RS 784.101.113/2.7 Gestione dei parametri di comunicazione
1 In generale
1.1 Campo d’applicazione
Le presenti prescrizioni tecniche e amministrative (PTA) formano l’allegato 2.7 dell'ordinanza dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) sui servizi di telecomunicazione e gli elementi d’indirizzo [3]. Si fondano sull’articolo 28 della legge sulle telecomunicazioni (LTC) [1], sugli articoli 37–49 e sull’articolo 52 capoverso 1 dell'ordinanza concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni (ORAT) [2]. Esse si rivolgono ai fornitori di servizi di telecomunicazione (FST) e ai titolari di parametri di comunicazione come elementi d’indirizzo e disciplinano l'attribuzione e l'utilizzo di questi elementi d’indirizzo. I parametri di comunicazione costituiscono gli elementi d’indirizzo che permettono di identificare le persone, i processi informatici, le macchine, gli apparecchi o le istallazioni di telecomunicazione che, all’esclusione di elementi di numerazione, intervengono in un’operazione di telecomunicazione.
1.2 Riferimenti
[1] RS 784.10 Legge del 30 aprile 1997sulle telecomunicazioni (LTC) [2] RS 784.104 Ordinanza del 6 ottobre 1997concernente gli elementi d'indirizzo nel settore delle telecomunicazioni (ORAT) [3] RS 784.101.113 Ordinanza dell'UFCOM del 9 dicembre 1997 sui servizi di telecomunicazione e gli elementi d'indirizzo [4] Norma ISO/IEC 3166-1:2013 Codes for the representation of names of countries and their subdivisions – Part 1: Country codes [5] Norma ISO/IEC 6523:1998 Information Technology – Structure for the Identification of Organizations and Organization Parts [6] Norma ISO/IEC 7812-2:2007 Identification Cards – Identification of Issuers – Part 2: Application and Registration Procedures [7] Norma ISO/IEC 8824-1:2002 Specification of Abstract Syntax Notation One (ASN.1) [8] Norma ISO/IEC 9834-1:2012 Open Systems Interconnection (OSI) – Procedures for the Operation of OSI Registration Authorities: General Procedures [9] Raccomandazione ITU-T E.118 The International Telecommunication Charge Card [10] Raccomandazione ITU-T E.212 The international identification plan for public networks and subscriptions [11] Raccomandazione ITU-T F.401 Naming and addressing for public message handling services
[12] Raccomandazione ITU-T F.500 International public directory services [13] Raccomandazione ITU-T M.1400 Designations for interconnections among operators' networks [14] Raccomandazione ITU-T Q.705 Signalling network structure [15] Raccomandazione ITU-T Q.708 Assignment procedures for international signalling point codes [16] Raccomandazione ITU-T T.35 Procedure for the allocation of ITU-T defined codes for non-standard facilities [17] Raccomandazione ITU-T T.50 International Reference Alphabet (IRA) (Formerly International Alphabet No. 5 or IA5) – Information technology – 7-bit coded character set for information interchange [18] Raccomandazione ITU-T T.51 Amd.1 Latin Based Coded Character Sets for Telematic Services [19] Raccomandazione ITU-T X.213, Norma ISO/IEC 8348:2002 Information Technology – Open System Interconnection – Network service definition [20] Raccomandazione ITU-T X.660 Information technology - Procedures for the operation of object identifier registration authorities: General procedures and top arcs of the international object identifier tree [21] Raccomandazione ITU-T X.680 Information technology - Abstract Syntax Notation One (ASN.1): Specification of basic notation [22] Norma SN 074020 (10-1992) ISO DCC NSAP Address Scheme for Switzerland [23] Norma ETSI ES 201 296 V1.3.1 (04-2003) Integrated Services Digital Network (ISDN) – Signalling System No. 7 – ISDN User Part (ISUP) – Signalling Aspects of Charging [24] Norma ETSI ETS 300 392-1 (02.1996) Terrestrial Trunked Radio (TETRA); Voice plus Data (V+D); Part 1: General Network Design
Le PTA sono consultabili sul sito Internet www.ufcom.admin.ch e sono ottenibili presso l'UFCOM, rue de l'Avenir 44, Casella postale 256, CH-2501 Biel/Bienne. Le raccomandazioni dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) sono ottenibili presso l’ITU, Place des Nations, CH-1211 Ginevra 20 (www.ITU.int). Le norme ISO possono essere ottenute presso l'Organizzazione internazionale di normazione, chemin de Blandonnet 8, Casella postale 401, CH-1214 Vernier, (www.iso.org). Le norme ETSI possono essere ottenute presso l'Istituto europeo delle norme di telecomunicazione, route des Lucioles 650, F-06921 Sophia Antipolis (www.etsi.org). Le norme svizzere NS possono essere ottenute presso l'Associazione svizzera di normazione, Bürglistrasse 29, CH-8400 Winterthur, (www.snv.ch).
1.3 Abbreviazioni
ADMD Administration Management Domain - dominio di gestione amministrativa AFI Authority and Format Identifier - campo nel dominio di indirizzi di origine che identifica l'organismo competente e il formato ANSI American National Standards Institute - Istituto americano di normalizzazione AOC Advice of charge - giustificativo delle tasse ASN.1 Abstract Syntax Notation One - notazione sintattica astratta n. 1 BSI British Standards Institution - organismo responsabile della registrazione di codici ICD CCITT Comité Consultatif International Télégraphique et Téléphonique - vecchia designazione dell'ITU-T CHDI Swiss Domain Identifier - campo speciale nel dominio di indirizzi svizzero CHDP Swiss Domain Part - campo dell'indirizzo «ISO-DCC NSAP» che caratterizza il dominio di indirizzi svizzero CHDSP Swiss Domain Specific Part - campo speciale nel dominio di indirizzi svizzero CHFI Swiss Format Identifier - identificatore del formato svizzero DCC Data Country Code - designazione del formato di un indirizzo NSAP per reti OSI nazio-nali DSA Directory System Agent - agente di sistema degli elenchi DSP Domain Specific Part - parte specifica del dominio di indirizzi FLDSA First Level DSA - DSA di primo livello GOSIP Government OSI Profile - specifica elaborata dal governo degli Stati Uniti per la propria versione della rete OSI GSM Global System for Mobile Telecommunications - sistema globale per le comunicazioni mobili IA5 Alfabeto internazionale n. 5 ICD International Code Designator - designazione del formato di un indirizzo NSAP per reti OSI multinazionali IDI Initial Domain Identifier - designazione di un campo nel dominio di indirizzi di origine IDP Initial Domain Part - parte iniziale di un dominio di indirizzi IIN Issuer Identifier Number - numero di identificazione dell'emittente di carte di credito internazionali per le telecomunicazioni IMSI International Mobile Subscription Identity – identità internazionale d'abonnamento mobile ISDN Integrated Services Digital Network - rete digitale di servizi integrati ISPC International Signalling Point Code - codice per il punto di segnalazione internazionale ITU TSB «Telecommunications Standards Bureau» dell'ITU - Segreteria dell'ITU-T ITU-T Unione internazionale delle telecomunicazioni – Settore delle telecomunicazioni
MCC Mobile Country Code – codice mobile nazionale MII Major Industry Identifier - identificante di attività economica MNC Mobile Network Code - codice che identifica una rete mobile terrestre pubblica MSIN Mobile Subscription Identification Number – Numero che identifica un abbonamento mobile NRA National Regulatory Authority - autorità nazionale di regolamentazione NSAP Network Service Access Point - indirizzo NSAP: informazione che serve a identificare un punto di accesso a una rete OSI NSPC National Signalling Point Code - codice per il punto di segnalazione nazionale PAMR Public Access Mobile Radio - servizi di radiocomunicazione mobile accessibili al pubblico PMR Private Mobile Radio - servizi di radiocomunicazione mobile privata PRMD Private Management Domain - dominio di gestione privata RDN Relative Distinguished Name - nome RDN: nome di un'iscrizione in un elenco ROA Recognised Operating Agency - impresa riconosciuta SANC Signalling Area/Network Code - codice per l'area/la rete di segnalazione SDIT Swiss Directory Information Tree - struttura dell'elenco svizzero SGDIT Swiss Geographic Directory Information Tree - sottostruttura dell'elenco svizzero SN Schweizer Normen - Norma svizzera SS7 Signalling System no.7 - sistema di segnalazione n. 7 TETRA Terrestrial Trunked Radio - norma europea interamente digitale per le reti radiomobili professionali T-MNC Tetra Mobile Network Code - codice di identificazione di una rete di radiocomunicazione PMR/PAMR
2 Disposizioni generali
2.1 Contenuto della domanda di attribuzione
Una domanda d’attribuzione di un parametro di comunicazione deve contenere le seguenti indicazioni: – tipo di parametro di comunicazione richiesto e, all’occorrenza, valore alfanumerico richiesto; – cognome e nome del richiedente o della ditta; – indirizzo ufficiale; – indirizzo postale; – indirizzo di corrispondenza; – indirizzo di fatturazione; – nome, numero di telefono, numero di fax e indirizzo elettronico (email) di una persona di contatto. A seconda del tipo di parametro di comunicazione richiesto, l'UFCOM può esigere indicazioni supplementari.
2.2 Autorità di mediazione
In caso di domande di attribuzione concernenti codici gestiti da istanze internazionali, l'UFCOM agisce quale autorità di mediazione nei confronti di tali istanze. All'autorità di mediazione compete di: – raccogliere ed esaminare le domande di attribuzione per la Svizzera; – trasmettere le domande di attribuzione all'istanza competente; – pubblicare in Svizzera le decisioni prese dall'istanza di attribuzione responsabile.
3 Attribuzione di nomi ADMD e PRMD
3.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione di nomi ADMD e PRMD si basa sulla raccomandazione ITU-T F.401 [11].
3.2 Lunghezza del nome
Per garantire la conformità alle disposizioni della raccomandazione ITU-T F.401 [11], la lunghezza dei nomi ADMD e PRMD è limitata a 16 caratteri.
3.3 Alfabeto internazionale
Caratteri utilizzabili per la composizione di nomi ADMD e PRMD:
Designazione Rappresentazione grafica Lettere maiuscole A, B, ..., Z Lettere minuscole a, b, ..., z Cifre 0, 1, ..., 9 Spazio (spazio) Apostrofo ‘ Parentesi aperta ( Parentesi chiusa ) Segno più + Virgola , Punto e virgola - Punto . Barra obliqua / Due punti : Segno uguale = Punto interrogativo ?
3.4 Regole di attribuzione
1 Una successione di più spazi in un nome ADMD o PRMD è considerata come una sola
spaziatura. 2. Un nome ADMD o PRMD non può essere costituito da un singolo spazio o da un solo zero.
3 In un nome ADMD o PRMD non viene fatta una distinzione tra lettere maiuscole e lettere
minuscole.
4 Attribuzione di un nome RDN
4.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione di un nome RDN si basa sulla raccomandazione ITU-T F.500 [12].
4.2 Lunghezza del nome
Per garantire la conformità alle disposizioni della raccomandazione ITU-T F.500 [12], la lunghezza del nome RDN è limitata a 64 caratteri.
4.3 Repertorio di caratteri
Per la composizione dei nomi RDN sono consentite solo le lettere 'A-Z', 'a-z' e lo spazio del repertorio di caratteri della raccomandazione ITU-T T.51 Amd.1 [18].
4.4 Regole di attribuzione
1. Una successione di più spazi in un nome RDN è considerata come una sola spaziatura. 2. Un nome RDN non può essere costituito da un singolo spazio.
3 I caratteri con accenti o dieresi devono essere sostituiti in base alla seguente tabella:
4.5 Identificatore di oggetto
A ogni nome RDN viene attribuito automaticamente un identificatore di oggetto1 che ha come prefisso una serie di numeri interi { 2 16 756 1 }.
1 Attribuzione dei identificatori di oggetto : vedi numero 7
5 Attribuzione di un indirizzo NSAP
5.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione di indirizzi NSAP nel formato DCC si basa sulla raccomandazione ITU-T X.213 [19] e sulla norma svizzera SN 074020 [222]. L'attribuzione di indirizzi NSAP nel formato ICD si basa sulla raccomandazione ITU-T X.213 [19].
5.2 Formato dell'indirizzo NSAP
L'indirizzo NSAP è costituito da due parti: l'Initial Domain Part (IDP) e la Domain Specific Part (DSP).
IDP DSP
5.2.1 Indirizzo IDP
L’indirizzo IDP è anch'esso costituito da due parti: la prima è l'Authority and Format Identifier (AFI), mentre la seconda è l’Initial Domain Identifier (IDI).
IDP AFI IDI
Parte AFI Il valore della designazione AFI dipende dalla notazione sintattica astratta della parte DSP, vale a dire:
Codice AFI Notazione sintattica astratta Formato dell'indirizzo NSAP
38 Decimale ISO-DCC
39 Binaria ISO-DCC
46 Decimale ICD
47 Binaria ICD
Parte IDI Con formato ISO-DCC dell'indirizzo NSAP L'identificatore IDI è costituito dal codice nazionale ISO, attribuito alla Svizzera conformemente alla norma ISO 3166 [4]: Con formato ICD dell'indirizzo NSAP L'identificatore IDI è costituito dal codice di designazione internazionale (ICD) di 4 cifre, attribuito all'UFCOM dal BSI conformemente alla norma ISO 6523 [5]: Per AFI=46 (sintassi decimale) o 47 (sintassi binaria): IDI = 0081.
5.2.2 Indirizzo DSP
L’indirizzo DSP è anch'esso costituito da due parti: la Swiss Domain Part (CHDP), attribuito a un'organizzazione dall'UFCOM, e la Swiss Domain Specific Part (CHDSP), a disposizione della suddetta organizzazione.
DSP CHDP CHDSP
CHFI CHDI
La parte CHPD è anch'essa divisa in due parti: CHFI e CHDI. A seconda della notazione sintattica astratta (decimale o binaria), il CHFI consente di suddividere le organizzazioni in tre o quattro categorie. La parte CHDI identifica l'organizzazione all'interno della categoria.
5.2.2.1 DSP: notazione sintattica astratta decimale (AFI = 38 (ISO-DCC) o 46 (ICD))
Lunghezza max. Tipo di CHFI CHDI Lunghezza CHDI CHDSP organizzazione 0 - 10 Riservato2 11 nn 2 cifre 30 cifre Grande 12 - 20 Riservato 21 nnnn 4 cifre 28 cifre Media 22 - 30 Riservato 31 nnnnnnnn 8 cifre 24 cifre Piccola 32 -99 Riservato
2 Riservato per ulteriori utilità
5.2.2.2 DSP: notazione sintattica astratta binaria (AFI = 39 (ISO-DCC) o 47 (ICD))
Lunghezza max. Tipo di CHFI CHDI Lunghezza CHDI CHDSP organizzazione /0 - /10 Riservato /11 /aa 1 byte 15 byte Grande /12 - /20 Riservato /21 /aaaa 2 byte 14 byte Media /22 - /30 Riservato /31 /aaaaaaaa 4 byte 12 byte Piccola /32 -/7F Riservato Struttura US GO- /80 /aaaaaa 3 byte 13 byte SIP /81-/FF Riservato
5.3 Indicazioni complementari
La domanda deve contenere: – il formato richiesto (dominio di indirizzi decimale o binario); – il numero dei sistemi progettato.
6 Attribuzione di un ICD
6.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione dei ICD si basa sulla norma ISO 6523 [5].
6.2 Autorità di mediazione
Nel caso di domande di attribuzione di un ICD, l'UFCOM agisce quale autorità di mediazione nei confronti del BSI, l'istanza internazionale responsabile dell'attribuzione dei ICD. Le domande vengono esaminate e infine trasmesse al BSI che assicura l'attribuzione unica a livello mondiale di ogni ICD.
6.3 Indicazioni complementari
Il richiedente deve: – dimostrare che utilizzerà l’ICD per l'identificazione di un sistema di codifica internazionale; – presentare l'elenco delle organizzazioni internazionali che utilizzeranno o prevedono di utilizzare questo sistema di codifica.
7 Attribuzione di un identificatore di oggetto (object
identifier)
7.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione degli identificatori di oggetto si basa sulle raccomandazioni ITU-T X.680 [21] e X.660 [20] nonché sulle norme ISO 8824-1 [7] e 9834-1 [8].
7.2 Struttura degli identificatori di oggetto
Lo schema seguente mostra i punti di collegamento della sottostruttura degli identificatori di oggetto dell'autorità svizzera di regolamentazione all’interno della struttura globale degli identificatori di oggetto, come stabilito dal CCITT e dalla norma ISO. Per la Svizzera è stata definita la seguente sottostruttura degli identificatori di oggetto:
1 Nodo {joint iso-ccitt (2) country (16) ch (756) }. ISO e ITU-T sono congiuntamente responsabili
di questi nodi. Essi ne hanno delegato la gestione all'ANSI.
2 Nodo {ccitt (0) administration (2) national regulation authority (228) }. L'ITU-T è responsabile di
questo nodo. L'UFCOM è l'organo amministrativo responsabile dei nodi svizzeri. Esso registra gli identificatori di oggetto soltanto sotto questi nodi.
Figura 1: Albero d’identificazione globale
7.3 Formato dell'identificatore di oggetto
1 La struttura svizzera degli identificatori di oggetto «CH» ({ 2 16 756 }) è suddivisa in 8 rami:
1. { 2 16 756 1 n } per identificare il nome delle organizzazioni (RDN) 2. { 2 16 756 2 n } per identificare i domini di gestione amministrativa 3. { 2 16 756 3 n } per identificare i Comuni e i Cantoni 4. { 2 16 756 4 n } per identificare i FLDSA 5. { 2 16 756 5 n } per identificare le applicazioni 6. { 2 16 756 6 n } per identificare i documenti 7. { 2 16 756 10 n }per identificare le classi di oggetto X.500 8. { 2 16 756 11 n }per identificare gli attributi X.500 Il numero intero «n» è attribuito dall'UFCOM.
2 Il formato della sottostruttura degli identificatori di oggetto «national regulation authority» ({ 0 2
228 }) è definita dalla norma ETSI ES 201 296 [23]: { 0 2 228 network operator(y) node operator(z) } Consente di identificare in modo univoco una centrale locale che offre il servizio «giustificativo delle tasse» (Advice of charge «AOC»). Il numero intero «y» è attribuito dall'UFCOM. Il numero intero «z» è attribuito dal fornitore di servizi di telecomunicazione (FST).
7.4 Regole di attribuzione
Per il nodo «CH» del ramo { 2 16 756 }
1 Gli identificatori di oggetto per il nome delle organizzazioni e dei domini di gestione
amministrativa sono attribuiti insieme ai nomi RDN, ADMS e PRMD.
2 Gli identificatori di oggetto per i FLDSA sono attribuiti alle organizzazioni che gestiscono un
FLDSA.
3 A ogni organizzazione, l'UFCOM attribuisce di principio un solo identificatore di oggetto per le
applicazioni ({ 2 16 756 5 n }).
Per il nodo «national regulation authority» del ramo { 0 2 228 }
1 Gli identificatori di oggetto di questo ramo sono attribuiti soltanto a fornitori registrati o titolari di
una concessione che utilizzano la rete di segnalazione n. 7.
2 A ogni fornitore di servizi di telecomunicazione fissa o mobile, l'UFCOM attribuisce di principio
un solo identificatore di oggetto a gestore ({ 0 2 228 network operator (y) }).
8 Attribuzione di un IIN
8.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione degli IIN si basa sulla raccomandazione ITU-T E.118 [9] e sulla norma ISO 7812-2 [6].
8.2 Formato di un numero d’identificazione dell’emittente di carte di credito
L’IIN è un componente del numero di identificazione dell'emittente di carte di credito per le telecomunicazioni. Il numero d’identificazione dell’emittente è composto da tre parti: – un MII; secondo la norma 7812-2 [6] dell'ISO, il codice 89 è attribuito per identificare le telecomunicazioni; – un indicativo nazionale CC; l’ITU-T, organo responsabile per l’attribuzione degli indicativi nazionali, ha attribuito alla Svizzera il seguente codice: 41; – un IIN.
In Svizzera l’IIN è composto da 2 cifre (NN).
MII CC IIN 89 41 NN Numero d’identificazione dell’emittente di carte di credito
8.3 Autorità di mediazione
Nel caso di domande di attribuzione di un IIN, l'UFCOM agisce quale autorità di mediazione nei confronti dell'ITU-TSB, l'istanza internazionale responsabile dell'attribuzione dei IIN. Le domande vengono esaminate e infine trasmesse all'ITU-TSB che assicura l'attribuzione unica a livello mondiale di ogni IIN.
8.4 Indicazioni complementari
Il richiedente deve allegare alla domanda una descrizione dettagliata del servizio che intende offrire.
9 Attribuzione di un ISPC
9.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione degli ISPC si basa sulla raccomandazione ITU-T Q.708 [15].
9.2 Formato degli ISPC
Gli ISPC sono identificati da un codice binario a 14 bit, costituito da tre sottocampi: – Un sottocampo di 3 bit (NML) che identifica la zona geografica globale; – Un sottocampo di 8 bit (KJIHGFED) che identifica l'area geografica o la rete all'interno di una determinata zona del mondo; – Un sottocampo di 3 bit (CBA) che identifica il punto di segnalazione nella specifica area geografica o rete. La combinazione del primo e secondo sottocampo formano il Signalling Area/Network Code (SANC). NML KJIHGFED CBA Identificazione dell'area Identificazione del punto di Identificazione della zona geografica/della rete segnalazione SANC ISPC
9.3 Regole di attribuzione
– All’eccezione dell’articolo 45 capoverso 1bis ORAT [2], gli ISPC sono attribuiti esclusivamente a FST registrati in Svizzera (articolo 4 LTC [1]). – Gli ISPC sono attribuiti esclusivamente per essere utilizzati in Svizzera. In questo caso, l'espressione «utilizzati in Svizzera» deve essere interpretata in senso stretto, vale a dire che i codici devono essere utilizzati in impianti ubicati fisicamente in Svizzera e non possono essere messi in servizio all'esterno (art. 4 cpv. 3 lett. c ORAT [2]). – Gli ISPC attribuiti da un'altra autorità nazionale di regolamentazione (ARN) possono essere messi in servizio e utilizzati in Svizzera soltanto se l'ARN competente lo autorizza.
9.4 SANC attribuiti alla Svizzera
Conformemente alla raccomandazione Q.708 [15], l'ITU-T è l'istanza responsabile dell'attribuzione dei SANC. Un SANC comprende otto ISPC, numerati da 0 a 7.
9.5 Indicazioni complementari
La domanda deve contenere: – la marca e il tipo dell'apparecchiatura di commutazione prevista; – l'indirizzo dell'edificio in cui verrà installata l'apparecchiatura di commutazione.
10 Attribuzione di un NSPC
10.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione dei NSPC si basa sulla raccomandazione ITU-T Q.705 [14].
10.2 Rete di segnalazione n. 7
La figura seguente illustra schematicamente la rete svizzera di segnalazione n. 7.
Figura 2: Rete di segnalazione no. 7 L'UFCOM gestisce e attribuisce i punti di segnalazione nazionali della rete intermedia (NI=11). Il gestore di una rete di telecomunicazione gestisce i punti di segnalazione della propria rete [NI=10].
10.3 Regole di attribuzione
– Gli NSPC sono attribuiti esclusivamente a FST registrati in Svizzera (art. 4 LTC [1]) – Gli NSPC sono attribuiti unicamente per essere utilizzati tra esercenti interconnessi tramite la rete nazionale intermedia (NI=11) – Gli NSPC attribuiti da un'altra autorità nazionale di regolamentazione (ANR) non possono essere messi in servizio o utilizzati in Svizzera anche se l'ANR competente lo autorizza.
11 Attribuzione di un MNC
11.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione di un MNC si basa sulla raccomandazione ITU-T E.212 [10].
11.2 Formato del MNC
Il MNC è parte integrante dell’IMSI. L’IMSI è costituito da tre parti: – Il MCC; l’ITU-T, organo responsabile per l’attribuzione dei MCC, ha attribuito alla Svizzera il seguente codice: 228; – Il MNC;
– Il MSIN; questo codice è amministrato dal titolare del MNC.
XX cifre 3 cifre 2 cifre (max. 10 cifre) MCC MNC MSIN IMSI (max. 15 cifre)
Per le reti GSM/UMTS/LTE o tecnologie novatrici equivalenti, il MNC è formato da due cifre. Per altre applicazioni, l'UFCOM può attribuire i MNC di tre cifre.
11.3 Regole di attribuzione
Su richiesta, l'UFCOM attribuisce a un FST un MNC conformemente alle condizioni stabilite nell'articolo 47 ORAT [2].
12 Attribuzione di un T-MNC
12.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione dei T-MNC si basa sulla norma ETSI ETS 300 392-1 [24]. L'UFCOM attribuisce un T- MNC a ogni titolare di una concessione di radiocomunicazione.
12.2 Formato del T-MNC
Il T-MNC è parte integrante «dell'Individual TETRA Subscriber Identities» (ITSI). L’ITSI è costituito da tre parti; l’indicativo del paese mobile (MCC), il codice di rete TETRA mobile (T-MNC) e il numero d’identificazione d’abbonamento mobile (SSI). Per le reti TETRA, il T-MNC è formato da quattro cifre.
12.3 Regole di attribuzione
Di principio, a ogni FST registrato o titolare di una concessione viene attribuito un solo T-MNC, su richiesta motivata.
13 Attribuzione di un codice del fabbricante
13.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione di un codice del fabbricante si basa sulla raccomandazione ITU-T T.35 [16].
13.2 Struttura del codice del fabbricante
Il codice del fabbricante è costituito da tre parti: – il prefisso nazionale (1 byte); l’ITU-T, organo responsabile per l'attribuzione dei prefissi nazionali, ha attribuito alla Svizzera il seguente codice binario: 1 0 1 0 0 1 1 0 – il codice del fabbricante (1 byte); – il codice interno del fabbricante (1 byte).
13.3 Regole di attribuzione
– A ogni organizzazione, l'UFCOM attribuisce di principio un solo codice del fabbricante. – I fabbricanti sono responsabili dell'attribuzione e della gestione di ogni singolo codice interno.
14 Attribuzione di un codice di esercente
14.1 Riferimenti normativi
L'attribuzione del codice di esercente per reti interconnesse si basa sulla raccomandazione ITU-T M.1400 [13]. L'attribuzione del prefisso nazionale si basa sulla norma ISO 3166 [4].
14.2 Struttura del codice di esercente
Il codice di esercente fa parte del formato generale dello strato 1 per l'identificazione dei collegamenti internazionali e nazionali di qualsiasi genere (linee affittate, blocchi digitali, ecc.), conformemente alle disposizioni della raccomandazione M.1400 [13]. I codici di esercente sono costituiti al massimo da sei caratteri alfabetici o alfanumerici. Questi codici possono essere attribuiti una sola volta a livello mondiale. Il formato generale di base segue lo schema seguente:
Formato di Codice di Prefisso Città A / Suffisso / / identificazione esercente nazionale Barra Lettere / Barra Lettere / Barra Caratteri Caratteri Lettere obliqua cifre obliqua cifre obliqua Numero di caratteri ISO 3166
14.3 Autorità di mediazione
Nel caso di domande di attribuzione di un codice di esercente nazionale o internazionale, l'UFCOM agisce quale autorità di mediazione nei confronti dell'ITU-TSB, l'istanza internazionale responsabile
dell'attribuzione dei codici di esercente. Le domande vengono esaminate e infine trasmesse all'ITU- TSB che assicura l'attribuzione unica a livello mondiale di ogni codice di esercente.
Biel/Bienne, il 18 novembre 2020
Bernard Maissen Direttore
Allegato A (raccomandazione) Struttura dell'elenco svizzero (SDIT) L'UFCOM raccomanda alle organizzazioni che gestiscono un First Level DSA di creare il proprio SDIT in base alla struttura riportata qui di seguito. La struttura dell'elenco svizzero è costituita da una sottostruttura geografica, il «Swiss Geographic Directory Information Tree» (SGDIT), e dalle regole per l'attribuzione dei nomi di organizzazioni all'interno dell'SGDIT. A.1 Struttura dell'SGDIT La figura seguente illustra schematicamente l'SGDIT.
Figura 3: Arborescenza dell’elenco svizzero composto da un sotto gruppo geografico
Sono consentiti i seguenti attributi geografici: 1. «StateOrProvinceName» Il tipo di attributo «StateOrProvinceName», utilizzato come parte integrante di un nome di elenco, identifica il Cantone svizzero in cui si trova fisicamente l'oggetto menzionato o a cui l'oggetto è attributo in altro modo. 2. «LocalityName» Il tipo di attributo «LocalityName», utilizzato come parte integrante di un nome di elenco, identifica il Comune in cui si trova fisicamente l'oggetto menzionato o a cui l'oggetto è attribuito in altro modo. L'UFCOM mette a disposizione delle cerchie interessate l'elenco ufficiale dei nomi dei Cantoni e dei Comuni di ciascun Cantone. Solo l'UFCOM ha la facoltà di modificare il contenuto dell'elenco. L'elenco esiste soltanto in formato elettronico. Ogni riga dell'elenco corrisponde al nome di un Cantone o di un Comune. Se il nome di un Cantone o di un Comune può essere scritto in vari modi, tutte le varianti appaiono sulla stessa riga, separate da una virgola. Per comporre i nomi dei Cantoni e dei Comuni si utilizza l’alfabeto internazionale definito nella raccomandazione ITU-T T.50 [17]. I nomi dei Cantoni e dei Comuni possono essere utilizzati come nome RDN.
A.2 Regole per l'attribuzione dei nomi di organizzazioni All'interno dell'SGDIT, un'organizzazione è identificata dal proprio nome (tipo di attributo: Organization Name). I nomi delle organizzazioni sono attribuiti dall'UFCOM o da un'organizzazione che gestisce un FLDSA. L'UFCOM mette a disposizione delle cerchie interessate un elenco dei gestori di FLDSA. I nomi di organizzazioni attribuiti dall'UFCOM sono univoci all'interno dell'SGDIT. A ogni nome di organizzazione viene attribuito automaticamente un numero di registrazione univoco (registration- Number). Per identificare un'organizzazione è possibile utilizzare equiparatamente il nome dell'organizzazione, il numero di registrazione o la combinazione dei due. L'UFCOM tiene un registro dei nomi delle organizzazioni e dei rispettivi numeri di registrazione. I nomi delle organizzazioni attribuiti da un gestore di FLDSA sono univoci soltanto se associati al numero di registrazione del gestore corrispondente. Questo numero di registrazione deriva da un identificatore univoco, attribuito al gestore di FLDSA dall'UFCOM. Per i nomi di organizzazioni si utilizza lo stesso alfabeto internazionale previsto per i nomi RDN. A.2.1 Nome RDN all'interno dell'SGDIT Il nome dell'organizzazione può essere utilizzato come nome RDN soltanto se: – è stato attribuito dall'UFCOM; – è costituito dalla combinazione di un nome qualsiasi e di un numero di registrazione univoco attribuito da un'organizzazione che gestisce un FLDSA. Il nome RDN può essere attribuito a livello di Paese, Cantone o Comune. A.2.2 Numero di registrazione La seguente classe d'oggetto [21] identifica il numero di registrazione: registration OBJECT-CLASS SUBCLASS OF top MAY CONTAIN { registrationNumber} registrationNumber ATTRIBUTE WITH ATTRIBUTE-SYNTAX objectIdentifierSyntax SINGLE VALUE