell’UICN diventano inapplicabili. Quindi, per le Liste Rosse sub-nazionali (regioni biogeografiche, Cantoni), si deve dapprima sviluppare un nuovo metodo standardizzato per permettere un’applicazione riproducibile. Idealmente, questa standardizzazione andrebbe effettuata con i rappresentanti di altri gruppi di organismi (tramite Info Species).
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 17
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
La presente revisione della Lista Rossa contiene 2712 taxa (specie, aggregati/gruppi di specie e sottospecie) classificati secondo il metodo della UICN (cfr. allegato A1). Nella lista di specie riportata nell’allegato A3 di questa pubblicazione non vi è alcuna classificazione (e quindi nessuno status di minaccia) per quegli aggregati dei quali sono state classificate le singole specie e per quelle specie delle quali sono state classificate le rispettive sottospecie. Questi aggregati e specie prive di indicazioni sullo status di minaccia sono elencati unicamente per strutturare la lista. Tuttavia, nella Lista Rossa digitale è stato comunque assegnato loro un grado di minaccia. Infatti, la versione digitale è spesso utilizzata per analizzare le liste provenienti da rilievi in campo che considerano solo gli aggregati oppure non riconoscono le sottospecie. In questi casi si vuole permettere l’assegnazione di uno status di minaccia a un numero maggiore possibile di taxa. Per concludere, la Lista Rossa contiene 2712 taxa valutati, mentre la Lista integrale ne contiene 3053 a causa delle ridondanze citate prima (cfr. Lista digitale, v. Nota editoriale).
– Esempi: Dactylorhiza incarnata non è classificata nella Lista stampata, visto che sono già classificate le sue sottospecie, Dactylorhiza incarnata subsp. incarnata (NT) e Dactylorhiza incarnata subsp. ochroleuca (EN). Per evitare una perdita di informazione al momento di un collegamento elettronico con altre Liste, nella Lista Rossa digitale viene fornita una classificazione anche per la specie Dactylorhiza incarnata «sensu lato» (NT).
Per la panoramica e la descrizione statistica dello status di minaccia delle piante vascolari, le doppie classificazioni risultanti dalla gerarchizzazione tassonomica devono essere corrette.
2.1 Panoramica delle classificazioni
In considerazione della correzione citata in precedenza, si ottiene un totale di 2712 specie valutate (compresi sottospecie e agregati). Di queste, 99 specie non hanno potuto essere valutate (DD – Data Deficiency – dati insufficienti), visto che la loro distribuzione e i trend delle loro popolazioni sono poco conosciuti. Si tratta spesso di stirpi o specie tassonomicamente difficili che sono state riconosciute e accettate come entità autonome da poco tempo. Le restanti 2613 specie sono state valutate e possiedono quindi uno status di minaccia. Esse rappresentano la quantità di riferimento (100 %) di specie e sottospecie discusse qui di seguito.
Di queste 2613 specie, 725 sono da considerarsi minacciate o estinte (28 %) e formano la Lista Rossa in senso stretto (con le categorie EX – estinta, RE – estinta in Svizzera, CR(PE) – probabilmente estinta in Svizzera, CR – in pericolo d’estinzione, EN – fortemente minacciata e VU – vulnerabile). Le rimanenti 1888 specie (72 %) sono da considerarsi non minacciate o al massimo potenzialmente minacciate (categorie LC – non minacciata, NT – potenzialmente minacciato).
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 18
Tab. 2 > Numero di piante vascolari per categoria di minaccia e ripartizioni in percentuali
Categoria Numero di specie Ripartizione (%) rispetto Ripartizione (%) rispetto Ripartizione (%) rispetto al totale di specie nella al totale di specie al totale di specie Lista Rossa valutate considerate EX Estinto (a livello mondiale) 1 0,1 % 0,04 % 0,04 % RE Estinto a livello regionale (in Svizzera) 35 4,8 % 1,3 % 1,3 % PE Probabilmente estinto 19 2,6 % 0,7 % 0,7 % EX/RE/PE Estinto, scomparso o probabilmente 55 7,6 % 2,1 % 2,0 % estinto in Svizzera CR In pericolo d’estinzione (= gravemente 111 15,3 % 4,2 % 4,1 % minacciato, in pericolo critico*) EN Fortemente minacciato 197 27,2 % 7,5 % 7,3 % (= in pericolo, minacciato*) VU Vulnerabile 362 49,9 % 13,9 % 13,3 % Totale di specie della Lista Rossa 725 100,0 % 27,7 % 26,7 % (= specie estinte e specie minacciate) NT Potenzialmente minacciato 415 15,9 % 15,3 % (= quasi a rischio, quasi minacciato*) LC Non minacciato (= minor 1 473 56,4 % 54,3 % preoccupazione, minor rischio*) DD Dati insufficienti (= carenza di dati*) 99 3,7 % Totale specie valutate 2 712 100 % 100 % *Termini alternativi in italiano non adottati nella presente Lista Rossa (cfr. allegato A1-2)
Fig. 2 > Percentuali di piante vascolari per categoria Valori arrotondati. 2% 4% EX/RE/CR(PE) 8% CR
14 % EN VU 56 % NT 16 % LC
Per 202 specie si è constatato una forte dipendenza da misure di protezione della natura. Di questo dato si è tenuto conto nella valutazione finale. Per una descrizione della procedura cfr. capitolo A2-6 nell’allegato A2.
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 19
Tab. 3 > Numero di piante vascolari fortemente dipendenti da misure di protezione della natura per categoria di minaccia
Categoria Numero di specie che dipendono da misure di protezione della natura
CR 32 EN 37 VU 100 NT 33 Totale 202
Oltre alla valutazione standard, per queste specie è stata effettuata una valutazione della loro evoluzione nel caso che le misure di protezione e promozione venissero a mancare parzialmente o totalmente. Secondo il metodo UICN, le future minacce possono essere stimate nei criteri A, B e C ed essere incluse nella valutazione. Inversamente, per molte di queste specie minacciate può essere dimostrato che le misure di protezione possono stabilizzarne le popolazioni (per ulteriori dettagli cfr. allegato
– Esempi di specie, che oltre ad altri fattori, sono state classificate considerando anche la loro dipendenza da misure di protezione: Ajuga chamaepitys, Deschampsia littoralis, Fritillaria meleagris, Knautia godetii, Marsilea quadrifolia, Nuphar pumila, Scandix pecten-veneris, Staphylea pinnata.
Nel caso di specie le cui popolazioni sono principalmente situate presso i confini nazionali, le linee guida dell’UICN per l’applicazione a livello regionale (IUCN 2012a) raccomandano di considerare la situazione di minaccia nella zona limitrofa e l’effetto di sostegno che le popolazioni d’oltre confine svolgono per le popolazioni svizzere (effetto margine = ingl. edge effect; per i dettagli si rimanda all’allegato A1-5). In base a queste considerazioni, nove specie sono state classificate in categorie di minaccia meno elevate.
– Esempi di specie con le popolazioni principali a ridosso dei confini nazionali e opportuni adattamenti nella loro classificazione: Aquilegia einseliana, Achillea clavenae.
Questa categoria comprende 99 specie (4 %). Si tratta soprattutto di specie e sottospe- Specie con dati insufficienti (DD) cie difficili da identificare, che generalmente non si distinguono sul campo e sono pertanto determinate solo fino al livello di aggregato o specie. Le conoscenze della loro distribuzione e dei cambiamenti nelle loro popolazioni sono dunque insufficienti per poter applicare i criteri dell’UICN. Ad esempio, solo raramente è stata fatta la differenza tra le sottospecie di Luzula spicata (Luzula spicata subsp. spicata e Luzula spicata subsp. mutabilis): non è quindi stato possibile classificarle. Nel caso di altre specie, l’identificazione e di conseguenza anche le segnalazioni di ritrovamenti sono facilmente soggette ad errori. Ne risulta un quadro molto approssimativo delle popolazioni. È ad esempio noto che Muscari racemosum è spesso confuso con Muscari armeniacum, una specie coltivata e avventizia, e che la sua distinzione da Muscari neglectum è particolarmente critica. Anche la distinzione tra Lycopus europaeus subsp. europaeus e Lycopus europaeus subsp. mollis è poco precisa e molte identificazioni sono verosi-
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 20
milmente erronee. Ci sono inoltre specie la cui presenza in Svizzera è controversa e quindi non si possono né confermare né escludere con sicurezza, come ad esempio Juncus ambiguus o la sottospecie Poa trivialis subsp. sylvicola. Invece, Pimpinella alpina è stata riconosciuta solo da poco tempo come specie a se stante, quindi i dati a disposizione sono ancora insufficienti per permettere una valutazione del suo stato.
Rispetto alla Lista Rossa 2002, le neofite non sono più classificate ma è stato assegnato Non applicabile (NA) loro lo status NA (cfr. anche 1.3, sezione «Neofite»).
– Altri esempi di specie non più considerate nella Lista Rossa: Aesculus hippocastanum, Alcea rosea, Ammi majus, Bunias orientalis, Cardaminopsis arenosa subsp. arenosa, Centaurea solstitialis, Cochlearia officinalis, Crepis pulchra, Euphorbia segetalis, Lemna minuta, Myagrum perfoliatum, Nonea lutea, Picris echioides, Potentilla norvegica, Pulsatilla rubra, Rorippa austriaca, Thlaspi alliaceum, Vicia villosa.
2.2 Grado di minaccia in funzione dell’habitat
Gran parte delle specie classificate in categorie di minaccia (ca. 89 %) hanno potuto essere assegnate a uno o più habitat o ambienti naturali. L’assegnazione si basa sulla classificazione della tipologia degli ambienti della Svizzera TypoCH (Lebensraumtypologie der Schweiz, Delarze et al. 2015). La divisione per habitat delle specie classificate è illustrata nelle figure 3 e 4. Gli ambienti naturali con una grande quantità di specie minacciate sono da un lato le acque, rive e paludi, e dall’altro, i prati secchi a bassa quota e gli habitat associati ai campi e ai vigneti.
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 21
Fig. 3 > Numero di piante vascolari per categoria di minaccia e di ambiente naturale
Acque Rive Paludi Rocce e Prati Prati Praterie Orli erbacei e Ambienti Boschi Ambienti Campi e superficiali e ghiaioni e pascoli e pascoli e pascoli megaforbie cespugliati, ruderali vigneti sorgenti secchi a grassi a magri siepi e bassa quota bassa quota d’altitudine margini boschivi RE/CR(PE) CR EN VU NT LC
Tipologia secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato
Tab. 4 > Numero di specie di piante vascolari per categoria di minaccia e di ambiente naturale Il «Numero Lista Rossa» corrisponde alla somma di EX/RE/CR(PE), CR, EN e VU .
EX/RE/ CR EN VU Numero Lista NT LC Totale CR(PE) Rossa Acque superficiali e sorgenti 4 15 28 29 76 22 45 143 Rive 10 30 24 30 94 12 38 144 Paludi 10 26 34 69 139 65 111 315 Rocce e ghiaioni 4 4 17 39 64 63 235 362 Prati e pascoli secchi a bassa quota 4 16 31 71 122 87 142 351 Prati e pascoli grassi a bassa quota 1 2 2 9 14 7 101 122 Praterie e pascoli magri d’altitudine 0 7 9 41 57 59 378 494 Orli erbacei e megaforbie 2 7 23 52 84 78 221 383 Ambienti cespugliati, siepi e margini 2 1 9 18 30 29 104 163 boschivi Boschi 1 4 16 41 62 62 363 487 Ambienti ruderali 9 6 26 33 74 46 173 293 Campi e vigneti 15 17 23 33 88 21 97 206 Tipologia secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 22
Fig. 4 > Proporzione delle categorie di minaccia per tipo di ambiente naturale Il «Numero Lista Rossa» corrisponde alla somma di EX/RE/CR(PE), CR, EN e VU.
100 %
90 %
80 %
70 %
60 %
50 %
40 %
30 %
20 %
10 %
0% Acque Rive Paludi Rocce e Prati Prati Praterie Orli erbacei e Ambienti Boschi Ambienti Campi e superficiali e ghiaioni e pascoli e pascoli e pascoli megaforbie cespugliati, ruderali vigneti sorgenti secchi a grassi a magri siepi e bassa quota bassa quota d’altitudine margini boschivi RE/CR(PE) CR EN VU NT LC
Tipologia secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato
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Tab. 5 > Quota percentuale delle categorie di minaccia per tipo di ambiente (secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato) La «Quota Lista Rossa» corrisponde alla somma di EX/RE/CR(PE), CR, EN e VU .
EX/RE/ CR EN VU Quota Lista NT LC Totale CR(PE) Rossa Acque superficiali e sorgenti 3% 10 % 20 % 20 % 53 % 15 % 31 % 100 % Rive 7% 21 % 17 % 21 % 65 % 8% 26 % 100 % Paludi 3% 8% 11 % 22 % 44 % 21 % 35 % 100 % Rocce e ghiaioni 1% 1% 5% 11 % 18 % 17 % 65 % 100 % Prati e pascoli secchi a bassa quota 1% 5% 9% 20 % 35 % 25 % 40 % 100 % Prati e pascoli grassi a bassa quota 1% 2% 2% 7% 11 % 6% 83 % 100 % Praterie e pascoli magri d’altitudine 0% 1% 2% 8% 12 % 12 % 77 % 100 % Orli erbacei e megaforbie 1% 2% 6% 14 % 22 % 20 % 58 % 100 % Ambienti cespugliati, siepi, e margini 1% 1% 6% 11 % 18 % 18 % 64 % 100 % boschivi Boschi 0% 1% 3% 8% 13 % 13 % 75 % 100 % Ambienti ruderali 3% 2% 9% 11 % 25 % 16 % 59 % 100 % Campi e vigneti 7% 8% 11 % 16 % 43 % 10 % 47 % 100 % Tipologia secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato
2.2.1 Acque superficiali e sorgenti
Almeno 143 specie sono tipiche delle acque superficiali, come le acque ferme e correnti, e delle sorgenti. Questo gruppo ecologico è relativamente piccolo, visto che le specie che occupano questi habitat sono generalmente specializzate. Gran parte delle specie di questi ambienti sono iscritte nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte). Infatti, oltre la metà (53 %) di tutte le specie sono assegnate a una categoria di minaccia. Ben quattro specie (comprese le sottospecie) delle acque superficiali e sorgenti sono da considerarsi estinte in Svizzera (Caldesia parnassifolia, Montia fontana subsp. amporitana, Najas flexilis, Potamogeton compressus). Il 10 % di tutte le specie è in pericolo d’estinzione (CR). La proporzione di specie fortemente minacciate (EN, 20 %) e vulnerabili (VU, 20 %) è identica. In considerazione della proporzione particolarmente alta di specie minacciate (53 %), questa tipologia di habitat merita un’attenzione particolare.
In questi ambienti naturali, la proporzione più alta di specie minacciate (65 %) si riscontra nelle comunità delle acque con vegetazione di piante vascolari sommerse (Potamion). Infatti, 17 specie sono fortemente minacciate e quattro sono potenzialmente minacciate. La massiccia distruzione dell’habitat e la sua frammentazione sono la causa principale di questa situazione.
– Esempi di specie minacciate: Ceratophyllum submersum, Potamogeton filiformis, P. obtusifolius, P. praelongus, Zannichellia palustris. Una specie, Potamogeton compressus, non è più stata ritrovata ed è da considerarsi probabilmente estinta (CR[PE]).
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 24
Gli ambienti con vegetazione natante (Lemnion) e stagnale (Nymphaeion) sono da considerarsi vulnerabili, visto il forte declino subito negli ultimi 50 anni. Di conseguenza anche in queste comunità si trovano proporzioni elevate di specie minacciate.
– Lemna gibba è la specie maggiormente minacciata del Lemnion (CR). La sua presenza in Svizzera ha potuto essere riconfermata, ma solamente da poche osservazioni. La specie potrebbe però occasionalmente anche essere sfuggita di vista, dato che non è facile da reperire e spesso si trova insieme alla molto più frequente Lemna minor. Nuphar pumila è una specie molto rara del Nymphaeion ed è sostenuta attraverso misure di promozione delle specie. Senza queste misure, la specie si sarebbe estinta ben presto in Svizzera. Perfino Nymphaea alba, che una volta era molto diffusa, è ora da considerarsi potenzialmente minacciata, non da ultimo a causa dell’introduzione di ninfee esotiche con le quali forma degli ibridi.
Le sorgenti (= ambienti fontinali) sono considerate minacciate sull’intero territorio elvetico. La Svizzera, quale serbatoio d’acqua d’Europa, ha nei loro confronti una grande responsabilità internazionale. Vi si trovano alcune specie altamente specializzate (stenocore) e il 30 % delle 24 specie legate a questi ambienti valutate sono classificate come minacciate.
– Montia fontana e Sedum villosum sono due specie vulnerabili (VU) delle sorgenti acide con copertura vegetale (Cardamino-Montion) che si trovano esclusivamente in questo habitat. Per le sorgenti alcaline con copertura vegetale (Cratoneurion), 3 specie sono state classificate come minacciate: Cardamine asarifolia, Taraxacum fontanum e Cochlearia pyrenaica.
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 25
Fig. 5 > Isoëtes lacustris Isoëtes lacustris è una specie delle acque oligotrofiche (povere di nutrienti) e si trova solamente in pochi laghi nel sud della Svizzera. È presente unicamente in cinque località e mantiene lo status VU come nell’ultima Lista Rossa. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2.2.2 Rive di acque ferme e correnti
Per quanto riguarda la situazione di minaccia, le rive sono paragonabili alle acque superficiali. Le 144 specie che vi crescono sono in genere altamente adattate a questi ambienti e formano un gruppo circoscritto. Buona parte delle specie di questi ambienti sono inserite nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte), corrispondenti al 65 %. Particolarmente minacciate sono le specie nitrofile delle rive fangose (Bidention) e dei greti con copertura vegetale temporanea (Littorellion). Qui si trovano nientemeno che dieci specie e sottospecie considerate estinte in Svizzera, una delle quali, Saxifraga oppositifolia subsp. amphibia, è estinta a livello mondiale.
– Un ulteriore esempio è Sonchus palustris, una specie che non è più stata avvistata da oltre 100 anni e può perciò essere considerata completamente scomparsa in Svizzera.
Trenta specie altamente specializzate dei diversi ambienti ripuali sono in pericolo d’estinzione (CR), ovvero quasi un quarto di tutte le specie delle rive.
– Ne sono un esempio le due specie indigene del genere Apium caratteristiche delle zone ripuali o le specie delle rive fangose sempre più rare, come Limosella aquatica.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 26
Tra le specie fortemente minacciate (EN) se ne trovano molte che dipendono da fluttuazioni regolari del livello dell’acqua, come per esempio Myosotis rehsteineri o Littorella uniflora. Con 24 specie, questa categoria è ampia. Le specie non minacciate o potenzialmente minacciate invece, sono proporzionalmente in minoranza.
Le comunità dei greti con copertura vegetale temporanea (Littorellion) hanno subito un forte declino nell’ultimo secolo. Questi habitat sono molto sensibili all’apporto di nutrienti e il loro maggior declino è avvenuto contemporaneamente alle fasi di maggior inquinamento dei nostri laghi. Allo stesso tempo è progredita la regolazione artificiale dei livelli dei laghi, mentre questa tipologia di vegetazione è adattata proprio alle loro fluttuazioni naturali. Le possibilità di sopravvivenza per le specie interessate sussistono quindi solamente in pochi luoghi. A tutto questo si aggiunge l’effetto negativo del calpestio dovuto alle attività ricreative, che spesso concernono anche gli ultimi tratti di rive naturali. Non sorprende dunque che oltre il 90 % delle 23 specie valutate di questo habitat sono minacciate, la metà delle quali d’estinzione.
– Sono in pericolo d’estinzione in particolare le specie Arenaria gothica, Baldellia ranunculoides, Deschampsia littoralis, Elatine hydropiper, Myosotis rehsteineri e Sisymbrium supinum.
Oltre la metà delle specie dei canneti terrestri e ripuali (Phalaridion) sono minacciate. Infatti, molti dei canneti terrestri sono stati prosciugati o abbandonati nel corso del XX secolo. Se la gestione è stata interrotta, si sono incespugliati sempre più, trasformandosi infine in boschi. Alcune delle specie oggi minacciate hanno trovato ambienti di sostituzione nei canali di drenaggio, ma le specie più sensibili, intolleranti all’eutrofizzazione, sono vieppiù sparite dal territorio.
– Esempi di specie minacciate di Phalaridion: Calamagrostis canescens, Cyperus rotundus, Glyceria maxima, Scrophularia auriculata.
Fra gli habitat delle rive dei laghi, i canneti lacustri (Phragmition) ospitano molte specie minacciate e in pericolo d’estinzione. Complessivamente sono minacciate circa il 60 % delle specie di questo ambiente. Spesso sono presenti soltanto in maniera molto localizzata in canneti ben specifici.
– Butomus umbellatus, Ranunculus lingua e Sparganium emersum sono specie vulnerabili (VU) di Phragmition. Altre specie sono in pericolo d’estinzione, come Schoenoplectus pungens e Sium latifolium.
A risentirne in modo significativo sono anche le comunità nelle depressioni allagate con Erba vescica (Sphagno-Utricularion), habitat nel quale praticamente tutte le specie sono minacciate.
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Fig. 6 > Ranunculus reptans Nel passato, si poteva incontrare Ranunculus reptans regolarmente in tutta la Svizzera. Oggi, all’infuori del lago di Costanza, questa specie si trova solamente ancora sporadicamente. A causa del continuo declino e delle piccole aree occupate, questa specie possiede lo status EN, come già nell’ultima Lista Rossa. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
– Utricularia intermedia, U. bremii, U. ochroleuca e U. stygia sono tutte in pericolo d’estinzione e dipendono a tal punto da misure di protezione e promozione, che senza di esse si estinguerebbero velocemente in Svizzera.
Soltanto la comunità delle rive di acque correnti con copertura vegetale (Glycerio- Sparganion) è ancora ampiamente diffusa e un po’ meno minacciata rispetto alle comunità delle tipologie di riva discusse in precedenza. Questo ambiente è più tollerante all’eutrofizzazione e ai disturbi meccanici. Ciò si riflette anche nelle 18 specie caratteristiche di questo habitat, delle quali circa un terzo è minacciato. Ma anche qui le aree ricche di specie sono diventate rare. A seguito della costruzione di argini artificiali e la mancanza di dinamica naturale, le comunità ancora presenti sono generalmente frammentarie e povere di specie.
2.2.3 Paludi
Gli ambienti palustri annoverano 315 specie e comprendono le paludi (o torbiere basse), le torbiere (o torbiere alte), i suoli fradici (o prati acquitrinosi) e altre zone umide. Gran parte delle specie che si trovano in questo habitat, ovvero il 44 %, sono inserite nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte). Attualmente, dieci specie caratteristiche delle paludi sono considerate estinte in Svizzera.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 28
– Per esempio la specie tipica delle torbiere Minuartia stricta non è più stata ritrovata nonostante le ricerche intense degli ultimi anni. Si deve quindi supporre che questa specie artico-alpina sia scomparsa dalla Svizzera.
Le specie in pericolo d’estinzione (CR) sono 26. Alcune specie palustri si trovano anche nel gruppo ecologico delle acque superficiali e delle rive, come per esempio le specie in pericolo d’estinzione di erba vescica (genere Utricularia). La categoria delle specie fortemente minacciate (EN) comprende circa l’11 % di tutte le specie palustri ed è quindi relativamente grande. Anche la quota di specie vulnerabili (VU) è superiore alla media.
Particolarmente grave è la situazione delle torbiere alte (a sfagni) e delle paludi (torbiere) di transizione (Sphagnion magellanici, Caricion lasiocarpae), dove quasi due terzi delle specie caratteristiche sono minacciate.
– Esempi di specie minacciate delle torbiere alte e delle paludi/torbiere di transizione: Carex chordorrhiza, Carex heleonastes, Drosera intermedia, Dryopteris cristata, Eriophorum gracile, Hammarbya paludosa, Juncus stygius, Lycopodiella inundata e Rhynchospora fusca.
Esistono ancora delle aree residuali abbastanza estese di paludi oligotrofiche (Caricion davallianae, Caricion fuscae) anche se solamente a quote elevate. La maggior parte delle specie tipiche sono ampiamente diffuse, con aree rifugio nelle Alpi e nel Giura. La proporzione di specie minacciate in questo ambiente è dunque decisamente inferiore (17 %).
– Specie minacciate delle paludi: Carex buxbaumii, Dactylorhiza cruenta, Liparis loeselii, Orchis palustris e Spiranthes aestivalis.
Molti prati paludosi a gramigna altissima o molinieti (Molinion), usati un tempo come prati da strame, sono scomparsi in Svizzera e l’intero habitat è considerato minacciato (EN, cfr. Delarze et al. 2015). Questo fatto è particolarmente preoccupante, dato che i prati da strame potenzialmente più ricchi di specie si trovano nelle zone agricole intensive, dove le superfici sono fortemente sotto pressione. Oltre il 40 % delle specie che si trovano regolarmente nei molinieti sono minacciate.
– Esempi di specie minacciate dei prati acquitrinosi a gramigna altissima: Allium angulosum, Allium suaveolens, Gentiana pneumonanthe, Gladiolus palustris, Iris sibirica, Laserpitium prutenicum, Rhinanthus angustifolius, Selinum carvifolia, Thalictrum simplex e Viola elatior.
Nei prati paludosi con calta palustre e nelle paludi ad alte erbe (Calthion, Filipendulion) si trovano relativamente poche specie da classificare come minacciate. Esse sono tendenzialmente presenti in aree ristrette e la minaccia principale non deriva tanto dall’eutrofizzazione, ma piuttosto dalla perdita di superficie e dai drenaggi.
– Esempi di specie minacciate dei prati paludosi: Hierochloe odorata, Fritillaria meleagris e Cirsium canum.
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Fig. 7 > Saxifraga hirculus Attualmente Saxifraga hirculus si trova ancora in un’unica località e quindi è considerata in pericolo d’estinzione (CR). In passato, la specie era ancora diffusa in vari luoghi del Giura, del Vaud e della Svizzera centrale. Grazie a misure di protezione della natura, si mantiene nella sua ultima stazione. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
La situazione rimane particolarmente drammatica negli habitat effimeri di basse erbe annuali igrofile dominati dai giunchi nani (Nanocyperion). Le ragioni principali sono da un lato l’assenza di perturbazioni nelle zone umide e dall’altro la distruzione (ovvero le perturbazioni troppo forti) delle superfici umide coltivabili (cfr. 4.12). Le comunità erbacee igrofile di giunco nano sono considerate fortemente minacciate in Svizzera (EN; cfr. Delarze et al. 2015) e, delle 42 specie caratteristiche di questo habitat, l’84 % è incluso nella Lista Rossa. Di queste specie, 16 (pari al 38 %) sono in pericolo d’estinzione (CR).
– Esempi di specie minacciate delle comunità erbacee igrofile: Anagallis minima, Blackstonia acuminata, Centaurium pulchellum, Cyperus flavescens, Cyperus fuscus, Eleocharis ovata, Juncus bulbosus, Lythrum hyssopifolia, Veronica acinifolia.
2.2.4 Rocce e ghiaioni
Circa il 10 % delle specie indigene possono essere assegnate agli ambienti rocciosi, di materiale detritico e pietrisco (ghiaioni). Una quota relativamente ridotta, ovvero il 18 %, delle specie che si trovano in questi ambienti sono inserite nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte). In questi ambienti, quattro specie sono classificate come estinte. Si tratta di un numero piuttosto elevato considerando il grado relativamente basso di minaccia di questo habitat. Tra le numerose specie che si trovano generalmente nelle pareti rocciose e nei ghiaioni, 64 (18 %) sono minacciate. La quota di specie
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 30
minacciate è dunque nettamente più bassa rispetto ad altri habitat. Negli ambienti rocciosi, solo le specie molto rare sono state classificate come fortemente minacciate o vulnerabili, a causa dell’esiguità delle loro popolazioni.
– Esempi di specie molto rare e minacciate delle rocce e dei ghiaioni: Androsace brevis, Artemisia nivalis, Draba incana, Draba ladina, Minuartia cherlerioides subsp. rionii, Saxifraga retusa e Woodsia pulchella. Esempi di specie minacciate dei ghiaioni: Aethionema saxatile, Centranthus angustifolius, Erysimum ochroleucum, Matthiola valesiaca, Ranunculus seguieri.
A parte una vasta gamma di specie diffuse e non minacciate (LC) come Asplenium trichomanes, A. ruta-muraria nelle rocce oppure Rumex scutatus, Gymnocarpium robertianum nei detriti, in questi ambienti vi sono tipicamente anche delle specie rare e molto localizzate. La frammentazione del loro areale non è però antropogenico; sono specie che si sono adattate in maniera naturale a una frammentazione estrema. Arabis serpillifolia, Hieracium tomentosum, Hypericum coris o Saxifraga mutata sono quindi delle specie da classificare al massimo come potenzialmente minacciate.
Fig. 8 > Centranthus angustifolius In Svizzera, Centranthus angustifolius è limitato al Giura, dove occupa i ghiaioini calcarei nelle zone calde. La popolazione è quasi dimezzata negli ultimi anni e diverse sottopopolazioni un tempo molto estese stanno per scomparire. La specie risente del continuo pascolo dei camosci, introdotti nel Giura negli anni Sessanta. A causa del pascolo, solo pochi individui riescono a portare i loro frutti a maturazione. In assenza di misure di protezione, il declino continuerà. La specie è classificata come fortemente minacciata (EN). λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 31
2.2.5 Prati e pascoli secchi di bassa quota
I prati e pascoli secchi di bassa quota comprendono le praterie termofile aride come le praterie steppiche tipiche e quelle continentali semiaride (Stipo-Poion, Cyrsio-Brachypodion), le praterie medioeuropee aride con Forasacco e i prati insubrici aridi su suolo acido (Xerobromion, Diplachnion), le praterie medioeuropee semiaride con Forasacco (Mesobromion) e le aree abbandonate aride e termofile con gramigne (Convolvulo- Agropyrion). In questi ambienti si trovano 122 specie minacciate, ovvero il 14 % di tutte le specie minacciate in Svizzera. Se si considerano pure gli habitat di transizione lungo le siepi e i margini boschivi, con i quali i prati secchi formano spesso un mosaico, la quota raggiunge quasi il quarto di tutte le piante vascolari minacciate. Questo conferma la grande importanza dei prati e pascoli secchi per la preservazione della biodiversità anche dal punto di vista floristico.
Il quadro dei prati e pascoli secchi di bassa quota è molto diverso da quello dei prati grassi (cfr. 2.2.6). I primi ospitano infatti 351 specie, quasi tre volte il numero di specie dei secondi. Una parte importante, ovvero il 35 %, delle specie che si trovano in questo habitat, è inserita nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte). Questo corrisponde al triplo della medesima proporzione nei prati e pascoli grassi. In altre parole, nei prati secchi non si trovano solamente tre volte più specie rispetto ai prati grassi, ma anche una proporzione di specie minacciate molto superiore. Con una quota di oltre il 20 %, le specie vulnerabili rappresentano la categoria di minaccia più grande; 16 specie sono in pericolo d’estinzione (CR) e 4 specie sono considerate estinte.
Fig. 9 > Potentilla alba Potentilla alba è una specie tipica dei prati e pascoli secchi. In Svizzera si trova solo nel Ticino meridionale, nella zona di Sciaffusa e nella campagna di Ginevra. Come già nell’ultima Lista Rossa, la specie è classificata come vulnerabile, poiché le sue stazioni sono in leggero ma continuo declino. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 32
2.2.6 Prati e pascoli pingui di bassa quota
I prati, le praterie e i pascoli pingui di bassa quota, concimati o ricchi di nutrienti per cause naturali, comprendono solo 122 specie, molte delle quali sono diffuse e comuni in tutta la Svizzera. In questo gruppo, non vi sono per ora specie estinte e solo due specie (Gaudinia fragilis e Orobanche picridis) sono in pericolo d’estinzione (CR), mentre due specie sono fortemente minacciate (EN) e nove sono vulnerabili (VU). Questi valori sono decisamente più bassi rispetto ad altri habitat.
– Tra le specie che sono perlomeno potenzialmente minacciate e quelle della Lista Rossa dei prati e pascoli pingui ricchi di specie vanno annoverate: Bromus commutatus, Geranium pratense, Moenchia mantica, Muscari botryoides, Ornithogalum nutans, Orchis coriophora, Orobanche picridis, Saxifraga granulata, Tulipa sylvestris subsp. sylvestris e altre.
L’11 % delle specie di questo ambiente è iscritto nella Lista Rossa (specie minacciate ed estinte), una proporzione notevolmente minore rispetto ad altri ambienti.
Fig. 10 > Moenchia mantica Moenchia mantica è una specie delle praterie umide da sfalcio, in passato presente un po’ ovunque nell’Altopiano centrale, nella valle del Reno e in Ticino. Oggi si trova solamente in Mesolcina e Val di Blenio. In considerazione del suo piccolo areale attuale e delle sue popolazioni piccole e in declino, alla specie è stato assegnato lo status EN. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 33
2.2.7 Praterie di montagna
Le praterie di montagna formano un gruppo di ambienti ecologicamente ampio con quasi 500 specie concentrate principalmente nelle fasce subalpine e alpine. La grande amplitudine ecologica spazia dai pascoli pingui (Poion alpinae) relativamente ricchi di nutrienti, ai prati aridi su suolo calcareo con sesleria comune (Seslerion) o balze e cenge su suolo silicatico con festuca varia (Festucion variae). Inoltre, vi si trovano anche specie delle rocce e delle pareti rocciose, a causa delle frequenti transizioni verso questi habitat spesso intercalati con le praterie. Al contempo, risalta che in questo vasto ambiente vi siano poche specie minacciate. Delle sette specie in pericolo d’estinzione (CR) cinque appartengono al genere Botrychium. Sono considerate fortemente minacciate (EN) nove specie, un numero assai contenuto.
– Vi appartengono, per esempio, Aconitum anthora e Tulipa sylvestris subsp. australis.
Anche il numero di specie vulnerabili (VU) è basso: solo 41 specie. In questo ambiente, le specie della Lista Rossa (minacciate ed estinte) rappresentano il 12 %, una proporzione relativamente bassa.
Fig. 11 > Botrychium simplex Oltre alla frequente Botrychium lunaria, in Svizzera ci sono altre cinque specie di Botrychium, tutte molto rare e minacciate. Le presenze verificate di Botrychium simplex sono estremamente rare e in declino, pertanto la specie è in pericolo d’estinzione (CR). λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 34
2.2.8 Orli erbacei e megaforbie
Le 383 specie degli orli (= margini boschivi) erbacei e megaforbie (tagli rasi, radure e luoghi con alte erbe) rappresentano oltre il 10 % della flora indigena. Tuttavia, molte delle specie assegnate a questo gruppo si trovano anche negli habitat vicini (boschi, pascoli), anche se con minor vitalità. Per gli orli erbacei e le megaforbie, un totale di 84 specie sono considerate minacciate (22 %). La quota del 20 % di specie potenzialmente minacciate (NT) è assai elevata. Questa categoria comprende specie tipiche dei margini magri e xero-termofili (Geranion sanguinei) che per poco non raggiungono la soglia per essere classificate in una categoria di minaccia, alle quali bisogna tuttavia prestare attenzione, come per esempio Potentilla thuringiaca o Clematis recta. Le categorie fortemente minacciato (EN) e vulnerabile (VU) comprendono molte specie di orchidee (dei generi Orchis e Ophrys). Anche due delle sette specie della categoria CR sono orchidee, e ambedue si trovano unicamente in Ticino: Orchis provincialis e Serapias vomeracea.
– Specie come Campanula cervicaria, Dictamnus albus, Galium glaucum, Gentiana cruciata, Orchis provincialis, Potentilla alba continuano a diminuire, mentre il declino di specie come Aster amellus, Filipendula vulgaris, Prunella laciniata, Thesium bavarum, Trifolium ochroleucon e diverse specie di orchidee è stato frenato leggermente solamente grazie alla gestione adattata e orientata alla protezione della natura.
La proporzione di specie minacciate è decisamente più bassa nelle megaforbie (legate ai tagli rasi, alle radure e ai luoghi con alte erbe) rispetto agli orli erbacei.
– Diverse specie minacciate delle megaforbie, come Aconitum napellus subsp. tauricum, Chaerophyllum elegans o Hugueninia tanacetifolia, possiedono in Svizzera solo popolazioni piccole che, inoltre, si trovano al limite del loro areale.
Vi sono diverse specie potenzialmente minacciate anche nei margini boschivi erbacei più ricchi di nutrienti. Le popolazioni di queste specie sono molto sparse e piccole. Se le singole popolazioni sono compromesse da cambiamenti della gestione, ciò può ripercuotersi rapidamente sulla situazione generale della specie.
– Esempi: Aristolochia clematitis, Carpesium cernuum, Draba muralis, Fragaria moschata, Gagea lutea, Orchis pallens.
Nei margini igrofili di pianura (Convolvulion), spesso situati in zone alluvionali o nei pressi di ambienti acquatici, l’espansione delle neofite rappresenta un’ulteriore minaccia per le specie meno competitive. In questi casi, la lotta alle neofite invasive è particolarmente importante.
– Ne sono colpite, per esempio, Achillea ptarmica, Barbarea stricta, Bidens cernua, Cucubalus baccifer, Inula helvetica, Scrophularia auriculata o Sonchus arvensis subsp. uliginosus.
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 35
Fig. 12 > Sison amomum Le specie rare della famiglia Apiaceae si trovano spesso nei margini boschivi erbacei. In Svizzera, Sison amomum si trova esclusivamente negli orli erbacei delle campagne ginevrine. La specie è considerata fortemente minacciata (EN), dato che le sue popolazioni sono tutte molto piccole e sotto pressione a causa dell’uso del territorio che rimane intensivo. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2.2.9 Ambienti cespugliati, siepi e margini boschivi
Arbusti e arbusti nani che formano cespuglieti, siepi, margini di boschi o brughiere, sono stati riuniti in un solo gruppo insieme ad alcune importanti specie compagne dello strato erbaceo. Il gruppo comprende 163 specie, quasi tutte legnose, delle quali una proporzione relativamente bassa del 18 % è iscritta nella Lista Rossa (minacciate ed estinte). Solo una specie è considerata in pericolo d’estinzione (Salix bicolor) e anche la categoria delle specie fortemente minacciate (EN) è relativamente ridotta con solo nove specie. Sorprendentemente grande è invece la percentuale minacciata di rose (Rosa spp.), visto che un terzo di tutte le specie minacciate e vulnerabili appartiene a questo genere.
Tra le svariate tipologie di cespuglieti e margini di bosco piuttosto triviali, risaltano i cespuglieti termofili su suolo acido (Berberidion), ricchi di specie. Delle circa 50 specie arbustive di questo ambiente, sette sono fortemente minacciate e almeno altre 16 sono potenzialmente minacciate.
– Esempi di specie minacciate del Berberidion: Rhamnus saxatilis, Staphylea pinnata, Colutea arborescens, Cotinus coggygria, Genista radiata, Mespilus germanica e molte specie di rose selvatiche come Rosa majalis, Rosa stylosa ecc.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 36
Anche i cespuglieti alluvionali offrono spesso un habitat per specie arbustive minacciate. Queste specie possono essere favorite, mantenendo e rivitalizzando la dinamica naturale.
– Esempi di specie minacciate dei cespuglieti alluvionali: Myricaria germanica e molte specie di salici (Salix bicolor, Salix laggeri ecc.).
Anche la flora erbacea beneficia della protezione di ambienti cespugliosi idonei. Questi rappresentano rifugi importanti per specie minacciate.
Fig. 13 > Orobanche lucorum La parassita Orobanche lucorum è associata esclusivamente al crespino (Berberis). In Svizzera, questa specie si trova quasi unicamente nelle parti più orientali del Paese. Normalmente si trova nel mezzo di fitti cespugli di crespino su prati aridi o al margine di boschi. A causa della dimensione ridotta delle sue popolazioni e delle aree occupate, la specie è considerata fortemente minacciata (EN). λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2.2.10 Boschi
Di tutte le categorie di ambienti naturali in Svizzera, i boschi coprono la superficie maggiore. In questa superficie crescono circa 500 specie che si trovano prevalentemente, o comunque spesso, nel bosco e sono suddivise negli strati arboreo, arbustivo ed erbaceo. Questa categoria raggruppa un’ampia gamma di habitat, dagli ontaneti su suolo fradicio con ontano comune fino ai boschi aperti e alle pinete termofile. Il numero di specie minacciate e potenzialmente minacciate è relativamente basso e il 75 % di tutte le specie boschive sono considerate non minacciate (LC). Per contro, 62 specie (13 %) sono minacciate, una quota ben al di sotto della media del 28 % di specie minacciate dell’intera flora.
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 37
– Solamente due specie di alberi sono considerate minacciate: Ulmus laevis e Sorbus domestica. Le seguenti specie erbacee dei boschi sono minacciate soprattutto perché le stazioni sono poche e le popolazioni piccole: Carex depauperata, Euphorbia carniolica, Galium triflorum, Isopyrum thalictroides, Lathyrus venetus, Mercurialis ovata, Pseudostellaria europaea, Trochiscanthes nodiflora e Veratrum nigrum. Vi sono inoltre alcune felci (Asplenium onopteris, Matteuccia struthiopteris, Osmunda regalis) ed orchidee (Epipactis fageticola, Epipactis placentina, Epipogium aphyllum) minacciate che si trovano solo sporadicamente o in maniera isolata.
Nonostante le intense ricerche, la specie Chimaphila umbellata non è più stata ritrovata ed è dunque considerata estinta in Svizzera. Quanto alle specie dei boschi, quattro sono in pericolo d’estinzione (CR), mentre le specie fortemente minacciate (EN) sono il quadruplo; 41 specie sono classificate come vulnerabili (VU), alcune delle quali strettamente legate al bosco (p. es. Epipogium aphyllum), mentre altre si trovano anche in ambienti più aperti (p. es. Coronilla minima). Le specie della Lista Rossa (minacciate ed estinte) occupano una quota relativamente piccola, pari al 13 %.
Fig. 14 > Isopyrum thalictroides In Svizzera, Isopyrum thalictroides si trova in maniera naturale solamente nell’area di Ginevra, dove la sua presenza, anche se a un livello basso, ha cominciato a stabilizzarsi negli ultimi anni. Vista la sua presenza ridotta in Svizzera, questa specie è ancora da considerarsi vulnerabile (VU). λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 38
2.2.11 Ambienti ruderali
Gli ambienti ruderali sono per natura transitori. Un’elevata dinamica è molto importante in questo ambiente e le piante che vi si trovano devono essere adattate ad essa. Quasi 300 specie si trovano regolarmente negli ambienti ruderali. Di queste, 74 (25 %) sono considerate minacciate, proporzione comparabile alla media per l’intera flora (25 %). Nelle superfici ruderali, la proporzione di specie scomparse o estinte è relativamente alta, ma non è chiaro in che misura persistano eventuali semi dormenti.
– Esempi sono Carthamus lanatus, Chenopodium opulifolium, Cyperus serotinus, Hordeum secalinum, Lolium remotum, Papaver Ibridoum oppure Silene cretica che si trova spesso in depositi dell’età della pietra.
Sei specie sono in pericolo d’estinzione (CR). Anche la categoria delle specie fortemente minacciate (EN) è relativamente importante e corrisponde al 9 %. La maggior parte delle specie ruderali minacciate sono piante marcatamente termofile che possono quindi essere rinvenute nelle zone più miti della Svizzera e nelle isole di calore urbane.
– Esempi di queste specie ruderali termofile sono Centaurea stoebe subsp. stoebe, Chenopodium botrys, Crepis tectorum, Fumaria schleicheri, Geranium divaricatum, Hyoscyamus niger, Lactuca saligna, Marrubium vulgare, Nepeta nuda, Plantago arenaria e Vulpia bromoides.
Fig. 15 > Coronopus squamatus Coronopus squamatus è una specie tipica dei luoghi calpestati aridi, dei bordi di sentieri e delle strade sterrate o dei selciati nei villaggi. In precedenza la specie era molto più diffusa, mentre oggi la si trova solo ancora in pochi luoghi della campagna ginevrina, nei pressi di Yverdon e Aarau. Dato che anche le poche stazioni restanti sono continuamente diminuite negli ultimi 15 anni, la specie è considerata fortemente minacciata (EN). λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
2 > Stato delle piante vascolari in Svizzera 39
2.2.12 Campi e vigneti
Le circa 200 specie dei campi coltivati e dei vigneti appartengono a un gruppo piuttosto piccolo con molte specie specializzate e la proporzione più grande di archeofite (cfr. 1.3). Ad eccezione degli ambienti acquatici, negli ambienti segetali si trova la percentuale più alta di specie minacciate. Infatti, una quota particolarmente alta (43 %) delle specie dei campi e vigneti sono inserite nella Lista Rossa (minacciate ed estinte)
– Esempi di specie minacciate dei campi: Adonis aestivalis, Agrostemma githago, Androsace maxima, Anthemis arvensis, Asperula arvensis, Camelina microcarpa, Consolida regalis, Bromus secalinus, Filago vulgaris, Lathyrus tuberosus, Neslia paniculata, Nigella arvensis, Papaver argemone, Polycnemum arvense, Scandix pecten-veneris, Silene noctiflora, Spergula arvensis, Stachys annua, Veronica acinifolia. – Esempi di specie minacciate dei vigneti: Anagallis foemina, Calendula arvensis, Fumaria schleicheri, Gagea pratensis, Gagea villosa, Lamium Ibridoum, Misopates orontium, Orlaya grandiflora, Phleum paniculatum, Tulipa sylvestris subsp. sylvestris.
Fig. 16 > Cuscuta epilinum In passato, Cuscuta epilinum si incontrava regolarmente nei campi di lino. Con la scomparsa dei campi di lino, questa specie si è estinta in Svizzera. È riapparsa brevemente grazie a tentativi di reintroduzione, ma è poi scomparsa di nuovo rapidamente. La specie ha dunque lo status RE. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 40
In considerazione dei valori percentuali delle singole categorie di minaccia, è evidente che le specie in pericolo d’estinzione (CR) e quelle fortemente minacciate (EN) occupano una parte importante. Inoltre, i campi e i vigneti sono l’ambiente dove si contano proporzionalmente il maggior numero di specie estinte. Infatti, 15 specie tipiche dei campi sono completamente estinte, come Arnoseris minima, e altre 17 sono in pericolo d’estinzione (CR), come Thymelaea passerina. Formano un grande gruppo anche le 23 specie fortemente minacciate (EN). A quest’ultimo appartiene Polycnemum majus, una specie che in Svizzera si trova solo molto sporadicamente. Il gruppo delle specie vulerabili (VU) dei campi e vigneti comprende 33 specie, tra le quali una serie di specie tipiche dei campi, che si possono trovare ancora regolarmente in Vallese (p. es. Lathyrus tuberosus, Ranuculus arvensis) ma che sono quasi completamente scomparse al Nord delle Alpi.
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 41
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
In questa sezione sono discussi i cambiamenti rispetto al 2002 e le quote delle categorie di minaccia nei rispettivi ambienti naturali. L’indice IUCN Red List Index (cfr. 3.1.3) rappresenta un riassunto dei numerosi piccoli cambiamenti avvenuti. In sintesi, si può affermare che attualmente il 28 % di tutte le specie di piante indigene della Svizzera sono classificate come minacciate. La situazione è peggiorata per molte specie precedentemente non minacciate (LC) che ora sono classificate come potenzialmente minacciate (NT). Per altre specie, il livello di minaccia è diminuito, anche se molte di queste riduzioni sono avvenute all’interno delle categorie di minaccia CR/EN/VU. Non si può concludere automaticamente che la situazione generale sia migliorata, perché in realtà si constata solamente un leggero rallentamento del declino. Per la maggior parte delle specie già minacciate nel 2002 come pure per ulteriori 50 specie non è stato possibile invertire il trend negativo. Esse rimangono minacciate.
3.1 Confronto con la Lista Rossa 2002
Anche la Lista Rossa del 2002 (Moser et al. 2002) fu realizzata secondo la metodologia dell’UICN (IUCN 1994) che rappresenta lo standard internazionale dal 1994. I risultati delle due Liste Rosse si possono quindi confrontare direttamente, considerando che la banca dati di Info Flora è notevolmente migliorata in questo lasso di tempo e rappresenta la fonte principale di dati per la valutazione dello status di minaccia.
3.1.1 Confronto delle categorie di minaccia
La tabella 6 mostra un confronto fra le singole categorie di minaccia. A tale scopo sono state utilizzate unicamente le specie comuni ad entrambe le Liste Rosse, ovvero 2480 specie (l’equivalente del 100 % nella tab. 6). Non sono incluse le specie contrassegnate con DD (cioè non classificate per insufficienza di dati) in una o nell’altra lista.
Il confronto mostra che le percentuali sono cambiate solo minimamente negli ultimi 15 anni. Il numero di specie non minacciate (LC) è rimasto praticamente invariato. È invece aumentata la percentuale di specie estinte (EX+RE) o probabilmente estinte (CR[PE]). I maggiori cambiamenti sono avvenuti tra NT (potenzialmente minacciate) e VU (vulnerabili). Le statistiche mostrano uno spostamento delle specie da minacciate a potenzialmente minacciate, ma non verso categorie inferiori.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 42
Tab. 6 > Confronto delle Liste Rosse 2002 e 2016, relativo alle specie in comune e classificate in entrambe le Liste Non sono contenute tutte le specie della Lista Rossa 2016. Visto che la categoria CR(PE) non esisteva nella Lista Rossa 2002, i valori delle specie estinte non si possono confrontare direttamente (valori tra parentesi). Alcune delle specie CR del 2002 sono ora classificate come CR(PE).
Categoria 2002 2016 Numero Quota rispetto al Numero Quota rispetto al specie totale delle specie specie totale delle specie classificate classificate EX+RE+CR(PE) (35) (1 %) 48 2% CR 126 5% 106 4% EN 243 10 % 196 8% VU 351 14 % 353 14 %
NT 334 13 % 405 16 % LC 1 391 56 % 1 372 55 % Totale delle specie classificate in entrambe le Liste 2 480 100 % 2 480 100 % Totale di tutte le specie minacciate (ed estinte) 755 30 % 703 28 % Totale di tutte le specie minacciate e potenzialmente 1 089 44 % 1 108 45 % minacciate
Nella presente Lista Rossa, 48 specie sono considerate estinte o probabilmente estinte Specie estinte e probabilmente («scomparse»). Dal punto di vista puramente statistico, il loro numero è aumentato estinte (EX, RE e CR[PE]) rispetto alla Lista Rossa 2002. Tuttavia nelle 35 specie della Lista Rossa 2002 non erano ancora incluse le specie scomparse. Questi valori non si possono quindi confrontare direttamente. Il gruppo delle specie estinte è suddiviso secondo i criteri dell’UICN in: specie estinte mondialmente (EX), specie estinte in Svizzera (RE) e specie probabilmente estinte in Svizzera (CR[PE]).
– Specie estinte mondialmente (EX): questa categoria contiene una sola specie, come già nell’ultima Lista Rossa. Saxifraga oppositifolia subsp. amphibia era una specie endemica della regione del lago di Costanza e il cui ultimo ritrovamento risale a prima del 1960. Questa sottospecie è considerata estinta mondialmente perché non è più stata ritrovata nemmeno sulle rive dei Paesi confinanti. – Specie estinte in Svizzera (RE): per esempio Chimaphila umbellata, Cuscuta epilinum, Cyperus serotinus, Diphasiastrum tristachyum, Filago gallica, Moenchia erecta, Najas flexilis, Viola pumila. – Specie probabilmente estinte in Svizzera (CR[PE]): per 16 specie non esistono ritrovamenti recenti. Ciò nonostante è possibile che sussistano delle popolazioni che non sono ancora state scoperte oppure che si trovano sotto forma di semi dormienti nel suolo per poi apparire improvvisamente. Resta comunque improbabile che tali popolazioni possano mantenersi da sole tramite poche apparizioni casuali e sono quindi considerate «probabilmente estinte» (CR[PE] – probably extinct). A questo gruppo appartengono Chenopodium opulifolium, Corrigiola litoralis, Glaucium flavum, Hypochaeris glabra, Illecebrum verticillatum e Vulpia unilateralis.
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 43
Solo due terzi delle specie CR (65 %) erano già categorizzate come tali nella Lista Specie in pericolo d’estinzione Rossa del 2002. La maggior parte delle rimanenti 37 specie sono passate da EN a CR, (CR) perché le loro popolazioni sono diventate molto esigue e sono in continuo calo.
– Esempi di specie passate alla categoria CR: Arabis nemorensis, Bunias erucago, Lathyrus bauhinii, Nigella arvensis, Potentilla incana, Schoenoplectus pungens, Thymelaea passerina. – Esempi di specie CR che hanno potuto stabilizzarsi temporaneamente grazie a misure di protezione della natura: Adenophora liliifolia, Anemone sylvestris, Asperula arvensis, Baldellia ranunculoides, Deschampsia littoralis, Gagea pratensis, Hammarbya paludosa, Lythrum hyssopifolia, Potentilla leucopolitana, Saxifraga hirculus, Serapias vomeracea, Typha minima, Utricularia bremii e Utricularia intermedia. Per queste specie è particolarmente importante che si mantengano le misure di protezione e promozione.
Il numero di specie EN nella Lista Rossa attuale è molto inferiore rispetto a quella Specie fortemente minacciate precedente (2002: 243 specie, 2016: 196 specie). Tuttavia, circa 40 specie non sono più (EN) EN a causa di una maggior disponibilità di dati o in seguito ad adattamenti tassonomici. 29 specie invece hanno subito un innalzamento di categoria, passando da NT o VU a EN.
– Esempi di specie che rispetto alla Lista Rossa 2002 sono state elevate alla categoria EN: Alisma lanceolatum, Androsace septentrionalis, Centranthus angustifolius, Empetrum nigrum subsp. nigrum, Tephroseris helenitis, Typha shuttleworthii. – Esempi di specie EN che hanno potuto stabilizzarsi temporaneamente grazie a misure di protezione della natura: Carex chordorrhiza, Drosera intermedia, Fritillaria meleagris, Gagea villosa, Gladiolus palustris, Leucojum aestivum, Myosotis rehsteineri, Nuphar pumila, Orchis coriophora, Pulsatilla vulgaris, Scandix pecten-veneris, Viola elatior. Per queste specie è particolarmente importante che siano mantenute le misure di protezione e di promozione.
Il numero di specie vulnerabili è rimasto quasi invariato da una Lista Rossa all’altra Specie vulnerabili (VU) (2002: 351 specie, 2016: 353 specie). Questa stabilità è solo apparente se si considerano i cambiamenti nella composizione specifica di questa categoria. Delle circa 350 specie e sottospecie 241 erano già presenti come vulnerabili nella Lista Rossa 2002, mentre circa un terzo delle specie VU di allora è ora passato a un’altra categoria. Gran parte delle specie attualmente vulnerabili sono specie delle regioni di montagna che erano state classificate in categorie di minaccia superiori ma che, grazie a una maggiore disponibilità di dati e a verifiche sul campo, hanno potuto essere classificate più precisamente.
– Esempi di specie che sono passate da EN a VU grazie a una maggiore disponibilità di dati: Aconitum anthora, Androsace brevis, Androsace villosa, Anthyllis montana, Aquilegia einseleana, Carex vaginata, Chaerophyllum elegans, Draba ladina, Gentiana pannonica, Oxytropis neglecta, Ranunculus seguieri, Saponaria lutea, Tephroseris capitata.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 44
– Esempi di specie VU che si sono temporaneamente stabilizzate grazie a misure di protezione: Adonis aestivalis, Betula nana, Caucalis platycarpos, Cypripedium calceolus, Daphne cneorum, Eleocharis acicularis, Gratiola officinalis, Inula helvetica, Knautia godetii, Lycopodiella inundata, Myricaria germanica, Staphylea pinnata, Tulipa sylvestris subsp. sylvestris. Per queste specie è particolarmente importante che siano mantenute le misure di protezione e di promozione.
La categoria di specie potenzialmente minacciate è in forte aumento rispetto alla Lista Specie potenzialmente minacciate Rossa 2002 (2002: 334 specie, 2016: 405 specie). Questo aumento è dovuto in parte (NT) allo spostamento di categoria da parte di specie e sottospecie precedentemente in una categoria di minaccia superiore (89 specie). Tuttavia, almeno per la metà di esse lo spostamento è dovuto a una maggiore disponibilità di dati, anche se la minaccia, in questi casi, persiste.
– Esempi di specie che sono passate da VU a NT grazie a una maggiore disponibilità di dati: Alyssum montanum, Arabis auriculata, Carex fimbriata, Dactylis polygama, Epipactis distans, Linaria alpina subsp. petraea, Pulmonaria helvetica, Rhinanthus antiquus, Thlaspi virens, Valeriana wallrothii.
Vi sono però un centinaio di specie finora considerate non minacciate (LC) che sono ora classificate come potenzialmente minacciate (NT) in seguito a una maggiore disponibilità di dati e osservazioni sul campo, anche se spesso una minaccia diretta non risulta evidente. Gran parte di queste specie appartengono ai prati secchi e agli ambienti limitrofi come i margini boschivi e i cespuglieti aridi.
– Esempi di specie di luoghi secchi ora classificate come potenzialmente minacciate (nel 2002 erano ancora LC): Allium carinatum, Cytisus nigricans, Festuca pallens, Koeleria vallesiana, Linum tenuifolium, Peucedanum cervaria, Polygala comosa, Potentilla rupestris, Rosa villosa, Silene otites, Stipa capillata. – Esempi di specie di ambienti umidi ora classificate come potenzialmente minacciate (nel 2002 erano ancora LC): Carex appropinquata, Carex paupercula, Eleocharis palustris, Juncus subnodulosus, Lotus maritimus, Poa palustris, Potentilla palustris, Pulicaria dysenterica, Trichophorum alpinum, Willemetia stipitata.
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 45
3.1.2 Interpretazione dei cambiamenti di categoria
La quota di specie minacciate ed estinte (categorie VU, EN, CR, CR(PE), RE e EX) è diminuita leggermente, passando dal 30 % nel 2002 all’attuale 28 %. Questo apparente miglioramento necessita però di una considerazione più attenta. L’UICN (IUCN 2001) raccomanda che, nel caso di cambiamenti, si faccia la distinzione tra i seguenti casi:
Trend veri Descrive tutti i veri cambiamenti o trend della condizione di una specie a Genuine (recent) giustificazione di un altro status. Nuova informazione Il cambiamento è dovuto soprattutto a cambiamenti nella quantità e qualità dei dati New Information e delle informazioni disponibili. Nuova tassonomia Il cambiamento è dovuto a mutamenti tassonomici. Si distinguono due casi: (a) New Taxonomy nuove segregazioni (newly split) quando una specie viene rivalutata a livello di sottospecie; (b) nuove aggregazioni (newly lumped) quando una sottospecie o una specie viene rivalutata, rispettivamente, al livello di specie o di aggregato. Dati erronei Il cambiamento è dovuto a valutazioni errate nel 2002 poiché basate su dati e Incorrect data informazioni sbagliate.
La tabella 7 illustra il confronto fra Lista Rossa 2002 e 2016 tenendo conto dei diversi casi. Risulta chiaro che gran parte dei miglioramenti, ovvero dei casi di specie che nella Lista Rossa 2016 sono assegnate a una categoria di minaccia inferiore rispetto a quella della Lista Rossa 2002, sono dovuti a un mero cambiamento della situazione dei dati disponibili. Il trend al miglioramento risulta quindi solo apparente. Di conseguenza, è opportuno illustrare, nei paragrafi seguenti, le singole categorie di cambiamento riportate nella tabella 7.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 46
Tab. 7 > Valutazione e classificazione dei cambiamenti di categoria rispetto alla Lista Rossa 2002
Numero Trend Trend apparenti totale di veri Nuova Nuova Dati erronei specie informazione tassonomia Specie tuttora minacciate (rimangono nelle 594 - - - - categorie VU/EN/CR) Specie tuttora almeno potenzialmente 946 - - - - minacciate (rimangono nelle categorie NT/VU/EN/CR) Specie passate a una categoria di minaccia 227 213 6 4 4 superiore Di queste: specie ora classificate come 51 46 1 2 2 Di queste: specie ora classificate come 99 95 3 0 1 potenzialmente minacciate (LC → NT) Di queste: specie con un aumento dello 54 50 2 1 1 status di minaccia all’interno delle categorie VU/EN/CR Specie passate a una categoria di minaccia 280 122 152 1 5 inferiore Di queste: specie con una diminuzione dello 94 46 46 1 1 status di minaccia all’interno delle categorie VU/EN/CR Di queste: specie ora non più classificate 103 59 40 0 4 Di queste: specie ora classificate come non 85 28 55 0 1 minacciate (NT/VU/EN/CR → LC) Specie tuttora non minacciate (LC) 1 287 - - - - Avvertenza: un specie può rientrare in diverse sottocategorie
La maggior parte delle specie inserite nella Lista Rossa 2002 (80 %), rimangono tuttora Specie tuttora minacciate (VU, minacciate. Questo bilancio fa riflettere. In considerazione degli sforzi compiuti finora EN, CR) per la protezione delle specie e dei biotopi, esso dimostra che le misure di promozione delle specie non sono lontanamente sufficienti. Anche per le specie che sono passate dalla categoria CR a VU non c’è stato un miglioramento, ma solamente un peggioramento rallentato. Tenendo conto dell’importanza e persistenza della minaccia, questa considerazione rappresenta uno dei risultati principali della presente Lista Rossa.
– Esempi di specie minacciate in maniera persistente, con categoria di minaccia invariata: Campanula cervicaria (status 2002 e 2016: EN; tasso di ritrovamento: 36 %). Malaxis monophyllos (status 2002 e 2016: VU; tasso di ritrovamento: 62 %). – Esempi di specie minacciate in maniera persistente, ma con un cambiamento di categoria: Fumaria vaillantii (status 2002: EN; status 2016: VU; tasso di ritrovamento: 57 %). Hyoscyamus niger (status 2002: EN; status 2016: VU; tasso di ritrovamento: 50 %). Androsace septentrionalis (status 2002: VU; status 2016: EN; tasso di ritrovamento: 45 %). Odontites vernus (status 2002: VU; status 2016: EN; tasso di ritrovamento: 36 %).
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 47
Lo status di 227 specie, ovvero quasi il 10 % delle 2480 specie in comune alle due Specie passate a una categoria di Liste Rosse, è peggiorato, in particolare a causa dei numerosi spostamenti da LC a NT. minaccia superiore Si tratta di specie il cui status prima non destava preoccupazione, che ora devono essere osservate con maggior attenzione. Infatti, anche se al momento sono solo potenzialmente minacciate, la situazione di queste specie sta peggiorando. Gli spostamenti di categoria più importanti riguardano 51 specie che nel 2002 non erano ancora minacciate (LC o NT) mentre ora lo sono (VU, EN o CR). In alcuni di questi casi, lo spostamento è dovuto a una miglior disponibilità di dati e di informazioni piuttosto che a una perdita concreta di popolazioni.
– Esempi di specie entrate a far parte di una categoria di minaccia (LC/NT -> VU/EN/CR): Achillea ptarmica (status 2002: NT; status 2016: VU). Pleurospermum austriacum (status 2002: NT; status 2016: VU). Callitriche cophocarpa (status 2002: LC; status 2016: VU). Centranthus angustifolius (status 2002: NT; status 2016: EN).
Il grado di minaccia di 103 specie precedentemente minacciate si è ridotto al punto tale Specie che non rientrano più in che attualmente sono classificate come potenzialmente minacciate. Per molte specie, una categoria di minaccia tra cui molte piante rare alpine e delle rocce e pareti rocciose, questa riduzione rappre- (VU/EN/CR > LC/NT) senta solamente un miglioramento apparente della loro situazione. Infatti, nella Lista Rossa del 2002, il loro status era stato valutato troppo severamente a causa della mancanza di dati e informazioni. Vi sono però anche numerose specie che si sono realmente stabilizzate o le cui popolazioni sono aumentate rispetto alla situazione precedente. Tra queste, sono particolarmente numerose le piante pionere termofile e nitrofile capaci di adattarsi velocemente ai cambiamenti delle condizioni ambientali.
– Esempi di specie che non sono più minacciate soltanto grazie alla migliore disponibilità di dati (soprattutto specie di montagna): Carex fimbriata (status 2002: VU; status 2016: NT). Gentiana alpina (status 2002: VU; status 2016: NT). Papaver occidentale (status 2002: VU; status 2016: NT). Potentilla grammopetala (status 2002: VU; status 2016: NT). – Esempi di specie la cui situazione è presumibilmente migliorata (in gran parte specie pioniere termofile e nitrofile e specie ruderali): Crepis foetida (status 2002: VU; status 2016: LC). Eragrostis cilianensis (status 2002: EN; status 2016: LC). Lactuca virosa (status 2002: VU; status 2016: NT). Minuartia Ibridoa (status 2002: EN; status 2016: NT). Polycarpon tetraphyllum (status 2002: EN; status 2016: NT).
A 94 specie è stata assegnata una categoria di minaccia inferiore rispetto alla Lista Specie retrocesse all’interno delle Rossa 2002. Tuttavia rimangono minacciate (p. es. CR > EN o EN > VU). La loro categorie di minaccia (VU/EN/CR) situazione non è veramente migliorata; anzi, non si dovrebbe nemmeno parlare di «miglioramento», poiché si tratta in realtà di un peggioramento leggermente rallentato.
Solo poco più della metà (52 %) delle 2480 specie confrontabili permangono non Specie che rimangono non minacciate, ovvero sono di nuovo considerate non minacciate, e non necessitano al minacciate momento di attenzione particolare a livello della promozione individuale su scala nazionale (least concern). Si tratta di una percentuale sorprendentemente bassa, poiché significa d’altro canto che il 48 % delle specie e sottospecie in Svizzera sono almeno potenzialmente minacciate (NT o categorie superiori). Questi valori sono cambiati poco tra l’ultima Lista Rossa e quella attuale, anche se vi sono stati molti spostamenti a
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 48
livello delle singole specie. Delle 1472 specie attualmente non minacciate, 1287 lo erano già nella Lista Rossa 2002.
– Esempi di specie che rimangono non minacciate (LC): Aster alpinus, Barbarea vulgaris, Bellis perennis, Campanula rotundifolia, Clematis alpina, Globularia cordifolia, Herniaria glabra, Muscari comosum, Ostrya carpinifolia, Polygala vulgaris, Pulsatilla montana, Scutellaria galericulata, Taraxacum officinale ecc.
L’IUCN Red List Index (RLI) (Butchart et al. 2007, Bubb et al. 2009) descrive la Cambiamento dell’IUCN Red List situazione complessiva di minaccia di un gruppo di specie tenendo conto di tutte le Index categorie di minaccia. L’andamento dell’RLI riassume quindi la somma di tutti i cambiamenti che avvengono durante la rielaborazione di una Lista Rossa. Risulta difficile descrivere comprensibilmente il confronto fra due o più Liste Rosse consecutive in base agli spostamenti di singole specie fra le categorie. Per questo motivo, finora sono stati presentati e discussi aspetti ben precisi fra le due liste, mentre qui di seguito sono descritte le tendenze generali attraverso l’RLI.
L’RLI dell’UICN è una misura per esprimere in un solo numero la situazione complessiva di pericolo (o del rischio d’estinzione) di intere Liste Rosse o di parti di esse. Questo indice è particolarmente significativo quando viene usato per descrivere trend generali, in base al confronto fra due o più Liste Rosse. Questo implica il confronto di uno stesso set di specie o della stessa flora valutati tramite le Liste Rosse in almeno due occasioni differenti. Nel caso delle piante vascolari è possibile descrivere un andamento generale, poiché esistono due Liste Rosse (2002 e 2016) che sono state elaborate con la stessa metodologia. L’RLI è un valore compreso tra 0 e 1, dove 0 significa che tutte le specie di un dato set sono estinte, mentre 1 significa che tutte queste specie non sono minacciate (LC). Più l’RLI è basso, più è elevato il grado di minaccia del set di specie nel suo insieme. Questo valore è calcolato come somma ponderata delle categorie di ogni specie. La ponderazione avviene in maniera lineare (0 per LC, 1 per NT, 2 per VU, 3 per EN, 4 per CR e 5 per EX/RE/CR[PE]). Per maggiori dettagli, si veda la pubblicazione di Bubb et al. (2009).
Per poter confrontare la Lista Rossa 2002 con quella del 2016 è necessario prendere in RLI per l’intera flora considerazione il medesimo gruppo di specie. Per le analisi dell’RLI sono state considerate 2283 specie e sottospecie. Sono state escluse dalle analisi tutte le specie contrassegnate con DD (Data Deficient, cfr. allegato A1) e tutte quelle specie il cui cambiamento di status non è riconducibile a un vero cambiamento della situazione sul campo (cfr. 3.1.2)
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 49
Fig. 17 > Andamento dell’IUCN Red List Index della situazione di minaccia complessiva delle piante vascolari Confronto tra la Lista Rossa 2002 (RLI=0,83) e la Lista Rossa 2016 (RLI=0,82) sulla base di 2283 specie e sottospecie paragonabili
0.90
0.88
0.85
Red List Index 0.83
0.80
0.78
0.75
0.73
0.70 2002 2016
L’RLI delle Liste Rosse delle piante vascolari rivela un leggero trend negativo. Ciò significa che purtroppo la situazione di minaccia per le piante vascolari in Svizzera rimane invariata, anzi è addirittura leggermente peggiorata.
Se si calcola l’RLI per le specie associate ai singoli ambienti naturali (cfr. 2.2), si RLI per i diversi ambienti naturali delineano importanti differenze. La figura 18 illustra quali ambienti possiedono un RLI basso e quali un andamento positivo o negativo.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 50
Fig. 18 > IUCN Red List Index dei singoli ambienti naturali della Svizzera Valori bassi dell’indice significano una maggior proporzione di specie minacciate e potenzialmente minacciate. I prati pingui, le praterie di montagna e i boschi hanno proporzioni relativamente basse di specie minacciate, mentre sono relativamente alte quelle delle acque superficiali e delle rive. Il grafico illustra il cambiamento rispetto alla Lista Rossa 2002.
N. di specie 0.95 = Prati pingui 115 Bassa percentuale di ↓ Praterie di montagna 444 ↓ Boschi specie minacciate e specie potenzialmente 0.90 ↓ Ambienti cespugliati 152 minacciate = Rocce, ghiaioni ↓ Orli erbacei 344 0.85 274 ↓ TUTTI ↑ Ambienti ruderali
Red List Index ↓ Prati secchi 0.80 ↓ Paludi 180 ↑ Campi/vigneti 0.75
0.70 ↑ Acque superficiali
0.65 Alta percentuale di
↓ Rive specie minacciate e 115 specie potenzialmente minacciate 0.60 2002 2016
Possiedono un RLI basso, quindi con una proporzione alta di specie minacciate (Lista Rossa 2016), gli ambienti delle acque superficiali, delle rive, delle paludi, dei prati secchi e dei campi e vigneti. Il trend è negativo per le rive, le paludi, i prati secchi, i cespuglieti e margini boschivi. Il trend è positivo per le acque superficiali (ma con un sorprendente, negli ambienti ruderali le cui specie sono probabilmente favorite dai cambiamenti climatici. La situazione rimane relativamente stabile (con un indice elevato) per i boschi, i prati pingui e le praterie di montagna.
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 51
3.2 Considerazioni sull’uso della Lista Rossa delle piante vascolari
La conoscenza di alcune nozioni di base di tassonomia, nomenclatura e indigenato è importante per interpretare e utilizzare correttamente la Lista Rossa delle piante vascolari. Tenendo conto delle osservazioni che accompagnano le categorie di minaccia delle specie riportate nella tabella principale dell’allegato A3, possono essere evitati numerosi errori in sede di applicazione pratica. Tali osservazioni vanno prese in considerazione anche per la versione elettronica della tabella in formato Excel e devono a loro volta essere collegate come link ipertestuali.
La presente Lista Rossa utilizza la tassonomia e nomenclatura della Checklist 2016 di Tassonomia e nomenclatura Info Flora (Info Flora 2016) che si basa sulla seconda edizione dell’Indice sinonimico (SISF; Aeschimann e Heitz 2005). In alcuni casi, i concetti tassonomici differiscono rispetto alla Lista Rossa 2002 (Moser et al. 2002). Esistono quindi anche alcune differenze tra la Checklist 2016 e i libri di identificazione della Flora svizzera.
– Esempi: Potentilla neumanniana Rchb. della Lista Rossa 2002 diventa Potentilla verna L., Ceterach officinarum Willd. diventa Asplenium ceterach L.
Inoltre, nella Checklist 2016 cambia la notazione di sottospecie: il concetto «sensu lato / sensu strico» (s.l./s.str.) è sostituito con un concetto unitario di «specie / sottospecie» che segue gli standard internazionali.
– Esempi: Arabis bellidifolia Crantz s.l. diventa Arabis bellidifolia Crantz e Arabis bellidifolia Crantz s.str. diventa Arabis bellidifolia Crantz subsp. bellidifolia.
Le differenze tassonomiche e nomenclaturali tra la Lista Rossa 2002 e la Lista Rossa 2016 sono riassunte nell’allegato A4. Per la pratica, consigliamo un uso coerente della tassonomia e nomenclatura in base alla Checklist 2016, che è allineata alla nomenclatura in uso nelle applicazioni di segnalazione floristica e nel Taccuino in linea di Info Flora. Visto che le categorie di minaccia attuali, ossia lo status della Lista Rossa, sono assegnate solamente alle specie accettate nella Checklist 2016, consigliamo di risolvere eventuali problemi di sinonomia prima di utilizzare e collegare ipertestualmente la nuova Lista Rossa. A questo proposito consigliamo di consultare la Checklist 2016 (Info Flora 2016) o il sito Internet di Info Flora.
Durante l’elaborazione della Lista Rossa e della Checklist 2016 è stato verificato Indigenato l’indigenato di tutte le specie e sottospecie. Visto che ora le neofite non sono trattate nella Lista Rossa, mentre lo erano nella Lista Rossa 2002, ne segue dalla verifica che, oltre alle specie considerate neofite in passato sono state escluse dalla Lista Rossa 2016 anche alcune specie e sottospecie precedentemente considerate indigene o archeofite e ora riconosciute come neofite (cfr. 1.3). Le differenze con la Lista Rossa 2002 sono elencate nell’allegato A4. Ai taxa non indigeni della Lista Rossa 2002 è stato assegnato lo status «NA» (non applicabile = Not Applicable; cfr. allegato A2). Ai taxa non indigeni che mancavano già nella Lista Rossa 2002 non è stato assegnato nessuno status. L’indigenato di ogni taxon può essere consultato nella Checklist 2016 o sul sito Internet di Info Flora.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 52
Molte specie della flora svizzera non sono indigene in tutte le regioni dove sono pre- Considerazioni sull’indigenato senti. Lo status della Lista Rossa tiene conto solo delle popolazioni che sono indigene. regionale Nella pratica, l’indigenato regionale deve essere preso in considerazione prima di intraprendere qualsiasi misura di promozione della specie.
– Esempi: In Svizzera, Achillea clavenae L. e Paeonia officinalis L. si trovano allo stato naturale solamente nel Ticino meridionale, dove sono minacciate. Sono infatti classificate come «fortemente minacciate» a livello nazionale. Le stesse specie sono coltivate anche nei giardini in altre parti della Svizzera, dove occasionalmente inselvatichiscono. Queste popolazioni insevatichite non andrebbero considerate dalla protezione della natura.
A causa dell’oramai diffuso commercio di numerose specie minacciate non è più possibile illustrare nella Lista Rossa l’indigenato in maniera esaustiva. Per verificare l’indigenato regionale ci si può affidare alle carte di distribuzione disponibili sul sito Internet di Info Flora. È comunque essenziale che l’indigenato di una popolazione sia verificato prima di intraprendere apposite misure di promozione dispendiose. Le indicazioni nella colonna delle osservazioni della Lista Rossa forniscono le limitazioni più importanti ma non sono affatto esasutive!
Esistono casi nei quali la semina su grande scala non permette più di distinguere le Grado di naturalizzazione e popolazioni autoctone di una specie da quelle introdotte artificialmente. Solamente le insediamento analisi genetiche potrebbero permettere una distinzione. Anche in questi casi sarebbe impensabile effettuare un controllo del grado di naturalizzazione di ogni popolazione prima che la specie sia valutata per la Lista Rossa.
– Esempi: prima della disseminazione su ampia scala in aree di compensazione ecologica e in giardini naturali, Geranium pratense L. e Anthemis tinctoria L. erano specie rare minacciate. Attualmente non possono più essere classificate come tali.
Questo può portare a situazioni paradossali, in cui alcune specie dipendono essenzialmente da dette semine, mentre al contempo le rare popolazioni originali continuano a scomparire o perdono il loro adattamento a causa del flusso genetico di genotipi non indigeni (depressione da incrocio). In questi casi, nella Lista Rossa 2016 sono state considerate solamente le popolazioni autoctone che hanno potuto essere localizzate con una certa sicurezza.
– Esempi: esistono ancora popolazioni originali di Consolida regalis L., Agrostemma githago o Bupleurum rotundifolium L. conosciute soprattutto in Vallese. Nella rispettiva colonna delle osservazioni sono annotate le informazioni di cui si è tenuto conto per la classificazione del loro grado di minaccia.
Infine esistono anche popolazioni di specie molto minacciate che beneficiano di introduzioni o reintroduzioni (traslocazioni). L’UICN definisce i criteri che permettono di tener conto di queste popolazioni per la valutazione dello status di minaccia (cfr. allegato A1-4: traslocazioni, reintroduzioni e rafforzamento di popolazioni). Per alcune specie favorite da queste misure, vi sono indicazioni in tal senso nella colonna delle osservazioni della Lista Rossa.
3 > Interpretazione e discussione della Lista Rossa 53
Molte specie della flora svizzera possiedono sottospecie. Anche queste sottospecie Aggregati, specie e sottospecie dovrebbero essere considerate nella protezione della natura, visto che hanno spesso fabbisogni ecologici propri che rispecchiano adattamenti locali oppure processi storici o evolutivi importanti. Lo stato di minaccia delle sottospecie appartenenti a una stessa specie può variare molto. Nelle ricerche sul campo, in questi casi, è quindi importante indicare la sottospecie esatta.
– Esempio: Empetrum nigrum L. possiede due sottospecie: E. nigrum subsp. nigrum si trova unicamente in pochi luoghi relittici nelle torbiere del Giura ed è considerato minacciato, mentre E. nigrum subsp. hermaphroditum è ampiamente diffuso nelle brughiere alpine ventose. La colonna delle osservazioni della Lista Rossa contiene un’indicazione pensata come aiuto in questi casi.
In maniera analoga, anche lo stato di indigenato può differire tra sottospecie di una stessa specie. Per casi come questi sono state aggiunte indicazioni specifiche nella colonna delle osservazioni.
– Esempi: Centaurea stoebe possiede due sottospecie: subsp. stoebe, che è indigena e subsp. australis che è introdotta accidentalmente e spesso seminata. Nella Lista Rossa è valutata solamente la sottospecie indigena. La sottospecie Pisum sativum subsp. sativum è spesso coltivata e quindi non valutata nella Lista Rossa, mentre la sottospecie subsp. biflorum è un’archeofita minacciata della valle del Rodano.
Vi sono problemi simili anche a livello delle specie appartenenti ad aggregati (gruppi di specie), per esempio quando l’aggregato è riconoscibile sul campo mentre il riconoscimento delle specie richiede un sapere specialistico. Quando la categoria di minaccia di una specie differisce da quella dell’aggregato o quando vi sono differenti categorie di minaccia all’interno di un aggregato, nella colonna delle osservazioni sono fornite indicazioni sulla minaccia anche per gli aggregati. Questo dovrebbe garantire che la Lista Rossa sia utilizzata in maniera ragionevole.
Lo status «DD» (Data Deficient) non significa automaticamente che una specie o Status DD sottospecie non sia minacciata, ma che le conoscenze sono talmente lacunose da non permettere una valutazione sufficientemente sicura del suo status. Nei casi in cui tutte le sottospecie di una specie possiedono lo status DD, un’indicazione è fornita nella rispettiva colonna delle osservazioni.
– Esempi: finora le due sottospecie di Helleborus niger non sono state differenziate in alcuna Flora svizzera. Non sorprende quindi che vi siano pochi dati per valutare in maniera appropriata la situazione delle due sottospecie. Non è per ora possibile distinguere la situazione di minaccia per le due sottospecie mentre per la specie è possibile.
Nei casi in cui, malgrado le conoscenze lacunose, è stato comunque possibile discernere tra LC/NT (in minor pericolo) e VU/EN/CR (minacciato) si è cercato di assegnare lo status più probabile. Gli aspetti corologici e tassonomici di specie DD andrebbero investigate ulteriormente.
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A differenza della Lista Rossa 2002, nella Lista Rossa 2016 sono presentate solamente Classificazione del grado di le classificazioni nazionali analogamente alle Liste Rosse relative ad altri organismi minaccia per le regioni (cfr. p. es. Monnerat et al. 2007, Keller et al. 2010, Wermeille et al. 2014). La promo- biogeografiche zione delle specie minacciate è così focalizzata su tutto il territorio elvetico e nella pratica si evita di concentrarsi su rarità regionali che non sono minacciate a livello nazionale. Inversamente, uno status nazionale LC o NT può nascondere l’esistenza di popolazioni regionali minacciate, isolate da molto tempo e magari addirittura geneticamente differenziate dalle altre.
– Esempi: Potentilla alba è poco minacciata a sud delle Alpi. A nord delle Alpi invece, per esempio nei dintorni di Sciaffusa, nella regione di Ginevra o nelle zone confinanti dei Paesi limitrofi, la specie è in grave pericolo. Questo aspetto risalta troppo poco con lo status nazionale.
Similmente, esistono specie ancora assai diffuse nelle Alpi ad altitudini medie ed elevate, mentre potrebbero facilmente essere minacciate nei loro avamposti situati a quote inferiori sull’Altopiano. Indicazioni in merito sono fornite nella colonna delle osservazioni.
Oltre alla Lista Rossa contenuta nella presente pubblicazione, vi è una lista digitale in La Lista Rossa nella pubblicaformato Excel che può essere scaricata dai siti dell’UFAM e di Info Flora. Tra le due zione e nella lista Excel digitale liste vi sono alcune differenze di carattere formale, presentate qui di seguito.
> Come per l’ultima Lista Rossa nella versione stampata, le categorie di minaccia non sono assegnate ai taxa di ordine superiore (la specie in caso di diverse sottospecie, l’aggregato in caso di specie raggruppate). Questi servono solamente per la struttura e per una migliore leggibilità. Nella lista digitale invece, le categorie di minaccia sono assegnate a tutti i taxa elencati, in maniera da poterli collegare il più esaustivamente possibile con liste esterne e banche dati. > Le specie classificate come NA o NE sono riportate nella versione Excel solamente se nella Lista Rossa 2002 erano considerate indigene o archeofite e quindi erano classificate. In questa maniera le due Liste Rosse rimangono comparabili. > La lista digitale riporta un’ulteriore colonna con l’interpretazione secondo gli standard dell’UICN dei cambiamenti dello status di minaccia rispetto alla Lista Rossa 2002.
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 55
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Le esperienze raccolte dopo l’ultima revisione della Lista Rossa (nel 2002) suggeriscono due conclusioni. Da un lato, grazie a misure di protezione e promozione puntuali è stato possibile rallentare la perdita di biodiversità: le zone protette offrono spesso rifugio a specie di piante minacciate all’interno di paesaggi banalizzati; la rivitalizzazione dei corsi d’acqua ha creato un potenziale per molte specie minacciate; la promozione della biodiversità nell’agricoltura ha effetti specifici sulla conservazione di specie rare e minacciate e nei boschi non troppo ombrosi, grazie a nuove forme di gestione, ci sono spiragli di luce. Dall’altro lato, questi sforzi sono ancora troppo localizzati e isolati per frenare il declino generale su vasta scala. Non è quindi sufficiente accontentarsi delle misure attuali. Ulteriori misure, più estese e diffuse, sono necessarie per rallentare le perdite o per invertire la tendenza, come è stato il caso, sinora, solo per poche specie e a un livello molto modesto.
Ai fattori di minaccia già presenti se ne sono aggiunti di nuovi, quali ad esempio i trituratori moderni ed efficienti che distruggono le strutture nei pascoli e possono frantumare anche piccoli affioramenti rocciosi, gli impianti di irrigazione moderni che consentono di servire aree finora mai irrigate, o nuove strade che raggiungono zone agricole e boschive discoste.
Nei paragrafi seguenti sono riassunte le raccomandazioni emerse dalle indagini e dall’osservazione della situazione attuale di minaccia. Per molte specie, grazie ai controlli sul campo, alle analisi di dati e agli scambi di opinioni con molti esperti è stato possibile chiarire il grado di minaccia. Questo lavoro ha permesso di formulare le raccomandazioni riguardanti le misure da adottare.
Le raccomandazioni sono strutturate secondo gli ambienti naturali elencati nel capitolo 2, conformemente alle tipologie standard di «TypoCH» (Delarze et al. 2015). Questa struttura è giustificata dal fatto che le specie legate a un determinato ambiente sono sottoposte agli stessi pericoli che incombono sull’ambiente stesso. Nonostante ciò, occorre essere coscienti del fatto che le conclusioni generali relative alle diverse tipologie di ambienti non sono sufficienti per la protezione delle singole specie. Nel caso di promozioni specifiche deve essere considerata accuratamente e individualmente l’autoecologia di ogni specie o sottospecie, per esempio per il tramite di piani d’azione. Ciò è particolarmente importante per le specie a maggior rischio (CR, EN), presenti molto sporadicamente e spesso molto specializzate: esse traggono beneficio solo occasionalmente da misure standard di protezione.
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4.1 Acque superficiali e sorgenti
Le discussioni e raccomandazioni concernenti questa tipologia di ambienti sono suddivise in acque ferme, acque correnti e sorgenti.
Le minacce che gravano su questi habitat sono il risultato di diversi fattori (in partico- Acque ferme lare la crescente eutrofizzazione dei laghi più grandi) che hanno causato cambiamenti importanti nel corso del secolo scorso (Peter et al. 2011): le popolazioni di specie sensibili all’inquinamento, per esempio, si sono fortemente frammentate e isolate. Nel contempo la regolazione dei laghi è stata intensificata e molte rive sono state consolidate, con la conseguente distruzione di gran parte degli ambienti naturali delle rive con copertura vegetale (zona eulitorale) e delle zone sommerse adiacenti (zona infralitorale). Grazie alla costruzione di impianti di depurazione l’inquinamento delle acque è diminuito sensibilmente, ma l’inquinamento diffuso veicolato dall’aria e dalle acque sotterranee e superficiali, per esempio a causa delle attività agricole, ha tuttora un impatto negativo sulla qualità degli specchi d’acqua. La situazione potrebbe migliorare in futuro grazie alla revisione del 2011 della legge sulla protezione delle acque (LPAc) che prescrive ai Cantoni una maggiore protezione degli spazi riservati alle acque e la messa in opera di misure di rivitalizzazione. Le rive con copertura vegetale, particolarmente importanti per le piante acquatiche, non sono presenti unicamente nei grandi laghi, ma anche in numerosi piccoli specchi d’acqua, dove spesso dispongono di una maggiore superficie utile: ai fini della conservazione e della promozione delle specie, essi sono importanti quanto i laghi più grandi, anche perché raramente sono regolati e sistemati dall’uomo, i loro bacini sono molto più piccoli e la loro ecologia può quindi essere ripristinata più velocemente.
Raccomandazioni per la promozione di piante vascolari minacciate legate alle acque ferme:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari nelle acque ferme. > Qualificare e inventariare le acque ferme in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Identificare le fonti d’inquinamento diffuso che influenzano negativamente la qualità delle acque, soprattutto laddove è da attendersi un apporto indiretto di fertilizzanti e pesticidi (p. es. agricoltura, traffico). > Rivalorizzare, dove possibile, le rive con copertura vegetale (zona eulitorale); la loro qualità influisce direttamente (negativamente o positivamente) anche sulle zone sommerse adiacenti (zona infralitorale). > Focalizzare la promozione delle specie sui piccoli specchi d’acqua: l’esperienza dimostra che sono ideali per adottare misure di protezione della natura. > Sorvegliare l’attuazione del testo rivisto della legge sulla protezione delle acque (LPAc), affinché sia applicata possibilmente su ampia scala. > Rinaturare e creare nuovi specchi d’acqua poco profondi, in particolare pozze di piccole dimensioni che in estate si prosciugano per periodi più o meno lunghi.
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 57
Circa la metà delle 15 specie di piante vascolari legate alle acque correnti superficiali Acque correnti superficiali sono classificate come minacciate. A basse quote, l’eutrofizzazione e le sistemazioni dei corsi d’acqua rappresentano i maggiori fattori di minaccia, mentre nelle regioni di montagna sono soprattutto gli impianti idroelettrici che minacciano la diversità delle piante acquatiche. Se, da una parte, il consolidamento delle rive genera una frammentazione sovente fatale per la flora, dall’altra, nell’ambito di bonifiche fondiarie, a seguito dello scavo di fossi di drenaggio sono stati creati nuovi piccoli corsi d’acqua.
– I canali di drenaggio hanno perlopiù poco valore per la flora minacciata, ma occasionalmente possono offrire rifugio a specie tolleranti l’eutrofizzazione quali Groenlandia densa, Potamogeton nodosus o specie del genere Callitriche.
Nei prossimi decenni l’applicazione della revisione della legge sulla protezione delle acque (LPAc) potrebbe migliorare anche la situazione delle acque correnti. I corsi d’acqua dovrebbero beneficiare non solo dell’ampliamento dello spazio riservato alle acque, ma anche delle rivitalizzazioni e di maggiori deflussi. La garanzia dello spazio riservato alle acque presuppone l’estensificazione dello sfruttamento agricolo lungo i corsi d’acqua, così da ripristinare la funzione di filtro delle zone ripuali.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate legate alle acque correnti superficiali:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari delle acque correnti. > Qualificare e inventariare le acque correnti in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Sorvegliare l’attuazione del testo rivisto della legge sulla protezione delle acque (LPAc), affinché sia applicata possibilmente su ampia scala. > Prestare particolare attenzione alla presenza di zone tampone sufficienti in prossimità di superfici agricole gestite intensivamente, soprattutto quando nei corsi d’acqua vi sono specie a rischio. > Aumentare la percentuale di tratti di corsi d’acqua naturali o prossimi allo stato naturale, soprattutto nella rete idrografica dell’Altopiano.
Le sorgenti e gli stillicidi sono molto sensibili all’inquinamento diffuso provocato Sorgenti e stillicidi dall’agricoltura. Le captazioni hanno distrutto direttamente o indirettamente, per prosciugamento, numerosi ambienti fontinali. Di tutte le sorgenti presenti nel XIX secolo, oggi solamente l’1,2 % scorre ancora in superficie nell’Altopiano e il 4,8 % nel Giura (Zollhöfer 1997). Considerato che la capacità di rigenerazione di questi ambienti naturali è relativamente bassa e che le sorgenti sono spesso di natura puntuale e isolate, anche impatti temporanei di corta durata possono avere conseguenze permanenti. Misure di protezione e promozione sono necessarie solo in punti isolati, su piccole superfici, per esempio per evitare l’impatto del calpestio del bestiame.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate delle sorgenti e degli stillicidi:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari di sorgenti e stillicidi.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 58
> Qualificare e inventariare le sorgenti e gli stillicidi in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Arrestare, nel limite del possibile, la distruzione di sorgenti a seguito di captazioni e l’inquinamento diffuso da parte dell’agricoltura. > Eliminare qualsiasi influsso negativo sugli ambienti fontinali, considerata la loro ridotta capacità rigenerativa. > Sorvegliare la situazione delle sorgenti e degli stillicidi più importanti in virtù della presenza di specie minacciate.
Fig. 19 > Acque superficiali e sorgenti Piccoli specchi e corsi d’acqua rappresentano Gli ambienti fontinali sono estremamente importanti rifugi per piante acquatiche sensibili e, una volta alterati, faticano a minacciate. rigenerarsi.
Foto: Adrian Möhl
4.2 Rive di acque ferme e correnti
Come nel caso delle acque ferme (cfr. 4.1), a seguito della regolazione delle variazioni del livello dell’acqua dei laghi o della modifica morfologica di fiumi e ruscelli per mezzo di argini e dighe, anche questi ambienti sono stati privati della loro dinamica naturale: questa è la causa principale del declino delle popolazioni di piante delle rive. L’applicazione adeguata del testo rivisto della legge sulla protezione delle acque (LPAc) potrebbe consentire la messa in opera di migliorie urgenti necessarie alla qualità biologica degli ambienti ripuali.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate delle rive di acque ferme e correnti:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari ripuali. > Qualificare e inventariare le rive prossime allo stato naturale in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Evitare, dove possibile, la cementificazione e il consolidamento delle rive (tra i maggiori fattori di minaccia per questi ambienti) e favorire la rinaturazione delle rive alterate.
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 59
> Promuovere zone tampone adeguate per ridurre al minimo le conseguenze dell’eutrofizzazione delle acque, spesso causata dall’attività agricola in prossimità delle acque. > Promuovere il ripristino della dinamica naturale per il tramite della rivitalizzazione delle acque, considerato l’effetto positivo sulla biodiversità in generale e quindi anche sulle specie ripuali minacciate. > Sorvegliare l’attuazione del testo rivisto della legge sulla protezione delle acque (LPAc), affinché sia applicata possibilmente su ampia scala, in particolar modo con la rivitalizzazione delle rive dei laghi, l’ampiamento dello spazio riservato alle acque e la riduzione dei fattori di minaccia per la vegetazione ripuale e le sue specie. > Adottare misure adeguate di promozione delle specie (o reintroduzioni) nelle zone ripuali di piccoli corsi d’acqua dove è accertata, o perlomeno potenziale, la presenza di specie a rischio. > Canalizzare le attività di svago (p. es. creando delle micro-riserve su piccoli tratti di riva) per evitare il calpestio e il degrado delle rive dovuto alle onde. > Conservare e ripristinare le paludi ripuali (Sphagno-Utricularion) o crearne di nuove, considerato che dipendono strettamente dall’adozione di misure di gestione adeguate.
Fig. 20 > Rive di acque ferme e correnti La dinamica naturale delle acque correnti Le rive dei laghi sono in gran parte promuove la biodiversità. cementificate e consolidate.
Foto: Stefan Eggenberg (a sinistra), Michael Jutzi (a destra)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 60
4.3 Paludi
Lo stato delle zone umide della Svizzera ne ha sancito la protezione nella Costituzione a seguito dell’«Iniziativa di Rotenthurm» del 1986. Da allora è stato possibile frenare la distruzione delle paludi dovuta al drenaggio e all’eutrofizzazione (Klaus 2007). Nonostante ciò è sopravvissuta solo una piccola parte delle grandi paludi presenti un tempo nel Giura, nelle Alpi e, soprattutto, nell’Altopiano centrale. Molte specie palustri minacciate sono colpite da questa frammentazione che conduce alla regressione della loro distribuzione, confinata nelle superfici relitte. E la situazione sarebbe ancora più grave se la protezione delle paludi non venisse presa sul serio in alcune regioni dove è ben consolidata. La gestione adeguata delle superfici relitte è tutt’altro che facile e l’apporto di nutrienti atmosferici rappresenta un grosso problema per le popolazioni di specie a rischio (Bergamini et al. 2009).
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate delle paludi:
> Definire le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari palustri. > Qualificare e inventariare le paludi in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Mettere in atto le disposizioni legali riguardanti la protezione delle paludi in maniera generalizzata e sistematica. > Considerare, nell’ambito della gestione delle zone protette o dello sfruttamento delle paludi o delle torbiere, le esigenze spesso molto specifiche delle singole specie palustri minacciate. Piani di gestione standardizzati e semplificati possono contribuire alla scomparsa delle specie palustri con esigenze ecologiche particolari. > Colmare i canali di drenaggio esistenti, soprattutto ai margini delle torbiere, e interrompere la manutenzione dei canaletti esistenti. > Tollerare perturbazioni sporadiche, regolari e mirate, per creare zone umide pioniere (Nanocyperion). > Adattare le zone tampone e orientare di conseguenza lo sfruttamento e la gestione, in considerazione del fatto che molte paludi rischiano di essere parzialmente o completamente invase dai canneti, a seguito dell’apporto di nutrienti. > Sostenere lo sfruttamento di prati da strame ovunque esso è ancora praticato. Avviare nuove gestioni di prati da strame per il tramite di incentivi o progetti specifici, in particolar modo nell’Altopiano centrale e altre stazioni a basse quote. La promozione di prati da strame può favorire diverse specie minacciate. > Favorire ogni limitazione delle emissioni di azoto, quale misura di importanza vitale per la vegetazione palustre e i suoi ambienti oligotrofici: le paludi sono generalmente colpite da un apporto eccessivo di azoto atmosferico, a seguito delle emissioni del traffico motorizzato (ossido d’azoto) e dell’agricoltura (ammoniaca).
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 61
Fig. 21 > Paludi I prati paludosi da strame di bassa quota o A causa dell’apporto di nutrienti, molte zone molinieti (Molinion) sono un rifugio per un umide rischiano di essere invase dai numero particolarmente alto di specie canneti. minacciate.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Stefan Eggenberg (a destra)
4.4 Rocce e ghiaioni
Le pareti rocciose e i ghiaioni sono considerati come luoghi naturali speciali. Sono quasi inutilizzabili e di conseguenza anche meno colpiti dalle attività umane rispetto ad altri ambienti. Qui sono incluse le specie che si trovano regolarmente sulle pareti rocciose (Potentillion, Cystopteridion, Androsacion vandellii e Asplenion serpentini), le specie dei ghiaioni (Thlaspietalia e Androsacetalia) e le specie dei suoli alluvionali con vegetazione pioniera erbacea (Epilobion fleischeri) (cfr. Delarze et al. 2015).
Considerato che le piante delle pareti rocciose e dei ghiaioni sono sottoposte unicamente a minacce locali o isolate, la protezione e la promozione di specie minacciate deve essere molto mirata e attuata solo dopo adeguate verifiche. Le attività di svago, come l’escursionismo e l’arrampicata, rappresentano un pericolo locale per piccole popolazioni di piante rupestri, soprattutto lungo creste, su cime molto frequentate e in prossimità di impianti di risalita. Con una buona gestione dei movimenti dei visitatori o con la creazione di micro-riserve è possibile ottenere buoni risultati senza grossi investimenti. Anche nei ghiaioni si trovano specie rare, sovente presenti solo con piccole popolazioni, che devono essere protette, per esempio nell’ambito della pianificazione di piste o di edifici. I ghiaioni naturali devono essere preservati dall’edificazione, in particolare a basse quote.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate degli ambienti legati alle rocce e ai ghiaioni:
> Definire le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari degli ambienti rocciosi più particolari. > Qualificare e inventariare le superfici rocciose e i ghiaioni accessibili o sottoposti a fattori negativi (aumento dell’ombreggiamento, calpestio, edificazione ecc.) in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot).
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> Proteggere le specie minacciate con la pianificazione, con l’informazione dell’utenza e con misure di canalizzazione delle attività di svago (p. es. arrampicata), laddove queste si sovrappongono alla presenza di popolazioni di specie (potenzialmente) vulnerabili. > Il successo delle micro-riserve (spesso anche di pochi metri quadrati) quale strumento di protezione è stato dimostrato in diversi Paesi europei nell’ambito del programma Natura 2000: le popolazioni esposte a questo tipo di distruzione hanno potuto essere protette (Kadis et al. 2013). > Nel caso di interventi estesi, come il livellamento di piste, eseguire un esame floristico sistematico e professionale della zona toccata prima di iniziare le attività di pianificazione e di costruzione. > Nel caso di attività del genio civile, come la costruzione di ripari antivalangari, verificare la presenza di popolazioni di specie rupestri, dei ghiaioni e delle praterie rocciose annesse che necessitano di protezione e inserire i risultati nella pianificazione dei lavori.
Fig. 22 > Rocce e ghiaioni Come Aethionema saxatile, alcune specie Un sentiero escursionistico molto frequentato delle pareti rocciose e dei ghiaioni si trovano passa in mezzo alla più grande – e quasi solamente in piccole popolazioni molto unica – popolazione di Alyssum alpestre in localizzate. Svizzera.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Monique Vilpert (a destra)
4.5 Prati e pascoli secchi a bassa quota
La maggior parte dei prati e dei pascoli secchi esiste grazie a una tradizione agricola secolare. Questi ecosistemi sono tra gli ambienti antropici più ricchi di specie e confermano l’importante contributo che i metodi di gestione tradizionali possono dare alla biodiversità. Esempi emblematici di questa situazione sono le molte specie di orchidee, minacciate o potenzialmente minacciate, che dipendono da una gestione sostenibile ed estensiva: Orchis morio, Orchis militaris, Orchis simia, Aceras anthropophorum, Ophrys araneola, Ophrys holosericea, Spiranthes spiralis ecc.
I prati e i pascoli secchi sono particolarmente colpiti dalla segregazione dell’utilizzo. Là dove delle zone gestite in modo estensivo sono rese accessibili, si constata un’intensificazione dell’utilizzo. Nel contempo, l’abbandono delle superfici marginali – lasciate incolte o soggette all’incespugliamento – è accelerato dai cambiamenti strutturali dell’agricoltura. Questo fenomeno colpisce soprattutto le valli delle Alpi
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 63
centrali e meridionali. Un’ulteriore minaccia è costituita dall’apporto di nutrienti, sia attraverso l’aria inquinata da ossidi di azoto sia a causa di carichi costantemente elevati di bestiame nei pascoli.
Le pianure e le zone collinari sono note da tempo quali spazi deficitari per la biodiversità. L’aumento del deficit nelle zone montane inferiori è per contro un fenomeno piuttosto nuovo (Walter et al. 2013), di cui soffrono soprattutto le specie di prati e pascoli secchi quali Gentiana cruciata, Hypochaeris maculata, Polygala pedemontana, Prunella laciniata, Tephroseris integrifolia o Trifolium ochroleucon.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate dei prati e pascoli secchi:
> Qualificare e inventariare i prati e pascoli secchi in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Stipulare contratti a lungo termine per il mantenimento di prati e pascoli estensivi con contributi a fini ecologici: gran parte delle specie minacciate tipiche dei prati secchi si trova infatti in questi ecosistemi. > Menzionare specificamente la presenza di specie minacciate nei contratti di gestione: queste hanno esigenze molto particolari e poco concorrenziali, pertanto la loro sopravvivenza dipende strettamente da una gestione adeguata. > Evitare ogni tipo di fertilizzazione: praticamente tutte le specie minacciate dei prati e pascoli secchi sono sensibili a qualsiasi fertilizzazione e già solo l’apporto atmosferico di nutrienti indotto dalle attività umane ha un impatto negativo. > Evitare il sovrapascolo: un carico di bestiame inadeguato può condurre alla scomparsa delle specie dei pascoli minacciate. Questo rischio è particolarmente elevato nei pascoli ovini. > Preservare le superfici esistenti di prati secchi escludendole dal raggio d’azione di nuovi impianti d’irrigazione (p. es. sprinkler). Prendere in considerazione queste superfici il più presto possibile, già durante la pianificazione. > Vietare le bonifiche che livellano le strutture nei prati e nei pascoli secchi estensivi.
Fig. 23 > Prati e pascoli secchi a bassa quota Prati secchi ricchi di specie si intersecano Un carico eccessivo nei pascoli ovini conduce spesso con gli ambienti dei margini boschivi a grandi perdite di biodiversità. altrettanto ricchi di specie.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Michael Jutzi (a destra)
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4.6 Prati e pascoli grassi a bassa quota
In questa tipologia di ambiente si riuniscono le specie che si trovano comunemente nei prati da sfalcio di bassa quota (Arrhenatherion), nei prati da sfalcio pingui di montagna (Polygono-Trisetion) e nei pascoli di bassa e media altitudine con covetta (Cynosurion) (cfr. Delarze et al. 2015). Oggi i prati grassi di bassa quota ricchi di specie e non troppo fertilizzati (Arrhenatherion ricco di specie) sono ritenuti in pericolo, poiché negli ultimi 50 anni è stata osservata una scomparsa enorme di superfici (Bosshard 2015). Anche se la superficie coperta da prati grassi nel suo insieme è aumentata, quella dei prati grassi ricchi di specie è diminuita. Lo spettro delle specie dei prati grassi comprende in gran parte specie a distribuzione ampia. Questa diminuzione si rifletterà pertanto con ritardo a livello di specie, anche perché molte di esse trovano temporaneamente rifugio nei margini boschivi. La presenza delle singole specie dei prati e pascoli grassi in pericolo deve essere seguita con particolare attenzione.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate dei prati e pascoli grassi:
> Definire le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari dei prati e pascoli grassi. > Qualificare e inventariare i prati e pascoli secchi in base alle specie faro e alle specie bersaglio presenti, per individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Identificare, dove ancora poco conosciute, le varianti più secche e magre dei prati da sfalcio di bassa quota, dei prati da sfalcio pingui di montagna e dei pascoli di bassa e media altitudine con covetta. Si può presumere che si tratta, almeno potenzialmente, di superfici per la promozione della biodiversità. Se non fosse già stato fatto, dovrebbero essere delimitate e segnalate alle autorità cantonali competenti. > Le popolazioni di specie dei prati grassi in pericolo sono distribuite ormai in maniera molto sporadica. È importante che i gestori ne siano coscienti e che una gestione confacente sia inserita nei contratti di gestione. > Diverse specie in passato molto diffuse sono ora ristrette a popolazioni relitte. La loro consistenza numerica può essere ristabilita unicamente con misure di promozione come la semina con fiorume e l’inerbimento diretto, prestando attenzione a usare unicamente sementi locali (cfr. www.regioflora.ch oppure www.info-flora.ch/it/flora/sementi-piante-selvatiche/).
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 65
Fig. 24 > Prati e pascoli grassi a bassa quota Oggi ci sono specie minacciate persino nei I prati grassi ricchi di specie possono essere prati grassi ricchi di specie. intensificati facilmente e sono pertanto particolarmente a rischio.
Foto: Stefan Eggenberg
4.7 Praterie di montagna
Quale Paese alpino la Svizzera possiede molte praterie di montagna. All’incirca 500 specie trovano il loro baricentro nelle praterie degli orizzonti subalpino e alpino, ovvero nei prati aridi su suolo calcareo con sesleria comune, nei prati freschi e pascoli su suolo calcareo con carice ferruginea, nelle balze e cenge su suolo silicatico con festuca varia, nei pascoli magri su suolo acido con cervino, nelle praterie della fascia alpina superiore su suolo acido con carice ricurva, nei prati aridi su suolo calcareo con carice rigida, nella vegetazione di creste e dossi ventosi a suolo calcareo, nelle vallette nivali con suolo calcareo o acido e nei pascoli pingui subalpini e alpini (Seslerion, Caricion ferrugineae, Festucion variae, Nardion, Caricion curvulae, Caricion firmae, Elynion, Arabidion caeruleae, Salicion herbaceae, Poion alpinae; cfr. Delarze et al. 2015). Il taglio tradizionale del fieno selvatico, effettuato durante l’estivazione sui pascoli alpini, è in gran parte scomparso, fatta eccezione per la Svizzera centrale e l’Oberland bernese. Nelle superfici residue si trovano specie di piante e tipi di vegetazione assenti nei pascoli circostanti. Inoltre, a queste quote gli influssi antropogenici negativi sulla diversità vegetale, come per esempio le migliorie alpestri, il livellamento di piste da sci e gli impianti idroelettrici, sono generalmente minori che a basse quote e spesso hanno effetti solo limitati. Tuttavia, anche in montagna, sugli alpeggi, si osservano gli effetti negativi di carichi eccessivi di bestiame, soprattutto ovini.
Altrettanto importante per la biodiversità è la conservazione di prati di montagna a quote più basse (Tasser e Tappeiner 2007). Si tratta di superfici marginali dal punto di vista della redditività aziendale, molte di queste praterie sono andate perse a causa dell’incespugliamento e dell’imboschimento: così, anno dopo anno grandi superfici d’alpeggio si stanno degradando. Per questo motivo, per esempio, le specie delle praterie su suolo calcareo del Sud delle Alpi sono almeno potenzialmente minacciate (p. es. Carex austroalpina, Horminum pyrenaicum, Knautia transalpina e Centaurea rhaetica). Molte specie delle praterie di montagna sono ancora presenti con poche e piccole popolazioni in Svizzera (p. es. B. Alyssum alpestre, Androsace villosa, Aquilegia einseliana, Carex baldensis, Pedicularis gyroflexa, Saponaria lutea): anche se non sono ancora direttamente minacciate, la situazione per popolazioni così piccole più
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deteriorarsi rapidamente. Infatti, se toccate da progetti edilizi o messe sotto pressione da attività di svago, queste popolazioni di specie specializzate scomparirebbero velocemente. In questi casi le micro-riserve potrebbero rappresentare un utile strumento di pianificazione e di canalizzazione delle attività di svago.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari delle praterie di montagna minacciate:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari delle praterie di montagna. > Qualificare le praterie di montagna in base alle specie bersaglio presenti (p. es. con dati dei centri di dati nazionali) e inventariare le zone ove sono pianificati interventi. In questo modo sarà possibile individuare i siti importanti per la promozione delle specie (hotspot). > Garantire che gli ambienti con praterie di montagna sotto il limite del bosco rimangano aperti, prolungando gli incentivi finanziari esistenti e istituendone di nuovi. Prestare particolare attenzione all’incespugliamento dannoso e molto rapido dell’ontano verde (Alnus viridis). > Stabilire rapidamente e con priorità contratti per una gestione estensiva e per il decespugliamento (o la costruzione di recinzioni, a seconda della specie) dove è accertata la presenza di specie potenzialmente minacciate o minacciate. > Prolungare gli incentivi esistenti e crearne di nuovi per evitare che le praterie di montagna siano trasformate in pascoli. Favorire il recupero di pascoli di montagna in praterie, in particolare quando nelle vicinanze sono presenti specie minacciate che potrebbero trarne beneficio. > Promuovere l’espansione delle specie minacciate dove sono presenti, per esempio creando o ripristinando superfici estensive adatte. > Sostenere l’uso tradizionale del fieno selvatico, creando incentivi per il recupero di questa pratica.
Fig. 25 > Praterie di montagna Le superfici di fieno selvatico sono importanti Incespugliamento di una prateria di montagna per la biodiversità. a Pianca Bella, Cimadera TI.
Foto: Michael Jutzi (a sinistra), Adrian Möhl (a destra)
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 67
4.8 Orli erbacei e megaforbie
Come molti altri ambienti di transizione (ecotoni), anche gli orli erbacei sono da tempo sotto pressione in Svizzera. In molte regioni del Paese l’uso del suolo è completamente regolamentato e le parcelle sono sfruttate fino ai margini: mancano spesso bordi di boschi e di sentieri – habitat per molte specie vegetali specializzate – sufficientemente ampi. Inoltre, l’uso delle parcelle è regolamentato al punto che la successione vegetale può a mala pena stabilirsi o mantenersi.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate degli orli erbacei e delle megaforbie:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio specifiche dell’ambiente, come strumento per la promozione delle piante vascolari degli orli erbacei e delle megaforbie. > Raramente gli orli erbacei ricchi di specie bersaglio sono stati rilevati e perciò non sono considerati nell’ambito della pianificazione: solo casualmente sono quindi integrati nell’infrastruttura ecologica da proteggere e nei progetti di interconnessione. Pertanto deve assolutamente essere messo in opera il rilevamento sistematico degli orli erbacei e delle megaforbie più significative. > Una gestione a mosaico con tagli sporadici di pulizia (ogni due-cinque anni) favorisce la diversità sia della fauna sia della flora. > Gli orli erbacei che ospitano specie minacciate devono essere integrati nei progetti di interconnessione ecologica: a questo scopo deve essere assicurata la necessaria comunicazione. > Adattare la manutenzione degli orli in funzione della presenza di specie minacciate e poco concorrenziali. In queste situazioni può essere necessario rinforzare temporaneamente le popolazioni impiantando individui provenienti da colture di conservazione. > In presenza di specie degli orli poco competitive e minacciate, introdurre misure mirate contro le neofite. > Creare nuovi orli in particolare in prossimità di oggetti degli inventari federali e di superfici di protezione della natura nei boschi. > Migliorare, in situazioni idonee, gli orli per il tramite di semine con fiorume, risemine o introduzioni da colture di conservazione (assisted migration). > Evitare tagli di pulizia regolari nei pascoli, a meno che la diffusione di piante problematiche non li renda necessari.
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Fig. 26 > Orli erbacei e megaforbie Gli orli xerotermofili sono particolarmente Le neofite minacciano soprattutto le specie ricchi di specie minacciate. degli orli umidi e ricchi di nutrienti.
Foto: Adrian Möhl
4.9 Ambienti cespugliati, siepi e margini boschivi
I boschetti, le siepi e i margini boschivi, che in genere si intrecciano con gli orli erbacei, albergano specie particolari, in particolare cespugli e cespugli nani, che compongono i seguenti ambienti naturali: Sarothamnion, Berberidion, Pruno-Rubion, Sambuco-Salicion, Salicion elaeagni, Salicion cinereae, Salicenion waldsteinianae, Alnenion viridis, Calluno-Genistion, Juniperion sabinae, Ericion, Juniperion nanae, Rhododendro-Vaccinion e Loiseleurio-Vaccinion (cfr. Delarze et al. 2015). Alcune di queste formazioni sono considerate come almeno potenzialmente minacciate (cfr. Delarze et al. 2015): sono i cespuglieti xerotermofili su suolo calcareo e quelli mesofili (Berberidion, Pruno-Rubion), i saliceti arbustivi palustri e quelli subalpini (Salicion elaeagni, Salicion cinereae) e le brughiere subatlantiche acidofile (Calluno-Genistion). Mentre nelle zone marginali dal punto di vista del rendimento le superfici aperte soffrono l’incespugliamento, le formazioni cespugliose che strutturano il paesaggio rurale continuano a diminuire. L’incespugliamento rappresenta spesso solamente una fase di transizione verso l’imboschimento, di cui approfittano quasi solamente le specie cespugliose pioniere, più competitive e a crescita più rapida, e pertanto non minacciate.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate degli ambienti cespugliati, delle siepi e dei margini boschivi:
> Prestare particolare attenzione alle specie di arbusti minacciate o potenzialmente minacciate per la promozione di strutture cespugliose nel paesaggio rurale (p. es. nei progetti di interconnessione ecologica). Insistere particolarmente sulla necessità di valorizzare le specie di rose selvatiche (Rosa spp.). > Quando si piantano specie arbustive minacciate, tenere conto della loro effettiva presenza nella regione di intervento e utilizzare materiale autoctono. Solo le introduzioni eseguite in un luogo idoneo e con piante di provenienza adeguata garantiscono un successo a lungo termine (oltre una generazione di arbusti). Questi aspetti devono essere chiariti ulteriormente.
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 69
> Adattare la cura e la gestione dei cespuglieti e dei margini boschivi alle esigenze di eventuali specie erbacee minacciate presenti. Spesso i progetti non vanno a buon fine perché si ignora la presenza di specie bersaglio. > Sono necessarie informazioni mirate e spiegazioni, destinate agli operatori, sull’utilità delle rose selvatiche e sulle possibilità di adattare il pascolo alle caratteristiche dell’ambiente e delle specie. A questo scopo vale la pena approfittare delle esperienze maturate nell’ambito di progetti pilota riusciti. > La gestione delle siepi e dei cespuglieti dovrebbe essere suddivisa in sezioni ed eseguita a tappe sull’arco di diversi anni, lasciando un numero sufficiente di cespugli a ogni intervento e prestando particolare attenzione alle specie legnose rare a livello regionale. > In occasione di ogni intervento di cura, controllare preventivamente la presenza di specie minacciate: la pianificazione degli interventi dovrebbe tenerne conto, dato che in ultima analisi essi dovrebbero promuovere proprio queste popolazioni.
Fig. 27 > Ambienti cespugliati, siepi e margini boschivi La maggior parte delle specie di cespugli Molte specie di rose selvatiche minacciate minacciate occupano siepi e margini boschivi risentono della gestione dei pascoli. caldi e soleggiati.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Michael Jutzi (a destra)
4.10 Boschi
La superficie boscata è in aumento in Svizzera e, in generale, i boschi stanno diventando sempre più densi e scuri. I boschi ombrosi sono caratterizzati da una flora specializzata piuttosto povera di specie. Vi sono però anche boschi più luminosi, più aperti e ricchi di specie che offrono habitat complementari importanti alle specie eliofile. Vi si trovano associazioni vegetali simili a quelle dei margini boschivi e degli ambienti cespugliati. I boschi radi sono molto diminuiti nel corso del XX secolo a causa del progressivo abbandono delle tradizionali forme di sfruttamento (come il bosco ceduo e il bosco ceduo composto), della cessazione del pascolo in bosco e dell’aumento delle immissioni di azoto atmosferico. I boschi sono diventati più fitti e più scuri e sono scomparse le nicchie di germinazione per le piante di mezz’ombra. Questa è una minaccia supplementare per molte specie degli orli, i cui habitat sono spesso ridotti a fasce troppo strette lungo i margini boschivi esposti al sole. È dunque importante che la promozione della biodiversità nei boschi consideri anche le specie eliofile minacciate (p. es. Asperula tinctoria, Cypripedium calceolus, Daphne cneorum, Dictamnus albus,
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 70
Fragaria moschata, Orchis purpurea, Potentilla alba o Vitis sylvestris). Accanto ai boschi radi, anche i boschi a umidità temporanea o permanente sono habitat importanti per molte specie minacciate.
Raccomandazioni per la promozione di specie vascolari minacciate dei boschi:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio per i differenti obiettivi da raggiungere, come strumento per la promozione delle piante vascolari dei boschi. > Informare gli attori della cura e dello sfruttamento dei boschi circa la presenza di popolazioni molto disperse di specie rare e minacciate. > Lo strumento relativamente nuovo delle specie bersaglio (Imesch et al. 2015), dovrebbe diventare uno strumento standard della pratica ed essere utilizzato in tutte le fasi della pianificazione e dell’esecuzione, sia per la cura sia per lo sfruttamento. > Sfruttare e curare i boschi dove si trovano specie bersaglio, che spesso occupano solo pochi metri quadrati, in funzione delle loro esigenze. > Favorire i boschi luminosi. Molte specie eliofile dipendono dalla presenza di radure, di piccole superfici di dirado o da un pascolo regolare. Questo vale soprattutto per le specie dei boschi in stazioni calde, soleggiate ed esposte a sud, dei boschi di torbiera o dei boschi ubicati in prossimità delle torbiere. > Nel caso di superfici boschive con specie minacciate, valutare se esistono connessioni con superfici di valore per la biodiversità in prossimità o, se giustificato, creare tali connessioni.
Fig. 28 > Boschi In Svizzera molte specie boschive minacciate, Per diverse specie eliofile molti boschi sono come Trochiscanthes nodiflorus, si trovano oggi troppo fitti e scuri. solamente in pochi siti.
Foto: Christophe Bornand (a sinistra), Stefan Eggenberg (a destra)
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 71
4.11 Vegetazione ruderale
L’utilizzo del territorio completamente pianificato e la gestione spinta fino ai limiti delle parcelle è una particolarità elvetica. In Svizzera vi è poco spazio per gli ambienti pionieri incolti, i bordi di sentieri e le superfici ruderali generalmente legate alle attività dell’uomo: per queste ragioni le popolazioni delle specie pioniere in pericolo legate a questi habitat sono piccole e frammentate. Queste specie sono adattate a condizioni variabili, caratterizzate da una dinamica marcata. Possono sopravvivere a lungo termine solamente se hanno la possibilità di rigenerare le riserve di semi nel suolo. La dinamica è però spesso troppo veloce affinché questo succeda. Le superfici ruderali nelle zone urbane e industriali subiscono cambiamenti talmente veloci che solamente le specie capaci di crescere più velocemente e con maggiore capacità di adattamento riescono a sopravvivere a processi di successione troncati.
Raccomandazioni per la promozione delle specie degli ambienti ruderali minacciate:
> Per preservare a lungo termine le loro riserve di semi le specie ruderali hanno bisogno di superfici pioniere ampie. > Evitare di cambiare troppo rapidamente l’utilizzo delle superfici ruderali, così da permettere uno sviluppo dei primi stadi della successione. > Una combinazione di piccole superfici ruderali puntuali o lineari, per esempio i bordi dei sentieri, può costituire un importante rifugio per le specie ruderali. > Le specie ruderali approfittano soprattutto dei luoghi caldi e secchi e dei terreni più ampi e stabili nelle isole di calore delle città. > Prestare maggiore attenzione alla presenza di specie ruderali in pericolo nell’ambito della pianificazione, nell’utilizzo delle superfici e nella gestione dei bordi dei sentieri e delle strade.
Fig. 29 > Vegetazione ruderale Anche i bordi dei sentieri e delle strade L’intensità dell’utilizzo e i cambiamenti rapidi possono offrire rifugio a specie ruderali ostacolano l’insediamento di specie ruderali. minacciate.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Michael Jutzi (a destra)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 72
4.12 Campi e vigneti
La flora dei campi e dei vigneti è adattata alle perturbazioni regolari causate dall’aratura e dalla sarchiatura. A causa delle forme moderne di gestione, per alcune specie queste perturbazioni sono diventate troppo importanti: molte sono scomparse, per esempio, a causa di un’aratura troppo profonda. A questo si aggiunge l’effetto degli erbicidi e dell’apporto crescente di fertilizzanti, la cernita delle sementi e, soprattutto, lo sfruttamento intensivo delle parcelle fino all’orlo.
Le popolazioni relitte che si sono mantenute sono spesso molto isolate e le forme d’utilizzo moderne impediscono la ricolonizzazione naturale. Anche se le riserve di semi nei suoli sono in diminuzione, è ancora possibile rinforzare queste popolazioni grazie a uno sfruttamento adattato alle loro esigenze (aratura, nessun uso di erbicidi, fertilizzazione ridotta). Queste popolazioni «risvegliate» possono fungere da staffetta: solo in caso di fallimento può essere prevista una reintroduzione per il tramite di una semina. In questo caso occorre usare miscele composte esclusivamente da semi con genotipi stabiliti in Svizzera da molto tempo. La flora compagna dei campi e dei vigneti è importante anche per le api selvatiche e altri organismi utili all’uomo: un motivo supplementare per offrire maggior spazio a questa flora speciale.
Raccomandazioni per la promozione delle specie dei campi e dei vigneti in pericolo:
> Definire le specie faro e le specie bersaglio per i differenti obiettivi da raggiungere, quale strumento per la promozione delle piante vascolari dei campi e dei vigneti. > Nell’agricoltura intensiva le specie che accompagnano tradizionalmente le colture non hanno abbastanza spazio, anche se sono importanti dal punto di vista ecologico per i servizi ecosistemici che offrono. Sarebbe opportuno dare alle specie compagne minacciate dei campi e dei vigneti almeno uno spazio minimo nelle superfici coltivate, adattando lo sfruttamento alle loro esigenze (p. es. lavorazione del terreno, rinuncia all’uso di erbicidi, riduzione dell’apporto di fertilizzanti). > Molte specie sono vittime dei cambiamenti di lavorazione del suolo: specie avventizie dei vigneti, adattate ai metodi tradizionali di lavoro, scompaiono sia dai vigneti trattati con diserbanti sia dai vigneti inerbiti. Delimitare le parcelle in cui si conservano forme di coltura tradizionale, per preservare questi valori naturali e culturali. > Le piante avventizie delle colture rappresentano spesso una fonte di nutrimento importante per gli organismi ausiliari e sono dunque indirettamente utili anche ai gestori: quando sono assenti, anche in presenza di condizioni favorevoli, si può ricorrere a una risemina con sementi indigene. > Promuovere altre riserve dedicate alla flora avventizia (cfr. riserve a Brentjong VS, Biela VS, Reinach BL). > Promuovere le strisce fiorite gestite senza erbicidi (ai bordi e in mezzo ai campi). > Tutelare o promuovere le superfici di vegetazione pioniera nelle colture con condizioni di umidità variabile, soprattutto nelle zone temporaneamente allagate. Trapiantare specie pioniere in modo mirato in luoghi favorevoli, nell’ambito di piani d’azione che coinvolgono i gestori (assisted migration). Si veda Nanocyperion (cfr. 4.3).
4 > Raccomandazioni per le misure da adottare 73
Fig. 30 > Campi e vigneti Gli organismi ausiliari (p. es. le api selvatiche) Nei vigneti inerbiti mancano le perturbazioni – e, di conseguenza, gli agricoltori – traggono legate alla sarchiatura tradizionale e la flora beneficio dai bordi dei campi con una flora viticola adattata a questa pratica scompare. ricca e variegata.
Foto: Adrian Möhl (a sinistra), Michael Jutzi (a destra)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 74
> Allegato A1 Le Liste Rosse dell’UICN
A1-1 Principi
Dal 1963 l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN) redige Liste Rosse di specie animali e vegetali minacciate a livello mondiale. A tal fine le diverse specie sono classificate in categorie di minaccia sulla base di criteri prestabiliti. I primi criteri, formulati in modo piuttosto soggettivo negli anni Sessanta, sono stati sostituiti nel 1994 da un sistema nuovo e più oggettivo (IUCN 1994). La revisione delle categorie della Lista Rossa era nata dall’esigenza di creare un sistema che potesse essere adottato in modo coerente da diversi utenti e Paesi e che permettesse di migliorare, grazie a precise direttive, l’oggettività della classificazione. Parallelamente, la revisione doveva facilitare sia la comparabilità delle diverse Liste Rosse sia le future revisioni. In base alle esperienze acquisite con il metodo UICN del 1994, i criteri sono stati leggermente rivisti. La nuova versione è stata pubblicata qualche anno più tardi
Le Liste Rosse dell’UICN sono basate unicamente sulla stima della probabilità di estinzione di un taxon in un determinato periodo di tempo. Esse esprimono perciò la probabilità di estinzione del taxon all’interno dei confini di uno Stato. Tale stima può essere applicata a qualsiasi entità tassonomica inferiore o superiore alla specie (sottospecie o aggregato), anche se la specie è l’entità tassonomica più frequentemente utilizzata.
Questa procedura non deve essere confusa con la definizione delle priorità nazionali in materia di conservazione delle specie, che dipende anche da altri fattori, quali il grado di endemismo o la responsabilità dello Stato per la conservazione di una determinata specie.
I criteri adottati dall’UICN per classificare le specie nelle diverse categorie di minaccia sono quantitativi e si basano su fattori riconosciuti per avere un influsso determinante sulla loro probabilità di estinzione. Per una specie, un periodo e una regione determinati, essi sono la dimensione e le variazioni di dimensione delle popolazioni, la superficie, le fluttuazioni della superficie del loro areale e l’area effettivamente occupata. A questi criteri si aggiungono altre variabili, come il grado di isolamento e la frammentazione delle popolazioni, la qualità degli habitat o l’eventuale isolamento in zone molto ridotte (cfr. A1-3).
Questi criteri furono inizialmente elaborati per stabilire il grado di minaccia delle specie a livello mondiale. L’UICN ha pubblicato in seguito alcune linee direttive, elaborate da Gärdenfors et al. (IUCN 1999), per il loro utilizzo a livello regionale (IUCN 2003, 2012a). La presente lista si basa su queste direttive, che possono essere scaricate dal sito www.iucnredlist.org.
> Allegato 75
A1-2 Categorie di minaccia
La descrizione delle categorie di minaccia e dei criteri è ripresa dall’UICN (IUCN 2001, 2003) ed è tradotta dall’inglese.
Considerato che la traduzione delle categorie di minaccia in Svizzera differisce leg- Nota relativa alla versione italiana germente da altre versioni italiane tradotte in maniera più letterale dall’inglese, queste ultime sono qui indicate tra parentesi, permettendo così un confronto (p. es. con la Lista Rossa della Flora Italiana, 2013; cfr. il sito delle Liste Rosse Italiane: www.iucn.it/liste-rosse-italiane.php). A differenza della Lista Rossa del 2002, qui il termine «minacciato» è usato per accorpare le categorie CR, EN e VU.
EX (Extinct): estinto (a livello mondiale) Una specie è estinta quando non vi è alcun dubbio che l’ultimo individuo sia morto. Una specie è ritenuta estinta quando indagini esaustive condotte in tutto l’areale storico, in habitat conosciuti e/o potenziali e in periodi appropriati (ritmo diurno, stagionale, annuale) non hanno dato luogo ad alcuna osservazione. Le indagini devono essere eseguite in un periodo adeguato al ciclo vitale e alle forme biologiche della specie.
EW (Extinct in the Wild): estinto in natura Come EX, ma esistono ancora individui viventi in coltura (ex situ).
RE (Regionally Extinct): estinto nella regione ovvero in Svizzera Nelle liste nazionali/regionali la categoria EW, menzionata sopra, è sostituita con RE: una specie è considerata estinta a livello regionale (qui: in Svizzera) quando non vi è alcun dubbio che l’ultimo individuo maturo sia scomparso dall’area da valutare (dal Paese).
CR(PE) (Critically Endangered, Probably Extinct): scomparso, probabilmente estinto in Svizzera La combinazione CR(PE) è stata introdotta nelle recenti linee guida dell’UICN (IUCN 2014). Annovera le specie che probabilmente sono estinte, ma ulteriori indagini sono necessarie per confermare l’estinzione. Non si tratta di una categoria di minaccia propriamente detta, quanto piuttosto di un contrassegno per specie CR considerate «scomparse», ovvero probabilmente estinte. Nelle statistiche, queste specie sono perlopiù trattate come le specie delle categorie EX, EW e RE.
> L’assegnazione alla categoria CR(PE) nell’attuale Lista Rossa è avvenuta quando, dall’allestimento dell’ultima Lista Rossa (2002) una specie non è più stata osservata e quando (a) è stato eseguito un numero troppo ridotto di controlli specifici (o nessuno) adattati alla specie e (b) è assai improbabile che vi siano ancora degli individui superstiti.
CR (Critically Endangered): in pericolo d’estinzione (= gravemente minacciato, in pericolo critico) Una specie è in pericolo d’estinzione quando i dati disponibili più affidabili mostrano che un qualsiasi criterio compreso tra A e E per questa categoria (cfr. A1-3) è soddi-
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 76
sfatto; essa è di conseguenza confrontata con un rischio estremamente elevato di estinzione allo stato selvatico (o in Svizzera).
> L’assegnazione alla categoria CR nell’attuale Lista Rossa è avvenuta quando, dall’allestimento dell’ultima Lista Rossa (2002) una specie è ancora stata osservata o quando, in mancanza di osservazioni recenti, (a) è stato eseguito un numero troppo ridotto di controlli specifici (o nessuno) adattati alla specie e (b) esiste un sospetto fondato che vi siano ancora delle popolazioni superstiti.
EN (Endangered): fortemente minacciato (= in pericolo, minacciato) Una specie è fortemente minacciata quando i dati disponibili più affidabili mostrano che un qualsiasi criterio compreso tra A e E per questa categoria (cfr. A1-3) è soddisfatto; essa è di conseguenza confrontata con un rischio molto elevato di estinzione allo stato selvatico (o in Svizzera).
VU (Vulnerable): vulnerabile Una specie è vulnerabile quando i dati disponibili più affidabili mostrano che un qualsiasi criterio compreso tra A e E per questa categoria (cfr. A1-3) è soddisfatto; essa è di conseguenza confrontata con un rischio elevato di estinzione allo stato selvatico (o in Svizzera).
NT (Near Threatened): potenzialmente minacciato (= quasi a rischio, quasi minacciato) Una specie è potenzialmente minacciata quando, pur essendo stata valutata secondo i criteri compresi tra A e E (cfr. A1-3), non soddisfa, per il momento, i criteri delle categorie CR, EN o VU; si colloca tuttavia vicino ai limiti per la classificazione in una categoria di minaccia o probabilmente li supererà nel futuro prossimo.
LC (Least Concern): non minacciato (= minor preoccupazione, minor rischio) Una specie è classificata come non minacciata quando è stata valutata e non soddisfa, per il momento, i criteri delle categorie CR, EN, VU o NT. I taxa ampiamente diffusi e abbondanti sono classificati in questa categoria.
DD (Data Deficient): dati insufficienti (= carenza di dati) Una specie è inserita in questa categoria quando le informazioni disponibili non sono sufficienti per effettuare, in base alla sua distribuzione e/o alla situazione numerica, una valutazione diretta o indiretta del rischio di estinzione. Una specie può essere inserita in questa categoria se, malgrado sia ben studiata e la sua biologia sia ben conosciuta, mancano dati precisi sulla sua abbondanza e/o sulla sua distribuzione. La categoria DD non è quindi una categoria di minaccia ma indica la necessità di raccogliere ulteriori dati e non esclude la possibilità che, grazie a indagini future, una specie possa essere attribuita a una categoria di minaccia. È importante tenere conto di tutti i dati disponibili e impiegare la categoria DD con circospezione. Nel caso in cui, grazie a conoscenze specialistiche sul grado di minaccia degli habitat, o su altre cause di minaccia, può essere supposta una situazione di minaccia per una specie, occorre scegliere lo status di minaccia più plausibile.
> Allegato 77
NA (Not Applicable): non applicabile Una specie è inserita nella categoria non applicabile se non si tratta di una popolazione selvatica, se la Svizzera non è collocata nell’areale naturale della popolazione (neofita), se si tratta di una presenza avventizia, o se il suo statuto tassonomico non è sufficiente per consentire una valutazione (ibridi, forme, cultivars).
NE (Not Evaluated): non valutato Una specie è annoverata in questa categoria se non è stato possibile valutarla secondo i criteri (cfr. A4).
La Lista Rossa propriamente detta riunisce le specie annoverate nelle categorie EX (estinto), EW (estinto in natura), RE (estinto regionalmente), CR (in pericolo d’estinzione), EN (fortemente minacciato) e VU (vulnerabile). La lista delle specie minacciate comprende unicamente le specie annoverate nelle categorie CR, EN e VU (fig. 31). Le specie CR(PE) sono accorpate a EX, EW, RE, per conteggiare esattamente il numero delle specie e sottospecie estinte e scomparse in Svizzera (cfr. 1.4 e 2.1). La categoria NT (potenzialmente minacciato) si colloca tra la Lista Rossa vera e propria e la Lista delle specie non minacciate (LC) e funge pertanto da avvertimento.
Fig. 31 > Categorie di minaccia delle Liste Rosse in Svizzera
Lista Rossa delle specie minacciate
EX Estinta (a livello mondiale)
RE Estinta in Svizzera
CR In pericolo d'estinzione
Minacciata EN Fortemente minacciata
VU Vulnerabile
Valutata (dati sufficienti) NT Potenzialmente minacciata
Indigena, archeofita LC Non minacciata
DD Dati insufficienti Valutata
NA Non applicabile
NE Non valutata
Fonte: secondo i criteri dell’UICN (IUCN 2012a, 2012b).
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A1-3 Criteri per la classificazioni nelle categorie di minaccia CR, EN e VU
I criteri utilizzati per classificare le specie nelle categorie CR, EN e VU sono identici, differiscono tuttavia i valori soglia. Di seguito sono ripresi i testi concernenti la categoria CR e i valori soglia corrispondenti alle categorie EN e VU.
Una specie è considerata in pericolo d’estinzione, CR (oppure fortemente minacciata, EN, o vulnerabile, VU) quando i migliori dati disponibili indicano che uno dei criteri seguenti (A–E) è soddisfatto; la specie è perciò confrontata con un rischio estremamente elevato (oppure molto elevato o elevato) di estinzione in natura:
A. Riduzione della popolazione in uno dei modi che seguono:
1 Una riduzione ≥90 % (EN 70 %, VU 50 %) osservata, stimata, dedotta o presunta
della dimensione della popolazione negli ultimi dieci anni o per tre generazioni, considerando il più lungo dei due intervalli, qualora le cause della riduzione siano chiaramente reversibili E chiaramente comprese E abbiano cessato di agire, in base a uno degli elementi seguenti (da precisare): a) osservazione diretta b) indice di abbondanza adeguato alla specie c) regressione dell’areale, dell’estensione dell’area effettivamente occupata e/o della qualità dell’habitat d) livelli reali o potenziali di sfruttamento e) effetti delle specie introdotte, delle ibridazioni, di agenti patogeni, di inquinanti, di competitori e di parassiti.
2 Una riduzione ≥80 % (EN 50 %, VU 30 %) osservata, stimata, dedotta o presunta
della dimensione della popolazione negli ultimi dieci anni o per tre generazioni, considerando il più lungo dei due intervalli, qualora la riduzione o le sue cause non abbiano presumibilmente cessato di agire OPPURE non siano presumibilmente comprese OPPURE non siano presumibilmente reversibili, basandosi su uno degli elementi da a – e del punto A1 (da precisare).
3 Una riduzione ≥80 % (EN 50 %, VU 30 %) prevedibile o presunta della dimensione
della popolazione per i prossimi dieci anni o per tre generazioni, considerando il più lungo dei due intervalli (fino a un massimo di 100 anni), basandosi su uno degli elementi da b – e del punto A1 (da precisare).
4 Una riduzione ≥80 % (EN 50 %, VU 30 %) osservata, stimata, desunta o presunta
della dimensione della popolazione in dieci anni o per tre generazioni, considerando il più lungo dei due intervalli (fino a un massimo di 100 anni nel futuro), per un periodo che comprende sia il passato sia il futuro, qualora la riduzione o le sue cause non abbiano presumibilmente cessato di agire OPPURE non siano presumibilmente comprese OPPURE non siano presumibilmente reversibili, basandosi su uno degli elementi da a – e del punto A1 (da precisare).
> Allegato 79
B. La distribuzione geografica, sia che si tratti di B1 (areale, EOO) OPPURE B2 (area effettivamente occupata, AOO) OPPURE entrambi:
1 L’areale stimato è inferiore a 100 km² (EN 5000 km², VU 20 000 km²), le stime
indicano inoltre almeno due delle tre seguenti possibilità (da a – c): a) popolazione fortemente frammentata o presente in un solo sito (EN 5, VU 10) b) diminuzione continua, osservata, presunta o prevista di uno dei seguenti parametri: (i) areale (ii) area effettivamente occupata (iii) superficie, estensione e/o qualità dell’habitat (iv) numero di siti o sottopopolazioni (v) numero di individui maturi c) fluttuazioni estreme di uno dei parametri seguenti: (i) areale (ii) area effettivamente occupata (iii) numero di siti o sottopopolazioni (iv) numero di individui maturi
2 L’area occupata stimata è inferiore a 10 km² (EN 500 km², VU 2000 km²), le stime
indicano inoltre almeno due delle tre possibilità seguenti (da a – c): a) popolazione fortemente frammentata o presente in un solo sito (EN 5, VU 10) b) diminuzione continua, osservata, presunta o prevista di uno dei seguenti parametri: (i) areale (ii) area effettivamente occupata (iii) superficie, estensione e/o qualità dell’habitat (iv) numero di siti o sottopopolazioni (v) numero di individui maturi c) fluttuazioni estreme di uno dei parametri seguenti: (i) areale (ii) area effettivamente occupata (iii) numero di siti o sottopopolazioni (iv) numero di individui maturi.
C. La dimensione della popolazione è stimata inferiore a 250 individui maturi (EN 2500, VU 10 000) e mostra:
1. una diminuzione continua stimata pari almeno al 25 % in tre anni o in una generazione, considerando l’intervallo di tempo più lungo (per un massimo di 100 anni nel futuro) (EN 20 % in cinque anni o due generazioni, VU 10 % in dieci anni o tre generazioni); OPPURE
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2. una diminuzione continua osservata, presunta o prevista del numero di individui maturi E almeno una delle due caratteristiche seguenti (a, b): a) struttura della popolazione corrispondente a una delle due forme seguenti: (i) assenza di sottopopolazioni con più di 50 individui maturi (EN 250, VU 1000), OPPURE (ii) almeno il 90 % degli individui maturi (EN 95 %, VU 100 %) è riunito in una sottopopolazione b) fluttuazioni estreme del numero di individui maturi.
D. La dimensione della popolazione è stimata in meno di 50 individui maturi (EN 250).
VU: popolazione molto piccola o limitata, in una delle forme seguenti:
la dimensione della popolazione è stimata in meno di 1000 individui maturi;
l’area effettivamente occupata è molto esigua (generalmente meno di 20 km²) o il numero dei siti è molto limitato (generalmente al massimo cinque), così che la popolazione potrebbe essere esposta, in breve tempo e in un futuro imprevedibile, agli influssi di attività antropiche o a eventi stocastici. In tempi brevissimi potrebbe di conseguenza passare a CR o RE.
E. Analisi quantitative mostrano che la probabilità di estinzione in natura ammonta almeno al 50 % in dieci anni o tre generazioni, considerando il periodo più lungo (fino a un massimo di 100 anni). (EN 20 % in 20 anni o cinque generazioni, VU 10 % in 100 anni).
> Allegato 81
A1-4 Definizione dei termini usati nelle Liste Rosse UICN
Popolazione e sottopopolazione
Nei criteri della Lista Rossa il termine «popolazione» designa il numero totale di Popolazione individui maturi (in grado di riprodursi) di una specie: è pertanto impiegato con un significato differente rispetto alla biologia.
Si tratta di gruppi della popolazione isolati fra loro, per esempio per ragioni geografi- Sottopopolazione che, tra i quali avvengono pochi scambi demografici o genetici (al massimo una migrazione di un individuo o di un’unità di riproduzione riuscita all’anno).
Il termine «località» definisce un’area che si distingue geograficamente o ecologica- Località mente in cui un singolo evento di minaccia può rapidamente incidere su tutti gli individui di un taxon. Le dimensioni della località dipendono dunque dall’area colpita dall’evento di minaccia e possono riguardare anche solo una parte di una sottopopolazione. Quando è presente più di un evento di minaccia, occorre considerare la minaccia plausibile più seria (minaccia principale).
Elevato grado di frammentazione
L’espressione «gravemente frammentate» descrive le popolazioni le cui sottopopolazioni sono piccole e isolate a seguito di processi di frammentazione (p. es. disboscamento, urbanizzazione) e sono di conseguenza caratterizzate da un rischio maggiore d’estinzione. L’espressione non dovrebbe essere applicata a specie che hanno una distribuzione frammentata per motivi intrinseci e sono pertanto adattate a questa condizione (p. es. specie pioniere che si mantengono tramite metapopolazioni, come le specie annuali delle pozze temporanee), tranne nel caso in cui i processi naturali di frammentazione si sono intensificati in maniera pregiudizievole (p. es. per cause antropogeniche).
Infine, l’elevato grado di frammentazione deve essere applicato unicamente quando può compromettere in maniera attendibile la sopravvivenza del taxon. Questo succede quando la maggior parte della popolazione (>50 %) si trova in frammenti di habitat troppo piccoli per garantire la sopravvivenza della popolazione e dove vi è poco scambio tra sottopopolazioni, tanto che la probabilità che una specie riconquisti in maniera naturale una zona dalla quale è scomparsa è molto ridotta.
Fluttuazioni estreme della dimensione delle popolazioni
«Si può affermare che una specie è sottoposta a fluttuazioni estreme quando la dimensione delle sue popolazioni o il suo areale oscillano fortemente, rapidamente e frequentemente, con un’oscillazione il cui ordine di grandezza è dieci volte superiore alla norma» (IUCN 2001). In generale, la condizione di «fluttuazioni estreme della dimensione delle popolazioni» si applica solo quando le fluttuazioni sono dovute a disturbi esterni (antropogenici, climatici …). Le specie caratterizzate da fluttuazioni naturali delle dimensioni delle popolazioni, e che perciò hanno cicli vitali adattati (p. es. le piante ruderali), non sono generalmente considerate come «estremamente fluttuanti»,
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salvo se le loro fluttuazioni naturali sono intensificate notevolmente da fattori esterni (di origine antropogenica).
Riduzione e continuo declino numerico
Direttive dell’UICN: la riduzione è generalmente calcolata su un periodo di dieci anni, Riduzione ma se le specie hanno un ricambio generazionale molto più lungo (> tre anni), la riduzione di una popolazione è stimata sull’arco di tre generazioni. Riduzioni precedenti, avvenute prima del periodo stabilito, non sono considerate nel computo della diminuzione.
Adattamenti pratici per la presente Lista Rossa (2016): per definizione una riduzione si riferisce a un periodo di 15 anni (dal 2002, anno di pubblicazione dell’ultima Lista Rossa), salvo per le specie con un ricambio generazionale molto lungo, per le quali è stato considerato un periodo di 30 anni. Le riduzioni avvenute prima del periodo di 15 (o 30 anni) non possono essere considerate nelle analisi del declino.
In alcuni casi, è possibile solo calcolare un’approssimazione del tasso di riduzione. Questa approssimazione si basa su una buona disponibilità di dati, come la diminuzione del numero di località o della superficie/qualità degli habitat favorevoli, se gli esperti consultati ritengono che questa diminuzione causi parallelamente una diminuzione (p. es. lineare) della dimensione delle popolazioni.
Per stimare il declino continuo di una specie secondo i criteri B e C, non è strettamente Continuo declino numerico necessario considerare il lasso di tempo indicato per il calcolo della riduzione della dimensione delle popolazioni, perché esso si riferisce al periodo contingente. In realtà, il declino continuo è innanzitutto definito come un declino in corso o recente, il cui significato può essere limitato e le cui cause non sono cessate o potrebbero persistere.
Individui maturi
In generale, il numero di individui maturi si riferisce a tutti gli individui che sono in grado di riprodursi, dunque anche agli individui che non si riproducono o la cui riproduzione non giunge a compimento in un determinato anno.
Osservazioni:
> Le unità di riproduzione di un clone devono essere contate come individui, tranne quelle che sono incapaci di sopravvivere isolate (p. es. i coralli). > Quando la dimensione di una popolazione fluttua, è meglio usare una stima più bassa. Nella maggior parte dei casi, questo numero sarà molto inferiore alla media. > Gli individui reintrodotti devono essere contati con gli individui maturi solamente quando hanno dato origine a discendenti capaci di riprodursi.
> Allegato 83
Traslocazione, reintroduzione e rafforzamento delle popolazioni
Per considerare individui e/o sottopopolazioni (re)introdotti nella valutazione del grado di minaccia della specie, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
1 Lo scopo della reintroduzione è una riduzione della probabilità di estinzione della
specie. 2. La reintroduzione avviene in un’ecoregione dove la specie è indigena. 3. La popolazione reintrodotta ha dato origine a discendenti in grado di riprodursi. 4. La reintroduzione è stata monitorata per almeno cinque anni.
5 Possono essere prese in considerazione unicamente le sottopopolazioni in grado di
sopravvivere senza un aiuto diretto. Devono invece essere escluse quelle che sopravvivono solamente grazie a un sostegno intensivo (p. es. fungicidi, fertilizzazione) o a un apporto regolare di individui. La gestione «normale» di un habitat (p. es. mietitura, pascolo) non è considerata come un aiuto intensivo.
Areale e area effettivamente occupata
L’areale (Extent of Occurence, EOO) è definito come l’area delimitata dalla linea Areale immaginaria più corta tracciata in modo da contenere tutte le stazioni attuali conosciute, dedotte o previste di una specie, escludendone gli individui avventizi. Questa definizione consente di eliminare le discontinuità o le disgiunzioni della distribuzione globale della specie (p. es. le zone estese dove l’habitat è chiaramente inadatto per la specie).
L’area effettivamente occupata (Area of Occupancy, AOO) è la superficie occupata Area effettivamente occupata dalla specie all’interno del suo areale (esclusi gli individui avventizi) ed è di norma molto più piccola di quest’ultimo. Gli areali, infatti, presentano solo in parte il tipo di habitat adatto alla specie. Generalmente è consigliato determinare l’area effettivamente occupata utilizzando una griglia con una maglia di 2x2 km (= 4 km²). In alcuni casi, soprattutto per specie con habitat lineari o dove gli individui sono molto vicini gli uni agli altri, si può utilizzare una maglia di 1x1 km (= 1 km²), ma occorre avere sufficienti informazioni e dati per assicurarsi che l’area presa in considerazione inglobi tutti gli individui della specie.
A1-5 Direttive per la compilazione di Liste Rosse regionali/nazionali
I criteri dell'UICN sono stati formulati per consentire di identificare le specie minacciate a livello mondiale. Dato che un Paese ospita normalmente solo una parte della popolazione mondiale delle specie presenti sul suo territorio, per compilare le Liste Rosse a scala continentale o nazionale è necessario adattarli. Un gruppo di lavoro dell’UICN si è occupato di questo problema e ha definito alcune direttive che permettono di elaborare le Liste Rosse su unità geografiche più piccole (Gärdenfors 2001, Gärdenfors et al. 1999) e che ora sono ufficialmente riconosciute (IUCN 2003).
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Fig. 32 > Achillea clavenae Achillea clavenae si trova unicamente in due località in Ticino, direttamente sul confine. Le due popolazioni si trovano su entrambi i lati del confine e rappresentano il limite occidentale dell’areale della specie. La parte svizzera della popolazione è sicuramente rinforzata in continuazione dalla parte italiana. Per questa ragione la specie è stata spostata dalla categoria EN a VU . λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
Il procedimento proposto si suddivide in due tappe successive: la prima consiste nell’elaborazione dello status delle specie applicando i criteri UICN come se la popolazione considerata fosse la popolazione mondiale. La seconda tappa prevede la ponderazione dei dati ottenuti in considerazione della situazione nazionale. Si considera perciò la dinamica delle popolazioni locali delle specie in funzione del loro grado di isolamento rispetto a quelle dei Paesi confinanti, seguendo l’ipotesi secondo la quale, per numerose specie, le popolazioni dei Paesi confinanti possono alimentare le popolazioni indigene, riducendo così il loro grado di minaccia. Questa tappa può portare a risultati diversi: mantenimento delle specie nelle categorie ottenute dopo la prima fase, nel caso, per esempio, di specie endemiche o con popolazioni locali isolate; declassamento (downgrading) in una categoria di minaccia inferiore, nel caso, per esempio, di specie con popolazioni locali numerose e alimentate da quelle dei Paesi confinanti e/o di specie in espansione; più raramente, inserimento in una categoria di minaccia superiore (upgrading), nel caso, per esempio, di specie con popolazioni locali in regresso malgrado il sostegno di popolazioni di Paesi vicini.
L’ipotesi su cui si basa questa procedura è accettabile unicamente per le specie con un forte potenziale di dispersione e/o che possono trovare nella regione considerata una densità sufficiente di habitat con caratteristiche idonee alle loro esigenze. L’esperienza dimostra che il degrado e la sparizione degli habitat sono tra le cause principali della rarefazione delle specie, soprattutto di invertebrati. D’altra parte l’applicazione di
> Allegato 85
questa procedura implica un alto grado di conoscenza della dinamica delle popolazioni, dell’evoluzione e della qualità degli habitat disponibili, non solo nella regione considerata, ma anche nelle regioni confinanti. Ciò non avviene quasi mai, soprattutto nel caso delle specie di piante.
Fig. 33 > Cortusa matthioli In Svizzera, Cortusa matthioli si trova solamente nella Bassa Engadina e a Samnaun, ma ha un areale molto esteso in Eurasia. Inoltre occupa formazioni di ontano verde, un ambiente non minacciato. Si può dunque supporre che le popolazioni svizzere facciano parte di una popolazione molto più estesa in un ambiente non minacciato. Per questi motivi la specie è stata spostata dalla categoria NT a LC. λ indigena > 2001 indigena 1983-2001 indigena < 1983 τ insediata > 2001 insediata 1983-2001 ÷ insediata < 1983
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A2 Procedura per l’elaborazione della Lista Rossa 2016
Questa revisione della Lista Rossa è il risultato di un progetto durato molti anni, condotto da Info Flora con la partecipazione e l’accompagnamento di istituti di ricerca (WSL, Università di Berna e di Losanna) e di molti esperti locali, e con l’aiuto di oltre 400 botaniche e botanici volontari («controllori floristici») per le verifiche in campo. Nell’allegato A5 sono elencate tutte le persone che hanno partecipato a questo progetto. Le tappe principali del progetto per l’elaborazione della Lista Rossa sono descritte qui di seguito: dai dati di base della banca dati floristica nazionale di Info Flora all’elaborazione finale della Lista Rossa da parte di esperti. La disponibilità dei dati è migliorata molto, permettendo per la prima volta, non solo di tener conto del parere degli esperti, ma anche di effettuare valutazioni dirette e quantitative per molte specie. La presente revisione della Lista Rossa si fonda quindi su basi più solide ed è più attendibile di quella del 2002.
> Allegato 87
A2-1 Panoramica della procedura
All’inizio del progetto (2010) la banca nazionale dei dati conteneva circa 1 700 000 registrazioni provenienti da persone private, erbari e fonti di letteratura, inventari dei biotopi e dal progetto di monitoraggio della Riunire i dati di base: biodoversità BDM-CH. Per alcuni gruppi, come per esempio le piante – banca nazionale dei dati di Info Flora acquatiche, i dati disponibili non erano sufficienti. Per questo motivo, ossia – presa in considerazione di dati per ricostruire il più fedelmente possibile la distribuzione passata di queste antichi (utilizzo di dati della specie, all’inizio del progetto è stata realizzata una ricerca approfondita di letteratura grigia) dati della letteratura grigia (tra cui rapporti e rilevamenti di campo non pubblicati, cartografia dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter (1982) e fonti di letteratura finora non sfruttate). Molte di queste osservazioni sono state in seguito utilizzate per le verifiche in campo.
Per valutare l’evoluzione delle popolazioni e ottimizzare la banca dati sono state verificate le stazioni non riconfermate di quasi 800 specie appositamente selezionate. La situazione delle popolazioni e le relative Verifiche in campo tramite i minacce sono state valutate in loco. Il controllo è stato eseguito nell’intero «controllori floristici» chilometro quadrato comprendente la menzione della stazione segnalata in passato. A seconda dell’esito, i risultati delle ricerche sono stati registrati come dati positivi o negativi.
Per stabilire il grado di minaccia delle 2712 specie valutate, per l’areale («EOO») e per l’area effettivamente occupata («AOO») ci si è avvalsi degli indicatori importanti del metodo UICN. Altri indicatori importanti considerati Analisi quantitativa dei dati di base: per la valutazione sono stati il numero di località e la tendenza dei – calcolo degli indicatori cambiamenti nelle popolazioni, desunti dal tasso di ritrovamento durante le verifiche in campo e dal confronto dei dati attuali con quelli dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter (1982).
Con gli indicatori è stata eseguita una prima valutazione provvisoria del Determinazione quantitativa della grado di minaccia di ogni specie («classificazione grossolana»). Questa era valutazione basata unicamente sul criterio B dell’UICN (cambiamenti nella distribuzione Prima valutazione («classificazione geografica) tenendo conto dei valori EOO e AOO calcolati e dei risultati grossolana») delle analisi semi-automatizzate riguardanti la frammentazione, il numero di località, la riduzione e le fluttuazioni.
La valutazione «grossolana» è stata riesaminata da quasi 50 esperti che – per ogni specie di loro competenza e basandosi sul metodo UICN – hanno Consultazione di esperti sulla fornito una stima dell’evoluzione della minaccia passata e futura. Per le valutazione della determinazione specie più controverse sono stati raccolti talvolta anche oltre dieci pareri. Gli quantitativa dei gradi di minaccia esperti hanno dovuto giustificare le loro conclusioni e sono stati invitati, se necessario, a considerare anche i criteri A, C e D dell’UICN.
Gli autori della Lista Rossa hanno realizzato una sintesi dei loro pareri e hanno elaborato la valutazione finale. Inoltre gli indicatori sono stati ricalcolati usando i dati più recenti. In base ai pareri degli esperti e alle Valutazione finale direttive dell’UICN sono state stimate anche le minacce future delle specie che dipendono strettamente da misure di protezione della natura, mentre per popolazioni ubicate presso i confini nazionali è stato considerato l’effetto margine (edge effect).
Le singole tappe riportate nella panoramica sono presentate in dettaglio qui di seguito.
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Per l’elaborazione della valutazione delle categorie di minaccia sono stati usati i dati della banca dati floristica nazionale di Info Flora. All’inizio del progetto (2010) erano disponibili circa 1 700 000 registrazioni, provenienti da fonti differenti. I dati più vecchi provenivano da erbari e dalla letteratura botanica. Per il progetto sono poi state censite e digitalizzate in maniera mirata varie fonti di letteratura pubblicate e non pubblicate. Per esempio, sono state valorizzate le note con indicazioni precise registrate durante il lavoro in campo per l’allestimento dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter (1982). I dati nuovi provengono sia da segnalazioni di privati sia da dati pubblici. Le fonti importanti di dati pubblici sono, per esempio, i dati floristici dei rilevamenti degli inventari dei biotopi di importanza nazionale e regionale o i dati del progetto di monitoraggio della biodiveristà BDM-CH con gli indicatori Z7 e Z9 (BDM 2014). Info Flora ringrazia sentitamente tutte le botaniche e i botanici per la grande quantità di dati messi a disposizione.
Per definire i cambiamenti di categoria di minaccia delle piante vascolari secondo gli obiettivi quantitativi dell’UICN, è stato utile completare la banca dati nazionale con le osservazioni del passato, ma è stato altrettanto importante effettuare sopralluoghi nelle stazioni conosciute per confermare le presenze o constatare eventuali perdite. Per le specie più difficili da valutare era necessario avere dati sufficienti riguardanti i due periodi di riferimento (1960–2001/2002–2015), basati su un campione di località disponibili. Durante cinque anni la banca dati è quindi stata arricchita in maniera mirata grazie alle abbondanti fonti di vecchi dati, di letteratura, delle banche dati esterne e degli erbari. Inoltre, è stato avviato il sottoprogetto delle verifiche in campo (v. la descrizione nell’allegato A2-3). Così per le analisi della fase finale del progetto erano disponibili 4 660 000 dati.
I dati relativi alle piante acquatiche hanno rappresentato una vera sfida. Da un lato, Dati di base delle piante secondo la Lista Rossa 2002 era il gruppo di piante con la maggior proporzione di acquatiche specie minacciate, dall’altro, oltre ai dati imprecisi dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter, era disponibile un numero insufficiente di segnalazioni. Si è quindi imposta l’acquisizione di ulteriori dati dalla letteratura grigia. Il sottoprogetto delle verifiche in campo ha consentito di colmare la lacuna di dati e ha permesso di accertare la presenza di specie in regioni dove prima erano considerate assenti.
I risultati dei lavori eseguiti tra il 1970 e il 2000 dal Laboratorio di ecologia e di biologia acquatica (Laboratoire d’écologie et de biologie aquatique, LEBA) dell’Università di Ginevra, sono stati una fonte preziosa di dati per la valutazione dell’evoluzione delle piante acquatiche (macrofite). I seguenti lavori sono stati digitalizzati allo scopo di estrarre dati floristici georeferenziati: «Studien zu den Makrophyten vom Genfersee» (1972–1976), «Etude chorologique et écologique des macrophytes des lacs suisses en fonction de leur altitude et de leur niveau trophique» (1976–1985), «Qualification phyto-écologique des rives des lacs suisses» (1986–1998) e «Diversité biologique et typologie écologique des étangs et petits lacs de Suisse» (1996–2002). Inoltre sono stati inseriti dati provenienti da ricerche svolte nell’ambito di tesi di master e di dottorato e altri studi del LEBA come pure – anche se in misura minore – dati tratti da
> Allegato 89
rapporti di uffici privati eseguiti nell’ambito di mandati cantonali sulla vegetazione delle rive e dal Sistema modulare graduale riguardanti le macrofite.
Anche le osservazioni più datate sono state usate per nuove ricerche delle stazioni. Dopo aver consultato tutti i maggiori erbari della Svizzera, il LEBA ha compilato un catalogo di tutte queste stazioni. Molte osservazioni risalivano al primo progetto di cartografia della Flora svizzera, iniziato nel 1920 da Walter Höhn e Walo Koch, purtroppo mai portato a termine.
A2-3 Verifiche in campo dei «controllori floristici»
La valutazione del grado di minaccia di molte specie frequenti e diffuse non ha posto problemi. Per attribuire la categoria di minaccia a specie quali Fagus sylvatica, Sambucus nigra o Poa pratensis non erano necessari dati supplementari. Per circa altre 800 specie occorreva conoscere in maniera più attendibile l’evoluzione delle loro popolazioni in Svizzera negli ultimi 15–30 anni (cfr. spiegazioni riguardo a questo intervallo nell’allegato A2-5). Perciò, nell’ambito di un progetto pluriennale sono state passate in rassegna e verificate oltre 6000 stazioni. La selezione delle specie era basata sui criteri di rarità (numero di superfici Welten-Sutter confermate dopo il 2001) e di minaccia dei loro habitat.
L’obiettivo minimo delle verifiche consisteva nel documentare la presenza (o l’assenza) di una specie nel quadrato chilometrico in cui era stata osservata prima del 2002. I quadrati sono stati scelti affinché, per le analisi, per ogni specie fossero disponibili i dati di almeno 30 quadrati. Per le specie presenti in meno di 30 quadrati, in base alle segnalazioni registrate fino al 2002, sono stati considerati tutti i quadrati disponibili. Successivamente, sono stati filtrati i quadrati delle specie selezionate per i quali erano già stati segnalati ritrovamenti dopo il 2002, così da preparare il materiale per le verifiche unicamente per i quadrati non ancora riconfermati.
Per i rilevamenti è stato allestito un protocollo. Gli oltre 400 «controllori floristici» volontari hanno così cercato di ritrovare le popolazioni delle specie e raccolto tutte le informazioni importanti sul loro stato e su possibili fattori di minaccia. Il numero di sopralluoghi dipendeva dal numero di specie da controllare, dalla loro fenologia e dalla possibilità di confermarne la presenza. La maggior parte delle stazioni da verificare è risultata da osservazioni effettuate tra il 1960 e il 2000, sufficientemente precise (raggio di 250 m) da renderne noto almeno il luogo di presenza. In alcuni casi erano disponibili solo poche indicazioni precise. Ciò ha richiesto la verifica di segnalezioni meno precise, risalenti fino a 70 anni fa. Come era prevedibile, la realtà ha mostrato la difficoltà di confermare le stazioni vecchie e imprecise, che di conseguenza sono state considerate con cautela nelle valutazioni finali.
Per le verifiche in campo il team di Info Flora è stato supportato da 14 coordinatrici e coordinatori regionali che si sono occupati dei compiti amministrativi, del reclutamento e della formazione dei botanici volontari («controllori floristici») e hanno assicurato il contatto con Info Flora. Le informazioni più importanti sono state trasmesse dai coor-
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dinatori regionali e dal team di Info Flora in occasione delle riunioni annuali, durante le quali sono stati proposti anche esercizi pratici sulla metodologia dei controlli in campo.
I rilevamenti riguardanti le piante acquatiche (macrofite) sono stati molto più specifici. Considerato che spesso erano necessarie barche ed equipaggiamento per immersioni, il controllo delle stazioni conosciute e la raccolta prospettiva di dati sono stati effettuati da specialisti, per lo più a gruppi di due. Per accrescere il numero di osservatori attivi per questo gruppo ecologico particolare e costituire una rete regionale di osservatori di piante acquatiche, oltre al lavoro in campo sono stati organizzati anche corsi e creati supporti per l’identificazione delle piante acquatiche.
I risultati delle verifiche in campo sono complessivamente molto significativi. Ne scaturisce comunque un tasso di ritrovamento che mostra una riduzione delle popolazioni (cfr. criterio A dell’UICN). Tuttavia, per interpretare correttamente i risultati delle verifiche, devono essere considerati diversi fattori e possibli fonti d’errore:
> Numero di quadrati chilometrici visitati: maggiore è il numero di quadrati, maggiore è l’attendibilità del tasso di ritrovamento. Un piccolo numero riduce l’attendibilità e ogni ulteriore quadrato visitato influenza notevolmente il risultato. > Relazione con la riduzione della popolazione: il tasso di ritrovamento si riferisce al numero di quadrati, mentre la riduzione delle popolazioni, secondo il criterio A, è riferita agli individui. Quindi, se si ammette che le stazioni scomparse erano meno ricche o più ricche di individui rispetto alla media, il tasso di ritrovamento deve essere interpretato di conseguenza. > Ritrovamento delle specie ricercate: più una specie è facile da trovare, più è affidabile un’eventuale segnalazione negativa. Nel caso di specie visibili solo per brevi periodi (fenologia), o poco appariscenti o, semplicemente, difficili da trovare, un’unica verifica in campo non è sufficiente per dedurre la loro scomparsa. In questi casi, nel limite del possibile, le ricerche sono state ripetute per più anni e da collaboratori diversi. > Ecologia della specie ricercata: le specie instabili, come le piante ruderali o le compagne dei campi, possono comparire in luoghi diversi di anno in anno e le stazioni esistenti possono scomparire velocemente. Il loro tasso di ritrovamento è generalmente molto inferiore a quello di specie stabili, ma non per questo sono necessariamente più minacciate. > Dati contraddittori: se una specie è stata difficile da ritrovare malgrado nella banca dati fossero registrate molte segnalazioni nuove (in regioni dove la specie non era ancora conosciuta), ciò significa che il tasso di ritrovamento descrive in termini troppo pessimistici il suo stato. > Dati originali raccolti o segnalati erroneamente: le vecchie segnalazioni possono contenere errori di identificazione o di inserimento dei dati che non sono stati scoperti durante la preparazione delle verifiche in campo. Spesso questi errori sono dovuti alla confusione di due sottospecie di una specie: è il caso, per esempio, di Sparganium erectum subsp. erectum e subsp. neglectum. Quando una sottospecie (ri)trovata non coincide con quella segnalata in origine, la riduzione stimata di quest’ultima è sopravvalutata. > Coordinate originali probabilmente sbagliate: in alcuni casi, quando una specie è
stata ritrovata nel quadrato chilometrico accanto a quello indicato per le verifiche, le
> Allegato 91
coordinate originali sono state cambiate. Ciò può essere giustificato quando le coordinate originali sono poco precise o si trovano molto vicine ai bordi del quadrato. > Attualità della segnalazione: più una segnalazione è recente più è probabile che la pianta si possa ritrovare. Il tempo tra la segnalazione e la verifica è spesso determinante, soprattutto nell’Altopiano, dove l’urbanizzazione e l’agricoltura esercitano una grande pressione e possono aver distrutto molti habitat. In genere, la precisione geografica è molto migliore per le osservazioni più recenti rispetto a quelle più remote.
A2-4 Calcolo degli indicatori e valutazione provvisoria dello status
Una prima analisi dei dati raccolti ha permesso di stabilire quantitativamente il grado di minaccia per le circa 2700 specie investigate. Il metodo dell’UICN prevede cinque criteri quantitativi per la valutazione della minaccia (criteri A-E, IUCN 2014). La disponibilità attuale di dati non consente di applicare il criterio E (analisi della probabilità del rischio d’estinzione di un taxon). Per i criteri A, C e D è stata necessaria una valutazione da parte degli esperti, chiamati a ponderare e interpretare i dati in base alle loro competenze. Solo il criterio B, per cui si analizza un cambiamento nella distribuzione geografica della specie (cfr. allegato A1), è stato utilizzato per il calcolo puramente quantitativo dello status di minaccia.
Per applicare correttamente il criterio B, oltre ai calcoli dell’areale (EOO) e dell’area effettivamente occupata (AOO), è stato necessario eseguire calcoli semi-automatici riguardo alla frammentazione, al numero di località, alla riduzione e alle fluttuazioni (cfr. sotto). I valori per l’AOO forniscono solamente un’indicazione sulla rarità di una specie, ossia sulla distribuzione geografica dei rischi. Tuttavia, una distribuzione ristretta non significa automaticamente una minaccia. Secondo il metodo dell’UICN, una specie con valori EOO o AOO piccoli deve subire anche gli effetti negativi di almeno due dei seguenti fenomeni: (a) frammentazione marcata o numero limitato di stazioni, (b) diminuzione continua o (c) fluttuazioni estreme. Queste condizioni supplementari per il criterio B sono particolarmente importanti per il calcolo della minaccia in nazioni piccole come la Svizzera, perché i valori EOO e AOO sono relativamente piccoli per natura. Se si applicano i valori soglia dell’UICN tenendo conto unicamente dei valori EOO e AOO bassi, la maggior parte delle specie, comprese quelle per nulla minacciate, dovrebbe essere classificata come minacciata.
Per il calcolo dei valori EOO e AOO attuali sono stati considerati solamente i dati di ritrovamento delle regioni dove la specie è indigena. I dati dubbi e le specie introdotte o piantate sono stati esclusi. Il valore EOO rappresenta la superficie del poligono convesso minimo (il poligono più piccolo in cui nessun angolo supera i 180°) che contiene tutte le osservazioni dopo il 2002. Il valore AOO è la somma di tutte le superfici del minor numero di quadrati di 2x2 km che non si sovrappongono (in parte anche quadrati di 1x1 km, cfr. allegato A1-4) che contengono tutti i dati considerati. I valori AOO dipendono strettamente dalla disponibilità di dati e sottostimano quindi spesso l’area effettivamente occupata.
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Oltre ai valori EOO e AOO, nel limite del possibile sono state calcolate anche le condizioni supplementari a, b e c del criterio B dell’UICN.
Secondo l’UICN il termine «località» è legato direttamente all’influsso della minaccia più forte (cfr. allegato A1), pertanto non è calcolabile automaticamente. Il calcolo del numero delle località per i criteri B1a e B2a ha seguito un procedimento pragmatico: i dati delle segnalazioni presenti nella banca dati sono stati aggregati (nella scala del quadrato chilometrico) e valutati visualmente. Durante la fase di consultazione gli esperti sono stati invitati a esaminare criticamente il numero di località e a correggerlo secondo il metodo dell’UICN.
A causa della definizione UICN molto restrittiva di «frammentazione forte» (cfr. allegato A1), per il calcolo dei criteri B1a e B2a, in questa fase si è rinunciato al calcolo di un indicatore. Pertanto, nell’ambito della consultazione, gli esperti hanno dovuto stimare se la frammentazione avesse un importante influsso sul grado di minaccia delle singole specie.
Per stabilire se una specie sia confrontata a una «diminuzione continua» della consistenza (criteri B1b e B2b) sono state valutate informazioni da diverse fonti: il tasso di ritrovamento durante la verifica di vecchie segnalazioni (cfr. allegato A2, A2-3), l’evoluzione dell’areale dopo la pubblicazione dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter (1982) e gli indicatori della qualità e dell’estensione dell’habitat.
Il fattore di minaccia dovuto a «fluttuazioni estreme» (criterio B2c) non ha potuto essere determinato in modo semi-automatico. Perciò è stato inserito nella fase successiva di consultazione degli esperti.
A2-5 Consultazione degli esperti
La classificazione provvisoria del grado di minaccia di tutte le specie valutate è stata esaminata e corretta da 44 esperti. Dopo un’inchiesta destinata a conoscere le loro competenze particolari e le loro conoscenze regionali, ognuno ha ricevuto dei «pacchetti» individuali di specie da trattare, con le indicazioni delle priorità di trattamento.
Durante questa fase, lo status provvisorio delle specie è stato stimato come segue:
> Valutazione dello status calcolato automaticamente secondo il criterio B (cfr. allegato A2-4) e correzione in base ai fattori della frammentazione, del numero di località, della diminuzione e delle fluttuazioni. > Applicazione degli altri criteri UICN A, C e D, ma solo di quelli in grado di attribuire a una specie il grado di minaccia più alto e considerati plausibili dagli esperti.
> Allegato 93
> Valutazione dell’evoluzione del grado di minaccia non solo in base al passato, ma anche per il futuro (o combinando passato e futuro) e in base ai periodi prescritti dall’UICN.
Visto che la stima della riduzione delle popolazioni (criterio A) dipende fortemente dal periodo considerato, per stimare il tasso di riduzione nel passato e nel futuro, Info Flora ha suggerito agli esperti di considerare in linea di massima un periodo di 15 anni (30 nel caso di specie con un cambio generazionale lento). Così è stato possibile evitare i problemi legati alla stima della «durata di una generazione» di ogni specie. Infine, tutti gli esperti hanno applicato la stessa procedura ed è stato possibile focalizzare l’attenzione sull’evoluzione delle popolazioni a partire dalla Lista Rossa del 2002.
Per facilitare il lavoro degli esperti, per ogni specie sono stati raccolti in una tabella i seguenti indicatori supplementari:
> Il «tasso di ritrovamento», ossia la percentuale di stazioni confermate rispetto a tutte le vecchie segnalazioni verificate per la Lista Rossa (cfr. allegato A2-3). > Il numero di settori dell’Atlante di distribuzione di Welten e Sutter (1982) in cui una specie è stata trovata tra il 1960 e il 2015. > Il numero di settori dell’Atlante in cui una specie appariva assente al momento della pubblicazione nel 1982 ma dove è stata trovata dopo il 2002. Un numero elevato di settori supplementari significa spesso che la specie è in espansione. > La proporzione di settori dell’Atlante in cui una specie era presente al momento della pubblicazione nel 1982 ed è stata riconfermata dopo il 2002. Un valore molto basso può significare che la specie è in diminuzione, o che la sua distribuzione è stata sottostimata o che sussistono problemi tassonomici. > Gli ambienti naturali attribuiti a ogni specie e il loro grado di minaccia a livello nazionale secondo la Lista Rossa degli ambienti naturali (pubblicata in Delarze et al. 2015).
A2-6 Valutazione finale
Per la maggior parte delle circa 2700 specie valutate, l’attribuzione finale alle categorie di minaccia è stata effettuata in base alla sintesi delle analisi quantitative e alle valutazioni degli esperti. Spesso le opinioni degli esperti divergevano ampiamente a causa delle loro diverse competenze regionali o delle diverse sensibilità. Nel caso di divergenze importanti, Info Flora ha raccolto e integrato dati supplementari e opinioni di altri osservatori e specialisti. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’ottenimento dei dati il più precisi possibile sulle dimensioni delle popolazioni delle specie controverse e molto rare, per le quali si poteva assumere una dimensione inferiore ai valori soglia dei criteri C e D.
Per la valutazione finale, altri casi speciali sono stati verificati individualmente: oltre alle specie con popolazioni marginali, che si trovano unicamente sui confini nazionali (cfr. allegato A1, A1-5), vi figurano soprattutto specie che dipendono strettamente da misure di protezione della natura.
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La tendenza delle popolazioni di molte specie, che rappresenta il fattore più importante Tendenze delle popolazioni e per dedurre il grado di minaccia, è influenzata da misure di protezione della natura misure di protezione della natura messe in opera negli ultimi decenni. Se queste misure di cura favoriscono la sopravvivenza di una specie, hanno un influsso positivo sulle popolazioni: il declino rallenta, la loro consistenza si stabilizza e, nel migliore dei casi, aumenta. Molto spesso la tendenza delle popolazioni è favorita solamente se le misure sono attuate con continuità e a lungo termine. Tuttavia si giustificano perché senza di esse la situazione delle popolazioni peggiorerebbe di molto. Per le specie che dipendono da misure specifiche, sono state calcolate o stimate sia le tendenze degli ultimi 15–30 anni, sia le tendenze di un’ipotetica evoluzione futura, nel caso in cui esse diminuissero o dovessero cadere.
L’UICN fornisce quattro criteri per una valutazione orientata al futuro:
> Criterio A3: «Diminuzione della dimensione delle popolazioni dedotta o prevista nel futuro» > Criterio A4: «Diminuzione della dimensione delle popolazioni stimata, dedotta o prevista nel passato e nel futuro» > Criterio B2: «Una diminuzione continua può essere stimata, dedotta o prevista …» > Criterio C2: «Una diminuzione continua dedotta o prevista …»
Per ogni specie è stata dedotta e stimata l’evoluzione delle popolazioni senza l’adozione di misure mirate di protezione della natura. Questa valutazione è avvenuta dopo aver consultato diversi esperti e considerato le seguenti caratteristiche delle specie (o dei taxa):
> La specie trae profitto da piani d’azione e programmi di promozione specifici. > La specie trae profitto esplicitamente da programmi di promozione di specifici gruppi (p. es. le piante ruderali oppure le piante legnose nelle valorizzazioni di siepi o margini boschivi ecc.) > La presenza di una specie dipende dal livello qualitativo della protezione del suo ambiente naturale e questa dipende a sua volta da misure di protezione e gestione (p. es. manutenzione della superficie e della qualità grazie a zone protette o all’attuazione appropriata degli inventari dei biotopi).
Oltre a questi tre livelli di misure, per ogni specie è stato valutato se l’intensità delle misure, dei programmi di promozione e degli sforzi di protezione trova riscontro in una stabilizzazione e nell’evoluzione delle loro popolazioni, e con quale frequenza ed estensione le misure devono essere adottate. Nei casi in cui è stata documentata (o considerata plausibile) la forte dipendenza di una specie da misure di promozione, nella valutazione del suo grado di minaccia sono stati utilizzati anche i criteri elencati sopra.
In tutto sono 201 le specie considerate per una valutazione orientata al futuro e in relazione a misure di protezione della natura: nella lista delle specie (allegato A3), accanto a ognuna di esse figura un’osservazione corrispondente. Considerato che attualmente sono oggetto di misure di protezione della natura, rappresentano anche un indicatore del successo delle misure di protezione e promozione messe in opera negli ultimi anni.
> Allegato 95
– Esempi: Saxifraga hirculus è una specie delle torbiere di transizione e ha una distribuzione circumboreale. In Europa la specie è in declino ovunque e le popolazioni residue in Europa centrale sono in calo e molto minacciate. In Svizzera si conosce ancora una sola popolazione. Grazie a sforzi importanti, la sua consistenza si sta rafforzando. Perciò, secondo i criteri UICN (criterio D2) la specie sarebbe valutata «solo» con lo status VU. Per una protezione efficace è stato necessario trovare un delicato equilibrio tra il regime di disturbi, il livello dei nutrienti e l’apporto idrico (Vittoz et al. 2006). Utilizzando solamente i criteri dell’UICN, la specie sarebbe valutata come vulnerabile, sottostimando senza dubbio il vero grado di minaccia: infatti, se venissero a mancare le misure di protezione, scomparirebbe in tempi brevi. Per questo motivo lo statuto della Lista Rossa è stato modificato, inserendola come in pericolo d’estinzione (cfr. fig. 7).
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 96
A3 Lista di tutti i taxa valutati
Legenda della lista delle specie
Nome della specie Nome scientifico, secondo la Checklist (Info Flora 2016)
Status LR Categorie di minaccia secondo l’UICN (cfr. allegato A1 e IUCN 2001, 2003, 2014)
EX Estinto (a livello mondiale) RE Estinto in Svizzera CR(PE) Probabilmente estinto («scomparso»), cfr. A1-2 CR In pericolo d’estinzione EN Fortemente minacciato VU Vulnerabile NT Potenzialmente minacciato LC Non minacciato DD Dati insufficienti NA Non applicabile (cfr. 1.3) NE Non valutato (cfr. 1.3 e allegato A4) Nota: l’attribuzione a una categoria avviene al livello tassonomico più basso possibile. Ai taxa di raggruppamento (rispettivamente specie e aggregati, che inglobano rispettivamente sottospecie e specie) non si è voluto assegnare uno status di Lista Rossa per segnalare la necessità di procedere a un’identificazione la più precisa possibile.
Criteri Criteri UICN per la valutazione A Riduzione della dimensione della popolazione (passata, presente o prevista per il futuro) B Distribuzione geografica in relazione a una frammentazione, una riduzione o a fluttuazioni C Popolazione di piccola dimensione associata a una riduzione D Popolazione o areale di dimensioni molto piccole E Analisi quantitative del rischio d’estinzione (non utilizzato) * Declassamento di una categoria a seguito dell’effetto margine (cfr. allegato A1-5) Annotazioni Osservazioni importanti relative a valutazione, indigenato, tassonomia, specie nuove ecc.
> Allegato 97
Tab. 8 > Lista di tutti i taxa valutati, con la loro categoria di minaccia
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Abies alba LC Acer campestre LC Acer opalus LC Acer platanoides LC Acer pseudoplatanus LC Aceras anthropophorum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Achillea atrata LC Achillea clavenae VU C2a(i) * Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione) Achillea erba-rotta subsp. moschata LC Achillea macrophylla LC Achillea millefolium aggr. – Achillea collina VU A2c – Achillea millefolium LC – Achillea pratensis DD Presenza in Svizzera finora non confermata – Achillea roseoalba LC – Achillea setacea LC – Achillea stricta NT B2b(iii) Achillea nana LC Achillea nobilis NT B2b(iii) Achillea ptarmica VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Achillea tomentosa NT B1b(iii); B2b(iii) Achnatherum calamagrostis LC Acinos alpinus LC Acinos arvensis LC Aconitum anthora VU D2 Aconitum lycoctonum LC – Aconitum lycoctonum subsp. neapolitanum LC – Aconitum lycoctonum subsp. vulparia LC Aconitum napellus – Aconitum napellus subsp. lusitanicum LC – Aconitum napellus subsp. tauricum VU D2 – Aconitum napellus subsp. vulgare LC Aconitum variegatum – Aconitum variegatum subsp. paniculatum LC – Aconitum variegatum subsp. rostratum NT C2a(i) – Aconitum variegatum subsp. valesiacum LC – Aconitum variegatum subsp. variegatum VU D2 Actaea spicata LC Adenophora liliifolia CR D È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Adenostyles alliariae LC Adenostyles alpina LC Adenostyles leucophylla LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Adiantum capillus-veneris VU C2a(i) Adonis aestivalis VU A4cd; B2ab(ii,iii) È stata considerata la minaccia futura A2, A2-6) Adonis flammea EN A4cd; È stata considerata la minaccia futura A2, A2-6 B1ab(ii,iii,iv); B2ab(ii,iii) Adonis vernalis VU B1ab(iii); È stata considerata la minaccia futura A2, A2-6) Adoxa moschatellina LC Aegopodium podagraria LC Aethionema saxatile VU B2ab(iii); C2a(i) Aethusa cynapioides NT C2a(i) Aethusa cynapium LC Agrimonia eupatoria LC Agrimonia procera VU A2c Agrostemma githago EN A4c; B2ab(ii,iii) Agrostis alpina LC Agrostis canina NT B2b(iii) Agrostis capillaris LC Agrostis gigantea LC Agrostis rupestris LC Agrostis schleicheri LC Agrostis schraderiana LC Agrostis stolonifera LC Agrostis vinealis DD Aira caryophyllea VU A2c Aira elegantissima EN B2ab(iii) Aira praecox CR(PE) Solamente dati di letteratura relativi al Vallese Ajuga chamaepitys VU A3c; B2b(iii)c(iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ajuga genevensis LC Ajuga pyramidalis LC Ajuga reptans LC Alchemilla alpina aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla alpina LC – Alchemilla argentidens LC – Alchemilla opaca LC – Alchemilla saxatilis LC – Alchemilla saxetana LC – Alchemilla transiens DD Alchemilla conjuncta aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla atrovirens DD – Alchemilla conjuncta DD – Alchemilla flavovirens DD – Alchemilla leptoclados LC
> Allegato 99
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Alchemilla coriacea aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla aggregata LC – Alchemilla coriacea LC – Alchemilla sinuata LC – Alchemilla straminea LC – Alchemilla trunciloba LC Alchemilla decumbens aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla decumbens LC – Alchemilla pseudodecumbens LC – Alchemilla undulata LC Alchemilla demissa aggr. LC – Alchemilla demissa LC – Alchemilla fissimima DD – Alchemilla longiuscula LC – Alchemilla semisecta LC Alchemilla fissa aggr. LC – Alchemilla fallax LC – Alchemilla firma DD – Alchemilla fissa LC – Alchemilla flexicaulis LC – Alchemilla galkinae LC – Alchemilla incisa LC – Alchemilla othmarii LC – Alchemilla sericoneura LC – Alchemilla weberi LC Alchemilla glabra aggr. LC – Alchemilla acuminatidens DD – Alchemilla connivens LC – Alchemilla controversa DD – Alchemilla effusa LC – Alchemilla frigens LC – Alchemilla glabra LC – Alchemilla glomerulans LC – Alchemilla impexa LC – Alchemilla lineata LC – Alchemilla longana LC – Alchemilla obtusa LC – Alchemilla racemulosa LC – Alchemilla reniformis LC – Alchemilla squarrosula DD – Alchemilla versipila LC Alchemilla grossidens aggr. LC – Alchemilla glacialis LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
– Alchemilla grossidens LC – Alchemilla jugensis LC – Alchemilla longinodis DD – Alchemilla pallens LC Alchemilla helvetica aggr. LC – Alchemilla helvetica LC – Alchemilla radiisecta DD Alchemilla heteropoda aggr. LC – Alchemilla compta LC – Alchemilla heteropoda LC – Alchemilla inconcinna LC – Alchemilla lunaria LC – Alchemilla rubristipula LC – Alchemilla tenuis LC – Alchemilla tirolensis LC – Alchemilla westermaieri DD Alchemilla hybrida aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla colorata LC – Alchemilla exigua LC – Alchemilla filicaulis LC – Alchemilla flabellata LC – Alchemilla glaucescens LC – Alchemilla hybrida LC – Alchemilla oscensis LC – Alchemilla plicata LC – Alchemilla psilopodia LC Alchemilla pentaphyllea LC Alchemilla pentaphylloides aggr. LC – Alchemilla gemmia LC – Alchemilla pentaphylloides LC – Alchemilla trullata LC Alchemilla plicatula aggr. LC – Alchemilla alpigena LC – Alchemilla amphisericea LC – Alchemilla chirophylla LC – Alchemilla hoppeana LC – Alchemilla nitida LC – Alchemilla petiolulans LC Alchemilla splendens aggr. LC – Alchemilla gingolphiana DD – Alchemilla infravallesia LC – Alchemilla jaquetiana DD – Alchemilla paicheana LC
> Allegato 101
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
– Alchemilla schmidelyana LC – Alchemilla splendens LC Alchemilla subsericea aggr. LC – Alchemilla subsericea LC Alchemilla vulgaris aggr. sensu Heitz LC – Alchemilla acutiloba LC – Alchemilla crinita LC – Alchemilla curtiloba LC – Alchemilla flavicoma LC – Alchemilla gaillardiana DD – Alchemilla hirtipes DD – Alchemilla micans LC – Alchemilla monticola DD – Alchemilla multidens LC – Alchemilla obscura LC – Alchemilla rhododendrophila LC – Alchemilla semihirta DD – Alchemilla strigosula LC – Alchemilla subcrenata LC – Alchemilla subglobosa LC – Alchemilla xanthochlora LC Aldrovanda vesiculosa EN D Estinta e successivamente reintrodotta Alisma gramineum EN B2ab(iii) Alisma lanceolatum EN B2ab(iii) Alisma plantago-aquatica LC Alliaria petiolata LC Allium angulosum VU A4c Allium carinatum – Allium carinatum subsp. carinatum NT B2b(iii) – Allium carinatum subsp. pulchellum VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Allium lineare VU B2ab(ii,iii); C1 Allium lusitanicum LC Allium oleraceum LC Allium rotundum CR C2a(i) Allium schoenoprasum LC Allium scorodoprasum NT B2b(iii) Allium sphaerocephalon LC Allium suaveolens EN B2ab(iii) Allium ursinum LC Allium victorialis LC Allium vineale LC Alnus glutinosa LC Alnus incana LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Alnus viridis LC Alopecurus aequalis VU A2c Alopecurus geniculatus VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Alopecurus myosuroides LC Alopecurus pratensis LC Alyssoides utriculata NT D2 Alyssum alpestre EN D Alyssum alyssoides LC Alyssum montanum NT B2b(iii) Minacciata localmente, sensibile alle attività legate all’arrampicata, al calpestio e all’ombreggiamento Amaranthus blitum LC Amelanchier ovalis LC Anacamptis pyramidalis NT B2ab(iii) – Anacamptis pyramidalis subsp. pyramidalis NT B2b(iii) – Anacamptis pyramidalis var. tanayensis VU D1 Solamente nelle Prealpi occidentali (FR, VD, VS) Anagallis arvensis LC Anagallis foemina VU A2c Anagallis minima CR A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Anagallis tenella CR D Anchusa arvensis NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Anchusa officinalis NT B2b(iii) Andromeda polifolia NT B2b(iii) Androsace alpina LC Androsace brevis VU C2a(i) Androsace chamaejasme LC Androsace helvetica LC Androsace lactea NT B2b(iii) Androsace maxima CR B1ab(iii,iv) c(iii,iv); C2a(i) Androsace obtusifolia LC Androsace puberula LC Androsace pubescens NT B2a Androsace vandellii LC Androsace vitaliana LC Anemone baldensis LC Anemone narcissiflora LC Anemone nemorosa LC Anemone ranunculoides LC Anemone sylvestris CR B1ab(iii); Indigena solamente nel Cantone di Sciaffusa; sono state considerate le minaccie B2ab(iii) future (cfr. allegato A2, A2-6) Angelica sylvestris LC Anogramma leptophylla EN C2a(i)
> Allegato 103
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Antennaria carpatica LC Antennaria dioica LC Anthemis arvensis VU B2b(iv)c(iii) Anthemis cotula EN B2ab(iii); C2a(i) Anthemis tinctoria LC Anthemis triumfettii VU B1ab(iii); B2ab(iii) * Anthericum liliago LC Anthericum ramosum LC Anthoxanthum odoratum aggr. – Anthoxanthum alpinum LC – Anthoxanthum odoratum LC Anthriscus cerefolium VU C2a(i) Anthriscus nitida LC Anthriscus sylvestris LC – Anthriscus sylvestris subsp. stenophylla EN D – Anthriscus sylvestris subsp. sylvestris LC Anthyllis montana VU D1; D2 In Svizzera è presente solamente la subsp. montana Anthyllis vulneraria – Anthyllis vulneraria subsp. alpestris LC – Anthyllis vulneraria subsp. carpatica LC – Anthyllis vulneraria subsp. polyphylla VU B1ab(iii); B2ab(iii) – Anthyllis vulneraria subsp. valesiaca LC Apera interrupta EN B2ac(iv) Apera spica-venti LC Aphanes arvensis LC Aphanes australis NT B2b(iii) Apium nodiflorum CR C2a(i); D Apium repens CR B2ab(iii); D Aposeris foetida LC Aquilegia alpina NT B2b(iii) Aquilegia atrata LC Aquilegia einseleana VU D2 * Aquilegia vulgaris LC Arabidopsis thaliana LC Arabis alpina LC È indigena solamente la subsp. alpina Arabis auriculata NT B2b(iii); C2a(i) Arabis bellidifolia – Arabis bellidifolia subsp. bellidifolia LC – Arabis bellidifolia subsp. stellulata LC Arabis caerulea LC Arabis ciliata LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Arabis collina VU C2a(i) Arabis hirsuta aggr. – Arabis hirsuta LC – Arabis nemorensis CR C2a(ii); D – Arabis sagittata VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegatoA2, A2-6) Arabis nova NT B2b(iii) Arabis scabra EN C2a(ii); D * Arabis serpillifolia NT B2a Arabis subcoriacea LC Arabis turrita LC Arctium lappa LC Arctium minus LC – Arctium minus subsp. minus LC – Arctium minus subsp. pubens DD Valore tassonomico non chiaro Arctium nemorosum LC Arctium tomentosum NT B2b(iii) Arctostaphylos alpina LC Arctostaphylos uva-ursi LC Arenaria biflora LC Arenaria ciliata aggr. – Arenaria ciliata subsp. bernensis NT B1a; B2a; C2a(i) – Arenaria ciliata subsp. ciliata LC – Arenaria gothica CR B1ac(iii); B2ac(iii); D – Arenaria multicaulis LC Arenaria grandiflora VU D1 Arenaria serpyllifolia aggr. – Arenaria leptoclados LC – Arenaria serpyllifolia LC Aristolochia clematitis EN A2c; B2ab(iii) Antica pianta medicinale, naturalizzata solamente in TI (considerata per la valutazione) Aristolochia rotunda EN B2ab(iii,iv); Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione) Armeria alpina LC – Armeria alpina subsp. alpina LC – Armeria alpina var. purpurea RE Popolazioni reintrodotte sul lago di Costanza non considerate, poiché non ancora stabilizzate Armeria arenaria EN B2ab(iii) Armoracia rusticana LC Arnica montana LC Arnoseris minima RE Estinta, ultima osservazione nel 1922 presso Basilea Arrhenatherum elatius LC Artemisia absinthium LC Artemisia borealis VU C2a(i)
> Allegato 105
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Artemisia campestris LC – Artemisia campestris subsp. alpina DD – Artemisia campestris subsp. campestris LC Artemisia genipi LC Artemisia nivalis EN B2ab(iii) Artemisia umbelliformis LC Artemisia vallesiaca NT B1b(iii); B2b(iii) Artemisia vulgaris LC Arum italicum NT B2a * Arum maculatum LC Aruncus dioicus LC Asarum europaeum LC Asparagus officinalis LC Asparagus tenuifolius VU B2ab(iii); C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Asperugo procumbens NT B2b(iii) Asperula aristata NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Asperula arvensis CR B2ab(iii,iv)c(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Asperula cynanchica LC Asperula purpurea NT B2b(i,ii) Asperula taurina LC Asperula tinctoria EN A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Asplenium adiantum-nigrum LC Asplenium adulterinum NT D2 Asplenium billotii CR D Asplenium ceterach LC Asplenium fissum DD Asplenium fontanum LC Asplenium foreziense EN B2ab(iii) Asplenium onopteris VU C2a(i) Asplenium ruta-muraria LC Asplenium septentrionale LC Asplenium trichomanes LC Asplenium viride LC Aster alpinus LC Aster amellus NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Aster bellidiastrum LC Aster linosyris NT B2b(iii) Astragalus alpinus LC Astragalus australis LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Astragalus cicer NT B2b(iii) Astragalus depressus NT B2ab(iii); C2a(i) Astragalus exscapus NT B2b(iii) Astragalus frigidus LC Astragalus glycyphyllos LC Astragalus leontinus LC Astragalus monspessulanus LC Astragalus onobrychis LC Astragalus penduliflorus LC Astragalus sempervirens NT B2b(iii) Astrantia major LC Astrantia minor LC Athamanta cretensis LC Athyrium distentifolium LC Athyrium filix-femina LC Atriplex patula LC Atriplex prostrata NT B2c(iii,iv) In espansione Atropa bella-donna LC Avena fatua LC Avenella flexuosa LC Baldellia ranunculoides CR B2ab(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) c (iii,iv) Ballota nigra – Ballota nigra subsp. meridionalis NT B2b(iii) – Ballota nigra subsp. nigra VU D1 Barbarea intermedia LC Barbarea stricta VU D2 Barbarea vulgaris LC Bartsia alpina LC Bellis perennis LC Berberis vulgaris LC Berula erecta LC Betula humilis CR C2a(i,ii); D Betula nana VU A4c; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegatoA2, A2-6) Betula pendula LC Betula pubescens LC Bidens cernua VU C2a(i) Bidens radiata CR A3d; B2ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Bidens tripartita NT B2c(iv) Biscutella cichoriifolia EN D Biscutella laevigata LC Blackstonia acuminata EN B2b(iii)c(iii) Blackstonia perfoliata VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6)
> Allegato 107
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Blechnum spicant LC Blitum virgatum NT B2b(iii)c(ii,iv) Blysmus compressus LC Bolboschoenus maritimus aggr. – Bolboschoenus laticarpus CR B2ab(iii) – Bolboschoenus planiculmis CR B2ab(iii) Bothriochloa ischaemum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegatoA2, A2-6) Botrychium lanceolatum CR C2a(i) Botrychium lunaria LC Botrychium matricariifolium CR C2a(i); D Botrychium multifidum CR C2a(i); D Botrychium simplex CR C2a(i,ii) Botrychium virginianum CR C2a(i); D Brachypodium pinnatum aggr. – Brachypodium pinnatum LC Spesso confusa con Brachypodium rupestris – Brachypodium rupestre LC Brachypodium sylvaticum LC Briza media LC Bromus arvensis VU C2a(i) Bromus benekenii LC Bromus erectus LC – Bromus erectus subsp. condensatus NT B1b(iii); B2b(iii) – Bromus erectus subsp. erectus LC Bromus grossus CR C2a(i) Bromus hordeaceus LC Bromus japonicus VU B2b(iv)c(iii) Bromus racemosus aggr. – Bromus commutatus subsp. commutatus VU B2b(iv)c(iii) – Bromus racemosus EN B2b(iii)c(iv) Bromus ramosus LC Bromus secalinus VU B2ac(iii) Bromus squarrosus LC La specie è indigena solamente in Vallese, dove è frequente Bromus sterilis LC Bromus tectorum LC Bryonia alba RE Nessuna segnalazione recente accertata Bryonia dioica LC Bufonia paniculata EN B2ab(iii); C2a(i) Buglossoides arvensis NT B2b(iii,iv) Buglossoides purpurocaerulea NT B2b(iii) Bulbocodium vernum NT B2b(iii) Bunias erucago CR C1 Bunium bulbocastanum NT B2b(iii) Buphthalmum salicifolium LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Bupleurum falcatum – Bupleurum falcatum subsp. cernuum DD – Bupleurum falcatum subsp. falcatum LC Bupleurum longifolium VU C2a(i) Bupleurum ranunculoides – Bupleurum ranunculoides subsp. caricinum NT B2a – Bupleurum ranunculoides subsp. LC ranunculoides Bupleurum rotundifolium EN B2ab(iii,iv)c(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Bupleurum stellatum LC Butomus umbellatus VU A4c Buxus sempervirens NT A3e; A4e Spesso coltivata; sono state valutate solamente le presenze naturali Calamagrostis arundinacea LC Calamagrostis canescens VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Calamagrostis epigejos LC Calamagrostis phragmitoides EN B2ab(iii); C2a(ii) Calamagrostis pseudophragmites VU A2c Calamagrostis stricta CR(PE) Estinta, ultimo ritrovamento a Mauensee nel 1860 Calamagrostis varia LC Calamagrostis villosa LC Calamintha grandiflora LC Calamintha nepeta aggr. – Calamintha ascendens VU C2a(i) – Calamintha menthifolia LC – Calamintha nepeta NT B2b(iii) Caldesia parnassifolia RE Una sola presenza conosciuta ma estinta da tempo; è incerto se fosse indigena in Svizzera Calendula arvensis VU C1 Calepina irregularis NT B2c(iii) In espansione Calla palustris EN B2ab(iii) Callitriche cophocarpa VU A2c Callitriche hamulata NT B2a Callitriche obtusangula CR B2ab(ii) Callitriche palustris LC Callitriche platycarpa VU A2c Callitriche stagnalis NT B2b(iii) Calluna vulgaris LC Caltha palustris LC Calystegia sepium LC Camelina alyssum RE Presenza spontanea estinta circa dal 1900. Tentativi isolati di reintroduzione Camelina microcarpa VU A4c Campanula barbata LC Campanula bertolae EN D
> Allegato 109
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Campanula bononiensis VU C2a(i) Campanula cenisia LC Campanula cervicaria EN A2c; B2ab(iii); Campanula cochleariifolia LC Campanula excisa LC Campanula glomerata – Campanula glomerata subsp. farinosa NT B2b(iii) – Campanula glomerata subsp. glomerata LC Campanula latifolia NT B2b(iii) Campanula patula – Campanula patula subsp. costae NT B2b(iii) – Campanula patula subsp. patula LC Campanula persicifolia LC Campanula rapunculoides LC Campanula rapunculus LC Campanula rhomboidalis LC Campanula rotundifolia LC Campanula scheuchzeri LC Campanula spicata LC Campanula thyrsoides LC Campanula trachelium LC Capsella bursa-pastoris LC Capsella rubella LC Cardamine alpina LC Cardamine amara LC – Cardamine amara subsp. amara LC – Cardamine amara subsp. austriaca DD Cardamine bulbifera LC Cardamine flexuosa LC Cardamine heptaphylla LC Cardamine hirsuta LC Cardamine impatiens LC Cardamine kitaibelii LC Cardamine pentaphyllos LC Cardamine pratensis aggr. sensu Heitz – Cardamine matthioli EN B2ab(iii); C2a(ii) – Cardamine pratensis LC – Cardamine rivularis NT B2b(iii) – Cardamine udicola VU B2ab(iii) Cardamine resedifolia LC Cardamine trifolia VU D2 Per la valutazione è stata considerata solo la distribuzione autoctona
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Cardaminopsis arenosa subsp. borbasii LC Cardaminopsis halleri LC Carduus acanthoides CR D Carduus crispus LC – Carduus crispus subsp. crispus LC – Carduus crispus subsp. multiflorus DD Carduus defloratus – Carduus defloratus subsp. crassifolius NT B2a – Carduus defloratus subsp. defloratus LC – Carduus defloratus subsp. tridentinus LC Carduus nutans – Carduus nutans subsp. nutans LC – Carduus nutans subsp. platylepis LC Carduus personata LC Carduus tenuiflorus NT B2c(iii) In espansione Carex acuta aggr. – Carex acuta LC – Carex randalpina DD Carex acutiformis LC Carex alba LC Carex appropinquata NT A2c; B2b(iii) Carex atrata – Carex atrata subsp. aterrima LC – Carex atrata subsp. atrata LC Carex atrofusca VU C2a(i) Carex austroalpina VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex baldensis VU D2 Carex bicolor NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegatoA2, A2-6) Carex bohemica CR B2ab(iii)c(iv); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex brachystachys LC Carex brizoides LC Carex brunnescens LC – Carex brunnescens subsp. brunnescens LC – Carex brunnescens subsp. vitilis DD Carex buxbaumii VU A4c; C1 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex canescens LC Carex capillaris LC Carex caryophyllea LC Carex cespitosa EN B2ab(iii); D Carex chordorrhiza EN A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegatoA2, A2-6)
> Allegato 111
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Carex curvula – Carex curvula subsp. curvula LC – Carex curvula subsp. rosae LC Carex davalliana LC Carex depauperata EN B2ab(iii); C2a(ii) Carex diandra VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex digitata LC Carex dioica VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex distans NT B2b(iii) Carex disticha NT B2b(iii) Carex echinata LC Carex elata LC Carex elongata NT B2ab(iv) Carex ericetorum NT B2b(iii) Carex ferruginea LC Carex fimbriata NT D2 Carex firma LC Carex flacca LC Carex flava aggr. – Carex demissa NT B2b(iii) – Carex flava LC – Carex lepidocarpa LC – Carex viridula NT B2b(iii) Carex foetida LC Carex frigida LC Carex fritschii LC Carex halleriana NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex hartmanii EN C1 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex heleonastes EN B2ab(ii,iii); Carex hirta LC Carex hostiana LC Carex humilis LC Carex juncella VU B2ab(iii); D2 Carex lachenalii LC Carex lasiocarpa VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex leporina LC Carex limosa NT B2b(iii) Carex liparocarpos LC Carex microglochin VU A3c Carex montana LC Carex mucronata LC
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 112
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Carex muricata aggr. – Carex divulsa LC – Carex leersii LC – Carex pairae LC – Carex spicata LC Carex nigra LC Carex norvegica VU D2 Carex ornithopoda LC Carex ornithopodioides LC Carex otrubae NT A2c; B2ab(iii) Carex pallescens LC Carex panicea LC Carex paniculata LC Carex parviflora LC Carex pauciflora NT B2b(iii) Carex paupercula NT B2b(iii) Carex pendula LC Carex pilosa LC Carex pilulifera LC Carex praecox EN B2ac(iii,iv) Carex pseudocyperus VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex pulicaris NT B2b(iii) Carex punctata VU A3c; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex remota LC Carex riparia NT B2b(iii) Carex rostrata LC Carex rupestris LC Carex sempervirens LC Carex strigosa LC Carex sylvatica LC Carex tomentosa NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Carex umbrosa LC Carex vaginata VU C2a(i) Carex vesicaria LC Carex vulpina EN A2c; B2ab(iii) Carlina acaulis LC Carlina vulgaris aggr. – Carlina biebersteinii subsp. biebersteinii DD – Carlina biebersteinii subsp. brevibracteata NT B2b(iii) – Carlina vulgaris LC Carpesium cernuum EN B2b(iv)c(iii,iv); Carpinus betulus LC Carthamus lanatus CR(PE) Estinta, ultimo ritrovamento presso Ginevra nel 1940
> Allegato 113
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Carum carvi LC Castanea sativa LC Catabrosa aquatica VU A2c Catapodium rigidum LC Caucalis platycarpos VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Centaurea calcitrapa DD Centaurea cyanus NT A3c Centaurea jacea – Centaurea jacea subsp. angustifolia NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Centaurea jacea subsp. gaudinii VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Centaurea jacea subsp. jacea LC Centaurea montana LC Centaurea nemoralis EN B2ab(iii) Centaurea nervosa LC Centaurea nigrescens LC Centaurea pseudophrygia VU B2ab(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Centaurea rhaetica VU C2a(i) Centaurea scabiosa – Centaurea scabiosa subsp. alpestris LC – Centaurea scabiosa subsp. grinensis NT B2b(iii,iv) – Centaurea scabiosa subsp. scabiosa LC Centaurea splendens VU B2ab(iii); C2a(i) Centaurea stoebe subsp. stoebe VU B2ab(iii); C2a(i) È indigena solamente la subsp. stoebe. Include C. maculosa e C. rhenana Centaurea triumfettii NT B1b(iii); B2b(iii) Centaurea valesiaca NT B1b(iii); B2b(iii) Centaurium erythraea LC Centaurium pulchellum VU B2ab(iii,iv)c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) (iii,iv) Cephalanthera damasonium LC Cephalanthera longifolia LC Cephalanthera rubra LC Cerastium alpinum LC Cerastium arvense – Cerastium arvense subsp. arvense LC – Cerastium arvense subsp. strictum LC – Cerastium arvense subsp. suffruticosum DD
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Cerastium brachypetalum – Cerastium brachypetalum subsp. LC brachypetalum – Cerastium brachypetalum subsp. tenoreanum VU C1 Cerastium cerastoides LC Cerastium fontanum – Cerastium fontanum subsp. fontanum LC – Cerastium fontanum subsp. lucorum LC – Cerastium fontanum subsp. vulgare LC Cerastium glomeratum LC Cerastium latifolium LC Cerastium pedunculatum LC Cerastium pumilum aggr. – Cerastium glutinosum NT B2c(iii) – Cerastium pumilum NT B2b(iii) Cerastium semidecandrum LC Cerastium uniflorum LC Ceratophyllum demersum LC Ceratophyllum submersum EN A2c; B2ab(i,iii) Cerinthe glabra LC Chaenorrhinum minus LC È indigena solamente la subsp. minus Chaerophyllum aureum LC Chaerophyllum hirsutum aggr. – Chaerophyllum hirsutum LC – Chaerophyllum villarsii LC Chaerophyllum temulum LC Chamorchis alpina LC Chelidonium majus LC Chenopodium album LC Chenopodium bonus-henricus LC Chenopodium botrys VU A3c Chenopodium ficifolium LC Chenopodium glaucum NT B2c(iv) Chenopodium hybridum LC Chenopodium murale EN B2b(iii)c(iii) Chenopodium opulifolium CR(PE) Probabilmente estinta, ultimo ritrovamento nel 1990 a Basilea Chenopodium polyspermum LC Chenopodium rubrum VU A4c Chenopodium suecicum DD Chenopodium urbicum EN B2b(iv)c(iii) Chenopodium vulvaria EN B2b(iii)c(iii)
> Allegato 115
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Chimaphila umbellata RE Estinta, ultima osservazione nel 1983, da allora non più ritrovata Chondrilla chondrilloides EN B2ab(iii) Chondrilla juncea NT B2b(iii) Chrysopogon gryllus NT B2b(iii) Chrysosplenium alternifolium LC Chrysosplenium oppositifolium NT A2c; B2b(iii) Cicerbita alpina LC Cicerbita plumieri LC Cichorium intybus LC Cicuta virosa EN B2ab(ii) Circaea alpina LC Circaea lutetiana LC Circaea x intermedia LC Cirsium acaule LC Cirsium arvense LC Cirsium eriophorum LC Cirsium erisithales LC Cirsium helenioides LC Cirsium montanum DD Nessun ritrovamento accertato in Svizzera, spesso confuso con ibridi Cirsium oleraceum LC Cirsium palustre LC Cirsium rivulare LC Cirsium spinosissimum LC Cirsium tuberosum VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Cirsium vulgare LC Cistus salviifolius VU C2a(i) Cladium mariscus NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Cleistogenes serotina VU C2a(i) Clematis alpina LC Clematis recta NT B2b(iii) Clematis vitalba LC Clinopodium vulgare LC Cnidium silaifolium VU B1ab(iii); Coeloglossum viride LC Coincya cheiranthos CR(PE) Probabilmente estinta, ultimo ritrovamento nel 1990 a Basilea Colchicum alpinum NT B1b(iii,iv); B2b(iii,iv) Colchicum autumnale LC Colutea arborescens NT B2ab(iv) Spesso confusa con altre specie del genere Colutea coltivate Conium maculatum NT B2b(iii)
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Consolida regalis VU B2ab(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Convallaria majalis LC Convolvulus arvensis LC Corallorhiza trifida LC Cornus mas LC Cornus sanguinea LC Coronilla coronata NT A2c; B2b(iii) Coronilla minima VU C2a(i) Coronilla vaginalis LC Coronopus squamatus EN B2ab(iv); C2a(i) Corrigiola litoralis CR(PE) Probabilmente estinta, ultimo ritrovamento nel 2001 a Basilea Cortusa matthioli LC B2a * Corydalis cava LC Corydalis intermedia NT B2b(iii,iv) Corydalis lutea LC Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione) Corydalis solida LC Corylus avellana LC Cotinus coggygria NT B2ab(iii) Spesso coltivata; solamente le presenze naturali sono state valutate Cotoneaster integerrimus LC Cotoneaster tomentosus LC Crataegus laevigata LC Crataegus monogyna aggr. – Crataegus lindmanii DD – Crataegus monogyna LC – Crataegus rhipidophylla DD Crepis alpestris LC Crepis aurea LC Crepis biennis LC Crepis bocconei LC Crepis capillaris LC Crepis conyzifolia LC Crepis foetida LC Crepis froelichiana EN B2ab(iii,iv); Crepis kerneri LC Crepis mollis NT A4c; B2b(iii) Crepis paludosa LC Crepis praemorsa VU A2c Crepis pygmaea LC Crepis pyrenaica LC Crepis rhaetica NT B2a Crepis tectorum VU C1 Crepis terglouensis LC Crepis vesicaria subsp. taraxacifolia LC
> Allegato 117
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Crocus albiflorus LC Cruciata glabra LC Cruciata laevipes LC Cruciata pedemontana VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Crupina vulgaris VU C2a(i) Indigena solamente in Vallese (considerata per la valutazione) Cryptogramma crispa LC Cucubalus baccifer NT B1b(iii); B2b(iii); Cuscuta epilinum RE Presenza spontanea estinta circa dal 1900. Tentativi isolati di reintroduzione Cuscuta epithymum LC Cuscuta europaea NT B2ab(iii,iv) Cyclamen hederifolium NT D2 Per la valutazione è stata considerata solo la presenza presso Roche e St. Triphon Cyclamen purpurascens LC Cymbalaria muralis LC Cynodon dactylon LC Cynoglossum germanicum NT B2b(i,ii,iii,iv,v) Cynoglossum officinale NT B2b(iv) Cynosurus cristatus LC Cynosurus echinatus EN A4c; B2ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Cyperus flavescens VU A4c Cyperus fuscus VU A4c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Cyperus glomeratus CR C2a(i) Cyperus longus EN B2ab(iii) Cyperus michelianus RE stinta, ultima osservazione in natura nel 1920, alcuni tentativi isolati di reintroduzione Cyperus rotundus EN D Cyperus serotinus RE Estinta, ultima osservazione in natura nel 1920 Cypripedium calceolus VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Cystopteris alpina LC Cystopteris dickieana DD Cystopteris fragilis LC Cystopteris montana LC Cytisus decumbens EN B2ab(iii) Cytisus emeriflorus EN C2a(ii) Cytisus nigricans NT A2c; B2b(iii) Cytisus scoparius LC Dactylis glomerata LC Dactylis polygama NT B2b(iii) Dactylorhiza cruenta VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Dactylorhiza incarnata – Dactylorhiza incarnata subsp. incarnata NT B2b(iii) – Dactylorhiza incarnata subsp. ochroleuca EN C2a(i) Dactylorhiza lapponica NT A2c; B2b(iii)
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Dactylorhiza maculata LC – Dactylorhiza maculata subsp. fuchsii LC – Dactylorhiza maculata subsp. maculata VU C2a(i) Dactylorhiza majalis LC Dactylorhiza sambucina NT A2c; B2b(iii) Dactylorhiza traunsteineri NT A2c; B2b(iii) Danthonia alpina EN C2a(ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Danthonia decumbens LC Daphne alpina NT B2b(iii) Daphne cneorum VU B2ab(iii,iv,v) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Daphne laureola LC Daphne mezereum LC Daphne striata LC Daucus carota LC Delphinium elatum NT B2b(iv) Deschampsia cespitosa LC Deschampsia littoralis CR A3c; C1 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Descurainia sophia LC Dianthus armeria LC Dianthus carthusianorum – Dianthus carthusianorum subsp. LC carthusianorum – Dianthus carthusianorum subsp. vaginatus LC Dianthus deltoides VU A4c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Dianthus glacialis LC Dianthus gratianopolitanus VU C2a(i) Dianthus seguieri NT A2c; B2b(iii) Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Dianthus superbus LC – Dianthus superbus subsp. alpestris LC – Dianthus superbus subsp. superbus VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Dianthus sylvestris LC Dictamnus albus VU C2a(i) Digitalis grandiflora LC Digitalis lutea LC Digitaria ischaemum LC Digitaria sanguinalis LC Diphasiastrum alpinum LC Diphasiastrum complanatum EN A2c; B2ab(ii,iii) Diphasiastrum tristachyum RE Estinta, ultima osservazione nel 1985, da allora non più ritrovata Diphasiastrum x issleri EN C2a(i) Diphasiastrum x zeilleri DD Diplotaxis muralis NT B2b(iii) Diplotaxis tenuifolia LC
> Allegato 119
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Dipsacus fullonum LC Dipsacus laciniatus LC In espansione Dipsacus pilosus NT B2b(iii) Doronicum clusii LC Doronicum grandiflorum LC Doronicum pardalianches VU C2a(i) Spesso confusa con specie coltivate del genere Doronicum Dorycnium herbaceum EN B2ab(iii) Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione) Draba aizoides LC Draba dubia LC Draba fladnizensis LC Draba hoppeana LC Draba incana CR C2a(i) Draba ladina VU D2 Draba muralis NT B2c(iii) Draba nemorosa NT B1b(iii); B2b(iii) Draba siliquosa LC Draba thomasii NT B1b(iii); B2a(iii); Draba tomentosa LC Dracocephalum ruyschiana NT B2b(iii) Drosera anglica VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Drosera intermedia EN A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii,iv,v) Drosera rotundifolia NT B2b(iii) Drosera x obovata VU A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii,iv,v) Dryas octopetala LC Dryopteris affinis LC – Dryopteris affinis subsp. affinis LC – Dryopteris affinis subsp. borreri LC – Dryopteris affinis subsp. pseudodisjuncta DD Dryopteris carthusiana LC Dryopteris cristata VU B2ab(iii); C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Dryopteris dilatata LC Dryopteris expansa LC Dryopteris filix-mas LC Dryopteris remota LC Dryopteris villarii LC Echinochloa crus-galli LC Echinops sphaerocephalus VU C2a(i) Indigena solamente in Vallese e a sud delle Alpi, spesso confusa con specie coltivate Echium vulgare LC Elatine alsinastrum RE Estinta, presenza nel passato riportata solamente nella letteratura
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Elatine hexandra CR D Elatine hydropiper CR B2ab(ii,iii,iv,v) Eleocharis acicularis VU B2b(iii)c(iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Eleocharis atropurpurea RE Estinta, ultima osservazione nel 1950 sul lago di Ginevra Eleocharis ovata EN A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii,iv,v) Eleocharis palustris aggr. – Eleocharis austriaca NT B2b(iii) – Eleocharis mamillata VU A4c – Eleocharis palustris NT B2b(iii) – Eleocharis uniglumis VU A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii,iv,v) Eleocharis quinqueflora LC Elymus athericus NT B2b(iii) Elymus caninus LC Elymus helveticus DD Elymus hispidus LC Elymus repens LC Elyna myosuroides LC Empetrum nigrum – Empetrum nigrum subsp. hermaphroditum LC – Empetrum nigrum subsp. nigrum EN B2ab(iii) Epilobium alpestre LC Epilobium alsinifolium LC Epilobium anagallidifolium LC Epilobium angustifolium LC Epilobium collinum LC Epilobium dodonaei NT B2b(iii) Epilobium duriaei VU D2 Epilobium fleischeri LC Epilobium hirsutum LC Epilobium lanceolatum CR C2a(i) Epilobium montanum LC Epilobium nutans LC Epilobium obscurum LC Epilobium palustre LC Epilobium parviflorum LC Epilobium roseum LC Epilobium tetragonum – Epilobium tetragonum subsp. lamyi LC – Epilobium tetragonum subsp. tetragonum LC Epipactis atrorubens LC
> Allegato 121
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Epipactis helleborine aggr. – Epipactis distans NT C2a(i) – Epipactis fageticola VU D2 – Epipactis helleborine LC – Epipactis leptochila LC – Epipactis muelleri NT B2b(iii) – Epipactis placentina EN C2a(i) – Epipactis rhodanensis VU C2a(i) Epipactis microphylla NT B2b(iii) Epipactis palustris NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Epipactis purpurata LC Epipogium aphyllum VU A4c Equisetum arvense LC Equisetum fluviatile LC Equisetum hyemale LC Equisetum palustre LC Equisetum pratense LC Equisetum ramosissimum NT B2b(iii) Equisetum sylvaticum LC Equisetum telmateia LC Equisetum variegatum LC Equisetum x moorei DD Equisetum x trachyodon VU B2ab(iii) Eragrostis cilianensis LC Eragrostis minor LC Eragrostis pilosa LC Eranthis hyemalis LC Erica carnea LC Erica vagans RE Estinta, ultima osservazione presso Ginevra nel 1966 Erigeron acer – Erigeron acer subsp. acer LC – Erigeron acer subsp. angulosus LC – Erigeron acer subsp. politus LC Erigeron alpinus LC Erigeron atticus NT C2a(i) Erigeron gaudinii NT B2a Erigeron glabratus LC Erigeron neglectus LC Erigeron uniflorus LC Erinus alpinus LC Eriophorum angustifolium LC Eriophorum gracile EN B2ab(iii) Eriophorum latifolium LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Eriophorum scheuchzeri LC Eriophorum vaginatum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Eritrichium nanum LC Erodium cicutarium LC Erophila verna aggr. – Erophila praecox LC – Erophila spathulata DD – Erophila verna LC Erucastrum gallicum LC Erucastrum nasturtiifolium LC Eryngium alpinum VU C2a(i) Eryngium campestre EN B2ab(iii) Erysimum cheiranthoides NT A4cd Erysimum ochroleucum VU B2ab(iv); D2 Erysimum rhaeticum LC Erysimum virgatum VU C2a(i) Erythronium dens-canis NT B2a Occasionalmente coltivata, solo poche presenze allo stato naturale a Ginevra e in Ticino Euonymus europaeus LC Eupatorium cannabinum LC Euphorbia amygdaloides LC Euphorbia cyparissias LC Euphorbia dulcis LC Euphorbia esula DD Euphorbia exigua NT B2b(iii) Euphorbia falcata EN A2c Euphorbia helioscopia LC Euphorbia palustris VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Euphorbia peplus LC Euphorbia platyphyllos LC Euphorbia seguieriana LC Euphorbia stricta LC Euphorbia verrucosa LC Euphrasia alpina LC Euphrasia christii NT A2c Euphrasia cisalpina VU B2ab(iii) Euphrasia hirtella LC Euphrasia minima LC Euphrasia nemorosa NT B2b(iii) Euphrasia pectinata NT B2b(iii)
> Allegato 123
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Euphrasia picta – Euphrasia picta subsp. arguta NT B2b(iii) – Euphrasia picta subsp. picta DD Euphrasia rostkoviana LC – Euphrasia rostkoviana subsp. campestris DD – Euphrasia rostkoviana subsp. montana LC – Euphrasia rostkoviana subsp. rostkoviana LC Euphrasia salisburgensis LC Euphrasia stricta NT B2b(iii) Fagus sylvatica LC Falcaria vulgaris CR A3c; D È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Fallopia convolvulus LC Fallopia dumetorum LC Festuca alpina LC Festuca altissima LC Festuca amethystina LC Festuca arundinacea LC È indigena solamente la subsp. arundinacea Festuca gigantea LC Festuca halleri aggr. auct. helv. – Festuca halleri LC – Festuca intercedens LC – Festuca pseudodura DD – Festuca stenantha VU D2 Festuca heterophylla LC Festuca ovina aggr. – Festuca airoides LC – Festuca filiformis LC – Festuca guestfalica LC – Festuca heteropachys DD – Festuca laevigata subsp. crassifolia NT B2b(iii) – Festuca laevigata subsp. laevigata LC – Festuca lemanii DD – Festuca ovina LC – Festuca pallens NT B2b(iii) – Festuca ticinensis VU D2 Festuca paniculata LC Festuca pratensis – Festuca pratensis subsp. apennina LC – Festuca pratensis subsp. pratensis LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Festuca pulchella – Festuca pulchella subsp. jurana DD – Festuca pulchella subsp. pulchella LC Festuca quadriflora LC Festuca rubra aggr. – Festuca heteromalla LC – Festuca nigrescens LC – Festuca rubra LC – Festuca trichophylla DD Festuca rupicaprina LC Festuca valesiaca aggr. – Festuca brevipila LC – Festuca valesiaca LC Festuca varia aggr. – Festuca acuminata LC – Festuca scabriculmis LC Festuca violacea aggr. – Festuca melanopsis LC – Festuca violacea LC Ficus carica LC Filago arvensis VU A3c Filago gallica RE Estinta, ultima osservazione sicura presso Basilea nel 1920 Filago lutescens CR B2ab(iii) Filago minima EN B2ab(iii) Filago pyramidata CR B2ab(iii,iv); Filago vulgaris EN B2ab(iii) Filipendula ulmaria LC Filipendula vulgaris VU A3c; B2ab(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Fimbristylis annua RE Estinta, ultima osservazione nel 1930 sul Lago Maggiore Fourraea alpina NT B2b(iii) Fragaria moschata VU C2a(i) Fragaria vesca LC Fragaria viridis NT A3c; B2b(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Frangula alnus LC Fraxinus excelsior LC Classificato come LC nonostante l'agente del deperimento del frassino (Chalara fraxinea), considerato che gli alberi resistenti possono compensare le perdite Fraxinus ornus LC Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Fritillaria meleagris EN A3d; B1ab(iv); Spesso coltivata, presenza naturale lungo il Doubs; è stata considerata la B2ab(iv) minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Fumana ericoides NT B2b(iii); C2a(i) Fumana procumbens LC Fumaria capreolata NT B2c(iv) Considerata solamente la presenza in Ticino; introdotta a nord delle Alpi
> Allegato 125
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Fumaria officinalis – Fumaria officinalis subsp. officinalis LC – Fumaria officinalis subsp. wirtgenii NT B2b(iii) Fumaria schleicheri VU A2c Gagea fragifera LC Gagea lutea NT B2b(iii) Gagea minima VU C2a(i) Gagea pratensis CR A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Gagea saxatilis VU D2 Gagea villosa EN C1; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Galanthus nivalis LC Galeopsis angustifolia LC Galeopsis bifida DD Galeopsis ladanum NT B2b(ii,iii) Galeopsis pubescens NT A2c; B2b(iii) Galeopsis segetum EN B2b(iv)c(iii) Galeopsis speciosa VU A2c Galeopsis tetrahit LC Galium anisophyllon LC Galium aparine LC Galium aristatum LC Galium boreale LC Galium elongatum NT B2b(iii) Galium laevigatum NT C2a(i) Galium lucidum LC Galium megalospermum LC Galium mollugo aggr. – Galium album LC – Galium mollugo LC Galium odoratum LC Galium palustre LC Galium parisiense NT B2c(iii,iv) In espansione Galium pumilum LC Galium rotundifolium LC Galium rubrum LC Galium saxatile EN B2ab(iii,iv) Galium spurium VU A3c Galium sylvaticum LC Galium tricornutum EN B2ab(iv) Galium triflorum VU B2ab(iv); D2 Galium uliginosum LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Galium verum – Galium verum subsp. verum LC – Galium verum subsp. wirtgenii NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Gaudinia fragilis CR B2ab(ii,iii) Genista germanica LC Genista pilosa VU C2a(i) Genista radiata NT D2 Genista sagittalis LC Genista tinctoria LC Gentiana acaulis LC Gentiana alpina NT B2a Gentiana amarella EN C2a(i) Gentiana anisodonta EN C2a(i) Gentiana asclepiadea LC Gentiana aspera NT B2ab(iv) Gentiana bavarica LC – Gentiana bavarica subsp. bavarica LC – Gentiana bavarica subsp. subacaulis LC Gentiana brachyphylla LC Gentiana campestris – Gentiana campestris subsp. baltica DD Valore tassonomico non chiaro – Gentiana campestris subsp. campestris LC Gentiana ciliata LC Gentiana clusii LC Gentiana cruciata VU B2ab(i,iii) Gentiana engadinensis NT B2b(iii) Gentiana germanica VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Gentiana insubrica VU B2ab(iii); C2a(i); Gentiana lutea LC Gentiana nivalis LC Gentiana orbicularis LC Gentiana pneumonanthe VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Gentiana punctata LC Gentiana purpurea LC Gentiana ramosa LC Gentiana schleicheri NT A2c Gentiana tenella LC Gentiana utriculosa NT B2b(iii,iv) Gentiana verna LC Geranium bohemicum CR B2ac(ii,iii,iv) Geranium columbinum LC
> Allegato 127
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Geranium dissectum LC Geranium divaricatum EN C2a(i) Geranium lucidum NT D2 Geranium molle LC Geranium nodosum NT C2a(i) Geranium palustre NT B2b(iii) Geranium phaeum subsp. lividum LC Geranium pratense NT B2a Geranium pusillum LC Geranium pyrenaicum LC Geranium rivulare NT A2c; B1b(iii); B2b(iii) Geranium robertianum LC – Geranium robertianum subsp. purpureum LC – Geranium robertianum subsp. robertianum LC Geranium rotundifolium LC Geranium sanguineum LC Geranium sylvaticum LC Geum montanum LC Geum reptans LC Geum rivale LC Geum urbanum LC Gladiolus imbricatus EN B2ab(iii); C2a(i) Gladiolus italicus CR B2ab(iii); C2a(i,ii); D Gladiolus palustris EN A4cd; C2a(ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Glaucium flavum CR(PE) Oggi solo avventizia, ultima osservazione allo stato naturale nel 1998 Glechoma hederacea – Glechoma hederacea subsp. hederacea LC – Glechoma hederacea subsp. hirsuta LC Globularia bisnagarica LC Globularia cordifolia LC Globularia nudicaulis LC Glyceria declinata EN B2ab(iii) Glyceria fluitans LC Glyceria maxima VU A2c Glyceria notata LC Gnaphalium hoppeanum LC Gnaphalium luteoalbum VU A2c Gnaphalium norvegicum LC Gnaphalium supinum LC Gnaphalium sylvaticum LC Gnaphalium uliginosum NT B2b(ii,iii) Goodyera repens NT B2b(iii)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 128
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Gratiola officinalis VU C1; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Groenlandia densa NT B2b(iii) Gymnadenia conopsea LC Gymnadenia odoratissima LC Gymnocarpium dryopteris LC Gymnocarpium robertianum LC Gypsophila muralis EN A2c; B2b(iii)c(iv) Gypsophila repens LC Hammarbya paludosa CR A3c; D È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Hedera helix LC Hedysarum hedysaroides LC Helianthemum alpestre LC Helianthemum apenninum VU D2 Helianthemum canum VU B2ab(iii) Helianthemum nummularium – Helianthemum nummularium subsp. glabrum NT B2b(iii) – Helianthemum nummularium subsp. LC grandiflorum – Helianthemum nummularium subsp. NT B2b(iii) nummularium – Helianthemum nummularium subsp. LC obscurum – Helianthemum nummularium subsp. NT B2a tomentosum Helianthemum salicifolium EN B2ab(iii); C2a(ii) Helictotrichon pratense LC Helictotrichon pubescens LC – Helictotrichon pubescens subsp. laevigatum DD – Helictotrichon pubescens subsp. pubescens LC Helictotrichon versicolor LC Heliotropium europaeum NT B1c(iii); B2c(iii) In espansione Helleborus foetidus LC Helleborus niger LC Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Helleborus viridis NT A2c; B2b(iii) Hepatica nobilis LC Heracleum austriacum VU D2 Heracleum sphondylium LC – Heracleum sphondylium subsp. alpinum LC – Heracleum sphondylium subsp. elegans LC – Heracleum sphondylium subsp. pyrenaicum LC – Heracleum sphondylium subsp. sphondylium LC Herminium monorchis VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Herniaria alpina LC Herniaria glabra LC Herniaria hirsuta NT B2c(iii) In espansione
> Allegato 129
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Heteropogon contortus VU B2ab(iii); C1; Hieracium alpinum LC Hieracium amplexicaule LC Hieracium angustifolium LC Hieracium aurantiacum LC Hieracium bauhinii VU B2ab(iii) Hieracium bifidum aggr. LC Hieracium bupleuroides LC Hieracium caesium aggr. DD Hieracium caespitosum EN B2ab(iii,iv) Hieracium cymosum NT B2b(iii,iv) Hieracium glaucinum aggr. LC Hieracium glaucum LC Hieracium hoppeanum LC Hieracium humile LC Hieracium intybaceum LC Hieracium lachenalii LC Hieracium lactucella LC Hieracium laevigatum aggr. LC Hieracium murorum aggr. LC Hieracium peletierianum LC Hieracium pictum LC Hieracium piliferum aggr. LC – Hieracium glanduliferum LC – Hieracium piliferum subsp. piliferum LC Hieracium pilosella LC Hieracium piloselloides LC Hieracium prenanthoides aggr. LC Hieracium racemosum aggr. NT B2b(iii) Hieracium sabaudum aggr. LC Hieracium saussureoides NT B2b(iii) Hieracium schmidtii aggr. NT B2a Hieracium staticifolium LC Hieracium tomentosum NT C1 Hieracium umbellatum LC Hieracium villosum aggr. – Hieracium pilosum LC – Hieracium villosum LC Hierochloë odorata EN B2ab(iii) Himantoglossum hircinum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Himantoglossum robertianum NT B2a Osservata in Svizzera solamente a partire dal 2007 Hippocrepis comosa LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Hippocrepis emerus LC Hippophaë rhamnoides LC Hippuris vulgaris NT B2b(iii) Holcus lanatus LC Holcus mollis LC Holosteum umbellatum LC Homogyne alpina LC Hordelymus europaeus LC Hordeum murinum – Hordeum murinum subsp. leporinum NT B2b(iii) – Hordeum murinum subsp. murinum LC Hordeum secalinum RE Estinta, ultima osservazione nel 1930 Horminum pyrenaicum NT B2b(iii) Hornungia petraea LC Hottonia palustris EN B2ab(iii,iv) Hugueninia tanacetifolia VU A3c; C2a(i) Indigena solamente in Vallese (considerata per la valutazione) Humulus lupulus LC Huperzia selago LC Hydrocharis morsus-ranae EN B2ab(iii,iv) Hydrocotyle vulgaris VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Hymenolobus pauciflorus EN B2ab(iii) Hypericum androsaemum DD Hypericum coris NT D2 Hypericum hirsutum LC Hypericum humifusum LC Hypericum maculatum – Hypericum maculatum subsp. maculatum LC – Hypericum maculatum subsp. obtusiusculum LC Hypericum montanum LC Hypericum perforatum – Hypericum perforatum subsp. perforatum LC – Hypericum perforatum subsp. veronense DD Presenza in Svizzera finora non confermata Hypericum pulchrum VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Hypericum richeri NT B2b(iii) Hypericum tetrapterum LC Hypericum x desetangsii LC Hypochaeris glabra CR(PE) Valutazione incerta, ultima presenza confermata nel 1938, da allora eventualmente avventizia Hypochaeris maculata NT B2b(iii) Hypochaeris radicata LC Hypochaeris uniflora LC Hyssopus officinalis NT B1b(iii); B2b(iii) È indigena solamente la subsp. canescens Iberis amara EN B2ab(iv)c(iii)
> Allegato 131
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Iberis intermedia CR B2ab(v)c(iv); D Iberis pinnata RE Estinta, ultime osservazioni prima del 1900 Iberis saxatilis VU D2 Ilex aquifolium LC Illecebrum verticillatum CR(PE) Estinta, ultime osservazioni prima del 1900 Impatiens noli-tangere LC Inula britannica EN C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Inula conyzae LC Inula helvetica VU C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Inula hirta EN C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Inula salicina NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Inula spiraeifolia EN B2ab(iii); C2a(i) Iris graminea VU D2 Iris pseudacorus LC Iris sibirica VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Iris x germanica LC Isatis tinctoria LC Isoëtes echinospora CR D Isoëtes lacustris VU B2ab(iii,iv); D2 Isopyrum thalictroides VU C2a(i) Jasione montana NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Juglans regia LC Juncus acutiflorus NT B2b(iii) Juncus alpinoarticulatus LC Juncus ambiguus DD Juncus arcticus NT B2b(iii) Juncus articulatus LC Juncus bufonius LC Juncus bulbosus EN C2a(i) Juncus capitatus CR B1ab(iii)c(iv); B2ab(iii)c(iv) Juncus castaneus VU D2 Juncus compressus LC Juncus conglomeratus LC Juncus effusus LC Juncus filiformis LC Juncus inflexus LC Juncus jacquinii LC Juncus monanthos NT B2a Juncus sphaerocarpus CR C2b Juncus stygius CR B2ab(iii); C2a(ii) Juncus subnodulosus NT B2b(iii)
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Juncus tenageia CR B1ab(iii); B2ab(iii) Juncus trifidus LC Juncus triglumis LC Juniperus communis – Juniperus communis subsp. alpina LC – Juniperus communis subsp. communis LC Juniperus sabina LC Kernera saxatilis LC Kickxia elatine NT B2b(ii) Kickxia spuria LC Knautia arvensis LC Knautia dipsacifolia – Knautia dipsacifolia subsp. dipsacifolia LC – Knautia dipsacifolia subsp. sixtina DD Knautia drymeia LC Knautia godetii VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Knautia purpurea VU A4c; B2ab(iii,iv) Knautia transalpina VU B2ab(iii); C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Knautia velutina DD Presenza in Svizzera finora non confermata Kobresia simpliciuscula NT A2c; B2b(iii) Koeleria hirsuta LC Koeleria pyramidata aggr. – Koeleria eriostachya NT B2a – Koeleria macrantha LC – Koeleria pyramidata LC Koeleria vallesiana NT A4c; B2b(iii) Laburnum alpinum LC Laburnum anagyroides LC Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Lactuca perennis LC Lactuca serriola LC Lactuca viminea VU C2a(i) Lamium album LC Lamium amplexicaule LC Lamium galeobdolon – Lamium galeobdolon subsp. flavidum LC – Lamium galeobdolon subsp. montanum LC Lamium hybridum VU A4c Lamium maculatum LC Lamium purpureum LC Lappula deflexa VU C2a(i) Lappula squarrosa NT B2b(iii)
> Allegato 133
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Lapsana communis LC È indigena solamente la subsp. communis Larix decidua LC Laserpitium gaudinii LC Laserpitium halleri LC Laserpitium latifolium LC Laserpitium prutenicum EN B2ab(iii,iv) Laserpitium siler LC Lathraea squamaria LC Lathyrus aphaca EN B2b(iv)c(iii) Lathyrus bauhinii CR C2a(i,ii) Lathyrus cicera CR D Lathyrus heterophyllus LC Lathyrus hirsutus EN B2b(iii)c(iv); Lathyrus latifolius LC Lathyrus linifolius LC Lathyrus niger NT B2b(iii) Lathyrus nissolia CR C2a(i); D Lathyrus occidentalis LC Lathyrus palustris VU A3c; B1ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii) Lathyrus pratensis LC Lathyrus sphaericus VU B2ab(iii); C2a(i) Lathyrus sylvestris LC Lathyrus tuberosus VU B2ab(iii,iv) Lathyrus venetus EN C2a(i) Lathyrus vernus – Lathyrus vernus subsp. gracilis LC B2a * – Lathyrus vernus subsp. vernus LC Laurus nobilis LC Leersia oryzoides VU C2a(i) Legousia hybrida CR B2ab(iii); C2a(i); D Legousia speculum-veneris VU B2ab(iii)c(iv) Lemna gibba CR B2ab(ii,iv) Lemna minor LC Lemna trisulca NT A2c; B2b(iii) Lemna turionifera DD Leontodon autumnalis LC Leontodon crispus EN B1ab(iii); B2ab(iii) Leontodon helveticus LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Leontodon hispidus – Leontodon hispidus subsp. danubialis LC – Leontodon hispidus subsp. hispidus LC – Leontodon hispidus subsp. hyoseroides LC – Leontodon hispidus subsp. opimus LC – Leontodon hispidus subsp. pseudocrispus LC Leontodon incanus – Leontodon incanus subsp. incanus LC – Leontodon incanus subsp. tenuiflorus NT B1b(iii); B2b(iii) Leontodon montanus LC Leontodon saxatilis LC Leontopodium alpinum LC Leonurus cardiaca EN B2ab(iii,iv); Lepidium campestre LC Lepidium graminifolium NT B1b(iii); B2b(iii) Lepidium ruderale LC Leucanthemopsis alpina LC – Leucanthemopsis alpina subsp. alpina LC – Leucanthemopsis alpina subsp. minima LC Leucanthemum halleri LC Leucanthemum vulgare aggr. auct. helv. – Leucanthemum adustum LC – Leucanthemum gaudinii LC – Leucanthemum heterophyllum VU A2c – Leucanthemum vulgare LC Leucojum aestivum EN B2ab(iii,v) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Leucojum vernum LC Ligusticum lucidum EN B2ab(iii); C1; Ligusticum mutellina LC Ligusticum mutellinoides LC Ligustrum vulgare LC Lilium bulbiferum – Lilium bulbiferum subsp. bulbiferum VU B2ab(iii,iv); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Lilium bulbiferum subsp. croceum NT B2b(iii) Lilium martagon LC Limodorum abortivum NT B2b(iii) Limosella aquatica CR A4c; C1 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Linaria alpina – Linaria alpina subsp. alpina LC – Linaria alpina subsp. petraea NT B2b(iii,v) Linaria angustissima NT B2b(iii)
> Allegato 135
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Linaria arvensis NT B2c(iii) Linaria repens NT B2c(iii) Linaria simplex NT D2 In espansione Linaria vulgaris LC Lindernia procumbens CR B1ab(iii); B2ab(iii) Linnaea borealis LC Linum alpinum LC Linum austriacum NT D2 Probabilmente archeofita nella bassa Engadina (solamente questa presenza è stata valutata) Linum catharticum LC Linum tenuifolium NT B2b(iii) Listera ovata LC Lithospermum officinale NT B2b(iii) Littorella uniflora EN C1 Lloydia serotina LC Loiseleuria procumbens LC Lolium perenne LC Lolium remotum CR(PE) Estinta, ultima osservazione nel 1975 Lolium rigidum VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Lolium temulentum CR B2ab(iii); C2a(i) Lomatogonium carinthiacum EN C2a(i) Lonicera alpigena LC Lonicera caerulea LC Lonicera etrusca NT C2a(i); D2 Indigena (probabilmente) soltanto in Vallese, tra Fully e Saillon Lonicera nigra LC Lonicera periclymenum LC Lonicera xylosteum LC Lotus corniculatus aggr. – Lotus alpinus LC – Lotus corniculatus LC – Lotus tenuis NT B2c(iii) Lotus maritimus NT B2b(iii) Lotus pedunculatus LC Ludwigia palustris CR C1 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Lunaria rediviva LC Luzula alpinopilosa LC Luzula campestris LC Luzula forsteri NT B2b(ii) Luzula lutea LC Luzula luzulina LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Luzula luzuloides – Luzula luzuloides subsp. luzuloides LC – Luzula luzuloides subsp. rubella DD Luzula multiflora aggr. – Luzula alpina LC – Luzula multiflora LC Luzula nivea LC Luzula pilosa LC Luzula spicata LC Luzula sudetica LC Luzula sylvatica aggr. – Luzula sieberi LC – Luzula sylvatica LC Lycopodiella inundata VU A4c; C1; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Lycopodium annotinum LC Lycopodium clavatum NT B2b(iii) Lycopus europaeus LC Lysimachia nemorum LC Lysimachia nummularia LC Lysimachia thyrsiflora VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Lysimachia vulgaris LC Lythrum hyssopifolia CR B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Lythrum portula EN D Lythrum salicaria LC Maianthemum bifolium LC Malaxis monophyllos VU C2a(i) Malus sylvestris NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Malva alcea LC Malva moschata LC Malva neglecta LC Malva sylvestris LC Marrubium vulgare EN B2ab(iii) Marsilea quadrifolia CR C1; C2a(ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Matricaria chamomilla LC Matteuccia struthiopteris VU C2a(i) Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Medicago falcata NT A4e Medicago lupulina LC Medicago minima LC Medicago sativa LC Melampyrum arvense VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Melampyrum cristatum NT B2b(iii) Melampyrum nemorosum EN B1ab(ii); B1ab(ii)
> Allegato 137
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Melampyrum pratense LC Melampyrum sylvaticum LC Melica ciliata LC Melica nutans LC Melica transsilvanica VU B2ab(ii,iii) Melica uniflora LC Melilotus albus LC Melilotus altissimus LC Melilotus officinalis LC Melissa officinalis LC Melittis melissophyllum LC Mentha aquatica LC Mentha arvensis LC Mentha longifolia LC Mentha pulegium EN B2ab(iii); C2a(i) Mentha suaveolens DD Menyanthes trifoliata LC Mercurialis annua LC Mercurialis ovata VU D2 Mercurialis perennis LC Mespilus germanica VU C2a(i) Spesso coltivata; solamente la presenza naturale è stata valutata; è stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Micropus erectus CR B2ab(ii); C2a(ii) Micropyrum tenellum CR(PE) Probabilmente estinta, ultimo dato sicuro nel 1993. Da allora nessun ritrovamento nonostante una ricerca intensiva Milium effusum LC – Milium effusum subsp. alpicola LC – Milium effusum subsp. effusum L. LC Minuartia biflora LC Minuartia capillacea VU D2 Minuartia hybrida LC In espansione Minuartia laricifolia LC Minuartia recurva LC Minuartia rostrata NT A2c Minuartia rubra NT B2b(iii) Minuartia rupestris LC Minuartia sedoides LC Minuartia stricta RE Estinta, vecchi dati di letteratura e tentativi vani di reintroduzione Minuartia verna LC Minuartia viscosa EN B1ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii) Misopates orontium VU A2c; B2b(iv)c(iii)
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Moehringia ciliata LC Moehringia muscosa LC Moehringia trinervia LC Moenchia erecta RE Estinta da molto tempo Moenchia mantica EN C2a(i) Molinia arundinacea LC Molinia caerulea LC Molopospermum peloponnesiacum NT C2a(i) Moneses uniflora LC Monotropa hypopitys aggr. – Monotropa hypopitys LC Montia fontana – Montia fontana subsp. amporitana CR(PE) Estinta, ultimi dati risalenti al 1921 sul Lago Maggiore – Montia fontana subsp. chondrosperma CR B1ab(iii); D – Montia fontana subsp. fontana VU B1ab(iii); Murbeckiella pinnatifida NT D2 Muscari botryoides VU A3c Muscari comosum LC Muscari neglectum NT B2b(iii) – Muscari neglectum DD Spesso confusa con Muscari armeniacum (neofita in espansione) – Muscari racemosum DD Spesso confusa con Muscari armeniacum (neofita in espansione) Mycelis muralis LC Myosotis alpestris LC Myosotis arvensis LC Myosotis cespitosa VU B2b(iii)c(iii,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Myosotis decumbens LC Myosotis discolor EN B2ab(iii)c(iii) Myosotis michaelae LC Myosotis minutiflora VU D2 Myosotis nemorosa LC Myosotis ramosissima NT B2b(iii) Myosotis rehsteineri EN B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Myosotis scorpioides LC Myosotis stricta NT B2b(ii) Myosotis sylvatica LC Myosoton aquaticum LC Myosurus minimus CR B1ab(iii); B2ab(iii) Myricaria germanica VU A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii)c(iv) Myriophyllum alterniflorum EN B2ab(iii) Myriophyllum spicatum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6)
> Allegato 139
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Myriophyllum verticillatum NT A2c; B2b(iii) Myrrhis odorata LC Najas flexilis RE Estinta, ultima osservazione nel 1921 Najas marina NT B2b(ii) Najas minor EN C2a(i) Narcissus poëticus aggr. NT B2b(iii) – Narcissus poëticus DD – Narcissus radiiflorus NT A2c; B2b(iii) – Narcissus x verbanensis VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Narcissus pseudonarcissus NT A2c; B2b(iii) Nardus stricta LC Nasturtium microphyllum EN B2ab(iii) Nasturtium officinale LC Neottia nidus-avis LC Nepeta cataria EN B2ab(iii) Nepeta nuda VU C2a(i) Neslia paniculata EN A3c; B2b(iv)c(iii) È indigena solamente la subsp. paniculata (archeofita); è stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Nigella arvensis CR B2b(iv)c(iii) Nigritella rhellicani aggr. – Nigritella austriaca VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Nigritella rhellicani LC Nigritella rubra NT A4c Notholaena marantae EN D Nuphar lutea LC Nuphar pumila EN A3ce È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Nymphaea alba NT A3e Da non confondere con le ninfee ibride piantate fuori dai giardini Nymphoides peltata LC In espansione Odontites luteus LC Odontites vernus aggr. – Odontites vernus EN A2c; B2ab(iii,iv) – Odontites vulgaris VU B2b(iv)c(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Odontites viscosus VU B2ab(iii); D2 Oenanthe aquatica EN B2ab(iii) Oenanthe fistulosa EN B2ab(iii,iv) Oenanthe lachenalii CR A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Oenanthe peucedanifolia CR B1ab(iii); B2ab(iii) Onobrychis arenaria NT B2ab(iii) Onobrychis montana LC Ononis natrix LC Ononis pusilla NT B2b(iii) Ononis repens LC Ononis rotundifolia LC
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 140
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Ononis spinosa – Ononis spinosa subsp. austriaca NT B2b(iii) – Ononis spinosa subsp. spinosa LC Onopordum acanthium VU B2ab(iii,iv) Onosma helvetica EN C2a(i) Ophioglossum vulgatum VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ophrys apifera VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ophrys holosericea – Ophrys holosericea subsp. elatior EN B2ab(iii); C2a(i) – Ophrys holosericea subsp. holosericea VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ophrys insectifera VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ophrys sphegodes aggr. – Ophrys araneola VU A4c; C1; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Ophrys sphegodes EN C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Oplismenus undulatifolius LC Orchis coriophora EN A4c; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orchis laxiflora CR(PE) Probabilmente estinta Orchis mascula LC Orchis militaris NT B2b(iii) Orchis morio VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orchis pallens VU A4c; B2ab(ii,iii) Orchis palustris VU A4c; B2ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orchis papilionacea CR D Orchis provincialis CR D Orchis purpurea VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orchis simia VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orchis spitzelii CR B2ab(v)c(iv); C2a(ii)b Orchis tridentata VU C2a(i) Orchis ustulata NT B2b(iii) Oreochloa disticha LC Oreopteris limbosperma LC Origanum vulgare LC Orlaya grandiflora VU B2ab(iii); D2 È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ornithogalum nutans VU C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ornithogalum pyrenaicum NT B2b(iii) È indigena solamente la subsp. pyrenaicum Ornithogalum umbellatum LC Ornithopus perpusillus CR(PE) Probabilmente estinta, ultima osservazione nel 1960 a Basilea Orobanche alba LC
> Allegato 141
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Orobanche alsatica – Orobanche alsatica subsp. alsatica EN D – Orobanche alsatica subsp. libanotidis CR C2a(i); D Orobanche arenaria VU C2a(i) Orobanche artemisiae-campestris NT B2b(iii) Orobanche bohemica VU D2 Orobanche caryophyllacea LC Orobanche elatior EN C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orobanche flava NT C2a(i) Orobanche gracilis VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orobanche hederae LC In espansione Orobanche laserpitii-sileris NT B2a Orobanche lucorum EN C2a(i) Orobanche lutea EN D Orobanche lycoctoni DD Orobanche minor LC Orobanche picridis CR D È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orobanche ramosa CR C2a(i); D Orobanche rapum-genistae NT B2b(iii) Orobanche reticulata LC Orobanche salviae EN C2a(i); D Orobanche teucrii NT A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Orthilia secunda LC Osmunda regalis VU C2a(i) Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Ostrya carpinifolia LC Oxalis acetosella LC Oxalis corniculata LC Oxyria digyna LC Oxytropis campestris LC Oxytropis fetida VU C2a(i) Oxytropis halleri NT B2b(iii,iv) – Oxytropis halleri subsp. halleri NT B2b(iv) – Oxytropis halleri subsp. velutina NT B1b(iii); B2b(iii) Oxytropis jacquinii LC Oxytropis lapponica LC Oxytropis neglecta VU D2 Oxytropis pilosa NT B2b(iii,iv) Paeonia officinalis VU B2ab(iii); D2 Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 142
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Papaver alpinum aggr. – Papaver occidentale NT C1 Papaver apulum RE Estinta, ultima osservazione prima del 1900 Papaver argemone VU A4c Papaver dubium – Papaver dubium subsp. dubium LC – Papaver dubium subsp. lecoqii NT B2b(iii) Papaver hybridum CR(PE) Estinta, ultima osservazione nel 1951 Papaver rhoeas LC Paradisea liliastrum LC Parietaria judaica LC Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Parietaria officinalis LC Paris quadrifolia LC Parnassia palustris LC Pastinaca sativa – Pastinaca sativa subsp. sativa LC – Pastinaca sativa subsp. sylvestris DD – Pastinaca sativa subsp. urens LC Pedicularis ascendens LC Pedicularis aspleniifolia NT B2a Pedicularis foliosa LC Pedicularis gyroflexa VU D2 Pedicularis kerneri LC Pedicularis oederi LC Pedicularis palustris NT B2b(iii) Pedicularis recutita LC Pedicularis rostratocapitata LC Pedicularis rostratospicata LC Pedicularis sylvatica VU B2ab(iii) Pedicularis tuberosa LC Pedicularis verticillata LC Petasites albus LC Petasites hybridus LC Petasites paradoxus LC Petrorhagia prolifera LC Petrorhagia saxifraga LC Peucedanum austriacum – Peucedanum austriacum subsp. austriacum LC – Peucedanum austriacum subsp. rablense VU C2a(i) Peucedanum carvifolia VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6)
> Allegato 143
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Peucedanum cervaria NT B2b(iii) Peucedanum oreoselinum LC Peucedanum ostruthium LC Peucedanum palustre NT B2b(iii) Peucedanum venetum VU C2a(i) Phalaris arundinacea LC Phegopteris connectilis LC Phleum alpinum aggr. – Phleum alpinum LC – Phleum rhaeticum LC Phleum hirsutum LC Phleum paniculatum EN B2ab(ii,iii); Phleum phleoides LC Phleum pratense aggr. – Phleum bertolonii LC – Phleum pratense LC Phragmites australis LC Phyllitis scolopendrium LC Phyteuma betonicifolium LC Phyteuma globulariifolium – Phyteuma globulariifolium subsp. LC globulariifolium – Phyteuma globulariifolium subsp. LC pedemontanum Phyteuma hemisphaericum LC Phyteuma orbiculare LC Phyteuma ovatum LC Phyteuma scheuchzeri LC Phyteuma scorzonerifolium VU C2a(i) Phyteuma spicatum LC – Phyteuma spicatum subsp. coeruleum DD – Phyteuma spicatum subsp. spicatum LC Picea abies LC Picris hieracioides LC Pilularia globulifera CR B2ab(iii); C2a(ii) Pimpinella major LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Pimpinella saxifraga aggr. – Pimpinella alpina DD – Pimpinella nigra NT B2b(iii) – Pimpinella saxifraga LC Pinguicula alpina LC Pinguicula grandiflora EN B2ab(iii) Pinguicula leptoceras LC Pinguicula vulgaris NT B2b(ii,iii) Pinus cembra LC Pinus mugo – Pinus mugo subsp. mugo LC – Pinus mugo subsp. uncinata LC Pinus sylvestris LC Pisum sativum subsp. biflorum VU D1; D2 Indigena solamente la subsp. biflorum (archeofita) Plantago alpina LC Plantago arenaria EN C2a(i) Plantago atrata LC Plantago lanceolata LC Plantago major – Plantago major subsp. intermedia LC – Plantago major subsp. major LC Plantago media LC Plantago sempervirens RE Estinta, nessuna conferma recente, presenza confermata prima del 1900 Plantago serpentina LC Platanthera bifolia LC Platanthera chlorantha LC Poa alpina LC Poa annua LC Poa badensis aggr. – Poa badensis VU B2ab(iii) – Poa molinerii NT B2b(iii) Poa bulbosa LC Poa cenisia LC Poa chaixii LC Poa compressa LC Poa glauca LC Poa hybrida LC Poa laxa LC Poa minor LC Poa nemoralis LC Poa palustris NT B2b(iii) Poa perconcinna NT B2b(iii)
> Allegato 145
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Poa pratensis aggr. – Poa angustifolia LC – Poa pratensis LC Poa remota VU C2a(i) Poa supina LC Poa trivialis – Poa trivialis subsp. sylvicola DD – Poa trivialis subsp. trivialis LC Poa variegata LC Polemonium caeruleum NT B2b(iii) Indigena solamente nei Grigioni, altrove coltivata e inselvatichita Polycarpon tetraphyllum NT B2c(iii) In espansione Polycnemum arvense CR D Polycnemum majus EN B2b(iii)c(iii) Polygala alpestris LC Polygala alpina LC Polygala amara NT D2 Polygala amarella LC Polygala chamaebuxus LC Polygala comosa NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Polygala pedemontana NT B2b(iii) Polygala serpyllifolia LC Polygala vulgaris – Polygala vulgaris subsp. oxyptera NT A4c; B2b(ii,iii) – Polygala vulgaris subsp. vulgaris LC Polygonatum multiflorum LC Polygonatum odoratum LC Polygonatum verticillatum LC Polygonum alpinum NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Polygonum amphibium LC Polygonum aviculare aggr. – Polygonum arenastrum LC – Polygonum aviculare LC – Polygonum calcatum DD – Polygonum microspermum DD – Polygonum rurivagum DD Polygonum bistorta LC Polygonum hydropiper LC Polygonum lapathifolium – Polygonum lapathifolium subsp. brittingeri RE Estinta, solamente vecchi dati di letteratura – Polygonum lapathifolium subsp. lapathifolium LC – Polygonum lapathifolium subsp. pallidum DD Polygonum minus NT B2b(iii)
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Polygonum mite LC Polygonum persicaria LC Polygonum viviparum LC Polypodium cambricum VU C2a(i) Polypodium interjectum LC Polypodium vulgare LC Polystichum aculeatum LC Polystichum braunii NT C2a(i) Polystichum lonchitis LC Polystichum setiferum LC Populus alba LC Populus nigra LC È indigena solamente la subsp. nigra Populus tremula LC Portulaca oleracea LC Potamogeton acutifolius CR B2ab(iii) Potamogeton alpinus NT B2b(iii) Potamogeton berchtoldii LC Potamogeton coloratus EN B2ab(iii)c(iii) Potamogeton compressus CR(PE) Probabilmente estinta, nessun dato recente Potamogeton crispus LC Potamogeton filiformis VU A3c Potamogeton friesii EN B2ab(iii) Potamogeton gramineus VU A2c Potamogeton helveticus EN A2c; B2ab(iii) Potamogeton lucens LC Potamogeton natans LC Potamogeton nodosus VU A2c Potamogeton obtusifolius EN B2ab(iii) Potamogeton pectinatus LC Potamogeton perfoliatus LC Potamogeton polygonifolius EN B2ab(ii,iii,iv) Potamogeton praelongus EN B2ab(iii) Potamogeton pusillus VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Potamogeton trichoides EN B2ab(iii); C1; Potamogeton x angustifolius VU B2ab(iii) Potamogeton x decipiens VU B1ab(iii) Potamogeton x nitens VU A3c Potentilla anglica DD Potentilla anserina LC Potentilla argentea LC Potentilla aurea LC Potentilla brauneana LC
> Allegato 147
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Potentilla caulescens LC Potentilla cinerea VU D2 Spesso confusa con Potentilla pusilla; distinzione incerta Potentilla collina aggr. – Potentilla alpicola CR D – Potentilla collina DD – Potentilla leucopolitana CR B2ab(iii,iv,v) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Potentilla praecox CR B2ab(iii) Potentilla crantzii LC Potentilla erecta LC Potentilla frigida LC Potentilla grammopetala NT C2a(i) Potentilla grandiflora LC Potentilla heptaphylla VU B2ab(iii); C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Potentilla incana CR C2a(i); D Potentilla inclinata EN B2ab(iii,iv) Potentilla micrantha LC Potentilla multifida VU D2 Potentilla palustris NT B2b(iii) Potentilla pusilla LC Potentilla recta LC Potentilla reptans LC Potentilla rupestris NT B2b(iv) Potentilla sterilis LC Potentilla supina VU B2b(iv)c(iii) Potentilla thuringiaca NT B2b(iii) Potentilla verna LC Prenanthes purpurea LC Primula acaulis LC Primula auricula LC Primula daonensis NT D2 Primula elatior LC Primula farinosa LC Primula glutinosa NT D2 Primula halleri NT B2b(iii); C2a(i) Primula hirsuta LC Primula integrifolia LC Primula latifolia LC Primula veris – Primula veris subsp. columnae LC – Primula veris subsp. veris LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Pritzelago alpina – Pritzelago alpina subsp. alpina LC – Pritzelago alpina subsp. brevicaulis LC Prunella grandiflora LC Prunella laciniata VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6 Prunella vulgaris LC Prunus avium LC Prunus mahaleb LC Prunus padus – Prunus padus subsp. padus LC – Prunus padus subsp. petraea DD Prunus spinosa LC Pseudolysimachion spicatum LC Pseudorchis albida LC Pseudostellaria europaea EN B2ab(iv) Pteridium aquilinum LC Pteris cretica VU C2a(i) Ptychotis saxifraga RE Estinta, nessun ritrovamento recente accertato Puccinellia distans LC Pulicaria dysenterica NT B2b(iii) Pulicaria vulgaris RE Estinta, ultimo ritrovamento nel 1981 Pulmonaria australis LC Pulmonaria mollis aggr. NT B2b(iii) – Pulmonaria collina NT B2b(iii) – Pulmonaria mollis NT B2b(iii) Pulmonaria montana NT B1b(iii); B2b(iii) – Pulmonaria montana subsp. jurana NT B1b(iii); B2b(iii) – Pulmonaria montana subsp. montana NT B1b(iii); B2b(iii) Pulmonaria officinalis aggr. – Pulmonaria helvetica NT C2a(i) – Pulmonaria obscura LC – Pulmonaria officinalis NT A2c Pulsatilla alpina – Pulsatilla alpina subsp. alba CR D Ingloba le sottospecie precedentemente riconosciute, subsp. austriaca e subsp. alpicola – Pulsatilla alpina subsp. alpina LC – Pulsatilla alpina subsp. apiifolia LC Pulsatilla halleri VU D2 Pulsatilla montana LC Pulsatilla vernalis LC Pulsatilla vulgaris EN A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Pyrola chlorantha VU A2c Pyrola media LC Pyrola minor LC
> Allegato 149
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Pyrola rotundifolia LC Pyrus nivalis VU D1 Pyrus pyraster LC Quercus cerris NT C2a(i) Quercus petraea LC Quercus pubescens LC Quercus robur LC Radiola linoides RE Estinta, nessuna osservazione riportata Ranunculus aconitifolius LC Ranunculus acris – Ranunculus acris subsp. acris LC – Ranunculus acris subsp. friesianus LC Ranunculus alpestris LC Ranunculus aquatilis VU B2ab(iii) Ranunculus arvensis VU A2c Ranunculus auricomus aggr. LC Ranunculus bulbosus LC Ranunculus circinatus VU A2c Ranunculus ficaria LC Ranunculus flammula NT A4c; B2b(ii,iii) Ranunculus fluitans NT B2b(iii) Ranunculus glacialis LC Ranunculus gramineus CR B1ab(iii); B2ab(iii) Ranunculus kuepferi LC Ranunculus lanuginosus LC Ranunculus lingua VU C2a(i) Ranunculus montanus aggr. – Ranunculus breyninus LC – Ranunculus carinthiacus LC – Ranunculus montanus LC – Ranunculus villarsii LC Ranunculus parnassiifolius LC Ranunculus peltatus EN B2ab(iii) Ranunculus penicillatus VU D2 Ranunculus platanifolius LC Ranunculus pygmaeus EN C2a(ii) Ranunculus repens LC Ranunculus reptans EN A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ranunculus rionii CR B1ab(iii); B2ab(iii) Ranunculus sardous VU C2a(i) Ranunculus sceleratus VU A2c; B2ab(iii) Ranunculus seguieri VU D2
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Ranunculus thora NT B2b(iii); C2a(i) Ranunculus trichophyllus – Ranunculus trichophyllus subsp. eradicatus LC – Ranunculus trichophyllus subsp. trichophyllus LC Ranunculus tuberosus aggr. LC – Ranunculus polyanthemophyllus NT B2b(iii) – Ranunculus serpens LC – Ranunculus tuberosus LC Raphanus raphanistrum LC Reseda lutea LC Reseda luteola VU A2c Reseda phyteuma EN A4c; B2ab(ii,iii,iv)c(iv) Rhamnus alpina LC Rhamnus cathartica LC Rhamnus pumila LC Rhamnus saxatilis VU C2a(i) Chiaramente più minacciata nella Svizzera settentrionale Rhinanthus alectorolophus LC Rhinanthus angustifolius VU A2c Rhinanthus glacialis LC Rhinanthus minor LC Rhodiola rosea LC Rhododendron ferrugineum LC Rhododendron hirsutum LC Rhynchospora alba NT B2b(iii) Rhynchospora fusca EN B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Ribes alpinum LC Ribes petraeum LC Ribes uva-crispa LC Rorippa amphibia VU A3c Rorippa islandica aggr. – Rorippa islandica NT B2a – Rorippa palustris LC Rorippa stylosa VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Rorippa sylvestris LC Rosa arvensis LC Rosa canina aggr. – Rosa abietina NT B2b(iii) – Rosa caesia LC – Rosa canina LC – Rosa chavinii VU C2a(i) – Rosa corymbifera LC
> Allegato 151
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
– Rosa dumalis LC – Rosa montana VU C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Rosa rhaetica EN C2a(i) – Rosa stylosa EN C2a(i) – Rosa subcanina LC – Rosa subcollina NT B2b(iii) – Rosa tomentella VU C2a(i) – Rosa uriensis NT B2b(iii) Rosa gallica EN C2a(i) Spesso confusa con ibridi di Rosa gallica x arvensis Rosa glauca LC Rosa jundzillii EN C2a(i) Rosa pendulina LC Rosa rubiginosa aggr. NT B2b(iii) – Rosa agrestis NT B2a – Rosa elliptica VU C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Rosa gremlii DD – Rosa inodora DD – Rosa micrantha NT B2b(iii) – Rosa rubiginosa NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Rosa spinosissima LC Rosa tomentosa aggr. LC – Rosa mollis DD Presenza in Svizzera finora non confermata – Rosa pseudoscabriuscula LC – Rosa sherardii NT B2b(iii) – Rosa tomentosa LC – Rosa villosa NT B2b(iii) Rostraria cristata LC In espansione Rubia tinctorum VU C2a(i) Rubus caesius LC Rubus fruticosus aggr. auct. helv. LC – Rubus bifrons LC – Rubus canescens LC – Rubus distractus LC – Rubus foliosus LC – Rubus hirtus LC – Rubus macrophyllus LC – Rubus mercieri DD – Rubus montanus LC – Rubus nessensis LC – Rubus obtusangulus LC – Rubus pedemontanus LC – Rubus praecox LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
– Rubus radula LC – Rubus rudis LC – Rubus sulcatus LC – Rubus tereticaulis DD – Rubus ulmifolius NT B2b(iii) – Rubus vestitus LC Rubus idaeus LC Rubus saxatilis LC Rumex acetosa LC Rumex acetosella – Rumex acetosella subsp. acetosella LC – Rumex acetosella subsp. pyrenaicus LC Rumex alpestris LC Rumex alpinus LC Rumex aquaticus EN B2ab(iii); C2a(i) Rumex conglomeratus LC Rumex crispus LC Rumex hydrolapathum VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Rumex maritimus CR B2ab(iii); C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Rumex nivalis LC Rumex obtusifolius LC Rumex pulcher VU A2c Rumex sanguineus LC Rumex scutatus LC Rumex thyrsiflorus NT D2 Ruscus aculeatus LC Ruta graveolens NT B2a; C2a(i) Solamente a Gandria (eventualmente anche presso St. Maurice e Bienne), da considerare come archeofita Sagina apetala – Sagina apetala subsp. apetala NT B2b(iii) – Sagina apetala subsp. erecta LC Sagina glabra VU D2 Sagina nodosa EN B2ab(iii) Sagina procumbens LC Sagina saginoides LC Sagina subulata EN B1ab(iii); Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) D Sagittaria sagittifolia EN B2ab(iii); C2a(i) Salix alba LC Salix alpina DD Presenza in Svizzera finora non confermata Salix appendiculata LC Salix aurita LC
> Allegato 153
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Salix bicolor CR D Salix breviserrata LC Salix caesia VU C1 Salix caprea LC Salix cinerea LC Salix daphnoides LC Salix elaeagnos LC Salix foetida LC Salix glabra VU D2 Salix glaucosericea LC Salix hastata LC Salix helvetica LC Salix herbacea LC Salix laggeri VU C2a(i) Salix myrsinifolia LC Salix myrtilloides CR B2ab(iii); C2a(i); D Salix pentandra NT B2b(iii) Salix purpurea LC Salix repens VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Salix reticulata LC Salix retusa LC Salix rosmarinifolia DD Presenza in Svizzera finora non confermata Salix serpillifolia LC Salix triandra LC Salix viminalis LC Salix waldsteiniana LC Salix x hegetschweileri EN B2ab(iii) Salvia glutinosa LC Salvia pratensis LC Sambucus ebulus LC Sambucus nigra LC Sambucus racemosa LC Samolus valerandi CR C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6 Sanguisorba minor – Sanguisorba minor subsp. minor LC – Sanguisorba minor subsp. polygama DD Sanguisorba officinalis NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Sanicula europaea LC Saponaria lutea VU D2 Saponaria ocymoides LC Saponaria officinalis LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Saussurea alpina – Saussurea alpina subsp. alpina LC – Saussurea alpina subsp. depressa NT B2a Saussurea discolor LC Saxifraga adscendens NT B2a Saxifraga aizoides LC Saxifraga androsacea LC Saxifraga aphylla LC Saxifraga aspera LC Saxifraga biflora LC Il taxon S. biflora subsp. macropetala corrisponde all’ibrido Saxifraga x kochii Saxifraga bryoides LC Saxifraga bulbifera EN C1 Saxifraga caesia LC Saxifraga cernua VU D2 Saxifraga cotyledon LC Saxifraga cuneifolia LC Saxifraga exarata – Saxifraga exarata subsp. exarata LC – Saxifraga exarata subsp. moschata LC – Saxifraga exarata subsp. pseudoexarata DD Saxifraga granulata VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Saxifraga hirculus CR B1ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii) Saxifraga hostii VU D2 Saxifraga muscoides LC Saxifraga mutata NT A2c; B2b(iii) Saxifraga oppositifolia – Saxifraga oppositifolia subsp. amphibia EX – Saxifraga oppositifolia subsp. oppositifolia LC Saxifraga paniculata LC Saxifraga retusa VU C2a(i) Saxifraga rotundifolia LC Saxifraga seguieri LC Saxifraga stellaris LC Saxifraga tridactylites LC Scabiosa columbaria – Scabiosa columbaria subsp. columbaria LC – Scabiosa columbaria subsp. portae NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Scabiosa lucida LC Scabiosa triandra LC Scandix pecten-veneris EN A3c; B2b(iv)c(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Scheuchzeria palustris VU A4c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Schoenoplectus lacustris LC
> Allegato 155
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Schoenoplectus mucronatus VU A2c Schoenoplectus pungens CR C1 Schoenoplectus supinus CR C1 Schoenoplectus tabernaemontani NT B2b(iii) Schoenoplectus triqueter CR A4c; Ba2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Schoenus ferrugineus NT B2b(iii) Schoenus nigricans NT B2b(iii) Scilla bifolia LC Scirpoides holoschoenus CR C2a(i) Scirpus sylvaticus LC Scleranthus annuus – Scleranthus annuus subsp. annuus EN B2b(iii)c(iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Scleranthus annuus subsp. polycarpos NT B2b(iii) – Scleranthus annuus subsp. verticillatus EN B2ab(iii) Scleranthus perennis NT A2c; B2b(iii) Sclerochloa dura VU D2 Scorzonera austriaca NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Scorzonera humilis VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Scorzonera laciniata LC Scrophularia auriculata EN B2ab(iii) Scrophularia canina NT B2b(iii) Scrophularia juratensis NT B2ab(iv) Scrophularia nodosa LC Scrophularia umbrosa LC Scutellaria alpina NT A3d; B2b(iii) Scutellaria galericulata LC Securigera varia LC Sedum acre LC Sedum album LC Sedum alpestre LC Sedum anacampseros NT C2a(i) Sedum annuum LC Sedum atratum LC Sedum cepaea NT C2a(i) Sedum dasyphyllum LC Sedum hispanicum LC Sedum rubens EN B1ab(i,iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Sedum rupestre aggr. sensu K. Lauber & G. Wagner – Sedum montanum LC – Sedum rupestre LC Sedum sexangulare LC
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Sedum telephium – Sedum telephium subsp. fabaria NT B2b(iii) Nell’Altopiano presente anche come pianta da giardino inselvatichita – Sedum telephium subsp. maximum LC – Sedum telephium subsp. telephium LC Sedum villosum VU A2c Selaginella helvetica LC Selaginella selaginoides LC Selinum carvifolia VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Sempervivum arachnoideum LC Sempervivum grandiflorum VU D2 Sempervivum montanum LC Sempervivum tectorum LC Sempervivum wulfenii VU C1 Senecio abrotanifolius LC Senecio alpinus LC Senecio aquaticus NT A2c Senecio doronicum LC Senecio erraticus VU C2a(i) Senecio erucifolius LC Senecio halleri LC Senecio hercynicus LC Senecio incanus – Senecio incanus subsp. carniolicus LC – Senecio incanus subsp. incanus LC – Senecio incanus subsp. insubricus LC Senecio jacobaea LC Senecio ovatus LC Senecio paludosus NT B2b(iii) Senecio rupestris LC Senecio sylvaticus NT A2c Senecio viscosus LC Senecio vulgaris LC Serapias vomeracea CR C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Serratula tinctoria – Serratula tinctoria subsp. monticola LC – Serratula tinctoria subsp. tinctoria VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Seseli annuum VU C2a(i) Seseli libanotis LC Seseli montanum VU C2a(i) Sesleria caerulea LC Sesleria sphaerocephala VU D2 Setaria pumila LC Setaria verticillata LC
> Allegato 157
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Setaria verticilliformis DD Setaria viridis LC Sherardia arvensis LC Sibbaldia procumbens LC Sideritis hyssopifolia VU B2ac(iv); D2 Sideritis montana RE Estinta, nessun nuovo dato sicuro Silaum silaus NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Silene acaulis LC Silene armeria NT B2ab(iii) Indigena solamente a sud delle Alpi, in Vallese e Chablais (VD) Silene coronaria NT B2a; D2 Spesso coltivata; indigena solamente presso Fully Silene cretica RE Silene dioica LC Silene exscapa LC Silene flos-cuculi LC Silene flos-jovis NT B2b(iii) Silene gallica CR(PE) Probabilmente estinta, tutt'al più qualche presenza avventizia isolata Silene italica DD Silene noctiflora VU B2b(iii)c(iii) Silene nutans – Silene nutans subsp. insubrica NT B2ab(iii) – Silene nutans subsp. nutans LC Silene otites NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Silene pratensis LC Silene pusilla LC Silene rupestris LC Silene saxifraga NT C2a(i) Silene suecica NT C2a(i) Silene vallesia VU C2a(i) Silene viscaria NT A4c; B2b(iii) Silene vulgaris – Silene vulgaris subsp. glareosa LC – Silene vulgaris subsp. prostrata DD – Silene vulgaris subsp. vulgaris LC Sinapis alba LC Sinapis arvensis LC Sison amomum EN C2a(i) Sisymbrium austriacum NT B2ab(iii) Sisymbrium officinale LC Sisymbrium strictissimum NT B2b(iii); C2a(i) Sisymbrium supinum CR B2ab(iii,v); Sium latifolium CR C1 Solanum dulcamara LC Solanum nigrum LC È indigena solamente la subsp. nigrum
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Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Solanum villosum – Solanum villosum subsp. miniatum DD – Solanum villosum subsp. villosum NT B2a Soldanella alpina LC Soldanella pusilla LC Solidago virgaurea – Solidago virgaurea subsp. minuta LC – Solidago virgaurea subsp. virgaurea LC Sonchus arvensis – Sonchus arvensis subsp. arvensis LC – Sonchus arvensis subsp. uliginosus EN B2ab(Iv) Sonchus asper LC Sonchus oleraceus LC Sonchus palustris RE Estinta, ultima osservazione prima del 1900 Sorbus aria LC Sorbus aucuparia LC – Sorbus aucuparia subsp. aucuparia LC – Sorbus aucuparia subsp. glabrata DD Sorbus chamaemespilus LC Sorbus domestica EN C2a(i) Spesso coltivata; solamente le presenze naturali sono state valutate Sorbus latifolia NT B2a Sorbus mougeotii LC Sorbus torminalis LC Sparganium angustifolium NT B2b(iii) Sparganium emersum VU B2ab(iii) Sparganium erectum – Sparganium erectum subsp. erectum NT A4c; B2ab(iii) – Sparganium erectum subsp. microcarpum EN A2c; B2ab(iii); – Sparganium erectum subsp. neglectum NT B2b(iii) – Sparganium erectum subsp. oocarpum DD Sparganium natans EN A4c; B2ab(iii) Spergula arvensis VU A2c Spergularia rubra LC Spergularia segetalis RE Estinta, ultima osservazione intorno al 1925 presso Basilea Spiranthes aestivalis VU A3c; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(iii,iv,v) Spiranthes spiralis VU A3d; È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) B2ab(ii,iii,iv,v) Spirodela polyrhiza NT A2c Stachys alopecuros VU D2 Indigena solamente a sud delle Alpi (considerata nella valutazione) Stachys alpina LC Stachys annua VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Stachys arvensis CR B2ab(iii,iv,v) c(iii,iv)
> Allegato 159
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Stachys germanica VU D1 Stachys officinalis LC Stachys palustris LC Stachys pradica NT A2c; B2b(iii) Stachys recta – Stachys recta subsp. grandiflora VU D2 – Stachys recta subsp. recta LC Stachys sylvatica LC Staphylea pinnata VU C2a(i) Spesso coltivata; solamente la presenza naturale è stata valutata; sono state considerate le minaccie future (cfr. allegato A2, A2-6) Stellaria alsine LC Stellaria graminea LC Stellaria holostea NT B2b(iii,iv) Stellaria longifolia EN C2a(i) Stellaria media aggr. – Stellaria media LC – Stellaria neglecta NT B2a – Stellaria pallida LC In espansione Stellaria nemorum – Stellaria nemorum subsp. montana LC – Stellaria nemorum subsp. nemorum LC Stellaria palustris RE Estinta, nessuna osservazione sicura recente Stemmacantha rhapontica – Stemmacantha rhapontica subsp. lamarckii VU D1; D2 – Stemmacantha rhapontica subsp. rhapontica LC Stipa capillata NT B2b(i,iii) Stipa pennata aggr. sensu Heitz – Stipa eriocaulis NT B2b(iii) – Stipa pennata NT B2b(iii) Streptopus amplexifolius LC Subularia aquatica RE Estinta, solo dati del XVIII secolo presso Basilea Succisa pratensis LC Swertia perennis NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Symphytum bulbosum NT B2b(ii) Symphytum officinale LC Symphytum tuberosum LC Tamus communis LC Tanacetum corymbosum NT A2c; B2b(iii) Tanacetum vulgare LC Taraxacum alpestre aggr. LC Taraxacum alpinum aggr. LC Taraxacum aquilonare VU D2 Taraxacum ceratophorum aggr. EN D Taraxacum cucullatum aggr. NT C2a(i)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 160
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Taraxacum fontanum aggr. VU D2 Taraxacum laevigatum aggr. LC Taraxacum officinale aggr. LC Taraxacum palustre aggr. NT B2b(iii) Taraxacum schroeterianum NT B2b(iii) Taxus baccata LC Teesdalia nudicaulis RE Estinta, ultima osservazione prima del 1900 presso Basilea Telephium imperati NT B1b(iii); B2b(iii) Tephroseris capitata VU C2a(i) Tephroseris helenitis EN B2ab(ii,iii); C1; Tephroseris integrifolia VU B1ab(iii); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Tephroseris tenuifolia VU D2 Teucrium botrys VU A2c; B2ab(ii,iii,iv) Teucrium chamaedrys LC Teucrium montanum LC Teucrium scordium EN A4c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Teucrium scorodonia LC Thalictrum alpinum NT B1ab(iii); B2ab(iii) Thalictrum aquilegiifolium LC Thalictrum flavum VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6 Thalictrum foetidum LC Thalictrum lucidum EN B2ab(ii,iii) Thalictrum minus – Thalictrum minus subsp. minus LC – Thalictrum minus subsp. saxatile LC Thalictrum simplex EN C2a(i) Attenzione: la specie ingloba varie sottospecie valutate, tra le quali anche alcune più minacciate. È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Thalictrum simplex subsp. galioides CR D – Thalictrum simplex subsp. simplex EN C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Thelypteris palustris VU A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Thesium alpinum LC Thesium bavarum NT B2b(iii) Thesium humifusum CR B2ab(iii); C2a(ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Thesium linophyllon VU A2c Thesium pyrenaicum LC Thesium rostratum EN A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6)
> Allegato 161
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Thlaspi alpestre aggr. – Thlaspi brachypetalum NT B2b(iii) – Thlaspi caerulescens NT B2b(iii) Thlaspi arvense LC Thlaspi montanum NT B2b(iii) Thlaspi perfoliatum LC Thlaspi rotundifolium – Thlaspi rotundifolium subsp. corymbosum NT A2c; B2b(iv) – Thlaspi rotundifolium subsp. rotundifolium LC Thlaspi sylvium VU D2 Thymelaea passerina CR A4c; B2ab(ii,iii,iv,v) Thymus serpyllum aggr. auct. helv. – Thymus alpestris LC – Thymus longicaulis NT B2b(iii) – Thymus oenipontanus DD – Thymus praecox subsp. polytrichus LC – Thymus praecox subsp. praecox LC – Thymus pulegioides subsp. carniolicus NT B2b(iii) – Thymus pulegioides subsp. pulegioides LC Tilia cordata LC Tilia platyphyllos LC Tofieldia calyculata LC B2b(iii) Tordylium maximum NT B2c(iii) Torilis arvensis NT B2b(iii) Torilis japonica LC Torilis nodosa NT B2c(iii) Tozzia alpina LC Tragopogon dubius LC Tragopogon pratensis – Tragopogon pratensis subsp. minor VU A3c – Tragopogon pratensis subsp. orientalis LC – Tragopogon pratensis subsp. pratensis NT B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Tragus racemosus LC In espansione Trapa natans CR C2a(ii) Traunsteinera globosa LC Tribulus terrestris VU D1 Trichophorum alpinum NT B2b(iii) Trichophorum cespitosum LC Trichophorum pumilum NT A2c Trientalis europaea VU C2a(i)
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 162
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Trifolium alpestre NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Trifolium alpinum LC Trifolium arvense LC Trifolium badium LC Trifolium campestre LC Trifolium dubium LC Trifolium fragiferum NT B2b(iii) In espansione nella Svizzera occidentale, tendenzialmente in diminuzione nella Svizzera orientale Trifolium medium LC Trifolium montanum LC Trifolium ochroleucon VU B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Trifolium pallescens LC Trifolium patens VU C2a(i) Trifolium pratense – Trifolium pratense subsp. nivale LC – Trifolium pratense subsp. pratense LC Trifolium repens – Trifolium repens subsp. prostratum DD – Trifolium repens subsp. repens LC Trifolium rubens NT B2b(iii) Trifolium scabrum EN C1 Trifolium spadiceum VU C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Trifolium striatum VU C2a(i) Trifolium thalii LC Triglochin palustris LC Trigonella monspeliaca VU C2a(i) Trinia glauca VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Tripleurospermum inodorum LC Trisetum cavanillesii EN B1ab(iii); B2ab(iii) Trisetum distichophyllum LC Trisetum flavescens LC Trisetum spicatum LC Trochiscanthes nodiflora VU C2a(i) Trollius europaeus LC Tulipa sylvestris – Tulipa sylvestris subsp. australis VU C2a(i); D2 – Tulipa sylvestris subsp. sylvestris VU A3c; B2b(iv)c(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Turgenia latifolia RE Estinta, ultima osservazione nel 1942 Turritis glabra LC Tussilago farfara LC Typha angustifolia NT B2b(iii)
> Allegato 163
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Typha latifolia LC Typha minima CR A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Typha shuttleworthii EN A4e; B2ab(iii) Ulmus glabra LC Ulmus laevis EN C1 Ulmus minor LC Umbilicus rupestris EN D Urtica dioica LC Urtica urens VU A2c Utricularia bremii CR A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Utricularia intermedia CR A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Utricularia minor VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Utricularia ochroleuca CR C2b Utricularia stygia CR B2ab(iii) Utricularia vulgaris aggr. – Utricularia australis NT B2b(iii) – Utricularia vulgaris EN A2c; B2ab(iii) Vaccaria hispanica CR C1 Vaccinium microcarpum VU C1 Vaccinium myrtillus LC Vaccinium oxycoccos NT B2b(iii) Vaccinium uliginosum aggr. – Vaccinium gaultherioides LC – Vaccinium uliginosum NT A4c; B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Vaccinium vitis-idaea LC Valeriana celtica NT D2 Valeriana dioica LC Valeriana montana LC Valeriana officinalis aggr. – Valeriana officinalis LC – Valeriana pratensis DD – Valeriana repens LC – Valeriana sambucifolia DD – Valeriana versifolia LC – Valeriana wallrothii NT B2b(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Valeriana supina LC Valeriana tripteris LC Valerianella carinata LC Valerianella dentata VU A2c Valerianella eriocarpa CR(PE) Nessuna nuova osservazione confermata, specie confusa con forme di V. dentata Valerianella locusta LC
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 164
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Valerianella rimosa EN A3c; B2ab(iv) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Vallisneria spiralis NT D2 Indigena unicamente nel Ticino meridionale (considerata per la valutazione) Veratrum album – Veratrum album subsp. album DD – Veratrum album subsp. lobelianum LC Veratrum nigrum EN C2a(ii) Verbascum blattaria NT B2b(iii) Verbascum chaixii EN D È indigena solamente la subsp. chaixii Verbascum densiflorum LC Verbascum lychnitis LC Verbascum nigrum LC Verbascum phlomoides NT B2c(iii) Verbascum pulverulentum EN B2b(iii)c(iii) Verbascum thapsus – Verbascum thapsus subsp. montanum LC – Verbascum thapsus subsp. thapsus LC Verbena officinalis LC Veronica acinifolia CR B2ab(iii); C2a(ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6 Veronica agrestis LC Veronica alpina LC Veronica anagallis-aquatica LC Veronica anagalloides CR A3c; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Veronica aphylla LC Veronica arvensis LC Veronica austriaca CR C2a(i,ii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Veronica beccabunga LC Veronica bellidioides LC Veronica catenata EN A2c; B2ab(iii) Veronica chamaedrys LC Veronica dillenii VU A3c È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Veronica fruticans LC Veronica fruticulosa LC Veronica hederifolia – Veronica hederifolia subsp. hederifolia LC – Veronica hederifolia subsp. lucorum LC – Veronica hederifolia subsp. triloba DD Veronica montana LC Veronica officinalis LC Veronica polita LC Veronica praecox VU A3c
> Allegato 165
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Veronica prostrata – Veronica prostrata subsp. prostrata EN B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) – Veronica prostrata subsp. scheereri EN B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Veronica scutellata VU A4c; C1; C2a(i) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Veronica serpyllifolia – Veronica serpyllifolia subsp. humifusa LC – Veronica serpyllifolia subsp. serpyllifolia LC Veronica teucrium LC Veronica triphyllos VU C2a(i) Veronica urticifolia LC Veronica verna NT B2b(iii)c(iv) Viburnum lantana LC Viburnum opulus LC Vicia cracca – Vicia cracca subsp. cracca LC – Vicia cracca subsp. incana LC – Vicia cracca subsp. tenuifolia NT A4c; B2b(ii,iii) Vicia dumetorum NT B2b(iii) Vicia hirsuta LC Vicia lathyroides EN B2ab(ii,iii); C1; Vicia onobrychioides NT B2b(iii) Vicia orobus CR B2ab(v); È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) C2a(i,ii); D Vicia pisiformis CR C2a(ii) Vicia sativa – Vicia sativa subsp. nigra LC – Vicia sativa subsp. sativa LC Vicia sepium LC Vicia sylvatica LC Vicia tetrasperma NT B2b(ii,iii) Vinca minor LC Vincetoxicum hirundinaria LC Viola alba LC Viola biflora LC Viola calcarata LC Viola canina auct. helv. – Viola canina subsp. canina VU A4c – Viola canina subsp. montana NT B2b(iii) – Viola canina subsp. schultzii DD Viola cenisia LC Viola collina LC Viola elatior EN B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Viola hirta LC
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 166
Nome della specie Status LR Criteri Annotazioni
Viola lutea LC Viola mirabilis NT B2b(iii) Viola odorata LC Viola palustris LC Viola persicifolia EN A4cd; B2ab(ii,iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Viola pinnata NT B2b(iii) Viola pumila RE Estinta, ultima osservazione nel 1948 nel Canton Turgovia Viola pyrenaica NT A3d; B2b(iii) Viola reichenbachiana LC Viola riviniana LC Viola rupestris LC Viola thomasiana LC Viola tricolor aggr. – Viola arvensis LC – Viola kitaibeliana VU A2c – Viola tricolor subsp. subalpina LC – Viola tricolor subsp. tricolor LC Viscum album – Viscum album subsp. abietis LC – Viscum album subsp. album LC – Viscum album subsp. austriacum LC Vitis sylvestris CR C2a(ii) Vulpia ciliata DD Vulpia myuros LC Vulpia unilateralis CR(PE) Probabilmente estinta, ultima osservazione sicura nel 1918 presso il lago di Neuchâtel Willemetia stipitata NT B2b(iii) Woodsia alpina LC Woodsia pulchella EN D Xanthium strumarium EN C2a(i) Xeranthemum inapertum CR C1; B2ab(iii) È stata considerata la minaccia futura (cfr. allegato A2, A2-6) Zannichellia palustris VU A2c
> Allegato 167
A4 Taxa non più valutati
La Lista Rossa del 2002 inglobava 154 taxa che non sono stati ripresi nella presente revisione. Oltre alle neofite, ciò riguarda anche i seguenti casi: taxa della cui presenza in Svizzera si è sempre dubitato; alcuni ibridi; taxa in precedenza ritenuti indigeni o quali archeofite ma ora considerati come neofite; taxa nuovi inglobati in un altro taxon o taxa elencati con un nuovo nome valido (sinonimi). Per consentire un confronto tra le due versioni della Lista Rossa, la tabella seguente riporta una panoramica di questi casi.
Tab. 9 > Taxa non più ripresi nella Lista Rossa 2016 (senza i taxa già considerati come neofite nel 2002).
Nome nella Lista Rossa 2002 Motivi per l’assenza nella Lista Rossa 2016
Achillea distans Willd. Presenza in Svizzera dubbia (TI) Aconitum altissimum Mill. Sinonimo di Aconitum lycoctonum subsp. vulparia (Rchb.) Nyman Aconitum compactum (Rchb.) Gáyer Sinonimo di Aconitum napellus subsp. vulgare Rouy e Foucaud Aconitum lamarckii Rchb. Inglobato in Aconitum lycoctonum subsp. neapolitanum (Ten.) Nyman Aconitum napellus aggr. Sinonimo di Aconitum napellus L. Aconitum neomontanum Wulfen Sinonimo di Aconitum napellus subsp. lusitanicum Rouy Aconitum vulparia aggr. Sinonimo di Aconitum lycoctonum L. Aconitum x platanifolium Degen e Gáyer Inglobato in Aconitum lycoctonum subsp. neapolitanum (Ten.) Nyman Acorus calamus L. Neofita Adenostyles glabra (Mill.) DC. Sinonimo di Adenostyles alpina (L.) Bluff e Fingerh. Adonis annua L. Neofita Agropyron caninum (L.) P. Beauv. Sinonimo di Elymus caninus (L.) L. Agropyron intermedium (Host.) P. Beauv. Sinonimo di Elymus hispidus (Opiz) Melderis Agropyron pungens (Pers.) Roem. e Schult. Sinonimo di Elymus athericus (Link) Kerguélen Agropyron repens (L.) P. Beauv. Sinonimo di Elymus repens (L.) Gould Alchemilla cuneata aggr. Sinonimo di Alchemilla pentaphylloides aggr. Allium nigrum L. Neofita Amaranthus retroflexus L. Neofita Ammi majus L. Neofita (nessuna popolazione archeofita conosciuta) Anthyllis montana subsp. jacquinii (A. Kern.) Hayek Non presente in Svizzera, dati dal Ticino errati Anthyllis vulneraria L. s.str. Neofita Aphanes inexspectata W. Lippert Sinonimo di Aphanes australis Rydb. Arenaria bernensis Favarger Sinonimo di Arenaria ciliata subsp. bernensis Favarger Arenaria ciliata L. Sinonimo di Arenaria ciliata L. subsp. ciliata Asplenium presolanense (Mokry et al.) J. C. Vogel e Rumsey Presenza in Svizzera dubbia (GR) Asplenium x alternifolium Wulfen Ibrido Ballota nigra subsp. foetida (Vis.) Hayek Sinonimo di Ballota nigra subsp. meridionalis (Bég.) Bég. Brassica rapa subsp. campestris (L.) A. R. Clapham Inglobato in Brassica rapa L. Bromus inermis Leyss. Neofita Bunias orientalis L. Neofita Calamintha glandulosa (Req.) Benth. Sinonimo di Calamintha nepeta (L.) Savi
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 168
Nome nella Lista Rossa 2002 Motivi per l’assenza nella Lista Rossa 2016
Calamintha nepetoides Jord. Sinonimo di Calamintha nepeta (L.) Savi Calycocorsus stipitatus (Jacq.) Rauschert Sinonimo di Willemetia stipitata (Jacq.) Dalla Torre Calystegia silvatica (Kit.) Griseb. Neofita Camelina pilosa (DC.) Vassilcz. Inglobato in Camelina sativa (L.) Crantz Camelina sativa (L.) Crantz Neofita Cardamine palustris (Wimm. e Grab.) Peterm. Sinonimo di Cardamine dentata Schult. Cardaminopsis arenosa (L.) Hayek s.str. Neofita Carlina acaulis L. s.str. Presenza in Svizzera dubbia (GR) Centaurea maculosa Lam. Sinonimo di Centaurea stoebe L. Centaurea solstitialis L. Neofita Centranthus ruber (L.) DC. Neofita Cerastium alpinum subsp. lanatum (Lam.) Ces. Inglobato in Cerastium alpinum L. Ceterach officinarum Willd. Sinonimo di Asplenium ceterach L. Chenopodium strictum Roth Neofita Cochlearia officinalis L. Neofita Cuscuta cesatiana Bertol. Neofita Dactylorhiza fistulosa (Moench) H. Baumann e Künkele Sinonimo di Dactylorhiza majalis (Rchb.) P. F. Hunt e Summerh. Dactylorhiza fuchsii (Druce) Soó Sinonimo di Dactylorhiza maculata subsp. fuchsii (Druce) Hyl. Dactylorhiza maculata (L.) Soó Sinonimo di Dactylorhiza maculata (L.) Soó subsp. maculata Dactylorhiza ochroleuca (Boll.) Averyanov Sinonimo di Dactylorhiza incarnata subsp. ochroleuca (Boll) P. F. Hunt e Summerh. Dactylorhiza savogiensis Tyteca e Gathoye Inglobato in Dactylorhiza maculata (L.) Soó Dianthus monspessulanus L. Sinonimo di Dianthus hyssopifolius L. Draba stylaris W. D. J. Koch Sinonimo di Draba thomasii W. D. J. Koch Dracunculus vulgaris Schott Neofita Elatine triandra Schkuhr Presenza in Svizzera dubbia Epipactis helleborine subsp. distans (Arvet-Touvet) Engel e Quentin Sinonimo di Epipactis distans Arv.-Touv. Epipactis neglecta (Kümpel) Kümpel Inglobato in Epipactis leptochila (Godfery) Godfery Erodium pilosum (Thuill.) Jord. Presenza in Svizzera dubbia Eruca sativa Mill. Neofita Erysimum hieraciifolium auct. Inglobato in Erysimum virgatum Roth Euphorbia segetalis L. Neofita Euphorbia virgata Waldst. e Kit. Neofita Euphrasia drosocalyx Freyn Inglobato in Euphrasia minima Schleich. Euphrasia pulchella A. Kern. Inglobato in Euphrasia minima Schleich. Euphrasia tatarica Spreng. Inglobato in Euphrasia pectinata Ten. Festuca alpestris Roem. e Schult. Presenza in Svizzera dubbia Festuca curvula Gaudin Sinonimo di Festuca laevigata Gaudin
Festuca diffusa Dumort. Sinonimo di Festuca heteromalla Pourr. Festuca flavescens Bellardi Presenza in Svizzera dubbia Festuca puccinellii Parl. Sinonimo di Festuca melanopsis Foggi et al. Festuca tenuifolia Sibth. Sinonimo di Festuca filiformis Pourr. Festuca trachyphylla (Hack.) Krajina Sinonimo di Festuca brevipila R. Tracey Geranium phaeum L. s.str. Neofita
> Allegato 169
Nome nella Lista Rossa 2002 Motivi per l’assenza nella Lista Rossa 2016
Geranium phaeum var. lividum (L’Hér.) DC. Inglobato in Geranium phaeum L. Holoschoenus romanus (L.) Fritsch Inglobato in Scirpoides holoschoenus (L.) Soják Holoschoenus vulgaris Link Inglobato in Scirpoides holoschoenus (L.) Soják Hymenolobus procumbens (L.) Nutt. Neofita Iberis linifolia L. Sinonimo di Iberis intermedia Guers. Juniperus communis subsp. nana Syme Sinonimo di Juniperus communis subsp. alpina Čelak. Leucanthemopsis minima (Vill.) Marchi Sinonimo di Leucanthemopsis alpina subsp. minima (Vill.) Holub Leucanthemum praecox (Horvatic) Horvatic Neofita Lolium multiflorum Lam. Neofita Luzula luzuloides subsp. cuprina (Asch. e Graebn.) Chrtek e Krisa Sinonimo di Luzula luzuloides subsp. rubella (Mert. e W. D. J. Koch) Holub Lycopodium dubium Zoëga Presenza in Svizzera dubbia Lycopus europaeus L. s.str. Inglobato in Lycopus europaeus L. Lycopus europaeus subsp. mollis (A. Kern.) Murr Inglobato in Lycopus europaeus L. Matricaria recutita L. Sinonimo di Matricaria chamomilla L. Medicago x varia Martyn Ibrido Minuartia mutabilis (Lapeyr.) Bech. Sinonimo di Minuartia rostrata (Pers.) Rchb. Myagrum perfoliatum L. Neofita Myriophyllum heterophyllum Michx. Neofita Onobrychis viciifolia Scop. Neofita Ophrys apifera Huds. s.str. Inglobato in Ophrys apifera Huds. Ophrys apifera subsp. botteronii (Chodat) Hegi Inglobato in Ophrys apifera Huds. Orchis ustulata subsp. aestivalis (Kümpel) Kümpel e Mrkvicka Inglobato in Orchis ustulata L. Ornithogalum gussonei Ten. Neofita Orobanche bartlingii Griseb. Sinonimo di Orobanche alsatica subsp. libanotidis (Rupr.) Pusch Orobanche laevis L. Sinonimo di Orobanche arenaria Borkh. Orobanche major L. Sinonimo di Orobanche elatior Sutton Oxytropis campestris (L.) DC. s.str. Inglobato in Oxytropis campestris (L.) DC. Oxytropis campestris subsp. tyroliensis (Fritsch) Leins e Merxm. Inglobato in Oxytropis campestris (L.) DC. Peucedanum rablense (Wulfen) W. D. J. Koch Sinonimo di Peucedanum austriacum subsp. rablense (Wulfen) Čelak. Picris echioides L. Neofita Picris hieracioides subsp. villarsii (Jord.) Nyman Sinonimo di Picris hieracioides subsp. umbellata (Schrank) Ces. Pisum sativum subsp. elatius (M. Bieb.) Asch. e Graebn. Sinonimo di Pisum sativum subsp. biflorum (Raf.) Soldano Poa violacea Bellardi Sinonimo di Poa variegata Lam.
Polygonum lapathifolium subsp. danubiale (A. Kern.) O. Schwarz Sinonimo di Polygonum lapathifolium subsp. brittingeri (Opiz) Jáv. Populus x canescens (Aiton) Sm. Ibrido Potamogeton plantagineus Roem. e Schult. Sinonimo di Potamogeton coloratus Hornem. Potentilla arenaria Borkh. Sinonimo di Potentilla incana G. Gaertn. et al. Potentilla neumanniana Rchb. Sinonimo di Potentilla verna L. Pulsatilla alpina subsp. austriaca Aichele e Schwegler Sinonimo di Pulsatilla alpina subsp. alba Zämelis e Paegle Pulsatilla rubra Delarbre Neofita (molto probabilmente introdotta nel Chablais) Ranunculus allemannii Braun-Blanq. Inglobato in Ranunculus auricomus aggr. Ranunculus helveticus Brodtb. Inglobato in Ranunculus auricomus aggr. Ranunculus nemorosus aggr. Sinonimo di Ranunculus tuberosus aggr.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 170
Nome nella Lista Rossa 2002 Motivi per l’assenza nella Lista Rossa 2016
Rapistrum rugosum (L.) All. Neofita Rorippa pyrenaica (All.) Rchb. Sinonimo di Rorippa stylosa (Pers.) Mansf. e Rothm. Rorippa x anceps (Wahlenb.) Rchb. Ibrido Rosa coriifolia Fr. Sinonimo di Rosa caesia Sm. Rosa obtusifolia Desv. Sinonimo di Rosa tomentella Léman Rosa pimpinellifolia L. Sinonimo di Rosa spinosissima L. Rosa vosagiaca N. H. F. Desp. Sinonimo di Rosa dumalis Bechst. Rumex longifolius DC. Neofita Rumex palustris Sm. Neofita Sagina intermedia Fenzl Presenza in Svizzera dubbia (VS) Salix phylicifolia L. Presenza in Svizzera dubbia (BE) Salvia verticillata L. Neofita Salvinia natans (L.) All. Neofita Saxifraga biflora subsp. macropetala (Engl.) Rouy e E. G. Camus Ibrido, sinonimo di Saxifraga ×kochii Hornung Schoenoplectus x carinatus (Sm.) Palla Ibrido Sempervivum tectorum L. s.str. Inglobato in Sempervivum tectorum L. Sempervivum tectorum subsp. alpinum (Griseb. e Schenk) Arcang. Inglobato in Sempervivum tectorum L. Sempervivum x fauconnetii Reut. Ibrido Serratula tinctoria subsp. macrocephala (Bertol.) Wilczek e Schinz Sinonimo di Serratula tinctoria subsp. monticola (Boreau) Berher Silene nutans subsp. livida (Willd.) Jeanm. e Bocquet Sinonimo di Silene nutans subsp. insubrica (Gaudin) Soldano Solanum luteum Mill. s.l. Sinonimo di Solanum villosum Mill. Solanum luteum Mill. s.str. Sinonimo di Solanum villosum Mill. subsp. villosum Sorbus latifolia aggr. Sinonimo di Sorbus latifolia (Lam.) Pers. Sparganium minimum Wallr. Sinonimo di Sparganium natans L. Stachys officinalis subsp. serotina (Host) Hayek Presenza in Svizzera dubbia (TI) Stellaria nemorum subsp. glochidisperma Murb. Sinonimo di Stellaria nemorum subsp. montana (Pierrat) Berher Thalictrum morisonii C. C. Gmel. Sinonimo di Thalictrum lucidum L. Thlaspi alliaceum L. Neofita Trifolium hybridum L. s.str. Neofita Tripleurospermum perforatum (Mérat) Laínz Sinonimo di Tripleurospermum inodorum (L.) Sch. Bip. Verbascum thapsus subsp. crassifolium (DC.) Murb. Sinonimo di Verbascum thapsus subsp. montanum (Schrad.) Bonnier e Layens Veronica spicata L. Sinonimo di Pseudolysimachion spicatum (L.) Opiz Vicia sativa subsp. cordata (Hoppe) Batt. Neofita Vicia villosa Roth s.str. Neofita Vicia villosa subsp. varia (Host) Corb. Neofita Viola alba Besser s.str. Inglobato in Viola alba Besser Viola alba subsp. scotophylla (Jord.) Nyman Inglobato in Viola alba Besser
> Allegato 171
A5 Ringraziamenti
La revisione della Lista Rossa è stato un progetto ambizioso, che ha potuto essere realizzato unicamente con la collaborazione di molte persone (in alcuni momenti oltre 400), che hanno fornito un contribuito al progetto. I sostegni interni ed esterni a Info Flora sono stati molteplici: accompagnamento e sostegno al progetto, sottoprogetti collaborativi, ricerche scientifiche parallele, controlli in campo, amministrazione, coordinamento, valutazioni e apporto di conoscenze specialistiche. Il team di Info Flora e l’UFAM ringraziano sentitamente tutte le persone coinvolte per questa imponente collaborazione.
Sostegno al team di progetto
Oltre agli autori, hanno contribuito al progetto le seguenti persone del team di Info Flora:
Beat Bäumler, Lea Bona, Sylvie Duret, Vincent Fehr, Saskia Godat, Tristan Hörler, Julie Knutti, Marco Kreuzer, Kathrin Langenegger, Romain Mayor, Daniel M. Moser, Rebekka Moser, Ramon Müller, Jasmin Redling, Sandra Reinhard, Sven Rüttimann, Ralph Thielen, Caterina Torroni, Monique Vilpert, Tobias Wildi, Christof Wunderlin.
Accompagnamento, progetti partner e ricerche d’appoggio
Varie persone hanno fornito consigli metodologici per la revisione della Lista Rossa, hanno partecipato a progetti di ricerca d’appoggio o ci hanno sostenuto nell’ambito del Monitoraggio della biodiversità in Svizzera, un partner importante del nostro progetto:
Ariel Bergamini, Frank Breiner, Raymond Delarze, Markus Fischer, Fabien Fivaz, Yves Gonseth, Antoine Guisan, Christian Hedinger, Gabriela Hofer, Rolf Holderegger, Verena Keller, Marc Kéry, Christian Monnerat, Michael Nobis, Matthias Plattner, Tobias Roth, Benedikt Schmidt, Thomas Stalling, Adrian Zangger, Niklaus Zimmermann.
Coordinamento delle verifiche in campo
Le coordinatrici e i coordinatori regionali hanno organizzato le verifiche in campo e hanno reclutato e sostenuto le collaboratrici e i collaboratori partecipanti:
Sébastien Bétrisey, Markus Bichsel, Franco Ciardo, Raymond Delarze, Jacqueline Détraz-Méroz, Verena Doppler-Amrein, Ralph Imstepf, Laurent Juillerat, Michele Jurietti, Christoph Käsermann, Catherine Lambelet, Urs Landergott, Giulia Poretti, Michael Ryf, Nicola Schoenenberger, Thomas Weber, Michael Zemp, Peter Zimmermann.
Esecuzione delle verifiche in campo
Le verifiche in campo, cui hanno partecipato oltre 430 persone, hanno rappresentato la più importante fonte di dati per la revisione della Lista Rossa.
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 172
Le collaboratrici e i collaboratori che hanno effettuato un numero particolarmente elevato di verifiche sono: Hans Althaus, Peter Braig, Fränzi Bryner, Bertrand de Montmollin, Jacqueline Détraz-Méroz, Ernst Gubler, Rolf Heeb, Michele Jurietti, Urs Käser, Annemarie Masswadeh, Aline Perez-Graber, Jürg Röthlisberger, Hansjörg Schlaepfer, Christian Schneider, Richard Wanner, Ruth Weber-Lüthy.
Inoltre hanno collaborato: Angelika Abderhalden-Raba, Paul Accola, Fedele Airoldi, Dunja Al Jabaji, Peter Albrecht, Silke Amrein, René Amstutz, Egidio Anchisi, Franziska Andres, Irmgard Anthenien, Aldo Antonietti, Erich Armbruster, Robin Arnoux, Dominique Auderset Joye, Manuel Babbi, Petra Bachmann, Jean-Bernard Bächtiger, Franco Barben, Céline Barrelet, Madeleine Bauer, Gisela Bauert, Martin Bauert, Claudia Baumberger, Francine Baumgartner, Martin Bendel, Christian Benetollo, Ariel Bergamini, Barbara Berner-Schläpfer, Karin Bernowitz, René Bertiller, Sébastien Bétrisey, Markus Bichsel, Rösly Bienz-Gisin, Augusta Binda, Stefan Birrer, Babis Bistolas, Stefan Blaser, Max Blumer, Steffen Boch, Martin Bolliger, Lea Bona, Emilie Bonnet, Jean-Michel Bornand, Armin Borner, Antonella Borsari, Yves Bötsch, Jacques Bovet, Arnaud Brahier, Rafaela Bregy-Tscherry, Frank Breiner, Thomas Breunig, Thomas Brodtbeck, Hiltrud Brose, Walter Brücker, Heribert Brügger, Robert Brügger, Tobias Brülisauer, Hans Brüngger, Ursula Brüngger-Halter, Franz Bucher, Serge Buholzer, Sarah Burg, Karin Burkhart, Jean-François Burri, Renée Burri, Michèle Büttner, Martin Camenisch, Gabriele Carraro, Thea Caspari, Stefano Castelli, Giacomo Catenazzi, Henri Ceppi, Patrick Charlier, Etienne Chavanne, Matthieu Chevalier, Köhler Christoph, Franco Ciardo, Helgard Claahsen, Benoît Clément, Christian Clerc, François Clot, Philippe Cornali, Anne-Dominique Crettaz, Luigi D’Andrea, Romano de Marchi, Martial de Montmollin, Raymond Delarze, Luca Delorenzi, Jacques Derron, Monique Derron, Patrice Descombes, Florian Dessimoz, Michael Dienst, Verena Doppler-Amrein, Olivier Duckert, Sylvie Duret, Armand Dussex, Annelise Dutoit Weidmann, Jonas Duvoisin, Walter Dyttrich, Samuel Eberhardt, Kirsten Edelkraut, Ursina El Sammra, Daniela Elmer, Stephan Epple, Peter Ettlinger, Markus Eugster, Isabelle Favre, Laurence Fazan, Elisabeth Feldmeyer-Christe, Laura Ferrario, Hanspeter Feuz, Andreas Fink, Barbara Fischer, Beat Fischer, Josef Fischer, Daniela Flück, Christine Föhr, Lucas Förderer, Jérôme Fournier, Yann Fragnière, Erika Milena Franc, Martin Frehner, Monika Frehner, Jonas Frei, Manuel Freiburghaus, David Frey, Lydia Frey, Rosmarie Frey, Tobias Fuhrer, Annamarie Gallati, Max Gasser, Hans Rudolf Gegenschatz, Eric Gehring, Susanna Geissbühler, Rolf Geisser, Dominik Gerber,
Emanuel Gerber, Jean-Claude Gerber, Rita Gerber, Roger Giamberini, Michel Gigon, Sara Giovanettina, Didier Girard, Helene Gisin, Rolf Glünkin, Marianne Gmünder, Jean-Michel Gobat, Saskia Godat, Max Göldi, Margrit Göldi, René Grädel, Roman Graf, Fritz Gränicher, Hanni Gränicher, Giuliano Greco, Jérôme Gremaud, Fanny Greulich, Rolf Gruber, Maurus Gsponer, Martha Gubler, André Guhl, Jodok Guntern, Sabine Güsewell, Regula Guyer, Ernst Häberli, Philippe Hadorn, Andi Hafner, Martin Hafner, Marc Hämmerli, Rolf Hangartner, Emilie Hanus, Josef Hartmann, Aline Hayoz-Andrey, Thierry Heger, Renata Heilig-Briw, Céline Heimo, Daniel Hepenstrick, Michael Hettich, Carmen Hiltebrand, Karl Hirt, Françoise Hoffer-Massard, Rolf Holderegger, Anne-Marie Holzer, Philippe Holzer, Bärbel Horat-Wüest, Emanuel Hörler, Andreas Huber, Magdalena Hubmann, Corinne Huck, Nora Hug, Ilse Hüni, Pierre Hunkeler, Rita Illien, Ralph Imstepf, Willy Jakob, Fritz Jakob-Hofer, Suzanne Jeannin Paschoud, Christoph Jegge, Tobias Jonas, Sabine Joss, Alain Jotterand, Michel Juil-
> Allegato 173
lard, Laurent Juillerat, Sandrine Jutzeler Rubin, Franziska Kaiser, Elisabeth Kalbermatten, Hilda Kalbermatten, Urs Kalbermatten, Christoph Käsermann, Lisa Kaufmann, Yvonne Kaufmann, Jonas Keller, Roland Keller, Sebastian Keller, Tabea Kipfer, Anne Klauser, Christian Knobel, Julie Knutti, Bärbel Koch, Georg Koch, Gregor Kozlowski, Markus Krähenbühl, Marco Kreuzer, André Kroner, Thomas Krucker, Bertil O. Krüsi, Hans Walter Krüsi, Nicolas Küffer, Wolfram Kunick, Niklaus Künzle, Patrick Kuss, Meinrad Küttel, Danièle Lagnaz, Catherine Lambelet, Urs Landergott, Daniel Landis, Elias Landolt, Regula Langenauer, Rosemary Lees, Heiner Lenzin, Anne Litsios Dubuis, Hans Loher, Jeanine Lovey, Walter Lüssi, Hans-Urs Lütolf, Inge Maass, Alessio Maccagni, Joëlle Magnin-Gonze, Karin Marti, Balthasar Martig, Elisabeth Marty-Tschumi, Thomas Mathis, Yvan Matthey, Ueli Mauch, Markus K. Meier, Jasmin Menzi, Jasmin Menzi-Bregy, Murielle Mermod, Walter Messmer, Brigitte Metzler Hauser, Fabian Meyer, René Michel, Christoph Michlig, Tony Millius, Pierre Mingard, Janine Moll, Brigitte Mollet, Florian Mombrial, Christian Monnerat, Beatrice Moor, Kurt Moor-Köppel, Jean-Louis Moret (†), Kilian Mühlebach, Pascal Mulattierri, Ramon Müller, Willy Müller, Robert Nagel, Maggie Nägeli, Michael Nobis, Reto Nyffeler, Jean-Marc Obrecht, Rita Oggier-Bregy, Mila Pajkovic, Sophie Pasche, Jean- Pierre Paschoud, Jens Paulsen, Loïc Pellissier, Alain Perrenoud, Andrea Persico, Regula Pfister, Catherine Pfister Aspert, Yann Pittet, Anne-Claude Plumettaz Clot, Jean-Luc Poligné, Catherine Polli, Heidi Polt, Giulia Poretti, Franz Portmann, Christophe Poupon, Arnaud Pradervand, André Prim, Christian Purro, Olivier Putallaz, Romedi Reinalter, Sandra Reinhard, Charly Rey, Isabelle Rey, Jean-Philippe Rey, Sabine Rey, Nina Richner, Matthias Riesen, Vanessa Rion, Christian Rixen, Pierre-Daniel Roh, Karsten Rohweder, Arianna Rossi, Leila Rossier, Marlene Rüegg, Florence Rüegger-Mouze, Rolf Rutishauser, Michael Ryf, Vasco Ryf, Peter Salzgeber, Alexa Salzgeber-Hasler, Charlotte Salzmann, Irene Salzmann, Karin Sartori, Ivan Sasu, Bernard Schaetti, Maja Schaub, August Schläfli, Theophil Schläpfer, Alfons Schmidlin, Rudolf Schneeberger, Norbert Schnyder, Anna-Katherina Schoenenberger, Nicola Schoenenberger, Alexandra Schröder Metzger, Yasemin Sieber, Berta Sigl, Franz Sigl,
Urs Somalvico, Heinz Sommer, Caroline Sonnay, Jean-Pierre Sorg, John H. Spillmann, Thomas Stalling, Rudolf Staub, Urs-Peter Stäuble, Julie Steffen, Hanspeter Steidle, Peter Steiger, Arnold Steiner, Margrit Steinlin, Josef Stirnimann, André Strauss, Carine Strübin, Barbara Studer, Michael Stutz, Frieda Suda, Maiann Suhner, Christoph Suter, Susanne Suter, Nicole Theler-Bregy, Conny Thiel-Egenter, Ursula Tinner, Marie- Madeleine Toni, Laura Torriani, Caterina Torroni, Frédéric Turin, Stefan Ungricht, Edwin Urmi, Pascal Vadi, Pim van der Knaap, David Van Dervort, Jacqueline van Leeuwen, Michel Vauthey, Patrick Veya, Monique Vilpert, Pascal Vittoz, Moritz Vögeli, Gabriela von Atzigen, Konstantin von Gunten, Beatrix Vonlanthen, Roni Vonmoos-Schaub, Josef Vorburger, Gerhart Wagner, Stefan Wagner, Julie Warrillow, Thomas Weber, Peter Weidmann, Bruno Wenzinger, Christian Werlen, Philippe Werner, Serena Wiederkehr, Carole Wiesmann, Laurenz Winkler, Sonja Wipf, Michael Zemp, Hans Rudolf Zimmermann, Michael Zimmermann, Peter Zimmermann, Josef Zoller, Daniel Zollinger, Hans-Jakob Zopfi, Marie Zufferey, Hans-Martin Zweifel.
Consultazioni di esperti
Le seguenti persone hanno partecipato alla valutazione delle specie, al controllo della plausibilità dell’attribuzione alle categorie di minaccia e dei criteri UICN adottati:
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 174
Franziska Andres, Dominique Auderset Joye, Ariel Bergamini, Sébastien Bétrisey, Stefan Birrer, Jean-François Burri, Michèle Büttner, Patrick Charlier, Franco Ciardo, Benoît Clément, Christian Clerc, Raymond Delarze, Florian Dessimoz, Jacqueline Détraz-Méroz, Max Gasser, Françoise Hoffer-Massard, Rolf Holderegger, Laurent Juillerat, Christoph Käsermann, Gregor Kozlowski, Catherine Lambelet, Regula Langenauer, Karin Marti, Markus Meier, Florian Mombrial, Michael Nobis, Nicola Patocchi, Jean Perfetta, Jean-Luc Poligné, Patrice Prunier, Christian Rixen, Jürg Röthlisberger, Michael Ryf, Walter Schmid-Fisler, Nicola Schoenenberger, Kaspar Spörri, Thomas Stalling, Arnold Steiner, Ursula Tinner, Pascal Vittoz, Beat Wartmann, Thomas Weber, Thomas Wohlgemuth, Michael Zemp.
Collaborazione all’allestimento della Lista Rossa 2002
La Lista Rossa del 2002 ha costituito una base fondamentale per l’interpretazione dell’attuale Lista Rossa. Desideriamo ringraziare nuovamente tutte le collaboratrici e i collaboratori che parteciparono all’allestimento della Lista Rossa 2002. Siamo a conoscenza dei nomi delle seguenti persone:
Angelika Abderhalden-Raba, Aldo Antonietti, Beat Bäumler, Martin Bendel, Markus Bichsel, Nicolin Bischoff, Max Blumer-Menzi, Martin Bolliger, Peter Braig, Benoît Bressoud, Thomas Brodtbeck, Walter Brücker, Jachen Andri Buchli, Gabriele Carraro, Henri Ceppi, Ivo Ceschi, Patrick Charlier, Verena Chastonay, Christian Clerc, Raymond Delarze, Monique Derron, Jacqueline Détraz-Méroz, Michael Dienst, Jacques Droz, Philippe Druart, Olivier Duckert, Armand Dussex, Max Gasser, Rolf Geisser, Pia Giorgetti, René Grädel, Giuliano Greco, Martha Gubler, Rolf Hangartner, Josef Hartmann, Christian Heitz, Karl Hirt, Rolf Holderegger, Ruedi Irniger, Fernand Jacquemoud, Michele Jurietti, Christoph Käsermann, Andreas Keel, Ulrich Kienzle, Pascal Kissling, Frank Klötzli, Christian Knobel, Gregor Kozlowski, Elias Landolt, Otmaro Lardi, Guido Maspoli, Remo Maurizio, Pierre Mingard, Jean-Louis Moret, Daniel M. Moser, Kilian Mühlebach, Arno Müller, Karl Hans Müller, Steve Nann, Raoul Palese, Nicola Patocchi, Andrea Persico, Franz Portmann, Christian Purro, Philippe Quinodoz, Charly Rey, Karl-Heinz Richle, Cécile Rollé, Neria Römer, Jürg Röthlisberger, August Schläfli, Walter Schmid-Fisler, Paolo Selldorf, Hans-Heinrich Spillmann, Cristina Spinelli, Peter Steiger, Arnold Steiner, Walter Strasser, Stephan Strebel, Ursula Tinner, Michel Vauthey, Pascal Vittoz, Moritz Vögeli, Armin Wassmer, Peter Weidmann, Philippe Werner, Nicolas Wyler, Peter Zimmermann, Hans-Jakob Zopfi, Heinz Zweifel.
Altri contributi
Non è purtroppo possibile aggiungere qui la lunga lista delle molte persone che inviano regolarmente i loro dati e le loro osservazioni al centro nazionale dei dati Info Flora. Grazie a queste informazioni è stato possibile effettuare analisi basate su una grande quantità di dati. Dopo la pubblicazione della Lista Rossa del 2002, oltre 2000 persone hanno inviato segnalazioni floristiche direttamente o per il tramite di progetti partner. Desideriamo ringraziare anche loro per questo importante contributo.
> Bibliografia 175
> Bibliografia Förderung der biologischen Vielfalt im Schweizer Wald. Bundesamt für Umwelt, Bern. Umwelt-Vollzug Nr. 1503: 186 pagg. (disponibile anche in francese).
Info Flora 2016 (in prep.): Checklist 2016 – Checklist und Aeschimann D., Heitz C. 2005: Synonymie-Index der Schweizer Flora Synonymieindex der Schweizer Flora und der angrenzenden Gebiete. und der angrenzenden Gebiete (SISF). Documenta Floristicae Documenta Floristicae Helvetiae 3. Helvetiae 2. IUCN 1994: IUCN Red List Categories. IUCN Species Survival BAFU 2012: Konzept Artenförderung Schweiz. Bundesamt für Umwelt Commission. IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, U.K. BAFU, Bern: 64 pagg. (disponibile anche in francese). IUCN 2001: IUCN Red List categories. Version 3.1. Prepared by the BAFU, BLW 2008: Umweltziele Landwirtschaft. Hergeleitet aus IUCN Species Survival Commission. World Conservation Union, Gland, bestehenden rechtlichen Grundlagen. Bundesamt für Umwelt BAFU, Switzerland and Cambridge, United Kingdom. Bern, Bundesamt für Landwirtschaft BLW, Bern. Umwelt-Wissen Nr. 0820: 221 pagg. (con sintesi in italiano). IUCN 2003: Guidelines for Application of IUCN Red List Criteria at Regional Levels: Version 3.0. IUCN Species Survival Commission, BDM Koordinationsstelle 2014: Biodiversitätsmonitoring Schweiz IUCN, Gland, Switzerland and Cambridge, United Kingdom. BDM. Beschreibung der Methoden und Indikatoren. Bundesamt für Umwelt, Bern. Umwelt-Wissen Nr. 1410: 104 S. (disponibile anche in IUCN 2012a: Guidelines for Application of IUCN Red List Criteria at francese). Regional and National Levels: Version 4.0. Gland, Switzerland and Cambridge, UK: IUCN. Available at www.iucnredlist.org/technical- Bergamini A., Peintinger M., Fakheran S., Moradi H., Schmid B., Joshi documents/categories-and-criteria J., 2009: Loss of habitat specialists despite conservation management in fen remnants 1995–2006. Perspectives in Plant Ecology, Evolution IUCN 2012b: IUCN Red List Categories and Criteria: Version 3.1. and Systematics 11: 65–79. Second edition. Gland, Switzerland and Cambridge, UK: IUCN. Available at www.iucnredlist.org/technical-documents/categories- BGCI 2012: A Guide to the Global Strategy for Plant Conservation. and-criteria Compiled by Suzanne Sharrock. Botanic Garden Conservation International BGCI, Kew: 38 pagg. IUCN 2014: Guidelines for Using the IUCN Red List Categories and Criteria. Version 11. Prepared by the Standards and Petitions Bilz M., Kell S.P., Maxted N., Lansdown R.V. 2011: European Red List Subcommittee. Downloadable from
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Zollhöfer J.M. 1997: Quellen – die unbekannten Biotope: erfassen bewerten, schützen. Bristol Stiftungsserie, Band 6. Flück-Wirth Verlag, Teufen.
> Elenchi 177
> Elenchi Fig. 17 Andamento dell’IUCN Red List Index della situazione di minaccia complessiva delle piante vascolari 49
Fig. 18 Figure IUCN Red List Index dei singoli ambienti naturali della Svizzera 50
Fig. 19 Fig. 1 Acque superficiali e sorgenti 58 Quali specie sono da classificare per la Lista Rossa? 14 Fig. 20 Fig. 2 Rive di acque ferme e correnti 59 Percentuali di piante vascolari per categoria 18 Fig. 21 Fig. 3 Paludi 61 Numero di piante vascolari per categoria di minaccia e di ambiente naturale 21 Fig. 22 Rocce e ghiaioni 62 Fig. 4 Proporzione delle categorie di minaccia per tipo di ambiente Fig. 23 naturale 22 Prati e pascoli secchi a bassa quota 63 Fig. 5 Fig. 24 Isoëtes lacustris 25 Prati e pascoli grassi a bassa quota 65 Fig. 6 Fig. 25 Ranunculus reptans 27 Praterie di montagna 66 Fig. 7 Fig. 26 Saxifraga hirculus 29 Orli erbacei e megaforbie 68 Fig. 8 Fig. 27 Centranthus angustifolius 30 Ambienti cespugliati, siepi e margini boschivi 69 Fig. 9 Fig. 28 Potentilla alba 31 Boschi 70 Fig. 10 Fig. 29 Moenchia mantica 32 Vegetazione ruderale 71 Fig. 11 Fig. 30 Botrychium simplex 33 Campi e vigneti 73 Fig. 12 Fig. 31 Sison amomum 35 Categorie di minaccia delle Liste Rosse in Svizzera 77 Fig. 13 Fig. 32 Orobanche lucorum 36 Achillea clavenae 84 Fig. 14 Fig. 33 Isopyrum thalictroides 37 Cortusa matthioli 85 Fig. 15 Coronopus squamatus 38
Fig. 16 Cuscuta epilinum 39
Lista Rossa Piante vascolari. Specie minacciate in Svizzera UFAM 2016 178
Tabelle
Tab. 1 Panoramica delle specie per le quali il grado di minaccia è stato valutato o non è stato valutato 11
Tab. 2 Numero di piante vascolari per categoria di minaccia e ripartizioni in percentuali 18
Tab. 3 Numero di piante vascolari fortemente dipendenti da misure di protezione della natura per categoria di minaccia 19
Tab. 4 Numero di specie di piante vascolari per categoria di minaccia e di ambiente naturale 21
Tab. 5 Quota percentuale delle categorie di minaccia per tipo di ambiente (secondo Delarze et al. 2015, parzialmente modificato) 23
Tab. 6 Confronto delle Liste Rosse 2002 e 2016, relativo alle specie in comune e classificate in entrambe le Liste 42
Tab. 7 Valutazione e classificazione dei cambiamenti di categoria rispetto alla Lista Rossa 2002 46
Tab. 8 Lista di tutti taxa valutati, con la loro categoria di minaccia 97
Tab. 9 Taxa non più ripresi nella Lista Rossa 2016 167