FF 2026 1856
Messaggio concernente il decreto federale sul finanziamento delle centrali elettriche di riserva
1 Situazione iniziale
1.1 Problematica e necessità del credito, importanza del progetto da finanziare
Per contrastare l’aumentato rischio di una penuria di energia elettrica e rafforzare l’approvvigionamento energetico nei mesi invernali, nel 2022 il Consiglio federale aveva adottato diverse misure che includevano una riserva complementare di energia elettrica proveniente da centrali elettriche di riserva con la stipula di contratti con tre centrali elettriche di riserva temporanee a Birr (GE Vernova nel Cantone di Argovia), Cornaux (Groupe E nel Cantone di Neuchâtel) e Monthey (Compagnie industrielle de Monthey SA [CIMO] nel Cantone del Vallese). La base legale è l’ordinanza del 25 gennaio 20231 sulla riserva invernale (OREI), in vigore sino a fine 2030. Il 20 giugno 2025 il Parlamento ha inserito la riserva di energia termica nella legge del 23 marzo 20072 sull’approvvigionamento elettrico (LAEl)3. L’entrata in vigore della revisione della LAEl è prevista per il 1° luglio 2027. I contratti per le centrali elettriche di riserva esistenti sono scaduti a fine primavera del 2026. Per sostituirli, l’Ufficio federale dell’energia (UFE) ha indetto un bando pubblico e successivamente condotto trattative dirette. Con il presente messaggio viene chiesto un credito d’impegno per la stipula di contratti a lungo termine con le quattro centrali elettriche di riserva necessarie. A partire dal 2028/29 si intendono trasferire i contratti e il finanziamento di dette centrali elettriche di riserva alla società nazionale di rete Swissgrid, in virtù di una base legale nella LAEl che deve essere ancora creata. Poiché al momento attuale è la Confederazione a contrarre tutti gli impegni, viene comunque sottoposto al Parlamento per approvazione l’intero credito d’impegno (v. cap. 3.2.7).
1.1.1 Rischi per l’approvvigionamento energetico a partire dal 2026
I rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Europa e in Svizzera sono notevolmente aumentati negli ultimi anni. La situazione geopolitica è tesa e, secondo la valutazione della Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom), l’evoluzione della situazione dell’approvvigionamento rimarrà molto incerta anche negli anni a venire. Un approvvigionamento energetico sicuro è essenziale per la popolazione e l’economia. La Svizzera deve essere in grado di garantire, sul breve e medio periodo, che in caso di penuria di elettricità in Europa ci sia la possibilità di attingere a riserve sufficienti.
Secondo le analisi dei rischi condotte dalla Confederazione, una penuria di elettricità grave comporterebbe danni ingenti, dell’ordine di miliardi, per l’economia. Il Rapporto sull’analisi nazionale dei rischi4 presentato dall’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) nel 2025 evidenzia che il secondo rischio maggiore per il Paese è costituito da una penuria prolungata di energia elettrica durante l’inverno. Secondo le stime dell’UFPP, una riduzione del 30 per cento dell’approvvigionamento elettrico per 12 settimane in inverno causerebbe danni complessivi per 84 miliardi di franchi.
1.1.2 Raccomandazione della ElCom
Al fine di ridurre la probabilità che si manifesti una situazione di grave penuria di elettricità, alla luce delle criticità legate all’approvvigionamento energetico vissute nell’inverno 2022/23 il Consiglio federale ha anticipato tramite ordinanza la base legale per una riserva di energia elettrica. Successivamente, il Consiglio federale e il Parlamento hanno sancito per legge la riserva di energia elettrica procedendo alla revisione della LAEl e alle modifiche degli atti normativi correlati nella legge del 23 dicembre 20115 sul CO2 e nella legge del 30 settembre 20166 sull’energia (LEne)7. La ElCom, responsabile della definizione dei valori di riferimento della riserva di energia elettrica, ha formulato la raccomandazione8 di affiancare alla riserva di energia idroelettrica una capacità di riserva con una potenza continua di almeno 500 megawatt (MW) a partire dal 2030 e di 700–1400 MW a partire dal 2035 per poter affrontare situazioni critiche. La potenza di riserva raccomandata tiene conto delle incertezze relative alle future capacità di importazione transfrontaliere.
Le analisi della ElCom dimostrano che non si può fare a meno di centrali elettriche di riserva in grado di offrire un’elevata disponibilità continua. Solo le centrali elettriche di riserva possono erogare in breve tempo, all’occorrenza, potenze di varie centinaia di MW e fornire energia in modo continuo per periodi di tempo prolungati.
1.1.3 Centrali elettriche di riserva sino a fine primavera 2026
I contratti per le attuali centrali elettriche di riserva di Birr GE Vernova, Cornaux e Monthey, con una potenza totale di 336 MW, sono scaduti alla fine di aprile e alla fine di maggio 2026.
1.1.4 Centrali elettriche di riserva per un periodo di esercizio di 15 anni
Il 14 maggio 2025, sulla base dell’OREI, il DATEC ha proceduto alle aggiudicazioni per i qui esposti progetti di centrali elettriche di riserva con una potenza elettrica complessiva di 583 MW. Gli impianti in questione potranno essere pronti all’impiego nei prossimi tre–cinque anni. Ciò significa che i requisiti della ElCom in tema di capacità di riserva (almeno 500 MW) saranno soddisfatti a partire dal 2030. Per il periodo a partire dal 2035, per il quale la ElCom stima un fabbisogno di riserva tra i 700 e i 1400 MW, sarà necessario che a tempo debito la società nazionale di rete indica un ulteriore bando pubblico.
I due progetti della società Getec (Eiken-Sisslerfeld e Stein) sono stati successivamente fusi in un unico grande progetto per 57 MW a Stein nel Cantone di Argovia; sono stati perciò stipulati contratti per quattro progetti.
I 583 MW complessivi delle quattro centrali elettriche di riserva, la cui prontezza operativa è prevista intorno al 2030, sono in linea con le attuali raccomandazioni della ElCom di maggio 2025.
Tabella 1
Panoramica dei progetti aggiudicati e della rispettiva potenza elettrica
Gestore | Località | Potenza in MW |
|---|---|---|
CIMO | Monthey (VS) | 55 |
Getec | Eiken-Sisslerfeld (AG) | 13 |
Getec | Stein (AG) | 44 |
Sidewinder | Eiken-Sisslerfeld (AG) | 180 |
Axpo | Auhafen (BL) | 291 |
Totale [MW] | 583 |
La Confederazione ha stipulato con i gestori contratti di prestazione di servizi che li vincolano a fornire una potenza elettrica concordata durante il periodo di disponibilità. La Confederazione, quindi, non costruisce e non gestisce centrali elettriche di riserva, demandando tali attività ai gestori.
I costi per l’operatività delle centrali elettriche di riserva sono remunerati attraverso un corrispettivo annuale per la disponibilità concordato contrattualmente e corrisposto a partire dal momento della messa a disposizione. La durata del contratto è di 15 anni dalla messa a diposizione. Tuttavia, secondo l’accordo contrattuale, i gestori possono chiedere acconti prima del raggiungimento della prontezza operativa per ridurre al minimo il proprio fabbisogno di capitale e quindi i costi di finanziamento per i consumatori di energia elettrica. Tali acconti sono da considerarsi quali anticipi sul corrispettivo per la disponibilità da cui sono dedotti durante la fase di esercizio. Perché la Confederazione possa versare tali acconti, devono essere soddisfatte tre condizioni:
la revisione della LAEl9 (riserva di energia elettrica) deve essere già in vigore (l’entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2027);
i crediti d’impegno e di spesa necessari devono essere stati approvati e i fondi necessari essere inseriti nel bilancio federale;
il gestore deve prestare garanzie finanziarie a copertura degli acconti versati in caso di fallimento.
Con la stipula del contratto tra il DATEC e gli offerenti sono stati aggiudicati i lavori di pianificazione fino al permesso di costruzione nonché le necessarie attività preliminari per i quattro progetti. La fase dei lavori può avere inizio solo se sono passati in giudicato i permessi di costruzione per il progetto in questione e se il Parlamento ha stanziato il credito d’impegno per la messa a disposizione delle centrali elettriche di riserva chiesto con il presente messaggio. Per la messa a disposizione delle centrali elettriche di riserva per una durata di 15 anni, con il presente messaggio si chiedono al Parlamento un credito d’impegno e un credito addizionale per un importo complessivo di circa 2,3 miliardi di franchi (credito d’impegno per il finanziamento di centrali elettriche di riserva e credito addizionale per «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva» [V0377.01]).
1.1.5 Soluzione transitoria fino alla messa a disposizione delle centrali elettriche di riserva
Poiché i contratti delle centrali elettriche di riserva esistenti sono scaduti già alla fine della primavera del 2026 ma le prime centrali di riserva saranno disponibili non prima dell’inverno 2029/30, per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera nei mesi invernali occorre una soluzione transitoria.
Da febbraio 2027 alla fine di maggio 2030, sarà disponibile, con una potenza di 250 MW, il banco di prova per turbine a gas della società Ansaldo Energia a Birr, nel Cantone di Argovia, che verrà gestito come centrale elettrica di riserva in caso di penuria di elettricità10. Inoltre, da gennaio 2027 a fine maggio 2030 sarà disponibile come centrale di riserva anche la centrale a gas a ciclo combinato di Energie Wasser Bern (ewb) a Berna-Forsthaus, con una potenza di 50 MW. Il Parlamento ha già stanziato i crediti d’impegno per questa soluzione transitoria nel mese di dicembre 2025 (v. cap. 3.2.1).
Il contratto della centrale di riserva esistente a Cornaux (Groupe E) è stato prorogato per quattro ulteriori anni fino alla fine di maggio 2030 (v. cap. 1.2.1). Un’ulteriore proroga non è possibile, poiché l’impianto non è conforme all’ordinanza del 16 dicembre 198511 contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) e può essere messo in funzione solo con un’autorizzazione speciale.
Il contratto della centrale di riserva esistente a Monthey (CIMO) sarà prorogato fino a quando l’impianto non sarà convertito per l’esercizio a lungo termine, operazione che dovrebbe concludersi per il 2029.
I contratti delle centrali elettriche di riserva transitorie di Ansaldo Energia a Birr e di ewb a Berna-Forsthaus potrebbero essere prorogati al massimo rispettivamente fino al 2033 e fino al 2035, se ciò fosse necessario a causa di un ritardo nella realizzazione delle centrali di riserva, ad esempio a causa di opposizioni contro il permesso di costruzione. Non sono possibili ulteriori proroghe (v. cap. 1.2.1).
La soluzione transitoria con le quattro centrali elettriche di riserva menzionate offre una potenza totale di 386 MW, leggermente meno della potenza di riserva di 400 MW che la ElCom raccomanda di raggiungere entro il 2030.
1.1.6 Altri elementi costitutivi della riserva di energia elettrica
Oltre che con la riserva di energia idroelettrica, la riserva di energia elettrica deve essere coperta principalmente attraverso centrali elettriche di riserva alimentabili con combustibili che non causano emissioni aggiuntive di CO2 fossili. Agli impianti si affiancano gruppi elettrogeni di emergenza, impianti di cogenerazione e una riserva nel consumo. La combinazione di tutti gli elementi costitutivi della riserva rende possibile una riserva di energia elettrica robusta che offre le migliori garanzie per l’approvvigionamento elettrico della Svizzera.
La riserva idroelettrica è un sistema di accumulazione di energia: l’acqua negli invasi viene trattenuta come scorta di emergenza per coprire i mesi critici verso la fine dell’inverno. Tuttavia, la riserva idroelettrica non porta al sistema energia aggiuntiva e non consente di affrontare le situazioni di approvvigionamento critiche per tempi prolungati.
I gruppi elettrogeni di emergenza sono progettati per un impiego a breve termine, misurabile in ore o giorni. Un piano logistico generale per la fornitura di combustibile diesel può aumentare la durata di esercizio fino a tre settimane. I gruppi elettrogeni di emergenza comportano costi contenuti, ma non sono adatti a un esercizio continuo a lungo termine. Costituiscono perciò un’integrazione preziosa, ma non possono sostituirsi alle centrali elettriche di riserva. Sia i costi che l’entità dei gruppi elettrogeni di emergenza saranno determinati da Swissgrid mediante bandi pubblici periodici a partire dall’inverno 2028/29; l’entità sarà definita dalla ElCom.
Durante il periodo critico invernale, gli impianti di cogenerazione esistenti in genere funzionano già a pilotaggio termico o forniscono prestazioni di servizio relative al sistema nella rete elettrica e non possono offrire un contributo significativo alla riserva di energia elettrica. Questa valutazione è stata effettuata, tra l’altro, dall’associazione di settore Powerloop.
Per quanto concerne la riserva nel consumo, dall’inverno 2027/28 potrebbe essere coperta contrattualmente attraverso un bando pubblico indetto da Swissgrid, dopo l’entrata in vigore della revisione della LAEl. Le imprese che consumano grandi quantità di elettricità si impegnano, a fronte di un’indennità, a ridurre i loro consumi in caso di imminente penuria. I dettagli e l’entità della riserva nel consumo da creare non sono stati ancora definiti. I costi e l’entità possibile saranno determinati mediante bandi pubblici; in ultima analisi sarà la ElCom a definire l’entità effettiva. Attraverso la tariffa riscossa per la riserva di energia elettrica, che è parte del corrispettivo per l’utilizzazione della rete di trasporto, i costi della riserva ricadono sui consumatori di elettricità12.
1.2 Panoramica complessiva delle centrali elettriche di riserva
Tabellea 2
Panoramica complessiva della potenza elettrica delle centrali elettriche di riserva e degli altri elementi costitutivi della riserva di energia elettrica
Potenza elettrica delle centrali di riserva in MW | Fino al 2026 | Soluzione transitoria da gennaio 2027 | Centrali di riserva a partire dal 2030 circa |
|---|---|---|---|
Birr GE (AG) | 250 MW (in fase di smantellamento) | ||
Cornaux (NE) | 36 MW | 36 MW | |
Monthey (VS) | 50 MW | 50 MW | 55 MW |
Birr Ansaldo (AG) | 250 MW | ||
Bern-Forsthaus (BE) | 50 MW | ||
Stein (AG) | 57 MW | ||
Eiken-Sisslerfeld (AG) | 180 MW | ||
Auhafen (BL) | 291 MW | ||
Potenza totale | 336 MW | 386 MW | 583 MW |
Altri elementi costitutivi della riserva di energia elettrica | Gruppi elettrogeni di emergenza; riserva di energia idroelettrica | Gruppi elettrogeni di emergenza; riserva di energia idroelettrica | Gruppi elettrogeni di emergenza; riserva di energia idroelettrica; riserva nel consumo |
Raccomandazione | 400 MW* | 400 MW*, | 500 MW** |
Dal 2035 |
* Raccomandazione della ElCom del 28 luglio 2023, esclusa la riserva idroelettrica.
** Raccomandazione della ElCom dell’8 maggio 2025, esclusa la riserva idroelettrica.
1.3 Alternative esaminate
1.3.1 Mantenimento in esercizio delle centrali elettriche di riserva esistenti
Nell’inverno 2022/23, in virtù delle disposizioni della legge del 17 giugno 2016 sull’approvvigionamento del Paese il DATEC aveva stipulato un contratto con due centrali a gas a ciclo combinato dismesse, cioè Monthey di CIMO con una potenza di 50 MW e Cornaux di Groupe E con una potenza di 36 MW. Inoltre, la società GE Vernova ha costruito una centrale di riserva temporanea da 250 MW di potenza nel comune di Birr, con turbine a gas noleggiate dalla Confederazione. I contratti erano a tempo determinato, rispettivamente fino alla fine di aprile e alla fine di maggio 2026. La Confederazione ha valutato se mantenere in esercizio questi impianti.
Per la centrale elettrica di riserva di Monthey è stato possibile realizzare la proroga, con la necessità di intervenire con ampi lavori di rinnovamento e un potenziamento per l’impiego di liquidi per proseguire l’esercizio per 15 anni.
Non è stato possibile mantenere in esercizio la centrale elettrica di riserva di GE Vernova a Birr per motivi legali: infatti, con la messa a disposizione della centrale ne era stato disposto lo smantellamento entro la fine del 2026, e la proroga dello stesso sarebbe stata possibile solo applicando il diritto di necessità. Inoltre, l’offerta di GE Vernova per il mantenimento in esercizio era più costosa rispetto alla soluzione transitoria, scelta in seguito, di avvalersi del banco di prova delle turbine di Ansaldo nella stessa località.
La centrale di riserva di Cornaux può essere utilizzata per la riserva di energia elettrica solo per un periodo limitato fino al 2030, poiché non rispetta gli attuali valori limite dell’OIAt e il suo impiego richiede perciò un’autorizzazione speciale. Un ammodernamento con un cosiddetto catalizzatore SCR (dall’inglese «selective catalytic reduction», riduzione catalitica selettiva) per ridurre gli ossidi di azoto contenuti nei gas di scarico delle turbine a gas sarebbe possibile solo con un permesso di costruzione. Tuttavia, il Cantone di Neuchâtel ha più volte confermato che un tale permesso non sarebbe stato concesso.
Il banco di prova per turbine di Ansaldo a Birr, utilizzato come centrale elettrica di riserva per la soluzione transitoria a partire dall’inverno 2026/27, può essere tenuto a disposizione per la riserva termica, se necessario, mediante proroga del contratto fino al 2033. Un’ulteriore proroga non è possibile, poiché la società GE Vernova, proprietaria dell’area, fa valere per il periodo successivo un’esigenza per fabbisogno proprio.
Anche il contratto della centrale elettrica di riserva di Berna-Forsthaus può essere prorogato. Tuttavia, poiché la città di Berna disattiverà la rete del gas, ciò sarà possibile solo fino al 2035.
1.3.2 Impiego di gruppi elettrogeni di emergenza per la riserva
La Confederazione ha sotto contratto gruppi elettrogeni di emergenza con una potenza elettrica di circa 300 MW, impiegabili per la riserva di energia elettrica. La costruzione aggiuntiva di centri di calcolo potrebbe portare in futuro a un ulteriore aumento della potenza impegnata tramite contratto.
È stato verificato quali misure sarebbero necessarie per far soddisfare ai gruppi elettrogeni di emergenza in esame i requisiti della raccomandazione della ElCom dell’8 maggio 2025 in materia di potenza continua. Vi sono tuttavia alcuni fattori limitanti che si possono risolvere solo in parte.
Lo scopo dei gruppi elettrogeni di emergenza è quello di sopperire alle interruzioni improvvise dell’approvvigionamento elettrico presso i gestori. Nella maggior parte dei casi, le interruzioni di corrente vengono risolte entro alcune ore o al più tardi entro qualche giorno. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi la loro capacità di serbatoio è sufficiente a coprire un periodo di poche ore o pochi giorni. Un esercizio continuo richiede un periodico rifornimento dei gruppi elettrogeni di emergenza, che se impiegati in gran numero richiedono ogni giorno quantità di diesel enormi; la logistica del combustibile risulta perciò impegnativa sia in termini di autocisterne che di personale. Da accertamenti con il settore è emerso che l’approvvigionamento di gruppi elettrogeni di emergenza idonei a un esercizio continuo può essere garantito solo per un periodo di tempo limitato, e in ogni caso per non più di tre settimane.
Un altro ostacolo all’esercizio continuo è che la maggior parte dei gruppi elettrogeni di emergenza, in particolare quelli più datati, non è conforme alle disposizioni dell’OIAt che disciplinano i motori a combustione stazionari e quindi si può mettere in funzione per un massimo di 50 ore all’anno. Un ammodernamento con filtri antiparticolato e catalizzatori SCR è costoso e in molti casi non praticabile per motivi di spazio. Spesso i gruppi elettrogeni di emergenza si trovano all’interno di scantinati di edifici o di container collocati sui tetti. Una disposizione derogatoria come quella applicabile fino al 2030 in virtù dell’OREI permette di superare il limite delle ore di esercizio.
Inoltre, in diversi Cantoni vige l’obbligo che tutti i motori a combustione stazionari dispongano di un sistema di recupero del calore residuo, anche se rispettano tutte le altre prescrizioni, in particolare l’OIAt. In questi Cantoni, senza recupero del calore residuo, l’esercizio annuo è limitato a 50 ore o meno. Con un adeguamento del determinante aiuto all’esecuzione della Conferenza dei servizi cantonali dell’energia è stato possibile ottenere una deroga per quanto riguarda il recupero del calore residuo nella riserva di energia elettrica. Pertanto, in futuro questa limitazione non sarà più determinante.
Nella pratica, la limitazione all’impiego continuo e a lungo termine dei gruppi elettrogeni di emergenza nasce dalla necessità di eseguire la manutenzione periodica. In genere, i motori diesel devono essere sottoposti a manutenzione ogni 500 ore di esercizio, esclusivamente ad opera di personale specializzato del produttore o del fornitore. I servizi di assistenza dei produttori sono organizzati in modo tale da garantire, in condizioni di normalità e senza penuria di elettricità, una buona copertura delle attività di manutenzione. Non dispongono delle risorse necessarie per garantire la manutenzione in una situazione in cui un gran numero di gruppi elettrogeni di emergenza viene alimentato contemporaneamente per un lungo periodo di tempo. Dopo circa 500 ore di esercizio, cioè dopo circa tre settimane, la maggior parte dei gruppi elettrogeni di emergenza non è più disponibile. Ne consegue che i gruppi elettrogeni di emergenza non si prestano in generale a essere posti in esercizio per 10 settimane consecutive.
Tuttavia, il vincolo maggiore alla loro utilità è che i gruppi elettrogeni di emergenza sotto contratto possono essere utilizzati dai gestori per uso proprio, se necessario. Ciò significa che, in caso di penuria, a partire dalla fase di contingentamento non sarebbero disponibili per la riserva di energia elettrica, perché sarebbero utilizzati per coprire il fabbisogno proprio in caso di contingentamento e disconnessioni cicliche.
I gruppi elettrogeni di emergenza rappresentano un elemento costitutivo utile della riserva di energia elettrica, ma non si pongono come sostituto equivalente delle centrali elettriche di riserva.
1.3.3 Riserva nel consumo
Con la revisione della LAEl del 20 giugno 2025 il Parlamento ha creato la base legale per una riserva nel consumo che potrebbe essere disponibile a partire dal 2028 circa. L’UFE ha commissionato uno studio sulla configurazione della riserva nel consumo13, al quale ha partecipato anche un gruppo di accompagnamento composto da rappresentanti del settore. Data la sua potenza, stimata fino a 200 MW dall’associazione di settore Gruppo dei grandi clienti di energia, la riserva nel consumo può fornire un contributo significativo alla riserva di energia elettrica. Tuttavia, a causa delle ripercussioni economiche di un impiego protratto per diverse settimane e della potenza massima e continua limitata, nessun altro elemento costitutivo della riserva può essere ragionevolmente sostituito dalla riserva nel consumo.
1.3.4 Rinuncia alle centrali elettriche di riserva
Dati gli ingenti costi della riserva di energia elettrica, è stata vagliata la possibilità di rinunciare alle centrali elettriche di riserva. L’UFPP ha stimato fino a 84 miliardi di franchi i costi conseguenti a una penuria di energia elettrica protratta per 12 settimane con una riduzione del 30 per cento dell’approvvigionamento elettrico. Una penuria di elettricità di tali proporzioni sarebbe un caso estremo, ma anche una penuria meno prolungata o meno pronunciata comporterebbe costi economici indubbiamente notevoli. Le centrali elettriche di riserva, in combinazione con altre misure, possono ridurre significativamente la probabilità di trovarsi in condizioni di penuria di elettricità. Dal punto di vista dell’economia nazionale, i costi di circa 150 milioni di franchi all’anno per le centrali elettriche di riserva sono proporzionati. L’idea di rinunciare a questa garanzia di approvvigionamento è stata quindi scartata.
1.4 Rapporto con il programma di legislatura e il piano finanziario, nonché con le strategie del Consiglio federale
Il 6 giugno 2024 il Parlamento ha approvato il messaggio sul programma di legislatura 2023–202714. Il presente affare presenta un forte legame con l’obiettivo 25 («La Svizzera garantisce un approvvigionamento energetico sicuro e stabile e promuove lo sviluppo della produzione interna di energie rinnovabili») del programma di legislatura 2023–2027. Per l’inverno 2022/23 il Consiglio federale ha istituito per la prima volta una riserva di energia idroelettrica. Questa è integrata da una riserva termica con centrali elettriche di riserva e gruppi elettrogeni di emergenza aggregati. A tal fine, nella prima metà della legislatura il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico. In questo modo si dovrebbe poter conseguire anche la creazione di nuove capacità di riserva. Ai fini della sicurezza dell’approvvigionamento è stata creata la base legale per la partecipazione alla riserva di energia elettrica di centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione.
Con il messaggio concernente la seconda aggiunta al preventivo per il 2025 e il messaggio concernente il preventivo per il 2026, il Parlamento ha approvato i crediti d’impegno e i crediti a preventivo necessari per la soluzione transitoria con una durata fino al 202615. Questi comprendono i crediti per le tre centrali elettriche di riserva esistenti, per la stipula di contratti per i gruppi elettrogeni di emergenza e per la pianificazione di centrali elettriche di riserva per il periodo a partire dal 2026.
Con la Strategia energetica 205016 e con le prescrizioni contenute nella legislazione sull’energia e sull’approvvigionamento elettrico, la Svizzera sta attuando la trasformazione del proprio approvvigionamento energetico. In occasione della votazione referendaria del 21 maggio 2017, l’elettorato svizzero ha approvato il nuovo orientamento della legislazione in materia energetica17, in vigore dall’inizio del 2018, e come ulteriore sviluppo della Strategia energetica18, il 9 giugno 2024 ha approvato la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili19. La situazione giuridica è stata risanata e le disposizioni dell’OREI concernenti la costituzione di una riserva termica e l’addossamento dei costi ai clienti dell’energia elettrica sono stati quindi elevati formalmente a rango di legge. Il disegno, che comprende una revisione della LEne e della LAEl, potenzia ulteriormente le energie rinnovabili nazionali e incrementa la sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera, soprattutto in inverno. Istituisce inoltre una riserva di energia idroelettrica obbligatoria. Per contrastare l’aumentato rischio di una penuria energetica nell’inverno 2022/23 e rafforzare l’approvvigionamento energetico nei mesi invernali, è stata istituita anche una riserva di energia termica. L’entrata in vigore della relativa base legale è prevista per il 1° luglio 2027 (v. n. 1.1).
1.5 Interventi parlamentari
Con la proposta di decreto federale non viene tolto dal ruolo alcun intervento parlamentare.
2 Procedura preliminare, in particolare procedura di consultazione
Ai sensi dell’articolo 3 capoverso 1 lettera d della legge del 18 marzo 200520 sulla consultazione (LCo), viene indetta una procedura di consultazione, tra l’altro, per progetti di ampia portata politica, finanziaria, economica, ecologica, sociale o culturale. Nel presente caso si può rinunciare allo svolgimento di una procedura di consultazione sulla base dell’articolo 3a capoverso 1 lettera b LCo. Poiché si tratta di un disegno finanziario che si fonda su basi legali esistenti, per principio non richiede lo svolgimento di una consultazione. La relativa base legale formale è stata approvata dalle Camere solo nel 2025. Inoltre, le posizioni delle cerchie interessate sono note, essendo emerse informazioni ampie e importanti dalla consultazione relativa alla modifica della LAEl (riserva di energia elettrica), svoltasi dal 28 giugno al 20 ottobre 2023. Anche durante il processo parlamentare, nonché in seguito all’approvazione del disegno, c’è stato nel 2025 un ampio dibattito pubblico sul tema delle centrali elettriche di riserva, in particolare nei media. Dal 2022, inoltre, sono state svolte diverse consultazioni21 sulle revisioni dell’OREI, che funge da base per i crediti addizionali. Inoltre, il disegno è stato sottoposto per parere alla segreteria della Commissione della concorrenza. Per i suddetti motivi, è improbabile che una procedura di consultazione possa far emergere nuove informazioni.
2.1 Stima dei costi per le centrali elettriche di riserva nel messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica) del 1° marzo 2024
Con il messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica) del 1° marzo 2024 è stata comunicata una stima dei costi di 180 milioni di franchi all’anno per 15 anni per 1000 MW di potenza da centrali elettriche di riserva. Ciò corrisponde a un importo totale di 2,7 miliardi di franchi. Tale importo comprendeva i costi di investimento necessari, stimati in 1,1 miliardi di franchi, per la costruzione delle centrali elettriche di riserva. Il restante importo copriva i costi di capitale e i costi per garantire la disponibilità delle centrali elettriche di riserva per 15 anni. Negli ultimi anni i costi di investimento per la costruzione di centrali elettriche hanno subito un aumento considerevole. In particolare, i costi legati all’acquisto delle turbine a gas e dei grandi motori diesel sono aumentati fortemente a causa della situazione del mercato. I prezzi sono stati spinti al rialzo soprattutto da tre fattori. In primo luogo, il fabbisogno di centrali termiche è cresciuto sulla spinta del maggior fabbisogno di energia elettrica di molti Paesi. In secondo luogo, è evidente l’incremento su larga scala dei centri di calcolo e dati ad alto consumo energetico In terzo luogo, il potenziamento su larga scala a livello europeo di impianti di produzione di energia non controllabili (come le centrali fotovoltaiche ed eoliche) e di nuovi impianti che consumano energia elettrica (come le pompe di calore e le forme di mobilità elettrica) porta con sé alcune sfide per la stabilizzazione della rete, facendo lievitare la domanda di centrali termiche. In particolare, la Germania ha annunciato la costruzione di centrali a gas su larga scala. Anche i costi per l’operatività delle centrali elettriche di riserva per 15 anni risultano maggiori rispetto alle precedenti stime. Ciò è dovuto al fatto che il Parlamento, con la revisione della LAEl del 20 giugno 2025, ha soppresso la possibilità per i gestori delle centrali elettriche di riserva, ancora esistente ai sensi dell’OREI, di utilizzare gli impianti per prestazioni di servizio relative al sistema. Le possibili entrate venute a mancare sono state compensate dai gestori con un aumento del corrispettivo per la disponibilità.
3 Tenore del decreto di finanziamento
3.1 Proposta del Consiglio federale e motivazione
Ai fini della messa a disposizione per una durata di 15 anni delle centrali elettriche di riserva previste, che saranno pronte all’impiego a partire dal 2030 circa, con il presente messaggio il Consiglio federale chiede al Parlamento i necessari crediti d’impegno e addizionali per circa 2,3 miliardi di franchi. Senza i crediti d’impegno in questione non si possono realizzare le centrali elettriche di riserva previste.
I contratti delle due centrali elettriche di riserva transitorie, quella di Ansaldo Energia a Birr con una potenza di 250 MW e quella di ewb a Berna-Forsthaus con una potenza di 50 MW, possono essere prorogati al massimo rispettivamente fino al 2033 e al 2035. Dopodiché non sarebbero più disponibili centrali elettriche di riserva, il che impedirebbe di garantire l’approvvigionamento elettrico in situazioni straordinarie.
Per l’avvio dei lavori di pianificazione fino al permesso di costruzione delle centrali elettriche di riserva è necessario un credito addizionale di 100 milioni di franchi in aggiunta al credito d’impegno «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva». Tale credito addizionale copre gli acconti necessari per i componenti degli impianti che i promotori dei progetti devono ordinare prima di quanto precedentemente ipotizzato. L’anticipazione degli acconti permette di garantire prezzi definiti e date di consegna concordate. Nel complesso non vi è una necessità maggiore di fondi quanto piuttosto il bisogno di effettuare gli investimenti anticipatamente, così da evitare ritardi ed eventuali costi aggiuntivi nel corso del progetto. Le uscite attinenti ai crediti d’impegno richiesti non incidono sul bilancio della Confederazione. I costi sono addossati ai consumatori finali per il tramite di Swissgrid.
L’attuale credito d’impegno «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per la soluzione transitoria riguardante la centrale elettrica di riserva di Monthey deve essere aumentato di 31,3 milioni di franchi, al fine di finanziare le misure di ammodernamento necessarie e una revisione della turbina a gas. Soltanto in questo modo si potrà garantire una disponibilità ininterrotta di tale centrale fino a quando non saranno disponibili le altre centrali elettriche di riserva. Anche in questo caso non si tratta di costi aggiuntivi ma di uscite anticipate, segnatamente in riferimento alla revisione della turbina a gas, originariamente prevista nel quadro del contratto a lungo termine. In compenso, i costi dei lavori di ristrutturazione per la soluzione a lungo termine diminuiranno a partire dall’estate del 2029.
3.2 Crediti d’impegno
3.2.1 Precedenti crediti d’impegno per la riserva termica
Ai fini della costituzione di una riserva termica, il Parlamento ha stanziato crediti d’impegno e addizionali per un importo di 1,071 miliardi di franchi, da erogare in tappe a partire dal 2022. Di tale somma, 954,4 milioni di franchi sono destinati alle centrali elettriche di riserva, 66,4 milioni di franchi ai gruppi elettrogeni di emergenza e 50 milioni di franchi alla pianificazione di centrali elettriche di riserva. I più recenti crediti addizionali destinati a una soluzione transitoria fino al 2030 comprendevano 332,4 milioni di franchi per le centrali elettriche di riserva e 19,9 milioni di franchi per i gruppi elettrogeni di emergenza.
Tabella 3
Crediti d’impegno stanziati finora per la riserva termica
Crediti d’impegno stanziati | Credito | Importo |
|---|---|---|
Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI | V0377.00 | 954,4 |
Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva | V0377.01 | 50 |
Gruppi elettrogeni di emergenza | V0382.00 | 66,4 |
Totale [mio. fr.] | 1070,8 |
3.2.2 Crediti d’impegno o addizionali da richiedere
Per garantire ulteriormente la riserva termica dalle centrali elettriche di riserva, con il presente messaggio vengono sottoposti all’approvazione del Parlamento tre crediti d’impegno:
– un nuovo credito d’impegno di 2,180 miliardi di franchi a partire dal 2027 per la messa a disposizione di centrali elettriche di riserva con una durata d’esercizio a lungo termine di 15 anni, che saranno pronte all’impiego a partire dal 2030 circa (n. 3.2.1);
– un credito addizionale (V0377.01) di 100 milioni di franchi a partire dal 2027 per la pianificazione e le attività preliminari riguardanti le centrali elettriche di riserva; nel complesso non vi è una necessità maggiore di fondi quanto piuttosto il bisogno di effettuare gli investimenti anticipatamente, così da evitare ritardi ed eventuali costi aggiuntivi nel corso del progetto (n. 3.2.2);
– un credito addizionale (V0377.00) di 31,3 milioni di franchi dal 2028 in aggiunta al credito d’impegno «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per il mantenimento in esercizio della centrale di riserva di Monthey; anche in questo caso non si tratta di costi aggiuntivi ma di uscite anticipate, segnatamente in riferimento alla revisione della turbina a gas, originariamente prevista nell’ambito del contratto a lungo termine. In compenso i costi dei lavori di ristrutturazione per la soluzione a lungo termine diminuiranno a partire dall’estate del 2028 (n. 3.2.3).
Le basi legali per i crediti d’impegno in questione sono esposte nel capitolo 5.
3.2.3 Credito d’impegno per il finanziamento di centrali elettriche di riserva
I contratti di servizio per le quattro centrali elettriche di riserva hanno una durata di 15 anni a decorrere dalla data in cui devono essere pronte all’impiego (ca. 2030). I gestori ricevono un corrispettivo annuale per la disponibilità concordato contrattualmente, a copertura di tutti i costi legati all’operatività delle centrali elettriche di riserva, compreso l’ammortamento degli investimenti. I contratti possono essere disdetti dalla Confederazione in qualsiasi momento, con addossamento delle spese. In caso di risoluzione contrattuale non imputabile al gestore, i costi conseguenti alla risoluzione dovrebbero essere sostenuti dalla Confederazione. Può trattarsi di importi notevoli a dipendenza del momento in cui il contratto in questione viene disdetto, dato che per costruire le centrali elettriche di riserva i gestori effettuano investimenti significativi che devono essere compensati anche in caso di risoluzione. In ogni caso, il costo di una risoluzione ammonta al massimo alla somma di tutti i compensi per la disponibilità ancora dovuti (per un massimo di 15 anni).
Il costo totale per la messa a disposizione delle centrali elettriche di riserva con una potenza totale di 583 MW e la garanzia della loro disponibilità per 15 anni ammonta a 1,880 miliardi di franchi. A ciò si aggiunge una riserva di pianificazione di 300 milioni di franchi, costituita in previsione degli aumenti dei costi cagionati da eventuali ritardi nelle procedure di pianificazione o approvazione. L’ammontare della riserva di pianificazione si basa su indici di prezzo specifici del settore. Il sufficiente dimensionamento della riserva di pianificazione rispecchia il grado delle possibili incognite. Invece, la riserva di pianificazione non include le modifiche relative all’IVA e le deviazioni dalle stime concernenti il rincaro calcolate (0,8 %).
Il nuovo credito d’impegno richiesto, per un importo di 2,180 miliardi di franchi (incl. riserva di pianificazione e IVA), è ripartito tra le singole centrali elettriche di riserva come indicato nella tabella seguente:
Tabella 4
Nuovo credito d’impegno per centrali elettriche di riserva (IVA incl.)
Nuovo credito d’impegno | Importo |
|---|---|
Costruzione ed esercizio centrali di riserva a lungo termine | 2180 |
di cui Monthey (CIMO) | 100 |
di cui Stein (Getec) | 200 |
di cui Eiken-Sisslerfeld (Sidewinder) | 610 |
di cui Auhafen (Axpo) | 970 |
di cui riserva di pianificazione (16 %) | 300 |
Totale [mio. fr.] | 2180 |
Il credito richiesto comprende esclusivamente le uscite attinenti alla costruzione e alla prontezza operativa delle centrali elettriche di riserva. Non sono incluse le uscite aggiuntive che in un’eventuale situazione di penuria di elettricità comporterebbe l’effettivo prelievo da dette centrali (costi del combustibile ed eventuali costi di compensazione dell’energia). L’entità delle uscite da sostenere in un caso del genere dipende fortemente dallo specifico scenario e non può essere quantificata in maniera attendibile, benché si possa immaginare che in questo caso i prezzi del combustibile sarebbero molto elevati. Queste uscite saranno conteggiate direttamente da Swissgrid con il gestore e imputate alla tariffa per la riserva di energia elettrica. La Confederazione intende giungere a un accordo in tal senso con Swissgrid; fino a quel momento, rimane responsabile del pagamento dei costi che insorgono rapidamente e dovrebbe richiedere i relativi crediti (v. anche n. 3.2.11). Di conseguenza, neppure queste uscite sono incluse tra le ripercussioni sulla tariffa per la riserva di energia elettrica (v. n. 4.1). Tuttavia, a queste uscite si contrappongono le entrate generate dall’elettricità prodotta, che eccedono i costi quando i prezzi dell’elettricità sono elevati.
3.2.4 Credito addizionale per pianificazione e attività preliminari
L’attuale credito d’impegno di 50 milioni di franchi per i lavori di pianificazione e le attività preliminari concernenti centrali elettriche di riserva prima del rilascio di un permesso di costruzione sarà aumentato di 100 milioni di franchi a un importo complessivo di 150 milioni di franchi. Nel complesso non vi è una maggiore necessità di fondi quanto piuttosto il bisogno di effettuare gli investimenti anticipatamente, così da evitare ritardi ed eventuali costi aggiuntivi nel corso del progetto.
I due progetti Eiken-Sisslerfeld di Sidewinder e Stein di Getec devono avere la possibilità di effettuare ordini consistenti prima di ottenere il permesso di costruzione, altrimenti rischiano ritardi progettuali e quindi costi supplementari. Sidewinder prevede di garantire per l’inizio del 2027 il contratto per la realizzazione con acconti al produttore della centrale elettrica («EPC contractor») e di pre-ordinare parti dell’impianto con tempi di consegna molto lunghi. Anche Getec ordinerà nel 2027 componenti che prevedono tempi di consegna lunghi (segnatamente il trasformatore). È importante che i due progetti non subiscano ritardi, pena il procrastinarsi della prontezza operativa oltre il 2033.
Affinché il credito addizionale «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva» sia disponibile in tempo utile per l’inizio del 2027, è urgente che il Parlamento discuta del messaggio onde evitare ritardi dovuti alla mancanza di credito per i due progetti Eiken-Sisslerfeld e Stein. È importante che il messaggio sia discusso dal Parlamento nella sessione autunnale e invernale del 2026 e che il decreto federale sia approvato alla fine del 2026. Se così non fosse, soprattutto Sidewinder non sarà in grado di effettuare gli ordini necessari, il che potrebbe comportare notevoli ritardi e costi aggiuntivi se non anche l’interruzione del progetto.
Non essendo prevedibile quando sarà disponibile un permesso di costruzione passato in giudicato, è stata costituita una riserva di pianificazione consistente per coprire eventuali costi aggiuntivi dovuti a uno slittamento dei termini.
Tabella 5
Credito addizionale necessario per pianificazione e attività preliminari (V0377.01)
Crediti d’impegno | Credito d’impegno | Credito | Totale |
|---|---|---|---|
Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva V0377.01 | 50 | 100 | 150 |
di cui Stein (Getec) | 10 | ||
di cui Eiken-Sisslerfeld (Sidewinder) | 60 | ||
di cui riserva di pianificazione | 30 | ||
Totale [mio. fr.] | 50 | 100 | 150 |
3.2.5 Credito addizionale per la «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per il finanziamento della soluzione transitoria per la centrale elettrica di riserva di Monthey
L’attuale credito d’impegno «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per il finanziamento della soluzione transitoria per la centrale elettrica di riserva di Monthey deve essere aumentato di 31,3 milioni di franchi per gli anni dal 2028 al 2030.
Tabella 6
Credito addizionale necessario per la «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per il finanziamento della soluzione transitoria per la centrale elettrica di riserva di Monthey
Credito d’impegno Soluzione transitoria | Credito d’impegno attuale | Credito | Totale |
|---|---|---|---|
Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI V0377.00 | 954,4 | 31,3 | 985,7 |
di cui Monthey (CIMO) | 38,5 | 31,3 | |
di cui Birr (GE) | 560,0 | ||
di cui banco di prova Birr (Ansaldo) | 275,0 | ||
di cui Forsthaus (EWB) | 25,9 | ||
di cui Cornaux (Groupe E) | 37,0 | ||
di cui riserva di pianificazione | 18,0 | ||
Totale [mio. fr.] | 954,4 | 31,3 | 985,7 |
Una disponibilità ininterrotta della centrale elettrica di riserva di Monthey presuppone che nel periodo della soluzione transitoria si effettui la revisione della turbina a gas. Non si tratta di costi aggiuntivi ma di uscite anticipate, dato che la revisione della turbina a gas era originariamente prevista nell’ambito del contratto a lungo termine. Il credito addizionale deve altresì coprire il corrispettivo per la disponibilità per due ulteriori periodi invernali, e cioè 2027/28 e 2028/29. In compenso i costi dei lavori di ristrutturazione per la soluzione a lungo termine diminuiranno a partire dall’estate del 2029.
3.2.6 Panoramica dei crediti d’impegno
Tabella 7
Panoramica dei crediti d’impegno
Panoramica dei crediti d’impegno in mio. fr. | Già | Richiesto con il | Totale | Base legale | |
|---|---|---|---|---|---|
V0377.00 | Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI (incl. soluzione transitoria) | 954,4 | 31,3 | 985,7 | OREI |
V0377.01 | Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva | 50 | 100 | 150 | OREI |
Nuovo | Soluzione a lungo termine per centrali elettriche di riserva che dovrebbero essere pronte per l’impiego dal 2030 ca. | 2180 | 2180 | LAEl | |
V0382.00 | Gruppi elettrogeni di emergenza (fino al 2028) | 66,4 | 66,4 | OREI |
3.2.7 Rinuncia a una subordinazione all’approvazione del preventivo nei contratti a partire dalla fase di costruzione
Le centrali elettriche di riserva saranno costruite da zero o, nel caso di Monthey, convertite dagli offerenti in vista di un loro utilizzo esclusivo per la riserva di energia elettrica. L’indennità di importo fisso per 15 anni di esercizio copre l’ammortamento degli investimenti, gli oneri per garantire la prontezza operativa e profitti congrui. Una subordinazione all’approvazione del preventivo nei contratti contrasterebbe con il regime di indennità fissato per tutta la durata contrattuale. I gestori si sono opposti all’inserimento nei contratti di una subordinazione all’approvazione del preventivo, poiché ciò comporterebbe rischi finanziari per loro insostenibili. Dato che una subordinazione all’approvazione del preventivo precluderebbe la conclusione dei contratti di servizio con i gestori, si è rinunciato a prevederla.
Una volta passato in giudicato il permesso di costruzione, gli offerenti necessitano del nullaosta di costruzione scritto del DATEC prima di poter avviare i lavori di costruzione delle centrali elettriche di riserva. Il DATEC può rilasciare il nullaosta di costruzione solo se il credito d’impegno necessario è stato stanziato dal Parlamento. Una corrispondente riserva in materia di credito d’impegno è contenuta nei contratti. Con il presente messaggio il Parlamento viene informato che nei contratti non è contenuta alcuna clausola di subordinazione all’approvazione del preventivo.
3.2.8 Risparmi ottenuti con le trattative dirette
Il bando pubblico, indetto nell’estate del 2023, ha fatto pervenire in totale cinque offerte per centrali elettriche di riserva per una potenza totale di 591 MW. In seguito alla rettifica delle offerte, i costi ammontavano complessivamente a 2,711 miliardi di franchi per 15 anni di operatività della potenza di riserva. Trattandosi di costi molto elevati, il DATEC ha deciso di non dare seguito al bando pubblico prediligendo il ricorso a trattative dirette con gli offerenti e numerosi altri fornitori possibili per determinare il potenziale di risparmio sui costi.
È quindi emerso che i costi elevati erano dovuti principalmente a due fattori. Il primo riguarda i costi del capitale: i gestori costruiscono le centrali elettriche di riserva per una finalità ben precisa e investono ingenti somme che possono ammortizzare nel corso dei 15 anni di durata del contratto. Per tale periodo il capitale investito deve essere remunerato, il che comporta costi molto elevati. È stata allora creata la possibilità per gli offerenti di richiedere acconti. Il capitale necessario viene acquisito da Swissgrid attraverso il supplemento rete e messo a disposizione dei gestori senza interessi. I gestori devono fornire adeguate garanzie finanziarie in modo da escludere una perdita del capitale.
In secondo luogo, inizialmente le pene convenzionali per i promotori di progetti erano molto elevate e avevano il carattere di risarcimenti danni. Quando le centrali elettriche di riserva sono in esercizio, in caso di disallineamento tra la potenza erogata e quella concordata (piano previsionale) possono insorgere costi davvero elevati per l’energia di compensazione, che per una centrale di riserva di grandi dimensioni potrebbero superare i 100 milioni di franchi già entro 24 ore. Di conseguenza, gli offerenti hanno dovuto includere nei loro conteggi accantonamenti significativi a copertura dei rischi. È stata perciò effettuata una rimodulazione delle penali per giungere a importi sufficienti a far operare i gestori con il massimo impegno per mantenere l’impianto pronto all’impiego e ad alti livelli di disponibilità. Ora un giorno di indisponibilità può comportare sanzioni fino a circa 700 000 franchi.
Attraverso gli acconti e la riduzione delle penali, i costi del progetto sono stati ridotti di circa 950 milioni di franchi a 1,762 miliardi di franchi. Questo confronto dei costi si intende al netto dell’IVA e non include i costi del primo riempimento dei serbatoi di combustibile.
L’aggiudicazione si è basata su cinque criteri, dando la ponderazione maggiore al prezzo (40 % della valutazione complessiva). Il secondo criterio di aggiudicazione (20 %) era costituito dalle emissioni specifiche di CO2. L’uso di olio vegetale idrogenato (hydrotreated vegetable oil, HVO) come combustibile ha permesso a tutti i progetti di raggiungere il punteggio massimo per questo criterio. Il terzo criterio di aggiudicazione (10 %) riguardava la fattibilità degli allacciamenti alla rete, che influiscono parecchio sul quadro dei costi e dei termini. Il quarto criterio (anch’esso 10 %) premiava la durata più breve possibile del progetto, sapendo peraltro che periodi di oltre 60 mesi avrebbero comportato l’esclusione dalla gara, essendo questo un limite fissato come criterio di idoneità. Il quinto criterio di aggiudicazione (20 %) premiava con un punteggio maggiore la qualità del progetto e dell’offerente. La valutazione complessiva e quindi la sequenza di aggiudicazione sono stati determinati dalla somma dei punteggi dei singoli criteri di aggiudicazione.
La plausibilità dei costi di progetto risultanti dalle offerte è stata verificata attingendo a cifre provenienti da studi accessibili al pubblico.
3.2.9 Rischi per i progetti
Al fine di mettere a disposizione le centrali elettriche di riserva per la riserva di energia termica, la Confederazione ha stipulato contratti di servizio con i rispettivi gestori. Pertanto, i rischi associati alla costruzione e all’esercizio delle centrali elettriche di riserva sono sostanzialmente a carico dei gestori.
Tuttavia, ci sono alcuni rischi per la Confederazione che potrebbero comportare ritardi o ripercuotersi sui costi. Per coprire i rischi è prevista una riserva di pianificazione di 300 milioni di franchi.
I crediti necessari per la durata di 15 anni vengono richiesti con il presente messaggio. Attualmente sono disponibili soltanto i fondi per la fase di pianificazione fino al permesso di costruzione. Con la firma dei contratti di servizio per la messa a disposizione delle centrali elettriche di riserva, l’UFE ha quindi autorizzato solo la pianificazione fino al passaggio in giudicato del permesso di costruzione. Perciò, i gestori delle future centrali elettriche di riserva non hanno ancora potuto stipulare contratti vincolanti con i loro mandatari e fornitori per procedere alla loro realizzazione. Ciò significa che nemmeno la determinazione dei costi è definitiva. Una volta ottenuto il permesso di costruzione, i gestori aggiorneranno le loro offerte. Nel contratto sono stati concordati valori obiettivo basati su indici per riflettere l’evoluzione dei costi. In caso di superamento di tali valori, l’UFE ha il diritto di revocare il contratto al gestore e di trasferirlo a terzi. A prescindere da ciò, la Confederazione ha sempre il diritto di disdire il contratto di servizio in qualsiasi momento. In tal caso, tuttavia, al promotore del progetto andrebbero rimborsati i costi attestati sostenuti per la pianificazione e le attività preliminari.
Se il permesso di costruzione per una delle centrali elettriche di riserva previste non potesse essere concesso anche se il promotore del progetto avesse fornito l’idonea documentazione e non avesse colpa, il progetto in questione verrebbe meno. A seconda dell’ubicazione, prima della concessione del permesso di costruzione potrebbero essere necessari un’iscrizione nel piano direttore cantonale e un adeguamento del regolamento edilizio e di utilizzazione, il che richiede tempo e comporta un ulteriore rischio procedurale per la realizzazione del progetto corrispondente. La mancata realizzabilità di un progetto di centrale elettrica di riserva comporterebbe, oltre alla perdita dei costi di pianificazione accumulati, anche l’impossibilità di garantire nella misura prevista la capacità di produzione di energia elettrica. Dovrebbe essere indetto un nuovo bando pubblico per poter acquistare la potenza di riserva mancante.
Inoltre, la valutazione della ElCom sul fabbisogno di riserva potrebbe ridursi nel corso del tempo, con la conseguenza che sarebbero stati stipulati contratti per una potenza eccessiva, la cui riduzione avrebbe comunque alcune ripercussioni sui costi. L’entità dell’impatto sui costi dipenderebbe dal momento della disdetta del contratto e quindi non può essere indicata in modo forfettario. La ElCom ha tenuto conto di questa situazione nelle sue riflessioni sul dimensionamento.
I costi delle centrali elettriche di riserva aumenterebbero anche se venisse innalzata l’aliquota IVA. Si creerebbero costi aggiuntivi anche se il rincaro fosse maggiore dello 0,8 per cento utilizzato per i calcoli, benché tali costi dovrebbero essere coperti dalla riserva di pianificazione. Infine, nei contratti l’UFE si impegna a farsi carico dei costi aggiuntivi per i gestori derivanti da modifiche imprevedibili delle basi legali.
3.2.10 Considerazione delle carenze di combustibile
L’esercizio delle centrali elettriche di riserva presuppone l’uso di grandi quantità di combustibile. Le situazioni di penuria di elettricità possono essere correlate a quelle di penuria di gas. È anche possibile che sviluppi sullo scacchiere internazionale o eventi bellici inducano una contrazione dell’approvvigionamento di petrolio e altri combustibili liquidi. Sono state adottate varie precauzioni affinché le centrali elettriche di riserva siano disponibili anche in tali frangenti. Le centrali di riserva sono alimentate con combustibili liquidi per eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas. I gestori sono tenuti a immagazzinare il combustibile necessario a coprire 16 giorni di esercizio e a garantirne il rifornimento, compresa la logistica, per 10 settimane.
3.2.11 Trasferimento dei contratti a Swissgrid dal 2028/29
I contratti per le centrali elettriche di riserva, che la Confederazione ha stipulato prima dell’entrata in vigore della revisione della LAEl per la riserva di energia elettrica, saranno trasferiti alla società nazionale di rete Swissgrid a partire dal 2028/29 in virtù di una base legale nella LAEl che deve essere ancora creata. Dal momento del trasferimento del contratto, il finanziamento delle centrali elettriche di riserva spetta alla società nazionale di rete Swissgrid. Poiché al momento attuale è la Confederazione ad assumere tutti gli impegni, l’intero credito d’impegno viene comunque sottoposto al Parlamento per approvazione, nonostante il previsto trasferimento.
3.2.12 Crediti di spesa
Al fine di garantire i piani di progetto per la realizzazione delle centrali elettriche di riserva, i primi pagamenti ai fornitori devono essere effettuati già nel corso del 2027. Pertanto, i crediti di spesa necessari tra i crediti d’impegno e addizionali di cui sopra vengono sottoposti separatamente al Parlamento già con il messaggio sul preventivo 2027. Eventuali crediti a preventivo stanziati sottostanno all’approvazione dei crediti d’impegno e addizionali qui richiesti. Le uscite non incidono sul bilancio della Confederazione, essendo fatturate alla società nazionale di rete Swissgrid e addossate ai consumatori di energia elettrica attraverso il corrispettivo per l’utilizzazione della rete.
3.2.13 Mezzi per il prelievo
Qualora risulti imminente una situazione di penuria di elettricità, Swissgrid avvia il prelievo dalle centrali elettriche di riserva e dai gruppi elettrogeni di emergenza. I gestori sono direttamente responsabili dell’acquisto dei combustibili necessari (gas naturale, HVO o diesel); i costi variabili che ne derivano vengono loro rimborsati.
L’ammontare di questi costi dipende principalmente dalla durata di utilizzo degli impianti e dai prezzi del combustibile. I costi di un prelievo sono finanziati tramite il corrispettivo per l’utilizzazione della rete. Ai costi d’esercizio si contrappongono i ricavi ottenuti con la vendita di elettricità. Se i prezzi dell’elettricità superano i 200 franchi circa per MWh, si hanno contributi di copertura positivi con i quali si vanno a ridurre i costi complessivi. La Confederazione punta a una gestione diretta della fatturazione tra i gestori e la società nazionale di rete Swissgrid. Si rinuncia alla richiesta preventiva di crediti corrispondenti, non essendo possibile offrire una stima anticipata affidabile né della durata né della frequenza di impiego delle centrali elettriche di riserva e dei gruppi elettrogeni di emergenza. Le misure precauzionali per il caso di prelievo vengono prese al di fuori del presente affare, non essendo possibile richiedere un credito a preventivo se vi è una scarsa probabilità che i fondi risultino effettivamente necessari.
3.3 Indici di costo adottati come base
Il credito d’impegno richiesto di 2,180 miliardi di franchi si basa sugli indici di costo esposti qui di seguito.
– Rincaro
– Il credito d’impegno comprende stime concernenti il rincaro dello 0,8 per cento annuo per l’intera durata. La base è costituita dall’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) alla fine del 2024, pari a 106,87 punti. Tali stime facevano già parte della documentazione del bando e vengono riportate nei contratti a titolo indicativo. Rispetto agli offerenti, devono essere adeguati al rincaro effettivo solamente i costi per il mantenimento della prontezza operativa (costi d’esercizio senza ammortamento e costi del capitale).
– IVA
– 8,1 per cento
– Gli indici di costo utilizzati per il calcolo del credito d’impegno sono riportati nel decreto federale (art. 2).
4 Ripercussioni
4.1 Ripercussioni sulla tariffa per la riserva di energia elettrica
Le centrali elettriche di riserva previste per una prontezza operativa a lungo termine, che dovrebbero essere disponibili per 15 anni presumibilmente a partire dal 2030, costeranno circa 2,3 miliardi di franchi per l’intera durata di utilizzo. Rapportando tale cifra alla tariffa per la riserva di energia elettrica, per gli anni dal 2027 al 2044 ne consegue un costo medio di 0,22 centesimi per chilowattora, compresi i costi per la soluzione transitoria e i gruppi elettrogeni di emergenza. Per un’economia domestica media con un consumo annuo di energia elettrica di 4 500 chilowattora, ciò corrisponde a un costo di 10 franchi l’anno. Per un grande consumatore industriale con un consumo annuo di 10 gigawattora, i costi ammontano a 22 000 franchi l’anno. Durante la fase di costruzione delle nuove centrali elettriche di riserva, la tariffa per la riserva di energia elettrica può aumentare per alcuni anni a causa del prefinanziamento, fino a superare gli 0,75 centesimi per chilowattora. I costi per i consumatori di energia elettrica sorgono quindi, in parte, già prima che le centrali elettriche di riserva siano pronte all’impiego. L’obiettivo è contenere il più possibile le fluttuazioni nelle tariffe. La società nazionale di rete compensa le coperture in eccesso o insufficienti entro tre anni e può quindi attenuare leggermente le fluttuazioni di breve periodo della tariffa per la riserva di energia elettrica. Una compensazione più prolungata richiederebbe un adeguamento della base legale. Rispetto al prezzo dell’elettricità, supplemento di rete incluso, le fluttuazioni dovute alla tariffa per la riserva di energia elettrica restano ampiamente al disotto del 10 per cento.
4.2 Ripercussioni per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni
Il presente progetto di finanziamento non ha ripercussioni dirette sul personale o sulle finanze della Confederazione. La società nazionale di rete Swissgrid addossa tutti i costi ai consumatori di energia elettrica. Pertanto, il progetto non incide sul bilancio della Confederazione. I lavori che spettano alla Confederazione per il dimensionamento e l’esecuzione della riserva di energia elettrica (i mezzi finanziari necessari a tal fine sono compensati internamente) sono stati descritti nel messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica)22, così come le ripercussioni per i Cantoni e i Comuni. I Cantoni e i Comuni di ubicazione possono conseguire proventi addizionali attraverso le centrali elettriche di riserva. Il paragrafo 20 capoverso 1 della legge del Cantone di Argovia del 17 gennaio 201223 sull’approvvigionamento energetico prevede che i Comuni in cui sono ubicati i grandi impianti di produzione di energia possano concordare un’indennità con il titolare della licenza d’esercizio. In questo modo i Comuni di ubicazione hanno la possibilità di percepire proventi addizionali rispetto al gettito fiscale. Con i Comuni in cui sorgeranno le nuove centrali elettriche di riserva di Eiken-Sisslerfeld e Stein è stata concordata un’indennità massima di 1000 franchi per MW di potenza elettrica installata e per anno. Inoltre, in caso di esercizio, per ogni megawattora di energia prodotta può essere prevista un’indennità fino a cinque franchi, volta a compensare gli svantaggi derivanti dalle immissioni.
4.3 Ripercussioni sull’ambiente
Le centrali elettriche di riserva sono impianti di produzione di energia termica che producono elettricità mediante turbine a gas o motori a combustione. La combustione dei vettori energetici genera emissioni che incidono sull’ambiente. Occorre distinguere tra ripercussioni dirette su persone e animali e ripercussioni che hanno un impatto sul clima. Le centrali elettriche di riserva devono rispettare tutte le prescrizioni in materia ambientale vigenti ed essere sottoposte a una procedura di autorizzazione ordinaria che include anche la redazione di un rapporto sull’impatto ambientale.
Le ripercussioni dirette comprendono il rumore e i gas di scarico quando gli impianti vengono messi in esercizio per la produzione di energia elettrica. Le turbine e i motori si trovano all’interno di stabili insonorizzati in modo che dai confini dell’area della centrale fuoriescano quantità di rumore limitate. Il rispetto delle disposizioni in materia di protezione contro l’inquinamento fonico viene verificato con misurazioni ufficiali del rumore. I gas di scarico contengono quantità residue di polveri fini, ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO) al di sotto dei valori limite dell’OIAt. Vengono utilizzati catalizzatori SCR per contenere gli ossidi di azoto e filtri antiparticolato per contenere le polveri fini. Al momento del collaudo dell’impianto, il rispetto delle norme sulle emissioni viene verificato con misurazioni ufficiali. Gli impianti sono dotati di dispositivi per la misurazione continua delle emissioni, in modo da poter rilevare eventuali variazioni dei valori dei gas di scarico durante l’esercizio. Inoltre, durante l’esercizio si producono grandi quantità di CO2, il quale pur non avendo alcun effetto sulla salute è noto come gas serra. La revisione della LAEl (riserva di energia elettrica) prevede che le centrali elettriche di riserva debbano essere alimentate con combustibili a bilancio neutro di CO224, se ciò è economicamente sostenibile. Le centrali di riserva sono quindi alimentate con HVO quale combustibile primario, con scorte atte a garantire un esercizio di 16 giorni. Se in caso di esercizio l’HVO non può più essere acquistato successivamente, si passa al diesel o all’olio da riscaldamento extra leggero. In questo caso, la partecipazione allo scambio internazionale di quote di emissioni è obbligatoria e la tassa sul CO2 è dovuta.
4.4 Ripercussioni sull’economia e la società
La riserva di energia elettrica migliora la resilienza dell’approvvigionamento, contribuendo a scongiurare o per lo meno mitigare una situazione di penuria. Va pertanto considerata come una soluzione a garanzia dell’approvvigionamento. Un approvvigionamento elettrico sicuro è fondamentale per la società e l’economia e aumenta l’attrattiva della piazza economica svizzera. Attraverso la tariffa riscossa per la riserva di energia elettrica, che è parte del corrispettivo per l’utilizzazione della rete di trasporto, i costi della riserva sono addossati ai consumatori di elettricità. I costi aggiuntivi fanno salire di circa 19 centesimi per chilowattora, ossia dell’1 per cento circa, il prezzo dell’elettricità industriale, già elevato rispetto all’estero; ciò influenza dunque l’attrattiva della piazza economica, in particolare per le aziende ad alto consumo energetico. Per contro, il sovrapprezzo medio di 10 franchi l’anno per economia domestica riduce solo marginalmente il potere d’acquisto delle stesse.
5 Aspetti giuridici
Per contrastare l’aumentato rischio di penuria energetica nell’inverno 2022/23, nel 2022 il Consiglio federale ha introdotto la riserva di energia idroelettrica e, gradualmente, una riserva di energia termica da centrali elettriche di riserva e gruppi elettrogeni di emergenza. Lo ha fatto sulla base dell’OREI, emanata in virtù degli articoli 8b capoverso 7, 9 capoverso 2 e 30 capoverso 2 LAEl.
Le quattro centrali elettriche di riserva a Monthey nel Cantone del Vallese, a Stein e Eiken-Sisslerfeld nel Cantone di Argovia e ad Auhafen Muttenz nel Cantone di Basilea Campagna che, in vista dell’entrata in vigore della LAEl (prevista per il 1° luglio 2027) entreranno in esercizio a partire dal 2030 circa, si fondano sull’OREI. Con l’entrata in vigore della nuova ordinanza sulla costituzione di una riserva di energia elettrica (ORiEl), prevista anch’essa per il 1° luglio 2027, l’OREI sarà abrogata.
5.1 Costituzionalità e legalità
La competenza dell’Assemblea federale per questa decisione in materia di crediti deriva dall’articolo 167 della Costituzione federale25 (Cost.). La competenza della Confederazione in materia di legislazione e di pagamenti ai gestori di centrali elettriche di riserva deriva dall’articolo 91 capoverso 1 Cost. Questa disposizione conferisce alla Confederazione un’ampia competenza legislativa per disciplinare il trasporto e l’erogazione di energia elettrica, competenza che comprende anche, in particolare, le misure strutturali per mantenere la sicurezza dell’approvvigionamento. Riguarda l’effettivo funzionamento delle reti elettriche, del quale la Confederazione è garante. Le centrali elettriche sono un elemento costitutivo indispensabile della riserva, in quanto permettono di mantenere la tensione della rete in situazioni eccezionali (cfr. anche il messaggio concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico [Riserva di energia elettrica]26 e le considerazioni sulla sostenibilità della base costituzionale).
La base legale del credito d’impegno per il finanziamento di centrali elettriche di riserva è costituita dall’articolo 8e capoverso 2 LAEl (riserva di energia elettrica), che stabilisce che i partecipanti alla riserva termica ricevono ogni anno un corrispettivo per la loro partecipazione, versato a partire dalla messa a disposizione. Al fine di ridurre al minimo i costi di finanziamento dei gestori – e quindi i costi per i consumatori di energia elettrica –, nei contratti con i gestori è previsto che questi ultimi possano chiedere acconti. Pertanto, i fondi corrispondenti devono essere disponibili già a partire dall’estate del 2027. La suddetta disposizione della revisione della LAEl entrerà in vigore presumibilmente il 1° luglio 2027. Ai sensi dell’articolo 32 capoverso 2 della legge federale del 7 ottobre 2005 sulle finanze della Confederazione27 (LFC), i crediti rimangono bloccati fino all’entrata in vigore del rispettivo fondamento legale. Ciò non risulta problematico in quanto i primi fondi del credito d’impegno vengono versati solo dopo il passaggio in giudicato del permesso di costruzione. Secondo le stime attuali, i primi permessi di costruzione dovrebbero essere disponibili al più presto nell’estate del 2027.
Il credito addizionale per «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva» di 100 milioni di franchi è un credito addizionale al credito d’impegno V0377.01 (seconda aggiunta al preventivo 2024). Il credito d’impegno si basa sull’articolo 8 capoverso 5 OREI. Su questa base sarebbe stato possibile rimborsare ai promotori delle centrali elettriche di riserva le spese per la pianificazione dei progetti e per le necessarie prestazioni preliminari se il progetto di legge fosse stato respinto. La revisione della LAEl entrerà in vigore, ma presumibilmente non prima dell’estate del 2027. Pertanto, la fattispecie di cui all’articolo 8 capoverso 5 OREI non dovrà più essere soddisfatta, ma si tratta comunque di una situazione analoga per senso e scopo, nella quale l’esecuzione dei mandati deve apparire assicurata a lungo termine per i gestori.
Per poter rispettare l’ambizioso calendario per la pianificazione – e quindi mettere puntualmente a disposizione le centrali elettriche di riserva iscritte nella revisione della LAEl – è inoltre necessario portare avanti i lavori preliminari. I gestori devono assegnare per tempo i relativi mandati ed effettuare pagamenti, e a tal fine hanno bisogno di ulteriori fondi già a breve-medio termine. Nel complesso, non vi è la necessità di più fondi per le centrali elettriche di riserva, ma per i motivi citati occorre anticipare la messa a disposizione di tali risorse. I fondi del credito d’impegno di 50 milioni di franchi sono già stati liberati con il preventivo 2026. Ora sono necessari ulteriori mezzi per un importo di 100 milioni di franchi. Nella misura in cui gli acconti sono a valere sul credito per «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva», questi sono in gran parte garantiti da fondi propri o garanzie di gruppo. Il credito addizionale al credito d’impegno «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» per il finanziamento della soluzione transitoria per la centrale di riserva di Monthey (per un importo di 31,3 mio. fr.) è il terzo credito addizionale al credito d’impegno V0377.00. Ai sensi dell’articolo 8 capoverso 2 OREI, l’UFE può includere nella riserva complementare, tramite bandi pubblici, ulteriori gestori di centrali elettriche di riserva esistenti e può anche svolgere bandi pubblici per nuove centrali elettriche di riserva. La centrale elettrica di riserva di Monthey serve inizialmente come soluzione transitoria per poi inserirsi nel quadro delle centrali elettriche di riserva come soluzione a lungo termine. Per garantire una disponibilità ininterrotta nell’ambito della soluzione transitoria, è necessario effettuare già a medio termine una costosa revisione della turbina a gas. Per questo motivo, i fondi richiesti sono già necessari al momento attuale e non solo per la messa a disposizione della centrale nel quadro della soluzione a lungo termine.
In generale, è il DATEC (UFE) a effettuare i pagamenti per gli accordi stipulati dalla Confederazione (art. 22a cpv. 2 OREI). I costi sostenuti dalla Confederazione le sono rimborsati dalla società nazionale di rete. L’ORiEl, che si trova in fase di elaborazione, conterrà una disposizione transitoria in base alla quale il DATEC manterrà la competenza per gli impianti i cui contratti di partecipazione alla riserva di energia elettrica sono stati stipulati dalla Confederazione prima dell’entrata in vigore dell’ORiEl stessa, fino al trasferimento dei contratti alla società nazionale di rete.
5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera
Al momento non sussistono impegni internazionali che si frappongano all’esercizio o al finanziamento delle centrali elettriche di riserva. Anche in caso di approvazione dell’Accordo sull’energia elettrica con l’Unione europea nell’ambito del pacchetto «Stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE»28, la Svizzera ha il diritto di costituire una riserva di energia elettrica per garantirne l’approvvigionamento. La costituzione di una riserva di energia elettrica è subordinata al rispetto delle disposizioni del diritto europeo e di quelle attuate nel diritto svizzero, pur consentendo di tenere conto delle specificità elvetiche. La necessità della riserva deve essere giustificata attraverso un’analisi della sicurezza dell’approvvigionamento basata su una metodologia riconosciuta dall’UE, fondata segnatamente sull’analisi annuale europea di adeguatezza delle risorse («European Resource Adequacy Assessment») dell’ENTSO-E29, integrata, se del caso, con analisi nazionali in grado di tenere conto delle specificità della Svizzera. Laddove, in caso di necessità dimostrata e nonostante le misure del piano di attuazione, vi fossero dubbi in merito alla sicurezza dell’approvvigionamento, può essere costituita una riserva di energia elettrica; essa deve essere proporzionata e non deve produrre distorsioni del mercato evitabili. Nel rispetto di queste condizioni, le centrali elettriche di riserva possono continuare a funzionare come parte della riserva termica. In caso di aiuti di Stato (sussidi) incompatibili con l’Accordo sull’energia elettrica in relazione alla riserva di energia elettrica, è previsto un periodo transitorio di sei anni.
5.3 Forma dell’atto
Ai sensi dell’articolo 163 capoverso 2 Cost. e dell’articolo 25 capoverso 2 della legge del 13 dicembre 200230 sul Parlamento (LParl) nel presente caso l’atto va emanato sotto forma di decreto federale semplice, quindi non sottostante a referendum.
5.4 Subordinazione al freno alle spese
L’articolo 1 del decreto federale sul credito d’impegno per il finanziamento di centrali elettriche di riserva è subordinato al freno alle spese di cui all’articolo 159 capoverso 3 lettera b Cost., poiché implica spese uniche di oltre 20 milioni di franchi. Il credito d’impegno di 2,180 miliardi di franchi necessita del consenso della maggioranza dei membri di entrambe le Camere. È opportuno precisare che si tratta di una prestazione anticipata da parte della Confederazione. I costi vengono addebitati ai consumatori di energia elettrica tramite la tariffa per la riserva di energia elettrica, facendo sì che in definitiva il finanziamento non incida sul bilancio della Confederazione.
Anche l’articolo 3 del decreto federale concernente il credito addizionale «Pianificazione e attività preliminari centrali di riserva» di 100 milioni di franchi necessita del consenso della maggioranza dei membri di entrambe le Camere. Anche se nella fattispecie non si tratta di nuove spese, i fondi sono necessari per portare avanti i lavori di pianificazione e le attività preliminari riguardanti le centrali elettriche di riserva fino al permesso di costruzione.
Anche il credito addizionale per la «Riserva invernale complementare, centrali elettriche di riserva OREI» (art. 4 del decreto federale) di 31,3 milioni di franchi è subordinato al freno alle spese, come già un credito addizionale precedente. Si tratta di una nuova spesa in quanto questi fondi sono utilizzati specificamente per la centrale elettrica di riserva di Monthey. Anche per i due crediti addizionali si può affermare che i costi vengono addebitati ai consumatori di energia elettrica attraverso la tariffa per la riserva di energia elettrica, facendo sì che in definitiva il finanziamento non incida sul bilancio della Confederazione.
5.5 Conformità alla legge sui sussidi
Con i fondi richiesti non vengono concessi aiuti finanziari o indennità secondo la legge del 5 ottobre 199031 sui sussidi (LSu). Si tratta piuttosto di mezzi destinati a finanziare le centrali elettriche di riserva (credito d’impegno). Inoltre, ai gestori vengono versati acconti per la pianificazione e la progettazione di detti impianti e viene finanziata la soluzione transitoria (crediti addizionali).