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Centri d'asilo. Responsabilizzare le città, sgravare le periferie
Testo depositato
Il Consiglio federale è incaricato di proporre le modifiche legislative e le ordinanze necessarie per:
introdurre, nell’ubicazione dei centri federali d’asilo e delle strutture d’accoglienza, un criterio vincolante che tenga conto della volontà politica espressa nelle principali votazioni federali su immigrazione, asilo, libera circolazione e crescita demografica;
attribuire prioritariamente nuovi centri e posti d’accoglienza alle città e agli agglomerati che dispongono di infrastrutture adeguate e che si esprimono regolarmente a favore di una politica migratoria più aperta;
ridurre progressivamente il carico sulle regioni periferiche e rurali che hanno espresso una posizione più critica verso l’aumento dell’immigrazione e dell’accoglienza, riequilibrando verso i centri urbani una quota maggiore dei posti d’accoglienza.
Motivazione
La votazione sull’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» ha confermato una tendenza già emersa in altri scrutini federali: le grandi città e diversi agglomerati sostengono più spesso una politica migratoria aperta, mentre molte regioni periferiche e rurali chiedono maggiore controllo e rigore.
Questa divergenza deve riflettersi anche nella pianificazione delle strutture d’asilo. Non è coerente che territori che votano per una politica migratoria più restrittiva debbano sopportare in misura rilevante gli oneri pratici di scelte sostenute soprattutto nei centri urbani.
Chi sostiene una politica più aperta deve assumersi una parte proporzionata delle relative responsabilità. Le città dispongono inoltre di infrastrutture, servizi pubblici, trasporti e possibilità d’integrazione generalmente superiori a quelle delle periferie.
La mozione non mira a penalizzare nessuna regione, ma a rafforzare coerenza democratica, solidarietà reale e trasparenza. L’accoglienza non può essere solo un principio sostenuto nelle urne: deve tradursi anche in responsabilità concrete.
La presente proposta intende proporre che nell’ubicazione dei centri federali d’asilo e delle strutture d’accoglienza, sia considerata anche la volontà politica espressa dalle popolazioni interessate. Laddove possibile, gli attuali centri situati in periferia devono essere trasferiti a breve nei centri urbani.
Proposta del Consiglio federale
Respingere
Parere del Consiglio federale
L’asilo è un compito assunto congiuntamente dai tre livelli statali. La Confederazione svolge le procedure d’asilo e garantisce la prima accoglienza dei richiedenti l’asilo e delle persone in cerca di protezione. In occasione di due conferenze nazionali sull’asilo tenute nel 2013 e nel 2014, la Confederazione, i Cantoni nonché le associazioni mantello delle Città e dei Comuni hanno deciso all’unanimità di dare un nuovo assetto al settore dell’asilo. Si trattava in particolare di definire regioni procedurali e ripartire in maniera equilibrata i centri federali d’asilo.
Dal riassetto del sistema d’asilo, avvenuto nel 2019, i richiedenti sono ripartiti tra i Cantoni secondo una chiave proporzionale alla popolazione. Adeguata annualmente, questa chiave di ripartizione è risultata efficace ed è sostenuta dai Cantoni.
Conformemente alla legge, i Cantoni s’intendono circa la ripartizione dei richiedenti (art. 27 della legge sull’asilo e art. 21 e 22 dell’ordinanza 1 sull’asilo). Una modifica del sistema di ripartizione non rientra dunque nella competenza della Confederazione, ma deve essere decisa congiuntamente dai Cantoni. In caso di mancato accordo, il Consiglio federale definisce i criteri di ripartizione in un’ordinanza dopo aver consultato gli stessi Cantoni. La Confederazione non dispone di elementi indicanti che questi ultimi auspicherebbero derogare a questo collaudato sistema di ripartizione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.