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Campagna d'odio delle istituzioni italiane contro la Svizzera. Convocare l'ambasciatore d'Italia
Testo depositato
Fin da subito, il rogo di Capodanno a Crans-Montana ha generato una campagna d’odio mediatica e politica dell’Italia contro la Svizzera.
Le fatture mediche recentemente inviate in copia alle famiglie delle vittime italiane (che non dovranno pagare) e la questione della copertura da parte italiana delle spese delle cure mediche dei propri connazionali secondo le regole internazionali vigenti, hanno riacceso la campagna d’odio contro il nostro Paese, questa volta apertamente lanciata da esponenti politici di primo piano, a partire dalla Presidente del Consiglio.
E’ evidente che questa campagna d’odio è slegata dal contesto, e funzionale a dinamiche italiane di propaganda politica interna. Tuttavia, questo non giustifica il protratto silenzio del Consiglio federale davanti ad attacchi che sono politici oltre che mediatici, e legittimat dall’atteggiamento ambivalente dell’ambasciatore d’Italia, il quale utilizza toni concilianti con i media svizzeri, mentre le dichiarazioni ai media italiani sono di tenore diverso, e contengono affermazioni e giudizi di merito inappropriati per un diplomatico.
Chiedo pertanto al CF:
E’ intenzione del CF prendere posizione sulla campagna d’odio contro la Svizzera lanciata (anche) dai vertici istituzionali italiani?
E’ intenzione del CF convocare l’ambasciatore d’Italia sia in relazione alla situazione di cui al punto 1) che al suo personale comportamento?
Parere del Consiglio federale
Per quanto riguarda la tragedia di Crans-Montana, dall’inizio di gennaio del 2026 la Svizzera e l’Italia mantengono contatti regolari ai massimi livelli. Lo dimostrano, per esempio, lo scambio di opinioni tra il presidente della Confederazione Guy Parmelin e la presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni a margine del vertice della Comunità politica europea a Erevan, nonché gli incontri con il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e il vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Tajani a Roma all’inizio di maggio del 2026. Anche in occasione di vari contatti tra il consigliere federale Ignazio Cassis e Antonio Tajani è stato affrontato il tema della tragedia di Crans-Montana. Nel corso di questi incontri bilaterali è stata costantemente ribadita la volontà dei due Paesi di sostenersi a vicenda nell’affrontare questa crisi. La parte italiana ha sempre espresso il proprio ringraziamento per l’ottima collaborazione, per esempio nell’ambito della cooperazione tra le procure di Roma e del Vallese in merito alle questioni giuridiche. Le relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi restano eccellenti.
Vi sono stati vari contatti tra il Consiglio federale e l’ambasciatore d’Italia dal suo rientro in Svizzera, all’inizio di aprile del 2026. In tale contesto, facendo riferimento alle buone relazioni bilaterali, è stato chiesto all’ambasciatore di dare prova di discrezione nei confronti dei media. L’ambasciatore d’Italia ha lasciato il suo incarico in Svizzera alla fine di giugno del 2026 essendo giunta al termine la sua missione.