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73, Sentenza del 13 luglio 1908 nella causa Trainoni.
Art. 88 al. 2 LEF. La sospensione non è operabile quando il creditore ha chiesto ed ottenuto il rigetto provvisorio, l’azione d'inesistenza del debito (art. 83 LEF) non sospende il termine dell’ art. 88 al. 41.
Fatti
I. I. Il 13 ottobre 1900 Angelo Lanfranchi, di Tegna, fece notificare a Domenico Trainoni, in Caslano, un precetto esecutivo, al quale il debitore fece opposizione. Avendone il creditore ottenuto il rigetto provvisorio, Trainoni promosse l’azione d’inesistenza del debito a termini dell’ art. 83. Questa causa è tuttora pendente. Successivamente, il 2 aprile 1903, l'Ufficio di Lugano notificava a Trainoni, sull’ istanza del creditore, un avviso di pignoramento provvisorio. Trainoni ricorse all’ Autorità di vigilanza, chiedendo la nullità dell’ avviso, perchè il diritto di domandare il pignoramento era perento in base all'art. 88, un anno dopo la notificazione del precetto. Ma tanto l’istanza inferiore quanto l’istanza superiore cantonale respinsero il ricorso partendo dal riflesso che il termine stabilito dall’ art. 88 rimaneva sospeso durante la pendenza della causa relativa all’ esistenza del debito. L’Autorità cantonale superiore di vigilanza motiva questo modo ‘di vedere come segue :
L'azione tendente ad ottenere una dichiarazione di inesistenza del debito è un incidente dell’esecuzione. Essa deve quindi avere per risultato d’interrompere il corso dei termini, se no riescirebbe in molti casi vana, potendo il giudizio intervenire molto tempo dopo il decorso del termine di cui all’art. 88. Il creditore non potrebbe allora proseguire l’esecuzione iniziata e dovrebbe intentarne una nuova.
und Konkurskammer. N° 73. 115)
II. II. E contro questa decisione che Domenico Trainoni ricorre attualmente al Tribunale federale.
Considerandi
L’istanza di pignoramento provvisorio essendo stata presentata solo in aprile del 1903, nel mentre il precetto esecutivo fu staccato il 13 ottobre 1900, è chiaro che il diritto di domandare il pignoramento dovevasi ritenere perento, se non si attribuisce all’azione d’inesistenza del debito effetto sospensivo. Ora ciò non è secondo il sistema della Legge federale.
Il disposto dell’alinea 2 dell’ art. 88, statuente che quando il debitore abbia fatto opposizione, il tempo trascorso dall’ intimazione dell’ azione al giorno del giudizio non si computa nel calcolo del termine spettante per chiedere il pignoramento, è applicabile solo nel caso in cui il creditore, non avendo domandato o ottenuto il rigetto provvisorio, ha introdotto azione davanti i tribunali per far pronunciare l’esistenza del suo eredito (art. 79). In questo caso, la sospensione del termine fissato al 1° slinea dell’ art. 88 è realmente di necessità, se non si vuol rendere illusoria l’esecuzione incoata, non potendo la stessa proseguirsi finchè esiste opposizione ed essendo raro il caso in cui il giudizio dei tribunali sull’esistenza del rapporto creditorio possa intervenire prima del decorso del termine dell’art. 88. Ma questo argomento cade quando il creditore ha chiesto ed ottenuto il rigetto provvisorio. La Legge federale prevede allora un mezzo speciale per salvaguardare gli interessi del creditore. Esso non ha che a domandare il pignoramento provvisorio a termini ‘dell’ art. 83, pignoramento che diviene definitivo, se non viene iniziata entro 10 giorni l’azione d’inesistenza del debito. Se il creditore tralascia di fare tale istanza, è a sua colpa e non a colpa della legge che si dovrà ascrivere eventualmente la caducità del precetto esecutivo. È dunque a torto che l’istanza cantonale è partita da questo riflesso per ammettere la sospensività dell’azione d’inesistenza del debito, in confronto al termine di cui all’ art. 88.
Simile effetto sospensivo non esiste, nò viene ammesso, come sembra ritenere l’istanza cantonale, neppure nel Comanzi decisamente l’opinione contraria.
Dispositivo
Per questi motivi, la Camera Esecuzione e Fallimenti del Tribunale federale pronuncia :
Il ricorso Trainoni è ammesso e annullata la decisione 9 giugno 1903 dell’ Autorità cantonale superiore di vigilanza.
74. , Enifoheid vom 10. Auguît 1903 in Saden Pignol! & Heiland.
Bedeutung von Art. 67 Abs. 4 Sch.- u. K.-Ges.: Angabe des Grundes der Forderung. Gentigi die Angabe « laut Rechnungsauszug » ?
I. $uber & Sueichen in Luzern ftellten ala Vertreter der Res furrenten Pigno! & Seiland am 8. Suni 1903 beim Vetreibungs: amte Bafelftadt ein Begehren um Betreibung des Wilhelm Ldffler in Bafel fiv einen Betrag von 64 Gr. 50 Cts, famt Bing. Unter der Rubrif ,FGordberungSurfunde nebft Datum und Grund ber Fordberung” entbilt Diefes BegeBren die Ungabe: ,lt. Redi nungsauszug”. Das BetreibungSamt Îfandte Das Begehren den Vertretern der Giaubiger gzuriié mit bem Bemerfen: ,Der er wdbnte Rednungianszug lag nicht Bei; der Forderungsgrund ift baher nàber gu bezeichmten,“ S$piegegen filbrten Vignol & Seiland Befdhmerde, indem sie be antragten, die Vollziebung Des fraglichen BetreibungSbegehrens, dad den gefebzlichen Anfordberungen geniige, anzuorbnen.
II. Bon der fantonalen MuffichtsbeBorde abgeriefen, ernenera sie munmebr mit redjtzeitig eingereichtem Nefurje ibren Befdhwerde: antrag vor Bundesgericht.
Die Sdhulbbetreibungs-: und Ronfursfammer giebt in Ermagung: Laut Art. 67 Ziff. 4 DG. sind im BetreibungSbegehren ans gugeben: ,, Die ForderungSurfunde und beren Datum; in Er mangelung einer folchen der Grund der Forderung.” Wie die Refurrenten ridtig bemerfen und iibrigens quod die Vorin ftanz ausbriicfioà bervorbebt, fann Bwed Ddiefer Voridrift nicht fein, bem BetreibungSamte eine materielle Prifung des Beftandes der in Betreibung zu febenden Forderung zu ermiglicien. Vielmebr bient sie dazu, bei Zujtellung des Bablungsbefebled dem Betriebenen ber den Gegenftand der Betreibung Klarbeit zu verfchaffen, d. b. daritber, mwelches eigentlià die vom Betreibenten bebauptete und geltend gemachte Forderung fei. Stinde ed dem Betreibenden frei, furzweg fiir einen Forberungsbeirag von der und der Hihe Be treibung arnzubeben, one Simei auf das MNedtsverbaltnis, aus dem er feine Forderung Berfeitet, fo ware damit der Betriebene in vielen Fallen im Ungewifien gelaffen, ob die BHetreibung eine gerechifertigte fei oder nicht, und Fonnten ibm duro Bermehg= fungen und Sritimer vielfa unmige Kojten und fonitiger Shaden entfteben. Dem mill das Gefeg vorbengen, indem es den BVetrei: benden verbalt, in feimen BetreibungSbegehren die erforderlichen Angaben gu machen, um den Shufbner dei Unbebumg der Be treibung in genannter Sinficht geniigend zu orientieren.
Diefer gefezlichen Unforderung giauben Bier die Refurrenten Binreichend bamit nadgefommen zu fein, da sie die Uniprace, fiir welche sie VBetreibung einfeiten mollen, mit den Worten It. RednungSanszug” fennzeicbinen. Fiir die Beurteilumg der grage nun, ob diefe Ungabe Ded Forderungsgrundes wirflich eine reptà= geniigliche fei, ijt von mefentficher Vedentung, ob die Refurrenten den von ifnen angerufenen NednungSauszug den Hetriebenen bereits mitgeteilt haben oder nicht. Wenn eine folche Weitteilung erfolgt wire, fo Batte man wobl den fraglichen Vermert im Bes treibungsbegehren als dem Gefege entfpredend anzufeben: Denn das Gefe fann dem Betreibenden nicht zumuten wollen, nachbdem er ber Gegenparlei bereits Recnung geftellt und babei den Saldo ala im guftebente Forderung beanfprudit hat, in feinem Betrei: bungsbegeBren oder in einer Anlage dazu neuerdings die einzelmen RednungSpoîten anzugeben, d 6. die geftelite Itetbnung zu res produzieren. Durd die erfolgte RedinungSftellung ift ja der Be: triebene iiber den , Grund der Forderung” im Sinne des Gefebes, die Verumftanbungen, aus mefchen der Betreibende die nunmebr geltend gemachte Salboforderung Berleitet, gebirig orientiert, fo daf cin blofer Vermweia im BetreibungSbegehren geniigen muf.