Lista Rossa degli Uccelli nidificanti
2021 | Pratica ambientale Biodiversità / Liste Rosse
Lista Rossa degli Uccelli nidificanti Specie minacciate in Svizzera
2021 | Pratica ambientale Biodiversità / Liste Rosse
Lista Rossa degli Uccelli nidificanti Specie minacciate in Svizzera
A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM e della Stazione ornitologica svizzera Berna, 2021
Nota editoriale Valenza giuridica Indicazione bibliografica La presente pubblicazione, elaborata dall’UFAM in veste di au- Knaus P., Antoniazza S., Keller V., Sattler T., Schmid H., torità di vigilanza, è un testo d’aiuto all’esecuzione destinato in Strebel N. 2021: Lista Rossa degli Uccelli nidificanti. Specie primo luogo alle autorità esecutive. Dà concretezza a concetti minacciate in Svizzera. Ufficio federale dell’ambiente; Stazione giuridici indeterminati inclusi in leggi e ordinanze, nell’intento di ornitologica svizzera. Pratica ambientale n. 2124: 53 pagg. promuoverne un’esecuzione uniforme. Essa costituisce un aiuto per le autorità esecutive, in particolare nella designazione Traduzione dei biotopi degni di protezione (art. 14 cpv. 3 lett. OPN). Chiara Solari, Sala Capriasca
Lista Rossa dell’UFAM ai sensi dell’articolo 14 capoverso 3 Grafica e im paginazione dell’ordinanza del 16 gennaio 1991 sulla protezione della Cavelti AG, Marken. Digital und gedruckt, Gossau natura e del paesaggio (OPN; RS 451.1) www.admin.ch/ch/i/rs/45.html. Foto di copertina In Svizzera lo Stiaccino (Saxicola rubetra) è classificato come Editori «vulnerabile». I suoi effettivi sono in continua diminuzione. Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) L’UFAM è un ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, © M. Burkhardt dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC); Stazione ornitologica svizzera, Sempach. Per scaricare il PDF http://www.bafu.admin.ch/uv-2124-i Autori Non è possibile ordinare una versione stampata. Peter Knaus, Sylvain Antoniazza, Verena Keller, Thomas Sattler, Hans Schmid e Nicolas Strebel, Stazione ornitologica La presente pubblicazione è disponibile anche in francese svizzera e in tedesco. La lingua originale è il tedesco.
Accom pagnamento © UFAM / Stazione ornitologica svizzera 2021 Francis Cordillot, Bruno Stadler, sezione Biodiversità e paesaggio (fino al 2019) Danielle Hofmann, Reinhard Schnidrig, sezione Biodiversità e paesaggio (dal 2020)
1 Introduzione
1.1 Basi e uso previsto
Le Liste Rosse valutano la probabilità di estinzione degli organismi viventi e degli habitat e rappresentano quindi un segnale d’allarme per la conservazione della biodiversità. Dal 2000, le specie in Svizzera sono valutate secondo i criteri dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN 2012 e 2017). In particolare, sono utilizzate per 1) designare habitat degni di protezione a causa della presenza di specie minacciate, un argomento importante nella ponderazione degli interessi dei progetti di sviluppo e costruzione secondo l’articolo 18 capoverso 1ter della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451) e l’articolo 14 dell’ordinanza corrispondente (RS 451.1; OPN); 2) fissare le priorità per misure mirate di conservazione delle specie in base al loro grado di minaccia e alla responsabilità internazionale della Svizzera (specie prioritarie a livello nazionale; UFAM 2019); 3) informare la popolazione sullo stato della biodiversità.
1.2 Gruppo di specie considerato
In Svizzera, le Liste Rosse vengono elaborate dal 2000 secondo i criteri e le linee guida dell’Unione per la conservazione della natura (UICN), un sistema riconosciuto a livello internazionale. Le basi per la revisione e l’aggiornamento della Lista Rossa degli uccelli nidificanti del 2010 (Keller et al. 2010) erano molto migliori, soprattutto grazie ai rilevamenti per l’«Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013–2016» (Knaus et al. 2018). Anche i progetti di monitoraggio e i metodi di analisi dei dati per le singole specie sono stati ulteriormente migliorati (cfr. allegato A3 per i dettagli). Questi dati dettagliati sullo sviluppo degli effettivi e le dimensioni dell’areale di nidificazione hanno facilitato l’applicazione dei criteri.
Delle 223 specie di uccelli che nidificano attualmente o che hanno nidificato in passato in Svizzera, ne sono state valutate 205. In conformità con le linee guida dell’UICN, non sono state prese in considerazione 11 specie che nidificano accidentalmente (con un massimo di tre prove di nidificazione) e 7 specie le cui popolazioni nidificanti risalgono a uccelli sfuggiti alla cattività (cfr. allegato A2 per i dettagli).
1.3 La Lista Rossa quale base per le priorità nella protezione della natura
Le Liste Rosse secondo l’UICN si basano sulla stima della probabilità di estinzione di una specie in un determinato periodo di tempo a livello globale o sulla valutazione del rischio che una specie scompaia dall’area presa in considerazione, in questo caso la Svizzera. Come sottolinea anche la stessa UICN (p. es. Miller et al. 2006), non sono adatte come unica base per stabilire le priorità in materia di protezione della natura. Per valutare quali specie siano particolarmente importanti per la protezione della natura, è necessario tenere conto dell’importanza internazionale delle loro popolazioni, ma anche di altri fattori come la necessità di agire.
Per gli uccelli nidificanti, nel 2010 sono stati pubblicati elenchi di specie particolarmente importanti per la protezione della natura (specie prioritarie nazionali) e di specie che dipendono da misure di sostegno specifiche (specie prioritarie per la conservazione delle specie) (Keller et al. 2011). Nel 2011, la Confederazione ha
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elaborato un piano per definire le priorità a livello nazionale e nel frattempo lo ha aggiornato (UFAM 2011 e 2019). Ciò fornisce una base per la definizione delle priorità nell’ambito della promozione delle specie. L’elenco delle specie prioritarie a livello nazionale comprende le specie che, a causa del loro grado di minaccia e dell’elevata responsabilità internazionale che la Svizzera ha nei loro confronti, hanno una priorità nazionale dal punto di vista della conservazione e della promozione delle specie. L’esecuzione favorisce generalmente azioni per specie per le quali vi è una chiara necessità di agire.
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2 Stato degli uccelli nidificanti in
Svizzera
2.1 Grado di minaccia delle specie
Sono state valutate 205 specie di uccelli nidificanti in Svizzera (Knaus et al. 2021). Per tutte le specie sono disponibili dati sufficienti per una classificazione. Dall’ultima Lista Rossa del 2010, sono state incluse nella valutazione sei nuove specie (Moretta tabaccata, Airone bianco maggiore, Piviere tortolino, Biancone, Beccamoschino e Sterpazzolina), poiché dal 2019 non sono più considerate come nidificanti accidentali (con al massimo tre prove di nidificazione).
Panoramica delle specie di uccelli secondo i criteri UICN La Lista Rossa degli uccelli nidificanti minacciati in Svizzera (categorie RE – estinto in Svizzera, CR – in pericolo d’estinzione, EN – fortemente minacciato e VU – vulnerabile) comprende 83 specie (40 % delle specie valutate; tab. 1). Altre 41 specie (20 %) sono state classificate come NT – potenzialmente minacciate; 81 specie sono considerate LC – non minacciate (tab. 1, fig. 1).
La composizione delle specie per ciascuna categoria di minaccia si trova in Knaus et al. (2021), così come la documentazione sulla classificazione di tutte le specie.
Tabella 1 Numero di specie di uccelli per categoria di minaccia
Categoria Numero di specie Ripartizione (%) Ripartizione (%) rispetto al totale di specie rispetto al totale di della Lista Rossa specie valutate
RE estinto in Svizzera 7 8,4 % 3,4 %
CR in pericolo d’estinzione 9 10,9 % 4,4 %
EN fortemente minacciato 25 30,1 % 12,2 %
VU vulnerabile 42 50,6 % 20,5 %
Numero totale delle specie della Lista Rossa 83 100 % 40,5 %
NT potenzialmente minacciato 41 – 20,0 %
LC non minacciato 81 – 39,5 %
Numero totale di specie valutate 205 – 100 %
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Figura 1 Percentuale di specie per categoria di minaccia
Specie di uccelli nidificanti rare In Svizzera, alcune specie della Lista Rossa sono specie rare con piccole popolazioni. Delle 83 specie della Lista Rossa, 31 (37 %) sono state «sempre rare» nel nostro Paese dal 1800. I loro effettivi nidificanti spesso comprendono solo poche coppie; il limite è di 25 coppie nidificanti (50 individui). Inoltre, di solito queste specie non si riproducono ogni anno in Svizzera e sono quindi nidificanti irregolari.
Otto di queste specie rare sono inserite nella categoria EN, 22 nella categoria VU e una nella categoria RE. Per la Bigia grossa, considerata RE, l’ultima nidificazione è stata segnalata 30 anni fa. Quattro specie, che nel 2010 erano ancora considerate «sempre rare», sono diventate più frequenti e nel frattempo raggiungono popolazioni nidificanti di oltre 25 coppie: Rondone pallido, Gruccione, Picchio dalmatino e Ciuffolotto scarlatto.
Ci sono vari motivi per cui alcune specie in Svizzera rimangono rare. Spesso sono specie che da noi raggiungono il margine del loro areale di nidificazione, come il Gabbiano corallino, l’Usignolo di fiume o la Bigia padovana. Molte specie di anatre che svernano da noi in gran numero nidificano solo sporadicamente in Svizzera, poiché apparentemente trovano habitat di nidificazione idonei solo localmente e/o in singoli anni. Singole specie stanno espandendo il loro areale di nidificazione, ma attualmente si riproducono solo in piccoli numeri; è possibile che in un prossimo futuro possano superare il limite delle 25 coppie. Non sempre, tuttavia, i motivi per cui una specie non si riproduce più spesso da noi sono noti.
Queste specie nidificanti da sempre rare non hanno la stessa importanza per la protezione della natura di quelle che un tempo erano frequenti e diffuse in Svizzera, ma le cui popolazioni si sono ridotte drasticamente. La ragione del declino degli effettivi di queste specie, che un tempo da noi erano comuni, è di solito la perdita di habitat; tra gli esempi si possono citare la Starna, il Re di quaglie e il Chiurlo maggiore. Nella sezione della Lista (cap. 3, tab. 2), le specie da sempre rare sono quindi contrassegnate da un asterisco.
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2.2 Panoramica delle specie di uccelli per habitat e comportamento migratorio
Habitat Delle 205 specie di uccelli valutate, 59 vivono nel bosco e 56 nelle zone umide e sulle rive di specchi e corsi d’acqua. Questi due habitat sono quindi quelli più ricchi di specie in Svizzera. Con 42 specie, anche le zone agricole ne annoverano un numero relativamente elevato; 13 specie vivono negli habitat alpini, 11 negli insediamenti urbani e 8 nelle zone aride e rocciose. Altre 16 specie vivono in diversi habitat.
Le specie della Lista Rossa si trovano in tutti gli habitat. Tuttavia, con il 64% delle specie (36 su 56 specie) nella Lista Rossa, nelle zone umide la percentuale di specie minacciate è molto elevata, seguono le zone agricole con il 48% (20 su 42 specie) e gli habitat alpini con il 38% (5 su 13 specie; fig. 2). La percentuale è particolarmente elevata anche tra le specie delle zone secche e rocciose, dove il 75% (6 su 8 specie) è minacciato, anche se con una diversità di specie relativamente bassa. Al contrario, tra le specie boschive solo il 15% (9 su 59 specie) è nella Lista Rossa.
Ciò dimostra che gli uccelli delle zone agricole e umide hanno problemi particolarmente acuti. Indica tuttavia anche che il bosco, grazie a una gestione vicina allo stato naturale e alla protezione delle superfici, presenta una buona qualità ecologica rispetto ad altri habitat.
Va però anche tenuto presente che, tra le specie delle zone umide, la percentuale di specie che sono sempre state rare in Svizzera (23 su 56 specie di questo habitat) è particolarmente elevata mentre, con poche eccezioni, un tempo le specie minacciate delle zone agricole e del bosco erano invece frequenti e diffuse (rispettivamente, solo 2 su 42 e 0 su 59 erano rare da sempre).
Figura 2 Grado di minaccia per tipo di habitat Numero di specie minacciate, di specie potenzialmente minacciate e di specie non minacciate per habitat principale.
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Comportamento migratorio Oltre all’habitat, è importante anche il comportamento migratorio delle specie. Nel corso dell’anno, i migratori a lungo raggio che svernano a sud del Sahara (i cosiddetti migratori trans-sahariani) si trovano in varie regioni e necessitano di una rete di habitat di sosta e svernamento sufficientemente grandi e numerosi. Nel caso degli uccelli stanziali, l’habitat deve invece disporre di risorse sufficienti durante tutto l’anno affinché le specie possano trovare da vivere.
Delle 205 specie valutate, 66 sono migratrici a lungo raggio. 139 specie appartengono al gruppo degli uccelli stanziali e migratori a corto raggio, che svernano in Europa o nel bacino mediterraneo. Per queste specie, non è possibile procedere a una classificazione più fine, perché le singole specie migrano più o meno lontano a seconda della rigidità degli inverni.
Con il 56%, tra i migratori a lungo raggio la percentuale di specie minacciate è particolarmente elevata (fig. 3). Del gruppo degli uccelli stanziali e migratori a corto raggio, solo il 33% fa parte delle specie minacciate.
Figura 3 Grado di minaccia per tipo di migratore Numero di specie della Lista Rossa, specie potenzialmente minacciate e specie non minacciate per tipo di migratore.
Tuttavia, ciò non concerne tutti gli habitat nella stessa misura: nel bosco, nelle zone agricole e negli altri habitat, tra gli uccelli migratori a lungo raggio la percentuale di specie nella Lista Rossa è leggermente più elevata rispetto agli uccelli stanziali e migratori a corto raggio. Al contrario, nelle zone umide e sulle rive di specchi e corsi d’acqua, gli uccelli stanziali e migratori a corto raggio presentano più del doppio della percentuale delle specie minacciate rispetto ai migratori a lungo raggio (fig. 4). Le zone umide e gli specchi e i corsi d’acqua, così come le loro zone periferiche ricche di cespugli, svolgono inoltre un ruolo importante per molti migratori a lungo raggio come biotopi di sosta.
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Figura 4 Percentuale di tipi di migratori per habitat Percentuale (%) delle specie minacciate sul totale delle specie per habitat. «Altri habitat» comprendono specie degli insediamenti urbani, degli habitat alpini, delle zone aride e rocciose, nonché quelle che abitano diversi habitat.
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3 Lista delle specie con categorie
di minaccia Legenda della lista delle specie (tab. 2) Denominazioni Nome italiano Nome scientifico * specie sempre rara in Svizzera
Cat. Categorie di minaccia secondo l’UICN (cfr. InfoSpecies 2021) RE Estinto in Svizzera CR In pericolo d’estinzione EN Fortemente minacciato VU Vulnerabile NT Potenzialmente minacciato LC Non minacciato (DD Dati insufficienti – categoria non utilizzata) (NE Non valutato – categoria non utilizzata)
Criteri Criteri di classificazione UICN (selezione basata sul metodo scelto, cfr. allegato; per ulteriori dettagli cfr. InfoSpecies 2021) A Riduzione degli effettivi nel corso del tempo (passata, presente o futura) B Distribuzione geografica associata a una frammentazione, a una riduzione di un habitat o a fluttuazioni C Popolazione di piccola dimensione associata a una riduzione degli effettivi D Popolazione o areale di dimensioni molto piccole (E analisi quantitative del rischio di estinzione – non utilizzato)
↓, ↓↓ Declassamento di una o due categorie nella seconda fase di classificazione ↑ Innalzamento di una categoria nella seconda fase di classificazione cd «Conservation dependent»: dipendente da specifiche misure di conservazione (specificato solo per la categoria NT)
Annotazioni ulteriori informazioni sullo status di minaccia (p. es. anno dell’ultima prova di nidificazione, attuali tendenze di sviluppo, motivazioni della classificazione e del cambiamento di categoria rispetto alla Lista Rossa 2010).
La lista elettronica (file .xls) è disponibile al seguente indirizzo: www.bafu.admin.ch/listerosse
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Tabella 2 LIsta delle specie v alutate con categoria di minaccia
Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Fasianidi Phasianidae
Quaglia Coturnix coturnix VU A2ac, C1, C2b
Coturnice Alectoris graeca VU C2b
Pernice rossa Alectoris rufa RE Ultime segnalazioni attendibili: 1860
Starna Perdix perdix CR A2ac, B1ab, C2a(ii), D
Francolino di monte Bonasa bonasia NT C1
Pernice bianca Lagopus muta NT B1ab Perdite in singole regioni e ai margini dell’areale
Gallo cedrone Tetrao urogallus EN C2a(i) Dipende da misure di conservazione
Fagiano di monte Lyrurus tetrix NT B1b(i)
Anatidi Anatidae
Edredone* Somateria mollissima EN D↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una sola categoria
Quattrocchi* Bucephala clangula VU D↓↓
Smergo maggiore Mergus merganser NT D1 Categoria inferiore principalmente a causa degli effettivi più elevati
Smergo minore* Mergus serrator EN D↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una sola categoria
Volpoca* Tadorna tadorna VU D↓↓
Fistione turco Netta rufina NT D1↓
Moriglione* Aythya ferina EN D↓
Moretta tabaccata* Aythya nyroca EN D↓ Valutata per la prima volta poiché in precedenza solo nidificante accidentale
Moretta Aythya fuligula VU D1
Marzaiola* Spatula querquedula EN D↓
Mestolone* Spatula clypeata VU D↓↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di due categorie
Canapiglia* Mareca strepera VU D↓↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di due categorie
Germano reale Anas platyrhynchos LC
Alzavola* Anas crecca VU D↓↓
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Podicipedidi Podicipedidae
Tuffetto Tachybaptus ruficollis NT C1, cd Dipende da misure di gestione e di conservazione idonee
Svasso maggiore Podiceps cristatus NT C1
Svasso piccolo* Podiceps nigricollis VU D↓↓
Columbidi Columbidae
Colombella Columba oenas LC
Colombaccio Columba palumbus LC
Tortora selvatica Streptopelia turtur EN A2ac, C1
Tortora dal collare Streptopelia decaocto LC
Caprimulgidi Caprimulgidae
Succiacapre Caprimulgus europaeus EN B2ab, C1, D
Apodidi Apodidae
Rondone maggiore Tachymarptis melba NT cd Effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
Rondone pallido Apus pallidus VU D↓
Rondone comune Apus apus NT cd Dipende da misure di conservazione
Cuculidi Cuculidae
Cuculo Cuculus canorus NT A2a In gran parte dell’Altopiano e del Giura ancora solo presenze puntuali
Rallidi Rallidae
Porciglione Rallus aquaticus LC (D1)↓
Re di quaglie Crex crex CR D Effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
Voltolino* Porzana porzana VU D↓↓
Schiribilla* Zapornia parva VU D↓↓
Schiribilla grigiata* Zapornia pusilla EN D↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una categoria
Gallinella d’acqua Gallinula chloropus LC
Folaga Fulica atra LC
Ciconidi Ciconiidae
Cicogna bianca Ciconia ciconia NT D1↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una categoria, effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Ardeidi Ardeidae
Tarabusino Ixobrychus minutus EN D Dipende da misure di gestione e di conservazione idonee
Nitticora* Nycticorax nycticorax EN D↓
Airone cenerino Ardea cinerea LC
Airone rosso Ardea purpurea CR D
Airone bianco maggiore* Ardea alba VU D↓↓ Valutato per la prima volta poiché nidifica solo dal 2013
Falacrocoracidi Phalacrocoracidae
Cormorano Phalacrocorax carbo LC
Caradridi Charadriidae
Piviere tortolino* Eudromias morinellus VU D↓↓ Valutato per la prima volta poiché in precedenza solo nidificante accidentale
Corriere piccolo Charadrius dubius EN D Dipende da misure di conservazione
Pavoncella Vanellus vanellus EN A2ac, B2ab Sviluppo positivo degli effettivi solo grazie a programmi di conservazione
Scolopacidi Scolopacidae
Chiurlo maggiore Numenius arquata CR A2ac, B1ab, B2ab,
Beccaccia Scolopax rusticola VU C1
Beccaccino Gallinago gallinago CR A2ac, C2a(i), D
Piro piro piccolo Actitis hypoleucos EN B2ab, C2a(i), D Dipende da misure di conservazione
Pettegola Tringa totanus RE Ultima prova di nidificazione 1919
Laridi Laridae
Gabbiano comune Larus ridibundus EN A2ac, C1 Dipende da misure di conservazione
Gabbiano corallino* Larus melanocephalus VU D↓↓
Gavina* Larus canus VU D↓↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di due categorie
Gabbiano reale Larus michahellis LC
Sterna comune Sterna hirundo NT D1, cd Dipende da strutture di nidificazione artificiali
Titonidi Tytonidae
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Strigidi Strigidae
Civetta nana Glaucidium passerinum LC
Civetta Athene noctua EN D Effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
Civetta capogrosso Aegolius funereus NT C1 Forte diminuzione nel Giura
Assiolo Otus scops EN D
Gufo comune Asio otus LC (C2b)↓
Allocco Strix aluco LC (A2a)↓
Gufo reale Bubo bubo VU D1 Categoria inferiore soprattutto a causa degli effettivi più elevati
Pandionidi Pandionidae
Falco pescatore Pandion haliaetus RE Ultima prova di nidificazione 1911; progetto di reintroduzione dal 2015 ma ancora nessuna nidificazione in Svizzera
Accipitridi Accipitridae
Falco pecchiaiolo Pernis apivorus NT D1↓ Nuova stima degli effettivi più elevata ma nessun cambiamento vero e proprio
Gipeto Gypaetus barbatus CR D La modifica del grado di minaccia europeo non porta più a un declassamento nella seconda fase
Biancone* Circaetus gallicus VU D↓↓ Valutato per la prima volta poiché nidifica solo dal 2012
Aquila reale Aquila chrysaetos NT D1↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una categoria
Falco di palude* Circus aeruginosus VU D↓↓
Albanella minore* Circus pygargus VU D↓↓
Sparviere Accipiter nisus LC
Astore Accipiter gentilis NT C1
Nibbio reale Milvus milvus LC
Nibbio bruno Milvus migrans LC
Poiana Buteo buteo LC
Upupidi Upupidae
Gruccione Upupa epops VU B2ab(i), D1 Effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Meropidi Meropidae
Gruccione Merops apiaster VU D↓ La modifica del grado di minaccia europeo porta a un declassamento di una categoria
Alcedinidi Alcedinidae
Martin pescatore Alcedo atthis VU D1
Picidi Picidae
Torcicollo Jynx torquilla NT cd Dipende da misure di conservazione
Picchio cenerino Picus canus EN A2ac, C1
Picchio verde Picus viridis LC
Picchio nero Dryocopus martius LC
Picchio tridattilo Picoides tridactylus LC
Picchio rosso mezzano Leiopicus medius NT cd Dipende da programmi di conservazione delle querce
Picchio rosso minore Dryobates minor LC
Picchio dalmatino Dendrocopos leucotos VU D↓
Picchio rosso maggiore Dendrocopos major LC
Falconidi Falconidae
Gheppio Falco tinnunculus NT cd Effettivi così elevati solo grazie a programmi di conservazione
Lodolaio Falco subbuteo NT D1↓ Nuova stima degli effettivi più elevata ma probabilmente nessun cambiamento vero e proprio
Falco pellegrino Falco peregrinus VU D1
Oriolidi Oriolidae
Rigogolo Oriolus oriolus LC
Lanidi Laniidae
Averla piccola Lanius collurio NT A2a
Averla cenerina Lanius minor RE Ultima prova di nidificazione 1972
Averla maggiore Lanius excubitor RE Ultima prova di nidificazione 1986
Averla capirossa Lanius senator CR A2ac, B1ab, B2ab,
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Corv idi Corv idae
Gracchio corallino Pyrrhocorax pyrrhocorax EN D
Gracchio alpino Pyrrhocorax graculus LC
Ghiandaia Garrulus glandarius LC
Gazza Pica pica LC
Nocciolaia Nucifraga caryocatactes LC
Taccola Corvus monedula NT cd Categoria inferiore soprattutto grazie al trend positivo; dipende da misure di conservazione
Corvo comune Corvus frugilegus LC
Corvo imperiale Corvus corax LC
Cornacchia nera (grigia) Corvus corone LC
Paridi Paridae
Cincia mora Periparus ater LC
Cincia dal ciuffo Lophophanes cristatus LC
Cincia bigia Poecile palustris LC
Cincia alpestre o Cincia Poecile montanus LC Diminuzione della «Cincia dei salici» in dei salici diverse regioni dell’Altopiano
Cinciarella Cyanistes caeruleus LC
Cinciallegra Parus major LC
Remizidi Remizidae
Pendolino* Remiz pendulinus VU D↓↓
Alaudidi Alaudidae
Tottavilla Lullula arborea VU D1
Allodola Alauda arvensis VU A2ac
Cappellaccia Galerida cristata RE Ultima prova di nidificazione 1976
Panuridi Panuridae
Basettino Panurus biarmicus VU D↓
Cisticolidi Cisticolidae
Beccamoschino* Cisticola juncidis VU D↓↓ Valutato per la prima volta poiché in precedenza solo nidificante accidentale
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Acrocefalidi Acrocephalidae
Canapino comune Hippolais polyglotta NT D1↓
Canapino maggiore Hippolais icterina EN C2a(i), D
Forapaglie castagnolo* Acrocephalus melanopogon VU D↓↓
Cannaiola verdognola Acrocephalus palustris LC
Cannaiola comune Acrocephalus scirpaceus LC
Cannareccione Acrocephalus arundinaceus NT D1↓
Locustellidi Locustellidae
Salciaiola Locustella luscinioides NT D1↓
Forapaglie macchiettato Locustella naevia NT D1↓
Hirundinidi Hirundinidae
Balestruccio Delichon urbicum NT cd Dipende da misure di conservazione
Rondine Hirundo rustica NT ↑
Rondine montana Ptyonoprogne rupestris LC
Topino Riparia riparia EN B2ab Dipende da misure di conservazione
Filloscopidi Phylloscopidae
Luì bianco Phylloscopus bonelli LC
Luì verde Phylloscopus sibilatrix VU A2ac
Luì grosso Phylloscopus trochilus VU A2ac, C1
Luì piccolo Phylloscopus collybita LC
Scotocercidi Scotocercidae
Usignolo di fiume* Cettia cetti VU D↓↓
Aegitalidi Aegithalidae
Codibugnolo Aegithalos caudatus LC
Silv idi Sylv iidae
Capinera Sylvia atricapilla LC
Beccafico Sylvia borin VU A2ac
Bigia padovana* Sylvia nisoria VU D↓↓
Bigia grossa* Sylvia hortensis RE Ultima nidificazione probabile 1989, ultima nidificazione possibile 1990
Bigiarella Sylvia curruca LC
Sterpazzolina* Sylvia cantillans VU D↓↓ Valutato per la prima volta poiché in precedenza solo nidificante accidentale
Sterpazzola Sylvia communis NT cd Dipende da misure di conservazione
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Certidi Certhiidae
Rampichino comune Certhia brachydactyla LC
Rampichino alpestre Certhia familiaris LC
Sittidi Sittidae
Picchio muratore Sitta europaea LC
Picchio muraiolo Tichodroma muraria LC
Trogloditidi Troglodytidae
Scricciolo Troglodytes troglodytes LC
Cinclidi Cinclidae
Merlo acquaiolo Cinclus cinclus LC
Sturnidi Sturnidae
Storno Sturnus vulgaris LC
Turdidi Turdidae
Tordela Turdus viscivorus LC
Tordo bottaccio Turdus philomelos LC
Merlo Turdus merula LC
Cesena Turdus pilaris LC
Merlo dal collare Turdus torquatus NT A2a
Muscicapidi Muscicapidae
Pigliamosche Muscicapa striata NT ↑
Pettirosso Erithacus rubecula LC
Pettazzurro* Cyanecula svecica VU D↓↓
Usignolo Luscinia megarhynchos LC (C1)↓
Balia nera Ficedula hypoleuca LC
Balia dal collare Ficedula albicollis EN D↓
Codirosso spazzacamino Phoenicurus ochruros LC
Codirosso comune Phoenicurus phoenicurus NT cd Dipende da misure di conservazione
Codirossone Monticola saxatilis LC
Passero solitario Monticola solitarius EN D↓
Stiaccino Saxicola rubetra VU A2ac Forti diminuzioni nel Giura e nelle Prealpi
Saltimpalo Saxicola torquatus NT cd Dipende da misure di conservazione
Culbianco Oenanthe oenanthe LC
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Regulidi Regulidae
Regolo Regulus regulus LC
Fiorrancino Regulus ignicapilla LC
Prunellidi Prunellidae
Sordone Prunella collaris LC
Passera scopaiola Prunella modularis LC
Passeridi Passeridae
Passera europea Passer domesticus LC
Passera d’Italia Passer italiae NT B1
Passera mattugia Passer montanus LC
Fringuello alpino Montifringilla nivalis NT B1ab
Motacillidi Motacillidae
Prispolone Anthus trivialis NT ↑
Pispola Anthus pratensis VU D1↑
Spioncello Anthus spinoletta LC
Calandro* Anthus campestris EN D↓
Cutrettola Motacilla flava VU D1 La modifica del grado di minaccia europeo non porta più a un declassamento nella seconda fase
Ballerina gialla Motacilla cinerea LC
Ballerina bianca Motacilla alba LC
Fringillidi Fringillidae
Fringuello Fringilla coelebs LC
Frosone Coccothraustes coccothraustes LC
Ciuffolotto scarlatto Carpodacus erythrinus EN D La modifica del grado di minaccia europeo non porta più a un declassamento
Ciuffolotto Pyrrhula pyrrhula LC
Verdone Chloris chloris NT A2ae
Fanello Linaria cannabina LC Ampie zone dell’Altopiano lontane dal lago Lemano sono in gran parte abbandonate
Organetto Acanthis flammea LC
Crociere Loxia curvirostra LC
Cardellino Carduelis carduelis LC
Venturone alpino Carduelis citrinella NT A2a
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Nome italiano Nome scientifico Categoria Criteri Annotazioni
Verzellino Serinus serinus LC
Lucherino Spinus spinus LC
Emberizidi Emberizidae
Strillozzo Emberiza calandra CR C1
Zigolo muciatto Emberiza cia LC
Ortolano Emberiza hortulana CR A2ac, C1, D
Zigolo nero Emberiza cirlus NT B2ac(iv), cd Dipende da misure di conservazione
Zigolo giallo Emberiza citrinella LC
Migliarino di palude Emberiza schoeniclus NT B2abc(iv)↓ Dipende da misure di gestione e conservazione idonee
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4 Interpretazione e discussione
della Lista Rossa
4.1 Confronto con le precedenti Liste Rosse
Per la prima volta è possibile mettere a confronto tre Liste Rosse redatte secondo i criteri UICN. Vent’anni fa, con la Lista delle specie di uccelli nidificanti minacciate della Svizzera (Keller et al. 2001), pubblicata nel 2001, si era stabilita la procedura per la Svizzera. La stessa procedura è stata scelta per la Lista Rossa 2010 (Keller et al. 2010) e ora di nuovo per la revisione 2021. A differenza del 2010, non sono più stati apportati adeguamenti minimi alla procedura. Nell’interpretazione, si deve tener conto che negli ultimi anni la base di valutazione è notevolmente migliorata, soprattutto grazie ai risultati dell’«Atlante degli uccelli nidificanti 2013–2016» (Knaus et al. 2018).
4.1.1 Panoramica
Per la Lista Rossa 2021 delle specie di uccelli nidificanti minacciate in Svizzera, sono state valutate 205 specie. Sono sei specie in più rispetto al 2010, che si sono aggiunte perché nel frattempo hanno iniziato a nidificare e/o non nidificano più solo in maniera accidentale (cioè sono disponibili più di tre prove di nidificazione): Moretta tabaccata, Airone bianco maggiore, Piviere tortolino, Biancone, Beccamoschino e Sterpazzolina. Tutte queste specie sono state inserite nella Lista Rossa a causa delle loro piccole popolazioni. È probabile che alcune di esse in futuro nidificheranno ripetutamente o addirittura regolarmente in Svizzera. Per altre, è probabile che i tentativi rimangano isolati e/o che le nidificazioni si limitino probabilmente a pochi anni.
Anche per la Lista Rossa del 2010 erano state valutate più specie rispetto a quella del 2001. Si tratta di quattro specie: Volpoca, Cormorano, Picchio dalmatino e Forapaglie castagnolo. Tranne il Cormorano, tutte le altre specie erano state inserite nella Lista Rossa a causa delle loro piccole popolazioni.
Tra il 2001 e il 2021, sono state quindi riclassificate dieci specie in totale. Inoltre, per due specie (Civetta nana e Balia dal collare) nel 2010 la categoria era cambiata rispetto al 2001, ma questa riclassificazione non era basata su un cambiamento reale (cfr. Keller et al. 2010). Queste 12 specie sono state omesse per i successivi confronti.
Per il confronto delle tre Liste 2001, 2010 e 2021 sono state quindi utilizzate come base solo le 193 specie valutate in tutte e tre le Liste (fig. 5). Di conseguenza, i numeri e le percentuali delle specie nelle diverse categorie cambiano leggermente, ma il confronto diretto è più significativo e può essere considerato rappresentativo perché le 193 specie utilizzate costituiscono la maggior parte di tutte le specie valutate.
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Figura 5 Confronto delle categorie di minaccia nelle Liste Rosse 2001, 2010 e 2021 Sono state utilizzate come base le 193 specie valutate in tutte e tre le Liste.
Dal 2001 al 2010 fino al 2021, la percentuale di specie nidificanti minacciate (RE, CR, EN, VU) è rimasta praticamente invariata. Tra il 2001 e il 2021, è aumentata la percentuale di specie potenzialmente minacciate (NT). Allo stesso tempo, è diminuita la percentuale di specie non minacciate (LC).
Confronto delle variazioni del numero di specie nelle varie categorie di minaccia Confronto della Lista Rossa 2021 con quella del 2010: per un quinto delle specie, in totale 42, nella Lista Rossa 2021 la categoria è cambiata rispetto alla Lista 2010. Di queste, 25 sono state classificate in una categoria di minaccia più elevata, 17 in una categoria inferiore (tab. 3). In totale, 10 specie sono state aggiunte alla Lista Rossa, mentre 12 sono state tolte (tab. 4). Undici delle 12 specie sono tuttavia ancora classificate come NT, solo una specie (Cesena) nel 2021 è stata declassata di due categorie ed è ora considerata LC (cfr. 4.1.2 per i dettagli). Per le specie inserite per la prima volta nel 2021 in una delle categorie della Lista Rossa, il rapporto è diverso: cinque specie sono state classificate direttamente da LC a VU, sei da NT a VU (tab. 4).
Confronto della Lista Rossa 2021 con quella del 2001: un confronto tra la Lista Rossa 2021 e quella del 2001 conferma questo risultato; negli ultimi 20 anni la categoria è cambiata per un totale di 65 specie. Di queste, 40 hanno dovuto essere inserite in una categoria superiore, mentre 25 specie hanno potuto essere declassate di almeno una categoria.
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Tabella 3 Numero di specie con un cambiamento nella categoria di minaccia nel 2021 rispetto al 2010, rispettivamente nel 2021 rispetto al 2001
Lista Rossa 2021 Lista Rossa 2021 v s. 2010 v s. 2001
Categoria superiore
da non minacciato LC a potenzialmente minacciato NT 11 17
da non minacciato LC a categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) 1 3
da potenzialmente minacciato NT a categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) 6 8
all’interno della Lista Rossa in una categoria superiore 7 12
Totale specie 25 40
delle quali nuove nella Lista Rossa 7 11
Categoria inferiore
da potenzialmente minacciato NT a non minacciato LC 3 4
da categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) a non minacciato LC 1 2
da categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) a potenzialmente minacciato NT 7 12
all’interno della Lista Rossa in una categoria inferiore 6 7
Totale specie 17 25
delle quali non più nella Lista Rossa 8 14
Valutazione delle variazioni nelle categorie di minaccia L’Indice della Lista Rossa dell’UICN («IUCN Red List Index» RLI; Butchart et al. 2007, Bubb et al. 2009) valuta l’intera situazione di minaccia di un insieme di specie, considerando tutte le categorie di minaccia. L’andamento del RLI riassume quindi la somma di tutti i cambiamenti che risultano dalla revisione di una Lista Rossa. Se due o più Liste Rosse vengono seguite e confrontate nel tempo, gli spostamenti delle singole specie tra le diverse categorie si confondono rapidamente.
Il RLI è particolarmente significativo se utilizzato per i trend, ossia nel caso di un confronto di due o più RLI nel tempo. A questo scopo, lo stesso insieme di specie deve essere stato classificato almeno due volte in momenti diversi tramite Liste Rosse. Poiché, per gli uccelli nidificanti, abbiamo ora a disposizione tre Liste Rosse (2001, 2010 e 2021) che sono state elaborate utilizzando lo stesso metodo, è possibile calcolare questa tendenza generale.
Per confrontare le Liste del 2001 e del 2010 con quella attuale, è necessario utilizzare esattamente le stesse specie. Le specie il cui cambiamento di status non si è verificato a seguito di reali tendenze sono escluse dall’analisi RLI. Per il presente calcolo, sono quindi state utilizzate 193 specie come nel confronto dettagliato (p. es. fig. 5).
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Il valore RLI è un numero compreso tra 0 e 1, dove 0 significa che tutte le specie dell’insieme di specie sono estinte, mentre 1 significa che tutte le specie dell’insieme non sono minacciate (LC). Più basso è il RLI per un insieme di specie, maggiore è il grado di minaccia dell’insieme di specie nel suo complesso. Il valore è calcolato come somma ponderata delle classificazioni per ciascuna specie. La ponderazione è lineare (0 per LC, 1 per NT, 2 per VU, 3 per EN, 4 per CR e 5 per EX/RE/CR[PE]). Per un’illustrazione più dettagliata del calcolo, si rimanda a Bubb et al. (2009).
Tra il 2001 e il 2021 il RLI mostra un andamento complessivo leggermente negativo (da 0,763 a 0,752 fino a 0,742; fig. 6).
Figura 6 Confronto tra le categorie UICN delle Liste Rosse 2001, 2010 e 2021 sulla base di 193 specie comparabili. Una diminuzione del valore RLI significa un andamento negativo.
I cambiamenti che determinano questa tendenza possono essere stimati analizzando le percentuali cumulative delle specie con un cambiamento della classificazione nelle categorie UICN (fig. 7). Questa analisi mostra che, dalla Lista Rossa 2001 all’edizione 2021, le percentuali di specie classificate in una categoria di minaccia più elevata sono aumentate. Al contrario, le percentuali di specie classificate in una categoria più bassa sono diminuite. Il bilancio del grado di minaccia dei nidificanti svizzeri tende quindi a essere negativo. Nel complesso, il grado di minaccia è quindi aumentato, sebbene la percentuale di specie della Lista Rossa sia rimasta all’incirca la stessa (fig. 5).
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Figura 7 Percentuale cumulativa di uccelli con un cambiamento di classificazione tra le Liste Rosse del 2001 e del 2010 e quelle del 2010 e 2021 Come base, sono state utilizzate le 193 specie valutate in tutte e tre le Liste.
4.1.2 Motivi dei cambiamenti nelle classificazioni dei gradi di minaccia
Uno sguardo più attento alle specie con una diversa classificazione rispetto al 2010 rivela differenze nei motivi dei cambiamenti (tab. 4).
Specie con categoria di minaccia superiore Per 20 delle 25 specie che sono state classificate in una categoria di minaccia superiore, la nuova classificazione si basa su un calo degli effettivi. Ciò è particolarmente evidente per la Quaglia, che nel 2010 era stata classificata come non minacciata. Tortora selvatica, Picchio cenerino, Averla piccola, Allodola, Canapino maggiore, Rondine, Beccafico, Pigliamosche e Strillozzo mostravano un calo già nel 2010. Quasi tutti abitano aree ad uso agricolo ben strutturate e soffrono, tra le altre cose, dello sfruttamento sempre più intensivo di queste zone. Negli ultimi dieci anni, le popolazioni di Svasso maggiore, Falco pellegrino e Verdone sono diminuite in parte in maniera significativa.
Per cinque di queste 25 specie, la classificazione più elevata è dovuta ad altri motivi: nel caso dell’Edredone, dello Smergo minore, del Prispolone, della Cutrettola e del Ciuffolotto scarlatto, la situazione di minaccia europea è peggiorata, il che ha portato al loro inserimento in una categoria superiore per la Svizzera.
Specie con categoria di minaccia inferiore Le 17 specie che sono state classificate in una categoria di minaccia inferiore possono essere suddivise in tre gruppi: il primo gruppo comprende cinque specie che mostrano un chiaro aumento degli effettivi. Lo Smergo maggiore ha ulteriormente ampliato il suo areale, ma sui grandi laghi della Svizzera occidentale la popolazione è in calo. È probabile che la consistenza del Gufo comune sia leggermente aumentata, ma alla tendenza si
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sovrappongono le forti fluttuazioni annuali della popolazione determinate dall’offerta di topi. Il Gufo reale mostra aumenti significativi nel Giura e sull’Altopiano. La popolazione nella regione alpina è tuttavia rimasta stagnante o addirittura diminuita, presumibilmente a causa di un alto livello di mortalità per incidenti (assi di traffico, linee elettriche). Il Gruccione si è insediato in Svizzera solo nel 1991 ed è ancora in una fase di forte crescita e diffusione della popolazione. Gli effettivi di Taccola sono in leggero aumento, ma in alcune zone possono mantenersi solo grazie a intense misure di conservazione, in particolare con le cassette nido.
Il secondo gruppo comprende sette specie per le quali il declino è rallentato o il trend è leggermente positivo, ma la cui popolazione è ancora molto piccola. Tra queste ci sono specie come la Pavoncella, scomparsa da molte regioni già da diverso tempo. Per questa specie, in numerose aree sono in corso intense misure di protezione e conservazione, per cui la tendenza generale è di nuovo leggermente positiva. La sua popolazione è tuttavia ancora molto piccola e la specie è presente solo in pochi luoghi. Anche gli effettivi di Tuffetto e Migliarino di palude stanno di nuovo aumentando leggermente, il che ha portato a un declassamento a NT. Entrambe le specie sono tuttavia fortemente dipendenti da misure di gestione e conservazione, il Migliarino di palude in particolare da uno sfalcio scaglionato dei canneti. Il declino del Merlo dal collare è rallentato un po’ o è per lo più entrato in una fase con forti fluttuazioni. Resta da vedere se questo sviluppo durerà: lo scioglimento più precoce della neve a causa del riscaldamento globale, così come il cambiamento nell’uso del suolo dovuto allo sfruttamento più intensivo dei prati o all’abbandono dei pascoli boschivi ad alta quota potrebbero infatti in futuro portare a problemi. La popolazione di Cesena è diminuita significativamente in breve tempo e da allora oscilla a questo livello o la tendenza è ancora solo leggermente negativa. Usignolo e Fanello mostrano una tendenza leggermente positiva o stabile, anche se entrambe le specie sono in declino a livello regionale (l’Usignolo soprattutto in Vallese) o sono scomparse su larga scala (il Fanello su gran parte dell’Altopiano).
Per il terzo gruppo, la classificazione inferiore è dovuta al miglioramento della situazione di minaccia in Europa. Comprende cinque specie che ora a livello europeo non sono più considerate minacciate (p. es. Cicogna bianca, Aquila reale).
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Tabella 4 Specie con una classificazione diversa rispetto alla Lista Rossa 2010 Gli habitat principali sono abbreviati come segue: Al = habitat alpini, U = zone umide, specchi e corsi d’acqua, Ag = zone agricole, I = insediamenti urbani, S = siti secchi, rocce, B = bosco, X = diversi habitat.
Nome italiano Nome scientifico LR LR Habitat Valutazione dei cambiamenti di categoria 2010 2021
A. Cambiamenti relativi alle categorie con grado di minaccia da VU a RE
Categoria superiore: da non minacciato LC a categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE)
Quaglia Coturnix coturnix LC VU Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Categoria superiore: da potenzialmente minacciato NT a categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE)
Coturnice Alectoris graeca NT VU Al Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Tortora selvatica Streptopelia turtur NT EN Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Falco pellegrino Falco peregrinus NT VU X Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Allodola Alauda arvensis NT VU Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Beccafico Sylvia borin NT VU B Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Cutrettola Motacilla flava NT VU Ag Modifica dovuta a un grado di minaccia più elevato in Europa
Categoria superiore: all’interno della Lista Rossa in una categoria superiore
Eiderente Somateria mollissima VU EN U Modifica dovuta a un grado di minaccia più elevato in Europa
Smergo minore Mergus serrator VU EN U Modifica dovuta a un grado di minaccia più elevato in Europa
Picchio cenerino Picus canus VU EN B Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Canapino maggiore Hippolais icterina VU EN X Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Topino Riparia riparia VU EN X Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Ciuffolotto scarlatto Carpodacus erythrinus VU EN U Modifica dovuta a un grado di minaccia più elevato in Europa
Strillozzo Emberiza calandra VU CR Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Categoria inferiore: da categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) a non minacciato LC
Cesena Turdus pilaris VU LC Ag Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
Categoria inferiore: da categorie della Lista Rossa (VU, EN, CR, RE) a potenzialmente minacciato NT
Smergo maggiore Mergus merganser VU NT U Miglioramento/aumento degli effettivi
Tuffetto Tachybaptus ruficollis VU NT U Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
Cicogna bianca Ciconia ciconia VU NT Ag Modifica dovuta a un grado di minaccia inferiore in Europa
Aquila reale Aquila chrysaetos VU NT Al Modifica dovuta a un grado di minaccia inferiore in Europa
Taccola Corvus monedula VU NT Ag Miglioramento/aumento degli effettivi
Merlo dal collare Turdus torquatus VU NT B Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
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Nome italiano Nome scientifico LR LR Habitat Valutazione dei cambiamenti di categoria 2010 2021
Migliarino di palude Emberiza schoeniclus VU NT U Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
Categoria inferiore: all’interno della Lista Rossa in una categoria inferiore
Mestolone Spatula clypeata EN VU U Modifica dovuta a un grado di minaccia inferiore in Europa
Canapiglia Mareca strepera EN VU U Modifica dovuta a un grado di minaccia inferiore in Europa
Pavoncella Vanellus vanellus CR EN Ag Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
Gavina Larus canus EN VU U Modifica dovuta a un grado di minaccia inferiore in Europa
Gufo reale Bubo bubo EN VU X Miglioramento/aumento degli effettivi
Gruccione Merops apiaster EN VU S Miglioramento/aumento degli effettivi
B. Cambiamento tra le categorie con grado di minaccia LC e NT
Categoria superiore: da non minacciato LC a potenzialmente minacciato NT
Svasso maggiore Podiceps cristatus LC NT U Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Civetta capogrosso Aegolius funereus LC NT B Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Astore Accipiter gentilis LC NT B Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Averla piccola Lanius collurio LC NT Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Rondine Hirundo rustica LC NT Ag Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Pigliamosche Muscicapa striata LC NT I Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Passera d’Italia Passer italiae LC NT I Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Fringuello alpino Montifringilla nivalis LC NT Al Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Prispolone Anthus trivialis LC NT Ag Modifica dovuta a un grado di minaccia più elevato in Europa
Verdone Chloris chloris LC NT I Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Venturone alpino Carduelis citrinella LC NT B Peggioramento/diminuzione degli effettivi
Categoria inferiore: da potenzialmente minacciato NT a non minacciato LC
Gufo comune Asio otus NT LC Ag Miglioramento/aumento degli effettivi
Usignolo Luscinia NT LC B Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze megarhynchos
Fanello Linaria cannabina NT LC Ag Precedente diminuzione, effettivi ancora bassi/poche presenze
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Tra le specie che sono state classificate in una categoria inferiore, quelle la cui situazione è migliorata, vale a dire cinque su 17, sono quindi una minoranza (fig. 8). Al contrario, delle 25 specie che ora sono state inserite in una categoria superiore, 20 mostrano un declino. Già nel 2010 si doveva trarre una conclusione molto simile.
Figura 8 Cambiamenti nella classificazione tra il 2010 e il 2021 Percentuale di specie che sono state classificate in una nuova categoria (a sinistra). Raggruppamento delle specie con nuove categorie per quanto riguarda cambiamenti degli effettivi o della situazione di minaccia (a destra).
4.1.3 Analisi dei cambiamenti nei diversi habitat
Misurato in base alla percentuale di tutte le specie in questi habitat, tra le specie con una classificazione più elevata rispetto alla Lista Rossa 2010 troviamo soprattutto nidificanti delle zone agricole, degli insediamenti urbani e degli habitat alpini. Tra le specie con una classificazione inferiore rispetto al 2010, ci sono in particolare nidificanti delle zone umide e di specchi e corsi d’acqua (tab. 4).
Il grado di minaccia delle specie delle zone agricole è in aumento. La qualità ecologica dei terreni coltivati, importante per queste specie, non è migliorata. Ciò si può vedere, ad esempio, nella gestione di strutture ambientali seminaturali (siepi, alberi singoli, pascoli ben strutturati, muri a secco, scarpate, cave di ghiaia ecc.) e del suolo, nell’elevato uso di fertilizzanti e pesticidi, nella diversità vegetale e nelle tecniche di uso del suolo che pregiudicano la biodiversità. La forte perdita di aree ricche di insetti nei paesaggi agricoli causa gravi problemi agli uccelli insettivori delle zone agricole. Le misure attuate a favore della biodiversità non sono state finora in grado di compensare l’intensificazione generale dell’uso agricolo. La situazione continua invece a deteriorarsi, e finora il declino di specie delle zone agricole un tempo frequenti non ha ancora potuto essere arrestato. L’intensificazione dell’uso agricolo sta interessando sempre più anche le medie e alte quote. In questo modo, i prati magri stanno diventando sempre più rari e i primi sfalci sono sempre più precoci, trasformando i prati in trappole ecologiche per i nidificanti al suolo come Quaglie e Allodole, le cui covate vengono distrutte. Con questa gestione, anche Prispolone e Averla piccola vengono spinti sempre più ai margini. Nelle zone agricole di pianura, dopo la scomparsa di fatto della Starna e dell’Ortolano, anche le prospettive per Tortora selvatica e Strillozzo sono sempre più cupe. La loro sopravvivenza in Svizzera è dubbia. Nelle zone agricole ci sono tuttavia anche sviluppi positivi: il Gufo comune registra un leggero aumento degli effettivi. Per altre tre specie, Cicogna bianca,
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Pavoncella e Taccola, le tendenze all’aumento sono dovute principalmente a misure di protezione e promozione. Nel caso del Fanello e della Cesena, lo sviluppo nel suo complesso si è stabilizzato, ma senza compensare le perdite precedenti.
Le zone umide ancora esistenti sono in generale piccole e non possono compensare le perdite precedenti. Oltre alle perdite di superficie e all’isolamento delle zone umide, i problemi principali risiedono nell’apporto di nutrienti e nell’impatto umano sul bilancio idrico, a causa della regolazione del livello dell’acqua e del drenaggio. Inoltre, nonostante il loro status di zone protette, queste aree sono sempre più pregiudicate da attività ricreative di vario genere. Le rivitalizzazioni possono aiutare, ma dimensioni sufficienti e una gestione adeguata delle superfici e dei visitatori sono essenziali perché queste aree possano ospitare anche nidificanti rari. Tra gli abitanti delle zone umide, è particolarmente preoccupante il declino dello Svasso maggiore. Per tre specie ciascuna, la classificazione superiore o inferiore è dovuta a un cambiamento della situazione di minaccia a livello europeo. Sebbene gli effettivi di Tuffetto e Migliarino di palude siano di nuovo in leggero aumento, queste specie sono fortemente dipendenti da misure di gestione e conservazione. Solo lo Smergo maggiore è stato in grado di diffondersi e aumentare di numero.
Grazie a una selvicoltura seminaturale e alla protezione delle superfici, il bosco ha una buona qualità ecologica rispetto ad altri habitat. Molte specie ne hanno beneficiato. Tuttavia, soprattutto sull’Altopiano e nel Giura la percentuale di legno morto è ancora bassa. Inoltre, a causa della crescita del bosco, i tipi di bosco ricchi di luce sono diventati ancora più rari. Le cinque specie con una classificazione superiore rispetto al 2010 (Civetta capogrosso, Astore, Picchio cenerino, Beccafico e Venturone alpino) indicano che anche gli uccelli boschivi malgrado tutto hanno problemi. Per queste specie, hanno un ruolo importante l’abbattimento di alberi con cavità e di popolamenti di vecchi alberi, l’aumento continuo di lavori forestali nella stagione riproduttiva, l’aumento della provvigione di legno, la diminuzione dei boschi radi o pascolati e l’eutrofizzazione dei suoli boschivi. Per Merlo dal collare e Usignolo, il trend si è stabilizzato, ma le perdite precedenti non sono ancora state recuperate.
Il fatto che anche gli insediamenti urbani abbiano un’alta percentuale di specie con una classificazione più elevata è sorprendente, se si considera la costante espansione delle agglomerazioni. Soprattutto nelle aree di transizione tra insediamenti e zone agricole, tuttavia, molte aree ecologicamente preziose (p. es. frutteti ad alto fusto) sono state edificate e appezzamenti residui semi-naturali sono scomparsi. Qui, ad esempio, il Pigliamosche ha perso molto habitat. Inoltre, le aree degli insediamenti stanno diventando sempre più densamente edificate e sigillate. Anche i nidificanti in edifici come la Passera d’Italia hanno difficoltà: a causa dell’architettura moderna, per loro non viene infatti creata quasi nessuna nuova possibilità di nidificazione e molte nicchie esistenti scompaiono nel corso dei lavori di ristrutturazione.
Sebbene gli habitat alpini non includano molte specie di nidificanti, due di esse hanno dovuto essere inserite in una categoria superiore rispetto al 2010: Coturnice e Fringuello alpino. È preoccupante, in particolare, il calo della popolazione di Fringuello alpino, poiché la Svizzera ospita circa il 15% della popolazione mondiale della sottospecie europea. L’Aquila reale non è più considerata minacciata a livello europeo, motivo per cui è stata inserita in una categoria inferiore. A causa del riscaldamento globale, è probabile che in futuro le minacce per le specie degli habitat alpini aumentino in modo significativo. Ad esempio, è probabile che a causa di questo fenomeno il declino della Pernice bianca si intensifichi.
Tra i nidificanti di siti secchi e rocce, solo uno, il Gruccione, è stato inserito in una categoria inferiore. Questa specie ha colonizzato solo di recente il nostro Paese e si sta ancora diffondendo.
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4.2 Confronto con i Paesi limitrofi e l’Europa
Anche nella maggior parte dei Paesi limitrofi le Liste Rosse sono redatte secondo i criteri e le linee guida dell’UICN. È il caso di Austria (Dvorak et al. 2017), Francia (UICN France et al. 2016) e Italia (Gustin et al. 2019), così come nell’Unione europea (UE 27) e in tutta Europa (BirdLife International 2015). In Germania (Grüneberg et al. 2015) e nel Liechtenstein (Willi 2019) questo non è però il caso. In Germania, ad esempio, i criteri e lo schema di classificazione sono diversi. Le categorie tedesche e del Liechtenstein sono tuttavia paragonabili alle categorie UICN (tab. 5). Solo le categorie «estremamente raro (specie naturalmente rare, spesso ai margini del loro areale)» o «specie con restrizioni» non trovano un equivalente attuale nella UICN, ma esistono solo in versioni precedenti. Nell’attuale sistema di criteri UICN, tali specie sono assegnate alle altre categorie di minaccia. Per il confronto che segue, le specie di queste categorie sono state inserite nella categoria UICN VU – vulnerabile, poiché, per la maggior parte, secondo i criteri UICN sarebbero classificate in questa categoria, in maniera analoga alle specie «sempre rare» in Svizzera.
Tabella 5 Percentuale di specie per categoria di minaccia in Europa È indicata la percentuale di tutte le specie valutate per Paese o regione. Le categorie DD – dati insufficienti (Data Deficient) e NA – non valutato (Not Applicable) non sono elencate.
Categoria Sv izzera Germania Francia Italia Austria Liechten- EU 27 Europa stein
EX – estinto a livello mondiale 0,4 % 0,4 %
RE – estinto a livello regionale 3,4 % 5,0 % 1,8 % 2,0 % 7,0 % 7,9 % 0,2 % 0,8 %
CR – in pericolo d’estinzione 4,4 % 11,1 % 5,7 % 4,1 % 6,1 % 13,9 % 2,4 % 1,9 %
EN – fortemente minacciato 12,2 % 7,3 % 10,6 % 14,8 % 10,5 % 10,6 % 3,5 % 3,4 %
VU – vulnerabile 20,5 % 10,3 % 16,3 % 8,6 % 12,3 % 7,9 % 12,2 % 7,3 %
molto raro 11,5 % 5,3 %
Percentuale totale di specie della Lista 40,5 % 45,2 % 34,4 % 29,5 % 36,0 % 45,7 % 18,8 % 13,7 % R NT – potenzialmente minacciato 20,0 % 6,9 % 15,2 % 12,3 % 15,8 % 7,9 % 5,8 % 6,0 %
LC – non minacciato 39,5 % 47,9 % 50,4 % 58,2 % 48,2 % 46,4 % 75,4 % 80,3 %
Totale delle specie valutate 205 261 282 244 228 151 451 533
Nei Paesi considerati, la percentuale di specie minacciate varia tra il 30% e il 46% (tab. 5, fig. 9). I valori più elevati si trovano nel Liechtenstein e in Germania, seguiti dalla Svizzera. Nell’UE e in Europa, le specie della Lista Rossa sono proporzionalmente più rare, il che è anche correlato all’area più ampia. Le dimensioni dell’areale abitato da una specie sono un criterio importante per la classificazione, e l’areale è di solito più grande per aree di studio più estese. Ciò riduce anche il rischio di estinzione delle rispettive specie.
Con il 20%, in Svizzera le specie potenzialmente minacciate hanno la percentuale maggiore, seguite da Austria e Francia con circa il 15% ciascuna (tab. 5, fig. 9). Queste percentuali raggiungono di nuovo i valori minimi in Europa e nell’UE.
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Le Liste Rosse dei Paesi limitrofi e dell’Europa possono essere confrontate anche con l’Indice della Lista Rossa Figura 9 Grado di minaccia dei nidificanti in Europa Percentuale di specie minacciate, specie potenzialmente minacciate e specie non minacciate per Paese o regione; tra parentesi è indicato il numero di specie valutate. Va notato che non tutte le Liste Rosse sono state redatte secondo i criteri e le linee guida della UICN (cfr. testo).
(RLI) dell’UICN, che valuta l’intera situazione di minaccia di un insieme di specie, considerando tutte le categorie di minaccia (cfr. 4.1.1).
Nel Liechtenstein e in Germania il RLI è più basso rispetto a quello in Svizzera, che a sua volta è simile a quello austriaco (fig. 10). Secondo il RLI, la situazione di minaccia è meno grave in Francia e in Italia. Il RLI mostra anche il grado di minaccia relativamente inferiore dei nidificanti per la superficie dell’UE e dell’intera Europa.
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Figura 10 Il RLI è un numero compreso tra 0 e 1. Più basso è il RLI, maggiore è il grado di minaccia.
4.3 Significato della Lista Rossa
4.3.1 Aspetti metodologici
I criteri UICN attribuiscono un forte peso alle dimensioni delle popolazioni, il che significa che per un piccolo Paese come la Svizzera le specie rare sono quasi automaticamente incluse nella Lista Rossa. Dal 2001, nelle Liste Rosse degli uccelli nidificanti si è tenuto conto di questo fatto, contrassegnando in maniera particolare le specie che dal 1800 hanno sempre avuto popolazioni molto piccole in Svizzera, ad esempio perché la Svizzera si trova naturalmente ai margini del loro areale.
Fintanto che la popolazione di una specie è ancora numerosa, un lento declino degli effettivi non porta al suo inserimento in una categoria superiore. Dal punto di vista del «rischio di estinzione», ciò è giustificato: una popolazione numerosa presenta infatti un elevato rischio di scomparire da un’area solo se i suoi effettivi diminuiscono molto rapidamente. Pertanto, una certa dinamica nella composizione e nella dimensione delle popolazioni delle varie specie è accettabile, purché non vi sia alcuna minaccia acuta. Tuttavia, così facendo, specie frequenti ma in declino, come l’Averla piccola e il Prispolone, non vengono considerate minacciate, ma figurano nella lista delle specie potenzialmente minacciate. Le variazioni degli effettivi di tali specie possono indicare tempestivamente cambiamenti negativi nell’habitat. Per tutte le specie con effettivi in diminuzione, bisogna chiarire il prima possibile a cosa è dovuto questo calo, in modo da riconoscere per tempo la necessità di agire.
Se un calo degli effettivi rallenta o una tendenza diventa positiva, i criteri UICN portano spesso rapidamente a uno spostamento in una categoria inferiore, senza poter includere perdite precedenti. Se questi declini risalgono a diversi decenni fa, secondo i criteri è possibile che tali specie vengano classificate come non minacciate. Ciò è giustificato dal punto di vista del rischio di estinzione, anche se la situazione delle specie non corrisponde più al potenziale naturale di distribuzione.
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4.3.2 Monitoraggio dei risultati e ricerca delle cause
Nell’ambito del «Programma di conservazione delle specie Svizzera», gestito dalla Stazione ornitologica svizzera e da BirdLife Svizzera con il sostegno dell’UFAM, sono stati avviati progetti di conservazione delle specie. Per altre specie sono in corso già da tempo progetti di conservazione, e molte altre misure adottate da Confederazione e Cantoni mirano a migliorare la situazione di specie minacciate. La revisione della Lista Rossa offre anche l’opportunità di valutare a livello nazionale il successo complessivo delle misure.
Per moltissime specie nidificanti, la situazione degli effettivi può essere valutata in modo attendibile. Per varie specie minacciate i dati sono invece appena sufficienti, soprattutto per le specie notturne (p. es. Succiacapre, Beccaccia). Per queste ultime, monitoraggi standardizzati e specifici potrebbero migliorare la situazione (p. es. mediante dispositivi di registrazione acustica). Soprattutto nel caso di specie minacciate per cause poco conosciute, si dovrebbe cercare di effettuare un monitoraggio completo che, oltre alla popolazione nidificante, tenga conto di parametri demografici come il successo riproduttivo e il tasso di sopravvivenza. Un monitoraggio è indicato anche per specie d’interesse venatorio o contro le quali vengono adottate misure difensive. Ciò vale in particolare per specie della Lista Rossa o potenzialmente minacciate.
Non per tutte le specie della Lista Rossa si conoscono le cause della minaccia. Come prima misura di protezione, dovrebbe quindi essere effettuata una ricerca mirata. Solo quando le cause della minaccia sono note, possono essere sviluppate efficaci misure di protezione e conservazione.
4.3.3 Specie della Lista Rossa e specie prioritarie nazionali
La Lista Rossa valuta solo il rischio che una specie scompaia dalla Svizzera come nidificante. Tuttavia, il rischio di estinzione da solo non è sufficiente per determinare quali specie sono particolarmente importanti per la protezione della natura. Altrettanto importante è la responsabilità di un Paese per la conservazione della popolazione globale o sovraregionale di una specie. Pertanto, nel 2010, quale complemento alla Lista Rossa, sono state identificate le specie particolarmente importanti per la protezione della natura (specie prioritarie nazionali) e quelle che dipendono da specifiche misure di promozione (specie prioritarie per la promozione delle specie) (Keller et al. 2011). Questi piani ed elenchi si sono dimostrati efficaci nella pratica e sono stati integrati nelle Liste delle specie prioritarie a livello nazionale, pubblicate dall’Ufficio federale dell’ambiente UFAM e nel frattempo aggiornate (UFAM 2019). Queste Liste vengono verificate periodicamente.
Secondo l’articolo 18 della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN; RS 451) è necessario prevenire l’estinzione di specie indigene «mediante la conservazione di spazi vitali sufficienti (biotopi) e altri provvedimenti adeguati». Gli habitat vengono ritenuti degni di protezione sulla base dei criteri elencati nell’articolo 14 capoverso 3 dell’ordinanza sulla protezione della natura e del paesaggio (OPN; RS 451.1). Le specie prioritarie a livello nazionale sono essenzialmente specie della Lista Rossa, per le quali la Svizzera ha una responsabilità particolare. Ciò indica una necessità prioritaria di intervento per la loro conservazione e promozione. Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione nella valutazione degli interessi o nelle norme di intervento e compensazione. Poiché i criteri di cui all’articolo 14 capoverso 3 OPN non sono esaustivi, anche la presenza in un habitat di specie prioritarie nazionali, senza che esse figurino nella Lista Rossa, può essere decisiva per decidere se sia degno di protezione (UFAM 2019).
Anche le Liste delle specie di uccelli prioritarie a livello nazionale e delle specie prioritarie per la promozione delle specie vengono riviste in base alla Lista Rossa 2021 (Knaus et al. in prep.).
4.3.4 Valutazione sintetica della Lista Rossa
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Lo sviluppo e la distribuzione degli effettivi delle varie specie di uccelli sono indicatori significativi dello stato delle loro basi vitali. Gli uccelli sono presenti in tutto il Paese e in tutti gli habitat, hanno le più svariate esigenze e si trovano spesso molto in alto nella piramide alimentare. Il fatto che il 40% dei nidificanti svizzeri sia minacciato e che un ulteriore 20% delle specie potrebbe essere minacciato nel prossimo futuro indica che è necessario intervenire su determinati utilizzi del territorio, soprattutto in singoli habitat. La percentuale di specie della Lista Rossa è particolarmente elevata nelle zone umide e agricole. Questo vale anche per siti secchi e rocce, dove tuttavia vivono relativamente poche specie. La percentuale di specie minacciate è significativamente più bassa nei boschi, negli insediamenti urbani e negli habitat alpini. Come nel 2001 e nel 2010, ciò indica chiaramente che gli uccelli delle zone agricole e umide hanno problemi particolarmente acuti. Da allora in questo senso non è cambiato nulla.
Il confronto tra le Liste 2001, 2010 e 2021 mostra che per gli uccelli nidificanti la situazione di minaccia non è cambiata fondamentalmente. Tuttavia, tra il 2001 e il 2021 la percentuale di specie potenzialmente minacciate è aumentata e quella di specie non minacciate è diminuita.
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Allegati A1 Sviluppo della Lista Rossa degli uccelli nidificanti
Dopo che la Stazione ornitologica svizzera di Sempach e il Comitato nazionale svizzero per la protezione degli uccelli (oggi BirdLife Svizzera) avevano pubblicato già in precedenza Liste Rosse delle specie di uccelli minacciate (Bruderer e Thönen 1977, Bruderer e Luder 1983, Zbinden 1989), la prima Lista Rossa giuridicamente vincolante è stata pubblicata nel 1994 dall’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP (oggi Ufficio federale dell’ambiente UFAM) (Zbinden et al. 1994), assieme a quelle per altri gruppi di animali.
Con l’introduzione dei criteri e delle categorie dell’ UICN, dal 2000, in Svizzera, le Liste Rosse vengono elaborate secondo un sistema riconosciuto a livello mondiale. La Lista Rossa degli uccelli nidificanti del 2001 (elaborata nel 2000) è stata la prima lista UICN per la Svizzera (Keller et al. 2001). Secondo le raccomandazioni dell’UICN, questa Lista è stata rivista dopo dieci anni (Keller et al. 2010). La presente revisione segue il ciclo decennale.
I principi, le categorie di minaccia e i criteri per la classificazione del grado di minaccia sono presentati in dettaglio in InfoSpecies (2021).
Le linee guida per la stesura delle Liste Rosse nazionali (ultime versioni cfr. UICN 2012, IUCN Standards and Petitions Committee 2019) sono formulate in modo relativamente vago. Il margine di discrezionalità, soprattutto per la seconda fase della procedura, è piuttosto ampio. Caratteristica peculiare delle Liste UICN è tuttavia proprio la classificazione sulla base di criteri il più possibile oggettivi. Tutte le specie dovrebbero essere trattate allo stesso modo. Per la Lista Rossa degli uccelli nidificanti in Svizzera, nel 2001 le linee guida sono state quindi integrate con ulteriori criteri decisionali e requisiti specifici per la Svizzera e il gruppo di specie degli uccelli. In particolare, è stato necessario stabilire le basi di dati da tenere in considerazione in generale e la procedura di adeguamento delle categorie nella seconda fase. Questa standardizzazione ha facilitato le revisioni delle Liste Rosse nel 2010 e nel 2021 e rende le tre liste facilmente comparabili.
A2 Scelta delle specie, nomenclatura e tassonomia
La Lista Rossa è limitata agli uccelli nidificanti; le linee guida lasciano aperta la possibilità di classificare anche gli ospiti, indicando che queste specie andrebbero tuttavia elencate separatamente. Secondo le linee guida dell’UICN, andrebbero classificate le specie di uccelli nidificanti regolari nel loro areale naturale di distribuzione, ma non quelle che nidificano solo eccezionalmente. Le specie da tenere in considerazione sono state determinate secondo l’«Elenco degli uccelli della Svizzera» (Volet 2016, B. Volet com. pers.). Sono state considerate tutte le specie con status nidificante 1, 2 e 4 (ossia con più di tre prove di nidificazione fino al 2019, Volet 2016, B. Volet com. pers.; tab. 6). Le specie con status nidificante 3 (al massimo tre prove di nidificazione fino al 2019) non sono state classificate (tab. 7).
In conformità con le linee guida UICN, le specie delle categorie C ed E le cui popolazioni sono riconducibili a uccelli sfuggiti alla cattività o a rilasci, non sono state prese in considerazione (tab. 8). Rispetto alla Lista Rossa 2010, è stata aggiunta una specie nella categoria C, l’Oca egiziana. Nel caso del Cigno reale e dell’Oca selvatica,
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a livello europeo non è più possibile distinguere chiaramente quali popolazioni nidificanti locali discendano da uccelli sfuggiti alla cattività. In Svizzera, la popolazione nidificante di Cigno reale discende con ogni probabilità completamente, quella di Oca selvatica per la maggior parte da uccelli sfuggiti alla cattività. Per questo, le popolazioni di nidificanti di queste due specie non sono valutate per la Lista Rossa degli uccelli nidificanti. In inverno, è stato dimostrato che in Svizzera compaiono anche uccelli selvatici.
Tabella 6 Designazioni dello status secondo l’«Elenco degli uccelli della Svizzera»
Categorie
A Specie di origine apparentemente selvatica, osservata almeno una volta a partire dal 1° gennaio 1950.
B Specie di origine apparentemente selvatica, osservata almeno una volta, ma solo tra il 1800 e il 1949.
C Specie introdotta dall’uomo o sfuggita alla cattività che ha formato una popolazione nidificante stabile e autonoma, come pure gli uccelli che molto probabilmente provengono da questo tipo di popolazione.
D Specie per la quale l’origine selvatica è possibile ma non certa oppure che, per diverse ragioni, non può essere inserita in un’altra categoria.
E Specie sfuggita alla cattività
Status di nidificante (per le specie con un comportamento molto discreto non è richiesta una prova formale di nidificazione)
1 Nidificante regolare, che ha nidificato almeno 9 anni su 10 tra il 2010 e il 2019.
2 Nidificante irregolare, che ha nidificato più di tre volte ma mai regolarmente e in meno di 9 anni tra il 2010 e il 2019.
3 Nidificante accidentale, che ha nidificato da 1 a 3 volte.
4 Nidificante scomparso, che ha nidificato regolarmente in un certo periodo ma non tra il 2010 e il 2019.
– Specie senza prova di nidificazione
Tabella 7 Specie non v alutate: specie che hanno nidificato solo accidentalmente (status nidificante 3)
Nome italiano Nome scientifico
Codone Anas acuta
Cavaliere d’Italia Himantopus himantopus
Sterna codalunga Sterna paradisaea
Gufo di palude Asio flammeus
Albanella reale Circus cyaneus
Calandrella Calandrella brachydactyla
Forapaglie comune Acrocephalus schoenobaenus
Luì verdastro Phylloscopus trochiloides
Sterpazzola della Sardegna Sylvia conspicillata
Pigliamosche pettirosso Ficedula parva
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Nome italiano Nome scientifico
Cutrettola testagialla orientale Motacilla citreola
Tabella 8 Specie non v alutate: specie le cui popolazioni nidificanti discendono (almeno parzialmente) da uccelli sfuggiti alla cattiv ità (categorie AC o C)
Nome italiano Nome scientifico
Fagiano comune Phasianus colchicus
Cigno reale Cygnus olor
Oca selvatica Anser anser
Oca egiziana Alopochen aegyptiaca
Casarca Tadorna ferruginea
Anatra mandarina Aix galericulata
Piccione torraiolo Columba livia forma domestica
A3 Procedura per la stesura della Lista Rossa 2021
A3-1 Banche dati Alla base della revisione della Lista Rossa degli uccelli nidificanti ci sono in particolare i dati dell’«Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013–2016» (Knaus et al. 2018) e gli Indici degli effettivi nidificanti per specie, aggiornati fino al 2019 (Knaus et al. 2020a, 2020b); solo per il Quattrocchi sono stati utilizzati anche dati del 2020, poiché in quell’anno sono state nuovamente ottenute due prove di nidificazione di questa specie nidificante irregolare. Gli indici si basano principalmente sul lavoro dei collaboratori volontari della Stazione ornitologica svizzera. Nell’ambito dell’Atlante degli uccelli nidificanti, sono stati di nuovo stimati anche gli attuali effettivi nidificanti di ciascuna specie (Strebel et al. 2019). Per alcune specie, rispetto al 2010 la base di dati e l’analisi per il rispettivo Indice degli effettivi nidificanti sono state migliorate (Knaus et al. 2020a, Strebel et al. in prep.). I risultati del programma «Monitoraggio degli uccelli nidificanti diffusi (MUNiD)», introdotto nel 1999, completato dai progetti «Monitoraggio delle zone umide (MZU)» e «Monitoraggio di specie particolari (MSP)» (Schmid et al. 2001, 2004), e dal 2001 dal «Monitoraggio della biodiversità Svizzera (MBD)» (Bureau de coordination du Monitoring de la biodiversité en Suisse 2014, UFAM 2020), continuano a costituire la base per la maggior parte dei calcoli delle tendenze degli effettivi nidificanti. Questi progetti sono integrati dalle osservazioni casuali raccolte nel «Servizio informazioni» (ID). I metodi sviluppati presso la Stazione ornitologica consentono di utilizzare anche tali osservazioni occasionali per il calcolo delle tendenze (Knaus et al. 2020a, Strebel et al. in prep.).
Il periodo da valutare sono stati gli ultimi dieci anni o tre generazioni, a seconda di quale sia il periodo più lungo. Le lunghezze di generazione per tutte le specie di uccelli europei sono state determinate da BirdLife International. Ci siamo affidati a questo elenco.
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L’UICN definisce l’areale di distribuzione come l’area del poligono attorno alle presenze più esterne. Per la Svizzera, il poligono è stato disegnato attorno ai quadrati Atlante occupati più esterni (cfr. Knaus et al. 2018). Nel caso di aree di nidificazione chiaramente separate (p. es. Giura e Alpi), sono stati disegnati due poligoni.
A3-2 Definizione delle specie considerate estinte in Svizzera (RE) Le linee guida UICN definiscono come estinte a livello regionale (o in Svizzera) solo le specie per le quali in quell’area non è più presente alcun individuo in grado di riprodursi. Tuttavia, se una Lista Rossa considera solo gli uccelli nidificanti, per le specie mobili che attraversano regolarmente un Paese ma che non si riproducono più, l’applicazione di questa regola diventa problematica. Inoltre, non sono fornite chiare regole che indichino quando una specie è considerata nidificante regolare. Tuttavia, solo le specie che, in un determinato periodo di tempo, hanno nidificato non solo accidentalmente, possono essere ragionevolmente considerate estinte in Svizzera se non sono più presenti. Per valutare la presenza delle specie in tempi passati, abbiamo fatto riferimento all’opera «Gli uccelli della Svizzera» (Maumary et al. 2007) e all’«Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013–2016» (Knaus et al. 2018).
Per la Svizzera è stata applicata la seguente regola: sono state classificate come estinte in Svizzera (RE) tutte le specie che avevano probabilmente nidificato regolarmente nel nostro Paese nel XIX o XX secolo, ma per le quali negli ultimi 20 anni non ci sono più state prove di nidificazione.
A3-3 Criteri aggiuntivi per l’adattamento delle categorie nella seconda fase Le linee guida per l’adattamento delle categorie si basano principalmente sulla questione di quanto la popolazione nazionale sia influenzata da popolazioni al di fuori dei confini del Paese. Inoltre, possono essere incluse, tra le altre cose, informazioni sulla posizione delle presenze in relazione all’areale di distribuzione generale. A seconda della circostanza, nella seconda fase una specie viene inserita in una categoria inferiore, lasciata nella stessa categoria o anche in una categoria superiore.
Dopo che la popolazione nazionale è stata classificata secondo i criteri internazionali nella prima fase, il primo passo deve essere quello di valutare se individui delle popolazioni circostanti immigrano nel Paese o se le popolazioni sono isolate. Se questo non è il caso o se non esiste alcuna conoscenza al riguardo, la categoria verrà mantenuta. Se vi è immigrazione, si pone la questione se bisogna aspettarsi che quest’ultima diminuisca. Se non è il caso, la specie verrà inserita in una categoria inferiore, in caso affermativo, la categoria verrà mantenuta o, nel caso in cui la popolazione nazionale sia una cosiddetta popolazione sink (ossia che per la sua conservazione dipende dall’immigrazione poiché produce troppo pochi discendenti), la specie sarà inserita in una categoria superiore. Di norma, viene effettuato un declassamento o un innalzamento di un livello. Soprattutto nel caso di specie in espansione, il cui areale di distribuzione sfiora soltanto il Paese, può tuttavia anche essere effettuato un declassamento di due categorie.
Al fine di ottenere un certo grado di uniformità nella classificazione nelle categorie nazionali, abbiamo utilizzato una procedura, come nel 2010, che è comprensibile e sarà applicabile anche alle future Liste Rosse. Si basa principalmente sulle considerazioni riportate qui di seguito.
La Svizzera non è un’isola, soprattutto non per specie così mobili come gli uccelli. Di solito non sono disponibili dati sull’influsso delle popolazioni oltre confine sulle popolazioni svizzere. Per il nostro Paese, si può tuttavia presumere che solo poche specie, alcuni uccelli stanziali non molto mobili (p. es. Tetraonidi), possano essere considerate come non influenzate dalle popolazioni al di là del confine nazionale. Un’indicazione importante per giudicare il tipo di influsso che hanno le popolazioni al di fuori della Svizzera può essere la valutazione della
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situazione europea. Una specie che in Europa è generalmente in declino difficilmente sarà in grado di sostenere la popolazione in Svizzera. Per tutte le specie, la migliore base disponibile per questa valutazione è l’elenco delle specie di interesse europeo per la conservazione («Species of European Conservation Concern» SPEC) di BirdLife International. Dalla stesura della Lista Rossa 2010, l’elenco SPEC è stato rivisto. Ci siamo affidati a questa nuova versione (BirdLife International 2017).
Per un piccolo Paese come la Svizzera, i criteri delle dimensioni ridotte della popolazione determinano, nella prima fase, la classificazione di molte specie in categorie di minaccia molto elevate. Alcune di queste specie in Svizzera hanno tuttavia sempre avuto popolazioni molto piccole dal 1800 e non devono essere trattate allo stesso modo dei nidificanti un tempo diffusi. Le specie del primo gruppo possono quindi essere declassate più di quelle del secondo. L’elenco delle specie considerate «sempre rare» nella Lista Rossa del 2010, è stato rivisto. Come nel 2010, per queste specie è stato fissato il limite che gli effettivi nidificanti non abbiano mai superato circa 25 coppie (50 individui), il limite del criterio UICN D per la categoria di minaccia CR. Quattro specie, che nel 2010 erano ancora considerate «sempre rare», nel frattempo hanno raggiunto effettivi nidificanti più grandi: Rondone pallido, Gruccione, Picchio dalmatino e Ciuffolotto scarlatto.
Per molte specie, il declino degli effettivi è inferiore alla soglia per la classificazione in una categoria di minaccia solo sulla base del criterio UICN A, o il declino è già avvenuto in precedenza, in molti casi prima degli anni 1970. Per gli uccelli, l’applicazione della combinazione tra declino e frammentazione della popolazione, anch’essa stabilita nei criteri, è problematica, poiché le popolazioni non sono quasi mai realmente isolate una dall’altra. Queste specie sono quindi classificate come non minacciate o potenzialmente minacciate. Popolazioni locali con un andamento negativo degli effettivi hanno tuttavia un rischio di estinzione maggiore rispetto a quelle con un trend tendente alla stabilità o all’aumento, e spesso saranno anche popolazioni sink . Per questo, l’andamento degli effettivi, indipendentemente dalla sua dimensione, viene tenuto in considerazione nella seconda fase, quando si effettua l’adeguamento alle condizioni nazionali.
Sulla base di queste considerazioni, per la classificazione definitiva sono stati definiti i seguenti criteri aggiuntivi:
Specie classificate come in pericolo d’estinzione (CR) nella prima fase Nella prima fase, la classificazione della stragrande maggioranza delle specie si basa solo sulle piccole dimensioni della popolazione (criterio UICN D). Per la seconda fase, come nel 2010, si è valutato se una specie fosse stata «sempre rara» in Svizzera, se sia minacciata in Europa e se in Svizzera presenti un andamento negativo degli effettivi (indipendentemente dall’entità del declino). A differenza del 2010, nella seconda fase di valutazione le regole per l’adeguamento delle categorie non sono state modificate. Già nel 2010, tuttavia, queste ultime avevano avuto uno scarso effetto sulla classificazione. Per le specie CR è stato scelto il seguente modello decisionale:
S1. Specie che in Svizzera sono state «sempre rare» o il cui normale areale non include la Svizzera o la include solo marginalmente: a) specie minacciate in Europa («Species of European Conservation Concern» SPEC 1–3): declassamento di una categoria → EN (= criterio aggiuntivo S1a) b) specie non minacciate in Europa: declassamento di due categorie → VU (S1b)
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S2. Specie un tempo diffuse in Svizzera o il cui normale areale include la Svizzera: a) specie con diminuzione degli effettivi o ancora solo nidificazioni isolate negli ultimi 10 anni o specie della categoria SPEC 1 (specie minacciate a livello mondiale): nessun declassamento → CR (S2a) b) Specie senza diminuzione degli effettivi negli ultimi 10 anni: declassamento di una categoria → EN (S2b)
Specie classificate in una delle restanti categorie nella prima fase Per la classificazione definitiva delle altre categorie, sono decisive le questioni dell’influsso di altre popolazioni tramite immigrazione e se le popolazioni in Svizzera possono mantenersi o se si tratta di popolazioni sink. Anche in questo caso si è tenuto conto della situazione di minaccia a livello europeo e dell’attuale andamento degli effettivi in Svizzera.
Nel caso di specie migratorie e molto mobili, si è generalmente presunto che l’immigrazione abbia luogo; solo nel caso di uccelli stanziali poco mobili, analogamente al 2010, si è invece presunto che ciò non fosse il caso (Francolino di monte, Pernice bianca, Gallo cedrone, Smergo maggiore). Per specie senza immigrazione, in linea di principio la categoria è stata mantenuta.
Quasi nessun dato è disponibile per rispondere alla domanda se l’immigrazione diminuirà. Semplificando, si può tuttavia supporre che le specie che in Europa sono generalmente minacciate («Species of European Conservation Concern» SPEC 1–3) probabilmente diminuiranno. Esistono ancora meno conoscenze per valutare se le popolazioni in Svizzera sono «popolazioni sink». Nel caso di specie con una diminuzione degli effettivi in Svizzera e allo stesso tempo minacciate a livello europeo (SPEC 1–3), è necessario attendersi, conformemente al principio di precauzione, che le popolazioni in Svizzera siano «popolazioni sink ». Si deve tuttavia evitare di tener conto due volte del criterio del declino.
Nel classificare le specie SPEC, non si è tenuto conto del fatto che, nelle Alpi, diverse specie hanno popolazioni nidificanti più o meno isolate, per le quali non vi è evidenza di uno scambio regolare con popolazioni dell’Europa settentrionale o orientale (p. es. Merlo dal collare). Queste specie sono state trattate come specie delle categorie SPEC 1–3.
Di conseguenza, per le decisioni si applica il seguente modello:
Immigrazione no (I–): la categoria rimane
Immigrazione sì:
1. la specie è minacciata in Europa («Species of European Conservation Concern» SPEC 1–3): a) ci sono ragionevoli indicazioni che la popolazione in Svizzera sia una popolazione sink e/o che in Svizzera gli effettivi stiano diminuendo in molte regioni, ma il criterio del declino non è stato preso in considerazione nella prima fase: innalzamento di una categoria (I+1a) b) Non ci sono indicazioni che la popolazione in Svizzera sia una popolazione sink: la categoria rimane (I+1b)
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2. la specie non è minacciata in Europa: a) in Svizzera andamento negativo degli effettivi: la categoria rimane (I+2a) b) in Svizzera andamento degli effettivi stabile o positivo: declassamento di una categoria (I+2b)
A3-4 Esempi di classificazione Illustriamo la procedura con alcuni esempi.
La popolazione di Tuffetto è piccola e, oltre alle fluttuazioni, mostra un declino a lungo termine, motivo per cui nella prima fase è classificata come NT (criterio C1). Recentemente, tuttavia, è di nuovo in aumento, il che è legato anche alla colonizzazione di piccoli specchi d’acqua di nuova creazione. Gli effettivi dipendono tuttavia fortemente da adeguate misure di gestione, motivo per cui la specie è considerata «dipendente dalla conservazione». Se le misure dovessero essere soppresse, rientrerebbe rapidamente in una categoria di minaccia. Quale «dipendente dalla conservazione», nella seconda fase la specie non viene declassata sebbene a livello europeo non sia minacciata (I + 2b).
Nella prima fase, il Voltolino è classificato come CR a causa delle piccole dimensioni della sua popolazione (10- 20 coppie). In Svizzera, è tuttavia sempre stato raro quale nidificante. Poiché in Europa non è minacciato, nella seconda fase viene declassato di due categorie a VU (S1b).
Gli effettivi di Picchio cenerino sono ancora diminuiti in modo significativo e dal 1993–1996 ci sono state anche perdite di areale. A causa della piccola popolazione e del forte declino, nella prima fase il Picchio cenerino è classificato come EN (criterio A2ac, C1). La specie in Europa non è minacciata, ma in Svizzera gli effettivi sono in diminuzione, motivo per cui la categoria rimane EN (I + 2a).
Dal 2000 gli effettivi di Prispolone non sono praticamente più diminuiti. L’areale di distribuzione e l’area effettivamente occupata sono ancora grandi. Nella prima fase la specie è quindi classificata come LC. Poiché ora è considerato minacciato a livello europeo («Species of European Conservation Concern» SPEC 3) e, dal 1993–1996, in Svizzera la densità è diminuita significativamente in molti luoghi, nella seconda fase viene innalzato di una categoria a NT (I + 1a).
Gli effettivi di Allodola sono in declino. Dal 1993–1996 anche l’areale è diventato significativamente più piccolo e le popolazioni sono sempre più frammentate. Al di sotto dei 1500 m (dove vive la maggior parte della popolazione) la diminuzione è del 30% (criterio A2ac). Nella prima fase, la specie è classificata come VU a causa del significativo declino, della crescente frammentazione e delle prospettive incerte. Poiché non vi è alcuna ragionevole indicazione di una popolazione sink, la categoria VU rimane anche dopo la seconda fase (I + 1b).
Dal 1993–1996, la densità del Merlo dal collare è diminuita, soprattutto nel Giura e nelle Prealpi. Dal 2007 il declino degli effettivi si è tuttavia trasformato, per la maggior parte, in una fase con forti fluttuazioni. A causa del debole declino, nella prima fase il Merlo dal collare è classificato come NT (criterio A2a). La specie in Europa non è minacciata, ma la sottospecie alpestris deve essere considerata minacciata a causa del forte declino. Pertanto, la categoria rimane NT anche dopo la seconda fase (I + 1b).
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A4 Ringraziamenti
Editore, autrici e autori desiderano ringraziare tutti i collaboratori e le collaboratrici volontarie della Stazione ornitologica svizzera di Sempach, senza il cui instancabile impegno per decenni non sarebbero disponibili le basi necessarie per la stesura della Lista Rossa. Gli autori hanno potuto beneficiare anche delle molteplici conoscenze dei loro colleghi e colleghe della Stazione ornitologica, in particolare Claudia Müller e Bernard Volet. Vorremmo ringraziare anche le seguenti persone per i loro commenti sulla classificazione provvisoria o per le informazioni su singole specie: Christophe Sahli (Association de la Grande Cariçaie), Raffael Ayé, Werner Müller e Martin Schuck (BirdLife Svizzera), Valère Martin (Nos Oiseaux), Mathias Ritschard e Martin Weggler (Orniplan), Simon Birrer, Roman Graf, Lukas Jenni, Stephanie Michler, Matthias Kestenholz, Jean-Nicolas Pradervand, Emmanuel Revaz, Michael Schaad e Stefan Werner (Stazione ornitologica), come pure Arnaud Barras, Pierre- Alain Ravussin e Jean-Luc Zollinger.
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Elenco delle figure Figura 1 Percentuale di specie per categoria di minaccia 11
Figura 2 Grado di minaccia per tipo di habitat 12
Figura 3 Grado di minaccia per tipo di migratore 13
Figura 4 Percentuale di tipi di migratori per habitat 14
Figura 5 Confronto delle categorie di minaccia nelle Liste Rosse 2001, 2010 e 2021 27
Figura 6 dell’UICN sulla tendenza generale del grado di minaccia per i nidificanti in Svizzera 29
Figura 7 Percentuale cumulativa di uccelli con un cambiamento di classificazione tra le Liste Rosse del 2001 e del 2010 e quelle del 2010 e 2021 30
Figura 8 Cambiamenti nella classificazione tra il 2010 e il
Figura 9 Grado di minaccia dei nidificanti in Europa 37
Figura 10 dell’UICN per gli uccelli nidificanti in Europa 38
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Elenco delle tabelle Tabella 1 Numero di specie di uccelli per categoria di minaccia
Tabella 2 Lista delle specie valutate con categoria di minaccia
Tabella 3 Numero di specie con un cambiamento nella categoria di minaccia nel 2021 rispetto al 2010, rispettivamente nel 2021 rispetto al 2001 28
Tabella 4 Specie con una classificazione diversa rispetto alla Lista Rossa 2010 32
Tabella 5 Percentuale di specie per categoria di minaccia in Europa 36
Tabella 6 Designazioni dello status secondo l’«Elenco degli uccelli della Svizzera» 42
Tabella 7 Specie non valutate: specie che hanno nidificato solo accidentalmente (status nidificante 3) 42
Tabella 8 Specie non valutate: specie le cui popolazioni nidificanti discendono (almeno parzialmente) da uccelli sfuggiti alla cattività (categorie AC o C) 43