Deflussi discontinui – Misure
2017 | Pratica ambientale Protezione delle acque
Deflussi discontinui – Misure Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle acque
2017 | Pratica ambientale Protezione delle acque
Deflussi discontinui – Misure Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle acque
A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM Berna, 2017
Nota editoriale Valenza giuridica Editore: Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) La presente pubblicazione è un aiuto all’esecuzione elaborato L’UFAM è un ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, dall’UFAM in veste di autorità di vigilanza. Destinata in primo dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). luogo alle autorità esecutive, essa concretizza concetti giuridici indeterminati contenuti in leggi e ordinanze, nell’intento di Autori (in ordine alfabetico): Büsser Peter, Fischereibiologische promuovere un’applicazione uniforme della legislazione. Le Untersuchungen, Berna; Chaix Olivier, Integralia AG, Berna/ autorità esecutive che vi si attengono possono legittimamente Ginevra; Essyad Khalid, BG Ingenieure & Berater AG, Berna; Meile ritenere che le loro decisioni sono conformi al diritto federale. Tobias, Basler & Hofmann West AG, Berna; Oppliger Silvia, Sono tuttavia ammesse anche soluzioni alternative, purché siano Hunziker Betatech AG, Berna; Tonolla Diego, divisione Acque, conformi al diritto in vigore. Gli aiuti all’esecuzione dell’UFAM UFAM, Ittigen & eQcharta GmbH, Wädenswil; Zurwerra Andreas, (definiti finora anche come direttive, istruzioni, raccomandazioni, Pronat Umweltingenieure AG, Briga manuali, aiuti pratici ecc.) sono pubblicati nella serie «Pratica ambientale». Gruppo di accompagnamento (GA), team di progetto (TP) ed esperti esterni (EE) (in ordine alfabetico): Auer Stefan, BOKU Vienna (EE); Beck-Torres Natalie, UFE (GA); Caduff Ursin, Vertreter SWV, AXPO AG (GA); Estoppey Rémy, UFAM (GA + TP); Auer Stefan, BOKU Vienna (EE); Hohl Bernhard, UFE (TP); Huber-Gysi Martin, UFAM (GA); Kummer Manfred, UFAM (GA + TP); Lussi Stephan, UFAM (GA); Monney Judith, Canton BE (GA); Nigg Urs, UFAM (GA); Peduzzi Sandro, Canton TI (GA); Perraudin Romaine, Canton VS (GA); Peter Armin, EAWAG (GA) Huber-Gysi Martin, UFAM (GA); Schmid David, Canton GR (GA); Auer Stefan, BOKU Vienna (EE); Schweizer Steffen, rappresentante ASEA, KWO (GA + TP); Stern Lucien, Canton GR (GA); Tonolla Diego, UFAM & eQcharta GmbH (GA + TP); Vetterli Luca, rappresentante associazioni ambientaliste, Pro Natura (GA); Vollenweider Stefan, Wasser-Agenda 21 (GA); Weber Simona, UFAM (GA+TP); Weitbrecht Volker, VAW (GA); Auer Stefan, BOKU Vienna (EE); Zuber Frédéric, Canton VS (GA)
Indicazione bibliografica: Tonolla D.; Chaix O.; Meile T.; Zurwerra A.; Büsser P.; Oppliger S.; Essyad K. 2017. Deflussi discontinui – Misure. Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle acque Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Pratica ambientale n. 1701: 135 pagg.
Grafica e impaginazione: Cavelti AG, Gossau
Foto di copertina: Dott. Markus Zeh
Link per scaricare il PDF: www.bafu.admin.ch/uv-1701-i (La versione cartacea non può essere ordinata)
La presente pubblicazione è disponibile anche in lingua tedesca e francese.
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1 Scheda di terreno 105
2 Tabella ausiliaria (3 parti) 107
2.1 Parte I – Analisi dei deficit e determinazione degli 107
indicatori (cfr. cap. 3.2)
2.2 Parte II – Nuova valutazione e analisi delle cause 109
(cfr. cap. 3.2 e 3.3)
2.3 Parte III – Determinazione degli obiettivi e del profilo 111
dei requisiti idrologici (cfr. cap. 3.4)
Allegato E – Possibili misure, gestione delle misure 113 e determinazione degli idrogrammi
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Abstracts The current module of the implementation guide on Das vorliegende Modul der Vollzugshilfe «Renaturie- «revitalization of water courses» outlines a procedure rung der Gewässer» zeigt ein zweckmässiges Vorgehen for meeting the requirements of water protection legis- auf, wie die Anforderungen der Gewässerschutzgesetzlation in relation to hydropeaking. It describes the indi- gebung an Sanierungsmassnahmen im Bereich Schwallvidual planning steps after the cantonal strategic plan- Sunk erfüllt werden können. Es beschreibt die einzelnen ning with focus on evaluation of alternatives and the Planungsschritte nach Vorliegen der kantonalen stratechoice of the best remediation measure. It describes gischen Planung. Insbesondere behandelt es die Phase not only methods and indicators to be used to evalu- des Variantenstudiums und der Auswahl der Bestvariate hydropeaking impacts, but it also clarifies how to ante. Einerseits werden Methoden und Indikatoren zur determine the extent of remediation measures and to Beurteilung der Gewässerabschnitte, die durch Schwallproof their effectiveness. Sunk beeinträchtigt sind, dargelegt. Andererseits wird Keywords: Hydropeaking, Water protection legislation, erklärt, wie das Ausmass der notwendigen Sanierungsremediation measure, Hydropower, Watercourses massnahme bestimmt und deren Wirkung kontrolliert werden kann. Il presente modulo dell’aiuto all’esecuzione «Rinaturazio- Stichwörter: Schwall-Sunk, Gewässerschutzgesetz, Sa- ne delle acque» illustra un procedimento adeguato che nierungsmassnahmen, Wasserkraftnutzung, Fliessgeconsente di soddisfare i requisiti posti dalla legislazione wässer sulla protezione delle acque nell’ambito dei deflussi discontinui. Descrivendo le diverse fasi post-pianificazione Le présent module de l’aide à l’exécution « Renaturation strategica, tratta innanzitutto della fase di studio delle des eaux » propose une méthode efficace pour répondre varianti e di scelta della miglior misura di risanamento. Il aux exigences de la législation sur la protection des eaux modulo non solo illustra i metodi di analisi e gli indicatori dans le domaine des éclusées. Décrivant les diverses per la valutazione dei tratti di corsi d’acqua pregiudica- étapes post-planification stratégique, il traite avant tout
ti dai deflussi discontinui, ma anche come determinare de la phase d’étude de variantes et du choix de la meill’entità delle misure di risanamento necessarie e a veri- leure mesure d’assainissement. Il détaille non seulement ficarne l’efficacia. les méthodes d’analyse et les indicateurs permettant Parole chiave: deflussi discontinui, legge sulla prote- d’évaluer les tronçons de cours d’eau qui subissent des zione delle acque, misura di risanamento, sfruttamento atteintes dues aux éclusées, mais explique également idrico, corsi d’acqua comment déterminer l’étendue des mesures requises et vérifier leur l’efficacité. Mots-clés : éclusées, loi sur la protection des eaux, mesure d’assainissement, exploitation de la force hydraulique, cours d’eau
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Prefazione
Tra gli obiettivi fondamentali del diritto federale sulla gruppi di lavoro a cui hanno partecipato anche rappreprotezione delle acque figurano la protezione integrata sentanti cantonali. delle acque e delle loro molteplici funzioni nonché lo sfruttamento sostenibile delle acque da parte dell’uomo. Il presente modulo è dedicato all’elaborazione e alla va- L’ultima modifica della legge sulla protezione delle acque lutazione delle misure nell’ambito dei deflussi discontis’iscrive proprio in questo filone: si tratta di trovare solu- nui. Illustra le principali disposizioni e condizioni quadro zioni equilibrate per proteggere le acque tenendo conto che regolano la scelta delle misure e le modalità di valudei legittimi interessi di protezione e utilizzazione. Le tazione delle stesse, i requisiti per il controllo dei risultamodifiche sono state adottate dal Parlamento nel dicem- ti e il metodo da applicare per controllare l’efficacia delbre 2009 quale controprogetto all’iniziativa popolare le misure applicate. «Acqua viva», successivamente ritirata. L’UFAM ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla Le revisioni della legge e dell’ordinanza sulla protezione riuscita della presente pubblicazione, in particolare i delle acque riguardanti la rinaturazione delle acque, en- membri del team di progetto, del gruppo di lavoro e gli trate in vigore, la prima, il 1° gennaio e, la seconda, il esperti esterni di BOKU Vienna, che si sono impegnati 1° giugno 2011, rappresentano un’ennesima pietra milia- nella ricerca di soluzioni praticabili. re nella protezione delle acque in Svizzera. Mirano infatti a rivalutare la funzione di biotopo delle acque affinché Franziska Schwarz ritornino a una condizione prossima allo stato naturale e Vicedirettrice contribuiscano alla conservazione e alla promozione del- Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) la biodiversità. Si tratta di restituire spazio alle acque canalizzate e di attenuare gli effetti negativi dello sfrut- Stephan Müller tamento idroelettrico. Capo della divisione Acque Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) L’aiuto all’esecuzione «Rinaturazione delle acque» mira a sostenere i Cantoni nell’attuazione delle nuove disposizioni giuridiche e a consentire un’esecuzione del diritto
federale coordinata e uniforme su scala nazionale. L’aiuto all’esecuzione, articolato in vari moduli, abbraccia tutti gli aspetti rilevanti della rinaturazione delle acque: la rivitalizzazione dei corsi d’acqua, delle acque lentiche e delle zone golenali, il ripristino della libera migrazione dei pesci e del bilancio in materiale detritico, il risanamento dei deflussi discontinui nonché il coordinamento delle attività di gestione delle acque. Siccome l’esecuzione del diritto ambientale rientra tra i compiti dei Cantoni, l’elaborazione dell’aiuto all’esecuzione è stata seguita da
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Introduzione Modifica del diritto sulla protezione delle acque concrete, il finanziamento, il modello di dati e i requisiti L’11 dicembre 2009, le Camere federali hanno adottato relativi ai dati secondo la legge del 5 ottobre 2007 sulla un progetto di modifica della legge federale del 24 gen- geoinformazione (LGI, RS 510.62) e un modulo che va olnaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20), tre la tematica della rinaturazione, dedicato al coordinadella legge federale del 21 giugno 1991 sulla sistema- mento delle attività di gestione delle acque (fig. 1). zione dei corsi d’acqua (LSCA, RS 721.100), della legge sull’energia del 26 giugno 1998 (LEne, RS 730.0) e della Modulo «Deflussi discontinui – Misure» legge federale del 4 ottobre 1991 sul diritto fondiario ru- Il presente modulo, da un lato, mira a fornire ai Cantoni rale (LDFR, RS 211.412.11). Tali modifiche, entrate in vi- una procedura praticabile e uniforme nell’ambito della gore il 1° gennaio 2011, riguardano la rinaturazione delle valutazione e della scelta delle misure di risanamento dei acque e perseguono due scopi: deflussi discontinui esaminate dai detentori delle centrali idroelettriche e, dall’altro, a illustrare ai detentori delle
promuovere le rivitalizzazioni (ripristino delle funzioni centrali idroelettriche gli elementi di cui tener conto per naturali delle acque superficiali arginate, corrette, co- elaborare e valutare le misure nonché i requisiti della doperte o messe in galleria mediante misure edilizie) non- cumentazione da presentare. La procedura proposta per ché garantire e sfruttare in modo estensivo lo spazio la determinazione delle misure e il controllo dei risultati riservato alle acque; può essere impiegata anche per la valutazione dei nuovi
ridurre le ripercussioni dello sfruttamento idroelettri- impianti. co mediante l’attenuazione dell’impatto dei deflussi discontinui a valle delle centrali idroelettriche, la riattivazione del bilancio in materiale detritico nonché il risanamento secondo la legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (art. 10 LFSP, RS 923.0), ad esempio il ripristino della libera migrazione dei pesci.
La modifica dell’11 dicembre 2009 della legge sulla protezione delle acque ha richiesto tra l’altro modifiche corrispondenti dell’ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201). La revisione dell’OPAc è entrata in vigore il 1° giugno 2011.
Aiuto all’esecuzione «Rinaturazione delle acque» La presente pubblicazione è un modulo dell’aiuto all’esecuzione «Rinaturazione delle acque» volto a sostenere i Cantoni nell’attuazione delle nuove disposizioni giuridiche. L’aiuto all’esecuzione abbraccia tutti gli aspetti rilevanti della rinaturazione delle acque: la rivitalizzazione dei corsi d’acqua, delle acque stagnanti e delle zone golenali, il ripristino della libera migrazione dei pesci e del bilancio in materiale detritico, il risanamento dei deflussi discontinui nonché il coordinamento delle attività di gestione delle acque. Inoltre è strutturato in maniera modulare: per ciascun ambito sono previsti moduli concernenti la pianificazione strategica, l’attuazione di misure
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Fig. 1 Panoramica dell’aiuto all’esecuzione «Rinaturazione delle acque». Nel riquadro rosso: il modulo attuale. I moduli elaborati sono disponibili all’indirizzo www.bafu.admin.ch/esecuzione-rinaturazione
Rivitalizzazione Rivitalizzazione Migrazione dei Bilancio in Zone golenali Deflussi discontinui corsi d’acqua acque stagnanti pesci materiale detritico
Pianificazione strategica
Attuazione delle misure
Finanziamento (pianificazione e misure):
Modelli di dati e dati
Coordinamento delle attività di gestione delle acque
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1 Situazione iniziale
1.1 Scopo, destinatari e struttura del modulo tivi e la preselezione delle misure; fornisce indicazioni
sull’accordo tra il detentore della centrale elettrica e le Scopo del modulo autorità cantonali. I detentori delle centrali idroelettriche sono tenuti ad adot- • Capitolo 4: presenta la procedura alla base dello stutare adeguate misure atte a eliminare, nel caso di impianti dio delle varianti, della valutazione e della scelta delle esistenti, o a prevenire, nel caso di nuovi impianti, i pregiu- misure; dà indicazioni sul coordinamento con le altre dizi sensibili arrecati dalle variazioni repentine e artificiali misure di protezione delle acque non riferite ai deflussi del deflusso di un corso d’acqua (deflussi discontinui). discontinui.
Capitolo 5: illustra la procedura per il controllo dei ri- Lo scopo del presente modulo è di illustrare una procedu- sultati (costituito dal controllo dell’attuazione e degli ra pratica per elaborare e valutare le misure come pure di effetti). indicare i requisiti in merito ai documenti da presentare. • Capitolo 6: elenca la bibliografia menzionata ai capitoli In tal modo, si mira a raggiungere un adempimento per 2 – 5. quanto possibile uniforme dei requisiti giuridici concer- • Allegato A: elenca le basi giuridiche pertinenti. nenti i deflussi discontinui e a garantire una parità di trat- • Allegato B: informa su come stabilire le sezioni del tamento per tutti i detentori di centrali idroelettriche. La corso d’acqua da analizzare e sui dati morfologici e scelta delle misure più adeguate avverrà così sulla base idrologici da rilevare. di criteri oggettivi, plausibili scientificamente fondati. La • Allegato C: descrive gli indicatori impiegati per valutare procedura proposta per la determinazione delle misure e lo stato attuale, la previsione e il controllo dell’efficacia. il controllo dei risultati può essere impiegata anche per la • Allegato D: contiene una tabella per valutare le sezioni valutazione dei nuovi impianti. del corso d’acqua e stabilire gli obiettivi.
Allegato E: informa sulle possibili misure che attenua- Destinatari del modulo no i deflussi discontinui, sulla gestione delle misure e Il modulo si rivolge in primo luogo ai servizi cantonali in- sulla determinazione degli idrogrammi rappresentativi. caricati della valutazione degli impianti idroelettrici che, • Allegato F: informa sulle modellizzazioni degli habitat.
sulla base di criteri uniformi, devono valutare e selezio- • Allegato G: illustra, sotto forma di lista di controllo, i nare le misure. Inoltre, interessa anche i detentori degli requisiti dei documenti da presentare. impianti idroelettrici, le ditte specializzate in campo am- • Allegato H: propone il glossario dei termini e delle abbientale come pure gli studi di ingegneria specializza- breviazioni. ti incaricati di elaborare le varianti delle misure (grado di dettaglio secondo il catalogo delle norme della SIA, Aggiornamento del presente modulo 112/2014, Modello di pianificazione per progetti nel set- L’aggiornamento allo stato delle conoscenze e all’espetore della costruzione, fase 2 «Studi preliminari»). rienza pratica del presente modulo continuerà periodicamente fino al 2030 in base alle esigenze. Tale aggiorna- Struttura del modulo mento permetterà l’avvio di un processo di apprendimento.
Capitolo 2: offre una panoramica sull’intero modulo e sul suo utilizzo; fornisce inoltre indicazioni su come co- 1.2 Basi giuridiche ordinare le misure di risanamento dei deflussi discontinui delle varie centrali elettriche situate nello stesso Pregiudizio sensibile arrecato dai deflussi discontinui bacino imbrifero. Secondo l’articolo 39a della legge federale del 24 gennaio
Capitolo 3: descrive le procedure per le analisi dei de- 1991 sulla protezione delle acque (LPAc, RS 814.20) i deficit e delle cause, per la determinazione degli obiet- tentori di centrali idroelettriche devono prendere misure
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di natura edile atte a prevenire o a eliminare le variazioni interessano i bacini imbriferi intercantonali sia a livello repentine e artificiali del deflusso di un corso d’acqua cantonale che intercantonale. (deflussi discontinui) che arrecano sensibile pregiudizio alla fauna e alla flora indigene nonché ai loro biotopi. I detentori di impianti soggetti a obbligo di risanamento Su richiesta del detentore sono ipotizzabili anche misu- sono tenuti a elaborare diverse varianti di misure (art. re di esercizio. Secondo l’articolo 41e dell’ordinanza del 41 g cpv.1 OPAc). Nel bacino imbrifero del corso d’ac- 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc, RS qua in questione, le misure devono essere armonizzate 814.201), un pregiudizio arrecato dai deflussi discontinui tra di loro e con le altre misure di protezione delle acque alla fauna e alla flora indigene nonché ai loro biotopi na- (art. 39a cpv. 3 LPAc in combinato disposto con l’art. 46 turali è considerato sensibile quando la portata durante cpv. 1 OPAc). Infine, per ogni impianto, il Cantone stabil’ondata di piena artificiale (Schwall, portata massima) lisce quale tra le misure elaborate dai detentori sia la più supera di almeno 1,5 volte la portata ridotta (Sunk, por- vantaggiosa (miglior variante) e conferisce ai detentori tata minima giornaliera) e la quantità, la composizione l’incarico di elaborare il relativo progetto di costruzione. e la varietà delle biocenosi vegetali e animali consoni al Prima di prendere una decisione definitiva sul progetto luogo sono modificate in modo pregiudizievole. In pre- di risanamento viene consultato l’UFAM (art. 41 g cpv. 2 senza di una sola di queste condizioni, non sussiste alcun OPAc). In vista della domanda di indennizzo per le mipregiudizio sensibile. Le misure sono definite in base alla sure di risanamento di cui all’articolo 17d capoverso 1 gravità del pregiudizio e al potenziale ecologico del corso dell’ordinanza sull’energia del 7 dicembre 1998 (OEn, RS d’acqua, alla proporzionalità dei costi, agli interessi della 730.01), l’UFAM verifica che siano adempiuti i requisiprotezione contro le piene e agli obiettivi di politica ener- ti secondo l’appendice 1.7 numero 2 OEn. Per i dettagli getica in materia di promozione delle energie rinnovabili relativi al calcolo dei costi computabili per l’esecuzione
(art. 39a cpv. 2 LPAc). delle misure si rimanda al modulo «Risanamento ecologico degli impianti idroelettrici esistenti: Finanziamento L’obbligo di prevenire o eliminare i pregiudizi sensibili ar- delle misure» (UFAM 2016) – di seguito denominato «Firecati dai deflussi discontinui riguarda sia i detentori delle nanziamento» – nonché all’ordinanza del Dipartimento centrali elettriche esistenti che quelli di nuovi impianti. federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni dell’11 marzo 2016 sul calcolo dei costi Risanamento degli impianti esistenti computabili delle misure d’esercizio per il risanamento di Per gli impianti esistenti o in caso di rinnovo della con- centrali idroelettriche (OCRCI; RS 730.014.1). cessione senza potenziamento, l’obbligo di risanamento volto a eliminare il pregiudizio esistente arrecato dai Progetti di potenziamento e nuovi impianti deflussi discontinui è definito dall’articolo 83a LPAc, in In virtù dell’articolo 39a LPAc, per il rinnovo di una convirtù del quale gli impianti esistenti che causano deflussi cessione con potenziamento (p. es. aumento della quandiscontinui devono essere risanati secondo le prescrizioni tità di acqua turbinata da una centrale di accumulazione di cui all’articolo 39a LPAc entro 20 anni dall’entrata in esistente) o per il rilascio di una nuova concessione (nuovigore della revisione. Il risanamento è da effettuare entro vo impianto) vige l’obbligo di prevenire i pregiudizi causati il 31 dicembre 2030. dai deflussi discontinui in associazione al potenziamento o al nuovo impianto. Per un progetto di potenziamento Conformemente all’articolo 83b capoverso 1 LPAc, per l’indennizzo è corrisposto soltanto per le misure volte a gli impianti esistenti i Cantoni sono tenuti a pianificare le rimuovere il pregiudizio già esistente causato dai deflussi misure volte a eliminare i pregiudizi causati dai deflussi discontinui (art. 15abis della legge sull’energia del 26 giudiscontinui e a stabilire i termini per la loro attuazione. gno 1998 [LEne, RS 730.0]). Il Cantone, sulla base della pianificazione strategica, propone ai detentori degli impianti le possibili misure di risanamento. Secondo l’articolo 46 capoverso 1 OPAc, vige l’obbligo di coordinare le misure di protezione che
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Controllo dei risultati composto dal controllo dell’at- sulla base della pianificazione cantonale, deve disportuazione e dal controllo dell’efficacia re l’obbligo di risanamento prima che i detentori delle Nell’ambito del risanamento degli impianti esistenti, i centrali (concessionari) possano avviare l’elaborazione detentori delle centrali, su richiesta delle autorità, sono e la valutazione delle misure. La figura 2 offre un quatenuti a esaminare l’efficacia delle misure di risanamento dro schematico sullo svolgimento delle diverse fasi illuadottate per i deflussi discontinui (art. 41 g cpv. 3 OPAc). strando i ruoli e i compiti dei vari attori. Dallo schema si Il controllo dell’efficacia è parte integrante della pianifi- deduce anche l’importanza e la necessità di una stretta cazione delle misure e occorre tenerne conto durante la collaborazione tra i vari attori per raggiungere gli obiettivi progettazione, in special modo per la parte riguardante previsti. la stima dei costi. I Cantoni sono tenuti a presentare ogni quattro anni alla Confederazione (la prima volta entro fine Il presente modulo descrive lo svolgimento generale delle 2018) un rapporto sulle misure attuate (controllo dell’at- diverse fasi del risanamento dei deflussi discontinui (fig. tuazione) e sul loro effetto (controllo dell’efficacia) (art. 2) senza entrare nel dettaglio degli iter procedurali can- 83b cpv. 3 LPAc). tonali. Per esempio nel caso del rilascio delle concessioni, che normalmente è di competenza del Cantone, ma in Il controllo dei risultati è richiesto anche per i nuovi im- alcuni casi è di competenza dei Comuni. Nella figura 2 pianti. Secondo l’articolo 46 capoverso 1 della legge fe- viene descritta la procedura normale che deve essere poi derale sulla protezione dell’ambiente (LPAmb, RS 814.01), opportunamente adeguata nei casi speciali. i detentori delle centrali elettriche sono tenuti a svolgere le indagini necessarie alla verifica dell’efficacia delle misure adottate. L’impostazione del controllo dei risultati è orientata al principio della proporzionalità. Dal canto loro i Cantoni sono tenuti a informare sulle misure adottate e sul relativo effetto per la protezione delle acque (art. 50 LPAc, art. 49 cpv. 2 OPAc).
Se il controllo dei risultati dovesse evidenziare che le misure scelte non consentono di raggiungere gli obiettivi stabiliti, resta riservata la prescrizione di altre misure per la rimozione dei pregiudizi sensibili esistenti nel corso d’acqua in questione.
1.3 Campo d’applicazione del modulo
Il presente modulo regolamenta l’elaborazione e la valutazione delle misure volte a eliminare e a prevenire i pregiudizi sensibili arrecati dai deflussi discontinui come pure i contenuti del controllo dei risultati (fig. 2, parte evidenziata con bordo blu) e i requisiti dei documenti da presentare. Non sono oggetto di questo modulo la progettazione delle misure edili e di esercizio, la loro autorizzazione, il relativo finanziamento e l’attuazione.
Nell’ambito del risanamento degli impianti esistenti, il Cantone (per le centrali di confine la Confederazione),
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Fig. 2 Procedura globale. Nel riquadro blu: oggetto del presente modulo. Le tre tappe sono illustrate più in dettaglio nelle figure 3 e 4 del capitolo 2. Per le centrali di confine, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) subentra al Cantone nella procedura. I rettangoli di colore grigio riguardano il finanziamento e pertanto esclusivamente i progetti di risanamento, quelli di colore verde interessano sia i progetti di risanamento che i nuovi impianti.
Detentore Cantone UFAM Swissgrid Prima fase:
pianificazione Disposizione dell’obbligo di Tappa 1 e 2 risanamento
strategica cantonale Studio delle varianti Proposta di misura di in caso di bisogno
Seconda fas:: risanamento Esame della misura proposta e Esame della misura proposta adozione della miglior variante
Scelta e progettazione della misura Progettazione della misura di risanamento Elaborazione del fascicolo
di risanamento di autorizzazione
Decisione e autorizzazioni per Audizione il progetto di risanamento Pianificazione Informazione finanziaria
Terza fase: Domanda di assegnazione Parere sull’as-
Domanda d’indennizzo e Richiesta di assegnazione Decisione dell’indennizzo (incl. Ricevimento segnazione dell’indennizzo sull’assegnazione controllo dell’effetto) dell’indennizzo
attuazione Attuazione della misura Verifica del rispetto delle condizioni
Quarta fase: Richiesta sull’ammontare Riepilogo dei costi Parere sul riepilogo dei costi dell’indennizzo
conteggio e versamento Decisione Fatturazione sull’ammontare dell’indennizzo
Versamento
Verifica del controllo Controllo dell’efficacia Tappa 3 dell’efficacia
Quinta fase: Verifica del controllo Riepilogo dei costi Parere sul riepilogo dei costi dell’efficacia e richiesta
controllo dei risultati sull’ammontare dell’indennizzo Decisione Fatturazione sull’ammontare dell’indennizzo
Versamento
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2 Procedura per la determinazione
delle misure e controllo dei risultati
2.1 Introduzione Questa procedura va applicata in quest’ordine e senza
modifiche esclusivamente per una o più centrali idro Il presente modulo si concentra sulle misure volte a ri- elettriche appartenenti allo stesso gestore e situate nelmuovere (nel caso di impianti esistenti) o a prevenire (nel lo stesso bacino imbrifero o sullo stesso corso d’acqua. caso di nuovi impianti) i pregiudizi sensibili arrecati dai Per i casi più complessi, in presenza, ad esempio, di più deflussi discontinui. Vi confluiscono come condizione centrali idroelettriche appartenenti a differenti gestori e quadro anche le altre misure di protezione delle acque situate nello stesso bacino imbrifero o lo stesso di corso (soprattutto le rivitalizzazioni dei corsi d’acqua e delle d’acqua, è necessario considerare anche quanto esposto zone golenali, il ripristino della libera migrazione dei pesci nel capitolo 2.4. e del bilancio in materiale solido di fondo, il mantenimento di adeguati deflussi residuali, la protezione contro le Prima di valutare gli indicatori (allegato C), per ciascuna piene e la protezione delle acque sotterranee) qualora delle tre tappe occorre determinare le sezioni di corso sussista la necessità che queste vengano coordinate, ag- d’acqua (allegato B) e gli idrogrammi (allegato E) da anagiunte o integrate alle misure di risanamento dei deflussi lizzare. L’allegato A riassume le basi giuridiche e l’allegato discontinui (cap. 4.4). G fornisce informazioni sui requisiti della documentazione da presentare per ognuna delle tappe. La procedura proposta per elaborare e valutare le misure si basa sullo stato attuale delle conoscenze relative Tappa 1: Definizione degli obiettivi (cap. 3) alla complessa tematica dei deflussi discontinui. L’obiet- Le misure atte a eliminare o prevenire i pregiudizi sensitivo è creare uno strumento che consenta di valutare gli bili arrecati dai deflussi discontinui devono mirare a ragstati futuri in modo oggettivo e trasparente nonostante giungere gli obiettivi stabiliti. Nell’ambito del risanamenle lacune conoscitive tuttora esistenti sulle interazioni to degli impianti esistenti, l’elaborazione degli obiettivi si quantitative e qualitative che caratterizzano il regime di ricollega alla pianificazione strategica cantonale e alla
deflusso, sulla morfologia e sui requisiti ecologici degli decisione sull’obbligo di risanamento, aggiornando o inhabitat acquatici e terrestri. Si tratta di un approccio che tegrando, se necessario, dati supplementari. La tappa 1 richiede dati di base solidi sull’ecologia delle acque e le comprende le fasi seguenti: (i) l’analisi dei deficit, (ii) l’acaratteristiche idrologiche-idrauliche. Tale onere è tut- nalisi delle cause, (iii) la determinazione degli obiettivi, (iv) tavia giustificato in vista degli elevati costi che le misure la preselezione delle misure, (v) l’accordo tra il detentore di risanamento dei deflussi discontinui presumibilmente della centrale e le autorità cantonali sul contenuto dello genereranno. studio delle varianti.
La tappa 1 (definizione degli obiettivi) garantisce che i 2.2 Quadro generale della procedura dati di base necessari per le successive fasi procedurali, siano aggiornati e completi e che le esigenze necessarie Per la determinazione delle misure e il controllo dei risul- per l’elaborazione delle misure siano rispettate. tati, il presente modulo propone una procedura suddivisa in tre tappe (fig. 3 e 4): Si raccomanda ai detentori delle centrali di stabilire, d’intesa con i Cantoni, le misure da elaborare ulteriormente 1. la definizione degli obiettivi; durante lo studio delle varianti e le eventuali prescrizioni 2. lo studio delle varianti e la scelta delle misure; e condizioni quadro di cui tener conto in tale ambito (cap. 3. l’attuazione e il controllo finale dei risultati. 3.6).
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Tappa 2: Studio delle varianti e scelta delle misure Con la conclusione della tappa 2 si può formulare una (cap. 4) proposta concreta per la misura di risanamento da at- La scelta della misura più appropriata è preceduta da uno tuare (miglior variante per la progettazione), che sarà studio approfondito delle varianti delle possibili misure. poi sottoposta al Cantone e, all’occorrenza, per verifica L’elaborazione e la valutazione delle varianti delle misure all’UFAM (fig. 2). si orientano agli obiettivi definiti nella tappa precedente. La tappa 2 comprende le fasi seguenti: (i) l’elaborazione La successiva progettazione delle misure edili, o evendelle varianti delle misure concordate, (ii) la valutazione tualmente d’esercizio, l’approvazione, il finanziamento e e la scelta della misura più appropriata, (iii) il coordina- l’attuazione non sono trattate nel presente modulo (fig. mento con le altre misure di protezione delle acque non 2 e 3). riferite a deflussi discontinui.
Fig. 3 Schema della procedura per la determinazione delle misure e il controllo dei risultati. Le tre tappe, ognuna evidenziata da un colore diverso, sono descritte nei capitoli e allegati corrispondenti.
Tappa 1: Definizione degli obiettivi Capitolo Allegato Analisi dei deficit 3.2 Analisi della situazione Analisi delle cause 3.3 B–E Obiettivi Determinazione degli obiettivi 3.4 Preselezione delle misure 3.5 E Accordo tra il detentore della centrale e le autorità cantonali 3.6 D
Tappa 2: Studio delle varianti e scelta delle misure Capitolo Allegato Misure Studio delle varianti 4.2 B, C, E, F Procedura per la scelta delle misure 4.3 – Coordinamento con le altre misure di protezione delle acque 4.4 D Casi speciali 4.5 –
Progettazione delle misure
Decisione e autorizzazione progetto di risanamento/costruzione Non sono parte del Domanda di assegnazione di un indennizzo presente modulo
Attuazione delle misure
Tappa 3: controllo dei risultati Capitolo Allegato Requisiti del rapporto redatto dai Cantoni 5.2 – Controllo dell’efficacia Controllo dell’attuazione 5.3 – Controllo dell’efficacia 5.4 B, C
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Fig. 4 Rappresentazione schematica della procedura del presente modulo.
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Tappa 3: Controllo dei risultati (cap. 5) • Per i progetti di risanamento, l’efficacia ecologica glo- Il raggiungimento degli obiettivi va verificato mediante un bale, viene stabilita nel quadro dello studio delle vacontrollo periodico dei risultati. Questo si compone di un rianti (cap. 4.2) considerando la differenza tra lo stato controllo dell’attuazione e di un controllo dell’efficacia. previsto (dopo il risanamento dei deflussi discontinui) e Il primo serve a verificare che le misure prescritte siano lo stato obiettivo. Per i nuovi impianti, nel quadro della state attuate come previsto, il secondo che le misure at- procedura di concessione, si effettua una previsione tuate dai detentori delle centrali abbiano dato i risultati dello stato dopo la costruzione dell’impianto con e senecologici desiderati. Se con le misure attuate non sono za le misure di risanamento dei deflussi discontinui. stati raggiunti gli obiettivi prefissati, il Cantone ha la fa- • La scelta delle misure più adeguate (miglior variante, coltà di disporre l’adozione di misure supplementari. cap. 4.3) avviene, sia per i progetti di risanamento che per i nuovi impianti, secondo i criteri citati nell’articolo 39a capoverso 2 LPAc. Per i progetti di risanamento il
2.3 Differenze di procedura tra il risanamento Cantone è tenuto, al più tardi prima di aver preso una
degli impianti esistenti e i nuovi impianti decisione definitiva in merito al progetto di risanamento, a consultare ufficialmente l’UFAM (fig. 2). Per i nuo- La procedura descritta nel modulo può essere applicata vi impianti il Cantone e l’UFAM sono chiamati in causa sia per il risanamento degli impianti esistenti che nell’am- nel corso della procedura di concessione. bito dei nuovi impianti (nuove concessioni). Di seguito • Anche nel caso particolare di un rinnovo della consono riportate le principali differenze di procedura. cessione con potenziamento sussiste l’obbligo di risanamento secondo l’articolo 39a LPAc prevenendo
Per il risanamento degli impianti esistenti il pregiudizio i pregiudizi causati dai deflussi discontinui associati sensibile causato dai deflussi discontinui deve essere al potenziamento. Per determinare l’efficacia ecologieliminato, per i nuovi impianti il pregiudizio sensibile ca globale sono necessarie due previsioni, una relatiarrecato dai deflussi discontinui deve essere prevenu- va all’effetto delle misure di risanamento dei deflussi to. Per i nuovi impianti il pregiudizio sensibile è deter- discontinui senza il potenziamento e l’altra relativa minato in base alla previsione degli indicatori dopo la all’effetto delle misure di risanamento dei deflussi dicostruzione dell’impianto. scontinui con il potenziamento (cap. 4. 5).
Per gli impianti esistenti, di regola, l’analisi dei deficit • I detentori delle centrali sono tenuti a un controllo dei e delle cause (cap. 3.2 e 3.3) e la preselezione delle risultati sia che venga effettuato il risanamento degli misure (cap. 3.5) sono già state condotte nell’ambito impianti esistenti sia che si attuino misure nei nuovi della pianificazione strategica cantonale e solo in caso impianti. di necessità queste vengono integrate o aggiornate. Si procede successivamente con la determinazione degli obiettivi (cap. 3.4) da raggiungere con l’attuazione del- 2.4 Coordinamento delle centrali nel bacino le misure di risanamento dei deflussi discontinui. Per i imbrifero nuovi impianti si raccomanda di eseguire, nell’ambito della procedura di concessione, tutte le fasi riportate Se lungo un tratto del corso d’acqua o nello stesso bacino nel presente modulo e di considerare l’analisi dei deficit imbrifero sono presenti più di una centrale idroelettrica
e l’analisi delle cause come riferimento da utilizzare per in grado di arrecare un pregiudizio sensibile, le misure di gli eventuali pregiudizi dello stato attuale (precedente risanamento dei deflussi discontinui devono essere cooralla costruzione dell’impianto) non associati all’impatto dinate tra loro (art. 39a cpv. 3 LPAc). L’obbligo di coordidei deflussi discontinui. namento, valido sia per i progetti di risanamento che per • L’accordo tra il(i) detentore(i) e le autorità cantonali i nuovi impianti, compete in primo luogo ai Cantoni e va (cap. 3.6) è raccomandato per il risanamento degli im- garantito anche per i bacini imbriferi intercantonali. Per le pianti esistenti. Per i nuovi impianti questo passaggio situazioni di interesse nazionale il coordinamento avviene rientra nella procedura di concessione. tramite l’Ufficio federale dell’energia (UFE).
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Differenziazione dei casi centrali. La gamma di soluzioni è pertanto più ampia ri- Si distinguono fondamentalmente i tre casi seguenti (fig. spetto al caso A. 5): Caso C: più centrali, più detentori 1. caso A: semplice con una centrale; Il caso C (più centrali appartenenti a detentori diversi) 2. caso B: complesso con più centrali appartenenti allo è complesso dal profilo tecnico, economico e giuridico. stesso detentore; Anche il coordinamento della pianificazione (tempistica, 3. caso C: complesso con più centrali appartenenti a de- aspetti organizzativi, geografici, tecnici ecc.) è impegnatentori diversi. tivo. In questo caso si rimanda alla procedura integrale secondo il modulo «Coordinamento delle attività di ge- Fig. 5 stione delle acque» (UFAM 2013). Corso d’acqua influenzato dalla presenza di una o più centrali che provocano deflussi discontinui in un bacino imbrifero: i tre possibili L’obbligo di coordinamento compete al Cantone. Per ascasi. sicurare un’organizzazione e direzione del progetto coerente in tutto il bacino imbrifero, il Cantone ha la facoltà Caso A Caso B Caso C di nominare un detentore quale responsabile principale.
Confine del bacino imbrifero
Centrale detentore A Centrali detentori B, C, D Tratti di corso d’acqua non influenzati da deflussi discontinui Tratti di corso d’acqua influenzati da deflussi discontinui
Caso A: semplice con una centrale Nel caso A si può applicare direttamente la procedura riportata nella figura 3 senza lavori supplementari.
Caso B: più centrali, un solo detentore Se le centrali appartengono tutte allo stesso detentore (caso B), possono essere considerate come un unico sistema, sia dal profilo economico che giuridico. Dal profilo organizzativo questo sistema è trattato come il caso A e la procedura riportata nella figura 3 è applicata senza modifiche.
Dal punto di vista tecnico, invece, lo studio delle varianti e la scelta delle misure di risanamento sono più complesse rispetto al caso A, in quanto sussiste la possibilità di coordinare oltre alle misure edili anche l’esercizio delle
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3 Definizione degli obiettivi
3.1 Quadro generale ti gli obiettivi e le esigenze necessari per l’elaborazione
delle misure. La definizione degli obiettivi di una misura di risanamento costituisce il punto di partenza per lo studio delle varianti La procedura da seguire per i progetti di risanamento e i delle misure atte a eliminare o a prevenire il pregiudizio nuovi impianti si svolge secondo i passaggi riportati nella sensibile causato dai deflussi discontinui e, quindi, per figura 6. La parte II dell’allegato G illustra i requisiti della la scelta delle misure più appropriate (cap. 4). Per per- documentazione da presentare per la tappa 1. mettere una scelta precisa delle misure di risanamento occorre disporre di una buona base di dati, completi ed Verifica della base di dati per i progetti di risanamento aggiornati. Una volta concluse tutte le fasi previste dal- Per ogni progetto di risanamento occorre verificare se la la tappa 1, vale a dire (i) l’analisi dei deficit, (ii) l’analisi decisione di risanamento e la pianificazione strategica delle cause, (iii) la determinazione degli obiettivi, (iv) la cantonale sono sufficientemente dettagliate e complete preselezione delle misure, (v) l’accordo tra il detentore (vale a dire se tutti gli indicatori della valutazione apdella centrale e le autorità cantonali sul contenuto delle profondita sono stati rilevati secondo il modulo «Risanastudio delle varianti, possono essere considerati defini- mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica»
Fig. 6 Analisi dei deficit, analisi delle cause e determinazione degli obiettivi per i progetti di risanamento e i nuovi impianti.
Progetto di risanamento Nuovo impianto
sì no Domanda 1 Rilevazione dello stato attuale Rilevazione secondo il modulo «Deflussi discontinui – Misure» Analisi dei deficit
Se la(e) causa(e) non sono chiare Integrazione/attualizzazione no Domanda 2 secondo il modulo «Deflussi discontinui – Misure»
sì Previsione dello stato (secondo il modulo «Deflussi discontinui – Misure») dopo la costruzione dell’impianto senza le misure per i Analisi delle cause deflussi discontinui no secondo il modulo «Deflussi Domanda 3 discontinui – Misure» sì
Determinazione degli obiettivi (secondo il modulo «Deflussi discontinui – Misure») per lo stato attuale o lo stato attuale aggiornato per l’eliminazione (risanamento) o la prevenzione (impianti nuovi) del pregiudizio sensibile dovuto a deflussi discontinui
Domanda 1: La morfologia, il bilancio in materiale solido di fondo, il regime di deflusso o la qualità dell’acqua del tratto analizzato si sono modificati in modo sostanziale dal momento della pianificazione strategica cantonale per i deflussi discontinui? Domanda 2: Gli indicatori secondo il modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. 2012) sono stati valutati in modo esaustivo (vale a dire la valutazione approfondita è stata svolta con tutti gli indicatori)? Domanda 3: I pregiudizi causati da deflussi discontinui sono stati riconosciuti in modo inequivocabile?
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[Baumann et al. 2012; di seguito denominato modulo biocenosi vegetali, che rispetto ai pesci e ai macroinver- «Pianificazione strategica»]), se sono sufficientemente tebrati reagiscono in genere in maniera meno sensibile chiari i fattori a cui ricondurre i pregiudizi identificati e alle variazioni idrologiche, l’analisi dei deficit non prevede infine se le condizioni quadro sono rimaste invariate dal un indicatore specifico, poiché allo stato attuale delle comomento della raccolta dei dati (p. es. se la morfologia noscenze non si conosce ancora alcun indicatore capace è stata migliorata, il bilancio in materiale solido di fondo di misurarne il pregiudizio. L’analisi dei deficit presuppone risanato, l’esercizio della centrale modificato). Se questi pertanto che se gli indicatori per i gruppi di organismi tre presupposti sono soddisfatti si può rinunciare all’a- animali, quali i pesci e il macrozoobenthos come pure i nalisi dei deficit e delle cause e passare direttamente biotopi acquatici, rivelano uno stato delle acque suffialla «determinazione degli obiettivi» (cap. 3.4). Questa ciente, non sussistono pregiudizi sensibili neanche per gli opzione deve essere stabilita per iscritto, per esempio organismi vegetali. compilando la scheda di terreno nonché la parte 1 e 2 della tabella ausiliaria dell’allegato D. In caso contrario, Set d’indicatori per l’analisi dei deficit se le condizioni non sono soddisfatte, si dovrà procedere Per l’analisi dei deficit si possono impiegare i set di indicacon l’attualizzazione o l’integrazione dell’analisi dei defi- tori del modulo «Pianificazione strategica» e del presente cit e dell’analisi delle cause (cap. 3.2 e 3.3). modulo «Deflussi discontinui – Misure». In quest’ultimo gli indicatori già esistenti sono stati rielaborati in base Anche se nell’ambito dell’analisi dei deficit e delle cau- allo stato attuale delle conoscenze e integrati con altri se non occorre integrare e aggiornare le basi di dati, indicatori appropriati per la previsione (cfr. p. es. Bruder nell’ambito della determinazione delle misure, in partico- 2012, Auer et al. 2014, Habersack & Hauer 2014; fig. 7). lare per prevederne l’effetto, è comunque necessario fare un nuovo rilievo almeno per gli indicatori di base citati nel Considerazioni sui nuovi indicatori rispetto al modulo modulo. «Pianificazione strategica»
Gli indicatori di base «Parametri idrologici», «Idoneità dell’habitat per i pesci», «Idoneità dell’habitat per il ma-
3.2 Analisi dei deficit crozoobenthos» e la «Deriva» sono stati introdotti per la
prima volta nel modulo attuale poiché si tratta di indica- Significato e scopo dell’analisi dei deficit tori sensibili ai deflussi discontinui. L’analisi dei deficit (stato attuale) determina il tipo e l’entità dei pregiudizi biologici e strutturali esistenti. Un’ana- Il nuovo indicatore di base «Parametri idrologici» comlisi rappresentativa dei deficit fornisce sulla base degli prende i quattro parametri idrologici fondamentali dell’iindicatori utilizzati informazioni sullo stato attuale dell’e- drogramma dei deflussi discontinui: (i) la piena artificiale, cologia delle acque, soprattutto in relazione agli effetti (ii) la portata minima giornaliera, (iii) la velocità di innaldei deflussi discontinui. zamento del livello, (iv) la velocità di abbassamento del livello. L’indicatore «Deflusso minimo» del modulo «Pianificazione strategica» è preso in considerazione tramite 3.2.1 Indicatori il parametro della portata minima giornaliera.
Indicatori biotici e abiotici L’utilizzo del nuovo indicatore supplementare «Colma- Le indagini globali sull’ecologia delle acque svolte tazione esterna» è consigliato esclusivamente per casi nell’ambito dell’analisi dei deficit sono basate su vari indi- specifici con un’elevata torbidità associata ai deflussi catori biotici e abiotici, i quali consentono di verificare se discontinui e in cui è stata riscontrata una problematica la quantità, la composizione e la varietà delle biocenosi di progressiva colmatazione esterna. Questo indicatore vegetali e animali consoni al luogo sono state modificate descrive i limiti di abitabilità degli habitat e, con un certo (impianti esistenti) o saranno modificate (impianti nuovi) sforzo, può anche essere previsto mediante modellizzasecondo l’articolo 41e lettera b OPAc. Per le piante o le zioni.
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Fig. 7 Set di indicatori per l’analisi dei deficit (cfr. allegato C). Con un clic sull’indicatore, potete accedere direttamente al capitolo corrispondente.
Indicatore del modulo
Analisi dei deficit «Pianificazione
Abbreviazione (stato attuale) strategica» Cambiamenti principali rispetto al modulo «Pianificazione strategica» e obiettivi dei nuovi indicatori
Definizione specifica per il corso d’acqua dei valori D2 Parametri idrologici obiettivo per i parametri idrologici in base all’interazione con altri indicatori
P2* Arenamento di pesci Funzioni valore, specie ittiche e loro stadi di sviluppo
Funzione valore, cartografia dei fregolatoi, kit per P3* Luoghi di fregola testare i fregolatoi e le covate (incubatoi)
P6 Idoneità dell’habitat per i pesci Modellazione dell’idoneità di habitat per i pesci
Idoneità dell’habitat per il Modellazione dell’idoneità di habitat per il macrozoobenthos macrozoobenthos
Q1* Temperatura dell’acqua Luogo di misurazione, previsione
Specie ittiche, rinuncia funzione valore, indicatore P4* Popolazioni di avvannotti precedente: «Riproduzione della fauna ittica»
Valutazione della biomassa e della diversità, solo taxa B1* Biomassa e diversità del macrozoobenthos EPT
Zonazione longitudinale del macrozoobenthos
B4 Famiglie EPT
Definizione specifica per un corso d’acqua dei valori soglia DE1 Deriva sulla base degli studi delle ondate di piena artificiali
P1* Modulo CML Pesci Metodo di pesca, interpretazione
B2* Modulo CML Macrozoobenthos Metodo di rilevazione, interpretazione
H1* Colmatazione interna Metodo di rilevazione
H2 Colmatazione esterna Quantificazione dell’abitabilità degli habitat
Indicatori di base Indicatori a largo spettro X* Indicatore rielaborato Indicatori sensibili ai deflussi discontinui Indicatori supplementari X Indicatore nuovo
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Nell’ambito della pianificazione strategica, molti Canto- deflussi discontinui è stato aggiunto ora l’indicatore «Deni e specialisti hanno ritenuto l’indicatore «Produttività riva». Questi indicatori non rientrano tra gli indicatori di ittica» del modulo «Pianificazione strategica» non par- base poiché allo stato attuale delle conoscenze non sono ticolarmente sensibile ai deflussi discontinui e, in parte, sufficientemente calcolabili. È consigliabile effettuare addirittura problematico da impiegare nella valutazione l’analisi degli indicatori sensibili ai deflussi discontinui, (p. es. a causa del ripopolamento con avannotti). Per tale mentre quella degli indicatori a largo spettro è raccomanmotivo non è stato più ripreso nel presente modulo e si data solo se i fattori di influenza abiotici, quali la qualità può rinunciare alla sua rilevazione. dell’acqua e la morfologia, sono considerati sufficienti o buoni o se è disponibile un tratto fluviale di riferimento. In Indicatori di base questi casi anche i due indicatori a largo spettro («Modu- Sono definiti indicatori di base gli indicatori sensibili ai lo CML Pesci» e «Modulo CML Macrozoobenthos») sono deflussi discontinui e ben prevedibili (o almeno prevedibili in grado di fornire indicazioni sul pregiudizio arrecato dai in maniera semiquantitativa). Si tratta dei seguenti sei deflussi discontinui. indicatori: (i) «Parametri idrologici», (ii) «Arenamento di pesci», (iii) «Luoghi di fregola», (iv) «Idoneità dell’habitat Indicatori supplementari per i pesci», (v) «Idoneità dell’habitat per il macrozooben- La «Colmatazione interna» e la «colmatazione esterna» thos», (vi) «Temperatura dell’acqua». Al fine di prevedere sono state classificate come indicatori supplementari l’effetto delle misure e confrontare le varianti delle misure poiché la causa primaria della colmatazione, in linea di tra loro (cap. 4) vanno rilevati almeno cinque indicatori su massima, non sono i deflussi discontinui a cui essa non sei, di cui uno deve comunque sempre essere l’indicatore è quindi particolarmente sensibile (Habersack & Hauer
D2 «Parametri idrologici» (allegato C indicatore D2) poi- 2014). La loro rilevazione è raccomandata per i casi speché si trova in diretta interazione con gli altri indicatori cifici di bacini imbriferi in cui si riscontra un’elevata torbied è fondamentale per determinare gli obiettivi (cap. 3.4) dità e, con essa, la presenza di processi di colmatazione. e gli idrogrammi rappresentativi (allegato E). Mediante Sono utili per comprendere il processo di colmatazione e l’interazione con gli altri cinque indicatori di base, l’indi- quando possibile sarebbero da valutare in rapporto a un catore D2 «parametri idrologici» costituisce un indicato- tratto di riferimento e da impiegare in maniera complere di sintesi del raggiungimento degli obiettivi. Tuttavia mentare. l’indicatore D2 da solo non consente alcuna valutazione conclusiva sullo stato del corso d’acqua e su un eventuale Set d’indicatori ridotto pregiudizio sensibile. Se per analizzare i deficit dovesse risultare sufficiente l’utilizzo di un set d’indicatori ridotto e il rilievo dell’intero La scelta degli indicatori deve essere specifica per il corso set d’indicatori (p. es. nei casi semplici e chiari di piccod’acqua e documentata in modo chiaro e comprensibile. È le centrali) fosse sproporzionato, d’intesa con il Cantone consigliabile attuarla tramite un processo partecipativo. possono essere semplificati il rilievo e l’analisi rinunciando in maniera motivata a determinati indicatori. Indicatori sensibili ai deflussi discontinui e indicatori a largo spettro Sei indicatori ripresi dal modulo «Pianificazione stra- 3.2.2 Determinazione del pregiudizio sensibile tegica» sono stati ora suddivisi in due classi: indicatori non sensibili ai deflussi discontinui, definiti a largo Per i progetti di risanamento si può continuare a determispettro («Modulo CML Pesci» e «Modulo CML Macro- nare il pregiudizio sensibile secondo il metodo del modulo zoobenthos») e indicatori sensibili ai deflussi discontinui «Pianificazione strategica», premesso che gli indicatori («Presenza di avannotti», «Biomassa e diversità del ma- siano completi (vale a dire tutti gli indicatori secondo la crozoobenthos», «Zonazione longitudinale del macrozo- valutazione sommaria o la valutazione approfondita) e la obenthos» e «Famiglie EPT»). Agli indicatori sensibili ai quantità di dati sia sufficiente.
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Definizione del pregiudizio sensibile dei singoli indicatori. Si tratta di capire quali caratteristi- Un pregiudizio arrecato dai deflussi discontinui è con- che idrologiche-idrauliche, idromorfologiche o qualitative siderato sensibile quando la portata durante l’ondata di dell’acqua della sezione di corso d’acqua analizzata depiena artificiale supera di almeno 1,5 volte la portata terminano la particolare classe di stato degli indicatori. ridotta e la quantità, la composizione e la varietà delle Una volta noti i pregiudizi causati dai deflussi discontinui biocenosi vegetali e animali consoni al luogo sono mo- si possono poi identificare i parametri idrologici fondadificate in modo pregiudizievole (art. 41e OPAc). Questo mentali dell’idrogramma all’origine dei pregiudizi manifecontesto è dato quando la maggior parte degli indicato- stati dagli indicatori. ri di base rivela uno stato mediocre o uno di essi rivela uno stato insoddisfacente o cattivo. Quanto affermato Cause non associate ai deflussi discontinui vale sia per i risanamenti che per i nuovi impianti. Per Occorre individuare anche le cause non correlate ai quest’ultimi la determinazione del pregiudizio sensibile deflussi discontinui (p. es. uno stato morfologico o una si basa sulla previsione degli indicatori di base dopo la qualità dell’acqua insufficienti) che contribuiscono alla costruzione dell’impianto. Nei casi in cui la metà degli comparsa del pregiudizio. Questo potrebbe servire a otindicatori di base manifesta uno stato mediocre, occor- tenere un’efficacia ecologica ancora migliore, per esemre attribuire all’indicatore D2 una ponderazione minore a pio inserendo nello studio delle varianti secondo il capicausa della sua interazione con gli altri cinque indicatori. tolo 4.2 (cfr. allegato E parte «misure edili») delle misure morfologiche puntuali volte creare luoghi di rifugio per le La nuova definizione di pregiudizio sensibile è più precisa larve e gli avannotti con settori in cui durante le ondate ma non più rigorosa rispetto a quella data nel modulo di piena artificiali la velocità e la profondità di deflusso
«Pianificazione strategica»: non è più rigorosa poiché restano basse o, ancora, coordinando le misure di risasingolarmente gli indicatori possono ancora presentare namento dei deflussi discontinui con quelle di rivitalizzauno stato mediocre; è più precisa poiché la presenza del zione morfologica. pregiudizio sensibile si basa sui sei indicatori che evidenziano i pregiudizi specificamente associati ai deflussi Ausili per l’analisi delle cause discontinui e che, rispetto agli altri indicatori, non sono La rilevazione dei dati morfologici e idrologici secondo influenzati dalla qualità dell’acqua. Anche la morfologia l’allegato B serve a interpretare i deficit e a determinarne delle acque influenza direttamente gli indicatori di base le cause. e non è pertanto considerata nell’ambito della loro determinazione. Le parti 1 e 2 della tabella ausiliaria riportata nell’allegato D illustrano tramite un esempio come utilizzare le classi di stato degli indicatori per analizzare i deficit delle
3.3 Analisi delle cause acque. La matrice proposta può essere utilizzata in modo
indistinto per i diversi casi (come nell’esempio riportato) al Significato e scopo dell’analisi delle cause fine di determinare le cause. Considerato il suo carattere L’analisi delle cause mette in relazione i deficit dei corsi di validità generale non sostituisce le conoscenze sped’acqua con le cause ed è indispensabile per identificare cialistiche interdisciplinari e le esperienze degli esperti. in maniera univoca i pregiudizi associati ai deflussi discontinui, ciò che a sua volta consente di dedurre e deter- In assenza di informazioni che consentano di spiegare in minare gli obiettivi appropriati per le misure da realizzare. modo plausibile le cause occorre far ricorso alla rilevazione e valutazione di indicatori supplementari, all’impie- Cause associate ai deflussi discontinui go di kit test (cfr. allegato C indicatore P3*) ecc. I pregiudizi esistenti rilevati per gli indicatori dell’analisi dei deficit (cap. 3.2) forniscono prime informazioni sulle probabili cause. L’analisi delle cause serve a verificare con maggiore precisione a cosa ricondurre i pregiudizi
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Eccezione: esonero dall’obbligo di risanamento Procedura per la determinazione degli obiettivi I detentori delle centrali possono essere esonerati La procedura per determinare gli obiettivi segue lo schedall’obbligo di risanamento qualora in base all’analisi del- ma della figura 8 ed è descritta qui di seguito e illustrale cause i pregiudizi identificati nelle acque non siano ri- ta con un esempio, nella parte 3 della tabella ausiliaria conducibili ai deflussi discontinui ma ad altre cause. Se è dell’allegato D. soddisfatta tale condizione il Cantone esonera la centrale idroelettrica in questione dall’obbligo di risanamento dei Obiettivo generale delle misure di risanamento dei deflussi discontinui. Si raccomanda al Cantone di con- deflussi discontinui sultare l’UFAM prima di decidere l’esonero dall’obbligo L’obiettivo stabilito nell’articolo 39a capoverso 1 LPAc è di risanamento. Swissgrid rimborsa al concessionario i di eliminare, nel caso di impianti esistenti, e di prevenire, costi delle indagini. nel caso di nuovi impianti, il pregiudizio sensibile arrecato dai deflussi discontinui.
3.4 Determinazione degli obiettivi Determinazione degli obiettivi concreti per i singoli
indicatori Significato e scopo della determinazione degli obiettivi Per ogni indicatore di base considerato che mostra un defi- Dopo aver rilevato i deficit e stabilito le loro cause si pro- cit significativo (stato da mediocre a cattivo) vanno stabiliti cede a determinare gli obiettivi da raggiungere mediante degli obiettivi concreti (= classi di stato per stato obiettivo) l’adozione delle misure di risanamento dei deflussi di- da raggiungere con le misure di risanamento dei deflussi discontinui. Tali obiettivi costituiscono la base per lo studio scontinui al fine di eliminare o prevenire i pregiudizi sensibili delle varianti e la scelta delle misure secondo il capitolo 4. (cfr. definizione del pregiudizio sensibile, cap. 3.2.2).
Fig. 8 Schema della procedura generale per determinare gli obiettivi.
Obiettivo stabilito dalla legge Obiettivo ecologico
Obiettivi concreti (= classi di stato per stato auspicato) per indicatori di base Differenziazione biotica e abiotica
Valori obiettivo dei parametri idrologici per gli indicatori di base
Episodi estremi Episodi ripetuti Traduzione e operazionalizzazione (quantile al 95 %) (quantile al 60 %) idrologiche
Profilo dei requisiti idrologici per l’idrogramma futuro (cfr. allegato D)
Selezione della misura
Misure edili e/o di esercizio inclusa la loro gestione (cfr. allegato E)
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Gli obiettivi stabiliti per i singoli indicatori devono rispet- periodo di fregola e di schiusa della specie predominante. tare i quattro criteri seguenti: In alcune circostanze per raggiungere gli obiettivi potrebbe essere necessario o utile integrare o ricorrere in alter- 1. gli obiettivi fanno riferimento ai parametri idrologici nativa ad altre misure locali di natura morfologica (cfr. fondamentali dell’idrogramma dei deflussi discontinui: allegato E parte «misure edili»), come quando l’idoneità (i) piena artificiale, (ii) portata minima giornaliera, (iii) dell’habitat per i pesci o i macroinvertebrati secondo gli velocità di innalzamento del livello, (iv) velocità di ab- indicatori P6 e B5 è insufficiente o mancano le strutture bassamento del livello; adeguate per la fregola in caso di portata minima gior- 2. gli obiettivi tengono conto per quanto possibile del naliera. Le misure locali di natura morfologica non sono regime di deflusso naturale e della sua variabilità sta- equiparabili alle rivitalizzazioni secondo la legislazione gionale; in materia di protezione delle acque (art. 38a LPAc). Le 3. gli obiettivi tengono conto delle specie predominanti e misure di rivitalizzazione vanno coordinate con le misure dei loro stadi di sviluppo, della morfologia delle acque di risanamento dei deflussi discontinui ma nonne fanno (orientandosi alle sezioni del corso d’acqua caratte- parte. rizzate da uno stato morfologico possibilmente buono, cfr. allegato B) e del potenziale ecologico (vale a dire Pregiudizi causati da episodi di deflussi discontinui che quanto più elevato è il potenziale ecologico di un estremi e ripetuti corso d’acqua tanto più ambiziosi dovranno essere gli Nella definizione dei valori obiettivo dei parametri idroloobiettivi da realizzare); gici si distingue tra (tab. 1): 4. gli obiettivi tengono conto dello stato attuale, ovvero dello stato attuale aggiornato a seguito di misure di a) i pregiudizi che insorgono a causa di pochi, ma in comprotezione delle acque realizzate, pianificate o pre- penso estremi, deflussi discontinui in periodi particoviste (p. es. la rivitalizzazione, la protezione contro le larmente critici sotto l’aspetto ecologico (p. es. periodi piene, il ripristino della libera migrazione dei pesci e di fregola). Per eliminare tali pregiudizi è necessario
del bilancio in materiale detritico, il mantenimento di rispettare il valore obiettivo del parametro idrologico adeguati deflussi residuali) e di altri progetti nel ba- con una frequenza elevata (quantile del 95 %); cino imbrifero che possono influenzare l’effetto delle b) i pregiudizi che insorgono a causa di episodi di deflussi misure (p. es. la costruzione di nuove centrali idro discontinui periodici e ripetuti ma meno estremi. Per elettriche). eliminare tali pregiudizi è sufficiente rispettare il valore obiettivo con una frequenza un po’ meno elevata Valori obiettivo dei parametri idrologici e profilo dei (quantile del 60 %). requisiti idrologici Una volta definiti gli obiettivi per i singoli indicatori di Un esempio di caso (a) è il rispetto al 95 per cento di un base secondo le classi di stato, si possono fissare i va- valore obiettivo di portata minima giornaliera durante il lori obiettivo dei parametri idrologici che devono essere periodo critico dello sviluppo dei fregoli in maniera tale rispettati per raggiungerli. Sulla base di tali valori obiet- da garantire che almeno una parte di questi sia costantivo e del profilo di requisiti idrologici che ne deriva (cfr. temente bagnata dall’acqua. Un esempio di caso (b) è tabella ausiliaria parte 3 allegato D) si possono elaborare il rispetto al 60 per cento di un valore obiettivo di piena le misure per il futuro idrogramma. artificiale al fine di limitare la zona intertidale durante il periodo di sviluppo degli avannotti. In questa zona inter- Gli approcci per le possibili misure potrebbero essere l’in- tidale il rischio di arenamento è in realtà sostanzialmente cremento del deflusso minimo, la riduzione del deflusso presente, tuttavia mantenendo per esempio bassa la vemassimo, il rallentamento della velocità di variazione dei locità di abbassamento del livello dell’acqua, nonostante livelli ed, eventualmente, la riduzione del numero di onda- un valore obiettivo rispettato solo al 60 per cento, non te di piena artificiali. I valori obiettivo possono variare in si devono temere perdite considerevoli di popolazioni di base alle stagioni, alcuni sono per esempio validi solo nel avannotti.
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Precisazioni relative agli obiettivi e ai valori obiettivo Indicazioni precise su come stabilire i valori obiettivo dei È importante circoscrivere gli obiettivi in maniera suffi- vari parametri idrologici e su come valutarli e rappresencientemente precisa in modo tale da consentire un con- tarli sono riportate nell’allegato C (indicatore D2). Il rifetrollo dell’efficacia su cui le autorità cantonali possano rimento alla gestione e all’ottimizzazione delle misure è basarsi per richiedere un eventuale adeguamento (cap. 5). illustrato nell’allegato E (parte «gestione delle misure»).
I quantili riportati nella tabella 1 sono da intendersi come valori di riferimento generali. È da sottolineare che questi 3.5 Preselezione delle misure quantili vanno stabiliti in base al profilo ecologico del corso d’acqua specifico e non in modo schematico secondo Progetti di risanamento la tabella 1. Per i progetti di risanamento la fase della preselezione delle misure deve essere svolta soltanto se le condizio- A seconda del quantile stabilito, i valori obiettivo dei pa- ni quadro sono cambiate dalla decisione di risanamento rametri idrologici possono essere superati per il 5 o il 40 (p. es. è stata migliorata la morfologia, è stato risanato il per cento dei giorni del periodo preso in considerazione bilancio in materiale solido di fondo, è stato modificato (casi eccezionali). Per non mettere a rischio l’eliminazione l’esercizio della centrale) oppure se il Cantone non ha o la prevenzione dei pregiudizi causati dai deflussi di- potuto fissare le misure da adottare nella decisione di scontinui, i discostamenti sono da valutare sempre caso risanamento per motivi di tempo o per insufficiente diper caso e sotto il profilo ecologico del corso d’acqua sponibilità di dati di base. interessato. Ciò significa che durante i casi eccezionali la piena artificiale, la portata minima giornaliera o la ve- Significato e scopo della preselezione delle misure locità di variazione del livello possono discostarsi solo di La preselezione delle misure consiste in una prima sepoco dal valore obiettivo stabilito. La rappresentazione lezione sommaria delle possibili misure da adottare per della frequenza cumulata secondo l’indicatore D2 (alle- realizzare gli obiettivi. Per escludere le misure manifestagato C) serve per accertare mediante una perizia che i mente sproporzionate la preselezione si svolge tenendo superamenti siano di entità moderata. conto delle condizioni specifiche del corso d’acqua e del
Tab. 1 Approcci per determinare i valori obiettivo dei parametri idrologici specifici per un corso d’acqua. Il quantile descrive il tasso di frequenza con cui deve essere rispettato il valore obiettivo. L’indicatore determinante indica con quale indicatore prevedibile (indicatore di base) interagiscono i parametri idrologici (per i dettagli si veda l’allegato C indicatore D2). Per l’escursione termica e per la velocità di variazione della temperatura, in ragione del metodo impiegato, si utilizza un quantile del 90 e non del 95 per cento (cfr. allegato C indicatore Q1*).
Approcci per determinare i valori obiettivo dei parametri idrologici Quantile Indicatore di base determinante specifici per un corso d’acqua.
Stabilità dm nidi di fregola 95 % P3* Limitazione della zona intertidale 60 % P2*, B5, P6 Limitazione dell’escursione termica 90 % Q1* Riduzione generale della deriva (dagli studi di deriva) 60 % DE1/D2 Assenza di deriva catastrofica (dagli studi di deriva) 95 % DE1/D2 Fregola e sviluppo dei fregoli (evitare la messa a secco) 95 % P3* Idoneità di habitat sufficiente per il macrozoobenthos 60 % B5 Idoneità di habitat sufficiente per i pesci (secondo gli stadi di sviluppo) 60 % P6 Riduzione dell’arenamento (secondo gli stadi di sviluppo) 95 % P2* Riduzione della velocità di variazione della temperatura 90 % Q1* … altri approcci specifici per il corso d’acqua secondo gli esperti
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Esempio generico tri idrologici si stabiliscono quindi i corrispondenti Dall’analisi dei deficit condotta sulla base degli indica- valori obiettivo: tori emerge che esiste un pregiudizio delle acque a causa dell’insufficiente densità degli avannotti di trota • P2* per il periodo marzo/aprile (trota fario, stadio fario. Con l’analisi delle cause si arriva alla conclusio- larvale): velocità di abbassamento del livello ne che, essendo presenti gli habitat preferiti dagli < 0,3 cm/min, quantile al 95 %. Ciò significa che la avannotti, il pregiudizio non può essere di natura mor- velocità di abbassamento del livello in questo periofologica. Sono tuttavia note due cause associate spe- do può superare tale valore al massimo per il 5 % cificamente ai deflussi discontinui: una ridotta «idonei- degli episodi di deflussi discontinui. tà dell’habitat per i pesci» (evidenziata dall’indicatore • P2* per il periodo da aprile a settembre (trota fario, di base P6) e un aumentato rischio di «arenamento di stadio giovanile): velocità di abbassamento del livelpesci» (evidenziato dall’indicatore di base P2*). Si lo < 3 cm/min, quantile al 95 %. passa quindi a determinare gli obiettivi (p. es. classe di • P6 per il periodo da aprile a settembre (trota fario, stato «buono») per questi due indicatori prevedibili stadio giovanile): piena artificiale < 20 m3/s, quantile sensibili ai deflussi discontinui (P2* e P6). al 60 %. Ciò significa che in questo periodo i picchi di piena non devono superare questo valore in almeno Il parametro idrologico determinante per l’indicatore il 60 % degli episodi di deflussi discontinui in manie- P2* è la velocità di abbassamento del livello dell’ac- ra tale da garantire che la perdita di superficie di qua; per l’indicatore P6 è la piena artificiale nella se- habitat idoneo sia < 20 % (classe di stato «buono» zione del corso d’acqua analizzato. Per questi parame- secondo la funzione valore dell’indicatore P6).
Caso specifico: centrali elettriche di Oberhasli (KWO) di un bacino e una caverna di compensazione con rela- Se come nell’Hasliaare le cause dei pregiudizi rilevati tiva gestione). Al fine di eliminare il pregiudizio arrecaassociate ai deflussi discontinui (principalmente l’are- to agli avannotti, per l’Hasliaare sono auspicabili annamento dei pesci e la biomassa dei macroinvertebrati) che delle misure morfologiche che creerebbero habitat sono da ricondurre alla velocità di innalzamento e ab- idonei per gli avannotti. Tali misure saranno elaborate bassamento del livello dell’acqua, occorre in primo nell’ambito di analisi separate, poiché i pregiudizi non luogo migliorare questi due parametri idrologici me- sono associati ai deflussi discontinui (Bieri et al. 2013, diante l’adozione di un’opportuna misura (costruzione Schweizer et al. 2013 (1) – (4)).
bacino imbrifero come pure dei presupposti tecnici e della Come aiuto per lo svolgimento del punto (i), l’allegato E stima approssimativa dei costi. Questa selezione som- (parte «possibili misure») riporta un elenco con una bremaria non implica ancora una priorizzazione e una scelta ve descrizione delle possibili misure edili e di esercizio. di misure concrete, che saranno invece svolte nell’ambito È probabile che dall’elaborazione del presente modulo del capitolo 4 sulla base di approfondite analisi dell’effi- siano nel frattempo state sviluppate anche altre solucienza dei costi. zioni che possono essere prese in considerazione per il caso specifico. Durante la preselezione delle misure si Procedura per la preselezione delle misure consiglia, laddove opportuno e in particolare nel caso di In questa fase si tratta principalmente di (i) considerare impianti più piccoli, di prendere in considerazione anche tutte le potenziali misure, (ii) individuare le misure at- l’opzione dello smantellamento. Inoltre, è consigliabile tuabili e (iii) scartare le misure manifestamente spropor- considerare anche le misure di esercizio, che possono zionate. rappresentare soluzioni flessibili e proporzionate.
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Con il punto (ii) si stabilisce quali delle potenziali misu- Controllo dell’efficacia ecologica globale sul corso re prese in considerazione siano effettivamente attuabili d’acqua valutando in modo sommario le condizioni tecniche (p. es. L’efficacia ecologica globale è valutata in base a una vela quantità di acqua di esercizio minima necessaria per rifica (perizia) del miglioramento dello stato ecologico del il funzionamento delle turbine, il tempo di accensione e corso d’acqua effettuata sulla base delle classi di stato di spegnimento delle stesse) nonché le condizioni quadro degli indicatori. che caratterizzano lo specifico corso d’acqua e bacino imbrifero interessato (p. es. la protezione contro le piene, Valutazione dei costi le condizioni spaziali come la rete idrografica, gli insedia- I costi di costruzione (senza pianificazione, fabbisogno menti o le infrastrutture, le disposizioni di protezione). Si di superficie e impatti sull’esercizio) dipendono dal sito raccomanda di valutare già durante la preselezione delle specifico, ma rimane comunque possibile una stima apmisure l’aspetto della loro sostenibilità, come per esem- prossimativa sulla base dei valori empirici di costruzioni pio l’effetto di una misura di risanamento sulla produzione o elementi di costruzione paragonabili e tenendo conto di energia, sulla protezione contro le piene, sul valore ri- delle peculiarità locali (p. es. Bieri 2012, Rückhaltebecken creativo di un corso d’acqua o sull’estetica del paesaggio. KWO1, Rückhaltebecken Tierfehd und Linthal2). Una determinazione più precisa dei costi delle misure va fatta Con il punto (iii) i diversi tipi di misure (p. es. i bacini di nell’ambito dello studio delle varianti e della scelta delle accumulo sotterranei o superficiali, gli scarichi diretti) misure (cap. 4) per poter dimostrare l’ottimizzazione delle sono valutati stimando approssimativamente la loro ef- varianti delle misure e consentire una scelta oggettiva e ficacia ecologica globale sul corso d’acqua e i loro costi. trasparente della miglior variante. Si tratta di individuare quali misure, per il loro effetto e i loro costi, sono manifestamente sproporzionate rispetto Valutazione dei bacini di accumulo ad altre (fig. 9) o non sono assolutamente coordinabili con Se la misura prevede una ritenuta di acqua, per esempio
altre condizioni quadro e che pertanto sono da scartare a tramite bacini o caverne di compensazione, è assolutapriori. Si parte dal presupposto che, salvo rare eccezioni, mente imprescindibile tener conto del fatto che l’effetto una misura proporzionata esista sempre. della misura dipende dal regime di esercizio della centrale idroelettrica, dal volume di accumulo disponibile Fig. 9 come pure dal tipo di gestione del bacino e da quanto Selezione sommaria per la preselezione delle possibili misure da questa sia flessibile. Il volume di accumulo necessario va adottare. ottimizzato tramite una gestione controllata dello scarico del bacino (cfr. allegato E «gestione delle misure») che non tenga conto soltanto del rapporto tra piena artificiale
Efficacia ecologica globale e portata minima giornaliera ma anche dei deficit, delle cause e degli obiettivi prefissati. L’articolo 39a capoverso
1 LPAc disciplina infatti la prevenzione e la rimozione di
un pregiudizio sensibile e non il rispetto di un determinato
stimata per il corso d’acqua rapporto tra piena artificiale e portata minima giornaliera. Un tale approccio potrebbe far sì che per eliminare o prevenire i pregiudizi siano necessari volumi di accumu- Costi delle misure lo significativamente inferiori, il che avrebbe a sua volta un influsso diretto sulla fattibilità e sulla proporzionalità Misure Misure Misure chiaramente della misura. chiaramente da verificare sproporzionate proporzionate (da escludere)
1 Costi esatti riportati in letteratura non liberamente accessibile. Scambio
di valori empirici possibile nell’ambito di una collaborazione bilaterale e finalizzata tra i detentori di centrali. 2 Cfr. nota 1.
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tezione delle acque sotterranee) nonché con altri proget- Caso specifico: centrali elettriche di ti (p. es. nuovi impianti idroelettrici) nel bacino imbrifero Oberhasli (KWO) (cfr. a tale proposito i cap. 2.4 e 4.4 nonché l’allegato D Le centrali elettriche di Oberhasli (KWO) hanno con- «Scheda di terreno»). La scelta delle misure da adottare siderato come misure potenzialmente attuabili da un deve prendere in considerazione anche gli aspetti dello lato lo scarico diretto dell’acqua turbinata nel lago di sviluppo sostenibile. Brienz e dall’altro la predisposizione di un bacino di accumulo tra la centrale e il punto di restituzione Si raccomanda inoltre di invitare già in questa occasione dell’acqua nell’Hasliaare. Lo scarico diretto nella gli altri attori coinvolti e interessati (ONG, proprietari di galleria lunga 16 chilometri tra il punto di restituzio- fondi, cerchie agricole, Comuni ecc.) a partecipare a un ne dell’acqua e il lago di Brienz sarebbe in ogni caso, evento informativo per conoscere la situazione effettiva, anche sfruttando il dislivello esistente per produrre gli obiettivi, l’orientamento generale delle misure e per energia elettrica, associato a costi manifestamente presentare le loro richieste. Tale raccomandazione è parnon proporzionali e a interventi paesaggistici estremi ticolarmente importante quando le possibili misure hanno correlati alla messa in discarica del materiale di sca- un notevole fabbisogno di superficie oppure quando invo. Dopo la selezione sommaria, tenendo conto del teressano le superfici per l’avvicendamento delle colture. rapporto costi-efficacia e delle condizioni paesaggi- Proposte concrete relative all’identificazione degli attori stiche, i successivi accertamenti si sono concentrati interessati, al genere di partecipazione e alla pianificasulle varianti delle misure che prevedono diversi vo- zione si trovano in due documenti redatti dal gruppo di lumi di accumulo fino a un massimo di 100 000 m3 e lavoro «Dialog Wasserkraft» dell’Agenda 21 per l’acqua sull’ottimizzazione della gestione della struttura di (Agenda 21 per l’acqua 2012 e 2013). In linea del tutto restituzione (Schweizer et al. 2013 (3) – (4)). generale, per quanto concerne la partecipazione si rimanda alla guida pratica per una gestione a scala di bacino, parte 8 «Partecipazione» (UFAM 2012, disponibile
3.6 Accordo tra il detentore della centrale e soltanto in tedesco e francese) e in merito alla procedura
le autorità cantonali per le misure soggette all’esame dell’impatto sull’ambiente (EIA) si rimanda al Manuale EIA, Direttiva della Significato e scopo dell’accordo Confederazione per l’esame dell’impatto sull’ambiente, L’elaborazione delle misure, la valutazione delle varianti e Modulo 3 «Procedure» (UFAM 2009). la scelta della miglior variante possono comportare oneri elevati sia in termini di tempo che di costi. Per ridurre al minimo l’onere di pianificazione, nei casi di risanamento degli impianti esistenti, è consigliabile che prima di avviare lo studio delle varianti (cap. 4) i detentori e le autorità cantonali si accordino in merito al suo contenuto (e alle eventuali direttive e condizioni quadro) basandosi sui risultati delle analisi dei deficit e delle cause come pure sulla determinazione degli obiettivi e sulla preselezione argomentata delle misure da adottare (cap. 3.2 – 3.5).
In tale contesto va inoltre considerato il coordinamento con le altre misure di protezione delle acque (soprattutto la rivitalizzazione dei corsi d’acqua e delle zone golenali, il ripristino della libera migrazione dei pesci e del bilancio in materiale solido di fondo, il mantenimento di adeguati deflussi residuali, la protezione contro le piene e la pro-
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4 Studio delle varianti e scelta
delle misure
4.1 Quadro generale zione, esercizio conforme alla concessione con eventuali
restrizioni) e delle misure (tipo, ubicazione, estensione In questa tappa si tratta di elaborare le varianti delle mi- ecc.). Per valutare correttamente sia la fattibilità delle sure e di valutare se sono appropriate per raggiungere misure in relazione all’aspetto tecnico e alle caratteristigli obiettivi definiti (cap. 3.4) con lo scopo di eliminare che specifiche del bacino imbrifero coinvolto, sia i costi, o prevenire i pregiudizi sensibili. Le misure devono es- la descrizione delle varianti dovrà includere anche il presere appropriate, conseguire il miglioramento ecologico dimensionamento delle componenti edilizie fondamentarichiesto ed essere conformi allo stato della tecnica. Le li, quantificare l’eventuale fabbisogno di superficie delle misure elaborate nello studio delle varianti devono inoltre misure e dei punti permanenti di deposito dei materiali soddisfare i criteri menzionati nell’articolo 39a capover- nonché illustrare l’eventuale effetto delle misure sull’eso 2 LPAc. La scelta delle misure deve avvenire tenendo sercizio (produzione di elettricità). conto del grado di pregiudizio e del potenziale ecologico del corso d’acqua, della proporzionalità dei costi, degli Procedura per determinare l’efficacia ecologica delle interessi della protezione contro le piene e degli obiet- misure di risanamento dei deflussi discontinui tivi di politica energetica in materia di promozione delle Per determinare l’efficacia ecologica delle misure occorenergie rinnovabili. È inoltre necessario che nel bacino re, in prima istanza, fare una previsione sullo stato del imbrifero del corso d’acqua influenzato dai deflussi di- corso d’acqua interessato dopo l’attuazione delle misure scontinui le relative misure vengano coordinate durante di risanamento dei deflussi discontinui. La valutazione di la loro elaborazione tra loro e con le altre misure di pro- tale stato consentirà di fare un confronto con gli obiettezione delle acque (art. 39a cpv. 3 LPAc in combinato tivi definiti e quindi a sua volta di determinare il grado disposto con l’art. 46 cpv. 1 OPAc). di raggiungimento degli stessi. Si procede infine aggregando i singoli gradi di raggiungimento degli obiettivi per Sulla base di tutte le analisi e valutazioni dettagliate ottenerne uno per ogni misura. Quest’ultimo corrisponde
svolte nell’ambito della tappa 2 con le fasi (i) studio delle all’efficacia ecologica complessiva complessivo di una varianti, (ii) scelta delle misure, (iii) coordinamento con misura e nell’ambito della scelta della misura più idole altre misure di protezione delle acque, viene defini- nea sarà anche messo in relazione con i costi (cap. 4.3). ta la misura più appropriata (miglior variante) che sarà L’aggregazione non è un metodo per analizzare singoli sottoposta alla verifica del Cantone e, se necessario, fattori limitanti. Tali fattori devono essere esaminati dagli successivamente all’UFAM (fig. 2). Le autorità cantonali esperti durante la valutazione delle misure. scelgono poi la miglior variante per la progettazione. Previsione dello stato dopo l’attuazione delle misure La parte III dell’allegato G illustra i requisiti della docu- Per prevedere lo stato dopo l’attuazione delle misure mentazione da presentare per la tappa 2. sono indicati in particolare i seguenti sei indicatori di base: «arenamento di pesci», «luoghi di fregola», «idoneità dell’habitat per i pesci», «idoneità dell’habitat per 4.2 Studio delle varianti il macrozoobenthos», «temperatura dell’acqua», «parametri idrologici». Descrizione dettagliata delle varianti La previsione dell’effetto delle misure e la stima dei re- Lo stato delle acque pregiudicate dai deflussi discontinui lativi costi presuppongono un’esatta descrizione dell’im- dopo l’attuazione delle relative misure di risanamento può pianto (specifiche tecniche, serbatoi, captazioni, restitu- essere previsto mediante appropriati strumenti di model-
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lizzazione come i modelli numerici ed, eventualmente, i reti idrografiche complessi. In questi casi, e in particolare modelli fisici (allegato F). A titolo integrativo si possono quando si verifica una sovrapposizione delle ondate di nelle acque stesse eseguire per un arco di tempo limitato piena artificiali provenienti da più centrali, è fondamendei test (studi delle ondate di piana artificiali, kit est ecc.) tale chiarire i seguenti punti: le velocità di propagazione sugli effetti di breve durata. Altre possibilità sono le valu- delle onde, la laminazione dinamica (attenuazione della tazioni degli esperti basate su perizie, verifiche incrociate piena artificiale), eventualmente la creazione di onde (au- e conclusioni per analogia. mento della piena artificiale) o la sovrapposizione temporale e spaziale delle ondate di piena artificiali. Per gestire La messa a punto di modelli previsionali richiede dati modelli di questo tipo è fondamentale una calibrazione esaurienti sulle acque pregiudicate dai deflussi discon- con i dati di deflusso disponibili. tinui e sugli idrogrammi. Generalmente i dati sul tratto di corso d’acqua con deflussi discontinui e sulle relative Per gli habitat o per rispondere a domande specifiche sezioni sono già rilevati nell’ambito della valutazione dello occorrerebbero modellizzazioni bi- o tridimensionali, che stato attuale (cap.3) con la rilevazione dei dati morfologi- tuttavia sono molto onerose. Si consiglia pertanto di non ci e idrologici (allegato B) nei tratti da analizzare stabiliti. eseguire una modellizzazione dettagliata per tutte le sin- Se per il corso d’acqua influenzato da deflussi discontinui gole sezioni del corso d’acqua pregiudicato dai deflussi si prevedono oltre alle misure di risanamento dei deflus- discontinui ma di selezionare per ogni tipo di morfologia si discontinui altre misure idrologiche e/o morfologiche esistente o previsto (canale, fiume con banchi di ghiaia, (p. es. i risanamenti di deflussi residuali, il risanamento fiume con ramificazioni ecc.) dei tratti rappresentativi del bilancio in materiale solido di fondo, le rivitalizzazioni da analizzare. Per ogni misura verranno quindi model- o i progetti per la protezione contro le piene), anche que- lizzati i tratti da analizzare selezionati (sezioni di corso
ste vanno aggiunte nel modello. La previsione sullo stato d’acqua a – c nella tab. 2). Dai risultati del modello unia misure attuate avviene pertanto tenendo conto dello dimensionale si ottengono informazioni sulle condizioni stato futuro (comprese altre modifiche). La determinazio- marginali idrauliche (soprattutto sul livello dell’acqua e ne degli idrogrammi rappresentativi per il corso d’acqua sui deflussi). può essere svolta secondo le indicazioni dell’allegato E. Dalle modellizzazioni dei tratti da analizzare seleziona- L’allegato F illustra gli aspetti fondamentali da considera- ti, fatte in funzione della situazione dopo l’attuazione re nella scelta degli strumenti di modellizzazione più ap- delle misure di risanamento dei deflussi discontinui, propriati e riporta esempi attuali di modellizzazione asso- scaturiscono i dati per valutare lo stato degli indicatociati ai deflussi discontinui. I dati specifici degli indicatori ri prevedibili. Si tratta principalmente delle profondità che servono per la modellizzazione, come per esempio le e delle velocità di flusso nelle sezioni di corso d’acqua curve di preferenza per i pesci e i macroinvertebrati oppu- modellizzate come pure della stabilità del substrato con re le informazioni sui kit test (cfr. l’indicatore P3*) utilizzati riferimento alla granulometria. In tal modo si possono per gli studi delle acque, sono riportati nell’allegato C. individuare le superfici bagnate e quelle messe a secco in presenza dei deflussi discontinui nonché le idoneità Modellizazioni di habitat rispetto ai diversi tipi di deflusso e la stabilità L’onere associato all’elaborazione delle modelizzazioni dei fregolatoi. idrauliche deve essere sostanzialmente proporzionato alla complessità del bacino imbrifero (numero di impianti Valutazione dello stato dopo l’attuazione delle misure che provocano ondate di piena artificiali, morfologie pre- Lo stato previsto dopo l’attuazione delle misure di risasenti e future, lunghezza e ampiezza come pure l’impor- namento dei deflussi discontinui è valutato mediante le tanza e il potenziale ecologico del corso d’acqua ecc.). funzioni valore. La definizione delle funzioni valore per i singoli indicatori è riportata nell’allegato C. I modelli idraulici uni o bidimensionali, non stazionari (= dipendenti dal tempo) trovano impiego in bacini imbriferi e
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Per tutti gli indicatori di cui si tiene conto nell’ambito del- dopo l’attuazione delle misure di risanamento dei deflusla determinazione degli obiettivi (cap. 3.4) si valuta, con si discontinui. Il grado di raggiungimento dell’obiettivo l’ausilio della funzione valore e in base allo stato previsto è calcolato per ogni misura, per ogni sezione del corso (modellizzato) del tratto da analizzare, lo stato futuro degli d’acqua e per ogni indicatore («grado di raggiungimento indicatori, che viene ripreso per le corrispondenti sezioni dell’obiettivo» nella tab. 2). Il valore calcolato esprime la del corso d’acqua. Con questa valutazione dello stato si differenza tra la classe di stato prevista e quella stabilita ottengono, per ogni misura, le classi di stato dei singoli in- negli obiettivi. dicatori per ogni sezione del corso d’acqua («stato previsto dopo l’attuazione delle misure» nella tab. 2) che servono Determinazione dell’effetto globale delle misure per determinare il grado di raggiungimento degli obiettivi. Per confrontare tra loro le singole misure occorre aggregare i vari gradi di raggiungimento degli obiettivi fino a Determinazione del grado di raggiungimento degli ottenere un unico grado complessivo di raggiungimento obiettivi delle misure degli obiettivi (= effetto globale). Si procede dapprima con Il raggiungimento dei singoli obiettivi definiti nel capito- l’aggregazione dei gradi di raggiungimento dell’obiettivo lo 3.4 si determina operando un confronto fra lo stato degli indicatori per sezione di corso d’acqua e poi con obiettivo e lo stato previsto nel corso d’acqua interessato l’aggregazione delle sezioni di corso d’acqua considerate.
Tab. 2 Efficacia ecologica globale delle misure. La tabella deve contenere tutti gli indicatori che sono stati definiti nell’ambito della determinazione degli obiettivi secondo il capitolo 3.4. Questo esempio è riferito a 3 sezioni del corso d’acqua (a – c) e a 3 misure (M1 – M3). Tabella 2: Effetto ecologico globale delle misure. gico globale delle misure. Tabella 2: Effetto ecologico globale delle misure. Grado di raggiungimento degli Grado Stato di raggiungimento previsto dopo degli l'attuazione Statodopo l'attuazione Stato previsto Stato Grado di obiettivi raggiungimento degli Stato Stato obiettivi delle misure attuale delle misure obiettivo Stato previsto dopo l'attuazione (Δ stato previsto – stato obiettivo) attuale obiettivo Stato Stato (Δ stato previsto – stato obiettivo) obiettivi misure M3 Set di indicatori rilevante (esempio) M1 attuale M2 obiettivo – stato obiettivo) ori rilevante (esempio) Sezione del Sezione del Set di Sezione delrilevante indicatori Sezione del (esempio) M1 M2 M3 M1 M2 M3 corso corso del Sezione del corso d'acqua Sezione del corso d'acqua corso corso Sezione Sezione del del Sezione corso d'acqua Sezione del corso d'acqua d'acqua corso d'acqua corso Sezione del corso d'acqua Sezione del corso d'acqua d'acqua d'acqua a d'acqua b c a d'acqua b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c a b c P2* Arenamento di pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 3 4 4 4 3 3 3 0 0 -1 1 0 0 0 -1 -1 pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 3 4 4 4 3 3 3 0 0 -1 1 0 0 0 -1 -1 Trota fario stadio larvale (marzo, aprile) vale (marzo, aprile)P2* Arenamento di pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 3 4 4 4 3 3 3 0 0 -1 1 0 0 0 -1 -1 Trota fario stadio larvale (marzo, aprile) P2* Arenamento di pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 4 3 4 4 3 4 4 0 0 0 0 0 0 0 0 0 pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 4 3 4 4 3 4 4 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Trota fario stadio giovanile (aprile-settembre) ovanile (aprile-settembre) P2* Arenamento di pesci 1 1 2 3 4 4 3 4 4 3 4 4 3 4 4 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Trota fario stadio giovanile (aprile-settembre) tat per i pesci P6 Idoneità dell'habitat 2 2 2per i pesci4 3 3 3 4 32 42 42 3 4 4 33 33 3-1 41 3 0 4 0 4 1 3 0 4 0 3 0 3 0 -1 1 0 0 1 0 0 0 0 Trota ovanile (aprile-settembre) fario stadio P6 Idoneità giovanile dell'habitat per(aprile-settembre) i pesci 2 2 2 4 3 3 3 4 3 4 4 3 4 3 3 -1 1 0 0 1 0 0 0 0
Trota fario stadio giovanile (aprile-settembre) ici A2 Parametri idrologici 1 2 3 4 4 4 1 2 3 4 3 3 4 4 4 4 43 4 4 4 3 4 3 3 4 -1 0 -1 -1 0 0 0 0 0 4 4 4 4 -1 0 -1 -1 0 0 0 0 0 A2 Parametri idrologici 1 2 3 4 4 4 3 4 3 3 4 4 4 4 4 -1 0 -1 -1 0 0 0 0 0 B5 Idoneità 3 itat per il macrozoobenthos dell'habitat macrozoobenthos 5 3 4 53 34 45 5 4 4 44 55 3-1 40 5 0 3-1 4 0 5 0 4 0 4 0 5 0 -1 0 0 -1 0 0 0 0 0 B5 Idoneità dell'habitat per il macrozoobenthos 3 4 5 4 4 5 3 4 5 3 4 5 4 4 5 -1 0 0 -1 0 0 0 0 0 evanti ev. altri indicatori rilevanti ev. altri indicatori rilevanti Grado di raggiungimento degli obiettiviGrado di raggiungimento per ogni sezione (sommadegli degliobiettivi per indicatori ogni sezione riportati sopra) (somma -1 1 riportati 0 0 sopra)-1 -1 -3 1 -2 -1 1 0 0 -1 -1 Grado di raggiungimento degli obiettivi per ogni sezione (somma degli indicatori riportati sopra) -3 1 -2 -1 1 0 0 -1 -1 globale = grado complessivo diEffetto globale = degli raggiungimento gradoobiettivi complessivo di raggiungimento (somma degli obiettivi delle sezioni riportate sopra) (somma -4 delle sezioni0 riportate sopra) -2 -4 0 -2 Effetto globale = grado complessivo di raggiungimento degli obiettivi (somma delle sezioni riportate sopra) -4 0 -2 Costi complessivi in CHF 10'000'000Costi complessivi in 15'000'000 CHF 10'000'000 15'000'000 13'000'000 13'000'000 Costi complessivi in CHF 10'000'000 15'000'000 13'000'000 Classe di Raggiungimento Classe di Raggiungimento Stato Stato stato dell'obiettivo stato di Classe dell'obiettivo Raggiungimento Stato molto buono 5 molto Obiettivo buono superato 15 stato Obiettivo superato dell'obiettivo 1 buono 4 buono Obiettivo soddisfatto molto buono 0 45 Obiettivo superato Obiettivo soddisfatto 10 mediocre 3 mediocre Obiettivobuono non -1 34 Obiettivo non Obiettivo soddisfatto -1 insoddisfac. 2 insoddisfac. soddisfatto mediocre 23 soddisfatto Obiettivo non -1 cattivo 1 cattivo insoddisfac. 12 soddisfatto cattivo 1
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Per tutte le misure, l’aggregazione per ogni sezione del Di seguito è descritto come utilizzare questi criteri nel corso d’acqua avviene sommando tra loro i gradi di rag- corso della scelta delle misure (4.3.1 – 4.3.3) e si mostra giungimento dell’obiettivo dei singoli indicatori. Tale ag- come ponderarli tra loro per selezionare la miglior variangregazione fornisce il grado di raggiungimento dell’obiet- te (cap. 4.3.4). tivo per sezione di corso d’acqua (tab. 2). L’aggregazione delle sezioni di corso d’acqua che risulta in un effetto globale per ogni misura considerata è anch’essa eseguita 4.3.1 Proporzionalità dei costi sommando i gradi di raggiungimento dell’obiettivo delle singole sezioni di corso d’acqua (tab. 2). Alcuni potenziali Analisi dell’efficacia dei costi fattori limitanti restano visibili nella tabella 2 nonostan- Per valutare la proporzionalità dei costi si esegue un’anate la determinazione dell’effetto globale e devono essere lisi dell’efficacia dei costi mettendo in relazione tra loro esaminati dagli esperti durante la valutazione delle mi- l’efficacia ecologica globale delle misure determinato sure. nell’ambito dello studio delle varianti (cap. 4.2, tab. 2) e i costi delle misure (fig. 10). Se nei casi più complessi questo metodo dovesse rivelarsi insufficiente, si può ricorrere all’impiego di metodi più dif- Fig. 10 ferenziati che prevedono una ponderazione supplemen- Rapporto tra effetto globale e costi per determinare la tare dei fattori limitanti o delle sezioni del corso d’acqua misura migliore. (p. es. in funzione della loro lunghezza, ampiezza dell’al- L’asse delle ordinate quantifica l’efficacia ecologica globale delle veo, valore del raggio idraulico o potenziale ecologico). misure (nell’esempio M1 – M6) in termini di grado di raggiungimento Qualunque sia la procedura adottata, ai fini della com- complessivo dell’obiettivo secondo la tabella 2; obiettivo soddisfatto prensibilità, essa va motivata, documentata e descritta = 0, obiettivo superato = valori positivi, obiettivo non soddisfatto o in maniera esatta. Indipendentemente dalla procedura si soddisfatto solo in parte = valori negativi. L’asse delle ascisse raccomanda di far convalidare dagli esperti l’effetto glo- quantifica i costi complessivi delle misure. Le linee orizzontali
bale calcolato tenendo in considerazione lo stato previsto indicano la variabilità dei costi (+/– 20 %) delle misure e le linee per gli indicatori e le sezioni. verticali la variabilità dell’efficacia ecologica globale (nell’es. +/– 1 punto). Le misure migliori sono collocate in alto a sinistra (M2, M6), le peggiori in basso a destra (M5).
4.3 Procedura di scelta delle misure
Efficacia ecologica globale (= grado di Dopo aver individuato nell’ambito dello studio delle varianti l’efficacia ecologica globale, per selezionare la 2
misura più appropriata (miglior variante) si confrontano M2 M4 e si priorizzano le varianti elaborate in base ai seguenti criteri: il grado di pregiudizio e il potenziale ecologico
raggiungimento complessivo degli obiettivi) delle acque, la proporzionalità dei costi, gli interessi della protezione contro le piene come pure gli obiettivi di po- –4 litica energetica in materia di promozione delle energie M5
rinnovabili. Altri criteri che possono essere presi in con- –6 siderazione nella scelta delle misure sono il fabbisogno di 5 10 15 20 25 30 35 40 Costi complessivi (mio. CHF) superficie in generale e la perdita di superficie agricola in particolare. In tale contesto è da considerare che la legge sulla protezione delle acque già contemplava il fabbiso- Obiettivo Obiettivo Obiettivo non soddisfatto superato soddisfatto o soddisfatto solo in parte gno di superficie per i bacini di compensazione quando è stato elaborato il regolamento dei deflussi discontinui (200 – 400 ha, cfr. FF 07.492, 2008, pag. 7060).
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Una prima valutazione sommaria dei costi di solito si può essere verificata sulla base dell’analisi dell’efficacia svolge già nel corso della preselezione delle misure da dei costi considerando i seguenti punti: adottare (cap. 3.5) e serve a escludere le misure che sono manifestamente sproporzionate. Nell’ambito della scelta • la misura deve essere appropriata per raggiungere gli delle misure si definiscono in maniera più precisa tutti i obiettivi perseguiti: costi prevedibili delle misure che contribuiscono in ma- → la verifica di questo principio nella figura 10 è baniera determinante ai costi complessivi. Se rilevante per sata sull’efficacia ecologica globale: le misure apla misura, sono da considerare anche i costi del fabbi- propriate sono M2, M4 e M6; sogno di superficie. Un conteggio ancora più dettagliato • la misura deve inoltre essere necessaria («divieto di dei costi avrà luogo durante la fase dell’attuazione delle eccesso»). Gli obiettivi vanno raggiunti impiegando il misure (fig. 2) e sarà oggetto del modulo «Finanziamen- mezzo più blando possibile (in relazione alle necessità to» (UFAM 2015). oggettive, di tempo, spazio, mezzi finanziari e personale). Nell’esempio trattato è in primo piano la verifica L’efficacia ecologica globale calcolata e i costi stimati della necessità dei mezzi finanziari («più blando = più per le misure sono caratterizzati da un certo margine di economico»: incertezza. Si raccomanda, pertanto, di valutare le mi- → la verifica di questo principio nella figura 10 è basure sottoponendole a un’analisi della sensibilità, vale a sata sul confronto dei costi delle diverse varianti dire rispondendo alle seguenti domande: come cambia delle misure (necessità oggettiva). Tra le misure il rapporto reciproco tra le misure (la posizione nella fig. appropriate per raggiungere gli obiettivi richiesti 10) se il loro effetto globale o i costi sono sovra o sotto- (M2, M4, M6), M2 e M6 sono significativamente più stimati? Per rispondere a questa domanda è consigliabile economiche rispetto a M4. Pertanto, per l’aspetto scegliere per il parametro costi una variazione di +/– 20 finanziario, M4 è da considerarsi superflua e quindi per cento. Se con questa variazione non si può più ope- anche sproporzionata;
rare una netta distinzione tra le varie misure (più misu- • la misura deve essere ragionevole. Una misura è ragiore si muovono nella stessa fascia di costi), i costi vanno nevole se il rapporto scopo-mezzo è equilibrato. Una definiti in maniera più dettagliata. Nella figura 10 si può, misura appropriata necessaria può pertanto anche per esempio, osservare come le linee della variabilità dei rivelarsi sproporzionata se per esempio i costi sono costi (+/– 20 %) delle misure M1, M2, M3 e M6 si sovrap- sproporzionati rispetto all’effetto, oppure se l’ingerenpongono tra loro. Considerato che le misure M2 e M6 za nella posizione giuridica del privato risulta molto pesono anche molto vicine per quanto riguarda i valori della sante rispetto agli interessi pubblici perseguiti: loro efficacia ecologica globale e che sono le misure più → la verifica della ragionevolezza può pertanto risulrispondenti al requisito di miglior variante, per selezionare tare nell’esclusione delle misure M2 o M6, nonol’una o l’altra è necessario definire con maggior precisio- stante siano entrambe appropriate e necessarie. ne i loro costi. Condurre un’analisi della sensibilità per l’efficacia ecologica globale è molto impegnativo e richie- La proporzionalità è presa in considerazione durante de l’intervento degli esperti. Nell’esempio (fig. 10) il valore la scelta delle misure classificando ogni singola misura di variabilità dell’effetto globale che è stato assunto è per come proporzionata o sproporzionata secondo i risultati tutte le misure di +/– 1 punto. ottenuti con la valutazione dei criteri sopra menzionati. La valutazione della proporzionalità va motivata e defini- Valutazione della proporzionalità ta in modo chiaro e comprensibile. Una misura è considerata sostanzialmente proporzionata se risulta appropriata, necessaria e ragionevole per Può verificarsi che una misura edile ecologicamente ottiraggiungere l’obiettivo perseguito. La valutazione della male (miglior effetto globale) debba essere considerata nel proporzionalità va sempre svolta confrontando costi e caso concreto come non proporzionata e che il detentore benefici nel caso concreto. La proporzionalità dei costi della centrale idroelettrica non sia disposto ad adottare
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misure di esercizio. In questi casi eccezionali, nei proget- globale delle misure (tab. 2). Ciò si manifesta per esempio ti di risanamento, può considerarsi sufficiente anche un nel fatto che in presenza di un potenziale ecologico medio miglioramento dell’ecologia delle acque senza una com- o grande del corso d’acqua si stabiliscono per le misure pleta rimozione del pregiudizio sensibile (vale a dire che degli obiettivi più ambiziosi. si possono scegliere anche misure che soddisfano solo parzialmente gli obiettivi, p. es. M3 nella fig. 10). Nel caso Il potenziale ecologico è suddiviso in tre categorie: scarin cui non esista alcuna misura edile proporzionata, in via so, medio e grande. Il grado di pregiudizio, uguale per eccezionale un impianto può essere esonerato dall’obbli- tutte le misure, è anch’esso suddiviso in tre categorie: go di risanamento, senza che vengano attuate misure. In moderato, forte e molto forte. La modalità con cui sono questi casi l’impianto non è considerato risanato. valutati questi due criteri va illustrata caso per caso e in maniera chiara e comprensibile. In caso di rinnovo della concessione per gli impianti che non hanno potuto essere completamente risanati, l’auto- Il potenziale ecologico è preso in considerazione nell’amrità concedente è tenuta a osservare i seguenti principi: bito della scelta delle misure quando per esempio una misura, che mostra un effetto globale più elevato ma è
nell’ambito del rilascio della nuova concessione il ri- più costosa di altre (p. es. M6 rispetto a M2 nella fig. 10) chiedente deve rispettare il diritto vigente, in cui rientra e che pertanto potrebbe essere esclusa come non necesanche l’articolo 39a LPAc; saria, proprio per il grande potenziale ecologico del corso
nell’esame dell’impatto sull’ambiente deve essere illu- d’acqua diventa assolutamente giustificata e da scegliere strato il pregiudizio arrecato dai deflussi discontinui al come miglior variante. corso d’acqua e le possibili misure edili proporzionate per rimuoverlo. In base all’articolo 39a LPAc anche nel caso del rinnovo della concessione le misure di eser- 4.3.3 Interessi della protezione contro le cizio possono essere disposte solo su richiesta del de- piene e obiettivi di politica energetica tentore dell’impianto idroelettrico. Interessi della protezione contro le piene
Se non si può eliminare il pregiudizio sensibile con l’ado- Gli interessi della protezione contro le piene sono presi zione di misure edili proporzionate, l’autorità concedente in considerazione valutando l’influsso della misura sulla decide in merito alla richiesta di rinnovo della concessio- protezione contro le piene mediante perizie o, se necesne sulla base della ponderazione degli interessi comples- sario, calcoli eseguiti da specialisti. L’influsso è suddiviso sivi (art. 39 LUFI, art. 9 cpv. 2 LFSP). In tal caso, l’autorità in tre classi: positivo, neutrale (nessun influsso), negativo. può anche decidere di rilasciare la concessione soltanto a condizione che l’impatto dei deflussi discontinui venga La modalità di valutazione dell’influsso sulla protezione ridotto mediante l’adozione di misure di esercizio, il cui contro le piene deve essere descritta caso per caso in mascopo è l’eliminazione del pregiudizio sensibile. L’entità niera chiara e comprensibile. Prendere in considerazione delle misure è tuttavia stabilita sulla base della ponde- questi influssi può avere come conseguenza che si scelgarazione degli interessi complessivi. no misure più costose o con un’efficacia ecologica minore.
Obiettivi di politica energetica in materia di promozio- 4.3.2 Grado di pregiudizio e potenziale ecolo- ne delle energie rinnovabili. gico Gli obiettivi di politica energetica in materia di promozione delle energie rinnovabili sono presi in considerazione Il grado di pregiudizio e, soprattutto, il potenziale ecolo- valutando l’eventuale influsso della misura sulla produgico sono presi in considerazione durante la determina- zione di elettricità in kWh. L’influsso è suddiviso in tre zione degli obiettivi (cap. 3.4) e confluiscono quindi anche classi: aumento della produzione, neutrale (nessun auindirettamente nella valutazione dell’efficacia ecologica mento o riduzione della produzione), riduzione della pro-
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duzione. Un altro elemento di cui tener conto è l’influsso corso d’acqua, proporzionalità dei costi, interessi della sullo stoccaggio stagionale dell’energia e sulla fornitura protezione contro le piene e obiettivi di politica energetica di prestazioni di servizio relative al sistema (flessibilità in materia di promozione delle energie rinnovabili (tab. della produzione). Questo influsso è suddiviso in tre clas- 3). Soprattutto per i casi più complessi occorrono inoltre si: positivo, neutrale (nessun influsso), negativo. una visione generale della problematica, l’esperienza e le conoscenze degli esperti. La modalità di valutazione degli influssi sulla produzione, sullo stoccaggio stagionale e sulla flessibilità della Per quanto concerne la ponderazione degli interessi si produzione di un impianto idroelettrico deve essere de- tratta di formulare un giudizio di valore per il singolo caso scritta caso per caso in maniera chiara e comprensibile. e quindi una sua schematizzazione è possibile solo in mi- Prendere in considerazione questi influssi può far sì che sura limitata. Tuttavia la scelta della miglior variante va vengano selezionate misure più costose o con un’effica- in ogni caso documentata e spiegata in maniera chiara e cia ecologica minore. comprensibile.
L’esempio riportato nella tabella 3 illustra come pon-
4.3.4 Scelta della misura più appropriata derare i criteri menzionati nell’articolo 39a capoverso 2
(miglior variante) e verifica da parte delle LPAc. Dall’esempio emerge che la misura M6 potrebbe autorità costituire la miglior variante poiché soddisfa al meglio tutti gli obiettivi. Questo vuol dire che tale misura Scelta della miglior variante esplica la miglior efficacia ecologica globale in un corso La scelta della misura più appropriata (miglior variante) d’acqua con un potenziale ecologico grande, è proporrichiede una ponderazione degli interessi rispetto a cri- zionata, ha un influsso neutrale sulla protezione contro teri quali: grado di pregiudizio, potenziale ecologico del le piene e influenza solo marginalmente gli obiettivi di
Tab. 3 Scelta della misura più appropriata (miglior variante) tenendo conto dell’efficacia ecologica globale e dei criteri supplementari di cui all’articolo 39a capoverso 2 LPAc. Questo esempio prende in considerazione le tre misure rispondenti agli obiettivi della figura 10 (M2, M4, M6).
Misure che soddisfano gli obiettivi
Efficacia ecologica globale (0 = obiettivo soddisfatto; > 0 = obiettivo superato) 0 0 2
Costi complessivi (CHF) 15 000 000 25 000 000 16 000 000
Altri criteri da considerare secondo l’art. 39a cpv. 2 LPAc, lettera: a) Grado di pregiudizio (moderato, forte, molto forte) Molto forte Molto forte Molto forte b) Potenziale ecologico (scarso, medio, grande) Grande Grande Grande c) Proporzionalità dell’onere (proporzionato, sproporzionato) Proporzionato Sproporzionato Proporzionato d) Interessi della protezione contro le piene (positivo, neutrale, negativo) Neutrale Neutrale Neutrale e) […] Promozione delle energie rinnovabili e.1) Influsso sulla produzione (aumento della produzione, neutrale, riduzione Riduzione della Aumento della Neutrale della produzione) produzione produzione
e.2) Influsso sullo stoccaggio stagionale dell’energia (positivo, neutrale, negativo) Neutrale Positivo Negativo e.3) Influsso sulla flessibilità della produzione (positivo, neutrale, negativo) Neutrale Positivo Neutrale
Valutazione complessiva per la selezione della misura più appropriata Seconda scelta Terza scelta Miglior variante (miglior variante)
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politica energetica in materia di promozione delle ener- discontinui, per la complessità della tematica, richiede gie rinnovabili. talvolta delle scadenze più lunghe rispetto ai risanamenti residui. Tuttavia ciò non deve portare a rinviarne o a ral- In sede di selezione della misura più appropriata occorre lentarne l’esecuzione. L’attenzione va anche rivolta agli anche riservare un margine di manovra per la gestione altri progetti realizzati, pianificati o previsti, come i nuovi delle misure, per esempio per far fronte alle future ri- impianti idroelettrici, che possono influenzare l’effetto valutazioni morfologiche o variazioni nell’esercizio delle delle misure. centrali. Relazioni esistenti tra le altre misure di protezione Inoltre occorre anche considerare l’adattabilità della mi- delle acque e le misure di risanamento dei deflussi sura al cambiamento delle condizioni quadro. Si tratta discontinui di valutare quanto appropriate sarebbero le misure se Le altre misure di protezione delle acque possono fungere mutassero il genere e le modalità di esercizio (p. es. in da preparazione per l’attuazione delle misure associate conseguenza di cambiamenti nel mercato dell’energia ai deflussi discontinui (p. es. la rivitalizzazione o i miglioelettrica) oppure le condizioni quadro. ramenti morfologici nell’ambito di un progetto di protezione contro le piene) o avere una funzione di supporto Verifica da parte delle autorità e integrazione, nel senso di aumentare l’effetto positivo Il Cantone stabilisce per ogni impianto la misura più ap- delle misure di risanamento dei deflussi discontinui (p. es. propriata (miglior variante) elaborata dal detentore e gli la creazione di strutture puntuali nel corso d’acqua firilascia l’autorizzazione per elaborare il corrispondente nalizzata a dare agli avannotti dei luoghi di rifugio dove progetto di risanamento o costruzione. durante le ondate di piena artificiali la corrente sia lenta e le profondità di deflusso basse). Per tale motivo l’ana- Per i progetti di risanamento il Cantone è tenuto a con- lisi delle cause (cap. 3.3 e parte 2 della tabella ausiliaria sultare l’UFAM prima di prendere una decisione defini- riportata nell’allegato D) non si limita esclusivamente alle tiva in merito al progetto di risanamento (art. 41 g cpv. cause associate ai deflussi discontinui. I risultati dell’a-
2 OPAc). Raccomandiamo tuttavia al Cantone di coin- nalisi delle cause costituiscono pertanto una base di dati
volgere l’UFAM già durante la fase di verifica cantonale che consente di includere nell’elaborazione delle misure delle varianti delle misure, al fine di chiarire le eventuali di risanamento dei deflussi discontinui anche le altre miincertezze e incongruenze prima di avviare l’elaborazione sure per la protezione delle acque. dettagliata a livello di «Progetto definitivo» secondo SIA (fig. 2). Coordinamento tramite il Cantone Il coordinamento delle diverse misure di protezione delle acque compete ai Cantoni (art. 46 cpv.1 OPAc). Si rac-
4.4 Coordinamento con le altre misure di comanda di coordinare le altre misure di protezione delle
protezione delle acque acque pianificate come pure gli altri progetti (p. es. la costruzione di nuovi impianti idroelettrici) nel bacino con il Le altre misure di protezione delle acque che non hanno corso d’acqua impattato dai deflussi discontinui durante per oggetto i deflussi discontinui (p. es. il ripristino della la fase di concertazione tra l’autorità cantonale e il gestolibera circolazione dei pesci e del bilancio in materiale re della centrale (cap. 3.6). Tali misure rientreranno nello solido di fondo, la rivitalizzazione delle acque e delle zone studio approfondito delle varianti per essere valutate in golenali, il mantenimento di adeguati deflussi residuali, la riferimento alla loro funzione di preparazione, supporto protezione contro le piene, la protezione delle acque sot- o integrazione nei confronti delle misure di risanamento terranee), se necessario, vanno coordinate con le misure dei deflussi discontinui che si stanno analizzando, al fine destinate ai deflussi discontinui e tra loro (cfr. in propo- di rilevare in tempo utile le sinergie o i conflitti esistenti. sito il modulo «Coordinamento delle attività di gestione delle acque», UFAM 2013). Il risanamento dei deflussi
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4.5 Casi speciali: progetti di potenziamento, Per i progetti di potenziamento l’efficacia ecologica glocentrali di derivazione delle portate di piena, bale e i costi possono essere determinati seguendo le risanamento dei deflussi residuali ancora in indicazioni del presente modulo, ma includendo due nesospeso, bacini utilizzati ai fini dell’accumula- cessarie previsioni: zione per pompaggio 1. l’effetto e i costi (A) del risanamento dei deflussi di- Progetti di potenziamento scontinui senza il potenziamento (freccia verde nella In caso di un rinnovo della concessione con potenziamen- fig. 11); to (p. es. incremento della quantità di acqua turbinata da 2. l’effetto e i costi (B) del risanamento dei deflussi diuna centrale di accumulazione esistente), in base all’ar- scontinui con il potenziamento (freccia grigia nella fig. ticolo 39a LPAc vige l’obbligo di prevenire i pregiudizi 11). La variante della misura di risanamento è scelta associati ai deflussi discontinui che possono insorgere in in modo che, nonostante il potenziamento, l’effetto che conseguenza del potenziamento. In modo corrispondente, ne deriva sia lo stesso di quello di una semplice misura per un progetto di potenziamento l’indennizzo è corrispo- di risanamento (di regola l’eliminazione del pregiudizio sto soltanto per le misure volte a rimuovere il pregiudizio sensibile causato dai deflussi discontinui). già esistente causato dai deflussi discontinui (art. 15abis della legge sull’energia del 26 giugno 1998 [LEne, RS Per determinare la parte dei costi associata al potenzia- 730.0]). mento (B – A) si fa la differenza (freccia arancione nella
Fig. 11 Determinazione dell’effetto e dei costi associati ai progetti di potenziamento. La freccia verde indica la pura parte di risanamento in relazione allo stato attuale (costi a carico di Swissgrid), la freccia arancione indica la parte associata al potenziamento (costi a carico del detentore della centrale).
Progetto di potenziamento
Pregiudizio ecologico dovuto ai deflussi discontinui
Stato progetto di potenziamento Risanamento supplementare dovuto al potenziamento. Corrisponde ai costi (B–A) a carico del detentore della centrale Stato attuale prima del risanamento e all’effetto potenziamento del deflusso residuale
Stato attuale Risanamento globale dei deflussi discontinui Puro risanamento dei deflussi discontinui. del progetto di potenziamento. Corrisponde ai Corrisponde ai costi (A) a carico di Swissgrid e costi (B) e all’effetto potenziamento e all’effetto risanamento risanamento
Nessun pregiudizio sensibile = obbligo di risanamento
Nessun pregiudizio idrologico, vale a dire regime di deflusso naturale
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fig. 11). I costi della pura parte di risanamento (A) in rela- riante al termine dello studio delle varianti. Nell’ambito zione allo stato attuale vanno a carico di Swissgrid, i costi delle consultazioni prima della decisione sul progetto di della parte dovuta al potenziamento (B – A) sono a carico risanamento, l’UFAM deve inoltre già valutare la propordel detentore della centrale. zionalità (e quindi anche la necessità della misura). A tal fine occorre conoscere anche il deflusso residuale ne- Centrali di derivazione delle portate di piena cessario. Per valutare una centrale di derivazione finalizzata al risanamento dei deflussi discontinui occorre contrapporre Se il fatto che i deflussi residuali definitivi non siano noti al suo progetto delle misure teoriche, ma realizzabili, con determina costi supplementari durante la pianificazione, le quali sarebbe altrettanto possibile raggiungere l’effi- si pone la questione della computabilità di tali costi (sono cacia ecologica desiderata (assenza di pregiudizio sen- computabili unicamente i costi strettamente necessari sibile). per l’esecuzione economica e adeguata delle misure, inclusi quelli per la progettazione). La partecipazione unica ai costi complessivi accordata da Swissgrid per la realizzazione della centrale di deri- Bacini di compensazione ai fini dell’accumulazione per vazione delle portate di piena ne influenza la presumibile pompaggio economicità. A titolo di compensazione per la partecipa- Secondo l’articolo 39a capoverso 4 LPAc i bacini di zione ai costi, il detentore della centrale si impegna a far compensazione costruiti in applicazione dell’articolo in modo che con l’esercizio della centrale di derivazione 39a capoverso 1 LPAc possono essere utilizzati ai fini delle portate di piena nella sezione risanata del corso dell’accumulazione per pompaggio senza modifica della d’acqua non sussista più alcun pregiudizio sensibile e che concessione. la deviazione non ne provochi altri in altre sezioni. Il presupposto da considerare è che le centrali di derivazione Il presupposto per utilizzare il bacino di laminazione ottimizzano i deflussi discontinui e la loro produzione non (bacino di compensazione) ai fini dell’accumulazione
è ottimale dal punto di vista dell’economia energetica. Lo per pompaggio è il costante rispetto degli obiettivi fisstudio delle varianti deve anche fornire chiarimenti in me- sati e dei relativi valori obiettivo dei parametri idrologici rito alle possibili ripercussioni che la costruzione di una (cap. 3.4). Il suo esercizio in tal senso non è altrimenti centrale di questo tipo può comportare sotto l’aspetto consentito. Se si costruiscono bacini di laminazione più ecologico, per esempio a causa del prolungamento del grandi del necessario per rimuovere il pregiudizio sensitratto con deflussi residuali, delle opere edilizie nel corso bile (p. es. per garantire l’accumulazione per pompaggio), d’acqua, dell’ostacolo alla libera migrazione dei pesci o i costi supplementari che ne conseguono sono a carico alla naturale dinamica delle piene e del materiale detri- del detentore della centrale. tico. Per selezionare la miglior variante e valutare l’efficacia ecologica globale è indispensabile tener conto di In linea di massima i casi speciali sopra menzionati e altri tutti questi fattori. eventuali non possono essere sempre generalizzati. Pertanto il finanziamento deve essere stabilito nel singolo Risanamento di deflussi residuali ancora in sospeso caso unitamente al Cantone e alla Confederazione. Se esiste un rapporto materiale con lo stato dei deflussi residuali (p. es. la portata minima giornaliera dipende dalla dotazione dei deflussi residuali), il risanamento dei deflussi residuali deve essere definitivamente deciso al più tardi al momento della presentazione della domanda d’indennizzo (cfr. modulo «Finanziamento», cap. 2.3). È tuttavia opportuno che sia disponibile già prima, in modo da poter confluire quale condizione marginale nella pianificazione delle misure e nella scelta della miglior va-
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5 Controllo dei risultati
5.1 Quadro generale ra più efficiente le risorse. Le nuove conoscenze devono
confluire nei rpogetti in corso a seconda dello stato di Il controllo dei risultati è uno strumento utile per garantire avanzamento raggiunto. Le misure già disposte o addil’esecuzione della protezione delle acque nell’ambito dei rittura già (parzialmente) attuate non devono più essere deflussi discontinui e costituisce la base per informare il modificate. pubblico sullo stato e l’efficacia delle misure attuate. Il controllo dei risultati rappresenta anche un importante strumento per il processo di apprendimento. 5.2 Requisiti del rapporto dei Cantoni
La parte IV dell’allegato G illustra i requisiti della docu- Il rapporto dei Cantoni3 è redatto ogni quattro anni (la mentazione da presentare per la tappa 3. prima volta a fine 2018) e descrive, per ogni bacino imbrifero, lo stato esatto dell’attuazione per tutti gli impianti Il controllo dei risultati comprende il controllo dell’at- soggetti a risanamento o nuovi. Nel caso in cui siano statuazione e il controllo dell’efficacia te adottate misure di esercizio, il rapporto informa anche Nell’ambito del risanamento degli impianti esistenti, i sulla verifica del rispetto delle relative prescrizioni. Inoldetentori delle centrali, su richiesta delle autorità, sono tre, deve riportare anche le eventuali integrazioni della tenuti a esaminare l’efficacia delle misure di risanamento pianificazione strategica cantonale. adottate per i deflussi discontinui secondo quanto disposto dall’articolo 41 g capoverso 3 OPAc. I Cantoni sono Se per una misura attuata sono disponibili i risultati di un inoltre tenuti a presentare ogni quattro anni un rapporto controllo dell’efficacia secondo il capitolo 5.4, il rapporto sulle misure attuate (controllo dell’attuazione) e sul loro contiene anche una corrispondente valutazione dell’efeffetto (controllo dell’efficacia) secondo l’articolo 83b fetto raggiunto, e indica dove occorrano comunque micapoverso 3 LPAc. Pertanto il controllo dei risultati com- glioramenti, di che tipo e come apportarli. prende il controllo dell’attuazione e dell’effetto (cfr. anche la guida pratica per una gestione a scala di bacino, parte 6 «Controllo dei risultati», UFAM 2012, disponibile in te- 5.3 Controllo dell’attuazione desco e francese) Significato e scopo del controllo dell’attuazione Il controllo dei risultati è previsto anche per i nuovi im- Il controllo dell’attuazione (o controllo dell’esecuzione) pianti. Secondo l’articolo 46 capoverso 1 LPAmb, i de- consiste in una verifica periodica del suo stato e del suo tentori delle centrali sono tenuti a svolgere le indagini ne- progresso. Il Cantone controlla così se le misure disposte cessarie alla verifica dell’efficacia delle misure adottate. siano state effettivamente attuate nei termini previsti. Dal canto loro i Cantoni informano sulle misure adottate e la relativa efficacia per la protezione delle acque (art. 50 LPAc, art. 49 cpv. 2 OPAc).
Processo di apprendimento e attualizzazione del modulo Le conoscenze acquisite tramite il controllo dei risultati devono essere utilizzate per aggiornare il presente modulo, un compito di cui l’UFAM si farà carico fino al 2030, a seconda delle esigenze. In tal modo si può imparare dalle
3 I l contenuto e la forma del rapporto non erano ancora definite al momento
esperienze, migliorare i progetti e impiegare in manie- della pubblicazione del presente modulo.
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5.4 Controllo dell’efficacia d’acqua (cfr. allegato B) e con gli stessi metodi scelti per
l’analisi dei deficit (stato attuale). Soddisfacendo tali re- Significato e scopo del controllo dell’efficacia quisiti si possono confrontare sistematicamente le ana- Il controllo dell’efficacia serve a verificare se le misure lisi del corso d’acqua svolte prima dell’attuazione delle adottate espletano l’azione desiderata, vale a dire elimi- misure di risanamento dei deflussi discontinui con quelle nare (nel caso di impianti esistenti) o prevenire (nel caso svolte dopo la loro attuazione e di conseguenza anche di nuovi impianti) i pregiudizi sensibili. In tale contesto i verificare che siano stati raggiunti gli obbiettivi perseguiti detentori delle centrali e i Cantoni svolgono una verifi- e i relativi valori obiettivo dei parametri idrologici (cap. ca periodica degli effetti positivi previsti per l’ecologia 3.4). Una descrizione dettagliata come pure le istruziodelle acque come pure sul rispetto dei valori obiettivo ni per l’analisi pratica e una valutazione degli indicatori perseguiti per i parametri idrologici (cap. 3.4). Il controllo sono riportate nell’allegato C. dell’efficacia fornisce quindi anche indicazioni utili per stabilire se e quali miglioramenti siano necessari. Il controllo dell’efficacia dovrebbe estendersi per un arco temporale di almeno 3 – 5 anni, nel caso ideale per 10 Pianificazione del controllo dell’efficacia anni, in special modo in presenza di grandi progetti e di Lo svolgimento pratico del controllo dell’effetto consiste pregiudizi arrecati dalle grandi centrali ad acque ecoloin una serie di ampie indagini condotte dal detentore della gicamente preziose. La durata dei controlli dipende ancentrale per un periodo di tempo prolungato. Nell’ambi- che dagli obiettivi stabiliti. Nella maggior parte dei casi è to della progettazione delle misure di risanamento dei raccomandabile procedere con il controllo dell’efficacia deflussi discontinui (vale a dire dopo lo studio delle va- dopo un periodo di 2, 5 e 10 anni dall’attuazione delle rianti ma prima dell’autorizzazione di costruzione; fig. 2) i misure. Se si dispone soltanto di un budget minimo, il detentori delle centrali sono tenuti a presentare al Can- controllo dell’efficacia andrebbe svolto dopo un periodo tone una pianificazione del controllo dell’effetto. medio di tempo e dopo un periodo più lungo, per esempio dopo 3 e 10 anni.
L’autorità cantonale dispone il controllo dell’effetto, sia per i progetti di risanamento che per i nuovi impianti, al Si raccomanda di stabilire già nell’accordo scritto tra depiù tardi nell’ambito dell’autorizzazione di costruzione. tentori delle centrali e autorità cantonali gli indicatori su cui basare il controllo dell’efficacia come pure le condi- Requisiti e metodologia zioni quadro da osservare in merito a tempi e luoghi (cap. La pianificazione del controllo dell’efficacia indica in 3.6). Questi elementi confluiscono poi nella pianificazione quali punti del tratto di acque interessato dai deflussi del controllo dell’efficacia. discontinui si intende svolgere tale controllo, con quali indicatori e metodi nonché in quale arco di tempo. Il Mancato raggiungimento dell’efficacia atteso e controllo dell’efficacia prende come riferimento tre stati miglioramenti delle acque: Se gli obiettivi stabiliti e, quindi, l’efficacia ecologico globale nel corso d’acqua non sono stati raggiunti nemmeno 1. lo stato prima della pianificazione delle misure (stato dopo 5 – 10 anni, occorre individuare i motivi e valutare se attuale); esiste l’eventualità che un risultato positivo si manifesti 2. lo stato previsto dopo l’attuazione delle misure; in futuro. I motivi potrebbero essere riconducibili al fatto 3. lo stato reale dopo l’attuazione delle misure. che non siano stati rispettati determinati valori obiettivo e quindi nemmeno i requisiti degli idrogrammi che ne Il controllo dell’efficacia si svolge impiegando indicatori derivano oppure che l’ecologia delle acque non reagisce biotici e abiotici indagati e valutati nell’ambito dell’analisi come previsto ai nuovi idrogrammi. dei deficit (cap. 3.2) e della previsione in merito all’effetto delle varianti delle misure secondo il capitolo 4. Il con- Se il controllo dell’efficacia mostra che l’attuazione deltrollo dell’efficacia avviene negli stessi punti del corso le misure non ha consentito di raggiungere gli obietti-
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vi stabiliti, il Cantone può disporre che vengano prese misure supplementari per rimuovere nel corso d’acqua i pregiudizi sensibili esistenti (miglioramenti). Anche queste misure saranno nuovamente sottoposte al controllo dell’attuazione e dell’efficacia secondo quanto descritto nei capitoli 5.3 e 5.4.
Se l’efficacia globale pianificata non viene raggiunto perché sono nel frattempo mutate le condizioni quadro vigenti al momento della pianificazione delle misure (p. es. la variazione della morfologia o del bilancio in materiale solido di fondo) o le modalità di esercizio della centrale hanno dovuto essere modificate per adeguarle alle nuove richieste del mercato, il detentore è tenuto a produrre una documentazione che attesti la nuova situazione e a presentarla al Cantone. Su questa base il Cantone deciderà se il detentore debba intraprendere autonomamente migliorie associate ai deflussi discontinui oppure se non occorrano addirittura altre misure non associate ai deflussi discontinui, le quali dovranno essere stabilite da terzi. Nella prima ipotesi, l’obbligo spetta al detentore. Il finanziamento delle migliorie è regolamentato nel modulo «Finanziamento».
Coordinamento con le altre misure Al fine di sfruttare al meglio le sinergie presenti ed evitare inutili sovrapposizioni è opportuno che il controllo dell’efficacia relativo alle misure associate ai deflussi discontinui venga coordinato con quello svolto per le altre misure di protezione delle acque (soprattutto le rivitalizzazione dei corsi d’acqua e delle zone golenali, il ripristino della libera migrazione dei pesci e del bilancio in materiale solido di fondo, il mantenimento di adeguati deflussi residuali, la protezione contro le piene e la protezione delle acque sotterranee). Nell’ambito di tale coordinamento vengono applicate per analogia le considerazioni sul coordinamento delle misure riportate nel capitolo 4.4. I costi generati dal controllo dell’efficacia vanno presentati in forma separata per il risanamento e la protezione.
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6 Bibliografia
Bibliografia citata dal capitolo 2 al capitolo 5 Bruder A. 2012. Bewertung von Massnahmen zur Beseitigung wesentlicher Beeinträchtigungen durch Schwall und Auer S., Fohler N., Zeiringer B., Führer S., Schmutz S. Sunk – Grundlagen für den Vollzug. EAWAG, Dübendorf: 2014. Experimentelle Untersuchungen zur Schwallpro- 92 pagg. blematik. Drift und Stranden von Äschen und Bachforellen während der ersten Lebensstadien. BOKU, Vienna: Habersack H., Hauer C. 2014. Schwalluntersuchung 109 pagg. Alpenrhein – Sedimentologische und morphologische Bewertungen. BOKU, Vienna: 163 pagg. UFAM 2009. Ufficio federale dell’ambiente 2009: Manuale EIA. Direttiva della Confederazione per l’esame Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer dell’impatto sull’ambiente. Pratica ambientale n. 0923, M., Monney J., Schläppi S., Wächter K. 2013 (1). Schwall- Berna. 160 pagg. Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 1a: Gewässerökologische Bestandsaufnahme. Wasser Energie Luft UFAM 2012. Einzugsgebietsmanagement. Anleitung für 105: 191 – 199. die Praxis zur integralen Bewirtschaftung des Wassers in der Schweiz. Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Studi Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer sull’ambiente n. 1204 (disponibile in tedesco e francese). M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Tuhtan J., Wächter K. 2013 (2). Schwall-Sunk Sanierung in der UFAM 2013. Coordinamento delle attività di gestione del- Hasliaare – Phase 1b: Ökologische Bewertung des le acque. Coordinamento delle attività di gestione delle Ist-Zustands anhand der 12 Indikatoren der aktuellen acque intra- e intersettoriale, a ogni livello e a scala di BAFU-Vollzugshilfe. Wasser Energie Luft 105: 200 – 207. bacino. Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle acque. Pratica ambientale n. 1311: 58 pagg. Schweizer S., Bieri M., Tonolla D., Monney J., Rouge M., Stalder P. 2013 (3). Schwall-Sunk Sanierung in der Ha- UFAM 2016. Risanamento ecologico degli impianti idro- sliaare – Phase 2a: Konstruktion repräsentativer Abfluselettrici esistenti – Finanziamento delle misure. Un mo- sganglinien für künftige Zustände. Wasser Energie Luft dulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle acque. 105: 269 – 276. Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Pratica ambientale n. 1634. 51 pagg. Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Maire
A., Meyer M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Thei- Baumann P., Kirchhofer A., Schälchli U. 2012. Risana- ler Q., Tuhtan J., Wächter K. 2013 (4). Schwall-Sunk Samento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. Un nierung in der Hasliaare – Phase 2b: Ökologische Bewermodulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle ac- tung von künftigen Zuständen. Wasser Energie Luft 105: que. Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna. Pratica 277 – 287. ambientale n. 1203: 127 pagg. Agenda 21 per l’acqua. 2012. Einbezug der Betroffenen Bieri M. 2012. Operation of complex hydropower sche- bei der Sanierung von Schwall und Sunk, Standpunkt der mes and its impact on the flow regime in the downstream Arbeitsgruppe Dialog Wasserkraft. Wasser-Agenda 21, river system under changing scenarios. Dissertation. Dübendorf: 4 pagg. EPFL, Lausanne: 199 pagg. Agenda 21 per l’acqua. 2013. Einbezug der Betroffenen Bieri M., Person E., Peter A., Schleiss A.J. 2013. Beurteilung bei der Sanierung von Schwall und Sunk, Checkliste zur von Massnahmen zur Reduktion von Schwall und Sunk – Planung des Einbezugs. Wasser-Agenda 21, Dübendorf: Fallbeispiel Hasliaare. Wasser Energie Luft 105: 95 – 102. 2 pagg.
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Allegato A – Basi giuridiche Articoli relativi ai deflussi discontinui nella legge sulla protezione delle acque (LPAc) e nella relativa ordinanza (OPAc).
LPAc Titolo e testo
Art. 39a Deflussi discontinui cpv. 1 I detentori di centrali idroelettriche prendono misure di natura edile atte a prevenire o a eliminare le variazioni repentine e artificiali del deflusso di un corso d’acqua che arrecano sensibile pregiudizio alla fauna e alla flora indigene nonché ai loro biotopi. Su domanda del detentore di una centrale idroelettrica, l’autorità può ordinare misure di esercizio in luogo di misure di natura edile.
Art. 39a Le misure sono definite in base ai seguenti criteri: cpv. 2 a. gravità del pregiudizio arrecato al corso d’acqua; b. potenziale ecologico del corso d’acqua; c. proporzionalità dei costi; d. interessi della protezione contro le piene; e. obiettivi di politica energetica in materia di promozione delle energie rinnovabili.
Art. 39a Conformemente al capoverso 1, nel bacino imbrifero del corso d’acqua interessato le misure sono armonizzate previa cpv. 3 consultazione dei detentori delle centrali idroelettriche in questione.
Art. 39a I bacini di compensazione costruiti in applicazione del capoverso 1 possono essere utilizzati ai fini dell’accumulazione per cpv. 4 pompaggio senza modifica della concessione.
Art. 83a Misure di risanamento I detentori delle centrali idroelettriche esistenti e degli altri impianti esistenti situati lungo corsi d’acqua sono tenuti a prendere le misure di risanamento adeguate secondo le prescrizioni di cui agli articoli 39a e 43a entro 20 anni dall’entrata in vigore della presente disposizione.
Art. 83b Pianificazione e rapporto cpv. 1 I Cantoni pianificano le misure di cui all’articolo 83a e stabiliscono i termini per la loro attuazione. Tale pianificazione comprende anche i provvedimenti che i detentori di centrali idroelettriche devono prendere in virtù dell’articolo 10 della legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca.
Art. 83b I Cantoni presentano la pianificazione alla Confederazione entro il 31 dicembre 2014. cpv. 2
Art. 83b Ogni quattro anni presentano alla Confederazione un rapporto sulle misure attuate. cpv. 3
OPAc Titolo e testo
Art. 33a Potenziale ecologico Nel determinare il potenziale ecologico delle acque si devono considerare: a. l’importanza ecologica delle acque allo stato attuale; b. la probabile importanza ecologica delle acque dopo aver rimosso, nei limiti di costi proporzionati, gli effetti pregiudizievoli causati dall’uomo.
Art. 41e Pregiudizio sensibile arrecato dai deflussi discontinui Un pregiudizio arrecato dai deflussi discontinui alla fauna e alla flora indigene nonché ai loro biotopi naturali è considerato sensibile quando: a. la portata durante l’ondata di piena artificiale supera di almeno 1,5 volte la portata ridotta; e b. la quantità, la composizione e la varietà delle biocenosi vegetali e animali consoni al luogo sono modificate in modo pregiudizievole, in particolare per l’occorrenza periodica e non riconducibile a cause naturali di fenomeni quali l’arenamento di pesci, la distruzione di luoghi di fregola, il convogliamento di animali acquatici, le formazioni di intorbidimenti o le variazioni inammissibili della temperatura dell’acqua.
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OPAc Titolo e testo
Art. 41 g Misure di risanamento dei deflussi discontinui cpv. 1 Sulla base della pianificazione delle misure, l’autorità cantonale dispone i risanamenti dei deflussi discontinui e impone ai detentori di centrali idroelettriche di esaminare diverse varianti di misure di risanamento in vista dell’attuazione della pianificazione.
Art. 41 g Prima di prendere una decisione in merito al progetto di risanamento, l’autorità consulta l’UFAM. In vista della domanda di cpv. 2 cui all’articolo 17d capoverso 1 dell’ordinanza sull’energia del 7 dicembre 1998 (OEn), l’UFAM verifica l’adempimento dei requisiti di cui all’appendice 1.7 numero 2 OEn.
Art. 41 g Su richiesta dell’autorità, i detentori di centrali idroelettriche esaminano l’efficacia delle misure adottate. cpv. 3
Art. 46 Coordinamento cpv. 1 Se necessario, i Cantoni provvedono affinché le misure di cui alla presente ordinanza siano coordinate tra di loro e con provvedimenti di altri settori. Provvedono inoltre al coordinamento delle misure con i Cantoni limitrofi.
Articoli relativi ai deflussi discontinui nella legge sull’energia (LEne) e nella relativa ordinanza (OEn).
LEne Titolo e testo
Art. 15a bis Indennizzo del concessionario cpv. 1 D’intesa con l’Ufficio federale dell’ambiente e il Cantone interessato e sentito il concessionario, la società nazionale di rete rimborsa a quest’ultimo i costi dei provvedimenti di cui all’articolo 83a della legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque o all’articolo 10 della legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca.
Art. 15a bis Il Consiglio federale disciplina i dettagli. cpv. 2
OEn Titolo e testo
Art. 17d Domanda cpv. 1 Il detentore di una centrale idroelettrica può presentare alla competente autorità cantonale una domanda di rimborso dei costi per le misure di cui all’articolo 83a della legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc) o all’articolo 10 della legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (LFSP).
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Allegato B – Raccolta dei dati morfologici e idrologici
1 Introduzione Fig. B1
Suddivisione in sezioni e tratti da analizzare del corso d’acqua Significato e scopo della raccolta dei dati interessato dai deflussi discontinui. L’idoneità di un habitat di un corso d’acqua, ovvero la sua idoneità a ospitare flora e fauna acquatiche, indipendentemente dalla qualità chimico-fisica dell’acqua e dalla portata, dipende principalmente dalla morfologia del cor- Impianto (centrale elettrica) R, 1 % Parte di impianto so d’acqua e dai fattori idraulici in interazione con essa. (restituzione)
Per pianificare accuratamente le analisi da svolgere, cir- C, 0.3%
coscrivere le influenze dei singoli fattori e garantire la trasferibilità dei risultati è indispensabile raccogliere dati BG, 0.2%
di base morfologici e idrologici. Zona golenale
R, 1 % Obiettivi della raccolta dei dati La raccolta dei dati persegue due obiettivi fondamentali: Legenda BG, 0.2 % Corso d’acqua Prelievo di ghiaia Tratto con deflussi discontinui 1. la caratterizzazione del corso d’acqua e la sua suddi- Suddivisione in sezioni visione in sezioni omogenee dal punto di vista morfo- Tratto di analisi Tratto di riferimento BG, 0.1 % logico, idraulico e idrologico; C / BG / R Morfologia: canalizzato / banchi di ghiaia 2. la determinazione dei tratti da analizzare e dei rilievi. alternati / ramificato % Pendenza in %
Periodo di raccolta dei dati Di norma, la raccolta dei dati del corso d’acqua analizzato avviene prima dell’elaborazione dettagliata degli in- La lunghezza minima di una sezione, di regola, non deve dicatori (allegato C), dell’analisi dei deficit e delle cause, essere inferiore a 10 – 20 volte la larghezza media dell’aldella definizione degli obiettivi (cap. 3 e allegato D) e, in- veo del corso d’acqua. Se in base alla morfologia, al mafine, prima delle modellizzazioni degli habitat (allegato F). teriale detritico o all’idrologia non occorre una suddivisione supplementare, la sezione può essere anche molto più lunga. In una sezione più lunga, caratterizzata da una
2 Suddivisione in sezioni del corso d’acqua a morfologia omogenea, bisogna stabilire in base al profilo
deflussi discontinui longitudinale se le caratteristiche idrauliche cambiano in modo significativo con il cambio di pendenza. La suddivisione in sezioni del tratto a deflussi discontinui deve tenere in considerazione la configurazione dell’im- Nella maggioranza dei casi è necessario partire dal prepianto (accumulo, captazione, restituzione), la morfolo- supposto che il corso d’acqua sia influenzato dai deflusgia, l’idrologia, la qualità dell’acqua, le zone protette, le si discontinui fino a quando non confluisce in un lago o immissioni dei corsi d’acqua laterali, le influenze di se- corso d’acqua maggiore. Si deve inoltre anche verificare zioni di corsi d’acqua a monte e a valle nonché gli altri che nei corsi d’acqua di maggiore dimensione l’«effetto impianti (da risanare) presenti nello stesso bacino imbri- diluizione» risulti sufficiente anche con le portate minime, fero (fig. B1). affinché il pregiudizio sensibile non sia più presente. Ad
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esempio quando il rapporto tra piena artificiale e portata re apportate seguendo le indicazioni di Liechti (2010) o minima giornaliera è inferiore a 1,5 (art. 41e OPAc). utilizzando il modulo CML diatomee (Hürlimann & Niederhauser 2007). La suddivisione in sezioni di un corso d’acqua deve tenere in considerazione le informazioni raccolte nelle pianifica- Zone protette zioni strategiche cantonali per il risanamento dei deflus- Le zone protette rivestono un ruolo centrale per la detersi discontinui e le indicazioni fornite negli allegati da A2 minazione dei settori e in particolare per i tratti da anaa A4 del modulo «Deflussi discontinui – Pianificazione lizzare. Tra di esse figurano: (i) gli oggetti IFP, (ii) le zone strategica» (Baumann et al. 2012). golenali d’importanza nazionale, cantonale o regionale, (iii) le zone di protezione delle acque sotterranee, (iv) le Morfologia e materiale solido di fondo riserve d’uccelli acquatici e migratori, (v) la rete smeral- La morfologia è un fattore importante per suddividere do, (vi) le riserve naturali di pesci d’importanza nazionale il corso d’acqua in sezioni omogenee dal punto di vista (p. es. aree di fregola di nasi e temoli), (vii) i siti di ripromorfologico e idraulico. La sezione è descritta in base duzione degli anfibi. alla forma dell’alveo, alla granulometria, ai cambi di pendenza, all’apporto e all’estrazione di materiale inerte. Informazioni al riguardo sono per esempio desumibili dalle 3 Determinazione dei tratti da analizzare e pianificazioni strategiche cantonali relative al risana- dei rilievi mento del bilancio in materiale solido di fondo. Scelta dei tratti da analizzare Secondo l’allegato A3 del modulo «Pianificazione stra- La raccomandazione di massima è di analizzare alcuni tegica», le sezioni da identificare in via prioritaria sono tratti in maniera molto dettagliata e, tramite un’estrapoquelle con una morfologia ancora naturale o più prossima lazione, formulare successivamente delle conclusioni. Si allo stato naturale (vale a dire tratti del corso d’acqua parte dal presupposto che se nel tratto da analizzare si non corretti) e con lo stato più sensibile (vale a dire con può rimuovere un deficit adottando una determinata mila morfologia più varia tra quelle presenti). sura, tale deficit sarà rimosso nell’intera sezione o in tutte le sezioni omogenee simili. Idrologia e corsi d’acqua laterali
La valutazione idrologica è finalizzata alla delimitazione Al fine di limitare i costi: (i) per ogni sezione omogenea si del corso d’acqua in sezioni caratterizzate da condizioni sceglierà al massimo un tratto da analizzare, (ii) all’interidrologiche simili, al rilevamento dei deficit di deflusso no di una sezione, la lunghezza del tratto da analizzare (regime di deflusso) non direttamente collegati ai deflussi dovrà corrispondere normalmente a 10 – 20 volte la lardiscontinui, ma comunque utili per interpretare i pregiudi- ghezza dell’alveo, (iii) per la scelta dei tratti da analizzare zi presenti nel corso d’acqua. sarà data priorità alle sezioni più critiche, vale a dire alle sezioni sensibili e a quelle prossime allo stato naturale. Per i casi semplici la suddivisione in sezioni con caratteristiche idrologiche simili può essere condotta mediante una A seconda della complessità del bacino imbrifero (numero perizia specialistica. Per i casi più complessi (rete idro- di impianti che provocano ondate di piena artificiali, morgrafica con molti interventi idrologici) si può ricorrere al fologie presenti e future, lunghezza e dimensioni, potenmodulo a livelli basato sull’idrologia (Pfaundler et al. 2011). ziale ecologico del corso d’acqua ecc.), bisogna analizzare nel dettaglio più tratti fluviali su una sezione del corso Qualità dell’acqua d’acqua, oppure eseguire dei rilievi di terreno sull’intero Occorre verificare se i dati disponibili sono aggiornati. Per bacino imbrifero. escludere la qualità dell’acqua come eventuale fattore di disturbo nella valutazione degli indicatori dei deflus- Durante i sopralluoghi, i possibili deficit servono come si discontinui, le necessarie integrazioni possono esse- base per determinare gli indicatori da prendere in consi-
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derazione. Inoltre occorre fissare i luoghi lungo il tratto (o Classificazione e interpretazione dei risultati dei tratti i tratti) da analizzare, e, se occorre, misurarli. da analizzare Per la classificazione degli stati e degli eventuali deficit Nell’ambito del controllo dei tratti da analizzare, sulla delle analisi dettagliate è necessario prendere in consibase dei deficit supposti vanno stabiliti gli indicatori che derazione, se presenti, tratti da analizzare nelle seguenti si intende considerare e i loro punti da analizzare. Sono sezioni (fig. B2): da prendere in considerazione i seguenti punti di rilievo e analisi: (i) tratti fluviali dove le popolazioni ittiche devono (A) le sezioni del corso d’acqua a deflussi discontinui caessere inventariate e dove è necessario studiarne l’ecolo- ratterizzate da uno stato ecomorfologico compromesgia (p. es. test kit, cfr. allegato C indicatore P3*), (ii) punti so (canalizzato, artificiale); di rilievo per il macrozoobenthos, (iii) valutazione della necessità e degli eventuali punti di campionamento per la (B) le sezioni del corso d’acqua a deflussi discontinui caderiva e per la colmatazione interna ed esterna, (iv) posi- ratterizzate da una morfologia naturale o quasi natuzione dei profili trasversali selezionati per la modellizza- rale e possibilmente dallo stato più sensibile secondo zione e la valutazione dei diversi indicatori (approccio 1D), Baumann et al. (2012); (v) settori per la modellizzazione e valutazione dei diversi indicatori (approccio 2D), (vi) punti di campionamento per (C) le sezioni del corso d’acqua canalizzate o rettificala distribuzione granulometrica per la definizione dei co- te (morfologia compromessa), ma non influenzate dai efficienti di rugosità e dell’idoneità del substrato, le pro- deflussi discontinui (su un altro tratto fluviale, diverso fondità dell’acqua e le velocità di deflusso per le specie da quella a deflussi discontinui). Questa sezione fluittiche indicatrici e il macrozoobenthos (curve di prefe- viale denota il massimo miglioramento ecologico posrenza), (vii) rilevamento dei rifugi funzionali per i pesci. È sibile in seguito all’adozione di misure di risanamento; importante un tempestivo e accurato coordinamento tra gli specialisti.
Classificazione dei risultati registrati nei tratti analizzati su cui si basa l’interpretazione dei deficit.
Variazione indotta dalle misure di rivitalizzazione (coordinamento)
Idromorfolgogia canalizzata rettificata naturale/quasi naturale
A B
deflussi discontinui Delta tra deficit/classi di • Mostra i deficit connessi ai
Variazione indotta dalle misure per i stato deflussi discontinui x
Regime di deflusso • Mostra i deficit generali 2 • Costituisce un riferimento per i deficit connessi alla Categoria di sezione o morfologia. X corso d’acqua
deflussi discontinui 1 3 Stato attuale prima delle misure relative ai deflussi discontinui • Mostra i deficit connessi • Assenti sia deficit connessi alla morfologia ai deflussi discontinui che Stato di riferimento (senza
naturale • Costituisce un riferimento 4 connessi alla morfologia deflussi discontinui) per i deficit connessi ai • Costituisce un riferimento deflussi discontinui naturale C D
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(D) le sezioni del corso d’acqua non influenzate dai 4 Presentazione delle informazioni ricavate deflussi discontinui e caratterizzate da una morfolo- dalla raccolta dei dati gia naturale o quasi naturale. Una sezione con queste caratteristiche rappresenta lo stato di riferimento Su una carta geografica generale si possono riportare naturale ed evidenzia il potenziale ecologico del corso (cfr. fig. B1) le seguenti informazioni: (i) impianto e parti di d’acqua. impianto (accumulo, captazione, restituzione), (ii) tratto a deflussi discontinui, (iii) sezioni omogenee, (iv) tratti da ana- I deficit, le cause del pregiudizio e il reale effetto del- lizzare ed eventualmente altre informazioni come le zone le misure possono essere classificati in modo adeguato protette, i tratti di riferimento, altri impianti (da risanare) utilizzando i risultati degli stati di riferimento (B), (C), (D). nel bacino imbrifero, i punti di misura della portata, i corsi Un confronto tra i deficit e/o le classi di stato consente di d’acqua laterali, i punti di prelievo della ghiaia, i cantieri ecc. identificare con più precisione le parti di deficit associate ai deflussi discontinui o all’idromorfologia (fig. B2). Attraverso le ortofoto si possono riportare le informazioni seguenti sui tratti da analizzare: (i) punti da analizzare I risultati ottenuti per i tratti di riferimento e per gli stati di con informazioni sugli indicatori da rilevare, (ii) superfici riferimento B, C e D, consentono di effettuare una buona bagnate con i diversi deflussi, (iii) indicazioni sui mesohacorrelazione tra i deficit, le cause dei pregiudizi e l’effetto bitat e connessione con le sponde (connessione laterale), reale delle misure di risanamento. Un confronto dei de- (iv) indicazioni sulla qualità dell’acqua, (v) indicazioni sui ficit o delle classi di riferimento permette di identificare periodi di rilievo. con maggiore precisione l’influenza dei pregiudizi legati ai deflussi discontinui o quelli legati alla morfologia (fig. B2).
5 Bibliografia
Delta 1 e delta 3 rappresentano i pregiudizi associati ai deflussi discontinui nelle sezioni artificiali e nelle se- Baumann P., Kirchhofer A., Schächli U. 2012. Risanazioni caratterizzate da una morfologia naturale o pros- mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. Un sima allo stato naturale. modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle ac-
Delta 2 indica la parte di deficit associata alla morfo- que. Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna. Pratica logia nelle sezioni pregiudicate dai deflussi discontinui, ambientale n. 1203: 127 pagg. vale a dire in che misura la situazione potrebbe, ad esempio, essere migliorata adottando misure di rivi- Hürlimann J., Niederhauser P. 2007. Methoden zur Untalizzazione. tersuchung und Beurteilung der Fliessgewässer. Kiesel
Delta 4 corrisponde alla parte di deficit associata alla algen Stufe F (flächendeckend). Bundesamt für Umwelt, morfologia nelle sezioni di un corso d’acqua caratte- Bern. Umwelt-Vollzug Nr. 0740: 130 pagg. (disponibile in rizzato da un deflusso naturale, ma riveste meno im- tedesco e francese). portanza, rispetto agli altri delta, per la valutazione dell’impatto dei deflussi discontinui e l’elaborazione Liechti P. 2010. Methoden zur Untersuchung und Beurdelle misure. teilung der Fliessgewässer. Chemisch-physikalische Erhebungen, Nährstoffe. Bundesamt für Umwelt, Bern. Periodo di svolgimento e coordinamento dei rilievi di Umwelt-Vollzug Nr. 1005: 44 pagg. (disponibile in tedesco terreno e francese). Occorre inoltre stabilire quali rilievi di terreno richiedono un coordinamento spaziale, temporale e tematico (p. es. il Pfaundler M., Dübendorfer C., Zysset A. 2011. Methoden rilievo dei substrati con macrozoobenthos (MZB) e dei pe- zur Untersuchung und Beurteilung der Fliessgewässer. sci, le analisi MZB con rilievo degli stati di colmatazione, Hydrologie – Abfussregime Stufe F (flächendeckend). cartografie degli habitat per le modellizzazioni). Bundesamt für Umwelt, Bern. Umwelt-Vollzug Nr. 1107: 113 pagg. (disponibile in tedesco e francese).
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Allegato C – Indicatori utilizzati per l’analisi dei deficit, la previsione e la valutazione degli effetti Lista degli indicatori. Con un clic sull’indicatore, potete accedere direttamente al capitolo corrispondente.
Analisi dei deficit Valutazione degli Indicatore del mo-
Abbreviazione dulo «Pianificazione
(stato attuale) Previsione effetti Cambiamenti principali rispetto al modulo «Pianificazione strategica» e obiettivi dei strategica» nuovi indicatori Definizione specifica per il corso d’acqua dei D2 Parametri idrologici valori obiettivo relativi ai parametri idrologici in base all’interazione con altri indicatori Funzioni valore, specie ittiche e loro stadi di P2* Arenamento di pesci sviluppo Funzione valore, cartografia dei fregolatoi, kit P3* Luoghi di fregola per testare i fregolatoi e le covate (incubatoi)
P6 Idoneità dell’habitat per i pesci Modellazione dell’idoneità di habitat per i pesci
Idoneità dell’habitat per il Modellazione dell’idoneità di habitat per il macrozoobenthos macrozoobenthos
Q1* Temperatura dell’acqua Luogo di misurazione, previsione
Specie ittiche, rinuncia funzione valore, P4* Popolazioni di avannotti indicatore precedente: «Riproduzione della fauna ittica»
Biomassa e diversità del Valutazione della biomassa e della diversità, macrozoobenthos solo taxa EPT Zonazione longitudinale del macrozoobenthos
B4 Famiglie EPT
Definizione specifica per un corso d’acqua dei DE1 Deriva valori soglia sulla base degli studi delle ondate di piena artificiali
P1* Modulo CML Pesci Metodo di pesca, interpretazione
B2* Modulo CML Macrozoobenthos Metodo di rilevazione, interpretazione
H1* Colmatazione interna Metodo di rilevazione
H2 Colmatazione esterna Quantificazione dell’abitabilità degli habitat
Indicatori di base Indicatori a largo spettro X* Indicatore rielaborato Indicatori sensibili ai deflussi discontinui Indicatori supplementari X Indicatore nuovo
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Indicatori di base Sono definiti indicatori di base gli indicatori sensibili ai deflussi discontinui e caratterizzati da una buona prevedibilità. Per la previsione dell’effetto delle misure e per il confronto delle diverse varianti devono essere presi in esame almeno cinque di sei indicatori di base (cap. 4).
L’indicatore principale D2 «Parametri idrologici» dev’essere sempre misurato in quanto interagisce direttamente con gli altri indicatori ed è fondamentale per la determinazione degli obiettivi (cap. 3.4) e degli idrogrammi rappresentativi (allegato E). Questo indicatore funge da collegamento tra gli indicatori ecologici determinanti dal punto di vista giuridico, la gestione della centrale idroelettrica e, ad esempio, la gestione di un bacino di laminazione. L’indicatore di base D2 va definito con la massima accuratezza tenendo conto anche degli altri interessi (protezione e utilizzazione), in quanto deve garantire che il pregiudizio sensibile dovuto ai deflussi discontinui sarà eliminato o prevenuto.
Indicatori sensibili ai deflussi discontinui Gli indicatori sensibili ai deflussi discontinui non rientrano tra gli indicatori di base in quanto, allo stato attuale delle conoscenze, non sono sufficientemente prevedibili. Per completare le analisi dei deficit e delle cause, si raccomanda di misurare anche gli indicatori sensibili ai deflussi discontinui.
Indicatori a largo spettro Gli indicatori a largo spettro non sono particolarmente sensibili ai deflussi discontinui. Possono fornire indicazioni su un pregiudizio dovuto ai deflussi discontinui se i fattori di influenza abiotici, quali la qualità dell’acqua e la morfologia, denotano uno stato sufficiente o buono, oppure se è disponibile un tratto di riferimento.
Indicatori supplementari In base allo stato attuale delle conoscenze, gli indicatori supplementari, non sono particolarmente sensibili ai deflussi discontinui. Servono per comprendere i processi e se possibile andrebbero valutati confrontandoli con un tratto di riferimento. Il loro rilievo è raccomandato nei bacini imbriferi in cui si riscontra un’elevata torbidità e con essa la presenza di processi di colmatazione.
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Parametri idrologici Indicato per 1 Basi teoriche analisi dei deficit previsione Principi per determinare i valori obiettivo dei parametri controllo dell’efficacia idrologici I valori obiettivo dei parametri idrologici devono essere Nuovo indicatore. L’indicatore «Deflusso minimo» del specifici per il corso d’acqua considerato e orientarsi alle modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. conoscenze acquisite con l’analisi sia dei deficit che delle 2012) è considerato nella valutazione della portata mini- cause. Non sono a se stanti rispetto agli altri indicatori ma giornaliera (Sunkabfluss). biotici e abiotici, con cui i parametri idrologici interagiscono (fig. C2). Inoltre anche la morfologia influenza la
Costituisce un aiuto per la classificazione dei deficit definizione dei valori obiettivo dei parametri idrologici biotici, anche rispetto ai tratti o agli stati di riferimento. (allegato B).
Serve a determinare gli obiettivi specifici di un corso d’acqua per la piena artificiale, la portata minima gior- Altri studi già realizzati (come p. es. studi di deriva DE1, naliera e la velocità di variazione del livello dell’acqua test kit [allegato C, P3*]) possono ugualmente costituire
Permette di valutare il raggiungimento degli obiettivi dei dati di base per definire i valori obiettivo dei parametri e può giocare un ruolo come indicatore di sintesi nella idrologici. preselezione delle misure.
Interagisce con altri indicatori biotici e abiotici. Sulla base dei valori obiettivo dei parametri idrologici e dei requisiti idrologici che ne risultano (cfr. tabella ausiliaria parte 3 allegato D), l’efficacia delle diverse misure può essere classificato singolarmente o in modo aggre-
Interazione tra l’indicatore D2 «Parametri idrologici» e gli altri indicatori. Le frecce tratteggiate supportano la determinazione dei valori obiettivo; le frecce continue servono per la determinazione dei valori obiettivo (rivolte verso D2) o delle classi di stato (rivolte verso indicatori biotici e abiotici).
Controllo dell'efficacia P1* Modulo CML Pesci B2* Modulo CML Macrozoobenthos
Biomassa e diversità del Previsione B1* macrozoobenthos
Idoneità dell’habitat per il macrozoobenthos B3 Zonazione longitudinale del macrozoobenthos Idoneità dell’habitat per i pesci B4 Famiglie EPT
P4* Popolazioni di avannotti
Q1* Temperatura dell’acqua D2 Parametri idrologici DE1 Deriva
H1* Colmatazione interna H2 Colmatazione esterna
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gato. In questo senso, l’indicatore D2 «Parametri idrolo- 1. la scelta e la motivazione delle sezioni e della(e) morgici» è un indicatore di sintesi del raggiungimento degli fologia(e) da considerare; obiettivi. Tuttavia, una valutazione conclusiva sullo stato 2. la scelta e la motivazione della(e) stagione(i) da condel corso d’acqua e su un eventuale pregiudizio sensibile siderare; non può essere formulata prendendo come base esclusi- 3. la scelta dei parametri idrologici; va l’indicatore D2. 4. la determinazione dei valori obiettivo; 5. la determinazione del raggiungimento degli obiettivi dei parametri idrologici (= classe di stato).
2 Determinazione dell’indicatore
Scelta e motivazione delle sezioni del corso d’acqua e Pianificazione e procedura della o delle morfologie da considerare; La determinazione di questo indicatore non richiede dati L’impatto dei deflussi discontinui sull’ecologia di un corso particolari in quanto non ci vuole alcuna analisi di terre- d’acqua varia con il variare della morfologia. Per quanto no. Tuttavia, può risultare utile allestire una stazione di possibile, gli effetti dei deflussi discontinui e della mormisura della portata per rilevare i dati di deflusso man- fologia devono essere ben distinti. Per la determinazione canti da utilizzare per le analisi approfondite dei deficit e dei valori obiettivo (cfr. fig. B2 allegato B) può essere utile delle cause, per determinare gli obiettivi e per elaborare prendere in considerazione i tratti di riferimento (vale a le misure. dire le sezioni del corso d’acqua morfologicamente naturali o quasi naturali influenzate dai deflussi discontinui, Risoluzione temporale dei dati di deflusso p. es. le zone golenali di Mastrils lungo il Reno alpino), gli Sono necessari dati di portata con un’elevata risolu- stati di riferimento (vale a dire le sezioni del corso d’aczione temporale (valori istantanei). I valori istantanei, a qua morfologicamente simili non influenzate dai deflussi differenza dei valori medi (p. es. valori orari, giornalieri, discontinui) oppure il riferimento naturale (vale a dire le mensili), forniscono il valore di deflusso in un preciso mo- sezioni di un corso d’acqua simile senza deflussi discontimento. Se i valori istantanei sono misurati e registrati a nui o con un rapporto di piena artificiale e portata minima intervalli periodici e con un’elevata risoluzione temporale giornaliera < 1,5). (p. es. valori di 10 minuti), oppure se la registrazione dei dati viene effettuata quando il deflusso cambia conside- La procedura per la scelta e la motivazione delle sezioni revolmente, la sequenza di dati che si ottiene garantisce del corso d’acqua e dei tratti da analizzare da consideuna rappresentazione fedele delle variazioni di portata. rare è descritta nell’allegato B. Le stazioni di misura dell’Ufficio federale dell’ambiente, di regola, registrano i valori di deflusso con un’alta riso- Scelta e motivazione della(e) stagione(i) da considerare
luzione temporale per 10 minuti e riportano successiva- La scelta della o delle stagioni che si intendono consimente il valore ottenuto per questo intervallo di tempo. derare dipende dai casi specifici e potrebbe essere ad Considerato l’intervallo di tempo così breve, i valori ot- esempio così motivata: tenuti possono essere impiegati come valori istantanei. La risoluzione temporale dei dati utilizzati per valutare i • il periodo nel quale i deflussi e i livelli (ev. la velocità di parametri degli idrogrammi non dovrebbe pertanto esse- variazione delle temperature) si discostano maggiorre superiore a 10 – 15 minuti. A seconda del caso si può mente dallo stato naturale. Di norma, per le acque alcalcolare l’idrogramma in base ai dati di esercizio (cfr. pine si tratta del periodo invernale; Pfaundler et al. 2011). • il periodo più critico o con i deficit più rilevanti in riferimento all’ecologia del corso d’acqua (p. es. il periodo Determinazione dei valori obiettivo per i parametri di fregola) in relazione alle esigenze delle specie preidrologici dominanti (pesci e macrozoobenthos). I valori obiettivo e il raggiungimento degli obiettivi dei diversi parametri vengono determinati in cinque tappe:
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Scelta dei parametri idrologici spensione influenzando così la colmatazione interna ed Diversi recenti studi si sono occupati della determinazione esterna (Bruder 2012, Bruder et al. 2012); dei parametri idrologici basata sul corso d’acqua specifi- • la velocità di innalzamento del livello: questo parameco (p. es. Flussbau 2012, Schweizer et al. 2013 (1) – (4)). tro influenza l’intensità del fenomeno di deriva degli Sono stati elaborati valori basati su calcoli idraulici della organismi macrobentonici (implicitamente anche la piena artificiale, portata minima giornaliera, velocità di biomassa e la diversità) e delle larve di pesci e ha un abbassamento e innalzamento dei livelli tenendo con- ruolo importante nella mobilizzazione e sospensione di to delle caratteristiche idromorfologiche (p. es. requisiti particelle fini (Bruder 2012, Bruder et al. 2012). dell’indicatore P2* arenamento e/o dell’indicatore P3* luoghi di fregola). Se i fenomeni di ondata di piena artificiale si verificano più volte in un giorno, il presente modulo considera il valo- I parametri idrologici sono: re massimo giornaliero (piena artificiale, velocità di innalzamento del livello) e il valore minimo giornaliero (portata • la piena artificiale (= valore massimo giornaliero del minima giornaliera, velocità di abbassamento del livello). deflusso): influenza soprattutto la deriva, la stabilità dei nidi di fregola e degli habitat dei macroinvertebra- Tenendo in considerazione la geometria dei corsi d’acti, lo sviluppo delle alghe perifitiche delle macrofite e qua, i parametri sopra menzionati includono anche la degli avannotti a causa della mobilizzazione del mate- posizione del livello dell’acqua, la larghezza bagnata e il riale solido di fondo/sedimenti fini che provoca e, indi- tasso di variazione della larghezza bagnata. rettamente, influisce sulla torbidità e la colmatazione (stress fisiologico, compromissione della fotosintesi, Sulla base delle analisi dei deficit e delle cause, va moridotta disponibilità di ossigeno per la frega dei pesci tivato in maniera chiara e comprensibile quali sono gli ecc.) (Bruder 2012, Bruder et al. 2012). indicatori che meglio rappresentano la problematica dei
la portata minima giornaliera (= valore minimo giorna- deflussi discontinui nella sezione fluviale studiata. A seliero del deflusso): oltre che per valutare il rischio di conda dei deficit e delle cause, può capitare che solaarenamento serve anche per determinare le superfici mente una parte dei parametri idorologici siano pertinenti idonee per i nidi di fregola come pure l’idoneità dell’ha- (p. es. se lo stato dell’indicatore P2* «Arenamento di pebitat per i pesci e il macrozoobenthos nella sezione co- sci» è buono o molto buono la velocità di abbassamento stantemente bagnata del letto del fiume. Un confron- del livello è poco rilevante). to con i requisiti del deflusso residuale (artt. 31 – 33 LPAc), vale a dire con l’indicatore D1 deflusso minimo Determinazione dei valori obiettivo del modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et I valori obiettivo sono stabiliti per i parametri idrologici al. 2012), mostra se la portata minima giornaliera sod- rilevanti nell’ambito della determinazione degli obiettivi disfa i requisiti stabiliti dalla legge sui deflussi resi- sulla base dell’interazione dell’indicatore D2 con gli indiduali minimi. Il confronto con la portata Q347 naturale catori biotici e abiotici (cap. 3.4 e tabella ausiliaria parte serve per classificare la portata minima giornaliera III allegato D). Quando si determinano i valori obiettivo in condizioni naturali. La portata Q347 è direttamente deve essere anche indicata la frequenza con cui rispetconfrontabile con il quantile al 95 per cento della por- tarli (equivalente alla percentuale di tempo, espressa tata minima giornaliera riferito al periodo di un anno come quantile, entro cui il valore obiettivo deve essere (347/365 = 95 %). Insieme alla piena artificiale, la por- rispettato). In tale contesto occorre distinguere tra: tata minima giornaliera serve a calcolare le superfici messe a secco; a) i pregiudizi originati da deflussi discontinui rari, ma di
la velocità di abbassamento del livello: questo parame- forte intensità e particolarmente critici sotto l’aspetto tro influenza principalmente il rischio di arenamento e ecologico (p. es. i periodi di fregola, dove è richiesto un in parte anche la sedimentazione del materiale in so- quantile al 95 %);
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b) i pregiudizi originati da deflussi discontinui periodici e ri- valore (fig. C3), le classi di stato dei parametri idrologici, petuti ma meno estremi (è richiesto un quantile al 60 %). sia per lo stato attuale che per lo stato con le misure.
Le tabelle C1 – C4 riportano gli approcci possibili per Per lo stato attuale, questa metodologia mette in evidendeterminare i valori obiettivo e i quantili, come pure gli za il deficit e per lo stato con le misure di risanamento indicatori di base determinanti che interagiscono tra loro. mette in evidenza se il volume di ritenuta e la gestione delle acque turbinate possono ridurre l’effetto dei deflus- Raggiungimento dei valori obiettivo dei parametri si discontinui a un livello tale da consentire che i valori idrologici (= classi di stato). obiettivo vengano rispettati con sufficiente frequenza nel Un riassunto degli obiettivi che il risanamento dei deflus- periodo determinante. si discontinui deve raggiungere in un determinato corso d’acqua indica le prescrizioni necessarie per migliorare l’idrogramma. Tale riassunto corrisponde alle condizioni 3 Trattamento dei dati e valutazione idrologiche richieste per eliminare o prevenire i pregiudizi sensibili dei deflussi discontinui (cfr. tabella ausiliaria Funzioni valore parte 3 allegato D). Le funzioni valore applicate per attribuire le classi di stato sono rappresentate nella figura C3. La valutazione dello La determinazione del valore obiettivo e del relativo stato di ogni parametro idrologico (X) si basa sulla proquantile permette di stabilire, sulla base della funzione babilità di rispetto del valore obiettivo p(X) in rapporto al quantile richiesto (60 % o 95 % per la piena artificiale Fig. C3 e i valori assoluti delle velocità di variazione del livello, Funzioni valore. Legenda relativa alle figure da C5 a C8. 40 % e 5 % per la portata minima giornaliera), calcolata in termini di numero di giorni in cui è stato rispettato il 100 % = molto buono valore obiettivo in rapporto al numero di giorni del perio- 100 % 95 % do considerato. Sono in ogni caso sempre determinanti
Probabilità di rispetto del valore obiettivo 90 % i valori massimi giornalieri (piena artificiale, velocità di 80 % 80 % innalzamento del livello) e i valori minimi giornalieri (portata minima giornaliera, velocità di abbassamento del 60 % livello).
40 %
20 %
0% 0% Funzione valore: Funzione valore: valori obiettivo valori obiettivo con quantile al 60% con quantile al 95%
Classi di stato e colori secondo il CML
Valutazione Stato Pregiudizio molto buono nessuno buono lieve mediocre sensibile insoddisfacente forte cattivo molto forte
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Idrogramma con e senza le misure di risanamento dei deflussi discontinui (sopra), velocità di variazione del livello con le misure (sotto). Rappresentazione dei valori obiettivo.
Deflusso corso d’acqua senza misura Deflusso corso d’acqua con gestione del bacino
200.0
150.0 Valore obiettivo
Deflusso [m 3/s] portata massima 100.0 Valore obiettivo 50.0 portata ridotta
0.0 Valore obiettivo velocità di innalza- 0.6 mento del livello
Velocità di variazione del livello 0.4
0.2
0.0 Valore obiettivo
[cm/min] velocità di abbas- –0.2 samento del livello –0.4
–0.6 01.01 02.01. 03.01. 04.01. 05.01. 06.01.
Valori obiettivo in base all’idrogramma Frequenza cumulata: esempio di rappresentazione e di La figura C4 presenta un estratto dell’idrogramma e della lettura velocità di variazione del livello di un corso d’acqua, con Dall’analisi dell’idrogramma (cfr. allegato E), con o senza e senza le misure di risanamento dei deflussi discontinui. misure di risanamento, si deducono i valori massimi e mi- I parametri idrologici sono rapportati al valore obiettivo. nimi giornalieri dei parametri idrologici: piena artificiale, In questo esempio fittizio una velocità di abbassamento portata minima giornaliera, velocità di abbassamento e del livello troppo elevata risulta essere critica solo per i innalzamento del livello. La rappresentazione della fredeflussi inferiori a 50 m3/s (grigio chiaro nella fig. C4). quenza cumulata per il periodo di riferimento fornisce la Pertanto è stato stabilito un valore obiettivo soltanto per frequenza di superamento verso il basso (piena artificiai deflussi appartenenti a questa fascia. le, velocità di innalzamento del livello) e di superamento verso l’alto (portata minima giornaliera, velocità di abbassamento del livello).
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Esempio di rappresentazione e lettura del raggiungimento del valore obiettivo sulla base della frequenza cumulata della piena artificiale p(Qmax) per tre misure, come pure per lo stato attuale e lo stato di riferimento.
p(Qmax) Obiettivi specifici per il corso d’acqua
100 %
80 %
Legenda 60 % Obiettivi specifici per il corso d’acqua riferiti ai deflussi discontinui:
40 % Episodi ripetuti Episodi estremi Stato attuale (senza misura) Misura insufficiente 20 % Misura sufficiente Misura supera l’obiettivo Stato di riferimento valore massimo 0% giornaliero Valore obiettivo Valore obiettivo Qmax quantile al 60% quantile al 95%
La figura C5 è un esempio di rappresentazione della piena artificiale ed è da interpretare nel modo seguente: la frequenza cumulata della piena artificiale (p(Qmax)) per tre misure analizzate, indica che con la misura «verde» la piena artificiale rispetta il valore obiettivo Qmax (quantile al 60 %) con una frequenza di circa il 65 per cento. Anche il valore obiettivo Qmax (quantile al 95 %) è rispettato con una frequenza del 95 per cento. Il risultato è due volte la classe di stato «buono». La misura «rossa» è insufficiente (classe di stato «insoddisfacente» o «cattivo») ma migliore rispetto allo stato attuale. La misura «blu» supera l’obiettivo in relazione al parametro idrologico della piena artificiale (classe di stato «molto buono») e si approssima allo stato di riferimento (idrologia naturale). Le figure C6 – C8 si leggono in modo analogo a questo esempio.
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Valori obiettivo e rappresentazione della piena artifi- Valori obiettivo e rappresentazione della portata ciale (valore massimo giornaliero del deflusso) minima giornaliera (valore minimo giornaliero del La rappresentazione per la piena artificiale può esse- deflusso) re dedotta dalla figura C5. La valutazione si basa sul Per definizione, nell’ambito della portata minima giornadeflusso massimo giornaliero. A dipendenza della tipo- liera per la frequenza cumulata sono determinanti il 5 e logia di corso d’acqua, altri approcci specifici per il corso il 40 per cento quantile. Questa differenza rispetto agli d’acqua possono comprendere il riferimento alla mobi- altri parametri idrologici non modifica i valori obiettivo lizzazione e al trasporto del materiale solido di fondo che devono essere rispettati per il 95 e il 60 per cento dei (Flussbau 2012). giorni del periodo preso in considerazione.
Possibili approcci per determinare i valori obiettivo della piena artificiale. Per l’escursione termica, in ragione del metodo impiegato, si utilizza un quantile del 90 e non del 95 per cento (cfr. allegato C indicatore Q1*).
Piena artificiale (= valore massimo giornaliero del deflusso) Indicatore di base Quantile Approccio per determinare il valore obiettivo della piena artificiale determinante
Stabilità dm nidi di frega durante la piena artificiale 95 % P3* Limitazione della zona intertidale mediante la riduzione della piena artificiale 60 % P2*, B5, P6 Limitazione dell’escursione termica TA massima/ridotta < TA riferimento 90 % Q1* Riduzione generale della deriva (dagli studi di deriva) 60 % DE1/D2 Assenza di deriva catastrofica (dagli studi di deriva) 95 % DE1/D2 Idoneità dell’habitat per i pesci sufficiente durante la piena artificiale (secondo gli stadi di sviluppo) 60 % P6 … altri approcci specifici per il corso d’acqua secondo gli esperti
Possibili approcci per determinare i valori obiettivo della portata minima giornaliera. Per l’escursione termica, in ragione del metodo impiegato, si utilizza un quantile del 10 invece che del 5 per cento (cfr. allegato C indicatore Q1*).
Portata minima giornaliera (= valore minimo giornaliero del deflusso) Indicatore di base Quantile Approccio per determinare il valore obiettivo della portata minima giornaliera determinante
Fregola e sviluppo dei fregoli (evitare la messa a secco) 5% P3* Limitazione della zona intertidale mediante l’innalzamento della portata minima giornaliera 40 % P2*, B5, P6
Idoneità dell’habitat per i pesci sufficiente durante la portata minima giornaliera (secondo gli stadi di sviluppo)
Idoneità dell’habitat per il macrozoobenthos sufficiente durante la portata minima giornaliera 40 % B5 Limitazione dell’escursione termica TA massima/ridotta < TA riferimento 10 % Q1* … altri approcci specifici per il corso d’acqua secondo gli esperti
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Valori obiettivo e rappresentazione della velocità di innalzamento del livello durante l’innalzamento del deflusso La determinazione dei valori obiettivo della velocità di innalzamento del livello si fonda essenzialmente sugli studi di deriva (drift). Gli studi di deriva sono per definizione specifici per un corso d’acqua e forniscono i relativi valori obiettivo. Per la stabilità del materiale del fondo dell’alveo durante l’innalzamento del livello si possono adottare anche i modelli non stazionari 1D o 2D (allegato F).
Rappresentazione del raggiungimento dell’obiettivo sulla base della frequenza cumulata della portata minima giornaliera p(Q min) per tre misure. Viene valutato il valore minimo giornaliero del deflusso.
p(Qmin) Obiettivi specifici per il corso d’acqua
100 %
80 %
60 %
Legenda Obiettivi specifici per il corso d’acqua riferiti 40 % ai deflussi discontinui:
Episodi ripetuti 20 % Episodi estremi Misura insufficiente Misura sufficiente 0% Misura supera l’obiettivo Valore obiettivo Valore obiettivo Qmin quantile al 5% quantile al 45%
Possibili approcci per determinare i valori obiettivo della velocità di innalzamento del livello. Per la velocità di variazione della temperatura, in ragione del metodo impiegato, si utilizza un quantile del 90 e non del 95 per cento (cfr. allegato C indicatore Q1*).
Velocità di innalzamento del livello o velocità di variazione del deflusso per la temperatura Indicatore di base Quantile Approccio per determinare il valore obiettivo della velocità di innalzamento del livello determinante
Stabilità dm nidi di frega durante l’innalzamento del livello 95 % P3* Riduzione della velocità di variazione della temperatura (innalzamento del deflusso) 90 % Q1* Riduzione generale della deriva (dagli studi di deriva) 60 % DE1/D2 Assenza di deriva catastrofica (dagli studi di deriva) 95 % DE1/D2 … altri approcci specifici per il corso d’acqua secondo gli esperti
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Anche la variazione della temperatura può essere deter- Valori obiettivo e rappresentazione della velocità di minante per la velocità consentita del passaggio dalla abbassamento del livello durante l’abbassamento del portata minima giornaliera alla piena artificiale. In tal deflusso caso la determinazione dell’obiettivo è basata sulla ve- La determinazione dei valori obiettivo della velocità di ablocità consentita di innalzamento del deflusso dQ/dt+ se- bassamento del livello è essenzialmente basata sull’apcondo l’indicatore Q1*. proccio volto a ridurre l’arenamento secondo l’indicatore P2* tenendo conto della o delle specie ittiche predominanti e dei loro stadi di sviluppo.
Rappresentazione del raggiungimento dell’obiettivo sulla base della frequenza cumulata della velocità di innalzamento del livello p(dh/dt +) per tre misure. dh/dt + sono valori positivi della variazione del livello, espressi in cm/min. Viene valutato il valore massimo giornaliero positivo di deflusso nel settore critico del deflusso.
p(dh/dt+) Obiettivi specifici per il corso d’acqua
100 %
80 %
60 %
Legenda Obiettivi specifici per il corso d’acqua riferiti 40 % ai deflussi discontinui:
Episodi ripetuti 20 % Episodi estremi Misura insufficiente Misura sufficiente 0% Misura supera l’obiettivo Valore obiettivo Valore obiettivo dh/dt+ quantile al 60% quantile al 95%
Possibili approcci per determinare i valori obiettivo della velocità di abbassamento del livello. Per la velocità di variazione della temperatura, in ragione del metodo impiegato, si utilizza un quantile del 90 e non del 95 per cento (cfr. allegato C indicatore Q1*).
Velocità di abbassamento del livello o velocità di variazione del deflusso per la temperatura Indicatore di base Quantile Approccio per determinare il valore obiettivo della velocità di abbassamento del livello determinante
Riduzione dell’arenamento (secondo gli stadi di sviluppo) nel settore critico del deflusso 95 % P2* Riduzione della velocità di variazione della temperatura (abbassamento del deflusso) 90 % Q1* … altri approcci specifici per il corso d’acqua secondo gli esperti
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Rappresentazione del raggiungimento dell’obiettivo sulla base della frequenza cumulata della velocità di abbassamento del livello p(dh/dt –) per tre misure. dh/dt – sono valori negativi della variazione del livello, espressi in cm/min. Viene valutato il valore assoluto del valore minimo giornaliero negativo di deflusso nel settore critico del deflusso.
p(dh/dt – ) Obiettivo specifico per il corso d’acqua
100 %
80 %
60 %
Legenda Obiettivo specifico per il corso d’acqua 40 % riferito ai deflussi discontinui:
Episodi ripetuti 20 % Episodi estremi Misura insufficiente Misura sufficiente 0% Misura supera l’obiettivo Valore obiettivo dh/dt – quantile al 95 %
Se la variazione della temperatura è determinante, l’o- Se per un parametro idrologico viene definito soltanto un biettivo è stabilito sulla base della velocità consentita di obiettivo specifico per il corso d’acqua non è necessaria abbassamento del deflusso dQ/dt – secondo l’indicatore l’aggregazione della fase 1 e viene ripresa la classe di Q1*. stato del parametro.
Aggregazione della piena artificiale, della portata In caso contrario, vale a dire in presenza di più obiettivi minima giornaliera e delle velocità di variazione del definiti per ogni parametro idrologico, la classe di stato livello per la valutazione complessiva dell’indicatore D2 viene aggregata in base al valore medio. Se il valore me- Un confronto tra le varianti delle misure può essere fatto dio cade esattamente tra due classi di stato, si considera già a livello dei singoli parametri idrologici stabiliti, prima la più negativa. Da questo tipo di aggregazione ci si può di un’aggregazione. Un’aggregazione delle classi di stato discostare per motivi giustificati. Per esempio nel caso in dei singoli parametri idrologici consente invece una stima cui si decida di orientare la valutazione complessiva del complessiva del raggiungimento degli obiettivi dell’indi- parametro idrologico allo stato peggiore. catore D2.
L’aggregazione avviene in tre fasi. Il genere e la modalità di aggregazione si ispirano a Pfaundler et al. (2011).
Fase 1: aggregazione relativa a un parametro idrologico Nella prima fase si aggregano le classi di stato riferite a un parametro idrologico.
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L’aggregazione è illustrata in maniera esemplificativa per livello e velocità di abbassamento del livello si svolge in la portata minima giornaliera nella tabella C5. modo analogo al metodo per l’aggregazione secondo Pfaundler et al. (2011). Esempio di aggregazione per la portata minima giornaliera. L’aggregazione delle valutazioni singole si ottiene sommando i punti seguenti, in funzione della classe di stato Obiettivo specifico per il corso Periodo Genere di Classe delle valutazioni singole: d’acqua determinante obiettivo di stato
Disponibilità di superfici di frego- • classe 1 «blu»: 1 punto quantile la non messe a secco durante la ott. – mar. 3 95 % • classe 2 «verde»: 2 punti portata minima giornaliera (P3*) • classe 3 «giallo»: 3 punti Idoneità dell’habitat per il • classe 4 «arancione»: 4 punti quantile macrozoobenthos sufficiente ott. – mar. 2 60 % • classe 5 «rosso»: 5 punti in inverno (B5)
Valutazione complessiva della Infine, si determina la classe di stato della valutazione portata minima giornaliera complessiva secondo la regola di classificazione della tabella C6. Questa è concepita in maniera tale da applicare la classe di stato «scenario peggiore» se questa Dall’aggregazione delle classi di stato dei diversi obiettivi si presenta due o più volte nelle valutazioni singole. Inolspecifici per il corso d’acqua si ricava esattamente una tre, la valutazione complessiva può essere migliorata al classe di stato da 1 a 5 per ogni parametro idrologico. massimo di due classi di stato rispetto al valore scenario peggiore a condizione che, fatta eccezione per l’indica- Se per un parametro idrologico non viene definito alcun tore di valutazione con classe di stato scenario peggiore, obiettivo specifico per il corso d’acqua, ciò vuol dire che gli altri tre indicatori rientrino nella classe 1. la causa dei deficit riscontrati nel corso d’acqua non è riconducibile a questo parametro. In questo caso gli viene assegnata la classe di stato 2 (verde).
Fase 2: aggregazione della piena artificiale, della portata minima giornaliera e delle velocità di variazione del livello L’aggregazione per i quattro parametri piena artificiale, portata minima giornaliera, velocità di innalzamento del
Regola di aggregazione per la valutazione complessiva dell’indicatore D2 tenendo conto della classe di stato scenario peggiore e della somma delle valutazioni singole.
Valutazione individuale «scenario peggiore»: portata massima, portata ridotta, velocità di variazione dei livelli
Classe 1 Classe 2 Classe 3 Classe 4 Classe 5 Valutazione complessiva
Valore complessivo
della valutazione ≥8 < 10 <9 Classe 3 ≥ 10 < 12 Classe 4 individuale ≥ 12 Classe 5
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Bruder A., Schweizer S., Vollenweider S., Tonolla D., Esempio di lettura Meile T. 2012. Schwall und Sunk: Auswirkungen auf die Il primo passo consiste nell’eseguire la valutazione Gewässerökologie und mögliche Sanierungsmassnahindividuale scenario peggiore. La velocità di abbas- men. Wasser Energie Luft 104: 257 – 264. samento del livello corrisponde alla classe di stato 4 (4 punti), vale a dire che la somma delle valutazioni Flussbau. 2012. Alpenrhein D6: Quantitative Analyse von singole viene fatta in base alla colonna classe 4. Per Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedliche Anfordele valutazioni singole della portata minima giornalie- rungsprofile. Arbeitspaket 1: Anforderungsprofile und ra e della piena artificiale vengono raggiunte le clas- Kolmation. IRKA: 61 pagg. si di stato 1 (ognuna 1 punto) e per la velocità di innalzamento del livello la classe di stato 2 (2 punti). Pfaundler M., Dübendorfer C, Zysset A., 2011: Methoden La somma delle valutazioni singole è data da zur Untersuchung und Beurteilung der Fliessgewässer. 4 + 1 + 1 + 2 = 8, vale a dire < 10 nella colonna classe Hydrologie – Abflussregime Stufe F (flächendeckend).
4 Il risultato della valutazione complessiva è la Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Pratica ambientale
classe 3. n. 1107: 113 pagg. (disponibile in tedesco e francese).
Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer M., Monney J., Schläppi S., Wächter K., 2013 (1). Schwall-
4 Previsione Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 1a: Gewässerökologische Bestandsaufnahme. Wasser Energie Luft
La previsione per le sezioni del corso d’acqua si ottiene 105: 191 – 199. calcolando gli idrogrammi con le misure e determinando da questi i parametri idrologici (frequenza cumulata se- Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer condo il capitolo precedente) con le misure. Per i nuovi M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Tuhtan J., progetti di costruzione la previsione si svolge in modo Wächter K. 2013 (2). Schwall-Sunk Sanierung in der analogo prevedendo per le sezioni del corso d’acqua lo Hasliaare – Phase 1b: Ökologische Bewertung des Iststato dell’indicatore D2 con le misure. Per i nuovi pro- Zustands anhand der 12 Indikatoren der aktuellen BAFU getti di costruzione, si raccomanda di prevedere, a titolo Vollzugshilfe. Wasser Energie Luft 105 : 200 – 207. di confronto, anche la variante «nuovo progetto di costruzione senza misure» per dimostrare l’effetto positivo Schweizer S., Bieri M., Tonolla D., Monney J., Rouge delle misure. M. und Stalder P. 2013 (3). Schwall-Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 2a: Konstruktion repräsentativer Abflussganglinien für künftige Zustände. Wasser Energie 5 Bibliografia Luft 105: 269 – 276.
Baumann P., Kirchhofer A., Schälchli U. 2012. Risana- Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Maire mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. A., Meyer M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle Theiler Q., Tuhtan J., Wächter K. 2013 (4). Schwall-Sunk acque. Ufficio federale dell’ambiente, Berna. Pratica am- Sanierung in der Hasliaare – Phase 2b: Ökologische bientale n. 1203: 127 pagg. Bewertung von künftigen Zuständen. Wasser Energie Luft 105: 277 – 287. Bruder A. 2012. Bewertung von Massnahmen zur Beseitigung wesentlicher Beeinträchtigungen durch Schwall und Sunk, Grundlagen für den Vollzug. EAWAG, Dübendorf: 92 pagg.
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Arenamento di pesci Indicato per sti studi hanno dimostrato che il tasso di arenamento analisi dei deficit dipende direttamente dalla velocità di decrescita del previsione livello della piena artificiale e che con una velocità di controllo dell’efficacia abbassamento pari a 0,1 cm/min l’arenamento di larve di trote fario non si verifica. Gli studi condotti con le Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- larve di temolo hanno per contro dimostrato che l’ategica»: renamento non si verifica con una velocità pari a 0,2 cm/min. Il tasso di arenamento delle larve di temolo
studi attuali sull’arenamento, condotti in tratte spe- si è rivelato relativamente debole quando la velocità rimentali consentono di definire nuove funzioni valore di abbassamento del livello d’acqua è di 0,3 cm/min. per le velocità di abbassamento del livello dell’acqua Quando tale velocità è più elevata, osserviamo lo stesnel caso delle trote fario e dei temoli; so tasso di arenamento riportato negli studi passati
osservazioni sul campo per rilevare l’arenamento dei (Schmutz et al. 2013) pesci, ma rinunciando a una valutazione con una fun- • Stadio di sviluppo. Per i temoli nello stadio giovanile il zione valore. I risultati servono eventualmente per fu- rischio di deriva o di arenamento durante le ondate di turi controlli dell’efficacia piena artificiali è molto inferiore rispetto a quello che
la valutazione complessiva dell’indicatore P2* si basa grava sulle loro larve. I tassi di deriva più bassi degli su due criteri. stadi giovanili di temolo durante le ondate di piena artificiali si pensa siano riconducibili alla migliore capacità di nuoto raggiunta dai pesci. I tassi di arenamento più
1 Basi teoriche bassi per gli stadi giovanili di temolo sono probabilmente riconducibili a una miglior capacità natatoria e alla
Nuove acquisizioni sull’arenamento e sulla deriva dei scelta di un habitat diverso in questo stadio di sviluppo. pesci Quest’ultima differenza fa però riferimento esclusiva- L’obiettivo primario dei nuovi studi sperimentali è di quan- mente al giorno. Durante la notte anche gli stadi giotificare la deriva e l’arenamento di giovani individui di tro- vanili di temolo preferiscono gli habitat acquatici poco te fario e temoli (larve e avannotti [0+]) dopo le ondate di profondi e a carattere lentico, aumentando così il loro piena artificiali e di individuare i fattori che influenzano rischio di arenamento rispetto alle ore diurne. l’arenamento (Auer et al. 2014). Le esperienze legate a • Strutture morfologiche (insenature). È stato dimostrapiù aspetti, quali l’arenamento, la struttura dell’alveo, la to che la presenza di strutture morfologiche riduce in differenza giorno/notte, gli studi su piene artificiali multi- maniera importante il tasso di deriva e il tasso di areple, hanno approfondito le conoscenze acquisite nell’am- namento. Va precisato che le strutture morfologiche bito degli studi passati. testate, per la loro velocità di deflusso e il loro tipo di substrato, non rappresentano un habitat appropriato Gli individui utilizzati per le prove presentavano le se- sul lungo termine per la sopravvivenza delle larve e guenti lunghezze: larve di temoli 13 – 20 mm, giovani te- degli stadi giovanili delle trote fario e dei temoli e che, moli 50 – 76 mm, larve di trota fario 24 – 30 mm, giovani in caso di episodi di ondata di piena artificiale, le loro trote fario 67 – 69 mm. caratteristiche idromorfologiche le rendono utili unicamente come zone di rifugio. I risultati principali degli studi possono essere riassunti • Giorno/notte. Gli studi condotti di notte e di giorno con come segue: gli stadi giovanili e le larve dei temoli hanno mostrato che la scelta dell’habitat, la migrazione longitudinale e • Osservazione dell’arenamento delle larve di trota fa- il rischio di arenamento varia in funzione del momento rio e di temolo su un banco di ghiaia omogeneo. Que- della giornata. Durante la notte, le giovani popolazioni
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ittiche privilegiano settori ad acqua poco profonda e a mentre per le larve di temolo a partire da una velocità corrente più lenta, situati più in prossimità della linea di di 0,3 cm/min i tassi di arenamento risultano ancora sponda. Gli studi condotti durante le ore notturne han- abbastanza contenuti (mediana < 5 %). Questa situano evidenziato un rischio di arenamento decisamente zione però cambia se sul banco di ghiaia sono presenti più elevato. anche strutture più profonde (affossamenti). Nel caso • Ondate di piena artificiali multiple. Quando i deflus- delle larve di trota fario vi è una riduzione dei tassi di si discontinui si ripetono più volte consecutivamente, arenamento, la quale dipende tuttavia dalla velocità i tassi di deriva si riducono a partire dalla seconda di abbassamento del livello dell’acqua. Per le larve ondata di piena. Per quanto riguarda i tassi di arena- di temolo è stato osservato il contrario: la presenza mento, le differenze riscontrate sono state registrate di affossamenti ha un effetto negativo in quanto tali soprattutto in funzione del momento della giornata. strutture agiscono da trappola e di conseguenza de- Servendosi di speciali modelli sperimentali si è cercato terminano un significativo aumento dei tassi di arenadi individuare i motivi che determinano la riduzione dei mento. Anche con una velocità di abbassamento pari tassi di deriva. Una spiegazione è che gli individui che a 0,2 cm/min è stato possibile osservare il fenomeno derivano dal segmento di canale analizzato hanno una dell’arenamento (mediana = 20 %). Le differenze ospredisposizione a migrare quando le condizioni sono servate sono riconducibili ai differenti stili di vita delle sfavorevoli. Un’altra spiegazione è legata alla capacità larve dei pesci. dei pesci di adattarsi alle condizioni dei deflussi discontinui. Ciò consente loro di «adattarsi» dopo la pri- 2 Raccolta dei dati e previsioni ma ondata di piena artificiale, in modo che il numero di individui di deriva diminuisca negli episodi successivi. Calcoli idraulici per valutare la percentuale delle Questo fenomeno d’apprendimento non perdura però superfici messe a secco a lungo termine (la sua durata è inferiore alle 24 ore). I calcoli idraulici per conoscere l’estensione delle zone
Ondata di piena artificiale asimmetrica. Se si aumen- che restano a secco come pure la loro valutazione e rapta dapprima la portata di deflusso e la si riduce suc- presentazione dei risultati, si basano sulle indicazioni cessivamente fino a una dotazione di portata minima del modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. giornaliera inferiore a quella della dotazione iniziale, 2012). Si raccomanda inoltre di verificare sul campo l’eper non spiaggiare le larve di trota sono costrette a stensione delle zone messe a secco, per esempio avvaspostarsi. In presenza di questo tipo di scenario i tassi lendosi degli studi sui deflussi discontinui e di convalidare di deriva notturni raddoppiano rispetto a quelli diurni e, in tal modo i modelli idraulici. Per quanto concerne le di conseguenza, aumenta anche il rischio di arenamen- modellizzazioni rimandiamo all’allegato F. to notturno. Gli esperimenti hanno mostrato che per i deflussi discontinui asimmetrici e per i deflussi discon- Osservazioni sul campo per valutare l’arenamento dei tinui simmetrici, il tasso di deriva non varia. Pertanto, pesci una preventiva modifica del deflusso di dotazione, per La possibilità di osservare o meno i pesci arenati e stale larve di trota fario, non ha un effetto d’avviso. Si bilirne il numero, dipende spesso dalle caratteristiche e presume che una portata asimmetrica determini un au- dall’accessibilità delle sponde (p. es. blocchi o sabbia), mento dei tassi di deriva durante la notte. dal numero e specie di (giovani) pesci presenti nel cor-
Confronto tra trote fario e temoli. Gli studi sull’are- so d’acqua, dal momento della giornata in cui si verifica namento condotti su un banco di ghiaia omogeneo, l’abbassamento di portata (giorno o notte), come pure hanno evidenziato dei tassi di arenamento, per tutte le dalla presenza di predatori e nascondigli o zone di rifugio velocità di decremento della portata, superiori per le dei pesci. Per queste ragioni le osservazioni sull’arenalarve di trota fario rispetto alle larve di temolo. Inoltre, mento dei pesci sono piuttosto complesse da valutare e, per le larve di trota fario il rischio di arenamento è contrariamente al modulo «Pianificazione strategica», il stato constatato già a partire da una velocità di ab- presente modulo non le valuta più mediante una funzione bassamento del livello dell’acqua pari a 0,2 cm/min, valore.
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È tuttavia raccomandato, al fine di valutare gli effetti del- Tab. C7 le misure di risanamento, di effettuare un rilievo dei pesci Funzione valore per le superfici messe a secco. eventualmente spiaggiati. Criterio: percentuale di superficie Valutazione Stato messa a secco in rapporto alla Valori soglia delle velocità di abbassamento del livello superficie bagnata totale d’acqua Per riuscire a stimare il rischio di arenamento delle lar- molto buono < 10 %
ve di pesci e degli avannotti, tenendo conto dei risultati buono ≥ 10 < 30 %
e delle deduzioni derivanti dagli studi condotti finora e mediocre ≥ 30 < 40 %
prendendo in considerazione la velocità di abbassamento insoddisfacente ≥ 40 < 50 %
verticale dell’ondata di piena artificiale, occorre innanzi- cattivo ≥ 50 %
tutto considerare i seguenti aspetti basilari (Auer et al. 2014): Osservazione: il calcolo delle superfici messe a secco è indicato solo per quelle sezioni del corso d’acqua dove
I valori limite sono basati su studi condotti con larve sono potenzialmente presenti larve e pesci allo stadio di pesci d’allevamento che sono state confrontate con giovanile e dove si ipotizza la presenza di fenomeni di una singola ondata di piena artificiale. Non è tra l’altro arenamento (cfr. il criterio della morfologia più sensibile chiaro se e in quale misura le larve sono in grado di secondo Baumann et al. 2012). adattare il loro comportamento dopo essere «sopravvissute» alle prime ondate di piena artificiali. Queste Valori soglia delle velocità di abbassamento del livello informazioni hanno un ruolo importante per valutare La funzione valore con tre livelli di valutazione nel lavoro le possibili classi di categorizzazione, in quanto una di Auer et al. 2014 è estesa qui di seguito a cinque livelli riduzione della popolazione di larve del 25 per cento di valutazione, distinta per diversi gruppi di età (stadi di per singolo episodio di ondata di piena artificiale va sviluppo) e specie di pesci (tab. C8 – C10). considerata come ecologicamente non sostenibile.
Allo stato attuale delle conoscenze non è ancora del Tab. C8 tutto chiaro in che modo il rischio di arenamento sia Funzioni valore delle velocità di abbassamento del livello per i influenzato da fattori abiotici come la pendenza dei temoli e le trote fario allo stadio larvale durante le ore diurne. banchi di ghiaia, la composizione granulometrica, la temperatura dell’acqua, le caratteristiche orizzonta- Criterio: velocità di abbassamento Valutazione Stato del livello (cm/min) li della zona a deflussi discontinui, il momento della giornata e la durata dell’ondata di piena artificiale. Gli molto buono < 0,2
studi condotti finora con gli avannotti hanno mostrato buono ≥ 0,2 < 0,3
che sono soprattutto l’ora della giornata e la morfo- mediocre ≥ 0,3 < 0,4
logia (struttura, inclinazione trasversale) i fattori che insoddisfacente ≥ 0,4 < 0,5
possono avere una grande influenza sull’arenamento. cattivo ≥ 0,5
Ciononostante, numerosi altri fattori e i loro relativi effetti non sono ancora stati testati.
3 Trattamento dei dati e valutazione
Percentuale di superficie messa a secco La percentuale di superficie messa a secco durante la portata minima giornaliera è calcolata (analogamente al modulo «Pianificazione strategica») in rapporto all’intera superficie dell’alveo bagnata durante la piena artificiale:
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Funzioni valore delle velocità di abbassamento del livello per i Funzioni valore delle velocità di abbassamento del livello per le temoli allo stadio giovanile durante le ore diurne. trote fario allo stadio giovanile durante le ore diurne.
Criterio: velocità di abbassamento Criterio: velocità di abbassamento Valutazione Stato Valutazione Stato del livello (cm/min) del livello (cm/min)
molto buono <1 molto buono < 1,5 buono 1 < 1,2 buono ≥ 1,5 < 3 mediocre ≥ 1,2 < 2 mediocre ≥ 3 < 4,5 insoddisfacente ≥ 2 < 3 insoddisfacente ≥ 4,5 < 6 cattivo ≥3 cattivo ≥6
Osservazione: il rischio di arenamento per le trote fario, allo stadio larvale e giovanile, e per i temoli è nettamente più elevato nelle ore notturne rispetto a quelle diurne in quanto queste popolazioni prediligono habitat differenti tra giorno e notte a causa dei fenomeni di migrazione. Per la valutazione dei deflussi discontinui che si verificano di notte è quindi opportuno, tanto per le trote quanto per i temoli, adeguare di conseguenza le velocità di abbassamento del livello riportate nelle tabelle C8 – C10 (p. es. dimezzandole).
Aggregazione dei criteri «superfici messe a secco» e «velocità di abbassamento del livello» per determinare la valutazione complessiva dell’indicatore P2*.
Criterio: percentuale di superficie messa a secco in rapporto alla superficie bagnata totale molto buono buono mediocre insoddisfacente cattivo
cattivo mediocre insoddisfacente insoddisfacente cattivo cattivo Criterio: velocità di insoddisfacente buono insoddisfacente insoddisfacente insoddisfacente cattivo
abbassamento del mediocre buono mediocre insoddisfacente insoddisfacente insoddisfacente buono buono buono buono buono mediocre livello molto buono molto buono buono buono buono buono
Esempio di lettura buono» per gli stadi giovanili di trota fario (classe di Se la percentuale di superficie messa a secco, in rap- stato blu, tab. C10). Dall’aggregazione delle classi di porto alla superficie bagnata totale, è pari al 20 per stato attribuite ai due criteri scaturisce la classe di cento, questo criterio è valutato come «buono» (classe stato «insoddisfacente» (arancione) per l’indicatore di stato verde, tab. C7). Se la velocità di abbassamento P2* «arenamento degli stadi larvali di trota fario» e la del livello è di 0,45 cm/min, questo criterio è valutato classe di stato «buono» (verde) per l’indicatore P2* come «insoddisfacente» per gli stadi larvali di trota fa- «arenamento degli stadi giovanili di trota fario». rio (classe di stato arancione, tab. C8) e come «molto
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Valutazione complessiva dell’indicatore Per la valutazione complessiva di questo indicatore in cinque classi di stato, è consigliato utilizzare le funzioni valore delle superfici messe a secco e quelle delle velocità di abbassamento del livello (a seconda della stagione e dello stadio di sviluppo e adattando la funzione valore in caso di episodi notturni dei deflussi discontinui) e aggregate secondo la tabella C11.
In alcuni casi può anche verificarsi che l’osservazione delle superfici messe a secco e della velocità di abbassamento del livello non sia sufficiente per spiegare la problematica dell’arenamento. In questi casi la posizione delle strutture nel corso d’acqua e la loro morfologia sono i fattori determinanti. È quindi necessario tenerle in considerazione per l’interpretazione dei risultati (cfr. allegato E parte «Misure possibili»).
4 Bibliografia
Auer S., Fohler N., Zeiringer B., Führer S., Schmutz S. 2014. Experimentelle Untersuchungen zur Schwallproblematik. Drift und Stranden von Äschen und Bachforellen während der ersten Lebensstadien. BOKU, Vienna: 109 pagg.
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Schmutz S., Fohler N., Friedrich T., Fuhrmann M., Graf W., Greimel F., Höller N., Jungwirth M., Leitner P., Moog O., Melcher A., Müllner K., Ochsenhofer G., Salcher G., Steidl C., Unfer G., Zeiringer B. 2013. Schwallproblematik an Österreichs Fliessgewässern – Ökologische Folgen und Sanierungsmöglichkeiten. BMFLUW, Vienna: 183 pagg.
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Luoghi di fregola Indicato per riproduzione e dello sviluppo delle uova (in concreto vuol analisi dei deficit dire, per esempio, testare la stabilità dei fregolatoi duprevisione rante la piena artificiale e la portata minima giornaliera controllo dell’efficacia fino alla fase dell’emersione degli avannotti). La base per valutare se un luogo possa essere considerato adeguato Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- alla frega, è necessario basarsi sulle curve di preferenza tegica»: tipiche del corso d’acqua e delle specie ittiche indicatrici (cfr. indicatore P6). Eventualmente, al fine di controllare i
In caso di costruzione di un nuovo impianto idroelettri- risultati ottenuti, occorre pianificare analisi supplemenco su un tratto di corso d’acqua naturale non influen- tari per questi tratti. zato dai deflussi discontinui, la valutazione si basa sull’attuale disponibilità di luoghi di fregola (in m2). Nel caso di un impianto esistente è invece considerata la disponibilità teorica dei luoghi di fregola per un deflusso naturale (stabilito tramite modellizzazione) durante il periodo di frega.
Nuove funzioni valore per la perdita di superfice dei potenziali luoghi di fregola.
Proposte di analisi complementari sul terreno (test kit).
1 Basi teoriche
Le basi teoriche sono le stesse indicate nel modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. 2012). Sono presi in considerazione soltanto i luoghi di fregola delle trote (fario e di lago) e, se necessario e possibile, quelli di altre specie ittiche predominanti (temoli, barbi).
2 Raccolta dei dati e previsioni
Pianificazione Quando le acque sono limpide, è possibile identificare sul terreno il luogo e la taglia dei fregoli. Nel caso in cui siano necessarie o previste indagini di terreno supplementari (cfr. alla pagina seguente) occorre consultare in tempo utile i servizi cantonali della pesca.
Procedura È necessario modellizzare gli habitat per verificare se il corso d’acqua presenta, nei luoghi di fregola cartografati o potenziali, le velocità di deflusso e le profondità richieste e se queste sono costanti durante tutto il periodo di
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3 Trattamento dei dati e valutazione Tab. C12
Funzione valore per la perdita di superficie dei luoghi di fregola La disponibilità di luoghi di fregola è rappresentata se- adeguati dei pesci rispetto allo stato di riferimento. condo il seguente diagramma esemplificativo (fig. C9). Valutazione Stato Criterio: perdita di superficie (%) Nell’esempio riportato sono indicati anche gli habitat degli avannotti di fario. molto buono < 10 buono 10 < 30
Lo stato di riferimento corrisponde alla disponibilità di mediocre 30 < 50
luoghi di fregola (in m2) nel periodo di frega in condizioni insoddisfacente 50 < 70
di deflusso naturale. In un corso d’acqua con un deflusso cattivo ≥ 70
non influenzato (p. es. prima della costruzione di una centrale) tale stato può essere osservato e cartografato con- 4 Indagini sul campo supplementari mediante cretamente sul campo. In un corso d’acqua influenzato test kit dai deflussi discontinui, lo stato di riferimento può essere modellizzato calcolando la superficie utile in condizioni Cartografia dei fregolatoi di deflusso naturale nel periodo di frega sulla base di un La cartografia dei fregolatoi delle trote fario e di lago (ev. idrogramma (noto o ricostruito) naturale. anche di temoli) va eseguita durante la portata minima giornaliera, quando sono presenti condizioni di deflusso Il discostamento tra la superficie calcolata di luoghi di residuale, abitualmente caratterizzate da acque chiare. fregola disponibili e la superficie in condizioni di deflusso I fregolatoi possono essere localizzati mediante misuranaturale, è valutato in base alla seguente funzione valore zione con un metro (o anche con un GPS differenziale) per ogni specie ittica predominante osservata (tab. C12). dopo aver fissato due punti presso la riva. Lo sviluppo
Superfici messe a secco in funzione della profondità dell’acqua durante la portata minima giornaliera. Esempio riferito alla Sarine (non pubblicato).
Habitat degli avannotti durante la portata minima giornaliera (0 +)
Habitat di fregola durante la portata minima 1000 giornaliera (> 20 cm)
Superficie (m 2)
Habitat potenziali degli avannotti messi a secco durante 600 la portata minima giornaliera
(non calcolato)
–1,45 –1,35 –1,25 –1,15 –1,05 –0,95 –0,85 –0,75 –0,65 –0,55 –0,45 –0,35 –0,25 –0,15 –0,05 0,05 0,15 0,25 0,35 0,45 0,55 0,65 0,75 0,85 0,95 1,05 1,15 1,25
Profondità dell’acqua durante la portata minima giornaliera (m)
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delle uova può essere analizzato prelevando le uova allo Per le trote di lago riproduttrici presenti nelle aree intestadio embrionale (trote fario dopo circa 220 gradi/gior- ressate gli orizzonti colorati devono arrivare fino a una no, temoli dopo 110 gradi/giorno). Se dalle uova embrio- profondità di circa 50 cm, per le trote fario riproduttrici nate (dette anche uova occhiate) nascono poi effettiva- servono invece profondità fino a un massimo di 20 cm. I mente degli avannotti va verificato con il relativo prelievo punti di immissione vanno registrati. Trascorso un deter- (cfr. indicatore P4*). minato periodo di tempo, per esempio 6 mesi, o in seguito al verificarsi di una piena, si scava il fregolatoio e si pro- Può verificarsi che nella sezione del corso d’acqua osser- cede con la verifica degli strati ghiaiosi colorati presenti. vata non vi siano luoghi utilizzati o potenzialmente utiliz- Tale metodologia permette di ottenere informazioni sulla zabili per la frega. Il motivo può risiedere nella morfologia stabilità dell’alveo durante lo sviluppo delle uova. del corso d’acqua, dovuto ad esempio ad una canalizzazione. Non va dimenticato che esiste anche l’eventualità Nell’ambito di un progetto del Programma nazionale di che la granulometria delle aree di fregola si modifichi a ricerca («Gestione sostenibile dell’acqua», PNR 61; Bacausa dell’erosione e del trasporto di materiale detritico doux et al. 2014) è stato elaborato uno strumento di anadurante la piena artificiale, oppure durante la sedimen- lisi per valutare le variazioni climatiche in relazione alla tazione di quest’ultimo durante la portata minima giorna- riproduzione e ai mesohabitat delle trote fario. Le modelliera; in determinate circostanze si può anche verificare lizzazioni presso la Piccola Emme e il Brenno hanno conl’erosione dell’intera area di frega. Per questi casi, o per sentito di delineare le prospettive future per la riproduverificare le modellizzazioni, può essere utile ricorrere zione delle trote fario. In futuro le fasi di incubazione delle alle seguenti indagini supplementari sul campo. uova e del riassorbimento del sacco vitellino si svolgeranno in condizioni meno favorevoli e l’aumento delle piene Introduzione di incubatoi in inverno si rifletterà negativamente sulla riproduzione
Immettere nel corso d’acqua durante la portata minima naturale. I modelli mostrano che la qualità morfologica giornaliera gli «incubatoi» con le uova fecondate (trote e delle acque migliora se l’alveo è sufficientemente ampio. temoli), e, in una fase successiva, verificare se le qualità In tale contesto gli allargamenti degli alvei dei fiumi e le chimico-fisiche dell’acqua, la temperatura e la concen- rivitalizzazioni acquistano ancora più importanza. trazione di materiale in sospensione, è sufficiente a garantire lo sviluppo delle uova. Le uova presenti negli in- Interpretazione delle indagini supplementari di terreno cubatoi provengono da catture di riproduttori, nel migliore In associazione con l’indicatore P1* (modulo CML Pesci) dei casi dallo stesso corso d’acqua analizzato oppure da si possono formulare le seguenti considerazioni: corsi d’acqua limitrofi. La fecondazione avviene negli stabilimenti di piscicoltura, per lo più con una percentuale • Verificare se il numero di fregolatoi corrisponde alle di riuscita del 100 per cento circa. Le uova in incubazione attese (calcolate in base al numero di riproduttori predegli allevamenti piscicoli servono da riferimento. senti) basate sui risultati ottenuti con l’indicatore P1* e sulla disponibilità di luoghi frega. Esistono in ogni caso altri metodi che permettono di va- • Dissotterrando i fregolatoi, parallelamente al controllutare lo sviluppo delle uova, come quello proposto per lo degli incubatoi, si può verificare anche lo sviluppo esempio da Dumas & Marti (2006). dell’incubazione naturale e il tasso di fecondazione delle uova. Introduzione di strati di ghiaia colorati • Se i fregolatoi sono stati erosi, gli strati con ghiaia co- Sui banchi di ghiaia e/o nei aree di fregola vengono inter- lorata forniscono informazioni sulla profondità di sporati strati di ghiaia di vari colori, spessi circa 5 cm, alter- stamento. I fregolatoi non dovrebbero venir erosi dalla nati a pietre non colorate. Fino a quali profondità vadano piena artificiale. La posa di strati di ghiaia colorata disposti tali orizzonti artificiali dipende da quanto sono permette inoltre di validare i modelli matematici. profondi i fregolatoi formati dai riproduttori che depongono le uova negli interstizi del letto di ghiaia (salmonidi).
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5 Bibliografia
Badoux A., Peter A., Rickenmann D., Junker J., Heimann F., Zappa M., Turowski J.M. 2014. Geschiebetransport und Forellenhabitate in Gebirgsflüssen der Schweiz: mögliche Auswirkungen der Klimaänderung. Wasser Energie Luft 106: 200 – 209.
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Idoneità dell’habitat per i pesci Indicato per giornaliera che una normale piena artificiale (cfr. allegato analisi dei deficit E parte «Determinazione di idrogrammi rappresentativi»). previsione controllo dell’efficacia Valutazione con curve di preferenza I requisiti sono rappresentati mediante curve di preferen- Nuovo indicatore per la modellizzazione dell’idoneità de- za (v. Person 2013), che, se possibile, vanno verificate con gli habitat per le specie ittiche predominanti in presenza delle analisi sul terreno durante l’onda di piena artificiale di varie portate massime e ridotte. e, se necessario, adeguate. Nelle zone della trota situate a monte e a valle dei corsi d’acqua si utilizzano come base i requisiti dell’habitat delle trote fario. Nelle zone
1 Basi teoriche del temolo vengono prese in considerazione le esigenze
dei temoli e nella zona del barbo le esigenze dei barbi. Le esigenze per gli habitat di molte specie ittiche indigene sono attualmente ben conosciute. È da sottolineare che Pianificazione i pesci, a seconda del diverso stadio di sviluppo e del- La raccolta dei dati di base topografici, morfologici, le stagioni, preferiscono condizioni ambientali differenti. idraulici e idrologici avviene seguendo le indicazioni degli Per descrivere queste diverse preferenze si possono fon- allegati B e F, e la determinazione delle sezioni del cordamentalmente utilizzare i parametri rilevanti per i pesci, so d’acqua da modellizzare deve essere coordinata con quali la profondità dell’acqua, la velocità di deflusso e i punti da analizzare dell’indicatore P1* «Modulo CML la granulometria (dominante). Le «piccole» strutture del Pesci». La pianificazione della modellizzazione dell’hacorso d’acqua (microhabitat) e i rifugi, da cui dipendono bitat, la scelta del modello e i parametri necessari sono fortemente per esempio le trote fario, non possono invece descritti nell’allegato F. Le modelizzazioni e la raccolta essere descritti mediante questi parametri e pertanto non dei dati possono essere eseguite insieme all’indicatore confluiscono neanche nelle modellizzazioni degli habitat. B5. È importante un coordinamento precoce e accurato È quindi chiaro a priori che la disponibilità attuale e futura tra gli specialisti competenti interessati. di questo tipo di strutture può essere verificata caso per caso unicamente con l’aiuto di esperti. Durante la raccolta dei dati è consigliabile rilevare i rifugi e le strutture 3 Trattamento dei dati e valutazione funzionali (si veda l’allegato B). Come base di valutazione per i deflussi discontinui si utilizza lo stato di riferimento relativo al corso d’acqua in
2 Raccolta dei dati e previsioni questione, vale a dire il corso d’acqua in esame con l’attuale varietà di morfologie e un Q182 naturale della curva
Mentre l’indicatore P3* consente di modellizzare in ma- di durata. Nel caso di un tratto a deflussi discontinui, gli niera mirata la disponibilità di luoghi di fregola, lo scopo idrogrammi caratteristici erano eventualmente noti ancodell’indicatore P6 è di fare una previsione sull’idoneità ra prima che la centrale idroelettrica avviasse la sua progenerale dell’habitat per le specie ittiche predominanti duzione a deflussi discontinui. In caso contrario possono che vivono nella sezione del corso d’acqua osservata. Per essere ricostruiti in modo approssimativo. le specie ittiche predominanti si considerano i requisiti dell’habitat idoneo per gli avannotti (0+) e gli adulti (in Si determina la superficie totale delle superfici disponibili età riproduttiva), quindi per due stadi di sviluppo di ogni allo stato di riferimento che soddisfa i requisiti dell’habispecie ittica. Idealmente, questi requisiti dovrebbero es- tat per la specie ittica osservata (in termini di profondità sere soddisfatti sia durante una normale portata minima dell’acqua, velocità di deflusso e granulometria dominan-
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te, un indice di idoneità di habitat SI > 0,5 [cfr. p. es. Hau- nima giornaliera) da migliorare in via prioritaria. er et al. 2014]), nei due diversi stadi di sviluppo. Questa disponibilità di superficie è sempre del 100 per cento. Anche in condizioni naturali (sia per quanto riguarda la morfologia che il deflusso) alcune sezioni del corso d’ac- Con l’aiuto della modellizzazione è possibile calcolare per qua risultano più consone alle esigenze degli avannotti ogni stadio di sviluppo e specie ittica, di quanto, ovvero e altre piuttosto a quelle degli individui adulti. Una vain quale percentuale, questa disponibilità di superficie si lutazione complessiva, vale a dire un’aggregazione, non è ridotta o si ridurrà durante una condizione di piena e di può pertanto scaturire soltanto dai calcoli basati su una magra. tabella, ma deve essere alla fine integrata – tutte le volte per ogni nuovo corso d’acqua – da spiegazioni esaurienti Ogni variazione di superficie calcolata (vale a dire la dif- e comprensibili fornite da esperti. L’obiettivo è riuscire ferenza rispetto alla disponibilità di superficie di habitat a stabilire in quale delle cinque classi di stato rientra la per i pesci considerando il Q182 naturale della curva di valutazione complessiva. durata) è valutata secondo la funzione valore della tabella C13. Si ottengono inoltre valutazioni separate delle Con la metodologia sopra riportata per P6 possono essesuperfici idonee per le condizioni di portata minima gior- re valutati sia lo stato attuale sia lo stato dopo l’adozione naliera media e le condizioni di portata di piena artificiale delle misure. La valutazione dei due stati può essere efmedia, che a differenza del MZB possono essere localiz- fettuata prendendo come riferimento la figura C10. zate nel letto di un corso d’acqua in diversi settori (cfr. in proposito la fig. C10).
4 Bibliografia
Funzione valore per la variazione di superficie degli habitat idonei Hauer C., Unfer G., Holzapfel P., Haimann M., Habersack rispetto allo stato di riferimento Q182 della curva di durata. H. 2014. Impact of channel bar form and grain size variability on estimated stranding risk of juvenile brown trout Valutazione Stato Criterio: perdita di superficie (%) during hydropeaking. Earth Surface Processes and Lanmolto buono < 10 o aumento di superficie dforms 39: 1622 – 1641. buono 10 < 20 mediocre 20 < 30 Person E. 2013. Impact of hydropeaking on fish and their insoddisfacente 30 < 50 habitat. Dissertation. EPFL, Lausanne: 151 pagg. cattivo ≥ 50
Valutazione complessiva Per ogni specie ittica predominante si ottengono due valutazioni, una relativa alle condizioni di portata minima giornaliera media e una a quelle di portata di piena artificiale media.
L’idoneità di habitat durante la portata minima giornaliera è generalmente migliore per gli avannotti, mentre durante la piena artificiale tale idoneità è tuttalpiù sufficiente (se pure) per gli individui adulti che per la maggior parte presentano migliori capacità di nuoto. Lo stato della valutazione fornisce indicazioni su quale sia il parametro idrologico dell’idrogramma (piena artificiale o portata mi-
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Idoneità dell’habitat per il
macrozoobenthos Indicato per 2 Raccolta dei dati e previsioni analisi dei deficit previsione Come per l’indicatore P6, i cambiamenti nella disponibicontrollo dell’efficacia lità di habitat nelle diverse condizioni di deflusso devono essere simulati mediante l’ausilio di modelli. Per la rac- Nuovo indicatore per la modellizzazione dell’idoneità colta dei dati e le modellizzazioni idrauliche vanno sfrutdell’habitat per le specie predominanti del macrozoo- tate le sinergie. benthos in presenza di diverse portate massime e ridotte. Pianificazione La raccolta dei dati di base topografici, morfologici,
1 Basi teoriche idraulici e idrologici si effettua secondo le indicazioni degli allegati B e F e coordinandola con i punti da analizzare
Le esigenze del macrozoobenthos sono di norma meno dell’indicatore B2* «Modulo CML Macrozoobenthos» e elevate rispetto a quelle dei pesci o sono poco note a P6 «Idoneità dell’habitat per i pesci». È importante un cocausa dell’enorme varietà di specie e di un uso dell’ha- ordinamento precoce e accurato tra gli specialisti combitat fortemente specializzato. Negli ultimi anni diversi petenti interessati. gruppi di ricercatori sono riusciti a sviluppare dei modelli idraulici con cui, sulla base delle curve di preferenza, è Sulla base delle liste di specie che devono essere elabopossibile fare previsioni sull’idoneità di habitat (Dolédec rate per l’indicatore B3 «Zonazione longitudinale del ma- et al. 2007, Sagnes et al. 2008, Mérigoux et al. 2009, crozoobenthos», impiegato per i tratti da analizzare con Schneider & Noack 2009, Lamouroux et al. 2010 & 2013, deflussi discontinui e i tratti di riferimento, si stabiliscono Tanno 2012, Tanno et al. 2013). quali taxa utilizzare per le previsioni (gruppi funzionali, generi, specie). Per limitare i costi occorre una selezione Fattori limitanti ristretta e rappresentativa operata da esperti. La finestra Per quanto riguarda la distribuzione degli organismi ben- temporale di osservazione è stabilita dalla variabilità natonici nei tratti influenzati dalle ondate di piena artificiali, turale dei deflussi. i fattori limitanti sono, da un lato, il periodo in cui la zona intertidale è sommersa dall’acqua e, dall’altro, lo stress idraulico massimo. Durante la portata minima giornaliera, questi organismi colonizzano solamente le superfici dove lo stress idraulico provocato dalla piena artificiale non supera una soglia massima di tolleranza e dove le condizioni idrauliche non subiscono un cambiamento radicale dopo l’ondata di piena artificiale (Schmutz et al. 2013). Nei grandi fondovalle alpini, dove i ghiacciai occupano una superficie significativa, anche l’elevata concentrazione di materiale in sospensione può rappresentare un fattore limitante di cui tener conto nella valutazione dell’indicatore B5.
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Procedura Valutazione mediante le curve di preferenza La procedura per valutare l’indicatore B5 è illustrata nella I parametri biologici (p. es. dimensioni, distribuzione delle figura C10. specie, larve di insetti che raggiunta la maturità abbandonano l’acqua) come pure i parametri fisici (p. es. tem- Deflussi tipici per la modellizzazione del MZB peratura dell’acqua, torbidità, deflusso di base) variano a I deflussi modellizzati comprendono i diversi regimi di seconda della stagione e per questo motivo devono esdeflusso del corso d’acqua. A differenza del P6, il cal- sere impiegate le curve di preferenza stagionali tipiche colo dello stato di riferimento non avviene sulla base del del corso d’acqua. Talvolta la raccolta dei dati è eseguita Q182 della curva di durata, ma su quello dei deflussi di contemporaneamente all’indicatore P6. riferimento stagionali naturali. In linea di massima devono essere analizzati in maniera più dettagliata i periodi Per alcune specie di macroinvertebrati si possono rilecaratterizzati da deflussi minimi o da deflussi più elevati vare le specifiche esigenze analizzando, per esempio, causati dalla neve e dallo scioglimento dei ghiacciai. le condizioni idrauliche che caratterizzano i loro luoghi di dimora preferiti nel corso d’acqua mediante il metodo Taxa idonei per le previsioni FST-Hemispheres e rappresentandole in forma di curve La scelta dei taxa con le curve di preferenza appropriate di preferenza (Schmedtje 1995 & 1996, Kopecki 2008). deve essere motivata in maniera chiara e comprensibile. Per contenere l’onere associato alle analisi da svolgere e I taxa scelti dovrebbero avere caratteristiche rappresen- per relativizzare i risultati o le differenze che si ottengotative per lo stato di riferimento ricostruito (specie tipica no impiegando le diverse curve di preferenza, si devono della zona da analizzare) e per gli estremi idraulici (limno- prendere in considerazione per le modellizzazioni degli fili e reofili), come pure per la composizione del substrato habitat soltanto gli habitat che presentano un indice di (ezb et al. 2012a, Tanno 2012, Tanno et al. 2013). idoneità SI > 0,5 (cfr. p. es. Hauer et al. 2014). Conside-
Procedura per valutare l’indicatore B5.
Raccolta dei dati topografici, morfologici, idraulici e idrologici Rilievi per il MZB (IBCH) (velocità di flusso, profondità dell’acqua, substrato, colmatazione) (indicatore B2*) durante i deflussi minimi (armonizzazione con gli allegati B e F)
Determinazione dei taxa idonei per la Elaborazione di modelli per i tratti da analizzare previsione (indicatore B3) con vari deflussi
Elaborazione di curve di preferenza in base ai Idoneità di habitat taxa scelti durante le portate (ev. presenti, altrimenti sulla base di misurazioni Q1 ... Qn idrauliche nei luoghi di rinvenimento dei taxa)
Idoneità di habitat Idoneità di habitat durante la piena artificiale dello stato di riferimento Idoneità di habitat stagionale (sovrapposizione Schwall-Sunk) Idoneità di habitat durante la portata minima giornaliera
Valutazione dell’indicatore B5
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rato che in prossimità dei tratti influenzati dai deflussi Tab. C14 discontinui spesso mancano adeguati tratti di riferimento Perdita di superficie di habitat idoneo rispetto allo stato di non influenzati, occorre tenerne conto quando si inter- riferimento. pretano le curve di preferenza rilevate da un tratto morfologicamente prossimo allo stato naturale influenzato Criterio: perdita di superficie dell’habitat con idoneità da buona dalle ondate di piena artificiale o rilevate da un tratto a molto buona (indice di idoneità con deflusso residuale. SI > 0,5 dopo sovrapposizione dell’idoneità di habitat durante la piena artificiale e la portata Calcolo delle superfici di habitat idonee minima giornaliera) rispetto allo Valutazione Stato stato di riferimento naturale Le basi biotiche e la metodologia per la modellizzazione degli habitat sono descritte da ezb et al. (2012a e 2012b). molto buono < 20 % o aumento di superficie
Le superfici di habitat idonee calcolate forniscono risulta- buono 20 < 40 %
ti in merito (i) allo stato attuale, (ii) allo stato di riferimento mediocre 40 < 60 %
come pure (iii) ai valori di idoneità per i diversi deflussi insoddisfacente 60 – 80 %
modellizzati. I calcoli sono eventualmente da eseguire per cattivo > 80 %
le differenti morfologie presenti (sezioni di acque).
Esempio di valutazione complessiva di diversi taxa
3 Trattamento dei dati e valutazione e deflussi
Qui di seguito è riportato un esempio di valutazione Calcolo e valutazione della perdita di superficie dell’indicatore B5 nell’ambito dell’analisi dei deficit o A differenza dell’indicatore P6, il calcolo della perdita di della previsione. L’idoneità di habitat, come per l’insuperficie per taxon è eseguito stagionalmente. Ciò vale dicatore P6, è valutata per tutti i taxa in base alla per la scelta del deflusso di riferimento naturale e del perdita di superficie con differenti scenari di deflusdeflusso discontinuo tipico dello stesso periodo di osser- so. Sulla base delle singole valutazioni secondo la vazione. tabella C14, l’esperto fa una valutazione complessiva secondo la tabella C15. Non si esegue l’aggrega- Nella prima fase del calcolo vanno determinate le super- zione dei valori di idoneità dell’habitat calcolati. fici di habitat idonee (SI > 0,5) per il deflusso di riferimento stagionale (= superficie 1, corrisponde al 100 %). Valutando più stati di riferimento si può capire se vi sono differenze stagionali nell’impatto dei deflussi Nella seconda fase di calcolo vengono determinati le su- discontinui sul macrozoobenthos. Gli esperti devono perfici di habitat che, in uno stesso periodo di osservazio- motivare in maniera chiara e comprensibile la valune, presentano un indice di idoneità SI > 0,5 (cfr. sovrap- tazione complessiva eseguita. In particolare, sono da posizione nella fig. C10) sia durante la portata minima interpretare in modo critico le previsioni dell’habitat giornaliera sia durante la piena artificiale. A causa della basate su livelli tassonomici superiori (genere, famiscarsa mobilità soltanto queste superfici sono idonee glia). come habitat per il MZB (= superficie 2).
La perdita di superfice stagionale in percentuale secondo la tabella C14 è calcolata nel modo seguente: 1 – (superficie 2/superficie 1) [%]. La valutazione della perdita di superficie per ogni taxon analizzato si esegue con la funzione valore della tabella C14 in rapporto allo stato di riferimento.
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Tab. C15 L’idoneità di habitat complessiva si calcola moltiplican- Esempio di valutazione complessiva per i deflussi stagionali e taxa. do i parametri ambientali abiotici prevedibili (profondità dell’acqua, velocità di deflusso media e substrato domi- Deflusso invernale: analisi Valutazione nante) e convertendoli in un indice di idoneità di habitat Taxon 1 Taxon 2 Taxon n complessiva dei deficit (stato attuale) e normalizzato tra 0 (idoneità nulla) e 1 (idoneità massima). (taxa da 1 previsione (misura) fino a n) Una rappresentazione dell’indice di idoneità per la specie Criterio: perdita di superficie Allogamus auricollis appartenente ai Tricotteri si trova in Schmutz et al. (2013). Deflusso estivo: analisi dei Valutazione
Taxon 1 Taxon 2 Taxon n deficit (stato attuale) e complessiva previsione (taxa da 1 (misura) fino a n) 4 Bibliografia Criterio: perdita di superficie Dolédec S., Lamouroux N., Fuchs U., Mérigoux S. 2007. Modelling the hydraulic preferences of benthic macroin- I deflussi discontinui analizzati o le loro combinazioni per vertebrates in small European streams. Freshwater Biodiverse morfologie possono essere rappresentati in rap- logy 52: 14580 – 164. porto allo stato attuale e allo stato di riferimento come idoneità di habitat complessiva (fig. C11) o anche come ezb, limnex, sje. 2012a. Alpenrhein D6: Quantitative quota percentuale di superfici ben colonizzabili (per altre Analyse von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiepossibilità cfr. ezb et al. 2012c). dliche Anforderungsprofile Arbeitspaket 5: Habitatmodellierung zur quantitativen Bewertung der Grösse des Fig. C11 Schwalleinflusses am Alpenrhein. IRKA: 185 pagg. Possibile rappresentazione per l’idoneità di habitat complessiva basata su diversi profili di requisiti (profili di requisiti da ezb et al. ezb, sje, limnex 2012b. Alpenrhein D6: Quantitative 2012c). Analyse von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedli- 0,8 che Anforderungsprofile. Habitatmodellierung, Biotische Grundlagen. IRKA: 54 pagg. 0,7
Idoneità di habitat complessiva ezb, limnex, sje. 2012c. Alpenrhein D6: Quantitative 0,6 Analyse von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedli- 0,5 che Anforderungsprofile. Arbeitspaket 2: Adaptierung der Präferenzkurven, Definition von Eingangsparametern für 0,4 die Habitatmodellierung. IRKA: 123 pagg.
0,3 Hauer C., Unfer G., Holzapfel P., Haimann M., Habersack H. 2014. Impact of channel bar form and grain size varia- 0,2 bility on estimated stranding risk of juvenile brown trout 0,1 during hydropeaking. Earth Surface Processes and Landforms 39: 1622 – 1641. 0,0 attuale riferimento Lamouroux N., Souchon Y., Herouin E. 1995. Predicting Profili di requisiti velocity frequency distributions in stream reaches. Water Ramificato Banco di ghiaia Canalizzato Resources Research 31: 2367 – 2375.
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Temperatura dell’acqua Indicato per di calore dopo miscelazione completa (allegato 2 cifra 12 analisi dei deficit cpv. 4 OPAc). previsione controllo dell’efficacia Impatti sugli organismi acquatici Gli impatti sul macrozoobenthos sono descritti in diversi Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- lavori (p. es. Zolezzi et al. 2011, Carolli et al. 2012, Bruno tegica»: et al. 2013). Prima arriva l’onda di hydropeaking che può causare una deriva catastrofica. Segue poi l’onda di ther-
Previsioni: il tasso di variazione della temperatura e mopeaking che può causare una deriva comportamentale le escursioni termiche giornaliere sono determinate in (Siviglia & Toro 2009, Toffolon et al. 2010). Dalla tempebase alle condizioni di miscelazione. ratura dipende inoltre il rischio di arenamento dei pesci.
Indicazioni per determinare le stazioni di misura e mo- Pertanto, in inverno, a causa delle basse temperature dello Excel per gli approcci di valutazione nell’ambito dell’acqua, il rischio di arenamento è massimo (Saltveit del concetto modulare a livelli (CML). et al. 2001, Halleraker et al. 2003).
Eventuale considerazione di uno anziché cinque cicli annuali.
2 Raccolta dei dati
1 Basi teoriche Pianificazione
Per la valutazione di questo indicatore occorre conosce- L’indicatore Temperatura dell’acqua secondo il modulo re esattamente la temperatura dell’acqua nel tratto a «Pianificazione strategica» deflussi discontinui, la temperatura dell’acqua nel tratto La temperatura dell’acqua nel tratto influenzato dai deflus- a monte e a valle del rilascio delle acque turbinate. si discontinui dipende principalmente dalla temperatura e dalla quantità di acqua che viene turbinata. La velocità Per l’analisi dei deficit e il controllo dell’efficacia è di variazione della temperatura TRmassima/ridotta (quantile al sufficiente rilevare la temperatura nel tratto a valle 90 %) è la grandezza determinante. L’escursione termica della restituzione delle acque turbinate. Per stabilire giornaliera TAmassima/ridotta (quantile al 90 %) ha un effetto la previsione sono necessari gli idrogrammi o almeno secondario, tuttavia è utilizzata come fattore di correzione la portata minima giornaliera con le relative tempetenendo conto delle escursioni termiche specifiche per il rature dell’acqua nel tratto a monte della restituzione corso d’acqua secondo le zone biocenotiche. Lo stesso e dell’acqua di piena. In caso di dubbio, e considerati vale per il numero di picchi termici PMmassima/ridotta (media) i costi esigui delle sonde termiche, si raccomanda di e P95 massima/ridotta (quantile al 95 %). Nel presente modulo eseguire dei rilievi a monte e a valle della restituzione sono proposte specificazioni minime rispetto al modulo delle acque, anche ai fini dell’analisi dei deficit e del «Pianificazione strategica» (Baumann et al. 2012). controllo dell’efficacia.
Variazione inammissibile della temperatura Le variazioni di temperatura dovute ai deflussi discon- I prelievi e le immissioni d’acqua, nonché gli interventi tinui possono oscillare in maniera importante nel corso di costruzione, non devono modificare l’idrodinamica, la dell’anno e pertanto la raccolta dei dati deve basarsi su morfologia e la temperatura del corso d’acqua in modo una serie di misure della temperatura svolte nell’arco di tale che la sua capacità di autodepurazione venga ridotta almeno un anno, idealmente su cinque anni. La risolu- o che la qualità delle acque non sia sufficiente per per- zione temporale dei dati di misurazione dovrebbe essere mettere lo sviluppo di biocenosi (allegato 2 cifra 12 cpv. di 10 – 15 minuti (massimo 30 min.) e la precisione delle 3 OPAc). Ciò vale in particolare per l’apporto o il prelievo misurazioni di 0,1 °C.
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Procedura Se i dati coincidono, la miscelazione è da considerarsi Per la raccolta dei dati si utilizzano delle sonde termiche, completa, altrimenti la stazione di misurazione deve escome riportato nel modulo «Pianificazione strategica». sere spostata più a valle. Altre alternative possibili per determinare la distanza minima per la miscelazione sono Le sonde vanno installate in modo tale che misurino co- la colorazione artificiale o la torbidità naturale dell’acqua stantemente la temperatura dell’acqua, ovvero che sia- della piena. no bagnate anche durante il deflusso minimo; inoltre, se possibile, devono essere collocate in zone d’ombra.
3 Trattamento dei dati e valutazione
Per la misura nel corso d’acqua a monte della restituzione delle acque turbinate dalla centrale idroelettrica, la son- La preparazione, la valutazione e l’interpretazione dei da deve essere posizionata al di fuori della zona d’impatto dati si svolgono secondo le indicazioni del modulo «Piadella curva di rigurgito della restituzione della centrale. nificazione strategica» e tenendo conto dei modelli Excel In tal modo l’interpretazione dei risultati può escludere la per la valutazione della temperatura nell’ambito del miscelazione dell’acqua proveniente dal corso superiore concetto basato su moduli e livelli (www.modul-stufencon l’acqua del tratto a deflussi discontinui. konzept.ch/fg/module/temp/index). La presentazione dei risultati non necessita di particolari requisiti. Le fun- La temperatura e la portata della piena, qualora non zioni valore del modulo «Pianificazione strategica» vensiano state registrate e quindi ignote, possono essere gono riprese (tab. C16). misurate nella centrale. Gli altri parametri, vale a dire l’escursione termica TA- Miscelazione dell’acqua della piena con il deflusso di massima/ridotta (quantile al 90 %) e il numero di picchi termici
base PMmassima/ridotta (media) e P95 massima/ridotta (quantile al 95 %), Nel corso d’acqua a valle della restituzione della centrale sono valutati dagli esperti. la misurazione della temperatura è da effettuarsi dove è garantita la completa miscelazione tra l’acqua prove- Tab. C16 niente dal corso superiore e l’acqua di piena artificiale. Funzione valore per la temperatura dell’acqua. In caso contrario, si corre il rischio di rilevare variazioni termiche di piccola entità dovute ai deflussi discontinui Criterio: velocità di variazione della Valutazione Stato temperatura TRmassima/ridotta (°C/h) che sarebbero poco rappresentative per il corso d’acqua a valle della centrale. molto buono < 1,25
buono 1,25 < 2,5 La distanza di flusso X fino alla completa miscelazione mediocre 2,5 < 3,75 dipende dall’ampiezza dell’alveo W, dalla profondità di deflusso h, dalla velocità di deflusso V e dalla velocità di insoddisfacente 3,75 ≤ 5
trascinamento u*. X in prima approssimazione può essere cattivo >5 definito come: X ≈ 0,4VW 2 / εt con εt = 0,6hu*. La situazio- Fattori di correzione ne idraulica del corso d’acqua è determinante durante la Peggioramento di una classe: TAmassima/ridotta > TArif e PM = 3 – 5 piena artificiale. Si raccomanda di installare la sonda a nonché P95 = 6 – 9 oppure TAmassima/ridotta > 1,5 × TArif oppure PM > 5 una distanza di almeno 2 × X. nonché P95 > 9 Peggioramento di due classi: TAmassima/ridotta > 1,5 × TArif e Alternativamente al calcolo della distanza di flusso fino alla completa miscelazione si può optare per un confronto dei dati delle temperature rilevate per 1 fino a 2 giorni su entrambe le sponde del corso d’acqua a una distanza corrispondente ad almeno 10 volte l’ampiezza dell’alveo.
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TR massima/ridotta
4 Previsione (Tridotta × Qridotta + TCE × DQCE )/(Qridotta + DQCE ) – Tridotta
Dt
Dt La previsione dell’indicatore avviene secondo l’approccio pragmatico di Schweizer et al. (2009) che utilizza le condizioni di miscelazione basate sui deflussi e sulle tem- Per l’intervallo di tempo Dt, ai fini della comparabilità perature rilevate nel corso d’acqua a monte (immissio- con l’approccio basato sulle serie temporali, è opportuno ne), sui deflussi e sulle temperature dell’acqua di piena a adottare un valore di 15 minuti. partire dalla centrale (CE) e del deflusso attenuato dopo l’adozione di una misura (p. es. bacini di laminazione). Se viene interposta una misura (p. es. bacino di laminazione), la DQCE deve essere sostituita dalla variazione at- Serie di misure dei deflussi e delle temperature tenuata del deflusso DQbacino e per Dt va considerata la In presenza di serie temporali con deflussi Q(t) e tempe- durata effettiva della variazione del deflusso ≥ 15 minuti. rature dell’acqua T(t), la temperatura prevista a valle del rilascio dell’acqua di piena è così calcolata: Esempio semplificato di calcolo di un caso con T(t)complessiva approssimazione =~ (T(t)immissione × Q(t)immissione + T(t)CE × Q(t)CE )/ Se a una portata minima giornaliera di 6 m3/s con (Q(t)immissione + Q(t)CE ) 8 °C si sovrappone un deflusso a partire dalla centrale di DQCE = 15 m3/s con 4 °C, e se questa variazio- I dati relativi all’immissione (immissione) sono le tem- ne del deflusso si verifica in 15 minuti, avremo una perature e i deflussi tipici durante l’anno, per esempio variazione TRmassima/ridotta = –11.4 °C/h (stato rilevati nell’ambito dell’analisi dei deficit o come prepa- cattivo). razione per l’elaborazione delle misure di risanamento dei deflussi discontinui. I dati della centrale (CE) corrispon- Se la portata del rilascio nel corso d’acqua è dono ai cicli di turbinaggio previsti. attenuata a DQCE = 10 m3/s e la variazione di deflusso avviene entro 75 minuti, avremo che TRmassima/ Se all’onda di piena artificiale che parte dalla centrale ridotta = –2,0 °C/h (stato buono).
viene interposta una misura (p. es. un bacino di laminazione), prima della suo rilascio nel corso d’acqua, la Q(t)CE deve essere sostituita con il deflusso attenuato Q(t)bacino. Un’eventuale variazione di temperatura di modesta entità nel bacino di laminazione è trascurata e la temperatura dell’acqua nel bacino è posta uguale a T(t)CE . La serie temporale della temperatura così prevista è valutata in modo analogo a come indicato nel modulo «Pianificazione strategica».
Mediante approssimazione dei deflussi e delle temperature Se non si dispone di alcuna serie temporale, si può almeno utilizzare come criterio determinante la velocità di variazione della temperatura TR massima/ridotta in (°C/h). Il calcolo si esegue per i deflussi e le temperature tipiche delle diverse stagioni dell’anno ed è basato sulla portata minima giornaliera Qridotta con Tridotta e sulla portata di progetto DQCE con TCE secondo la formula seguente:
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Presenza di avannotti Indicato per Gli avannotti di trota fario e temolo sono presenti e identianalisi dei deficit ficabili durante la stagione primaverile. Gli stadi giovanili previsione (0+) di altre specie ittiche, possono invece essere detercontrollo dell’efficacia minati con certezza non prima dell’autunno o addirittura, per essere identificati, devono arrivare a dimensioni di Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- circa cinque centimetri e a un’età 1+ o superiore. Sono tegica»: da registrare anche le osservazioni di avannotti di specie non identificate.
Oltre alle trote fario sono registrati anche i temoli.
Nessuna funzione valore, ma una perizia da parte di esperti (conoscenze specialistiche). 3 Trattamento dei dati e valutazione
In combinazione con l’indicatore P1* «Modulo CML Pe-
1 Basi teoriche sci» è possibile porsi la domanda seguente: il numero di
avannotti corrisponde alle attese (attese = calcolate par- Come nel modulo «Pianificazione strategica» (Baumann tendo dal numero di riproduttori presenti)? et al. 2012). Questo dato riflette un’osservazione puntuale e può essere falsato da molti eventi esterni (ripopolamento, pre-
2 Raccolta dei dati cedenti episodi di piena o di estrema siccità, assenza di
condizioni adeguate per la pesca, inquinamento dell’ac- Pianificazione qua ecc.). Tenere in considerazione la stagione (sviluppo delle uova, schiusa degli avannotti). Le indagini sul terreno vanno Sono inoltre da prendere in considerazione le condizioni possibilmente svolte prima che si verifichi un eventuale morfologiche del corso d’acqua, per esempio valutare in ripopolamento di pesci. che misura i tratti campionati costituiscano habitat idonei per gli avannotti. Procedura La presenza di avannotti di trota di lago e trota fario come L’interpretazione è complicata da molte variabili e spesso pure di temolo possono essere quantificate, almeno ap- può essere effettuata solo una stima grossolana. La vaprossimativamente, mediante l’osservazione diretta e la lutazione dei risultati delle osservazioni e della pesca non pesca elettrica. è basata quindi su una funzione valore per gli avannotti individuati, ma su una perizia da parte di esperti che sta- Gli avannotti di temolo (fino a circa 4 settimane) dopo la biliscono se questa osservazione puntuale non sia stata schiusa dalle uova e l’emersione dal letto di ghiaia (gene- influenzata (classe di stato «buono»), sia stata moderaralmente nel mese di maggio) sostano presso le sponde tamente influenzata (classe di stato «mediocre») o se sia (p. es. in piccole e tranquille insenature oppure dietro ai stata fortemente influenzata (classe di stato «cattivo») sassi al riparo dalla corrente). Possono essere osservati dalla produzione con deflussi discontinui. e contati ad occhio nudo.
Gli avannotti di trota di lago e trota fario come pure gli avannotti di temolo un po’ più vecchi sono catturati tramite pesca elettrica mediante il metodo del prelievo puntuale (Peter & Erb 1996) e quantificati.
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4 Indagini supplementari 5 Bibliografia
Le seguenti indagini supplementari contribuiscono a me- Baumann P., Kirchhofer A., Schälchli U. 2012. Risanaglio interpretare la presenza di avannotti: mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle ac-
se si riscontra un cattivo esito della deposizione na- que. Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna. Pratica turale, il test condotto con l’incubatoio (scatole vibert) ambientale n. 1203: 127 pagg. (cfr. indicatore P3*) consente di capire se la qualità dell’acqua (p. es. per quanto riguarda la temperatura e Peter A., Erb M. 1996. Leitfaden für fischbiologila torbidità) è sufficiente; sche Erhebungen in Fliessgewässern unter Einsatz der
se la causa del cattivo esito della deposizione natu- Elektrofischerei. BUWAL, Bern. Mitteilungen zur Fischerale è riconducibile a un’elevata concentrazione del rei Nr. 58: 19 pagg. materiale in sospensione, è possibile averne conferma osservando se negli incubatoi si sono concretamente depositati sedimenti fini;
se negli incubatoi la presenza di avannotti è buona, mentre non è accaduta la stessa cosa con la deposizione naturale, la causa potrebbe essere l’erosione dei fregolatoi da parte dell’acqua (verifica tramite l’indicatore P3*), oppure un arenamento eccessivo (cfr. indicatore P2*) o la deriva degli avannotti (cfr. indicatore DE1) come pure la mancanza di habitat idonei per gli avannotti;
nel caso in cui sia la deposizione naturale che quella negli incubatoi non abbiano dato esito positivo, una possibile causa potrebbe essere la temperatura dell’acqua (verificabile tramite l’indicatore Q1*);
in generale, una deposizione naturale riuscita è segno che l’acqua ha i giusti requisiti chimico-fisici e che durante la portata minima giornaliera le condizioni morfologiche rispondono alle esigenze della frega. Un insuccesso riproduttivo invece può essere indizio di pregiudizi sensibili arrecati dai deflussi discontinui.
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Biomassa e diversità del
macrozoobenthos Indicato per confronto basandosi sui dati acquisiti nell’ambito della analisi dei deficit valutazione dell’indicatore B2*, poiché spesso mancano previsione completamente le informazioni sulle rilevazioni passate. controllo dell’efficacia Nel caso in cui tali dati siano invece disponibili, la maggior parte di questi o non possono essere utilizzati per Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- un confronto a causa del metodo di rilevazione oppure tegica»: durante la loro rilevazione altri fattori di disturbo (p. es. le cattive proprietà chimico-fisiche dell’acqua o le limi-
Oltre alla biomassa è ora valutata anche la diversità. tazioni morfologiche) hanno già influito sulla biomassa
I taxa considerati sono ora soltanto gli EPT. e la diversità del macrozoobenthos. Pertanto, i possibili
La valutazione della biomassa sulla base di un valore scenari e le relative possibilità di valutazione sono soteorico calcolato si è dimostrata non fattibile. Pertanto stanzialmente i seguenti: la perdita di biomassa e diversità è ora valutata in base all’arenamento nella zona intertidale (utili a tal fine Scenario 1: Presenza di un tratto di riferimento e di una sono anche gli indicatori B3 e DE1). sezione da analizzare canalizzata (nessuna zona intertidale) Nel tratto di riferimento e nella sezione da analizzare
1 Basi teoriche vengono determinate la biomassa dei taxa di EPT (g/m2)
utilizzando i campioni prelevati per l’indicatore B2* e la Per valutare la biomassa si utilizzano i dati dei campiona- diversità degli EPT a livello di specie utilizzando le liste menti semiquantitativi dell’indicatore B2* «Modulo CML di taxa elaborate per l’indicatore B3; infine la biomassa e Macrozoobenthos». la diversità sono valutate per mezzo della funzione valore sottostante (tab. C17). Per valutare la diversità servono le liste di taxa a livello di specie elaborate per l’indicatore B3 «Zonazione lon- Scenario 2: Presenza di un tratto di riferimento e di una gitudinale del macrozoobenthos». La determinazione di- sezione da analizzare con zona intertidale retta del peso della biomassa degli EPT riduce i tempi e Per confrontare la biomassa degli EPT nel tratto di riaumenta la significatività dei dati (si tiene conto dei taxa ferimento con quella degli EPT nella sezione da analizsensibili all’arenamento o alla deriva, dell’eliminazione zare con zona intertidale, deve essere determinata in un dei gammaridi). primo momento la biomassa (g/m2) nel tratto da analizzare. Tendenzialmente, la biomassa calcolata nella zona intertidale porta a sottostimare la biomassa realmente
2 Raccolta dei dati presente nella sezione da analizzare, mentre la biomassa rilevata nella zona costantemente bagnata piuttosto a
Procedura sovrastimarla. Pertanto, per ottenere nel tratto con piena La procedura per valutare sia la biomassa che la diversità artificiale un valore di biomassa che sia confrontabile con dipende dalla presenza di un tratto di riferimento come quello del tratto di riferimento, deve essere determinata pure dalla morfologia della sezione da analizzare. Se è la superficie bagnata durante la portata Q347naturale e la presente un tratto di riferimento, la diversità e la biomas- portata minima giornaliera, impiegando come ausilio per sa della sezione analizzata possono essere confrontate il calcolo i modelli idraulici. Sulla base di queste superfici con tale tratto. In sua assenza, occorre definire i valori di è possibile stabilire il rapporto tra la biomassa nella zona
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intertidale e la biomassa nella zona permanentemente in tal senso si trovano in Limnex (2006), Zurwerra e Bur bagnata rispetto alla biomassa complessiva nel tratto con (2009), Ochsenhofer (2013), Schmutz et al. (2013) e Tandeflussi discontinui analizzato. La biomassa complessiva no et al. (2013). È necessaria un’interpretazione da parte degli EPT così calcolata è confrontata con la biomassa di esperti. degli EPT determinata nel tratto di confronto e valutata secondo la funzione valore sottostante. Per la valutazione Determinazione delle perdite di diversità della diversità si mettono insieme i campioni di EPT della Le perdite di diversità si determinano secondo la procezona intertidale con quelli della zona con portata minima dura descritta e vanno rappresentate in forma tabellare o giornaliera e si determina il numero di taxa degli EPT (a grafica. I risultati richiedono un commento chiaro e comlivello di specie). La diversità rilevata è messa a confronto prensibile a livello di specie o gruppo. con la diversità del tratto di riferimento e valutata secondo la funzione valore sottostante (tab. C17). Valutazione Le perdite di diversità e di biomassa quantificate sono Scenario 3: Assenza di un tratto di riferimento e sezione da valutare secondo la funzione valore sottostante (tab. da analizzare con zona intertidale C17). La biomassa si determina secondo la procedura definita per lo scenario 2. Come biomassa di confronto si utilizza Un’altra possibilità è quella di valutare i due parametri la biomassa determinata nella zona con portata minima diversità e biomassa prima singolarmente e alla fine di giornaliera. Questa deve essere confrontata con la bio- aggregarli. massa degli EPT durante la portata Q347naturale e valutata secondo la funzione valore sottostante (tab. C17). Per Tab. C17 poter valutare la diversità degli EPT, deve essere dap- Funzione valore per la perdita di diversità e biomassa del macrozoprima stabilita la diversità complessiva dei taxa di EPT obenthos. nel tratto da analizzare. A tal fine si raggruppano inoltre le liste di taxa di EPT della zona intertidale con quelle Criterio: perdita di diversità e Valutazione Stato biomassa (%) della zona con portata minima giornaliera e si determina molto buono < 10 il numero di specie. buono < 20 mediocre < 40 Scenario 4: Assenza di un tratto di riferimento e sezione insoddisfacente < 60
da analizzare canalizzata (nessuna zona intertidale) cattivo ≥ 60 Se non sono presenti né un tratto di riferimento né una zona intertidale, l’indicatore B1* non può essere valutato. Al suo posto può essere valutato l’indicatore DE1.
3 Trattamento dei dati e valutazione
Sulla base dei prelievi eseguiti nella zona con portata minima giornaliera (IBCH-1) e nella zona intertidale (IBCH- 2) nonché sulla base delle altre osservazioni sul campo (cfr. indicatore B2*), la stima della biomassa effettiva che si ottiene è più attendibile rispetto ai valori teorici.
Determinazione delle perdite di biomassa Le perdite di biomassa sono calcolate con l’aiuto dei prelievi IBCH-1 e IBCH-2 e delle osservazioni. Approcci
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4 Bibliografia
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Zonazione longitudinale del macrozoobenthos Indicato per analisi dei deficit previsione controllo dell’efficacia
Nessun cambiamento rispetto al modulo «Pianificazione strategica».
Famiglie EPT Indicato per analisi dei deficit previsione controllo dell’efficacia
Nessun cambiamento rispetto al modulo «Pianificazione strategica».
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Deriva Indicato per Correlazioni e importanza per il macrozoobenthos analisi dei deficit Una sintesi dello stato delle conoscenze sulla deriva, previsione spesso anche associata al distacco delle alghe filamencontrollo dell’efficacia tose, è descritta da Bruder (2012). Le indagini condotte nei corsi d’acqua alpini confermano che i deflussi di- Nuovo indicatore: scontinui intensificano i fenomeni di deriva (Limnex 2006, Bruno et al. 2010, Bernard & Solcà 2011). La deriva del
Definizione, sulla base degli studi delle ondate di piena macrozoobenthos può essere intensificata dalle brusche artificiali. Dei valori soglia della deriva specifici per il variazioni di temperatura (Carolli et al. 2012, Bruno et al. corso d’acqua che possono portare a un pregiudizio 2013; cfr. indicatore Q1*). sensibile.
L’indicatore DE1 è impiegato in casi specifici soltanto se la biomassa e la diversità del macrozoobenthos so- 2 Raccolta dei dati no deboli (cfr. indicatore B1*). Necessità della rilevazione e della pianificazione L’indicatore DE1 è da rilevare se l’indicatore B1*, a cau-
1 Basi teoriche sa di una diminuzione eccessiva della biomassa e della
diversità, fa sospettare un fenomeno di deriva di entità L’aumento del deflusso incrementa la velocità di deflusso eccessiva. Per un’analisi più approfondita e una migliore e la profondità dell’acqua. Aumentano anche la tensione comprensione in merito all’impatto dei deflussi discontidi trascinamento e le turbolenze che possono provocare nui sul macrozoobenthos è consigliabile in casi specifici fenomeni di deriva e dilavamento degli organismi. I deflus- rilevare l’indicatore DE1. si discontinui frequenti e giornalieri portano soprattutto a perdite di macrozoobenthos. Tali perdite possono essere Lo svolgimento degli studi di deriva va coordinato accuracompensate solamente in maniera limitata dalla migra- tamente con il detentore della centrale. Per coordinare la zione del macrozoobenthos verso monte e dalla deriva procedura delle misurazioni della deriva occorrono studi naturale del macrozoobenthos a partire dalle tratte flu- preliminari. viali a monte della restituzione delle acque turbinate. Procedura Correlazioni e importanza per la fauna ittica La scelta dei punti in cui eseguire i rilievi di terreno ne- La deriva dei pesci dipende in particolare dalla morfolo- cessari alla valutazione dell’indicatore DE1 si orienta alla gia del corso d’acqua, dal momento della giornata, dalla suddivisione delle sezioni di corso d’acqua e alla scelta stagione, dalla temperatura dell’acqua e dallo stadio di dei tratti da analizzare dell’allegato B. I punti di rilevo per sviluppo della specie ittica interessata. In genere, a cau- la deriva sono da coordinare con quelli per l’indicatore sa della corrente, i pesci alla deriva tendono a raggiunge- B2*. re le sponde, dove prima o poi riescono a trovare rifugio. Durante la portata minima giornaliera, i pesci migrano La procedura di rilievo comprende i seguenti sei pasnuovamente e risalgono la corrente (Auer et al. 2014). saggi: Attualmente le conoscenze sui processi e i fattori limitanti sono troppo deboli per poter impiegare la deriva dei 1. la decisione in merito alla necessità di rilevare l’indipesci per la valutazione del pregiudizio sensibile causato catore; dai deflussi discontinui (cfr. però Auer et al. 2014 nonché 2. la scelta dei punti di campionamento; le basi dell’indicatore P2*). 3. la scelta delle tecniche di campionamento;
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4. la scelta del periodo di campionamento e del momento 3. la piena artificiale costante con misura dell’arrivo del della giornata con determinazione degli intervalli tra i picco termico (diversi periodi di tempo); campionamenti; 4. la deriva di fondo durante il deflusso minimo giornaliero. 5. la determinazione dei settori di deflusso e degli scenari di deriva in base ai parametri idrologici attuali e Se possibile, per ogni scenario da analizzare (con misure futuri (con misure di risanamento) della piena artificia- di risanamento), i campionamenti andrebbero ripetuti più le e della velocità di innalzamento del livello; volte, con intervalli sufficienti tra i giorni di campiona- 6. la preparazione, la valutazione e l’interpretazione dei mento, in diverse condizioni di deflusso discontinuo come risultati. pure di velocità di aumento del livello d’acqua. Si raccomanda inoltre, se possibile, di campionare anche un Durante i rilievi si consiglia di misurare anche altri pa- corso d’acqua di riferimento. rametri abiotici, come per esempio la temperatura, il deflusso e il livello, la velocità di flusso nonché il materiale in sospensione (p. es. con imbuti Imhoff), da un lato per 3 Trattamento dei dati e valutazione classificare i momenti di campionamento e dall’altro per ottenere informazioni utili per l’interpretazione dei dati. I dati rilevati, almeno quelli relativi al peso fresco e alla densità del macrozoobenthos, devono essere valutati per Campionamento tutti i taxa (a seconda della tematica) e rappresentati Per il rilievo della deriva del macrozoobenthos non esiste graficamente in rapporto al livello dell’acqua o al deflusuna metodologia standard. In Svizzera hanno dato esito so nonché al tempo. Esempi per la rappresentazione dei positivo i campionamenti con reti e pompe (Limnex 2006, dati si trovano in Limnex (2009) e Bernard e Solcà (2011). Limnex 2009, Bernard e Solcà 2011). Per l’interpretazione dei dati può anche essere utile rappresentare la densità e il peso fresco in rapporto ad altri Per i campioni raccolti con le reti, si installano in prossi- parametri, come per esempio alla temperatura, al carico mità del substrato reti a maglie fitte con una grandezza di materiale in sospensione, alla velocità medie di flusso
standard dell’apertura di entrata. Considerato che du- nella colonna d’acqua e in prossimità del fondo. Si raccorante l’aumento del livello e durante l’onda di piena ar- manda anche di rappresentare il tasso di deriva (numero tificiale le reti devono essere svuotate e reinstallate pe- di individui alla deriva in rapporto al totale di individui alla riodicamente (l’intervallo di tempo dipende dalla velocità deriva) con un deflusso naturale rispetto alla piena artidi innalzamento del livello e dalla piena artificiale), un ficiale. I taxa con un’abbondanza inferiore a cinque non campionamento con questo metodo è indicato soprat- sono da prendere in considerazione nell’analisi. tutto per le centrali caratterizzate da deflussi moderati o per rilevare la deriva ordinaria nelle zone in prossimità Si confrontano tra loro i risultati dei diversi periodi da delle sponde. analizzare, scenari di esercizio e siti.
Per i campioni raccolti con le pompe, si dispongono uno Per mancanza di valori di confronto in questo modulo non o più tubi in direzione opposta alla corrente del corso viene proposta nessuna funzione valore. Tuttavia, cond’acqua e alla fine l’acqua viene pompata attraverso una frontando la deriva tra i tratti da analizzare e all’interno rete a maglie fitte. dello stesso tratto da analizzare in presenza di vari scenari di deflussi discontinui, gli esperti dovrebbero comun- Sono da campionare le seguenti quattro fasi: que riuscire a fare una valutazione dell’entità della deriva con le cinque classi di stato e a stabilire in modo specifico 1. la deriva di fondo legata al deflusso di base durante la per il corso d’acqua considerato i valori indicativi per la portata minima giornaliera; piena artificiale e la velocità di innalzamento del livello. 2. l’aumento della piena artificiale con diversi intervalli di tempo;
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Studi sperimentali (al momento non pubblicati) mostrano Bruno M. C., Maiolini B., Carolli M., Silveri L. 2010. Short che i tassi notturni di deriva del macrozoobenthos sono time-scale impacts of hydropeaking on benthic invertepiù elevati rispetto a quelli diurni. Di conseguenza, per la brates in an Alpine stream (Trentino, Italia). Limnologica valutazione dei deflussi discontinui notturni devono es- 40: 281 – 290. sere ridotti in modo corrispondente i parametri idrologici determinanti (velocità di innalzamento del livello e piena Bruno M.C., Siviglia A. Carolli M., Maiolini B. 2013. Multiartificiale). ple drift responses of benthic invertebrates to interacting hydropeaking and thermopeaking waves. Ecohydrology 6: 511 – 522.
4 Previsioni
Carolli M., Bruno M.C., Siviglia A., Maiolini B. 2012. Re- La deriva DE1 non è un indicatore per la previsione. La sponses of benthic invertebrates to abrupt changes of sua utilità è indiretta premettendo di stabilire nell’am- temperature in flume simulations. River Research and bito di studi di deriva i valori limiti specifici per un corso Applications 28: 678 – 691. d’acqua delle velocità di innalzamento del livello o del deflusso come pure della piena artificiale. Limnex. 2006. Schwallversuche in der Linth, Ökologische Auswirkungen von schwalldämpfenden Massnahmen. Per prevedere a medio e lungo termine la deriva sulla Bericht zuhanden des kantonalen Amtes für Umweltbase di previsioni e quindi indipendentemente da esperi- schutz, Glarona: 50 pagg. menti di deriva, non si conoscono, allo stato attuale delle conoscenze, le due grandezze fondamentali della tensio- Limnex. 2009. Schwall-Sunk in der Hasliaare. Gewäsne di trascinamento durante l’innalzamento del deflus- serökologische Untersuchung von Hasliaare und Lütso (processo di deflusso non stazionario) e della diversa schine. Beurteilung der Schwall-Auswirkungen in je zwei sensibilità del macrozoobenthos nei confronti della deriva Strecken und Szenarien. Bericht zuhanden der Kraftwer- (p. es. specie, struttura del corpo, abitudini di vita). ke Oberhasli AG, Innertkirchen: 40 pagg.
5 Bibliografia
Auer S., Fohler N., Zeiringer B., Führer S., Schmutz S. 2014. Experimentelle Untersuchungen zur Schwallproblematik. Drift und Stranden von Äschen und Bachforellen während der ersten Lebensstadien. BOKU, Vienna: 109 pagg.
Bernard R., Solcà L. 2011. Studio degli effetti delle variazioni di portata indotti dalla regimazione idroelettrica lungo il fiume Ticino. Rapporto conclusivo di sintesi. Dipartimento del Territorio, Lugano: 79 pagg.
Bruder A. 2012. Bewertung von Massnahmen zur Beseitigung wesentlicher Beeinträchtigungen durch Schwall und Sunk – Grundlagen für den Vollzug. EAWAG, Dübendorf: 92 pagg.
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Modulo CML Pesci Indicato per • l’assegnazione del corso d’acqua a una data ecoreanalisi dei deficit gione; previsione • la determinazione della regione ittica e della potenziale controllo dell’effetto composizione dell’ittiofauna;
l’elenco delle specie ittiche (e ciclostomi) catturate; Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- • le frequenze relative delle singole specie; tegica»: • la distribuzione di frequenza della lunghezza della trota fario;
in piccoli corsi d’acqua, se possibile, prelievi quantita- • la determinazione o la stima della quota di pesci 0+ tivi con 2 o 3 repliche; della specie predominante (calcolo della media nel ca-
i tratti di pesca devono essere rappresentativi per tutto so di più specie indicatrici; nel caso della trota fario il tratto interessato dai deflussi discontinui. determinazione della densità in individui/ha);
il calcolo della superficie di pesca;
il calcolo della densità della trota fario espressa in in- 1 Basi teoriche dividui/ha;
la percentuale di pesci con anomalie e deformazioni Un’analisi completa delle popolazioni ittiche con l’ausilio (separatamente per specie e calcolo della media). della pesca elettrica fornisce un risultato significativo e può essere impiegata per classificare, valutare e inter- Indipendentemente dai risultati degli altri indicatori dei pretare tutte le altre analisi sull’ecologia dei pesci. pesci, nell’interpretazione devono confluire anche altri elementi come per esempio la qualità chimico-fisica dell’acqua, la presenza della malattia renale proliferati-
2 Raccolta dei dati va dei pesci (Proliferative Kidney Disease, PKD) e le informazioni sulle misure di ripopolamento eventualmente
Si consiglia di procedere sostanzialmente come nel mo- attuate. dulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. 2012), apportando tuttavia questo (piccolo) adeguamento del metodo: 4 Bibliografia
a seconda delle circostanze, nei piccoli corsi d’acqua Baumann P., Kirchhofer A., Schälchli U. 2012: Risanaè possibile bloccare dei tratti con delle reti ed eseguire mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. Un due o addirittura tre repliche di prelievi quantitativi; modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle ac-
numero di tratti: X da 200 m. I tratti di prelievo devono que. Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna. Pratica essere rappresentativi per l’intero tratto con deflussi ambientale n. 1203: 127 pagg. discontinui e sono da scegliere in base ai rilievi morfologici del corso d’acqua (cfr. allegato B). Schager E., Peter A. 2004. Methoden zur Untersuchung und Beurteilung der Fliessgewässer. Fische Stufe F (flächendeckend). UFAFP, Berna. Mitteilungen zum
3 Trattamento dei dati e valutazione Gewässerschutz Nr. 44: 63 pagg. (disponibile in tedesco
e francese). Il trattamento dei dati relativi ai risultati della cattura dei pesci come pure la valutazione e interpretazione avvengono secondo il modulo CML Pesci (Schager & Peter 2004) tenendo conto dei seguenti aspetti:
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Modulo CML Macrozoobenthos Indicato per zona con portata minima giornaliera (IBCH-1) si svolgoanalisi dei deficit no secondo Stucki (2010) e quelle nella zona intertidale previsione (IBCH-2) secondo il presente modulo. controllo dell’efficacia Chiarificazioni preliminari Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- Prima di procedere con la rilevazione del macrozoobentegica»: thos, di concerto con la centrale deve essere stabilito il regime di deflusso discontinuo da analizzare nel periodo • rilevazione supplementare nella zona intertidale con 8 di campionamento. Per i campionamenti nei punti da anaprelievi IBCH-2 per tratti con estesi banchi di ghiaia e lizzare si dovranno considerare i periodi caratterizzati da alvei ramificati. episodi estremi di deflussi discontinui (quantile al 95 %).
1 Basi teoriche Mediante calcoli idraulici è possibile stimare la superficie
bagnata durante una tipica portata minima giornaliera Nell’ambito delle pianificazioni strategiche per i deflussi e una portata Q347 come pure la mediana delle portate discontinui, la maggior parte dei dati impiegati per la va- naturali per il periodo invernale e di scioglimento della lutazione dell’indicatore B2 non è stata rilevata in modo neve. In base a ciò si potrà decidere se per la valutazione specifico per la problematica dei deflussi discontinui. Inol- occorrano uno o due periodi di campionamento. tre, molti tratti impattati dai deflussi discontinui sono difficilmente campionabili (elevati deflussi, visibilità ridotta). A titolo integrativo, se presenti, devono essere campionati uno o più tratti di riferimento. Considerando che l’indicatore a largo spettro B2 fornisce basi essenziali per la valutazione degli altri indicatori del Scelta dei punti di campionamento macrozoobenthos, una rilevazione specifica per i deflus- I punti di campionamento IBCH-1 e IBCH-2 nel tratto con si discontinui tenendo conto delle peculiarità specifiche deflussi discontinui vanno scelti in maniera tale che il riper il corso d’acqua consente di avere più elementi per sultato non sia falsato da affluenti laterali e scarichi. valutare e avallare le misure da adottare per i deflussi discontinui. I punti di riferimento, per quanto possibile, devono essere campionati in una sezione del corso d’acqua non Nell’ambito della pianificazione strategica cantonale, il influenzata dalle ondate di piena secondo le indicazioni Canton Friburgo ha impiegato l’indicatore B2* in quattro di Stucki (2010) con la valutazione separata e la conserpunti da analizzare nella Sarina. Delle 29 specie di EPT vazione degli otto campioni singoli. Un sito di riferimento segnalate, soltanto nella zona intertidale ne sono state appropriato è una sezione del corso d’acqua, il cui regime rinvenute sette, tra cui alcune specie sensibili ai deflussi di deflusso è poco influenzabile (pertanto sono perlopiù discontinui (PRONAT, non pubblicato). Altre indicazioni esclusi i tratti con deflusso residuale) e paragonabile al sulla tematica sono presenti nei lavori di Ochsenhofer tratto da analizzare per quanto riguarda l’altitudine, lo (2013) e Schmutz et al. (2013). stato fisico (temperatura, morfologia) e chimico dell’acqua.
2 Raccolta dei dati Se il macrozoobenthos rappresenta una componente importante del corso d’acqua, va esaminata la possibilità
Nel caso in cui nella sezione da analizzare siano presenti di effettuare un ulteriore campionamento del macrozooestese zone intertidali, si raccomanda una nuova rileva- benthos in un periodo più tardivo (estate/autunno) rispetzione con l’indicatore B2* (IBCH-2). Le rilevazioni nella to all’abituale finestra di campionamento, il che risulte-
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rebbe particolarmente utile nell’ambito della valutazione 4. i campioni 7 e 8 sono prelevati dal settore con dell’indicatore B3 «zonazione longitudinale del macrozo- Q347naturale durante l’abbassamento della piena artiobenthos» e dell’indicatore B1* «biomassa e diversità». ficiale e con una profondità dell’acqua massima di cinque centimetri oppure, se ciò non fosse possibile, Campionamento sono prelevati dopo la messa a secco come campioni Nei tratti con deflussi discontinui, i settori permanente- di fango. mente sommersi durante la portata minima giornaliera e le zone intertidali devono essere campionati separata- Fig. C12 mente con il metodo IBCH mediante le tre fasi seguenti: Sezioni trasversali di valutazione con portata minima giornaliera, Q347naturale e nella zona intertidale. 1. la determinazione delle sezioni del corso d’acqua da analizzare, dei tratti da analizzare lungo il profilo longitudinale del corso d’acqua e dei tratti di riferimento secondo l’allegato B; 2. la determinazione e il rilevamento dei punti da ana- Portata lizzare IBCH nel settore permanentemente bagnato ridotta Zona intertidale durante la portata minima giornaliera (IBCH-1; punti Deflusso Q347 naturale da analizzare blu nella fig. C13) tenendo conto dei diversi rapporti substrato/velocità negli habitat presenti (secondo Stucki 2010) con la valutazione separata e conservazione degli otto campioni singoli; Portata massima 3. la ripetizione del passaggio 2 per altri 8 campionamenti Q 347 naturale in due transetti nella zona intertidale con la valutazione Portata ridotta
separata e conservazione degli otto campioni singoli (IBCH-2; punti da analizzare rossi nella fig. C13).
I campionamenti nei transetti della zona intertidale Fig. C13 (IBCH-2) si eseguono andando dalla sponda verso il cen- Campionamento IBCH. Disposizione dei punti di campionamento nel tro del corso d’acqua durante la piena artificiale e duran- settore con portata minima giornaliera (IBCH-1) e nella zona te il suo abbassamento. La rilevazione si svolge nel modo intertidale (IBCH-2). 2 IBCH-2 1. i campioni 1 e 2 sono prelevati con la tecnica del retino 6 4 2 1 (portata immanicato (kick sampling). I punti di campionamento massima; 4 retino sono situati al di fuori del settore con Q347naturale ; IBCH-1 5 immanicato) 2. i campioni 3 e 5 sono prelevati durante l’abbassamen- 8 7 5 3 IBCH-2 6 (portata to della piena artificiale e con una profondità dell’ac- 7 8 ridotta; qua massima di cinque centimetri oppure, se ciò non retino immanicato fosse possibile, sono prelevati dopo la messa a secco o campioni come campioni di fango. I punti di campionamento Portata ridotta di fango)
sono situati al di fuori del settore con Q347naturale ; Ampiezza bagnata Zona intertidale 3. i campioni 4 e 6 sono prelevati dal settore con Q347naturale durante la piena artificiale oppure, se ciò non Ampiezza bagnata Q347 naturale fosse possibile, sono prelevati con la tecnica del retino immanicato (kick sampling) durante l’abbassamento della piena artificiale;
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I siti campionati devono essere evidenziati sul campo fare un confronto con il macrozoobenthos di un tratto inpreoccupandosi di conservare schizzi/foto in maniera fluenzato dai deflussi discontinui. In tale contesto si dovrà tale che se occorrerà ripetere il campionamento nel me- verificare se non vi siano stati altri fattori di disturbo che desimo luogo sarà possibile individuare gli stessi punti. abbiano in qualche modo influenzato la composizione e il numero di individui del macrozoobenthos. Contemporaneamente ai prelievi, a seconda della necessità, vengono svolte altre misurazioni e osservazioni La rilevazione dell’indicatore B2* consente di individuare (p. es. arenamento del macrozoobenthos, deriva, tem- un cambiamento nella composizione delle specie e nella perature, ambiente interstiziale di rifugio del macrozo- densità degli individui: obenthos, velocità della corrente e profondità dell’acqua presso i punti di campionamento come complemento per 1. nell’asse temporale rispetto ai dati rilevati in passato; le curve di preferenza). 2. nel corso d’acqua in relazione al tratto con deflussi discontinui; 3. nel corso d’acqua in relazione al tratto di riferimento; 3 Trattamento dei dati e valutazione 4. nei vari siti da analizzare in relazione alle zone di portata minima giornaliera e intertidale mediante il con- Il trattamento dei dati dei campioni si svolge secondo fronto e l’analisi dei taxa rinvenuti. l’IBCH con la valutazione separata dei campioni singoli nonché con la determinazione dell’IBCH dei campioni I campionamenti e le osservazioni nella zona intertidale complessivi raccolti nella zona permanentemente ba- mostrano in particolare le perdite cui va incontro il magnata durante la portata minima giornaliera, nella zona crozoobenthos a causa della deriva, dell’arenamento e intertidale e nel tratto di riferimento. della messa a secco. Con una valutazione spaziale e quantitativa, si possono fare confronti con le idoneità di I risultati sono rappresentati graficamente: habitat previste per i singoli taxa mediante l’indicatore
l’IBCH dei campioni singoli e dei campioni complessivi all’interno delle sezioni nonché lungo il profilo longitudinale del corso d’acqua; 5 Bibliografia
la diversità tassonomica dei campioni singoli e dei
campioni complessivi all’interno delle sezioni nonché Ochsenhofer G. 2013. Die makrozoobenthische Belungo il profilo longitudinale del corso d’acqua; siedlung von Uferhabitaten inneralpiner Flüsse unter
la densità di individui complessiva dei campioni singo- Schwalleinfluss. Masterarbeit, BOKU, Vienna: 86 pagg. li e dei campioni complessivi all’interno delle sezioni nonché lungo il profilo longitudinale del corso d’acqua; Schmutz S., Fohler, N., Friedrich T., Fuhrmann M., Graf W.,
la densità di individui dei taxa fondamentali (efemerot- Greimel, F., Höller N., Jungwirth, M., Leitner P., Moog O., teri, plecotteri, tricotteri, ditteri, ev. altro) dei campio- Melcher A., Müllner K., Ochsenhofer G., Salcher G., Steidl ni singoli e dei campioni complessivi all’interno delle C., Unfer G., Zeiringer B. 2013. Schwallproblematik an sezioni nonché lungo il profilo longitudinale del corso Österreichs Fliessgewässern - Ökologische Folgen und d’acqua. Sanierungsmöglichkeiten, BMFLUW, Vienna: 175 pagg.
Stucki P. 2010. Methoden zur Untersuchung und Beur
4 Valutazione teilung der Fliessgewässer. Makrozoobenthos Stufe F
(flächendeckend). Ufficio federale dell’ambiente Berna La valutazione si svolge secondo le indicazioni di Stucky Pratica ambientale n. 1026: 6 pagg. (disponibile in tede- (2010). La rilevazione del macrozoobenthos nel tratto di sco e francese) riferimento consente di valutare le condizioni naturali e di
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Colmatazione interna Indicato per Nuove conoscenze analisi dei deficit Indagini supplementari condotte nell’Hasliaare (Schweiprevisione zer et al. 2013 (1) – (4)) hanno mostrato, per esempio, che controllo dell’efficacia le valutazioni fatte secondo la curva di riferimento corrispondono solo in parte alle indagini sul campo. La col- Cambiamenti rispetto al modulo «Pianificazione stra- matazione interna identificata nel settore periodicamente tegica»: bagnato e asciutto (zona intertidale) secondo il metodo Schälchli (2002) e quella nel settore bagnato in base alla
la colmatazione interna come indicatore supplementa- metodologia di Strohmeier et al. 2005 possono discostarre per i casi con poche piene e con un elevato apporto si dalla curva di riferimento. Ciò si deduce anche dalle di sedimenti fini nei grandi fiumi dei fondovalle alpini conclusioni di Habersack e Hauer (2014), secondo cui le con una significativa massa glaciale (si raccomanda analisi condotte con la tecnica di raccolta freeze-core un’applicazione restrittiva); indicano che le cause della colmatazione interna nel set-
la colmatazione interna non è determinata mediante tore permanentemente bagnato sono in massima parte una curva di riferimento in funzione della concentra- riconducibili ai detriti fini (0,5 – 2 mm) e non ai materiali in zione del materiale in sospensione, ma caso per caso sospensione (< 0,5 mm). con libera scelta del metodo. L’accumulo di frazioni fini crea problemi di natura ecologica quando si verifica un crescente ispessimento del
1 Basi teoriche fondo dovuto all’assenza di una dinamica morfologica o
all’alterata continuità del flusso di sedimenti. In relazio- Fattori di influenza ne alla piena artificiale, con gli studi sul Reno alpino, è Uno studio recente condotto lungo il Reno alpino ha di- stato possibile dimostrare che un elevato accumulo di mostrato che la colmatazione interna è un fattore deter- sedimenti fini si crea soprattutto nelle zone intertidali minante per il successo della riproduzione delle specie (Habersack & Hauer 2014). Il settore permanentemente ittiche litofile che depongono le uova sui fondi ghiaiosi bagnato, al contrario, mostra nella maggior parte dei casi (Flussbau 2012). scarse quantità di sedimenti fini.
Nel modulo «Pianificazione strategica» (Baumann et al. Nel Reno alpino non è stata individuata alcuna corre- 2012), la determinazione della colmatazione interna av- lazione univoca tra il rapporto piena artificiale/portata viene mediante una curva di riferimento in funzione della minima giornaliera e l’entità della colmatazione interna concentrazione del materiale in sospensione durante le nel settore permanentemente bagnato e nella zona inondate di piena artificiali in pieno periodo invernale. tertidale.
I fattori di influenza della colmatazione interna sono tut- All’occorrenza ripetizione della rilevazione tavia vari. Essenzialmente, rivestono particolare impor- Considerata l’incertezza di una diretta correlazione tra tanza il gradiente idraulico della corrente d’infiltrazione, colmatazione interna e concentrazione del materiale in la tensione di trascinamento, la temperatura dell’acqua sospensione, si raccomanda, all’occorrenza, di rilevare e la distribuzione granulometrica del materiale del fondo nuovamente l’indicatore H1* per integrare e verificare i dell’alveo (in particolare i detriti fini), la concentrazione risultati dell’analisi dei deficit e, sulla base di quest’ultidel materiale in sospensione come pure la dinamica del mi, di trarre delle conclusioni sulla qualità dell’ambiente materiale solido di fondo e delle piene (Habersack & Hau- interstiziale. Possibilmente, valutare per confronto anche er 2014). un tratto di riferimento.
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Un metodo alternativo per la rilevazione della colmata- la zona intertidale secondo il metodo Schälchli (2002), zione interna è l’allestimento e l’introduzione nel corso aggregati a cinque classi di stato oppure ricorrendo d’acqua di incubatoi con uova di pesce fecondate (cfr. ai campionamenti con la tecnica freeze-core (Haberindicatore P3*). sack & Hauer 2014); 6. la rilevazione della della colmatazione interna nel settore permanentemente bagnato sulla base del metodo
2 Raccolta dei dati di Guthruf (2014), mediante campioni freeze-core o il
più possibile vicino al settore permanentemente ba- Pianificazione gnato quando il livello dell’acqua è basso secondo le La rilevazione dell’indicatore presuppone la presenza di indicazioni di Schälchli (2002). livelli di portata bassi affinché la colmatazione interna possa essere misurata secondo il metodo di Schälchli La scelta del metodo di rilevazione per la zona intertida- (2002) in prossimità del settore permanentemente ba- le e il settore permanentemente bagnato è lasciata agli gnato. Con il metodo che prevede una misurazione del- esperti e dipende dal tipo di corso d’acqua e dall’onere la colmatazione in settori sommersi dall’acqua (Guthruf che comporta. La rilevazione e la scelta del metodo sono 2014) o mediante campioni raccolti con la tecnica freeze- entrambi da documentare in modo chiaro e comprensicore (Habersack & Hauer, 2014) si possono fare rilevazio- bile. ni anche nel settore permanentemente bagnato.
Per il lavoro sul campo si consiglia di scegliere il periodo 3 Trattamento dei dati e valutazione prima dell’inizio della fregola della specie predominante, quando l’acqua è limpida e il livello basso. Verso la fine Il trattamento dei dati e la valutazione dipendono in modo dell’inverno, quando il potenziale impatto dei deflussi di- specifico dal metodo adottato. Si raccomanda di mettere scontinui sulla progressiva colmatazione interna del fon- a punto: do dell’alveo dovrebbe essere più chiaramente misurabile, la misurazione deve essere ripetuta negli stessi punti. 1. una motivazione sommaria, nel caso non venga preso in considerazione l’indicatore; Procedura 2. una cartografia e una documentazione dei punti di La procedura di rilevazione comprende i seguenti sei campionamento nella zona intertidale, nel settore passaggi: permanentemente bagnato e nel tratto di riferimento; 3. un riassunto in forma tabellare dei risultati. 1. la valutazione tramite perizia del corso d’acqua i detriti fini e la dinamica delle piene; La valutazione e l’interpretazione si fondano sulle clas- 2. la decisione se occorre rilevare l’indicatore H1* si di colmatazione «nessuna», «scarsa», «significativa», nell’ambito di un’analisi approfondita dei deficit; «forte», e «molto forte», che sono a loro volta classificate 3. l’identificazione della zona intertidale nei periodi con con le classi di stato da «molto buono» fino a «cattiportata minima giornaliera debole e scegliere i siti vo». La classificazione dipende dal metodo e per querappresentativi; sto indicatore deve essere svolta in modo documentato 4. la determinazione delle condizioni quadro come l’ul- e comprensibile secondo la tabella C18. Per la colmatima piena che ha determinato la forma dell’alveo, tazione interna sono determinanti i campionamenti del l’ultima piena che ha lesionato lo strato di copertura, settore permanentemente bagnato e della zona intertigli eventi straordinari come le colate detritiche negli dale. I campionamenti al di fuori di tali aree servono da affluenti, le frane o lo spurgo dei bacini; confronto. 5. il rilevamento della colmatazione interna durante la portata minima giornaliera nella zona intertidale, utilizzando campioni di riferimento raccolti al di fuori del-
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Funzione valore per la colmatazione interna.
Schälchli* Guthruf ** Valutazione Stato Classe di colmatazione (2002) (2014) Freeze-core *** molto buono assente 0, 1, 2 < 5,65 N <5% buono scarsa 3, 4, 5 < 20,85 N < 15 % mediocre significativa 6, 7, 8 < 34,57 N ≥ 15 % insoddisfacente forte 9, 10, 11 < 88,62 N > 30 % cattivo molto forte 12, 13, 14 ≥ 88,62 N > 50 %
* per la zona intertidale e molto in prossimità del settore permanentemente bagnato con livello basso dell’acqua secondo il metodo di Schälchli (2002). ** per il settore permanentemente bagnato secondo il metodo di Guthruf (2014) mediante la determinazione del valore mediano della forza (5 – 10 perni in acciaio). *** ev. mediante la tecnica freeze-core una determinata frazione di sedimenti fini (< 2 mm) in siti ghiaiosi per la deposizione delle uova.
4 Previsione 5 Bibliografia
La colmatazione interna, allo stato attuale delle cono- Baumann P., Kirchhofer A., Schälchli U. 2012: Risanascenze è generalmente molto difficile da prevedere. mento deflussi discontinui – Pianificazione strategica. Un modulo dell’aiuto all’esecuzione Rinaturazione delle ac- Nel Reno alpino, la disponibilità di un’ottima base di dati que. Ufficio federale dell’ambiente UFAM, Berna. Pratica ha permesso di effettuare una previsione della colmata- ambientale n. 1203: 127 pagg. zione interna dell’alveo tenendo conto del carico di base (per ogni tratto di test), della morfologia (guadi, solchi, Flussbau. 2012. Alpenrhein D6: Quantitative Analyse von rapide, affossamenti ecc.) e dell’intensità dei deflussi di- Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedliche Anfordescontinui (profilo dei requisiti). La previsione è stata ese- rungsprofile. Arbeitspaket 1: Anforderungsprofile und guita con l’ausilio di uno schema di valutazione (Flussbau Kolmation. IRKA : 61 pagg. 2012). Guthruf J., 2014. Arbeitshilfe zur Messung der inneren Per i grandi fiumi dei fondovalle alpini con una significa- Kolmation., Bericht im Auftrag des Renaturierungsfonds tiva massa glaciale e un elevato apporto di sedimenti fini des Kantons Berna: 16 pagg. (Reno, Rodano, ev. Ticino, ev. Reuss, ev. Linth) si raccomanda di eseguire una previsione analoga a quella svolta Habersack H., Hauer C. 2014. Schwalluntersuchung nel Reno alpino. Per i fiumi minori o con scarso apporto Alpenrhein – Sedimentologische und morphologische di sedimenti fini si propone di rinunciare alla previsione. Bewertungen., BOKU, Vienna: 163 pagg. In alternativa, si può tuttavia ricorrere all’impiego di incubatoi con uova di pesce fecondate (cfr. indicatore P3*) Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer per stabilire se la colmatazione interna è di ostacolo alla M., Monney J., Schläppi S., Wächter K. 2013 (1). Schwallriproduzione tipica in un determinato corso d’acqua. Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 1a: Gewässerökologische Bestandsaufnahme. Wasser Energie
Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Meyer M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Tuhtan J., Wächter K. 2013 (2). Schwall-Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 1b: Ökologische Bewertung des
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Ist-Zustands anhand der 12 Indikatoren der aktuellen BAFU-Vollzugshilfe. Wasser Energie Luft 105: 200 – 207.
Schweizer S., Bieri M., Tonolla D., Monney J., Rouge M., Stalder P. 2013 (3). Schwall-Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 2a: Konstruktion repräsentativer Abflussganglinien für künftige Zustände. Wasser Energie Luft 105: 269 – 276.
Schweizer S., Schmidlin S., Tonolla D., Büsser P., Maire A., Meyer M., Monney J., Schläppi S., Schneider M., Theiler Q., Tuhtan J., Wächter K. 2013 (4). Schwall-Sunk Sanierung in der Hasliaare – Phase 2b: Ökologische Bewertung von künftigen Zuständen. Wasser Energie Luft 105: 277 – 287.
Schälchli U. 2002. Kolmation – Methoden zur Erkennung und Bewertung. Bericht im Auftrag der EAWAG: 26 pagg.
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Colmatazione esterna Indicato per risiede nella frazione di sedimenti fini quanto nell’assenza analisi dei deficit di una dinamica morfologica (assenza di grandi piene, alprevisione vei canalizzati). Un miglioramento per quel che riguarda controllo dell’efficacia la colmatazione interna ed esterna potrà essere ottenuto soprattutto mediante il risanamento del bilancio in mate- Nuovo indicatore: riale solido di fondo, una maggiore dinamica delle piene e le importanti opere di allargamento, piuttosto che attra-
indicatore supplementare per i bacini imbriferi con verso un risanamento dei deflussi discontinui. molti ghiacciai, con un’elevata torbidità associata ai deflussi discontinui e con una problematica di progres- Rilevazione in caso di necessità siva colmatazione esterna; Se nell’ambito della rilevazione dei dati (allegato B) si repu-
indicatore supplementare per i casi in cui la rilevazione ta che la colmatazione esterna sia specificamente assodei dati (allegato B) indica una colmatazione esterna ciata ai deflussi discontinui e problematica per l’abitabilità significativa. Descrive i limiti di abitabilità degli habitat degli habitat, essa può confluire come indicatore suppleper il macrozoobenthos e la fregola dei pesci. mentare nell’analisi dei deficit, nella previsione per lo studio delle varianti e nel controllo dell’efficacia. In tal caso, la colmatazione esterna associata ai deflussi discontinui
1 Basi teoriche deve essere tuttavia nettamente distinta da quella che si
verifica, per esempio, a causa dello spurgo dei bacini artifi- Fattori di influenza e meccanismi ciali, dell’estrazione di ghiaia, dei cantieri presenti a monte La colmatazione esterna può acquistare importanza se e della manutenzione invernale delle strade. il corso d’acqua presenta un’elevata concentrazione di materiale in sospensione. In questo caso le frazioni di sedimenti fini (< 2 mm) possono accumularsi stabilmente o 2 Raccolta dei dati e previsioni transitoriamente sul fondo dell’alveo. Determinanti per la colmatazione esterna sono di regola le frazioni < 0,5 mm Pianificazione (Habersack & Hauer 2014). I depositi si formano sui ban- Le indagini sulla colmatazione esterna devono essere chi di ghiaia e lungo le rive, principalmente nei settori a pianificate accuratamente sulla base della raccolta dei corrente lenta della zona intertidale. Nei settori a corren- dati (allegato B) e svolte soltanto se non si sospettano te veloce durante le ondate di piena artificiali si verifica altri influssi al di fuori dei deflussi discontinui. una risospensione dei detriti fini. Questo meccanismo di deposito e risospensione dei sedimenti spiega molto bene Procedura la colmatazione esterna osservata per esempio nel Ro- La procedura di rilievo comprende i seguenti quattro pasdano, nella Vispa e nel Reno alpino. saggi:
Deposito e risospensione 1. la valutazione tramite una perizia del corso d’acqua Il deposito e la risospensione sono processi naturali che le frazioni di sedimenti fini, la dinamica delle piene e dipendono fortemente dai sedimenti del bacino imbrifero l’entità della colmatazione esterna; (p. es. sono più forti in presenza di prodotti formatisi per 2. la decisione se occorre rilevare l’indicatore H2 nell’amazione di agenti atmosferici come i depositi di scisto gri- bito di un’analisi approfondita dei deficit; gionese o sono più deboli in presenza di prodotti solubili in 3. la rilevazione sul campo le superfici con colmatazione acqua come le pietre calcaree). La colmatazione esterna, esterna; seppure non provocata dai deflussi discontinui, è da que- 4. la rilevazione sul campo la granulometria della colmasti accelerata o favorita. Il problema, generalmente, non tazione esterna in associazione ai settori.
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In alternativa alla cartografia sul campo delle superfici 3. zona di sedimentazione: depositi permanenti di secon colmatazione esterna, tali superfici possono anche dimenti fini (= colmatazione esterna crescente) poiessere determinate mediante calcoli 2D per gli idrogram- ché la velocità di deflusso durante la piena artificiale mi dello stato attuale (cfr. paragrafo «previsione»). è < 0,5 m/s.
L’analisi granulometrica della colmatazione esterna serve La suddivisione descritta sopra si basa, considerando la a classificare i depositi in sabbia o in sabbia e particelle velocità limite di Kresser (1964), sull’ipotesi che per una più fini, coesive (limo, argilla). velocità media di deflusso (nei modelli 2D la velocità di deflusso mediata sulla profondità) Vm > 0,5 m/s la colmatazione esterna è assente, ma per 0,2 < Vm < 0,5 m/s
3 Trattamento dei dati e valutazione si deposita sabbia (diametro 0,062 mm – 2 mm) e per
Vm < 0,2 m/s si depositano sabbia e particelle più fini, Se l’indicatore non viene preso in considerazione si rac- coesive (limo, argilla). comanda di elaborare una motivazione sommaria. Per il resto, il trattamento dei dati e la valutazione consistono Con questo approccio, nel Reno alpino, per le tre morsostanzialmente nella cartografia comprese documenta- fologie presenti è stato dimostrato mediante calcolo che zione e foto. con un aumento della portata minima giornaliera e una riduzione della piena artificiale le zone di trasporto fonda- L’indicatore supplementare colmatazione esterna non mentalmente aumentano, mentre le zone di risospensione può essere valutato nel senso di una curva di riferimento e sedimentazione diminuiscono (Flussbau 2012). con una funzione valore. Le zone interessate dalla colmatazione esterna vanno attribuite alla classe di stato «cattivo». 5 Bibliografia
Le zone con colmatazione esterna non sono indicate né Flussbau. 2012. Alpenrhein D6: Quantitative Analyse von come luoghi per la fregola né come habitat per il ma- Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedliche Anfordecrozoobenthos e nell’ambito della modellizzazione degli rungsprofile. Arbeitspaket 1: Anforderungsprofile und habitat (allegato F, indicatori P6 e B5) possono essere Kolmation. IRKA : 61 pagg. escluse in quanto non abitabili. Habersack H., Hauer C. 2014. Schwalluntersuchung Alpenrhein – Sedimentologische und morphologische
4 Previsione Bewertungen. Sedimentologische und morphologische
Bewertungen., BOKU, Vienna: 163 pagg. Un approccio pragmatico per la previsione della colmatazione esterna, realizzabile con un onere accettabile Kresser W. 1964. Gedanken zur Geschiebe- und Schwebse sono disponibili i risultati dei modelli bidimensionali, stoffführung der Gewässer. Österreichische Wasserwirtconsiste in una suddivisione del fondo dell’alveo nei tre schaft 16: 6 pagg. seguenti settori (p. es. Flussbau 2012):
1. zona di trasporto: fondo ghiaioso pulito poiché anche durante la portata minima giornaliera la velocità di 2. zona di risospensione: depositi periodici di sedimenti fini poiché durante la portata minima giornaliera la velocità di deflusso è < 0,5 m/s e durante la piena ar-
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Allegato D – Valutazione delle sezioni del corso d’acqua e determinazione degli obiettivi
1 Scheda di terreno
Gli obiettivi principali della scheda di terreno sono:
1. il riepilogo dei dati disponibili ottenuti con il concetto basato su moduli e livelli (CML) per ogni sezione del corso d’acqua al fine di avere una visione d’insieme dello stato globale; 2. l’individuazione delle misure di protezione delle acque già attuate, pianificate o previste; 3. l’individuazione del fabbisogno di coordinamento con le altre misure di protezione delle acque.
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Esempio di scheda di terreno compilata per una sezione del corso d’acqua.
Nome del corso d’acqua: Aa Sezione del corso d’acqua: Da restituzione CE fino al silo di ghiaia. Km (determinati): da 1,2 fino a 5,4 Morfologia: Canalizzata con banchi di ghiaia alternati
Valutazione con il concetto basato su Presente Valutazione (classe di stato) Ancora attuale moduli e livelli (CML)
No Sì 1 2 3 4 5 No Sì
Ecomorfologia F Idrologia F Idrologia F (parte specifica deflussi discontinui) Aspetto esterno F Macrozoobenthos F Pesci F Diatomee F Chimica F … ev. altro Stato attuale: www.modul-stufen-konzept.ch/fg/module/index
Pianificazioni strategiche cantonali Presente Misure attuate Fabbisogno di coordinamento No Sì No Sì No Sì Incerto Rivitalizzazione del corso d’acqua Migrazione dei pesci Deflussi discontinui Bilancio in materiale solido di fondo
Fabbisogno di coordinamento Altri progetti No Sì No Sì Incerto
Risanamento del deflusso residuale, art. 80 LPAc attuato?
Misura(e) di protezione contro le piene pianificata(e) o prevista(e)?
Progetto(i) di rivitalizzazione o progetto(i) combinato(i), pianificati o previsti?
Nuovo(i) impianto(i) pianificato(i) o previsto(i)?
… ev. altro
Note:
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2 Tabella ausiliaria (3 parti) 2.1 Parte I – Analisi dei deficit e determinazione degli indicatori (cfr. cap. 3.2)
La tabella ausiliaria per valutare la sezione del corso d’acqua e per determinare gli obiettivi è suddivisa in tre Sulla base dei dati della pianificazione strategica definiparti: (i) analisi dei deficit e determinazione degli indica- tiva per i deflussi discontinui si effettua una prima valutori, (ii) nuova valutazione e analisi delle cause, (iii) deter- tazione dei deficit nel corso d’acqua. Se quest’ultima è minazione degli obiettivi e del profilo di requisiti idrologici. completa e significativa per determinare le cause, si pas- Gli obiettivi principali della tabella ausiliaria sono: sa direttamente all’analisi delle cause e alla determinazione degli obiettivi (cfr. fig. 6 cap. 3.1). In caso contrario 1. l’analisi dei deficit basata sulla valutazione degli in- si definisce un programma di indagini in base agli indicadicatori; tori del presente modulo «Deflussi discontinui – Misure». 2. la classificazione delle cause, in particolare quelle as- I criteri per la scelta degli indicatori sono: sociate ai deflussi discontinui; 3. la determinazione dei parametri idrologici degli idro- 1. gli indicatori di base non rilevati o valutati nell’ambito grammi dei deflussi discontinui, rilevanti per i deficit; della pianificazione strategica; 4. la determinazione degli obiettivi (= classi di stato per 2. gli indicatori in diretto rapporto con un deficit dovuto stato obiettivo), dei valori obiettivo dei parametri idro- in modo certo ai deflussi discontinui; logici e del profilo di requisiti idrologici che ne deriva. 3. gli indicatori in diretto rapporto con un deficit non certo/potenziale; 4. gli altri indicatori che sono in diretto rapporto con un deficit non certo e utili eliminare le incertezze (comprensione dei processi).
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Tabella ausiliaria parte I: esempio di analisi dei deficit basata sui dati provenienti dalla pianificazione strategica definitiva per i deflussi discontinui.
Nome del corso d'acqua: Aa Sezione del corso d'acqua: da restituzione CE fino al silo di ghiaia. Km (determinati): da 1,2 fino a 5,4 Morfologia: canalizzata con banchi di ghiaia alternati
Analisi dei deficit sulla base dei dati della pianificazione strategica definitiva e determinazione degli indicatori del modulo «Deflussi discontinui – Misure cfr. cap. 3.2)
Programma di indagini Valutazione degli indicatori relazionata
Riproduzione della fauna ittica Biomassa del macrozoobenthos Modulo CML Macrozoobenthos Zonazione longitudinale del (nuovi indicatori da rilevare o, se presenti,
Luoghi di fregola dei pesci ai (potenziali) deficit.
Modulo CML Pesci Arenamento di pesci Colmatazione interna Temperatura dell'acqua Produttività ittica macrozoobenthos Famiglie EPT Deflusso minimo Il deficit è individuabile? nuovi indicatori da valutare)
Valutazione degli indicatori secondo il modulo «Risanamento deflussi discontinui – Pian. strategica» Quali indicatori di base Altri indicatori per eliminare
P1 P2 P3 P4 P5 B1 B2 B3 B4 H1 D1 Q1 forniscono secondo il
le incertezze (comprensione modulo «Deflussi Le righe sottostanti devono essere colorate secondo lo stato discontinui – Misure»
Incerto? del processo) Deficit potenziali nella sezione del corso d'acqua e la funzione valore con 5 classi (D1 solo con due classi di collegamenti certi con i stato, P2 solo con 3 classi di stato) Sì No deficit individuati? Deficit biotici Struttura di popolazione dei pesci disturbata (strutture di età e dominanza) x ◦ P
Biomassa ittica troppo ridotta x ◦ ◦ ◦ x ◦ ◦ ◦ P Specie ittiche assenti (diversità) x P Densità di avannotti insufficiente x ◦ ◦ x ◦ P P6 Arenamento di pesci oltre la misura critica x ◦ ? P2* Impossibilità di sviluppo dei fregoli ◦ x ◦ ◦ ◦ P P3* Deriva del benthos oltre la misura critica ◦ ◦ ◦ ◦ ? DE1 Biomassa bentonica troppo ridotta ◦ x ◦ ◦ ◦ ◦ P DE1 Riduzione della diversità del benthos ◦ ◦ ◦ x B1* … ev. altro secondo gli esperti Deficit della morfologia e degli habitat Deficit degli habitat per i pesci (luoghi di fregola, rifugi, ambienti
◦ ◦ ◦ ? P6 ripariali, rifugi durante le piene) Deficit degli habitat per il MZB durante la portata invernale e primaverile (fondo dell'alveo, ambienti ripariali)
◦ ◦ ◦ ◦ ? B5
Colmatazione interna ◦ ◦ ◦ ? H1* Colmatazione esterna ◦ ◦ ◦ ? H2 … ev. altro secondo gli esperti Deficit dei sedimenti Substrato e granulometria ridotti (fregola) x ◦ ◦ ◦ P P3* Alveo instabile durante lo sviluppo dei fregoli x ◦ P P3* … ev. altro secondo gli esperti Deficit della qualità dell'acqua Torbidità non rispondente alla stagione o eccessiva ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ? H1* Variazioni di temperatura non rispondenti alla stagione o eccessive ◦ ◦ ◦ x P Q1*
… ev. altro secondo gli esperti Deficit della portata Habitat non sufficientemente sommerso durante la portata minima ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ? B5, P6 giornaliera Assenza della dinamica delle piene (p. es. secondo HydMod) ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ? H1* … ev. altro secondo gli esperti
Legenda delle correlazioni tra indicatori e deficit Legenda sulle classi di stato Programma di indagini x L'indicatore è correlato al deficit con certezza Stato Classi di stato Nuovi indicatori da rilevare o da valutare: ◦ L'indicatore fornisce un indizio su un potenziale deficit molto buono 1 P2*, P3*, P6, B5, Q1*, D2 Queste proposte devono essere verificate da esperti e se motivato buono 2 Altri indicatori (comprensione dei processi): in modo chiaro e comprensibile possono essere adattate mediocre 3 B1*, DE1, H1*, H2 insoddisfacente 4 cattivo 5
Criteri per la determinazione di un deficit Deficit Classe di stato Correlazione indicatore - deficit individuabile? 1o2 Accertata (x) o indizio (◦) No (x) 3, 4 o 5 Indizio (◦) Incerto (?) 3, 4 o 5 Accertata (x) Sì (P)
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2.2 Parte II – Nuova valutazione e analisi
delle cause (cfr. cap. 3.2 e 3.3)
In base alla nuova rilevazione o alla nuova valutazione delle classi di stato degli indicatori conformemente a quanto indicato nel presente modulo «Deflussi discontinui – Misure» si può integrare in modo esaustivo la valutazione dei deficit e stabilire la correlazione tra i deficit del corso d’acqua e le cause. Qui si stabiliscono gli indicatori di base determinanti e si riportano le cause.
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Tabella ausiliaria parte II: esempio di un’analisi dei deficit integrativa basata su nuove rilevazioni e valutazioni e sull’analisi delle cause.
Nome del corso d'acqua: Aa Sezione del corso d'acqua: da restituzione CE fino al silo di ghiaia. Km (determinati): da 1,2 fino a 5,4 Morfologia: canalizzata con banchi di ghiaia alternati Analisi die deficit sulla base delle nuove rilevazioni e valutazioni (cfr. cap. 3.2) Analisi delle cause (cfr. cap. 3.3) C
Idoneità dell'habitat per il macrozoobenthos Zonazione longitudinale del macrozoobentho Il deficit è completamente o parzialmente riconducibile ai
Biomassa e diversità del macrozoobenthos Luoghi di fregola dei pesci Idoneità dell'habitat per i pesci Modulo CML Macrozoobenthos Parametri idrologici Arenamento di pesci Temperatura dell'acqua Popolazioni di avannotti Modulo CML Pesci Colmatazione interna Colmatazione esterna Esiste un deficit?
Indicatore di base determinante Famiglie EPT
deflussi discontinui Deriva D Valutazione degli indicatori secondo il modulo E «Deflussi discontinui – Misure» F
D2 P2* P3* P6 B5 Q1* P4* B1* B3 B4 DE1 P1* B2* H1* H2 G
Cause associate ai deflussi Cause non associate ai Le righe sottostanti devono essere colorate secondo lo stato e la funzione valore con Deficit potenziali nella sezione del corso d'acqua discontinui (parametri idrologici deflussi discontinui 5 classi determinanti) (morfologia, qualità dell'acqua) Sì No Sì No H Deficit biotici J Struttura di popolazione dei pesci disturbata (strutture di età e K dominanza) ◦ ◦ ◦ x P P
Biomassa ittica troppo ridotta ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x ◦ P P L Specie ittiche assenti (diversità) ◦ ◦ ◦ x P x Morfologia: varietà di strutture M Densità di avannotti insufficiente ◦ ◦ ◦ x x ◦ x ◦ P P P6 Portata massima e portata ridotta Morfologia: strutture ripariali Arenamento di pesci oltre la misura critica ◦ x ◦ ◦ ◦ P P P2*Velocità di abbassamento del livello O Portata massima e portata ridotta, Qualità dell'acqua: cantieri, P Impossibilità di sviluppo dei fregoli ◦ x ◦ x ◦ ◦ ◦ P P P3* velocità di innalzamento del livello sgombero neve DE1/ Portata massima, velocità di Morfologia: varietà di strutture N Deriva del benthos oltre la misura critica ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x ◦ ◦ P P D2 innalzamento del livello Biomassa bentonica troppo ridotta DE1/ Portata massima e portata ridotta, Morfologia: varietà di strutture
◦ ◦ x x ◦ ◦ P P Q D2 velocità di innalzamento del livello Riduzione della diversità del benthos Portata massima e portata ridotta Morfologia: varietà di strutture; T DE1/ qualità dell'acqua: drenaggio
x ◦ ◦ ◦ ◦ P P D2 delle strade … ev. altro secondo gli esperti V Deficit della morfologia e degli habitat W Deficit degli habitat per i pesci (luoghi di fregola, rifugi, Portata massima e portata ridotta Morfologia: varietà di strutture
◦ x ◦ ◦ ◦ P P P6 ambienti ripariali, rifugi durante le piene) Deficit degli habitat per il MZB durante la portata invernale e Portata massima e portata ridotta Morfologia: varietà di strutture
x ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ P P B5 primaverile (fondo dell'alveo, ambienti ripariali) Colmatazione interna ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x ◦ x Colmatazione esterna ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x x … ev. altro secondo gli esperti Deficit dei sedimenti Substrato e granulometria ridotti (fregola) Portata massima, velocità di Morfologia: substrato assente o
x ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ P P P3* innalzamento del livello inadeguato Alveo instabile durante lo sviluppo dei fregoli Portata massima, velocità di Morfologia: substrato assente o
x ◦ P P P3* innalzamento del livello inadeguato … ev. altro secondo gli esperti Deficit della qualità dell'acqua Torbidità non rispondente alla stagione o eccessiva ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x Variazioni di temperatura non rispondenti alla stagione o Velocità di innalzamento del livello e eccessive
x ◦ ◦ ◦ P P Q1* velocità di abbassamento del livello … ev. altro secondo gli esperti Deficit della portata
Habitat non sufficientemente sommerso durante la portata Morfologia: erosione del fondo ◦ ◦ x x ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ P P B5, P6 Portata ridotta ridotta Assenza della dinamica delle piene (p. es. secondo HydMod) ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ ◦ x ◦ x … ev. altro secondo gli esperti
Legenda delle correlazioni tra indicatori e deficit Legenda sugli indicatori «misure» Legenda sulle classi di stato x L'indicatore è correlato al deficit con certezza Indicatori di base Stato Classe di stato ◦ L'indicatore fornisce un indizio su un potenziale deficit Indicatori sensibili ai deflussi discontinui molto buono 1 Queste proposte devono essere verificate da esperti e se Indicatori a largo spettro buono 2 motivato in modo chiaro e comprensibile possono essere Indicatori supplementari mediocre 3 adattate X* Indicatori rielaborati insoddisfacente 4 X Nuovi indicatori cattivo 5
Criteri per la determinazione di un deficit Classe di stato Correlazione indicatore - deficit Deficit individuabile? 1o2 Accertata (x) o indizio (◦) No (x) 3, 4 o 5 Indizio (◦) No (x) 3, 4 o 5 Accertata (x) Sì (P) Se secondo la tabella ausiliaria parte 1 è stato accertato (x) un Sì (P) deficit (vale a dire con i precedenti indicatori)
Deflussi discontinui – Misure © UFAM 2017 111
2.3 Parte III – Determinazione degli obiettivi e
del profilo dei requisiti idrologici (cfr. cap. 3.4)
In questa parte si stabiliscono gli obiettivi per i singoli indicatori di base secondo le classi di stato per stato obiettivo e i valori obiettivo dei parametri idrologici che devono essere rispettati per raggiungerlo. Sulla base di tali valori obiettivo e del profilo di requisiti idrologici che ne deriva si possono elaborare le misure per conseguire il futuro idrogramma.
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Tabella ausiliaria parte III: esempio di determinazione degli obiettivi ( = classi di stato per stato obiettivo), dei valori obiettivo dei parametri idrologici e del profilo di requisiti idrologici che ne deriva.
Nome del corso d'acqua: Aa Sezione del corso d'acqua: da restituzione CE fino al silo di ghiaia. Km (determinati): da 1,2 fino a 5,4 Morfologia: canalizzata con banchi di ghiaia alternati
Determinazione degli obiettivi e del profilo di requisiti idrologici (cfr. cap. 3.4) Valori obiettivo dei parametri idrologici Periodo determinante per stabilire le differenze Velocità di innalzamento Velocità di Portata ridotta Portata massima stagionali (mese) del livello abbassamento del livello
Velocità di Velocità di Settore di Indicatore Stato attuale Stato auspicato Specie predominante, Portata Deficit principali Portata ridotta Quantile Quantile innalzamento Quantile abbassamento Quantile Gen. Feb. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Set. Ott. Nov. Dic. deflusso Osservazioni di base (classe di stato) (classe di stato) stadio di sviluppo massima del livello del livello determinante
3 Valido con la luce
P2* Arenamento 3 (mediocre) 2 (buono) Trota fario, larva ≤ 0,2 cm/min 95% da 12 a 4 m /s del giorno P2* Arenamento 3 (mediocre) 2 (buono) Trota fario, giovane < 3 cm/min 95% da 12 a 4 m /s
Prosciugamento 3 3 3 Granulometria P3* 5 2 (buono) Trota fario ≥ 4 m /s 95% ≤ 15 m /s 95% ≤ 1,5 cm/min 95% da 4 a 10 m /s Stabilità 2-8 cm Densità di avannotti 3 3 Sensibile aprile e P6 4 (insoddisfacente) 2 (buono) Trota fario, giovane ≥ 6.5 m /s 60% ≤ 20 m /s 60% Deficit dell'habitat maggio
3 3 P6 Deficit dell'habitat 4 (insoddisfacente) 2 (buono) Trota fario, adulto ≥ 5 m /s 60% ≤ 30 m /s 60%
Deficit dell'habitat in 3 3 B5 4 (insoddisfacente) 2 (buono) Taxon 1 ≥ 5 m /s 60% ≤ 18 m /s 60% inverno Deficit dell'habitat in B5 5 (cattivo) 2 (buono) Taxon 2 ≥ 6 m3/s 60% ≤ 22 m3/s 60% primavera Deriva del benthos 3 3 Secondo DE1, DE1/D2 Biomassa del 3 (mediocre) 2 (buono) Diversi gruppi ≤ 25 m /s 60% ≤ 1 cm/min 60% da 4 a 10 m /s riduzione generale benthos
Deriva del benthos Secondo DE1, DE1/D2 Biomassa del 3 (mediocre) 2 (buono) Diversi gruppi ≤ 35 m 3/s 95% ≤ 2 cm/min 95% da 4 a 10 m3/s prevenzione deriva benthos catastrofica
Variazione di Q1* temperatura in 5 (cattivo) 3 (mediocre) - ≤ 1 m3/s/min 90% 3 ≤ 1 m /s/min 90% 3 Thermopeaking estate da 16 a 6 m /s
3 3 4 m /s 60% 22 m /s 60% 1,5 cm/min 60% Parametri idrologici stato attuale 3 3 0,35 cm/min 95% 3 m /s 95% 36 m /s 95% 2,5 cm/min 95%
Profilo di requisiti 1 3 ≤ 15 m3/s 95% ≥ 4 m /s 95% ≤ 1,5 cm/min 95%
3 ≤ 1 cm/min 60% ≤ 20 m /s 60% < 3 cm/min 95% Profilo di requisiti idrologici per il Profilo di requisiti 2 ≥ 6,5 m3/s 60% 3 ≤ 2 cm/min 95% 3 futuro idrogramma ≤ 1 m /s/min 90%
Profilo di requisiti 3 ≤ 0,2 cm/min 95%
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Allegato E – Possibili misure, gestione delle misure e determinazione degli idrogrammi
1 Possibili misure Misure edili per impedire o attenuare la piena artificiale:
L’impatto dei deflussi discontinui sull’ecologia di un corso che mirano a prevenire la restituzione della la piena ard’acqua può essere sostanzialmente ridotto con l’adozio- tificiale, a restituirla in maniera dosata o in un punto dine di misure edili o di esercizio. Le misure mirano in primo verso dello stesso corso d’acqua o di un altro. Queste luogo a prevenire che l’acqua turbinata venga restituita a misure edili determinano un cambiamento diretto degli un corso d’acqua o, se del caso, a far sì che venga restitu- idrogrammi nel tratto con deflussi discontinui. Widmann ita in modo dosato. In secondo luogo, devono ridurre l’im- (2008) illustra uno schema con diversi tipi di disposizione patto dei deflussi discontinui sul corso d’acqua attuando e gestione dei bacini intermedi nell’ambito di un’attenuaeventualmente degli interventi morfologici puntuali. zione dell’ondata di piena artificiale ottenuta con un volume di ritenuta, evidenziando in particolare la possibilità Le prescrizioni giuridiche (art. 39a cpv. 1 LPAc) prevedo- di allestire ad alta e bassa quota bacini intermedi con no principalmente l’adozione di misure edili. Ciò consente pompe se lo spazio disponibile è limitato; di ridurre al minimo le ripercussioni sulla flessibilità della produzione di energia elettrica. Le misure di esercizio Misure integrative: possono essere disposte dalle autorità soltanto su richiesta del detentore della centrale idroelettrica. Tuttavia, in che con adeguamenti morfologici locali, su piccola scala, determinati casi, una combinazione fra misure edili e di sono in grado di ridurre nel corso d’acqua stesso («instreesercizio può risultare opportuna, proporzionata e age- am») l’impatto ecologico dei deflussi discontinui senza volare il raggiungimento degli obiettivi. Si raccomanda tuttavia modificare su larga scala la morfologia del corpo pertanto di tenerne conto nel progetto di risanamento. idrico. Queste misure edili morfologiche non determinano un cambiamento diretto degli idrogrammi a partire dalla Per le misure edili e d’esercizio considerate necessarie centrale. Esempi in tal senso sono le nicchie/insenature per il risanamento degli impianti esistenti, i titolari delle per i pesci (Ribi et al. 2011), le installazioni strutturali, i centrali idroelettriche, sono indennizzati dalla società na- pennelli, le misure «Instream River Training» e i grandi
zionale di rete (Swissgrid). I dettagli sono regolamentati massi (Werdenberg et al. 2012, Schneider & Speerli 2014) nel modulo «Finanziamento» (UFAM 2016). che servono a creare dei settori strutturati nel corso d’acqua con velocità e profondità di deflusso basse durante le ondate di piena artificiale. Strutture favorevoli alla cre-
1.1 Misure edili azione di habitat adeguati per gli avannotti (soprattutto
in presenza di deflussi discontinui) possono essere: (i) i Tipo di misure edili bracci laterali sempre connessi/permanentemente bagnati Vari autori hanno già elaborato diversi elenchi di possibili caratterizzati da condizioni idrauliche stabili e con un’enmisure edili (p. es. Baumann et. al. 2012, Bruder 2012, trata e uscita strette, (ii) le baie tranquille sempre con- Bruder et al. 2012). La tabella E1 riassume le varie misure nesse/permanentemente bagnate con un alveo che dalla presentate. sponda scende declive senza interruzione, (iii) le sponde
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relativamente ripide, che presentano una maggiore etero- delle misure morfologiche sopra menzionate, la cui dinamigeneità con le strutture di protezione. Inoltre, la posizione ca propria di sviluppo è da preferire alle strutture artificiali. di queste strutture nel corso d’acqua, in associazione con È anche importante accertarsi che in caso di abbassala loro morfologia, è determinante e quando possibile bi- mento del livello dell’acqua queste misure non producano sogna optare per un’attuazione su larga scala di queste un effetto trappola, soprattutto per gli avannotti; misure (p. es. grandi habitat nelle baie). Complessivamente la dinamica delle piene e il generale bilancio dei sedimenti Gli adeguamenti morfologici su larga scala secondo la piasono determinanti per la pianificazione e la sostenibilità nificazione strategica «Revitalisierung Fliessgewässer»
Elenco non esaustivo di misure edili. Misure di questo tipo consentono di realizzare diversi approcci. L’elenco non deve limitare la creatività nell’elaborazione delle misure. Si richiama inoltre l’attenzione su altri potenziali pregiudizi e conflitti ecologici.
Prolungamento tratto con deflusso residuale Centrale di derivazione della portata
Rivitalizzazione, progetto combinato Variazione del livello curva di rigurgito Accumulazione per pompaggio Protezione contro le piene Ostacolo per la migrazione Fiume di fondovalle (S/S forte) Fiume di fondovalle (S/S forte) Affluente valle principale Corso d’acqua valle tributaria di piena, livello CE (centrale, impianto) Svago di prossimità Spurgo sedimenti Ecologia ricevente**** Trasporto sedimenti Irrigazione … ev. altro … ev. altro
Idoneità Misure edili Potenziale utilità aggiuntiva Potenziali pregiudizi ecologici geografica Bacini di ritenuta ! ✕ ✕ Orientamento Caverne di ritenuta ! ✕ ✕ all’idrogramma Bacini multifunzione* ! ! ! ! ✕ ✕ specifico per il Scarico nel lago** ! ! ! ✕ ✕ corso d’acqua Scarico in un corso d’acqua più grande** ! ! ! ✕ ✕
Corso d’acqua parallelo con Orientamento alla dotazione permanente
riduzione dell’impatto Misure IRT*** Massi, strutture, substrato ✕
sulle acque Nicchie per i pesci … ev. altro * P. es. le centrali ad acqua Possibile ! Da considerare come Possibile fluente impiegate per l’attenua- condizione quadro Da verificare Da verificare zione dell’ondata di piena **** L’ecologia del corso artificiale ✕ Inadeguato d’acqua o dell’acqua (cfr. concetto SINERGIA in stagnante in cui viene Heller & Schleiss 2008) scaricata l’ondata di piena ** In una galleria o canale artificiale *** Instream River Training (Werdenberg et al. 2012)
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(Göggel 2012) non sono misure di risanamento dei deflus- 1.2 Misure di esercizio si discontinui, ma possono eventualmente confluire nella determinazione dei valori obiettivo dei parametri idrolo- Dal punto di vista dell’ecologia del corso d’acqua, le gici dei deflussi discontinui come stato morfologico pre- misure di esercizio possono conseguire lo stesso effetvisto. Va inoltre tenuto presente, che nel caso di un ade- to delle misure edili finalizzate all’immissione attenuata guamento morfologico del corso d’acqua su larga scala, dei volumi d’acqua turbinata. Possibili misure d’esercizio potrebbe verificarsi un’attenuazione dell’idrogramma sono: (i) l’aumento della portata minima giornaliera, (ii) dovuta alla laminazione dinamica che si intensifica lun- l’abbassamento della piena artificiale, (iii) il rallentamengo il tratto del corso d’acqua (Stranner 1996, Meile et to della velocità di variazione del livello, (iv) la riduzione al. 2008; cfr. allegato F). L’effetto di attenuazione delle del numero di ondate di piena artificiali, (v) il rilascio conmisure morfologiche sull’idrogramma, dovuto alla lami- trollato (innalzamento del deflusso a un certo livello per nazione dinamica, si limita tuttavia principalmente alla un certo lasso di tempo) e (vi) il turbinamento anticiclico velocità di variazione del deflusso e del livello nonché degli impianti idroelettrici disposti in successione. a brevi episodi di piena artificiale con un volume ridotto (Hauer et al. 2013). Condizioni quadro tecniche per le misure di esercizio Come condizione quadro per le misure di esercizio sono de- Combinazione delle misure di attenuazione delle terminanti le componenti tecniche della centrale. Le misure ondate di piena artificiali con le misure morfologiche di esercizio possono essere prese in considerazione quando A seconda della situazione può essere opportuno combi- le componenti elettromeccaniche della centrale consentono nare tra loro le misure edili di natura morfologica con le un avvio/spegnimento lento o graduale delle turbine e/o un
misure edili finalizzate alla restituzione mirata dell’acqua aumento della portata minima giornaliera o un abbassaturbinata. Ciò è mostrato in modo chiaro e quantitativo mento della piena artificiale. Ciò dipende dal tipo, dal numedagli studi dettagliati condotti nel Reno alpino (ezb et al. ro e dalla portata di progetto delle turbine installate. 2012). Diversi altri studi indicano la necessità di combinare la rivitalizzazione morfologica con i miglioramenti Se tali condizioni quadro non dovessero sussistere, si podel regime di deflusso (AquaPlus 2013, Baumann et al. trebbe dapprima adempiere al presupposto per attuare le 2012, Schweizer et al. 2013 (1) – (4)). misure di esercizio e realizzare le opportune misure tecniche, come per esempio l’installazione di una turbina di Prevenzione della formazione di nuovi pregiudizi dotazione o il rinnovo di singole componenti della centrale. Nell’ambito dello sviluppo delle misure edili occorre considerare che queste non devono provocare o aggiungere Misure di esercizio possibili e utili in casi specifici un nuovo pregiudizio sensibile, per esempio secondo la Le misure di esercizio possono risultare utili in casi spetabella E1 (ripercussioni sull’ecologia dei laghi nel settore cifici, per esempio: (i) per un impianto idroelettrico con dell’immissione, nuovi ostacoli alla migrazione dei pesci, un basso coefficiente energetico (kWh/m3), (ii) a seconda disturbo del trasporto del materiale solido di fondo, pro- del parco di impianti e della produzione (carico di base, lungamento del tratto con deflusso residuale ecc.). Di tali carico di picco, prestazione di servizio relativa al sistema) pregiudizi come pure dei potenziali conflitti e pregiudizi del detentore della centrale, (iii) a seconda della collabodegli ambienti e paesaggi meritevoli di protezione (p. es. razione dei vari titolari di centrale, (iv) in caso di evidente regioni IFP, zone golenali e palustri) si deve tenere conto insufficienza di spazio per le misure edili. nell’ambito della scelta della misura più appropriata (cap. 4.3). Occorre inoltre tener conto anche delle eventuali ripercussioni sulla protezione contro le piene e sul traspor- 2 Gestione delle misure to del materiale solido di fondo. La gestione delle misure (p. es. organo di scarico di un bacino di laminazione) mira direttamente a modificare gli idrogrammi nel tratto con deflussi discontinui.
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Principi per la gestione delle misure Per il riempimento del volume i parametri di gestione indi- La gestione delle misure tiene conto dei quattro principi cati sono in linea di massima l’innalzamento del deflusso, seguenti: la piena artificiale ma anche l’abbassamento del deflusso (fig. E1, sinistra). Per lo svuotamento del volume i parametri 1. è orientata ai deficit e alle cause associate ai deflussi di gestione indicati sono l’abbassamento del deflusso, la discontinui e mira a una modifica dei parametri idro- portata minima giornaliera ma anche l’innalzamento del logici riferiti all’idrogramma dei deflussi discontinui; deflusso (fig. E1, destra). 2. è specifica per il corso d’acqua, vale a dire che non segue rapporti fissi di piena artificiale e portata mini- Per la gestione sono di particolare interesse le fasi di inma giornaliera, ma si orienta al raggiungimento degli nalzamento e di abbassamento del deflusso poiché posobiettivi e dei valori obiettivo dei parametri idrologici sono essere impiegate sia per il riempimento che per lo specifici per il corso d’acqua interessato (cap. 3.4 e svuotamento del volume. Tenendo conto della limitazione allegato D); dei livelli minimi e massimi dell’acqua nell’invaso e dell’e- 3. è orientata alle esigenze ecologiche degli indicatori quazione di continuità si possono combinare e ottimizzabiotici nel corso dell’anno (gestione stagionale a se- re gli approcci di gestione secondo la figura E1. conda della specie predominante e dello stadio di sviluppo) e mira a gestire le misure, se necessario, in ma- Rilascio controllato niera differenziata a seconda delle stagioni dell’anno; Lo svuotamento di un volume può anche svolgersi me- 4. è svolta in maniera tale che l’idrogramma si avvicini diante un rilascio controllato (fig. E1, destra). Il rilascio quanto più possibile al profilo dei requisiti idrologici controllato è un caso speciale di svuotamento effettuato secondo l’allegato D. durante la fase di innalzamento del deflusso. Il rilascio controllato è utile per dare al macrozoobenthos e ai pe- Gestione dei volumi di accumulo sci la possibilità di rifugiarsi nel substrato di zone al Le opzioni di gestione dei volumi di accumulo, per esem- riparo dalla corrente o in strutture del corso d’acqua pio di un bacino, sono variegate: ciò consente modalità nonché di ridurre lo stress idraulico a cui è soggetto
di gestione specifiche caso per caso, ma ne aumenta al il fondo dell’alveo durante l’innalzamento del livello contempo il grado di complessità. dell’acqua. Il volume del rilascio controllato è di regola
Opzioni per il riempimento e lo svuotamento di un volume di accumulo.
Opzioni di riempimento del volume di accumulo Opzioni di svuotamento del volume di accumulo
Deflusso Deflusso
0 6 12 18 24 0 6 12 18 24 Tempo[h] Tempo[h]
Riduzione portata massima Aumento portata ridotta Riduzione velocità di innalzamento livello Riduzione velocità di innalzamento livello Riduzione velocità di abbassamento livello Riduzione velocità di abbassamento livello Rilascio controllato
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dimensionato sulla base degli studi di deriva (indicatore • i processi rilevanti (condizioni di fregola, messa a secco DE1 allegato C). e stabilità dei fregolatoi, deriva e arenamento del macrozoobenthos e dei pesci); Considerazione della morfologia • i deflussi predominanti dal bacino imbrifero (immissione); La gestione delle misure tiene conto della morfologia del- • la destinazione dei volumi di accumulo ad altri scopi le sezioni del corso d’acqua considerate poiché i valori (p. es. irrigazione, accumulazione per pompaggio ecc.). obiettivo dei parametri idrologici sono stabiliti in modo specifico per tale corso d’acqua. Possono inoltre essere La tabella E2 mostra alcuni importanti processi che prese in considerazione le seguenti peculiarità: pregiudicano l’ecologia di un corso d’acqua durante le varie stagioni dell’anno. Il periodo determinante dipende
i valori soglia riferiti al rapporto profondità di deflusso – dalla specie predominante osservata e dai suoi stadi di ampiezza bagnata o superficie della sezione rappre- sviluppo come pure dal corso d’acqua (tab. E3). La desentativa del corso d’acqua (Schweizer et al. 2013 terminazione di un profilo dei requisiti idrologici secondo (1) – (4), Hauer et al. 2014); l’allegato D (tabella ausiliaria parte 3) serve a ottimizzare
i valori soglia finalizzati a prevenire la separazione di la gestione delle misure. preziosi habitat, affluenti, bracci laterali ecc.
Esempio: la gestione del volume di un bacino di lami- Esempio: il volume di un bacino di laminazione può nazione varia su base stagionale. Mentre in autunno essere stabilito in funzione dell’abbassamento del e inverno serve a garantire al meglio la presenza di deflusso, che a seconda della geometria del corso condizioni di fregola accettabili prevenendo la messa d’acqua è determinante per l’arenamento. a secco dei fregoli e la stabilità dei fregolatoi, in primavera ed estate riduce al minimo la deriva e l’arenamento del macrozoobenthos e degli avannotti. Ottimizzazione stagionale A seconda dei deficit e delle cause osservate come pure dei valori obiettivo fissati, la gestione delle misure deve essere ottimizzata in base alla stagione. Per l’ottimizzazione si possono, per esempio, considerare i seguenti aspetti:
Esempi di importanti processi che pregiudicano l’ecologia di un corso d’acqua durante le varie stagioni dell’anno. MZB Makrozoobenthos.
Portata minima Innalzamento Piena Abbassamento Stagione Processo rilevante giornaliera del livello artificiale del livello
Primavera Arenamento e deriva di avannotti e MZB (X)* X X X Estate Deriva di avannotti e MZB; (arenamento)** (X)* X X (X) Autunno Condizioni di fregola X X Inverno Deriva di MZB; stabilità dei aree di fregola X X X
* Il deflusso minimo contribuisce a determinare l’entità della zona intertidale. ** Il rischio di arenamento in estate è minore, poiché gli avannotti sono dotati di una maggiore capacità di nuoto.
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3 Determinazione degli idrogrammi Fig. E2
rappresentativi Caratterizzazione degli idrogrammi dei deflussi discontinui mediante i parametri idrologici Importanza dell’utilizzo degli idrogrammi nell’elabora- (da Bruder et. al. 2012). a: piena artificiale, b: portata minima zione delle misure giornaliera, c: velocità di innalzamento del deflusso o del livello, Nell’ambito dell’elaborazione delle misure la scelta e l’im- d: velocità di abbassamento del deflusso o del livello, e: numero piego di idrogrammi rappresentativi è importante per vari di episodi di ondate di piena artificiali. aspetti: Lu Ma Me Gi Ve Sa Do Lu Ma Me Gi Ve Sa Do 30 a
Deflusso(m 3/s)
per l’analisi dei deficit e l’analisi delle cause (cap. 3.2 e c d 3.3). In tale contesto sono determinanti gli idrogrammi del corso d’acqua associati ai deficit osservati; 0 b e
per la determinazione degli obiettivi (cap. 3.4), vale a dire per la determinazione dei valori obiettivo dei parametri idrologici degli idrogrammi come pure per la definizione del profilo dei requisiti idrologici; I dettagli sui parametri idrologici sono illustrati con l’in-
per il controllo dell’efficacia ecologico delle misure nel dicatore D2 dell’allegato C. Per evidenziare le differenze corso d’acqua (p. es. differenti volumi di accumulo dei che caratterizzano i deflussi discontinui su un arco tembacini di laminazione); porale prestabilito, si possono descrivere i singoli para-
per l’utilizzo dei kit test (indicatore P3* allegato C). Per metri in base alla distribuzione della frequenza e della le attività svolte con i kit test sono determinanti gli idro- frequenza cumulata dei valori giornalieri massimi (piena grammi predominanti del corso d’acqua interessato; artificiale, velocità di innalzamento del livello) e dei valori
per determinare e vagliare eventuali cambiamenti rela- giornalieri minimi (portata minima giornaliera, velocità di tivi all’esercizio, al mercato e al clima. abbassamento del livello) (fig. E3).
Caratterizzazione degli idrogrammi L’idrogramma dei deflussi discontinui può essere descritto mediante i parametri idrologici (fig. E2). Questi sono:
a) la piena artificiale (= valore massimo giornaliero del deflusso); b) la portata minima giornaliera (= valore minimo giornaliero del deflusso); c) la velocità di innalzamento del deflusso, convertita tramite il rapporto livello-deflusso nella velocità di innalzamento del livello; d) la velocità di abbassamento del deflusso, convertita tramite il rapporto livello-deflusso nella velocità di abbassamento del livello; e) eventualmente il numero di episodi di ondate di piena artificiali.
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Fig. E3 Valutazione degli indicatori sulla base degli idrogrammi Frequenza cumulata, rappresentata in relazione a un esempio di Sulla base della frequenza cumulata (quantile) si possono piena artificiale Qmax. costruire degli idrogrammi rappresentativi sia per lo stato attuale che per lo stato attuale con le misure, così come p(Qmax) è stato fatto per esempio nell’ambito della pianificazioquantile al 100 % 100 % ne del bacino di laminazione delle centrali elettriche di quantile al 95% Oberhasli (KWO) (Schweizer et al. 2013 (1) – (4)). Gli idrogrammi con e senza misure servono per: 80 %
determinare le classi di stato dell’indicatore D2 «pa- 60 % rametri idrologici»; quantile al 60 %
determinare le classi di stato degli indicatori sensibili ai deflussi discontinui e prevedibili (indicatori di base);
Q base + Q concessione 40 % • eventualmente, valutare qualitativamente gli altri indicatori mediante le considerazioni degli esperti, i nessi 20 % esistenti ecc.
0% Periodi determinanti Qmax [m3/s] I corsi d’acqua della Svizzera influenzati dai deflussi di- Legenda Stato attuale (senza misura) scontinui sono di regola quelli caratterizzati da zone a Stato di riferimento (idrologia naturale) trota, anche se i grandi fiumi di fondovalle presentano Misura a volte pendenze solo dell’1 fino al 2 per mille. Generalmente per la valutazione degli indicatori risulta sostanzialmente rilevante l’idrogramma in inverno, poiché è in La rappresentazione grafica della figura E3 può esse- questo periodo che si evidenziano le maggiori deviazioni re impiegata anche per descrivere lo stato attuale e uno dei deflussi e dei livelli rispetto allo stato naturale. Tutstato di riferimento per l’idrologia e per confrontare l’ef- tavia va deciso caso per caso, in base ai deficit rilevati e ficacia dal punto di vista ecologico delle misure in riferi- al tipo di corso d’acqua interessato, se occorra o meno mento ai parametri idrologici. Tali informazioni possono prendere in esame altri periodi dell’anno. Ciò riguarda inoltre essere così completate: in particolare i periodi caratterizzati dai maggiori deficit in riferimento alle esigenze della specie predominante.
per la frequenza cumulata della portata minima giorna- Proprio per i deficit che riguardano gli avannotti e il maliera: la portata Q347 dello stato di riferimento descrive il crozoobenthos come pure per gli aspetti influenzati dalla deflusso minimo in condizioni idrologiche naturali for- temperatura (cfr. indicatore Q1* allegato C) sono impornendo così indicazioni sulla portata minima giornaliera; tanti anche i mesi estivi.
per la frequenza cumulata della velocità di abbassamento del livello: i valori soglia dell’indicatore P2* Le esigenze dei pesci, riguardano da un lato la fregola, «arenamento di pesci» forniscono indicazioni per una lo sviluppo dei fregoli e l’arenamento e, dall’altro, anche prima valutazione della velocità di abbassamento del l’offerta di habitat nei diversi stadi di sviluppo. Come valivello; lori di riferimento, la cui validità dovrà essere obbligato-
per la frequenza cumulata della piena artificiale: il con- riamente verificata per ogni corso d’acqua interessato, fronto dei valori osservati con la piena artificiale mas- vengono proposti, sulla base degli stadi di sviluppo dei
sima teoricamente possibile (Qbase + Qconcessione), vale a pesci, i periodi riportati di seguito (tab. E3). dire tenendo conto della portata di progetto concessionata, fornisce indicazioni sull’attuale situazione del mercato rispetto alla concessione.
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Valori di riferimento in relazione alle stagioni considerate per le specie ittiche predominanti. Le indicazioni riferite ai mesi vanno intese come valori di riferimento e verificate per ogni corso d’acqua indagato.
Deficit riscontrati per Fregola Sviluppo dei fregoli* Arenamento (stadi larvali fino 0 +) Corsi d’acqua alpini Trote: ott. – dic. Trote: fino a circa mar. – mag. Da circa mar. – mag. fino a set./ott. Corsi d’acqua prealpini Trote: nov./dic. Trote: fino a circa mar./apr. Da circa mar./apr. fino a set./ott.
Trote: nov. – gen. Trote: fino a circa feb./mar. Corsi d’acqua dell’Alti- Indipendentemente dalla specie ittica, Temoli: marzo Temoli: fino a circa maggio piano dalla schiusa fino a set./ott. Barbi: apr./mag. Barbi: 15 giorni dalla fregola
Trote: dic./gen. Trote: fino a mar./apr. Indipendentemente dalla specie ittica, Corsi d’acqua del Giura Temoli: marzo Temoli: fino a circa maggio dalla schiusa fino a set./ott. Barbi: aprile/maggio Barbi: 15 giorni dalla fregola
* Lo sviluppo dei fregoli (come valore medio) per le trote fario e di lago dura 450, per i temoli 200 e per i barbi circa 130 – 160 gradi giorno.
Considerazione degli idrogrammi in rapporto all’eserci- Considerazione delle prestazioni di servizio relative al zio, al mercato e al clima sistema (PSRS) Lo scopo di considerare negli idrogrammi l’esercizio, il Molte delle grandi centrali ad accumulazione, negli ultimercato e il clima è di far confluire nel dimensionamento mi anni, hanno adattato la loro produzione al fabbisogno delle misure gli sviluppi futuri secondo lo stato attuale delle prestazioni di servizio relative al sistema (PSRS). delle conoscenze. Esistono inoltre casi di impianti idroelettrici che pur essendo dotati di un bacino di raccolta vengono attualmen- Una previsione a medio termine delle variazioni dell’eser- te gestiti quasi come delle centrali ad acqua fluente. In tal cizio, del mercato e del clima, nel contesto attuale, è pra- modo la produzione è più uniforme e la portata di progetto ticamente impossibile. In base a queste considerazioni, concessionata non è utilizzata o solo raramente. Previrisulta opportuno utilizzare come base per l’elaborazione sioni su quella che sarà la durata e il tipo di evoluzione delle misure gli idrogrammi degli ultimi cinque o dieci anni di questo mercato PSRS non sono al momento possibili. (secondo l’art. 41f cpv. 2 OPAc). Tuttavia questo non deve Esiste il rischio che adottando questo regime di esercizio impedire al detentore della centrale di esaminare in modo le misure vengano sottodimensionate. Occorre pertanto critico l’esercizio, il mercato e il clima, e di utilizzare a prendere in considerazione anche un idrogramma raptitolo di confronto soprattutto gli idrogrammi che consi- presentativo orientato all’esercizio futuro. D’altro canto derano la portata di progetto concessionata. esiste però il rischio di un sovradimensionamento se la misura di risanamento è valutata sulla base di un pregiu- I principi proposti sono i seguenti: dizio futuro, la cui realizzazione non è ancora certa. Le modalità di gestione di tale rischio devono essere chiarite
il detentore mostra come si sono presentati gli idro- caso per caso. grammi degli ultimi cinque o dieci anni;
il detentore propone gli idrogrammi a partire dalla centrale da utilizzare come base per l’elaborazione delle misure;
il detentore illustra le eventuali differenze e le argomenta qualora gli idrogrammi osservati e quelli proposti si discostino tra loro in misura significativa.
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Allegato F – Modellizzazione degli habitat 1 Necessità di una modellizzazione B5 e P6 allegato C). In questa fase della modellizzazione, le idoneità di habitat sono calcolate sotto forma di un Per la scelta delle misure più appropriate per i deflussi indice di idoneità (SI = Suitability Index) compreso tra 0 discontinui, gli approcci basati esclusivamente su pa- (= inadeguato) e 1 (= ottimale). Per l’impiego nell’ambito rametri idrologici sono in genere insufficienti. Di regola, delle indagini sui deflussi discontinui si raccomanda di occorre eseguire una previsione dello stato ecologico del individuare, per esempio, degli habitat stabili o durevocorso d’acqua dopo l’attuazione delle misure, basata su li (persistent habitats), che mantengano anche durante modelli di habitat, dati appropriati e sulla valutazione dei gli episodi di ondate di piena artificiali un certo grado di processi dinamici. idoneità minima, superiore a un valore limite da stabilire (SI > SIlim con SIlim p. es. 0,5; cfr. fig. F1 e Hauer et al. I modelli idraulici 2D, per esempio, consentono di calco- 2014). lare per ogni cella del modello che raffigura il corso d’acqua, la profondità e la velocità del deflusso come pure la stabilità dei substrati per le diverse morfologie e i diversi deflussi. I risultati ottenuti basati esclusivamente su dati idrologici, morfologici e idraulici, in una fase successiva possono essere messi in relazione alle esigenze biotiche dei pesci e del macrozoobenthos (p. es. con le curve di preferenza, conoscenze degli esperti ecc.; cfr. indicatore
Determinazione schematica delle condizioni di habitat stazionarie (a) e dinamiche (b) per portate Q max e Qmin in un tratto da analizzare fittizio (da Bieri et al. 2013). SI: Suitability Index; H: profondità del deflusso.
a) Condizioni stazionarie b) Condizioni dinamiche
Qmin Qmin C ondizio ni Qmax
Qmax Qmax Condizioni Q min
Profondità sufficiente dell’acqua H > H lim Habitat stabile SI(Q min) e SI(Q max) > SI lim Habitat ecologicamente pregiato SI > SI lim Habitat instabile SI(Q min) o SI(Q max) > SI lim Habitat si prosciuga SI(Q max) > SI lim ; H(Q min) > H lim
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2 Scelta del modello e requisiti delle basi dei calcolo. Non sono pertanto consigliati per le modellizmodelli zazioni di deflussi discontinui che interessano superfici estese. Sono però importanti per la descrizione di processi in scala ridotta, molto localizzati, come per
2.1 Scelta del modello esempio l’andamento della corrente nelle conche e in
prossimità delle teste dei pennelli, dove il confronto tra
2.1.1 Modello idraulico le componenti verticali della velocità della corrente ri-
La scelta del modello dipende in particolare dai seguenti spetto a quelle orizzontali ha una grande importanza. tre parametri: A seconda del software di modellizzazione impiegato si 1. la morfologia (canalizzata, strutturata, ramificata); possono combinare tra loro anche diversi modelli dimen- 2. la scala dei processi (grado di dettaglio che deve es- sionali. Quando si impiegano modelli diversi è importante sere raffigurato); tener conto della risoluzione e della rete dei modelli come 3. l’importanza delle componenti verticali della velocità pure della loro confrontabilità. della corrente; 4. i fenomeni da modellizzare: processi variabili (innal- Dimensione temporale: stazionario contro non staziozamento/abbassamento della piena artificiale) o stato nario puntuale (picco di piena e di portata minima giornaliera). I modelli stazionari richiedono meno tempo in termini di calcolo rispetto ai modelli non stazionari, tuttavia non I modelli idraulici si differenziano tra loro soprattutto per tengono conto delle variazioni temporali. L’impiego di le dimensioni spaziali (1, 2, 3 dimensioni) e temporali (sta- modelli non stazionari è raccomandato per problemazionario = indipendente dal tempo; non stazionario = di- tiche inerenti alla laminazione dinamica (attenuazione, pendente dal tempo). eventualmente intensificazione dell’ondata di piena artificiale), alla sovrapposizione temporale e spaziale delle Indicazioni generali sui modelli numerici, idraulici e il loro ondate di piena artificiali provenienti da diverse centrali impiego si trovano in Rousselot et al. 2012. o all’inizio di movimento del substrato tenendo conto del coefficiente di attrito. Modelli di questo tipo sono stati ad Numero delle dimensioni spaziali esempio impiegati nell’ambito delle pianificazioni strate- La scelta del numero delle dimensioni spaziali per la mo- giche cantonali per la Linth, il Rodano e la Sarina. dellizzazione dipende soprattutto dalla complessità della morfologia. Quanto più questa è complessa tanto più importante è una modellizzazione multidimensionale: 2.2 Modellizzazioni degli habitat
i modelli idraulici monodimensionali sono sufficienti per I risultati delle modellizzazioni idrauliche servono come le acque con una morfologia da monotona a legger- base per le modellizzazioni degli habitat. I modelli si dimente strutturata (canale ecc.) nonché per i processi stinguono in tipo univariato e multivariato: su grande scala come il trasporto di materiale solido di fondo, le superfici bagnate in geometrie semplici ecc.; • univariato: osservazione della preferenza di habitat in
i modelli idraulici bidimensionali sono in genere consi- relazione a un parametro e successiva intersezione. gliabili per le acque con una morfologia da mediamente a Per esempio determinazione dell’idoneità dell’habifortemente strutturata/ramificata (banchi alternati, nu- tat mediante le singole curve di preferenza e calcolo merosi bracci ecc.) nonché per i processi in scala ridot- dell’idoneità complessiva con approccio basato sul ta, le profondità di deflusso locali, le velocità di deflusso, prodotto; le superfici bagnate in geometrie più complesse;
i modelli idraulici tridimensionali sono molto complessi da preparare e relativamente impegnativi in termini di
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• multivariato: osservazione della preferenza dell’habi- Tab. F1 tat in relazione a più parametri. Per esempio approcci Dati di base per i modelli idraulici. basati su regole (tra cui la logica fuzzy) o regressione multivariata. Inoltre si prende in considerazione l’inte- Impiego Basi 1-D 2-D Modello digitale di elevazione (DEM) X razione dei parametri. Dati della scansione laser – risoluzione X Topografia ≤ 0,5 – 1 m La scelta del modello è operata dagli esperti sulla base Misurazione dell’alveo fluviale X X dei dati disponibili e dei requisiti del caso analizzato. Misurazione del profilo trasversale X
Coefficiente di Cartografia dei substrati X X Di regola, il risultato di una modellizzazione dell’habitat rugosità Distribuzione granulometrica X X consiste in un’idoneità di habitat compresa tra 0 e 1, cal- Linee di battigia (codifica temporale) X X colata per le diverse situazioni di deflusso. Un’interpretazione può essere fatta osservando la variazione e lo Ortofoto/foto aeree (con indicazione X X Calibrazione temporale) spostamento degli habitat in funzione del tempo. Velocità di deflusso, profondità dell’acqua, superfici dell’acqua da X Per le analisi dei deflussi discontinui sono di particolare misurazioni importanza l’arenamento dei pesci e la deriva, come pure il pregiudizio delle aree di fregola. Con i modelli di habitat più recenti e ancora più sviluppati si possono analizzare Rilevazione della distribuzione granulometrica direttamente questi fenomeni e calcolarne i rischi (come La rilevazione della distribuzione granulometrica del per l’idoneità dell’habitat). In tale contesto sono presi in substrato è importante per la determinazione dei coefesame i requisiti e le tolleranze delle grandezze che va- ficienti di rugosità e per la valutazione dell’impiego dei riano in funzione del tempo, come per esempio le velocità modelli. La rilevazione può essere, ad esempio, eseguita di variazione dei livelli dell’acqua e delle portate ridot- con l’analisi del numero di linee (Fehr 1987) o mediante il te, le velocità di trascinamento massime e le velocità di software Basegrain (www.basement.ethz.ch/download/ deflusso nelle zone d’acqua a bassa profondità (Schnei tools/basegrain.html). L’impiego dei modelli 2D è in parder & Noack 2009, ezb et al. 2012a). ticolar modo indicato per una granulometria fino a d90 del substrato di 0,2 m. Alvei con una distribuzione granulometrica più grossolana sono di regola ripidi e presentano
2.3 Requisiti delle basi dei modelli strutture a grandi blocchi come pure una morfologia a
step-pool. In casi specifici la modellizzazione bidimen- Basi dei modelli idraulici sionale è possibile anche in presenza di substrati grosso- Nella tabella F1 sono riportati i dati basilari necessari lani, nello specifico per le misurazioni ad alta risoluzione per tutte le modellizzazioni idrauliche, indipendentemen- e una calibrazione con le posizioni dei livelli dell’acqua. te dagli indicatori. I requisiti specifici degli indicatori per la previsione sono riportati nelle relative schede degli indicatori nell’allegato C e i dati degli idrogrammi sono 3 Esempi pratici descritti nell’allegato E. Esempi pratici di modellizzazioni di habitat che ospitano diverse specie ittiche e diversi stadi di sviluppo sono ri- Reno alpino, in Limnex (2012), Schneider (2012), Bieri et al. (2013) nonché Person et al. (2013) per l’Hasliaare e in Zurwerra & Bur (2009) per la Sarina.
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Finora in Svizzera le modellizzazioni degli habitat per il Limnex. 2012. Schwall-Sunk Bewertung der KWO-Zenmacrozoobenthos in tratti con deflussi discontinui sono tralen in Innertkirchen. Bewertung des Ist-Zustandes und state eseguite solo in due corsi d’acqua. Nel Reno alpino, Varianten zur Bewertung eines zukünftigen Zustandes parallelamente alle modellizzazioni degli habitat per i pe- nach Realisierung des Ausbauprojektes «KWO plus». Besci (www.alpenrhein.net), e nell’Hasliaare (Tanno 2012, richt im Auftrag der Kraftwerke Oberhasli AG: 124 pagg. Tanno et al. 2013). Person E. 2013. Impact of hydropeaking on fish and their habitat. Dissertation. EPFL, Lausanne: 151 pagg.
4 Bibliografia
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ezb, sje, limnex. 2012b. Alpenrhein D6: Quantitative Analy- Schneider M., Noack M. 2009. Untersuchung der se von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedliche Gefährdung von Jungfischen durch Sunkereignisse mit Anforderungsprofile – Ergebnisse Habitatmodellierung, Hilfe eines Habitatsimulationsmodells. Wasser Energie Schlussfolgerungen und Empfehlungen. IRKA: 57 pagg. Luft 2: 115 – 120.
ezb, limnex, sje. 2012c. Alpenrhein D6: Quantitative Tanno D. 2012: Physical habitat modeling for the assess Analyse von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschie- ment of macroinvertebrate response to hydropeaking. dliche Anforderungsprofile – Abeitspaket 5: Habitatmo- Master Thesis, University of Zurich and Eawag: 66 pagg. dellierung zur quantitativen Bewertung der Grösse des Schwalleinflusses am Alpenrhein. IRKA: 185 pagg. Tanno D., Schweizer S., Robinson C.T. 2013. Beurteilung der ökologischen Auswirkungen von künstlichen Pegelezb, limnex, sje 2012d. Alpenrhein D6: Quantitative schwankungen auf die Makroinvertebraten anhand von Analyse von Schwall-Sunk Ganglinien für unterschiedli- physikalischen Habitatmodellen. Wasser Energie Luft che Anforderungsprofile – Abeitspaket 2: Adaptierung 105: 288 – 295. der Präferenzkurven, Definition von Eingangsparametern für die Habitatmodellierung. IRKA: 123 pagg. Zurwerra A., Bur M. 2009. Abschätzung der Schäden an Fischen und Nährtieren in einer Schwall-Sunk Strecke Fehr R. 1987. Geschiebeanalysen in Gebirgsflüssen. Mit- der Saane (Freiburg, Schweiz). Wasser Energie Luft 4: teilung Nr. 92, Versuchsanstalt für Wasserbau, Hydrolo- 288 – 295. gie und Glaziologie (VAW). ETH Zürich: 137 pagg.
Hauer C., Unfer G., Holzapfel P., Haimann M., Habersack H. 2014. Impact of channel bar form and grain size variability on estimated stranding risk of juvenile brown trout during hydropeaking. Earth Surface Processes and Landforms 39: 1622 – 1641.
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Allegato G – Requisiti della documentazione da presentare per ogni tappa Secondo l’articolo 41 g capoverso 1 OPAc, i detentori de- cap. 4) sono chiare e comprensibili in ogni parte gli impianti idroelettrici che devono decidere le misure da della documentazione presentata. adottare per prevenire o rimuovere i pregiudizi sensibili FF Il rispetto della procedura secondo il presente
arrecati dai deflussi discontinui sono tenuti a elaborare modulo (cap. 2) è documentato, gli eventuali didiverse varianti delle misure. I risultati dell’elaborazione scostamenti sono annotati e argomentati in modo e della valutazione delle misure devono essere documen- chiaro e comprensibile. tati e presentati in forma adeguata al Cantone (per le centrali internazionali all’UFE). A sua volta, il Cantone, FF Formato e leggibilità di carte, schemi e piani
inoltra all’UFAM questa documentazione, corredata dalla FF La scala (generalmente 1:25 000 e 1:10 000) e
sua valutazione (parere), al più tardi prima della dispo- il formato delle carte consentono una buona visizione e autorizzazione del progetto di risanamento o di sione generale. Ciò vuol dire che le stampe delle costruzione (fig. 2). carte sono disponibili su carta e i geodati rilevanti in formato elettronico. Come base per la lo- Le indicazioni riportate di seguito servono ai detentori calizzazione dei dati digitali si può ricorrere alla delle centrali idroelettriche per inoltrare in forma ade- rete idrografica della Carta nazionale in scala guata alle autorita cantonali. I risultati dell’elaborazione 1:25 000 (rete idrografica gwn25 da Vector254) e della valutazione delle misure. La forma più appropria- oppure alla reti idrografiche delle carte cantonali ta consiste in un rapporto che include i geodati su cui in scale più grandi. è basato. Nella parte I sono illustrati i requisiti generali FF La visualizzazione schematica delle misure (per la
della documentazione. Nelle parti II, III e IV sono indicati i preselezione delle misure cap. 3.5) e i piani genedocumenti da presentare per le tappe «elaborazione degli rali (per il predimensionamento delle misure, cap. obiettivi», «studio delle varianti e scelta delle misure» e 4.2) sono presentati con una scala e in una forma «controllo dell’efficacia» (fig. 3). che consentono una rapida individuazione degli elementi fondamentali per la presa di decisione. Parte I Requisiti generali dei documenti da presentare Parte II Elaborazione degli obiettivi (cap. 3)
FF Completezza della documentazione La documentazione da presentare per l’elaborazione de- FF La documentazione deve soddisfare almeno le gli obiettivi (tappa 1, cap. 3) contiene, secondo quanto prescrizioni delle parti II, III e IV. raccomandato nel presente modulo, almeno i seguenti FF L’insieme dei documenti di base e degli studi uti- dati. lizzati devono essere referenziati in maniera tale da poter essere all’occorrenza messi a disposizio- II.1 Dati sulla situazione iniziale ne del Cantone e dell’UFAM. FF Tipo di progetto FF Chiarezza e comprensibilità della procedura FF Risanamento di uno o più impianti esistenti. FF La scelta delle misure da considerare (nell’ambito FF Progetto(i) di potenziamento.
dell’elaborazione degli obiettivi; cap. 3) e la scelta FF Nuovo(i) impianto(i).
delle misure più appropriate (alla conclusione dello studio delle varianti e della scelta delle misure; 4 https://shop.swisstopo.admin.ch/it/products/maps/national/vector/smv25
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FF Decisioni finora prese FF Breve descrizione dello stato attuale dell’impianto FF Decisione(i) sull’obbligo di risanamento risultante
dalla pianificazione strategica cantonale. Tipo di impianto FF Eventuali decisioni rilevanti delle autorità compe- FF Accumulazione, acqua fluente, pompaggio o altro.
tenti in merito alla nuova costruzione o al potenziamento dell’impianto o degli impianti. Turbine FF Portata di progetto totale.
II.2 Dati sul bacino imbrifero FF Numero di turbine per ogni gruppo. FF Tipo di turbine per ogni gruppo. FF Centrali nel bacino imbrifero FF Deflusso per ogni turbina. FF Indicazione delle centrali nel bacino imbrifero che FF Durata di accensione e spegnimento per ogni turdevono operare un coordinamento delle misure di bina/gruppo. risanamento dei deflussi discontinui (capitolo 2.4). FF Per ogni centrale interessata occorre fornire sem- Centrali, captazioni e restituzioni dell’acqua, sbarramenti. pre le indicazioni riportate nei punti da II.3 a II.8 FF Coordinate X/Y.
(centrale, corso d’acqua ecc.). FF Altitudine (m.s.l.m.)
FF Organizzazione nel bacino imbrifero II.4 Dati sul corso d’acqua (o sui corsi FF Breve descrizione dell’organizzazione uniforme d’acqua) comune del progetto nel bacino imbrifero con indicazione della direzione. FF Basi per l’elaborazione delle misure FF Per i bacini imbriferi intercantonali fornire indica- FF Definizione e caratterizzazione delle sezioni e dei
zioni sull’organizzazione concordata tra i Cantoni. tratti da analizzare del corso d’acqua, con morfologia e idraulica distinte, determinanti secondo FF Panoramica cartografica l’allegato B. FF Perimetro del bacino imbrifero considerato. FF Risultati ottenuti con la valutazione secondo il FF Rete idrografica considerata. concetto basato su moduli e livelli per ogni sezio- FF Ubicazione delle centrali, delle captazioni e del- ne determinante del corso d’acqua tenendo conto le restituzioni dell’acqua, degli sbarramenti (cfr. della tabella 1 della figura D1 (scheda di terreno punto II.3). allegato D). FF Tratti del corso d’acqua influenzati dai deflussi FF Breve descrizione, per ogni sezione del corso
discontinui (cfr. punto II.4). d’acqua, delle altre misure non riferite ai deflus- FF Sito delle varianti delle misure considerate (cfr. si discontinui, realizzate, pianificate o previste punto II.6). (p. es. rivitalizzazione, protezione contro le piene, ripristino della libera migrazione dei pesci e del II.3 Dati sulla centrale (o sulle centrali) bilancio in materiale solido di fondo, conservazione di deflussi residuali adeguati) come pure di altri FF Detentore della centrale progetti che possono influenzare l’efficacia delle FF Nome e indirizzo del detentore (concessionario). misure da attuare (p. es. nuove centrali idroelettriche). Ciò può essere fatto tenendo conto delle FF Centrale tabelle 2 e 3 della figura D1 (scheda di terreno FF Nome della centrale. allegato D). FF Numero della centrale SIMI e/o Cantone. FF Determinazione e descrizione degli idrogrammi
rappresentativi per lo stato attuale secondo l’allegato E.
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FF Deficit e cause dello stato attuale II.7 Accordo tra il detentore della centrale e FF Deficit rilevati associati ai deflussi discontinui e l’autorità cantonale loro cause (cap. 3.2 e 3.3). FF Deficit rilevati non associati ai deflussi discontinui FF Indicazioni sulle eventuali concertazioni e accordi
e loro cause. con le autorità cantonali sulle misure da consi- FF Spiegazione e argomentazione tenendo con- derare nonché sul contenuto e su altre eventuali to della tabella ausiliaria parte I e II contenuta prescrizioni e condizioni quadro per lo studio delle nell’allegato D (fig. D2 e D3; una tabella per ogni varianti secondo il capitolo 4 (cap. 3.6). sezione determinante del corso d’acqua) come pure le conclusioni derivanti dalla pianificazione II.8 Dati sulla partecipazione e il strategica dei Cantoni. coordinamento
II.5 Dati sugli obiettivi FF Documentazione sul coinvolgimento degli attori
partecipanti e interessati (detentore della centra- FF Obiettivi riferiti all’ecologia del corso d’acqua le, Cantone, Confederazione, esperti, proprietari FF Descrizione degli obiettivi in forma di classi di sta- fondiari, ONG ecc.) e descrizione del modo in cui to (cap. 3.4) per gli indicatori (di base) prevedibili sono state prese in considerazione le loro richiesecondo l’allegato C. ste (cap. 3.6). FF Coordinamento con altre misure di protezione del- FF Obiettivi riferiti agli idrogrammi le acque non riferite ai deflussi discontinui (punto FF Descrizione degli obiettivi in forma di valori obiet- II.4 sopra e cap. 3.6): elenco delle altre misure e tivo per i parametri idrologici come pure il profilo degli altri progetti nel bacino imbrifero del corso dei requisiti idrologici che ne risulta secondo l’in- d’acqua influenzato dai deflussi discontinui readicatore A2 dell’allegato C e la tabella ausiliaria lizzati, pianificati e previsti, che saranno coordiparte III dell’allegato D (fig. D4). nati dal Cantone e che dovranno essere conside- FF Determinazione e descrizione degli idrogrammi rati nell’ambito dello studio delle varianti. rappresentativi per lo stato futuro secondo l’allegato E. Parte III Studio delle varianti e scelta delle misure (cap. 4) II.6 ati sulla preselezione delle misure La documentazione da presentare per lo studio delle va- FF Elenco delle possibili misure rianti e per la scelta delle misure (tappa 2, cap. 4) contie- FF Breve descrizione per ogni misura con visualizza- ne secondo quanto raccomandato nel presente modulo zione schematica. almeno i seguenti dati. FF Stima approssimativa dei costi per ogni misura
(cap. 3.5). III.1 Dati sulle varianti e sulla loro efficacia attesa FF Preselezione delle misure da considerare FF Risultati della valutazione sommaria delle condi- FF Descrizione delle misure
zioni quadro tecniche nonché specifiche del corso FF Descrizione di tutte le misure analizzate (cap. 4.2).
d’acqua e del bacino imbrifero come pure i risul- FF Fattibilità tecnica con il predimensionamento delle
tati dell’analisi sommaria dell’efficacia dei costi componenti determinanti e relativi piani generali. secondo la figura 9 (cap. 3.5). FF Fabbisogno di superficie compresi i siti permanenti di deposito del materiale. FF Influsso della misura sull’esercizio. FF Costi per ogni misura secondo il capitolo 4.3.1.
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FF Proposta di ripartizione dei costi per i casi speciali III.3 Attuazione come per esempio gli impianti multifunzione e i progetti di potenziamento (cap. 4.5) e per la presa FF Calendario
in esame delle misure di protezione delle acque FF Calendario dell’attuazione secondo le prescrizioni
non riferite ai deflussi discontinui (cap. 4.4). del Cantone.
FF Stato previsto dopo l’attuazione delle misure Parte IV Controllo dell’efficacia (cap. 5) FF Dati sugli indicatori, le modellizzazioni, gli strumenti e i metodi impiegati per la previsione (cap. La documentazione da presentare per il controllo dell’ef- 4.2). ficacia contiene, secondo quanto raccomandato nel pre- FF Determinazione e descrizione dello stato previsto sente modulo, almeno i seguenti dati. dopo l’attuazione delle misure per ogni indicatore, ogni sezione del corso d’acqua e ogni misura FF Basi relative alla pianificazione del controllo
secondo le prescrizioni del capitolo 4.2 e secondo dell’efficacia l’esempio riportato nella parte sinistra della ta- FF Indicazioni sullo stato attuale (vale a dire le inbella 2. formazioni determinanti derivanti dal punto II.4). FF Indicazioni sullo stato obiettivo (vale a dire le in- FF Raggiungimento degli obiettivi delle misure formazioni determinanti derivanti dal punto II.5). FF Determinazione e descrizione del grado di rag- FF Indicazioni sullo stato previsto per la misura segiungimento degli obiettivi e dell’efficacia com- lezionata (vale a dire le informazioni determinanti plessiva delle misure secondo le prescrizioni del derivanti dal punto III.1 e III.2). capitolo 4.2 e secondo l’esempio riportato nella parte destra in fondo della tabella 2. FF Descrizione relativa alla pianificazione del controllo dell’efficacia III.2 Dati sulla scelta delle misure FF Indicatori impiegati (allegato C fig. C1). FF Programma di indagini previsto (luogo, tempi, me- FF Analisi dell’efficacia dei costi todi ecc.; cap. 5.4). FF L’analisi dell’efficacia dei costi secondo le prescri- FF Durata e calendario delle indagini.
zioni del capitolo 4.3.1 e l’esempio della figura 10. FF Stima dei costi. FF Indicazioni sull’analisi della sensibilità. FF Coordinamento con le altre misure FF Scelta della misura FF Indicazioni sul coordinamento del control- FF Indicazioni sulla miglior variante scelta (misura lo dell’efficacia delle misure di risanamento dei più appropriata). deflussi discontinui con quello delle altre misure FF Motivazione della scelta tenendo conto degli al- di protezione delle acque (cap. 5.4). tri criteri secondo le prescrizioni del capitolo 4.3 con le necessarie spiegazioni, in particolare in relazione alla valutazione complessiva secondo la tabella 3. FF Precisazione dei dati sul coordinamento con le
altre misure di protezione delle acque non riferite ai deflussi discontinui (cfr. punto II.7 sopra e cap. 4.4).
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Allegato H – Glossario e abbreviazioni Acqua di esercizio Centrale di derivazione (delle portate di piena) Acqua turbinata in una centrale elettrica (detta anche Centrale che riturbina l’acqua turbinata da una centrale acqua motrice). situata a monte e spesso trasforma un precedente tratto con deflusso discontinuo in uno a deflusso residuale. Lo Ambiente interstiziale scopo principale della centrale deve essere l’attenuazio- Un sistema di cavità situato nella zona di confine tra l’al- ne dei deflussi discontinui, non la produzione energetica. veo del corso d’acqua e la falda acquifera. CML Analisi dei deficit Concetto basato su moduli e livelli della Confederazione. Analisi dei pregiudizi esistenti nei corsi d’acqua. Raccolta di metodi standard per l’analisi e la valutazione dei corsi d’acqua in base a varie caratteristiche (moduli) Analisi della sensibilità e a diversi gradi di dettaglio (livelli). Analisi della variazione di un risultato associata alle variazioni di un singolo parametro. Nel caso delle misure Colmatazione di risanamento dei deflussi discontinui, per esempio la Deposito di materiale fine che provoca una riduzione della variazione in associazione al parametro «costi». permeabilità del suolo. Si distingue tra colmatazione interna (penetrazione di particelle in sospensione nel fondo Analisi delle cause dell’alveo) e la colmatazione esterna (deposito di parti- Analisi delle cause che sono alla base dei deficit rilevati. celle fini sulla superficie dell’alveo).
Bacini di accumulo Controllo dell’attuazione Bacini per l’accumulo dell’acqua al fine di contenere le Verifica dell’attuazione di una misura. ondate di piena artificiale. Controllo dell’efficacia Bacino di laminazione (bacino di compensazione) Verifica se la misura ha avuto l’efficacia desiderata. Bacino di raccolta aperto destinato ad attenuare le oscillazioni dei deflussi all’imbocco o allo sbocco di una centrale. Controllo dei risultati Strumento per verificare i risultati di una misura, basato Captazione dell’acqua sul controllo dell’attuazione e dell’efficacia della misura. Opera di costruzione con cui l’acqua del corso d’acqua può essere prelevata e convogliata verso la centrale. I tipi Deflusso dell’ondata di piena artificiale (Schwall) di captazioni di acqua più diffusi sono gli sbarramenti e le Deflusso nel corso d’acqua ricettore durante il funzionabriglie a pettine (briglie tirolesi). mento della centrale, formato dalla quantità di acqua turbinata e dal deflusso già esistente a monte della centrale Caverna di compensazione (deflusso naturale o deflusso residuale). Bacino di laminazione sotterraneo Deflusso di riferimento Centrale ad accumulazione Deflusso che corrisponde al regime di deflusso naturale, Centrale che trattiene l’acqua in bacini di accumulazio- per esempio Q347, Q182. ne o laghi artificiali per alcuni giorni fino a mesi e che nei periodi di maggiore domanda di energia elettrica può turbinare l’acqua in modo «concentrato» e restituirla al corso o specchio d’acqua sotto forma di ondate di piena artificiali.
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Deflusso residuale Impianti multifunzione Quantità di deflusso di un corso d’acqua che resta in un Impianti che non sono utilizzati esclusivamente per il ritratto residuale dopo uno o più prelievi di acqua (art. 4 sanamento dei deflussi discontinui (p. es. centrali a delett. k LPAc). rivazione, bacini di compensazione che possono essere utilizzati ai fini dell’accumulazione per pompaggio). Deriva (drift) Trasporto attivo o passivo di organismi presenti nell’onda Indicatore/i di corrente. Grandezza misurata o calcolata utilizzata per valutare lo stato di un corso o specchio d’acqua. Effetto complessivo / grado di raggiungimento complessivo dell’obiettivo Indicatori a largo spettro Effetto raggiunto dalla misura nel corso d’acqua. È de- Indicatori non particolarmente sensibili ai deflussi diterminato aggregando l’effetto di ogni singolo indicatore scontinui. e sezione del corso d’acqua. Indicatori di base EPT Indicatori sensibili ai deflussi discontinui, caratterizzati Efemerotteri, plecotteri e tricotteri: famiglie di insetti le da buona prevedibilità. cui larve si sviluppano in acqua e rappresentano buoni indicatori per la qualità dell’acqua e dei corpi idrici. Indicatori sensibili ai deflussi discontinui Indicatori che reagiscono in modo sensibile ai deflussi Freeze-core discontinui ma che allo stato attuale delle conoscenze Campioni di sedimenti dell’alveo prelevati mediante dei non sono prevedibili a sufficienza. tubi in cui viene iniettato azoto o anidride carbonica (l’acqua si congela). Indicatori supplementari Indicatori che in base allo stato attuale delle conoscenze Fregola non sono particolarmente sensibili ai deflussi discontinui Periodo di riproduzione e deposizione delle uova dei pe- ma che in determinati casi possono fornire informazioni sci. aggiuntive sullo stato del corso d’acqua.
Funzione valore Indice di idoneità (suitability index = SI) Funzione per la valutazione degli indicatori (rilevazioni sul Indice di idoneità dell’habitat per una determinata specie terreno e risultati delle modellizzazioni) e la suddivisione di organismo. nelle classi di stato. LEne HYDMOD Legge del 26 giugno 1998 sull’energia (RS 730.0) Modulo idrologia, metodo per l’analisi idrologica e la valutazione dei corsi d’acqua all’interno del concetto basato LFSP su moduli e livelli (Pfaundler et al. 2011). Legge federale del 21 giugno 1991 sulla pesca (RS 923.0).
Idoneità dell’habitat LPAc Idoneità di un luogo a ospitare popolazioni di determinate Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle specie di pesci o macrozoobenthos. acque (LPAc, RS 814.20)
Idrogramma Materiale in sospensione Andamento nel tempo delle portate o dei livelli di deflusso Materiale solido con un diametro < circa 2 mm (sabbia, misurati. limo, argilla) sollevato dal fondo da correnti turbolenti a
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causa della sua scarsa velocità di sedimentazione e tra- OPAc sportato in sospensione su lunghe distanze. Ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc, RS 814.201) Materiale solido di fondo Materiale solido con un diametro > circa 2 mm (pietre, Parametri idrologici ghiaia, sabbia) che può essere trasportato dall’acqua sul Parametri dell’idrogramma dei deflussi discontinui (piena fondo dell’alveo per rotolamento, trascinamento o salta- artificiale, portata minima giornaliera, velocità di innalzione. zamento del livello, velocità di abbassamento del livello).
Miglior variante Pianificazione strategica La misura considerata come la più indicata da attuare. Pianificazione che è stata attuata dai Cantoni secondo l’articolo 83b LPAc. Modellizzazione/i degli habitat Modelli computerizzati che sulla base di grandezze fi- Portata di progetto siche (profondità dell’acqua e velocità di deflusso) e di Quantità massima di acqua (acqua di esercizio) che può curve di preferenza prevedono l’idoneità di una sezione essere trattata (turbinata) in una centrale idroelettrica. del corso d’acqua a ospitare determinate specie di pesci e macrozoobenthos. Portata minima giornaliera Deflusso nel corso o specchio d’acqua ricettore nei pe- Morfologia (ecomorfologia) riodi in cui la centrale non è in funzione; corrisponde al Struttura spaziale, conformazione esterna delle acque, deflusso già esistente a monte della centrale (deflusso include il tracciato, l’ampiezza, le caratteristiche delle naturale o deflusso residuale). sponde e dell’alveo ecc. Potenziale ecologico MZB In caso di corsi d’acqua prossimi allo stato naturale, il Macrozoobenthos. loro potenziale ecologico corrisponde alla loro importanza ecologica nello stato attuale. In caso di corsi d’acqua Nuovo impianto non prossimi allo stato naturale, il potenziale ecologico Nuova centrale idroelettrica. corrisponde alla loro potenziale importanza in un ipotetico stato di riferimento, dopo aver rimosso, nei limiti Obiettivi (concreti) di costi proporzionati, gli effetti pregiudizievoli causati Sono riferiti al raggiungimento di una classe di stato per dall’uomo (art. 33a OPAc). i singoli indicatori biotici e abiotici al fine di eliminare ovvero prevenire i pregiudizi. Prestazioni di servizio relative al sistema (PSRS) Servizi volti a garantire un approvvigionamento elettrico Obiettivo (di ordine superiore) sicuro e permanente. Tali prestazioni assicurano costan- Eliminazione del pregiudizio sensibile (nei risanamenti) temente l’equilibrio tra consumo e produzione. In caso oppure prevenzione del pregiudizio sensibile (nei nuovi nella rete manchi o vi sia un eccesso di corrente, una impianti). centrale elettrica che offre PSRS si impegna a intervenire in tempi brevi (nell’ordine di secondi o minuti) con delle OEn misure regolatorie. Ordinanza sull’energia del 7 dicembre 1998 (RS 730.01). Produzione con deflussi discontinui ONG Oscillazioni giornaliere regolari del deflusso generate dal
Organizzazione non governativa, senza scopo di lucro. funzionamento discontinuo (a intermittenza) delle centrali idroelettriche.
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Progetto di potenziamento Specie predominante Progetto per il potenziamento o l’ampliamento di una Macroozobenthos o pesci tipici di una determinata recentrale idroelettrica esistente. gione.
Punti da analizzare Specie reofile Punti in un corso d’acqua in cui sono svolte le analisi per Specie di pesci o macrozoobenthos che vivono in acqua gli indicatori. corrente.
Quantile Specie stagnofile Valore soglia che definisce una determinata parte di una Specie di pesci o macrozoobenthos che vivono in acque quantità di dati. Questo vuol dire che il quantile stabilisce ferme. quanti valori di una distribuzione sono al di sopra o al di sotto di un determinato limite. Per esempio, un quantile Stato attuale del 95 % è un valore per il quale il 95 % di tutti i valori è Stato vigente, stato iniziale. più piccolo di questo valore. Stato di previsione Rapporto tra piena artificiale e portata minima giorna- Stato previsto per il corso d’acqua dopo l’attuazione di liera una misura. Rapporto tra il deflusso massimo e quello minimo (ridotto). Stato di riferimento Stato in cui un corso d’acqua è in gran parte non influen- Regime di deflusso zato, ovvero naturale o prossimo allo stato naturale, al- Comportamento del deflusso di un corso d’acqua nel cor- meno in relazione all’elemento considerato (p. es. l’idroso dell’anno, fortemente dipendente dal clima che carat- logia) e può dunque servire come stato tipo o stato di terizza il bacino imbrifero. misurazione per la valutazione dei tratti di corsi d’acqua influenzati. Restituzione dell’acqua Luogo in cui l’acqua turbinata da una centrale idroelettri- Swissgrid ca viene restituita al corso o specchio d’acqua ricettore. Società nazionale di rete.
Rivitalizzazione Taxon Ripristino, mediante misure edili, delle funzioni naturali di Unità sistematica di esseri viventi, per esempio le specie un corso d’acqua superficiale arginato, corretto, coperto limnofile del macrozoobenthos costituiscono un taxon. o messo in galleria (art. 4 lett. m LPAc). Test kit Scarico diretto Un contenitore con uno o più test che possono essere Scarico dell’acqua turbinata tramite una galleria o un ca- eseguiti direttamente nel corso d’acqua e fornire infornale direttamente in un corso d’acqua più grande o in un mazioni sui pregiudizi arrecati dalle ondate di piena artificorpo d’acqua stagnante, senza restituzione dell’acqua ciali. Un esempio al riguardo è l’indicatore F3* allegato C. nel corso d’acqua. Torbidità Sezione del corso d’acqua Ridotta trasparenza dell’acqua causata da un aumento Una sezione del corso d’acqua omogenea a livello morfo- della quantità di materiale solido in sospensione. logico, idraulico e idrologico.
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Tratto con deflusso residuale Tratto del corso d’acqua situato tra la captazione di una centrale e il punto di restituzione dell’acqua (detto anche tratto di derivazione).
Tratto di riferimento Tratto di corso d’acqua naturale o quasi naturale.
UFAM Ufficio federale dell’ambiente (ex UFAFP).
UFE Ufficio federale dell’energia.
Valori obiettivo Si tratta di valori limite dei parametri idrologici accoppiati con un quantile da rispettare e in interazione con gli indicatori.
Velocità di abbassamento del livello Velocità con cui diminuisce il livello durante il ritiro dell’ondata di piena artificiale [in cm/min]. Si utilizza anche la velocità di abbassamento del deflusso [in m³/s/min].
Velocità di innalzamento del livello Velocità con cui aumenta il livello durante l’ondata di piena artificiale (in cm/min). Si utilizza anche la velocità di innalzamento del deflusso (in m³/s/min).
Velocità di variazione del livello Vedere velocità di innalzamento e di abbassamento del livello.
Zona di biocenosi Regione tipicamente caratterizzata da determinate biocenosi (comunità di organismi di specie diverse che vivono in un’area delimitata).
Zona intertidale Zona dell’alveo bagnata durante l’ondata di piena artificiale e asciutta durante la portata minima giornaliera.
Zonazione longitudinale Verifica della composizione di specie tipiche del luogo lungo il percorso di un corso d’acqua (cfr. indicatore B3 del modulo «Pianificazione strategica»).