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Il ferrovoltaico è un'opzione per la Svizzera?
Testo depositato
La svolta energetica richiede lo sviluppo di diverse fonti d’energia, tra le quali il fotovoltaico. Il fotovoltaico, però, risulta più vantaggioso quando tempi e luogo di produzione e di consumo dell'energia coincidono.
Diverse imprese, in particolare svizzere, stanno sviluppando tecnologie che consentono di integrare pannelli fotovoltaici tra le rotaie ferroviarie, senza aumentare l'ingombro a terra né causare un impatto visivo significativo.
Ora, sapendo che le FFS utilizzano le proprie dighe per produrre elettricità che impiegano per far circolare i treni anche in estate, è legittimo chiedersi se non sarebbe meglio che i treni circolassero alimentati dall’energia fotovoltaica nella stagione calda e si destinasse una parte della riserva idraulica al fabbisogno energetico invernale della Svizzera.
Chiedo al Consiglio federale di stilare un rapporto indicando:
il potenziale fotovoltaico delle rotaie ferroviarie in Svizzera;
il volume di elettricità che si potrebbe ricavare dalle dighe delle FFS per soddisfare il fabbisogno invernale;
la base giuridica o le basi giuridiche che dovrebbero essere adeguate per poter attuare la soluzione proposta.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
1. Il potenziale del fotovoltaico così come il suo effettivo impiego per il fabbisogno proprio dei trasporti pubblici sono ben documentati (cfr. Guida SETraP 2050 [solo in fr. e ted.], Rapporto Mo. Storni [in fr. e ted.] e Prospettiva FERROVIA 2050, studio sul principio fondamentale 8 [in fr. e ted., sintesi in it.]), mentre la tecnologia per l’integrazione di moduli fotovoltaici sui binari è ancora in evoluzione. I possibili effetti negativi su sicurezza, dispendio per la manutenzione e durata di vita nonché le ripercussioni sull’esercizio ferroviario sono attualmente al vaglio di un primo progetto pilota, nell’ambito del quale sarà analizzata anche la redditività della tecnologia.
2. L’immissione di energia fotovoltaica nella rete della corrente ferroviaria a 16,7 Hertz richiede componenti speciali per i quali esiste solo un mercato molto limitato, che incide negativamente sui loro costi e, di conseguenza, sulla redditività dell’impianto. Lo stato attuale delle conoscenze non lascia intravvedere una produzione di corrente ferroviaria da fotovoltaico conveniente e sufficiente a lungo termine e anche in un futuro prossimo risulterà più redditizio utilizzare l'energia fotovoltaica prodotta direttamente in loco tramite la rete a 50 Hertz.
Secondo la strategia energetica delle FFS, entro il 2030 l’impresa intende assicurare la copertura del 95 % del fabbisogno di corrente ferroviaria per il semestre invernale, diventando così più indipendente dal mercato energetico. Per raggiungere questo traguardo, le FFS puntano a intensificare le proprie misure di efficienza energetica, ampliare le centrali idroelettriche esistenti e incrementare il numero di superfici dotate di impianti fotovoltaici. (Strategia energetica FFS).
3. L’attuale situazione giuridica consente già alle imprese ferroviarie di realizzare impianti fotovoltaici sia per la corrente ferroviaria a 16,7 Hertz che per la corrente a 50 Hertz.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.